Il Piccolo Teatro Patafisco compie 10 anni, al via la nuova stagione

Il primo appuntamento è con lo spettacolo “Con sorte” di Giacomo Guarneri, poi torna l’appuntamento con “A cena dagli Ubu, e ancora in scena Domenico Bravo, la compagnia Tedacà di Torino, per finire con il festival SorsiCorti

di Redazione

“Non importa quanto vai piano, l’importante è che non ti fermi”, con questa massima di Confucio parte una nuova stagione al Piccolo Teatro Patafisico di via Gaetano La Loggia a Palermo, la decima per l’esattezza. Infatti, il 21 gennaio 2020 il Piccolo Teatro Patafisico compirà dieci anni di attività. Questa nuova stagione sarà più snella delle precedenti ma in quasi tutti gli spettacoli, il teatro é coinvolto a diverso titolo nella produzione. Quest’anno così ci saranno un totale di cinque eventi destinati ai più grandi, mentre più ricca che mai invece sarà la stagione per i bambini, attesissima dai più piccoli e dalle loro famiglie.

Si riparte con la residenza della compagnia di Giacomo Guarneri che si concluderà con lo spettacolo, da lui scritto e diretto, “Con sorte”,prodotto dall’associazione culturale Pentola Nera di Palermo, presentato al Torino Fringe Festival 2019. Lo spettacolo andrà per due fine settimana, venerdì 8 e sabato 9 alle 21 e domenica 10 alle 18 e poi ancora venerdì 15 e sabato 16 alle 21 e domenica 17 alle 18. Oriana Martucci è protagonista del testo di Guarneri, storia di ordinaria follia nella Sicilia dei ricatti e delle intimidazioni di Cosa Nostra. Due piccoli commercianti sono schiacciati dalla violenza del sistema mafioso: lei si piega, lui no.

Una scena dello spettacolo “Con sorte”

A dicembre tornano i banchetti luculliani del Natale quando si replicherà più volte il Terzo capitolo di “A cena dagli Ubu”, lo spettacolo che serve sul piatto prelibatezze satiriche in salsa patafisica. Ad aprile sarà la volta dello spettacolo “1943 – n° 392” di Domenico Bravo, dedicato all’affascinante figura della scultrice Camille Claudelle e al suo sofferto percorso artistico. L’atteso “Carillon” della compagnia Tedacà di Torino chiuderà il programma di prosa, mentre a maggio, come ogni anno, tornerà la ricca selezione di corti internazionali prescelti per la XIV edizione del festival SorsiCorti.

“Quest’anno la stagione teatrale patafisica é meno affollata, – spiega Rossella Pizzuto, fondatrice insieme a Laura Scavuzzo del Piccolo Teatro Patafisico – abbiamo scelto di proporre una selezione ristretta di spettacoli in cui, vale quasi per tutti, siamo coinvolti a diverso titolo nel processo di creazione artistica e nella produzione. Continuiamo con tenacia il nostro lavoro per avvicinare il teatro ai più giovani e a chi solitamente non ci va, convinte come non mai della sua forza culturale e di resistenza. Appuntamento che a malincuore salteremo quest’anno è quello con il Minimo Teatro Festival, sperando di poter tornare l’anno prossimo con nuove energie e nuove sfide”.

Le Vie dei Tesori fa 307mila visite in cinque weekend

Nell’ultimo fine settimana in 57mila hanno scelto Palermo, in testa sempre la chiesa e il monastero di Santa Caterina. Oltre 6mila, invece, a Catania dove Palazzo Biscari è il luogo più visitato

di Redazione

Le Vie dei Tesori chiude la sua tredicesima edizione e mette insieme numeri da record. I dati definitivi si avranno la prossima settimana, ma già adesso si può parlare di record. Con una corsa, un affettuoso “assalto” nelle ultime ore della manifestazione, soprattutto a Palermo dove si sono registrate lunghe code nei siti più amati. Palermo quindi “chiude” il suo ultimo fine settimana con 57mila visitatori, Catania migliora le performance dell’ultimo weekend e aggiunge 6mila visitatori. In totale i cinque weekend di questa seconda tranche del festival hanno messo insieme il numero enorme di 307mila a Palermo e Catania, aggiungendo anche Ragusa, Modica e Scicli, presenti nei primi tre fine settimana di ottobre. Ma vanno aggiunti i numeri della prima tranche del festival, a cui hanno partecipato altre dieci città siciliane.

Visitatori in attesa a Catania

“È il successo delle città. Delle istituzioni pubbliche, delle associazioni, delle cooperative, dei privati che mettono a disposizione i loro luoghi per quello che è prima di tutto un grande laboratorio collettivo di narrazione – dice Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori onlus – È il successo dei 500 ragazzi impegnati nel progetto a Palermo e dei 150 a Catania:  collaboratori, tirocinanti e studenti universitari, studenti in alternanza scuola-lavoro sulle cui parole ha viaggiato il racconto della città. Il successo degli artisti che hanno teatralizzato e musicato le visite. Il successo dello straordinario staff del Festival che lavora ogni giorno dell’anno – già da domani per il 2020 – nella progettazione, nell’organizzazione, nella formazione, nella comunicazione, della manifestazione con un impegno indefesso. Il successo dei cittadini, che diventano protagonisti nella propria città e parte di questa narrazione urbana. Il successo delle città del Sud, che sfidano quello che Tomasi di Lampedusa chiamava ‘il peccato di fare'”.

Visita all’Orto Botanico in notturna

Quello che si nota in questa edizione è che il pubblico è “spalmato” tra i diversi siti: non si sono viste le lunghe code dei primissimi festival, il pubblico è organizzato, si muove con mappe e smartphone, organizza il percorso di visita studiando prima i luoghi e le vie di accesso. I numeri sono cresciuti, ma anche la voglia di riappropriarsi di chiese, oratori e palazzi, alcuni del tutto inediti. E’ stata molto apprezzata la possibilità di visitare, senza l’assillo di orari e code, alcuni luoghi dove erano stati organizzati eventi particolari: piace l’idea dei siti su prenotazione, sono esaurite le esperienze, le visite teatralizzate nei palazzi e negli oratori, gli aperitivi sulle cupole e i concerti barocchi, tutti sold out.

L’assessore Lagalla con i ragazzi de Le Vie dei Tesori

Tra il pubblico palermitano, anche l’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla che ha assistito alla visita condotta al laboratorio e al teatro dell’Opra da Mimmo e Giacomo Cuticchio; e ha “scoperto” con interesse l’oratorio della Carità di San Pietro ai Crociferi con la splendida cappella affrescata dal Borremans. “Le Vie dei Tesori è una iniziativa straordinaria che è entrata di diritto tra i grandi eventi della Regione Siciliana – ha detto l’assessore Lagalla – . Ho il piacere di averla tenuta a battesimo anche negli anni in cui ero rettore, confermando l’appoggio dell’Università. Il festival gode dell’appoggio del Fondo sociale europeo che serve ad avviare i giovani all’alternanza scuola lavoro e alla prospettiva dell’occupazione. Un banco di prova importante per mettere a frutto le competenze acquisite nei percorsi formativi e contribuire alla promozione della Sicilia e delle sue bellezze”.

