Sinfonica Siciliana, Ester Bonafede è sovrintendente

Tra gli esponenti di spicco del panorama musicale che avevano dato la loro disponibilità, c’erano Giovanni Pacor, Gennaro Di Benedetto e Alessandro Galoppini

di Redazione

Ester Bonafede torna alla guida della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana. Alla fine è l’ex assessore regionale ad essere stato nominato sovrintendente, dopo un lungo consiglio di amministrazione conclusosi ieri sera nella sede della Foss, al Politeama Garibaldi di Palermo e iniziato nel pomeriggio. Bonafede, già sovrintendente della Fondazione durante i governi Cuffaro e Lombardo, è stata eletta nel corso di una riunione straordinaria, con i voti del presidente del Consiglio d’amministrazione, Stefano Santoro (il cui voto vale doppio), e del consigliere Marco Intravaia.

Hanno votato contro, il rappresentante del Comune, Giulio Pirrotta, e il rappresentante dei lavoratori, Sonia Giacalone. Il compenso che Ester Bonafede percepirà sarà di 70mila euro lordi annui, al di sotto del tetto previsto per i precedenti sovrintendenti che si sono succeduti in questi ultimi anni alla Foss. È tuttavia previsto un premio di produttività che sarà assegnato solo se saranno raggiunti alcuni risultati che avrà stabilito il Cda.

Ester Bonafede

Così, l’Orchestra Sinfonica Siciliana torna ad avere un sovrintendente, dopo la rimozione di Giorgio Pace, lo scorso Natale, disposta dall’assessore regionale al Turismo, Sandro Pappalardo, per le dimissioni di tre membri del Cda, e a due mesi dall’insediamento del nuovo Consiglio d’amministrazione presieduto da Stefano Santoro (ve ne abbiamo parlato qui). Una nomina quella della Bonafede, contestata dai sindacati degli orchestrarli, che arriva dopo le tante risposte alla manifestazione d’interesse per il ruolo del sovrintendente pubblicata lo scorso aprile.

Tra gli esponenti di spicco del panorama musicale che avevano dato la loro disponibilità, c’erano i nomi di Giovanni Pacor, ex sovrintendente dell’opera nazionale di Atene e poi del Teatro di Genova, Gennaro Di Benedetto, ex capo del personale della Scala di Milano, già sovrintendente a Genova e Cagliari e direttore generale del Santa Cecilia a Roma, Alessandro Galoppini, direttore artistico del Regio Teatro di Torino, Paolo Petrocelli, ex componente del cda dell’Opera di Roma, e Paolo Frassinelli, dell’Orchestra sinfonica Toscana.

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Ciak alla Vucciria, provini per il film di Luca Fortino

Dopo la presentazione del teaser al Festival di Cannes, il regista è al lavoro per realizzare “Joe and the others”, pellicola ispirata a una storia vera

di Redazione

Ha raccolto consensi da più parti il teaser di “Joe and the others” che il regista Luca Fortino ha presentato all’ultimo Festival di Cannes. Il film, ispirato a una storia vera, racconta l’incredibile percorso di vita di un giovane che vive a Palermo, nel quartiere della Vucciria, e che, inconsapevolmente, diventa un modello da seguire per i suoi amici. Adesso, però è tempo di andare alla ricerca di attori, figuranti e comparse da inserire nel film, che sarà realizzato in coproduzione fra l’Italia e il Canada e, quindi, vedrà nel cast attori italiani accanto ad attori canadesi e statunitensi. I casting si terranno venerdì 21 e sabato 22 giugno, dalle 9,30 alle 12 e dalle 15 alle 19, all’NH Hotel del Foro Italico.

“Nonostante due sessioni di casting già sostenute negli anni precedenti – spiega il regista – restano ancora diversi ruoli importanti da coprire, per personaggi di qualunque età”. Si cercano, infatti, giovani dai 20 ai 40 anni, a cui assegnare parti per il film. “Io mi auguro sempre di scoprire qualche nuovo talento – aggiunge Fortino -. Magari proprio alla Vucciria, dove il film sarà ambientato, o allo Zen, realtà di periferia su cui grava un’evidente condizione di degrado”. I casting saranno aperti anche ad attori di età compresa tra i 50 e 60 anni, come anche a un’attrice robusta di circa 60 anni. A Cannes la produzione ha, inoltre, anticipato che ipoteticamente il primo ciak si potrebbe dare a ottobre 2019. I candidati, inoltre, saranno inseriti nel database della produzione per essere eventualmente contattati per altri due film che Luca Fortino girerà sempre a Palermo nei prossimi anni.

