Amleto con i giovani del centro penale minorile

Lo spettacolo, che porta la firma di Claudio Collovà, debutta martedì 29 gennaio allo Spazio Franco dei Cantieri culturali alla Zisa di Palermo. Repliche il 30 e il 31

di Redazione

Si intitola “Il Piccolo Amleto” ed è uno spettacolo, per la regia e drammaturgia di Claudio Collovà, tratto dalle tragedie relative al primo anno del progetto nominato “A teatro con Shakespeare”, che ha visto il coinvolgimento di minori dell’area penale indicati dal Centro di Giustizia Minorile di Palermo e dai Servizi Sociali per i Minori. Lo spettacolo, presentato dall’associazione Baccanica, debutta martedì 29 gennaio, alle 21 (repliche il 30 e il 31 gennaio), nello Spazio Franco dei Cantieri culturali alla Zisa (in via Paolo Gili 8), a Palermo e ha la co-direzione di Daniela Mangiacavallo; laboratorio assistenti attrici, Eletta Del Castillo e Giuditta Jesu; i costumi sono di Roberta Barraja. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Il progetto si è svolto in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, il ministero della Giustizia, il Centro di Giustizia Minorile Sicilia e l’Ussm (Servizi Sociali per i Minori) di Palermo. Al momento i giovani attori stanno provando e si preparano per il debutto. “Il Piccolo Amleto” parte dalla tragedia di Shakespeare e trova feconda ispirazione in Hamletmachine e Opheliamach ine di Heiner Mueller. Lo spettacolo è un’indagine dedicata all’amore, all’abbandono, al tradimento involontario, alla separazione indotta con una particolare attenzione a una coppia, Amleto e Ofelia, che ha l’età dei nostri giovani attori.

“Tratto dell’amore incompiuto tra Amleto e Ofelia – sottolinea Claudio Collovà – lo spettacolo si sviluppa intorno a questo nucleo narrativo considerato centrale. L’elaborazione drammaturgica originale verte su una coppia di amanti che avrebbe potuto vivere un diverso destino se non fosse stata lacerata da ordini adulti e paterni”.

“Ho ripreso il lavoro con i ragazzi del Malaspina dopo dieci anni di interruzione – spiega Collovà – su sollecitazione del Ministero di Giustizia e del dipartimento per i minori. Sono felice di averlo fatto e, sebbene si lavori sempre in condizioni difficili, questo percorso aggiunge un senso in più al lavoro che noi artisti facciamo. È un dono che riceviamo e che viene ricompensato subito dalla forza e dall’impegno che giovani in difficoltà mettono in un compito per nulla agevole. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo bellissimo viaggio, e sono davvero tanti. Persone che non stanno certo in sala prove, ma che vivono quotidianamente la vita dei ragazzi. Spero che si vada avanti adesso che ho ricominciato. Il teatro, se seriamente intrapreso, può essere di grandissimo aiuto”.

(Foto: Alessia Lo Bello)

Lo spettacolo, che porta la firma di Claudio Collovà, debutta martedì 29 gennaio allo Spazio Franco dei Cantieri culturali alla Zisa di Palermo. Repliche il 30 e il 31

di Redazione

Si intitola “Il Piccolo Amleto” ed è uno spettacolo, per la regia e drammaturgia di Claudio Collovà, tratto dalle tragedie relative al primo anno del progetto nominato “A teatro con Shakespeare”, che ha visto il coinvolgimento di minori dell’area penale indicati dal Centro di Giustizia Minorile di Palermo e dai Servizi Sociali per i Minori. Lo spettacolo, presentato dall’associazione Baccanica, debutta martedì 29 gennaio, alle 21 (repliche il 30 e il 31 gennaio), nello Spazio Franco dei Cantieri culturali alla Zisa (in via Paolo Gili 8), a Palermo e ha la co-direzione di Daniela Mangiacavallo; laboratorio assistenti attrici, Eletta Del Castillo e Giuditta Jesu; i costumi sono di Roberta Barraja. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Il progetto si è svolto in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, il ministero della Giustizia, il Centro di Giustizia Minorile Sicilia e l’Ussm (Servizi Sociali per i Minori) di Palermo. Al momento i giovani attori stanno provando e si preparano per il debutto. “Il Piccolo Amleto” parte dalla tragedia di Shakespeare e trova feconda ispirazione in Hamletmachine e Opheliamach ine di Heiner Mueller. Lo spettacolo è un’indagine dedicata all’amore, all’abbandono, al tradimento involontario, alla separazione indotta con una particolare attenzione a una coppia, Amleto e Ofelia, che ha l’età dei nostri giovani attori.

“Tratto dell’amore incompiuto tra Amleto e Ofelia – sottolinea Claudio Collovà – lo spettacolo si sviluppa intorno a questo nucleo narrativo considerato centrale. L’elaborazione drammaturgica originale verte su una coppia di amanti che avrebbe potuto vivere un diverso destino se non fosse stata lacerata da ordini adulti e paterni”.

“Ho ripreso il lavoro con i ragazzi del Malaspina dopo dieci anni di interruzione – spiega Collovà – su sollecitazione del Ministero di Giustizia e del dipartimento per i minori. Sono felice di averlo fatto e, sebbene si lavori sempre in condizioni difficili, questo percorso aggiunge un senso in più al lavoro che noi artisti facciamo. È un dono che riceviamo e che viene ricompensato subito dalla forza e dall’impegno che giovani in difficoltà mettono in un compito per nulla agevole. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo bellissimo viaggio, e sono davvero tanti. Persone che non stanno certo in sala prove, ma che vivono quotidianamente la vita dei ragazzi. Spero che si vada avanti adesso che ho ricominciato. Il teatro, se seriamente intrapreso, può essere di grandissimo aiuto”.

