Palermo, Catania e Ragusano al via con 50mila visite

Nel capoluogo siciliano sono stati in 37mila a prendere d’assalto i luoghi de Le Vie dei Tesori, 5mila all’ombra dell’Etna e 7500 tra Ragusa, Modica e Scicli. Sold out tante visite, passeggiate ed esperienze

di Redazione

È il festival più amato della Sicilia. E dopo una prima tranche entusiasmante – quasi 80mila visitatori nelle prime dieci città siciliane – , ecco Le Vie dei Tesori al suo secondo capitolo: e i numeri sono fantastici. Quasi 50mila visitatori scelgono di muoversi tra Palermo, Catania e le tre città del Ragusano. E di questi, 37mila hanno visitato i 160 luoghi di Palermo, in cinquemila hanno scelto i 50 siti di Catania e altri 7500 hanno camminato per le stradine scoscese di Ragusa Ibla, sono salite a Modica e scelto il barocco di Scicli. Tre giornate di visite, con cittadini e tantissimi turisti spalmati dal centro storico alle borgate in periferia. Un primo weekend che si è srotolato anche tra luoghi visitabili solo su prenotazione – e in tanti erano esauriti – la novità delle “esperienze” a Palermo e Catania, tra voli in Piper o camminamenti segreti delle monache; le visite teatralizzate e il primo concerto di chitarra, che hanno registrato il sold out nel capoluogo che li ha accolti in cripte nascoste ed oratori barocchi.

Cucina rustica della Casina cinese

“Ringraziamo tutti i partner pubblici e privati che ogni anno rinnovano con noi questa sfida – dice Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori – . E ringraziamo i visitatori che ci seguono ogni anno sempre più numerosi: i cittadini desiderosi di stringersi ancora una volta intorno ai loro luoghi, i turisti ed escursionisti felici di trovare una città tutta aperta e raccontata. Un grazie speciale infine ai nostri ragazzi: staff, collaboratori, tirocinanti universitari, volontari, studenti in alternanza scuola-lavoro che sono il volto del nostro Festival”.

Pietro Massaro durante la visita teatralizzata al Santissimo Salvatore

E veniamo alle singole città: Palermo è come sempre una sicurezza e il festival cresce ogni anno di più. La performance è dunque migliore dell’edizione 2018. Quasi 37mila visitatori hanno scelto a tappeto i 160 luoghi della città (qui tutto il programma di Palermo), le visite guidate con lo storytelling proprio del festival, ma anche le visite teatralizzate e il primo concerto del chitarrista Giulio Tampalini. Grande successo delle passeggiate sia quelle cittadine che quelle naturalistiche; in cima quelle sulle tracce dei Beati Paoli e nei luoghi del Gattopardo, oltre al tour sul tram alla ricerca di Palermo inizio secolo, che probabilmente verranno replicate all’interno dei prossimi quattro weekend.

Rifugio antiaereo dell’aeroporto di Boccadifalco

Il luogo più amato a Palermo – oltre mille visitatori – è la chiesa di Santa Caterina, con il suo trionfo di stucchi di Procopio Serpotta e gli splendidi marmi mischi; ma è molto interessante notare che il secondo sito scelto è il monastero di clausura annesso alla Chiesa, con l’oratorio, la sala della Priora, la grande Sacrestia, il refettorio e il “comunichino”, l’ex chiesa di san Matteo e la sala Capitolare, complesso visitato da quasi mille persone. Terzo – ma una performance straordinaria visto che era aperto soltanto per poche ore solo due giorni – è stato il Teatro Massimo che ha permesso agli spettatori di entrare nel famoso enorme retropalco, per carpire i segreti di macchinisti e scenografi. Sarà possibile ritornarci soltanto nel terzo weekend del festival. Tra i 160 luoghi che sono stati narrati dal plotone di volontari e studenti, qualche chicca: i visitatori amano i bunker e le storie legate alla Seconda Guerra Mondiale. È una certezza, visto che sia il rifugio antiaereo sotto Palazzo delle Aquile che quello, novità di quest’anno, sotto la Biblioteca Bombace, hanno ottenuto numeri molto alti, quasi 900 visitatori il primo e 500 il secondo.

Visite alla Questura

E in tanti hanno scelto di raggiungere l’aeroporto di Boccadifalco che ha non solo permesso di scendere nei suoi due bunker, ma ha aperto anche la torre di controllo, che si raggiunge con un trenino. All’ingresso, i ragazzi del Nautico Gioeni stanno completando il murales che sarà visibile il prossimo weekend. Bellissimo risultato raggiunto anche da due new entry: il complesso Malaspina che ha messo in mostra per la prima volta la sala con l’affresco appena ritrovato (oltre 300 visitatori) e la chiesa Evangelica Valdese (oltre 200), mentre alla Questura le visite sono state condotte dalle stesse Forze dell’Ordine. E questo primo fine settimana ha visto anche la presenza dei siti e musei regionali dove Le Vie dei Tesori ha condotto visite guidate molto seguite, che hanno trascinato i siti aperti gratuitamente: il podio è toccato al castello della Zisa con oltre 500 visitatori, ottime performance anche da Palazzo Mirto e dal Museo archeologico Salinas dove una delle visite è stata condotta dalla stessa direttrice Caterina Greco. Sono piaciute molto anche le allieve del Maria Adelaide, che hanno raccontato la storia dell’educandato ottocentesco.

Spazio Arèa

Sono andati benissimo gli eventi: sold out il concerto di chitarra del virtuoso bresciano Giulio Tampalini all’oratorio di San Mercurio – che ha scambiato opinioni con il pubblico, esaudendo richieste nei bis –, molto apprezzate le visite teatralizzate che Pietro Massaro e Stefania Blandeburgo: un gruppo di turisti emiliani si è addirittura commosso, nonostante la difficoltà del testo in dialetto, all’ascolto della storia della cortigiana costretta sin da bambina a vendersi, proposta proprio nella cripta delle Repentite, cioè le prostitute convertite alla vita monastica. E il pubblico la sera ha apprezzato le apertura in notturna degli “studi”, molto frequentati da appassionati e curiosi di vedere come un artista si muove in un ambiente che spesso si è costruito a sua immagine e somiglianza.

Palazzo Biscari

A Catania hanno vinto i palazzi, dove ognuno può sentirsi anche per pochi minuti, un nobile signore (qui il programma completo). Ed ecco quindi che moltissimi dei 5000 visitatori della città sbozzata nella lava, hanno fatto la fila per visitare Palazzo Manganelli, sontuoso e barocco, che apriva le porte per la prima volta, quindi inedito anche per molti catanesi. È stato il luogo più visitato, tallonato strettamente da Palazzo Biscari, con i saloni affrescati e i mobili d’epoca. Il terzo sito più visitato a Catania è stato San Nicolò l’Arena, la chiesa più grande dell’isola con la lunga scala a chiocciola di 141 gradini che conduce alla terrazza da dove lo sguardo arriva a Siracusa. Quinto sito più visto, dopo Villa Manganelli (l’unica residenza catanese disegnata da Ernesto Basile) di nuovo un palazzo: Asmundo di Gisira, elegante e raffinato, trasformato in un hotel di charme.

Museo di San Giorgio a Ragusa

Il Ragusano è una certezza. Già l’anno scorso i numeri erano stati ottimi, e si trattava di settembre. Ora Ragusa, Modica e Scicli hanno tentato il rilancio autunnale mettendo sul piatto molti luoghi inediti. Rilancio perfettamente riuscito: le tre città insieme raggiungono il bellissimo numero di 7500 visitatori: in 3500 hanno scelto il capoluogo (qui tutti i luoghi) dove il luogo più visitato è stato il Circolo di conversazione, il raduno dei nobili signori del luogo, seguito dal bellissimo palazzo Arezzo di Trifiletti e da quel gioiello minuscolo e delizioso che è il Teatro di Donnafugata. Scicli a sorpresa supera Modica con i suoi 2500 visitatori (qui tutti i luoghi) che, come già l’anno scorso, non hanno voluto perdere l’occasione di visitare i set della fiction del Commissario Montalbano (e quindi il Municipio dove è ricostruita la stanza del Questore), accanto al sontuoso Palazzo Spadaro. Modica mette comunque insieme il bel numero di 1500 visitatori (qui tutti i luoghi) che hanno voluto salire in vetta al Castello dei Conti per poi perdersi nell’elegante Palazzo castro Grimaldi. E il prossimo fine settimana si replica, e così ancora per altri quattro weekend fino al 3 novembre.

Infine, chi da Palermo vuole scoprire i luoghi del festival a Catania, potrà farlo viaggiando comodamente in pullman domenica 27 ottobre, partendo la mattina e rientrando in serata (qui per prenotare i pullman). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Arriva il festival, il meglio del primo weekend a Palermo

Il capoluogo siciliano è pronto per la tredicesima edizione de Le Vie dei Tesori. Oltre 160 luoghi, visite teatralizzate, esperienze, siti inediti, concerti negli oratori. Ma anche tantissime passeggiate d’autore e degustazioni

di Redazione

Scendere nei cunicoli della guerra e sentir cadere le bombe; indossare giubbotto e caschetto e addentrarsi in un cantiere di restauro, salire su una torre e osservare la città, scoprire come mangiavano i re e affacciarsi da un antico palazzo sulla cattedrale, librarsi in volo e scendere sottoterra. Ci siamo, il festival Le Vie dei Tesori è pronto al primo weekend a Palermo, un tripudio di esperienze, scoperte ed emozioni che coinvolgeranno tutti i sensi. Sono ben 163 i luoghi aperti quest’anno (qui per scoprirli tutti), molti dei quali inediti: chiese, oratori, ville antiche, cunicoli e cripte, torri e rifugi. Tra questi 17 sono su prenotazione (qui l’elenco completo), e 5 fanno parte dell’Itinerario contemporaneo (qui per saperne di più), studi d’artista e atelier aperti prevalentemente di sera che proporranno mostre e performance. Un festival che, dopo 13 anni, è diventato “sensoriale”: oltre a far scoprire i luoghi, a sentirli narrare, a farli diventar vivi e non più “muti”, quest’anno aggiungono tante “esperienze” che camminano sul filo dei cinque sensi (qui per scoprirle tutte).

Palermo dall’alto

Inoltre, in contemporanea, Catania apre 50 luoghi indimenticabili (qui per il programma completo) tra conventi, chiese nascoste, orti e palazzi sontuosi dove si respira l’aria dei nobili di un tempo. Con cinque siti speciali da prenotare e sei “esperienze” da scoprire. E così anche il Ragusano, dove il festival parte a Ragusa, Modica e Scicli (per tre weekend) e si camminerà da laboratori artigianali, chiese rupestri e antichi circoli da conversazione (qui per saperne di più).

Vediamo tutto quello che c’è da fare nel primo weekend a Palermo, tra luoghi da scoprire, passeggiate, visite con degustazione e teatralizzate, e tanto altro.

