Qanat inagibili: annullate le visite di ottobre

Il Cai di Palermo ci informa che per ragioni di sicurezza al momento non sarà possibile effettuare la visita. Tutti i coupon emessi saranno rimborsati

di Redazione

Eventi sopravvenuti e non prevedibili rendono inagibile temporaneamente il sito, che ora richiede lavori straordinari”. Con questa motivazione il gruppo speleologico della sezione Cai di Palermo ci informa che la visita ai Qanat, andata già esaurita sul nostro sito nelle date del Festival, dovrà essere annullata per ragioni di sicurezza e quindi del tutto indipendenti dalla nostra volontà.

Ci preme precisare che tutti coloro che hanno prenotato saranno contattati e i coupon già emessi saranno rimborsati. Il Cai di Palermo si è comunque impegnato a comunicarci tempestivamente la riapertura del sito.

Infatti, visto il successo delle scorse esperienze, stiamo cercando di individuare insieme delle date speciali per recuperare la possibilità di ripetere il percorso dei Qanat.

Il sito dovrebbe tornare ad essere agibile intorno a novembre. Non appena avremo il via libera dal Cai vi terremo informati.

Il Cai di Palermo ci informa che per ragioni di sicurezza al momento non sarà possibile effettuare la visita. Tutti i coupon emessi saranno rimborsati

di Redazione

Eventi sopravvenuti e non prevedibili  rendono inagibile temporaneamente il sito, che ora richiede lavori straordinari”. Con questa motivazione il gruppo speleologico della sezione Cai di Palermo ci informa che la visita ai Qanat, andata già esaurita sul nostro sito nelle date del Festival, dovrà essere annullata per ragioni di sicurezza e quindi del tutto indipendenti dalla nostra volontà.

Ci preme precisare che tutti coloro che hanno prenotato saranno contattati e i coupon già emessi saranno rimborsati. Il Cai di Palermo si è comunque impegnato a comunicarci tempestivamente la riapertura del sito.

Infatti, visto il successo delle scorse esperienze, stiamo cercando di individuare insieme delle date speciali per recuperare la possibilità di ripetere il percorso dei Qanat.
Il sito dovrebbe tornare ad essere agibile intorno a novembre. Non appena avremo il via libera dal Cai vi terremo informati.

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Le Vie dei Tesori, cibo e vino a nozze con la storia

Sabato 13 ottobre, visita guidata con degustazione al Museo del Risorgimento. A Palazzo Asmundo proseguono le cene ispirate agli antichi monsù

di Redazione

Profumo di storia e di buon vino il prossimo di weekend. Dopo aver ammirato i tetti di Palermo dalla cupola del Santissimo Salvatore, la scorsa settimana, la seconda visita con degustazione de Le Vie dei Tesori si farà al Museo del Risorgimento di piazza San Domenico. Appuntamento sabato 13 ottobre alle 19, nel convento annesso alla chiesa, sede anche della Società italiana di Storia Patria, dove un enologo dell’azienda vinicola Planeta condurrà una degustazione, per poi ammirare i cimeli del museo nel corso di una visita guidata condotta dal segretario della Società siciliana di Storia Patria, Salvatore Savoia (cliccando qui si potrà prenotare la visita).

Il Museo, inaugurato nella sua nuova veste in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, racconta l’epopea garibaldina e la nascita del nuovo Stato, attraverso una ricca e interessante collezione: camicie rosse, lettere, armi, documenti, arredi, vari oggetti personali, sculture, dipinti. Qui rivivono i protagonisti e le loro imprese di metà Ottocento. Il Museo si affaccia sul chiostro, luogo di intima preghiera e meditazione, ma anche uno scrigno d’arte.

Le altre visite guidate con degustazione saranno al Mulino di Sant’Antonio (19 ottobre), Palazzo Asmundo (26 ottobre) e Villa Pottino (sabato 3 novembre). Qui potete scoprire e prenotare tutte le visite.

Se volete, invece, visitare Palazzo Asmundo, potete scegliere tra un aperitivo, tutti i venerdì e sabato del festival, alle 19 (clicca qui per prenotare), oppure la cena, ogni sabato alle 21 (clicca qui per prenotare). Si tratta di una cena esclusiva, nel salone da cui sembra di poter toccare la Cattedrale con una mano. Tovaglie di pregio, candelabri, stoviglie di porcellana e un menu ispirato agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe. Due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani, da gustare tra alabarde, armi da fuoco, maioliche del 18esimo secolo, ceramiche dell’Ottocento, cartoline e stampe d’epoca, perfino carrozze.

Per informazioni o prenotazioni sul festival, telefonare allo 0918420104, la lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

Sabato 13 ottobre, visita guidata con degustazione al Museo del Risorgimento. A Palazzo Asmundo proseguono le cene ispirate agli antichi monsù

di Redazione

Profumo di storia e di buon vino il prossimo di weekend. Dopo aver ammirato i tetti di Palermo dalla cupola del Santissimo Salvatore, la scorsa settimana, la seconda visita con degustazione de Le Vie dei Tesori si farà al Museo del Risorgimento di piazza San Domenico. Appuntamento sabato 13 ottobre alle 19, nel convento annesso alla chiesa, sede anche della Società italiana di Storia Patria, dove un enologo dell’azienda vinicola Planeta condurrà una degustazione, per poi ammirare i cimeli del museo nel corso di una visita guidata condotta dal segretario della Società siciliana di Storia Patria, Salvatore Savoia (cliccando qui si potrà prenotare la visita).

Il Museo, inaugurato nella sua nuova veste in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, racconta l’epopea garibaldina e la nascita del nuovo Stato, attraverso una ricca e interessante collezione: camicie rosse, lettere, armi, documenti, arredi, vari oggetti personali, sculture, dipinti. Qui rivivono i protagonisti e le loro imprese di metà Ottocento. Il Museo si affaccia sul chiostro, luogo di intima preghiera e meditazione, ma anche uno scrigno d’arte.

Le altre visite guidate con degustazione saranno al Mulino di Sant’Antonio (19 ottobre), Palazzo Asmundo (26 ottobre) e Villa Pottino (sabato 3 novembre). Qui potete scoprire e prenotare tutte le visite.

Se volete, invece, visitare Palazzo Asmundo, potete scegliere tra un aperitivo, tutti i venerdì e sabato del festival, alle 19 (clicca qui per prenotare), oppure la cena, ogni sabato alle 21 (clicca qui per prenotare). Si tratta di una cena esclusiva, nel salone da cui sembra di poter toccare la Cattedrale con una mano. Tovaglie di pregio, candelabri, stoviglie di porcellana e un menu ispirato agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe. Due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani, da gustare tra alabarde, armi da fuoco, maioliche del 18esimo secolo, ceramiche dell’Ottocento, cartoline e stampe d’epoca, perfino carrozze.

Per informazioni o prenotazioni sul festival, telefonare allo 0918420104, la lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

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“Artigia”, in mostra nuove visioni del contemporaneo

S’inaugura il 13 ottobre il primo di una una serie di appuntamenti e piccole personali che intendono offrire uno sguardo eclettico sui nuovi linguaggi della pittura

di Redazione

Una collettiva per indagare tra le pieghe dell’arte dei nostri giorni. Questo il senso di “Art-igia n. 1. Nuove visioni del contemporaneo”, una mostra che sarà inaugurata sabato 13 ottobre alle 18 negli spazi espositivi di Artigia, atelier d’arte in Ortigia, a Siracusa.

L’esposizione, nata da un’idea del linker art Benedetto Speranza e dell’artista Giuseppe Bombaci, si inserisce nel calendario degli eventi organizzati per la quattordicesima Giornata del Contemporaneo, kermesse internazionale indetta dall’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani per promuovere l’arte del nostro tempo attraverso, mostre, eventi, laboratori e aperture gratuite di musei in Italia e all’estero.

“Art-igia n. 1”, primo di una una serie di appuntamenti e piccole personali che intendono offrire uno sguardo nuovo sull’arte, comprende venti dipinti degli artisti Evita Andújar, Marco Bettio, Gabriele Colletto, Salvatore Difranco, Demetrio Di Grado, Alessandro Gurciullo, Sarah Ledda, Maurizio Pometti, Samantha Torrisi, Massimiliano Usai.