(Foto: Alessia Lo Bello)

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La Settimana delle Culture seleziona nuovi progetti

L’associazione prepara l’edizione 2019 che vedrà diverse importanti novità, riservando più spazio al contemporaneo. Le proposte dovranno pervenire entro il 17 febbraio

di Redazione

La Settimana delle Culture scalda i motori in vista dell’edizione 2019, che sarà, come sempre, nel mese di maggio. L’ottava edizione della “Settimana” vedrà diverse importanti novità, riservando più spazio al “contemporaneo” attraverso una serie di iniziative che guardano a Palermo e ai nuovi linguaggi artistici e dando grande spazio alla creatività siciliana. Saranno, inoltre, invitate a partecipare tutte le realtà multiculturali presenti sul territorio ed i vari istituti linguistici.

La Settimana delle Culture si svolgerà dall’11 al 19 maggio ed invita i soggetti interessati a presentare le proposte che dovranno pervenire entro il 17 febbraio all’indirizzo di posta elettronica settimanadelleculture@gmail.com. Ciascun progetto dovrà essere autofinanziato e auto-prodotto ed entro il 18 marzo, dopo che il comitato scientifico avrà terminato la selezione dei progetti, si darà comunicazione degli eventi inseriti nel programma della manifestazione.

La “Settimana” è presieduta quest’anno da Bernardo Tortorici di Raffadali, che succede alla storica presidente Gabriella Renier Filippone, fondatrice dell’associazione, ed è resa possibile grazie al lavoro di un comitato volontario e a titolo gratuito, composto da Gioacchino Barbera, Enza Cilia, Giacomo Fanale, Massimiliano Marafon Pecoraro, Fosca Miceli, Clara Monroy, Anna Maria Ruta e Maria Antonietta Spadaro.

Il comitato, dopo il restauro della statua della Vittoria Alata dello scultore palermitano Antonio Ugo, oggi restituita alla città (ve ne abbiamo parlato qui), è al lavoro anche per individuare un bene da recuperare.

L’associazione prepara l’edizione 2019 che vedrà diverse importanti novità, riservando più spazio al contemporaneo. Le proposte dovranno pervenire entro il 17 febbraio

di Redazione

La Settimana delle Culture scalda i motori in vista dell’edizione 2019, che sarà, come sempre, nel mese di maggio. L’ottava edizione della “Settimana” vedrà diverse importanti novità, riservando più spazio al “contemporaneo” attraverso una serie di iniziative che guardano a Palermo e ai nuovi linguaggi artistici e dando grande spazio alla creatività siciliana. Saranno, inoltre, invitate a partecipare tutte le realtà multiculturali presenti sul territorio ed i vari istituti linguistici.

La Settimana delle Culture si svolgerà dall’11 al 19 maggio ed invita i soggetti interessati a presentare le proposte che dovranno pervenire entro il 17 febbraio all’indirizzo di posta elettronica settimanadelleculture@gmail.com. Ciascun progetto dovrà essere autofinanziato e auto-prodotto ed entro il 18 marzo, dopo che il comitato scientifico avrà terminato la selezione dei progetti, si darà comunicazione degli eventi inseriti nel programma della manifestazione.

La “Settimana” è presieduta quest’anno da Bernardo Tortorici di Raffadali, che succede alla storica presidente Gabriella Renier Filippone, fondatrice dell’associazione, ed è resa possibile grazie al lavoro di un comitato volontario e a titolo gratuito, composto da Gioacchino Barbera, Enza Cilia, Giacomo Fanale, Massimiliano Marafon Pecoraro, Fosca Miceli, Clara Monroy, Anna Maria Ruta e Maria Antonietta Spadaro.

Il comitato, dopo il restauro della statua della Vittoria Alata dello scultore palermitano Antonio Ugo, oggi restituita alla città (ve ne abbiamo parlato qui), è al lavoro anche per individuare un bene da recuperare.

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Vini franchi in vetrina tra incontri e degustazioni

Ai Cantieri Culturali alla Zisa, dal 12 al 14 gennaio, la prima edizione della rassegna “Not”. S’incontreranno viticoltori, esperti di enogastronomia, chef e ristoratori. Presenti oltre 100 aziende da tutta Italia e dall’estero

di Redazione

Palermo chiama a raccolta, per la prima volta in Sicilia, i piccoli viticoltori, gli artigiani del vino che stanno cambiando il modo di bere. Dal 12 al 14 gennaio, ai Cantieri Culturali alla Zisa, si terrà la prima edizione di “Not – Rassegna dei vini franchi”, multievento dedicato al sistema produttivo che mette al centro la figura del vignaiolo, il lavoro artigianale e che diffonde la coscienza del bere come atto, non solo culturale, ma anche politico di salvaguardia della natura e dell’identità territoriale.

