Samonà è il nuovo assessore regionale ai Beni culturali

Palermitano, classe 1972, è giornalista professionista e scrittore. Appartiene ad una illustre famiglia di architetti e studiosi della tradizione popolare siciliana

di Redazione

Dopo più di un anno dalla scomparsa di Sebastiano Tusa, la Regione Siciliana ha un nuovo assessore ai Beni culturali. È il giornalista Alberto Samonà. Il governatore Nello Musumeci – si legge in una nota di Palazzo d’Orleans – ha conferito la delega al giornalista e scrittore palermitano. Classe 1972, Samonà appartiene ad una illustre famiglia di architetti e studiosi della tradizione popolare siciliana. Lo stesso neo assessore ha scritto e pubblicato numerosi saggi ed è consigliere d’amministrazione della prestigiosa Fondazione Piccolo di Calanovella. Dal settembre 2018 è responsabile del settore cultura della Lega Sicilia.

“Dopo l’irripetibile stagione dei tecnici – dice il governatore Musumeci – Alberto Samona è la giusta sintesi della militanza politica e della competenza professionale. Lo conosco da anni e sono certo che saprà svolgere con passione il ruolo che, di intesa con il suo partito, ho voluto affidargli”.

A Noto l’Infiorata speciale nel centro storico deserto

Protagonista il cantautore Mario Incudine che si esibirà in un “cunto” simbolico in diretta sui social, passeggiando tra le vie della cittadina barocca

di Redazione

“La Bellezza è più forte della paura e questo Noto l’ha sempre dimostrato”, con queste parole pronunciate da Beppe Fiorello nasce l’edizione speciale dell’Infiorata di Noto. Una manifestazione simbolica, segno di ripartenza e resilienza. La 41esima edizione dell’Infiorata e il programma della Primavera Barocca 2020 saranno esclusivamente in versione social. Attraverso la pagina ufficiale Facebook del Comune di Noto rivivono gli eventi del cartellone primaverile, con l’evento clou, sabato 16 maggio.

Mario Incudine

A partire dalle 20 in poi, sulla fanpage istituzionale, ma anche sulle emittenti televisive o in streaming sui network che ne faranno richiesta, sarà possibile seguire l’evento che ha protagonista il cantautore Mario Incudine. Il musicista passeggerà tra le vie deserte del centro storico di Noto, riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco, esibendosi in uno speciale “Cunto” di amore per Noto, la Sicilia e il mondo intero. Nel video che annuncia l’arrivo dell’Infiorata 2020 in versione social, ci sono Chiara Ferragni, Leo Gullotta, Margareth Madè, Giuseppe Zeno e Beppe Fiorello: ciascuno di loro rivolge un augurio a Noto ed alla sua comunità, sposando l’idea del sindaco Corrado Bonfanti e della sua amministrazione di non abbandonare le tradizioni e trasformare l’evento clou organizzato in città come segnale di ripartenza.

L’Infiorata di via Nicolaci

“Vogliamo lanciare un forte messaggio di speranza che ci sostenga nella ripartenza – commenta il sindaco Corrado Bonfanti – nel pieno rispetto delle regole che vietano assembramenti e che impongono ristrettezze. Vogliamo semplicemente comunicare attraverso la nostra manifestazione simbolo, che la Città di Noto è pronta a riprendere il suo percorso, facendo tesoro dei valori riscoperti in questi mesi di emergenza Covid19 e dimostrando quelle capacità che più volte gli hanno permesso di risollevarsi: è successo dopo il terremoto dell’11 gennaio 1693, è successo dopo il crollo della cupola della Cattedrale nel 1996 e succederà, ne sono certo, anche dopo quest’emergenza”.