La collettiva non ha un preciso filo conduttore, ma intende evidenziare l’eclettismo stilistico, le affinità e le assonanze, i punti d’incontro ma anche le differenze, la compresenza di molteplici linguaggi e tecniche che caratterizzano lo scenario dell’arte contemporanea. Non a caso sono stati selezioni artisti diversi tra loro per origine e formazione: alcuni legati al territorio, altri provenienti da realtà diverse ma che per il loro sentire o per il loro modo di vivere si sono avvicinati alla realtà siciliana e, in particolare, siracusana.

Dai delicati volti di donna tratteggiati dalla matita di Maurizio Pometti alla sensualità degli smalti monocromi di Salvatore Di Franco, dalle atmosfere oniriche degli oli di Samantha Torrisi alle sinistre visioni di Gabriele Colletto, ai ritratti di donne di Sarah Ledda ed Evita Andújar si dipana un percorso espositivo ricco e articolato che ha per protagonisti il confronto e la diversità espressiva dei linguaggi contemporanei.

La mostra resterà aperta fino al 30 ottobre e potrà essere visitata tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. Per informazioni telefonare al 3939959249.

S’inaugura il 13 ottobre il primo di una una serie di appuntamenti e piccole personali che intendono offrire uno sguardo eclettico sui nuovi linguaggi della pittura

di Redazione

Una collettiva per indagare tra le pieghe dell’arte dei nostri giorni. Questo il senso di “Art-igia n. 1. Nuove visioni del contemporaneo”, una mostra che sarà inaugurata sabato 13 ottobre alle 18 negli spazi espositivi di Artigia, atelier d’arte in Ortigia, a Siracusa.

L’esposizione, nata da un’idea del linker art Benedetto Speranza e dell’artista Giuseppe Bombaci, si inserisce nel calendario degli eventi organizzati per la quattordicesima Giornata del Contemporaneo, kermesse internazionale indetta dall’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani per promuovere l’arte del nostro tempo attraverso, mostre, eventi, laboratori e aperture gratuite di musei in Italia e all’estero.

“Art-igia n. 1”, primo di una una serie di appuntamenti e piccole personali che intendono offrire uno sguardo nuovo sull’arte, comprende venti dipinti degli artisti Evita Andújar, Marco Bettio, Gabriele Colletto, Salvatore Difranco, Demetrio Di Grado, Alessandro Gurciullo, Sarah Ledda, Maurizio Pometti, Samantha Torrisi, Massimiliano Usai.

La collettiva non ha un preciso filo conduttore, ma intende evidenziare l’eclettismo stilistico, le affinità e le assonanze, i punti d’incontro ma anche le differenze, la compresenza di molteplici linguaggi e tecniche che caratterizzano lo scenario dell’arte contemporanea. Non a caso sono stati selezioni artisti diversi tra loro per origine e formazione: alcuni legati al territorio, altri provenienti da realtà diverse ma che per il loro sentire o per il loro modo di vivere si sono avvicinati alla realtà siciliana e, in particolare, siracusana.

Dai delicati volti di donna tratteggiati dalla matita di Maurizio Pometti alla sensualità degli smalti monocromi di Salvatore Di Franco, dalle atmosfere oniriche degli oli di Samantha Torrisi alle sinistre visioni di Gabriele Colletto, ai ritratti di donne di Sarah Ledda ed Evita Andújar si dipana un percorso espositivo ricco e articolato che ha per protagonisti il confronto e la diversità espressiva dei linguaggi contemporanei.

La mostra resterà aperta fino al 30 ottobre e potrà essere visitata tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. Per informazioni telefonare al 3939959249.

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Boccadifalco record: oltre 950 visite nel primo weekend

Un itinerario già sold out, due percorsi su prenotazione pieni di storia e testimonianze. In questo video vi mostriamo un assaggio di ciò che si potrà vedere nell’ex scalo militare

di Redazione

Palermo vista dall’alto o attraverso le sue “viscere”, quei rifugi antiaerei utilizzati anche come deposito munizioni durante la Seconda guerra mondiale. E, ancora, la torre di controllo dello scalo dove si è fatta la storia dell’aviazione del Sud Italia, una mostra fotografica, due bunker, il giardino di Villa Natoli e l’hangar con i velivoli. In questo video de Le Vie dei Tesori vi diamo un assaggio di ciò che scopriranno i nostri visitatori all’interno dei due percorsi previsti nel Festival, oltre al battesimo del volo a bordo di un piper, già sold out.

Boccadifalco è uno dei luoghi visitabili solo su prenotazione acquistando i coupon da questo link (al costo di 3 euro a persona).

Ha debuttato quest’anno con Le Vie dei Tesori, ma nel primo weekend del festival ha contato già più di 950 visitatori che hanno scelto di vedere l’ex scalo militare di Boccadifalco, una città nella città, con i suoi ampi spazi verdi, i bunker, i velivoli storici e moderni esposti tra gli scatti d’epoca in bianco e nero.

Un itinerario già sold out, due percorsi su prenotazione pieni di storia e testimonianze. In questo video vi mostriamo un assaggio di ciò che si potrà vedere nell’ex scalo militare

di Redazione

Palermo vista dall’alto o attraverso le sue “viscere”, quei rifugi antiaerei utilizzati anche come deposito munizioni durante la Seconda guerra mondiale. E, ancora, la torre di controllo dello scalo dove si è fatta la storia dell’aviazione del Sud Italia, una mostra fotografica, due bunker, il giardino di Villa Natoli e l’hangar con i velivoli. In questo video de Le Vie dei Tesori vi diamo un assaggio di ciò che scopriranno i nostri visitatori all’interno dei due percorsi previsti nel Festival, oltre al battesimo del volo a bordo di un piper, già sold out.

Boccadifalco è uno dei luoghi visitabili solo su prenotazione acquistando i coupon da questo link (al costo di 3 euro a persona).

Ha debuttato quest’anno con Le Vie dei Tesori, ma nel primo weekend del festival ha contato già più di 950 visitatori che hanno scelto di vedere l’ex scalo militare di Boccadifalco, una città nella città, con i suoi ampi spazi verdi, i bunker, i velivoli storici e moderni esposti tra gli scatti d’epoca in bianco e nero.

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Le Vie dei Tesori, oltre 36mila visite nel primo weekend a Palermo

Il sito più gettonato è stato il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria, con oltre mille accessi. Bene anche le passeggiate all’aeroporto Boccadifalco, che ha aperto i battenti per la prima volta al pubblico

di Redazione

Inizia alla grande il festival Le Vie dei Tesori a Palermo. Nel primo weekend sono stati oltre 36mila i visitatori in tre giornate di visite, con cittadini e turisti spalmati dal centro storico alle borgate in periferia.

Il sito più gettonato è stato il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria: sono oltre mille i visitatori che hanno scelto di scendere la breve scaletta in legno che porta nelle viscere della città. E seguire le spiegazioni di Will Rothier, francese con il pallino della Storia che ha deciso di vivere a Palermo e raccontarla.

Ma la sua passione deve essere contagiosa se 950 visitatori si sono recati appositamente a Boccadifalco per scoprire l’ex aeroporto militare, che apriva i battenti per la prima volta e proponeva – su due distinti itinerari, uno dei quali su prenotazione – un giro tra bunker della guerra, giardini storici di antiche ville, la torre di controllo e l’hangar che i bombardamenti lasciarono intatto.

A ruota, 901 visitatori hanno invece scelto il Teatro Politeama, dove i volontari e gli studenti dell’Alternanza Scuola Lavoro conducevano tra foyer e palcoscenico. Segue poi l’Oratorio di San Lorenzo (831 visite) dove ha di sicuro trascinato la curiosità legata al nuovo film di Roberto Andò che ruota attorno alla Natività del Caravaggio, trafugata proprio da questo sito. Sesto luogo più apprezzato, un must del festival, come il Santissimo Salvatore con la sua cupola da cui ci si affaccia sulla città: lo hanno scelto 830 visitatori; settimo, il Villino Florio con il suo giardino e gli arredi liberty recuperati, visitati da 750 persone.

