La Natività del Caravaggio secondo Francesco Simeti

Si inaugura a Palermo la nona edizione di Next, la rassegna che ogni anno si propone di andare oltre il vuoto lasciato dal furto dell’opera, invitando gli artisti ad elaborarne una loro originale versione

di Redazione

Una nuova opera per ricordare il furto della Natività di Caravaggio. Allo scoccare della mezzanotte, il 24 dicembre, nell’oratorio di San Lorenzo, a Palermo, Francesco Simeti regalerà una sua personale riflessione sul tema per la nona edizione di Next, la rassegna che ogni anno si propone di andare oltre il vuoto lasciato dal furto dell’opera di Caravaggio, invitando gli artisti ad elaborarne una loro originale versione.

Simeti integra e compenetra all’interno della composizione dettagli grafici estratti dal corredo decorativo dell’oratorio. Le sculture lignee del trapanese Leonardo Bongiorno (1703), poste a sostegno dei preziosi scranni, divengono la quinta di uno scenario incantevolmente fiabesco, un eden primigenio in grado di evocare il miracolo della creazione e della rinascita.

Next, progetto ideato e organizzato dall’associazione Amici dei Musei Siciliani, rimarrà in esposizione fino al 17 ottobre 2019, cinquantesimo anniversario del trafugamento della “Natività”, opera inserita dall’FBI al secondo posto della sua “Top Ten Art Crimes”. Questo imperdonabile furto è unanimemente considerato un crimine contro l’umanità e ancora oggi si tenta, forse non invano, il recupero.

Dopo l’inaugurazione, l’opera si potrà ammirare dal 26 dicembre, tutti i giorni dalle 10 alle 18. Per informazioni telefonare allo 0916118168.

Si inaugura a Palermo la nona edizione di Next, la rassegna che ogni anno si propone di andare oltre il vuoto lasciato dal furto dell’opera, invitando gli artisti ad elaborarne una loro originale versione

di Redazione

Una nuova opera per ricordare il furto della Natività di Caravaggio. Allo scoccare della mezzanotte, il 24 dicembre, nell’oratorio di San Lorenzo, a Palermo, Francesco Simeti regalerà una sua personale riflessione sul tema per la nona edizione di Next, la rassegna che ogni anno si propone di andare oltre il vuoto lasciato dal furto dell’opera di Caravaggio, invitando gli artisti ad elaborarne una loro originale versione.

Simeti integra e compenetra all’interno della composizione dettagli grafici estratti dal corredo decorativo dell’oratorio. Le sculture lignee del trapanese Leonardo Bongiorno (1703), poste a sostegno dei preziosi scranni, divengono la quinta di uno scenario incantevolmente fiabesco, un eden primigenio in grado di evocare il miracolo della creazione e della rinascita.

Next, progetto ideato e organizzato dall’associazione Amici dei Musei Siciliani, rimarrà in esposizione fino al 17 ottobre 2019, cinquantesimo anniversario del trafugamento della “Natività”, opera inserita dall’FBI al secondo posto della sua “Top Ten Art Crimes”. Questo imperdonabile furto è unanimemente considerato un crimine contro l’umanità e ancora oggi si tenta, forse non invano, il recupero.

Dopo l’inaugurazione, l’opera si potrà ammirare dal 26 dicembre, tutti i giorni dalle 10 alle 18. Per informazioni telefonare allo 0916118168.

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“Passione e impeto” per Palermo classica

La pianista russa Sofia Vasheruk torna a esibirsi per il secondo appuntamento del cartellone firmato da Girolamo Salerno nell’ex chiesa di San Mattia alla Kalsa

di Redazione

Sarà la pianista russa Sofia Vasheruk a esibirsi nel giorno di Santo Stefano (mercoledì 26 dicembre) alle 19,15 nell’ex chiesa di San Mattia alla Kalsa, per il secondo appuntamento di “Passione e impeto”, il cartellone firmato da Girolamo Salerno.
Sofia è figlia d’arte: il padre è il grande compositore e direttore d’orchestra Ilja Vasheruk, ed è lei ad aver scelto di proporre l’intera Suite dallo “Schiaccianoci” di Tchaikovsky, trascritta per pianoforte dal direttore d’orchestra russo Mikhail Pletnev, che unirà ai “Quadri-Studio op. 32-33-39” di Rachmaninov e alla “Rapsodia Ungherese n. 10” di Liszt, per farrivivere i paesaggi tipici della terra del compositore.

Non sarà l’unico concerto di Sofia Vasheruk nel corso della stagione: la pianista russa si esibirà nuovamente dopo un mese e si unirà, il 27 gennaio, alla violoncellista lettone Aleksandra Kaspera per una scorribanda drammatica e di grandi effetti virtuosistici, composta nel 1901, ovvero la “Sonata per violoncello e pianoforte Op. 19” di Rachmaninov, seguita da intrusioni autorizzate in Liszt e Tchaikovsky , tra tradizione e modernità.

Il prossimo e terzo appuntamento di Palermo Classica cadrà per l’Epifania: il 6 gennaio la pluripremiata moscovita Oxana Shevchenko si dedicherà soltanto a Liszt e affronterà la monumentale “Sonata in Si minore, S.178, dedicata a Schumann; alcune trascrizioni per pianoforte sui Lieder di Schubert, la“Fantasia per pianoforte sui due temi principali delle Nozze di Figaro di Mozart arrangiata da Ferruccio Busoni, per chiudere con la “Rapsodia Ungherese n.8.