Museo di Aidone (foto Giulio Giallombardo)

Fondi in arrivo per riqualificare nove musei

La Regione ha stanziato 22 milioni per migliorare gli spazi espositivi, con nuovi allestimenti, impianti di illuminotecnica e sistemi digitali

di Redazione

Museo di Aidone (foto Giulio Giallombardo)

Da Aidone a Gela, da Riesi a Trapani, nove musei regionali si rifanno il look per essere adeguati agli standard di qualità internazionali. Lo ha deciso il governo della Regione Siciliana che ha deliberato lo stanziamento di 22 milioni di euro, quale avvio di un “Piano regionale per la riqualificazione della rete museale siciliana”. Gli interventi riguarderanno il miglioramento e l’abbellimento infrastrutturale, ma anche l’installazione di nuovi allestimenti, impianti di illuminotecnica e sistemi digitali per la fruizione e la valorizzazione delle collezioni.

Il museo di Himera

Gli spazi museali che saranno sottoposti ai lavori coinvolgono, in questa fase, sei province dell’Isola: il Museo archeologico di Aidone, in provincia di Enna; il Museo archeologico di Gela, nel Nisseno; l’Antiquarium e il Museo “Pirro Marconi” nel Parco archeologico di Himera a Termini Imerese, nel Palermitano; il Museo d’Arte moderna e contemporanea di Palermo; il Museo delle Solfare “Trabia Tallarita” di Riesi, in provincia di Caltanissetta; il Museo archeologico “Paolo Orsi” di Siracusa; il Museo “Agostino Pepoli” di Trapani; il Museo interdisciplinare di Messina.

Il Museo Pepoli di Trapani

“Parecchi nostri musei – sottolinea il presidente della Regione, Nello Musumeci – sono ricchi nel contenuto, ma appaiono superati nell’allestimento, nelle dotazioni tecnologiche e nei servizi. Alcuni non sono neppure dotati di servizi igienici adeguati. Non è possibile tutto questo per una terra che punta a fare del turismo culturale il segmento trainante. Dopo anni di chiacchiere, la Regione interviene con risorse concrete e con progetti all’avanguardia. È solo l’inizio di un piano che coinvolgerà tutti i musei di proprietà regionale e non escludiamo un possibile bando per gli altri spazi museali”.

Il governo regionale ha deliberato, inoltre, di trasformare la Chiesa di Santa Margherita di Sciacca in auditorium con lavori di restauro e adattamento, su progetto della Soprintendenza di Agrigento.

La ceramica di Sciacca, storia d’arte e botteghe

La città è un museo a cielo aperto, con i suoi monumenti e i laboratori artigianali aperti in cui i mestieri di una volta si tramandano di padre in figlio

di Redazione

È uno dei suoi tesori, con una storia che ha secoli e secoli di vita. Sciacca ne fa un vanto oltre che un ornamento, impreziosendo case private e luoghi pubblici, vie, piazze, scalinate, con i suoi tipici colori e le sue raffigurazioni, dalla sommità del quartiere di San Michele fino al mare. La ceramica la si nota subito entrando in città, in un pannello decorativo nel muro di un palazzo nobiliare e poi nelle ricche vetrine delle botteghe di quei maestri che, all’interno di laboratori aperti al visitatore, mostrano la loro abilità, la loro arte, nella decorazione di un vaso o di un piatto, nella modellazione di una statuetta utilizzando quei colori tanto cari agli antichi maiolicari saccensi: il giallo paglia, l’arancione, il turchese, il blu e il verde ramina.

Sciacca dall’alto (foto Accursio Puleo)

Sciacca si presenta così, come un laboratorio diffuso di creatività con ceramica dappertutto, all’interno di un museo a cielo aperto con monumenti che raccontano la sua storia, col mare che l’abbraccia e ne colora ogni spazio, col suo porto peschereccio, con le sue terme, con tanto altro che ne ha fatto una località turistica tra le più conosciute e ricercate della Sicilia. Un riflesso del suo splendore lo si coglie dai video con cui la città di Sciacca ha partecipato quest’anno all’edizione straordinaria di Buongiorno Ceramica, manifestazione promossa a livello nazionale dall’Aicc, l’Associazione italiana Città della ceramica. Una sorta di “grand tour” per l’Italia della bellezza e dell’artigianato che, nella sua sesta edizione, a causa del coronavirus, debutta online (su Youtube, sui social e sul sito www.buongiornoceramica.it).

