Quarto weekend a Catania tra palazzi, chiese e cripte

Quadri miracolosi, ipogei, camminamenti segreti: il festival prosegue nella città etnea, con tanti luoghi aperti soltanto questo fine settimana, come l’Anfiteatro romano e Palazzo Manganelli

di Redazione

C’è la chiesa che custodisce un quadro miracoloso, oppure quella che conserva ancora tracce di un’antica porta e nasconde una suggestiva cripta. Poi ci sono i palazzi nobiliari dove perdersi tra saloni affrescati, e ancora camminamenti segreti, musei, terrazze con vista mozzafiato sulla città e tante altre bellezze da scoprire. Catania torna più bella che mai nel quarto weekend de Le Vie dei Tesori, dal 25 al 27 ottobre, alla luce degli oltre 15mila visitatori che hanno affollato i cinquanta siti aperti nei primi tre fine settimana (qui il programma completo del festival a Catania).

Cripta di San Giuseppe al Transito

Questo weekend da non perdere le chiese che nascondo storie tutte da raccontare. Come quella di San Giuseppe al Transito, a due passi da Castello Ursino. Sorge dove un tempo svettava uno di torrioni dello stadio romano, poi trasformato nel Medioevo in porta d’accesso alla città, la celebre Porta della Decima, di cui restano ancora tracce sulla fiancata settentrionale dell’edificio. Ma questo weekend potrete scoprire anche la misteriosa cripta che si trova all’interno della chiesa. C’è poi Santa Maria dell’Aiuto, che custodisce al suo interno un quadro ritenuto miracoloso: un’icona di gusto bizantino che raffigura la Madonna col Bambino. C’è poi, in un vano attiguo alla chiesa, anche la Cappella della Madonna di Loreto, una rivisitazione in scala ridotta dell’originale santuario marchigiano.

L’Anfiteatro romano

Ci sono puoi le chiese dove ritrovare le tracce di Sant’Agata, da San Placido, che inglobò i ruderi di quella che era considerata la casa natale della patrona, a Sant’Agata La Vetere, che fu la prima cattedrale di Catania e dove furono conservate le reliquie della santa, fino a Sant’Agata al Carcere, dove tradizione vuole che vi fu rinchiusa sant’Agata durante il martirio (quest’ultima visitabile solo prenotando qui). Ultimo weekend, inoltre, per visitare l’Anfiteatro romano, il “colosseo nero”, come lo chiamano i catanesi, che per imponenza è secondo soltanto all’originale romano. Da non perdere, inoltre, l’Ipogeo romano, aperto soltanto questo weekend, una delle poche tombe monumentali di età romana imperiale che ancora si possono ammirare a Catania

Palazzo Manganelli

Tra i luoghi presi d’assalto in questa edizione del festival c’è, inoltre, Palazzo Manganelli, che dopo la prima domenica del festival, torna ad aprire soltanto la prossima, 27 ottobre. Approfittatene per ammirare questo gioiello tardobarocco di cui s’innamorò Luchino Visconti, che qui volle girare alcune scene del suo “Gattopardo”. Tra i luoghi e l’esperienze su prenotazione, tornano poi per l’ultimo sabato le visite teatralizzate nella cupola della Badia di Sant’Agata, percorrendo il camminamento segreto delle monache (qui per prenotare) e nello stesso luogo anche la gettonatissima visita con degustazione di vini Planeta (qui per prenotare). Ci sarà l’occasione, poi, per ri-scoprire la laboriosa cucina dell’antico monastero dei Benedettini (qui per prenotare). Per chi invece vuole immergersi nel verde, c’è solo l’imbarazzo della scelta tra l’Herbarium universitario (qui per prenotare) a zonzo tra piante spontanee quasi estinte e lave millenarie; il Parco d’arte creato a San Giovanni La Punta da quella mecenate appassionata e artista lei stessa che fu Elena La Verde (qui per prenotare); o arrivare – per l’ultima volta sabato e domenica – al Parco Paternò del Toscano, a Sant’Agata Li Battiati, speciale giardino roccioso a terrazze, progettato dal paesaggista Ettore Paternò, dove perdersi tra 42 specie diverse di palme (qui per prenotare).

Terme Achilliane

Tra i luoghi su prenotazione non perdete la possibilità di salire all’inaccessibile cantoria e da lì, alla terrazza del monastero di San Giuliano (qui per prenotare); visitare il museo Diocesano arrivando sui camminamenti di Porta Uzeda (qui per prenotare) oppure scendere nelle antiche terme romane sotto piazza Duomo (qui per prenotare); meravigliarsi di fronte ai 78 “falsi” d’autore di Centuripe che il famoso archeologo Guido Libertini volle esporre tra i reperti del Museo di archeologia dell’Università (aperto per soltanto venerdì 25 ottobre, qui per prenotare).

Senza dimenticare che da Palermo partono i Viaggi dei Tesori alla scoperta di Catania (qui per prenotare). Ogni weekend del festival, in compagnia di una guida esperta che conosce tutti i segreti nascosti tra vicoli e piazze, una notte indimenticabile in un palazzo storico, due snack alla scoperta dello street food catanese e una cena da non perdere. Sempre da Palermo, infine, domenica 27 ottobre, ultima occasione per prendere il bus che vi accompagnerà nel capoluogo etneo per rientrare in serata (qui per prenotare).

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Studenti ispirati da “L’Infinito”, una mostra sulle Madonie

La piccola collettiva è ospitata all’interno del ristorante “A Fuoco lento”, nella borgata di Cipampini, piccola frazione di Petralia Soprana

di Redazione

Studenti creativi nel segno di Leopardi. Si inaugura oggi e sarà visitabile fino a dicembre, la mostra “Sogni di libertà”, che raccoglie alcuni lavori realizzati dagli studenti della scuola media “21 Marzo” di Petralia Sottana, Alimena e Geraci Siculo, tre borghi della Madonie, in provincia di Palermo. La mostra è ospitata all’interno del ristorante “A Fuoco lento”, nella borgata di Cipampini, piccola frazione di Petralia Soprana. Le suggestioni a cui si sono ispirati gli studenti sono quelle de “L’Infinito” di Giacomo Leopardi, componimento poetico di cui quest’anno si celebra il bicentenario e dei temi quanto mai attuali della lotta contro la discriminazione razziale.

L’iniziativa rientra tra le attività culturali del ristorante “A Fuoco lento”, gestito da Diego Landi, ex giornalista milanese e adesso cuoco, che otto anni fa ha deciso di reinventarsi una nuova vita nel piccolo borgo delle Madonie (ve ne abbiamo parlato qui).

Capolavori del Novecento in mostra a Trapani

Al Museo Pepoli un’esposizione dedicata al ritratto, con opere provenienti dai Musei civici di Milano: da Boccioni a Modigliani, da Balla a De Chirico a Donghi, da Sironi a Cagli, a Picasso

di Redazione

Un’ampia riflessione sul tema del ritratto nel corso dei secoli, dal Quattrocento di Antonello da Messina ai maestri del XX secolo, provenienti dalle collezioni dei musei civici milanesi. I protagonisti del Novecento, da Boccioni a Modigliani da Martini a Marini, avviano un ideale e virtuale colloquio con l’opera del Laurana, capolavoro dei musei siciliani. Un filo rosso, impalpabile, che cuce insieme i secoli e le figure che, ciascuno a suo modo, ha affrontato il modus del ritratto, diverso da sé, incline al racconto per particolari, padrone di uno sguardo che ora scompone ora ricompone. Sia esso una sperimentazione di Modigliani o l’intenso autoritratto di Fausto Pirandello o ancora il calco in gesso di un busto del Gagini.

Giacomo Balla, “Ritratto di Nunzio Nasi”

Nasce dalla collaborazione tra istituzioni e musei della Regione Siciliana e del Comune di Milano, con il supporto di MondoMostre Skira, “Il ritratto nel Novecento. Capolavori dai Musei Civici di Milano”, esposizione che si apre il 10 agosto – vernissage venerdì 9 agosto alle 18, alla presenza del goveratore della Regione Siciliana, Nello Musumeci – al Museo Regionale “Agostino Pepoli” di Trapani, che la ospiterà fino al 10 novembre.

Mario Sironi, Autoritratto

Si tratta di un progetto nato da tempo, uno scambio di intenti che è cresciuto in occasione delle mostre costruite e dedicate ad Antonello da Messina, che ha visto l’Annunciata, parte della collezione dell’Abatellis, in colloquio diretto con le altre opere del grande pittore. Una mostra che ha avuto un grandissimo riscontro di pubblico prima a Palermo, poi a Palazzo Reale a Milano. Progetto di collaborazione voluto dall’assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Tusa, a cui è dedicato, dopo la sua scomparsa nel disastro aereo in Eritrea nella scorsa primavera.

