“Manna dal cielo”, Vasari in mostra al Mandralisca

Due tavole che provengono dalla collezione di Palazzo Abatellis, saranno esposte a Cefalù per celebrare i 110 anni dalla nascita di Enrico Pirajno

di Redazione

Le due tavole dipinte da Giorgio Vasari, raffiguranti “La caduta della manna”, saranno in mostra dal 10 marzo al Museo Mandralisca di Cefalù. Le opere, che provengono dalla collezione di Palazzo Abatellis, arrivano nella cittadina normanna per celebrare i 110 anni dalla nascita di Enrico Pirajno di Mandralisca.

La mostra “Manna dal cielo”, visitabile fino al 31 ottobre, è frutto di una collaborazione tra la Fondazione Culturale Mandralisca, la Galleria regionale di Palazzo Abatellis, l’assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana e di MondoMostre, con il patrocinio del Comune di Cefalù. L’inaugurazione è prevista il 9 marzo alle 18,30, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Tusa.

Le due tavole dipinte da Vasari sono state realizzate nel 1545 per il refettorio di Santa Maria di Montoliveto di Napoli. Giunsero a Palermo nel 1828, dono di Francesco I di Borbone per la nascente pinacoteca della città. Le due opere sono poste in dialogo, nella pinacoteca di Palazzo Mandralisca, con la preziosa edizione del 1681 del testo del Vasari “Delle Vite de piu eccellenti pittori, scultori, et architetti”, che fa parte della Biblioteca Mandralisca.

La mostra è organizzata dal vicepresidente della Fondazione Mandralisca, Laura Gattuso, mentre la curatela scientifica e i supporti didattici sono stati realizzati da Evelina De Castro, direttrice della Galleria regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, e da Rosalia Liberto, del Cda della Fondazione Mandralisca. La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 19 e nel mese di agosto fino 23.

Due tavole che provengono dalla collezione di Palazzo Abatellis, saranno esposte a Cefalù per celebrare i 110 anni dalla nascita di Enrico Pirajno

di Redazione

Le due tavole dipinte da Giorgio Vasari, raffiguranti “La caduta della manna”, saranno in mostra dal 10 marzo al Museo Mandralisca di Cefalù. Le opere, che provengono dalla collezione di Palazzo Abatellis, arrivano nella cittadina normanna per celebrare i 110 anni dalla nascita di Enrico Pirajno di Mandralisca.

La mostra “Manna dal cielo”, visitabile fino al 31 ottobre, è frutto di una collaborazione tra la Fondazione Culturale Mandralisca, la Galleria regionale di Palazzo Abatellis, l’assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana e di MondoMostre, con il patrocinio del Comune di Cefalù. L’inaugurazione è prevista il 9 marzo alle 18,30, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Tusa.

Le due tavole dipinte da Vasari sono state realizzate nel 1545 per il refettorio di Santa Maria di Montoliveto di Napoli. Giunsero a Palermo nel 1828, dono di Francesco I di Borbone per la nascente pinacoteca della città. Le due opere sono poste in dialogo, nella pinacoteca di Palazzo Mandralisca, con la preziosa edizione del 1681 del testo del Vasari “Delle Vite de piu eccellenti pittori, scultori, et architetti”, che fa parte della Biblioteca Mandralisca.

La mostra è organizzata dal vicepresidente della Fondazione Mandralisca, Laura Gattuso, mentre la curatela scientifica e i supporti didattici sono stati realizzati da Evelina De Castro, direttrice della Galleria regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, e da Rosalia Liberto, del Cda della Fondazione Mandralisca. La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 19 e nel mese di agosto fino 23.

Hai letto questi articoli?

“Rifiutopoli”, in scena una performance sulle ecomafie

Ai Cantieri Culturali alla Zisa, le parole scritte e narrate da Enrico Fontana e le immagini trasformate dall’artista Vito Baroncini con la sua lavagna luminosa

di Redazione

Una conferenza-spettacolo sul traffico illegale dei rifiuti e sulle ecomafie. Arriva anche a Palermo, “Rifiutopoli. Veleni e antidoti”, performance che porta in scena le parole scritte e narrate da Enrico Fontana e le immagini trasformate dall’artista Vito Baroncini con la sua lavagna luminosa, per raccontare il ciclo illegale dei rifiuti, i traffici della cosiddetta ecomafia, ma anche il cambiamento concreto che i nostri gesti quotidiani possono generare. Lo spettacolo, prodotto da Cinemovel Foundation, con l’organizzazione di Legambiente, che cura il tour, è previsto per venerdì 15 marzo, alle 10, nello Spazio Tre Navate dei Cantieri Culturali alla Zisa.

Enrico Fontana, membro della segreteria nazionale di Legambiente e direttore del mensile “La Nuova Ecologia”, inizia a raccontare il mondo di Rifiutopoli nel 1984, “scoprendo che i rifiuti venivano abbandonati anche nei luoghi più belli, dove ti aspetti di vedere solo le farfalle. E invece ci trovavo di tutto: frigoriferi, lavatrici, macerie, pneumatici fuori uso, che bruciano e avvelenano l’aria”. Le farfalle, che trasformano i rifiuti organici in “nettare”, diventano il filo conduttore di una narrazione che non dimentica le tante buone storie di raccolta, riuso e riciclo del nostro Paese.