 

Una festa che si può seguire da casa attraverso manifatture, forni, musei, interviste, visite virtuali, di 46 città di antica tradizione, tra cui Sciacca che, all’obiettivo delle telecamere di Monica Sutera, Ambra Favetta e Stefano Siracusa, si racconta con la voce dei protagonisti, maestri e botteghe che hanno aderito all’iniziativa: Antonino Carlino, Maioliche Gurreri, Sorelle Perconte, Ceramiche artistiche Perconte, Salvatore Sabella, Fratelli Soldano, Liborio Palmeri, Giuseppe Licata, Pippo Prestia, Rosa Soldano. Ai loro contributi si aggiunge un video realizzato col drone, dall’alto, da Accursio Puleo (ve ne abbiamo parlato qui). E l’intervento del sindaco Francesca Valenti, vice presidente nazionale di Aicc, accompagnato dalle immagini di una città luminosa, accogliente, creativa, artistica, immersa nei vivi colori della sua preziosa ceramica. Un’occasione di promozione e di conoscenza.

Ceramiche di Sciacca con un carro allegorico

Sul sito internet di “Buongiorno Ceramica” si legge la storia di ogni città, pubblicata sulla nuova edizione della guida del Touring Club e di Aicc. Si può scoprire, ad esempio, che alcuni ritrovamenti di frammenti di ceramica invetriata nel feudo di San Domenico risalirebbero al periodo normanno. Documenti attestano che fin dal Quattrocento, Sciacca è un centro di produzione di mattoni maiolicati con forniture di manufatti a Palermo, Monreale e Trapani. Nel XVI secolo la consacrazione, con l’affermazione definitiva della maiolica di Sciacca attraverso la produzione artistica di maestri quali Antonio Ramanno, i fratelli Lo Boj e Giuseppe Bonachia, il più noto pittore di mattonelle in Sicilia. Oggi operano decine di botteghe, in tante concentrate nel centro storico di Sciacca, con maestri che si riallacciano alla nobile e antica tradizione, interpretandola e rinnovandola con opere che fanno il giro del mondo.

In volo su Sciacca, i tesori della città visti dall’alto

“Sciacca, dall’alto della sua bellezza”. È il titolo del video realizzato da Accursio Puleo con immagini della città ripresa col drone, in movimento e da ogni angolazione. Uno dei video con cui la città di Sciacca ha aperto la sua partecipazione all’edizione di Buongiorno Ceramica 2020, la “festa diffusa della ceramica italiana” promossa a livello nazionale da Aicc, l’associazione italiana Città della ceramica. Si tratta di un’edizione straordinaria, tutta digitale, in programma inizialmente sabato 16 e domenica 17, attraverso i canali internet istituzionali dell’associazione: il sito, Youtube, Facebook, Instagram (ve ne abbiamo parlato qui). L’Aicc, vista la quantità di materiale arrivata da tutta Italia, ha deciso di anticipare i tempi cominciando a pubblicare da ieri sera i primi video.

“E ci siamo anche noi, c’è anche Sciacca – dicono il sindaco Francesca Valenti, vice presidente nazionale dell’Aicc, e l’assessore alla Cultura Gisella Mondino – con video, come quello suggestivo realizzato da Accursio Puleo, che esaltano la bellezza della nostra città e un’arte che fa parte della sua storia e della sua identità. Ringraziamo i maestri ceramisti per la partecipazione così come ringraziamo chi ha realizzato i video, Monica Sutera, Ambra Favetta, Stefano Siracusa, che con le immagini e le voci dei protagonisti ci raccontano, raccontano con orgoglio Sciacca e la sua secolare tradizione artistica. Un’occasione di conoscenza e di promozione”. L’organizzazione di Buongiorno Ceramica pubblicherà in questa settimana e fino a domenica i video dei ceramisti e delle botteghe saccensi che hanno aderito all’iniziativa: Antonino Carlino, Maioliche Gurreri, Sorelle Perconte, Ceramiche artistiche Perconte, Salvatore Sabella, Fratelli Soldano, Liborio Palmeri, Giuseppe Licata, Pippo Prestia, Rosa Soldano.

