Rinasce un’insula dello Zen con nuovi spazi e un murale

Con l’installazione di panchine, arredo verde e segnaletica, è stata completata la riqualificazione di un’area del quartiere di Palermo

di Redazione

Bambini e adulti, volontari e residenti hanno assemblato assi di legno, riempito vasi di terra, dipinto e pulito, per abbellire il padiglione con piante, colori e decoro. E su un muro esterno l’immagine di una bambina seduta sulle pagine di un libro evoca il valore che la lettura e la cultura rappresentano nella crescita integrale della persona. È stata completata, con l’installazione di arredo verde, panchine, segnaletica e un grande murale dell’artista Salvo Ligama intitolato “Aspetto sempre un lieto fine”, la riqualificazione dell’Insula 1E dello Zen 2, a Palermo, che consente l’accesso diretto alla Biblioteca Giufà, gestita dal Laboratorio Zen Insieme, entrata a far parte del Sistema bibliotecario nazionale tramite il Polo della Biblioteca comunale di Palermo. Una tappa importante del progetto “Ogni quartiere è un libro”, approvato e finanziato dal Ministero per i Beni culturali e le Attività culturali e per il Turismo.

Inaugurazione dello spazio esterno col sindaco Leoluca Orlando

Operatori e residenti del quartiere hanno lavorato alle fasi di co-design, all’autocostruzione degli arredi e alla rinascita della corte interna del padiglione, prima del lockdown a causa del Coronavirus. Un lavoro che ha camminato parallelamente ai laboratori di lettura ad alta voce per le mamme del quartiere e alla raccolta di storie e racconti dei nonni, che ha coinvolto i ragazzi. Adesso, nella fase post-Covid, questo angolo di bellezza rappresenta un’occasione per ripartire in sicurezza. “In una città in cui c’è tanto bisogno di trovare spazi all’aperto pronti ad accogliere i ragazzi – afferma Mariangela Di Gangi, direttrice della Biblioteca Giufà – questo è un luogo che consente di portare la nostra biblioteca sempre più all’esterno e potenziare l’offerta delle attività estive per i bambini del quartiere”.

Spazio esterno alla Biblioteca Giufà

Contemporaneamente è stato avviato un processo di promozione della lettura e cura del territorio anche al Cep, dove i ragazzi e le ragazze dell’associazione San Giovanni Apostolo hanno potenziato il loro reading corner, realizzando tavolini e sedie colorati, scaffalature e decori alle pareti, arricchendo il patrimonio librario, per far vivere questo spazio ai giovanissimi e alle famiglie. Il progetto “Ogni quartiere è un libro” ha come protagonisti gli abitanti di alcune zone della città in cui lo svantaggio sociale, la povertà educativa, la devianza minorile, la dispersione scolastica raggiungono percentuali allarmanti. È realizzato dalla Biblioteca Giufà di Zen Insieme, ente capofila, con i partner associazione culturale Incontrosenso, San Giovanni Apostolo onlus e Aps Vivi Sano. L’attività è stata finanziata dal “Piano Cultura Futuro Urbano”, coordinato dalla Direzione generale Arte e architettura contemporanee e Periferie urbane del Mibact-azione strategica “Biblioteca: casa di quartiere”, col cofinanziamento privato di Laboratorio Zen Insieme, Studio Agnello e associati Sas, impresa culturale Dudi, ditta individuale Eidon.

Interno della Biblioteca Giufà

L’idea nasce dal desiderio di digitalizzare l’albo “Nonno Albero”, scritto da Maria Romana Tetamo e illustrato da Laura Proietti, rendendolo fruibile a un target differenziato e più diffuso e costruendo attorno a questa storia, in cui un bambino scopre la campagna, la natura e i segreti della vita, una serie di attività che possano coinvolgere i quartieri attraverso vari step capaci di trasformare anche gli spazi. “Oggi è una bellissima giornata di ripresa per lo Zen – commenta il sindaco Leoluca Orlando – . Qui si continua un cammino che la Biblioteca Giufà ha intrapreso, con il contributo dei cittadini dello Zen”.

