Risplendono i mosaici della Villa romana di Gerace

L’attività di restauro nel sito archeologico di Enna è consistita nella pulizia dell’intera zona e nella realizzazione di percorsi di visita e supporti didattici

di Redazione

Un altro tesoro archeologico della Sicilia pronto a farsi ammirare. Con l’installazione della copertura si sono conclusi i lavori di sistemazione della Villa romana di contrada Gerace a Enna. L’attività di restauro conservativo dei mosaici – già messi in luce nelle campagne di scavo precedenti – è consistita nella pulizia dell’intera zona e nella realizzazione di percorsi di visita e supporti didattici. I lavori sono stati finanziati dalla Regione Siciliana.

Il mosaico del frigidario

I lavori e l’attività archeologica a Villa Gerace rientra tra le campane di ricerca, scavo, messa in sicurezza e miglioramento della fruizione nei siti archeologici minori dell’Isola. Questo primo impegno della Regione, pari a cinquecentomila euro, ha finora riguardato, oltre a Gerace, altri sette cantieri nelle province di Palermo (Complesso di età medievale di San Giovanni degli Eremiti); Catania (pulitura dei mosaici, ripristino, restauro e messa in sicurezza della Villa romana con le Terme di contrada Castellitto); Agrigento (necropoli di “Monte Mpisu” e area di “Monte Castello” dove le strutture del castello medievale si sono impiantate su strati preistorici e greci); Trapani (a Pantelleria scavo, rilievo e studio di Mursia, il villaggio preistorico costituito da capanne e con la necropoli costituita dai Sesi); Ragusa (Villa romana di Giarratana, del III secolo dopo Cristo); Messina (scavi archeologici nel sito della necropoli greca dell’antica Mylai, a Milazzo).

Villa romana di Gerace

La Villa romana di contrada Gerace, scoperta nel 1994, si trova a circa quindici chilometri dalla Villa del Casale di Piazza Armerina. Inizialmente furono riportate alla luce cinque stanze e due corridoi. Si tratta del corpo centrale di un complesso edificio dotato di un peristilio circondato da ambienti abitativi, un locale absidato con tratti pavimentati a mosaico, un corridoio, sale per banchetti e cucine. Successive ricerche hanno consentito di stabilire che l’area di interesse archeologico è di circa tre ettari, sui quali insistono almeno dodici costruzioni e tra queste i resti di un edificio termale che domina il complesso, con mosaici pavimentali e marmi policromi di almeno quindici tipi diversi, tutti di provenienza estera.

Uno degli ambienti della villa

Costruita intorno al IV secolo dopo Cristo, secondo alcuni archeologi la villa edificata tra il 361 e il 363 sarebbe appartenuta a tale Philippianus della famiglia romana dei Filippiani. L’identificazione del proprietario è stata possibile grazie allo scavo e al ritrovamento dei pavimenti a mosaico policromi. La gamma di colori utilizzati è molto varia: nero, grigio, rosso, verde, rosa, bianco e le composizioni sono di pregevole fattura arricchiti da iscrizioni latine.

La villa, fin dal 2013, vede la presenza dell’università canadese di Vancouver, con una missione diretta dal professore Roger Wilson. Quest’anno, la delegazione composta da quindici studenti ha effettuato scavi e rilievi in convenzione con la soprintendenza ai Beni culturali di Enna. In particolare sono stati portati alla luce due locali delle terme con pregevoli testimonianze che arricchiscono le conoscenze sulla villa e ci raccontano la Sicilia centrale all’epoca del Tardo impero, l’economia del latifondo e un’attività legata all’allevamento dei cavalli.

Le Vie dei Tesori tornano a Messina con 26 luoghi

Tra i siti di quest’anno la Prefettura, la chiesa medievale di San Tommaso il Vecchio, poi l’immenso Palazzo Zanca che ospita il Comune, le ville liberty, gli ipogei. E il MuMe aperto un solo giorno

di Redazione

Devastata dal terremoto del 1908 e poi rinata, ricostruita, riamata. Messina torna per la terza volta consecutiva tra le città del festival Le Vie dei Tesori con chiese, ipogei, forti, ville, opere d’arte sopravvissuti, messi a confronto con i siti nati nel secondo ventennio del Novecento. Messina non ha mai voluto mancare l’appuntamento con il festival, sempre con numeri altissimi, anzi l’anno scorso fu bruciata sul filo di lana dalla neo arrivata Trapani che con mille presenze in più guadagnò il podio di città più visitata delle province siciliane, esclusa Palermo. Ma Messina mise insieme lo stesso 14.365 visitatori, con l’exploit del Museo regionale con 500 visitatori nell’unico giorno di apertura (che quest’anno tra l’altro, verrà replicato).

Prefettura

Quest’anno la città dello Stretto si mostrerà attraverso ventisei luoghi tutti da scoprire nei tre weekend (venerdì, sabato e domenica) dal 13 al 29 settembre (qui l’elenco completo dei siti da visitare). Il viaggio deve per forza iniziare dalla Prefettura che – soltanto nell’ultimo weekend – permetterà un vero colpo d’occhio sullo Stretto, dal suo salone principale: è un palazzo che mischia stile neoclassico e rinascimentale con citazioni Liberty. Si entrerà nella biblioteca, nella stanza del prefetto con il soffitto a cassettoni, e nei i salottini.

Chiesa di San Tommaso il Vecchio

Rispetto all’edizione dello scorso anno, sono presenti meno chiese – ma apre i battenti quel gioiello medievale che è San Tommaso Il Vecchio, chiesa piccola e preziosa che profuma di Medioevo: difficile credere che sia stata anche utilizzata come forno, dal 1866 e fino al terremoto – e più musei e collezioni d’arte. Tra queste, la Gamm, la Galleria d’arte Moderna provinciale che custodisce una collezione che attraversa il XX secolo attraverso le opere di Fontana, Casorati, Boetti o Guttuso, solo per citarne alcuni, ma anche le sorprendenti installazioni di Agostino Bonalumi o le sculture di Giò Pomodoro; per scoprire la città sotto i bombardamenti, si deve scendere nell’ex rifugio antiaereo che ospita il Museo del ‘900, mentre aprirà per un solo giorno, sabato 28 settembre dalle 10 alle 18, il MuMe (il Museo Regionale) con le due opere del Caravaggio (passato dalla chiesa di San Giovanni di Malta) e le due di Antonello, forse sepolto al monastero di Santa Maria di Gesù Superiore, dove forse fu sepolto.

