Arte, ambiente e diritti umani: torna il Festival di Lampedusa

Tre giorni di cinema, musica, food, street art, performance, dibattiti e tanto altro, all’insegna del rispetto verso l’uomo, la natura e l’ecosistema. Direttore artistico è il regista e produttore Luca Vullo

di Redazione

Parlare di diritti umani e rispetto dell’ambiente attraverso il linguaggio dell’arte. Questi gli obiettivi del Festival di Lampedusa, che torna con la seconda edizione, da venerdì 27 a domenica 29 settembre nell’isola delle Pelagie. Un evento pensato come una grande occasione di scambio interculturale, rivolto a tutti i tipi di pubblico, grazie all’impegno civico dei giovani dell’Associazione Lampaethusa, con l’organizzazione di Hub Turistico Lampedusa e Ondemotive Productions, il patrocinio del Comune di Lampedusa e Linosa, e la media partnership di RDS – Radio Dimensione Suono.

Luca Vullo

Il direttore artistico della manifestazione è Luca Vullo, regista e produttore cinematografico e teatrale di origine siciliana e londinese di adozione, che ha dimostrato di amare e rispettare l’isola anche con la realizzazione del suo documentario di successo internazionale “Ccà semu” (Siamo qui) proprio girato a Lampedusa e con i lampedusani per raccontare al mondo cosa vuol dire vivere nell’isola più a sud d’Europa 365 giorni all’anno. Inoltre, in qualità di performer, esperto di comunicazione non verbale ed autore di libri, il poliedrico artista Vullo, si è fatto apprezzare recentemente sull’isola presentando il suo spettacolo “La voce del corpo” e il suo ultimo libro: “L’Italia s’è gesta. Come parlare italiano senza parlare”.

Si comincia venerdì 27 settembre, con la visita guidata di Legambiente nella Riserva Naturale “Isola di Lampedusa”. Alle 11.30 appuntamento dalla Za’ Cuncetta per il Laboratorio del Gusto a cura di Isole Slow Siciliane (Slow Food). Nel frattempo, al Museo Archeologico in Piazza Castello, gli artisti Rosk&Loste saranno all’opera per tre giorni per realizzare un nuovo murales, rendendo partecipe il pubblico del loro processo creativo. Si riprende nel pomeriggio, alle 18.30, al Portu ‘Ntoni, con il Tramonto Esperienziale accompagnato dalle musiche di Libero Reina. Dalle 21 ci si sposta in piazza Castello per il dj set “Ritmi dal Mondo” di FranKlin, e per i Dialoghi dal Mediterraneo, in questa giornata dedicati ai diritti umani con la partecipazione di Amnesty International Italia, Arcigay Palermo, La Migration – Sportello Migranti LGBT. Alle 22.15 lo start della rassegna “Il cinema internazionale di Lampedusa” con una fitta programmazione di documentari internazionali che, attraverso lo straordinario occhio della cinepresa, racconteranno storie di migrazione, di amore per il pianeta, di vite legate alla forza della natura.

Un tratto di costa di Lampedusa

Sabato 28 settembre raduno presso Famiglia Billeci per il Laboratorio del Gusto con cui Isole Slow Siciliane promuoverà il presidio Slow Food dell’Alaccia salata di Lampedusa. Alle 15 al Porto Vecchio l’evento Marevivo dedicato alla tutela del mare. Alle 18.30 torna il Tramonto Esperienziale con il sound di Nino Errera presso Tunèz, mentre la sera in Piazza Castello si replica con il dj set e i Dialoghi dal Mediterraneo sul rispetto dell’Ambiente, con interventi Marevivo, Water Grabbing Observatory, Turtle Group, Comitato Lampedusa e Banca Sant’Angelo. Prima di proseguire con la rassegna cinematografica, tutti riuniti attorno al live painting dell’artista Voilà Silvia. Infine, il saluto della buonanotte con la jam session a cui parteciperanno tutti gli ospiti del Festival.

Domenica 29 settembre, il Festival continuerà con la realizzazione del murales di Rosk&Loste, e con il Tramonto Esperienziale accompagnato dalle musiche di Mario Crispi, al Beach Guitgia. Alle 21 in Piazza Castello: il dj set precederà le inaugurazioni dell’installazione permanente di Rosk&Loste e del dipinto di Voilà Silvia. A seguire l’incontro con il regista Marco Piccarreda e Pietro Pinto di Snapshots from the Borders. La rassegna cinematografica si concluderà con quattro documentari italiani, e poi il gran finale a Portu ‘Ntoni, con il Beach party di chiusura del Festival animato dal dj Vincenzo Callea from TI.PI.CAL..

Le Vie dei Tesori illuminano Palermo con oltre 160 luoghi

Siti inediti, cantieri di restauro, centinaia di passeggiate d’autore, visite con degustazioni e tante esperienze da non perdere: dal volo in parapendio al ritorno del piper

di Redazione

Sarà un tripudio di esperienze, scoperte ed emozioni che coinvolgeranno tutti i sensi. Mai come quest’anno Palermo si svelerà dal sottosuolo fino al cielo, lasciando trasparire meraviglia in ogni angolo. È tutto pronto per la tredicesima edizione del Festival Le Vie dei Tesori, che arriva finalmente nel capoluogo dopo aver toccato ben dieci città siciliane. Saranno ben 163 i luoghi aperti quest’anno (qui per scoprirli tutti), molti dei quali inediti: chiese, oratori, ville antiche, cunicoli e cripte, torri e rifugi. Tra questi 17 sono su prenotazione (qui l’elenco completo), e 5 fanno parte dell’Itinerario contemporaneo (qui per saperne di più), studi d’artista e atelier aperti prevalentemente di sera che proporranno mostre e performance.

Da sinistra: Manlio Messina, Laura Anello, Fabrizio Micari, Leoluca Orlando e Giuseppe Bucaro

Un patrimonio di siti, appartenenti a diverse titolarità, (Stato, Regione, Comune, Diocesi, Università, enti diversi, privati) apriranno le porte e verranno narrati, come ormai succede da tredici anni, ma stavolta ci sarà anche molto altro: dai voli in parapendio sulla spiaggia di Mondello (ve ne abbiamo parlato qui), a cui si aggiungono quelli in Piper dall’aeroporto di Boccadifalco, agli incontri vis a vis con i pupari nei loro laboratori; dalle teatralizzazioni che fanno apparire nei luoghi, personaggi realmente vissuti e reinventati, ai concerti di chitarra negli oratori barocchi. E ancora passeggiate a cavallo nel verde storico, tour sulla barca a vela Lisca Bianca per ammirare il waterfront della città, visite con degustazione in ville, palazzi e perfino nell’abbazia trecentesca di San Martino, che apre eccezionalmente il refettorio, dove si gusterà la birra prodotta dai monaci (qui per saperne di più).

Un momento della conferenza stampa

La nuova edizione del festival è stata presentata questa mattina nella Sala Capriate dello Steri, alla presenza di diversi esponenti del mondo della cultura e delle istituzioni. Sono intervenuti, tra gli altri, l’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina; il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando; il rettore dell’Università, Fabrizio Micari; il direttore dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi, Giuseppe Bucaro e il presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori, Laura Anello.

“Le Vie dei tesori si afferma sempre più come una fra le più grandi iniziative nazionali di rispetto e promozione dei beni culturali del nostro Paese – dice il sindaco Leoluca Orlando -. Credo che sia questo il dato da cui partire nell’esprimere apprezzamento per una iniziativa nata a Palermo e che oggi coinvolge siti e beni culturali in diverse città, ponendo l’attenzione sulla bellezza etica ed estetica. Questa crescita positivamente tumultuosa delle collaborazioni e la diffusione della manifestazione rendono necessario stabilire un percorso istituzionale tra gli enti coinvolti, a partire dal Comune di Palermo. Chiederò al ministro dei Beni culturali di riconoscere formalmente questa iniziativa, individuando un percorso di ricerca di risorse economiche e strutturali stabili”

Leoluca Orlando e Laura Anello

“È una manifestazione di divulgazione, di abbattimento di steccati – spiega Laura Anello – per condividere con tutti il sapere accademico. Le Vie dei Tesori si basa sul racconto, sulle gambe di 1800 giovani, la maggior parte volontari, che decide di scendere in campo al nostro fianco. Giovani che vogliono restare nella loro terra e lavorare per renderla migliore”.