Ma è stato anche un weekend di musei aperti: in parecchi hanno infatti scelto oggi la visita guidata de Le Vie dei Tesori anche nei siti istituzionali che aprivano gratuitamente come ogni prima domenica del mese. Dalla Zisa al Museo Salinas, dalla Cuba al Castello a mare, per citarne alcuni, il pubblico ha apprezzato lo storytelling che è il marchio del festival. Tantissimi visitatori anche al Museo Abatellis che ha sottolineato la presenza di affreschi di Pietro Novelli asportati, salvati e conservati dai luoghi originari; e al Museo Mirto dove il giornalista Mario Pintagro ha condotto le visite per gli appassionati di arredi e suppellettili d’epoca. In tantissimi hanno tentato di entrare al carcere Ucciardone, aperto soltanto su prenotazione, ma è sold out fino alla fine del festival. I fortunati hanno assistito – commuovendosi – alla visita teatralizzata dei detenuti, con la regia di Lollo Franco.

E il prossimo fine settimana si replica, e così ancora per altri quattro weekend fino al 4 novembre: Le Vie dei Tesori aprono in tutto 130 luoghi, di cui 18 su prenotazione. Ultima nota a margine: un festival 4.0 che ha abituato i suoi utenti alla prenotazione on line, alle code, al rispetto dei siti. Tantissima gente anche per le passeggiate d’autore, sia in centro che fuori porta. E molti genitori che hanno affidato i bambini ai laboratori pensati per i più piccoli, o hanno partecipato con i pargoli alle visite “for family”.

Tutti i coupon si trovano online sul sito www.leviedeitesori.it. Per informazioni telefonare allo 0918420104, numero attivo ogni giorno, dal lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

Il sito più gettonato è stato il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria, con oltre mille accessi. Bene anche le passeggiate all’aeroporto Boccadifalco, che ha aperto i battenti per la prima volta al pubblico

di Redazione

Inizia alla grande il festival Le Vie dei Tesori a Palermo. Nel primo weekend sono stati oltre 36mila i visitatori in tre giornate di visite, con cittadini e turisti spalmati dal centro storico alle borgate in periferia.

Il sito più gettonato è stato il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria: sono oltre mille i visitatori che hanno scelto di scendere la breve scaletta in legno che porta nelle viscere della città. E seguire le spiegazioni di Will Rothier, francese con il pallino della Storia che ha deciso di vivere a Palermo e raccontarla.

Ma la sua passione deve essere contagiosa se 950 visitatori si sono recati appositamente a Boccadifalco per scoprire l’ex aeroporto militare, che apriva i battenti per la prima volta e proponeva – su due distinti itinerari, uno dei quali su prenotazione – un giro tra bunker della guerra, giardini storici di antiche ville, la torre di controllo e l’hangar che i bombardamenti lasciarono intatto.

A ruota, 901 visitatori hanno invece scelto il Teatro Politeama, dove i volontari e gli studenti dell’Alternanza Scuola Lavoro conducevano tra foyer e palcoscenico. Segue poi l’Oratorio di San Lorenzo (831 visite) dove ha di sicuro trascinato la curiosità legata al nuovo film di Roberto Andò che ruota attorno alla Natività del Caravaggio, trafugata proprio da questo sito. Sesto luogo più apprezzato, un must del festival, come il Santissimo Salvatore con la sua cupola da cui ci si affaccia sulla città: lo hanno scelto 830 visitatori; settimo, il Villino Florio con il suo giardino e gli arredi liberty recuperati, visitati da 750 persone.

Ma è stato anche un weekend di musei aperti: in parecchi hanno infatti scelto oggi la visita guidata de Le Vie dei Tesori anche nei siti istituzionali che aprivano gratuitamente come ogni prima domenica del mese. Dalla Zisa al Museo Salinas, dalla Cuba al Castello a mare, per citarne alcuni, il pubblico ha apprezzato lo storytelling che è il marchio del festival. Tantissimi visitatori anche al Museo Abatellis che ha sottolineato la presenza di affreschi di Pietro Novelli asportati, salvati e conservati dai luoghi originari; e al Museo Mirto dove il giornalista Mario Pintagro ha condotto le visite per gli appassionati di arredi e suppellettili d’epoca. In tantissimi hanno tentato di entrare al carcere Ucciardone, aperto soltanto su prenotazione, ma è sold out fino alla fine del festival. I fortunati hanno assistito – commuovendosi – alla visita teatralizzata dei detenuti, con la regia di Lollo Franco.

E il prossimo fine settimana si replica, e così ancora per altri quattro weekend fino al 4 novembre: Le Vie dei Tesori aprono in tutto 130 luoghi, di cui 18 su prenotazione. Ultima nota a margine: un festival 4.0 che ha abituato i suoi utenti alla prenotazione on line, alle code, al rispetto dei siti. Tantissima gente anche per le passeggiate d’autore, sia in centro che fuori porta. E molti genitori che hanno affidato i bambini ai laboratori pensati per i più piccoli, o hanno partecipato con i pargoli alle visite “for family”.

Tutti i coupon si trovano online sul sito www.leviedeitesori.it. Per informazioni telefonare allo 0918420104, numero attivo ogni giorno, dal lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

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“La Bella addormentata” al Bellini di Catania

Lo spettacolo, con la coreografia in chiave contemporanea di Matteo Levaggi, nasce dalla collaborazione con il Massimo di Palermo. Sarà in scena nel capoluogo etneo dal 9 al 14 ottobre

di Redazione

Il classico dei classici del balletto, La bella addormentata di Čajkovskij, dopo tre anni di assenza ritorna sul palcoscenico del Teatro Massimo Bellini di Catania in una nuova, sorprendente coreografia firmata da Matteo Levaggi, che ne propone un’ardita interpretazione contemporanea non priva di effetti speciali: su tutti la pioggia di tremila rose bianche, a conclusione del brano più celebre dell’intera partitura, l’Adagio della rosa.

Una creazione che vede impegnato il Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo in uno spettacolo raffinato e poetico che, dopo il successo della creazione palermitana dello scorso dicembre delle otto applauditissime recite, approda al Teatro Bellini di Catania, dove sarà in scena dal 9 al 14 ottobre: “Un sogno in cui mondi ed epoche diverse si incontrano in totale libertà creativa”, come ha dichiarato lo stesso Levaggi. Dopo il successo della Traviata del marzo scorso, presentata in un allestimento palermitano dovuto a Mario Pontiggia, il Teatro Massimo Bellini di Catania rinnova così la collaborazione con il Massimo teatro del capoluogo isolano, con cui ha avviato una sinergia particolarmente significativa sotto il profilo artistico e produttivo.

La bella addormentata sarà diretta dal maestro russo Mikhail Agrest. Nella nuova creazione di Levaggi la piccola Aurora (Romina Leone, secondo cast Yuriko Nishihara) è un’orfana, libera e intraprendente come una ragazza contemporanea, che vive in un incantevole palazzo con un paggio (Alessandro Cascioli, secondo cast Giovanni Traetto): sul fondo della scena, disegnata da Antonino Di Miceli, campeggiano due troni vuoti – e fors’anche una culla vuota, al proscenio. Vuole decidere liberamente della propria vita, senza bisogno di una Fata: per questo si addormenta, pungendosi con un mazzo di rose, in un universo in cui le fate sono boccioli di fiori. Tutt’intorno molti personaggi en travesti: non soltanto la Fata Carabosse, come da tradizione (Vincenzo Carpino, poi Riccardo Riccio), ma anche quella dei Lillà, interpretata da Andrea Mocciardini. Il principe è Michele Morelli (secondo cast Alessandro Cascioli), in una compagnia che assembla i più validi elementi del Corpo di ballo del Massimo di Palermo, impegnati e complici in quest’intenso itinerario creativo. Particolarmente originali i costumi, con tocchi di ironica originalità nel divertissement dell’ultimo atto, realizzati dagli allievi del Master di Costume dell’Accademia Costume & Moda di Roma, coordinati da Andrea Viotti.