LE ESPERIENZE

Lisca Bianca

Lo sapevate che su Palermo dal 1989 (l’anno del fallito attentato al giudice Falcone all’Addaura) c’è una no fly zone per i voli a bassa quota che include la città e Mondello? Da trent’anni esatti non è mai stata rimossa: quest’anno però c’è un passo in più, si potrà volare in parapendio con Le Vie dei Tesori, voli che si aggiungono a quelli in Piper dall’aeroporto di Boccadifalco, gettonatissimi già lo scorso anno. Si potrà navigare lungo il waterfront della città sulla storica Lisca Bianca, la barca con cui gli Albeggiani circumnavigarono la terra (ci sono ancora pochi posti domani dalle 15 alle 18 e domenica dalle 11 alle 18, poi se ne parla a fine mese), e sabato e domenica (dalle 10 alle 18) montare a cavallo dopo aver visitato le scuderie settecentesche del principe Cottone. E ancora, incontri vis a vis con i pupari nei loro laboratori: sia il grande puparo e cuntista Mimmo Cuticchio svelerà i segreti di “famiglia” e proporrà una visita al teatrino (venerdì alle 15 e alle 16, sabato alle 11, alle 12 e alle 15 e domenica anche alle 16), sia l’artigiano Salvatore Bumbello permetterà di entrare (sabato e domenica dalle 10 alle 12) nel suo minuscolo “antro delle meraviglie” dove nascono i pupi. Si potrà scendere nei qanat arabi (questo weekend visite esaurite, ma riprovateci il 19 e 20 ottobre). E venerdì e sabato del prossimo fine settimana non perdete le visite teatralizzate a Villa Whitaker Malfitano, per rivivere la storia di Pip e della figlia Delia che fino all’ultimo volle vivere in stile “british” (qui per prenotare).

TUTTI I LUOGHI DA SCOPRIRE

L’hangar dell’aeroporto di Boccadifalco

Ogni anno è difficile aggiungere: perché i luoghi de Le Vie dei Tesori “lievitano”: si va dagli oratori preziosi alle cripte nascoste, dai villini liberty ai palazzi settecenteschi, dai castelli normanni ai musei ai teatri. Un unico, enorme museo diffuso che si fa bello e si mette in mostra come una dama elegante. Questo primo weekend apriranno quasi tutti i luoghi visitabile con un unico coupon, più gran parte dei 17 siti su prenotazione, dove si può comodamente scegliere orario e giorno di visita per evitare lunghe code. La parte da protagonista – è facile intuirlo – toccherà all’aeroporto di Boccadifalco dove si potrà scegliere tra due percorsi, uno libero e uno su prenotazione (sabato e domenica) che raggiungerà la torre di controllo e la pista di atterraggio; sono stati scoperti e aggiunti al percorso altri cunicoli della guerra, dove si rivivrà (virtualmente) la paura dei rifugiati tramite effetti sonori e video. I ragazzi dell’Istituto Nautico Gioeni che conducono le visite – sono 1800 i volontari e i ragazzi, studenti e universitari, che in tutta la Sicilia partecipano al festival che cammina sulle loro gambe – domenica dipingeranno live un murales sulla parete di ingresso dell’aeroporto: i colori per raccontare visivamente la pista e la torre di controllo di Boccadifalco.

Le Fornaci Maiorana

Peschiamo qua e là tra i luoghi, impossibile citarli tutti: dal seicentesco convento francescano, recuperato dalla cooperativa sociale nata al Malaspina, alle Antiche Fornaci Maiorana dove i carusi spaccavano a colpi di piccone la calcarenite da cui ricavare la calce; apparirà la Palermo di disegno fascista della Casa del Mutilato o dell’inedito Provveditorato delle Opere pubbliche (pochi palermitani saprebbero indicare dove si trova); e le chiese, tante, tantissime, sono 31 senza contare cappelle ed oratori dove sono in programma visite teatralizzate (qui per scoprirle tutte). Il sempre splendido Teatro Massimo aprirà ancora una volta il suo palcoscenico, ma soltanto questo sabato (dalle 10 alle 14) e questa domenica (fino alle 15), poi si dovrà attendere il quarto weekend; occasione prelibata anche per le catacombe di San Michele Arcangelo, aperte questo finesettimana dalle 10 alle 17,40, poi solo nel terzo weekend. Molte delle chiese e Palazzo di Città (con il rifugio antiaereo che si visita a parte) apriranno sabato e domenica dalle 10 alle 17,30. Solo questo sabato, il palazzo del Comune aprirà alle 14 e chiuderà alle 17.

Si ritracciano trame medievali a San Giovanni Decollato, tracce dei cavalieri teutonici a San Giovanni dei Lebbrosi o si scopre la neogotica chiesa evangelica Valdese. si scoprirà il tesoro librario dei Gesuiti nella Biblioteca Bombace (dove c’è anche un rifugio antiaereo che si visita su prenotazione), si salirà anche sulla cima della torre di Sant’Antonio Abate, da cui si domina il mercato della Vucciria. La Palermo della guerra va per casematte (quella del Porto permette di capire come i soldati facevano guardia alla baia) e rifugi e termina al Sacrario ai caduti; la Palermo intellettuale passa dal Circolo Giuridico e scopre che c’è un’antica e preziosa collezione di pupi privata in un’agenzia di viaggi, alla Conca d’Oro.

Affreschi dell’ex convento di Sant’Antonino

Affreschi ritrovati: è proprio questo l’anno: da visitare il portico dell’ex convento di Sant’Antonino ma anche le pareti affrescate appena scoperte del complesso Malaspina. I musei: a Palazzo Abatellis (da venerdì apriranno anche le terrazze e il gabinetto di grafica della torre Nord e la sala adiacente che ospita la collezione di tessuti siciliani raccolta da Antonino Salinas per l’allora Museo Nazionale); domenica apre anche il Museo archeologico Salinas e la visita delle 11 la condurrà la direttrice Caterina Greco; e solo questa domenica (e quella del 3 novembre), aprono anche i siti regionali, la Zisa, la Cuba, San Giovanni degli Eremiti e il castello a Mare; e solo su prenotazione e dalle 10 alle 12,30, saranno disponibili anche i saloni settecenteschi di palazzo Mirto. I luoghi dell’impegno sociale: le due sedi create dal missionario laico Biagio Conte, e Villa Pantelleria dove si rinasce con l’arte. Si salirà al cimitero di Santa Maria di Gesù, si cercheranno nobili educande al Maria Adelaide e giovani “villici” al visionario Istituto Agrario Castelnuovo.

I LUOGHI SU PRENOTAZIONE

Villa Ahrens

Sono 17 in tutto, siti che sarà possibile visitare prenotando giorni e orari in questa pagina. Tra quelli aperti questo weekend, la Casina Cinese permetterà di percorrere gli antichi cunicoli delle cucine che la collegano all’attuale museo Pitrè (venerdì e sabato 10-17,30, domenica alle 9-13) e il Villino Favaloro darà la possibilità (a soli otto visitatori per volta solo il venerdì di ottobre, dalle 9 alle 16) di visitare il cantiere in corso e scoprire il lavoro dei restauratori che stanno riportando in vita i suoi decori Liberty. E ancora, la sede della Dia (dalle 10 alle 13) a Villa Ahrens, antica residenza di un ricco imprenditore ebreo; il Gran Hotel Piazza Borsa (domenica dalle 10,45 alle 17,30), la Camera dello Scirocco di Villa Naselli (sabato e domenica 10-17), le sorgenti del Gabriele (domenica dalle 10 alle 17,30), e i depositi segreti della Gam (sabato e domenica 10-17,30); rinnovano le visite il Museo dell’Anice Tutone dove si distilla l’acqua ‘e zammù (la mattina, 10-12). Le residenze nobiliari: difficile scegliere tra la palazzina di Vincenzo Florio all’Arenella (venerdì 10-14, sabato e domenica 10-17,30), l’austero Palazzo Branciforte (10-18,30).

ITINERARIO CONTEMPORANEO

Arèa

Terzo anno del percorso curato da Paola Nicita che stavolta condurrà in giro per gli studi d’artista. I cinque siti del circuito saranno visitabili con lo stesso coupon dei luoghi e – tranne le Officine Calderai – saranno aperti di sera, dalle 18 alle 22, per un’ideale prosecuzione delle visite diurne (qui per scoprirli tutti). Si parte dallo Spazio Rivoluzione dove Adalberto Abbate accoglie il lavoro dei colleghi, “La sombra” con un video di Regina José Galindo e la collettiva “Gli animali”; per raggiungere, attraversando il vecchio ingresso dell’Hotel Paradiso, Arèa, ex laboratorio artigianale di calzature, oggi studio dove Giovanni Lo Verso propone un laboratorio di scultura in argilla e una serie di incontri con i maestri del design, da Pietro Camardella, progettista della Ferrari, a Gianni Pedone, designer per Pininfarina e Honda, e laboratori di pittura con Francesco De Grandi, Alessandro Bazan, Fulvio Di Piazza. Passando dall’area archeologica di piazza XIII vittime si scopriranno le due sculture en plein air, di Daniele Franzella e Clemens Botho Goldbach, mentre alle Fabbriche Sandron ha preso corpo la casa-studio del pittore Nicola Pucci e dei suoi animali da cortile fonte di ispirazione. Infine le Officine Calderai (aperte dalle 10 alle 18) dove gli architetti Carolina Martinelli e Vittorio Venezia, proporranno progetti di design da realizzare con l’aiuto delle preziose maestranze dei Calderai.

LE DODICI ESPERIENZE 

Volo in parapendio

Osservare, assaggiare, degustare, scoprire, assistere, provare, volare: in breve, vivere dodici “esperienze” che saranno difficili da dimenticare (qui per scoprirle tutte). È la novità 2019 de Le Vie dei Tesori. Si potrà varcare il portone di ferro del carcere dell’Ucciardone o visitare l’Orto Botanico in notturna, quando gli animali tacciono e i fiori sprigionano profumi inconsueti; scendere negli antichi qanat arabi o visitare Danisinni dove un’intera comunità si è messa in gioco per recuperare il quartiere dimenticato. E dove si potrà assistere a performance teatrali, “casa per casa”.

Mimmo Cuticchio, dall’alto di una maestria unica, aprirà sia il suo laboratorio che il teatrino a pochi passi dal Teatro Massimo, ma se volete scoprire come nascono e vengono sbozzati i pupi, dovete raggiungere il laboratorio nascosto di Salvo Bumbello nel cuore del Papireto. Villa Malfitano aprirà le porte per una visita teatralizzata e animata dai “fantasmi” che si muoveranno negli appartamenti privati della famiglia che non dimenticò mai le sue origini inglesi. Non si perdano d’animo gli sportivi: si potrà navigare su Lisca Bianca la barca storica con cui la famiglia Albeggiani compì negli anni ’70 un giro attorno al mondo; salire a cavallo a Villa Castelnuovo dopo aver visitato le scuderie settecentesche del principe Carlo Cottone (dove si fermò anche Garibaldi). E per i più avventurosi non solo verrà riproposto il giro piper su Palermo ma si aggiunge il parapendio: volare, sì proprio volare con un istruttore, partendo e atterrando dalla spiaggia di Mondello.