Le statue dell’oratorio di San Lorenzo tornano a suonare

Riapre la chiesa nel centro storico di Palermo con un nuovo percorso di riconfigurazione degli strumenti musicali, riprodotti e collocati al loro posto originario

di Redazione

Prosegue il risveglio dei luoghi della cultura dopo l’emergenza sanitaria. L’oratorio di San Lorenzo, a Palermo, riapre in sicurezza il 6 e 7 giugno dalle 10 alle 18, presentando la riproduzione e la ricollocazione degli strumenti musicali che le statue in stucco “suonavano” sopra l’altare, inneggianti alla Natività di Caravaggio, rubati anch’essi durante gli anni dell’abbandono del sito.

Le riproduzioni degli strumenti musicali

L’iniziativa promossa dall’Associazione Amici dei Musei Siciliani, con il sostegno della Fondazione Sicilia, ha visto lo studente della Cattedra di Disegno Industriale, della Facoltà di Architettura di Palermo, Giorgio Gaglio realizzare, durante il periodo di stage trascorso in oratorio, i disegni dei quattro strumenti sottratti – un violino, una viola da gamba, un flauto dolce ed una tromba retta – partendo da alcune vecchie fotografie, che in parte li ritraevano, ed attraverso un complesso sistema di misurazione a distanza per il calcolo esatto degli appoggi esistenti. I disegni sono stati successivamente affidati alla falegnameria Fuoricatalogo di Aurelio Ciaperoni, una start up giovanile che utilizza le nuove tecnologie 3D e, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza dei Beni Culturali di Palermo, che ne ha supervisionato realizzazione e colore, sono stati riprodotti e ricollocati al loro posto originario.

La chiesa del Santissimo Salvatore dal matroneo

L’evento di presentazione, programmato per lo scorso 10 marzo, giorno della ricorrenza della nascita di Giacomo Serpotta e rimandato per il lockdown causato dal Covid-19, diventa così l’occasione per la riapertura offrendo ai visitatori l’opportunità di riscoprire l’oratorio nel suo ulteriore percorso riconfigurativo. Sabato 6 giugno, inoltre, è prevista l‘apertura straordinaria della cupola del Santissimo Salvatore, con la visita al matroneo su cui sarà possibile soffermarsi per osservare la Chiesa da una prospettiva totalmente nuova e suggestiva (ve ne abbiamo parlato qui).

Ciclo di seminari sul patrimonio sommerso della Sicilia

Nove incontri con gli esperti della Soprintendenza del Mare su antichi relitti, ricerche archeologiche e vicende storiche che hanno segnato il Mediterraneo

di Redazione

“Le attività della Soprintendenza del Mare dai primi ritrovamenti all’utilizzo delle nuove tecnologie”. Questo il titolo del primo incontro di un ciclo di seminari che avrà l’obiettivo di far conoscere il patrimonio custodito nei fondali marini della Sicilia e l’attività svolta dalla Regione per preservarlo e valorizzarlo. L’incontro di oggi, affidato alla soprintendente del Mare, Valeria Li Vigni, potrà essere seguito alle 16,30 sulla piattaforma digitale Zoom, alla quale potranno accedere un massimo di 90 persone attraverso un link che sarà inviato con le indicazioni d’accesso, alle prime che hanno chiesto di partecipare con un messaggio inviato alla Soprintendenza del Mare, tramite il servizio “Messenger” di Facebook.

Uno dei rostri della Battaglia delle Egadi

Sarà il primo di nove appuntamenti che si svolgeranno fino al 3 luglio. Seguirà, mercoledì 10 giugno, l’incontro dal titolo “Palazzetto Mirto, da residenza privata a sede della Soprintendenza del Mare”; e ancora “I corni navali tra uso cultuale e pratico” (12 giugno); “Dinamiche socio-antropologiche di una pandemia.. Il morbo venuto dal mare” (17 giugno); “Le ricerche della Soprintendenza del Mare nella Sicilia Sudorientale” (19 giugno); “La nave Patria, intesa come simbolo storico ed eredità immateriale” (24 giugno); “Il relitto di Marausa: dallo scavo alla musealizzazione” (26 giugno); “La seconda guerra mondiale nei fondali siciliani – i relitti dell’operazione Husky” (1 luglio); “La valorizzazione del Museo Blu” (3 luglio). Gli incontri saranno condotti da Gabriella Monteleone, Alessandra De Caro, Francesca Oliveri, Anna Ceffalia, Claudio Di Franco, Nicola Bruno, Corrado Pedone e Antonella Testa.