Durante la tre giorni si terranno incontri, degustazioni e seminari sui vini artigianali, naturali e biodinamici. Saranno oltre 100 le aziende da tutta Italia e dall’estero, con più di 500 i vini da degustare. Sarà l’occasione per il pubblico degli appassionati, degli operatori di settore, del mondo della ristorazione, della distribuzione e della la stampa di conoscere, attraverso un ricco programma di appuntamenti (consultabile qui), la filosofia produttiva espressione di un preciso di stare al mondo, sintetizzato nel pay-off della rassegna “Do Not Modify, Do Not Interfere”. Inoltre, ristoratori e wine bar di Palermo proporranno concerti, cene, aperitivi, degustazioni presso ristoranti, pizzerie, enoteche e anche gallerie d’arte, sul tema vino naturale con i vignaioli o i vini protagonisti della rassegna.

La chef Bonetta Dell’Oglio

Durante le giornate della fiera si svolgeranno cinque seminari tematici tenuti da critici del vino e personaggi del mondo enogastronomico: Matteo Gallello terrà un approfondimento, il 12 gennaio alle 15, dedicato ai territori e ai vitigni del Sud; Giampaolo Gravina e Fabio Rizzari presenteranno, il 12 gennaio alle 17, il loro ultimo lavoro editoriale, scritto insieme ad Armando Castagno, “Vini artiginali italiani, piccolo repertorio per l’anno 2019” in abbinamento ai vini dei vignaioli raccontati nel libro; Sandro Sangiorgi, fondatore di Porthos, farà il punto con una degustazione-riflessione, dal titolo “Il vino naturale, le luci e le ombre”, sull’evoluzione di questo mondo produttivo e sulle sfide nuove; Gae Saccoccio di naturadellecose.com condurrà la degustazione “Il vino umano come energia tra scienza e magia. Tecnicna/Cultura/Mistificazione”, il 13 gennaio alle 15; la cuoca Bonetta Dell’Oglio insieme al panificatore Davide Longoni si cimenteranno, il 13 gennaio alle 17, con l’aiuto di Francesco Pensovecchio in una degustazione di “Pane e Vino”, un percorso mistico e tecnico tra pani da grani autoctoni e vini naturali.

Uno dei focus dell’evento è la biodinamica. La rassegna, infatti, ospiterà l’incontro annuale di Renaissance Italia, l’associazione facente parte di Renaissance Des Appellations fondata dal padre della viticoltura biodinamica, Nicolas Joly, che conta oltre 200 produttori nel mondo. Si articolerà in un ciclo di approfondimenti, inedito sull’Isola, per produttori, operatori e amanti del vino, promosso insieme ad AgriBio Italia, sul metodo agricolo ispirato ai principi antroposofici di Rudolf Steiner sotto la conduzione straordinaria dello stesso Joly.

Ai Cantieri Culturali alla Zisa, dal 12 al 14 gennaio, la prima edizione della rassegna “Not”. S’incontreranno viticoltori, esperti di enogastronomia, chef e ristoratori. Presenti oltre 100 aziende da tutta Italia e dall’estero

di Redazione

Palermo chiama a raccolta, per la prima volta in Sicilia, i piccoli viticoltori, gli artigiani del vino che stanno cambiando il modo di bere. Dal 12 al 14 gennaio, ai Cantieri Culturali alla Zisa, si terrà la prima edizione di “Not – Rassegna dei vini franchi”, multievento dedicato al sistema produttivo che mette al centro la figura del vignaiolo, il lavoro artigianale e che diffonde la coscienza del bere come atto, non solo culturale, ma anche politico di salvaguardia della natura e dell’identità territoriale.

Durante la tre giorni si terranno incontri, degustazioni e seminari sui vini artigianali, naturali e biodinamici. Saranno oltre 100 le aziende da tutta Italia e dall’estero, con più di 500 i vini da degustare. Sarà l’occasione per il pubblico degli appassionati, degli operatori di settore, del mondo della ristorazione, della distribuzione e della la stampa di conoscere, attraverso un ricco programma di appuntamenti (consultabile qui), la filosofia produttiva espressione di un preciso di stare al mondo, sintetizzato nel pay-off della rassegna “Do Not Modify, Do Not Interfere”. Inoltre, ristoratori e wine bar di Palermo proporranno concerti, cene, aperitivi, degustazioni presso ristoranti, pizzerie, enoteche e anche gallerie d’arte, sul tema vino naturale con i vignaioli o i vini protagonisti della rassegna.

La chef Bonetta Dell’Oglio

Durante le giornate della fiera si svolgeranno cinque seminari tematici tenuti da critici del vino e personaggi del mondo enogastronomico: Matteo Gallello terrà un approfondimento, il 12 gennaio alle 15, dedicato ai territori e ai vitigni del Sud; Giampaolo Gravina e Fabio Rizzari presenteranno, il 12 gennaio alle 17, il loro ultimo lavoro editoriale, scritto insieme ad Armando Castagno, “Vini artiginali italiani, piccolo repertorio per l’anno 2019” in abbinamento ai vini dei vignaioli raccontati nel libro; Sandro Sangiorgi, fondatore di Porthos, farà il punto con una degustazione-riflessione, dal titolo “Il vino naturale, le luci e le ombre”, sull’evoluzione di questo mondo produttivo e sulle sfide nuove; Gae Saccoccio di naturadellecose.com condurrà la degustazione “Il vino umano come energia tra scienza e magia. Tecnicna/Cultura/Mistificazione”, il 13 gennaio alle 15; la cuoca Bonetta Dell’Oglio insieme al panificatore Davide Longoni si cimenteranno, il 13 gennaio alle 17, con l’aiuto di Francesco Pensovecchio in una degustazione di “Pane e Vino”, un percorso mistico e tecnico tra pani da grani autoctoni e vini naturali.

