Passeggiare con Le Vie dei Tesori nel cuore di Palermo

Restano ancora pochi posti per i due tour nel centro storico della città, in programma domenica 14 ottobre. Da scoprire anche tanti chiese e palazzi con visite su prenotazione

di Redazione

Scoprire i monasteri storici e i mercati dell’Albergheria oppure immergersi tra i vicoli di Ballarò, il quartiere più antico di Palermo. Restano ancora pochi posti per le due passeggiate nel centro storico della città in programma per domani, domenica 14 ottobre, in occasione del secondo weekend de Le Vie dei Tesori.

Il primo tour che vi proponiamo è tra i mercati storici del Capo e di Ballarò, dove tra il XII e il XVII secolo sono sorti e si sono sviluppati gli insediamenti monastici degli Ordini mendicanti medievali. Un percorso che partendo dal racconto della storia di questi luoghi, ne illustra la magnificenza creata dalla contrapposizione della bellezza dei monumenti con la vivace vitalità dei mercati (cliccate qui per prenotare la passeggiata).

Restando a Ballarò, potrete approfittare degli ultimi posti disponibili della passeggiata tra i vicoli del quartiere, indubbiamente un luogo cardine per la comprensione dell’aspetto multietnico della città. Un aspetto importante e trasversale a tutte le epoche, ma che in questa che viviamo si interseca con movimenti e nuovi scambi culturali alimentati da un impegno civile sempre più presente. La passeggiata che proponiamo racconta il quartiere attraverso le storie, la quotidianità, le relazioni di uno dei suoi abitanti. La vita umana ed emotiva dei luoghi attraverso le testimonianze e gli occhi di chi li vive (per prenotare cliccare qui).

Ma non ci sono solo passeggiate questo weekend. Vi segnaliamo tre luoghi su prenotazione che, insieme ai tanti aperti, meritano una visita particolare. Il primo è lo Stand Florio, sul litorale di Romagnolo (qui per prenotare), visitabile a cantiere aperto, in vista dell’inaugurazione che avverrà nei prossimi mesi. Fu utilizzato a lungo per gare di tiro al piccione e per sport acquatici da parte della nobiltà e della ricca borghesia palermitana.

Poi c’è Palazzo Utveggio, da non confondere con il castello, progettato da Ernesto Basile, uno dei primi esempi di edilizia residenziale condominiale di qualità, concepito per l’attiva borghesia del tempo (qui per prenotare la visita), ed infine Palazzo Branciforte, costruito alla fine del 1500, recentemente restaurato su progetto dell’architetto Gae Aulenti e diventato un centro culturale polivalente (qui per prenotare la visita).

Infine, vi suggeriamo due luoghi che potete visitare direttamente, senza prenotazione: la chiesa di Santa Venera, con il suo incantevole giardino, e l‘Istituto dei ciechi Florio e Salomone, un edificio tutto da scoprire e che non tutti conoscono.

Per informazioni su tutti gli altri luoghi, visitare il sito www.leviedeitesori.it.

Restano ancora pochi posti per i due tour nel centro storico della città, in programma domenica 14 ottobre. Da scoprire anche tanti chiese e palazzi con visite su prenotazione

di Redazione

Scoprire i monasteri storici e i mercati dell’Albergheria oppure immergersi tra i vicoli di Ballarò, il quartiere più antico di Palermo. Restano ancora pochi posti per le due passeggiate nel centro storico della città in programma per domani, domenica 14 ottobre, in occasione del secondo weekend de Le Vie dei Tesori.

Il primo tour che vi proponiamo è tra i mercati storici del Capo e di Ballarò, dove tra il XII e il XVII secolo sono sorti e si sono sviluppati gli insediamenti monastici degli Ordini mendicanti medievali. Un percorso che partendo dal racconto della storia di questi luoghi, ne illustra la magnificenza creata dalla contrapposizione della bellezza dei monumenti con la vivace vitalità dei mercati (cliccate qui per prenotare la passeggiata).

Restando a Ballarò, potrete approfittare degli ultimi posti disponibili della passeggiata tra i vicoli del quartiere, indubbiamente un luogo cardine per la comprensione dell’aspetto multietnico della città. Un aspetto importante e trasversale a tutte le epoche, ma che in questa che viviamo si interseca con movimenti e nuovi scambi culturali alimentati da un impegno civile sempre più presente. La passeggiata che proponiamo racconta il quartiere attraverso le storie, la quotidianità, le relazioni di uno dei suoi abitanti. La vita umana ed emotiva dei luoghi attraverso le testimonianze e gli occhi di chi li vive (per prenotare cliccare qui).

Ma non ci sono solo passeggiate questo weekend. Vi segnaliamo tre luoghi su prenotazione che, insieme ai tanti aperti, meritano una visita particolare. Il primo è lo Stand Florio, sul litorale di Romagnolo (qui per prenotare), visitabile a cantiere aperto, in vista dell’inaugurazione che avverrà nei prossimi mesi. Fu utilizzato a lungo per gare di tiro al piccione e per sport acquatici da parte della nobiltà e della ricca borghesia palermitana.

Poi c’è Palazzo Utveggio, da non confondere con il castello, progettato da Ernesto Basile, uno dei primi esempi di edilizia residenziale condominiale di qualità, concepito per l’attiva borghesia del tempo (qui per prenotare la visita), ed infine Palazzo Branciforte, costruito alla fine del 1500, recentemente restaurato su progetto dell’architetto Gae Aulenti e diventato un centro culturale polivalente (qui per prenotare la visita).

Infine, vi suggeriamo due luoghi che potete visitare direttamente, senza prenotazione: la chiesa di Santa Venera, con il suo incantevole giardino, e l‘Istituto dei ciechi Florio e Salomone, un edificio tutto da scoprire e che non tutti conoscono.

Per informazioni su tutti gli altri luoghi, visitare il sito www.leviedeitesori.it.

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Andar per palazzi con Le Vie dei Tesori

Erano i salotti nobiliari di Palermo, adesso aprono le porte alla città nel corso del secondo weekend del festival. Poi ci sono tante passeggiate e degustazioni

di Redazione

Un fine settimana alla scoperta dei palazzi nobiliari di Palermo. Oggi e domani, per il secondo weekend de Le Vie Tesori, aprono le porte quelli che un tempo erano i salotti della città. Come il salone delle feste di Palazzo De Gregorio, per esempio, che ospitò gli amplessi tra l’avventuriera e spregiudicata Lady Hamilton e l’ammiraglio Nelson, raccontati persino da Alexandre Dumas: sotto gli stessi affreschi, Mascagni mangiava pomodorini siccagni e Wagner finì di comporre il suo “Parsifal”. Le storie sono tante e si potranno ascoltare oggi dalle 10 alle 17,20.

Andar per palazzi, comunque, si può e si deve: per scoprire che a Palazzo Alliata di Villafranca (per due edizioni, uno dei luoghi più visitati del festival) si conserva una Crocifissione di van Dyck (solo oggi, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18); che a Palazzo Asmundo si ricorda l’arrivo della principessa Maria Cristina, figlia di Ferdinando III di Borbone: se si vuole rivivere l’atmosfera di quel tempo, bisogna partecipare l’esclusiva cena “gattopardesca” in programma per la sera (prenotazioni a questo link).