Pablo Picasso, “Fumeur”

La mostra “Il ritratto nel Novecento. Capolavori dai Musei Civici di Milano” – a cura di Evelina De Castro e Anna Maria Montaldo, direttori rispettivamente di Palazzo Abatellis a Palermo e del Museo del Novecento a Milano, con la collaborazione di Roberto Pini, su progetto espositivo del direttore del Museo Pepoli, Roberto Garufie di Laura Galvano – racchiude undici capolavori dal Museo del Novecento e dalla Gam di Milano. Opere che segnano un itinerario tracciato da grandi personalità che incontrano idealmente gli antichi maestri siciliani che, cinque secoli prima, diedero la svolta in senso moderno al tema del ritratto. Dal Busto di Pietro Speciale di Domenico Gagini e dal Busto di gentildonna di Francesco Laurana, nella versione del Louvre furono tratti i due calchi in gesso esposti in mostra: il primo fu presentato all’Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-92, il secondo fu richiesto probabilmente dall’archeologo Antonino Salinas, alla Gipsoteca del Louvre di Parigi per accostarlo al gemello originale marmoreo di Eleonora d’Aragona, appena entrato al Museo Nazionale. Laurana e Gagini, interpreti inventori in Sicilia del ritratto umanistico in scultura, divengono modelli artistici tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento.

Giorgio De Chirico, “Autunno”

Il percorso tra i capolavori della ritrattistica del Novecento prende il via alle soglie del secolo con un confronto tra due opere prefuturiste come il Ritratto di Nunzio Nasi del 1902 di Giacomo Balla, ideale “padrone di casa” dalla collezione del Museo Pepoli di Trapani; e il malinconico Ritratto della madre del 1907 di Umberto Boccioni. Gli esordi futuristi di Mario Sironi – di cui è presente in mostra la Testa futurista del 1913 – e le sperimentazioni di Amedeo Modigliani con il Ritratto di Béatrice Hastings del 1915 – uno dei 15 che dedicò alla sua musa ed amante nei due anni della loro burrascosa storia d’amore – introducono alle opere del cosiddetto “Ritorno all’ordine” come il purissimo Busto di ragazzo del 1921 di Arturo Martini – forse l’opera in mostra che più annoda stilemi con il Quattrocento antonelliano -, Autunno del 1935 di Giorgio de Chirico, omaggio al Rinascimento attraverso il ritratto della compagna, lsabella Far Pakszwer; o la celebre Margherita del 1936, simbolo del Realismo magico di Antonio Donghi. Accanto a questi completano il panorama delle esperienze artistiche degli anni tra le due guerre, l’intenso e impietoso Autoritratto del 1940 di Fausto Pirandello e l’arcaicizzante Ritratto della Signora Sachs, sempre del 1940, di Corrado Cagli. Il percorso si chiude con l’Homme assise (Le Fumeur) del 1967, una delle prime opere del ciclo dei Moschettieri dove, lontano dalle ricerche cubiste, un Picasso ormai anziano e stanco, immalinconito dai ricordi irrealizzati, riesce a dare nuova vita e significato al genere del ritratto ideale.

“Questa mostra, l’ultima del trittico dopo le due rassegne antonelliane di Palermo e Milano – sottolinea il presidente Musumeci – è un evento culturale di prima grandezza. Ho voluto che si tenesse a Trapani, provincia nella quale il governo della Regione intende investire con interventi di promozione, in cui la cultura è chiamata a essere grande attrattore turistico e di marketing del territorio. In questa visione, l’esposizione e la stessa città diventano simbolo di come l’arte possa svolgere una grande missione civile di coesione nazionale e cooperazione tra Nord e Sud del Paese”.

La mostra è visitabile da martedì a sabato, dalle 9 alle 17.30 e domenica dalle 9 alle 12.30. Chiusa il lunedì. Il costo del biglietto è di 6 euro (intero) e 3 euro (ridotto).

La gestualità italiana sbarca in Asia, la porta in scena Luca Vullo

Tournée oltreoceano, in Vietnam e Malaysia, del regista e performer siciliano con lo spettacolo “La voce del corpo” e con incontri formativi sulla comunicazione non verbale

di Redazione

La gestualità italiana fa il giro del mondo e sbarca in Asia. Ho Chi Min City e Hanoi, in Vietnam, e Kuala Lumpur in Malaysia, saranno le mete di una tournée oltreoceano che dal 22 ottobre all’1 novembre vedrà Luca Vullo e la madre Angela Gabriele, protagonisti in diversi teatri e università con lo spettacolo “La voce del corpo” e con workshop formativi sulla comunicazione non verbale degli italiani.

Una scena de “La voce del corpo”

Non a caso sono il regista e performer siciliano e la madre stati invitati durante la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, un evento culturale internazionale giunto alla XIX edizione che si svolge ogni anno nel mese di ottobre, su iniziativa dell’Accademia della Crusca in cooperazione con la Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministro degli affari esteri italiano. Ennesima conferma per Vullo che da anni promuove con diversi linguaggi artistici l’Italia all’estero, divenendo nel tempo, una sorta di ambasciatore della cultura italiana nel mondo.

Angela Gabriele e Luca Vullo

A seguito dell’uscita ufficiale del suo primo libro “L’italia s’è gesta. Come parlare italiano senza parlare”, dove racconta le sue esperienze per il mondo con i gesti italiani, Vullo ha partecipato come speaker al TEDx Varese 2019 e alla Leadership Arena che si è tenuto a Barcellona, con la collaborazione della Camera di Commercio, il Consolato Italiano di Barcellona e la Casa degli Italiani. Due importanti occasioni a fianco di grandi talenti del mondo del business, dello spettacolo e dello sport.

Luca Vullo, inoltre, ha realizzato, in qualità di autore, regista e produttore, il documentario “Influx” che racconta la contemporanea emigrazione italiana a Londra ed è fruibile in tutto il mondo sulla piattaforma Netflix. Inoltre, occupandosi di pubblicità con la sua casa di produzione Ondemotive Productions con sede a Londra, il regista è stato incaricato dal Consolato Italiano di Londra, di realizzare lo spot ufficiale di promozione della lingua italiana all’estero. Lo spettacolo in tournée in Vietnam sarà in italiano ma verrà sottotitolato in tempo reale in lingua vietnamita.

Le Vie dei Tesori vola a 185mila visite in tre weekend

Nel terzo fine settimana 55mila hanno scelto Palermo e oltre 5mila Catania. Ragusa ha chiuso in bellezza con le visite notturne ai tre campanili

di Redazione

Le Vie dei Tesori continua a “macinare” numeri e si avvicina a soglie ragguardevoli. Perché se lo scorso fine settimana erano stati 115mila i visitatori del festival a Palermo, Catania, Ragusa, Modica e Scicli, questo weekend si tocca quota 185mila. Oltre 55mila visitatori questo weekend hanno scelto Palermo, altri 5mila hanno raggiunto i 50 siti di Catania e altri 9 mila sono arrivati nelle tre città del Ragusano. Quello che si nota con questa edizione è che il pubblico è “spalmato” tra i diversi siti, nonostante restino amatissimi sia la chiesa che il monastero di Santa Caterina a Palermo che Palazzo Biscari a Catania, imperterriti vincitori da tre weekend. Ed è apprezzata la possibilità di visitare, senza l’assillo di orari e code, alcuni luoghi dove sono organizzati eventi particolari: piace l’idea dei siti su prenotazione, sono esaurite le esperienze, le visite teatralizzate nei palazzi e negli oratori, gli aperitivi sulle cupole e i concerti barocchi, tutti sold out.

Chiesa degli Agonizzanti

Palermo è la regina incontrastata: 55mila visitatori che hanno riempito il centro storico, certo, ma hanno anche invaso i siti da raggiungere fuori porta (qui tutti i luoghi del festival). Palermitani e tantissimi turisti, in coda, armati di piantina, guida e smartphone, un esercito che si fronteggia a colpi di oratori, chiese, bunker, voli, salotti: accolti ovunque da volontari, guide, studenti, un altro popolo “agguerrito” che è felice di dividere particolari, leggende, storie, dati. È la cultura che viene tirata fuori dalle aule e dalle università, per essere consegnata a chi ama ascoltarla. “Grazie a tutte le istituzioni che fanno parte di questa grande rete che abbatte gli steccati – dice Laura Anello, presidente dell’Associazione Le Vie dei Tesori onlus -. Grazie ai ragazzi che accolgono e raccontano i luoghi: collaboratori, tirocinanti e studenti dell’Università di Palermo che sperimentano sul campo le proprie conoscenze, studenti in alternanza scuola-lavoro che si misurano con il mondo del lavoro. Grazie a tutti i volontari, dal più giovane al professionista che decide di donare un po’ del suo tempo per un grande progetto collettivo”. Sold out il brunch a Villa Malfitano (un altro è in programma l’ultima domenica del festival, il 3 novembre a Palazzo Sant’Elia e sarà ispirato ai banchetti settecenteschi dei nobili signori e dame, qui per prenotare).

Panorama dal Loggiato di San Bartolomeo

La chiesa e il convento di Santa Caterina – insieme hanno superato di parecchio i quattromila visitatori – restano il complesso più amato di Palermo: con gli splendidi marmi mischi, e le celle dove ti par di vedere le tonache delle monache sfiorare il pavimento. Terzo sito scelto dal pubblico è il Loggiato San Bartolomeo, da pochi mesi restituito alla città: molto apprezzata la terrazza, anche per una foto ricordo affacciati sul mare. Tallona da presso il rifugio antiaereo sotto Palazzo delle Aquile – quest’anno visitabile soltanto il sabato e la domenica – che ormai da tre anni è tra i luoghi più visitati, anche per l’appassionato racconto della città bombardata. Va sempre benissimo l’aeroporto di Boccadifalco che annuncia per la prossima domenica una sorpresa musicale dei giovanissimi allievi di una scuola di Ciminna.