Uno dei focus dell’evento è la biodinamica. La rassegna, infatti, ospiterà l’incontro annuale di Renaissance Italia, l’associazione facente parte di Renaissance Des Appellations fondata dal padre della viticoltura biodinamica, Nicolas Joly, che conta oltre 200 produttori nel mondo. Si articolerà in un ciclo di approfondimenti, inedito sull’Isola, per produttori, operatori e amanti del vino, promosso insieme ad AgriBio Italia, sul metodo agricolo ispirato ai principi antroposofici di Rudolf Steiner sotto la conduzione straordinaria dello stesso Joly.

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Chiude “Fieravecchia”, in scena il Genio di Palermo

Reading di Alberto Samonà, con le musiche di Emanuele Bruno, dedicato al nume tutelare della città. L’appuntamento è il 6 gennaio nello Spazio Arèa, in piazza Rivoluzione

di Redazione

Una lettura teatralizzata dedicata al Genio di Palermo, nella giornata di chiusura di “Fieravecchia”, la manifestazione organizzata dall’associazione Arèa dal nome della fiera che si svolgeva nell’omonima zona, limitrofa ai Lattarini. L’appuntamento è in programma domenica 6 gennaio alle 19 nei locali di Spazio Arèa, in piazza Rivoluzione.

Si tratta di un reading a cura del giornalista Alberto Samonà, dal titolo “Palermu ammucciatu”, con l’accompagnamento musicale di Emanuele Bruno. È un breve testo dedicato al Genio, nume tutelare della città, ma spesso nascosto agli occhi di tutti, sconosciuto, nonostante nel capoluogo siciliano vi siano molteplici statue e dipinti, realizzati nei secoli per rendergli onore. Il Genio, protettore pagano di Palermo, giovane e vecchio al tempo stesso, è un simbolo della città, anzi egli stesso si chiama Palermo ed carico di riferimenti tradizionali ed esoterici, ma anche sociali e politici. Nei secoli ha rappresentato il Senato, ma anche il popolo, i singoli e le comunità che vissero nei mandamenti civici.

Oggi viene dato per scontato, qualcuno ne celebra la figura, ma il suo significato è dimenticato, come nascosto, “ammucciato”, appunto. Egli però resta immobile a sovrintendere quartieri e genti di Palermo, a guardare con sguardo impassibile ma mai assente ciò che avviene nella città e ciò che fanno i suoi figli. L’ingresso è libero.

Reading di Alberto Samonà, con le musiche di Emanuele Bruno, dedicato al nume tutelare della città. L’appuntamento è il 6 gennaio nello Spazio Arèa, in piazza Rivoluzione

di Redazione

Una lettura teatralizzata dedicata al Genio di Palermo, nella giornata di chiusura di “Fieravecchia”, la manifestazione organizzata dall’associazione Arèa dal nome della fiera che si svolgeva nell’omonima zona, limitrofa ai Lattarini. L’appuntamento è in programma domenica 6 gennaio alle 19 nei locali di Spazio Arèa, in piazza Rivoluzione.

Si tratta di un reading a cura del giornalista Alberto Samonà, dal titolo “Palermu ammucciatu”, con l’accompagnamento musicale di Emanuele Bruno. È un breve testo dedicato al Genio, nume tutelare della città, ma spesso nascosto agli occhi di tutti, sconosciuto, nonostante nel capoluogo siciliano vi siano molteplici statue e dipinti, realizzati nei secoli per rendergli onore. Il Genio, protettore pagano di Palermo, giovane e vecchio al tempo stesso, è un simbolo della città, anzi egli stesso si chiama Palermo ed carico di riferimenti tradizionali ed esoterici, ma anche sociali e politici. Nei secoli ha rappresentato il Senato, ma anche il popolo, i singoli e le comunità che vissero nei mandamenti civici.

Oggi viene dato per scontato, qualcuno ne celebra la figura, ma il suo significato è dimenticato, come nascosto, “ammucciato”, appunto. Egli però resta immobile a sovrintendere quartieri e genti di Palermo, a guardare con sguardo impassibile ma mai assente ciò che avviene nella città e ciò che fanno i suoi figli. L’ingresso è libero.

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Musiche d’oriente nella chiesa di Santa Maria del Piliere

L’associazione Amici dei Musei Siciliani propone “Il Cammino dei Re”, concerto di sitar indiano, bağlama turco, percussioni e pistar. L’appuntamento è per venerdì 4 gennaio

di Redazione

Sonorità orientali nella chiesa di Santa Maria del Piliere, a Palermo. In vista dell’Epifania, l’associazione Amici dei Musei Siciliani propone “Il Cammino dei Re”, concerto di sitar indiano, bağlama turco, percussioni e pistar. L’appuntamento è per venerdì 4 gennaio alle 21.

Una leggenda nata in epoca remota narra una storia ammantata di mistero: “I re magi erano tre fratelli: il primo Melkon, regnava sui persiani, il secondo, Balthasar, regnava sugli indiani, e il terzo, Gaspar, possedeva il paese degli arabi”. Il trio ripercorre il cammino dei saggi attraverso paesaggi esotici con le note del sitar, del bağlama e, per la prima volta a Palermo, del pistar, strumento progettato e realizzato da Riky Ragusa.

Oltre a Ragusa, che suonerà anche il sitar, si esibiranno Davide Lopes al bağlama e Ferdinando Dante alle percussioni. La chiesa di Santa Maria del Piliere si trova in piazzetta Angelini, davanti a Palazzo Branciforte. Per informazioni telefonare allo 091 6118168.