Code a Santa Caterina

Palermo è la regina incontrastata: 57mila visitatori, tra palermitani e tantissimi turisti, un “esercito” accolto ovunque da volontari, guide, studenti. La chiesa e il convento di Santa Caterina sono (insieme) il luogo più visitato dell’intero festival: soltanto in questo fine settimana hanno messo insieme oltre cinquemila visitatori, un successo straordinario, con la gente “arrampicata” sulla scalinata d’accesso per ore, affascinata dalla chiesa immensa, dai marmi mischi, dallo splendore delle cappelle; e in tantissimi hanno scelto di proseguire verso il monastero, alla ricerche delle suore di clausura che fino a qualche decina di anni fa vivevano ancora tra queste mura silenziose.

Caterina Greco al Museo Salinas

Ma se chiesa e monastero hanno tenuto il podio per tutta la durata del festival, hanno comunque superato il migliaio di visitatori in un solo weekend, altri sette luoghi di Palermo: dal Loggiato San Bartolomeo, da pochi mesi restituito alla città, dove è stata molto apprezzata la terrazza, anche per una foto ricordo affacciati sul mare; al rifugio antiaereo, a cui si accede da una scaletta dalla guardiola di Palazzo delle Aquile, e dove è possibile ascoltare l’appassionato racconto della città bombardata; all’Oratorio di San Lorenzo, probabilmente trascinato dal cinquantenario dal furto della “Natività” del Caravaggio, di certo uno dei siti più amati dai turisti. E ancora, la cupola e la chiesa del Santissimo Salvatore: dalla cupola si può osservare l’intera città, da monte a mare, un gioco riconoscere tutte le chiese, i campanili, i palazzi; la chiesa è un bellissimo esempio barocco recuperato. Visitatissima la Cattedrale, dove Le Vie dei Tesori ha aperto la cripta con le tombe dei re antichi, e le teche con il tesoro prezioso di ostensori, pianete e calici; e amato (come sempre, non solo quest’anno) quel gioiello liberty leggero e delicato che è il Villino Florio. Questo è stato anche il fine settimana dei musei: frequentatissima la visita condotta dalla direttrice Caterina Greco alla scoperta dei reperti del Museo Salinas, lunghe code a Palazzo Mirto e un successo inaspettato per il percorso “fuori porta” all’area archeologica di Monte Iato,  anche qui condotto dalla direttrice Francesca Spatafora.

Molto apprezzate le visite teatralizzate: addirittura su richiesta di un folto gruppo di escursionisti in arrivo da Gangi, è stata replicata fuori programma, la performance di Stefania Blandeburgo che ha vestito i panni di una cortigiana seicentesca dentro la cripta delle Repentite. Gettonate anche le due mostre: “Look up!”, immagini “a naso in su” di Salvo Gravano, che hanno introdotto la visita a Palazzo Zingone Trabia, ai “Capolavori perduti”, la rimaterializzazione di tele disperse di Van Gogh, Monet o Tamara de Lempika, nel sottocoro di Palazzo Abatellis, che resterà aperta fino all’8 dicembre.

Palazzo Biscari

Catania aumenta i numeri degli scorsi weekend e supera i seimila visitatori spalmati tra chiese e palazzi. Palazzo Biscari guadagna il podio in assoluto: sontuoso, elegante, con i saloni che sembrano uscire da un film. Qui la visita è stata condotta dal principe Ruggero Moncada, narratore più dei narratori. Il secondo sito più visitato a Catania resta San Nicolò l’Arena, la chiesa più grande dell’isola con la lunga scala a chiocciola di 141 gradini che conduce alla terrazza da dove lo sguardo arriva a Siracusa. È comunque tallonato da Palazzo Asmundo di Gisira, dimora nobiliare elegante oggi trasformato in un esempio di haute hotellerie: qui i visitatori hanno apprezzato la collezione di arte contemporanea e si sono affacciati dalla terrazza; segue da presso Castello Ursino che ha invece aperto i fossati dove era possibile passeggiare respirando la storia antica della città. Tra i siti “riscoperti” dagli stessi catanesi, Sant’Agata al Carcere, dove tradizione vuole che vi fu rinchiusa la Patrona durante il martirio; la cupola della Badia di Sant’Agata e la terrazza del monastero di San Giuliano, oltre alla passeggiata su Porta Uzeda da cui si ottiene una doppia visuale, da un lato la Pescheria e il mare, e dall’altro, si allunga la passeggiata di via Etnea.

Le Vie dei Tesori al gran finale, ultimo weekend tutto da vivere

Ritornano musei e palazzi istituzionali. Apre Palazzo Mirto. Le visite guidate dei direttori e il tour in notturna all’Orto Botanico. Si raggiungono i ruderi di Monte Iato e si votano i beni da restaurare

di Redazione

Le Vie dei Tesori si prepara al suo ultimo fine settimana. Ed è già scattata la corsa ad “accaparrarsi” l’ultimo sito da visitare, l’ultima cripta da scoprire, l’ultimo castello normanno balzato fuori come per gioco, l’ultima cupola su cui arrampicarsi e da lassù abbracciare le città. Il festival che apre e narra i siti culturali – che nei primi quattro weekend di ottobre ha già messo insieme 244 mila visitatori – si accinge all’exploit finale, a Palermo e a Catania. Da domani (venerdì 1 novembre) a domenica, riaprono i battenti, castelli e cupole, chiese nascoste e musei gioiello, palazzi sontuosi e Porte maestose. Si scoprono gli stucchi degli oratori, i marmi mischi delle chiese, si scende nei bunker della guerra e si sale per scale ripide fino a terrazze nascoste per godere di panorami inediti, popolati da personaggi lillipuziani, sia che ci si trovi a Palermo sia che si passeggi per Catania. Ovunque è un abbraccio collettivo, i cittadini si riappropriano dei siti, i turisti li scoprono armati di piantine e domande, ascoltando uno storytelling affascinante affidato a volontari e ragazzi.

I LUOGHI SU PRENOTAZIONE

Villa Ahrens

Se per la stragrande maggioranza dei luoghi basta andare sul posto senza prenotazione, per alcuni serve la prenotazione online, con la possibilità di andare sul posto nel caso non i turni non siano esauriti: a Palermo si va dal secondo percorso dentro l’aeroporto di Boccadifalco (se volete affacciarvi dalla torre di controllo, qui per prenotare) alla medievale camera dello scirocco di Villa Naselli (qui per prenotarealle assolutamente inaspettate sorgenti del Gabriele (solo domenica, qui per prenotare), dalla Casina Cinese dove sono stati scoperti gli antichi cunicoli (qui per prenotare), ai depositi segreti della Galleria d’arte moderna (qui per prenotare); da Villa Ahrens, dove hanno sede gli uffici della Dia (qui per prenotare) al Grand Hotel Piazza Borsa (qui per prenotare), dalla palazzina dei Quattro Pizzi sulle tracce di Vincenzo Florio (qui per prenotare), dal museo Anice Tutone dove si recupera la famosa acqua e zammù (qui per prenotare) a Palazzo Branciforte restaurato da Gae Aulenti (qui per prenotare).

VISITE CON GUIDE D’ECCEZIONE

Casa a peristilio su Monte Iato

Domenica torneranno visitabili i siti istituzionali, che partecipano alle “Domeniche al museo”. Al Museo archeologico Salinas domenica alle 11 la visita sarà condotta dalla stessa direttrice, Caterina Greco che promette di ripetere il successo del primo weekend del festival luoghi, quando il suo racconto è andato sold out. Ma sarà anche disponibile – ed è una sorpresa di questa ultima tranche – una bellissima visita “fuori porta” all’area archeologica di Monte Iato dove attende i visitatori del festival, la direttrice Francesca Spatafora. Si raggiungerà il sito con una navetta (qui per prenotare).