Villa Pajno

Bella la performance dei palazzi: Villa Pottino, Palazzo Asmundo, Palazzo Zingone Trabia, di grande richiamo la chiesa e la cupola del Santissimo Salvatore, e tantissima gente (750 spettatori) sono saliti a Porta Felice. Sold out le visite a Villa Pajno, la sede della Prefettura, letteralmente presa d’assalto, dove a sorpresa è giunto tra i visitatori uno dei nobili proprietari, Ettore Parlato Spatafora. Tra le scuole, vince l’Educandato Maria Adelaide dove le allieve raccontano la storia delle “nobili zitelle”, toccante la visita alle due sedi della Missione di Biagio Conte e all’Istituto Padre Messina, ma è piaciuto molto anche il percorso dentro il Conservatorio (quasi 400 visitatori) con un bellissimo sottofondo musicale.

Pietro Massaro durante la visita teatralizzata al Santissimo Salvatore

Tanto pubblico al terzo concerto barocco: stavolta è sceso in campo l’ideatore di questa mini rassegna, il chitarrista Dario Macaluso, in trio con Luigi Sollima e Christian Cutrona, ma si stanno già esaurendo i posti per il prossimo concerto, l’ultimo, dedicato al Belcanto e alla trascrizione di arie liriche, nella chiesa di santa Maria del Piliere (qui per prenotare). Stefania Blandeburgo e Pietro Massaro hanno continuato con le loro visite teatralizzate: ormai non c’è quasi più un posto disponibile. Tutte le “esperienze” navigano sul sold out, dai voli in Piper (si sono dovuti aggiungere altri slot, andati subito esauriti) ai tour nei quartieri ai laboratori dei pupari. Gettonate anche le due mostre: “Look up!”, immagini “a naso in su” di Salvo Gravano, che hanno introdotto la visita a Palazzo Zingone Trabia, ai “Capolavori perduti”, la rimaterializzazione di tele disperse di Van Gogh, Monet o Tamara de Lempika, nel sottocoro di Palazzo Abatellis, che apre (con un coupon diverso) anche le terrazze e i laboratori di arazzi.

Palazzo Biscari

Catania continua a bissare i numeri dei primi due weekend, e si superano i 5500 visitatori spalmati tra chiese e palazzi (qui tutti i luoghi). Resta sempre in testa Palazzo Biscari, ma stavolta entra a sorpresa castello Ursino, che ha aperto sia il fossato che la corte. Il terzo sito più visitato a Catania resta sempre San Nicolò l’Arena, la chiesa più grande dell’isola con la lunga scala a chiocciola di 141 gradini che conduce alla terrazza da dove lo sguardo arriva a Siracusa. A sorpresa, il quarto posto più visitato, la grotta dell’Amenano, che permette di scendere nelle viscere della città alla ricerca del “fiume fantasma” che corre sotto i palazzi. Molta curiosità hanno sollevato le raffinerie che sono state aperte in corsa, durante la visite alle Ciminiere: una sorpresa per gli stessi catanesi che si sono riversati per scoprire un pezzo di storia nascosta della città. E sono piaciute le “esperienze” proposte, l’aperitivo in notturna all’apice dei camminamenti segreti delle monache, le visite guidate alla scoperta degli erbari degli scienziati, dei parchi e dei giardini d’arte fuori città.

Campanile delle Sante Anime del Purgatorio

Il Ragusano sta chiudendo la sua partecipazione a Le Vie dei Tesori con numeri importanti. Le tre città insieme questo weekend hanno superato i 9mila visitatori. Con una marea di persone che ha provato l’ebbrezza di salire sui campanili di Ragusa in notturna, aperti solo in questi tre giorni: la città conta 4mila visitatori in questo terzo ed ultimo weekend. Primo sito più visitato è, come sempre ormai da tre fine settimana, il bellissimo palazzo Arezzo di Trifiletti che supera di pochissimo il campanile di Santa Maria delle Scale – sotto la quale si scopre una cappellina con un fonte battesimale cinquecentesco scolpito in un unico blocco di pece;  segue il Circolo di conversazione, il raduno dei nobili signori del luogo, ma ecco nelle prime posizioni anche le altre due torri campanarie, della bellissima chiesa dell’Itria, con la cupola dove fioriscono eleganti iris; e della chiesa del Purgatorio, dove il campanile poggia su un tratto delle mura bizantine del castello. L’occasione per le visite in notturna è stata data dalla collaborazione de Le Vie dei Tesori con il festival delle Scale del Gusto.

Interni del municipio di Scicli

Scicli continua a superare Modica e conferma anche lei i 2.500 visitatori del secondo weekend: il pubblico non dimentica che questi sono i luoghi della fiction del Commissario Montalbano (e quindi il Municipio dove è ricostruita la stanza del Questore), seguito dalla Farmacia Cartia, dove il tempo sembra essersi fermato tra ampolle, albarelli, vasi da farmacia: tutto come era nell’ottocento quando venne aperta; terzo sito, la chiesa e il campanile di San Giovanni Evangelista dove il pubblico, seguendo l’antico percorso delle monache, si è affacciato affacciare dalle gelosie coperte da una grata, per osservare la navata dall’alto. Modica tallona Scicli, non ammette sconfitte: e supera i duemila visitatori anche questo weekend: i visitatori hanno decretato vincitore tout court Palazzo Castro Grimaldi che ha offerto uno spaccato dell’aristocratica vita modicana di inizio secolo. A sorpresa, questo fine settimana il pubblico ha scelto la chiesetta rupestre di San Nicolò Inferiore, considerata la più antica della città, sconosciuta anche a tanti modicani; segue, terzo e imponente, il Castello dei Conti affacciato sulla città.

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Il festival entra nel vivo: tutto il meglio del terzo weekend

Dai percorsi liberty di Palermo, con visite ai cantieri di restauro, alle terme e i bastioni di Catania. A Ragusa la magia dei campanili di notte

di Redazione

Andar per cantieri, osservare da vicinissimo i restauratori, porre anche qualche domanda: quest’anno Le Vie dei Tesori permette esperienze molto particolari, un passo in più rispetto alla semplice visita dei luoghi. E questo terzo weekend – da domani (venerdì 18 ottobre) a domenica – le possibilità saranno davvero tante: a Palermo apre le porte Villino Ida, la casa privata che Ernesto Basile si costruì a sua immagine. Sarà possibile visitare lo studio, le stanze dove l’architetto disegnò e firmò ogni arredo, ogni pomello. Una possibilità unica, visto che il villino è sottoposto a restauro, così come avviene anche a Villino Favaloro, dove addirittura la visita è consentita a sole 8 persone per volta e su prenotazione, con tanto di caschetto di sicurezza. Sono tutti e due visitabili solo di venerdì. Se poi volete completare il “percorso liberty”, raggiungete anche Villino Florio, la quintessenza della mano del Basile, dove quest’anno è visitabile anche il giardino.

Villino Ida

Anche questo terzo fine settimana la scelta tra i siti sarà veramente difficile: tra i luoghi aperti con coupon, siti su prenotazione, visite teatralizzate in costume, degustazioni in palazzi storici, e un trio, raro e prezioso, risuona in oratorio (qui il programma completo a Palermo). Sarà visitabile per la prima volta in assoluto nel festival – questo sabato e domenica, ma è già sold out -, Villa Pajno, la residenza privata del prefetto: un trionfo moresco affacciato su via Libertà. Meglio prenotare invece la visita a Villa Whitaker, anch’essa della Prefettura, che il prossimo e unico weekend (26 e 27 ottobre) riaprirà le porte, dopo il successo enorme dei giorni scorsi (qui per prenotare).

Bastione degli Infetti

Andiamo con ordine. Perché a fronte dei 160 luoghi che apriranno a Palermo, ce ne sono altri 50 a Catania dove si potranno visitare i due antichi Bastioni, il complesso multiforme della Cattedrale, tra saloni e cappelle di solito chiusi al pubblico, seguire il percorso su Sant’Agata ma soprattutto scendere nelle antiche terme, sia quelle della Rotonda che quelle dell’Indirizzo (poi bisognerà aspettare l’ultimo weekend), e nelle terme Achilliane sotto la Cattedrale (solo su prenotazione). Scatta invece l’ultimo fine settimana tra vicoli barocchi e muretti a secco del Ragusano, ma con chicche splendide: proprio a Ragusa sarà possibile salire in notturna addirittura su tre torri campanarie, di cui una, Santa Maria delle Scale, del tutto inedita (ve ne abbiamo parlato qui), a Modica ci si dividerà tra “dolci” fabbriche e importanti bastioni, a Scicli ritornano le chiese rupestri affacciate sulla cittadina.

IL TERZO WEEKEND A PALERMO

Catacombe di San Michele Arcangelo

Questa settimana vi consigliamo di non perdere la biblioteca Bombace (solo questo venerdì e il prossimo), l’ex collegio Massimo dei Gesuiti che nasconde un milione di volumi e antichi codici, ma anche un bunker della guerra (che si visita con un coupon a parte); ultimo weekend per scendere nelle catacombe di San Michele Arcangelo, sotto Casa Professa, dove vi racconteranno la storia dell’avido sacrestano e della Madonnina miracolosa. Poco lontano, la cinquecentesca chiesa di San Francesco di Paola, appena restaurata, che sarà felice di mostrare il suo interno manierista colmo di affreschi e stucchi. Del tutto diversa, austera, medievale, è invece la Magione di cui non bisogna dimenticare l’antico chiostro, unico rimasto dell’antico monastero.