Il sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo Francesco Giambrone sottolinea “l’importanza di questa collaborazione, che vede il Corpo di ballo del Teatro Massimo impegnato non solo nella città di Palermo. Penso che sia giusto che i corpi di ballo delle fondazioni liriche rimasti attivi debbano rappresentare una risorsa non solo per il teatro a cui appartengono ma per l’intero territorio, contribuendo così a promuovere la cultura della danza e del balletto non solo nella città in cui si trovano ma in una zona più vasta”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il sovrintendente del Teatro Massimo Bellini di Catania, Roberto Grossi: “Fare rete e circuitare nell’Isola la grande lirica e la grande danza è alla base della sinergia, sempre più stretta, avviata da tempo tra il Bellini e il Massimo di Palermo, un obiettivo tanto concreto quanto ambizioso che stiamo focalizzando per tradurlo in azioni coordinate, al servizio di un più vasto pubblico di residenti e turisti”.

Lo spettacolo, con la coreografia in chiave contemporanea di Matteo Levaggi, nasce dalla collaborazione con il Massimo di Palermo. Sarà in scena nel capoluogo etneo dal 9 al 14 ottobre

di Redazione

Il classico dei classici del balletto, La bella addormentata di Čajkovskij, dopo tre anni di assenza ritorna sul palcoscenico del Teatro Massimo Bellini di Catania in una nuova, sorprendente coreografia firmata da Matteo Levaggi, che ne propone un’ardita interpretazione contemporanea non priva di effetti speciali: su tutti la pioggia di tremila rose bianche, a conclusione del brano più celebre dell’intera partitura, l’Adagio della rosa.

Una creazione che vede impegnato il Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo in uno spettacolo raffinato e poetico che, dopo il successo della creazione palermitana dello scorso dicembre delle otto applauditissime recite, approda al Teatro Bellini di Catania, dove sarà in scena dal 9 al 14 ottobre: “Un sogno in cui mondi ed epoche diverse si incontrano in totale libertà creativa”, come ha dichiarato lo stesso Levaggi. Dopo il successo della Traviata del marzo scorso, presentata in un allestimento palermitano dovuto a Mario Pontiggia, il Teatro Massimo Bellini di Catania rinnova così la collaborazione con il Massimo teatro del capoluogo isolano, con cui ha avviato una sinergia particolarmente significativa sotto il profilo artistico e produttivo.

La bella addormentata sarà diretta dal maestro russo Mikhail Agrest. Nella nuova creazione di Levaggi la piccola Aurora (Romina Leone, secondo cast Yuriko Nishihara) è un’orfana, libera e intraprendente come una ragazza contemporanea, che vive in un incantevole palazzo con un paggio (Alessandro Cascioli, secondo cast Giovanni Traetto): sul fondo della scena, disegnata da Antonino Di Miceli, campeggiano due troni vuoti – e fors’anche una culla vuota, al proscenio. Vuole decidere liberamente della propria vita, senza bisogno di una Fata: per questo si addormenta, pungendosi con un mazzo di rose, in un universo in cui le fate sono boccioli di fiori. Tutt’intorno molti personaggi en travesti: non soltanto la Fata Carabosse, come da tradizione (Vincenzo Carpino, poi Riccardo Riccio), ma anche quella dei Lillà, interpretata da Andrea Mocciardini. Il principe è Michele Morelli (secondo cast Alessandro Cascioli), in una compagnia che assembla i più validi elementi del Corpo di ballo del Massimo di Palermo, impegnati e complici in quest’intenso itinerario creativo. Particolarmente originali i costumi, con tocchi di ironica originalità nel divertissement dell’ultimo atto, realizzati dagli allievi del Master di Costume dell’Accademia Costume & Moda di Roma, coordinati da Andrea Viotti.

Il sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo Francesco Giambrone sottolinea “l’importanza di questa collaborazione, che vede il Corpo di ballo del Teatro Massimo impegnato non solo nella città di Palermo. Penso che sia giusto che i corpi di ballo delle fondazioni liriche rimasti attivi debbano rappresentare una risorsa non solo per il teatro a cui appartengono ma per l’intero territorio, contribuendo così a promuovere la cultura della danza e del balletto non solo nella città in cui si trovano ma in una zona più vasta”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il sovrintendente del Teatro Massimo Bellini di Catania, Roberto Grossi: “Fare rete e circuitare nell’Isola la grande lirica e la grande danza è alla base della sinergia, sempre più stretta, avviata da tempo tra il Bellini e il Massimo di Palermo, un obiettivo tanto concreto quanto ambizioso che stiamo focalizzando per tradurlo in azioni coordinate, al servizio di un più vasto pubblico di residenti e turisti”.

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Palazzo Abatellis come non l’avete mai visto

Per il primo weekend del festival, una visita inedita alla scoperta della stanza della direzione, dove si possono ammirare gli affreschi provenienti dallo Sclafani. A Palazzo De Gregorio, invece, un concerto di PianoCity

di Redazione

Primo weekend all’insegna dei musei (e non solo) per il festival Le Vie dei Tesori. A partire dalla Galleria regionale di Palazzo Abatellis, che, oltre al celebre “Trionfo della morte” proveniente da Palazzo Sclafani, oggi e domani, sabato 6 e domenica 7 ottobre, dalle 10 alle 13, “racconterà” ben altro, tuffandosi nel secolo barocco e ritrovando una Palermo che pretendeva luoghi di degenza affrescati per i suoi malati, anche i più miseri.

Palazzo Sclafani era infatti un ospedale, così come il Fatebenefratelli, e su ambedue mise mano Pietro Novelli; che intervenne sul palazzo accanto all’odierna questura, nel 1634: i suoi affreschi dovevano essere un contraltare barocco al medievale “Trionfo della Morte”. Furono staccati nell’800 e conservati prima al Museo Nazionale (attuale Salinas) poi trasferiti all’Abatellis.

Faranno parte della visita inedita che Le Vie dei Tesori conduce oggi e domani alla scoperta del museo. Si potrà eccezionalmente accedere alla stanza della direzione che mostra proprio questi affreschi provenienti dallo Sclafani, il palazzo trecentesco nato da una scommessa tra il conte Matteo Sclafani ed il cognato, Manfredi Chiaramonte; nel 1400 fu confiscato e dopo alterne vicende, divenne il primo ospedale pubblico siciliano; dopo i Moti, nel 1832 fu trasformato in gendarmeria.

Pietro Novelli aggiunse nel 1634 i cicli “Paradiso” e “Purgatorio”, che raffigurano rispettivamente la Santissima Trinità, la Vergine, Sant’Ignazio di Loyola, altri santi, e le anime del Purgatorio che ascendono al Paradiso. Altri affreschi, sempre visitabili oggi e domani, provengono invece dall’Abbazia di San Martino delle Scale e dall’originaria Cappella dei Falegnami, che venne distrutta nel 1804 per far posto alla sede di Giurisprudenza. La confraternita si trasferì nella nuova cappella (che però quest’anno non sarà più visitabile per problemi tecnici), ma gli affreschi furono salvati dall’erudito Agostino Gallo. La tecnica di Pietro Novelli è straordinaria, i personaggi possiedono fattezze molto particolari; la stessa mano si ritrova anche nell’enorme affresco dell’ex ospedale Fatebenefratelli, che per Le Vie dei Tesori apre soltanto la domenica (dalle 10 alle 17,30).

Palazzo Abatellis sarà soltanto uno dei musei istituzionali aperti: domani si potrà scegliere tra l’entrata gratuita (come avviene tutte le prime domeniche del mese) o la visita guidata (ingresso dalla Porta Carraia) de Le Vie dei Tesori. Stessa formula anche per Palazzo Mirto (domenica 7 ottobre dalle 10 alle 13) dove invece sarà proposta una visita d’autore affidata al giornalista Mario Pintagro che racconterà i segreti nascosti tra gli affascinanti arredi ancora intatti.

Opportunità analoga anche per la Zisa e la Cuba, autentici sollazzi dei sovrani normanni nel cuore del “Genoardo”, e per San Giovanni degli Eremiti (orari sul sito www.leviedeitesori.it). E per il Castello a Mare (aperto domenica 7 ottobre dalle 10 alle 18), voluto dagli arabi e conservato nei secoli; quando si pensò di abbatterlo, nel 1923 si sollevò un’intera città e dovettero desistere. Il Castello sarà anche protagonista di un’inedita passeggiata pensata per grandi e piccini insieme (da prenotare qui).

