Ultimo weekend per scoprire Catania con il Festival

Le Vie dei Tesori vi porta lungo i camminamenti segreti delle monache, nei palazzi nobiliari custodi di bellezze e segreti, e nella storia antica della città capace di risorgere come una fenice

di Redazione

“Rinasco dalle ceneri ancor più bella”. Catania è come la fenice che trattiene l’iscrizione incisa sulla Porta Garibaldi, a simbolo di una popolazione che, instancabile, ha continuato a ricostruire la propria città sulle ceneri della precedente. E questo ultimo weekend del Festival de Le Vie dei Tesori è un’opportunità unica per scoprire in quanti modi questa città può affascinare i suoi visitatori: dai segreti delle monache all’opulenza dei palazzi nobiliari, fino alle storie antiche e controverse del suo passato recente o di quello remoto. 

C’è per esempio quel palazzo Asmundo di Gisira costruito nel 1704, dopo il terremoto del 1693, che è tra i primi edifici a essere eretto nella piazza, all’epoca di San Filippo, oggi Mazzini, su cui si affaccia. Nato su progetto dell’architetto Giuseppe Palazzotto e per volere di Adamo Asmundo, oggi è stato trasformato in albergo di alto profilo. Ospita in questi giorni una personale pop di Max Ferrigno.

Merita una tappa anche la cappella romana all’interno della caserma “Santangelo Fulci” nell’ex convento carmelitano di Maria Santissima dell’Annunziata: sarà aperta solo sabato, fino alle 13, ed è il più grande edificio funerario antico della città, per tradizione indicato come il sepolcro consacrato al poeta greco Stesicoro. Ha una storia controversa, e per parecchio tempo è stato inaccessibile perché occupato come magazzino dai commercianti della vicina “a fera ‘o luni”.

E poi le storie legate ai camminamenti segreti delle monache: perché se ogni famiglia nobiliare aveva la sua monaca, queste comunque si distinguevano per lignaggio: Gravina e Moncada rinchiudevano le loro fanciulle a San Giuliano, le altre venivano accolte a San Placido o tra le Clarisse, ultime (cioè più povere) le monache di santa Chiara, chiamate “le biscottare” perché producevano dolci e accoglievano borghesi e popolane. Questo è l’ultimo fine settimana con Le Vie dei Tesori per scoprire (su prenotazione e a gruppi) i camminamenti segreti delle suore a Santa Chiara e a San Giuliano. Chi invece vuole percorrere il camminamento sopra Porta Uzeda, può farlo domattina, sabato, dalle 9.30 alle 13. 

Infine, non perdetevi la visita a palazzo Biscari: tale è la sua bellezza che, quando gli ufficiali inglesi durante la seconda guerra, arrivarono qui per montare le batterie dei loro cannoni (con l’ordine di demolire il secondo piano) preferirono fare marcia indietro e dipingere sul pavimento antico con vernice bianca il primo campo da tennis indoor che Catania ricordi. Qui gli orari per le visite al palazzo.

A Catania il festival de Le Vie dei Tesori lavora in sinergia con il Comune, la Diocesi, la Soprintendenza, l’Università, il Polo museale regionale, l’Esercito, e in collaborazione con Wondertime, partner del progetto, le guide di Etna ‘Ngeniousa, gli studenti dell’Istituto Concetto Marchesi di Mascalucia, e il gruppo Disum.

Le Vie dei Tesori vi porta lungo i camminamenti segreti delle monache, nei palazzi nobiliari custodi di bellezze e segreti, e nella storia antica della città capace di risorgere come una fenice

di Redazione

“Rinasco dalle ceneri ancor più bella”. Catania è come la fenice che trattiene l’iscrizione incisa sulla Porta Garibaldi, a simbolo di una popolazione che, instancabile, ha continuato a ricostruire la propria città sulle ceneri della precedente. E questo ultimo weekend del Festival de Le Vie dei Tesori è un’opportunità unica per scoprire in quanti modi questa città può affascinare i suoi visitatori: dai segreti delle monache all’opulenza dei palazzi nobiliari, fino alle storie antiche e controverse del suo passato recente o di quello remoto. 

C’è per esempio quel palazzo Asmundo di Gisira costruito nel 1704, dopo il terremoto del 1693, che è tra i primi edifici a essere eretto nella piazza, all’epoca di San Filippo, oggi Mazzini, su cui si affaccia. Nato su progetto dell’architetto Giuseppe Palazzotto e per volere di Adamo Asmundo, oggi è stato trasformato in albergo di alto profilo. Ospita in questi giorni una personale pop di Max Ferrigno.

Merita una tappa anche la cappella romana all’interno della caserma “Santangelo Fulci” nell’ex convento carmelitano di Maria Santissima dell’Annunziata: sarà aperta solo sabato, fino alle 13, ed è il più grande edificio funerario antico della città, per tradizione indicato come il sepolcro consacrato al poeta greco Stesicoro. Ha una storia controversa, e per parecchio tempo è stato inaccessibile perché occupato come magazzino dai commercianti della vicina “a fera ‘o luni”.

E poi le storie legate ai camminamenti segreti delle monache: perché se ogni famiglia nobiliare aveva la sua monaca, queste comunque si distinguevano per lignaggio: Gravina e Moncada rinchiudevano le loro fanciulle a San Giuliano, le altre venivano accolte a San Placido o tra le Clarisse, ultime (cioè più povere) le monache di santa Chiara, chiamate “le biscottare” perché producevano dolci e accoglievano borghesi e popolane. Questo è l’ultimo fine settimana con Le Vie dei Tesori per scoprire (su prenotazione e a gruppi) i camminamenti segreti delle suore a Santa Chiara e a San Giuliano. Chi invece vuole percorrere il camminamento sopra Porta Uzeda, può farlo domattina, sabato, dalle 9.30 alle 13. 

Infine, non perdetevi la visita a palazzo Biscari: tale è la sua bellezza che, quando gli ufficiali inglesi durante la seconda guerra, arrivarono qui per montare le batterie dei loro cannoni (con l’ordine di demolire il secondo piano) preferirono fare marcia indietro e dipingere sul pavimento antico con vernice bianca il primo campo da tennis indoor che Catania ricordi. Qui gli orari per le visite al palazzo.

A Catania il festival de Le Vie dei Tesori lavora in sinergia con il Comune, la Diocesi, la Soprintendenza, l’Università, il Polo museale regionale, l’Esercito, e in collaborazione con Wondertime, partner del progetto, le guide di Etna ‘Ngeniousa, gli studenti dell’Istituto Concetto Marchesi di Mascalucia, e il gruppo Disum.

Hai letto questi articoli?

Musica sacra in Cattedrale col Coro del Teatro Massimo

Appuntamento sabato 3 novembre alle 21. In programma musiche di Verdi, Poulenc, Liszt e Dvorák. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti

di Redazione

Weekend all’insegna della musica sacra a Palermo. Sabato sera, alle 21, la Cattedrale si riempirà di note con un concerto del Coro del Teatro Massimo, insieme a quello di voci bianche, diretto dal maestro del coro Piero Monti all’organo, sotto la guida della bacchetta di Salvatore Punturo, maestro del coro di voci bianche.