VISITE TEATRALIZZATE

Cripta delle repentine

Verità e finzione si mescolano in un percorso che va dal ‘600 all’800 (ve ne abbiamo parlato anche qui). Sette storie raccontate da altrettanti personaggi – interpretati da due bravissimi attori come Stefania Blandeburgo e Pietro Massaro, su testi di Piero Longo – che appariranno in chiese, palazzi, ville, come creature risvegliate dal passato, con brevi monologhi in lingua siciliana, frutto di una puntigliosa ricerca condotta fra le pagine degli annali della città, attingendo dal Mongitore, dal Palmerino, dal Marchese di Villabianca. Questa settimana rivivranno le scorribande corsare sabato alle 17,30 a Palazzo Comitini, e domenica alle 18 il meticoloso e nascosto mondo delle Confraternite regolato da leggi ferree, tasse sulla morte e l’intricata regia dei funerali di un tempo, al Santissimo Salvatore; sempre sabato alle 17,30 nella cripta delle prostitute (Repentite) parlerà la cortigiana di un tempo e domenica alle 18 all’Oratorio dell’Immacolatella la vecchia levatrice Melina racconterà la nascita di Giovan Pietro nel 1576, padre del cardinale Giulio Mazzarino.

LE CORDE DI PALERMO – CHITARRE NEGLI ORATORI

Giulio Tampalini (foto Facebook)

Le Corde di Palermo sono molteplici, tante quante sono le anime culturali e storiche di una città naturalmente musicale. In questa rassegna curata da Dario Macaluso la chitarra si anima tra gli stucchi di Serpotta (ve ne abbiamo parlato anche qui). Sei corde che si srotolano nelle loro vesti concertistiche più classiche, per quattro concerti da intenditori. L’apertura sarà domani sera alle 21 (venerdì 4 ottobre) all’oratorio di San Mercurio e avrà come protagonista il bresciano Giulio Tampalini, uno dei più apprezzati virtuosi internazionali che eseguirà pezzi di Coste, Aguado, Granados, Llobet, Barrios e Tarrega.

DEGUSTAZIONI E CENE “GIOIELLO”

Palazzo Asmundo

Un bicchiere di vino e una visita guidata; una cena gattopardesca e la scoperta di un palazzo; una birra artigianale e l’abbazia che la produce. Le degustazioni guidate di Planeta partiranno il prossimo fine settimana, ma intanto l’aperitivo a Palazzo Asmundo è da non perdere (qui per prenotare): alle 19, quando le code saranno terminate e il pubblico pian piano scemato, si potrà vivere un’esperienza straordinaria sotto le volte affrescate, tra collezioni storiche ed eleganti boiserie: ogni venerdì visite seguite da aperitivo e degustazione di prodotti siciliani; e ogni sabato alle 21 una cena “da principi” con vista sulla Cattedrale (qui per prenotare) che guarda alla cucina dei monsù, i cuochi francesi delle famiglie blasonate. Una visita d’eccezione per sole 30 persone e un cocktail offerto dai proprietari, è invece la proposta di domani sera (venerdì 4 ottobre) a Villa De Cordova, tra saloni affrescati, palme secolari, grandi terrazze e raffinate maioliche.

LE PASSEGGIATE

Foto d’epoca nella Palermo bombardata

Le passeggiate de Le Vie dei Tesori ormai sono un segno distintivo del Festival, e ne riproducono la prima delle intuizioni, quella di condividere e di divulgare il sapere, tirandolo fuori da accademie e università. Condotte da botanici, giornalisti, appassionati, geografi, professori, saranno più di cento, suddivise (e spesso replicate) nelle cinque settimane a Palermo (qui per scoprirle tutte). Questo fine settimana, sabato e domenica, vi proponiamo tra l’altro un viaggio nella storia virtualmente sotto le bombe che il 9 maggio rasero al suolo Palermo; e sulla stessa scia documentaria si muove anche il tour urbano sulle tracce delle famose “tredici vittime”, i giustiziate dopo la rivolta della Gancia. Si potrà seguire la narrazione della nascita del Giardino Inglese progettato da Basile senior su una vecchia cava di pietra, cercare le immagini votive e le cappellette in giro per la città. Due giri “fuori porta”: lontana dal centro storico, la vicina borgata di San Lorenzo che non ci crederete, ma risale al Medioevo, mentre nel pressoché sconosciuto Gorgo di Santa Rosalia si cercherà … il rospo smeraldino.

FESTIVAL KIDS

Le Vie dei Tesori Kids

Dodici tesori aperti per le scuole (infanzia, primarie, secondarie di primo grado) ogni mattina, da lunedì 7 a giovedì 31 ottobre, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 (qui tutti i luoghi). Il venerdì le visite si potranno svolgere non solo nei 12 luoghi Kids ma tra i quasi 130 luoghi aperti a Palermo per il Festival. Negli stessi giorni, due gazebo nelle piazze principali della città dove partecipare a laboratori creativi sul patrimonio della Sicilia in collaborazione con BabyPlanner – sui mercati storici, su santa Rosalia e sul paesaggio -, divisi per fasce di età, dai 3 ai 12 anni, con quattro turni al giorno: alle 9/10/11/12. Prenotazioni: 091.8420104 (tutti i giorni 10-18) o scuole@leviedeitesori.it.

I VIAGGI DEI TESORI E I PULLMAN

In viaggio con Le Vie dei Tesori

Anche questa è una novità, l’intento è quello di lavorare sul turismo. Da quest’anno Le Vie dei Tesori, in collaborazione con un tour operator, propone viaggi da non perdere per scoprire angoli siciliani come non li avete mai visti. Con accompagnatori, alberghi ed esperienze gastronomiche che sono pure piccoli tesori da scoprire. I primi due appuntamenti saranno alla scoperta di Ragusa e Modica (qui per prenotare) che insieme apriranno 40 siti (viaggio il 12 e 13 ottobre), ma ci si muoverà anche tra hotel particulier, cene d’autore, angoli segreti; e a Catania (tutti i weekend dal 4 ottobre al 3 novembre, qui per prenotare) dove si potrà scegliere tra 50 tesori, in gran parte di solito chiusi o non raccontati. Con Flyfamily Travel. E sulla stessa scia si muove anche il progetto nato con Labisi Eventi vettore ufficiale del festival: gite giornaliere in comodissimi pullman che da Palermo hanno condotto e condurranno nel prossimo weekend nelle città siciliane che partecipano al festival. Domenica 6 e 27 ottobre, da Palermo si potrà raggiungere e visitare Catania (qui per prenotare i pullman).

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

I tesori visti col naso all’insù negli scatti di Salvo Gravano

Si inaugura a Palermo “Look Up!”, 24 foto in mostra nelle sale di Palazzo Zingone Trabia, che ritraggono soffitti, volte di chiese e dimore antiche. Un viaggio dalla Sicilia a Barcellona, da Milano a Parigi, con i testi del critico Salvatore Rizzo

di Redazione

L’azzurro del cielo incastonato tra le sommità dei palazzi dei Quattro Canti, il blu cobalto che fende lo Spasimo di Palermo, i “petali” del soffitto del Teatro Massimo, la vorticosa prospettiva della scala delle Poste Centrali. “Look up!” è l’invito perentorio a tornare “con il naso all’insù” contenuto nei 24 scatti di Salvo Gravano, per capire quante cose ci siamo persi e quante continuiamo a perderci con uno sguardo distratto da schermi perennemente accesi.

Il palazzo delle Poste Centrali di Palermo (foto: Salvo Gravano)

Nelle accoglienti sale di Palazzo Zingone Trabia, in via Lincoln 47, dal 5 ottobre al 3 novembre (ingressi sabato e domenica dalle 10 alle 17,30), inserito nel circuito di visite del Festival Le Vie dei Tesori, saranno esposte le fotografie di questo interprete appassionato, che colgono soffitti naturali e artificiali, volte di chiese, gallerie, palazzi di una Sicilia custodita e non solo, in un viaggio da Milano a Parigi, da Monaco a Barcellona. Una nuova prospettiva sulla realtà, con uno sguardo perfettamente verticale, accompagnata dalle suggestioni del giornalista e critico Salvatore Rizzo. La stampa delle immagini, in formato quadrato e rotondo, è stata realizzata con particolari tecniche su supporti in alluminio.

Salvo Gravano

“La fotografia, vissuta principalmente come passione e non come lavoro, l’ho sempre percepita come qualcosa che appartiene alla mia sfera intima – afferma Salvo Gravano – . Negli ultimi anni, però, mi sono ricreduto e ho compreso che questo poteva essere il mio modo di comunicare pensieri, sensazioni. Questo allestimento mi sta dando tanto in termini di esperienza ed emozioni. Ho condiviso questa mia passione con Salvatore Rizzo che è riuscito, con la sua arte dello scrivere, a mettere in risalto tantissime di quelle cose che sono nel mio cuore, percepite dal mio cervello e ‘catturate’ dalla mia macchina fotografica”.

Le Vie dei Tesori nel cuore del Barocco ragusano

Aprono 53 luoghi tra Ragusa, Modica e Scicli. Si potrà salire sui campanili di notte, visitare la fabbrica del cioccolato o scendere in una grotta per scoprire un presepe

di Redazione

Un viaggio nel cuore del Barocco, dove ogni palazzo, balcone, convento, sembra nascere dalla mano di un artista. Il Val di Noto, protetto dall’Unesco, è alla sua seconda esperienza con Le Vie dei Tesori, con la maestosa Ragusa, la nobile Modica e Scicli, il gioiello amato dalle fiction. Saranno esperienze per viaggiatori appassionati: si “volerà” di campanile in campanile, si scoprirà dove nasce il cioccolato degli atzechi, si scenderà nelle grotte nascoste per scoprirvi un presepe. Tra l’altro, visitabili con gli stessi coupon validi per le tre città. Da venerdì 4 a domenica 20 ottobre, tre weekend da non dimenticare, con programmi che affiancano quelli delle due “capitane”: Palermo dove il festival è un appuntamento fisso da 13 edizioni e dove quest’anno aprono le porte 170 luoghi (qui il programma completo), e Catania, alla sua seconda partecipazione con 50 luoghi (qui il programma completo).

Vista su Ragusa dal campanile della cattedrale di San Giovanni

Il festival ritorna dunque nel Ragusano che riparte da un “tesoretto” di 21mila presenze lo scorso anno, con il pubblico affascinato da intarsi barocchi, chiese rupestri e palazzi sontuosi. “Un vero tour alla scoperta di tre città che formano un percorso per viaggiatori appassionati – spiegano il sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì e l’assessore al Turismo Francesco Barone che hanno presentato il festival al fianco dell’assessore comunale al Turismo di Modica, Maria Monisteri, e dell’assessore comunale alla Cultura di Scicli, Caterina Riccotti – un lavoro comune che parte dal riconoscimento dell’unicità del territorio”. I tre Comuni sottolineano non solo la collaborazione in atto tra le singole amministrazioni, ma anche la partecipazione dei giovani e dei volontari. “In tutta la Sicilia partecipano 1800 giovani, il festival cammina sulle loro gambe: sono loro a raccontare luoghi che di solito sono ‘muti’ – interviene Laura Anello, presidente dell’associazione le Vie dei Tesori – il Ragusano è anche una delle mete scelte per i nostri ‘viaggi dei tesori'”.

Il Circolo di conversazione a Ragusa Ibla

Quest’anno il percorso è ancora più particolare, vediamolo città per città. A partire dai 25 luoghi a Ragusa, divisi tra la città superiore con le sue chiese, le rocche, i passaggi che salgono in verticale (qui tutti i luoghi aperti). E poi Ibla (in siciliano “lusu”, ovvero quello che giace sotto) è un miraggio di luci e di ombre, palazzi e musei. E perfino l’antico circolo di conversazione riservato solo agli aristocratici. Una città che si svela in tappe-gioiello, per veri appassionati, come per esempio le piccole cappelle rupestri: non perdete San Rocco con la sua “cona”, ma anche il frammento superstite del Retablo di San Giorgio; o ancora, Sant’Agata ai Cappuccini con un trittico di Pietro Novelli, le mensole grottesche dei balconi di palazzo Zacco.