Chi non avrà la possibilità di partecipare al casting nelle date previste, potrà inviare un self-tape (o showreel, se disponibile) di circa un minuto con interpretazione libera, all’email casting@doradopictures.com.

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Arriva il Rito della Luce nel segno dell’eresia

Torna in Sicilia, dopo un anno di pausa, l’evento ideato da Antonio Presti. Parteciperanno oltre 300 artisti, tra l’Atelier sul Mare di Castel di Tusa e la Piramide di Motta d’Affermo

di Redazione

Dopo un anno di “silenzio” torna in Sicilia il Rito della Luce di Antonio Presti. L’appuntamento, che vedrà protagonisti oltre 300 artisti, è in programma dal 21 al 23 giugno nei luoghi che da sempre hanno contraddistinto la Fiumara d’Arte in provincia di Messina: l’Atelier sul Mare di Castel di Tusa, che con le sue stanze d’arte incanta visitatori di tutto il mondo e la Piramide del 38esimo Parallelo di Motta d’Affermo, il luogo in cui si svolge il Rito della Luce al solstizio d’estate.

Il Rito della Luce

Dopo il silenzio, dettato dalla necessità di un momento di riflessione per alcune scomparse che hanno scalfito l’animo dell’artista siciliano – la morte della madre e degli artisti Mario Staccioli (che è autore della Piramide) e di Hidetoshi Nagasawa (che ha firmato Stanza di Barca d’Oro all’intero della fiumara) – adesso l’evento torna nel segno dell’”eresia”.

“Eretico – spiega Antonio Presti – è oggi chi ha il coraggio di avere più coraggio, di chi crede che solo nel noi l’io possa trovare realizzazione e di chi sostiene la bellezza della diversità. Si tratta di un’eresia laica, dei fatti prima che delle parole, quella che sta nell’etica prima che nei discorsi. L’eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità, dell’impegno e dell’esempio di ognuno di noi”.

Un momento del Rito della Luce

Il Rito della Luce ritorna dunque quest’anno nei giorni del solstizio d’estate con l’Eresia della Bellezza, sotto la direzione artistica della regista Linda Ferrante. “Non vi è realtà rivelata – aggiunge ancora Presti – se non quella della bellezza, insostenibile, differente, sovversiva e invisibile”. Una nuova forma di esaltazione della giustizia dopo un anno di silenzio che ha anche avuto a che fare con quelle che Antonio Presti definisce “ferite interiori e civili”. Durante la tre giorni ci sarà occasione di assorbire l’energia delle opere che contraddistinguono la Fiumara d’Arte, di visitare le stanze dell’Atelier sul Mare che hanno reso famoso ed unico l’albergo che si affaccia sulle acque di Castel di Tusa, di vivere per tre giorni immersi in performance e mostre e di partecipare alla magia del rito stesso tra le pareti di una piramide che si apre come un cuore immobile, dentro il quale penetra la luce che è insieme simbolo di conoscenza e rinascita interiore.

Tra gli eventi in programma, sabato 22 giugno alle 21, l’inaugurazione della mostra sculture-design a cura di Umberto Leone e Ute Pyka nell’Atelier sul Mare, a seguire esibizioni di un artisti con musiche, canti e reading di poesia. Il 23 dalle 15 in poi ha inizio il Rito della Luce alla Piramide, con danze e performance fino al tramonto.

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“Transiti” al Pagliarelli, i detenuti diventano attori

Va in scena il nuovo spettacolo della compagnia teatrale Evasioni, diretto dalla regista Daniela Mangiacavallo, sui testi originali del drammaturgo Rosario Palazzolo

di Redazione

Un viaggio chiamato vita, tra imprevisti, attese e qualche volta un profondo vuoto da attraversare. Si chiama “Transiti”, il nuovo spettacolo che la compagnia teatrale Evasioni mette in scena l’8 giugno alle 18 alla Casa circondariale Pagliarelli – Lo Russo di Palermo, frutto di un anno di lavoro dei detenuti ospiti, diretti dalla regista Daniela Mangiacavallo, sui testi originali del drammaturgo Rosario Palazzolo.