L’associazione italiana Città della Ceramica è un’associazione senza fini di lucro, nata nel 1999, alla quale aderiscono 46 comuni che vantano una tradizione nella ceramica, riconosciuti dal Ministero dello Sviluppo Economico sulla base della Legge 188 del 1990 che tutela e promuove la ceramica artigianale ed artistica nazionale. I comuni aderenti ad Aicc si trovano in 15 su 21 regioni italiane, distribuiti da nord a sud e nelle isole, a dimostrazione di come la ceramica sia un concreto, storico e fondamentale patrimonio dell’arte e della cultura italiana.

“Cous Cous Blues”, la bellezza della Sicilia si tinge di giallo

Dopo il lockdown arriva nelle librerie il romanzo del giornalista palermitano Dario La Rosa. Un viaggio tra misteri, cibo e natura

di Redazione

Arriva da oggi in libreria “Cous Cous Blues”, il libro giallo del giornalista palermitano Dario La Rosa, dopo l’uscita solo in e-book dovuta allo stop del Coronavirus. L’opera, edita da Bookabook editore Milano, è in distribuzione nazionale nel circuito Messaggerie. Iachìno Bavetta, il personaggio del giallo, è un giornalista di satira. Ha appena fondato la rivista Ulapino, quando una morte improvvisa colpisce proprio il proprietario del mezzo a tre ruote avuto in prestito per lanciare la pubblicazione. Con il compare Gerlando, Iachìno si trova quindi invischiato in un intrigo da risolvere. In mezzo ci sono i profumi di Palermo, dei vicoli e del mare, uniti alle gustose ricette che ama preparare alla sua donna, Carmela, e ai suoi due figli.

Dario La Rosa

Dalle strade di Palermo alle limpide acque di Favignana per una pasta coi ricci e un nuovo caso da risolvere il passo è breve, sino ad arrivare a un borgo di montagna in cui volano i grifoni e si produce una salsiccia al pepe rosa. Con il suo fidato bassotto Arturo, un pizzico di fortuna e tanta ironia Iachìno cerca di far luce su omicidi e stranezze di cui la Sicilia è ricca.  Dario La Rosa ci racconta la sua Sicilia ricca di profumi, misteri e tanto buon cibo. Attraverso i tre racconti, che vedono lo stesso protagonista al centro dei tre misteri, l’autore ci porta con lui alla scoperta dei vicoli di Palermo, a bordo del folkloristico “lapino”, dei fondali del mare che circonda Favignana e la famosissima Cala rossa, dei boschi dei Nebrodi e della loro popolazione di Grifoni.

Ex ospedale diventerà “Cittadella della Cultura”

Alcuni padiglioni del Regina Margherita ospiteranno il museo archeologico, quello del terremoto, la biblioteca regionale e la Soprintendenza

di Redazione

Si chiamerà “Cittadella della Cultura”, sorgerà a Messina e costerà trenta milioni di euro. Dopo anni di abbandono, si riaccendono le speranze per l’ex ospedale Regina Margherita. Il governo regionale, con un atto deliberativo, ha previsto la ristrutturazione di alcuni padiglioni della struttura per ospitare il Museo archeologico, il Museo del terremoto 1908, la Biblioteca regionale e gli uffici della Soprintendenza per i Beni culturali. “L’iniziativa – spiega il presidente della Regione, Nello Musumeci – punta a raggiungere tre obiettivi: recuperare un prezioso patrimonio architettonico di nostra proprietà, da troppi anni in vergognoso abbandono; riqualificare un intero quartiere della città; dare a Messina un ‘Polo culturale’ di cui si avverte la mancanza”. Le procedure di gara per la realizzazione del progetto – fanno sapere dalla Regione – sono state affidate dal governatore al dipartimento regionale Tecnico.