Chiesa di Santa Maria delle Scale a Ragusa

Ma è già facile prevedere che il boom lo faranno le visite in notturna – dalle 18 a mezzanotte, un colpo d’occhio straordinario sulla vallata – ai tre campanili, in collaborazione con le Scale del Gusto. Si potrà salire in vetta alla torre campanaria di Santa Maria delle Scale, scampata al terremoto, sotto cui c’è un fonte battesimale scolpito nella pece; al campanile di Santa Maria dell’Itria che possiede anche una cupola ottagonale a maioliche colorate con iris di vari colori; e trovare al Purgatorio un campanile che è separato dalla chiesa, anzi la affianca e poggia su un tratto delle mura bizantine del castello di Ragusa. Due le passeggiate che porteranno alla scoperta dei riti della vecchia Ragusa, tra santi e processioni, e alla particolarissima cava, sotto i ponti della città, tra latomie, forni per la calce, mulini e tombe protostoriche (qui per prenotare).

Fattojo Bonajuto a Modica

Modica barocca, l’antica capitale della Contea, è pronta ad accogliere i visitatori: sembra una città partorita da un sogno ardito, con le scale che si inseguono sulle colline e poi scendono giù nei dirupi. Per questo, e per i 17 ponti che fino all’Ottocento l’attraversavano, Modica nell’edizione dell’Enciclopedia Treccani del 1934 era definita la città più singolare d’Italia, come Venezia. Ai primi del ‘900, il fiume è diventato l’attuale corso Umberto, sono spariti i torrenti, i ponti e i 23 mulini ad acqua. Ma Modica è rimasta nello spirito la quarta città della Sicilia, come era un secolo fa, da scoprire in un viaggio lungo quindici tappe (qui tutti i luoghi visitabili) con curiosità veramente particolari, dal Fattojo Bonajuto, la più antica fabbrica di cioccolato in Sicilia dove si potrà assistere a tutte le fasi di lavorazione delle dolci tavolette; alle famose “botti” del Campailla dell’unico sifilicomio del Sud Italia, quando ancora la sifilide era una malattia da signori. Ma non ci si può esimere da una visita al famoso Castello dei Conti, con le carceri e la cappella dei detenuti. Alla Chiesa del Carminesi avrà l’inedita possibilità di visitare uno degli accessi laterali alla chiesa, un portale gotico che fu scoperto per caso nel 2008 in una casa privata; visibile anche l’ossario dei frati Cappuccini. Nella minuscola chiesa rupestre di San Nicolò si coprirà l’abside bizantino, mentre a Palazzo Castro Polara Grimaldi sembra che il tempo si sia fermato a due secoli fa.

Palazzo Spadaro a Scicli

Ultima, ma non per importanza, quel gioiello elegante che è Scicli, accarezzata dall’Unesco che le riconosce il valore delle facciate storiche dei palazzi settecenteschi, l’unicità di un barocco prezioso e ancora intatto. Apriranno tredici luoghi (qui l’elenco completo) – tra cui l’inedita grotta delle Cento scale che conduce sul serio nelle viscere della terra, dove però scoprirete un presepe in miniatura – con l’occhio imprescindibile alla fiction più conosciuta d’Italia: cercare il commissario Montalbano si può, il festival permetterà di scoprire alcune delle location più note, come la stanza dell’agguerrito impossibile Questore. Se ne avete abbastanza delle ampolle segrete e dei bilancini da speziale dell’Antica Farmacia Cartia, potete inerpicarvi fino a San Matteo: troverete un sito affascinante, anche se abbandonato, da dove lo sguardo spazia fino al mare lontano. A Palazzo Spadaro, un attimo prima di perdersi tra le marine di Guccione, bisogna lasciarsi incantare dal “ponte degli innamorati” , mentre nei “bassi” del ex convento San Michele sono stati ricostruiti i laboratori quotidiani di sartoria e cucina. Senza dimenticare le due passeggiate (qui per prenotare), che condurranno tra le chiese rupestri e alla ricerca delle più importanti committenze architettoniche degli ultimi due secoli.

Vista sul duomo di Modica da Palazzo Castro Grimaldi

Novità di quest’anno, inoltre, sono i “Viaggi dei Tesori”. In collaborazione con un tour operator, il festival offre viaggi da non perdere per scoprire angoli siciliani come non li avete mai visti. Con accompagnatori, alberghi ed esperienze gastronomiche che sono pure piccoli tesori da scoprire. Con Flyfamily Travel, si potranno assaporare Ragusa e Modica nel weekend del 12 e 13 ottobre lungo le rotte del barocco (qui per prenotare). I quaranta  tesori da scoprire si uniranno ai prodotti del territorio: oli, vini, formaggi, e il celebre cioccolato artigianale di Modica. Con la comodità del pullman privato, i consigli preziosi di un accompagnatore della città, le visite guidate nei luoghi del festival, un ottimo albergo e una cena da non perdere. E sulla stessa scia si muove anche il progetto nato con Labisi Eventi vettore ufficiale del festival: gite giornaliere in comodissimi pullman che da Palermo condurranno a Catania, sia domenica prossima, 6 ottobre, che domenica 27 ottobre (qui per prenotare). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Il festival torna a Catania, porte aperte in 50 tesori

Dai camminamenti segreti delle monache all’erbario esotico, dalle cucine dei Benedettini ai laboratori dei pupari, e tanti altri luoghi tutti da scoprire

di Redazione

Si alza il sipario su Catania. In scena chiese, palazzi, ville, musei e parchi. Le Vie dei Tesori tornano nel capolouogo etneo, aprendo 50 luoghi nell’arco di cinque weekend, dal 4 ottobre al 3 novembre. Dopo l’esperienza dell’anno scorso, con un’edizione pilota che, pur non avendo ancora fidelizzato il pubblico, è riuscita lo stesso a mettere insieme oltre 16mila visitatori in soli tre weekend, il festival torna a Catania, in contemporanea con l’edizione di Palermo e quella del Ragusano dove si aprono invece 53 luoghi per tre weekend tra Ragusa, Modica e Scicli.

La Cattedrale di Catania

Forte di un avvio splendido – le prime dieci città siciliane negli ultimi tre fine settimana di settembre hanno sfiorato gli 80mila visitatori tra Messina, Caltanissetta, Trapani e Marsala, Acireale, Siracusa e Noto, Sambuca, Sciacca e Naro – Le Vie dei Tesori a Catania non proporrà soltanto i luoghi delle più diverse titolarità (Regione, Comune, Diocesi, Università, enti diversi, privati), anche se questi valgono sul serio il viaggio, tra chiese inedite, terrazze con una vista mozzafiato, erbari sconosciuti, bastioni dimenticati (qui per scoprire tutti i luoghi) Il festival ospita infatti cinque siti difficilmente visitabili (e quindi su prenotazione, per poter scegliere con comodità luogo e orario del percorso, qui per prenotare) e sei “esperienze” (qui per scoprirle tutte).

Bastione degli Infetti

“Ci prepariamo ad un mese intero e apriremo 50 siti – dice il sindaco Salvo Pogliese – Catania sta conoscendo una grandissima crescita turistica, abbiamo l’esigenza di allargare ancora di più l’offerta. Le Vie dei Tesori possiede la giusta ricetta per intrigare il turista e lo stesso catanese che riscopre luoghi di solito inaccessibili”. “La ricaduta sulla città lo scorso anno è stata splendida e ci aspettiamo un successo altrettanto eclatante – dice l’assessore comunale alla Cultura Barbara Mirabella -. Il coinvolgimento dei giovani nel festival straordinario, e l’aggiunta delle esperienze lo rende veramente completo”.

La chiesa di San Placido

“Abbiamo una terra che per tre mesi viene invasa dai turisti, poi basta – spiega l’assessore regionale al Turismo Manlio Messina – ; ma abbiamo l’esigenza di ‘spalmare’ i nostri eventi. Le Vie dei Tesori fa proprio questo: programma per tempo, organizza e si presenta, riuscendo a muovere numeri altissimi in periodi non turistici”. L’idea è quella di mettere in rete e raccontarli, luoghi che di solito sono “muti”. “La risposta di Catania lo scorso anno ci ha convinti non soltanto a ritornare ma a raddoppiare l’impegno, nello stesso identico periodo occupato da Palermo – interviene Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori – . Presenteremo a breve il programma del prossimo anno sulla ribalta internazionale e c’è un grandissimo interesse: l’anno scorso il 40 per cento dei visitatori erano turisti”.

Antica bottega dei Fratelli Napoli

Quest’anno a Catania, si andrà da quella vis à vis con la più antica famiglia di pupari catanesi, i Fratelli Napoli che proporranno anche un loro spettacolo, alla visita teatralizzata – con attori o musicisti – al tramonto sulla cupola della Badia di Sant’Agata dove arrivavano solo le monache e che per tre giorni si chiuderà anche con una degustazione di vini Planeta (qui per prenotare); dall’itinerario alla scoperta della laboriosa cucina dei Benedettini, all’Orto Botanico dell’Università, con le sue specie quasi estinte; per poi arrivare fuori porta, al Parco Paternò del Toscano, un angolo di Paradiso costruito sulla lava; o al Parco dell’Arte, voluto da una mecenate artista.

Terme Achilleane

Catania dunque, dal mare al terrazze: si entrerà nei sontuosi palazzi barocchi, nelle ville amate dai registi. Cinquanta siti aperti da un festival che ha fatto dello storytelling il suo punto di forza e che abbatte ogni steccato per condividere con tutti il sapere accademico. Camminando  sulle gambe di 1800 giovani, la maggior parte volontari – 110 solo a Catania -, che decidono di scendere in campo. Per percorrere insieme i camminamenti segreti delle monache di clausura, scendere nelle terme antiche, e risalire sulle cupole.  E visitare luoghi – alcune chiese (soprattutto) chiuse da anni – che difficilmente aprono le porte. Come San Giuseppe al Transito che sorge dove un tempo era l’antico torrione o Santa Maria dell’Aiuto che custodisce un’icona ritenuta miracolosa; San Benedetto con la “scala degli Angeli” di bellezza commovente, ma soprattutto la chiesa di Santa Chiara dove Verga ambientò “Storia di una capinera”, oltre ai due bastioni, degli Infetti e del Tindaro che raccontano la storia antica della città fortificata di Carlo V.

Porta Uzeda

Apriranno le porte sia Villa Manganelli, unica residenza catanese disegnata da Ernesto Basile, che Palazzo Manganelli, dove Luchino Visconti girò alcune scene del Gattopardo. E tantissimi altri: i catanesi potranno riscoprire i luoghi legati al culto della patrona (persino Sant’Agata al Carcere, solo su prenotazione, dove leggenda vuole che fosse rinchiusa la santa prima del martirio), gli appassionati potranno scendere nelle antiche Terme Achilliane sotto la Cattedrale, sempre su prenotazione come anche il camminamento su Porta Uzeda che collega piazza Duomo a via Dusmet. Si ascolterà l’incredibile storia dei “falsi” conservati al Museo archeologico universitario e si salirà sulla cupola del monastero di San Giuliano.