Una scena dello spettacolo

Volti assonnati, infreddoliti, stanchi e malinconici attendono un treno di cui un misterioso speaker annuncia il ritardo. Da quel momento un’umanità distratta e assetata di ignoto si aggira tra i binari in attesa di intraprendere una metaforica avventura. Un’interminabile attesa fatta di incontri addii, arrivederci per scoprire che il cammino è prima di tutto un’occasione per incontrare se stessi.

“Transiti” va in scena con i costumi realizzati all’interno del carcere frutto di un corso di sartoria teatrale realizzato dall’associazione “Baccanica”: i detenuti armati di ago e filo hanno lavorato alla preparazione dei costumi guidati da Giulia Santoro. Anche le scenografie sono state realizzate dagli ospiti del Pagliarelli impegnati in un progetto sui mestieri in carcere, finanziato dalla Fondazione Acri – programma Per Aspera ad Astra.

Per poter partecipare allo spettacolo occorre inviare una email a associazionebaccanica@gmail.com entro il 30 maggio indicando i propri dati anagrafici.

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Parata di big per l’estate al Teatro di Verdura

Nel cartellone anche i concerti di Giorgia, Il Volo, Edoardo Bennato, Francesco De Gregori, i Negrita, Fiorella Mannoia, Loredana Bertè e Tony Colombo

di Redazione

Concerti, opere, balletti, cabaret e spettacoli dedicati anche ai bambini come le avventure di Pinocchio, nel cartellone della stagione 2019 dell’Estate al Teatro di Verdura, organizzata dal Comune di Palermo. La stagione partirà il 4 luglio con il concerto di Tony Colombo e due giorni dopo ad esibirsi sarà Giorgia. Nel cartellone anche i concerti de Il Volo (21 luglio), Edoardo Bennato (23 luglio), Francesco De Gregori (25 luglio), I Negrita (8 agosto), Fiorella Mannoia (19 agosto), Daria Biancardi and Friends (28 luglio), Roberto Alagna con “Puccini in Love” (8 settembre), Loredana Bertè (14 settembre), Brit Floyd (21 settembre), Renzo Arbore (7 settembre), Salvo Piparo (12 luglio) e tanti altri.

Francesco De Gregori

Per gli appassionati di jazz il 20 luglio la Palermo Jazz Orchestra diretta da Michael Abene, mentre gli amanti della musica classica potranno assistere il primo settembre al concerto di Roberto Alagna con “Puccini in Love”. Ricca l’offerta per gli amanti del balletto, con quattro appuntamenti fra giugno e luglio, mentre ad agosto e settembre sarà il momento della lirica con la Cavalleria Rusticana, l’Aida, la Traviata e Pinocchio. Infine per quanto riguarda gli spettacoli, un ricco cartellone che comprende anche spettacoli di beneficienza (X edizione di “Livia con noi”, “Benin City-Palermo: la sfida del coraggio”, “Diversa…mente comici”) e poi ancora Salvo Piparo con la Santuzza, Renzo Arbore, il “Revolution day” dedicato ai Beatles e il Teatro del Fuoco.

Fiorella Mannoia

Per il sindaco Leoluca Orlando si tratta di “una stagione per tutti i gusti, per tutti i tipi di pubblico. Dai più piccoli ai più grandi, dagli amanti del cabaret agli appassionati del Jazz o della musica classica, passando per i Beatles e i Pink Floyd e ancora per il balletto e l’opera lirica. Grazie alla straordinaria collaborazione e sinergia fra tanti attori del pubblico e del privato, il cartellone si presenta davvero ricco e pronto ad offrire ai palermitani e ai turisti tante serate di passione e divertimento”.

“Gli uffici dell’assessorato – ha sottolineato l’assessore comunale alle Culture, Adham Darawsha – hanno lavorato bene per coordinare e dare spazio alle tante richieste che sono arrivate quest’anno per l’utilizzo della bella struttura del Verdura. Un grazie particolare va anche rivolto al Coime che come sempre garantirà la migliore efficienza di questo teatro all’aperto che a buon diritto possiamo annoverare fra i poli culturali della città. Ovviamente un grande ringraziamento va formulato agli artisti, alle compagnie e a tutti coloro che nel mondo della cultura e dello spettacolo hanno scelto Palermo anche quest’anno per incontrare il proprio pubblico”.