Si scoprirà anche che un filo neoclassico unisce Palazzo Bonocore e Palazzo Zingone Trabia che probabilmente affidarono i trompe l’oeil dei saloni e l’alcova, alla stessa mano artigianale. A Palazzo di Città non si pensa come ad una residenza visto che è la sede del Comune, ma non si deve perdere la visita fino all’orologio. E vi ricordiamo che domenica apre Villa Malfitano dove si conserva la famosa slitta donata dallo Zar Nicola I ai nobili Whitaker.

Tra le visite da non mancare, sempre oggi (dalle 14 alle 17), c’è quella al palcoscenico del Teatro Massimo che la sera ospiterà il debutto registico di John Turturro dietro le quinte del “Rigoletto” (ve ne abbiamo parlato qui). Sempre questa mattina, apre anche dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18,30 (approfittatene, l’unica altra visita sarà il 3 novembre) la chiesa di Badia Nuova, a due passi dalla Cattedrale, un gioiello la cui realizzazione fu affidata a Pietro Novelli, Gioacchino Martorana e Giuseppe Patania per gli affreschi, a Giacomo e Giuseppe Serpotta per gli stucchi e del fratello Giuseppe.

Ma sono tantissime le chiese che fanno parte del festival e aprono sabato e domenica: una per tutte, la normanna Magione che ambisce ad entrare nel sito arabo normanno dell’Unesco. Bellissima ed austera, realizzata da maestranze islamiche, restò in piedi per miracolo sotto le bombe del ’43. Il suo chiostro ricorda, in piccolo, quello splendido di Monreale. Sarà aperta oggi dalle 10 alle 11 e dalle 13 alle 15,30, domenica dalle 10 alle 17,30.

Restano chiusi, rispetto al programma, la cappella dei Falegnami (per un sopravvenuto problema di infiltrazioni d’acqua), la chiesa degli Agonizzanti, l’oratorio di Santa Maria La Savona tra i luoghi di Itinerario contemporaneo. Tra i luoghi su prenotazione, restano non disponibili i qanat. Ma potrebbe aggiungersi qualche altro sito rovinato dal maltempo di queste ultime ore.

E per chi vuole un’esperienza diversa, ecco le visite d’autore con degustazione di un vino che ha un titolo che sembra una mostra: “Se la forma scompare la sua radice è eterna”, costruito da Planeta con la Fondazione Merz, è dedicato a Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018. Un Grillo in purezza Doc Sicilia, in produzione limitata, con l’etichetta riprende l’omonima opera di Mario Merz che dal 1989 è al Museo Peggy Guggenheim di Venezia. La visita condurrà oggi dalle 19 alla scoperta di uno dei musei più particolari e inediti di Palermo, dedicato al Risorgimento: nelle sale a fianco del Pantheon della città (la chiesa di san Domenico), ci si muove tra camicie rosse, lettere dei Mille, armi e oggetti appartenuti ai Garibaldini (qui le prenotazioni)

Il boom di quest’anno l’ha di certo fatto il secondo percorso dentro l’aeroporto di Boccadifalco, (che si può prenotare qui): attenzione che i posti si esauriscono in fretta, e la visita è molto approfondita, dura quasi un’ora, con trasporto su un autobus offerto dallo sponsor tecnico Sais che porta dai bunker della seconda guerra mondiale alla torre di controllo fino al giardino della villa storica all’interno dell’aeroporto.

Tra gli altri luoghi, Palazzo Branciforte con il suo Monte di Pietà restaurato da Gae Aulenti e Palazzo Utveggio, nel cuore elegante della città, disegnato dal Basile. Non perdete le sorgenti naturali del Gabriele, che potranno essere visitate solo oggi, tempo permettendo (le prossime visite saranno domenica 21, sabato 27 ottobre e domenica 4 novembre). Solo oggi (dalle 16 alle 18) si accede alla collezione di ceramiche Athena; se solo la domenica in quel gioiello che sta tornando alla luce e che i palermitani conoscono come il Tiro a Segno: in realtà lo Stand Florio nacque su progetto dell’allora archistar Ernesto Basile per la committenza dei Florio e durante la guerra divenne un magazzino per i rifornimenti delle truppe; ma ve lo racconteranno sul posto, dalle 10 alle 16. Solo domenica (dalle 10,45 alle 17,30) apre anche il Grand Hotel Piazza Borsa. Approfittate anche per una “dolce” visita alle fabbriche artigianali: per Anice Tutone potete prenotare sia sabato che domenica (10-12 e 15-17) e Morettino (ultima possibilità, solo oggi, domenica e la prossima, visita alle 10).

Tutte le informazioni su www.leviedeitesori.it.

Erano i salotti nobiliari di Palermo, adesso aprono le porte alla città nel corso del secondo weekend del festival. Poi ci sono tante passeggiate e degustazioni

di Redazione

Un fine settimana alla scoperta dei palazzi nobiliari di Palermo. Oggi e domani, per il secondo weekend de Le Vie Tesori, aprono le porte quelli che un tempo erano i salotti della città. Come il salone delle feste di Palazzo De Gregorio, per esempio, che ospitò gli amplessi tra l’avventuriera e spregiudicata Lady Hamilton e l’ammiraglio Nelson, raccontati persino da Alexandre Dumas: sotto gli stessi affreschi, Mascagni mangiava pomodorini siccagni e Wagner finì di comporre il suo “Parsifal”. Le storie sono tante e si potranno ascoltare oggi dalle 10 alle 17,20.

Andar per palazzi, comunque, si può e si deve: per scoprire che a Palazzo Alliata di Villafranca (per due edizioni, uno dei luoghi più visitati del festival) si conserva una Crocifissione di van Dyck (solo oggi, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18); che a Palazzo Asmundo si ricorda l’arrivo della principessa Maria Cristina, figlia di Ferdinando III di Borbone: se si vuole rivivere l’atmosfera di quel tempo, bisogna partecipare l’esclusiva cena “gattopardesca” in programma per la sera (prenotazioni a questo link).

Si scoprirà anche che un filo neoclassico unisce Palazzo Bonocore e Palazzo Zingone Trabia che probabilmente affidarono i trompe l’oeil dei saloni e l’alcova, alla stessa mano artigianale. A Palazzo di Città non si pensa come ad una residenza visto che è la sede del Comune, ma non si deve perdere la visita fino all’orologio. E vi ricordiamo che domenica apre Villa Malfitano dove si conserva la famosa slitta donata dallo Zar Nicola I ai nobili Whitaker.

Tra le visite da non mancare, sempre oggi (dalle 14 alle 17), c’è quella al palcoscenico del Teatro Massimo che la sera ospiterà il debutto registico di John Turturro dietro le quinte del “Rigoletto” (ve ne abbiamo parlato qui). Sempre questa mattina, apre anche dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18,30 (approfittatene, l’unica altra visita sarà il 3 novembre) la chiesa di Badia Nuova, a due passi dalla Cattedrale, un gioiello la cui realizzazione fu affidata a Pietro Novelli, Gioacchino Martorana e Giuseppe Patania per gli affreschi, a Giacomo e Giuseppe Serpotta per gli stucchi e del fratello Giuseppe.

Ma sono tantissime le chiese che fanno parte del festival e aprono sabato e domenica: una per tutte, la normanna Magione che ambisce ad entrare nel sito arabo normanno dell’Unesco. Bellissima ed austera, realizzata da maestranze islamiche, restò in piedi per miracolo sotto le bombe del ’43. Il suo chiostro ricorda, in piccolo, quello splendido di Monreale. Sarà aperta oggi dalle 10 alle 11 e dalle 13 alle 15,30, domenica dalle 10 alle 17,30.