CENTINAIA DI LUOGHI APERTI

Code a Palazzo Mirto

Tra gli altri siti che riaprono le porte in questa ultima domenica, ci sono il palazzo arabo-normanno della Zisa, il Castello a Mare con le sue mille storie di rinascita, la Cuba, la chiesa e il chiostro di San Giovanni degli Eremiti, e il Museo di arte contemporanea Riso, tutti dalle 10 alle 17,30. E soltanto domenica (e su prenotazione) si riaprono le porte di quel gioiello sontuoso che è Palazzo Mirto. Tra gli altri cento siti vi consigliamo di non perdere la biblioteca Bombace (solo domani, ultima possibilità di visita), nell’ex collegio Massimo dei Gesuiti che nasconde un milione di volumi e antichi codici, ma anche un bunker della guerra (che si visita con un coupon a parte).

Il Teatro Massimo dall’ex Provveditorato alle Opere pubbliche

E si consiglia la visita anche ad un palazzo neoclassico che pochi conoscono: l’ex provveditorato alle opere pubbliche che ha aperto le porte per la prima volta proprio per il festival: notate le due state all’esterno, la Meccanica e l’Ingegneria del De Lisi. La cinquecentesca chiesa di San Francesco di Paola (apre solo domenica), appena restaurata, che sarà felice di mostrare il suo interno gotico catalano colmo di affreschi e stucchi. Del tutto diversa, austera, medievale, è invece la Magione di cui non bisogna dimenticare l’antico chiostro, unico rimasto dell’originario monastero. Aperto a Pallavicino, il Giardino della Concordia, dove ad ogni pianta corrisponde un nome, una data, una targa, aperte le due sedi della Missione di Biagio Conte. E la mattina di domenica correte a Villa De Cordova dove scoprirete un esotico “salone cinese”.

Andiamo per torri: da Sant’Antonio Abate da cui si scopre quanto sia ancora formicolante la Vucciria, alla trecentesca San Nicolò di Bari da dove si domina l’Albergheria alla cupola del Santissimo Salvatore che invece si apre sul Cassaro, ma scopre anche tutti i tetti del centro storico. Se invece volete affacciarvi sul mare, raggiungete Porta Felice e capirete che l’asse verso Porta Nuova, è veramente un tracciato perfetto. Pochi passi ed eccovi al Loggiato San Bartolomeo: è una finestra aperta sulla Cala, e il sito è stato recuperato di recente con l’aiuto dei privati. Anzi, partecipa anche alb per le attività finanziate tramite Art Bonus: bisogna votare, assolutamente.

SI VOTA IL BENE DA RESTAURARE

Una delle sfingi del Gymnasium dell’Orto Botanico

E visto che di votazione qui si parla, Le Vie dei Tesori è pronto a recuperare – come è ormai un’abitudine da due anni – brandelli della storia più autentica della città. Come ogni anno, il festival chiede direttamente al suo pubblico di scegliere il bene (i beni) da restaurare. e questa volta i restauri saranno sostenuti da Lottomatica Holding. È stata quindi avviata la votazione online che consentirà di restaurare tre beni presenti nei luoghi che hanno partecipato a quest’ultima edizione. Tre tesori da scegliere fra sei candidati (qui per votare) a Palermo, “concorrono” le due imponenti sfingi settecentesche in pietra di Billiemi, all’entrata del Gymnasium dell’Orto Botanico, e l’antichissima porta conservata nei magazzini della Soprintendenza, che gli storici ritengono chiudesse Porta di Castro oppure uno degli accessi del Castello a mare. Catania propone il portale ligneo settecentesco interno della chiesa di san Benedetto, da cui escono le monache che ogni anno cantano al passaggio del fercolo di sant’Agata; all’Inda di Siracusa, si potrebbero restaurare così l’affresco di Amorelli a Palazzo Greco e dieci manifesti delle Tragedie realizzati tra gli anni ’50 e ’60. Gli ultimi due “candidati” arrivano da Marsala – la cupola del famoso campanile del Carmine, il sito più curioso aperto dal festival – e da Trapani – un olio su tavola conservato nella stranissima cappella della Mortificazione.

ITINERARIO CONTEMPORANEO

Nicola Pucci

Torniamo a questo ultimo weekend: saranno disponibili i cinque siti dell’Itinerario contemporaneo: case-studio dove gli artisti vivono e lavorano, aperti in notturna – con lo stesso coupon dei luoghi – dalle 18 alle 22, tranne Officine Calderai dove si vedono nascere pezzi di design dalle mani degli artigiani, domani e sabato dalle 10 alle 18. Gli altri quattro sono da cercare: da piazza Rivoluzione, da Arèa, studio dove lavora Giovanni Lo Verso al vicino Spazio Rivoluzione dove c’è Adalberto Abbate, a piazza XIII vittime per le due sculture en plein air di Daniele Franzella e Clemens Botho Goldbach. Ma spingetevi lontano dal centro:  a pochi passi dall’Ucciardone, nella parte più antica delle Fabbriche Sandron, il pittore Nicola Pucci vive e lavora in “strana” compagnia.

PASSEGGIATE, ESPERIENZE E VISITE TEATRALIZZATE

Visita all’Orto Botanico in notturna

Non solo luoghi, ma partendo dai luoghi. Perché Le vie dei Tesori non perderà mai il gusto di raccontare. Lo fanno i volontari che aprono i siti, i ragazzi che li studiano e li narrano, e le guide d’eccezione, dal direttore di museo al botanico, all’appassionato. Per questo non sono da perdere le passeggiate (qui per prenotarle tutte): sabato e domenica si percorreranno le antiche strade dei mercanti, si scopriranno le mille vite della Palermo romana, normanna e spagnola; dalle ingegnose torri d’acqua ai segreti di Villa Giulia, fino alle tappe fuori città al castello di Carini, oltre alle consuete gite nel verde da Monte Pellegrino a San Martino, fino ai lecci e sugheri nascosti di Ficuzza. Restando in città, non perdete le ultime possibilità per visitare i laboratori dei pupari, da quello di Mimmo Cuticchio nei vicoli del Massimo a quello di Salvo Bumbello nel cuore del Papireto. Tra le esperienze, sono poche quelle non esaurite: restano poche possibilità per fare un giro a cavallo nelle scuderie settecentesche del principe di Cottone.

Uno dei viali dell’Orto Botanico

E siccome le richieste erano tantissime, è stata aggiunta in corsa un terzo tour in notturna (sabato alle 20,30) all’Orto Botanico (qui per prenotare). Le ultime due visite teatralizzate sono sabato: alle 17,30, Stefania Blandeburgo vestirà il costume succinto di un’autentica cortigiana settecentesca nella cripta delle Repentite (qui per prenotare); e Pietro Massaro sarà l’oste della taverna di Sant’Antonino, che appare nel convento del quartiere raccontando la sua vicenda personale e intrecciandola a quella di alluvioni, terremoti, feste, usi e cibi (qui per prenotare).

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Catania si mette in mostra, ecco il meglio dell’ultimo weekend

Nel palazzo sontuoso con la guida del principe, poi terme antiche, cripte nascoste, raffinerie dimenticate e musei “gioiello”. Questo fine settimana aperitivo e visita guidata al Parco dell’arte

di Redazione

Metti che incontri un principe, uno vero, e che lui ti racconti della sua casa di 600 stanze, dove ti muovi sotto affreschi dorati da cui si affacciano dei e dee che richiamano i volti dei nobili antenati. Metti che entri in un altro palazzo e invece ti ritrovi in un piccolo museo di arte contemporanea, abbracciato ad un fenicottero rosa. Le Vie dei Tesori si prepara all’ultimo weekend a Catania, come a Palermo – da venerdì 1 a domenica 3 novembre – e promette tre giorni colmi di bellezza. Lo scorso fine settimana sono stati oltre 4 mila: quasi tutti in un solo giorno, domenica scorsa, quando Catania si è risvegliata dopo l’allerta meteo.