Da non perdere anche il Museo archeologico Salinas (aperto domenica 7 ottobre 10 – 18) che conserva la Pietra di Palermo con l’elenco di 15 faraoni, a cui fanno la guardia inossidabili tartarughe acquatiche (possibile un brunch/break al Cafè Culture del museo); e il museo d’arte contemporanea Riso che ospita anche una mostra su Croce Taravella. Ogni domenica del festival sono invece aperti Villa Malfitano (10 – 17,20) con il suo parco; lo sfarzoso Palazzo Comitini (10 – 17,30) con la sua poco conosciuta collezione di arte contemporanea.

PianoCity e Le Vie dei Tesori insieme – domani alle 19 a Palazzo De Gregorio – presentano un concerto interamente dedicato a Chopin, della pianista Eliana Grasso, e uno a Schumann, eseguito da Francesca Bandiera. Ingresso libero. Ma se volete scoprire i segreti del palazzo dove sbocciò l’amore tra l’ammiraglio Nelson e lady Hamilton, dovrete per forza tornare: sarà infatti aperto alle visite soltanto nel secondo e nel quarto sabato de Le Vie dei Tesori (13 e 27 ottobre). Tra i 18 luoghi su prenotazione – e parecchi sono già sold out – c’è sicuramente il Grand Hotel Piazza Borsa (dalle 10,45 alle 17,30) che, pochi lo sanno, fu edificato sui resti di un convento secentesco: si visita solo la domenica, come anche lo Stand Florio (dalle 10 alle 16) che, dopo decenni di abbandono, sta lentamente riaffiorando e si visita a cantiere aperto. Lo disegnò Ernesto Basile per i nobili rampolli che si dilettavano con il tiro al piccione. Il restauro lo riconsegnerà come caffè letterario.

Nel corso di questa domenica, spazio anche per i più piccoli. Sarà, infatti, un simpatico elefantino nano, “Lio”, a accompagnare i bambini de Le Vie dei Tesori, nelle speciali visite guidate su misura in collaborazione con Babyplanner.it. Cinque luoghi dove le famiglie con bambini saranno assolute protagoniste, con ingresso prioritario, una family card dedicata, giochi di enigmistica e una caccia al tesoro – con tanto di “book” che ogni bimbo potrà riempire, divertendosi e imparando – alla chiesa dell’Origlione, Palazzo Asmundo, Teatro Biondo, Archivio comunale ed ex Mulino di Sant’Antonino. Nelle piazze Castelnuovo, Marina, Bellini e Verdi, ci saranno 4 gazebo dove bambini e ragazzi potranno partecipare a laboratori.

Prenotazioni e info: www.leviedeitesori.it.

Per il primo weekend del festival, una visita inedita alla scoperta della stanza della direzione, dove si possono ammirare gli affreschi provenienti dallo Sclafani. A Palazzo De Gregorio, invece, un concerto di PianoCity

di Redazione

Primo weekend all’insegna dei musei (e non solo) per il festival Le Vie dei Tesori. A partire dalla Galleria regionale di Palazzo Abatellis, che, oltre al celebre “Trionfo della morte” proveniente da Palazzo Sclafani, oggi e domani, sabato 6 e domenica 7 ottobre, dalle 10 alle 13, “racconterà” ben altro, tuffandosi nel secolo barocco e ritrovando una Palermo che pretendeva luoghi di degenza affrescati per i suoi malati, anche i più miseri.

Palazzo Sclafani era infatti un ospedale, così come il Fatebenefratelli, e su ambedue mise mano Pietro Novelli; che intervenne sul palazzo accanto all’odierna questura, nel 1634: i suoi affreschi dovevano essere un contraltare barocco al medievale “Trionfo della Morte”. Furono staccati nell’800 e conservati prima al Museo Nazionale (attuale Salinas) poi trasferiti all’Abatellis.

Faranno parte della visita inedita che Le Vie dei Tesori conduce oggi e domani alla scoperta del museo. Si potrà eccezionalmente accedere alla stanza della direzione che mostra proprio questi affreschi provenienti dallo Sclafani, il palazzo trecentesco nato da una scommessa tra il conte Matteo Sclafani ed il cognato, Manfredi Chiaramonte; nel 1400 fu confiscato e dopo alterne vicende, divenne il primo ospedale pubblico siciliano; dopo i Moti, nel 1832 fu trasformato in gendarmeria.

Pietro Novelli aggiunse nel 1634 i cicli “Paradiso” e “Purgatorio”, che raffigurano rispettivamente la Santissima Trinità, la Vergine, Sant’Ignazio di Loyola, altri santi, e le anime del Purgatorio che ascendono al Paradiso. Altri affreschi, sempre visitabili oggi e domani, provengono invece dall’Abbazia di San Martino delle Scale e dall’originaria Cappella dei Falegnami, che venne distrutta nel 1804 per far posto alla sede di Giurisprudenza. La confraternita si trasferì nella nuova cappella (che però quest’anno non sarà più visitabile per problemi tecnici), ma gli affreschi furono salvati dall’erudito Agostino Gallo. La tecnica di Pietro Novelli è straordinaria, i personaggi possiedono fattezze molto particolari; la stessa mano si ritrova anche nell’enorme affresco dell’ex ospedale Fatebenefratelli, che per Le Vie dei Tesori apre soltanto la domenica (dalle 10 alle 17,30).

Palazzo Abatellis sarà soltanto uno dei musei istituzionali aperti: domani si potrà scegliere tra l’entrata gratuita (come avviene tutte le prime domeniche del mese) o la visita guidata (ingresso dalla Porta Carraia) de Le Vie dei Tesori. Stessa formula anche per Palazzo Mirto (domenica 7 ottobre dalle 10 alle 13) dove invece sarà proposta una visita d’autore affidata al giornalista Mario Pintagro che racconterà i segreti nascosti tra gli affascinanti arredi ancora intatti.

Opportunità analoga anche per la Zisa e la Cuba, autentici sollazzi dei sovrani normanni nel cuore del “Genoardo”, e per San Giovanni degli Eremiti (orari sul sito www.leviedeitesori.it). E per il Castello a Mare (aperto domenica 7 ottobre dalle 10 alle 18), voluto dagli arabi e conservato nei secoli; quando si pensò di abbatterlo, nel 1923 si sollevò un’intera città e dovettero desistere. Il Castello sarà anche protagonista di un’inedita passeggiata pensata per grandi e piccini insieme (da prenotare qui).

Da non perdere anche il Museo archeologico Salinas (aperto domenica 7 ottobre 10 – 18) che conserva la Pietra di Palermo con l’elenco di 15 faraoni, a cui fanno la guardia inossidabili tartarughe acquatiche (possibile un brunch/break al Cafè Culture del museo); e il museo d’arte contemporanea Riso che ospita anche una mostra su Croce Taravella. Ogni domenica del festival sono invece aperti Villa Malfitano (10 – 17,20) con il suo parco; lo sfarzoso Palazzo Comitini (10 – 17,30) con la sua poco conosciuta collezione di arte contemporanea.

PianoCity e Le Vie dei Tesori insieme – domani alle 19 a Palazzo De Gregorio – presentano un concerto interamente dedicato a Chopin, della pianista Eliana Grasso, e uno a Schumann, eseguito da Francesca Bandiera. Ingresso libero. Ma se volete scoprire i segreti del palazzo dove sbocciò l’amore tra l’ammiraglio Nelson e lady Hamilton, dovrete per forza tornare: sarà infatti aperto alle visite soltanto nel secondo e nel quarto sabato de Le Vie dei Tesori (13 e 27 ottobre). Tra i 18 luoghi su prenotazione – e parecchi sono già sold out – c’è sicuramente il Grand Hotel Piazza Borsa (dalle 10,45 alle 17,30) che, pochi lo sanno, fu edificato sui resti di un convento secentesco: si visita solo la domenica, come anche lo Stand Florio (dalle 10 alle 16) che, dopo decenni di abbandono, sta lentamente riaffiorando e si visita a cantiere aperto. Lo disegnò Ernesto Basile per i nobili rampolli che si dilettavano con il tiro al piccione. Il restauro lo riconsegnerà come caffè letterario.