I concerti inizieranno sempre alle 19,15, tranne l’appuntamento con Suzana Bartal, il 12 gennaio, e Camera Rock, il 15 febbraio, ambedue alle 21. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri: 091332208, 366.4226337 o visitare il sito della manifestazione: www.palermoclassica.it.

La pianista russa Sofia Vasheruk torna a esibirsi per il secondo appuntamento del cartellone firmato da Girolamo Salerno nell’ex chiesa di San Mattia alla Kalsa

di Redazione

Sarà la pianista russa Sofia Vasheruk a esibirsi nel giorno di Santo Stefano (mercoledì 26 dicembre) alle 19,15 nell’ex chiesa di San Mattia alla Kalsa, per il secondo appuntamento di “Passione e impeto”, il cartellone firmato da Girolamo Salerno.
Sofia è figlia d’arte: il padre è il grande compositore e direttore d’orchestra Ilja Vasheruk, ed è lei ad aver scelto di proporre l’intera Suite dallo “Schiaccianoci” di Tchaikovsky, trascritta per pianoforte dal direttore d’orchestra russo Mikhail Pletnev, che unirà ai “Quadri-Studio op. 32-33-39” di Rachmaninov e alla “Rapsodia Ungherese n. 10” di Liszt, per farrivivere i paesaggi tipici della terra del compositore.

Non sarà l’unico concerto di Sofia Vasheruk nel corso della stagione: la pianista russa si esibirà nuovamente dopo un mese e si unirà, il 27 gennaio, alla violoncellista lettone Aleksandra Kaspera per una scorribanda drammatica e di grandi effetti virtuosistici, composta nel 1901, ovvero la “Sonata per violoncello e pianoforte Op. 19” di Rachmaninov, seguita da intrusioni autorizzate in Liszt e Tchaikovsky , tra tradizione e modernità.

Il prossimo e terzo appuntamento di Palermo Classica cadrà per l’Epifania: il 6 gennaio la pluripremiata moscovita Oxana Shevchenko si dedicherà soltanto a Liszt e affronterà la monumentale “Sonata in Si minore, S.178, dedicata a Schumann; alcune trascrizioni per pianoforte sui Lieder di Schubert, la“Fantasia per pianoforte sui due temi principali delle Nozze di Figaro di Mozart arrangiata da Ferruccio Busoni, per chiudere con la “Rapsodia Ungherese n.8.

I concerti inizieranno sempre alle 19,15, tranne l’appuntamento con Suzana Bartal, il 12 gennaio, e Camera Rock, il 15 febbraio, ambedue alle 21. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri: 091332208, 366.4226337 o visitare il sito della manifestazione: www.palermoclassica.it.

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Una giornata per ricordare l’opera di Giacinto Scelsi

Il 28 dicembre ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo torna il festival dedicato al rivoluzionario compositore, originario di Collesano, considerato uno dei nomi di riferimento assoluto per la musica contemporanea

di Redazione

A distanza di due anni torna “Scelsiana”, il festival dedicato al compositore Giacinto Scelsi, promosso dall’associazione culturale Accademia degli Offuscati e con la direzione artistica di Aldo Brizzi. Il 28 dicembre ai Cantieri Culturali alla Zisa, una giornata è infatti dedicata al rivoluzionario musicista, originario di Collesano, considerato uno dei nomi di riferimento assoluto per la musica contemporanea.

In questa occasione, alle 21 al cinema de Seta sarà proietatto il film di Sebastiano d’Ayala Valva, “Il primo moto dell’immobile”, dedicato al compositore, che nelle sue recenti proiezioni ai festival cinematografici di Amsterdam e Torino ha ricevuto due importanti premi internazionali. “Scelsiana” prende il via alle 17 negli spazi di Cre.Zy Plus, con studiosi, il regista e i produttori che terranno un incontro sulla musica di Scelsi e sul film. Partecipano Aldo Brizzi, Luciano Martinis, Giovanni Damiani, Marco Crescimanno, e in collegamento da Parigi Nicolas Lesoult e, dalla Spagna, Sebastiano d’Ayala Valva. Alle 18,30 appuntamento con l’inaugurazione della mostra di Luciano Martinis, “La palma di Scelsi”, con una speciale performance dal vivo del soprano Graça Reis.

Al Cinema de Seta, alle 21, la proiezione del film di Sebastiano d’Ayala Valva “Il primo moto dell’immobile” (81’) è preceduto dalla proiezione “Okanagon” (10’) e seguita da un’altra breve proiezione, “Uaxuctum” (20’). L’ingresso alle tre proiezioni ha un biglietto dal costo di 5 euro. “Scelsiana 2018” è realizzato in collaborazione con il Comune di Palermo, l’assessorato alla Cultura, l’Institut Français Palermo, l’associazione Lumpen e Cre.Zy Plus.

Il 28 dicembre ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo torna il festival dedicato al rivoluzionario compositore, originario di Collesano, considerato uno dei nomi di riferimento assoluto per la musica contemporanea

di Redazione

A distanza di due anni torna “Scelsiana”, il festival dedicato al compositore Giacinto Scelsi, promosso dall’associazione culturale Accademia degli Offuscati e con la direzione artistica di Aldo Brizzi. Il 28 dicembre ai Cantieri Culturali alla Zisa, una giornata è infatti dedicata al rivoluzionario musicista, originario di Collesano, considerato uno dei nomi di riferimento assoluto per la musica contemporanea.