In apertura di programma il coro di voci bianche per le “Laudi alla Vergine Maria” dai “Quattro pezzi sacri” di Giuseppe Verdi: sul testo di Dante, tratto dal XXXIII canto della Divina commedia, si tratta delle ultime composizioni di Verdi.

A seguire la “Litanie à la Vierge Noire” per coro femminile e organo di Francis Poulenc, composta per la Vergine nera di Notre-Dame de Rocamadur, meta di pellegrinaggi visitata anche dal compositore francese, e il “Pater Noster” per coro e organo di Franz Liszt, tratto dalla seconda parte dell’oratorio “Christus”.

In conclusione la Messa in re maggiore op. 86 per soli, coro e organo di Antonín Dvorák, con la partecipazione del soprano Francesca Martorana, del mezzosoprano Manuela Ciotto, del tenore Carlo Morgante e del baritono Cosimo Diano. Unica messa composta da Dvorák, a questa prima versione per solisti, coro e organo del 1887 seguì cinque anni dopo la revisione per orchestra.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Appuntamento sabato 3 novembre alle 21. In programma musiche di Verdi, Poulenc, Liszt e Dvorák. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti

di Redazione

Weekend all’insegna della musica sacra a Palermo. Sabato sera, alle 21, la Cattedrale si riempirà di note con un concerto del Coro del Teatro Massimo, insieme a quello di voci bianche, diretto dal maestro del coro Piero Monti all’organo, sotto la guida della bacchetta di Salvatore Punturo, maestro del coro di voci bianche.

In apertura di programma il coro di voci bianche per le “Laudi alla Vergine Maria” dai “Quattro pezzi sacri” di Giuseppe Verdi: sul testo di Dante, tratto dal XXXIII canto della Divina commedia, si tratta delle ultime composizioni di Verdi.

A seguire la “Litanie à la Vierge Noire” per coro femminile e organo di Francis Poulenc, composta per la Vergine nera di Notre-Dame de Rocamadur, meta di pellegrinaggi visitata anche dal compositore francese, e il “Pater Noster” per coro e organo di Franz Liszt, tratto dalla seconda parte dell’oratorio “Christus”.

In conclusione la Messa in re maggiore op. 86 per soli, coro e organo di Antonín Dvorák, con la partecipazione del soprano Francesca Martorana, del mezzosoprano Manuela Ciotto, del tenore Carlo Morgante e del baritono Cosimo Diano. Unica messa composta da Dvorák, a questa prima versione per solisti, coro e organo del 1887 seguì cinque anni dopo la revisione per orchestra.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Hai letto questi articoli?

Boccadifalco continua a stupire: visite serali in musica all’aeroporto

Novità in vista per l’ultimo weekend de Le Vie dei Tesori a Palermo. Lo storico scalo aprirà le porte, venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 novembre, con tour speciali accompagnati dalle note degli strumentisti del Brass Group. Un’occasione da non perdere

di Redazione

È stato uno dei protagonisti di questa edizione de Le Vie dei Tesori e si prepara a chiudere alla grande. L’aeroporto di Boccadifalco è pronto a regalare una visione serale unica di un pezzo di città sconosciuta. Oltre alle consuete visite diurne, lo scalo aprirà le porte a cittadini e turisti, venerdì 2 e sabato 3 novembre alle 19 e alle 20,30, e domenica 4 soltanto alle 19, con un tour speciale accompagnato dalle note degli strumentisti del Brass Group che “metteranno in musica” gli spazi. Per prenotare la visita basta cliccare qui.

Si tratta di una visita guidata aperta a piedi, aperta solo a 40 persone alla volta, lungo un itinerario che parte dal rifugio numero 1, quello scoperto recentemente dove c’è ancora l’impianto elettrico originale. Poi si farà tappa all’hangar storico dell’Aeroclub, quindi alla torre di controllo dove si potrà assistere al decollo degli elicotteri e infine al giardino di Villa Natoli con gli alberi secolari. I musicisti del Brass accompagneranno tutto l’itinerario.

L’aeroporto, una delle novità del festival, preso d’assalto da migliaia di persone nell’arco dei quattro weekend, è uno dei più antichi d’Italia, costruito grazie al forte interesse dei Florio e al sostegno di Italo Balbo, allora ministro dell’Aeronautica. Progettato nel 1925, inaugurato nel 1931 con l’atterraggio del primo velivolo sulla pista in terra battuta, segnò il tramonto del trasporto passeggeri su dirigibile e dell’uso del campo di volo del Parco della Favorita, da cui si libravano mongolfiere sin dal 1910. Costruito nell’area un tempo utilizzata dalla Cavalleria borbonica per le esercitazioni equestri, per la sua realizzazione furono abbattute diverse ville storiche. Molto attivo come base aerea militare durante la Seconda Guerra mondiale, smilitarizzato nel 2009, oggi è di proprietà dell’Enac, e ospita reparti di polizia, carabinieri, guardia di finanza e l’Aeroclub con il suo splendido hangar storico.

Novità in vista per l’ultimo weekend de Le Vie dei Tesori a Palermo. Lo storico scalo aprirà le porte, venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 novembre, con tour speciali accompagnati dalle note degli strumentisti del Brass Group. Un’occasione da non perdere

di Redazione

È stato uno dei protagonisti di questa edizione de Le Vie dei Tesori e si prepara a chiudere alla grande. L’aeroporto di Boccadifalco è pronto a regalare una visione serale unica di un pezzo di città sconosciuta. Oltre alle consuete visite diurne, lo scalo aprirà le porte a cittadini e turisti, venerdì 2 e sabato 3 novembre alle 19 e alle 20,30, e domenica 4 soltanto alle 19, con un tour speciale accompagnato dalle note degli strumentisti del Brass Group che “metteranno in musica” gli spazi. Per prenotare la visita basta cliccare qui.

Si tratta di una visita guidata aperta a piedi, aperta solo a 40 persone alla volta, lungo un itinerario che parte dal rifugio numero 1, quello scoperto recentemente dove c’è ancora l’impianto elettrico originale. Poi si farà tappa all’hangar storico dell’Aeroclub, quindi alla torre di controllo dove si potrà assistere al decollo degli elicotteri e infine al giardino di Villa Natoli con gli alberi secolari. I musicisti del Brass accompagneranno tutto l’itinerario.

L’aeroporto, una delle novità del festival, preso d’assalto da migliaia di persone nell’arco dei quattro weekend, è uno dei più antichi d’Italia, costruito grazie al forte interesse dei Florio e al sostegno di Italo Balbo, allora ministro dell’Aeronautica. Progettato nel 1925, inaugurato nel 1931 con l’atterraggio del primo velivolo sulla pista in terra battuta, segnò il tramonto del trasporto passeggeri su dirigibile e dell’uso del campo di volo del Parco della Favorita, da cui si libravano mongolfiere sin dal 1910. Costruito nell’area un tempo utilizzata dalla Cavalleria borbonica per le esercitazioni equestri, per la sua realizzazione furono abbattute diverse ville storiche. Molto attivo come base aerea militare durante la Seconda Guerra mondiale, smilitarizzato nel 2009, oggi è di proprietà dell’Enac, e ospita reparti di polizia, carabinieri, guardia di finanza e l’Aeroclub con il suo splendido hangar storico.