Camminamento di Porta Uzeda

Armati di smartphone e cartine, agguerriti alla ricerca del palazzo sontuoso, della cripta nascosta, del camminamento da cui si scopre l’antico mercato, da un lato, e via Etnea dall’altro. Ma sommati ai weekend precedenti, portano i numeri di Catania abbastanza in avanti, a sfiorare finora i 20 mila visitatori. I luoghi aperti sono veramente tanti (qui per scoprirli tutti), dai tre antichi complessi termali (Rotonda, Indirizzo e le Achilliane, sotto la cattedrale) ai due Bastioni; solo sabato mattina si entra in Cattedrale, nei tre siti aperti per il festival, e si sale alle terrazze. Non perdete l’antica raffineria alle Ciminiere, né i musei “gioiello” dedicati a quel genio di Bellini (nella sua casa natale) e a Emilio Greco, il disegnatore amato da Picasso. Se invece raggiungerete il Parco dell’Arte – il giardino naturale inserito del la fondazione La Verde La Malfa, a San Giovanni La Punta, creato dalla mecenate Elena La Verde, dove le installazioni d’arte sbucano a sorpresa tra piante e fiori – sarete accolti da un aperitivo offerto dai padroni di casa dopo la visita guidata. Sarà una vera “esperienza” sabato e  domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15,30 alle 18 (qui per prenotare).

Il principe Ruggero Moncada

Il percorso inizia dalla delicata Villa Manganelli, l’unica villa disegnata in città da Ernesto Basile, “infiltrato” palermitano tra i gattopardi catanesi: sarà aperta sabato e domenica dalle 10 alle 16. Sempre domenica non perdete la visita al sontuoso Palazzo Biscari dove vi capiterà di incontrare il principe Ruggero Moncada in persona. Anfitrione illustre e narratore nato, calamita l’attenzione del pubblico che lo ascolta affascinato mentre racconta di antenati illustri, feste e personaggi che hanno segnato la vita di Catania. Sono aperti anche Palazzo Asmundo di Gisira, trasformato in haute hotellerie ma con un occhio all’arte contemporanea (dalle 12 alle 17,30, ma a piccoli gruppi); e Palazzo degli Elefanti, la sede del Comune, aperta ogni mattina fino alle 12,30: vi mostreranno la lettera “A” che il Vaccarini aggiunse come omaggio a sant’Agata.

Grotta dell’Amenano

Chissà quante storie potrebbe raccontare l’Amenano se potesse parlare.  Il fiume che scorre sotto Catania rotola delicato e canterino: se arrivate in piazza Currò troverete una scaletta che porta nelle viscere della terra, passando attraverso un pub rispettoso del sito. Questo weekend apriranno celle, cunicoli e cripte. Per scoprire che a Sant’Agata la Vetere (aperta sabato e domenica fino alle 18) ci sono due cripte diverse con i colatoi integri, una più povera ed austera per i frati francescani, e un’altra quasi sontuosa per i nobili; una cripta c’è anche sotto San Giuseppe al Transito (9-13 e 16-19), mentre a Sant’Agata al Carcere (10-12 e 16-18, solo su prenotazione) si visita la cella in cui fu rinchiusa la giovinetta martire.

Bastione del Tindaro

Domenica sarà anche l’ultima occasione per visitare il tabernacolo artistico  del santuario di Maria Santissima Annunziata al Carmine, la chiesa dei Carmelitani distrutta dal terremoto e ricostruita nel 1729; il tabernacolo è ospitato nella cappella della Madonna. Sabato e domenica, visite ai due bastioni: il bastione degli Infetti così chiamato perché ospitò il lazzaretto durante l’epidemia di peste a fine Cinquecento; e il bastione del Tindaro, parte della cinta muraria di Carlo V, di cui sono rimaste pochissime tracce; visite anche alle Ciminiere dove, oltre alle collezioni, è visitabile quel bellissimo esempio dia archeologia industriale che è l’antica raffineria. È sarà anche un’occasione per riscoprire due piccoli ma interessantissimi musei “gioiello” di Catania: la casa natale di Vincenzo Bellini dove sono raccolti cimeli, spartiti, foto e strumenti del compositore, e persino la sua maschera funeraria; e il museo dedicato all’opera grafica di Emilio Greco, considerato da Picasso “il più grande disegnatore che abbiamo in Europa”.

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori a Mantova chiude con 4100 visitatori

Dieci luoghi aperti per due weekend e boom di 700 visitatori per il Palazzo del Potestà. Molto visitati anche palazzo Andreasi e lo stabilimento idrovoro di Ponte Arlotto

di Redazione

Visite al Palazzo del Podestà

Un bellissimo successo che supera i 4100 visitatori in due soli weekend, in cui Le Vie dei Tesori è giunto per la seconda volta a Mantova. Il festival che da tredici edizioni racconta il patrimonio culturale della Sicilia – 185mila visitatori in soli tre weekend a Palermo, Catania e nel Ragusano, e 80 mila in altre dieci città dell’isola – da due anni è infatti sbarcato in Lombardia.  Lo scorso weekend si era marciato verso i duemila visitatori in nove siti, in questo secondo fine settimana i numeri sono saliti molto perché ha riaperto le porte l’atteso Palazzo del Podestà, una residenza immensa in restauro da sei anni per i danni provocati dal terremoto. La riapertura è diventata così un simbolo di rinascita e di riappropriazione del territorio. Gli oltre 700 visitatori hanno potuto accedere soltanto in alcune sale, con misure di sicurezza, a gruppi di poche persone alla volta munite di caschetto protettivo. Ma il pubblico è accorso, soprattutto mantovani che da tempo vedevano chiuso il palazzo. Code ordinate, pubblico felice e incuriosito.

Palazzo del Podestà

“Siamo riusciti ad aprire a cantiere in corso, un palazzo che per Mantova ha un significato particolare – dice il sindaco Mattia Palazzi – e abbiamo ottenuto un successo straordinario. Siamo contenti che questa iniziativa unisca Palermo e Mantova sulla stessa linea della riappropriazione del patrimonio culturale. Dimostra, al Nord come al Sud, che le città hanno bisogno della loro memoria, che si devono sforzare per recuperare i siti e per difenderli. Le Vie dei Tesori è un’iniziativa bella, importante e siamo felici del successo”.

“La prima intuizione de Le Vie dei Tesori nacque in me nel lontano 2005 proprio a Mantova, quando – stregata dalla bellezza della città e dalla partecipazione del pubblico a eventi come il Festivaletteratura – pensai di ideare un format a Palermo che unisse bellezza e partecipazione -spiega il presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori onlus, Laura Anello – . Il successo a Mantova quindi mi emoziona doppiamente e chiude un cerchio. Grazie a questa meravigliosa città ispiratrice, grazie alle istituzioni, grazie alla Fidam, grazie ai ragazzi narratori, grazie ai visitatori che hanno fatto loro lo slogan di quest’anno: Scopri la bellezza che ti appartiene”.