Lingotti e elmi recuperati a Gela

All’incontro di oggi sarà presente anche l’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà. “Stiamo lavorando a rinsaldare i rapporti di collaborazione con gli atenei siciliani, soprattutto quelli che attivi nella ricerca robotica, che possono dare un grande slancio nella ricerca sottomarina – ha affermato l’assessore in una nota – tutto questo senza perdere di vista la compiuta realizzazione del Museo del Mare che completerà il progetto del nuovo fronte a mare di Palermo che sempre più deve vedere in rete la Città di Palermo, l’Autorità portuale, la Regione Siciliana”.

Arrivano i primi dissuasori a scomparsa in via Maqueda

Si trovano in corrispondenza dell’accesso all’isola pedonale, davanti al Teatro Massimo. A giorni entreranno in funzione

di Redazione

Spuntano i primi dissuasori a scomparsa nel centro storico di Palermo. Si trovano in via Maqueda, in corrispondenza dell’accesso all’isola pedonale, in piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo. Le maestranze del Coime hanno ultimato i lavori e adesso si attende soltanto il via libera da parte dell’amministrazione comunale per l’entrata in funzione, che avverrà a giorni.

Lo scavo in via Maqueda

Così, a sei mesi dall’inizio del cantiere, anche Palermo avrà presto i primi “bollards”, le barriere mobili utilizzate per impedire il passaggio o la sosta ai veicoli – che andranno a sostituire i “new jersey”, gli antiestetici blocchi di cemento collocati a protezione delle isole pedonali in funzione antiterrorismo. I lavori sono stati rallentati prima da importanti scoperte di reperti di età islamica e di epoche successive fatte durante gli scavi (ne abbiamo parlato qui) e poi dall’emergenza sanitaria causata dal Covid-19. Ma adesso i “bollards” sono pronti a entrare in funzione.

Il progetto dei lavori

“Il completamento dei lavori di installazione dei dissuasori a scomparsa, – dichiarano il sindaco Leoluca Orlando ed il vicesindaco Fabio Giambrone – anche se in ritardo per il rinvenimento di reperti archeologici prima e per il blocco dei cantieri per il Covid-19 dopo, è un bel segnale per l’area pedonale di via Maqueda. Un intervento di decoro che contribuirà all’immagine dell’area, come faranno i dissuasori di prossima installazione alla Cattedrale e in piazza Marina. Nei prossimi giorni saranno definite le modalità di funzionamento e attivazione nel corso di un incontro tecnico cui prenderanno parte anche la Sispi e la polizia municipale. Siamo grati al Coime per questo nuovo segnale di attenzione e dedizione a servizio della città”.

Boom di visite per musei e parchi archeologici siciliani

In tanti hanno approfittato degli ingressi gratuiti nella prima settimana dopo la chiusura. Tra i siti con più accessi, il Teatro Antico di Taormina, Selinunte, Segesta e la Valle dei Templi

di Redazione

Tante le visite in Sicilia, tra l’1 e il 2 giugno, all’interno di musei, parchi archeologici e gli altri siti della cultura. Sono 9.791 le persone che, all’insegna dello slogan #Laculturariparte hanno visitato, durante il ponte festivo, i luoghi della storia e dell’arte, riaperti al pubblico dopo la lunga pausa determinata dall’emergenza Covid. Lo rende noto l’assessorato regionale ai Beni Culturali. Si tratta di un numero ragguardevole se si considera che la riapertura è soggetta al contingentamento degli ingressi con numeri limitati e ridotti nel rispetto delle disposizioni igienico-sanitarie e di protezione previste per il contenimento del Coronavirus e che anche in Sicilia, fino ad oggi, sono stati chiusi gli accessi per contenere il rischio contagio.