In questa occasione, alle 21 al cinema de Seta sarà proietatto il film di Sebastiano d’Ayala Valva, “Il primo moto dell’immobile”, dedicato al compositore, che nelle sue recenti proiezioni ai festival cinematografici di Amsterdam e Torino ha ricevuto due importanti premi internazionali. “Scelsiana” prende il via alle 17 negli spazi di Cre.Zy Plus, con studiosi, il regista e i produttori che terranno un incontro sulla musica di Scelsi e sul film. Partecipano Aldo Brizzi, Luciano Martinis, Giovanni Damiani, Marco Crescimanno, e in collegamento da Parigi Nicolas Lesoult e, dalla Spagna, Sebastiano d’Ayala Valva. Alle 18,30 appuntamento con l’inaugurazione della mostra di Luciano Martinis, “La palma di Scelsi”, con una speciale performance dal vivo del soprano Graça Reis.

Al Cinema de Seta, alle 21, la proiezione del film di Sebastiano d’Ayala Valva “Il primo moto dell’immobile” (81’) è preceduto dalla proiezione “Okanagon” (10’) e seguita da un’altra breve proiezione, “Uaxuctum” (20’). L’ingresso alle tre proiezioni ha un biglietto dal costo di 5 euro. “Scelsiana 2018” è realizzato in collaborazione con il Comune di Palermo, l’assessorato alla Cultura, l’Institut Français Palermo, l’associazione Lumpen e Cre.Zy Plus.

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Un tour tra gli studi d’artista

Guidati da un mediatore sarà possibile conoscere i luoghi di produzione, le tecniche e le opere di alcuni creativi siciliani. L’obiettivo è avvicinare il pubblico al contemporaneo

di Redazione

La fucina di un’artista è uno spazio normalmente precluso al pubblico, un luogo dove le idee e la ricerca estetica prendono forma. Ma un gruppo di artisti siciliani ha pensato di invertire la rotta, aprendo all’esterno i propri studi per raccontare un processo che raramente si conosce. L’idea è di Loredana Grasso, artista palermitana della scena contemporanea siciliana e Maria Luisa Montaperto che con “Art studio visit” hanno pensato di coinvolgere altri sei colleghi: Giuseppe Borgia, Gianluca Concialdi, Daniela Nancy Granata, Rori Palazzo, Francesco Tagliavia e Sergio Zavattieri per aprire i loro spazi privati di lavoro.

A organizzare l’iniziativa, prevista per domani e sabato 22 dicembre è l’Associazione Amici dei Musei Siciliani e Visitsicily, hub del gruppo Wonderful Italy in Sicilia Occidentale. Sarà così possibile scoprire le tecniche, la produzione e la poetica delle più interessanti vene creative siciliane o acquisire, se interessati, delle opere. Un itinerario culturale guidato che, attraverso un mediatore, permetterà ai partecipanti di scoprire i luoghi più esclusivi dell’arte contemporanea, facendo toccare con mano quanto questi spazi raccontino del pensiero e della ricerca estetica di un artista e quanto il territorio siciliano influisca su di essi.

“L’esigenza di rendere gli studi d’artista luoghi aperti e fertili nasce dalla scarsa visibilità e fruizione che essi portano nella loro stessa definizione, specialmente negli ultimi anni – spiega Loredana Grasso – l’obiettivo è avvicinare o ricordare semplicemente al pubblico ed agli addetti ai lavori che non esiste luogo più profondo e veritiero per conoscere il pensiero e la ricerca di un artista, spesso “intrappolati” in piccole porzioni di spazio all’interno delle gallerie, che il luogo dove essi creano, in cui danno forma e vita alle loro opere. Speriamo che questo incoraggi un nuovo confronto tra le produzioni artistiche e ciò che sta dietro per favorire maggiori collaborazioni ed una nuova economia”.

l tour, a numero chiuso e su prenotazione, prevedono la visita di sei studi d’artista. Venerdì 21 dicembre si aprono al pubblico gli studi di Giuseppe Adamo, Gianluca Concialdi e Rori Palazzo, mentre sabato 22 dicembre è la volta degli artisti Daniela Nancy Granata, Francesco Tagliavia e Sergio Zavattieri. I tour avranno inizio alle ore 10. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri  091 6118168 e 333 5687939.

Guidati da un mediatore sarà possibile conoscere i luoghi di produzione, le tecniche e le opere di alcuni creativi siciliani. L’obiettivo è avvicinare il pubblico al contemporaneo

di Redazione

La fucina di un’artista è uno spazio normalmente precluso al pubblico, un luogo dove le idee e la ricerca estetica prendono forma. Ma un gruppo di artisti siciliani ha pensato di invertire la rotta, aprendo all’esterno i propri studi per raccontare un processo che raramente si conosce. L’idea è di Loredana Grasso, artista palermitana della scena contemporanea siciliana e Maria Luisa Montaperto che con “Art studio visit” hanno pensato di coinvolgere altri sei colleghi: Giuseppe Borgia, Gianluca Concialdi, Daniela Nancy Granata, Rori Palazzo, Francesco Tagliavia e Sergio Zavattieri per aprire i loro spazi privati di lavoro.

A organizzare l’iniziativa, prevista per domani e sabato 22 dicembre è l’Associazione Amici dei Musei Siciliani e Visitsicily, hub del gruppo Wonderful Italy in Sicilia Occidentale. Sarà così possibile scoprire le tecniche, la produzione e la poetica delle più interessanti vene creative siciliane o acquisire, se interessati, delle opere. Un itinerario culturale guidato che, attraverso un mediatore, permetterà ai partecipanti di scoprire i luoghi più esclusivi dell’arte contemporanea, facendo toccare con mano quanto questi spazi raccontino del pensiero e della ricerca estetica di un artista e quanto il territorio siciliano influisca su di essi.