Hai letto questi articoli?

Catania saluta Le Vie dei Tesori: i luoghi imperdibili dell’ultimo weekend

Il festival si avvia alla conclusione anche nella città etnea, tra camminamenti segreti, cappelle inedite e palazzi barocchi. Ultimi posti disponibili per tre visite su prenotazione

di Redazione

Si alza ancora una volta il sipario su Catania. Di scena l’ultimo atto del festival Le Vie dei Tesori, che con il terzo weekend saluta il capoluogo etneo. Dai camminamenti segreti da cui le suore guardavano senza essere viste, alle cappelle inedite e i saloni aperti raramente di un luogo invece conosciutissimo come è la Cattedrale di Sant’Agata. E ancora i palazzi barocchi, gli sfarzi dei vicerè, andando indietro nel tempo fino all’antica città romana. Tutto in tre giorni, dal 2 al 4 novembre, con l’obiettivo di superare il record dei 5100 visitatori del precedente weekend, che sommati ai 3500 del debutto, portano Catania a quota 8600 accessi.

Tanti i luoghi visitabili anche questo lungo weekend di Ognissanti, a partire da quelli su prenotazione. Sold out la gettonatissima chiesa di San Giuliano, dalla cui cupola si gode uno splendido panorama a 360 gradi dell’intero centro storico e dell’hinterland catanese. Perché allora non scegliere di salire su un’altra cupola, quella della Badia di Sant’Agata, dove ci sono ancora posti disponibili e la cui vista è altrettanto bella. E ancora, aperto solo sabato 3 novembre, potrete visitare il Museo diocesano e i camminamenti di Porta Uzeda, uno dei simboli della città, che collega piazza Duomo alla settecentesca via Dusmet. Ancora posti liberi, poi, per le affascinanti terme achilleane, sotto la Cattedrale, dove un tempo facevano i bagni gli antichi romani.

Poi ci sono tutti gli altri luoghi aperti senza prenotazione, a cui si può accedere con i classici coupon, acquistabili online sul sito www.leviedeitesori.com o anche all’info point che allestito in piazza Stesicoro. A partire da Palazzo Asmundo di Gisira, la residenza nobiliare trasformata in albergo che ha inaugurato anche una personale di Max Ferrigno e dove, inoltre, è prevista una visita con degustazione di cui vi abbiamo parlato qui. E ancora, la chiesa di San Nicolò L’Arena, la più grande della Sicilia; la Cappella Bonajuto, il Convitto Cutelli, Castell’Ursino e l’immancabile Cattedrale di Sant’Agata, che fa storia a sé, con tre distinti luoghi. Parecchi catanesi ignorano che superato un portale di marmo cinquecentesco, nel transetto di destra, si scoprono i sarcofagi dei sovrani aragonesi nella cappella della Vergine; ma sotto la cappella, addirittura, c’è il salone Bonadies dai cui partì la Controriforma catanese; inoltre, si potrà entrare nella sacrestia monumentale.

Poi le splendide residenze barocche, a partire da Palazzo degli Elefanti, cuore della vita amministrativa della città, passando ai decori principeschi di Palazzo Biscari dove i nazisti improvvisarono un campo da tennis; e ancora Palazzo Platamone, che dovette cedere lo sfarzo all’arrivo delle monache di clausura. Non mancano i luoghi del lavoro, come l’ex Manifattura Tabacchi e i laboratori dei pupari della Famiglia Napoli. Potete fare tappa anche nei piccoli musei: quello dedicato al disegnatore Emilio Greco amato da Picasso e la casa natale del musicista Vincenzo Bellini. Fino all’Istituto Incremento Ippico che da casa dei Gesuiti divenne ospizio e poi ricovero per stalloni di pregio.

Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Il festival si avvia alla conclusione anche nella città etnea, tra camminamenti segreti, cappelle inedite e palazzi barocchi. Ultimi posti disponibili per tre visite su prenotazione

di Redazione

Si alza ancora una volta il sipario su Catania. Di scena l’ultimo atto del festival Le Vie dei Tesori, che con il terzo weekend saluta il capoluogo etneo. Dai camminamenti segreti da cui le suore guardavano senza essere viste, alle cappelle inedite e i saloni aperti raramente di un luogo invece conosciutissimo come è la Cattedrale di Sant’Agata. E ancora i palazzi barocchi, gli sfarzi dei vicerè, andando indietro nel tempo fino all’antica città romana. Tutto in tre giorni, dal 2 al 4 novembre, con l’obiettivo di superare il record dei 5100 visitatori del precedente weekend, che sommati ai 3500 del debutto, portano Catania a quota 8600 accessi.

Tanti i luoghi visitabili anche questo lungo weekend di Ognissanti, a partire da quelli su prenotazione. Sold out la gettonatissima chiesa di San Giuliano, dalla cui cupola si gode uno splendido panorama a 360 gradi dell’intero centro storico e dell’hinterland catanese. Perché allora non scegliere di salire su un’altra cupola, quella della Badia di Sant’Agata, dove ci sono ancora posti disponibili e la cui vista è altrettanto bella. E ancora, aperto solo sabato 3 novembre, potrete visitare il Museo diocesano e i camminamenti di Porta Uzeda, uno dei simboli della città, che collega piazza Duomo alla settecentesca via Dusmet. Ancora posti liberi, poi, per le affascinanti terme achilleane, sotto la Cattedrale, dove un tempo facevano i bagni gli antichi romani.

Poi ci sono tutti gli altri luoghi aperti senza prenotazione, a cui si può accedere con i classici coupon, acquistabili online sul sito www.leviedeitesori.com o anche all’info point che allestito in piazza Stesicoro. A partire da Palazzo Asmundo di Gisira, la residenza nobiliare trasformata in albergo che ha inaugurato anche una personale di Max Ferrigno e dove, inoltre, è prevista una visita con degustazione di cui vi abbiamo parlato qui. E ancora, la chiesa di San Nicolò L’Arena, la più grande della Sicilia; la Cappella Bonajuto, il Convitto Cutelli, Castell’Ursino e l’immancabile Cattedrale di Sant’Agata, che fa storia a sé, con tre distinti luoghi. Parecchi catanesi ignorano che superato un portale di marmo cinquecentesco, nel transetto di destra, si scoprono i sarcofagi dei sovrani aragonesi nella cappella della Vergine; ma sotto la cappella, addirittura, c’è il salone Bonadies dai cui partì la Controriforma catanese; inoltre, si potrà entrare nella sacrestia monumentale.

Poi le splendide residenze barocche, a partire da Palazzo degli Elefanti, cuore della vita amministrativa della città, passando ai decori principeschi di Palazzo Biscari dove i nazisti improvvisarono un campo da tennis; e ancora Palazzo Platamone, che dovette cedere lo sfarzo all’arrivo delle monache di clausura. Non mancano i luoghi del lavoro, come l’ex Manifattura Tabacchi e i laboratori dei pupari della Famiglia Napoli. Potete fare tappa anche nei piccoli musei: quello dedicato al disegnatore Emilio Greco amato da Picasso e la casa natale del musicista Vincenzo Bellini. Fino all’Istituto Incremento Ippico che da casa dei Gesuiti divenne ospizio e poi ricovero per stalloni di pregio.

Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Hai letto questi articoli?

Sabato da principi con i vini Planeta

All’interno di Palazzo Biscari, tra sale che celebrano il trionfo del barocco e della bellezza, una visita guidata alla dimora che sarà anche una gioia per il palato

di Redazione

La dimora è di quelle che incantano al primo ingresso, e a restarne affascinato era stato anche Goethe che pure aveva ammirato le preziose collezioni archeologiche; ma dentro è il trionfo del barocco a riempire di bellezza ogni sguardo.

“L’oggetto del desiderio” è palazzo Biscari, a Catania, che i visitatori de Le Vie dei Tesori sabato 3 novembre alle 19 potranno conoscere in tutta la sua magnificenza durante una visita guidata condotta da chi conosce profondamente quella dimora. E cosi, tra affreschi, arredi di pregio e decorazioni, sarà possibile scoprire quel palazzo voluto dalla nobile famiglia dei principi di Biscari ed edificato su un tratto delle antiche mura cinquecentesche che in parte hanno resistito al terribile terremoto del 1693.

Dalle ceneri di quel sisma è così sorto un trionfo barocco che ha il suo acme nel salone delle feste, ricco di stucchi e affreschi, e che fu sfarzosamente inaugurato nel 1763.

Circondati da tanta bellezza sarà possibile gustare i vini Planeta guidati dal brand ambassador Dario Piluso: i visitatori del festival potranno così scoprire l’Etna Bianco DOC 2017 (dal vino autoctono Carricante 100%) e il Radiceterna 2016 (DOC Menfi – Grillo 100%).
Una degustazione da principi da non perdere, nell’ultimo fine settimana del Festival a Catania e da prenotare, con un contributo di 7 euro, dal sito della manifestazione.

All’interno di Palazzo Biscari, tra sale che celebrano il trionfo del barocco e della bellezza, una visita guidata alla dimora che sarà anche una gioia per il palato

di Redazione

La dimora è di quelle che incantano al primo ingresso, e a restarne affascinato era stato anche Goethe che pure aveva ammirato le preziose collezioni archeologiche; ma dentro è il trionfo del barocco a riempire di bellezza ogni sguardo.

“L’oggetto del desiderio” è palazzo Biscari, a Catania, che i visitatori de Le Vie dei Tesori sabato 3 novembre alle 19 potranno conoscere in tutta la sua magnificenza durante una visita guidata condotta da chi conosce profondamente quella dimora. E cosi, tra affreschi, arredi di pregio e decorazioni, sarà possibile scoprire quel palazzo voluto dalla nobile famiglia dei principi di Biscari ed edificato su un tratto delle antiche mura cinquecentesche che in parte hanno resistito al terribile terremoto del 1693.

Dalle ceneri di quel sisma è così sorto un trionfo barocco che ha il suo acme nel salone delle feste, ricco di stucchi e affreschi, e che fu sfarzosamente inaugurato nel 1763.

Circondati da tanta bellezza sarà possibile gustare i vini Planeta guidati dal brand ambassador Dario Piluso: i visitatori del festival potranno così scoprire l’Etna Bianco DOC 2017 (dal vino autoctono Carricante 100%) e il Radiceterna 2016 (DOC Menfi – Grillo 100%).
Una degustazione da principi da non perdere, nell’ultimo fine settimana del Festival a Catania e da prenotare, con un contributo di 7 euro, dal sito della manifestazione.

Hai letto questi articoli?

Giovani, siciliani e “emigrati”: duo di sassofoni per Curva Minore

I ventenni Marco Marotta e Maria Merlino si esibiranno per la prima volta insieme, senza quasi conoscersi. Appuntamento ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo

di Redazione

Prosegue la seconda parte della stagione musicale di Curva Minore, iniziata a maggio scorso, ed ora giunta alla sua sessione autunnale (ve ne abbiamo parlato qui). Domenica 28 ottobre dalle 19 allo Spazio Perriera dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, toccherà a Marco Marotta e Maria Merlino, due musicisti siciliani appena ventenni, ma già “emigrati”, che per la prima volta in assoluto si esibiranno sullo stesso palcoscenico. Alle 19 tocca a Marotta, alle 19,30 a Merlino, mentre alle 20, i due sassofonisti si esibiranno insieme.

Marco Marotta e Maria Merlino fino ad ora non si erano mai incontrati. Entrambi giovanissimi rappresentano quelle virtuose speciali espressioni di una Sicilia costretta a emigrare per trovare i giusti spazi espressivi. I due sassofonisti e compositori vivono entrambi oltre lo stretto: Marco Marotta è un sassofonista e compositore di Favara che ormai si è trasferito stabilmente a Londra e da lì parte per le sue tournée in tutto il mondo con i più grandi musicisti della scena internazionale.

Maria Merlino, nativa di Messina, vive in Olanda ed è tra le poche musiciste donne a dedicarsi al sassofono baritono, ma si divide, nonostante la giovanissima età, tra l’attività didattica e la composizione. Partecipa ai più importanti festival jazz contemporanei a contatto con i musicisti della scena olandese come la InstantComposers Pool, o americani come Anthony Braxton e DaveBarrell. I due giovani si esibiranno prima da soli, poi in un inedito duo in perfetto stile jazzistico, senza quasi conoscersi.

I ventenni Marco Marotta e Maria Merlino si esibiranno per la prima volta insieme, senza quasi conoscersi. Appuntamento ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo

di Redazione

Prosegue la seconda parte della stagione musicale di Curva Minore, iniziata a maggio scorso, ed ora giunta alla sua sessione autunnale (ve ne abbiamo parlato qui). Domenica 28 ottobre dalle 19 allo Spazio Perriera dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, toccherà a Marco Marotta e Maria Merlino, due musicisti siciliani appena ventenni, ma già “emigrati”, che per la prima volta in assoluto si esibiranno sullo stesso palcoscenico. Alle 19 tocca a Marotta, alle 19,30 a Merlino, mentre alle 20, i due sassofonisti si esibiranno insieme.

Marco Marotta e Maria Merlino fino ad ora non si erano mai incontrati. Entrambi giovanissimi rappresentano quelle virtuose speciali espressioni di una Sicilia costretta a emigrare per trovare i giusti spazi espressivi. I due sassofonisti e compositori vivono entrambi oltre lo stretto: Marco Marotta è un sassofonista e compositore di Favara che ormai si è trasferito stabilmente a Londra e da lì parte per le sue tournée in tutto il mondo con i più grandi musicisti della scena internazionale.

Maria Merlino, nativa di Messina, vive in Olanda ed è tra le poche musiciste donne a dedicarsi al sassofono baritono, ma si divide, nonostante la giovanissima età, tra l’attività didattica e la composizione. Partecipa ai più importanti festival jazz contemporanei a contatto con i musicisti della scena olandese come la InstantComposers Pool, o americani come Anthony Braxton e DaveBarrell. I due giovani si esibiranno prima da soli, poi in un inedito duo in perfetto stile jazzistico, senza quasi conoscersi.

Hai letto questi articoli?