I primi visitatori alla Valle dei Templi

Un pubblico ordinato e attento che si è avvantaggiato della possibilità di effettuare le prenotazioni on-line attraverso un sito dedicato (questo il link)  e che, in questo modo, ha consentito di gestire al meglio il flusso di visite riducendo quasi a zero il potenziale rischio di assembramenti e lunghe code. Gli ingressi – che saranno gratuiti fino al 7 giugno – da oggi, grazie panche alla nuova ordinanza del presidente della Regione torneranno ad essere aperti anche a un turismo nazionale e internazionale.

L’atrio di Palazzo Abatellis

Il Teatro Antico di Taormina fa il pieno di visite con 2.462 accessi. Bene anche il Parco archeologico di Selinunte (1.306), la Valle dei Templi (1.157) e l’area archeologica di Segesta (662). Ecco il numero di visitatori registrato tra l’1 e il 2 giugno negli altri siti: Villa Romana del Casale di Piazza Armerina (585), Area archeologica e Museo di Naxos (817), Isolabella (276), Area archeologica della Neapolis a Siracusa (895); Galleria regionale di Palazzo Bellomo, sempre a Siracusa (55); Area archeologica di Morgantina (136); Museo archeologico di Aidone (145); Chiostro di Santa Maria La Nuova a Monreale (144); Teatro romano e Odeon a Catania (274); Museo archeologico eoliano “Bernabo Brea” di Lipari (20), Casa museo “Antonio Uccello” a Palazzolo Acreide (49), Museo regionale Agostino Pepoli di Trapani (117). A Palermo, in tanti hanno scelto la Galleria regionale di Palazzo Abatellis (306), poi c’è il Museo Salinas (59), la Cuba (59), il chiostro di San Giovanni degli Eremiti (127), la Zisa (35) e il Museo di arte moderna e contemporanea di Palazzo Riso (59).

Il Tempio C di Selinunte

In questa settimana di visite gratuite (si potrà prenotare fino al 7) ai siti già riaperti se ne aggiungeranno ulteriori sei: il museo archeologico di Palazzo Varisano di Enna, a Gela il Museo archeologico regionale e l’area Bagni Greci, poi il museo archeologico di Marianopoli, il Museo regionale interdisciplinare di Caltanissetta e il Complesso Minerario Trabia Tallarita.

Visitatori al Teatro Antico di Taormina

“Siamo davanti a numeri straordinari – afferma Alberto Samonà, assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana tenuto conto – che si riferiscono ad un turismo esclusivamente regionale. C’è sete di conoscenza e di cultura. La quarantena, cui tutti siamo stati soggetti in questi mesi, ha fatto scattare un forte desiderio di riappropriarci della nostra vita e della nostra storia. I musei, i parchi e i luoghi caratterizzanti della cultura in Sicilia rappresentano il nostro cuore pulsante. Ripartire da questi luoghi vuol dire ricominciare a parlare la lingua dei nostri avi, degli uomini e delle donne che hanno reso grande la nostra Isola. Dobbiamo continuare su questa strada già intrapresa dal governo regionale – continua l’assessore Samonà – perché solo attraverso la consapevolezza di chi siamo stati possiamo costruire il nostro futuro”.

Il Loggiato San Bartolomeo pronto alla prima mostra dopo il virus

Il Loggiato San Bartolomeo di Palermo diventa un vero e proprio cantiere di studio per la sicurezza delle visite nei luoghi della cultura. Il sito si prepara alla prima mostra allestita in città dopo l’emergenza: “Mapping”, dell’artista belga Julien Friedler.  La mostra si inaugura sabato prossimo, 6 giugno, alle 11 alla presenza del sindaco Leoluca Orlando. Dalle 16 alle 20, il curatore Gianluca Marziani – che firma la mostra con Dominique Stella – condurrà alcune visite guidate a ingresso gratuito. La mostra resterà poi aperta al pubblico dal  7 giugno al 7 luglio.