Villa Cianciafara

Tra i tanti luoghi che apriranno le porte, anche Palazzo Zanca che sorge sull’antico Palazzo della Camera di Commercio, e oggi ospita il Comune; un edificio grandioso, immenso, di oltre 12mila metri quadrati, realizzato dall’architetto palermitano Antonio Zanca; sulla facciata, i buddaci, i pesci che danno il nome ai messinesi. Rivivrà anche quest’anno la Messina liberty che tanto è piaciuta la scorsa edizione: soprattutto attraverso le residenze private, a partire da Villa Rodriguez dove c’è il Circolo della Borsa che ospitò sovrani italiani e stranieri e oggi mostre, leziosa, i decori floreali di Guido Viola; poi Villa Cianciafara dove si ritrovano i nobili arredi di un tempo e lo stile del fotografo Filippo Cianciafara, cugino di Giuseppe Tomasi e di Lucio Piccolo; Villa De Pasquale, restaurata dalla soprintendenza, dove si produceva essenza di gelsomino, Villa Stefania (ma i messinesi la conoscono come Villa Alfè, dalle iniziali dei pronipoti di Stefania Filiberto, la nobildonna alla quale il marito Federico Roberto fece dedicare la dimora). Ultima, Villa Maria, elegante, al borghese, raffinata, nasconde un laghetto e da Ganzirri domina lo Stretto: sarà l’unico sito messinese ad aprire su prenotazione, soltanto sabato 21 e domenica 22 settembre dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18 (qui per prenotare).

Villa Maria

Spazio anche a tre passeggiate d’autore alla scoperta della vera Messina. La prima sarà dedicata al patrimonio mitologico rintracciato nelle pieghe della città dello Stretto (domenica 15 settembre, qui per prenotare); la seconda al vasto patrimonio religioso, dalle origini del culto mariano ai diversi luoghi legati a martiri e santi (domenica 22 settembre, qui per prenotare); infine, si potrà scoprire il percorso dell’antica Via del Dromo che collegava Messina e Catania, tra resti di fabbriche di essenze di agrumi e gelsomino, chiese, palazzi signorili (sabato 28 settembre, qui per prenotare).

Sacrario del Cristo Re

Ma non è tutto, ci saranno due speciali visite guidate in luoghi di grande fascino, che si concluderanno con una degustazione di vini Planeta. Sabato 21 settembre alle 19 al Sacrario di Cristo Re, la torre ottagonale sopravvissuta alla cinta muraria della città (qui per prenotare); e sabato 28, sempre alle 19, a Castel Gonzaga che un tempo era protetto da un fossato casa di feroci coccodrilli (qui per prenotare). Novità di quest’anno, infine, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Messina, potrà farlo domenica 22 settembre (qui per prenotare il pullman).

Villa Stefania

“Siamo felici di rinnovare il nostro impegno e la nostra collaborazione con Le Vie dei Tesori – dice la neosovrintendente ai Beni culturali di Messina, Mirella Vinci – È il terzo anno e ad ogni edizione il pubblico cresce, sono soprattutto i messinesi a scoprire la loro città”. “Siamo particolarmente legati a Messina perché da qui tre anni fa è iniziata l’avventura del festival fuori dalla città di Palermo, dove ormai è una realtà consolidata da 280 mila visitatori – spiega Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori – Ringraziamo tutte le istituzioni sia pubbliche che private, a partire dalla Regione Siciliana con la Soprintendenza ai beni Culturali che oggi ci ospita, confermando il solido rapporto di collaborazione con il festival”. Quest’anno, su input dell’assessore Sebastiano Tusa al quale la manifestazione è dedicata, e per volontà del presidente della Regione Nello Musumeci e del dirigente generale dell’assessorato ai Beni culturali, Sergio Alessandro, la Regione Siciliana ha firmato con il festival un innovativo accordo di valorizzazione con cui ne riconosce la valenza strategica per la promozione della Sicilia. “Sebastiano Tusa ha creduto nel rapporto tra pubblico e privato, e ha visto giusto – interviene Carmelo Briguglio, capo di gabinetto dell’assessorato regionale ai Beni Culturali – questo festival è tra le più importanti manifestazioni culturali che proiettano all’estero l’immagine della Sicilia. Tusa ha tracciato la strada, non possiamo tornare indietro, ma siamo pronti ad andare avanti”.

Esterni del Mume

Il festival si svolgerà nell’arco dei tre weekend, dal 13 al 29 settembre, in contemporanea con altre città siciliane, in un percorso che mette insieme capoluoghi, città d’arte ma anche piccoli borghi che aspettano soltanto di essere scoperti. Oltre a Messina, ecco Trapani, Marsala, Caltanissetta, Sambuca, Naro, Sciacca, Siracusa, Noto e Acireale. Poi nel primo fine settimana di ottobre partirà – per cinque weekend, fino a domenica 3 novembre – la grande kermesse di Palermo con 170 luoghi, in contemporanea il festival aprirà 50 luoghi a Catania e, per tre weekend, anche i siti barocchi di Ragusa, Modica e Scicli.

Per informazioni sul festival a Messina visitare la pagina https://leviedeitesori.com/messina/. Per prenotare il pullman da Palermo a Messina cliccare qui. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Acireale tutta da scoprire con Le Vie dei Tesori

La città delle 40 chiese e delle 100 campane debutta al festival e apre le porte di undici luoghi, alcuni chiusi da tempo o mai aperti al pubblico

di Redazione

È la città del mitico amore tra il pastore Aci e la ninfa Galatea. Una roccaforte religiosa che attirava fedeli da tutta la Sicilia per le sue quaranta chiese nel solo centro storico e cento campane. Adesso Acireale accoglie per la prima volta il festival Le Vie dei Tesori, nell’arco dei tre weekend (venerdì, sabato e domenica) dal 13 al 29 settembre, con undici luoghi tutti da scoprire, alcuni mai aperti al pubblico o chiusi da tempo (qui l’elenco completo). Come il complesso del Palazzo Vescovile che viene aperto al pubblico con la finestrella “segreta” che monsignor Pasquale Bacile – settimo vescovo di Acireale dal 1964 al 1979 – si fece realizzare per vedere dai suoi appartamenti la cappella del Santissimo (ve ne abbiamo parlato anche qui).

Palazzo Vescovile

Si potrà visitare, poi, la Collegiata di San Sebastiano con il Museo del Tesoro con preziosi ostensori e paramenti. Per una scala tortuosa si sale alla torre campanaria da cui si ottiene un impressionante colpo d’occhio sulla città. Ancora chiese? Santa Venera è chiusa da trent’anni, questa sarà un’occasione imperdibile per scoprirla: era la chiesa del settecentesco Conservatorio delle Vergini dove trovavano ricovero le orfanelle fino a quando, ricche di una dote di 20 onze, andavano spose. O anche ‘a chiesa di fimmini (Santa Maria delle Grazie) che è una piccola Cappella Sistina con affreschi straordinari. Serrata per tantissimi anni anche la chiesa del Collegio domenicano dell’Arcangelo Raffaele detto allora “Ritiro delle donzelle oneste”: bellissima e pressoché sconosciuta. E siccome il festival ama anche i “tesori” non usuali, è da non perdere il fuoriporta: nei giardini di Radicepura, in territorio di Giarre, per scoprire un tesoro di opere d’arte verdi (qui per prenotare).