Da Sferracavallo al centro storico, ecco tutte le passeggiate di domenica

Ci sono ancora gli ultimi posti disponibili per i tour guidati del 28 ottobre, con cui si conclude il penultimo weekend de Le Vie dei Tesori a Palermo

di Redazione

I segreti della Vucciria o quelli della Giudecca, l’antico quartiere ebraico di Palermo, passando dall’esoterica Villa Giulia o dai racconti della “Pupa” del Capo, fino alla natura selvaggia di Sferracavallo. Ci sono ancora gli ultimi posti disponibili per le passeggiate di domani, domenica 28 ottobre, penultima del festival Le Vie dei Tesori a Palermo.

Partendo proprio dalla borgata marinara, l’appuntamento è al belvedere di Punta Matese alle 10. Da lì, i volontari del Wwf vi guideranno per un lieve declivio erboso verso il mare fino ad incrociare una stradina sterrata. Da lì si raggiungerà la scogliera, che gira intorno alla punta, bassa e rocciosa, volgendosi ad est verso Sferracavallo e a ovest verso l’Isola delle Femmine. La scogliera offre interessanti spunti sia per le osservazioni di geologia, che faremo con la guida del professor Cipriano Di Maggio, sia per quelle di ecologia e scienze naturali per le quali saremo guidati dalla professoressa Paola Gianguzza.

Se preferite restare in centro, da non perdere la visita a Villa Giulia alle 9,30. Allegorie, elementi simbolici, sottili rimandi a concetti filosofici e alla massoneria, rendono questo giardino un luogo carico di bellezza e mistero. Dal piano generale della Villa alle singole statue che la popolano, niente è lasciato al caso, ma tutto è frutto di precise scelte che fanno di questo giardino un vero e proprio microcosmo. Vi spiegherà tutto la guida Silvia Messina.

Chiara Utro vi porterà, invece, alla scoperta della Giudecca, dove un tempo sorgeva quartiere ebraico di Palermo, appuntamento in piazza Bellini alle 9,30. Anche gli ebrei sono stati protagonisti della storia millenaria di Palermo. Intorno all’anno Mille, poco fuori le mura meridionali e sulle rive del torrente Kemonia, gli ebrei palermitani edificarono il loro sobborgo, l’Hârat ‘al Yahûd (quartiere dei giudei). Vi abitarono sino al 1492, anno della storica cacciata.

Se preferite, invece, una passeggiata letteraria, potrete approfittare dell’itinerario guidato da Emanuele Drago alla scoperta dei luoghi della città citati da autori come Sciascia, Pirandello, Tomasi, Consolo e Levi, tanto per fare alcuni nomi.

Ma non è finita, perché la cantautrice Sara Cappello, ci porterà tra i misteri del Capo. La passeggiata avrà un’immaginaria “Pupa” a condurci, proprio quella del famoso mosaico del Panificio Morello, che ci svelerà i misteriosi racconti, dei “vicoli degli scippa teste”, le vicende dei Beati Paoli, le oscure trame che si sviluppavano tra i cunicoli ed i palazzi del Mandamento.

Un altro mercato storico, la Vucciria, sarà infine sarà protagonista di un altro tour, domenica pomeriggio alle 16, a cura di Palermo aperta a tutti, con la guida di Claudia Bardi. L’itinerario si svolgerà all’interno del quartiere un tempo chiamato Amalfitania, poi quartiere della Loggia. In quello che, trovandosi in prossimità del mare, è stato il centro nevralgico del commercio di Palermo fino al XVIII secolo. Rimangono a testimonianza le numerose chiese e gli angoli interessanti che sono giunti a noi, nonostante il degrado e la distruzione che ha fortemente colpito questo quartiere. La sfida sarà proprio quella di leggere, nonostante tutto, la grandezza di Palermo nel passato attraverso quello che rimane oggi.

Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 10 o visitare il sito www.leviedeitesori.com.

Ci sono ancora gli ultimi posti disponibili per i tour guidati del 28 ottobre, con cui si conclude il penultimo weekend de Le Vie dei Tesori a Palermo

di Redazione

I segreti della Vucciria o quelli della Giudecca, l’antico quartiere ebraico di Palermo, passando dall’esoterica Villa Giulia o dai racconti della “Pupa” del Capo, fino alla natura selvaggia di Sferracavallo. Ci sono ancora gli ultimi posti disponibili per le passeggiate di domani, domenica 28 ottobre, penultima del festival Le Vie dei Tesori a Palermo.

Partendo proprio dalla borgata marinara, l’appuntamento è al belvedere di Punta Matese alle 10. Da lì, i volontari del Wwf vi guideranno per un lieve declivio erboso verso il mare fino ad incrociare una stradina sterrata. Da lì si raggiungerà la scogliera, che gira intorno alla punta, bassa e rocciosa, volgendosi ad est verso Sferracavallo e a ovest verso l’Isola delle Femmine. La scogliera offre interessanti spunti sia per le osservazioni di geologia, che faremo con la guida del professor Cipriano Di Maggio, sia per quelle di ecologia e scienze naturali per le quali saremo guidati dalla professoressa Paola Gianguzza.

Se preferite restare in centro, da non perdere la visita a Villa Giulia alle 9,30. Allegorie, elementi simbolici, sottili rimandi a concetti filosofici e alla massoneria, rendono questo giardino un luogo carico di bellezza e mistero. Dal piano generale della Villa alle singole statue che la popolano, niente è lasciato al caso, ma tutto è frutto di precise scelte che fanno di questo giardino un vero e proprio microcosmo. Vi spiegherà tutto la guida Silvia Messina.

Chiara Utro vi porterà, invece, alla scoperta della Giudecca, dove un tempo sorgeva quartiere ebraico di Palermo, appuntamento in piazza Bellini alle 9,30. Anche gli ebrei sono stati protagonisti della storia millenaria di Palermo. Intorno all’anno Mille, poco fuori le mura meridionali e sulle rive del torrente Kemonia, gli ebrei palermitani edificarono il loro sobborgo, l’Hârat ‘al Yahûd (quartiere dei giudei). Vi abitarono sino al 1492, anno della storica cacciata.

Se preferite, invece, una passeggiata letteraria, potrete approfittare dell’itinerario guidato da Emanuele Drago alla scoperta dei luoghi della città citati da autori come Sciascia, Pirandello, Tomasi, Consolo e Levi, tanto per fare alcuni nomi.

Ma non è finita, perché la cantautrice Sara Cappello, ci porterà tra i misteri del Capo. La passeggiata avrà un’immaginaria “Pupa” a condurci, proprio quella del famoso mosaico del Panificio Morello, che ci svelerà i misteriosi racconti, dei “vicoli degli scippa teste”, le vicende dei Beati Paoli, le oscure trame che si sviluppavano tra i cunicoli ed i palazzi del Mandamento.

Un altro mercato storico, la Vucciria, sarà infine sarà protagonista di un altro tour, domenica pomeriggio alle 16, a cura di Palermo aperta a tutti, con la guida di Claudia Bardi. L’itinerario si svolgerà all’interno del quartiere un tempo chiamato Amalfitania, poi quartiere della Loggia. In quello che, trovandosi in prossimità del mare, è stato il centro nevralgico del commercio di Palermo fino al XVIII secolo. Rimangono a testimonianza le numerose chiese e gli angoli interessanti che sono giunti a noi, nonostante il degrado e la distruzione che ha fortemente colpito questo quartiere. La sfida sarà proprio quella di leggere, nonostante tutto, la grandezza di Palermo nel passato attraverso quello che rimane oggi.

Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 10 o visitare il sito www.leviedeitesori.com.

Hai letto questi articoli?

Sicilia e Campania insieme con la mostra Thalassa

Il progetto di archeologia subacquea sarà inaugurato a Napoli l’anno prossimo ma proseguirà in Sicilia con una serie di focus ed eventi collaterali

di Redazione

Sarà un progetto organico che mostrerà al pubblico la storia dell’archeologia subacquea con l’esposizione di reperti rinvenuti nei fondali del sud Italia: Thalassa, la mostra evento che nasce dalla collaborazione tra Sicilia e Campania verrà inaugurata a Napoli il 25 settembre 2019.

L’ufficialità della data è emersa a Palazzo dei Normanni, a Palermo, durante un incontro tra l’assessore dei Beni culturali Sebastiano Tusa, il direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli – MANN Paolo Giulierini e il direttore della Fondazione Federico II, Patrizia Monterosso. All’incontro ha partecipato Salvatore Agizza di Teichos, la società che curerà l’evento in Campania.

Grazie ad un protocollo tra l’Assessorato dei Beni culturali della Regione Siciliana e il MANN, la mostra Thalassa, che da settembre 2019 verrà allestita nel prestigioso Salone della Meridiana del Museo di Napoli, sarà il più grande evento realizzato in Italia nel campo dell’archeologia subacquea e dei temi legati alle rotte, alle scoperte e agli studi. E con l’incontro di Palermo, parte un accordo per la prosecuzione della mostra in Sicilia, nel 2020 presso la sede di Palazzo Reale.

Numerosi i focus collaterali sul tema: cinema, pionieri, convegni, i miti, arte contemporanea e mare, performance, escursioni subacquee.
“La Sicilia e la Campania – ha detto l’assessore dei Beni culturali Sebastiano Tusa – sono legate da un percorso storico comune. Questa mostra sarà l’occasione per presentare al grande pubblico ciò che di meglio è stato rinvenuto e studiato nel Sud Italia in un percorso espositivo di grande fascino e realizzato con il rigore scientifico che queste occasioni richiedono. Eventi come questo – conclude Tusa – possono realizzarsi solamente attraverso sinergie tra istituzioni di livello quali il Museo di Napoli, la Fondazione Federico II e la Regione Siciliana”.

“Questo accordo – dichiara Palo Giulierini, direttore del MANN – apre nuovi scenari verso una proiezione di lungo termine. Abbiamo già avviato interlocuzioni con l’assessore Tusa e il direttore Patrizia Monterosso per un prossimo evento sul mondo bizantino e normanno in Campania e in Sicilia. Una sinergia – conclude Giulierini – che rappresenta un passo fondamentale nella programmazione di eventi culturali di respiro internazionale”.

Prima tappa
degli eventi collaterali che porteranno alla mostra, annunciata proprio durante l’incontro di Palermo, a dicembre: sarà quello, infatti, il momento in cui verrà inaugurata al Museo dei Campi Flegrei la sezione fotografica e multimediale dedicata ai pionieri dell’archeologia subacquea. Un percorso che proietterà i visitatori in un ambiente virtuale subacqueo che farà vivere un’esperienza multimediale di grande effetto.

S’inaugura il 28 ottobre all’Oratorio di Santa Chiara, a Palermo, la mostra “Voglio il mio mare”, frutto di un progetto partecipato sperimentale, ideato dall’architetto Angelo Dolcemascolo

di Redazione

Sarà un progetto organico che mostrerà al pubblico la storia dell’archeologia subacquea con l’esposizione di reperti rinvenuti nei fondali del sud Italia: Thalassa, la mostra evento che nasce dalla collaborazione tra Sicilia e Campania verrà inaugurata a Napoli il 25 settembre 2019.

L’ufficialità della data è emersa a Palazzo dei Normanni, a Palermo, durante un incontro tra l’assessore dei Beni culturali Sebastiano Tusa, il direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli – MANN Paolo Giulierini e il direttore della Fondazione Federico II, Patrizia Monterosso. All’incontro ha partecipato Salvatore Agizza di Teichos, la società che curerà l’evento in Campania.

Grazie ad un protocollo tra l’Assessorato dei Beni culturali della Regione Siciliana e il MANN, la mostra Thalassa, che da settembre 2019 verrà allestita nel prestigioso Salone della Meridiana del Museo di Napoli, sarà il più grande evento realizzato in Italia nel campo dell’archeologia subacquea e dei temi legati alle rotte, alle scoperte e agli studi. E con l’incontro di Palermo, parte un accordo per la prosecuzione della mostra in Sicilia, nel 2020 presso la sede di Palazzo Reale.

Numerosi i focus collaterali sul tema: cinema, pionieri, convegni, i miti, arte contemporanea e mare, performance, escursioni subacquee.
“La Sicilia e la Campania – ha detto l’assessore dei Beni culturali Sebastiano Tusa – sono legate da un percorso storico comune. Questa mostra sarà l’occasione per presentare al grande pubblico ciò che di meglio è stato rinvenuto e studiato nel Sud Italia in un percorso espositivo di grande fascino e realizzato con il rigore scientifico che queste occasioni richiedono. Eventi come questo – conclude Tusa – possono realizzarsi solamente attraverso sinergie tra istituzioni di livello quali il Museo di Napoli, la Fondazione Federico II e la Regione Siciliana”.

“Questo accordo – dichiara Palo Giulierini, direttore del MANN – apre nuovi scenari verso una proiezione di lungo termine. Abbiamo già avviato interlocuzioni con l’assessore Tusa e il direttore Patrizia Monterosso per un prossimo evento sul mondo bizantino e normanno in Campania e in Sicilia. Una sinergia – conclude Giulierini – che rappresenta un passo fondamentale nella programmazione di eventi culturali di respiro internazionale”.

Prima tappa
degli eventi collaterali che porteranno alla mostra, annunciata proprio durante l’incontro di Palermo, a dicembre: sarà quello, infatti, il momento in cui verrà inaugurata al Museo dei Campi Flegrei la sezione fotografica e multimediale dedicata ai pionieri dell’archeologia subacquea. Un percorso che proietterà i visitatori in un ambiente virtuale subacqueo che farà vivere un’esperienza multimediale di grande effetto.

Hai letto questi articoli?

Arte e solidarietà, da un barcone nascono oggetti di design

S’inaugura il 28 ottobre all’Oratorio di Santa Chiara, a Palermo, la mostra “Voglio il mio mare”, frutto di un progetto partecipato sperimentale, ideato dall’architetto Angelo Dolcemascolo

di Redazione

Un’imbarcazione su cui hanno viaggiato i migranti diventa materia prima da cui sono stati realizzati dei piccoli manufatti di design. Adesso saranno in mostra, all’Oratorio di Santa Chiara, a Palermo, dove domenica 28 ottobre, alle 18, si inaugura “Voglio il mio mare”, frutto di un progetto di design partecipato sperimentale, ideato dall’architetto Angelo Dolcemascolo, al quale hanno partecipato gli studenti del Laboratorio di Disegno Industriale I del professore Angelo Pantina dell’Università degli Studi di Palermo, con il contributo degli studenti con disabilità dell’istituto “Majorana” di Palermo.