Dopo la performance, si svolgerà una tavola rotonda con gli interventi di Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente; Giorgio Quagliolo, presidente del Conai e il governatore della Sicilia, Nello Musumeci. L’incontro sarà coordinato dalla giornalista Marina Turco. Al termine, saranno premiati gli alunni e gli istituti finalisti del concorso di idee e prototipi “La scuola in Circolo: RifiUtili pronti all’uso”.

Ai Cantieri Culturali alla Zisa, le parole scritte e narrate da Enrico Fontana e le immagini trasformate dall’artista Vito Baroncini con la sua lavagna luminosa

di Redazione

Una conferenza-spettacolo sul traffico illegale dei rifiuti e sulle ecomafie. Arriva anche a Palermo, “Rifiutopoli. Veleni e antidoti”, performance che porta in scena le parole scritte e narrate da Enrico Fontana e le immagini trasformate dall’artista Vito Baroncini con la sua lavagna luminosa, per raccontare il ciclo illegale dei rifiuti, i traffici della cosiddetta ecomafia, ma anche il cambiamento concreto che i nostri gesti quotidiani possono generare. Lo spettacolo, prodotto da Cinemovel Foundation, con l’organizzazione di Legambiente, che cura il tour, è previsto per venerdì 15 marzo, alle 10, nello Spazio Tre Navate dei Cantieri Culturali alla Zisa.

Enrico Fontana, membro della segreteria nazionale di Legambiente e direttore del mensile “La Nuova Ecologia”, inizia a raccontare il mondo di Rifiutopoli nel 1984, “scoprendo che i rifiuti venivano abbandonati anche nei luoghi più belli, dove ti aspetti di vedere solo le farfalle. E invece ci trovavo di tutto: frigoriferi, lavatrici, macerie, pneumatici fuori uso, che bruciano e avvelenano l’aria”. Le farfalle, che trasformano i rifiuti organici in “nettare”, diventano il filo conduttore di una narrazione che non dimentica le tante buone storie di raccolta, riuso e riciclo del nostro Paese.

Dopo la performance, si svolgerà una tavola rotonda con gli interventi di Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente; Giorgio Quagliolo, presidente del Conai e il governatore della Sicilia, Nello Musumeci. L’incontro sarà coordinato dalla giornalista Marina Turco. Al termine, saranno premiati gli alunni e gli istituti finalisti del concorso di idee e prototipi “La scuola in Circolo: RifiUtili pronti all’uso”.

Hai letto questi articoli?

Tutto il genio di Leonardo da Vinci in una mostra

Nelle sale di Palazzo Bonocore, a Palermo, un’esposizione dedicata al grande scienziato e artista per celebrare i 500 anni dalla morte

di Redazione

Una mostra per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Palermo si prepara ad ospitare, nelle sale di Palazzo Bonocore, in piazza Pretoria, “Leonardo, la ragione dei sentimenti”, una grande esposizione per ammirare e comprendere, in una visione d’insieme, la straordinaria complessità di uno dei più grandi geni, non solo del Rinascimento, ma dell’intera storia.

La mostra, organizzata da Navigare Srl e curata da Alberto D’Atanasio, si inaugurerà il 13 aprile e sarà visitabile fino al 29 settembre. Protagonista sarà l’eclettismo tipico di Leonardo, tra macchine, disegni e anatomia. Si tratta di un progetto espositivo che fa proprio il concetto di “edutainment”, ossia la realizzazione di un genere d’intrattenimento culturale, formativo e spettacolare.

L’idea di organizzare una mostra sulla massima espressione umana di genialità, permette di sondare la sua poliedricità non ancora del tutto indagata, dando la possibilità di andare per tappe. Dunque, l’esposizione è volutamente didattica, l’interattività delle macchine e la loro sperimentazione renderanno unica l’esperienza. La visita permette ai visitatori di divertirsi e imparare scoprendo con curiosità i fondamentali princìpi studiati da Leonardo e ancora oggi applicati. L’obiettivo della mostra è, dunque, far interagire il pubblico con essa per comprendere ciò che Leonardo ha lasciato in eredità. Grazie ad una manovella, sarà possibile muovere i macchinari per vedere la loro funzione, inoltre, a fruizione del pubblico, ci sono le copie dei Codici Leonardeschi che ancor di più esplicano l’alto valore scientifico e culturale della mostra.

Nelle sale di Palazzo Bonocore, a Palermo, un’esposizione dedicata al grande scienziato e artista per celebrare i 500 anni dalla morte

di Redazione

Una mostra per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Palermo si prepara ad ospitare, nelle sale di Palazzo Bonocore, in piazza Pretoria, “Leonardo, la ragione dei sentimenti”, una grande esposizione per ammirare e comprendere, in una visione d’insieme, la straordinaria complessità di uno dei più grandi geni, non solo del Rinascimento, ma dell’intera storia.