Il giardino di Radicepura

Ci sono, inoltre, le passeggiate d’autore. Ad Acireale se ne organizzeranno due, in tutti i giorni del festival, alle 10 e alle 16, tutte già prenotabili. La prima condurrà fuori porta, un percorso a piedi dalla piazza del Suffragio alle Chiazzette, lungo la Riserva naturale orientata della Timpa (qui per prenotare). La seconda riporterà in città, alla scoperta di Aci seicentesca, dove a ogni angolo corrisponde un aneddoto, storia o leggenda (qui per prenotare). Novità di quest’anno, infine, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Acireale, potrà farlo domenica 22 settembre (qui per prenotare il pullman).

Chiesa di Santa Venera

Il festival ad Acireale si svolge anche grazie al lavoro sul campo del partner e co-organizzatore Associazione Sajamastra e il supporto della Diocesi e del Comune, dell’IPAB Santonoceto, Legambiente Acireale, del Rettore del Convento San Biagio e dell’Accademia degli Zelanti. “Con Le Vie dei Tesori scopriremo che la nostra città è ancora più bella di quello che pensiamo: siamo pronti ad accogliere i visitatori che, sono certo, arriveranno”, esordisce il sindaco di Acireale, Stefano Alì, con il neo assessore alla Cultura e al Turismo, Fabio Manciagli. “Acireale riceve con questa sua piazza che è già un inno alla bellezza: siamo felici di essere qui – interviene Laura Anello, presidente de Le Vie dei Tesori -. Il nostro è un festival smart, facile, fruibile, ma che ormai è il più importante in Italia tra quelli che si occupano di promozione dei beni culturali”.

Chiesa di Santa Maria del Suffragio

“Già da qualche anno lavoriamo alla nascita di un Parco Ecclesiale di Acireale: entrare in un luogo e sentirlo raccontare, è quello che tentiamo di fare anche noi. Per questo abbiamo sposato il festival, vorremmo che all’innamoramento per la propria città, i giovani trovino qui uno spunto per un lavoro futuro”, dice don Roberto Fucile, direttore dell’Ufficio Pastorale del Turismo della Diocesi. “Sono felice che Le Vie dei Tesori abbia accolto la nostra richiesta di inserimento nel festival – Gaetano Grasso dell’associazione Sajamastra -. È stato difficile scegliere soltanto dieci luoghi nel centro storico: porteremo i visitatori a conoscere la chiesa di Santa Venera chiusa da una trentina d’anni, che nasconde un ciclo di bassorilievi di stucco di Gianforma; abbiamo il monastero di San Biagio e la chiesa dei Crociferi. E anche la Biblioteca Zelandea dove mostreremo per la prima volta  il Liber Rubeus, la raccolta dei diritti concessi alla città nel corso dei secoli, colmo di meravigliose miniature“.

Chiesa di San Sebastiano

Il festival si svolgerà nell’arco dei tre weekend, dal 13 al 29 settembre, in contemporanea con altre città siciliane, in un percorso che mette insieme capoluoghi, città d’arte ma anche piccoli borghi che aspettano soltanto di essere scoperti. Oltre ad Acireale, ecco Trapani, Marsala, Caltanissetta, Sambuca, Naro, Sciacca, Siracusa, Noto e Messina. Poi nel primo fine settimana di ottobre partirà – per cinque weekend, fino a domenica 3 novembre – la grande kermesse di Palermo con 170 luoghi, in contemporanea il festival aprirà 50 luoghi a Catania e, per tre weekend, anche i siti barocchi di Ragusa, Modica e Scicli.

Per informazioni sul festival ad Acireale visitare la pagina https://leviedeitesori.com/acireale/. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori tra chiese e palazzi di Noto

La capitale del Barocco siciliano debutta al festival, svelando i suoi segreti. Tredici luoghi per questa prima edizione tutta da scoprire

di Redazione

È la capitale del Barocco siciliano. Chiese, palazzi, teatri, archivi, musei fanno di Noto una città unica al mondo. Luoghi che adesso, per la prima volta, si potranno visitare tutti insieme in occasione del festival Le Vie dei Tesori, al suo debutto nella città che il critico d’arte Cesare Brandi ha definito “il giardino di pietra”, dove i salotti affrescati, perfettamente conservati, giocano a rimpiattino con le gelosie delle monache. Dunque, il festival che ogni anno trasforma le città in musei diffusi, arriva a Noto, nei tre weekend (venerdì, sabato e domenica) dal 13 al 29 settembre, con tredici luoghi da scoprire (qui l’elenco completo).

Chiesa del Santissimo Crocifisso

Sarà una vera scommessa, per una cittadina che investe da sempre sul turismo ma stavolta vuole scommettere anche sul racconto e sui posti inediti. Con l’aiuto del Comune e della Diocesi, è stato costruito un percorso quasi sensoriale, che si insinua proprio nei luoghi più nascosti. Si può andare in cerca di Madonnine: quella Bianca o della Neve, che ha un nome bellissimo, arriva da Noto Antica ed è attribuita al Gagini, la troverete nella chiesa del Santissimo Crocifisso dove è un colpo d’occhio la cappella rosa e celeste dei Landolina. Sempre dal sito storico arriva la scultura in marmo della Madonna col Bambino dei palermitani Giovanni e Paolo de Battista della Badia Nuova, ma bisogna spingersi fino a Santa Chiara per trovare una cinquecentesca Madonna con Bambino attribuita ad Antonello Gagini.

Palazzo Ducezio

Un colpo d’occhio merita la scalinata amata dalle star della Cattedrale, ma Noto non è solo chiese: eccola infatti pronta ad aprire i suoi nobili palazzi, simbolo di un tempo in cui la cittadina era meta di re e principi: da Palazzo Ducezio dove Gregorietti mise mano ai saloni per la visita ufficiale di Umberto e Maria Josè di Savoia; al neoclassico Palazzo Landolina Sant’Alfano che, tra il 1838 e il 1844, ospitò tre volte Ferdinando II di Borbone e Maria Teresa d’Austria; fino al bestiario grottesco che adorna il palazzo dei principi Nicolaci di Villadorata, vero gioco surreale di sirene, leoni, sfingi, ippogrifi, cavalli alati e angeli che si affacciano dai mensoloni che sorreggono le gelosie; e infine, Palazzo Trigona che per metà appartiene ancora all’ultima marchesa di Canicarao.

Chiesa di Santa Chiara

“Abbiamo aderito con convinzione – spiega l’assessore al Turismo Giusi Solerte – e matura consapevolezza a una proposta progettuale valida ed importante, con un format ormai consolidato e collaudato. Così come è capillare ed efficacia la campagna di marketing e di visibilità internazionale che accompagna il format. Non si tratta della semplice apertura e visita di siti culturali, ma della possibilità concreta di mettere in rete bellezze architettoniche, uniche al mondo, e di consentire la scoperta di siti normalmente poco accessibili al pubblico”. ”Stiamo rafforzando il nostro modello, sia verso l’esterno sia verso l’interno – sottolinea l’assessore alla Cultura Frankie Terranova -. Verso l’esterno perché andiamo a far parte di un progetto che coinvolge altre città importanti della nostra regione. Verso l’interno perché proseguiamo con il nostro sviluppo turistico mettendo a disposizione, grazie alla collaborazione delle società e cooperative che gestiscono il nostro straordinario patrimonio, luoghi solitamente chiusi al pubblico”.