“L’esigenza di rendere gli studi d’artista luoghi aperti e fertili nasce dalla scarsa visibilità e fruizione che essi portano nella loro stessa definizione, specialmente negli ultimi anni – spiega Loredana Grasso – l’obiettivo è avvicinare o ricordare semplicemente al pubblico ed agli addetti ai lavori che non esiste luogo più profondo e veritiero per conoscere il pensiero e la ricerca di un artista, spesso “intrappolati” in piccole porzioni di spazio all’interno delle gallerie, che il luogo dove essi creano, in cui danno forma e vita alle loro opere. Speriamo che questo incoraggi un nuovo confronto tra le produzioni artistiche e ciò che sta dietro per favorire maggiori collaborazioni ed una nuova economia”.

l tour, a numero chiuso e su prenotazione, prevedono la visita di sei studi d’artista. Venerdì 21 dicembre si aprono al pubblico gli studi di Giuseppe Adamo, Gianluca Concialdi e Rori Palazzo, mentre sabato 22 dicembre è la volta degli artisti Daniela Nancy Granata, Francesco Tagliavia e Sergio Zavattieri. I tour avranno inizio alle ore 10. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri  091 6118168 e 333 5687939.

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Natale al Museo delle marionette, teatro per grandi e piccoli

Dal 21 dicembre al 5 gennaio un mini cartellone che, attraverso fiabe e racconti, coinvolgerà i bimbi e le loro famiglie in un viaggio nel mondo della tradizione e della fantasia

di Redazione

Il Museo internazionale delle marionette “Antonio Pasqualino” di Palermo si prepara a festeggiare il Natale tra teatro e fotografia. Si comincia oggi alle 18, nella Chiesa di Santa Maria dello Spasimo, dove verrà inaugurata la mostra fotografica “Feste religiose a Palermo”, realizzata dalla Fondazione Ignazio Buttitta, in collaborazione con il Museo Pasqualino.

Un viaggio in cui tre fotografi – Attilio Russo, Giuseppe Muccio e Benedetto Galifi – si sono confrontati con le feste religiose di Gesù Bambino della Gancia, dell’Addolorata e Cristo morto dei Cocchieri, dei Cassari e della Soledad, di Maria Santissima delle Grazie a pirriaturi, della Settimana Santa, della Madonna della Mercede al Capo e ai Lattarini, del Festino di Santa Rosalia, di Sant’Onofrio pilusu, dell’Immacolata e con altre ricorrenze cittadine.

Dal 21 dicembre al 5 gennaio, al Museo Pasqualino si inaugurerà, invece, “Natale al museo”, una rassegna teatrale che, attraverso fiabe e racconti, coinvolgerà i più piccoli e le loro famiglie in un viaggio nel mondo della tradizione e della fantasia.

Si inizia venerdì 21 dicembre alle 17, con “Che profumio!”, in cui Giovanni Lo Monaco trae ispirazione da opere letterarie recenti per riflettere e ironizzare sui temi dell’infanzia, dagli stereotipi di genere al rapporto col cibo, dal primo giorno di scuola al rapporto con i genitori. Repliche anche il 22 e il 23 dicembre, sempre alle 17.

Il 26, 27 e 18 dicembre, ancora alle 17, sarà la volta del mondo fantastico dell’infanzia con lo spettacolo “Le avventure di Brutticina”. In scena una fiaba dei giorni nostri, raccontata da Marcella Vaccarino e Gisella Vitrano, che invita al coraggio e alla perseveranza con un linguaggio semplice e diretto capace di affascinare grandi e piccoli.

Il mondo dei più piccoli si tinge di avventura, il 2 gennaio alle 10.30 e il 3 gennaio alle 17, con “L’infanzia di Orlandino”, di e con Salvo Bumbello. In scena il protagonista più valoroso dell’epopea cavalleresca, Orlando, in versione bambino. Già alle prese con nemici fantastici e reali, Orlandino fa sognare con le sue prime imprese e attraverso l’opera dei pupi ci racconta un parte di Sicilia e del suo patrimonio.

Diverse ma non meno impegnative le avventure di Luigi, protagonista dello spettacolo di Gigi Borruso, “Luigi che sempre ti penza”, che chiude la rassegna il 4 e il 5 gennaio alle 17. Il protagonista-narratore è un personaggio alle prese con le difficoltà dell’emigrazione, quella degli anni ’60-70 dalla Sicilia alla Germania, ormai memoria storica del popolo siciliano e italiano tutto. Luigi è un personaggio fantastico ma drammaticamente reale, che intreccia una molteplicità di storie in modo libero e, nel parlare del suo tempo, parla del nostro in un cammino che in sette movimenti diventa un progressivo svelamento interiore.

Dal 21 dicembre al 5 gennaio un mini cartellone che, attraverso fiabe e racconti, coinvolgerà i bimbi e le loro famiglie in un viaggio nel mondo della tradizione e della fantasia

di Redazione

Il Museo internazionale delle marionette “Antonio Pasqualino” di Palermo si prepara a festeggiare il Natale tra teatro e fotografia. Si comincia oggi alle 18, nella Chiesa di Santa Maria dello Spasimo, dove verrà inaugurata la mostra fotografica “Feste religiose a Palermo”, realizzata dalla Fondazione Ignazio Buttitta, in collaborazione con il Museo Pasqualino.