La mostra, organizzata da Navigare Srl e curata da Alberto D’Atanasio, si inaugurerà il 13 aprile e sarà visitabile fino al 29 settembre. Protagonista sarà l’eclettismo tipico di Leonardo, tra macchine, disegni e anatomia. Si tratta di un progetto espositivo che fa proprio il concetto di “edutainment”, ossia la realizzazione di un genere d’intrattenimento culturale, formativo e spettacolare.

L’idea di organizzare una mostra sulla massima espressione umana di genialità, permette di sondare la sua poliedricità non ancora del tutto indagata, dando la possibilità di andare per tappe. Dunque, l’esposizione è volutamente didattica, l’interattività delle macchine e la loro sperimentazione renderanno unica l’esperienza. La visita permette ai visitatori di divertirsi e imparare scoprendo con curiosità i fondamentali princìpi studiati da Leonardo e ancora oggi applicati. L’obiettivo della mostra è, dunque, far interagire il pubblico con essa per comprendere ciò che Leonardo ha lasciato in eredità. Grazie ad una manovella, sarà possibile muovere i macchinari per vedere la loro funzione, inoltre, a fruizione del pubblico, ci sono le copie dei Codici Leonardeschi che ancor di più esplicano l’alto valore scientifico e culturale della mostra.

Hai letto questi articoli?

Le catacombe dei Cappuccini in una guida inedita

L’antropologo Dario Piombino-Mascali, massimo studioso del sito, presenta un volume che getta nuova luce sulla storia del suggestivo cimitero palermitano

di Redazione

Molto più che una guida, un vero e proprio viaggio attraverso uno dei luoghi più suggestivi del mondo: le catacombe dei Cappuccini di Palermo. A raccontarle è il conservatore e il massimo studioso del sito, l’antropologo Dario Piombino-Mascali, autore del volume “Le catacombe dei Cappuccini. Guida storico-scientifica” (Kalòs edizioni), che verrà presentato venerdì 1 marzo alle 18 alla libreria Feltrinelli di Palermo. Un volume prezioso, che getta nuova luce sulla mole imponente di informazioni che dal 1599, anno della fondazione del sito, si sono raccolte e accumulate attorno a un luogo diventato emblema del rapporto dei siciliani con la vita e con la morte.

Dario Piombino-Mascali al lavoro

Alla presentazione, moderata dalla giornalista Alessia Franco, interverranno Sebastiano Tusa, assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana; Selima Giuliano, dirigente etnoantropologo del Cricd; Alessandro Palmigiano, ìconsole onorario della Repubblica lituana; Salvatore Zagone, ministro provinciale dei Cappuccini di Palermo e Salvino Leone, direttore editoriale delle edizioni Kalós. Sarà presente l’autore.

Con questo suo ultimo lavoro, Piombino-Mascali ha dipanato per la prima volta una materia assai complessa e affascinante attraverso un attento lavoro di ricerca che non ha tralasciato nessun aspetto legato alla necropoli palermitana: dalla storia alla sua formazione, dai provvedimenti igienici alle credenze e alle pratiche funerarie, fino ad arrivare alle testimonianze di donne e uomini di arte e di lettere che non seppero resistere al fascino della città sotterranea. Un percorso accattivante, in cui il maggiore paleopatologo siciliano suggella il legame, apparentemente inconciliabile, tra scienza e letteratura prendendo il lettore per mano e conducendolo in un viaggio a ritroso nel tempo.

L’antropologo Dario Piombino-Mascali, massimo studioso del sito, presenta un volume che getta nuova luce sulla storia del suggestivo cimitero palermitano

di Redazione

Molto più che una guida, un vero e proprio viaggio attraverso uno dei luoghi più suggestivi del mondo: le catacombe dei Cappuccini di Palermo. A raccontarle è il conservatore e il massimo studioso del sito, l’antropologo Dario Piombino-Mascali, autore del volume “Le catacombe dei Cappuccini. Guida storico-scientifica” (Kalòs edizioni), che verrà presentato venerdì 1 marzo alle 18 alla libreria Feltrinelli di Palermo. Un volume prezioso, che getta nuova luce sulla mole imponente di informazioni che dal 1599, anno della fondazione del sito, si sono raccolte e accumulate attorno a un luogo diventato emblema del rapporto dei siciliani con la vita e con la morte.

Dario Piombino-Mascali al lavoro

Alla presentazione, moderata dalla giornalista Alessia Franco, interverranno Sebastiano Tusa, assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana; Selima Giuliano, dirigente etnoantropologo del Cricd; Alessandro Palmigiano, ìconsole onorario della Repubblica lituana; Salvatore Zagone, ministro provinciale dei Cappuccini di Palermo e Salvino Leone, direttore editoriale delle edizioni Kalós. Sarà presente l’autore.