Palazzo Nicolaci

“Un format nato tredici edizioni fa da un gruppo di giornalisti ed operatori culturali che hanno creduto nel fatto che raccontare i siti voleva dire farli amare – spiega il presidente de Le Vie dei Tesori, Laura Anello -. Oggi i comuni premono per entrare nel circuito, abbiamo richieste ogni giorno e non riusciamo a far fronte a tutte: l’anno scorso il festival ha raccolto 280 mila visitatori solo a Palermo e cresce ad ogni edizione”.

Per informazioni sul festival a Noto visitare la pagina https://leviedeitesori.com/noto/. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori tornano a Siracusa, ecco tutti i luoghi

Le chiese, le aree archeologiche, i giardini nascosti, e poi le lezioni di yoga nei siti storici e il Caravaggio che si visita in notturna

di Redazione

I fiumi, i papiri, le catacombe, il teatro, lo splendore candido di Ortigia. Siracusa torna per la terza volta tra le città del festival Le Vie dei Tesori, dopo il successo dell’anno scorso con settemila visite. Un viaggio attraverso 21 luoghi, nei tre weekend (venerdì, sabato e domenica) dal 13 al 29 settembre: dalle prigioni di Palazzo Arcivescovile allo splendido Caravaggio custodito nella chiesa di Santa Lucia alla Badia, che si visiterà in notturna (qui tutti i luoghi visitabili).

Chiesa di Santa Lucia

Partendo proprio da quest’ultima, la chiesa aprirà le porte eccezionalmente (solo sabato e domenica) dalle 18 alle 20, mostrando anche il bellissimo pavimento a formelle di maiolica, appena restaurato. Volendo restare in zona, da non perdere le altre chiese vicine, quasi tutte distrutte dal famoso terremoto seicentesco e ricostruite facendo i conti con l’”art nouveau” del momento, ovvero il Barocco. Il Carmine, San Filippo Apostolo o san Filippo Neri con quel suo pavimento che pare un merletto: tutte hanno dovuto fare i conti con la ricostruzione. Oppure, nell’antica Giudecca, ecco la Cappella Sveva nel cuore del Palazzo Arcivescovile.

Teatro Comunale

Di matrice completamente diversa, i luoghi che raccontano il territorio – il Consorzio Plemmirio che difende l’ambiente o il Teatro Comunale che Gianbattista Basile, già scottato dalle traversie per il Teatro Massimo di Palermo, non volle costruire; o quelli legati alla storia, come l’ottocentesca Capitaneria di Porto, normalmente chiusa al pubblico: nel 1930 re Vittorio Emanuele III venne accolto con la sua nave imbandierata, dalla folla festante assiepata sulle banchine. E non dimenticate Villa Reimann, voluta da una testarda infermiera danese con la passione per l’archeologia: è immersa in un parco di 35mila metri quadrati, con un giardino esotico e una necropoli.

La Capitaneria di porto

Ma quest’anno Le Vie dei Tesori a Siracusa hanno nel paniere anche una sorpresa affascinante: si potrà respirare, meditare, muoversi in tre gioielli, seguendo sei lezioni che anticipano di qualche settimana il Siracusa yoga Festival con cui è stata stretta una collaborazione (qui per prenotare). Sei lezioni di yoga nel Parco di Villa Landolina, il polmone verde ricco di piante secolari e di ipogei di età greca e cristiana che si trova accanto al Museo archeologico regionale; nella piazza d’armi del Castello Maniace e nell’antico e misterioso Ginnasio Romano.

Cappella Sveva

Spazio, poi, a otto passeggiate d’autore, seguitissime ogni anno dai siracusani e dai turisti (qui per prenotare). Per questa edizione, si ritornerà dietro le quinte dei Teatro dei Pupi (14 e 15 settembre), si scoprirà la storia delle famiglie più in vista attraverso palazzi e cappelle (21 e 22 settembre); si ripercorreranno i passi del Caravaggio in fuga da Malta verso Messina (28 e 29 settembre); e infine si raggiungerà fuori porta, la penisola Maddalena con le sue sepolture preistoriche (21 e 28 settembre).

Terrazza di Palazzo Arezzo di Targia

Chi vorrà assaporare un calice di vino nel cuore barocco di Ortigia, potrà farlo, invece, grazie alla visita con degustazione che si svolgerà sulla terrazza di Palazzo Arezzo di Targia, il palazzo, sopravvissuto ai bombardamenti e ricostruito fedelmente negli anni ’50 dalla coppia – lei magistrato, lui avvocato – che l’ha voluto con forza. L’appuntamento è per venerdì 27 settembre alle 21 (qui per prenotare). Novità di quest’anno, infine, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Siracusa, potrà farlo domenica 29 settembre (qui per prenotare il pullman).

Villa Reimman

“Rinnoviamo, per il terzo anno consecutivo – ha detto l’assessore alla Cultura di Siracusa, Fabio Granata – la nostra collaborazione con Le Vie dei Tesori che abbracciano tutto il patrimonio culturale materiale e immateriale della Sicilia e che toccano in modo esteso la nostra città. Ventuno siti saranno interessati e aperti alle visite. Un progetto importante, e non solo per i viaggiatori, perché è rivolto soprattutto ai cittadini per diffondere la consapevolezza del nostro patrimonio diffuso, spesso erroneamente qualificato come minore e ma che invece rappresenta il filo rosso dell’identità complessiva di Siracusa, al di là dei grandi monumenti. Non a caso abbiamo scelto di presentare il festival a Villa Reimann, un luogo dell’anima ritrovato grazie all’importante rigenerazione che in pochi mesi l’amministrazione è riuscita a portare avanti”. Alla presentazione sono intervenuti Calogero Rizzuto, neo direttore del Parco archeologico di Siracusa – che ha annunciato nuovi progetti di restauro sulla Neapolis e su Pantalica –; Antonio Mamo, dirigente della Sovrintendenza che aprirà per il festival, Castello Maniace; e Silvano La Rosa, presidente del Consorzio Universitario Etneo che garantisce la fruizione di Villa Reimann, voluta da una testarda infermiera danese con la passione per l’archeologia: è immersa in un parco di 35 mila metri quadrati, con un giardino esotico e una necropoli. Sarà aperta ogni mattina del festival dalle 10 alle 13. “A Siracusa contiamo su un pubblico diverso che comprenderà di certo molti turisti: per questo abbiamo scelto di realizzare il flyer anche in inglese – dice Fabio Sanfilippo, che cura il coordinamento del festival -. Il format del festival insegna alla gente ad “abbracciare” le città”.