L’associazione Amici dei Musei Siciliani propone “Il Cammino dei Re”, concerto di sitar indiano, bağlama turco, percussioni e pistar. L’appuntamento è per venerdì 4 gennaio

di Redazione

Sonorità orientali nella chiesa di Santa Maria del Piliere, a Palermo. In vista dell’Epifania, l’associazione Amici dei Musei Siciliani propone “Il Cammino dei Re”, concerto di sitar indiano, bağlama turco, percussioni e pistar. L’appuntamento è per venerdì 4 gennaio alle 21.

Una leggenda nata in epoca remota narra una storia ammantata di mistero: “I re magi erano tre fratelli: il primo Melkon, regnava sui persiani, il secondo, Balthasar, regnava sugli indiani, e il terzo, Gaspar, possedeva il paese degli arabi”. Il trio ripercorre il cammino dei saggi attraverso paesaggi esotici con le note del sitar, del bağlama e, per la prima volta a Palermo, del pistar, strumento progettato e realizzato da Riky Ragusa.

Oltre a Ragusa, che suonerà anche il sitar, si esibiranno Davide Lopes al bağlama e Ferdinando Dante alle percussioni. La chiesa di Santa Maria del Piliere si trova in piazzetta Angelini, davanti a Palazzo Branciforte. Per informazioni telefonare allo 091 6118168.

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Quando Catania fu cancellata dal terremoto

Una città distrutta, un autore dimenticato, migliaia di vite spezzate, tante memorie cancellate per sempre. Dopo tre secoli, il volume “La Catania Destrutta” di Domenico Gugliemini riemerge dalla polvere del tempo in un libro di Ivan Nicosia, guida turistica catanese, appassionato di beni culturali.

Il libro riporta indietro le lancette dell’orologio a quei giorni di inferno del 1693 quando una serie di scosse di terremoto cancellarono parte della storia della città. È una testimonianza assai rara, nel suo genere, di racconto-documentario che, accostando insieme diverse fonti testimoniali, mette in scena, con un taglio quasi cinematografico, le fasi del terremoto che, il 9 e 11 gennaio 1693, distrusse Catania e le altre città del Val di Noto.

Questa peculiarità permette di attribuire al testo un grande valore, quale evocazione di uno dei momenti più drammatici della storia locale, la cui lettura potrebbe anche essere utilizzata ai fini di una maggiore sensibilizzazione sulle problematiche relative al rischio sismico. Ulteriore merito dell’opera è quello di presentarci un’immagine della Catania pre terremoto, che oggi può contribuire alla ricostruzione della forma urbana seicentesca.

Il trailer per il libro è stato realizzato da Desirè Zappalà.

Una città distrutta, un autore dimenticato, migliaia di vite spezzate, tante memorie cancellate per sempre. Dopo tre secoli, il volume “La Catania Destrutta” di Domenico Gugliemini riemerge dalla polvere del tempo in un libro di Ivan Nicosia, guida turistica catanese, appassionato di beni culturali.

Il libro riporta indietro le lancette dell’orologio a quei giorni di inferno del 1693 quando una serie di scosse di terremoto cancellarono parte della storia della città. È una testimonianza assai rara, nel suo genere, di racconto-documentario che, accostando insieme diverse fonti testimoniali, mette in scena, con un taglio quasi cinematografico, le fasi del terremoto che, il 9 e 11 gennaio 1693, distrusse Catania e le altre città del Val di Noto.

Questa peculiarità permette di attribuire al testo un grande valore, quale evocazione di uno dei momenti più drammatici della storia locale, la cui lettura potrebbe anche essere utilizzata ai fini di una maggiore sensibilizzazione sulle problematiche relative al rischio sismico. Ulteriore merito dell’opera è quello di presentarci un’immagine della Catania pre terremoto, che oggi può contribuire alla ricostruzione della forma urbana seicentesca.

Il trailer per il libro è stato realizzato da Desirè Zappalà.

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La Natività del Caravaggio secondo Francesco Simeti

Si inaugura a Palermo la nona edizione di Next, la rassegna che ogni anno si propone di andare oltre il vuoto lasciato dal furto dell’opera, invitando gli artisti ad elaborarne una loro originale versione

di Redazione

Una nuova opera per ricordare il furto della Natività di Caravaggio. Allo scoccare della mezzanotte, il 24 dicembre, nell’oratorio di San Lorenzo, a Palermo, Francesco Simeti regalerà una sua personale riflessione sul tema per la nona edizione di Next, la rassegna che ogni anno si propone di andare oltre il vuoto lasciato dal furto dell’opera di Caravaggio, invitando gli artisti ad elaborarne una loro originale versione.

Simeti integra e compenetra all’interno della composizione dettagli grafici estratti dal corredo decorativo dell’oratorio. Le sculture lignee del trapanese Leonardo Bongiorno (1703), poste a sostegno dei preziosi scranni, divengono la quinta di uno scenario incantevolmente fiabesco, un eden primigenio in grado di evocare il miracolo della creazione e della rinascita.

Next, progetto ideato e organizzato dall’associazione Amici dei Musei Siciliani, rimarrà in esposizione fino al 17 ottobre 2019, cinquantesimo anniversario del trafugamento della “Natività”, opera inserita dall’FBI al secondo posto della sua “Top Ten Art Crimes”. Questo imperdonabile furto è unanimemente considerato un crimine contro l’umanità e ancora oggi si tenta, forse non invano, il recupero.