Un viaggio in cui tre fotografi – Attilio Russo, Giuseppe Muccio e Benedetto Galifi – si sono confrontati con le feste religiose di Gesù Bambino della Gancia, dell’Addolorata e Cristo morto dei Cocchieri, dei Cassari e della Soledad, di Maria Santissima delle Grazie a pirriaturi, della Settimana Santa, della Madonna della Mercede al Capo e ai Lattarini, del Festino di Santa Rosalia, di Sant’Onofrio pilusu, dell’Immacolata e con altre ricorrenze cittadine.

Dal 21 dicembre al 5 gennaio, al Museo Pasqualino si inaugurerà, invece, “Natale al museo”, una rassegna teatrale che, attraverso fiabe e racconti, coinvolgerà i più piccoli e le loro famiglie in un viaggio nel mondo della tradizione e della fantasia.

Si inizia venerdì 21 dicembre alle 17, con “Che profumio!”, in cui Giovanni Lo Monaco trae ispirazione da opere letterarie recenti per riflettere e ironizzare sui temi dell’infanzia, dagli stereotipi di genere al rapporto col cibo, dal primo giorno di scuola al rapporto con i genitori. Repliche anche il 22 e il 23 dicembre, sempre alle 17.

Il 26, 27 e 18 dicembre, ancora alle 17, sarà la volta del mondo fantastico dell’infanzia con lo spettacolo “Le avventure di Brutticina”. In scena una fiaba dei giorni nostri, raccontata da Marcella Vaccarino e Gisella Vitrano, che invita al coraggio e alla perseveranza con un linguaggio semplice e diretto capace di affascinare grandi e piccoli.

Il mondo dei più piccoli si tinge di avventura, il 2 gennaio alle 10.30 e il 3 gennaio alle 17, con “L’infanzia di Orlandino”, di e con Salvo Bumbello. In scena il protagonista più valoroso dell’epopea cavalleresca, Orlando, in versione bambino. Già alle prese con nemici fantastici e reali, Orlandino fa sognare con le sue prime imprese e attraverso l’opera dei pupi ci racconta un parte di Sicilia e del suo patrimonio.

Diverse ma non meno impegnative le avventure di Luigi, protagonista dello spettacolo di Gigi Borruso, “Luigi che sempre ti penza”, che chiude la rassegna il 4 e il 5 gennaio alle 17. Il protagonista-narratore è un personaggio alle prese con le difficoltà dell’emigrazione, quella degli anni ’60-70 dalla Sicilia alla Germania, ormai memoria storica del popolo siciliano e italiano tutto. Luigi è un personaggio fantastico ma drammaticamente reale, che intreccia una molteplicità di storie in modo libero e, nel parlare del suo tempo, parla del nostro in un cammino che in sette movimenti diventa un progressivo svelamento interiore.

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“Altre Stanze”, la collezione della Banca d’Italia

Saranno esposte a Palazzo Sant’Elia, quaranta opere di trenta artisti che hanno segnato il secondo dopoguerra, negli anni Cinquanta e Sessanta. Da Lucio Fontana a Franco Angeli, da Renato Guttuso a Carla Accardi

di Redazione

Un patrimonio prezioso e vario, che si è costituito nel tempo, riuscendo a raccontare lo sviluppo dell’arte figurativa italiana e le trasformazioni sociali del Paese. Una collezione destinata agli ambienti di rappresentanza degli istituti di credito, ma che esce dagli studi dirigenziali per percorrere quella stessa Italia che fa parte del racconto.

Dalle diverse sedi della Banca d’Italia, raccolte in un’unica, importante collezione, arrivano a Palermo, quaranta opere di trenta artisti che hanno segnato il secondo dopoguerra, negli anni Cinquanta e Sessanta. Si inaugura venerdì 21 dicembre (vernissage alle 11) alla Fondazione Sant’Elia – che la ospiterà poi fino al 28 febbraio – la mostra “Altre Stanze anni ’50 e ’60”, a cura di Mariastella Margozzi e Morena Costantini. Quaranta opere, raccolte per l’occasione e provenienti da varie sedi italiane della Banca d’Italia, arrivano per la prima volta a Palermo.

Da Lucio Fontana a Franco Angeli, da Renato Guttuso a Carla Accardi, da Turcato a Burri, da Ugo Attardi ad Enrico Baj, Giorgio De Chirico, Tano Festa: creativi, affabulatori, per nulla inclini a cedere le armi, ognuno convinto del suo “segno”, con qualcosa di profondo e intimo da comunicare. La raccolta della Banca d’Italia non ha un filo conduttore preciso, non è orientata verso questa o quella tendenza, ma racchiude opere acquistate soprattutto sul mercato nazionale e internazionale, tra la fine degli anni ‘80 e gli anni 2000, per rispondere ad un’esigenza di rappresentanza. Si ricompone in questa mostra, una sorta di puzzle che fornisce un ottimo contributo alla narrazione della storia dell’arte italiana dei due decenni ’50 e ’60.

All’inaugurazione saranno presenti il sindaco di Palermo e presidente della Fondazione Sant’Elia, Leoluca Orlando, l’assessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità Sicilia, Sebastiano Tusa, l’assessore alla Cultura Andrea Cusumano e il sovrintendente di Fondazione Sant’Elia Antonio Ticali. Interverranno diversi esponenti della Banca d’Italia.

La mostra sarà visitabile dal 22 dicembre al 28 febbraio: dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.30. Sabato e domenica dalle 10 alle 18.30. Chiusa il lunedì e il 25 dicembre. L’ingresso è gratuito.