In viaggio con Le Vie dei Tesori

Poi, novità di quest’anno, sono i “Viaggi dei Tesori”, iniziativa di cui anche Catania sarà protagonista. Le Vie dei Tesori, in collaborazione con un tour operator, propone viaggi da non perdere per scoprire angoli siciliani come non li avete mai visti. Con accompagnatori, alberghi ed esperienze gastronomiche che sono pure piccoli tesori da scoprire. I primi appuntamenti saranno proprio alla scoperta di Catania (tutti i weekend dal 4 ottobre al 3 novembre, qui per prenotare). Un weekend con una guida personale, anche solo per due persone, alla scoperta della città nera di lava, con una notte in un palazzo storico, lo street food catanese, una cena gourmet. Con Flyfamily Travel. Si potranno anche assaporare Ragusa Modica che insieme apriranno 40 siti (viaggio il 12 e 13 ottobre, qui per prenotare), ma ci si muoverà anche tra hotel particulier, cene d’autore, angoli segreti. E sulla stessa scia si muove anche il progetto nato con Labisi Eventi vettore ufficialedel festival: gite giornaliere in comodissimi pullman che da Palermo hanno condotto e condurranno nel prossimo weekend nelle città siciliane che partecipano al festival. Da Palermo a Catania appuntamento domenica 6 e domenica 27 ottobre, partenza alle 8,30 da piazzale Giotto e rientro alle 19,30 (qui per prenotare). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Sfiorate 80mila visite nei primi tre weekend

La città con più presenze è Trapani. Seguono Messina e Caltanissetta, tallonata da Siracusa. Il festival Le Vie dei Tesori adesso arriva a Palermo, Catania, Ragusa, Modica e Scicli

di Redazione

Un grande successo per Le Vie dei Tesori che chiude l’edizione nelle prime dieci città siciliane – Trapani, Marsala, Naro, Sciacca, Sambuca, Caltanissetta, Noto, Siracusa, Acireale e Messina – con quasi 80 mila presenze (per la precisione 77.368), con un netto incremento rispetto alla passata edizione che però contava già le tre città del Ragusano, un tesoro da 21 mila presenze. Invece quest’anno Ragusa, Modica e Scicli stanno scaldando i motori e scenderanno in campo con i loro 53 tesori dal prossimo venerdì, al fianco delle due ammiraglie: Palermo che aprirà 170 tra luoghi, concerti, visite teatralizzate e tanto altro (qui tutte le informazioni); e Catania con i suoi 50 siti, molti inediti e diverse esperienze (qui tutte le informazioni).

Visite alla Cappella della Mortificazione di Trapani

“Grazie a tutti i partner che hanno consentito questo successo mettendo a disposizione i luoghi da raccontare – dice Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori – dalle Soprintendenze ai musei, dai Comuni alle Università, dalle associazioni ai privati, costruendo così tutti insieme città aperte e narrate per i cittadini e per i visitatori”.

Tanti i visitatori, dunque, che in questi tre weekend hanno preso d’assalto centinaia di siti, dai campanili alle saline, dalle torri ai conventi: Trapani tiene saldamente in pugno lo scettro di città più visitata, Messina arriva seconda e distanzia di poco Caltanissetta e Siracusa che sono testa a testa fino all’ultimo coupon. Seguono, le tre “debuttanti” Marsala, Noto e Sciacca. E tra i “borghi” più piccoli, Naro supera Sambuca e Acireale.

La Torre della Colombaia

La città più visitata in assoluto è dunque Trapani che chiude questa sua seconda partecipazione al festival a 16.506 presenze, mille in più dello scorso anno: la Torre della Colombaia continua a essere il sito più amato e sfiora le duemila presenze tra tutti coloro che hanno prenotato la visita e raggiunto in barca l’isoletta su cui sorge l’ex carcere. Tra i luoghi più amati ci sono palazzo Milo Pappalardo, molto frequentato in tutti e tre i fine settimana, il campanile e il chiostro di San Domenico, la Tonnara Bonagia e la bottega laboratorio “Rosso corallo” dell’ultimo artigiano dell’”oro rosso”, Platimiro Fiorenza. Molto apprezzato il programma Kids (Trapani è l’unica tra le dieci città ad averlo proposto, sulla scia di Palermo dove ormai è uno dei must), e sono stati frequentatissimi anche i laboratori per le scuole.

Aperta la Prefettura di Messina

Seconda città Messina, che conta 11.086 visitatori: tra i siti più amati ci sono Forte San Salvatore, da cui si vede tutto lo Stretto, e il Sacrario di Cristo Re, ma sono state un vero exploit le visite all’elegante Villa Maria, che ha aperto solo un weekend; come la Prefettura aperta eccezionalmente, dove hanno fatto le code anche i messinesi e ha chiuso a ben 700 visitatori.

Villa Grazia a Caltanissetta

Distanziata di pochissimo, e in netta crescita rispetto alla scorsa edizione, è Caltanissetta: i suoi 10.566 visitatori hanno preferito in assoluto Villa Testasecca, che ha aperto per soli due weekend, ma ha registrato le code più lunghe dell’intera edizione e ha messo insieme quasi 2000 presenze. Secondo sito più visitato di Caltanissetta, è il Museo e stabilimento di produzione Averna, dove si sono potuti scoprire i segreti dell’elisir dei monaci diventato un amaro di successo; e Villa Grazia che per il secondo anno attira moltissimi nisseni, e dove le visite sono state condotte anche da un’inedita guida-cantastorie.

Visite nella chiesa di Santa Lucia a Siracusa

Siracusa tallona Caltanissetta con 10.326 presenze in tutto e due siti che svettano sugli altri: Castello Maniace e la Chiesa di Santa Lucia alla Badia (aperta solo la sera, e per sole due ore, dalle 18 alle 20) dove il pubblico ha fatto la fila per osservare da vicino il bellissimo Caravaggio; e la Cappella Sveva, anch’essa molto frequentata. Tra le “debuttanti” Marsala supera Noto e distanzia Sciacca; e infatti chiude con un’ottima performance di debutto, ovvero 8322 presenze che hanno preferito, tra tutti i 21 siti aperti, la terrazza mozzafiato di Palazzo VII aprile, poi l’antico camminamento della Chiesa di Santo Stefano e il Museo degli arazzi con i suoi otto rari pezzi fiamminghi, spiegati dalle guide in più lingue.

Noto mette insieme 7900 visitatori con un boom per il sontuoso Palazzo Nicolaci, dominato dai trompe l’oeil che giocano con lo spettatore: la residenza dei principi di Villadorata supera le 2000 presenze, seguono palazzo Ducezio e il delizioso Teatro neoclassico “Tina di Lorenzo”. Molto bene anche Palazzo Landolina dove la Curia al secondo weekend ha aggiunto al percorso di visita un salone del vicino museo di arte sacra.

Passeggiata a Sciacca

Sciacca chiude i battenti a 4936 visitatori che hanno continuato a preferire, nei tre weekend, Palazzo Lazzarini che questo ultimo fine settimana ha registrato un boom di visite anche perché la marchesa proprietaria ha deciso di aprire al pubblico alcune stanze private della residenza, che si sono aggiunte al giardino segreto e alla camera dello scirocco. Molto visitata la torre campanaria della chiesa di San Michele affacciata sulla città e la Casa Comunale nell’ex convento gesuita. Molto frequentate le passeggiate: Sciacca, Marsala e Trapani sono riuscite a proporre programmi che il pubblico non si è lasciato scappare. Naro guida il terzetto finale, tre cittadine tutte al debutto ne Le Vie dei Tesori: e infatti mette insieme 2991 presenze superando Sambuca e Acireale. I luoghi più visitati sono il castello Chiaramontano da cui si domina l’intero borgo medievale, la chiesa di San Francesco dove il pubblico ha potuto scoprire gli armadi intagliati dei monaci; e il vicino convento, oggi sede del Comune, il cui chiostro è stato appena restituito alla città.

Casa Amodeo a Sambuca

A Sambuca hanno funzionato molto bene i palazzi privati: i 2706 visitatori dell’antica Zabut hanno frequentato il complesso di ambienti diversi e il giardino mediterraneo che formano Casa Amodeo, ma anche il nobiliare Palazzo Planeta, con le collezioni di famiglia, e Palazzo Panitteri con il museo archeologico. Acireale chiude il festival superando di poco le 2000 presenze che non hanno saputo decidersi tra l’inedito palazzo Vescovile e la chiesa di Santa Venera chiusa da oltre trent’anni, per questo motivo la distanza tra i due siti è stata di un solo visitatore.

Il testimone adesso passa, dunque, a Palermo, Catania e le tre città del Ragusano. Il capoluogo etneo, inoltre, potrà essere raggiunto da Palermo anche comodamente in pullman, grazie alla collaborazione con Labisi, vettore ufficiale de Le Vie dei Tesori. Previste partenze con rientro in serata già questa domenica, 6 ottobre, e domenica 27 ottobre (qui per prenotare il bus). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

 

 

 

Messina chiude in bellezza con la Prefettura e il Museo regionale

Ultimi due giorni della prima parte del festival Le Vie dei Tesori. Aperta la collezione archeologica del MuMe, con i reperti che raccontano l’antica Zancle

di Redazione

Sta per calare il sipario sulla prima parte del festival Le Vie dei Tesori. Ultimi due giorni a Messina, Caltanissetta, Trapani e Marsala, Sambuca, Sciacca e Naro, Acireale, Siracusa e Noto, poi dal prossimo weekend arrivano Palermo e Catania, e i tre gioielli barocchi del Ragusano (qui tutte le informazioni e i programmi).

La Prefettura di Messina

A Messina ieri ha ottenuto un grande successo la Prefettura da cui si può godere panorama straordinario dal salone principale, dove sembra di essere sulla prua di una nave. Il palazzo che mischia stile neoclassico e rinascimentale, apre anche la biblioteca, la stanza del prefetto con il soffitto a cassettoni e i salottini. Il palazzo, progettato da Cesare Bazzani nel 1920 e appaltato alla Federazione delle società cooperative di Ravenna che lo completò in due anni, sostituì il vecchio palazzo che sorgeva accanto alla chiesa di San Giovanni di Malta, che pur avendo resistito al sisma del 1908, venne completamente abbattuto. L’ingresso principale immette su un grande atrio a colonne da cui parte la scala monumentale di rappresentanza che conduce al piano superiore, colmo di opere d’arte. C’è ancora tempo per visitare il monumento oggi e domani, dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 17,20.

Il Museo regionale

Sempre oggi a Messina, dalle 10 alle 18 sarà aperto il Museo regionale ma, contrariamente a quanto comunicato in precedenza, soltanto per le visite alla collezione archeologica, con i reperti che raccontano l’antica Zancle. Soltanto domani, domenica 29 settembre, si potrà visitare, invece, il Circolo della Borsa a Villa Rodriguez, affrescata da Guido Viola; aperte anche Villa Cianciafara e Villa De Pasquale. E se volete fare una passeggiata fuori porta, non perdete quell’immersione nei suoni antichi che è il museo etnografico dei Peloritani a Gesso.