Dopo l’inaugurazione, l’opera si potrà ammirare dal 26 dicembre, tutti i giorni dalle 10 alle 18. Per informazioni telefonare allo 0916118168.

Si inaugura a Palermo la nona edizione di Next, la rassegna che ogni anno si propone di andare oltre il vuoto lasciato dal furto dell’opera, invitando gli artisti ad elaborarne una loro originale versione

di Redazione

Una nuova opera per ricordare il furto della Natività di Caravaggio. Allo scoccare della mezzanotte, il 24 dicembre, nell’oratorio di San Lorenzo, a Palermo, Francesco Simeti regalerà una sua personale riflessione sul tema per la nona edizione di Next, la rassegna che ogni anno si propone di andare oltre il vuoto lasciato dal furto dell’opera di Caravaggio, invitando gli artisti ad elaborarne una loro originale versione.

Simeti integra e compenetra all’interno della composizione dettagli grafici estratti dal corredo decorativo dell’oratorio. Le sculture lignee del trapanese Leonardo Bongiorno (1703), poste a sostegno dei preziosi scranni, divengono la quinta di uno scenario incantevolmente fiabesco, un eden primigenio in grado di evocare il miracolo della creazione e della rinascita.

Next, progetto ideato e organizzato dall’associazione Amici dei Musei Siciliani, rimarrà in esposizione fino al 17 ottobre 2019, cinquantesimo anniversario del trafugamento della “Natività”, opera inserita dall’FBI al secondo posto della sua “Top Ten Art Crimes”. Questo imperdonabile furto è unanimemente considerato un crimine contro l’umanità e ancora oggi si tenta, forse non invano, il recupero.

Dopo l’inaugurazione, l’opera si potrà ammirare dal 26 dicembre, tutti i giorni dalle 10 alle 18. Per informazioni telefonare allo 0916118168.

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“Passione e impeto” per Palermo classica

La pianista russa Sofia Vasheruk torna a esibirsi per il secondo appuntamento del cartellone firmato da Girolamo Salerno nell’ex chiesa di San Mattia alla Kalsa

di Redazione

Sarà la pianista russa Sofia Vasheruk a esibirsi nel giorno di Santo Stefano (mercoledì 26 dicembre) alle 19,15 nell’ex chiesa di San Mattia alla Kalsa, per il secondo appuntamento di “Passione e impeto”, il cartellone firmato da Girolamo Salerno.
Sofia è figlia d’arte: il padre è il grande compositore e direttore d’orchestra Ilja Vasheruk, ed è lei ad aver scelto di proporre l’intera Suite dallo “Schiaccianoci” di Tchaikovsky, trascritta per pianoforte dal direttore d’orchestra russo Mikhail Pletnev, che unirà ai “Quadri-Studio op. 32-33-39” di Rachmaninov e alla “Rapsodia Ungherese n. 10” di Liszt, per farrivivere i paesaggi tipici della terra del compositore.

Non sarà l’unico concerto di Sofia Vasheruk nel corso della stagione: la pianista russa si esibirà nuovamente dopo un mese e si unirà, il 27 gennaio, alla violoncellista lettone Aleksandra Kaspera per una scorribanda drammatica e di grandi effetti virtuosistici, composta nel 1901, ovvero la “Sonata per violoncello e pianoforte Op. 19” di Rachmaninov, seguita da intrusioni autorizzate in Liszt e Tchaikovsky , tra tradizione e modernità.

Il prossimo e terzo appuntamento di Palermo Classica cadrà per l’Epifania: il 6 gennaio la pluripremiata moscovita Oxana Shevchenko si dedicherà soltanto a Liszt e affronterà la monumentale “Sonata in Si minore, S.178, dedicata a Schumann; alcune trascrizioni per pianoforte sui Lieder di Schubert, la“Fantasia per pianoforte sui due temi principali delle Nozze di Figaro di Mozart arrangiata da Ferruccio Busoni, per chiudere con la “Rapsodia Ungherese n.8.

I concerti inizieranno sempre alle 19,15, tranne l’appuntamento con Suzana Bartal, il 12 gennaio, e Camera Rock, il 15 febbraio, ambedue alle 21. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri: 091332208, 366.4226337 o visitare il sito della manifestazione: www.palermoclassica.it.

La pianista russa Sofia Vasheruk torna a esibirsi per il secondo appuntamento del cartellone firmato da Girolamo Salerno nell’ex chiesa di San Mattia alla Kalsa

di Redazione

Sarà la pianista russa Sofia Vasheruk a esibirsi nel giorno di Santo Stefano (mercoledì 26 dicembre) alle 19,15 nell’ex chiesa di San Mattia alla Kalsa, per il secondo appuntamento di “Passione e impeto”, il cartellone firmato da Girolamo Salerno.
Sofia è figlia d’arte: il padre è il grande compositore e direttore d’orchestra Ilja Vasheruk, ed è lei ad aver scelto di proporre l’intera Suite dallo “Schiaccianoci” di Tchaikovsky, trascritta per pianoforte dal direttore d’orchestra russo Mikhail Pletnev, che unirà ai “Quadri-Studio op. 32-33-39” di Rachmaninov e alla “Rapsodia Ungherese n. 10” di Liszt, per farrivivere i paesaggi tipici della terra del compositore.