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Alla scoperta dei disegni barocchi di Giacomo Amato

Inaugurata all’Oratorio dei Bianchi una mostra sull’opera dell’architetto palermitano. Si potranno ammirare sette tomi ancora racchiusi nelle rilegature settecentesche

di Redazione

Sono ancora custoditi nelle originali rilegature settecentesche, racchiusi in sette tomi che rappresentano una testimonianza importante per lo studio dell’architettura e della decorazione barocca a Palermo. È stata inaugurata questa mattina, nella Sala Fumagalli dell’Oratorio dei Bianchi, la mostra “I volumi di disegni di Giacomo Amato nelle collezioni di Palazzo Abatellis”.

L’esposizione curata da Evelina De Castro e realizzata grazie a una collaborazione tra Palazzo Butera e la Galleria regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, si potrà visitare, dalle 9 alle 18, fino al 2 giugno. Presente all’inaugurazione anche Sabina de Cavi, studiosa del corpus di disegni di architettura e di oggetti d’arte di Amato, e curatrice dell’unico volume che l’anno scorso riunì per la prima volta tutti i disegni e che sarà presentato oggi alle 17, a Palazzo Butera da Stefano Piazza in compagnia dell’autrice

Uno dei disegni di Giacomo Amato

In questa occasione si potranno ammirare, nelle loro antiche rilegature, ottocento disegni dell’architetto del Barocco palermitano che alla Kalsa ha lasciato i suoi capolavori. Appartenente all’ordine dei Crociferi, Amato si formò giovanissimo a Roma con Carlo Rainaldi. Tornato a Palermo, importò, nella chiese di Santa Maria della Pietà e Santa Teresa alla Kalsa gli insegnamenti del maestro e quelli derivati dallo studio delle opere di Carlo Fontana. La facciata di Santa Teresa è particolarmente significativa in tal senso: due ordini scanditi da elementi verticali, la cui plasticità aumenta progressivamente in corrispondenza dell’asse centrale, una grande finestra al centro del secondo ordine, un tondo con un bassorilievo, circondato da putti, sopra il portale.

Da ricordare, tra i suoi progetti per chiese e oratori, alcuni lavori in collaborazione con Giacomo Serpotta e la sua numerosa famiglia di stuccatori, come l’Oratorio di San Lorenzo e l’Oratorio del Rosario di San Domenico.

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Torna la magia del Teatro del Fuoco

Tappe a Palermo, Gibellina e Zafferana Etnea per lo spettacolo che ogni anno mescola danza e acrobatica, mettendo in scena la clownerie tradizionale in armonia con la più sofisticata tecnologia

di Redazione

Un viaggio simbolico dal buio alla luce, intesa come conoscenza, rivelazione e scoperta. Torna anche quest’anno il Teatro del Fuoco, con una 12esima edizione interamente giocata sul tema della luce. L’1 agosto l’International Firedancing Festival farà una prima tappa al Teatro di Verdura di Palermo, per poi approdare il 2 agosto a Gibellina e il 3 a Zafferana Etnea. Come ogni anno, danzatori e acrobati si combineranno in perfetta sincronia, mettendo in scena la clownerie tradizionale in armonia con la più sofisticata tecnologia.

Si inizia dunque in quella Palermo, simbolo dell’accoglienza reduce dal successo di città capitale italiana della cultura 2018. Centro del Mediterraneo per geografia e vocazione, la città ha fatto dell’integrazione il proprio manifesto, anche con la scelta di campo di festeggiare il capodanno con un artista poliedrico come Goran Bregovic, e con Red Ronnie e, fra gli altri, gli artisti del Teatro del Fuoco. Lo show itinerante continua il suo tour in un altro luogo-simbolo: Gibellina, emblema della perseveranza nella ricerca del bello anche quando tutto sembra perduto, per concludere, il 3 agosto, a Zafferana Etnea, terra del vulcano-madre, simbolo di fertilità, creatività, irruenza. Un triangolo ideale, in cui confluiscono artisti provenienti da tutto il mondo, che lavorano insieme a un progetto comune: intorno al fuoco e più in generale alla luce, in una Sicilia illuminata dall’arte.

