Si rafforza l’Ecomuseo delle Madonie, concorso di idee per la comunità

Finanziato un progetto che coinvolge otto realtà museali del territorio, per una strategia partecipata di valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale

di Redazione

Una sinergia tra musei e territorio per trasformare le risorse in valori sociali, economici e culturali. Si rafforza l’azione dell’Ecomuseo delle Madonie, che ha ricevuto 15mila euro per individuare, con il supporto delle comunità, elementi materiali ed immateriali attorno a cui si è radicata l’identità culturale madonita. L’avvenuto finanziamento del progetto da parte dell’assessorato regionale ai Beni Culturali è stato comunicato dal presidente dell’Unione Madonie, Pietro Macaluso, e dall’amministratore di Sosvima, Alessandro Ficile a tutti i comuni che fanno parte dell’Ecomuseo Madonie.

Petralia Sottana

Le otto realtà museali aderenti che realizzeranno il piano di lavoro sono il Museo Civico “A. Collisani” (Petralia Sottana), Museo Civico, Castello dei Ventimiglia (Castelbuono), Museo Civico “Don Giuseppe Guarnieri” (Caltavuturo), Museo Civico (Castellana Sicula), Museo Civico “S. Naselli” (Gangi), Museo delle Madonie MUSeBArch (Geraci Siculo), Museo Trame di Filo (Isnello) e Museo della Manna (Pollina).

 

Geraci Siculo, chiesa di Santo Stefano

In questi Comuni – fanno sapere dall’Unione Madonie – saranno avviate le iniziative previste dal progetto che si articolerà in quattro fasi. La prima sarà dedicata alla riflessione con la raccolta di idee e pensieri delle comunità, che saranno volontariamente raccolte in contenitori installati nei comuni coinvolti. La seconda fase di formazione e informazione prevede l’organizzazione di una serie di incontri con gli operatori comunali dei settori scuola, cultura e servizi sociali, per verificare quanto già acquisito ed organizzare ulteriori materiali ed argomenti di diffusione. Gli incontri verteranno, oltre che sulle nuove informazioni di carattere tecnico, sulla disamina più puntuale di documenti tangibili e noti quali la “Convenzione di Faro”, la “Agenda 2030”, la “Carta Icom del Paesaggio”.

Pollina, la Torre Maurolico

La terza fase è quella dell’animazione e delle proposte. Questa fase, al centro dell’attività eco-museale, farà da raccordo tra tutti i portatori di interessi ed è caratterizzata da narrazioni che coinvolgono le scuole, i centri anziani, le associazioni, i luoghi della cultura e della tradizione, i beni materiali ed immateriali, i tesori viventi. Infine, la quarta fase è dedicata alla rilettura delle idee, proposte e richieste che sono arrivate dalle comunità. Sarà fatta una sintesi generale di tutte le proposte ed una puntuale per ogni Comune. Quella generale mira a rafforzare, attraverso un comune oggetto parlante, lo spirito di coesione che anima l’intero progetto ecomuseale, quella singolare, invece, sarà la base da esplorare per il successivo lavoro da svolgere nella costituzione-rivisitazione della Mappa di Comunità cittadina che converge in quella narrazione complessa e complessiva dell’Ecomuseo delle Madonie.

Castelbuono

“Tutto ciò – spiegano dall’Unione Madonie – consentirà di rafforzare l’omogeneità culturale, geografica e paesaggistica, del territorio coinvolto creando delle sinergie sempre più forti tra i musei e il territorio. In quest’ottica assume un ruolo centrale l’Ecomuseo Madonie che va inteso anche come una strategia partecipata volta a favorire processi di sviluppo territoriale attraverso la reinterpretazione sostenibile di particolari aspetti del patrimonio in grado di cogliere il dinamismo produttivo e culturale delle comunità locali”.