La mostra, ad ingresso gratuito, aprirà al pubblico dal 29 ottobre al 2 novembre e, oltre a presentare alcuni oggetti progettati e realizzati da Angelo Dolcemascolo, esporrà una serie di prototipi autocostruiti dagli studenti universitari, realizzati con i materiale proveniente dall’imbarcazione egiziana Retag SZ-860, utilizzata per il trasporto dei migranti. La produzione, in piccola serie, di alcuni progetti degli studenti è stata affidata alla struttura della Comunità “Missione di Speranza e Carità” di Biagio Conte, ed è riservata a un crowdfunding on-line per la raccolta di fondi, da destinare al finanziamento di un’imbarcazione, progettata nello studio degli architetti Benedetto Inzerillo e Attilio Albeggiani, su iniziativa del Presidente dell’associazione Sant’Erasmo Nautilus. Il nome di questo progetto è “Il mare per tutti”, e si propone di favorire ai disabili l’accesso al mare per brevi escursioni giornaliere. Il documentarista Luca Capponi ha invece effettuato le riprese per produrre un documentario che racconti l’evolversi dell’intero progetto.

Indispensabile al progetto è stata la partecipazione del medico ed esperto velista Gianluca Giorgi che, in poche lezioni, ha trasmesso i fondamenti dell’arte marinaresca agli studenti e agli alunni liceali con handicap, stimolando loro lo sviluppo di competenze specifiche, ed una partecipazione attiva e complementare al lavoro progettuale degli studenti universitari della scuola di design che, in alcuni dei loro progetti, si sono avvalsi di questo prezioso contributo. Nella realizzazione di queste opere, all’uso di collanti artificiali e chiodi, presenti nei frammenti dei materiali, sono state sostituite le corde, come elemento di chiusura che, oltre a decorare i manufatti, sono volti alla salvaguardia dell’ambiente.

“La fusione e l’accettazione della cultura dell’altro, – commenta l’architetto Angelo Dolcemascolo – viene qui portata all’interno della propria, così questa integrazione dà un nuovo prodotto che nasce da questa collaborazione. Per dare quindi vita ad una nuova espressione culturale, è giusto che si abbiano dei riferimenti esterni, e non chiudersi in se stessi, perchè la cultura cresce, ma necessita di stimoli esterni, ovvero si sviluppa con l’altro”.

L’iniziativa è promossa dall’Università degli Studi di Palermo, dall’associazione Sant’Erasmo Nautilus Onlus di Palermo col suo Presidente Santi Gatto, e vede la partecipazione del documentarista Luca Capponi; inoltre, è inserita nel programma di I-Design, manifestazione a cura di Daniela Brignone, a Palermo dal 25 ottobre al 4 novembre, quest’anno patrocinato da Manifesta 12.

S’inaugura il 28 ottobre all’Oratorio di Santa Chiara, a Palermo, la mostra “Voglio il mio mare”, frutto di un progetto partecipato sperimentale, ideato dall’architetto Angelo Dolcemascolo

di Redazione

Un’imbarcazione su cui hanno viaggiato i migranti diventa materia prima da cui sono stati realizzati dei piccoli manufatti di design. Adesso saranno in mostra, all’Oratorio di Santa Chiara, a Palermo, dove domenica 28 ottobre, alle 18, si inaugura “Voglio il mio mare”, frutto di un progetto di design partecipato sperimentale, ideato dall’architetto Angelo Dolcemascolo, al quale hanno partecipato gli studenti del Laboratorio di Disegno Industriale I del professore Angelo Pantina dell’Università degli Studi di Palermo, con il contributo degli studenti con disabilità dell’istituto “Majorana” di Palermo.

La mostra, ad ingresso gratuito, aprirà al pubblico dal 29 ottobre al 2 novembre e, oltre a presentare alcuni oggetti progettati e realizzati da Angelo Dolcemascolo, esporrà una serie di prototipi autocostruiti dagli studenti universitari, realizzati con i materiale proveniente dall’imbarcazione egiziana Retag SZ-860, utilizzata per il trasporto dei migranti. La produzione, in piccola serie, di alcuni progetti degli studenti è stata affidata alla struttura della Comunità “Missione di Speranza e Carità” di Biagio Conte, ed è riservata a un crowdfunding on-line per la raccolta di fondi, da destinare al finanziamento di un’imbarcazione, progettata nello studio degli architetti Benedetto Inzerillo e Attilio Albeggiani, su iniziativa del Presidente dell’associazione Sant’Erasmo Nautilus. Il nome di questo progetto è “Il mare per tutti”, e si propone di favorire ai disabili l’accesso al mare per brevi escursioni giornaliere. Il documentarista Luca Capponi ha invece effettuato le riprese per produrre un documentario che racconti l’evolversi dell’intero progetto.

Indispensabile al progetto è stata la partecipazione del medico ed esperto velista Gianluca Giorgi che, in poche lezioni, ha trasmesso i fondamenti dell’arte marinaresca agli studenti e agli alunni liceali con handicap, stimolando loro lo sviluppo di competenze specifiche, ed una partecipazione attiva e complementare al lavoro progettuale degli studenti universitari della scuola di design che, in alcuni dei loro progetti, si sono avvalsi di questo prezioso contributo. Nella realizzazione di queste opere, all’uso di collanti artificiali e chiodi, presenti nei frammenti dei materiali, sono state sostituite le corde, come elemento di chiusura che, oltre a decorare i manufatti, sono volti alla salvaguardia dell’ambiente.

“La fusione e l’accettazione della cultura dell’altro, – commenta l’architetto Angelo Dolcemascolo – viene qui portata all’interno della propria, così questa integrazione dà un nuovo prodotto che nasce da questa collaborazione. Per dare quindi vita ad una nuova espressione culturale, è giusto che si abbiano dei riferimenti esterni, e non chiudersi in se stessi, perchè la cultura cresce, ma necessita di stimoli esterni, ovvero si sviluppa con l’altro”.

L’iniziativa è promossa dall’Università degli Studi di Palermo, dall’associazione Sant’Erasmo Nautilus Onlus di Palermo col suo Presidente Santi Gatto, e vede la partecipazione del documentarista Luca Capponi; inoltre, è inserita nel programma di I-Design, manifestazione a cura di Daniela Brignone, a Palermo dal 25 ottobre al 4 novembre, quest’anno patrocinato da Manifesta 12.

Hai letto questi articoli?

La Valtellina da scoprire con Le Vie dei Tesori

Tutto pronto per il secondo e ultimo weekend del festival che per la prima volta è sbarcato in Lombardia. Tanti itinerari tra borghi e ville sulle tracce dell’Orlando Furioso

di Redazione

Un viaggio tra antichi borghi, palazzi e ville, sulle tracce dell’Orlando Furioso e dei cicli cavallereschi della Chanson de Geste. Il secondo e ultimo weekend de Le Vie dei Tesori in Valtellina, sarà caratterizzato da un percorso inedito, che va alla scoperta degli aspetti meno esplorati del territorio.