“Quella di Teatro del Fuoco è nata come una scommessa – afferma Amelia Bucalo Triglia, direttrice artistica del Festival – e ogni anno la sfida si rinnova per creare un evento spettacolare da una sapiente miscela di ingredienti: palcoscenici naturali fra i più belli del mondo, artisti pieni di talento, e il fuoco con la sua straordinaria forza evocativa. Un’esperienza unica, che ha qualificato il Festival come vettore di importanti ricadute turistiche per il territorio”.

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Una mostra dedicata ai “tesori” del Touring Club Italiano

Sono esposte nell’ex convento della Magione, a Palermo, guide, riviste, carte geografiche, collane, fotografie e atlanti dell’archivio dell’associazione

di Redazione

Una mostra di foto e pubblicazioni che racconta 125 anni di storia del turismo. Nell’ex convento della Magione, a Palermo, sono esposti, dal 25 maggio al 9 giugno, “I Tesori del Touring”: guide, riviste, carte geografiche, collane, fotografie e atlanti dell’archivio del Touring Club Italiano e dei suoi soci.

Atlanti e carte geografiche in mostra

“Il Touring Club Italiano da 125 anni ha una missione importante – afferma il presidente nazionale del Tci, Franco Iseppi – prendersi cura dell’Italia come bene comune perché sia più conosciuta, attrattiva, competitiva e accogliente, contribuendo a produrre conoscenza, tutelare e valorizzare il paesaggio, il patrimonio artistico e culturale e le eccellenze economico-produttive dei territori. Questa missione diventa pratica quotidiana nell’azione preziosa e insostituibile di migliaia di volontari Touring impegnati attivamente sul territorio come coloro che animano il Club di territorio di Palermo a cui si deve, a due anni esatti dalla costituzione, l’organizzazione di questa mostra”.

“La data scelta per l’inaugurazione è simbolica – aggiunge Fabio Rocca, console e coordinatore del Club di territorio di Palermo – coincide infatti col giorno in cui, nel 2017, a Villa Niscemi, fu costituito il nostro Club di territorio, che riunisce in un obiettivo comune, persone appassionate, desiderose di vivere attivamente l’associazione sul proprio territorio e impegnarsi per la valorizzazione dell’offerta turistica e culturale della città”.

In mostra i Tesori del Touring

L’inaugurazione è fissata alle 17. Previsti gli interventi di Lina Bellanca, soprintendente ai Beni Culturali di Palermo; Fabio Giambrone, vicesindaco di Palermo; Adham Darawsha, assessore comunale alle Culture; Alessandra De Caro della Soprintendenza del Mare e Giorgio Longo, del Touring Club Italiano. Introduce Fabio Rocca e Salvatore Vitale illustrerà la mostra.

La mostra è visitabile, domenica, lunedì, martedì e mercoledì, dalle 9 alle 13; giovedì sabato e domenica, dalle 9 alle 18. L’ingresso è libero.

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Un museo racconta la storia del Grande Cretto di Burri

È stato allestito nell’ex Chiesa di Santa Caterina, tra i ruderi della vecchia Gibellina. Si potranno ammirare fotografie, documentazioni storiche, plastici e proiezioni sulla nascita dell’opera

di Redazione

Un viaggio nella storia del Cretto. L’enorme sudario bianco di calce che ricopre le macerie della vecchia Gibellina, distrutta dal terremoto del Belice del 1968, avrà un suo museo. Lo spazio espositivo, che narra la genesi e la costruzione della grande opera di Alberto Burri, si inaugura il 24 maggio nell’ex Chiesa di Santa Caterina, nei ruderi della vecchia Gibellina. Il progetto museale, voluto dall’amministrazione comunale guidata da Salvatore Sutera, ideato e curato dall’assessore alla Cultura Tanino Bonifacio, prevede la realizzazione di un ampio apparato museografico costituito da fotografie, documentazioni storiche, plastici e proiezioni che raccontano la nascita del Grande Cretto, opera che viene considerata uno dei più grandi esempi di land art al mondo.