Saranno esposte a Palazzo Sant’Elia, quaranta opere di trenta artisti che hanno segnato il secondo dopoguerra, negli anni Cinquanta e Sessanta. Da Lucio Fontana a Franco Angeli, da Renato Guttuso a Carla Accardi

di Redazione

Un patrimonio prezioso e vario, che si è costituito nel tempo, riuscendo a raccontare lo sviluppo dell’arte figurativa italiana e le trasformazioni sociali del Paese. Una collezione destinata agli ambienti di rappresentanza degli istituti di credito, ma che esce dagli studi dirigenziali per percorrere quella stessa Italia che fa parte del racconto.

Dalle diverse sedi della Banca d’Italia, raccolte in un’unica, importante collezione, arrivano a Palermo, quaranta opere di trenta artisti che hanno segnato il secondo dopoguerra, negli anni Cinquanta e Sessanta. Si inaugura venerdì 21 dicembre (vernissage alle 11) alla Fondazione Sant’Elia – che la ospiterà poi fino al 28 febbraio – la mostra “Altre Stanze anni ’50 e ’60”, a cura di Mariastella Margozzi e Morena Costantini. Quaranta opere, raccolte per l’occasione e provenienti da varie sedi italiane della Banca d’Italia, arrivano per la prima volta a Palermo.

Da Lucio Fontana a Franco Angeli, da Renato Guttuso a Carla Accardi, da Turcato a Burri, da Ugo Attardi ad Enrico Baj, Giorgio De Chirico, Tano Festa: creativi, affabulatori, per nulla inclini a cedere le armi, ognuno convinto del suo “segno”, con qualcosa di profondo e intimo da comunicare. La raccolta della Banca d’Italia non ha un filo conduttore preciso, non è orientata verso questa o quella tendenza, ma racchiude opere acquistate soprattutto sul mercato nazionale e internazionale, tra la fine degli anni ‘80 e gli anni 2000, per rispondere ad un’esigenza di rappresentanza. Si ricompone in questa mostra, una sorta di puzzle che fornisce un ottimo contributo alla narrazione della storia dell’arte italiana dei due decenni ’50 e ’60.

All’inaugurazione saranno presenti il sindaco di Palermo e presidente della Fondazione Sant’Elia, Leoluca Orlando, l’assessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità Sicilia, Sebastiano Tusa, l’assessore alla Cultura Andrea Cusumano e il sovrintendente di Fondazione Sant’Elia Antonio Ticali. Interverranno diversi esponenti della Banca d’Italia.

La mostra sarà visitabile dal 22 dicembre al 28 febbraio: dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.30. Sabato e domenica dalle 10 alle 18.30. Chiusa il lunedì e il 25 dicembre. L’ingresso è gratuito.

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Si torna a volare su Palermo con Le Vie dei Tesori

Nell’ultimo weekend dell’anno, nuova occasione per decollare dall’aeroporto di Boccadifalco a bordo di un piper. Un’esperienza che consentirà di ripetere l’impresa pionieristica compiuta da Clemente Ravetto nel 1910

di Redazione

Si riaccendono i motori dei piper all’aeroporto di Boccadifalco. Chi non ha provato l’ebbrezza del battesimo del volo o vuole nuovamente ammirare Palermo dall’alto, potrà farlo venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 dicembre. Un ultimo weekend dell’anno speciale, in compagnia dell’Aeroclub di Boccadifalco, per quella che è stata una delle novità più amate della passata edizione del festival Le Vie dei Tesori.

Si decolla dal piccolo scalo palermitano, intitolato al comandante Beppe Albanese, che legò il suo nome al mitico Giro aereo internazionale di Sicilia. Previsto un volo ogni ora, dalle 10 alle 14, per un’emozione lunga mezz’ora, tra decollo, volo e atterraggio, con un massimo di tre passeggeri per ogni velivolo, condotto da piloti di grande abilità. Potrete scegliere giorno del volo e fascia oraria cliccando su questo link.

Un’esperienza che consentirà di ripetere quella del primo volo sulla città, l’impresa pionieristica compiuta da Clemente Ravetto. Così come quest’ultimo – pilota piemontese di origine formatosi in Francia e poi stabilitosi a Palermo – il primo maggio 1910 accendeva il motore del suo velivolo Voisin, prendeva velocità e si alzava verso il cielo, realizzando il primo volo del Sud Italia, analogamente i passeggeri avranno la possibilità di vivere la stessa emozione. Un itinerario che si estenderà fino a Mondello-Valdesi. Un modo di accostarsi ai valori della cultura aeronautica per apprezzare il territorio da un’altra prospettiva.

Al termine dell’esperienza sarà consegnato ai passeggeri il “battesimo del volo”, un piccolo souvenir dell’esperienza vissuta. I partecipanti potranno lasciare i propri commenti in un libro dei voli-tesori istituito per l’occasione.

Per garantire il massimo della sicurezza, il volo non si svolgerà in condizioni meteo sfavorevoli.

Nell’ultimo weekend dell’anno, nuova occasione per decollare dall’aeroporto di Boccadifalco a bordo di un piper. Un’esperienza che consentirà di ripetere l’impresa pionieristica compiuta da Clemente Ravetto nel 1910

di Redazione

Si riaccendono i motori dei piper all’aeroporto di Boccadifalco. Chi non ha provato l’ebbrezza del battesimo del volo o vuole nuovamente ammirare Palermo dall’alto, potrà farlo venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 dicembre. Un ultimo weekend dell’anno speciale, in compagnia dell’Aeroclub di Boccadifalco, per quella che è stata una delle novità più amate della passata edizione del festival Le Vie dei Tesori.