Il festival che dopo aver vissuto e raccontato i luoghi palermitani, si è allargato a tutta l’isola, quest’anno è sbarcato in Lombardia, in collaborazione con la Fidam, la Federazione italiana Amici dei musei e con l’associazione Bradamante.

Carona

Sabato e domenica (27 e 28 ottobre) si parte da Talamona che si trova la vera sorpresa in tema paladini: Palazzo Valenti vanta una facciata affrescata che risale al XVI secolo, ed ha come unico soggetto l’Orlando Furioso: sei scene a monocromo ispirate alle illustrazioni xilografiche di Giolito De’ Ferrari del 1542, che narrano il primo e il secondo canto del poema di Ludovico Ariosto. Sono unici in Valtellina insieme a quelli di palazzo Besta e Masegra, a Teglio. A Grosio, invece, si trova Villa Visconti Venosta dove si scoprirà la figura di Giovanni Visconti Venosta, patriota e scrittore che conobbe e frequentò il Manzoni nel celebre salotto monarchico di Clara Maffei; a Villa Visconti Venosta si ammireranno anche alcuni antichi volumi, incunaboli e cinquecentine, esposti proprio in occasione delle visite de Le Vie dei Tesori che apriranno al bella biblioteca di circa 2 mila volumi.

Proseguendo in questo viaggio, si arriva a Sondrio dove a Villa Quadrio sarà visitabile la biblioteca civica intitolata a Pio Rajna, primo docente di Filologia romanza in Italia e grande studioso dell’Ariosto, ma soprattutto amico dell’etnografo palermitano Giuseppe Pitrè: sarà aperta la mostra “Pio Rajna, uomo e studioso delle più antiche saghe”, organizzata dall’associazione Bradamante fino al 16 novembre, con diversi volumi del Fondo Rajna, tra cui le sue pubblicazioni a partire dalle edizioni postillate de “Le Fonti dell’Orlando Furioso” (1876, 1900), ricerca che gli fu commissionata da Giosuè Carducci; sabato alle 16.45 è prevista una conferenza sulla mostra e i cicli cavallereschi affrescati in Valtellina, cuore dell’intero progetto. Parleranno il filologo Massimo Zaggia, dell’Università di Bergamo, e Massimo della Misericordia, dell’Università di Milano Bicocca.

Palazzo Sala

A Chiuro, invece, Le Vie dei Tesori porteranno nell’antico chiostro del monastero cluniacense di San Bartolomeo, e a Palazzo Sala (il luogo più visitato dello scorso weekend in Valtellina), a Castionetto con i suoi ambienti tipici in legno e pietra; e alla medievale torre di Roncisvalle, a 700 metri, da dove si può buttare lo sguardo su tutta la vallata. E ancora, i borghi antichi di Carona e Tirano.

Il Festival, nato dodici anni fa a Palermo per celebrare i duecento anni dell’Ateneo e diventato nel tempo un progetto di innovazione sociale incardinato nell’associazione Le Vie dei Tesori Onlus, quest’anno si è esteso a tutta la Sicilia e adesso ha avviato il suo progetto-pilota a Mantova, Milano e nel comprensorio della Valtellina.

Per scoprire tutti i luoghi visitabili in Valtellina cliccare qui, per ogni altra informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Tutto pronto per il secondo e ultimo weekend del festival che per la prima volta è sbarcato in Lombardia. Tanti itinerari tra borghi e ville sulle tracce dell’Orlando Furioso

di Redazione

Un viaggio tra antichi borghi, palazzi e ville, sulle tracce dell’Orlando Furioso e dei cicli cavallereschi della Chanson de Geste. Il secondo e ultimo weekend de Le Vie dei Tesori in Valtellina, sarà caratterizzato da un percorso inedito, che va alla scoperta degli aspetti meno esplorati del territorio.

Il festival che dopo aver vissuto e raccontato i luoghi palermitani, si è allargato a tutta l’isola, quest’anno è sbarcato in Lombardia, in collaborazione con la Fidam, la Federazione italiana Amici dei musei e con l’associazione Bradamante.

Carona

Sabato e domenica (27 e 28 ottobre) si parte da Talamona che si trova la vera sorpresa in tema paladini: Palazzo Valenti vanta una facciata affrescata che risale al XVI secolo, ed ha come unico soggetto l’Orlando Furioso: sei scene a monocromo ispirate alle illustrazioni xilografiche di Giolito De’ Ferrari del 1542, che narrano il primo e il secondo canto del poema di Ludovico Ariosto. Sono unici in Valtellina insieme a quelli di palazzo Besta e Masegra, a Teglio. A Grosio, invece, si trova Villa Visconti Venosta dove si scoprirà la figura di Giovanni Visconti Venosta, patriota e scrittore che conobbe e frequentò il Manzoni nel celebre salotto monarchico di Clara Maffei; a Villa Visconti Venosta si ammireranno anche alcuni antichi volumi, incunaboli e cinquecentine, esposti proprio in occasione delle visite de Le Vie dei Tesori che apriranno al bella biblioteca di circa 2 mila volumi.

Proseguendo in questo viaggio, si arriva a Sondrio dove a Villa Quadrio sarà visitabile la biblioteca civica intitolata a Pio Rajna, primo docente di Filologia romanza in Italia e grande studioso dell’Ariosto, ma soprattutto amico dell’etnografo palermitano Giuseppe Pitrè: sarà aperta la mostra “Pio Rajna, uomo e studioso delle più antiche saghe”, organizzata dall’associazione Bradamante fino al 16 novembre, con diversi volumi del Fondo Rajna, tra cui le sue pubblicazioni a partire dalle edizioni postillate de “Le Fonti dell’Orlando Furioso” (1876, 1900), ricerca che gli fu commissionata da Giosuè Carducci; sabato alle 16.45 è prevista una conferenza sulla mostra e i cicli cavallereschi affrescati in Valtellina, cuore dell’intero progetto. Parleranno il filologo Massimo Zaggia, dell’Università di Bergamo, e Massimo della Misericordia, dell’Università di Milano Bicocca.

Palazzo Sala

A Chiuro, invece, Le Vie dei Tesori porteranno nell’antico chiostro del monastero cluniacense di San Bartolomeo, e a Palazzo Sala (il luogo più visitato dello scorso weekend in Valtellina), a Castionetto con i suoi ambienti tipici in legno e pietra; e alla medievale torre di Roncisvalle, a 700 metri, da dove si può buttare lo sguardo su tutta la vallata. E ancora, i borghi antichi di Carona e Tirano.

Il Festival, nato dodici anni fa a Palermo per celebrare i duecento anni dell’Ateneo e diventato nel tempo un progetto di innovazione sociale incardinato nell’associazione Le Vie dei Tesori Onlus, quest’anno si è esteso a tutta la Sicilia e adesso ha avviato il suo progetto-pilota a Mantova, Milano e nel comprensorio della Valtellina.

Per scoprire tutti i luoghi visitabili in Valtellina cliccare qui, per ogni altra informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Hai letto questi articoli?
Le vie dei Tesori News

Send this to a friend