La Regione Siciliana conta il festival tra i Grandi Eventi annuali dell’Isola e, per volontà del presidente della Regione Nello Musumeci e del dirigente generale dell’assessorato ai Beni culturali, Sergio Alessandro, ha avviato un innovativo accordo di valorizzazione con cui ne riconosce la valenza strategica per la promozione della Sicilia. Da Roma, poi, sono arrivati, ormai per il quarto anno, la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica e i patrocini del Senato, della Camera, del ministero dei Beni culturali. “Le Vie dei Tesori non soltanto sono una bellissima manifestazione, che verrà riconfermata tra i Grandi Eventi della Regione, ma sono un’esperienza che ci rende orgogliosi di essere siciliani – spiega l’assessore regionale al Turismo Manlio Messina -. Una manifestazione che porterò ad esempio di quello che si deve fare in Sicilia partendo da tre principi: la straordinaria organizzazione; la destagionalizzazione; la programmazione, fondamentale per una seria proposta turistico-culturale. Le Vie dei Tesori concentrano al meglio e in modo pensato questi tre punti”.

I LUOGHI DA SCOPRIRE

Le Fornaci Maiorana

Un unico, enorme museo diffuso: ormai è difficile trovare luoghi inediti per il capoluogo. Ma Le Vie dei Tesori continua a scoprire e aprire: ad iniziare da un seicentesco convento francescano, del tutto sconosciuto, dove da pochissimi giorni è stato aperto un bistrot da “Cotti in fragranza” la cooperativa sociale nata al Malaspina; si scenderà nelle Antiche Fornaci Maiorana dove i carusi spaccavano a colpi di piccone la calcarenite da cui ricavare la calce; si scoprirà il tesoro librario dei Gesuiti nella Biblioteca Bombace (e un rifugio antiaereo che si visita su prenotazione), si ritorna tra gli austeri marmi di Maria Santissima della Soledad che appartiene al clero spagnolo, si sale fino alla cima della torre di Sant’Antonio Abate.

Apparirà la Palermo di disegno fascista nella Casa del Mutilato o dell’inedito Provveditorato delle Opere pubbliche, risponderanno le chiese: si ritracciano trame medievali a San Giovanni Decollato, tracce dei cavalieri teutonici a san Giovanni dei Lebbrosi o si scopre la neogotica chiesa evangelica Valdese. La Palermo della guerra va per casematte e rifugi e termina al Sacrario ai caduti; la Palermo intellettuale passa dal Circolo Giuridico e marcia verso il Conservatorio, e nel tragitto scopre che c’è un’antica e preziosa collezione di pupi in un’agenzia di viaggi. Affreschi ritrovati: è proprio questo l’anno: da visitare il portico dell’ex convento di Sant’Antonino ma anche le pareti affrescate appena scoperte all’istituto Malaspina che quest’anno si aggiunge all’Ucciardone (sarà bello ascoltare la storia dell’antico carcere borbonico). E a Palazzo Abatellis apriranno anche le terrazze e il gabinetto di grafica della torre Nord e la sala adiacente che ospita la collezione di tessuti siciliani raccolta da Antonino Salinas per l’allora Museo Nazionale.

Il Circolo giuridico

I luoghi dell’impegno sociale: le due sedi create dal missionario laico Biagio Conte, e Villa Pantelleria dove si rinasce con l’arte. Si salirà al cimitero di Santa Maria di Gesù, si cercheranno nobili educande al Maria Adelaide e giovani “villici” al visionario Istituto Agrario Castelnuovo. E tanto, tanto, tanto altro. Un museo diffuso che unisce, in una logica partecipata e condivisa, i grandi attrattori (come i luoghi regionali dell’itinerario arabo-normanno o il sempre splendido Teatro Massimo, che apre ancora una volta il suo palcoscenico, con un colpo d’occhio sulla sala) e luoghi semisconosciuti che rappresentano ciascuno un tassello del complesso mosaico di Palermo. Insieme, un grande racconto della città.

I LUOGHI SU PRENOTAZIONE

Villa Malfitano Whitaker

Sono 17 in tutto, siti che sarà possibile visitare prenotando giorni e orari in questa pagina. Aprono i luoghi della Giustizia: oltre alla Questura con il suo atrio monumentale, apriranno su prenotazione le due sedi della Prefettura, nelle antiche ed eleganti Villa Pajno e Villa Whitaker; la sede della DIA nella residenza di un ricco imprenditore ebreo. Ritorna un percorso più approfondito con nuovi rifugi all’aeroporto di Boccadifalco, e i “must” delle scorse edizioni, sempre gettonatissimi: l’elegante Banca d’Italia e il Gran Hotel Piazza Borsa, la Camera dello Scirocco di Villa Naselli, le sorgenti del Gabriele e il Miqveh ebraico, e i depositi segreti della GAM; rinnovano le visite il Museo dell’Anice Tutone dove si distilla l’acqua ‘e zammù e il Museo Morettino che si prepara a degustazioni di piaceri tostati in un viaggio da non perdere, lungo tre ore. Le residenze nobiliari: difficile scegliere tra la palazzina di Vincenzo Florio all’Arenella, l’austero Palazzo Branciforte o i sontuosi salotti settecenteschi di Palazzo Mirto. La Casina Cinese permetterà di percorrere gli antichi cunicoli delle cucine che la collegano all’attuale museo Pitrè e il Villino Favaloro darà la possibilità di visitare il cantiere in corso e scoprire il lavoro dei restauratori che stanno riportando in vita i suoi decori Liberty.

ITINERARIO CONTEMPORANEO

Terzo anno del percorso curato da Paola Nicita che stavolta condurrà in giro per gli studi d’artista. I cinque siti del circuito saranno visitabili con lo stesso coupon dei luoghi e – tranne le Officine Calderai – saranno aperti di sera, dalle 18 alle 22, per un’ideale prosecuzione delle visite diurne (qui per scoprirli tutti). Si parte dallo Spazio Rivoluzione dove Adalberto Abbate accoglie il lavoro dei colleghi, “La sombra” con un video di Regina José Galindo e la collettiva “Gli animali”; per raggiungere, attraversando il vecchio ingresso dell’Hotel Paradiso, Arèa, ex laboratorio artigianale di calzature, oggi studio dove Giovanni Lo Verso propone un laboratorio di scultura in argilla e una serie di incontri con i maestri del design, da Pietro Camardella, progettista della Ferrari, a Gianni Pedone, designer per Pininfarina e Honda, e laboratori di pittura con Francesco De Grandi, Alessandro Bazan, Fulvio Di Piazza. Passando dall’area archeologica di piazza XIII vittime si scopriranno le due sculture en plein air, di Daniele Franzella e Clemens Botho Goldbach, mentre alle Fabbriche Sandron ha preso corpo la casa-studio del pittore Nicola Pucci e dei suoi animali da cortile fonte di ispirazione. Infine le Officine Calderai (aperte dalle 10 alle 18) dove gli architetti Carolina Martinelli e Vittorio Venezia, proporranno progetti di design da realizzare con l’aiuto delle preziose maestranze dei Calderai.

LE DODICI ESPERIENZE 

Il carcere Ucciardone

Osservare, assaggiare, degustare, scoprire, assistere, provare, volare: in breve, vivere dodici “esperienze” che saranno difficili da dimenticare (qui per scoprirle tutte). È la novità 2019 de Le Vie dei Tesori. Si potrà varcare il portone di ferro del carcere dell’Ucciardone o visitare l’Orto Botanico in notturna, quando gli animali tacciono e i fiori sprigionano profumi inconsueti; scendere negli antichi qanat arabi o visitare Danisinni dove un’intera comunità si è messa in gioco per recuperare il quartiere dimenticato. E dove si potrà assistere a performance teatrali, “casa per casa”.