L’ex ospedale Regina Margherita

Recentemente si erano susseguiti diversi appelli per riconvertire l’ex ospedale in struttura da adibire ai pazienti affetti da Covid, dotandolo di posti letto e attrezzature per la rianimazione, affidandone la realizzazione al direttore generale dell’Asp. Da anni, inoltre, cittadini e associazioni denunciano lo stato di abbandono della storica struttura, diventata rifugio per vagabondi in certa di un tetto, mentre in più occasioni si sono verificati incendi divampati per l’uso improprio di fonti di riscaldamento e dei rifiuti accatastati all’interno, roghi che hanno messo a rischio la tenuta della stessa struttura.

L’ospedale in una foto d’epoca

L’edificio in stile neoclassico, progettato negli anni Trenta del secolo scorso dall’ingegnere Adolfo Bianco, attende da tempo una riqualificazione. “Nel 2016 – spiega il presidente Nello Musumeci – l’ex complesso ospedaliero era stato concesso in comodato d’uso per 99 anni dall’Asp provinciale alla Regione per essere riqualificato. Da allora, solo silenzio, mentre la costruzione è andata sempre più in abbandono. Diamo, dunque, dignità a edifici di interesse storico che rappresenteranno la degna cornice per una serie di attività di grande interesse culturale. Un Polo capace di attrarre nuovi flussi turistici e di aumentare il prestigio di Messina, con la sua nobile e plurisecolare tradizione”.

Uno dei corridoi dell’ex ospedale in una foto tratta da un video di Map Messina

Saranno riqualificati i padiglioni uno, due, tre e dieci. Parte delle risorse era già stata stanziata con il Patto per il Sud, gli altri fondi necessari a completare le opere sono stati deliberati dalla giunta regionale. “Anche dal punto di vista finanziario – aggiunge Musumeci – è un’operazione che avrà i suoi benefici. Sistemare definitivamente in un’unica area uffici, archivi e patrimonio librario significa risparmiare sui contratti di locazione, oltre a dare finalmente una sola, definitiva e razionale sede alla preziosa biblioteca regionale, da vent’anni distribuita in tre diversi edifici della città, con grave disagio per gli studiosi”.

Il Loggiato San Bartolomeo riparte nel segno dell’arte

La Fondazione Sant’Elia ha scelto di ripartire con una mostra di Julien Friedler che mette insieme 200 opere realizzate negli ultimi due anni

di Redazione

Piccoli segnali di rinascita. Palermo comincia pian piano a risollevarsi nel segno dell’arte, dopo i mesi di lockdown causati dall’emergenza sanitaria. Uno dei luoghi più amati, il Loggiato San Bartolomeo, con la sua terrazza con vista mozzafiato sul porto di Palermo, riparte dalle opere di Julien Friedler, artista visivo belga dal linguaggio molto personale. Tracce, segni, molliche, visioni, orme, graffiti che riescono a condurre per mano dentro un mondo fantastico, un territorio mentale in cui si riconosce soltanto l’artista. Questo il tema della prima mostra con cui la Fondazione Sant’Elia – e in maniera più ampia, la città di Palermo – rinsalda il suo rapporto con l’arte e la libertà. Il capoluogo siciliano, per ripartire, sceglie un artista dall’immaginario strabordante e, insieme, necessario. Per il tempo, il momento, il luogo.

Julien Friedler, Les Anges noirs

“Mapping” racchiude 200 quadri recenti di Friedler, di chiara impostazione espressionistica, catartica, realizzati negli ultimi due anni, e fino a poco prima che il mondo si raggrinzisse in se stesso, per far fronte alla pandemia: la personale dell’artista belga, curata da Gianluca Marziani e Dominique Stella, si inaugura nella sede della Fondazione Sant’Elia al Loggiato San Bartolomeo, dove sarà visitabile dal 7 giugno al 7 luglio (vernissage il 6 giugno alle 11). 