Restano chiusi, rispetto al programma, la cappella dei Falegnami (per un sopravvenuto problema di infiltrazioni d’acqua), la chiesa degli Agonizzanti, l’oratorio di Santa Maria La Savona tra i luoghi di Itinerario contemporaneo. Tra i luoghi su prenotazione, restano non disponibili i qanat. Ma potrebbe aggiungersi qualche altro sito rovinato dal maltempo di queste ultime ore.

E per chi vuole un’esperienza diversa, ecco le visite d’autore con degustazione di un vino che ha un titolo che sembra una mostra: “Se la forma scompare la sua radice è eterna”, costruito da Planeta con la Fondazione Merz, è dedicato a Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018. Un Grillo in purezza Doc Sicilia, in produzione limitata, con l’etichetta riprende l’omonima opera di Mario Merz che dal 1989 è al Museo Peggy Guggenheim di Venezia. La visita condurrà oggi dalle 19 alla scoperta di uno dei musei più particolari e inediti di Palermo, dedicato al Risorgimento: nelle sale a fianco del Pantheon della città (la chiesa di san Domenico), ci si muove tra camicie rosse, lettere dei Mille, armi e oggetti appartenuti ai Garibaldini (qui le prenotazioni)

Il boom di quest’anno l’ha di certo fatto il secondo percorso dentro l’aeroporto di Boccadifalco, (che si può prenotare qui): attenzione che i posti si esauriscono in fretta, e la visita è molto approfondita, dura quasi un’ora, con trasporto su un autobus offerto dallo sponsor tecnico Sais che porta dai bunker della seconda guerra mondiale alla torre di controllo fino al giardino della villa storica all’interno dell’aeroporto.

Tra gli altri luoghi, Palazzo Branciforte con il suo Monte di Pietà restaurato da Gae Aulenti e Palazzo Utveggio, nel cuore elegante della città, disegnato dal Basile. Non perdete le sorgenti naturali del Gabriele, che potranno essere visitate solo oggi, tempo permettendo (le prossime visite saranno domenica 21, sabato 27 ottobre e domenica 4 novembre). Solo oggi (dalle 16 alle 18) si accede alla collezione di ceramiche Athena; se solo la domenica in quel gioiello che sta tornando alla luce e che i palermitani conoscono come il Tiro a Segno: in realtà lo Stand Florio nacque su progetto dell’allora archistar Ernesto Basile per la committenza dei Florio e durante la guerra divenne un magazzino per i rifornimenti delle truppe; ma ve lo racconteranno sul posto, dalle 10 alle 16. Solo domenica (dalle 10,45 alle 17,30) apre anche il Grand Hotel Piazza Borsa. Approfittate anche per una “dolce” visita alle fabbriche artigianali: per Anice Tutone potete prenotare sia sabato che domenica (10-12 e 15-17) e Morettino (ultima possibilità, solo oggi, domenica e la prossima, visita alle 10).

Tutte le informazioni su www.leviedeitesori.it.

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Al via sodalizio artistico tra il Teatro Biondo e il Libero

Siglata un’intesa che li vedrà collaborare nel prossimo triennio all’ideazione, promozione e organizzazione di spettacoli

di Redazione

I teatri di Palermo uniscono le forze. Il Libero e il Biondo hanno siglato un protocollo di intesa che li vedrà collaborare nel prossimo triennio all’ideazione, promozione e organizzazione di spettacoli, iniziative ed eventi diversi.

Per la prima volta, il maggiore teatro pubblico di prosa della città, diretto da Roberto Alajmo, e il centro di produzione tra i più longevi e importati d’Italia, fondato nel 1968 da Beno Mazzone e diretto dal figlio Luca, sotto l’egida del Comune di Palermo lavoreranno su progetti comuni con lo scopo di incrociare pubblici diversi, con particolare attenzione verso le periferie e le fasce più svantaggiate, e di promuovere la nuova drammaturgia riflettendo sui diversi aspetti del teatro contemporaneo.

“Sono molto felice che anche a Palermo si possa iniziare una fruttuosa collaborazione tra il Teatro Biondo, Stabile pubblico della città e oggi Tric, e il Libero, centro di ricerca e produzione teatrale riconosciuto dal Mibac da oltre quarant’anni – afferma Luca Mazzone – . Questa collaborazione è un punto di partenza che spero possa dare alla città più opportunità e un modo nuovo e diverso di intendere il rapporto tra teatro d’arte e comunità”.

“È sicuramente un primo passo – spiega Roberto Alajmo – ma in una dimensione diversa, che nei prossimi tempi sarà tutta da esplorare, con sinergie sempre più strette. Questo, intanto, vuole essere un omaggio del Teatro Stabile e del Comune di Palermo all’attività del Teatro Libero, che per mezzo secolo ha saputo resistere ad avversità di ogni tipo approdando a una stagione particolarmente felice della città, specialmente in ambito teatrale”.

Nelle prossime settimane i due teatri saranno impegnati nell’organizzazione di un’importante giornata di studi, che si terrà a dicembre, dal titolo “Un teatro al confine”. Prendendo spunto dai cinquant’anni di attività del Teatro Libero, studiosi, critici, operatori saranno inviati a riflettere sul senso del fare teatro in un territorio periferico, un teatro al confine ma al centro dell’Europa, sull’importanza e il ruolo della scena indipendente nei processi di divulgazione e di formazione del pubblico.

Siglata un’intesa che li vedrà collaborare nel prossimo triennio all’ideazione, promozione e organizzazione di spettacoli

di Redazione

I teatri di Palermo uniscono le forze. Il Libero e il Biondo hanno siglato un protocollo di intesa che li vedrà collaborare nel prossimo triennio all’ideazione, promozione e organizzazione di spettacoli, iniziative ed eventi diversi.

Per la prima volta, il maggiore teatro pubblico di prosa della città, diretto da Roberto Alajmo, e il centro di produzione tra i più longevi e importati d’Italia, fondato nel 1968 da Beno Mazzone e diretto dal figlio Luca, sotto l’egida del Comune di Palermo lavoreranno su progetti comuni con lo scopo di incrociare pubblici diversi, con particolare attenzione verso le periferie e le fasce più svantaggiate, e di promuovere la nuova drammaturgia riflettendo sui diversi aspetti del teatro contemporaneo.

“Sono molto felice che anche a Palermo si possa iniziare una fruttuosa collaborazione tra il Teatro Biondo, Stabile pubblico della città e oggi Tric, e il Libero, centro di ricerca e produzione teatrale riconosciuto dal Mibac da oltre quarant’anni – afferma Luca Mazzone – . Questa collaborazione è un punto di partenza che spero possa dare alla città più opportunità e un modo nuovo e diverso di intendere il rapporto tra teatro d’arte e comunità”.

“È sicuramente un primo passo – spiega Roberto Alajmo – ma in una dimensione diversa, che nei prossimi tempi sarà tutta da esplorare, con sinergie sempre più strette. Questo, intanto, vuole essere un omaggio del Teatro Stabile e del Comune di Palermo all’attività del Teatro Libero, che per mezzo secolo ha saputo resistere ad avversità di ogni tipo approdando a una stagione particolarmente felice della città, specialmente in ambito teatrale”.