Mimmo Cuticchio, dall’alto di una maestria unica, aprirà sia il suo laboratorio che il teatrino a pochi passi dal Teatro Massimo, ma se volete scoprire come nascono e vengono sbozzati i pupi, dovete raggiungere il laboratorio nascosto di Salvo Bumbello nel cuore del Papireto. Villa Malfitano aprirà le porte per una visita teatralizzata e animata dai “fantasmi” che si muoveranno negli appartamenti privati della famiglia che non dimenticò mai le sue origini inglesi. Non si perdano d’animo gli sportivi: si potrà navigare su Lisca Bianca la barca storica con cui la famiglia Albeggiani compì negli anni ’70 un giro attorno al mondo; salire a cavallo a Villa Castelnuovo dopo aver visitato le scuderie settecentesche del principe Carlo Cottone (dove si fermò anche Garibaldi). E per i più avventurosi non solo verrà riproposto il giro piper su Palermo ma si aggiunge il parapendio: volare, sì proprio volare con un istruttore, partendo e atterrando dalla spiaggia di Mondello.

VISITE TEATRALIZZATE

Cripta delle repentine

Verità e finzione si mescolano in un percorso che va dal ‘600 all’800. Sette storie raccontate da altrettanti personaggi – interpretati da due bravissimi attori come Stefania Blandeburgo e Pietro Massaro – che appariranno in chiese, palazzi, ville, come creature risvegliate dal passato, con brevi monologhi in lingua siciliana, frutto di una puntigliosa ricerca fra le pagine degli annali della città, attingendo dal Mongitore, dal Palmerino, dal Marchese di Villabianca (qui il programma completo). Si scopriranno le scorribande corsare a Palazzo Comitini, e il meticoloso e nascosto mondo delle Confraternite regolato da legge ferree, tasse sulla morte e l’intricata regia dei funerali di un tempo, al Santissimo Salvatore; al convento di Sant’Antonino servirà un oste maldestro per far rivivere usi e cibi di una Palermo che fu; tra la cripta delle prostitute (Repentite) e l’elegante Villa Pottino apparirà la più potente delle cortigiane, a Palazzo delle Aquile si ricorderà Minicu, poeta da strada che sciorinava versi d’amore tra le sventure e all’Oratorio dell’Immacolatella la vecchia levatrice Melina racconterà la nascita di Giovan Pietro nel 1576, padre del cardinale Giulio Mazzarino.

DEGUSTAZIONI E CENE “GIOIELLO”

Palazzo Zingone Trabia

Perché cultura non è solo la chiesa ritrovata, l’affresco restaurato, la torre recuperata, la libreria su un carro. Cultura è legata ai cinque sensi, che comprendono anche olfatto e gusto. Ne è convinta Planeta, l’azienda vinicola che rinnova la sua collaborazione con Le Vie dei Tesori, e non solo a Palermo visto che le visite guidate con degustazione hanno avuto un bellissimo successo anche a Caltanissetta, Sambuca e Messina, e sono attese a Siracusa. Alle 19, quando le code saranno terminate e il pubblico pian piano scemato, si potrà partecipare a tre visite esclusive condotte da un ospite d’onore, seguite dalle degustazioni di vini Planeta, a loro volta guidate da un enologo (qui per prenotare). Si potrà partecipare alla visite del 12 ottobre nell’hangar di Boccadifalco; del 19 a Palazzo Zingone Trabia, e del 26 nell’oratorio di San Lorenzo tra gli stucchi.  Palazzo Asmundo rinnova invece la sua esperienza sotto le volte affrescate, tra collezioni storiche ed eleganti boiserie: ogni venerdì alle 19 visite seguite da aperitivo e degustazione di prodotti siciliani; oppure ogni sabato alle 21 una cena “da principi” con vista sulla Cattedrale che guarda alla cucina dei monsù, i cuochi francesi delle famiglie blasonate (qui per prenotare).

Abbazia di San Martino delle Scale

Una visita d’eccezione per sole 30 persone e un cocktail offerto dai proprietari, è invece la proposta del primo venerdì del festival, a Villa De Cordova, tra saloni affrescati, palme secolari, grandi terrazze e raffinate maioliche (qui per prenotare). Per chi invece si sente con un tocco british, ecco un vero e proprio brunch di ispirazione anglosassone ma con un occhio al Mediterraneo, a Villa Malfitano Whitaker, domenica 19 ottobre, preceduto da una visita esclusiva negli appartamenti privati qui per prenotare(). Infine, non si vive di solo vino… c’è anche la birra, e quella dei monaci è di sicuro la più ricercata. Nella trecentesca abbazia di San Martino delle Scale, ogni sabato la visita sarà accompagnata dalla degustazione delle due birre – bionda e scura – prodotte dagli stessi monaci, con assaggi di formaggio e di cassata (qui per prenotare).

LE PASSEGGIATE

Le passeggiate de Le Vie dei Tesori ormai sono un segno distintivo del Festival, e ne riproducono la prima delle intuizioni, quella di condividere e di divulgare il sapere, tirandolo fuori da accademie e università. Condotte da botanici, giornalisti, appassionati, geografi, professori, saranno più di cento, suddivise (e spesso replicate) nelle cinque settimane a Palermo (qui per scoprirle tutte). A Palermo si andrà come ogni anno, da monte a mare, da verdi riserve a colorati mercati, da vicoli a palazzi, sulle tracce di monache impaurite o truci pugnalatori, in virtuale compagnia di cavalieri o donne di malaffare, eretici o speziali.

FESTIVAL KIDS

Le Vie dei Tesori Kids

Dodici tesori aperti per le scuole (infanzia, primarie, secondarie di primo grado) ogni mattina, da lunedì 7 a giovedì 31 ottobre, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 (qui tutti i luoghi). Il venerdì le visite si potranno svolgere non solo nei 12 luoghi Kids ma tra i quasi 130 luoghi aperti a Palermo per il Festival. Negli stessi giorni, due gazebo nelle piazze principali della città dove partecipare a laboratori creativi sul patrimonio della Sicilia in collaborazione con BabyPlanner – sui mercati storici, su santa Rosalia e sul paesaggio -, divisi per fasce di età, dai 3 ai 12 anni, con quattro turni al giorno: alle 9/10/11/12. Prenotazioni: 091.8420104 (tutti i giorni 10-18) o scuole@leviedeitesori.it.

 

I VIAGGI DEI TESORI E I PULLMAN

In viaggio con Le Vie dei Tesori

Anche questa è una novità, l’intento è quello di lavorare sul turismo. Da quest’anno Le Vie dei Tesori, in collaborazione con un tour operator, propone viaggi da non perdere per scoprire angoli siciliani come non li avete mai visti. Con accompagnatori, alberghi ed esperienze gastronomiche che sono pure piccoli tesori da scoprire. I primi due appuntamenti saranno alla scoperta di Ragusa e Modica (qui per prenotare) che insieme apriranno 40 siti (viaggio il 12 e 13 ottobre), ma ci si muoverà anche tra hotel particulier, cene d’autore, angoli segreti; e a Catania (tutti i weekend dal 4 ottobre al 3 novembre, qui per prenotare) dove si potrà scegliere tra 50 tesori, in gran parte di solito chiusi o non raccontati. Con Flyfamily Travel. E sulla stessa scia si muove anche il progetto nato con Labisi Eventi vettore ufficiale del festival: gite giornaliere in comodissimi pullman che da Palermo hanno condotto e condurranno nel prossimo weekend nelle città siciliane che partecipano al festival. Questa domenica (29 settembre) saranno disponibili gite a Trapani, Marsala, Sambuca e Siracusa. Domenica 6 e 27 ottobre, da Palermo si potrà raggiungere e visitare Catania (qui per prenotare i pullman).