Educandato Maria Adelaide

Soltanto questo weekend e il prossimo sarà visitabile a Pallavicino, il Giardino della Concordia, dove ad ogni pianta corrisponde un nome, una data, una targa. Ritornando in città avviatevi lungo un percorso inedito attraverso storie ed istituti palermitani: fermatevi all’educandato Maria Adelaide dove le allieve vi racconteranno la storia dell’istituto per “nobili zitelle” che nasconde una chiesa del Marvuglia e una leziosa sala-teatro liberty di Rocco Lentini. Non perdete l’Istituto Castelnuovo, creato dall’illuminato principe Cottone per una classe di “giovani agricoltori d’elite”, ma neanche il liceo intitolato ad una delle più belle coppie dell’arte: lo scultore Vincenzo Ragusa e la moglie pittrice, la delicata Otama Kiyohara. Sarà l’ultima occasione, ed è aperto solo questo sabato e domenica anche gioiello di stucchi che è il prezioso Oratorio delle Dame. Infine solo domenica (anche la prossima, poi basta) dirigetevi verso Palazzo Comitini: la sede dell’ex Provincia, oggi Città Metropolitana, nasconde salotti sontuosi con mobili d’epoca e una bellissima collezione di arte moderna e contemporanea.

CONCERTI NEI TESORI

Dario Macaluso

Flauto, chitarra e viola: una rara combinazione strumentale. Siamo al terzo concerto de “Le Corde di Palermo”, la rassegna di Dario Macaluso ve ne abbiamo parlato qui(): domani sera (venerdì) alle 21 nell’oratorio di San Mercurio, Luigi Sollima, Dario Macaluso, Christian Cutrona affronteranno il capolavoro di questa formazione che senza dubbio rimane il “Notturno op.21” del boemo Wenzel Matiegka. Quindi in una dimensione più contenuta e formalmente ineccepibile, il fresco “Trio di Kreutzer op.16”, per finire con le evanescenti atmosfere negli acquerelli argentini di Pujol. Il trio, raffinato ed elegante, ha realizzato svariati concerti e ha in programma l’esecuzione di musiche pensate e create per questo ensemble (qui per prenotare).

LE ESPERIENZE

Pietro Massaro durante la visita teatralizzata al Santissimo Salvatore

Sono la novità di questa edizione del festival, perché permettono di scoprire un luogo con occhi diversi. Dall’alto e dal basso. Per esempio, dentro Villa Pottino – che è già di per sé una visita bellissima visto che è rimasta quasi immobile, come arredi e atmosfere – sabato alle 17,30 apparirà la cortigiana protetta dal vicerè Colonna. È lei (impersonata da una bravissima Stefania Blandeburgo) a raccontare gli editti e i bandi contro le prostitute d’alto livello (che per vestirsi come le donne honeste dovevamo pagare una tassa al convento delle Repentite) ma anche a descrivere avvenimenti come l’annuale “corsa delle bagasce”, la cui vincitrice si aggiudicava persino un premio. E sempre l’attrice vestirà i panni della vecchia levatrice Melina che – domenica alle 17,30 all’Oratorio dell’Immacolatella – racconterà la nascita di Giovan Pietro nel 1576, padre del cardinale Giulio Mazzarino. Non perdetela, e non dimenticate Pietro Massaro – domenica alle 18 all’Oratorio del Santissimo Salvatore – che racconterà miserie e necessità di un “povero mendicante” di mestiere nella Palermo seicentesca (qui tutte le visite teatralizzate). E nel sottocoro del Museo Salinas è anche visitabile (ticket sul sito) la mostra “Il ritorno dei capolavori perduti” che racchiude sette “ri-materializzazioni” digitali di altrettanti pezzi irrimediabilmente dispersi, ognuno con una sua storia di furti, incendi, distruzioni.

Palazzo Zingone Trabia

Sabato alle 19 si potrà sorseggiare un calice di rosé Planeta sotto gli affreschi e i decori di Palazzo Zingone Trabia: una residenza che è una vera sorpresa, completamente inaspettata dall’esterno. Addossato alla vecchia cinta muraria ormai scomparsa, ristrutturato e recuperato solo da pochi anni, nasconde soffitti neoclassici, un’alcova preziosa, una strana stanza dai decori arabeggianti. E ospita la mostra fotografica “Look up!” ovvero una prospettiva inedita colta dal fotografo Salvo Gravano. Ma potete anche raggiungere (domani sera) Palazzo Asmundo per un aperitivo elegante guardando da vicino la Cattedrale, e tornateci sabato per cenare alla maniera dei Gattopardi. E siccome è praticamente esaurito il brunch di sabato a Villa Malfitano, consigliamo assolutamente di prenotare sin da ora la visita e brunch a Palazzo Sant’Elia (qui per prenotare), una sorpresa aggiunta da poche ore al programma dell’ultimo weekend (per domenica 3 novembre): un’enfilade di saloni affrescati per una vera e propria cena dei monsù, ma di sapore mediterraneo.

Area archeologica su Monte Iato

Ed eccoci al resto delle esperienze (qui per scoprirle e prenotarle tutte): saranno aperti laboratorio e teatrino di Mimmo Cuticchio, nel cuore di via Bara all’Olivella, tra paladini e saraceni, ippogrifi e pianini a cilindro. Sarà possibile navigare lungo la costa sulla storica Lisca Bianca, la barca degli Albeggiani, e partecipare ai percorsi a cavallo nelle scuderie settecentesche del Principe Carlo Cottone. E siccome in tantissimi le hanno chieste, ecco nuove possibilità e orari per volare sul Piper. E si è aggiunta in corsa anche una visita importante che non fa parte del programma: l’area archeologica di Monte Iato, con le sue case a peristilio, domenica 3 novembre alle 10 avrà una guida d’eccezione come il suo direttore, Francesca Spatafora (qui per prenotare).

GLI ARTIGIANI E GLI ARTISTI

Arèa

Cinque case-studio che raccontano gli artisti che le abitano. L’Itinerario contemporaneo, curato da Paola Nicita, si svolge notturna perché i siti sono visitabili – con lo stesso coupon dei luoghi – dalle 18 alle 22 (qui per saperne di più). Tranne Officine Calderai dove si vedono nascere pezzi di design dalle mani degli artigiani, domani e sabato dalle 10 alle 18. Gli altri quattro sono da cercare: da piazza Rivoluzione, da Arèa, studio dove lavora Giovanni Lo Verso e dove questo weekend si scoprirà che l’arte fa bene, più di una medicina, anzi riesce anche a condurre alla felicità. Lo spiegheranno tre artisti e docenti dell’Accademia di Belle Arti come Alessandro Bazan, Francesco De Grandi e Fulvio Di Piazza. Al vicino Spazio Rivoluzione dove c’è Adalberto Abbate, a piazza XIII vittime per le due sculture en plein air di Daniele Franzella e Clemens Botho Goldbach. Ma spingetevi lontano dal centro: a pochi passi dall’Ucciardone, nella parte più antica delle Fabbriche Sandron, il pittore Nicola Pucci vive e lavora.Ingresso da via Duca della Verdura, di fianco alla trattoria Albertone.

LE PASSEGGIATE

Il castello di Carini

Andare per streghe ed eretici, cortigiane e truci vendicatori, botteghe storiche ed antichi palazzi. Le passeggiate de Le Vie dei Tesori sono tour dove la prima ad essere un’appassionata è la guida. Che può essere un botanico, uno storico, un giornalista, un professore. Questo weekend – sabato e domenica – sarà come sempre difficile scegliere: dalle suggestioni notturne del quartiere Ballarò, dove il mercato è ormai silenzioso, ai segreti della Loggia dei mercanti, ai postriboli di quartiere, fino ai caffè storici dal profumo aromatico. Poi storie di donne licenziose, le Porte a mare di epoca spagnola, le torri d’acqua, la città liberty, fino a un salto fuori porta alla scoperta del castello di Carini, ma anche a Monte Pellegrino e alla Grotta Conza, vicino Tommaso Natale, fino a Ficuzza. Qui potrete scoprire e prenotare tutte le passeggiate del prossimo weekend.

IL TERZO WEEKEND A CATANIA

Terme della Rotonda

Scendere nelle terme romane, salire sui bastioni storici, scoprire le chiese, passeggiare nei giardini. Catania è ancora sulla cresta dell’onda (qui il programma completo). Non bisogna perdere l’occasione per visitare i tre complessi di terme romane: sono percorsi importanti, molto suggestivi, anche sotterranei, che raccontano la storia dell’antica Katane. Edifici complessi, che si sono trasformati con l’avanzare della città e che sono tornati allo scoperto grazie agli archeologi. Visitabili anche i due bastioni: quello del Tindaro, uno degli undici che facevano parte delle mura che Carlo V fece costruire in pietra lavica a difesa della città; e il Bastione degli Infetti, che un tempo ospitò un lazzaretto dopo l’epidemia di peste che colpì Catania nel 1576.