Nelle prossime settimane i due teatri saranno impegnati nell’organizzazione di un’importante giornata di studi, che si terrà a dicembre, dal titolo “Un teatro al confine”. Prendendo spunto dai cinquant’anni di attività del Teatro Libero, studiosi, critici, operatori saranno inviati a riflettere sul senso del fare teatro in un territorio periferico, un teatro al confine ma al centro dell’Europa, sull’importanza e il ruolo della scena indipendente nei processi di divulgazione e di formazione del pubblico.

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Si chiude il Mario Merz Prize, tra musica barocca e contemporanea

Nella chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, in piazza Bellini a Palermo, un concerto che include il brano inedito del vincitore Geoffrey Gordon

di Redazione

Cala il sipario sulla seconda edizione del Mario Merz Prize. Nella chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, in piazza Bellini a Palermo, per la sezione musicale, si terrà questa sera alle 21 un concerto diretto da Willy Merz, che include il brano inedito del vincitore Geoffrey Gordon.

Una nuova compagine di interpreti, i WadiEnsemble – appositamente composta e patrocinata dalla Fondazione Merz per questa occasione e costituita da giovani musicisti siciliani affiancati da personalità già note nel panorama concertistico internazionale – esegue una composizione dal repertorio tardo rinascimentale e primo barocco del palermitano Sigismondo d’India, seguito da brani di Antonio Vivaldi e Luigi Boccherini per giungere alla contemporaneità con un brano di Willy Merz e con “Gotham News”, la composizione inedita di Geoffrey Gordon.

“Gotham News” nasce come risposta musicale al dipinto di Willem de Kooning del 1955, dall’omonimo titolo. Attraverso il suo lavoro l’autore esplora i contenuti del quadro e dà vita a una rappresentazione sonora che ne restituisce l’energia e le sfaccettature attraverso trame coinvolgenti e vigorose, ritmo dinamico, struttura armonica e destrezza della strumentazione.

Il concerto rafforza la sinergia, iniziata due anni fa e con la volontà di proseguirla nel tempo, tra la Fondazione Merz e la Città di Palermo. L’evento musicale, inoltre, inaugura la collaborazione tra la Fondazione e la Direzione Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Palermo. In particolare contribuirà all’avvio di un progetto di restauro conservativo degli stalli barocchi del Coro Grande delle monache, da poco inserito nel percorso di visita dell’antico complesso claustrale di Santa Caterina d’Alessandria.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Nella chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, in piazza Bellini a Palermo, un concerto che include il brano inedito del vincitore Geoffrey Gordon

di Redazione

Cala il sipario sulla seconda edizione del Mario Merz Prize. Nella chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, in piazza Bellini a Palermo, per la sezione musicale, si terrà questa sera alle 21 un concerto diretto da Willy Merz, che include il brano inedito del vincitore Geoffrey Gordon.

Una nuova compagine di interpreti, i WadiEnsemble – appositamente composta e patrocinata dalla Fondazione Merz per questa occasione e costituita da giovani musicisti siciliani affiancati da personalità già note nel panorama concertistico internazionale – esegue una composizione dal repertorio tardo rinascimentale e primo barocco del palermitano Sigismondo d’India, seguito da brani di Antonio Vivaldi e Luigi Boccherini per giungere alla contemporaneità con un brano di Willy Merz e con “Gotham News”, la composizione inedita di Geoffrey Gordon.

“Gotham News” nasce come risposta musicale al dipinto di Willem de Kooning del 1955, dall’omonimo titolo. Attraverso il suo lavoro l’autore esplora i contenuti del quadro e dà vita a una rappresentazione sonora che ne restituisce l’energia e le sfaccettature attraverso trame coinvolgenti e vigorose, ritmo dinamico, struttura armonica e destrezza della strumentazione.

Il concerto rafforza la sinergia, iniziata due anni fa e con la volontà di proseguirla nel tempo, tra la Fondazione Merz e la Città di Palermo. L’evento musicale, inoltre, inaugura la collaborazione tra la Fondazione e la Direzione Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Palermo. In particolare contribuirà all’avvio di un progetto di restauro conservativo degli stalli barocchi del Coro Grande delle monache, da poco inserito nel percorso di visita dell’antico complesso claustrale di Santa Caterina d’Alessandria.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

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Tutto pronto per il secondo weekend con Le Vie dei Tesori

Tanti gli inediti sul filo della memoria da scoprire: dal sipario del Teatro Massimo allo storico cinema Excelsior, dalla casa museo di don Puglisi a quella di Padre Messina, fino ai satiri “pop” che irromperanno a Villa Tasca

di Redazione

È la memoria il filo rosso che lega gli itinerari previsti a Palermo con Le Vie dei Tesori questo secondo fine settimana del Festival. Dai ricordi della storia del cinema in città con l’Excelsior, una delle prime sale cinematografiche, al sipario del Teatro Massimo che apre al pubblico regalando una vista inaspettata su sipari e oggetti di scena; dalla Palermo ai tempi dell’Esposizione nazionale da scoprire nei tour nel campus universitario alla missione di due sacerdoti impegnati sul fronte dell’istruzione e della lotta all’emancipazione dei più svantaggiati: padre Puglisi, il beato ucciso a Brancaccio e Padre Messina, il “pazzo di Dio”. Ma sono solo alcune delle tappe da non perdere da domani e fino a domenica, senza dimenticare le degustazioni, le passeggiate a tema, gli itinerari contemporanei. Ma andiamo con ordine.

Da domani, venerdi, dalle 14 alle 16.30 e sabato, dalle 14 alle 17, sarà possibile vedere e fotografare il teatro Massimo da una prospettiva rovesciata, quella degli artisti. Tutte le informazioni sul sito qui

L’eleganza del liberty e la storia cinematografica di Palermo rivivono al Supercinema Excelsior che apre soltanto questo weekend (venerdì e sabato) e il quarto (26 e 27 ottobre). La sala, nata nel 1923, era la più elegante, e da qui passavano tutti i film importanti. Oggi si affaccia sulla Feltrinelli, ospita botteghe e ristoranti artigianali.
Un altro debutto questo sabato ( dalle 9.30 alle 13) riguarda la chiesa di Badia Nuova, a due passi dalla Cattedrale, un gioiello con gli stucchi del Serpotta e affreschi realizzati da Filippo Tancredi.

Per gli amanti della storia dell’architettura appuntamento in viale delle Scienze con il tour che è possibile fare tra la magnifica oasi verde della Fossa della Garofala (venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 17.30), raccontata da giovani agronomi e i dipartimenti di Architettura aperti straordinariamente con la guida dei docenti che hanno curato l’allestimento: qui si potrà scoprire com’era Palermo ai tempi dell’Esposizione nazionale, ma anche conoscere come Basile insegnava ai suoi allievi e vedere la riproduzione in formato ridotto della gigantesca Mole antonelliana.