Inoltre, anche questa domenica in programma i viaggi in pullman da Palermo verso alcune delle città protagoniste del festival, in collaborazione con Labisi, vettore ufficiale de Le Vie dei Tesori. Domenica 29 settembre si potranno raggiungere Trapani, Marsala, Sambuca e Siracusa (qui per prenotare il pullman). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori, terzo weekend con tante novità

Apre le porte la Prefettura di Messina e per un solo giorno anche il MuMe, il museo che ospita due Caravaggio e due Antonello. A Caltanissetta le foto di Sciascia e la quadreria di San Francesco

di Redazione

Si rimette in moto il festival della bellezza. Le prime dieci città de Le Vie dei Tesori sono pronte a riaprire i loro 170 luoghi per l’ultimo weekend, prima di passare il testimone a Palermo, Catania, Ragusa, Modica e Scicli, a partire dal 4 ottobre. Nei primi due weekend, i visitatori sono stati 46mila, spalmati su tutta la Sicilia che è diventata un unico museo diffuso. Da domani (venerdì 27 settembre) il viaggio riprende a Messina, Caltanissetta, Trapani e Marsala, Sambuca, Sciacca e Naro, Acireale, Siracusa e Noto.

La Prefettura di Messina

Partendo dalla Sicilia orientale, questa settimana è Messina la città da non perdere (qui tutti i luoghi aperti): perché si potrà godere il panorama straordinario dal salone principale della Prefettura dove sembra di essere sulla prua di una nave. Il Palazzo che mischia stile neoclassico e rinascimentale, apre anche la biblioteca, la stanza del Prefetto con il soffitto a cassettoni e i salottini. Disponibile venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 17,20. E sempre a Messina, soltanto sabato, dalle 10 alle 18, sarà possibile scoprire i due capolavori di Antonello e le due tele del Caravaggio, tra altri straordinari tesori che fanno parte della collezione del Museo regionale interdisciplinare. Solo domenica si potrà visitare, invece, il Circolo della Borsa a Villa Rodriguez, affrescata da Guido Viola; restano chiuse Villa Maria e Villa Stefania, aperte invece Villa Cianciafara e Villa De Pasquale. E se volete fare una passeggiata fuori porta, non perdete quell’immersione nei suoni antichi che è il museo etnografico dei Peloritani a Gesso. La passeggiata del festival condurrà sabato alla periferia sud della città, lungo l’antica Via del Dromo che collegava Messina a Catania, sulle tracce devote alla Madonna lungo chiese e cappelle (qui per prenotare).

Palazzo Vescovile di Acireale

Da Messina ad Acireale, la scoperta continua: la cittadina delle 40 chiese e delle 100 campane ha avuto una buona performance. Tra i luoghi aperti (qui per scoprirli tutti) – e oltre al palazzo vescovile, visitabile sabato e domenica – ecco la chiesa del Collegio domenicano dell’Arcangelo Raffaele detto allora “Ritiro delle donzelle oneste”: bellissima e pressoché sconosciuta; Santa Venera, chiusa da trent’anni, o ‘a chiesa di fimmini (Santa Maria delle Grazie) che è una piccola Cappella Sistina con affreschi straordinari, e la delicata San Biagio che apre eccezionalmente lo spettacolare chiostro ricco di affreschi pagati dalle famiglie acesi del tempo. Resta invece chiusa la loggia Giuratoria del Comune. Le ultime passeggiate portano alla scoperta delle “chiazzette” della Timpa e della cittadina secentesca (qui per prenotare).

Terrazza di Casa Piccione a Siracusa

Eccoci a Siracusa, dove Castello Maniace è ancora il sito più visitato di questa prima tranche di festival, con oltre 3500 presenze (qui tutti i luoghi visitabili). Sabato e domenica sono le ultime due possibilità di scoprire (dalle 18 alle 20) “Il seppellimento di Santa Lucia” del Caravaggio alla chiesa di Santa Lucia alla Badia. E una visione del tutto inedita la offrirà la terrazza su piazza Duomo di Palazzo Arezzo di Targia, che Pucci e Conchita Piccione apriranno per una degustazione Planeta (qui per prenotare). Le tre mattine (dalle 10 alle 13) è aperta Villa Reimann con il suo parco immenso, e solo venerdì e sabato, anche santa Maria della Concezione che ha riaperto dopo il restauro, con il suo bel portale quattrocentesco; apre la medievale San Giovannello (solo domenica) e la chiesa del Carmine dove durante la guerra, si accamparono i militari. Ultime lezioni di yoga (venerdì dalle 16 alle 18 e sabato dalle 9 alle 11), stavolta al Ginnasio Romano, mentre le due passeggiate condurranno, sabato, alla scoperta delle dimore private e, sia sabato che domenica, sulle tracce del Caravaggio in fuga da Malta (qui per prenotare).

Palazzo Nicolaci a Noto

Noto è una delle scoperte di questo festival (qui tutti i luoghi) e il pubblico è stato talmente tanto, che la Curia ha deciso di aprire una sala preziosa del Museo di Arte sacra, colma di ostensori e paramenti, che è entrata a far parte del percorso di Palazzo Landolina, che è vicino palazzo Trigona di Canicarao e palazzo Nicolaci. Ma è tutta Noto a meritare il viaggio: pescando nel programma, da non perdere il convento di santa Chiara che nasconde una delicatissima Madonna attribuita a Gagini (ma anche il Santissimo Crocifisso conserva una madonnina gaginiana di commovente bellezza); la chiesa di san Domenico, felicemente barocca, con la cripta; la badia Nuova con una statua dei palermitani de Battista e Sant’Agata con la vicina l’ex caserma Cassonello.

San Francesco a Caltanissetta

Dall’altro lato della Sicilia, invece, a Caltanissetta, si aggiungono alcuni luoghi nuovi (qui per scoprirli tutti). Oltre a riaprire questo weekend le porte di Villa Grazia (che l’anno scorso fece un boom di visitatori e dove si trova una delle collezioni più pregiate della Amorelli Pipe), dell’ex Palazzo delle Poste con gli affreschi fascisti di Morici, e della cappella di San Giuseppe dentro il Museo Diocesano, propone un inedito percorso tra le chiese più belle (spesso con iniziative ad hoc per il festival), ad iniziare da San Francesco con una quadreria visitabile in esclusiva per Le Vie dei Tesori; la chiesa della Provvidenza dove foto e documenti raccontano il rapporto di Leonardo Sciascia (che qui si sposò) con la città; Sant’Agata al Collegio con gli affreschi del Borremans e la chiesa del Signore della Città con alcuni cimeli appartenuti al venerabile Padre Angelico Lipari. Riapre le porte anche lo stabilimento Averna dove da un elisir “cappuccino” nacque l’amaro della Real Casa, donato ai visitatori in formato mignon.

La Cappella della Mortificazione a Trapani

Per Trapani (qui tutti i luoghi) il viaggio comincia, invece, da quella Cappella della Mortificazione, che è un trionfo del barocco e di solito non è visitabile; la cappella dei crociati con il Crocifisso a cui sono attribuiti miracoli; l’Immacolatella che sembra un teatro colmo di stucchi e Santa Maria del Gesù dove si scopre una Madonna di Andrea della Robbia. La passeggiata sabato porterà al laghetto silenzioso di Villa Margherita e domenica, tra misteri e leggende della città (qui per prenotare).

Passiamo a Marsala e andiamo per cripte e ipogei (qui tutti i luoghi): su prenotazione si può visitare l’antro della Sibilla sotto la chiesa di san Giovanni, poi l’Ipogeo di Crispia Salvia, in cui ci si trova immersi tra i melograni dipinti; e la cripta della Madonna Orante, scoperto di recente sotto santa Maria dell’Itria. Anche la chiesa di santo Stefano merita una visita per l’antico camminamento usato sotto le bombe e così anche l’archivio Ingham-Whitaker, alle Cantine Pellegrino,che racconta gli scambi commerciali della Sicilia tra ‘800 e ‘900. Ricordate sempre che per Trapani e Marsala (come anche per Siracusa e Noto) valgono gli stessi coupon. E così anche per Sciacca, Sambuca e Naro, tre novità di questa edizione che i visitatori hanno scoperto in crescendo. Naro soprattutto, che ha superato Sambuca per numero di visitatori, sciamati tra chiese e palazzi (qui tutti i luoghi): sabato e domenica, rieccoci tra l’ex collegio dei Gesuiti con il suo fonte battesimale tardo gotico, e il Castello Chiaramontano con le sue storie di amore e guerra; dalla collezione grafica di Bruno Caruso al Museo Civico a santa Caterina dove vi potranno solo raccontare che un tempo lontano era affrescata interamente e che la mano era quella di Cecco da Naro, colui che dipinse il soffitto dello Steri.

Palazzo Planeta a Sambuca

Sambuca è agguerritissima: schiera i suoi gioielli (sempre sabato e domenica, qui tutti i luoghi), dalla particolarissima Casa Amodeo con tanto di rifugio antiaereo (il luogo finora più visitato) alla scala elicoidale della chiesa del Purgatorio (dove si potrà salire solo durante il festival): al museo Gianbecchina si scoprirà la collezione del pittore “della gente umile e dei campi” mentre a Palazzo Planeta sembrerà di immergersi in un (elegante e sontuoso) tempo lontano: lo potrete gustare durante l’aperitivo di sabato alle 19 (qui per prenotare). Poco lontano, affacciata sulla costa, ecco Sciacca con la sua tradizione marinara, le grotte del commercio del grano, le collezioni pittoriche: è una scoperta, ed è bella (qui tutti i luoghi). Si entra al museo Scaglione con un’intima collezione di paesaggisti ottocenteschi e piccolo giardino segreto, si scopre la chiesa Madre (solo sabato e domenica) con la leggenda della liberazione dalla peste, e San Nicolò La Latina dove si ritrovano spunti arabi. La passeggiata in programma domenica (già sold out) farà approfondire la storia delle dimore nobiliari, da palazzo Steripinto a Palazzo Tagliavia di San Giacomo, esempi di un tempo lontano in cui Sciacca era uno snodo politico importante e batteva moneta nella zecca cittadina.

Anche questa domenica, inoltre, in programma i viaggi in pullman da Palermo verso alcune delle città protagoniste del festival, in collaborazione con Labisi, vettore ufficiale de Le Vie dei Tesori. Domenica 29 settembre si potranno raggiungere Trapani, Marsala, Sambuca e Siracusa (qui per prenotare il pullman). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Arte, ambiente e diritti umani: torna il Festival di Lampedusa

Tre giorni di cinema, musica, food, street art, performance, dibattiti e tanto altro, all’insegna del rispetto verso l’uomo, la natura e l’ecosistema. Direttore artistico è il regista e produttore Luca Vullo

di Redazione

Parlare di diritti umani e rispetto dell’ambiente attraverso il linguaggio dell’arte. Questi gli obiettivi del Festival di Lampedusa, che torna con la seconda edizione, da venerdì 27 a domenica 29 settembre nell’isola delle Pelagie. Un evento pensato come una grande occasione di scambio interculturale, rivolto a tutti i tipi di pubblico, grazie all’impegno civico dei giovani dell’Associazione Lampaethusa, con l’organizzazione di Hub Turistico Lampedusa e Ondemotive Productions, il patrocinio del Comune di Lampedusa e Linosa, e la media partnership di RDS – Radio Dimensione Suono.