Chiesa di San Giuliano

Aprono le Ciminiere per la visita alle tre collezioni museali: si passa dalle mappe e carte geografiche rinascimentali alle “pizze” e locandine d’epoca al Museo dello Sbarco, dove vive un pezzo di storia. Se volete evitare le code, su prenotazione si scopre Sant’Agata al Carcere, dove tradizione vuole che vi fu rinchiusa la Patrona durante il martirio. E ancora due musei, quello di archeologia dell’Università (unica visita venerdì alle 10), il Diocesano con la passeggiata sopra Porta Uzeda. Aperitivo Planeta sabato sera sulla cupola della Badia di Sant’Agata. Tra i luoghi su prenotazione non perdete la possibilità di salire all’inaccessibile cantoria e da lì, alla terrazza del monastero di San Giuliano (venerdì dalle 10 alle 16, sabato dalle 14 alle 16 e domenica dalle 10 alle 12); di meravigliarvi di fronte ai 78 “falsi” d’autore di Centuripe che il famoso archeologo Guido Libertini volle esporre tra i reperti del Museo di archeologia dell’Università (solo venerdì alle 10). Senza dimenticare che da Palermo partono i Viaggi dei tesori alla scoperta di Catania (qui per prenotare).

TERZO E ULTIMO WEEKEND NEL RAGUSANO

Uno scorcio di Ragusa Ibla

Non si può perdere l’occasione di partire per il Ragusano, anche perché sarà davvero l’ultima occasione per scoprire luoghi spesso chiusi. Come il campanile di Santa Maria delle Scale – sotto la quale si scopre una cappellina con un fonte battesimale cinquecentesco scolpito in un unico blocco di pece -, che apre in notturna a Ragusa con le altre due torri campanarie, della bellissima chiesa dell’Itria, con la cupola dove fioriscono eleganti iris; e della chiesa del Purgatorio, dove il campanile poggia su un tratto delle mura bizantine del castello. L’occasione è data da Scale del Gusto, che per il primo anno è gemellato con Le Vie dei Tesori: da questa collaborazione scaturisce un percorso sensoriale che scende lungo le antiche scalinate, dalla città superiore ad Ibla (ve ne abbiamo parlato anche qui). Le tre torri saranno aperte dalle 18 a mezzanotte, ma non bisogna assolutamente dimenticare gli altri venti luoghi: tra questi, Sant’Agata ai Cappuccini con il trittico di Pietro Novelli, poi San Rocco con la sua “cona”, ma anche il frammento superstite del Retablo di San Giorgio, bellissimo esempio di arte sopravvissuta.

 

Chiesa rupestre di San Nicolò

Ma se Ragusa vale il viaggio, lo stesso si può dire di Modica dove è assolutamente da non perdere la visita alla casa del premio Nobel Quasimodo, che sarà aperta soltanto questo weekend: quattro stanze per raccontare il poeta, attraverso i suoi oggetti personali. Aperta sempre e soltanto questo fine settimana, anche la chiesetta rupestre di San Nicolò inferiore, considerata la più antica della città, scoperta nel 1987 dallo studioso modicano Duccio Belgiorno in una grotta fino ad allora utilizzata come magazzino. Da visitare la fabbrica dove nasce il famoso cioccolato Bonajuto, l’antico fattojo dove scoprirete come si “frantumano” le fave di cacao e si utilizzano ordegni d’epoca. Visite alle 10, 11.30, alle13 (in inglese), 14.30, 15.30 e alle 17. Si potrà anche andar per musei, e troverete così le famose “botti” del museo “Tommaso Campailla”, l’unico sifilicomio del Sud Italia; il famoso castello dei Conti, a causa di lavori in corso, mostrerà solo domenica, la torre normanna e la cappella dei detenuti. E sempre soltanto domenica, nella chiesa del Carmine si avrà l’inedita possibilità di visitare uno degli accessi laterali alla chiesa, un portale gotico che fu scoperto per caso nel 2008 da una casa privata; visibile anche l’ossario dei frati Cappuccini.

La Grotta delle Cento Scale

nfine Scicli dove ci si muove tra chiesette rupestri, antiche cave, grotte scoscese. È stata la vera sorpresa di questa edizione del Festival, tra le città più visitate, ha superato la stessa Modica. Colpiscono le facciate storiche dei palazzi settecenteschi – è possibile partecipare ad una passeggiata (domenica alle 16, qui per prenotare) per scoprire edifici pubblici e privati, veri esempi di committenze nobiliari, affidate ai migliori artigiani dell’epoca – ma anche l’unicità del barocco prezioso e ancora intatto. Novità è ancora la grotta delle Cento scale che conduce sul serio nelle viscere della terra, dove però scoprirete un presepe in miniatura. E se ne avete abbastanza delle ampolle segrete e dei bilancini da speziale dell’antica farmacia Cartia, potete inerpicarvi fino a San Matteo: troverete un sito affascinante, anche se abbandonato, da dove lo sguardo spazia fino al mare lontano.

I VIAGGI DEI TESORI

In viaggio con Le Vie dei Tesori

Proseguono i Viaggi dei Tesori che da Palermo conducono alla scoperta di Catania (qui per prenotare). È stato costruito con cura certosina un weekend dotato di una guida personale, anche solo per due persone, con una notte in un palazzo storico, lo street food catanese, una cena gourmet. E poi i luoghi, i palazzi, le chiese, gli oratori. Sulla stessa scia si muove anche il progetto nato con Labisi Eventi vettore ufficiale del festival: si può già prenotare la gita giornaliera in pullman che da Palermo condurrà a Catania, domenica 27 ottobre (qui per prenotare).  Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Terzo weekend a Catania: le esperienze da non perdere

Dalla visita teatralizzata al tramonto sulla cupola della Badia alla laboriosa cucina dell’antico monastero dei Benedettini, fino al ricco Herbarium dell’Università

di Redazione

Sarà possibile salire in vetta alle cupole, passeggiare in giardini scavati nella lava, visitare antichi monasteri che hanno conservato intatto il loro fascino. Mai come in questo weekend Catania sciorina i suoi luoghi: sontuosi come i palazzi, inediti come gli erbari, inaccessibili come le antiche chiese. Le Vie dei Tesori è entrato nel vivo e la città etnea è pronta a guadagnare il suo prossimo weekend – da venerdì 18 a domenica 20 ottobre – con alcuni siti ed esperienze da prenotare, oltre ai tantissimi luoghi da scoprire con i semplici coupon (qui l’elenco completo).

Cupola della Badia di Sant’Agata

Ad esempio, solo venerdì alle 19,15 sarà possibile partecipare alla visita teatralizzata alla cupola della Badia Sant’Agata (qui per prenotare), alla luce del sole che pian piano cala e illumina di rosso i tetti circostanti. Sarà possibile arrampicarsi su in alto, fino alla cupola, e dominare con lo sguardo tutto il centro storico. Solo sabato (alle 19) invece, sempre nella cupola, sarà possibile partecipare ad una particolare visita guidata, seguita da una degustazione di vini Planeta (qui per prenotare). In chiesa, raggiungendo circa 40 metri d’altezza, si percorrerà il camminamento segreto della cupola, usato sempre dalle monache che scrutavano la città, senza essere viste.

Interni del monastero dei Benedettini

Ma sarà anche un’occasione per ri-scoprire la laboriosa cucina dell’antico monastero dei Benedettini (“esperienza” dalle 9 alle 16, qui per prenotare), con annesso il “ventre” (la dispensa) dove i monaci conservavano le derrate. E vi spiegheremo cosa c’entrano “I Vicerè” di De Roberto. Per chi invece vuole immergersi nel verde, c’è solo l’imbarazzo della scelta tra l’antico Herbarium universitario (visite alle 10, alle 12 e alle 15,30, qui per prenotare) a zonzo tra piante spontanee quasi estinte e lave millenarie; il Parco d’arte creato a San Giovanni La Punta da quella mecenate appassionata e artista lei stessa che fu Elena La Verde (qui per prenotare); o arrivare al Parco Paternò del Toscano, a Sant’Agata Li Battiati, speciale giardino roccioso a terrazze, progettato dal paesaggista Ettore Paternò, dove perdersi tra 42 specie diverse di palme (qui per prenotare).

Affresco nella chiesa di Sant’Agata al Carcere

Tra i luoghi su prenotazione non perdete la possibilità di salire all’inaccessibile cantoria e da lì, alla terrazza del monastero di San Giuliano (venerdì dalle 10 alle 16, sabato dalle 14 alle 16 e domenica dalle 10 alle 12, qui per prenotare); visitare il museo Diocesano arrivando sui camminamenti di Porta Uzeda (qui per prenotare) oppure scendere nelle antiche terme romane sotto piazza Duomo (venerdì e sabato dalle 9 alle 12.40 e domenica dalle 10 alle 12.40, qui per prenotare); scoprire le “orme” della patrona a Sant’Agata al Carcere, nel luogo dove leggenda vuole sia stata imprigionata, (dalle 10 alle 11.30 e dalle 16 alle 17.30, qui per prenotare); meravigliarsi di fronte ai 78 “falsi” d’autore di Centuripe che il famoso archeologo Guido Libertini volle esporre tra i reperti del Museo di archeologia dell’Università (solo venerdì alle 10, qui per prenotare).