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Un volo in parapendio con Le Vie dei Tesori

Un volo sul mare cristallino di Mondello. Librarsi in aria dalla spiaggia per lasciarsi trasportare dal vento, andare sempre più su fino a toccare il cielo, per poi planare dolcemente sulla sabbia. È una delle esperienze che offre quest’anno il festival Le Vie dei Tesori, una sorpresa dell’edizione di Palermo, che prenderà il via dal 4 ottobre, per cinque weekend, fino al 3 novembre.

Si potrà volare in parapendio tutti i sabato e domenica del festival, dalle 10 alle 18 (qui per prenotare), in compagnia di Andrea Castellana, maestro nel parapendio, e che propone il Fly Winch, esperienza più unica che rara in Italia. In sintesi, ci si accomoda ben bene in un seggiolino, un parapendio biposto con due sellette, dotato di tutte le norme di sicurezza e in accoppiata con il pilota-maestro, ci si libra in aria grazie a un verricello trainato da un motoscafo. Giunti all’altezza prevista, 500 metri, ci si stacca e si comincia la dolce discesa verso terra, il tutto nell’arco di un minimo di 10 e un massimo di 20 minuti.

“L’esperienza del volo in parapendio è particolaremente affascinante poiché si svolge in assenza di motore, in assoluta tranquillità, non si raggiungono velocità fastidiose e foriere di stress o ansie”, spiega Castellana, maestro con vent’anni di esperienza sulle spalle che pratica il Fly Winch da tre anni. “Si è sempre seduti comodi dentro la selletta – continua – costantemente in contatto vocale con il pilota per cui qualsiasi domanda, perplessità, disagio viene comunicato al pilota e gestito in coerenza con quanto richiesto”.

“Il volo in generale si può considerare tra le attività più gratificanti e rilassanti da vivere nella natura – conclude il maestro di volo – in particolare in parapendio gode del vantaggio di non lanciarsi nel vuoto come nel caso di lancio con paracadute e con il vantaggio di decollare dalla spiaggia piuttosto che lanciarsi da una montagna”.

Per motivi di sicurezza il volo non si svolgerà in condizioni meteo sfavorevoli. Non è previsto l’utilizzo a bordo di attrezzature per realizzare foto e video. Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori da record: 28mila visite nel weekend

Trapani guida la classifica tallonata da Siracusa, Caltanissetta e Messina. Il siracusano Castello Maniace raddoppia gli ingressi del primo fine settimana

di Redazione

Nuovo traguardo per Le Vie dei Tesori. Sono stati 28mila i visitatori che, nonostante il forte vento di scirocco, hanno preso d’assalto chiese, palazzi, ville e musei nel secondo weekend del festival. Un numero importante con cui si supera di gran lunga la perfomance dello scorso anno. Le dieci città, grandi e piccole, hanno schierato centosettanta luoghi aperti, le visite con degustazione esaurite e le passeggiate affollatissime.

Torre di San Michele a Trapani

Trapani tiene saldamente in pugno lo scettro di città più visitata, ma la sorpresa arriva dal secondo gradino del podio, affollato da Caltanissetta, Siracusa e Messina che si distanziano tra loro per numeri veramente minimi. Seguono, con ottime performance, Noto, Marsala e Sciacca. E tra i “borghi” più piccoli, Naro supera Sambuca ed Acireale. Il sito più visitato in assoluto è di nuovo castello Maniace, a Siracusa, ma stavolta raddoppia e di gran lunga, le 1100 presenze del primo weekend.

La tonnara Bonagia

Trapani continua dunque la sua corsa, anche se le visite alla Torre della Colombaia sono state rovinate dallo Scirocco che non ha permesso di raggiungere l’isoletta dove sorge il carcere e quindi programmate in altra data. In compenso, il pubblico continua ad affollare l’elegantissimo palazzo Milo Pappalardo con il suo balcone scolpito e la delicata sala della musica soppalcata; e chiostri e campanile di San Domenico con la vista mozzafiato sull’intera città (qui tutti i luoghi aperti a Trapani).

Lezioni di yoga nel Parco Landolina

Il terzetto di città che segue Trapani, agguerritissimo, è formato da Siracusa (qui tutti i luoghi) – dove oltre al castello Maniace, sono molto visitati la Cappella Sveva e l’ex Carcere vescovile; Caltanissetta (qui tutti i luoghi) dove le lunghissime code a serpentina sono continuate anche oltre l’orario di chiusura per Villa Testasecca che, nel suo ultimo weekend di visite, registra un numero enorme di visitatori, quasi tre volte più del gettonatissimo museo Averna; infine Messina (qui tutti i luoghi) dove il pubblico ha gradito molto Villa Maria che, nel suo unico fine settimana di apertura è riuscita a superare Forte San Salvatore, l’eterno vincitore da cui si vede tutto lo Stretto.

Passeggiata a Marsala

A Marsala, i visitatori hanno fatto la coda per affacciarsi dalla terrazza di Palazzo VII Aprile, percorrere il camminamento segreto della chiesa di Santo Stefano e visitare il Museo degli arazzi dove si continuano a svolgere visite guidate in contemporanea in lingue diverse (qui tutti i luoghi visitabili a Marsala).

Passeggiata nel quartiere ebraico di Sciacca

Sciacca e Noto guadagnano la palma di cittadine con il maggior numero di turisti stranieri. Nella prima (qui tutti i luoghi di Sciacca) continuano a piacere moltissimo Palazzo Lazzarini con il suo giardino segreto, e il campanile della chiesa di San Michele mentre a Noto (qui tutti i luoghi) il pubblico affolla i saloni sontuosi di palazzo Ducezio, sede del Comune e quelli di palazzo Nicolaci. Ma è su Palazzo Landolina la bella sorpresa dell’ultima ora: la Curia, vista l’enorme affluenza, ha deciso di aprire alle visite anche una sala preziosa del Museo di Arte Sacra con un tesoro di ostensori e paramenti, che si aggiunge al percorso del palazzo. Un bel regalo al festival.

Santa Caterina a Naro

Nell’Agrigentino, si è invertita la “disfida”, e Naro ha vinto su Sambuca: a Naro, dopo aver visitato il castello Chiaramontano, il pubblico è sciamato verso l’estrosa sacrestia dei monaci di San Francesco (qui tutti i luoghi di Naro), mentre a Sambuca (qui tutti i luoghi) la particolare Casa Amodeo ha superato persino Palazzo Planeta. Chiude Acireale dove i visitatori hanno scoperto l’inedito Palazzo Vescovile che ha vinto anche su incunaboli e cinquecentine, e sulle stampe di Guido Reni conservate alla biblioteca e pinacoteca Zelantea (qui tutti i luoghi di Acireale). Ovunque piene le “famose” passeggiate de Le Vie dei Tesori che hanno condotto alla scoperta di baluardi, quartieri ebraici, saline e piazzette dimenticate.

Infine, proseguiranno anche il prossimo weekend, i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Il progetto nasce con Labisi Eventi Vettore ufficiale (qui per scoprire tutte le partenze in programma). Domenica prossima si potranno raggiungere Trapani, Marsala, Sambuca e Siracusa. Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori, il meglio del secondo weekend

Dai campanili alle ville nobiliari, dagli ipogei alle antiche torri: riaprono i 170 luoghi sparsi nelle prime dieci città siciliane del festival

di Redazione

Il “popolo” de Le Vie dei Tesori si prepara a rimettersi in moto, armato di mappe e smartphone, in vista del secondo weekend del festival, da domani a domenica. Dopo il successo del primo fine settimana, con 18mila visite complessive, riaprono i 170 luoghi sparsi nelle prime dieci città siciliane: Messina, Caltanissetta, Trapani, Marsala, Sambuca, Sciacca, Naro, Acireale, Siracusa e Noto.