Particolare del Cretto

Il visitatore avrà così un importante supporto documentaristico per comprendere meglio e vivere l’opera che ha una genesi creativa originale e che ha alti significati simbolici sul piano artistico ed antropologico. Il museo è suddiviso in diverse sezioni narrative, una prima indaga su Gibellina prima del terremoto, un’altra dalla tragedia alla rinascita, infine è presente anche “spazio video” con la proiezione di due opere dedicate al “Grande Cretto” , quella di Petra Noordkamp, presentata nel 2015 dal Guggenheim Museum di New York, in occasione della grande retrospettiva dedicata a Burri “The Trauma of Painting” e il cortometraggio “Alberto Burri, la vita nell’Arte” di Davide Gambino e Dario Guarneri, una produzione del Centro Sperimentale di Cinematografia, sede Sicilia, del 2011. Saranno esposti, inoltre, due acquerelli raffiguranti il “Grande Cretto”, realizzati nel 1992 da Gianbecchina e donati al Comune di Gibellina da Alessandro Becchina, presidente dell’Archivio Gianbecchina.

Sui ruderi del terremoto tra il 1985 e il 1989, Alberto Burri ha steso un’enorme colata di cemento, trasformando le rovine in opera d’arte. I blocchi di cemento sono attraversati da spaccature regolari, che riproducono parte del sistema viario di Gibellina vecchia. L’opera, dunque, è un memoriale del terremoto del 15 gennaio 1968. Nel suo minimalismo, il Cretto rende omaggio alla città che non c’è più e riattiva la memoria e il ricordo.

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Tornano le visite guidate serali al Duomo di Monreale

Il percorso guiderà alla scoperta della chiesa e dei mosaici custoditi all’interno, per poi passare alla cappella del Crocifisso che accoglie il tesoro. Appuntamento tutti i venerdì dal 24 maggio

di Redazione

Torna “Monreale by night”, il suggestivo itinerario di visita che mette insieme il Duomo e il Chiostro, grazie alla collaborazione sinergica tra la Basilica Cattedrale di Monreale, la Soprintendenza ai Beni Culturali della Regione Siciliana, con il concessionario CoopCulture (che da dicembre  2017 gestisce i servizi aggiuntivi del Chiostro dei benedettini). Il percorso guiderà i visitatori nell’esplorazione del Duomo, leggerà il Vecchio e il Nuovo Testamento sui mosaici, ammirerà il Cristo Pantocratore e passerà quindi alla cappella del Crocifisso – meglio nota come Cappella Roano, dal nome del suo fondatore – che accoglie il Tesoro del Duomo; per concludere la passeggiata lungo gli ambulacri del chiostro.

Il Duomo di Monreale

“Una vera e propria visita privilegiata, per scoprire in tutta tranquillità un complesso straordinario, approfondirne i particolari, comprenderne la lettura. Sarà una visita di qualità, per un pubblico attento. E grazie al biglietto unico anche i visitatori hanno una idea concreta dell’intero complesso abbaziale”, spiega don Nicola Gaglio, parroco della Cattedrale. “Un’iniziativa che permette di apprezzare il sito e valorizzarlo al meglio – dice la soprintendente Lina Bellanca – . La visita guidata consentirà di apprezzare i contenuti delle singole opere dando un senso a questo itinerario complessivo”.

“La lunga esperienza, nella gestione di più di 200 fra i principali musei e monumenti italiani, ci insegna che le aperture straordinarie e le visite esclusive concorrono ad aumentare il fascino di un luogo di cultura – interviene Letizia Casuccio, direttore generale di CoopCulture per l’area centro-sud – . La visita viene personalizzata, i gruppi non sono numerosi e seguiti con cura, ogni volta è un’esperienza unica che resta nella memoria di chi la vive come un momento indimenticabile”.

A Monreale è previsto un unico itinerario di visita: con un solo biglietto è possibile visitare il chiostro ed il duomo, un intero percorso che racconta i tempi, la corte normanna, i monaci benedettini giunti da Cava dei Tirreni, il chiostro silenzioso e il tesoro della Chiesa. E poi ancora grazie ai restauri degli spazi della biglietteria del chiostro di Monreale, sponsorizzata da Coopculture e realizzata in sinergia con la Soprintendenza di Palermo, sono stati riportati alla luce gli affreschi di straordinaria bellezza.

Per informazioni e prenotazioni, telefonare allo 0917489995, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18, e il sabato dalle 9 alle 14.

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