E poi due case museo legate alle figure carismatiche di due sacerdoti che hanno lavorato e lottato per migliorare le condizioni dei più giovani: Padre Messina, il “pazzo di Dio”, che creò una vera e propria casa d’accoglienza nella borgata che apriva Palermo al mare, prendendo in affitto una grande struttura appartenuta ai principi di Cutò dove fondò una casa per gli orfani, e quella del beato Puglisi con gli oggetti personali e i libri del sacerdote, appena visitata dal Papa a Brancaccio. Sia la casa lavoro di Padre Messina che la casa Museo di Brancaccio sono visitabili anche domani, sabato e domenica dalle 10 alle 17.30

E poi, a piazzetta Sett’Angeli, da non perdere all’interno del Liceo Vittorio Emanuele II lo Spazio Flaccovio che ha creato un piccolo museo da sfogliare: la storica casa editrice (l’anno prossimo compirà i suoi primi ottant’anni) ha infatti attrezzato due aule con arredi d’epoca, per immergersi nella lettura. Con un occhio di riguardo, ovviamente, a “I Beati Paoli” di Luigi Natoli, che Flaccoviò ripubblicò nel 1971.
Restano chiusi, rispetto al programma, la cappella dei Falegnami (per un sopravvenuto problema di infiltrazioni d’acqua), la chiesa degli Agonizzanti,e, tra i luoghi di Itinerario contemporaneo l’Oratorio di Santa Maria La Savona e  (solo per questo fine settimana) Minimum Studio, ma per aggiornamenti consultare sempre la sezione Ultim’ora sul sito e il post con le comunicazioni di servizio sulla pagina Facebook.

Per i gourmet de Le Vie dei Tesori c’è un vino da non perdere, realizzato apposta da Planeta  con la Fondazione Merz, con un titolo che sembra una mostra: “Se la forma scompare la sua radice è eterna”, dedicato a Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018. Un Grillo in purezza DOC Sicilia, in produzione limitata, con l’etichetta che riprende l’omonima opera di Mario Merz che dal 1989 è al Museo Peggy Guggenheim di Venezia. La visita con degustazione di sabato sarà alle 19 al museo del Risorgimento, tra camicie rosse, lettere dei Mille, armi e oggetti appartenuti ai Garibaldini.

Altre sorprese inedite attendono i visitatori del Festival nei luoghi su prenotazione: tra questi il primato spetta all’aeroporto di Boccadifalco, con una visita approfondita (durata: un’ora circa) con trasporto su un autobus offerto dallo sponsor tecnico Sais che porta dai bunker della seconda guerra mondiale alla torre di controllo fino al giardino della villa storica all’interno dell’aeroporto.

Il pop irromperà nell’elegante giardino di Villa Tasca con centinaia di satiri danzanti realizzati da Artficial – la start up che ha in atto un progetto di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale attraverso nuove tecnologie. Qui una riproduzione digitale del Satiro danzante di Mazara del Vallo, in versione pop, realizzata in fibra di mais, trasformerà la villa storica in un museo en plein air.

Tutte le novità sul sito del Festival qui dove è possibile consultare e scaricare il programma delle visite.

Tanti gli inediti sul filo della memoria da scoprire: dal sipario del Teatro Massimo allo storico cinema Excelsior, dalla casa museo di don Puglisi a quella di Padre Messina, fino ai satiri “pop” che irromperanno a Villa Tasca

di Redazione

È la memoria il filo rosso che lega gli itinerari previsti a Palermo con Le Vie dei Tesori questo secondo fine settimana del Festival. Dai ricordi della storia del cinema in città con l’Excelsior, una delle prime sale cinematografiche, al sipario del Teatro Massimo che apre al pubblico regalando una vista inaspettata su sipari e oggetti di scena; dalla Palermo ai tempi dell’Esposizione nazionale da scoprire nei tour nel campus universitario alla missione di due sacerdoti impegnati sul fronte dell’istruzione e della lotta all’emancipazione dei più svantaggiati: padre Puglisi, il beato ucciso a Brancaccio e Padre Messina, il “pazzo di Dio”. Ma sono solo alcune delle tappe da non perdere da domani e fino a domenica, senza dimenticare le degustazioni, le passeggiate a tema, gli itinerari contemporanei. Ma andiamo con ordine.

Da domani, venerdi, dalle 14 alle 16.30 e sabato, dalle 14 alle 17, sarà possibile vedere e fotografare il teatro Massimo da una prospettiva rovesciata, quella degli artisti. Tutte le informazioni sul sito qui

L’eleganza del liberty e la storia cinematografica di Palermo rivivono al Supercinema Excelsior che apre soltanto questo weekend (venerdì e sabato) e il quarto (26 e 27 ottobre). La sala, nata nel 1923, era la più elegante, e da qui passavano tutti i film importanti. Oggi si affaccia sulla Feltrinelli, ospita botteghe e ristoranti artigianali.
Un altro debutto questo sabato ( dalle 9.30 alle 13) riguarda la chiesa di Badia Nuova, a due passi dalla Cattedrale, un gioiello con gli stucchi del Serpotta e affreschi realizzati da Filippo Tancredi.

Per gli amanti della storia dell’architettura appuntamento in viale delle Scienze con il tour che è possibile fare tra la magnifica oasi verde della Fossa della Garofala (venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 17.30), raccontata da giovani agronomi e i dipartimenti di Architettura aperti straordinariamente con la guida dei docenti che hanno curato l’allestimento: qui si potrà scoprire com’era Palermo ai tempi dell’Esposizione nazionale, ma anche conoscere come Basile insegnava ai suoi allievi e vedere la riproduzione in formato ridotto della gigantesca Mole antonelliana.

E poi due case museo legate alle figure carismatiche di due sacerdoti che hanno lavorato e lottato per migliorare le condizioni dei più giovani: Padre Messina, il “pazzo di Dio”, che creò una vera e propria casa d’accoglienza nella borgata che apriva Palermo al mare, prendendo in affitto una grande struttura appartenuta ai principi di Cutò dove fondò una casa per gli orfani, e quella del beato Puglisi con gli oggetti personali e i libri del sacerdote, appena visitata dal Papa a Brancaccio. Sia la casa lavoro di Padre Messina che la casa Museo di Brancaccio sono visitabili anche domani, sabato e domenica dalle 10 alle 17.30

E poi, a piazzetta Sett’Angeli, da non perdere all’interno del Liceo Vittorio Emanuele II lo Spazio Flaccovio che ha creato un piccolo museo da sfogliare: la storica casa editrice (l’anno prossimo compirà i suoi primi ottant’anni) ha infatti attrezzato due aule con arredi d’epoca, per immergersi nella lettura. Con un occhio di riguardo, ovviamente, a “I Beati Paoli” di Luigi Natoli, che Flaccoviò ripubblicò nel 1971.
Restano chiusi, rispetto al programma, la cappella dei Falegnami (per un sopravvenuto problema di infiltrazioni d’acqua), la chiesa degli Agonizzanti,e, tra i luoghi di Itinerario contemporaneo l’Oratorio di Santa Maria La Savona e  (solo per questo fine settimana) Minimum Studio, ma per aggiornamenti consultare sempre la sezione Ultim’ora sul sito e il post con le comunicazioni di servizio sulla pagina Facebook.

Per i gourmet de Le Vie dei Tesori c’è un vino da non perdere, realizzato apposta da Planeta  con la Fondazione Merz, con un titolo che sembra una mostra: “Se la forma scompare la sua radice è eterna”, dedicato a Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018. Un Grillo in purezza DOC Sicilia, in produzione limitata, con l’etichetta che riprende l’omonima opera di Mario Merz che dal 1989 è al Museo Peggy Guggenheim di Venezia. La visita con degustazione di sabato sarà alle 19 al museo del Risorgimento, tra camicie rosse, lettere dei Mille, armi e oggetti appartenuti ai Garibaldini.