Apre il cantiere del Palazzo del Podestà

Il sabato del secondo weekend ha chiuso ad oltre mille visitatori, oggi molti di più, e di questi soltanto 700 per il Palazzo del Potestà, marcato stretto dal cinquecentesco Palazzo Andreasi (oltre 600 presenze) che il nobile Girolamo, signore di Rivalta, volle costruire per la moglie, Ippolita Gonzaga. Podio di bronzo dei tre siti più visitati, il particolarissimo stabilimento idrovoro di Ponte Arlotto (500 visitatori), la garanzia di Mantova contro le esondazioni. Visitarlo sarà un viaggio prezioso alla scoperta del sistema di protezione dall’acqua che nel 1929, quando lo ideò l’ingegner Pietro Ploner, fu considerato uno dei più all’avanguardia d’Europa.

L’Archivio di Stato

Le Vie dei Tesori a Mantova ha quindi superato i 4000 visitatori. “Siamo felicissimi perché le persone sono arrivate già con il loro abbonamento, acquistato in precedenza – dice Italo Scaietta, a capo della Fidam, la Federazione italiana Amici dei musei, che ha organizzato la tappa mantovana del festival, sotto il patrocinio del Comune e con partner l’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei mantovani – questo vuol dire che è stato compreso lo spirito del festival. È piaciuto molto questo mix tra volontari e ragazzi che ha permesso di far riscoprire una città già ricca di suo, ma molto legata alla consuetudine dei luoghi. La curiosità del pubblico ci ha fatto comprendere ancora di più che siamo sulla buona strada: Mantova ha ancora tantissimo da mostrare. E ringraziamo di cuore i ragazzi, bravissimi e competenti, che ci hanno aiutato”.

Oltre al Palazzo del Podestà di Mantova, hanno aperto le porte altri nove siti tra chiese, residenze, complessi gesuiti, in collaborazione con associazioni culturali, Comune, Università, Diocesi, Demanio, Consorzio di bonifica. Le visite e l’accoglienza sono state curate dagli studenti del liceo artistico Giulio Romano, del liceo classico Virgilio, del liceo scientifico Belfiore, dell’istituto Bonomi-Mazzolari, dell’istituto superiore Fermi, del Politecnico-Facoltà di Architettura-Polo di Mantova. Hanno aperto le porte anche l’Archivio di Stato, la Biblioteca Comunale Teresiana, la medievale chiesa di sant’Apollonia, l’antichissima chiesa di San Martino, la seicentesca chiesa di Sant’Orsola, palazzo Aldegatti e il Liceo Ginnasio Virgilio.

Le Vie dei Tesori fa 244mila visite in quattro weekend

Questo fine settimana, altri 55mila a Palermo e oltre 4mila in una Catania colpita dal maltempo. Nel capoluogo siciliano, la chiesa di Santa Caterina resta in testa alla classifica, ma a sorpresa è secondo il Teatro Massimo che ha aperto il palcoscenico

di Redazione

Le Vie dei Tesori continua la sua corsa straordinaria e promette di raggiungere numeri molto alti, visto che nei quattro fine settimana di ottobre ha messo insieme 244mila visitatori. E se sono sempre confermati i 55mila visitatori che ogni weekend assediano i 170 luoghi aperti a Palermo, è una bellissima notizia il numero dei 4mila che ha sfidato il maltempo e si è riversato nei siti aperti a Catania: nel capoluogo etneo, venerdì scorso l’allerta rossa ha bloccato il festival, sabato timidamente molti siti hanno aperto le porte e domenica si è registrato ovunque il pienone.

Fornaci Maiorana

Oltre 55mila visitatori, quindi, anche questo weekend hanno scelto Palermo, tra palermitani e turisti tra oratori, chiese, bunker, voli, salotti: accolti ovunque da volontari, guide, studenti. La chiesa di Santa Caterina guadagna come sempre il podio, ormai è il sito sovrano di quest’anno, e questo fine settimana conteggia 2100 visitatori. Ma al secondo posto c’è una sorpresa: il Teatro Massimo ha aperto il palcoscenico solo questo weekend e ha messo insieme 1800 visite, con il pubblico felice di entrare nel retro palcoscenico per carpire i segreti di scenografi e tecnici. Terzo sito più amato è il monastero di Santa Caterina (1600 visitatori), con il suo chiostro nascosto, lontano dai rumori dei mondo circostante. Quarto sito scelto dal pubblico è il Loggiato San Bartolomeo (1400 visitatori), da pochi mesi restituito alla città: molto apprezzata la terrazza, anche per una foto ricordo affacciati sul mare. Tallona da presso il rifugio antiaereo (1250) sotto Palazzo delle Aquile – quest’anno visitabile soltanto il sabato e la domenica – con l’appassionato racconto della città bombardata. Ma un’altra sorpresa sta da queste parti: trascinato dal racconto sul cinquantenario dal famoso furto della “Natività”, ha registrato un picco di visite anche l’Oratorio di San Lorenzo che mette insieme 1050 presenze, accanto alla cupola del Santissimo Salvatore (1020) da cui si ottiene una vista a trecentosessanta gradi sull’intero centro storico.

Piccoli musicisti a Boccadifalco

Va sempre benissimo l’aeroporto di Boccadifalco che questa domenica ha accolto i suoi mille visitatori, con una sorpresa “sonora”: i giovanissimi strumentisti dell’orchestra nata in seno all’Istituto comprensivo “Don Rizzo” di Ciminna, con i “colleghi” dell’Istituto superiore “D’Alessandro”, hanno accompagnato le visite al suono dell’inno nazionale e di valzer gattopardeschi. Stefania Blandeburgo e Pietro Massaro hanno continuato con le loro visite teatralizzate e navigano sul sold out. Apprezzata anche la mostra che racchiude la rimaterializzazione di tele disperse di Van Gogh, Monet o Tamara de Lempika, nel sottocoro di Palazzo Abatellis, che apre (con un coupon diverso) anche le terrazze e i laboratori di arazzi.

Palazzo Manganelli

Catania funestata dal maltempo, ha comunque retto e con onore. Sbarrati i luoghi il venerdì per l’allerta meteo, hanno aperto (ma non tutti) il sabato, ma già domenica erano assediati dai cittadini catanesi e dai turisti. E nonostante il maltempo, la città della lava mette insieme comunque 4mila visitatori, spalmati tra gli amatissimi e sontuosi palazzi, i due Bastioni e le chiese antiche. È stata l’ultima occasione per visitare Palazzo Manganelli che i Borghese, che oggi ne sono i proprietari, aprono soltanto di rado e per eventi selezionati: i catanesi lo sanno e si sono messi in coda sin dal mattino. Ogni visita era sold out, oltre 700 visitatori sono sciamati nei saloni affrescati, hanno ammirato il dipinto di Giuseppe Sciuti, l’antico biliardo, le specchiere, le tappezzerie in seta provenienti dalle manifatture dei Manganelli che devono il loro secondo titolo al fuso per tessere, appunto “il manganello”.

Palazzo Biscari

Palazzi amati: podio d’argento per Palazzo Biscari (500 visitatori) dove le visite erano condotte dal principe Ruggero Moncada in persona. Anfitrione illustre e narratore nato che il pubblico ha ascoltato affascinato. Il terzo sito più visitato a Catania è invece a sorpresa Villa Manganelli, residenza illustre, l’unica realizzata dall’architetto Ernesto Basile nel capoluogo etneo. Bellissime le visite anche alla chiesa di San Benedetto, dell’antico monastero di clausura delle monache benedettine. Ed è proprio qui il portale in legno che il pubblico de Le Vie dei Tesori può scegliere di restaurare: tra sei beni proposti – che saranno votati tramite i social – ne verranno scelti tre che rinasceranno grazie al festival.