Chiesa del Carmine

Il festival si svolgerà nell’arco dei tre weekend, dal 13 al 29 settembre, in contemporanea con altre città siciliane, in un percorso che mette insieme capoluoghi, città d’arte ma anche piccoli borghi che aspettano soltanto di essere scoperti. Oltre a Siracusa, ecco Trapani, Marsala, Caltanissetta, Sambuca, Naro, Sciacca, Acireale, Noto e Messina. Poi nel primo fine settimana di ottobre partirà – per cinque weekend, fino a domenica 3 novembre – la grande kermesse di Palermo con 170 luoghi, in contemporanea il festival aprirà 50 luoghi a Catania e, per tre weekend, anche i siti barocchi di Ragusa, Modica e Scicli.

Per informazioni sul festival a Siracusa visitare la pagina https://leviedeitesori.com/siracusa/. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori tra luoghi e leggende di Sciacca

La città debutta al festival con dodici siti tutti da scoprire, tra giardini segreti, palazzi, chiese e passeggiate d’autore

di Redazione

È la città delle leggende e dei miraggi: da Dedalo che costruisce le famose Stufe di san Calogero sul monte Kronio, all’isola Ferdinandea che sbuca dalle acque e si inabissa dopo poche settimane, lasciando tutti di stucco. Sciacca si prepara al debutto tra le città del festival Le Vie dei Tesori, aprendo le porte a dodici luoghi tutti da scoprire nell’arco di tre  weekend (venerdì, sabato e domenica) dal 13 al 29 settembre (qui l’elenco completo dei siti da visitare).

Palazzo Lazzarini

Si potrà visitare, ad esempio, Palazzo Lazzarini, una residenza nobiliare, con tanto di giardino segreto profumato di aranci amari, con cavità sotterranee e una “stanza dello scirocco” dove i proprietari cercavano un po’ di frescura. Ma per rintracciare la storia di Sciacca bisogna andare indietro e indietro: fino ai normanni a cui si deve la chiesa più antica della città, l’austera San Nicolò La Latina; di due secoli più tardi è invece il Castello dei nobili Peralta, i signori di Sciacca che, passato di eredità in eredità, fu al centro della famosa contesa tra i de Luna e (catalani) e i Perollo (normanni).

Grotta del Caricatore

Per l’ex Chiesa di Santa Margherita si rincorre la leggenda che il pavimento venisse lavato con il Moscato per farlo brillare: lo raccontano gli anziani, fatto sta che la geometrica ha un bellissimo portale attribuito al Laurana. Sotto Carlo V, Sciacca divenne preda ambita per i suoi depositi di granaglie: a quel periodo risalgono le Grotte del Caricatore (appunto) e la torre campanaria (un parallelepipedo perfetto) che la difendeva dai Turchi: da quassù si vede tutta la città. Potrete scoprire anche il Castello incantato, un museo di art brut popolato dalle sculture en plein air di Filippo Bentivegna, scultore contadino autodidatta. Sarà esposta la “chiave dell’incanto”, una scultura lignea “erotica” che Bentivegna usava come tramite ogni volta che incontrava una bella donna. Alla Casa Comunale – che di per sé è già bellissima visto che è un ex convento seicentesco dei Gesuiti – sarà trasformata la Sala Blasco in una pinacoteca, per ospitare le opere che nel corso degli anni sono state donate al Comune e che di solito sono negli uffici (e quindi non fruibili dal pubblico). Tra le altre, per “Novecento. La collezione del Comune”, a cura di Anthony Francesco Bentivegna, opere di Franco Accursio Gulino, Rosario Bruno e Giuseppe Montalbano e molti altri. Al Museo Scaglione è invece visitabile una retrospettiva su Vincenzo Nucci.

Il Castello incantato

Spazio poi a tre passeggiate. La prima del 15 settembre (qui per prenotare) condurrà alla scoperta di Monte Kronio dove è ancora visibile la grotta di un eremita e le famose grotte (uniche al mondo) con un ‘umidità del cento per cento. Un secondo percorso, organizzato per domenica 22 settembre (qui per prenotare), ricondurrà all’antico quartiere ebraico e alla Giudecca, fino alla sinagoga dove si verrà accolti dall’attuale proprietario. Si chiude con una terza passeggiata il 29 settembre (qui per prenotare) che invece permetterà di rivivere i fasti della Sciacca dei nobili signori, che erano tanti e punteggiavano con i loro sontuosi palazzi, l’intera città.

Chiesa di San Nicolò

Infine, una delle principali novità di quest’anno: scoprire veramente la Sicilia, un unico museo diffuso; ma comodamente, in pullman, partendo da Palermo (ve ne abbiamo parlato qui). Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Sciacca, potrà farlo domenica 22 settembre (qui per prenotare il pullman).

Il festival a Sciacca si svolge con l’aiuto logistico del Comune. “Sciacca è veramente piena di siti del tutto sconosciuti che così saliranno alla ribalta – dice il vicesindaco Gisella Mondino -; apriamo la chiesa di santa Margherita, di solito inaccessibile, che è straordinaria; e al Comune, esporremo tutte le opere che negli anni sono state donate dagli artisti”. “Sciacca sarà un debutto, ma è anche una sicurezza – interviene il vicepresidente de Le Vie dei Tesori, Marcello Barbaro -; e abbiamo trovato ragazzi entusiasti. Siamo alla prima edizione, ma già ci segnalano luoghi da inserire il prossimo anno”.

Chiesa delle Giummare

Il festival si svolgerà nell’arco dei tre weekend, dal 13 al 29 settembre, in contemporanea con altre città siciliane, in un percorso che mette insieme capoluoghi, città d’arte ma anche piccoli borghi che aspettano soltanto di essere scoperti. Oltre a Sciacca, ecco Trapani, Marsala, Caltanissetta, Sambuca, Naro, Acireale, Siracusa, Noto e Messina. Poi nel primo fine settimana di ottobre partirà – per cinque weekend, fino a domenica 3 novembre – la grande kermesse di Palermo con 170 luoghi, in contemporanea il festival aprirà 50 luoghi a Catania e, per tre weekend, anche i siti barocchi di Ragusa, Modica e Scicli.

Per informazioni sul festival a Sciacca visitare la pagina https://leviedeitesori.com/sciacca/. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori, Sambuca debutta con 13 luoghi

Alla scoperta di cave scavate nella roccia, salotti nobiliari, bagli e chiese. C’è poi il fortino che affiora dall’acqua e la Chiesa Madre restituita dal sisma

di Redazione

Antichi palazzi, cave di tufo, torri, bagli e chiese. Sambuca di Sicilia si fa trovare pronta al debutto al festival Le Vie dei Tesori, passando in rassegna tutti i siti più preziosi che custodisce. Dodici luoghi, più uno fuoriporta, tra le strade di un borgo che ha conservato la sua pianta antica, nonostante il terremoto del Belice.