Al via i lavori di riqualificazione dell’Anfiteatro romano di Catania

L’antico monumento sarà interamente valorizzato, tra cui la porta d’ingresso e i paramenti murari. Aprirà al pubblico anche una zona fino ad ora non fruibile

di Redazione

Un nuovo percorso di visita, il restauro di reperti, la riqualificazione dell’area monumentale e nuove passerelle di servizio. Si prepara a rinascere l’Anfiteatro romano di Catania. Questa mattina consegnati i lavori di adeguamento grazie ai quali sarà interamente sistemato il monumento e saranno consolidate le strutture antiche, così da potere aprire al pubblico anche una zona fino ad ora non fruibile. Gli interventi, realizzati con risorse comunitarie per un importo complessivo di poco più di 500mila euro, – fanno sapere dalla Regione – interesseranno la parte dell’Anfiteatro messo in luce ai primi del ‘900 da Filadelfo Fichera e il settore, nella porzione sottostante la Villa Cerami, a cui si accede dalla via Anfiteatro.

La consegna dei lavori

I lavori saranno realizzati da Research Consorzio Stabile Scarl e prevedono la sistemazione complessiva dell’area monumentale, tra cui la porta d’ingresso a livello dell’attuale piano stradale e i paramenti murari e di mattoni che foderano e delimitano l’area dello scavo. Gli interventi comprendono anche un riassetto del percorso di visita del monumento che permetterà ai visitatori di attraversare una porzione ipogea dell’ambulacro interno, finora chiusa al pubblico, arricchita anche dalla parziale apertura dei fornici radiali che vi si aprono.

L’Anfiteatro romano

La durata prevista dei lavori è di 12 mesi. Il cantiere procederà anche al restauro dei reperti marmorei e lapidei presenti nell’area e al consolidamento delle strutture antiche, dove si renderà necessario. Sulla via Anfiteatro sarà sistemata l’area d’accesso e consolidato il paramento murario esterno.

L’ingresso dell’Anfiteatro romano di Catania

L’intervento consentirà anche la valorizzazione dell’ingresso di Vico Anfiteatro, da utilizzare come accesso al monumento per le persone con disabilità: saranno, infatti, realizzate passerelle di servizio necessarie al superamento del dislivello tra piano del monumento e piano stradale. I lavori su Vico Anfiteatro comprenderanno uno scavo archeologico dell’area ad opera dell’Università degli studi di Catania e il restauro del fronte al di sotto di Villa Cerami, sede della facoltà di Giurisprudenza. Nel corso dei lavori, inoltre, sarà presente un team del dipartimento di Ingegneria dell’ateneo catanese che affronterà le problematiche di carattere statico e quelle relative alle continue percolazioni dal giardino della Villa che, fino ad oggi, hanno precluso alla visita questa parte del monumento.

Vista della scritta dedicata a Sant’Agata

Alla cerimonia di consegna dei lavori, questa mattina, hanno partecipato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e l’assessore ai Beni culturali, Alberto Samonà, accompagnati dalla direttrice del Parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci, Gioconda Lamagna, e dall’assessore alla Cultura del Comune di Catania, Barbara Mirabella. Presenti anche anche il responsabile unico del procedimento, Salvatore Vinci, il direttore dei lavori, Giuseppe Sciacca, e la professoressa Giulia Sanfilippo del dipartimento di Ingegneria civile dell’Università di Catania.

Uno scorcio di Catania

“La riqualificazione dell’Anfiteatro romano – sottolinea il presidente Musumeci – non era più rinviabile. Si tratta di lavori importanti che restituiranno splendore e sicurezza a un sito che connota fortemente il centro storico di Catania, ne miglioreranno la fruizione e daranno anche una nuova immagine, grazie alla realizzazione di un impianto di illuminazione che certamente valorizzerà le peculiarità di un bene monumentale già estremamente attrattivo”. Secondo l’assessore Alberto Samondà, l’intervento “mette un altro importante tassello nell’opera di riqualificazione e miglioramento funzionale del patrimonio monumentale e archeologico siciliano. L’apertura di un’area fino ad oggi interdetta ai visitatori, inoltre, potrà fornire una lettura più adeguata dell’intero sito, un vero e proprio gioiello della città”.