Ad iniziare dall’ingresso del sito, ogni norma sarà incentrata sulla sicurezza degli operatori della Fondazione Sant’Elia e del pubblico. Che potrà accedere a piccoli gruppi e soltanto se muniti di mascherine. In caso contrario, verranno fornite al front office dove verrà anche misurata la temperatura dei visitatori con termoscanner. All’ingresso, un pannello ricorda le raccomandazioni contro il contagio, un percorso guidato con nastri e indicazioni sul pavimento, avvierà il percorso di visita. Due le sale che ospitano “Mapping”, al piano terra e al secondo piano, si accede soltanto tramite scale (l’ascensore sarà disponibile soltanto per chi ha problemi di deambulazione). Un monitor segnalerà la presenza di pubblico e i tempi di attesa: si entra a piccoli gruppi, mantenendo le distanze, segnalate dinanzi ad ogni opera con adesivi sul pavimento che segnaleranno anche il percorso di visita, in entrata e in uscita. Previste frequenti sanificazioni degli spazi e dei servizi igienici. Ed anche per l’allestimento della mostra – tuttora in corso – si stanno rispettando precise norme di sicurezza: ogni operatore lavora con mascherine e guanti, anche soltanto per sistemare le opere secondo le indicazioni del curatore.

Julien Friedler, Les Anges noirs

“Mapping” è una mostra di grande impatto visivo: tracce, segni, molliche, visioni, orme, graffiti che riescono a condurre per mano dentro un mondo fantastico, un territorio mentale in cui si riconosce soltanto Friedler. Opere recenti, di chiara impostazione espressionistica, catartica, realizzate negli ultimi due anni, e fino a poco prima che il mondo si raggrinzisse in se stesso, per far fronte alla pandemia. La personale palermitana dell’artista belga, organizzata da MLC Comunicazione, è legata ad una seconda esposizione, sempre “Mapping”, che si svolgerà dal 25 luglio a Palazzo Libera, Comune di Villa Lagarina, in provincia di Trento, spazio che collabora con il Mart di Rovereto. Un modo per stringere in maniera simbolica, il Nord e il Sud Italia nel segno dell’arte.

“È tempo di una nuova alba”, il video dei fotografi di Cefalù

“È tempo di una nuova alba”. Riparte da questo slogan la promozione turistica del Comune di Cefalù, dopo l’emergenza coronavirus che ha fatto tanti danni sociali ed economici. In vista dell’estate parte da questi presupposti e si sviluppa la realizzazione di un video dalla doppia valenza, sociale e promozionale, realizzato da tutti gli studi fotografici della cittadina medievale, presente sulla pagina Facebook del portale “VisitCefalù”.

“Come immaginiamo – dicono i produttori del video – il tempo della nuova vita che ci aspetta ad emergenza finita? Come immagineremo i nostri rapporti sociali, il nostro modo di vivere la città, il modo di fare turismo ed accogliere il turista? È questo che, attraverso le immagini, vogliamo raccontare. Cefalù, in questo momento, sente il bisogno di esprimersi attraverso immagini che parlino di bellezza, angoscia, speranza e volontà di ripartire sotto presupposti nuovi. Dando valore a ciò che conta davvero. Vogliamo essere protagonisti di questa ripartenza e pionieri di questo nuovo messaggio”. Le risorse destinate alla realizzazione del video sono state devolute in beneficenza dagli studi fotografici. “Ci tengo a ringraziare i professionisti coinvolti in questo progetto – dice l’assessore al Turismo e alle attività produttive del Comune di Cefalù Simone Lazzara – per l’impegno profuso e per il gesto nobile di volere devolvere il contributo in beneficenza”.

Riaprono i musei e i parchi archeologici siciliani

Ingressi gratuiti nella prima settimana, sarà obbligatorio prenotarsi online in anticipo attraverso un sistema di gestione totalmente informatizzato

di Redazione

Un altro passo verso la normalità. Riaprono i musei regionali, i parchi archeologici e gli altri siti siciliani della cultura, dopo la chiusura forzata dovuta all’emergenza coronavirus. Per l’occasione, da sabato 30 maggio a domenica 7 giugno i musei e le aree archeologiche dell’Isola apriranno gratuitamente. L’iniziativa del governo (che per l’occasione ha anche lanciato l’hashtag #Laculturariparte) segna il rilancio dell’attività culturale nella Regione e vuole essere un gesto – si legge in una nota di Palazzo d’Orleans – “per ringraziare i siciliani e tutti coloro che, mostrando serietà e responsabilità, per oltre due mesi sono rimasti in casa, contribuendo, in questo modo, alla limitazione dei contagi, che in Sicilia, fortunatamente, non hanno raggiunto i livelli di altre zone d’Italia”.