Una delle pirrere

Un paese assolato dove si cerca la frescura nelle pirrere, le cave da cui si traevano i conci di tufo per erigere il borgo: che – te lo dicono i sambucesi – è costruito su un reticolo intricato di gallerie, cantine, cunicoli. Si potrà visitare la più grande di queste cave per il festival, ma i posti da scoprire sono veramente tanti. Si avranno a disposizione tre  weekend, sempre sabato e domenica, dal 14 al 29 settembre (qui l’elenco completo dei luoghi). Ma perché non fermarsi al tramonto per una delle due visite guidate con degustazione di vini Planeta? Saranno il 21 (qui per prenotare) e il 28 settembre (qui per prenotare), strettamente legate alla nobile famiglia del vino che mette a disposizione dei visitatori sia il palazzo dei baroni di Santa Cecilia –  articolato ingranaggio di memorabilia, ricordi, lettere, costumi, uniformi – che l’affascinante Ulmo, il baglio cinquecentesco che guarda ad un fortino arabo semisommerso dalle acque del lago Arancio e che fu la prima sede delle cantine Planeta.

Museo d’arte sacra

Poi non si può non far tappa alla Chiesa Madre, che soltanto da pochi mesi è stata restituita alla città, dopo essere stata per cinquant’anni – dal terremoto del Belice – il simbolo di una ricostruzione incompiuta. Dalla sua rocca, guarda al paese, in origine era una piccola cappella, nel 1642 fu ricostruita grazie al contributo della marchesa Donna Giulia Baldi Centellis. Completata nel 1651, ha un campanile ricavato da un’antica torre saracena di difesa. Sarà una scoperta invece la commovente Madonna dell’Udienza di Antonello Gagini, rimasta nascosta per tanti anni nell’intercapedine di un forno delle cucine della torre di Cellaro; fu trovata da un contadino nel 1575, durante un’epidemia di peste e, racconta la leggenda, da quel momento gli ammalati guarirono per prodigio: oggi è alla chiesa del Carmine.

Chiesa di Santa Caterina

Poco lontano, a Santa Caterina, sembrerà di sentire il profumo delle “minne di vergini” che una suora creò per il matrimonio del marchese mecenate, don Pietro Beccadelli. E soltanto per Le Vie dei Tesori, sarà possibile salire una particolare scala elicoidale (di solito chiusa) che conduce a una terrazza e da lì, al coro che sovrasta la chiesa del Purgatorio, che oggi ospita il Mudia, il museo di arte sacra. Da non perdere due case private: Palazzo Panitteri e casa Amodeo, che in effetti è piuttosto un piccolo complesso di abitazioni collegate da spazi verdi; il Teatro L’Idea che è un piccolo gioiello con sala all’italiana; la pinacoteca Gianbecchina, lascito del pittore che preferì sempre dipingere il mondo contadino; e la Biblioteca Navarriana, aperta dalla Banca Sicana che ha costruito un focus documentario su Emanuele Navarro della Miraglia, scrittore sambucese, considerato uno dei maestri del Verismo. Spazio poi alla passeggiata dedicata alla vera storia di Sambuca, condotta da Antonella Di Giovanna, domenica 29 settembre (qui per prenotare). Permetterà di “capire” un borgo giallo intenso incastonato tra i Monti Genuardo, il sito archeologico di Adranone e la valle intorno al Lago Arancio. Durante la passeggiata si scoprirà la sua anima antica fatta di vicoli saraceni, palazzi nobiliari e altoborghesi.

Ulmo

Infine, una delle principali novità di quest’anno: scoprire veramente la Sicilia, un unico museo diffuso; ma comodamente, in pullman, partendo da Palermo (ve ne abbiamo parlato qui). Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Sambuca, potrà farlo domenica 15 settembre (qui per prenotare il pullman) e 29 settembre (qui per prenotare).

Sambuca ha deciso veramente di mettersi in gioco, ad iniziare dal Comune che ha prestato il suo supporto per individuare i “tesori” da aprire. “Abbiamo inseguito Le Vie dei Tesori fino a quando non ci hanno detto di sì e siamo riusciti ad inserirla – hanno commentato il sindaco Leonardo Ciaccio e l’assessore alla Cultura e vicesindaco, Giuseppe Cacioppo – . Sambuca sarà una scoperta per tutti, anche per i sambucesi: siamo sicuri che chi verrà in visita, si meraviglierà della bellezza del borgo. E magari deciderà anche di restare”.

Teatro comunale

“Sambuca è un gioiello, per prima l’ho scoperta io e qui mi sento una cittadina acquisita – ha dichiarato il presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori, Laura Anello – . Quest’anno il festival – che si basa soltanto sulle nostre gambe e sulla collaborazione dei comuni – punta anche sul confronto tra le città più rodate e i borghi, per trasformare sul serio la Sicilia in un enorme museo diffuso”.

Il festival si svolgerà nell’arco dei tre weekend, dal 13 al 29 settembre, in contemporanea con altre città siciliane, in un percorso che mette insieme capoluoghi, città d’arte ma anche piccoli borghi che aspettano soltanto di essere scoperti. Oltre a Sambuca, ecco Trapani, Marsala, Caltanissetta, Sciacca, Naro, Acireale, Siracusa, Noto e Messina. Poi nel primo fine settimana di ottobre partirà – per cinque weekend, fino a domenica 3 novembre – la grande kermesse di Palermo con 170 luoghi, in contemporanea il festival aprirà 50 luoghi a Catania e, per tre weekend, anche i siti barocchi di Ragusa, Modica e Scicli.

Per informazioni sul festival a Sambuca visitare la pagina https://leviedeitesori.com/sambuca/. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

I gioielli di Naro svelati dal festival Le Vie dei Tesori

Saranno dodici i siti aperti in occasione della manifestazione che arriva per il primo anno nel borgo dell’Agrigentino. Tante le storie da scoprire: dal crocifisso costruito dagli angeli, alla rarissima Bibbia poliglotta in otto lingue del 1657

di Redazione

Un borgo in gran parte inedito che non fa parte delle abituali “rotte” dei viaggiatori. Naro, la “fulgentissima”, amata da Federico II, è al suo debutto tra le città del festival Le Vie dei Tesori. Con il suo Castello Chiaramontano, il meglio conservato tra i manieri siciliani del periodo, la cittadina in provincia di Agrigento, punteggiata ovunque da chiese e monasteri, è un intreccio di storie, culture e religioni di cui è simbolo la Chiesa Madre, un tempo moschea.

Chiesa di Santa Maria di Gesù

Si avranno a disposizione tre weekend, solo sabato e domenica, dal 14 al 29 settembre per scoprire i 12 luoghi che fanno parte del circuito de Le Vie dei Tesori (qui l’elenco completo). Il festival è promosso dal Comune di Naro che ne sta curando la logistica. Bisogna per esempio fermarsi per ammirare l’imponente crocifisso di Frate Umile da Petralia Soprana, conservato nella chiesa di Santa Maria del Gesù: leggenda vuole che questo frate abbia scolpito 33 crocifissi – tanti quanti erano gli anni di Cristo – e che durante la notte gli angeli completavano sempre il suo lavoro.