Tonnara San Giuliano a Trapani

Partendo dalla Sicilia occidentale, Trapani è di sicuro la città (finora) più gettonata, anche se è tallonata strettamente da Caltanissetta. La torre della Colombaia (qui per prenotare la visita) resta il luogo più amato, anche per il piccolo tragitto in barca che si fa per raggiungerla, ma la città apre in tutto 25 luoghi (logistica dell’associazione Agorà, qui tutti i siti visitabili), tra cui la poco conosciuta Biblioteca Fardelliana, un patrimonio da 170mila volumi, tra incunaboli, manoscritti medievali e stampe del Piranesi; fuori dai circuiti turistici, ecco la chiesa di san Francesco, con le sue tre cupole, una più grande e due più piccine; Palazzo D’Alì dove fu girata la “Piovra” e la Tonnara San Giuliano. La passeggiata domenica condurrà alla scoperta in bus delle saline di Nubia (qui per prenotare) e non dimenticate gli appuntamenti per bambini.

La chiesa del Purgatorio di Marsala

Passiamo a Marsala: 21 siti per un exploit da manuale (logistica dell’associazione Nonovento, qui tutti i luoghi visitabili) che conduce dritto dritto alla scoperta (anche per i marsalesi) dell’Ipogeo di Crispia Salvia, in cui ci si trova immersi tra i melograni dipinti; delle Latomie dei Niccolini (le sepolture dei primi cristiani); e dell’affresco della Madonna Orante a Santa Maria dell’Itria. La passeggiata (domenica) permetterà di immergersi tra baluardi e monasteri del XV secolo (qui per prenotare). Per Marsala e Trapani valgono gli stessi coupon.

Torre campanaria di San Michele a Sciacca

Anche per Sciacca, Naro e Sambuca, valgono gli stessi coupon, un’occasione unica per scoprire le tre cittadine dell’Agrigentino. Sciacca, più turistica ma con luoghi inediti, Naro e Sambuca, piccoli gioielli da scoprire. A Sciacca (qui tutti i luoghi visitabili), per esempio, c’è un antichissimo Archivio di Stato che racconta la storia della comunità ebraica e conduce quasi per mano alla passeggiata di domenica che invece farà riemergere la Giudecca (qui per prenotare). Poi le Grotte del Caricatore collegate da cunicoli o il Convento delle Giummarre che ricordano sì un castello medievale, ma con “intrusioni” barocche. E medievale è anche la San Nicolò La Latina, al chiesa più antica di Sciacca.

Fonte battesimale nella chiesa di San Nicolò a Naro

Naro è di certo il borgo più inatteso, e qui si è messa in gioco l’intera comunità. I siti aprono sabato e domenica (qui tutti i luoghi): si parte dall’interno cinquecentesco della Madonna del Carmelo e si arriva all’ex Collegio dei Gesuiti con il fonte battesimale tardo gotico; e non dimenticate di visitare Sant’Agostino: vi troverete dinanzi la copia della facciata di San Giovanni in Laterano, mentre al Museo Civico voluto da Bruno Caruso (cittadino onorario di Naro) ci sono nove incisioni originali di Goya e Rembrandt. Sambuca non si lascia superare di certo: eccola schierare 13 siti (sempre sabato e domenica, qui tutti i luoghi), da particolarissima Casa Amodeo con tanto di rifugio antiaereo alla Chiesa del Carmine con una commovente Madonna dell’Udienza di Antonello Gagini, nascosta per tanti anni nell’intercapedine di un forno. Soltanto per il festival si salirà la scala elicoidale della chiesa del Purgatorio, mentre a Palazzo Panitteri c’è un bella collezione archeologica.

Villa Grazia a Caltanissetta

Caltanissetta è agguerrita, e lo è tanto, con l’aiuto sul campo di Creative Spaces (qui tutti i luoghi aperti): qui si sono viste le prime code di cittadini (soprattutto) per visitare Villa Testasecca che riapre le porte soltanto per questo weekend. E che si potrà anche visitare in maniera inedita partecipando alla degustazione Planeta, già sold out, prevista per sabato dalle 19. Tra gli altri siti da segnalare, Villa Grazia (che l’anno scorso fece un boom di visitatori) l’ex Palazzo delle Poste con gli affreschi fascisti di Morici, la cappella di San Giuseppe dentro il Museo Diocesano, e Palazzo Benintende che vanta una bella storia comunitaria visto che è stato recuperato grazie all’impegno di tutti i suoi condomini. Ritorna anche la visita allo stabilimento Averna dove da un elisir “cappuccino” nacque l’amaro della Real Casa, donato ai visitatori in formato mignon.

Interni di Villa Maria a Messina

Ancora due weekend per scoprire le quattro città della Sicilia orientale: partendo da Messina, toccando Acireale, arrivando a Siracusa e chiudendo a Noto. A Messina (qui tutti i luoghi) i siti più visitati sono sempre il Forte San Salvatore, seguito dal Sacrario Cristo Re e Torre Ottagona, ma noi vi proponiamo un tour alla scoperta delle residenze private: non dovete assolutamente perdere la delicatissima Villa Maria (o tenuta Roberto) che domina i laghetti di Ganzirri: sarà disponibile solo questo weekend (sabato e domenica) e solo su prenotazione (qui per prenotare). Tra gli altri siti, non dimenticate l’eclettica Villa Stefania (ultima possibilità di visita, questo fine settimana, sabato e domenica) e l’esclusivo Circolo della Borsa di villa Rodriguez con i decori anni ’20 (ultimo weekend, poi solo domenica 29). La passeggiata del festival, invece, condurrà domenica sulle tracce devote alla Madonna lungo chiese e cappelle (qui per prenotare).

Palazzo vescovile di Acireale

Da Messina ad Acireale, la scoperta continua: la cittadina delle 40 chiese e delle 100 campane è al suo debutto nel festival, e già nello scorso weekend si è data da fare, con l’aiuto logistico dell’associazione Sajamastra (qui tutti i siti). Tra gli 11 luoghi aperti – e oltre al palazzo vescovile, visitabile sabato e domenica – ecco Santa Venera, chiusa da trent’anni, o ‘a chiesa di fimmini (Santa Maria delle Grazie) che è una piccola Cappella Sistina con affreschi straordinari; la chiesa del Collegio domenicano dell’Arcangelo Raffaele detto allora “Ritiro delle donzelle oneste”: bellissima e pressoché sconosciuta. E la delicata San Biagio che apre eccezionalmente lo spettacolare chiostro ricco di affreschi pagati dalle famiglie acesi del tempo. Le passeggiate portano alla scoperta delle “chiazzette” della Timpa e della cittadina secentesca

Castello Maniace

Eccoci a Siracusa, dove Castello Maniace con le sue 1100 presenze è stato il sito più visitato del primo weekend di festival (qui tutti i luoghi). Sabato e domenica si rinnoverà la visita in notturna (dalle 18 alle 20) alla chiesa di Santa Lucia alla Badia che custodisce la tela di Caravaggio, “Il seppellimento di Santa Lucia”. Ma tra i siti da scoprire, di certo c’è Villa Reimann (solo di mattina dalle 10 alle 13) con il suo parco immenso, le piante esotiche e la necropoli; la bizantina San Pietro Apostolo dove scoprirete tracce di antichi affreschi (solo domenica); e santa Maria della Concezione che ha riaperto dopo il restauro, con il suo bel portale quattrocentesco. Visite a Palazzo Greco, sede dell’Inda, e la cripta di San Marciano. Chi vuole cercare un attimo di benessere dentro di sé, non deve perdere la lezione di yoga nel parco di Villa Landolina (sabato dalle 16 alle 18 e domenica dalle 9 alle 11), anticipazione del Siracusa yoga Festival, mentre le due passeggiate condurranno alla scoperta delle dimore private e della penisola Maddalena.