Con questo suo ultimo lavoro, Piombino-Mascali ha dipanato per la prima volta una materia assai complessa e affascinante attraverso un attento lavoro di ricerca che non ha tralasciato nessun aspetto legato alla necropoli palermitana: dalla storia alla sua formazione, dai provvedimenti igienici alle credenze e alle pratiche funerarie, fino ad arrivare alle testimonianze di donne e uomini di arte e di lettere che non seppero resistere al fascino della città sotterranea. Un percorso accattivante, in cui il maggiore paleopatologo siciliano suggella il legame, apparentemente inconciliabile, tra scienza e letteratura prendendo il lettore per mano e conducendolo in un viaggio a ritroso nel tempo.

Hai letto questi articoli?

Riapre dopo otto anni la Cattedrale di Agrigento

Un’attesa lunga otto anni. La Cattedrale di Agrigento intitolata a San Gerlando ha riaperto le porte ai fedeli dopo tante polemiche. L’edificio è stato messo in sicurezza, con 17 catene d’acciaio, perché rischiava di scivolare a valle a causa del dissesto idrogeologico del colle sul quale sorge.

La messa di riapertura è stata officiata dal cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento: “La cattedrale era ed è ancora una mamma malata. Riaverla oggi significa almeno che è uscita in maniera definitiva dal coma”, ha dichiarato il cardinale, davanti a una folla di cittadini ed esponenti politici, tra cui il sindaco, Lillo Firetto, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Salvatore Cordaro, e il presidente dell’Ars Gianfranco Micciché.

“I lavori non sono completati, si deve ultimare la messa in sicurezza dell’edificio e poi dovrebbe iniziare il rinsaldamento della collina e infine ci vorrà il restauro finale dell’edificio – ha spiegato l’arcivescovo – . Quel che conta però è che, dopo tanti lunghi anni, siamo oggi qui, per pregare e ritrovarci come chiesa santa di Dio”.

Un’attesa lunga otto anni. La Cattedrale di Agrigento intitolata a San Gerlando ha riaperto le porte ai fedeli dopo tante polemiche. L’edificio è stato messo in sicurezza, con 17 catene d’acciaio, perché rischiava di scivolare a valle a causa del dissesto idrogeologico del colle sul quale sorge.

La messa di riapertura è stata officiata dal cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento: “La cattedrale era ed è ancora una mamma malata. Riaverla oggi significa almeno che è uscita in maniera definitiva dal coma”, ha dichiarato il cardinale, davanti a una folla di cittadini ed esponenti politici, tra cui il sindaco, Lillo Firetto, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Salvatore Cordaro, e il presidente dell’Ars Gianfranco Micciché.

“I lavori non sono completati, si deve ultimare la messa in sicurezza dell’edificio e poi dovrebbe iniziare il rinsaldamento della collina e infine ci vorrà il restauro finale dell’edificio – ha spiegato l’arcivescovo – . Quel che conta però è che, dopo tanti lunghi anni, siamo oggi qui, per pregare e ritrovarci come chiesa santa di Dio”.

Hai letto questi articoli?

“Spettri” di Ibsen in scena al Teatro Biondo

Nuovo allestimento in prima nazionale con Micaela Esdra e Massimo Venturiello, che porta la firma di Walter Pagliaro

di Redazione

Torna sulle scene un classico di Henrik Ibsen. Micaela Esdra e Massimo Venturiello sono i protagonisti di “Spettri”, che debutta in prima nazionale al Teatro Biondo di Palermo il 22 febbraio, con repliche fino al 3 marzo, nel nuovo allestimento prodotto dallo Stabile e diretto da Walter Pagliaro. Gli Spettri che Ibsen aveva immaginato nel 1881 non sono – secondo il regista – i fantasmi del passato che ritornano, ma – come suggerisce lo stesso autore – “ogni specie di vecchie morte opinioni e ogni genere di vecchie morte credenze”.

Massimo Venturiello e Riccardo Zini

“Ibsen – spiega Pagliaro – allude ai pregiudizi, alle false apparenze, ai rimorsi, alle fobie che paralizzano la libera espansione dell’individuo. Ciascun personaggio del dramma lotta con i propri spettri: chi con l’avidità, chi con l’etilismo, chi con l’infingardaggine, chi col dogmatismo, chi con la viltà”. Per questo la lotta contro gli spettri riguarda chiunque non riesca a liberarsi dal peso soffocante del passato: “Gli spettri, di cui si parla – aggiunge il regista – fluttuano continuamente dalle rimosse esperienze, ma incidono naturalmente sui comportamenti e sulle urgenze che il presente reclama: perché della lotta dell’individuo con gli spettri che ciascuno si crea nel corso della propria vita, tratta questo dramma di Ibsen. Quindi, in misura maggiore o minore, riguarda tutti noi”.

Le scene sono di Michele Ciacciofera, i costumi di Annalisa Di Piero e le musiche originali di Germano Mazzocchetti. Al fianco di Esdra (nel ruolo di Helene Alving) e di Venturiello (nel ruolo del Pastore Manders), recitano Matteo Baronchelli (Osvald Alving), Riccardo Zini (il falegname Jakob Engstrand) e Roberta Azzarone (Regine Engstrand).