Nel corso di questa domenica, spazio anche per i più piccoli. Sarà, infatti, un simpatico elefantino nano, “Lio”, a accompagnare i bambini de Le Vie dei Tesori, nelle speciali visite guidate su misura in collaborazione con Babyplanner.it. Cinque luoghi dove le famiglie con bambini saranno assolute protagoniste, con ingresso prioritario, una family card dedicata, giochi di enigmistica e una caccia al tesoro – con tanto di “book” che ogni bimbo potrà riempire, divertendosi e imparando – alla chiesa dell’Origlione, Palazzo Asmundo, Teatro Biondo, Archivio comunale ed ex Mulino di Sant’Antonino. Nelle piazze Castelnuovo, Marina, Bellini e Verdi, ci saranno 4 gazebo dove bambini e ragazzi potranno partecipare a laboratori.

Prenotazioni e info: www.leviedeitesori.it.

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Proseguono i concerti di Piano City in città

Dallo Spasimo alla Cala le suggestioni delle note al piano hanno fatto da controcanto alla città, dall’alba al tramonto. Domenica doppio appuntamento con Le Vie dei Tesori

di Redazione

Prima il debutto allo Spasimo, con la serata di inaugurazione e l’esibizione di Davide Cabassi. Poi l’alba al porticciolo della Cala, aperto a tutti, con l’esibizione del pianista italo-turco Francesco Taskayali, in un continuum di note e concerti che ha avvolto la città e ha registrato dal primo giorno una folta partecipazione di pubblico. È andata così la prima giornata di Piano city, il festival partito da Milano e organizzato insieme a Teatro Massimo e Comune di Palermo in collaborazione con il conservatorio della città e che fino a domani proseguirà le sue staffette al pianoforte tra centro e periferie. 

Domani, la musica sul mare prosegue a Palazzo Forcella de Seta con una giornata di concerti di musica classica e contemporanea, in collaborazione con Manifesta 12. Alle 11 musiche di Debussy e Ravel con Federico Bricchetto, e alle 12.30 con Anna Maria Morici brani di Chopin, Debussy, Fauré e Ravel. Appuntamento scenografico al Cassaro, alle 12, al civico 164 di corso Vittorio, per il “concerto verticale” di Fabrizio Grecchi in omaggio ai Beatles: il pubblico sentirà risuonare la musica dall’alto, con il pianoforte posizionato su un balcone affacciato sul corso.

Ma Palermo è anche memoria e impegno antimafia, e così, 25 anni dopo l’assassinio di Padre Pino Puglisi, alle 12.30 Piano City Palermo rende omaggio a Brancaccio e alla storia del sacerdote e alla sua lotta contro la criminalità organizzata, con un concerto in piazzale Anita Garibaldi, di fronte alla Casa Museo e il Beato è stato ucciso dai sicari dei fratelli Graviano. Al pianoforte il talento palermitano Davide Santacolomba con musiche di Debussy, Schubert e Chopin. 

Alle 16 lungo la Passeggiata delle Cattive, la lunga terrazza ottocentesca che fronteggia il mare a ridosso del Foro Italico, concerto a due pianoforti con Ricciarda Belgiojoso, direttrice artistica della rassegna, Elio Marchesini e Walter Prati e musiche di Glass, Reich e Stockhausen.

Poi sarà la volta di Danisinni, quartiere al centro di un percorso di riqualificazione urbana e sociale e di alcuni progetti con il Teatro Massimo, come l’Elisir d’amore di cui vi abbiamo parlato qui. Nel quartiere, alle 17.00 si festeggia con il concerto di Marcelo Cesena, in omaggio a Ennio Morricone.

A Ballarò, invece, i concerti di Piano City si terranno nel campetto da calcio sotto il murales di San Benedetto il Moro, opera simbolo contro il razzismo dipinta dall’artista Igor Scalisi Palminteri insieme ai bambini del centro sociale San Francesco Saverio. Segnaliamo poi, l’omaggio alla Sting e Fabrizio De Andrè nel concerto delle 19 di Manuel Magrini e, a cent’anni dalla nascita, in quello in ricordo di Leonard Bernstein.

Domenica alle 19, doppio appuntamento con Piano City e Le Vie dei Tesori, con due concerti che si terranno vicino l’Arsenale, uno interamente dedicato a Chopin, della pianista Eliana Grasso, e uno a Schumann, eseguito da Francesca Bandiera. Il palazzo dove sbocciò l’amore tra l’ammiraglio Nelson e lady Hamilton sarà aperto alle visite nel secondo e nel quarto sabato de Le Vie dei Tesori (13 e 27 ottobre).

Il programma completo di Piano City, alla sua seconda edizione a Palermo, si trova qui.

Dallo Spasimo alla Cala le suggestioni delle note al piano hanno fatto da controcanto alla città, dall’alba al tramonto. Domenica doppio appuntamento con Le Vie dei Tesori

di Redazione

Prima il debutto allo Spasimo, con la serata di inaugurazione e l’esibizione di Davide Cabassi. Poi l’alba al porticciolo della Cala, aperto a tutti, con l’esibizione del pianista italo-turco Francesco Taskayali, in un continuum di note e concerti che ha avvolto la città e ha registrato dal primo giorno una folta partecipazione di pubblico. È andata così la prima giornata di Piano city, il festival partito da Milano e organizzato insieme a Teatro Massimo e Comune di Palermo in collaborazione con il conservatorio della città e che fino a domani proseguirà le sue staffette al pianoforte tra centro e periferie. 

Domani, la musica sul mare prosegue a Palazzo Forcella de Seta con una giornata di concerti di musica classica e contemporanea, in collaborazione con Manifesta 12. Alle 11 musiche di Debussy e Ravel con Federico Bricchetto, e alle 12.30 con Anna Maria Morici brani di Chopin, Debussy, Fauré e Ravel. Appuntamento scenografico al Cassaro, alle 12, al civico 164 di corso Vittorio, per il “concerto verticale” di Fabrizio Grecchi in omaggio ai Beatles: il pubblico sentirà risuonare la musica dall’alto, con il pianoforte posizionato su un balcone affacciato sul corso.

Ma Palermo è anche memoria e impegno antimafia, e così, 25 anni dopo l’assassinio di Padre Pino Puglisi, alle 12.30 Piano City Palermo rende omaggio a Brancaccio e alla storia del sacerdote e alla sua lotta contro la criminalità organizzata, con un concerto in piazzale Anita Garibaldi, di fronte alla Casa Museo e il Beato è stato ucciso dai sicari dei fratelli Graviano. Al pianoforte il talento palermitano Davide Santacolomba con musiche di Debussy, Schubert e Chopin. 

Alle 16 lungo la Passeggiata delle Cattive, la lunga terrazza ottocentesca che fronteggia il mare a ridosso del Foro Italico, concerto a due pianoforti con Ricciarda Belgiojoso, direttrice artistica della rassegna, Elio Marchesini e Walter Prati e musiche di Glass, Reich e Stockhausen.

Poi sarà la volta di Danisinni, quartiere al centro di un percorso di riqualificazione urbana e sociale e di alcuni progetti con il Teatro Massimo, come l’Elisir d’amore di cui vi abbiamo parlato qui. Nel quartiere, alle 17.00 si festeggia con il concerto di Marcelo Cesena, in omaggio a Ennio Morricone.

A Ballarò, invece, i concerti di Piano City si terranno nel campetto da calcio sotto il murales di San Benedetto il Moro, opera simbolo contro il razzismo dipinta dall’artista Igor Scalisi Palminteri insieme ai bambini del centro sociale San Francesco Saverio. Segnaliamo poi, l’omaggio alla Sting e Fabrizio De Andrè nel concerto delle 19 di Manuel Magrini e, a cent’anni dalla nascita, in quello in ricordo di Leonard Bernstein.

Domenica alle 19, doppio appuntamento con Piano City e Le Vie dei Tesori, con due concerti che si terranno vicino l’Arsenale, uno interamente dedicato a Chopin, della pianista Eliana Grasso, e uno a Schumann, eseguito da Francesca Bandiera. Il palazzo dove sbocciò l’amore tra l’ammiraglio Nelson e lady Hamilton sarà aperto alle visite nel secondo e nel quarto sabato de Le Vie dei Tesori (13 e 27 ottobre).

Il programma completo di Piano City, alla sua seconda edizione a Palermo, si trova qui.