Santa Maria di Gesù a Noto

Infine, Noto, anch’essa al debutto, ma che già nel primo weekend ha portato a casa numeri altissimi, con veramente tanti visitatori stranieri che sciamano tra palazzi nobiliari e conventi di clausura (qui tutti i luoghi). Se volete lasciare il centro storico – ma prima visitate l’antica Matrice, Santa Maria dell’Arco con la sua facciata a colonne tortili o il convento di santa Chiara per trovare una Madonna gaginiana – raggiungete nella parte alta la chiesa del santissimo Crocifisso che nasconde una meravigliosa Madonna della Neve, anch’essa attribuita al Gagini, e la cappella rosa e celeste dei Landolina; o Sant’Agata con la vicina l’ex caserma Cassonello che ospita il particolare museo “I mecenati del Barocco” che racconta il periodo della ricostruzione dopo il terremoto del 1693, ad opera delle famiglie più importanti della città: è la nascita della Noto che scopriamo oggi.

Novità di quest’anno, inoltre, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Il progetto nasce con Labisi Eventi Vettore ufficiale (qui per scoprire tutte le partenze in programma). Questa domenica si potranno raggiungere Messina, Acireale, Caltanissetta, Naro e Sciacca. Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori svelano le bellezze di Naro

La “Fulgentissima” amata da Federico II, Naro è un susseguirsi di chiese, monasteri, castelli, in un intreccio di storie, culture e religioni di cui è simbolo la chiesa Madre, un tempo moschea. Tutti luoghi visitabili durante il festival Le Vie dei Tesori, al suo debutto nel borgo agrigentino (qui tutti i dodici siti aperti), che si svolgerà ancora per i prossimi due weekend (sabato e domenica), fino al 29 settembre. Nel 1200 Naro era tutta raccolta in una cinta fortificata su cui si aprivano sette porte. Ne è rimasta in piedi solo una, la Porta d’Oro, esempio di un piccolo gioiello medievale che poi si srotola nel barocco. Il nome attuale potrebbe derivare dal greco naròn (liquido, corrente) dal fenicio nahar (fiamma), dall’arabo nahar (fiume).

Un borgo tutto da scoprire, che soltanto questa domenica si potrà visitare partendo comodamente in pullman da Palermo, con rientro in serata (qui per prenotare il pullman). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti sul festival Le Vie dei Tesori, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Calici e tesori, al via le visite con degustazione di vini

Appuntamenti al Sacrario Cristo Re e al Forte Gonzaga di Messina, a Sambuca nelle sale di Palazzo Planeta e nella terrazza di Palazzo Arezzo di Targia con la splendida vista sul Duomo di Siracusa. Già sold out Villa Testasecca a Caltanissetta

di Redazione

Profumo di storia e di buon vino con Le Vie dei Tesori. Cominciano dal prossimo weekend le visite guidate con degustazione nelle prime città del festival. Un vero e proprio viaggio dei sensi che inizierà con la visita a un monumento e si concluderà con la degustazione di vini Planeta condotta da un esperto, per apprezzare tutte le sfumature del calice che si sta bevendo. È il progetto “Planeta e i Tesori” che si ripete dopo il successo della scorsa edizione.

Sacrario del Cristo Re a Messina

È già sold out la visita con degustazione a Caltanissetta di sabato 21 settembre, nell’elegante Villa Testasecca, la dimora del “signore dello zolfo” che nel primo weekend è stata letteralmente presa d’assalto da cittadini e turisti. Ma chi si trova a Messina può già prenotare la visita al Sacrario Cristo Re (qui per prenotare), in programma sabato 21 settembre alle 19. Ispirato alla Basilica di Superga di Filippo Juvarra, fu realizzato nel 1937. Da lì potrete ammirare uno straordinario panorama su Messina e anche la torre ottagonale merlata che faceva parte delle fortificazioni medievali a protezione della città. Sempre a Messina, ma il sabato successivo, 28 settembre alle 19, la visita con degustazione si svolgerà nel Forte Gonzaga (qui per prenotare), bastione costruito a partire dal 1540 sulla collina di Montepiselli, che difendeva l’accesso meridionale, pur rimanendo esterno alla possente cinta di mura.

Palazzo Planeta a Sambuca

Da non perdere, poi, sabato 28 settembre, sempre alle 19, la visita con degustazione a Palazzo Planeta, a Sambuca di Sicilia, condotta dagli stessi proprietari (qui per prenotare). L’antica dimora dei Baroni di Santa Cecilia non è una semplice casa, ma un complesso ingranaggio di memorabilia, ricordi, lettere, costumi, uniformi. Gli originali “granai” posti al primo piano della settecentesca fabbrica sono stati recuperati e trasformati in un’elegante dimora privata. In alcuni vani si conservano pezzi cari a monsignor Diego Planeta, arcivescovo di Brindisi e ultimo presidente dell’Apostolica Legazia, nata al tempo dei Normanni.

Terrazza di Palazzo Arezzo di Targia a Siracusa

Infine, venerdì 27 settembre alle 21, una degustazione nella terrazza più bella di Siracusa, a Palazzo Arezzo di Targia (qui per prenotare), da cui vi sembrerà di poter toccare lo splendido Duomo nel cuore di Ortigia. Il palazzo, sopravvissuto ai bombardamenti della Seconda Guerra mondiale e in alcune sue parti ricostruito fedelmente negli anni Cinquanta del secolo scorso, è un luogo magico, e racconta una storia altrettanto bella. Quella di due professionisti che trent’anni fa decisero di scommettere su Ortigia quando la città era abbandonata e trascurata. Adesso Giuseppe Piccione e Concetta Grillo, Pucci e Cochita per gli amici, i padroni di casa, hanno fatto della loro casa – e della loro terrazza – un ritrovo di ospiti illustri, artisti e intellettuali.

Novità di quest’anno, inoltre, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival (queste le partenze in programma nel prossimo weekend). Il progetto nasce con Labisi Eventi Vettore ufficiale (qui per scoprire tutte le partenze in programma). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori, 18mila visite nel primo weekend

Aperti 170 luoghi in dieci città siciliane. Trapani e Caltanissetta sul podio per numero di partecipanti, segue Siracusa e la bella sorpresa di Noto

di Redazione

Chiese, palazzi, musei, giardini, torri e campanili presi d’assalto. Curiosità e tanta voglia di scoprire i patrimoni nascosti delle città. Le Vie dei Tesori archivia il suo primo weekend, toccando i 18mila partecipanti in dieci città, con punte veramente alte a Trapani e Caltanissetta, segue Siracusa e a brevissimo, la bella sorpresa di Noto. Tra i “borghi” più piccoli, Sambuca (aperta solo sabato e domenica) supera Acireale e la vicina Naro. Il sito più visitato in assoluto è stato il castello Maniace di Siracusa con 1100 presenze.

La Torre della Colombaia a Trapani

E visto che l’anno scorso era stata la performance a sorpresa migliore, anche quest’anno Trapani non si è smentita (qui tutti i luoghi visitabili): eccola infatti sistemarsi su questo podio provvisorio con i visitatori che per tutti i tre giorni di festival sono sciamati tra i suoi 25 siti, preferendo la Torre della Colombaia (ma non è una novità, l’ex carcere anche l’anno scorso è stato tra i preferiti, ci si arriva solo in barca e su prenotazione) ma anche l’elegantissimo palazzo Milo Pappalardo con il suo balcone scolpito e la delicata sala della musica soppalcata; e chiostri e campanile di San Domenico con la vista mozzafiato sull’intera città.

Il Museo degli Arazzi di Marsala

Poco lontano, Marsala per questo suo debutto nel festival ha un’ottima performance (qui tutti i luoghi visitabili). I visitatori ovviamente hanno fatto la coda per salire sul campanile del Carmine, inaugurato dopo decenni di chiusura, alla presenza del vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero, ma hanno preferito in assoluto visitare il Museo archeologico Lilibeo con le due navi punica e romana; la chiesa di Santo Stefano con il camminamento segreto e – nessuno ci avrebbe mai scommesso – il Museo degli arazzi dove, ad un certo punto della giornata, si sono svolte in contemporanea tre visite guidate in altrettante lingue, italiano, francese e fiammingo.