L’Agorà del Museo Salinas di Palermo

Per evitare code agli ingressi – fanno sapere dalla Regione – sarà obbligatorio prenotarsi online in anticipo cliccando qui e verificando così la disponibilità nel giorno e nella fascia oraria prescelta, tenuto conto che gli ingressi saranno contingentati e sottoposti a tutte le misure sanitarie previste dalla legge. Per chi prenoterà la visita gratuita, basterà poi esibire all’ingresso il codice di prenotazione ricevuto. Non sarà consentito, per ragioni di sicurezza e per mantenere il distanziamento, l’ingresso a coloro che non avranno preventivamente utilizzato il sistema di prenotazione online.

Il Tempio di Segesta

La riapertura avverrà, dunque, grazie a un sistema di gestione dei visitatori totalmente informatizzato, messo a disposizione gratuitamente da un’azienda che sponsorizza l’iniziativa. Si tratta dell’applicazione Youline, creata da due medici siciliani, che consente la gestione dei flussi, evitando assembramenti e code. Un sistema, che non richiede di installare software. Le stesse informazioni richieste per la prenotazione saranno conservate per un periodo limitato, nel rispetto delle disposizioni sulla sicurezza sanitaria e per ottenere i report sui flussi e i dati numerici.

L’Ara di Ierone II a Siracusa (foto Victoria, da Wikipedia)

Intanto, la Direzione generale Musei del Mibact, in occasione della riapertura dei luoghi della cultura, sta promuovendo una rilevazione online (qui il questionario) rivolta ai visitatori per comprenderne le aspettative rispetto all’offerta culturale che i musei potrebbero sviluppare, pur nel rispetto delle norme di sicurezza del periodo. Altro obiettivo che il monitoraggio si propone è comprendere l’orientamento dei visitatori rispetto a soluzioni di tipo digitale, da veicolare attraverso il web, i social, o grazie ad app sviluppate ad-hoc.

La locandina della Regione per la riapertura

«Con #laculturariparte vogliamo dare un messaggio a tutti – sottolinea l’assessore dei Beni Culturali e dell’identità siciliana Alberto Samonà – perché la Sicilia vuole ripartire sotto il segno della cultura, aprendo i siti archeologici, i musei e i luoghi della memoria. E lo facciamo gratuitamente, quale gesto di ringraziamento verso tutti i cittadini che responsabilmente hanno collaborato nel periodo dell’emergenza Covid-19, consentendo alla nostra Regione di mantenere livelli di contagio molto bassi. Per questo, mi sento di dire grazie a tutti i siciliani. Fra i siti che riaprono ci sono anche la Neapolis di Siracusa e Palazzo Bellomo e il pensiero non può non andare al direttore del Parco archeologico aretuseo Calogero Rizzuto e alla funzionaria Silvana Ruggeri, tragicamente scomparsi a causa del virus: dedichiamo a loro la riapertura, seguendo un filo rosso che non si è spezzato e che ci guida nel nome dell’amore per la cultura e la bellezza”.

IL CALENDARIO DELLE RIAPERTURE

Sabato 30 maggio riapriranno esclusivamente quei siti che si sono dichiarati pronti, anche in relazione alle prescrizioni sanitarie e di sicurezza a tutela di lavoratori e visitatori. Museo regionale Agostino Pepoli di Trapani (sabato 30 maggio dalle 11 alle 22, negli altri giorni dalle 9 alle 17,30); Area archeologica di Segesta (dalle 9 alle 18,30); Area archeologica di Selinunte (dalle 9 alle 19); Valle dei Templi, Agrigento (30, 31 maggio e 2, 6 e 7 giugno dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19,30; 1, 3, 4, 5 giugno dalle 15 alle 19); Villa Romana del Casale, Piazza Armerina (dalle 9 alle 19), Area archeologica di Morgantina (dalle 14 alle 18); Museo archeologico di Aidone (dalle 9 alle 19, lunedì 1 giugno dalle 14 alle 19); Teatro romano e Odeon, Catania (dalle 9 alle 19); Teatro antico di Taormina (dalle 17 alle 22), Area archeologica di Naxos (dalle 9 alle 19), Museo di Naxos (dalle 9 alle 19), Isolabella (dalle 9 alle 19); Museo archeologico eoliano “Bernabo Brea” di Lipari (dalle 9 alle 19, domenica e festivi dalle 9 alle 13).