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La chiesa ritrovata e i musei aperti a Palermo con Le Vie dei Tesori

Primo giorno di Festival in città, tra cripte, oratori segreti, antichi ricoveri e siti regionali: senza dimenticare il concerto con Pianocity, i tour su prenotazione e le attività per i più piccoli

di Redazione

C’è un’intera città da scoprire questo week end, il primo dei cinque in programma fino al 4 novembre a Palermo con Le Vie dei Tesori: dalle chiese ritrovate ai siti regionali aperti solo domenica, senza dimenticare le attività per i più piccoli e le note di Pianocity. Iniziando dai siti che si inerpicano per poi rivelarsi in tutta la loro bellezza: alle spalle di via Lincoln, ad esempio, corrono ancora le mura antiche, dentro cui si nascondeva la città. E arrampicata lassù, nascosta, inedita, c’è uno dei segreti meglio conservati: la chiesetta di Santa Venera sulle Mura della Pace. Che ha già un nome bellissimo ma che è una vera sorpresa, visto che è “vergine”, meravigliosamente incompleta, piccolo spazio sacro che non è stato mai toccato dai decoratori. Come una tavolozza in attesa.

È una delle 43 chiese – ma anche cripte e oratori – che spesso si aggiungono il sabato e la domenica alla lista già lunghissima dei siti aperti da Le Vie dei Tesori, tutti con un unico coupon da 1 euro. Santa Venera è tra queste, ma anche la chiesa dei Tre Re, voluta da una confraternita poverella di venditori di frutta secca: abbandonata, recuperata e ri-dimenticata, nasconde resti di affreschi di Vito D’Anna, abbastanza in alto da non rischiare ferite. E così pure la Chiesa dell’Assunta, anch’essa nata come cappella del monastero carmelitano: nacque quando il duca di Montalto, Antonio Aragona Moncada, e la moglia Juana de Cerva furono colti da vocazione monastica. Si ritirarono nelle celle, ma le vollero affrescate dal Borremans.

Il viaggio per chiese potrebbe continuare all’infinito, ma è tempo di cogliere l’opportunità di visitare, soltanto questa domenica (la prossima sarà l’ultima, il 4 novembre), i siti della Regione: l’itinerario tocca prima la Zisa e poi la Cuba, autentici sollazzi dei sovrani normanni nel cuore del “Genoardo”; poi devia per San Giovanni degli Eremiti. Da qui raggiunge il Castello a Mare, voluto dagli arabi e conservato nei secoli; quando si pensò di abbatterlo, nel 1923 si sollevò un’intera città e dovettero desistere. Il Castello sarà anche protagonista di un’inedita passeggiata pensata per grandi e piccini insieme (da prenorare su www.leviedeitesori.it).

Andiamo per musei: l’archeologico Salinas che conserva la Pietra di Palermo con l’elenco di 15 faraoni, a cui fanno la guardia inossidabili tartarughe acquatiche; l’Abatellis dove tra i tanti capolavori, bisogna rendere doveroso omaggio all’Annunziata che presto sarà il cuore della grande mostra su Antonello da Messina; palazzo Mirto con gli arredi perfettamente conservati, e il museo d’arte contemporanea RISO che ospita anche un’antologica su Croce – Taravella.

Solo domenica (ma per tutti e cinque i weekend) saranno aperti Villa Malfitano con il suo parco; l’ex ospedale Fatebenefratelli con l’immenso affresco del Novelli; lo sfarzoso Palazzo Comitini con la sua poco conosciuta collezione di arte contemporanea. 

Come vi abbiamo anticipato qui, domenica alle 19 a Palazzo De Gregorio, c’è un’iniziativa congiunta tra Le Vie dei Tesori e Piano City, con un concerto interamente dedicato a Chopin della pianista Eliana Grasso, e uno a Schumann, eseguito da Francesca Bandiera, entrambi a ingresso libero. Ma se volete scoprire i segreti del palazzo dove sbocciò l’amore tra l’ammiraglio Nelson e lady Hamilton, dovrete per forza tornare: sarà infatti aperto alle visite soltanto nel secondo e nel quarto sabato de Le Vie dei Tesori (13 e 27 ottobre).

Tra i 18 luoghi su prenotazione – e parecchi sono già a ingresso esaurito – c’è sicuramente il Grand Hotel Piazza Borsa di cui vi abbiamo parlato qui. Pochi lo sanno, ma fu edificato sui resti di un convento secentesco: si visita solo la domenica, come anche lo Stand Florio che, dopo decenni di abbandono, sta lentamente riaffiorando e si visita a cantiere aperto. Lo disegnò Ernesto Basile per i nobili rampolli che si dilettavano con il tiro al piccione. Il restauro lo riconsegnerà come caffè letterario. Questo fine settimana aprirà le porte anche il carcere Ucciardone con la sua visita teatralizzata condotta dai detenuti, ma è già sold out da giorni.

Da non perdere anche gli itinerari contemporanei, dalle 19 alle 22 , curati da Paola Nicita, tra palazzi antichi, manifatture d’epoca e case studio. Dai Magazzini di tessuti Parlato con il progetto di Isabella Ducrot, a Palazzo Oneto di Sperlinga, con le mostre dei giovani studenti dell’Accademia di Belle Arti, e “Marco Cavallo” degli ospiti della Casa Terapeutica assistita (CTA) Karol. Poi gli studi d’arte: Casa Spazio con le proposte dei colleghi marchigiani di Casa Sponge, Le Mosche con le sue “indagini” sul corpo, e Minimum Studio.

Continua poi l’esperienza sensoriale di Palazzo Asmundo: venerdì e sabato alle 19 aperitivo tra le collezioni storiche oppure alle 21, cena di gala vista Cattedrale che guarda alla cucina dei monsù. Prenotazioni: www.leviedeitesori.it

Sabato e domenica sono i giorni dedicati alle passeggiate de Le Vie dei Tesori. E sono tantissime, tutte interessanti e curiose. Domenica, per esempio, si può partecipare ad un trekking che porterà a quota 1000 mt nella Valle delle Neviere oppure fermarsi più vicino e scoprire i segreti liberty di Mondello. Ci si divertirà a cercare i vicoli dove esercitavano le “donne di malaffare”, ma anche a rintracciare i segni di quando nel cuore di Palermo esisteva una fortissima comunità ebrea.

E per informazioni sulle attività riservate ai più piccoli, andata alla sezione apposita del nostro sito, senza dimenticare l’opportunità di risparmiare con la Family card.

Primo giorno di Festival in città, tra cripte, oratori segreti, antichi ricoveri e siti regionali: senza dimenticare il concerto con Pianocity, i tour su prenotazione e le attività per i più piccoli

di Redazione

C’è un’intera città da scoprire questo week end, il primo dei cinque in programma fino al 4 novembre a Palermo con Le Vie dei Tesori: dalle chiese ritrovate ai siti regionali aperti solo domenica, senza dimenticare le attività per i più piccoli e le note di Pianocity. Iniziando dai siti che si inerpicano per poi rivelarsi in tutta la loro bellezza: alle spalle di via Lincoln, ad esempio, corrono ancora le mura antiche, dentro cui si nascondeva la città. E arrampicata lassù, nascosta, inedita, c’è uno dei segreti meglio conservati: la chiesetta di Santa Venera sulle Mura della Pace. Che ha già un nome bellissimo ma che è una vera sorpresa, visto che è “vergine”, meravigliosamente incompleta, piccolo spazio sacro che non è stato mai toccato dai decoratori. Come una tavolozza in attesa.

È una delle 43 chiese – ma anche cripte e oratori – che spesso si aggiungono il sabato e la domenica alla lista già lunghissima dei siti aperti da Le Vie dei Tesori, tutti con un unico coupon da 1 euro. Santa Venera è tra queste, ma anche la chiesa dei Tre Re, voluta da una confraternita poverella di venditori di frutta secca: abbandonata, recuperata e ri-dimenticata, nasconde resti di affreschi di Vito D’Anna, abbastanza in alto da non rischiare ferite. E così pure la Chiesa dell’Assunta, anch’essa nata come cappella del monastero carmelitano: nacque quando il duca di Montalto, Antonio Aragona Moncada, e la moglia Juana de Cerva furono colti da vocazione monastica. Si ritirarono nelle celle, ma le vollero affrescate dal Borremans.