Uno dei reperti del Museo dell’archeologia

Senza dimenticare che da Palermo partono i Viaggi dei Tesori alla scoperta di Catania (qui per prenotare). Ogni weekend del festival, in compagnia di una guida esperta che conosce tutti i segreti nascosti tra vicoli e piazze, una notte indimenticabile in un palazzo storico, due snack alla scoperta dello street food catanese e una cena da non perdere. Sempre da Palermo, infine, domenica 27 ottobre, partirà il bus che vi accompagnerà nel capoluogo etneo per rientrare in serata (qui per prenotare). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Festival da record, 115mila visite in due weekend

In 52mila hanno scelto Palermo, 5mila Catania e 8mila il Ragusano. Il luogo più amato nel capoluogo resta la chiesa di Santa Caterina, ma a sorpresa ecco anche il Loggiato San Bartolomeo

di Redazione

E sono centoquindicimila, in due soli fine settimana. Perché se lo scorso fine settimana erano stati quasi 50mila i visitatori de Le Vie dei Tesori a Palermo, Catania, Ragusa, Modica e Scicli, questo weekend si tratta di 65mila visitatori ed è la sola Palermo a sfiorare le 52mila visite. Il capoluogo naviga con il vento in poppa, dividendosi equamente tra i siti visitabili con coupon semplice, quelli su prenotazione, ma anche esperienze, visite teatralizzate e il concerto barocco, tutti sold out. Oltre 5mila visitatori hanno scelto i 50 siti di Catania e altri 8mila hanno cercato i palazzi sontuosi di Ragusa, sono saliti al Castello dei Conti a Modica e scelto i luoghi della fiction più amata, a Scicli.

Visite nella chiesa di Santa Caterina

Palermo è la regina incontrastata: 52mila visitatori che hanno riempito il centro storico, certo, ma hanno anche invaso siti da raggiungere fuori porta. Segno che il viaggiatore appassionato de Le Vie dei Tesori non si ferma al primo luogo più vicino, ma ama scoprire, leggere, ascoltare. E gli piace anche provare, visto che la novità di quest’anno – le “esperienze” – hanno funzionato benissimo, in diverse erano sold out e sono in tanti a chiedere di aggiungere nuove possibilità a luoghi o visite speciali che sono già quasi esaurite anche per i prossimi appuntamenti. Palermitani e tantissimi turisti, in coda, armati di piantina, guida e smartphone, un esercito agguerrito che si fronteggia a colpi di oratori, chiese, bunker, voli, salotti (qui il programma completo del festival a Palermo).

La terrazza del Loggiato San Bartolomeo

Il luogo più amato a Palermo – sfiora stavolta i duemila visitatori – resta la chiesa di Santa Caterina, con il suo trionfo di stucchi di Procopio Serpotta e gli splendidi marmi mischi; ma è molto interessante notare che il secondo sito scelto è una new entry, ovvero il Loggiato San Bartolomeo, da pochi mesi restituito alla città: da quassù lo sguardo spazia su tutto il water front di Palermo e, girandosi verso monte, abbraccia l’intero centro storico. E il monastero di clausura annesso alla Chiesa, è quarto dietro il rifugio antiaereo sotto Palazzo delle Aquile – quest’anno visitabile soltanto il sabato e la domenica – che supera di parecchio i mille visitatori. È andato benissimo anche l’aeroporto di Boccadifalco che ha non solo permesso di scendere nei suoi due bunker, ma ha aperto anche la torre di controllo, che si raggiunge con un trenino: lo hanno scelto mille visitatori e quasi un centinaio hanno partecipato al primo aperitivo tra gli aerei dell’hangar.

Chiesa di Santa Maria del Gesù

Sold out le visite sia alla Banca d’Italia – che ha aperto soltanto questo weekend – che alla sede della prefettura di Villa Whitaker: e coloro che non sono riusciti ad entrare stanno già prenotando la visita a Villa Pajno che aprirà invece nel prossimo fine settimana. Tra le scuole che partecipano a Le Vie dei Tesori, la più gettonata resta l’Educandato Maria Adelaide, dove le allieve raccontano i fasti del nobile convitto per “nobili zitelle”. Toccante la visita alle due sedi della Missione di Biagio Conte – i visitatori uscivano con i lucciconi agli occhi – e all’Istituto Padre Messina, probabilmente trascinato dal rifacimento del porticciolo di Sant’Erasmo, appena inaugurato (ve ne abbiamo parlato qui); e tra i luoghi fuori porta, in trecento hanno voluto raggiungere il Convento e il cimitero di Santa Maria del Gesù dove le visite sono condotte dagli stessi parrocchiani.

Visita teatralizzata a Villa Malfitano

Ma questo è stato soprattutto il weekend delle “esperienze”: si è provato di tutto, il concerto di chitarra del Duo Sambossa all’oratorio di San Lorenzo era sold out, ma è stata la visita teatralizzata a Villa Malfitano a registrare il successo più commovente. Stefania Blandeburgo ha vestito panni, guanti e cappellino di Delia Whitaker, l’ultima discendente, e ha raccontato la sua “casa”, la sua camera, i salotti, cucendo insieme (testi di Piero Longo) le vicende della famiglia inglese di imprenditori che tanto influirono sulla Palermo a cavallo delle guerre. Anche Pietro Massaro, calato nei panni di un misero poeta o di un valente cavaliere, ha retto perfettamente le visite. Poi tutte le altre “esperienze”: quasi sold out le visite in notturna all’Orto Botanico, tra piante e fiori che di notte sembrano nascere dal buio; dai voli in Piper (esauriti) ai tour nel quartiere Danisinni alla scoperta del Museo sociale, alle visite vis à vis nei laboratori dei pupari. Gettonate anche le due mostre: “Look up!”, immagini “a naso in su” di Salvo Gravano, che hanno introdotto la visita a Palazzo Zingone Trabia, ai “Capolavori perduti” a Palazzo Abatellis, che apriva (con un coupon diverso) anche le terrazze e i laboratori di arazzi.

Palazzo Biscari a Catania

Catania ha bissato, alzando di poco l’asticella, il successo del primo weekend: oltre cinquemila visitatori (qui il programma del festival a Catania). E stavolta il testa a testa tra le residenze nobiliari, ha premiato Palazzo Biscari, con i suoi aloni affrescati e i mobili d’epoca, che ha superato di poco Palazzo Manganelli, sontuoso e barocco. Al pubblico i palazzi nobiliari piacciono, e questo è un dato di fatto: ma proprio a Catania, si raggiunge l’apice dell’eleganza e del fasto in residenze dove il tempo sembra essersi cristallizzato tra salotti, scale, cortili, giardini nascosti. Il terzo sito più visitato a Catania resta sempre San Nicolò l’Arena, la chiesa più grande dell’isola con la lunga scala a chiocciola di 141 gradini che conduce alla terrazza da dove lo sguardo arriva a Siracusa. E sono andate sold out anche le “esperienze” proposte, l’aperitivo in notturna all’apice dei camminamenti segreti delle monache, le visite guidate alle scoperte degli erbari degli scienziati, ma sono piaciuti molto anche i parchi e i giardini d’arte fuori città.

Palazzo Arezzo di Trifiletti a Ragusa

Il Ragusano conferma il trend dello scorso weekend. Le tre città insieme raggiungono gli ottomila visitatori: in 3.500 hanno confermato la scelta del capoluogo (qui tutti i luoghi) dove il luogo più visitato è il bellissimo palazzo Arezzo di Trifiletti che supera di poco il Circolo di conversazione, il raduno dei nobili signori del luogo, seguito – ed è un terzo posto riconfermato – e da quel gioiello minuscolo e delizioso che è il Teatro di Donnafugata. Scicli continua a superare Modica e conferma anche lei i 2.500 visitatori dello scorso weekend (qui tutti i luoghi di Scicli): il pubblico non dimentica che questi sono i luoghi della fiction del Commissario Montalbano (e quindi il Municipio dove è ricostruita la stanza del Questore), ma stavolta non ha perso l’occasione di entrare nella vicina Farmacia Cartia, dove il tempo sembra essersi fermato tra ampolle, albarelli, vasi da farmacia: tutto come era nell’ottocento quando venne aperta. Scende al terzo posto, il sontuoso Palazzo Spadaro. Modica tallona Scicli, non ammette sconfitte: e sale a duemila visitatori che continuano imperterriti a salire in vetta al Castello dei Conti per poi perdersi nell’elegante Palazzo Castro Grimaldi che offre uno spaccato dell’aristocratica vita modicana di inizio secolo. Terzo luogo più visitato, è il complesso francescano di Santa Maria del Gesù, in uno quartieri più alti di Modica, al di fuori del centro storico barocco, una delle rare  testimonianze dell’arte tardo-gotica iblea (qui tutti i luoghi a Modica). E da Palermo è giunto anche il primo “viaggio dei tesori”, il tour guidato che ha condotto alla scoperta del Ragusano, tra siti, visite dedicate, degustazioni e hotel de charme.