Il Museo Pepoli di Trapani

E ancora, Galleria regionale di Palazzo Abatellis, Palermo (dalle 9 alle 19, chiuso il lunedì); Museo archeologico Salinas, Palermo (dalle 9 alle 18, domenica e festivi dalle 9 alle 13); Castello della Cuba, Palermo (dalle 9 alle 18, domenica e festivi dalle 9 alle 13); Chiostro di San Giovanni degli Eremiti, Palermo (dalle 9 alle 18, domenica e festivi dalle 9 alle 13); Castello della Zisa, Palermo (dalle 9 alle 18, domenica e festivi dalle 9 alle 13, chiuso il lunedì); Chiostro di Santa Maria La Nuova – Duomo di Monreale (dalle 9 alle 18, domenica e festivi dalle 9 alle 13); Museo di arte moderna e contemporanea, Palermo (dalle 9 alle 19,30, domenica e festivi dalle 9 alle 13); Area archeologica della Neapolis, Siracusa (dalle 9 alle 19); Galleria regionale, Siracusa (dalle 9 alle 19, domenica e festivi dalle 9 alle 12,30); Casa museo “Antonio Uccello” Palazzolo Acreide (dalle 9 alle 18,30, domenica e festivi dalle 14,30 alle 19).

Gli ingressi saranno consentiti (sempre con la prenotazione online) per le fasce orarie previste nell’app di prenotazione. Per i siti della cultura gestiti da “Aditus” (Area archeologica della Neapolis e Palazzo Bellomo a Siracusa, Museo archeologico Bernabò Brea di Lipari, Teatro Antico di Taormina, Isolabella e Area archeologica di Naxos) sarà possibile prenotarsi online a partire dal pomeriggio di venerdì 29 (ore 17) con i sistemi già previsti per questi luoghi.

Riapre la cupola del Santissimo Salvatore con una visita inedita

Per l’occasione sarà fruibile il matroneo dal quale si affacciava la badessa del convento, con una prospettiva nuova e suggestiva sulla chiesa

di Redazione

Riapre la cupola della chiesa del Santissimo Salvatore, nel centro storico di Palermo. Un’apertura straordinaria, organizzata in tutta sicurezza dagli Amici dei Musei Siciliani, in programma sabato 6 giugno dalle 18 alle 22,40. Per l’occasione sarà fruibile lo splendido matroneo, il loggiato interno dal quale si affacciava la badessa del convento e che fungeva da coro, su cui sarà possibile fermarsi per osservare la Chiesa da una prospettiva totalmente nuova e suggestiva. Terminata la visita si potrà salire fin sopra la cupola, girare attorno ad essa, e ammirare le bellezze di una città che prova a rinascere. Come previsto dai nuovi protocolli di sicurezza anti covid, i visitatori avranno l’obbligo di indossare la mascherina protettiva. Sarà garantito il distanziamento sociale, la disinfezione all’ingresso e saranno ammesse non più di 10 persone ogni 40 minuti.

Panorama dalla cupola del Santissimo Salvatore

Finita di edificare nel 1690, dalla cupola è possibile osservare tutta la città, dal porto a Monreale, ammirarne il centro storico, comprendere quanto antica e complessa sia la sua storia. La Cattedrale, il Palazzo Reale, Monte Pellegrino, il Teatro Massimo: sono soltanto alcune delle meraviglie che la cupola regala ai suoi visitatori. Questa cupola fa parte del patrimonio distrutto durante la guerra ma ha avuto un destino diverso da quello di molti palazzi e monumenti. Nel 1959 l’architetto Minissi l’ha restaura, sia all’interno sia all’esterno (dove è visibile il grande affresco di San Basilio), riqualificando anche la chiesa che per molto tempo è stata un auditorium e che solo in anni recenti è tornata alle sue funzioni liturgiche.

Per la visita del 6 giugno basterà recarsi sul posto, in via Vittorio Emanuele 395, ma è consigliata la prenotazione scrivendo una email a infoprenotazionesssalvatore@gmail.com, indicando il nominativo, il numero di persone e l’orario di visita.