Nuovo allestimento in prima nazionale con Micaela Esdra e Massimo Venturiello, che porta la firma di Walter Pagliaro

di Redazione

Torna sulle scene un classico di Henrik Ibsen. Micaela Esdra e Massimo Venturiello sono i protagonisti di “Spettri”, che debutta in prima nazionale al Teatro Biondo di Palermo il 22 febbraio, con repliche fino al 3 marzo, nel nuovo allestimento prodotto dallo Stabile e diretto da Walter Pagliaro. Gli Spettri che Ibsen aveva immaginato nel 1881 non sono – secondo il regista – i fantasmi del passato che ritornano, ma – come suggerisce lo stesso autore – “ogni specie di vecchie morte opinioni e ogni genere di vecchie morte credenze”.

Massimo Venturiello e Riccardo Zini

“Ibsen – spiega Pagliaro – allude ai pregiudizi, alle false apparenze, ai rimorsi, alle fobie che paralizzano la libera espansione dell’individuo. Ciascun personaggio del dramma lotta con i propri spettri: chi con l’avidità, chi con l’etilismo, chi con l’infingardaggine, chi col dogmatismo, chi con la viltà”. Per questo la lotta contro gli spettri riguarda chiunque non riesca a liberarsi dal peso soffocante del passato: “Gli spettri, di cui si parla – aggiunge il regista – fluttuano continuamente dalle rimosse esperienze, ma incidono naturalmente sui comportamenti e sulle urgenze che il presente reclama: perché della lotta dell’individuo con gli spettri che ciascuno si crea nel corso della propria vita, tratta questo dramma di Ibsen. Quindi, in misura maggiore o minore, riguarda tutti noi”.

Le scene sono di Michele Ciacciofera, i costumi di Annalisa Di Piero e le musiche originali di Germano Mazzocchetti. Al fianco di Esdra (nel ruolo di Helene Alving) e di Venturiello (nel ruolo del Pastore Manders), recitano Matteo Baronchelli (Osvald Alving), Riccardo Zini (il falegname Jakob Engstrand) e Roberta Azzarone (Regine Engstrand).

Hai letto questi articoli?

“Libro Fest”, un ponte tra Sicilia e Campania

La prima edizione della rassegna è stata realizzata l’anno scorso a Ustica, adesso l’evento sbarca a Pozzuoli con otto incontri, da marzo a maggio

di Redazione

Sicilia e Campania unite grazie al “Libro Fest”, festival letterario giunto alla sua seconda edizione, che dall’1 marzo all’11 maggio vedrà otto appuntamenti nei quali i protagonisti saranno il libro e la lettura. La prima edizione del festival è stata realizzata nel 2018 a Ustica, nell’ambito del Villaggio letterario, mentre quest’anno il “Libro Fest” è in programma a Pozzuoli, in Campania. Saranno otto appuntamenti, che racconteranno al pubblico la comune storia che lega la Campania e la Sicilia: si parlerà di letteratura e di cinema, ma anche del mistero dei Rosacroce e ancora del mare Mediterraneo raccontato ai bambini, di archeologia, di noir, di vino, di saggistica e di biografie legate al Sud.

La seconda edizione del “Libro Fest” è resa possibile grazie a un protocollo d’intesa tra il Comune di Pozzuoli e “Lunaria Onlus A2-Villaggio Letterario” ed è organizzata in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. Il titolo completo della rassegna è “Pozzuoli Villaggio Letterario – Libro Fest II edizione” e si svolgerà nelle prestigiose sedi di Palazzo Migliaresi al Rione Terra e del Polo Culturale di Palazzo Toledo. Sarà, dunque, un festival all’insegna del Sud e saranno presenti ospiti d’eccezione, fra scrittori, storici, critici letterari, attori e giornalisti. L’edizione di quest’anno del “Libro Fest” è dedicata al comandante Raimondo Bucher, che nel 1956 scoprì il patrimonio sommerso di Baia.

Dopo l’edizione di Pozzuoli, nel 2020 il “Libro Fest” tornerà nuovamente in Sicilia con la sua terza edizione: sarà, in pratica, un viaggio letterario tra Sicilia e Campania, andata e ritorno. Uno scambio, di saperi e riflessioni, che il “Villaggio Letterario” ha fortemente voluto, proprio per sottolineare i forti legami storici e culturali tra queste due grandi Terre del Sud.

Il “Libro Fest” è stato presentato a Pozzuoli durante un incontro al quale hanno preso parte l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Sebastiano Tusa, il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia, l’assessore alla Cultura Maria Teresa Moccia Di Fraia, l’assessore della Pubblica Istruzione Anna Maria Attore, il giornalista scientifico Francesco Foresta Martin, il direttore editoriale di Canale 21 Gianni Ambrosino e l’event manager Anna Russolillo, fondatrice del Villaggio Letterario.

“La Sicilia e la Campania – sottolinea l’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Tusa – sono legate da un percorso storico comune. Questa rassegna sarà l’occasione di incontrare persone per evidenziare ciò che di meglio è stato studiato nel Sud e realizzato con il rigore scientifico che queste occasioni richiedono. Eventi come questo possono realizzarsi grazie alle sinergie tra le istituzioni e le associazioni che hanno a cura il territorio siciliano e campano”.