Uno scorcio di Ragusa

Il prossimo fine settimana sarà l’ultimo per il Ragusano: aperti tutti i siti disponibili, ma non dimenticate che a Ragusa si potrà fare il giro dei campanili in notturna. Poi se volete raggiungere Catania comodamente in pullman partendo da Palermo per rientrare in serata, potrete farlo domenica 27 ottobre con la gita giornaliera in collaborazione con Labisi Eventi, vettore ufficiale del festival (qui per prenotare). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Marsala ancora più bella con Le Vie dei Tesori

Mentre il festival è entrato ormai nel vivo a Palermo, Catania e nel Ragusano, a Marsala si è fatto un bilancio del successo dello scorso mese. Tra quelle al debutto con Le Vie dei Tesori, la città del vento e del vino ha superato Noto e distanziato Sciacca, chiudendo con un’ottima performance di 8.322 presenze che hanno preferito, tra tutti i 21 siti aperti, la terrazza mozzafiato di Palazzo VII Aprile, poi l’antico camminamento della Chiesa di Santo Stefano e il Museo degli arazzi con i suoi otto rari pezzi fiamminghi, spiegati dalle guide in più lingue. In questo video un bilancio per immagini dei tre weekend del festival a Marsala.

Il meglio del secondo weekend a Palermo, Catania e nel Ragusano

Dalla cucina “reale” della Casina Cinese, agli antichi bastioni del capoluogo etneo, fino ai nobili castelli e i musei inediti di Ragusa, Modica e Scicli

di Redazione

Re Ferdinando non amava gli odori, ma soprattutto non tollerava esser osservato mentre mangiava: ecco perché i cibi giungevano in maniera “meccanica” sulla tavola preziosa alla Casina Cinese: dove è stata scoperta la famosa “cucina reale” dimenticata dietro un allestimento. Si potrà visitare con Le Vie dei Tesori da questo fine settimana, raggiungendola dai cunicoli che dalla residenza di caccia raggiungono l’attuale Museo Pitrè.

Dopo il successo del primo weekend che han messo insieme 50mila presenze, ecco il secondo fine settimana: da domani (venerdì 11 ottobre) a domenica – sarà veramente difficile scegliere tra i luoghi aperti con coupon, i siti su prenotazione, le visite teatralizzate in costume, i tour nei quartieri che rinascono con l’arte, e il duo Sambossa riempirà di note tanguere l’oratorio di san Lorenzo. Apriranno le porte sia Prefettura a Villa Whitaker che la Banca d’Italia, e sarà una delle poche occasioni possibili per visitare le sorgenti del Gabriele (qui tutti i luoghi e il programma di Palermo).

I LUOGHI DA PRENOTARE

Banca d’Italia

Andiamo con ordine. Perché tra i 160 luoghi che apriranno di nuovo le porte – a Palermo e Catania il festival durerà ancora quattro weekend, nel Ragusano solo due – ce ne sono alcuni disponibili solo questo weekend, e solo su prenotazione, non bisogna lasciarseli scappare (qui per scoprirli tutti): quasi sold out l’ottocentesca Villa Whitaker, in via Cavour (da non confondere con Villa Malfitano Whitaker in via Dante) dove si camminerà sui passi di Joss Whitaker per scoprire saloni e giardini di quella che oggi è la Prefettura. E se non riuscite a visitarla, prenotate subito la visita a Villa Pajno, la residenza del Prefetto che sarà invece disponibile il prossimo fine settimana (18-20 ottobre e non 25-27 come annunciato in un primo tempo). Sarà aperta – solo questo weekend – la Banca d’Italia dove vi racconteranno la strana storia di un ordigno che si incastrò nel solaio sotto il bombardamenti del ’43 e non esplose mai. Si potranno raggiungere le sorgenti del Gabriele: qui sgorga ancora acqua limpidissima, la stessa che alimenta l’acquedotto della città. E non dimenticate che solo domani (venerdì 11) si può di nuovo visitare il cantiere di restauro del Villino Favaloro: muniti di caschetto di protezione, soltanto 8 visitatori per volta potranno osservare da vicino i bellissimi affreschi.

GLI ALTRI LUOGHI DA SCOPRIRE

Cimitero di Santa Maria di Gesù

Ed eccoci alle visite con coupon: basta acquistarli sul sito (o negli hub in città), ci sono carnet da 10 e 4 coupon, o ticket singoli. Questa settimana vi consigliamo di fare qualche chilometro in più e raggiungere Santa Maria del Gesù, dove è custodito il corpo di San Benedetto il Moro, il santo nero co-patrono della città: il convento si trova su un colle ed è circondato da un cimitero storico, vi faranno da guida gli stessi parrocchiani. È un luogo di preghiera e di pace che risale al 1426 e leggenda vuole che il santo abbia vissuto qui da eremita, fino al 1589; e che sia stato lui a piantare il famoso cipresso che ha 500 anni. Ritornando in città fermatevi all’educandato Maria Adelaide: le allieve vi racconteranno la storia dell’istituto per “nobili zitelle” che nasconde una chiesa del Marvuglia e una cripta delle monache con una tomba che ha tutta una storia, ma anche un refettorio Liberty e la sala-teatro liberty di Rocco Lentini. E una biblioteca “di formazione” per scoprire le regole dell’“educazione femminile”.

Visite alla Questura

Su questo stile, da non perdere è anche l’Istituto Castelnuovo, creato dall’illuminato principe Cottone per una classe di “giovani agricoltori d’elite”: qui tutto è rimasto come era un tempo, con le divise dei ragazzi e la biblioteca “naturale”. Apre solo questo weekend e il prossimo, il liceo intitolato ad una delle più belle coppie dell’arte: lo scultore Vincenzo Ragusa e la moglie pittrice, la delicata Otama Kiyohara. Il liceo nasconde un museo di pezzi della Regia scuola superiore d’Arti applicate all’Industria da cui attinsero sia le Officine Ducrot che la Richard Ginori per i loro operai. Infine, segnalazioni random: secondo ed ultimo weekend per visitare la Questura con la guida delle Forze dell’Ordine; ed è aperto solo questo sabato e domenica e il prossimo, invece, quel gioiello di stucchi che è il prezioso Oratorio delle Dame. E da questo weekend ritorna anche la Cappella del clero spagnolo, la Soledad.

LE ESPERIENZE DEL WEEKEND

Villa Malfitano Whitaker

Domani e sabato ci si potrà sedere al fianco di Cordelia Stella Georgette Whitaker, detta Delia, per sentirla raccontare la storia del padre Pip, archeologo e ornitologo, della madre Tina, che conosceva Wagner e la Regina Mary, ma anche delle abitudini british mantenute fin dopo la guerra, come il tè delle cinque o l’autista in livrea. Fantasmi, come lo storico inglese Kaleigh Treveylan, o la sorella “fortunata” Tina, straordinari e affascinanti rivivranno tramite Stefania Blandeburgo e Pietro Massaro – i testi sono di Piero Longo – negli appartamenti privati della casa della famiglia inglese, Villa Whitaker Malfitano (ma non scordate di gettare uno sguardo al bellissimo giardino, qui tutte le visite teatralizzate).

Hangar di Boccadifalco

Se invece preferite il centro storico, andate ad ascoltare Minicu, poeta per disgrazia che appare dai saloni di Palazzo delle Aquile (ma visitate anche il palazzo e il rifugio antiaereo). Sabato si potrà sorseggiare un calice di bianco Planeta osservando i minuscoli velivoli allineati come soldatini nell’immenso hangar dell’aeroporto di Boccadifalco (qui per prenotare): siamo al tramonto, ma dovete tornare di mattina per scoprire che ci sono anche due rifugi antiaerei, la torre di controllo e la pista (da visitare, su prenotazione, su un colorato trenino). Se non amate gli aerei, raggiungete invece domani sera Palazzo Asmundo per un aperitivo elegante guardando da vicino la Cattedrale (qui per prenotare), e tornateci sabato per cenare alla maniera dei Gattopardi (qui per prenotare). Dopo correte all’Orto Botanico perché di notte le piante sembrano bisbigliare: ve le farà scoprire, alla luce di inedite “lucciole”, il direttore dell’Orto in persona, Rosario Schicchi (qui per prenotare).

Mimmo Cuticchio

Non dimenticate che anche questo weekend sono aperti i laboratori dei pupari: sono due, e ognuno è un’esperienza: il viaggio nell’Opra, tra paladini e saraceni, ippogrifi e pianini a cilindro conduce dritti in via Bara all’Olivella, nel laboratorio e nel teatrino di Mimmo Cuticchio, che è una miniera di memorie e vita (qui per prenotare). Invece per capire dove si sbozzano le teste di cavalieri e dame, avvolti in tessuti preziosi, si deve raggiungere il Papireto. Qui l’arte di costruire i paladini è una questione di famiglia: ve lo spiegherà Salvatore Bumbello, classe 1977, fondatore della compagnia Opera dei Pupi Brigliadoro, artigiano nella sua bottega-laboratorio (qui per prenotare).

Murales a Danisinni

Allungate il viaggio e non ve ne pentirete: perché a poca distanza si scoprirà il quartiere di Danisinni che sta risorgendo tramite l’arte (qui per prenotare): nessuno si aspetterebbe il fazzoletto verde tra i palazzoni, la “fattoria sociale” con gli animali da cortile; conoscerete l’instancabile fra’ Mauro e scoprirete che da pochi mesi Danisinni possiede un museo sociale, naturale evoluzione del progetto “Rambla Papireto”. In mostra una selezione delle 130 opere donate da artisti nazionali e internazionali. Poi Danisinni Circus sotto un tendone colorato, le esperienze di teatro di comunità con il Massimo, il pranzo comunitario la domenica su un unico tavolo affacciato sugli orti.