Chiesa di Santa Caterina

Oppure bisogna raggiungere Santa Caterina che in epoca medievale doveva essere uno splendore, interamente affrescata da Cecco da Naro (che poi Matteo Chiaramonte portò con sé a Palermo per lavorare sul soffitto dello Steri): talmente bella che il Preposto pensò un giorno che gli affreschi distraessero i fedeli. Risultato, li distrusse. Rimangono solo piccole porzioni in una cappella spoglia di enorme e ieratiche bellezza. Oppure raggiungete San Francesco e chiedete che vi venga mostrata la sacrestia: è interamente occupata da armadi estrosi, sbalzati a bulino, che aprendosi nascondono un mondo. Se ne avete abbastanza delle chiese, raggiungete la Biblioteca Feliciana che riunisce i lasciti di almeno tre monasteri: qui sono conservati non solo un codice pergamenaceo del XII secolo in scrittura gotica miniata in oro, ma soprattutto una rarissima Bibbia poliglotta in otto lingue del 1657.

Un volume custodito nella Biblioteca Feliciana

Il festival è promosso dal Comune di Naro che ne sta curando la logistica. “Abbiamo colto al volo l’occasione di entrare a far parte del festival Le Vie dei Tesori – spiega il sindaco di Naro, Maria Grazia Brandara che ha presentato la manifestazione con l’assessore alla Cultura, Dario Lombardo e il consulente Giacomo Minio che ha curato l’organizzazione e al scelta dei luoghi che saranno aperti alle visite –  Uno dei tanti progetti di incentivazione turistica che questa amministrazione porterà avanti. Naro merita di stare al passo con i maggiori centri turistici della Sicilia e, grazie a Le Vie dei Tesori, ci stiamo riuscendo”. “Un’edizione zero che sarà una bellissima scommessa – interviene il vicepresidente de Le Vie dei Tesori, Marcello Barbaro – ma ci aspettiamo dei segnali, di vivacità, di interesse, di curiosità. Porre Naro in un circuito come quello di Vie dei Tesori, vuol dire far passare il concetto che la Sicilia è un museo diffuso, dalla grande città al borgo inedito”.

Chiesa di San Nicolò di Bari

Infine, una delle principali novità di quest’anno: scoprire veramente la Sicilia, un unico museo diffuso; ma comodamente, in pullman, partendo da Palermo (ve ne abbiamo parlato qui). Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Naro, potrà farlo domenica 22 settembre (qui per prenotare il pullman).

Per informazioni sul festival a Naro visitare la pagina https://leviedeitesori.com/naro/. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Caltanissetta si mette in vetrina con Le Vie dei Tesori

Tanti i gioielli da scoprire: dalla villa del “signore dello zolfo” al cimitero scavato nella roccia. Per la prima volta si visiterà l’intero Palazzo comunale

di Redazione

Per il terzo anno consecutivo il festival Le Vie dei Tesori torna a Caltanissetta. Saranno tanti i luoghi dalle storie affascinanti da scoprire, come Villa Testasecca, che apre i battenti per la prima volta: si ritroveranno qui le tracce di Ignazio Testasecca, il “signore” della zolfara Junciò che creò anche un ricovero di mendicità. La sua figura si ritroverà anche in altri luoghi di Caltanissetta, come la chiesa che ospita il Santo Nero, da cui partivano i soccorsi per i minatori a fine Ottocento (qui l’elenco completo dei luoghi da visitare).

Santa Maria degli Angeli

Il festival si svolgerà nell’arco dei tre weekend, dal 13 al 29 settembre, in contemporanea con altre città siciliane, in un percorso che mette insieme capoluoghi, città d’arte ma anche piccoli borghi che aspettano soltanto di essere scoperti. Oltre a Caltanissetta, dove apriranno 15 siti, ecco Trapani, Marsala, Sambuca di Sicilia, Sciacca, Naro, Acireale, Siracusa, Noto e Messina. Poi nel primo fine settimana di ottobre partirà – per cinque weekend, fino a domenica 3 novembre – la grande kermesse di Palermo con 170 luoghi, in contemporanea il festival aprirà 50 luoghi a Catania e, per tre weekend, anche i siti barocchi di Ragusa, Modica e Scicli.

Villa Testasecca

Nel capoluogo nisseno, il primo sito da non perdere è sicuramente il complesso monumentale di santa Maria degli Angeli che racchiude sia il cimitero monumentale che la chiesa, mai aperta al pubblico dopo il restauro. Addossati al castello di Pietrarossa, i loculi e le cappelle gentilizie sono uno spaccato storico delle abitudini ottocentesche, in vita come in morte: tra le tombe più spettacolari, quella dei Morillo di Trabonella, scavata in una cavità della roccia di Pietrarossa, forse un’antica stanza del castello o la cappella gentilizia dei Testasecca, con guglie e una cripta, mentre la tomba dei Calefati vanta un peristilio a colonne.

Casa del Mutilato

Balziamo in avanti di un secolo per rintracciare gli impeti fascisti di Gino Morici al Palazzo delle Poste ma anche la linearità della Casa del Mutilato, mentre è di qualche decennio precedente il Palazzo della Provincia con splendidi affreschi. L’anno scorso ha aperto per la prima volta Villa Grazia (ed è stato un successo) ma chi non l’ha ancora visto, non può lasciarsi scappare il liberty del barone Pucci. Ci sono voluti invece quattro vescovi e quasi un secolo per costruire il Seminario che oggi è visitabile, ma bisogna ritagliarsi uno spazio per visitare la quadreria della chiesa di san Francesco: troverete un Borremans ma anche un antico ritratto che, tradizione vuole, riporti le fattezze esatte del santo. Ha invece una storia “sociale” Palazzo Benintende che è tornato al passato splendore grazie all’impegno di tutti i condomini che oggi lo abitano. Ritorna anche la visita Museo e stabilimento di produzione Averna che seppero trasformare un elisir “cappuccino” in un amaro amato dalla Real Casa. Inoltre, a Villa Testasecca, sabato 21 settembre alle 19, ci sarà una speciale visita guidata con degustazione di vini Planeta (qui per prenotare).

Villa Grazia

“Crediamo molto in questa manifestazione, nel coinvolgimento di tanti giovani che conducono le visite, nella possibilità di scoprire e riscoprire la nostra città – ha detto il sindaco, Roberto Gambino, intervenuto alla presentazione con gli assessori Marcello Frangiamone alla Cultura e Grazia Giammusso, ad attività produttive ed eventi -. Sono stato sempre un fruitore delle Vie dei Tesori sia a Caltanissetta che a Palermo. Sottolineo che per la prima volta le porte di casa dei nisseni si aprono a tutti, sarà visitabile il Municipio con la sala Gialla, l’aula consiliare e la stanza del sindaco. I cittadini hanno così la possibilità di conoscere i luoghi dove lavorano le istituzioni e vengono assunte decisioni politiche e amministrative. Ringrazio gli enti, le organizzazioni ed i privati che mettono a disposizione i 15 luoghi da visitare e tra essi la Soprintendenza che ha concesso per le visite guidate la splendida chiesa di Santa Maria degli Angeli”. La logistica de Le Vie dei Tesori a Caltanissetta è curata dalla giovane associazione Creative Spaces – guidata da Eros Di Prima – molto attiva sul territorio nisseno: per ogni info, basta collegarsi alla loro pagina Facebook collegata ai canali social ufficiali.  “A Caltanissetta ci sentiamo ormai a casa – interviene il vicepresidente de Le Vie dei Tesori, Marcello Barbaro -, per la terza volta apriamo luoghi che anche i nisseni aspettano con impazienza. E i giovani di Creative Spaces riescono a coinvolgere tutti”.