Altre sorprese inedite attendono i visitatori del Festival nei luoghi su prenotazione: tra questi il primato spetta all’aeroporto di Boccadifalco, con una visita approfondita (durata: un’ora circa) con trasporto su un autobus offerto dallo sponsor tecnico Sais che porta dai bunker della seconda guerra mondiale alla torre di controllo fino al giardino della villa storica all’interno dell’aeroporto.

Il pop irromperà nell’elegante giardino di Villa Tasca con centinaia di satiri danzanti realizzati da Artficial – la start up che ha in atto un progetto di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale attraverso nuove tecnologie. Qui una riproduzione digitale del Satiro danzante di Mazara del Vallo, in versione pop, realizzata in fibra di mais, trasformerà la villa storica in un museo en plein air.

Tutte le novità sul sito del Festival qui dove è possibile consultare e scaricare il programma delle visite.

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“Giganti” in scena al Teatro Libero nel segno di Pirandello

Lo spettacolo ideato e diretto da Lia Chiappara, seconda anteprima della 51esima stagione, debutta venerdì 12 ottobre

di Redazione

Le suggestioni dell’ultima fiaba teatrale di Luigi Pirandello, “I giganti della montagna”, hanno ispirato il nuovo allestimento del Teatro Libero di Palermo, dove, venerdì 12 ottobre alle 21,15, andrà in scena “Gi gan ti”, seconda anteprima della 51esima stagione, ideato e diretto da Lia Chiappara.

“Lo spettacolo – spiega la regista – propone l’idea profonda di teatro come arte non impossibile ma fragile e precaria, perennemente in bilico fra gli impulsi dell’invenzione fantastica e le risorse dell’abilità pratica”. A partire da questi temi de “I giganti della montagna”, chiarisce la regista “il lavoro prova ad esplorare il problema dell’autonomia dell’arte, condizione da sempre vissuta da ogni artista, non senza lacerazioni e contraddizioni”.

Gli scalognati, candidi illusi, ubriachi di infinito, fuori dalla vita perché giocano “vite”. I comici, fuori dalla realtà perché attori, e attori non accettati dal pubblico per la loro poetica. I due mondi s’incontrano, in una villa, in un luogo immaginifico dove realtà e sogno si confondono. “Un luogo misterioso – prosegue Chiappara – dove tutto è possibile. Dall’incontro di questi due mondi riparte la tragica dialettica sull’arte, sulla poesia, sull’uomo”.

Lo spettacolo vedrà in scena Matteo Anselmi, Roberta Belforte, Alice Canzonieri, Gloria Carovana, Vincenzo Costanzo, Massimo Rigo, Silvia Scuderi e Giuseppe Vignieri. Le musiche sono di Antonio Guida. Repliche: sabato 13, venerdì 19, sabato 20 ottobre. Per informazioni e prenotazioni telefonare allo 0916174040 oppure al 392.9199609.

Lo spettacolo ideato e diretto da Lia Chiappara, seconda anteprima della 51esima stagione, debutta venerdì 12 ottobre

di Redazione

Le suggestioni dell’ultima fiaba teatrale di Luigi Pirandello, “I giganti della montagna”, hanno ispirato il nuovo allestimento del Teatro Libero di Palermo, dove, venerdì 12 ottobre alle 21,15, andrà in scena “Gi gan ti”, seconda anteprima della 51esima stagione, ideato e diretto da Lia Chiappara.

“Lo spettacolo – spiega la regista – propone l’idea profonda di teatro come arte non impossibile ma fragile e precaria, perennemente in bilico fra gli impulsi dell’invenzione fantastica e le risorse dell’abilità pratica”. A partire da questi temi de “I giganti della montagna”, chiarisce la regista “il lavoro prova ad esplorare il problema dell’autonomia dell’arte, condizione da sempre vissuta da ogni artista, non senza lacerazioni e contraddizioni”.

Gli scalognati, candidi illusi, ubriachi di infinito, fuori dalla vita perché giocano “vite”. I comici, fuori dalla realtà perché attori, e attori non accettati dal pubblico per la loro poetica. I due mondi s’incontrano, in una villa, in un luogo immaginifico dove realtà e sogno si confondono. “Un luogo misterioso – prosegue Chiappara – dove tutto è possibile. Dall’incontro di questi due mondi riparte la tragica dialettica sull’arte, sulla poesia, sull’uomo”.

Lo spettacolo vedrà in scena Matteo Anselmi, Roberta Belforte, Alice Canzonieri, Gloria Carovana, Vincenzo Costanzo, Massimo Rigo, Silvia Scuderi e Giuseppe Vignieri. Le musiche sono di Antonio Guida. Repliche: sabato 13, venerdì 19, sabato 20 ottobre. Per informazioni e prenotazioni telefonare allo 0916174040 oppure al 392.9199609.

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Spazio alla fantasia con i laboratori Kids

I più piccoli potranno sbizzarrirsi con tante attività, sulle tracce di personaggi reali e leggendari della Sicilia. E per i genitori niente code con la family card

di Redazione

Un viaggio d’arte per musei, alla scoperta di stanze immaginarie, storie e personaggi nei quadri e nei luoghi d’arte palermitani, laboratori di scrittura che hanno protagonisti eroi ed eroine che vivevano nei palazzi della città o laboratori di musica e danza per raccontare come vivevano principi e principesse dal medioevo all’800.

Sono solo alcuni dei percorsi e delle suggestioni riservate ai piccoli con Le Vie dei Tesori nei laboratori Kids. Con un contributo di 5 euro si potrà scegliere quali attività svolgere questo fine settimana (l’età consigliata va da 5 ai 10 anni) optando tra i laboratori disponibili nelle piazze principali.

Sabato 13 (negli orari 10-13 e 16-19) a piazza Verdi mentre a piazza Marina (10-12) e (16-19) si va alla scoperta di come viveva l’uomo preistorico con laboratori di archeologia sperimentale. Senza dimenticare la family card per zigzagare in famiglia tra un luogo e l’altro. Sono cinque i tesori della città scelti dove ogni domenica le famiglie avranno un ingresso preferenziale senza fare code e a un prezzo speciale, mentre 22 sono i tesori, da qui a novembre da far scoprire da lunedì a venerdì a 1 euro alle scuole. Maggiori informazioni nella sezione kids del sito del festival appositamente dedicata ai futuri visitatori di domani.

I più piccoli potranno sbizzarrirsi con tante attività, sulle tracce di personaggi reali e leggendari della Sicilia. E per i genitori niente code con la family card

di Redazione

Un viaggio d’arte per musei, alla scoperta di stanze immaginarie, storie e personaggi nei quadri e nei luoghi d’arte palermitani, laboratori di scrittura che hanno protagonisti eroi ed eroine che vivevano nei palazzi della città o laboratori di musica e danza per raccontare come vivevano principi e principesse dal medioevo all’800.

Sono solo alcuni dei percorsi e delle suggestioni riservate ai piccoli con Le Vie dei Tesori nei laboratori Kids. Con un contributo di 5 euro si potrà scegliere quali attività svolgere questo fine settimana (l’età consigliata va da 5 ai 10 anni) optando tra i laboratori disponibili nelle piazze principali.