La prima edizione della rassegna è stata realizzata l’anno scorso a Ustica, adesso l’evento sbarca a Pozzuoli con otto incontri, da marzo a maggio

di Redazione

Sicilia e Campania unite grazie al “Libro Fest”, festival letterario giunto alla sua seconda edizione, che dall’1 marzo all’11 maggio vedrà otto appuntamenti nei quali i protagonisti saranno il libro e la lettura. La prima edizione del festival è stata realizzata nel 2018 a Ustica, nell’ambito del Villaggio letterario, mentre quest’anno il “Libro Fest” è in programma a Pozzuoli, in Campania. Saranno otto appuntamenti, che racconteranno al pubblico la comune storia che lega la Campania e la Sicilia: si parlerà di letteratura e di cinema, ma anche del mistero dei Rosacroce e ancora del mare Mediterraneo raccontato ai bambini, di archeologia, di noir, di vino, di saggistica e di biografie legate al Sud.

La seconda edizione del “Libro Fest” è resa possibile grazie a un protocollo d’intesa tra il Comune di Pozzuoli e “Lunaria Onlus A2-Villaggio Letterario” ed è organizzata in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. Il titolo completo della rassegna è “Pozzuoli Villaggio Letterario – Libro Fest II edizione” e si svolgerà nelle prestigiose sedi di Palazzo Migliaresi al Rione Terra e del Polo Culturale di Palazzo Toledo. Sarà, dunque, un festival all’insegna del Sud e saranno presenti ospiti d’eccezione, fra scrittori, storici, critici letterari, attori e giornalisti. L’edizione di quest’anno del “Libro Fest” è dedicata al comandante Raimondo Bucher, che nel 1956 scoprì il patrimonio sommerso di Baia.

Dopo l’edizione di Pozzuoli, nel 2020 il “Libro Fest” tornerà nuovamente in Sicilia con la sua terza edizione: sarà, in pratica, un viaggio letterario tra Sicilia e Campania, andata e ritorno. Uno scambio, di saperi e riflessioni, che il “Villaggio Letterario” ha fortemente voluto, proprio per sottolineare i forti legami storici e culturali tra queste due grandi Terre del Sud.

Il “Libro Fest” è stato presentato a Pozzuoli durante un incontro al quale hanno preso parte l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Sebastiano Tusa, il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia, l’assessore alla Cultura Maria Teresa Moccia Di Fraia, l’assessore della Pubblica Istruzione Anna Maria Attore, il giornalista scientifico Francesco Foresta Martin, il direttore editoriale di Canale 21 Gianni Ambrosino e l’event manager Anna Russolillo, fondatrice del Villaggio Letterario.

“La Sicilia e la Campania – sottolinea l’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Tusa – sono legate da un percorso storico comune. Questa rassegna sarà l’occasione di incontrare persone per evidenziare ciò che di meglio è stato studiato nel Sud e realizzato con il rigore scientifico che queste occasioni richiedono. Eventi come questo possono realizzarsi grazie alle sinergie tra le istituzioni e le associazioni che hanno a cura il territorio siciliano e campano”.

Hai letto questi articoli?

Torna “Esperienza inSegna”, il festival della scienza

Prevista la partecipazione di 84 scuole, con centinaia di studenti e docenti. Nove giorni all’insegna di laboratori, workshop e conferenze

di Redazione

Conto alla rovescia per la nuova edizione del festival “Esperienza inSegna”, la manifestazione scientifica ad ampio respiro, costruita intorno a tematiche annuali e organizzata dall’associazione Palermoscienza, con la partecipazione dell’Università di Palermo. L’evento si svolgerà dal 20 al 28 febbraio in viale delle Scienze e prevede la partecipazione di 84 scuole, 850 studenti, 310 insegnanti, 260 exhibit, 138 espositori, 70 laboratori e workshop e 18 conferenze.

La manifestazione, che quest’anno ha come titolo “Cambiamento”, si basa sull’idea che la trasmissione del sapere avvenga in modo da lasciare un segno sui visitatori, attraverso attività di divulgazione scientifica rivolte alla città, alle scuole e alle istituzioni. Si tratta della più importante manifestazione scientifica del Mezzogiorno, che coinvolge ogni anno i più grandi punti di riferimento della Sicilia, con tanti appuntamenti, tra incontri, convegni e laboratori.

L’associazione Palermoscienza nasce dall’esigenza di offrire in Sicilia la possibilità di sperimentare attività di comunicazione delle scienze in situazioni informali. Da qualche anno gli studenti in un numero crescente di scuole sono stati protagonisti ed animatori di mostre di exhibit da loro prodotti. L’attività svolta nelle diverse edizioni di “Esperienza inSegna” ha sempre suscitato grande interesse tra i visitatori, favorito una crescita culturale tra gli espositori ed è risultato, altresì, evidente il desiderio di stabilire in maniera non episodica un rapporto “amichevole” con il mondo delle scienze.

Quest’anno è cambiata la modalità per prenotare una visita alla manifestazione. Il cambiamento, tema di quest’anno, è sempre mirato a fornire un servizio più efficiente. A differenza degli scorsi anni non sarà più possibile prenotare tramite mail o mediante una telefonata. Occorrerà pre-iscriversi compilando un modulo disponibile a questo link. Per informazioni telefonare al 3887251384.