Seminario

Una delle principali novità di quest’anno: scoprire veramente la Sicilia, un unico museo diffuso; ma comodamente, in pullman, partendo da Palermo (ve ne abbiamo parlato qui). Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Caltanissetta, potrà farlo domenica 22 settembre (qui per prenotare il pullman).

Per informazioni sul festival a Caltanissetta visitare la pagina https://leviedeitesori.com/Caltanissetta/. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Marsala tutta da scoprire con Le Vie dei Tesori

Campanili ondeggianti, palazzi nobiliari, aree archeologiche, chiese nascoste e cripte affrescate. Il festival debutta con tre weekend, tra visite e passeggiate

di Redazione

Marsala inaugura in grande stile la partecipazione al festival Le Vie dei Tesori. Tre weekend, dal 13 al 29 settembre, per scoprire 21 siti, alcuni dei quali inediti e nascosti. Sarà una scoperta bellissima, infatti, il campanile del Carmine, su cui non si sale da decenni, con la sua particolare scala elicoidale e che si potrà visitare soltanto in due alla volta perché il campanile “ondula”.

Campanile del Carmine

C’è l’imbarazzo della scelta per la più “british” delle città siciliane (qui tutti i luoghi da visitare). Marsala ha sempre tirato un impalpabile filo che la collegava al “fuori”: un filo dolce, zuccherino, che gli inglesi – Woodhouse, Ingham, Whitaker – amarono, capirono e, soprattutto, esportarono fino a Sumatra. E “british” sono anche le colonne della chiesa Madre, anche queste giunte in maniera fortuita sulle rotte dell’antico commercio del Mediterraneo che hanno regalato alla città relitti punici, reperti fenici, arredi romani (aprono le porte alle visite guidate sia il parco archeologico che il museo Lilibeo – con le navi punica e romana, l’ultimo progetto dell’archeologo assessore Sebastiano Tusa, a cui il festival quest’anno è dedicato – , e le Latomie dei Niccolini, le sepolture dei primi cristiani); e lei, Marsala, ha aggiunto ipogei paleocristiani, abbazie basiliane, affreschi bizantini, cappelle nascoste scavate nel morbido tufo: si ascolterà il racconto che conduce alla scoperta dell’affresco della Madonna Orante a Santa Maria dell’Itria, o all’antro della Sibilla o ci si immergerà tra i melograni affrescati sull’ipogeo di Crispia Salvia (ordinati da un marito per la tomba della moglie).

Latomie Niccolini

Perché Marsala è una città che va scoperta dai cunicoli (i camminamenti di Santo Stefano) alle terrazze sul mare (di Palazzo VII aprile) fino a musei inediti con le loro collezioni. Senza dimenticare Garibaldi che qui sbarcò con i suoi Mille (e a cui è dedicato un museo nato dalla passione di due privati, padre e figlio). In quattro di questi siti – Campanile del Carmine, Cantine Pellegrino, Antro della Sibilla e Ipogeo di Crispia Salvia – si potrà entrare solo su prenotazione (qui per prenotare).

La scala elicoidale del Campanile del Carmine

Poi, due saranno le passeggiate alla scoperta della città: una, che avrà come tema “La città e le necropoli di Lilibeo” sarà curata dall’archeologa Maria Grazia Griffo e dall’architetto Enrico Caruso, domenica 15 settembre (qui per prenotare); e una seconda alla Marsala della dominazione spagnola, tra XV e XVIII secolo, guidata dalla storica Francesca La Grutta e da Nonovento, domenica 22 settembre (qui per prenotare). Infine, una delle principali novità di quest’anno: scoprire veramente la Sicilia, un unico museo diffuso; ma farlo comodamente, seduti in pullman, con gite giornaliere da Palermo (ve ne abbiamo parlato qui).

Il Parco archeologico Lilibeo

“Siamo felici del debutto di Marsala, con Le Vie dei Tesori e i nostri giovani che collaborano, scopriremo una Marsala inedita – dice il sindaco Alberto Di Girolamo mentre, l’assessore alla Cultura Clara Ruggeri pensa ad un “pacchetto turistico delle agenzie e degli alberghi marsalesi: è un evento che è agli inizi, ma noto già un grandissimo interesse. I cittadini di Marsala aspettano il festival e vogliono partecipare”. “Le Vie dei Tesori è nata a Palermo dodici anni fa da un gruppo di giornalisti che erano stanchi di sentirsi dire che in Sicilia non si poteva vivere di cultura e turismo – racconta il vicepresidente del festival, Marcello Barbaro -. Oggi siamo il primo festival in Italia, per numeri e dimensioni, che si occupa di promozione dei beni culturali. Le Vie dei Tesori è il lievito che fa crescere la bellezza che già esiste”. Marsala, dunque, ha deciso di partecipare all’avventura e vara la sua prima edizione de Le Vie dei Tesori, con il supporto del Comune, ma soprattutto sulle gambe di Nonovento, associazione di giovani che ha deciso di scommettere sulla promozione della città. “Speriamo che per primi i marsalesi riscoprano la loro città – spiega Sara Parrinello di Nonovento -; per questo motivo abbiamo cercato di aprire luoghi poco noti o chiusi da tempo. sarà una bellissima sorpresa per tutti”.

Le Vie dei Tesori a Palermo

Quest’anno Le Vie dei Tesori si allarga a quindici centri di tutta la Sicilia, in un percorso che mette insieme capoluoghi, città d’arte ma anche piccoli borghi che aspettano soltanto di essere scoperti. Di fatto l’intero festival durerà quasi due mesi: si parte venerdì 13 settembre con le prime dieci città, per tre weekend, fino a domenica 29 settembre. Porte aperte, da ovest a est, a Marsala, naturalmente, poi a Trapani (qui per saperne di più) – che tenterà di bissare il successo dello scorso anno, e scambierà con la città lilibetana la possibilità di visitare i luoghi con coupon validi in tutte e due le città -, a Sambuca di Sicilia, Sciacca, Naro, Caltanissetta, Acireale, Siracusa, Noto e Messina. E nei soli due weekend centrali di settembre, ci sarà anche una sortita a Mantova. Nel primo fine settimana di ottobre (dal 4) partirà – per cinque weekend, fino a domenica 3 novembre – la grande kermesse di Palermo con 170 luoghi, in contemporanea, il festival aprirà 50 siti a Catania e, per tre weekend, anche i siti barocchi di Ragusa, Modica e Scicli.

Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18, oppure visitare il sito www.leviedeitesori.com.

Le Vie dei Tesori News

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