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Una domenica all’insegna del gusto al Bastione degli Infetti

Protagonisti ragazzi della Comunità educativa gastronomica etnea Slow Food, coordinati dallo chef e insegnante di cucina Mario Traina

di Redazione

Una visita speciale al Bastione degli Infetti di Catania, in occasione de Le Vie dei Tesori. Protagonisti ragazzi della Comunità educativa gastronomica etnea Slow Food, coordinati dallo chef e insegnante di cucina Mario Traina, nell’evento Bastione Giardino Gastronomico.

Oggi partire dalle 10 fino alle 13,30 e dalle 15 alle 18, i ragazzi della Comunità guideranno i visitatori alla scoperta dei segreti gastronomici del giardino nascosto dietro le mura, spiegheranno l’utilizzo del lievito madre e condurranno nella degustazione di ricette storiche, all’insegna della sostenibilità. Durante la visita, saranno introdotte le attività della Comunità educativa gastronomica etnea e dell’associazione Slow Food e si potranno gustare preparazioni realizzate dai ragazzi con prodotti ricavati dal Bastione.

La Comunità, nata pochi mesi fa, è un collettivo che si impegna nella creazione di opportunità di crescita sostenibile ispirate al piacere e alla salute, principalmente indirizzate ai giovani, ponendo al centro il tema del cibo “buono, pulito e giusto” quale indispensabile componente del vivere.

Il Bastione degli Infetti

Il Bastione degli Infetti, da poco riqualificato, sorge sulla collina di Montevergine, antica acropoli della città. Con la Torre del Vescovo, faceva parte del sistema di fortificazioni a difesa dell’antico centro urbano, edificate all’inizio del XVI secolo per volere di Carlo V, dall’architetto Antonio Ferramolino: undici bastioni con sette porte d’accesso che proteggevano Catania. Un tempo ospitò un lazzaretto dopo l’epidemia di peste che colpì Catania nel 1576.

Un weekend tra car-design e arte contemporanea

Pietro Camardella realizza dal vivo un figurino del fianco della Mythos Ferrari, che lui stesso creò per Pininfarina nel 1988. Poi una collettiva allo Spazio Rivoluzione e una performance di pittura con Nicola Pucci alle ex Fabbriche Sandron

di Redazione

Disegnare una “belva” come la Mythos Ferrari: non è cosa da tutti. Devi essere un “grande”, un car-designer riconosciuto, uno come Pietro Camardella, salernitano, creatore di famosi modelli Ferrari anni ’80. Camardella sta realizzando in queste ore un figurino del fianco della Mythos – che lui stesso creò per Pininfarina nel 1988 – da Arèa, in piazza Rivoluzione, uno dei cinque studi d’artista che aprono per l’”Itinerario Contemporaneo de Le Vie dei Tesori. “La F40 è stata la mia prima Ferrari – racconta Camardella – , poi è arrivato il restyling della Testarossa, ed è stato un grande onore metter mano ad un capolavoro. Poi la Mythos che è rimasta un unicum, poi tante altre: con la Ferrari il pensiero vola libero vero il futuro”.

Pietro Camardella da Arèa

Quattro degli studi dell’ “Itinerario Contemporaneo” curato da Paola Nicita (qui per saperne di più) sono aperti in notturna, dalle 18 alle 22, uno (Officine Calderai) solo venerdì e sabato dalle 10 alle 18. Da Arèa, al fianco di Pietro Camardella, sta lavorando anche l’ex designer Honda palermitano Gianni Pedone su una motocicletta futuristica super veloce in scala 1:1. A due passi, allo Spazio Rivoluzione, è invece allestita la collettiva “Gli animali”, opere di Mario Consiglio, Adalberto Abbate, Andrea Buglisi, Federico Lupo, Diego Moreno, Thomas Braida, Antonio Riello, Gianni Pedone, Joseba Eskubi, Laboratorio Saccardi. Gli animali, selvaggi o addomesticati, temuti, rispettati, sfruttati, amati o deificati, ossessionano la vita dell’uomo divenendo parte integrante della sua evoluzione e della sua sopravvivenza: in questa collettiva si percorre un lungo viaggio nel rapporto tra uomo e animale risalendo a miti e leggende che raccontano di personaggi ibridi, metà cristiano e metà bestia, nati da amori sacrileghi, spesso tra dèi e ninfe; o di trasformazioni delle stesse divinità in animali, allo scopo di ingannare, sedurre, punire o condannare. La mostra resterà aperta fino al 30 novembre.

Nicola Pucci

Bisogna invece lasciare il centro storico, per raggiungere lo studio di Nicola Pucci che occupa una parte delle ex Fabbriche Sandron. Siamo proprio alle spalle dell’Ucciardone (l’entrata è accanto alla Trattoria Albertone) e qui oggi e  domani alle 19, alle 20 e alle 21 sono previste altrettante performance di pittura dal vivo. Nicola Pucci sceglierà soggetti e temi sul momento, dialogando con il pubblico. Sulla direttrice di ritorno verso il centro, “Engramma – San Giorgio” – in piazza XIII vittime -: opere di Daniele Franzella e Clemens Botho Goldbach, che interpretano i ruderi di una memoria collettiva.

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori tra arte, musica e teatro: il meglio del weekend

Concerti in chiese nascoste, giovani orchestre itineranti nell’aeroporto, palcoscenici inediti o spettacoli per strada. E ancora visite teatralizzate e passeggiate

di Redazione

Sarà il weekend dell’arte, della musica e del teatro: perché mai come in questo fine settimana Le Vie dei Tesori condurranno alla scoperta dell’anima bella, artistica e fattiva di Palermo. Sarà il fine settimana – il quarto, il penultimo del festival, da venerdì 25 a domenica 27 ottobre – in cui si scoprirà come si disegna una “belva” come la Mythos Ferrari, ma si andrà anche in giro per le case-studio, alla ricerca del lavoro degli artisti; e si potrà partecipare al tour nel quartiere che sta rinascendo con l’arte e con il teatro. Il weekend della musica: si scoprirà che l’opera può essere declinata sulle sei corde, aprirà le porte il Conservatorio e sarà visitabile il palcoscenico del Teatro Massimo, dove si muovono solo tecnici e scenografi.

Visita in Prefettura

Sarà anche l’ultimo weekend per il tesoro librario dei Gesuiti nella Biblioteca Bombace (con il suo rifugio antiaereo); per entrare nelle chiese monumentali: da San Francesco Di Paola a San Giovanni dei Lebbrosi; ultimo venerdì per Palazzo De Gregorio, ultima domenica per Palazzo Comitini (ma non dimenticate la visita teatralizzata, qui per prenotare); ultima occasione per la Prefettura di via Cavour dove rintracciare le orme di Joss Whitaker e dei suoi (qui per prenotare). Ultimo venerdì per entrare nel cantiere del Villino Favaloro (qui per prenotare) per osservare i restauratori al lavoro (per Villino Ida, sarà invece disponibile anche il prossimo).

E tantissimo altro: aprono le porte siti inediti, palazzi sontuosi, oratori delicati che ospitano visite teatralizzate e concerti ottocenteschi; si prenotano luoghi dove si entra in pochi; si partecipa a “esperienze” sensoriali che lasciano il segno. Finora sono stati quasi 145 mila i visitatori de Le Vie dei Tesori che si sommano ad altri 40 mila tra Catania, dove il festival corre parallelo a Palermo, e il Ragusano, dove si è appena chiusa un’edizione di successo.