Prevista la partecipazione di 84 scuole, con centinaia di studenti e docenti. Nove giorni all’insegna di laboratori, workshop e conferenze

di Redazione

Conto alla rovescia per la nuova edizione del festival “Esperienza inSegna”, la manifestazione scientifica ad ampio respiro, costruita intorno a tematiche annuali e organizzata dall’associazione Palermoscienza, con la partecipazione dell’Università di Palermo. L’evento si svolgerà dal 20 al 28 febbraio in viale delle Scienze e prevede la partecipazione di 84 scuole, 850 studenti, 310 insegnanti, 260 exhibit, 138 espositori, 70 laboratori e workshop e 18 conferenze.

La manifestazione, che quest’anno ha come titolo “Cambiamento”, si basa sull’idea che la trasmissione del sapere avvenga in modo da lasciare un segno sui visitatori, attraverso attività di divulgazione scientifica rivolte alla città, alle scuole e alle istituzioni. Si tratta della più importante manifestazione scientifica del Mezzogiorno, che coinvolge ogni anno i più grandi punti di riferimento della Sicilia, con tanti appuntamenti, tra incontri, convegni e laboratori.

L’associazione Palermoscienza nasce dall’esigenza di offrire in Sicilia la possibilità di sperimentare attività di comunicazione delle scienze in situazioni informali. Da qualche anno gli studenti in un numero crescente di scuole sono stati protagonisti ed animatori di mostre di exhibit da loro prodotti. L’attività svolta nelle diverse edizioni di “Esperienza inSegna” ha sempre suscitato grande interesse tra i visitatori, favorito una crescita culturale tra gli espositori ed è risultato, altresì, evidente il desiderio di stabilire in maniera non episodica un rapporto “amichevole” con il mondo delle scienze.

Quest’anno è cambiata la modalità per prenotare una visita alla manifestazione. Il cambiamento, tema di quest’anno, è sempre mirato a fornire un servizio più efficiente. A differenza degli scorsi anni non sarà più possibile prenotare tramite mail o mediante una telefonata. Occorrerà pre-iscriversi compilando un modulo disponibile a questo link. Per informazioni telefonare al 3887251384.

Hai letto questi articoli?

Incisioni da tutto il mondo per celebrare la donna

Fa tappa a Palermo la mostra itinerante che sta girando l’Europa, con la storica collezione dell’Associazione italiana Ex Libris

di Redazione

Un omaggio alla figura femminile nell’arte. Questo il messaggio della mostra dal titolo “Eva. La donna Eterna”, promossa dall’Associazione italiana Ex Libris (Aie). Tra le duecento opere in esposizione di 150 artisti e incisori di tutto il mondo, dall’inizio del Novecento ai giorni nostri, saranno presenti anche le incisioni di 33 studenti del corso di grafica d’arte del dipartimento Arti Visive, a cura dei professori Riccardo Mazzarino e Giovanni D’Alessandro con la partecipazione professoressa Loredana Dioguardi della Scuola di Grafica d’Arte e tecniche dell’incisione.

La mostra si inaugura a Palermo giovedì 7 febbraio, alle 17, nella Galleria “L’Altro” in via Torremuzza e sarà aperta al pubblico sino al 24 febbraio. La rassegna di incisioni è itinerante ed ha già toccato le città di Atene, Praga, Veliko Tarnovo e Varna in Bulgaria, Creta e a metà marzo sarà a Sint Niklaas, in Belgio. Le opere in esposizione appartengono alla ricca collezione dell’Associazione italiana Ex Libris, con 30 anni di attività, e che ha raccolto il patrimonio dell’Associazione Bnel di Milano.

La mostra è articolata in due sezioni: nella prima sono raccolte le incisioni della collezione storica dell’Associazione, con anche alcune xilografie di inizio ‘900, mentre nella seconda si possono ammirare i lavori realizzati dai più importanti artisti contemporanei. Accanto alle grafiche di Luigi Bompard, Celeste Guidi ed Ernesto Guffanti, sono esposte le calcografie dei grandi incisori di oggi, Jurij Jakovenko, Edward Penkov, Peter Velikov, Hristo Kerin, solo per citarne alcuni.

All’inaugurazione saranno presenti, tra gli altri, il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, Mario Zito, e Angelo Sampietro, presidente Aie. L’ingresso è gratuito da lunedì a sabato, dalle 17 alle 20. Al mattino su appuntamento chiamando il 3473012222.

Fa tappa a Palermo la mostra itinerante che sta girando l’Europa, con la storica collezione dell’Associazione italiana Ex Libris

di Redazione

Un omaggio alla figura femminile nell’arte. Questo il messaggio della mostra dal titolo “Eva. La donna Eterna”, promossa dall’Associazione italiana Ex Libris (Aie). Tra le duecento opere in esposizione di 150 artisti e incisori di tutto il mondo, dall’inizio del Novecento ai giorni nostri, saranno presenti anche le incisioni di 33 studenti del corso di grafica d’arte del dipartimento Arti Visive, a cura dei professori Riccardo Mazzarino e Giovanni D’Alessandro con la partecipazione professoressa Loredana Dioguardi della Scuola di Grafica d’Arte e tecniche dell’incisione.