Luca Vullo

Il direttore artistico della manifestazione è Luca Vullo, regista e produttore cinematografico e teatrale di origine siciliana e londinese di adozione, che ha dimostrato di amare e rispettare l’isola anche con la realizzazione del suo documentario di successo internazionale “Ccà semu” (Siamo qui) proprio girato a Lampedusa e con i lampedusani per raccontare al mondo cosa vuol dire vivere nell’isola più a sud d’Europa 365 giorni all’anno. Inoltre, in qualità di performer, esperto di comunicazione non verbale ed autore di libri, il poliedrico artista Vullo, si è fatto apprezzare recentemente sull’isola presentando il suo spettacolo “La voce del corpo” e il suo ultimo libro: “L’Italia s’è gesta. Come parlare italiano senza parlare”.

Si comincia venerdì 27 settembre, con la visita guidata di Legambiente nella Riserva Naturale “Isola di Lampedusa”. Alle 11.30 appuntamento dalla Za’ Cuncetta per il Laboratorio del Gusto a cura di Isole Slow Siciliane (Slow Food). Nel frattempo, al Museo Archeologico in Piazza Castello, gli artisti Rosk&Loste saranno all’opera per tre giorni per realizzare un nuovo murales, rendendo partecipe il pubblico del loro processo creativo. Si riprende nel pomeriggio, alle 18.30, al Portu ‘Ntoni, con il Tramonto Esperienziale accompagnato dalle musiche di Libero Reina. Dalle 21 ci si sposta in piazza Castello per il dj set “Ritmi dal Mondo” di FranKlin, e per i Dialoghi dal Mediterraneo, in questa giornata dedicati ai diritti umani con la partecipazione di Amnesty International Italia, Arcigay Palermo, La Migration – Sportello Migranti LGBT. Alle 22.15 lo start della rassegna “Il cinema internazionale di Lampedusa” con una fitta programmazione di documentari internazionali che, attraverso lo straordinario occhio della cinepresa, racconteranno storie di migrazione, di amore per il pianeta, di vite legate alla forza della natura.

Un tratto di costa di Lampedusa

Sabato 28 settembre raduno presso Famiglia Billeci per il Laboratorio del Gusto con cui Isole Slow Siciliane promuoverà il presidio Slow Food dell’Alaccia salata di Lampedusa. Alle 15 al Porto Vecchio l’evento Marevivo dedicato alla tutela del mare. Alle 18.30 torna il Tramonto Esperienziale con il sound di Nino Errera presso Tunèz, mentre la sera in Piazza Castello si replica con il dj set e i Dialoghi dal Mediterraneo sul rispetto dell’Ambiente, con interventi Marevivo, Water Grabbing Observatory, Turtle Group, Comitato Lampedusa e Banca Sant’Angelo. Prima di proseguire con la rassegna cinematografica, tutti riuniti attorno al live painting dell’artista Voilà Silvia. Infine, il saluto della buonanotte con la jam session a cui parteciperanno tutti gli ospiti del Festival.

Domenica 29 settembre, il Festival continuerà con la realizzazione del murales di Rosk&Loste, e con il Tramonto Esperienziale accompagnato dalle musiche di Mario Crispi, al Beach Guitgia. Alle 21 in Piazza Castello: il dj set precederà le inaugurazioni dell’installazione permanente di Rosk&Loste e del dipinto di Voilà Silvia. A seguire l’incontro con il regista Marco Piccarreda e Pietro Pinto di Snapshots from the Borders. La rassegna cinematografica si concluderà con quattro documentari italiani, e poi il gran finale a Portu ‘Ntoni, con il Beach party di chiusura del Festival animato dal dj Vincenzo Callea from TI.PI.CAL..

Le Vie dei Tesori illuminano Palermo con oltre 160 luoghi

Siti inediti, cantieri di restauro, centinaia di passeggiate d’autore, visite con degustazioni e tante esperienze da non perdere: dal volo in parapendio al ritorno del piper

di Redazione

Sarà un tripudio di esperienze, scoperte ed emozioni che coinvolgeranno tutti i sensi. Mai come quest’anno Palermo si svelerà dal sottosuolo fino al cielo, lasciando trasparire meraviglia in ogni angolo. È tutto pronto per la tredicesima edizione del Festival Le Vie dei Tesori, che arriva finalmente nel capoluogo dopo aver toccato ben dieci città siciliane. Saranno ben 163 i luoghi aperti quest’anno (qui per scoprirli tutti), molti dei quali inediti: chiese, oratori, ville antiche, cunicoli e cripte, torri e rifugi. Tra questi 17 sono su prenotazione (qui l’elenco completo), e 5 fanno parte dell’Itinerario contemporaneo (qui per saperne di più), studi d’artista e atelier aperti prevalentemente di sera che proporranno mostre e performance.

Da sinistra: Manlio Messina, Laura Anello, Fabrizio Micari, Leoluca Orlando e Giuseppe Bucaro

Un patrimonio di siti, appartenenti a diverse titolarità, (Stato, Regione, Comune, Diocesi, Università, enti diversi, privati) apriranno le porte e verranno narrati, come ormai succede da tredici anni, ma stavolta ci sarà anche molto altro: dai voli in parapendio sulla spiaggia di Mondello (ve ne abbiamo parlato qui), a cui si aggiungono quelli in Piper dall’aeroporto di Boccadifalco, agli incontri vis a vis con i pupari nei loro laboratori; dalle teatralizzazioni che fanno apparire nei luoghi, personaggi realmente vissuti e reinventati, ai concerti di chitarra negli oratori barocchi. E ancora passeggiate a cavallo nel verde storico, tour sulla barca a vela Lisca Bianca per ammirare il waterfront della città, visite con degustazione in ville, palazzi e perfino nell’abbazia trecentesca di San Martino, che apre eccezionalmente il refettorio, dove si gusterà la birra prodotta dai monaci (qui per saperne di più).

Un momento della conferenza stampa

La nuova edizione del festival è stata presentata questa mattina nella Sala Capriate dello Steri, alla presenza di diversi esponenti del mondo della cultura e delle istituzioni. Sono intervenuti, tra gli altri, l’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina; il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando; il rettore dell’Università, Fabrizio Micari; il direttore dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi, Giuseppe Bucaro e il presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori, Laura Anello.

“Le Vie dei tesori si afferma sempre più come una fra le più grandi iniziative nazionali di rispetto e promozione dei beni culturali del nostro Paese – dice il sindaco Leoluca Orlando -. Credo che sia questo il dato da cui partire nell’esprimere apprezzamento per una iniziativa nata a Palermo e che oggi coinvolge siti e beni culturali in diverse città, ponendo l’attenzione sulla bellezza etica ed estetica. Questa crescita positivamente tumultuosa delle collaborazioni e la diffusione della manifestazione rendono necessario stabilire un percorso istituzionale tra gli enti coinvolti, a partire dal Comune di Palermo. Chiederò al ministro dei Beni culturali di riconoscere formalmente questa iniziativa, individuando un percorso di ricerca di risorse economiche e strutturali stabili”

Leoluca Orlando e Laura Anello

“È una manifestazione di divulgazione, di abbattimento di steccati – spiega Laura Anello – per condividere con tutti il sapere accademico. Le Vie dei Tesori si basa sul racconto, sulle gambe di 1800 giovani, la maggior parte volontari, che decide di scendere in campo al nostro fianco. Giovani che vogliono restare nella loro terra e lavorare per renderla migliore”.

La Regione Siciliana conta il festival tra i Grandi Eventi annuali dell’Isola e, per volontà del presidente della Regione Nello Musumeci e del dirigente generale dell’assessorato ai Beni culturali, Sergio Alessandro, ha avviato un innovativo accordo di valorizzazione con cui ne riconosce la valenza strategica per la promozione della Sicilia. Da Roma, poi, sono arrivati, ormai per il quarto anno, la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica e i patrocini del Senato, della Camera, del ministero dei Beni culturali. “Le Vie dei Tesori non soltanto sono una bellissima manifestazione, che verrà riconfermata tra i Grandi Eventi della Regione, ma sono un’esperienza che ci rende orgogliosi di essere siciliani – spiega l’assessore regionale al Turismo Manlio Messina -. Una manifestazione che porterò ad esempio di quello che si deve fare in Sicilia partendo da tre principi: la straordinaria organizzazione; la destagionalizzazione; la programmazione, fondamentale per una seria proposta turistico-culturale. Le Vie dei Tesori concentrano al meglio e in modo pensato questi tre punti”.

I LUOGHI DA SCOPRIRE

Le Fornaci Maiorana

Un unico, enorme museo diffuso: ormai è difficile trovare luoghi inediti per il capoluogo. Ma Le Vie dei Tesori continua a scoprire e aprire: ad iniziare da un seicentesco convento francescano, del tutto sconosciuto, dove da pochissimi giorni è stato aperto un bistrot da “Cotti in fragranza” la cooperativa sociale nata al Malaspina; si scenderà nelle Antiche Fornaci Maiorana dove i carusi spaccavano a colpi di piccone la calcarenite da cui ricavare la calce; si scoprirà il tesoro librario dei Gesuiti nella Biblioteca Bombace (e un rifugio antiaereo che si visita su prenotazione), si ritorna tra gli austeri marmi di Maria Santissima della Soledad che appartiene al clero spagnolo, si sale fino alla cima della torre di Sant’Antonio Abate.

Apparirà la Palermo di disegno fascista nella Casa del Mutilato o dell’inedito Provveditorato delle Opere pubbliche, risponderanno le chiese: si ritracciano trame medievali a San Giovanni Decollato, tracce dei cavalieri teutonici a san Giovanni dei Lebbrosi o si scopre la neogotica chiesa evangelica Valdese. La Palermo della guerra va per casematte e rifugi e termina al Sacrario ai caduti; la Palermo intellettuale passa dal Circolo Giuridico e marcia verso il Conservatorio, e nel tragitto scopre che c’è un’antica e preziosa collezione di pupi in un’agenzia di viaggi. Affreschi ritrovati: è proprio questo l’anno: da visitare il portico dell’ex convento di Sant’Antonino ma anche le pareti affrescate appena scoperte all’istituto Malaspina che quest’anno si aggiunge all’Ucciardone (sarà bello ascoltare la storia dell’antico carcere borbonico). E a Palazzo Abatellis apriranno anche le terrazze e il gabinetto di grafica della torre Nord e la sala adiacente che ospita la collezione di tessuti siciliani raccolta da Antonino Salinas per l’allora Museo Nazionale.

Il Circolo giuridico

I luoghi dell’impegno sociale: le due sedi create dal missionario laico Biagio Conte, e Villa Pantelleria dove si rinasce con l’arte. Si salirà al cimitero di Santa Maria di Gesù, si cercheranno nobili educande al Maria Adelaide e giovani “villici” al visionario Istituto Agrario Castelnuovo. E tanto, tanto, tanto altro. Un museo diffuso che unisce, in una logica partecipata e condivisa, i grandi attrattori (come i luoghi regionali dell’itinerario arabo-normanno o il sempre splendido Teatro Massimo, che apre ancora una volta il suo palcoscenico, con un colpo d’occhio sulla sala) e luoghi semisconosciuti che rappresentano ciascuno un tassello del complesso mosaico di Palermo. Insieme, un grande racconto della città.