NOTE NEGLI ORATORI

Dario Macaluso e Paolo Romano

Immaginate Cenerentola finire sulle sei corde oppure la celebre ouverture della Gazza Ladra trasformarsi in un pezzo per chitarra. L’ultimo dei “Concerti nei Tesori”, domani (venerdì 25) ottobre alle 21 (qui per prenotare), in quel gioiello nascosto che è la minuscola chiesa del Piliere, sarà un omaggio al Belcanto: soltanto che arie, brani e ouverture prenderanno vita sulle chitarre di Dario Macaluso e Paolo Romano. Sarà un vero viaggio dentro l’opera tra ‘700 e l‘800. Gli arrangiamenti proposti nel concerto si devono a Mauro Giuliani, al fianco di una scorribanda popolare iberica, e a due fresche sonate di Filippo Gragnani.

CONCERTO A BOCCADIFALCO

Rifugio antiaereo dell’aeroporto di Boccadifalco

L’Inno di Mameli tra gli aerei di Boccadifalco. Qui domenica sarà una giornata speciale: dalle 9 i giovani strumentisti dell’orchestra nata in seno all’Istituto comprensivo “Don Rizzo” di Ciminna, con i “colleghi” dell’Istituto superiore “D’Alessandro”, seguiranno i visitatori al suono dell’Inno di Mameli, dell’Inno alla Gioia di  Beethoven, del “Gran valzer brillante” di Verdi (quello del “Gattopardo”) per finire con la ballata di Mackie Messer, “Mack the Knife” dall’Opera da Tre Soldi. E un’altra piccola orchestra itinerante di fiati composta da alunni, docenti e collaboratori scolastici dell’Istituto comprensivo, eseguirà marce di Renato Soglia e Viaris. Per visitare l’aeroporto di Boccadifalco si può scegliere tra due percorsi: il primo comprende l’hangar e il rifugio antiaereo; il secondo (su prenotazione) raggiunge la torre di controllo, altri due bunker e il giardino dell’antica Villa Natoli, tutto su un trenino dai colori pastello.

VISITE TEATRALIZZATE TRA VILLE ED ORATORI

Visita teatralizzata a Villa Malfitano

Sono state il boom dello scorso fine settimana: le visite teatralizzate sono piaciute talmente da costringere il festival ad aggiungere turni: sabato e domenica sarà l’ultima occasione per sedersi al fianco di Delia, l’ultima Whitaker, per sentirla raccontare della sua strana famiglia, del padre Pip, ornitologo e archeologo, della madre Tina, della sorella Norina e delle loro manie tanto “british”. Ma ci sarà tempo anche per raggiungere l’oratorio del Santissimo Salvatore, Palazzo Comitini, il convento di Sant’Antonino e Villa Pottino dove rivivranno cortigiane e poveri malcapitati, nutrici e vegliarde, tutti interpretati dai bravissimi Stefania Blandeburgo e Pietro Massaro (qui per scegliere e prenotare tutte le visite teatralizzate).

DISEGNARE UNA FERRARI

La Ferrari disegnata da Pietro Camardella

Il disegno dal vivo del fianco di una Ferrari: non una qualsiasi, ma la Mythos, la regina delle Rosse; una mostra sugli animali, riletti secondo l’immaginario artistico di oggi; una performance live in studio. E ancora, la cesellatura di “oliere” di design. È il weekend di “Itinerario Contemporaneo” (qui per saperne di più) che conduce – in notturna, dalle 18 alle 22 – alla scoperta degli “studi d’artista”, in ex fabbriche o negozi dismessi. Da Arèa, in piazza Rivoluzione, lavorerà Pietro Camardella, designer salernitano di famosi modelli Ferrari anni ’80, che realizzerà un figurino del fianco della Mythos, che lui stesso creò per Pininfarina nel 1988.  Al suo fianco, l’ex designer Honda palermitano Gianni Pedone disegnerà una motocicletta futuristica super veloce in scala 1:1.

A due passi, allo Spazio Rivoluzione, sarà allestita la collettiva “Gli animali”, opere di Mario Consiglio, Adalberto Abbate, Andrea Buglisi, Federico Lupo, Diego Moreno, Thomas Braida, Antonio Riello, Gianni Pedone, Joseba Eskubi, Laboratorio Saccardi. Bisogna lasciare il centro storico, invece, per raggiungere lo studio di Nicola Pucci che occupa una parte delle ex Fabbriche Sandron. Siamo proprio alle spalle dell’Ucciardone (l’entrata è accanto alla Trattoria Albertone) e qui alle 19, alle 20 e alle 21 sono previste altrettante performance di pittura dal vivo. Nicola Pucci sceglierà soggetti e  temi sul momento, dialogando con il pubblico. Sulla direttrice di ritorno verso il centro, “Engramma – San Giorgio” – in piazza XIII vittime -: opere di Daniele Franzella e Clemens Botho Goldbach, che interpretano i ruderi di una memoria collettiva. Un’altra tappa dell’Itinerario contemporaneo si srotola invece venerdì e sabato mattina, dalle 10 alle 18: siamo in via dei Calderai e dalle mani degli artigiani stanno nascendo oliere di design, che saranno oggetto di una mostra successiva.

LE ALTRE ESPERIENZE

Arte e teatro a Danisinni

Anche questo weekend si potranno visitare le scuderie settecentesche del principe Carlo Cottone, per poi fare una passeggiata a cavallo nell’agrumeto (qui per prenotare), oppure osservare Palermo dal mare, sulla Lisca Bianca, la storica barca a vela della famiglia Albeggiani (qui per prenotare). Si potrà scoprire Danisinni che sta risorgendo tramite l’arte (qui per prenotare): un tour tra la “fattoria sociale” con gli animali da cortile, in un fazzoletto verde tra i palazzi, Danisinni Circus sotto un tendone colorato, il pranzo sociale la domenica su un unico tavolo affacciato sugli orti. E il “teatro in strada”, un’Antigone casa per casa (qui per prenotare). Aperto il laboratorio artigianale di pupi di Salvo Bumbello, nel cuore del Papireto, ma suggeriamo anche di scoprire poco lontano, una collezione privata e nascosta di pupi all’agenzia di viaggi Conca d’Oro (qui per prenotare).

LE PASSEGGIATE

L’antico stabilimento balneare di Mondello

Ancora due weekend di tour urbani condotti da appassionati (qui per prenotare tutte le passeggiate). Andare alla scoperta della Cattedrale, con i suoi misteriosi simboli esoterici, oppure della Giudecca, antico quartiere ebraico. Perdersi tra i vicoli del centro storico scoprendo la storia del mercato della foglia, la vecchia city della città, o passeggiare sul Foro Italico, come le famose “Cattive”, le vedove inconsolabili. Scoprire il mistero dei pugnalatori e della curiosa serie di delitti che avvennero tutti in una notte, addentrarsi nei mercati storici, scoprire la Favorita con il Wwf o raggiungere le borgate marinare di Mondello e Valdesi, guidati da chi ci abita.