Si decolla dal piccolo scalo palermitano, intitolato al comandante Beppe Albanese, che legò il suo nome al mitico Giro aereo internazionale di Sicilia. Previsto un volo ogni ora, dalle 10 alle 14, per un’emozione lunga mezz’ora, tra decollo, volo e atterraggio, con un massimo di tre passeggeri per ogni velivolo, condotto da piloti di grande abilità. Potrete scegliere giorno del volo e fascia oraria cliccando su questo link.

Un’esperienza che consentirà di ripetere quella del primo volo sulla città, l’impresa pionieristica compiuta da Clemente Ravetto. Così come quest’ultimo – pilota piemontese di origine formatosi in Francia e poi stabilitosi a Palermo – il primo maggio 1910 accendeva il motore del suo velivolo Voisin, prendeva velocità e si alzava verso il cielo, realizzando il primo volo del Sud Italia, analogamente i passeggeri avranno la possibilità di vivere la stessa emozione. Un itinerario che si estenderà fino a Mondello-Valdesi. Un modo di accostarsi ai valori della cultura aeronautica per apprezzare il territorio da un’altra prospettiva.

Al termine dell’esperienza sarà consegnato ai passeggeri il “battesimo del volo”, un piccolo souvenir dell’esperienza vissuta. I partecipanti potranno lasciare i propri commenti in un libro dei voli-tesori istituito per l’occasione.

Per garantire il massimo della sicurezza, il volo non si svolgerà in condizioni meteo sfavorevoli.

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L’arte di Giuseppe Patanè in mostra a Palazzo Ajutamicristo

La personale s’intitola “10” e porterà in scena le tele dell’acclamata “Tauromachia”, con una nuova installazione in esclusiva. Vernissage venerdì 14 dicembre

di Redazione

Una personale dell’artista Giuseppe Patanè per Palermo capitale della cultura. La mostra s’intitola “10” e porterà in scena le tele dell’acclamata “Tauromachia”, con una nuova installazione in esclusiva. Il vernissage si svolgerà venerdì 14 dicembre alle 18, all’interno del Palazzo Ajutamicristo, a Palermo.

Il titolo simbolico sta per “Io”, che allude all’ego, con l’immagine taurina simbolo della forza assoluta. Inoltre, 10 è il numero che unisce maschile e femminile, il numero più completo e rassicurante, simboleggia l’universo, la perfezione, la vita ma anche gli opposti. Le dieci dita delle mani avviano la numerazione, dieci sono i Comandamenti di Dio, abbiamo il sistema decimale, dieci è il massimo voto nella valutazione scolastica e infine il dieci ricorre nella vita dell’artista, che lo considera una sorta di personale talismano.

Nelle tele di Patanè “le emozioni sono sguardi penetranti – come sottolinea la curatrice Renata Scicali – con un realismo minimale che si sublima”. Una mostra di grande valore culturale, presieduta dallo storico e critico d’arte Maria Antonietta Spadaro, con il patrocinio del Comune di Palermo, che accoglierà un nutrito corpo di opere, tra dipinti ed installazioni, che racconteranno il percorso dell’artista, dal suo pensiero iniziale fino alla realizzazione della sua ultima produzione.

“Per me è un grande onore poter chiudere un evento così prestigioso come quello di ‘Palermo 2018, Capitale Italiana della Cultura’ – commenta Giuseppe Patanè – che mi permette di poter parlare della mia visione artistica. Io credo che il numero ’10’ sia un numero simile alla parola Io. Infatti, il toro è il simbolo per eccellenza dell’Io, dell’ego, è possente, egocentrico, assoluto e simbolo di forza, che si rispecchia anche in una società nella quale tutti siamo colpevoli e partecipi. Un mondo così confuso e contradditorio oggi, che vi racconterò attraverso un’installazione in esclusiva assoluta per Palermo che sarà svelata il giorno dell’inaugurazione”. Patanè dipinge direttamente con le mani affrontando così il supporto pittorico senza intermediari, un corpo a corpo con la pittura, crea un linguaggio figurativo controllato e coinvolgente, un modo di afferrare interamente l’oggetto raffigurato.

La mostra sarà visitabile fino al prossimo 19 gennaio, da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 19; il sabato dalle 9 alle 13.

La personale s’intitola “10” e porterà in scena le tele dell’acclamata “Tauromachia”, con una nuova installazione in esclusiva. Vernissage venerdì 14 dicembre

di Redazione

Una personale dell’artista Giuseppe Patanè per Palermo capitale della cultura. La mostra s’intitola “10” e porterà in scena le tele dell’acclamata “Tauromachia”, con una nuova installazione in esclusiva. Il vernissage si svolgerà venerdì 14 dicembre alle 18, all’interno del Palazzo Ajutamicristo, a Palermo.

Il titolo simbolico sta per “Io”, che allude all’ego, con l’immagine taurina simbolo della forza assoluta. Inoltre, 10 è il numero che unisce maschile e femminile, il numero più completo e rassicurante, simboleggia l’universo, la perfezione, la vita ma anche gli opposti. Le dieci dita delle mani avviano la numerazione, dieci sono i Comandamenti di Dio, abbiamo il sistema decimale, dieci è il massimo voto nella valutazione scolastica e infine il dieci ricorre nella vita dell’artista, che lo considera una sorta di personale talismano.

Nelle tele di Patanè “le emozioni sono sguardi penetranti – come sottolinea la curatrice Renata Scicali – con un realismo minimale che si sublima”. Una mostra di grande valore culturale, presieduta dallo storico e critico d’arte Maria Antonietta Spadaro, con il patrocinio del Comune di Palermo, che accoglierà un nutrito corpo di opere, tra dipinti ed installazioni, che racconteranno il percorso dell’artista, dal suo pensiero iniziale fino alla realizzazione della sua ultima produzione.