Sabato 13 (negli orari 10-13 e 16-19) a piazza Verdi mentre a piazza Marina (10-12) e (16-19) si va alla scoperta di come viveva l’uomo preistorico con laboratori di archeologia sperimentale. Senza dimenticare la family card per zigzagare in famiglia tra un luogo e l’altro. Sono cinque i tesori della città scelti dove ogni domenica le famiglie avranno un ingresso preferenziale senza fare code e a un prezzo speciale, mentre 22 sono i tesori, da qui a novembre da far scoprire da lunedì a venerdì a 1 euro alle scuole. Maggiori informazioni nella sezione kids del sito del festival appositamente dedicata ai futuri visitatori di domani.

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Kore e Demetra, un mito tra passato e presente

Incontro il 13 ottobre a Gangi tra diversi studiosi su un tema che ha lasciato forti tracce nelle tradizioni popolari e nell’archeologia

di Redazione

Il mito di Demetra e della figlia Kore, rapita da Ade e condotta nel regno dei morti, sarà al centro dell’incontro che si terrà sabato 13 ottobre alle 9,30, nella sala polifunzionale in via San Mercurio a Gangi, in occasione della presentazione del volume: “Kore, la ragazza ineffabile. Un mito tra passato e presente”, curato da Roberto Deidier. Si tratta di una riflessione a più voci su “Persefone e Demetra: le origini, le leggende, la presenza nella cultura e nelle tradizioni del territorio”.

L’evento è promosso da BCsicilia, dalla Pro Loco e dall’Istituto Superiore “Giuseppe Salerno” di Gangi, in collaborazione con Fidapa, Slow Food Condotta di Gangi e Accademia dei Curiosi e con il patrocinio dal Comune di Gangi.

Dopo la presentazione di Alfonso Lo Cascio, presidente regionale di BCsicilia, sono previsti i saluti del sindaco di Gangi, Francesco Paolo Migliazzo; dell’assessore al Turismo, Giuseppe Ferrarello; del presidente della Pro Loco, Marco Lipira; del dirigente scolastico dell’Istituto “Giuseppe Salerno” e assessore comunale Ignazio Sauro; di Carmelo Giunta, presidente della Condotta Slow Food di Gangi; della presidente della Fidapa di Gangi, Sara Salvo e di Francesca Cicero Bellizza, presidente dell’Accademia dei Curiosi di Castelbuono. A seguire un confronto tra diversi studiosi su un argomento che esercita un forte richiamo sul territorio per via delle sue permanenze e delle sue tracce nelle tradizioni popolari, l’archeologia, la storia.

Interverranno alla discussione, Nino Arrigo, critico letterario; Paolo Battaglia La Terra Borgese, critico d’arte; Ignazio E. Buttitta, docente di discipline demoetnoantropologiche all’Università di Palermo; Santi Citardo, attore e regista; Francesco Paolo Pinello, cultore di sociologia presso l’Università di Enna “Kore” e Flavia Zisa, docente di Archeologia classica presso l’Università di Enna “Kore”.

Nel mito greco la giovane Persefone è chiamata Kore, ragazza: la figlia di Demetra e Zeus è infatti solo una fanciulla quando viene rapita da Ade, il dio dell’oltretomba, stregato dalla sua bellezza, che la costringe a seguirlo nel regno dei morti, dove le fa mangiare alcuni semi di melograno, senza svelarle che chiunque mangi i frutti degli inferi si condanna a rimanere lì per l’eternità. Nel frattempo Demetra, dea dell’agricoltura, disperata per il rapimento della figlia, provoca sulla terra un lungo e gelido inverno, minacciando di non far tornare la primavera finché Kore non sarà libera.

Interviene Zeus, decretando che Kore, ormai diventata Persefone, passerà sei mesi negli inferi e sei mesi in superficie, dividendosi tra i due mondi e determinando così il susseguirsi delle stagioni. Dal mondo greco la storia entra in quello romana, dove Proserpina si sostituisce a Kore/Persefone, Cerere a Demetra e Plutone ad Ade. Delle tre figure femminili coinvolte, Kore, la ragazza ‘ineffabile’, la fanciulla sospesa in un’adolescenza ferma e intoccabile, ha ricevuto minore attenzione, mentre Demetra e Persefone sono state oggetto di ampie rappresentazioni e ricerche.

Incontro il 13 ottobre a Gangi tra diversi studiosi su un tema che ha lasciato forti tracce nelle tradizioni popolari e nell’archeologia

di Redazione

Il mito di Demetra e della figlia Kore, rapita da Ade e condotta nel regno dei morti, sarà al centro dell’incontro che si terrà sabato 13 ottobre alle 9,30, nella sala polifunzionale in via San Mercurio a Gangi, in occasione della presentazione del volume: “Kore, la ragazza ineffabile. Un mito tra passato e presente”, curato da Roberto Deidier. Si tratta di una riflessione a più voci su “Persefone e Demetra: le origini, le leggende, la presenza nella cultura e nelle tradizioni del territorio”.

L’evento è promosso da BCsicilia, dalla Pro Loco e dall’Istituto Superiore “Giuseppe Salerno” di Gangi, in collaborazione con Fidapa, Slow Food Condotta di Gangi e Accademia dei Curiosi e con il patrocinio dal Comune di Gangi.

Dopo la presentazione di Alfonso Lo Cascio, presidente regionale di BCsicilia, sono previsti i saluti del sindaco di Gangi, Francesco Paolo Migliazzo; dell’assessore al Turismo, Giuseppe Ferrarello; del presidente della Pro Loco, Marco Lipira; del dirigente scolastico dell’Istituto “Giuseppe Salerno” e assessore comunale Ignazio Sauro; di Carmelo Giunta, presidente della Condotta Slow Food di Gangi; della presidente della Fidapa di Gangi, Sara Salvo e di Francesca Cicero Bellizza, presidente dell’Accademia dei Curiosi di Castelbuono. A seguire un confronto tra diversi studiosi su un argomento che esercita un forte richiamo sul territorio per via delle sue permanenze e delle sue tracce nelle tradizioni popolari, l’archeologia, la storia.

Interverranno alla discussione, Nino Arrigo, critico letterario; Paolo Battaglia La Terra Borgese, critico d’arte; Ignazio E. Buttitta, docente di discipline demoetnoantropologiche all’Università di Palermo; Santi Citardo, attore e regista; Francesco Paolo Pinello, cultore di sociologia presso l’Università di Enna “Kore” e Flavia Zisa, docente di Archeologia classica presso l’Università di Enna “Kore”.

Nel mito greco la giovane Persefone è chiamata Kore, ragazza: la figlia di Demetra e Zeus è infatti solo una fanciulla quando viene rapita da Ade, il dio dell’oltretomba, stregato dalla sua bellezza, che la costringe a seguirlo nel regno dei morti, dove le fa mangiare alcuni semi di melograno, senza svelarle che chiunque mangi i frutti degli inferi si condanna a rimanere lì per l’eternità. Nel frattempo Demetra, dea dell’agricoltura, disperata per il rapimento della figlia, provoca sulla terra un lungo e gelido inverno, minacciando di non far tornare la primavera finché Kore non sarà libera.