I VIAGGI DEI TESORI

La Cattedrale di Catania

Proseguono i Viaggi dei Tesori che da Palermo conducono alla scoperta di Catania (qui per prenotare). È stato costruito con cura certosina un weekend dotato di una guida personale, anche solo per due persone, con una notte in un palazzo storico, lo street food catanese, una cena gourmet. E poi i luoghi, i palazzi, le chiese, gli oratori. Sulla stessa scia si muove anche il progetto nato con Labisi Eventi vettore ufficiale del festival: domenica prossima l’ultima gita giornaliera in pullman che da Palermo condurrà a Catania (qui per prenotare). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

La Zagara all'Orto botanico

Torna la Zagara d’Autunno all’Orto Botanico

Una mostra sul mondo dell’ulivo e dell’olio sarà allestita nel del Gymnasium, e ancora incontri e degustazioni con l’Aperiolio. Prevista la partecipazione di 65 vivaisti

di Redazione

La Zagara all'Orto botanico

Tutto pronto per la Zagara d’Autunno, la mostra mercato dedicato al florovivaismo che riporta a Palermo oltre sessanta vivaisti, una grande mostra ed eventi dedicati alle piante e all’ambiente. L’evento, previsto nell’ultimo weekend di ottobre, dalla mattina di venerdì 25 al pomeriggio di domenica 27, è ormai un appuntamento fisso per gli appassionati di cultura verde e giardinaggio che affollano i viali di via Lincoln. Da alcuni anni, l’Orto, fiore all’occhiello del sistema museale universitario Simua, è protagonista di una nuova stagione di apertura alla città con mostre, eventi scientifici, ambientali e musicali, ed è sottoposto a continui interventi di manutenzioni e valorizzazione delle collezioni e di miglioramento dei servizi di ricettività.

Vivaisti espongono a la Zagara d’autunno

Quest’anno, spiega il direttore Rosario Schicchi, la mostra sarà dedicata al mondo dell’ulivo e dell’olio, al cambiamento climatico ed al ruolo fondamentale di questa pianta nella riduzione della co2 in atmosfera. La mostra è curata da Paolo Inglese, Silvia Fretto, Tiziano Caruso e Rosario Schicchi è sarà inaugurata con la stampa alle 10 di venerdì 25. Ampio spazio sarà dato anche alla scoperta del patrimonio degli ulivi monumentali siciliani. Il titolo dell’esposizione “Olive e oli d’Italia” vuole sintetizzare l’attenzione al complesso settore, cardine della cultura mediterranea, che ruota attorno alla produzione delle olive da mensa e da olio, nelle sue numerose varietà coltivate.

All’interno del Gymnasium ci sarà l’esposizione di olive ed oli italiani afferenti a circa 100 cultivar, con schede tecniche, pannelli esplicativi e foto di ulivi monumentali; all’esterno sarà attivo un mini frantoio messo a disposizione dagli oleifici Barbera, per la dimostrazione della molitura delle olive a freddo. I visitatori potranno partecipare ai laboratori per la preparazione delle olive da mensa e alla degustazione guidata di diversi olii delle differenti Dop siciliane, ma anche toscane e calabresi a cura di alcuni docenti di Unipa, dei corsi di laurea Stal e Stam, e dell’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia. Un momento speciale sarà dedicato alla degustazione di pane ed olii d’eccellenza, secondo le più genuine tradizioni contadine. Sarà inoltre possibile incontrare e dialogare con i produttori e acquistare olio novello prodotto da alcune aziende siciliane.

Fallen Fruit all’Orto Botanico

L’Orto Botanico dell’Università di Palermo, che già dalla primavera si è mostrato ad un pubblico sempre più ampio di turisti stranieri con la pavimentazione ripristinata attorno al Gymnasium e lungo i viali principali, e con il nuovo look dell’ingresso, affidato a Fallen Fruit, il duo di artisti californiani protagonisti di Manifesta, mostra al pubblico anche la nuova sezione di cinquecento metri quadri dedicata alle piante aromatiche ed officinali, in questi mesi implementata e valorizzata, il nuovo vigneto delle doc siciliane impiantato quest’anno ed il restauro del viale Parlatore con la cancellata di collegamento con la storica Villa Giulia, ripristinata dal Comune di Palermo. Prevista anche una esposizione della collezioni di agrumi proveniente dal giardino della Kolymbetra di Agrigento che sarà allestita nella piccola casa del Papiro.

Tillandsie

Si prevedono le consuete eccellenze nelle adesioni dei vivaisti – spiegano gli organizzatori della Zagara – sessantacinque tra Italia ed estero, con un numero totale di visitatori che oramai si attesta attorno ai 15mila ingressi in tre giorni. La scorsa edizione sono stati oltre venticinque i vivaisti siciliani, tra cui alcuni specializzati in piante aromatiche. Saranno presenti come ogni anno aziende provenienti da diverse regioni della penisola (Piemonte, Lazio, Toscana, Basilicata, Emilia Romagna) con nuovi nomi che arricchiranno la mostra mercato portando collezioni di salvie, ortensie, bulbose, carnivore, piante acquatiche rare da vasca, bambù giganti, fruttiferi antichi. Tra le new entry, i vivai Giannuso di Rosolini, specializzati in olivi, l’azienda Hirondelle specializzata in complementi da giardino, il vivaio Magi, di Scandicci, specializzato in rose moderne. Tra gli espositori stranieri, il vivaio Frentzel di Stoccarda, ed il ritorno del collezionista di semi di pomodori già molto apprezzato dal pubblico palermitano, il tedesco Schick di Monaco.

Il Calidarium dell’Orto Botanico

Numerosi i momenti culturali che si svilupperanno attorno al tema del giardino mediterraneo e della biodiversità vegetale, con conferenze di esperti botanici e paesaggisti, oltre a presentazioni di libri. Venerdì 25 al padiglione Tineo alle 15 Francesca Neonato, Francesco Tomasinelli e Barbara Colanino presentano il volume “Oro Verde – Quanto vale la natura in città”, presenta Manfredi Leone. Sabato mattina dalle 9 nel padiglione Tineo si inizierà con i seminari tematici di coltivazione, potature ed innesti. Alle 11 in sala Lanza presentazione del libro “Mathematics, Nature and Art” di Maria Mannone a cura di Paolo Inglese. Alle 13, nel piazzale Ucria sarà assegnato il consueto premio Zagara d’Autunno 2019 dedicato ai vivaisti per il miglior allestimento botanico.

L’Aquarium

Nel pomeriggio di sabato, dopo la ripresa dei seminari tematici di coltivazione dedicati alle orchidee, alle plumerie ed alla Hoya, dalle 16 alle 18, in sala Lanza, la conferenza dal titolo “Biodiversità e cambio climatico in olivicoltura” con la partecipazione di Primo Proietti, docente di Scienze Agrarie e Forestali di Perugia, che interverrà su “Cambiamento climatico in agricoltura”, di Tiziano Caruso dell’Università di Palermo, che affronterà il tema “La base varietale degli oli siciliani “ e di Rosario Schicchi, esperto di alberi monumentali della Sicilia. Modera Paolo Inglese.

Concluderà gli appuntamenti di sabato 26 pomeriggio l’Aperiolio, organizzato in uno spazio dedicato, il giardino dell’Olio, a cura di Oleifici Barbera che organizzeranno sotto il ficus una dimostrazione della molitura con un mini frantoio. A seguire, una degustazione di bruschette di pane di grani antichi ed olio novello. Ritornano puntuali anche i laboratori gratuiti di giardinaggio per adulti, insieme alle attività di intrattenimento, gioco ed esplorazione a tema per i bambini nelle giornate di sabato e domenica sino alle 18, attività su prenotazione a cura di Coopculture (informazioni e prenotazioni allo 0917489995).

Le Vie dei Tesori News

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