Code a Villa Testasecca a Caltanissetta

Caltanissetta non si smentisce (qui tutti i luoghi aperti): un flusso inesauribile di visitatori che si è messo in coda ordinata – e lunghissima – per entrare per la prima volta in assoluto nella residenza del “signore delle zolfare” Villa Testasecca (che sarà aperta ancora soltanto nel prossimo weekend): tra i visitatori, il sindaco, il prefetto e il soprintendente di Caltanissetta, accolti dai padroni di casa, la famiglia Benza; ma code lunghe anche per visitare il museo e lo stabilimento di produzione Averna dove sono stati svelati i segreti dell’amaro dei monaci (che tutti hanno portato con sé in bottigliette mignon).

Palazzo Lazzarini a Sciacca

Nell’Agrigentino, Sambuca vince su Naro. Hanno aperto le porte 12 siti nell’elegante e turistica Sciacca (qui tutti i luoghi) dove ha avuto un vero exploit Palazzo Lazzarini con il suo giardino segreto, e il campanile della chiesa di San Michele, che probabilmente nasceva da una torre a difesa delle scorribande dei pirati. A Sambuca (qui tutti i luoghi) i visitatori hanno preferito di gran lunga la Chiesa Madre restituita alla cittadina dopo cinquant’anni dal terremoto del Belice, mentre a Naro (qui tutti i luoghi) il pubblico è rimasto affascinato dall’estrosa sacrestia dei monaci di San Francesco, e dal vicino convento, oggi sede del Comune, dove è anche la biblioteca Feliciana: e qui ha riscosso grande interesse i codici miniati e la Bibbia poliglotta del ‘600.

Castello Maniace

Siracusa accoglie il sito più visitato in assoluto, il bellissimo Castello Maniace e gli altri venti seguono abbastanza compatti (qui tutti i luoghi); è una bella sorpresa Noto dove il pubblico è sciamato affettuoso tra i saloni sontuosi di Palazzo Nicolaci e quelli di palazzo Ducezio, sede del Comune (qui tutti i luoghi). Ad Acireale vince di gran lunga la biblioteca e pinacoteca Zelantea, tra incunaboli e antiche stampe di Guido Reni, il sorprendente e inedito palazzo Vescovile è al terzo posto (qui tutti i luoghi). Messina conferma la scelta degli altri anni: i più visitati sono sempre Forte San Salvatore, eterno vincitore da cui si vede tutto lo Stretto, seguito dal Sacrario Cristo Re e Torre Ottagona (qui tutti i luoghi).

Biblioteca Feliciana a Naro

La tredicesima edizione del festival appena iniziata, proseguirà per i prossimi due weekend, fino al 29 settembre, in un percorso che mette insieme capoluoghi, città d’arte ma anche piccoli borghi che aspettano soltanto di essere scoperti. Dopo le prime dieci città, nel primo fine settimana di ottobre partirà – per cinque weekend, fino a domenica 3 novembre – la grande kermesse di Palermo con 170 luoghi, in contemporanea il festival aprirà 50 luoghi a Catania e, per tre weekend, anche i siti barocchi di Ragusa, Modica e Scicli.

Novità di quest’anno, inoltre, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Il progetto nasce con Labisi Eventi Vettore ufficiale (qui per scoprire tutte le partenze in programma). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Marsala riabbraccia il campanile del Carmine

Era chiusa da decenni, adesso potrà essere ammirata da cittadini e turisti. In occasione del festival Le Vie dei Tesori, è stata aperta la torre campanaria del Carmine a Marsala. Alla cerimonia d’inaugurazione ha partecipato anche il vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero (ve ne abbiamo parlato qui). Ciceroni sono i ragazzi dell’associazione “Nonovento”, un gruppo di giovani che ha deciso di scommettere sulla promozione della città. “Speriamo che per primi i marsalesi riscoprano la loro città – spiega Sara Parrinello di Nonovento – , per questo motivo abbiamo cercato di aprire luoghi poco noti o chiusi da tempo. sarà una bellissima sorpresa per tutti”.

Le Vie dei Tesori al via con le prime dieci città

Da Trapani a Siracusa, passando per Marsala, Sambuca, Naro, Sciacca e Caltanissetta, fino a Messina, Acireale e Noto

di Redazione

Sarà una disfida di luoghi. Tra 69 chiese, 8 ville, 4 castelli, 16 palazzi, 4 torri, una prefettura e una ex capitaneria, oltre ad un numero imprecisato di campanili, monasteri, ipogei, sacrari, santuari, antiche carceri e torri di guardia, fortini e musei. Una singolar tenzone a colpi di bellezza, e siamo solo all’inizio. Perché mai come quest’anno Le Vie dei Tesori apre le porte di luoghi spalmati su tutta l’Isola.

Visite alla Cattedrale di Palermo

Il festival – nato a Palermo, dove ad ogni edizione la città si trasforma in un unico museo diffuso – quest’anno si allarga infatti a quindici città, grandi e piccole: i primi tre weekend, da domani (venerdì 13 settembre) a domenica 29 settembre, coinvolgeranno Messina, Caltanissetta, Trapani e Marsala, Sambuca, Sciacca e Naro, Acireale, Siracusa e Noto. Il 4 ottobre Le Vie dei Tesori si trasferirà invece a Palermo e Catania (5 weekend) e tra il barocco del Ragusano (3 weekend). A Palermo saranno proposti 170 tra luoghi da visitare ed esperienze inedite, Catania ne schiera altri 50.

La torre della Colombaia a Trapani

A questo punto possiamo soltanto dividere la Sicilia in due, occidentale ed orientale. Per la la prima, si parte da quello che l’anno scorso è stato il luogo più gettonato di Trapani, che aderisce al festival per il secondo anno di seguito, ovvero la torre della Colombaia, visitabile solo su prenotazione (qui per prenotare la visita). Perché Trapani ci ha preso gusto: e dopo i numeri strabilianti dello scorso anno – un debutto da oltre 15mila visitatori – ha messo insieme 25 luoghi, a cui si sommano 7 passeggiate d’autore alla scoperta della città e dei dintorni, e un inedito festival Kids per i più piccoli (qui tutti i luoghi visitabili e gli appuntamenti). Ci si potrà arrampicare sul campanile di San Domenico, scoprire i balconcini di stucco dell’Immacolatella, entrare dopo anni a Santa Maria del Gesù per la Madonnina invetriata di Andrea della Robbia.

Il Complesso del Carmine di Marsala

Passiamo a Marsala (qui tutti i luoghi visitabili): qui sarà protagonista la scala elicoidale del campanile del Carmine dove si potrà salire solo due persone alla volta. Inaugurata domani (venerdì 13) alle 16 dal vescovo Domenico Mogavero, sarà la star di 21 siti (4 su prenotazione che potete scoprire cliccando qui), per la più british delle città siciliane. Dalla chiesa Madre, al museo Lilibeo – con le navi punica e romana – alle Latomie dei Niccolini (le sepolture dei primi cristiani); da scoprire l’affresco della Madonna Orante a Santa Maria dell’Itria, o i melograni affrescati dell’ipogeo di Crispia Salvia. Senza dimenticare che Garibaldi sbarcò qui con i suoi Mille (e Marsala gli dedica un museo privato). Anche qui sono previste passeggiate, per Marsala e Trapani valgono gli stessi coupon.