Non sarà l’unico concerto di Sofia Vasheruk nel corso della stagione: la pianista russa si esibirà nuovamente dopo un mese e si unirà, il 27 gennaio, alla violoncellista lettone Aleksandra Kaspera per una scorribanda drammatica e di grandi effetti virtuosistici, composta nel 1901, ovvero la “Sonata per violoncello e pianoforte Op. 19” di Rachmaninov, seguita da intrusioni autorizzate in Liszt e Tchaikovsky , tra tradizione e modernità.

Il prossimo e terzo appuntamento di Palermo Classica cadrà per l’Epifania: il 6 gennaio la pluripremiata moscovita Oxana Shevchenko si dedicherà soltanto a Liszt e affronterà la monumentale “Sonata in Si minore, S.178, dedicata a Schumann; alcune trascrizioni per pianoforte sui Lieder di Schubert, la“Fantasia per pianoforte sui due temi principali delle Nozze di Figaro di Mozart arrangiata da Ferruccio Busoni, per chiudere con la “Rapsodia Ungherese n.8.

I concerti inizieranno sempre alle 19,15, tranne l’appuntamento con Suzana Bartal, il 12 gennaio, e Camera Rock, il 15 febbraio, ambedue alle 21. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri: 091332208, 366.4226337 o visitare il sito della manifestazione: www.palermoclassica.it.

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Una giornata per ricordare l’opera di Giacinto Scelsi

Il 28 dicembre ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo torna il festival dedicato al rivoluzionario compositore, originario di Collesano, considerato uno dei nomi di riferimento assoluto per la musica contemporanea

di Redazione

A distanza di due anni torna “Scelsiana”, il festival dedicato al compositore Giacinto Scelsi, promosso dall’associazione culturale Accademia degli Offuscati e con la direzione artistica di Aldo Brizzi. Il 28 dicembre ai Cantieri Culturali alla Zisa, una giornata è infatti dedicata al rivoluzionario musicista, originario di Collesano, considerato uno dei nomi di riferimento assoluto per la musica contemporanea.

In questa occasione, alle 21 al cinema de Seta sarà proietatto il film di Sebastiano d’Ayala Valva, “Il primo moto dell’immobile”, dedicato al compositore, che nelle sue recenti proiezioni ai festival cinematografici di Amsterdam e Torino ha ricevuto due importanti premi internazionali. “Scelsiana” prende il via alle 17 negli spazi di Cre.Zy Plus, con studiosi, il regista e i produttori che terranno un incontro sulla musica di Scelsi e sul film. Partecipano Aldo Brizzi, Luciano Martinis, Giovanni Damiani, Marco Crescimanno, e in collegamento da Parigi Nicolas Lesoult e, dalla Spagna, Sebastiano d’Ayala Valva. Alle 18,30 appuntamento con l’inaugurazione della mostra di Luciano Martinis, “La palma di Scelsi”, con una speciale performance dal vivo del soprano Graça Reis.

Al Cinema de Seta, alle 21, la proiezione del film di Sebastiano d’Ayala Valva “Il primo moto dell’immobile” (81’) è preceduto dalla proiezione “Okanagon” (10’) e seguita da un’altra breve proiezione, “Uaxuctum” (20’). L’ingresso alle tre proiezioni ha un biglietto dal costo di 5 euro. “Scelsiana 2018” è realizzato in collaborazione con il Comune di Palermo, l’assessorato alla Cultura, l’Institut Français Palermo, l’associazione Lumpen e Cre.Zy Plus.

Il 28 dicembre ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo torna il festival dedicato al rivoluzionario compositore, originario di Collesano, considerato uno dei nomi di riferimento assoluto per la musica contemporanea

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A distanza di due anni torna “Scelsiana”, il festival dedicato al compositore Giacinto Scelsi, promosso dall’associazione culturale Accademia degli Offuscati e con la direzione artistica di Aldo Brizzi. Il 28 dicembre ai Cantieri Culturali alla Zisa, una giornata è infatti dedicata al rivoluzionario musicista, originario di Collesano, considerato uno dei nomi di riferimento assoluto per la musica contemporanea.

In questa occasione, alle 21 al cinema de Seta sarà proietatto il film di Sebastiano d’Ayala Valva, “Il primo moto dell’immobile”, dedicato al compositore, che nelle sue recenti proiezioni ai festival cinematografici di Amsterdam e Torino ha ricevuto due importanti premi internazionali. “Scelsiana” prende il via alle 17 negli spazi di Cre.Zy Plus, con studiosi, il regista e i produttori che terranno un incontro sulla musica di Scelsi e sul film. Partecipano Aldo Brizzi, Luciano Martinis, Giovanni Damiani, Marco Crescimanno, e in collegamento da Parigi Nicolas Lesoult e, dalla Spagna, Sebastiano d’Ayala Valva. Alle 18,30 appuntamento con l’inaugurazione della mostra di Luciano Martinis, “La palma di Scelsi”, con una speciale performance dal vivo del soprano Graça Reis.

Al Cinema de Seta, alle 21, la proiezione del film di Sebastiano d’Ayala Valva “Il primo moto dell’immobile” (81’) è preceduto dalla proiezione “Okanagon” (10’) e seguita da un’altra breve proiezione, “Uaxuctum” (20’). L’ingresso alle tre proiezioni ha un biglietto dal costo di 5 euro. “Scelsiana 2018” è realizzato in collaborazione con il Comune di Palermo, l’assessorato alla Cultura, l’Institut Français Palermo, l’associazione Lumpen e Cre.Zy Plus.