I LUOGHI SU PRENOTAZIONE

Villa Malfitano Whitaker

Sono 17 in tutto, siti che sarà possibile visitare prenotando giorni e orari in questa pagina. Aprono i luoghi della Giustizia: oltre alla Questura con il suo atrio monumentale, apriranno su prenotazione le due sedi della Prefettura, nelle antiche ed eleganti Villa Pajno e Villa Whitaker; la sede della DIA nella residenza di un ricco imprenditore ebreo. Ritorna un percorso più approfondito con nuovi rifugi all’aeroporto di Boccadifalco, e i “must” delle scorse edizioni, sempre gettonatissimi: l’elegante Banca d’Italia e il Gran Hotel Piazza Borsa, la Camera dello Scirocco di Villa Naselli, le sorgenti del Gabriele e il Miqveh ebraico, e i depositi segreti della GAM; rinnovano le visite il Museo dell’Anice Tutone dove si distilla l’acqua ‘e zammù e il Museo Morettino che si prepara a degustazioni di piaceri tostati in un viaggio da non perdere, lungo tre ore. Le residenze nobiliari: difficile scegliere tra la palazzina di Vincenzo Florio all’Arenella, l’austero Palazzo Branciforte o i sontuosi salotti settecenteschi di Palazzo Mirto. La Casina Cinese permetterà di percorrere gli antichi cunicoli delle cucine che la collegano all’attuale museo Pitrè e il Villino Favaloro darà la possibilità di visitare il cantiere in corso e scoprire il lavoro dei restauratori che stanno riportando in vita i suoi decori Liberty.

ITINERARIO CONTEMPORANEO

Terzo anno del percorso curato da Paola Nicita che stavolta condurrà in giro per gli studi d’artista. I cinque siti del circuito saranno visitabili con lo stesso coupon dei luoghi e – tranne le Officine Calderai – saranno aperti di sera, dalle 18 alle 22, per un’ideale prosecuzione delle visite diurne (qui per scoprirli tutti). Si parte dallo Spazio Rivoluzione dove Adalberto Abbate accoglie il lavoro dei colleghi, “La sombra” con un video di Regina José Galindo e la collettiva “Gli animali”; per raggiungere, attraversando il vecchio ingresso dell’Hotel Paradiso, Arèa, ex laboratorio artigianale di calzature, oggi studio dove Giovanni Lo Verso propone un laboratorio di scultura in argilla e una serie di incontri con i maestri del design, da Pietro Camardella, progettista della Ferrari, a Gianni Pedone, designer per Pininfarina e Honda, e laboratori di pittura con Francesco De Grandi, Alessandro Bazan, Fulvio Di Piazza. Passando dall’area archeologica di piazza XIII vittime si scopriranno le due sculture en plein air, di Daniele Franzella e Clemens Botho Goldbach, mentre alle Fabbriche Sandron ha preso corpo la casa-studio del pittore Nicola Pucci e dei suoi animali da cortile fonte di ispirazione. Infine le Officine Calderai (aperte dalle 10 alle 18) dove gli architetti Carolina Martinelli e Vittorio Venezia, proporranno progetti di design da realizzare con l’aiuto delle preziose maestranze dei Calderai.

LE DODICI ESPERIENZE 

Il carcere Ucciardone

Osservare, assaggiare, degustare, scoprire, assistere, provare, volare: in breve, vivere dodici “esperienze” che saranno difficili da dimenticare (qui per scoprirle tutte). È la novità 2019 de Le Vie dei Tesori. Si potrà varcare il portone di ferro del carcere dell’Ucciardone o visitare l’Orto Botanico in notturna, quando gli animali tacciono e i fiori sprigionano profumi inconsueti; scendere negli antichi qanat arabi o visitare Danisinni dove un’intera comunità si è messa in gioco per recuperare il quartiere dimenticato. E dove si potrà assistere a performance teatrali, “casa per casa”.

Mimmo Cuticchio, dall’alto di una maestria unica, aprirà sia il suo laboratorio che il teatrino a pochi passi dal Teatro Massimo, ma se volete scoprire come nascono e vengono sbozzati i pupi, dovete raggiungere il laboratorio nascosto di Salvo Bumbello nel cuore del Papireto. Villa Malfitano aprirà le porte per una visita teatralizzata e animata dai “fantasmi” che si muoveranno negli appartamenti privati della famiglia che non dimenticò mai le sue origini inglesi. Non si perdano d’animo gli sportivi: si potrà navigare su Lisca Bianca la barca storica con cui la famiglia Albeggiani compì negli anni ’70 un giro attorno al mondo; salire a cavallo a Villa Castelnuovo dopo aver visitato le scuderie settecentesche del principe Carlo Cottone (dove si fermò anche Garibaldi). E per i più avventurosi non solo verrà riproposto il giro piper su Palermo ma si aggiunge il parapendio: volare, sì proprio volare con un istruttore, partendo e atterrando dalla spiaggia di Mondello.

VISITE TEATRALIZZATE

Cripta delle repentine

Verità e finzione si mescolano in un percorso che va dal ‘600 all’800. Sette storie raccontate da altrettanti personaggi – interpretati da due bravissimi attori come Stefania Blandeburgo e Pietro Massaro – che appariranno in chiese, palazzi, ville, come creature risvegliate dal passato, con brevi monologhi in lingua siciliana, frutto di una puntigliosa ricerca fra le pagine degli annali della città, attingendo dal Mongitore, dal Palmerino, dal Marchese di Villabianca (qui il programma completo). Si scopriranno le scorribande corsare a Palazzo Comitini, e il meticoloso e nascosto mondo delle Confraternite regolato da legge ferree, tasse sulla morte e l’intricata regia dei funerali di un tempo, al Santissimo Salvatore; al convento di Sant’Antonino servirà un oste maldestro per far rivivere usi e cibi di una Palermo che fu; tra la cripta delle prostitute (Repentite) e l’elegante Villa Pottino apparirà la più potente delle cortigiane, a Palazzo delle Aquile si ricorderà Minicu, poeta da strada che sciorinava versi d’amore tra le sventure e all’Oratorio dell’Immacolatella la vecchia levatrice Melina racconterà la nascita di Giovan Pietro nel 1576, padre del cardinale Giulio Mazzarino.

DEGUSTAZIONI E CENE “GIOIELLO”

Palazzo Zingone Trabia

Perché cultura non è solo la chiesa ritrovata, l’affresco restaurato, la torre recuperata, la libreria su un carro. Cultura è legata ai cinque sensi, che comprendono anche olfatto e gusto. Ne è convinta Planeta, l’azienda vinicola che rinnova la sua collaborazione con Le Vie dei Tesori, e non solo a Palermo visto che le visite guidate con degustazione hanno avuto un bellissimo successo anche a Caltanissetta, Sambuca e Messina, e sono attese a Siracusa. Alle 19, quando le code saranno terminate e il pubblico pian piano scemato, si potrà partecipare a tre visite esclusive condotte da un ospite d’onore, seguite dalle degustazioni di vini Planeta, a loro volta guidate da un enologo (qui per prenotare). Si potrà partecipare alla visite del 12 ottobre nell’hangar di Boccadifalco; del 19 a Palazzo Zingone Trabia, e del 26 nell’oratorio di San Lorenzo tra gli stucchi.  Palazzo Asmundo rinnova invece la sua esperienza sotto le volte affrescate, tra collezioni storiche ed eleganti boiserie: ogni venerdì alle 19 visite seguite da aperitivo e degustazione di prodotti siciliani; oppure ogni sabato alle 21 una cena “da principi” con vista sulla Cattedrale che guarda alla cucina dei monsù, i cuochi francesi delle famiglie blasonate (qui per prenotare).

Abbazia di San Martino delle Scale

Una visita d’eccezione per sole 30 persone e un cocktail offerto dai proprietari, è invece la proposta del primo venerdì del festival, a Villa De Cordova, tra saloni affrescati, palme secolari, grandi terrazze e raffinate maioliche (qui per prenotare). Per chi invece si sente con un tocco british, ecco un vero e proprio brunch di ispirazione anglosassone ma con un occhio al Mediterraneo, a Villa Malfitano Whitaker, domenica 19 ottobre, preceduto da una visita esclusiva negli appartamenti privati qui per prenotare(). Infine, non si vive di solo vino… c’è anche la birra, e quella dei monaci è di sicuro la più ricercata. Nella trecentesca abbazia di San Martino delle Scale, ogni sabato la visita sarà accompagnata dalla degustazione delle due birre – bionda e scura – prodotte dagli stessi monaci, con assaggi di formaggio e di cassata (qui per prenotare).

LE PASSEGGIATE

Le passeggiate de Le Vie dei Tesori ormai sono un segno distintivo del Festival, e ne riproducono la prima delle intuizioni, quella di condividere e di divulgare il sapere, tirandolo fuori da accademie e università. Condotte da botanici, giornalisti, appassionati, geografi, professori, saranno più di cento, suddivise (e spesso replicate) nelle cinque settimane a Palermo (qui per scoprirle tutte). A Palermo si andrà come ogni anno, da monte a mare, da verdi riserve a colorati mercati, da vicoli a palazzi, sulle tracce di monache impaurite o truci pugnalatori, in virtuale compagnia di cavalieri o donne di malaffare, eretici o speziali.

FESTIVAL KIDS

Le Vie dei Tesori Kids

Dodici tesori aperti per le scuole (infanzia, primarie, secondarie di primo grado) ogni mattina, da lunedì 7 a giovedì 31 ottobre, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 (qui tutti i luoghi). Il venerdì le visite si potranno svolgere non solo nei 12 luoghi Kids ma tra i quasi 130 luoghi aperti a Palermo per il Festival. Negli stessi giorni, due gazebo nelle piazze principali della città dove partecipare a laboratori creativi sul patrimonio della Sicilia in collaborazione con BabyPlanner – sui mercati storici, su santa Rosalia e sul paesaggio -, divisi per fasce di età, dai 3 ai 12 anni, con quattro turni al giorno: alle 9/10/11/12. Prenotazioni: 091.8420104 (tutti i giorni 10-18) o scuole@leviedeitesori.it.

 

I VIAGGI DEI TESORI E I PULLMAN

In viaggio con Le Vie dei Tesori

Anche questa è una novità, l’intento è quello di lavorare sul turismo. Da quest’anno Le Vie dei Tesori, in collaborazione con un tour operator, propone viaggi da non perdere per scoprire angoli siciliani come non li avete mai visti. Con accompagnatori, alberghi ed esperienze gastronomiche che sono pure piccoli tesori da scoprire. I primi due appuntamenti saranno alla scoperta di Ragusa e Modica (qui per prenotare) che insieme apriranno 40 siti (viaggio il 12 e 13 ottobre), ma ci si muoverà anche tra hotel particulier, cene d’autore, angoli segreti; e a Catania (tutti i weekend dal 4 ottobre al 3 novembre, qui per prenotare) dove si potrà scegliere tra 50 tesori, in gran parte di solito chiusi o non raccontati. Con Flyfamily Travel. E sulla stessa scia si muove anche il progetto nato con Labisi Eventi vettore ufficiale del festival: gite giornaliere in comodissimi pullman che da Palermo hanno condotto e condurranno nel prossimo weekend nelle città siciliane che partecipano al festival. Questa domenica (29 settembre) saranno disponibili gite a Trapani, Marsala, Sambuca e Siracusa. Domenica 6 e 27 ottobre, da Palermo si potrà raggiungere e visitare Catania (qui per prenotare i pullman).

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori News

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