La mostra si inaugura a Palermo giovedì 7 febbraio, alle 17, nella Galleria “L’Altro” in via Torremuzza e sarà aperta al pubblico sino al 24 febbraio. La rassegna di incisioni è itinerante ed ha già toccato le città di Atene, Praga, Veliko Tarnovo e Varna in Bulgaria, Creta e a metà marzo sarà a Sint Niklaas, in Belgio. Le opere in esposizione appartengono alla ricca collezione dell’Associazione italiana Ex Libris, con 30 anni di attività, e che ha raccolto il patrimonio dell’Associazione Bnel di Milano.

La mostra è articolata in due sezioni: nella prima sono raccolte le incisioni della collezione storica dell’Associazione, con anche alcune xilografie di inizio ‘900, mentre nella seconda si possono ammirare i lavori realizzati dai più importanti artisti contemporanei. Accanto alle grafiche di Luigi Bompard, Celeste Guidi ed Ernesto Guffanti, sono esposte le calcografie dei grandi incisori di oggi, Jurij Jakovenko, Edward Penkov, Peter Velikov, Hristo Kerin, solo per citarne alcuni.

All’inaugurazione saranno presenti, tra gli altri, il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, Mario Zito, e Angelo Sampietro, presidente Aie. L’ingresso è gratuito da lunedì a sabato, dalle 17 alle 20. Al mattino su appuntamento chiamando il 3473012222.

Hai letto questi articoli?

“Identità Ducrot” ai Cantieri Culturali alla Zisa

Videoinstallazione di un gruppo di allievi del corso di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti, coordinato da Antonella Conte

di Redazione

Una videoinstallazione dedicata a Vittorio Ducrot e alla sua storia imprenditoriale e artistica, in quella che è stata la sua fucina creativa. È il progetto “Identità Ducrot”, realizzato da un gruppo di allievi del corso di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, che si potrà visitare nello Spazio Ducrot, ai Cantieri culturali della Zisa, venerdì 8 febbraio dalle 19.30 alle 21.30.

Il progetto, coordinato dalla scenografa Antonella Conte, è stato realizzato da Andrea Fiduccia, Serena Fiorentino, Serena Macaluso, Federica Migliaccio, Chiara Mirabella, Giulia Pirrotta, Emilia Gagliardotto, Alice Perez, Gabriele Prestifilippo, Mattia Croce e Serena Pantaleo.

I capannoni della Zisa sono testimonianza fisica e vitale di oltre un secolo di storia della città, dallo Studio Ducrot alla Vittoria Aeronautica Ducrot, fino a rappresentare il simbolo della rinascita culturale della cosiddetta Primavera palermitana, diventando Cantieri Culturali. “Lo spazio Ducrot ha in sé una forza evocativa e narrativa incredibile in quanto racconta una storia – dice Antonella Conte -. Gli allievi dell’Accademia diventano in questo luogo un gruppo di studenti che analizzano e creano lo spazio del racconto, come nel secolo passato centinaia e poi migliaia di operai, falegnami, ingegneri, architetti, artisti, hanno creato mobili, stucchi, arredi, motori ed idrovolanti”.

Videoinstallazione di un gruppo di allievi del corso di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti, coordinato da Antonella Conte

di Redazione

Una videoinstallazione dedicata a Vittorio Ducrot e alla sua storia imprenditoriale e artistica, in quella che è stata la sua fucina creativa. È il progetto “Identità Ducrot”, realizzato da un gruppo di allievi del corso di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, che si potrà visitare nello Spazio Ducrot, ai Cantieri culturali della Zisa, venerdì 8 febbraio dalle 19.30 alle 21.30.

Il progetto, coordinato dalla scenografa Antonella Conte, è stato realizzato da Andrea Fiduccia, Serena Fiorentino, Serena Macaluso, Federica Migliaccio, Chiara Mirabella, Giulia Pirrotta, Emilia Gagliardotto, Alice Perez, Gabriele Prestifilippo, Mattia Croce e Serena Pantaleo.

I capannoni della Zisa sono testimonianza fisica e vitale di oltre un secolo di storia della città, dallo Studio Ducrot alla Vittoria Aeronautica Ducrot, fino a rappresentare il simbolo della rinascita culturale della cosiddetta Primavera palermitana, diventando Cantieri Culturali. “Lo spazio Ducrot ha in sé una forza evocativa e narrativa incredibile in quanto racconta una storia – dice Antonella Conte -. Gli allievi dell’Accademia diventano in questo luogo un gruppo di studenti che analizzano e creano lo spazio del racconto, come nel secolo passato centinaia e poi migliaia di operai, falegnami, ingegneri, architetti, artisti, hanno creato mobili, stucchi, arredi, motori ed idrovolanti”.

Hai letto questi articoli?
Le vie dei Tesori News

Send this to a friend