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Un tour tra gli studi d’artista

Guidati da un mediatore sarà possibile conoscere i luoghi di produzione, le tecniche e le opere di alcuni creativi siciliani. L’obiettivo è avvicinare il pubblico al contemporaneo

di Redazione

La fucina di un’artista è uno spazio normalmente precluso al pubblico, un luogo dove le idee e la ricerca estetica prendono forma. Ma un gruppo di artisti siciliani ha pensato di invertire la rotta, aprendo all’esterno i propri studi per raccontare un processo che raramente si conosce. L’idea è di Loredana Grasso, artista palermitana della scena contemporanea siciliana e Maria Luisa Montaperto che con “Art studio visit” hanno pensato di coinvolgere altri sei colleghi: Giuseppe Borgia, Gianluca Concialdi, Daniela Nancy Granata, Rori Palazzo, Francesco Tagliavia e Sergio Zavattieri per aprire i loro spazi privati di lavoro.

A organizzare l’iniziativa, prevista per domani e sabato 22 dicembre è l’Associazione Amici dei Musei Siciliani e Visitsicily, hub del gruppo Wonderful Italy in Sicilia Occidentale. Sarà così possibile scoprire le tecniche, la produzione e la poetica delle più interessanti vene creative siciliane o acquisire, se interessati, delle opere. Un itinerario culturale guidato che, attraverso un mediatore, permetterà ai partecipanti di scoprire i luoghi più esclusivi dell’arte contemporanea, facendo toccare con mano quanto questi spazi raccontino del pensiero e della ricerca estetica di un artista e quanto il territorio siciliano influisca su di essi.

“L’esigenza di rendere gli studi d’artista luoghi aperti e fertili nasce dalla scarsa visibilità e fruizione che essi portano nella loro stessa definizione, specialmente negli ultimi anni – spiega Loredana Grasso – l’obiettivo è avvicinare o ricordare semplicemente al pubblico ed agli addetti ai lavori che non esiste luogo più profondo e veritiero per conoscere il pensiero e la ricerca di un artista, spesso “intrappolati” in piccole porzioni di spazio all’interno delle gallerie, che il luogo dove essi creano, in cui danno forma e vita alle loro opere. Speriamo che questo incoraggi un nuovo confronto tra le produzioni artistiche e ciò che sta dietro per favorire maggiori collaborazioni ed una nuova economia”.

l tour, a numero chiuso e su prenotazione, prevedono la visita di sei studi d’artista. Venerdì 21 dicembre si aprono al pubblico gli studi di Giuseppe Adamo, Gianluca Concialdi e Rori Palazzo, mentre sabato 22 dicembre è la volta degli artisti Daniela Nancy Granata, Francesco Tagliavia e Sergio Zavattieri. I tour avranno inizio alle ore 10. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri  091 6118168 e 333 5687939.

Guidati da un mediatore sarà possibile conoscere i luoghi di produzione, le tecniche e le opere di alcuni creativi siciliani. L’obiettivo è avvicinare il pubblico al contemporaneo

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La fucina di un’artista è uno spazio normalmente precluso al pubblico, un luogo dove le idee e la ricerca estetica prendono forma. Ma un gruppo di artisti siciliani ha pensato di invertire la rotta, aprendo all’esterno i propri studi per raccontare un processo che raramente si conosce. L’idea è di Loredana Grasso, artista palermitana della scena contemporanea siciliana e Maria Luisa Montaperto che con “Art studio visit” hanno pensato di coinvolgere altri sei colleghi: Giuseppe Borgia, Gianluca Concialdi, Daniela Nancy Granata, Rori Palazzo, Francesco Tagliavia e Sergio Zavattieri per aprire i loro spazi privati di lavoro.

A organizzare l’iniziativa, prevista per domani e sabato 22 dicembre è l’Associazione Amici dei Musei Siciliani e Visitsicily, hub del gruppo Wonderful Italy in Sicilia Occidentale. Sarà così possibile scoprire le tecniche, la produzione e la poetica delle più interessanti vene creative siciliane o acquisire, se interessati, delle opere. Un itinerario culturale guidato che, attraverso un mediatore, permetterà ai partecipanti di scoprire i luoghi più esclusivi dell’arte contemporanea, facendo toccare con mano quanto questi spazi raccontino del pensiero e della ricerca estetica di un artista e quanto il territorio siciliano influisca su di essi.

“L’esigenza di rendere gli studi d’artista luoghi aperti e fertili nasce dalla scarsa visibilità e fruizione che essi portano nella loro stessa definizione, specialmente negli ultimi anni – spiega Loredana Grasso – l’obiettivo è avvicinare o ricordare semplicemente al pubblico ed agli addetti ai lavori che non esiste luogo più profondo e veritiero per conoscere il pensiero e la ricerca di un artista, spesso “intrappolati” in piccole porzioni di spazio all’interno delle gallerie, che il luogo dove essi creano, in cui danno forma e vita alle loro opere. Speriamo che questo incoraggi un nuovo confronto tra le produzioni artistiche e ciò che sta dietro per favorire maggiori collaborazioni ed una nuova economia”.

l tour, a numero chiuso e su prenotazione, prevedono la visita di sei studi d’artista. Venerdì 21 dicembre si aprono al pubblico gli studi di Giuseppe Adamo, Gianluca Concialdi e Rori Palazzo, mentre sabato 22 dicembre è la volta degli artisti Daniela Nancy Granata, Francesco Tagliavia e Sergio Zavattieri. I tour avranno inizio alle ore 10. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri  091 6118168 e 333 5687939.

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