Palermo riabbraccia l’Orto botanico dopo il lockdown

Riapre la storica area verde della città. All’interno non potranno esserci più di 200 persone per volta e sarà disponibile un’app da scaricare sullo smartphone per la visita

di Redazione

Passeggiare, respirare, ammirare una natura rigogliosa che in oltre due mesi di lockdown è ritornata prorompente e straordinaria. Riapre l’Orto Botanico dell’Università di Palermo, da sempre uno dei più importanti polmoni verdi della città, che oggi risulta un “porto sicuro” con i suoi dieci ettari di verde. Da martedì 2 giugno riapriranno i cancelli, ma all’interno non potranno esserci più di 200 persone per volta ovvero – calcolatrice alla mano, 300 metri quadri a persona, considerando la parte effettivamente pedonabile – insomma, per ogni spettatore ci sarà a disposizione un “giardino” personale ampio e libero, dove seguire percorsi di visita programmati per aumentare, ulteriormente, le possibilità di una visita assolutamente sicura.

Una delle vasche dell’Orto

Per garantire maggiore sicurezza, l’Orto Botanico cambia orario per questa fase di riapertura: sarà aperto ogni giorno dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, a ingressi contingentati. Inoltre la pausa durante le ore più calde, permetterà la sanificazione degli spazi, per affrontare la seconda metà della giornata in piena sicurezza. È fermamente consigliato l’acquisto online dei biglietti, che assicura uno slot di tempo preciso, senza attese all’ingresso. Anche in questo senso si è mossa la decisione dell’Orto, e di CoopCulture che cura i servizi, di allestire una nuova biglietteria esterna, in modo da offrire un accesso in sicurezza. Per accompagnare la visita all’interno dell’Orto Botanico, sarà inoltre disponibile un’app scaricabile sul proprio smartphone.

Previste attività per i più piccoli

I palermitani – per il momento – e si spera presto anche i turisti, sono dunque pronti a “riprendersi” il loro orto cittadino, colmo di specie rare, con angoli da riscoprire in completa sicurezza, all’ombra dell’enorme Ficus o lungo le vasche popolate da ninfee. Magari sorseggiando un calice di vino, visto che entro giugno sarà finalmente pronta la caffetteria, con un’inedita formula in esterno tutta da scoprire. Ripartono anche le attività, con un occhio di riguardo per i più piccoli: dal 15 giugno ecco il campus estivo realizzato da CoopCulture, in collaborazione con libreria Dudi e OrtoCapovolto: mettere le mani nella terra, scoprire le piante, i semi, i fiori, per sviluppare un’anima green sin da piccoli. E si sta costruendo anche un programma di attività con gli artisti, sempre in completa sicurezza.

Uno scorcio dell’Orto botanico

“D’intesa con il rettore, Fabrizio Micari e con il direttore dell’Orto Botanico, Rosario Schicchi – spiega Paolo Inglese, direttore del Simua, i Servizi Museali di Ateneo – abbiamo deciso di aprire, dopo aver verificato con il Servizio prevenzione e protezione dell’ateneo, la correttezza di tutti i protocolli formali e sostanziali immaginati e posti in essere. La nostra intenzione è quella di garantire la massima, se non assoluta, sicurezza al visitatore e agli operatori che lavorano nell’Orto. Nel frattempo, durante il lockdown non abbiamo smesso di piantare nuovi esemplari, implementare il giardino delle piante officinali e restaurare diversi angoli dell’intero complesso”.

Per tutto giugno il biglietto costerà 4 euro (30 per cento in meno); per una famiglia di due adulti e fino a tre bambini sotto i 12 anni, 8 euro (47 per cento in meno); per mamma o papà con bimbo sotto i 6 anni, 3 euro, come anche per gli ultrasettantenni e gli studenti sotto i 25 anni, gli insegnanti e gli enti convenzionati. Per chi volesse contribuire alla ripresa o comunque beneficiare della OrtoCard – ingressi illimitati per un anno intero e un occhio particolare per gli eventi che presto riprenderanno -, è ancora in promozione a 30 euro (e non 40).

Le Vie dei Tesori News

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