Julien Friedler, La Plongaur

L’ingresso sarà eccezionalmente gratuito e contingentato, permesso soltanto se dotati di adeguati dispositivi di sicurezza. Contemporaneamente alla mostra palermitana, organizzata da Mlc Comunicazione, una seconda parte di “Mapping” si svolgerà a Palazzo Libera, nel Comune di Villa Lagarina in provincia di Trento, in collaborazione con il Mart di Rovereto. Il catalogo, che raccoglie l’insieme della produzione “Mapping”, sarà pubblicato da La Route de la Soie Éditions di Parigi.

La mostra sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Per informazioni telefonare allo 0917747695.

Il Cappero delle Isole Eolie è una nuova Dop

La Commissione europea ha approvato l’iscrizione nel Registro delle eccellenze alimentari. Un traguardo atteso e da tempo inseguito dai produttori locali

di Redazione

Si arricchisce l’elenco delle eccellenze alimentari siciliane. Il cappero delle Eolie è ufficialmente entrato a far parte dei prodotti a marchio Dop, ovvero Denominazione d’origine protetta, contro imitazioni e falsi. La Commissione europea, infatti, ha approvato l’iscrizione nel Registro delle eccellenze alimentari del ”Cappero delle Isole Eolie”, in quanto nuova Dop. La decisione entrerà in vigore il prossimo 27 maggio. Nel regolamento di esecuzione la Commissione europea precisa ”di aver ricevuto dai comuni di Malfa, Leni e Santa Maria Salina una notifica di opposizione, comprensiva di una dichiarazione di opposizione motivata, ma di averla dichiarata irricevibile”.

Aldo Natoli (foto Associazione Cappero delle Isole Eolie Dop)

Un traguardo atteso e da tempo inseguito dai produttori locali, riuniti nell’associazione Cappero delle Isole Eolie Dop, presieduta da Aldo Natoli, che mette insieme 67 soci dell’arcipelago, soddisfatti per “il pregevole riconoscimento della attestazione di qualità, che testimonia la tipicità di un prodotto le cui caratteristiche sono indissolubilmente legate all’ambiente ed al nostro territorio”. Si tratta – sottolineano ancora i produttori – “di un primo passo che ci proietta verso ulteriori progetti che ci vedranno impegnati in un prossimo futuro per tutelare e valorizzare il Cappero delle Isole Eolie Dop ed offrire ai consumatori il nostro prodotto di qualità. A ciò si aggiunge che l’attribuzione della denominazione di origine protetta rappresenta senza dubbio una nuova possibilità di sviluppo e di crescita per il territorio sostenendo e favorendo tutti gli operatori già coinvolti nella filiera produttiva e per quanti in futuro vorranno utilizzare tale opportunità”.

Un piatto di capperi (foto Wikipedia)

Il cappero delle Eolie si contraddistingue per la forma sferica o leggermente appiattita con apice pronunciato. Al colore si presenta verde tendente al senape con striature violacee, di calibro non inferiore a 4 millimetri per i capperi e calibro non superiore ai 20 per i cucunci, ovvero i veri e propri frutti della pianta. I capperi sono più piccoli all’aspetto, mentre i cucunci hanno una forma affusolata. Sia capperi che cucunci vengono tradizionalmente conservati sotto sale. I capperi si preparano cogliendo i boccioli, lasciandoli asciugare al sole per due giorni e poi riponendoli in vasi di vetro con pari quantità di sale grosso. Ogni giorno si forma un liquido che poi viene tolto, e nel momento in cui il liquido finisce del tutto, i capperi sono pronti per essere consumati: si tolgono dal sale grosso e si immergono in un composto di acqua e aceto. I capperi hanno inoltre numerose proprietà benefiche, ricchi di sostanze diuretiche, antibatteriche, antinfiammatorie e analgesiche.