Torre campanaria di San Michele a Sciacca

Nell’Agrigentino la rete si formerà tra Sciacca, Naro e Sambuca, dove i coupon sono validi per le tre città: 12 luoghi per Sciacca (qui per scoprirli tutti), dove bisogna lasciarsi guidare dai cinque sensi: perché si guarda, si tocca. Per scoprire che c’è palazzo Lazzarini con tanto di giardino segreto; la chiesa più antica della città, San Nicolò La Latina; il Castello dei nobili Peralta, la chiesa di Santa Margherita dove il pavimento veniva lavato con il Moscato. Vicino vicino ecco il borgo più inatteso, Naro con quel suo barocco che ha una storia a sé: 12 siti (aprono il sabato e la domenica, qui l’elenco di tutti i siti vistabili) a partire da Santa Maria del Gesù con il crocifisso di Frate Umile da Petralia, che si dice sia stato fatto dagli angeli; Santa Caterina che in epoca medievale era affrescata da Cecco da Naro, lo stesso del soffitto palermitano dello Steri; san Francesco con la sacrestia colma di armadi estrosi. E non dimenticate che nella Biblioteca Feliciana è conservata una rarissima Bibbia poliglotta in otto lingue.

L’interno della Chiesa Madre di Sambuca

Sambuca non si lascia superare di certo: eccola schierare 13 siti (sempre sabato e domenica, qui tutti i luoghi aperti), dalla Chiesa Madre restituita alla città, dopo il disastro del terremoto, alla Madonna dell’Udienza di Antonello Gagini, nascosta per tanti anni nell’intercapedine di un forno: oggi è alla chiesa del Carmine. I saloni nobiliari di Palazzo Planeta o Santa Caterina, dove si sente il profumo delle “minne di vergini”, create qui. E soltanto per il festival si salirà la scala elicoidale della chiesa del Purgatorio, o si ricorderà il fortino dimenticato dell’Ulmo che emerge dal lago.

Villa Testasecca a Caltanissetta

Caltanissetta chiude questo primo cerchio e partecipa per la terza volta (qui tutti i luoghi). Qui si parte dal complesso di santa Maria degli Angeli che racchiude sia il cimitero che la chiesa, mai aperta dopo il restauro. Addossati al castello di Pietrarossa, i loculi e le cappelle gentilizie sono spettacolari. Aprono le porte Palazzo delle Poste e la Casa del Mutilato, e il Palazzo della Provincia con splendidi affreschi. L’anno scorso si è scoperta Villa Grazia, quest’anno si aggiunge la bellissima Villa Testasecca, il regno del “signore delle zolfare”; aprono il Seminario e la chiesa di san Francesco dove troverete un Borremans, Palazzo Benintende è tornato vivo grazie ai  condomini. Ritorna anche la visita allo stabilimento Averna dove da un elisir “cappuccino” nacque l’amaro della Real Casa, donato ai visitatori in formato mignon.

Interni di Villa Maria a Messina

Il viaggio continua nella Sicilia orientale, partendo da Messina, toccando Acireale, arrivando a Siracusa e chiudendo a Noto. Partiamo da Messina, alla sua terza partecipazione a Le Vie dei Tesori: 26 luoghi in corsa (qui per scoprirli tutti), rispetto all’edizione allo scorso anno, ci sono meno chiese – ma apre i battenti quel gioiello medievale che è San Tommaso Il Vecchio, che per anni fu utilizzata come forno – e più musei e collezioni d’arte. Tra queste, la Gamm, la Galleria d’arte Moderna provinciale che custodisce Fontana, Casorati, Boetti o Guttuso; o l’ex rifugio antiaereo che ospita il Museo del ‘900. E aprirà per un solo giorno, il MuMe con i due Caravaggio e i due Antonello. Ma la vera sorpresa è sul mare perché nell’ultimo weekend sarà visitabile la Prefettura con il suo salone che sembra vagare a pelo d’acqua. E poi il Comune e le ville liberty.

Palazzo vescovile di Acireale

Da Messina ad Acireale, il viaggio continua: la cittadina delle 40 chiese e delle 100 campane è al suo debutto nel festival, apre 11 luoghi (qui per scoprirli tutti) e per l’occasione permetterà le visite a quel gioiello sconosciuto che è il palazzo vescovile, che apre i battenti per la prima volta. Visite anche alla Collegiata di San Sebastiano con il Museo del Tesoro con preziosi ostensori e paramenti; Santa Venera, chiusa da trent’anni, o ‘a chiesa di fimmini (Santa Maria delle Grazie) che è una piccola Cappella Sistina con affreschi straordinari. Serrata per tantissimi anni anche la chiesa del Collegio domenicano dell’Arcangelo Raffaele detto allora “Ritiro delle donzelle oneste”: bellissima e pressoché sconosciuta. La Biblioteca Zelantea metterà in mostra per la prima volta il Liber Rubeus, la raccolta dei diritti concessi alla città nel corso dei secoli, colmo di meravigliose miniature.

Chiesa di Santa Lucia alla Badia a Siracusa

Eccoci a Siracusa, che rinnova il suo impegno con Le Vie dei Tesori per il terzo anno con 21 luoghi (qui per scoprirli tutti): e stavolta la sorpresa arriverà in notturna visto che si potrà visitare la sera la chiesa di Santa Lucia alla Badia che custodisce la commovente tela di Caravaggio, “Il seppellimento di Santa Lucia”. Tra gli altri siti, ecco il Carmine, San Filippo Apostolo o san Filippo Neri con quel suo pavimento che pare un merletto: tutte hanno dovuto fare i conti con la ricostruzione. O, nell’antica Giudecca, ecco la Cappella Sveva nel Palazzo Arcivescovile. Poi il Consorzio Plemmirio che difende l’ambiente o il Teatro Comunale che GiovanBattista Basile, già scottato dalle traversie per il Teatro Massimo di Palermo, non volle costruire; e l’ottocentesca Capitaneria di Porto, normalmente chiusa al pubblico. Sono anche previste sei lezioni di yoga in luoghi storici – piazza d’armi di Castello Maniace, giardino di Villa Landolina e il Ginnasio romano – , anticipazione del Siracusa yoga Festival.

Palazzo Ducezio a Noto

Questa prima tranche di festival si chiuderà a Noto che per questo suo debutto apre 13 luoghi (qui l’elenco completo). Qui si può andare in cerca di Madonnine: quella Bianca o della Neve, attribuita al Gagini, nella chiesa del Santissimo Crocifisso dove è anche la cappella rosa e celeste dei Landolina; o la Madonna col Bambino dei palermitani Giovanni e Paolo de Battista della Badia Nuova, ma bisogna spingersi fino a Santa Chiara per trovare un’altra Madonna gaginiana. Poi, i nobili palazzi, simbolo di un tempo in cui la cittadina era meta di re e principi: da Palazzo Ducezio al neoclassico Palazzo Landolina di Sant’Alfano alla residenza dei principi Nicolaci di Villadorata, o a Palazzo Trigona che per metà appartiene ancora all’ultima marchesa di Canicarao.

Contrada Ulmo a Sambuca

Inoltre, Trapani, Marsala, Sambuca e Sciacca, Acireale, Siracusa e Messina organizzano le (ormai) famose passeggiate de Le Vie dei Tesori, guidate da esperti del territorio. Dalle saline di Trapani alla Marsala della dominazione spagnola alla Sciacca della comunità ebraica, sui passi di miti e Madonne a Messina, alla ricerca del Caravaggio a Siracusa, nelle Chiazzette laviche di Acireale, solo per citarne alcune. Speciali visite guidate in luoghi di grande fascino: sabato 21 settembre alle 19 a Villa Testasecca a Caltanissetta e al Sacrario Cristo Re a Messina, venerdì 27 a Palazzo Arezzo Targia (fuori programma) a Siracusa, sabato 28 a Palazzo Planeta, a Sambuca e a Castel Gonzaga, a Messina. Si chiude con una degustazione di vini Planeta.

Infine, una delle principali novità di quest’anno: scoprire veramente la Sicilia, un unico museo diffuso; ma comodamente, in pullman, con gite giornaliere da Palermo. Si potrà percorrere da un capo all’altro l’Isola. Il progetto nasce con Labisi Eventi Vettore ufficiale (qui per scoprire tutte le partenze in programma).  Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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