“Per me è un grande onore poter chiudere un evento così prestigioso come quello di ‘Palermo 2018, Capitale Italiana della Cultura’ – commenta Giuseppe Patanè – che mi permette di poter parlare della mia visione artistica. Io credo che il numero ’10’ sia un numero simile alla parola Io. Infatti, il toro è il simbolo per eccellenza dell’Io, dell’ego, è possente, egocentrico, assoluto e simbolo di forza, che si rispecchia anche in una società nella quale tutti siamo colpevoli e partecipi. Un mondo così confuso e contradditorio oggi, che vi racconterò attraverso un’installazione in esclusiva assoluta per Palermo che sarà svelata il giorno dell’inaugurazione”. Patanè dipinge direttamente con le mani affrontando così il supporto pittorico senza intermediari, un corpo a corpo con la pittura, crea un linguaggio figurativo controllato e coinvolgente, un modo di afferrare interamente l’oggetto raffigurato.

La mostra sarà visitabile fino al prossimo 19 gennaio, da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 19; il sabato dalle 9 alle 13.

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Botteghe e artigiani, con Gattopardo la guida a cento tesori

Tra negozi storici e nuovi creativi: con il mensile troverete una mappa a quel “sapere delle mani” da scoprire nel capoluogo

di Redazione

La Sicilia fatta a mano, la Sicilia delle eccellenze artigiane, degli ultimi custodi di antiche tradizioni, dei nuovi creativi che tornano a popolare i centri storici.
Con il numero di Gattopardo, disponibile in cento edicole di Palermo, troverete la guida a 100 tesori da scoprire della città.
Sarti, ceramisti, cesellatori, restauratori, tabaccai, erboristi, panifici, pupari, artigiani del cuoio, del tessuto, della carta, cioccolatieri, pupari, ultime osterie e gelaterie familiari.Firmata per Le Vie dei Tesori da un gruppo di giornalisti e di esperti di Palermo.

 

Tra negozi storici e nuovi creativi: con il mensile troverete una mappa a quel “sapere delle mani” da scoprire nel capoluogo

di Redazione

La Sicilia fatta a mano, la Sicilia delle eccellenze artigiane, degli ultimi custodi di antiche tradizioni, dei nuovi creativi che tornano a popolare i centri storici.

Con il numero di Gattopardo, disponibile in cento edicole di Palermo, troverete la guida a 100 tesori da scoprire della città.

Sarti, ceramisti, cesellatori, restauratori, tabaccai, erboristi, panifici, pupari, artigiani del cuoio, del tessuto, della carta, cioccolatieri, pupari, ultime osterie e gelaterie familiari.

Firmata per Le Vie dei Tesori da un gruppo di giornalisti e di esperti di Palermo.

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Tornano le visite ai Qanat

Domenica 16 sarà possibile scoprire “le forme dell’acqua” incanalate dagli arabi per garantire la distribuzione dell’”oro blu” nella città

di Redazione

Tornano ad aprirsi ai loro visitatori i Qanat di Palermo, siti dal fascino antico, progettati dagli arabi, per tesaurizzare una risorsa preziosa e rara come l’acqua che, in questo modo, non mancava mai a Palermo. Domenica 16 dicembre l’appuntamento è a fondo Micciulla per visitare l’acquedotto sotterraneo che captava le sorgenti nella Conca d’Oro. Si tratta del il qanat del cosiddetto Gesuitico Alto, realizzato nel XVI secolo da Gerardo Alliata, cavaliere di Malta.

Una tappa che si potrà prenotare da questo link, con un contributo di 13 euro complessivi utili a coprire il costi assicurativi e di affitto del materiale necessario, e turni che partiranno dalle 9 alle 10.30 e dalle 12 alle 14.

Esploratori per un giorno nel ventre di Palermo, seguendo “le forme dell’acqua” che veniva condotta attraverso gallerie tramite una pendenza minima, consentendone la distribuzione con un minore dispendio di fatica ed energia.
Per la visita è consigliato presentarsi una mezz’ora prima a fondo Micciulla, zona Corso Calatafimi alta, muniti di abbigliamento comodo e un cambio di abiti perché ci si potrebbe bagnare.

Domenica 16 sarà possibile scoprire “le forme dell’acqua” incanalate dagli arabi per garantire la distribuzione dell’”oro blu” nella città

di Redazione

Tornano ad aprirsi ai loro visitatori i Qanat di Palermo, siti dal fascino antico, progettati dagli arabi, per tesaurizzare una risorsa preziosa e rara come l’acqua che, in questo modo, non mancava mai a Palermo. Domenica 16 dicembre l’appuntamento è a fondo Micciulla per visitare l’acquedotto sotterraneo che captava le sorgenti nella Conca d’Oro. Si tratta del il qanat del cosiddetto Gesuitico Alto, realizzato nel XVI secolo da Gerardo Alliata, cavaliere di Malta.

Una tappa che si potrà prenotare da questo link, con un contributo di 13 euro complessivi utili a coprire il costi assicurativi e di affitto del materiale necessario, e turni che partiranno dalle 9 alle 10.30 e dalle 12 alle 14.

Esploratori per un giorno nel ventre di Palermo, seguendo “le forme dell’acqua” che veniva condotta attraverso gallerie tramite una pendenza minima, consentendone la distribuzione con un minore dispendio di fatica ed energia.
Per la visita è consigliato presentarsi una mezz’ora prima a fondo Micciulla, zona Corso Calatafimi alta, muniti di abbigliamento comodo e un cambio di abiti perché ci si potrebbe bagnare.

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