La Settimana delle Culture si fa “virtuale” e migra sui social

La manifestazione torna in una chiave diversa a causa dell’emergenza sanitaria. Nove giorni tra incontri, visite e dibattiti da seguire su Facebook

di Redazione

Nove giorni di eventi che raccontano, in maniera diversa, storie e tradizioni di Palermo, una città dai mille volti. La nuova edizione della Settimana delle Culture, a causa delle misure decise per combattere il contagio, non potrà svolgersi come ogni anno. Per questo, la manifestazione nei prossimi giorni, dal 9 al 17 maggio, sbarcherà sui social, scegliendo una formula che ormai fa parte delle abitudini quotidiane. Lo spirito, però, sarà sempre lo stesso: la collaborazione tra istituzioni, associazioni, enti pubblici e privati, che raccontano la città e le sue sfaccettature, la storia, le tradizioni, ieri e domani; una manifestazione che discute e progetta, forte di un comitato organizzativo che, da quest’anno, è guidato da Salvo Viola. Ogni giorno quindi, da sabato 9 maggio a domenica 17, alle 18,30 sulla pagina Facebook di Settimana delle Culture (qui il link) da condividere poi sugli altri canali social del festival – un appuntamento fisso con un preciso calendario che cercherà di accontentare ogni interesse, costruito in collaborazione con Le Vie dei Tesori, Fondazione Sicilia, Teatro Biondo, Sole Luna Film Festival, The Brass Group.

L’oratorio di San Lorenzo

Sabato 9 maggio alle 18,30, l’avvio sarà dato dal saluto istituzionale del sindaco Leoluca Orlando, dell’assessore alle Culture Adham Darawsha, dal presidente e dal presidente onorario della manifestazione, rispettivamente Salvo Viola e Gabriella Renier Filippone. Quindi, il primo contributo, alle 18,40: il presidente del Brass Group, Ignazio Garsia, si siederà al piano, a casa sua, per proporre in diretta un suo omaggio musicale alla città. Domenica (10 maggio) una particolare visita guidata alla scoperta dell’Oratorio di san Lorenzo, il trionfo di merletti di stucco del Serpotta, teatro di uno dei furti del secolo breve, quello della Natività del Caravaggio, poco più di cinquant’anni fa. La condurrà Bernardo Tortorici di Raffadali, presidente Amici dei Musei Siciliani che gestiscono abitualmente le visite all’oratorio. Alle 18,40, un recital che unisce due realtà musicali che esplorano, ognuna a suo modo, suoni di Paesi del Mediterraneo: Quadro Nuevo e Duende Sur.

Raffaele Bonsignore

Lunedì 11 maggio, la prima “conversazione” sul domani: sul filo del tema scelto – “Il Post Museo – La fruizione dei beni museali dopo la pandemia” – si discuterà di metodologie 4.0, distanziamento, sicurezza del siti, ma anche di nuovi pubblici, gestione integrata, reperimento di risorse, con il presidente di Fondazione Sicilia Raffaele Bonsignore, l’urbanista Maurizio Carta (autore di un recente volume appunto “Futura”), il direttore generale di CoopCulture che gestisce molti siti della città, Letizia Casuccio, e Andrea Cusumano, artista e regista, che porterà il suo sguardo da ex assessore alla Cultura. Coordina la giornalista Paola Nicita.