Interviene Zeus, decretando che Kore, ormai diventata Persefone, passerà sei mesi negli inferi e sei mesi in superficie, dividendosi tra i due mondi e determinando così il susseguirsi delle stagioni. Dal mondo greco la storia entra in quello romana, dove Proserpina si sostituisce a Kore/Persefone, Cerere a Demetra e Plutone ad Ade. Delle tre figure femminili coinvolte, Kore, la ragazza ‘ineffabile’, la fanciulla sospesa in un’adolescenza ferma e intoccabile, ha ricevuto minore attenzione, mentre Demetra e Persefone sono state oggetto di ampie rappresentazioni e ricerche.

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Qanat inagibili: annullate le visite di ottobre

Il Cai di Palermo ci informa che per ragioni di sicurezza al momento non sarà possibile effettuare la visita. Tutti i coupon emessi saranno rimborsati

di Redazione

Eventi sopravvenuti e non prevedibili rendono inagibile temporaneamente il sito, che ora richiede lavori straordinari”. Con questa motivazione il gruppo speleologico della sezione Cai di Palermo ci informa che la visita ai Qanat, andata già esaurita sul nostro sito nelle date del Festival, dovrà essere annullata per ragioni di sicurezza e quindi del tutto indipendenti dalla nostra volontà.

Ci preme precisare che tutti coloro che hanno prenotato saranno contattati e i coupon già emessi saranno rimborsati. Il Cai di Palermo si è comunque impegnato a comunicarci tempestivamente la riapertura del sito.

Infatti, visto il successo delle scorse esperienze, stiamo cercando di individuare insieme delle date speciali per recuperare la possibilità di ripetere il percorso dei Qanat.

Il sito dovrebbe tornare ad essere agibile intorno a novembre. Non appena avremo il via libera dal Cai vi terremo informati.

Il Cai di Palermo ci informa che per ragioni di sicurezza al momento non sarà possibile effettuare la visita. Tutti i coupon emessi saranno rimborsati

di Redazione

Eventi sopravvenuti e non prevedibili  rendono inagibile temporaneamente il sito, che ora richiede lavori straordinari”. Con questa motivazione il gruppo speleologico della sezione Cai di Palermo ci informa che la visita ai Qanat, andata già esaurita sul nostro sito nelle date del Festival, dovrà essere annullata per ragioni di sicurezza e quindi del tutto indipendenti dalla nostra volontà.

Ci preme precisare che tutti coloro che hanno prenotato saranno contattati e i coupon già emessi saranno rimborsati. Il Cai di Palermo si è comunque impegnato a comunicarci tempestivamente la riapertura del sito.

Infatti, visto il successo delle scorse esperienze, stiamo cercando di individuare insieme delle date speciali per recuperare la possibilità di ripetere il percorso dei Qanat.
Il sito dovrebbe tornare ad essere agibile intorno a novembre. Non appena avremo il via libera dal Cai vi terremo informati.

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Le Vie dei Tesori, cibo e vino a nozze con la storia

Sabato 13 ottobre, visita guidata con degustazione al Museo del Risorgimento. A Palazzo Asmundo proseguono le cene ispirate agli antichi monsù

di Redazione

Profumo di storia e di buon vino il prossimo di weekend. Dopo aver ammirato i tetti di Palermo dalla cupola del Santissimo Salvatore, la scorsa settimana, la seconda visita con degustazione de Le Vie dei Tesori si farà al Museo del Risorgimento di piazza San Domenico. Appuntamento sabato 13 ottobre alle 19, nel convento annesso alla chiesa, sede anche della Società italiana di Storia Patria, dove un enologo dell’azienda vinicola Planeta condurrà una degustazione, per poi ammirare i cimeli del museo nel corso di una visita guidata condotta dal segretario della Società siciliana di Storia Patria, Salvatore Savoia (cliccando qui si potrà prenotare la visita).

Il Museo, inaugurato nella sua nuova veste in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, racconta l’epopea garibaldina e la nascita del nuovo Stato, attraverso una ricca e interessante collezione: camicie rosse, lettere, armi, documenti, arredi, vari oggetti personali, sculture, dipinti. Qui rivivono i protagonisti e le loro imprese di metà Ottocento. Il Museo si affaccia sul chiostro, luogo di intima preghiera e meditazione, ma anche uno scrigno d’arte.

Le altre visite guidate con degustazione saranno al Mulino di Sant’Antonio (19 ottobre), Palazzo Asmundo (26 ottobre) e Villa Pottino (sabato 3 novembre). Qui potete scoprire e prenotare tutte le visite.

Se volete, invece, visitare Palazzo Asmundo, potete scegliere tra un aperitivo, tutti i venerdì e sabato del festival, alle 19 (clicca qui per prenotare), oppure la cena, ogni sabato alle 21 (clicca qui per prenotare). Si tratta di una cena esclusiva, nel salone da cui sembra di poter toccare la Cattedrale con una mano. Tovaglie di pregio, candelabri, stoviglie di porcellana e un menu ispirato agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe. Due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani, da gustare tra alabarde, armi da fuoco, maioliche del 18esimo secolo, ceramiche dell’Ottocento, cartoline e stampe d’epoca, perfino carrozze.

Per informazioni o prenotazioni sul festival, telefonare allo 0918420104, la lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

Sabato 13 ottobre, visita guidata con degustazione al Museo del Risorgimento. A Palazzo Asmundo proseguono le cene ispirate agli antichi monsù

di Redazione

Profumo di storia e di buon vino il prossimo di weekend. Dopo aver ammirato i tetti di Palermo dalla cupola del Santissimo Salvatore, la scorsa settimana, la seconda visita con degustazione de Le Vie dei Tesori si farà al Museo del Risorgimento di piazza San Domenico. Appuntamento sabato 13 ottobre alle 19, nel convento annesso alla chiesa, sede anche della Società italiana di Storia Patria, dove un enologo dell’azienda vinicola Planeta condurrà una degustazione, per poi ammirare i cimeli del museo nel corso di una visita guidata condotta dal segretario della Società siciliana di Storia Patria, Salvatore Savoia (cliccando qui si potrà prenotare la visita).

Il Museo, inaugurato nella sua nuova veste in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, racconta l’epopea garibaldina e la nascita del nuovo Stato, attraverso una ricca e interessante collezione: camicie rosse, lettere, armi, documenti, arredi, vari oggetti personali, sculture, dipinti. Qui rivivono i protagonisti e le loro imprese di metà Ottocento. Il Museo si affaccia sul chiostro, luogo di intima preghiera e meditazione, ma anche uno scrigno d’arte.

Le altre visite guidate con degustazione saranno al Mulino di Sant’Antonio (19 ottobre), Palazzo Asmundo (26 ottobre) e Villa Pottino (sabato 3 novembre). Qui potete scoprire e prenotare tutte le visite.

Se volete, invece, visitare Palazzo Asmundo, potete scegliere tra un aperitivo, tutti i venerdì e sabato del festival, alle 19 (clicca qui per prenotare), oppure la cena, ogni sabato alle 21 (clicca qui per prenotare). Si tratta di una cena esclusiva, nel salone da cui sembra di poter toccare la Cattedrale con una mano. Tovaglie di pregio, candelabri, stoviglie di porcellana e un menu ispirato agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe. Due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani, da gustare tra alabarde, armi da fuoco, maioliche del 18esimo secolo, ceramiche dell’Ottocento, cartoline e stampe d’epoca, perfino carrozze.

Per informazioni o prenotazioni sul festival, telefonare allo 0918420104, la lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

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