Il viaggio per chiese potrebbe continuare all’infinito, ma è tempo di cogliere l’opportunità di visitare, soltanto questa domenica (la prossima sarà l’ultima, il 4 novembre), i siti della Regione: l’itinerario tocca prima la Zisa e poi la Cuba, autentici sollazzi dei sovrani normanni nel cuore del “Genoardo”; poi devia per San Giovanni degli Eremiti. Da qui raggiunge il Castello a Mare, voluto dagli arabi e conservato nei secoli; quando si pensò di abbatterlo, nel 1923 si sollevò un’intera città e dovettero desistere. Il Castello sarà anche protagonista di un’inedita passeggiata pensata per grandi e piccini insieme (da prenorare su www.leviedeitesori.it).

Andiamo per musei: l’archeologico Salinas che conserva la Pietra di Palermo con l’elenco di 15 faraoni, a cui fanno la guardia inossidabili tartarughe acquatiche; l’Abatellis dove tra i tanti capolavori, bisogna rendere doveroso omaggio all’Annunziata che presto sarà il cuore della grande mostra su Antonello da Messina; palazzo Mirto con gli arredi perfettamente conservati, e il museo d’arte contemporanea RISO che ospita anche un’antologica su Croce – Taravella.

Solo domenica (ma per tutti e cinque i weekend) saranno aperti Villa Malfitano con il suo parco; l’ex ospedale Fatebenefratelli con l’immenso affresco del Novelli; lo sfarzoso Palazzo Comitini con la sua poco conosciuta collezione di arte contemporanea. 

Come vi abbiamo anticipato qui, domenica alle 19 a Palazzo De Gregorio, c’è un’iniziativa congiunta tra Le Vie dei Tesori e Piano City, con un concerto interamente dedicato a Chopin della pianista Eliana Grasso, e uno a Schumann, eseguito da Francesca Bandiera, entrambi a ingresso libero. Ma se volete scoprire i segreti del palazzo dove sbocciò l’amore tra l’ammiraglio Nelson e lady Hamilton, dovrete per forza tornare: sarà infatti aperto alle visite soltanto nel secondo e nel quarto sabato de Le Vie dei Tesori (13 e 27 ottobre).

Tra i 18 luoghi su prenotazione – e parecchi sono già a ingresso esaurito – c’è sicuramente il Grand Hotel Piazza Borsa di cui vi abbiamo parlato qui. Pochi lo sanno, ma fu edificato sui resti di un convento secentesco: si visita solo la domenica, come anche lo Stand Florio che, dopo decenni di abbandono, sta lentamente riaffiorando e si visita a cantiere aperto. Lo disegnò Ernesto Basile per i nobili rampolli che si dilettavano con il tiro al piccione. Il restauro lo riconsegnerà come caffè letterario. Questo fine settimana aprirà le porte anche il carcere Ucciardone con la sua visita teatralizzata condotta dai detenuti, ma è già sold out da giorni.

Da non perdere anche gli itinerari contemporanei, dalle 19 alle 22 , curati da Paola Nicita, tra palazzi antichi, manifatture d’epoca e case studio. Dai Magazzini di tessuti Parlato con il progetto di Isabella Ducrot, a Palazzo Oneto di Sperlinga, con le mostre dei giovani studenti dell’Accademia di Belle Arti, e “Marco Cavallo” degli ospiti della Casa Terapeutica assistita (CTA) Karol. Poi gli studi d’arte: Casa Spazio con le proposte dei colleghi marchigiani di Casa Sponge, Le Mosche con le sue “indagini” sul corpo, e Minimum Studio.

Continua poi l’esperienza sensoriale di Palazzo Asmundo: venerdì e sabato alle 19 aperitivo tra le collezioni storiche oppure alle 21, cena di gala vista Cattedrale che guarda alla cucina dei monsù. Prenotazioni: www.leviedeitesori.it

Sabato e domenica sono i giorni dedicati alle passeggiate de Le Vie dei Tesori. E sono tantissime, tutte interessanti e curiose. Domenica, per esempio, si può partecipare ad un trekking che porterà a quota 1000 mt nella Valle delle Neviere oppure fermarsi più vicino e scoprire i segreti liberty di Mondello. Ci si divertirà a cercare i vicoli dove esercitavano le “donne di malaffare”, ma anche a rintracciare i segni di quando nel cuore di Palermo esisteva una fortissima comunità ebrea.

E per informazioni sulle attività riservate ai più piccoli, andata alla sezione apposita del nostro sito, senza dimenticare l’opportunità di risparmiare con la Family card.

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Da stasera la musica di Piano City in città

Allo Spasimo dalle 20 l’inaugurazione con Davide Cabassi e domenica doppio appuntamento con Le Vie dei Tesori a Palazzo De Gregorio

di Redazione

Tutto pronto per Piano City, il festival che avvolge Palermo con le sue note al pianoforte dal centro alle periferie: da oggi e fino a domenica 7, ci saranno oltre tre giorni di musica con 65 concerti in più di 30 luoghi della città. L’inaugurazione questa sera, alle 20, alla Chiesa di Santa Maria dello Spasimo. A debuttare a Palermo sarà Davide Cabassi, top-prize winner al concorso pianistico internazionale Van Cliburn del 2005, con, alle spalle, una brillante carriera come solista e collaborazioni con le maggiori orchestre europee ed americane. 
Per l’inaugurazione Cabassi eseguirà grandi classici del suo repertorio, come le sonate “Patetica” e “Chiaro di luna” di Beethoven e i Quadri di un’esposizione dei Musorgskij.

E domenica a Palazzo De Gregorio, vicino l’Arsenale, un concerto in collaborazione con Le Vie dei Tesori, con un programma romantico interamente dedicato a Chopin, eseguito da Eliana Grasso, e uno a Schumann, con Francesca Bandiera. Tra le novità di quest’anno, gli house concert e le esibizioni che andranno avanti dal tramonto all’alba, di cui vi abbiamo parlato qui.

Il Festival è organizzato da Piano City Milano, dalla Fondazione Teatro Massimo e dal Comune di Palermo, in collaborazione con il Conservatorio del capoluogo, e realizzato grazie alla partnership di sponsor privati come Intesa Sanpaolo, Grandi navi veloci, Fastweb e la “Fondation d’Entrepise Hermès”. Il programma completo della manifestazione si trova on line sul sito della rassegna.

Allo Spasimo dalle 20 l’inaugurazione con Davide Cabassi e domenica doppio appuntamento con Le Vie dei Tesori a Palazzo De Gregorio

di Redazione

Tutto pronto per Piano City, il festival che avvolge Palermo con le sue note al pianoforte dal centro alle periferie: da oggi e fino a domenica 7, ci saranno oltre tre giorni di musica con 65 concerti in più di 30 luoghi della città. L’inaugurazione questa sera, alle 20, alla Chiesa di Santa Maria dello Spasimo. A debuttare a Palermo sarà Davide Cabassi, top-prize winner al concorso pianistico internazionale Van Cliburn del 2005, con, alle spalle, una brillante carriera come solista e collaborazioni con le maggiori orchestre europee ed americane. 
Per l’inaugurazione Cabassi eseguirà grandi classici del suo repertorio, come le sonate “Patetica” e “Chiaro di luna” di Beethoven e i Quadri di un’esposizione dei Musorgskij.

E domenica a Palazzo De Gregorio, vicino l’Arsenale, un concerto in collaborazione con Le Vie dei Tesori, con un programma romantico interamente dedicato a Chopin, eseguito da Eliana Grasso, e uno a Schumann, con Francesca Bandiera. Tra le novità di quest’anno, gli house concert e le esibizioni che andranno avanti dal tramonto all’alba, di cui vi abbiamo parlato qui.

Il Festival è organizzato da Piano City Milano, dalla Fondazione Teatro Massimo e dal Comune di Palermo, in collaborazione con il Conservatorio del capoluogo, e realizzato grazie alla partnership di sponsor privati come Intesa Sanpaolo, Grandi navi veloci, Fastweb e la “Fondation d’Entrepise Hermès”. Il programma completo della manifestazione si trova on line sul sito della rassegna.

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