Il ritratto di Charlotte

Martedì 12 maggio ritorna a farci (virtualmente) visita Charlotte, ovvero Marie-Thérèse Charlotte de France – la primogenita di Luigi XVI e Maria Antonietta, l’unica della famiglia reale a scampare alla morte durante la Rivoluzione Francese – raffigurata in un ritratto ritrovato dallo storico dell’arte Maria Antonietta Spadaro e restaurato l’anno scorso da Settimana delle Culture: ne parleranno la stessa Spadaro e la restauratrice Ambra Lauriano, seguito da un recital diretto da Pia Tramontana, del coro “Teatro dei ragazzi” formato da giovani cantori di quartieri svantaggiati. Chiude alle 19 una produzione inedita del Teatro Biondo, alle 19: “Safar – Viaggio nella mistica d’Oriente” che pesca tra le poesie delicate di Ibn ʿArabī, Omar Khayyam, Lalla, Jalāl ad-Dīn Rūmī, Rabindranath Tagore, tradotte e drammatizzate da Bebetta Campeti, e interpretate dagli allievi attori della “Scuola dei mestieri dello spettacolo” dello Stabile, coordinati da Pamela Villoresi (consulenza musicale di Pejman Tafayon).

Visite nell’ambito della Settimana delle Culture

Mercoledì 13 maggio, la giornata si aprirà con il recital teatrale “Scene tratte da ‘Donne contro … il mito'” di e con Rosalia Billeci. Poi, la seconda conversazione che marcerà sul filo della suggestione visiva, della luce declinata su mezzi diversi, dal cinema alla fotografia. Su “Terra e luce – Dalla Gurfa al Roden Crater” si confronteranno Lucia Gotti Venturato, presidente del festival cinematografico Sole Luna – Un ponte tra le culture; il fotografo Alessandro Belgiojoso e Agostino De Rosa, dello Iuav di Venezia. Un tema particolare – aperto sicuramente al futuro post epidemia, ma nato tra le quattro mura domestiche, oggi nido e rifugio – sarà sviluppato giovedì 14 maggio, dalla chef della biodiversità, Bonetta Dell’Oglio che si interroga (e riversa le sue domande sul pubblico) su “L’inconsapevole forza del consumatore”, e conversa con Arturo Genduso, agronomo, Daniela Mainenti, giurista esperta di pesca illegale, e Adele Traina Butera, biologa. A ruota, Nicola Macaione (Spazio Cultura Libreria Macaione) informerà sulle ultime uscite in libreria.

Il Teatro Massimo

Sarà la grande forza narratrice di Beatrice Monroy a far conoscere il racconto “Aurora e il passaggio del principe” – venerdì 15 maggio -, mentre lo storico dell’arte Anna Maria Ruta riscoprirà un artista a cavallo dei due secoli, a cui ha dedicato di recente una preziosa pubblicazione: Aleandro Terzi, “fermato” nel suo contributo figurativo alla Targa Florio. Chiuderà la giornata una particolarissima quanto inedita visita a Villa Niscemi, condotta da Massimiliano Marafon Pecoraro che nei giorni scorsi ha ideato “Palermo Silente, cultura viva” nuovo format, sulla piattaforma Zoom, di percorsi guidati alla scoperta di residenze private e collezioni pubbliche della città. Format che verrà riproposto durante la Settimana delle Culture: l’11 maggio dedicato a Palazzo Alliata di Pietratagliata, il 12 alla Galleria d’arte moderna, il 14 al Teatro Massimo/Palazzo Francavilla e il 15 all’ Archivio Storico comunale. Ogni visita verrà condotta dai padroni di casa, nel caso di residenze private, o dai direttori di musei e archivi.

Salvo Piparo

Ultimi due giorni di rassegna: sabato 16 maggio, il racconto di “Palermo al tempo della peste” sarà affidato ad un narratore appassionato come Gaetano Basile; chiuderà la giornata un recital del ventiseienne compositore, pianista e produttore nisseno Ciccio Leo, autore de “La canzone promemoria”, accattivante pezzo molto fresco, autenticamente pop. Domenica 17 maggio, si chiude con “Il cuntu di Pilucani” dall’appassionata lingua “sciacquata nell’Oreto” di Salvo Piparo; e con un recital di Giuseppe Milici (armonica) e Antonio Zarcone (pianoforte). La Settimana delle Culture si congederà dal suo pubblico – in attesa della prossima edizione – con i saluti dei protagonisti.

Le Vie dei Tesori News

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