GLI ARTIGIANI E GLI ARTISTI

Spazio Arèa

Cinque case-studio che raccontano gli artisti che le abitano. L’Itinerario contemporaneo, curato da Paola Nicita (qui tutti i luoghisi svolge notturna perché i siti sono visitabili – con lo stesso coupon dei luoghi – dalle 18 alle 22. Tranne Officine Calderai dove si vedono nascere pezzi di design dalle mani degli artigiani, domani e sabato dalle 10 alle 18. Gli altri quattro sono da cercare: da piazza Rivoluzione, da Arèa, studio dove lavora Giovanni Lo Verso e dove questo weekend saranno esposti diversi prototipi del laboratorio di Disegno Industriale, realizzati dai ragazzi sotto la guida di Gianni Pedone; al vicino Spazio Rivoluzione dove c’è Adalberto Abbate, a piazza XIII vittimeper le due sculture en plein air di Daniele Franzella e Clemens Botho Goldbach. Ma spingetevi lontano dal centro: a pochi passi dall’Ucciardone, nella parte più antica delle Fabbriche Sandron, il pittore Nicola Pucci vive e lavora. Ingresso da via Duca della Verdura, di fianco alla trattoria Albertone.

TANGO NELL’ORATORIO DI SAN LORENZO

Il Duo Sambossa

Il Tango può essere amore, sofferenza, abbandono, e appunto raggiunge le vertigini dell’anima, là dove risiedono l’eros la malinconia e la sofferenza, ossia l’essenza della vita. Siamo al secondo concerto de “Le Corde di Palermo”, la rassegna di Dario Macaluso: domani sera alle 21 nell’oratorio di san Lorenzo, “Tonos de Tango”, recital che propone alcune delle pagine più belle scritte per il duo flauto e chitarra: dalla suite di Piazzolla a Pujol, per passare alle malinconie della Milonga di Tavolaro e agli affreschi di Marino. Il Duo Sambossa – Ester Prestia al flauto e Paolo Romano alla chitarra – vanta una solida e collaudata collaborazione con un repertorio che spazia da brani dell’800 a opere di compositori più recenti come Piazzolla, Machado, Pujol, Ibert (qui per prenotazioni e per il programma completo).

LE PASSEGGIATE

Via Libertà

In giro per i mercati, contando i “pipittuni” ammonticchiati, di quel giallo violento che innamora; con l’odore del pesce che entra nelle narici, le montagne di castagne, le spezie arabe: i mercati storici, la Vucciria dove vanno solo i turisti e Ballarò, regno di chi è venuto da lontano. In mezzo ci stanno i palermitani, che si affacciano sul Cassaro come da un balcone. E ancora via Libertà, l’elegante boulevard che portò la città fuori dai Quattro Canti, gli archi medievali che scopri ovunque, basta alzare la testa. E gli scrittori, questi conosciuti, che si rintracciano in ogni vicolo. Le passeggiate de Le Vie dei Tesori (qui il programma completo) sono condotte da appassionati. Botanici, giornalisti, viaggiatori per diletto, storici, geografi. Questo weekend ci si lascerà prendere per mano da cavalieri e pellegrini, sante e bastardi, passando da un tour letterario sulle orme di Leonardo Sciascia ad uno sui passi del Gattopardo, fino ad osservare gli uccelli dell’Oreto con il Wwf. E poi natura, tanta natura, da San Martino delle Scale a Monte Pellegrino, fino al bosco della Ficuzza.

IL SECONDO WEEKEND A CATANIA

Bastione del Tindaro

Andar per bastioni, scoprire le chiese, passeggiare nei giardini. Catania è a portata di mano e promette emozioni (qui tutti i luoghi e il programma completo). Si parte dai due bastioni: quello del Tindaro, uno degli undici che facevano parte delle mura che Carlo V fece costruire in pietra lavica a difesa della città; e il Bastione degli Infetti, che un tempo ospitò un lazzaretto dopo l’epidemia di peste che colpì Catania nel 1576. Aprono soltanto questo weekend e poi il penultimo, sia l’Anfiteatro Romano – che i catanesi chiamano il Colosseo Nero – in lava ricoperta di marmo bianco: sono rimasti i ruderi, ma poteva accogliere fino al 15mila spettatori; e l’ipogeo romano, una delle poche tombe monumentali di età imperiale della città, a cui si accede da una scala.

Terme Achilleane

Poi raggiungiamo le Ciminiere per la visita alle tre collezioni museali, aperte solo oggi e domani dalle 10 alle 18: si tratta della preziosa raccolta La Gumina, che mette insieme 140 carte e mappe geografiche tra il XV e il XIX secolo; del particolare Museo del Cinema, dove ci si muove tra foto, locandine e proiettori d’epoca; e il Museo dello Sbarco. Se volete evitare le code, su prenotazione si scopre Sant’Agata al Carcere, dove tradizione vuole che vi fu rinchiusa la Patrona durante il martirio. E ancora due musei, quello di archeologia dell’Università (unica visita venerdì alle 10), il Diocesano con la passeggiata sopra Porta Uzeda, e le Terme Achilleane, con un percorso che si snoda sotto piazza Duomo (sono invece chiuse le Terme dell’Indirizzo, disponibili il prossimo e l’ultimo weekend).

Cupola della Badia di Sant’Agata

E se volete provare emozioni: ecco la visita teatralizzata sulla cupola della Badia di Sant’Agata (qui per prenotare), dove sabato sera (ma anche nei prossimi due fine settimana) si potrà anche gustare un aperitivo Planeta; il museo della fabbrica del monastero di San Nicolò l’Arena, le meraviglie verdi dell’Orto Botanico, nascoste anche ai catanesi, e del Parco Paternò del Toscano, speciale giardino roccioso a terrazze tra affioramenti lavici e residui di colate. E il Parco dell’arte della Fondazione La Verde La Malfa, a San Giovanni La Punta, un’area verde popolata da sculture e installazioni di arte contemporanea.

RAGUSA, MODICA E SCICLI

Chiesa di San Rocco a Ragusa

Da Catania al Ragusano, è un passo. Perché anche qui sarà difficile scegliere cosa “non” perdere. Ragusa, Modica e Scicli nel primo weekend hanno messo insieme 7.500 presenze, ora proseguono a tamburo battente. Partiamo da Ragusa, (qui tutti i luoghi) dove è da non perdere Sant’Agata ai Cappuccini con il trittico di Pietro Novelli, poi San Rocco con la sua “cona”, ma anche il frammento superstite del Retablo di San Giorgio, bellissimo esempio di arte sopravvissuta. La passeggiata di domenica pomeriggio porterà alla scoperta della cava di Santa Domenica. Dopo una visita al Museo archeologico ibleosi scenderà nella cava, sotto i ponti di Ragusa, seguendo un coinvolgente percorso fatto di latomie, forni per la calce, mulini, tracce della ferrovia e tombe protostoriche.

Fattojo Bonajuto

Ed eccoci a Modica (qui tutti i luoghi) dove la visita deve per forza iniziare dal Fattojo Bonajuto, la più antica fabbrica di cioccolato in Sicilia dove si scoprirà la lavorazione delle dolci tavolette. Poi si potranno ammirare le famose “botti” del museo “Tommaso Campailla”, l’unico sifilicomio del Sud Italia. I famoso castello dei Conti, a causa di lavori in corso, mostrerà solo la torre normanna e la cappella dei detenuti. Soltanto domenica, nella chiesa del Carmine si avrà l’inedita possibilità di visitare uno degli accessi laterali alla chiesa, un portale gotico che fu scoperto per caso nel 2008 da una casa privata; visibile anche l’ossario dei frati Cappuccini.

Grotta delle Cento Scale

Infine Scicli, accarezzata dall’Unesco che le riconosce il valore delle facciate storiche dei palazzi settecenteschi, l’unicità di un barocco prezioso e ancora intatto (qui tutti i luoghi). Novità è la grotta delle Cento scale che conduce sul serio nelle viscere della terra, dove però scoprirete un presepe in miniatura. E se ne avete abbastanza delle ampolle segrete e dei bilancini da speziale dell’antica farmacia Cartia, potete inerpicarvi fino a San Matteo: troverete un sito affascinante, anche se abbandonato, da dove lo sguardo spazia fino al mare lontano.

I VIAGGI DEI TESORI

In viaggio con Le Vie dei Tesori

Catania in pugno, Ragusa e Modica da prendere al volo. Proseguono infatti i Viaggi dei Tesori che da Palermo conducono alla scoperta della città di lava. È stato costruito con cura certosina un weekend dotato di una guida personale, anche solo per due persone, con una notte in un palazzo storico, lo street food catanese, una cena gourmet (qui per prenotare). E poi i luoghi, i palazzi, le chiese, gli oratori. Domani e domenica è invece previsto un weekend a Ragusa e Modica con la comodità del pullman privato, l’hotel e la cena gourmet (qui per prenotare). Sulla stessa scia si muove anche il progetto nato con Labisi Eventi vettore ufficiale del festival: si può già prenotare la gita giornaliera in pullman che da Palermo condurrà a Catania, domenica 27 ottobre (qui per prenotare).

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori News

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