Premio delle Associazioni 2021 a Laura Anello, presidente delle Vie dei Tesori

“Questo progetto ha le carte in regola per avviare processi di sviluppo che forse non possiamo ancora immaginare”, si legge nelle motivazioni del riconoscimento assegnato da cinque importanti realtà associative di Palermo

di Redazione

È il presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori Laura Anello il vincitore del Premio 2021 del Forum delle associazioni di Palermo, assegnato ogni anno “a personalità che abbiano partecipato alla vita sociale, artistica, economica, scientifica nell’ambito della Regione Siciliana e che abbiano operato con manifesti vantaggi per la collettività”. La commissione del Premio è costituita dai rappresentanti di cinque associazioni della città (Amici dei Musei Siciliani; Associazione nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte, sezione di Palermo; Associazione Dimore storiche italiane sezione Sicilia; Italia nostra onlus, sezione di Palermo; Fondazione Salvare Palermo onlus) e dai premiati delle precedenti edizioni.

Visite alla chiesa di Santa Caterina

Qui una sintesi della motivazione del Premio: “Le Vie dei Tesori, 15 anni dopo la sua nascita all’Università di Palermo sotto l’egida del rettore Giuseppe Silvestri, ha invaso la Sicilia, e non solo, seminando curiosità, conoscenza, voglia di apprendere. Ora è diventato una Fondazione. Gestire un tale progetto, senza alle spalle istituzioni pubbliche, non è semplice. Così come 26 anni fa ‘La scuola adotta un monumento. Palermo apre le porte’ ha messo in atto un’insospettabile rivoluzione nella nostra città partendo dalle scuole, questo progetto portato avanti da Laura Anello ha le carte in regola per avviare processi di sviluppo che forse non possiamo ancora immaginare”.

Laura Anello

“Una vera emozione – dice Laura Anello – ricevere questo premio dalle migliori energie della mia città che condividono la visione della cultura come lievito di crescita della comunità. Ringrazio di cuore i componenti della commissione, e condivido il premio con lo staff che lavora tutto l’anno per realizzare un progetto che mira a seminare cultura per strada, facendone strumento di inclusione sociale e di cittadinanza attiva; e con la grande famiglia dei giovani del Festival che raccontano i tesori”.

Info point delle Vie dei Tesori

Il premio è stato conferito nel 2005 a Salvatore Butera, nel 2006 ad Aldo Scimè, nel 2007 a Janne Pasqualino, nel 2008 a Roberto Calandra, nel 2009 a Elvira Sellerio, nel 2010 a Bruno Caruso, nel 2011 a Nino Aquila, nel 2012 a Donatella Natoli, nel 2013 a Gioacchino Lanza Tomasi, nel 2014 a Giuseppe Randazzo, nel 2015 a Domenico Ortolano, nel 2016 a Francesca e Massimo Valsecchi, nel 2017 a Diego Planeta, nel 2018 a Nino Vicari, nel 2019 a Francesca Spatafora, nel 2020 a Cosimo Scordato.

Banca della Terra, assegnati altri ottanta ettari a giovani agricoltori

Pubblicata la graduatoria del secondo bando della Regione Siciliana per la concessione di terreni a imprenditori agricoli. Tra i progetti un agricampeggio, coltivazione di grani antichi e un allevamento di ape nera sicula

di Redazione

Tre lotti di terreno appartenenti alla “Banca della terra” della Regione Siciliana affidati ad altrettanti giovani aspiranti agricoltori. Sono 83 gli ettari di terreno assegnati (27 a Calatafimi Segesta nel Trapanese, 45 a Melilli nel Siracusano e 11 a Trapani). Si tratta del risultato del secondo bando per la concessione (per almeno 20 anni) a imprenditori agricoli e giovani agricoltori (under 41) con l’obiettivo di rafforzare le opportunità occupazionali e di reddito delle aree rurali, procedere alla valorizzazione del patrimonio agricolo forestale e della biodiversità (ve ne abbiamo parlato qui).

Campagne siciliane

I tre progetti risultai idonei riguardano: l’introduzione di bovini di razze autoctone (fra cui Modicana e Ragusana) e un impianto di specie aromatiche e costruzione di un agricampeggio a Melilli; la coltivazione di cereali autunno-vernini tipici siciliani e leguminose a Trapani; la produzione di biomassa da conferire a piccole e medie centrali, la realizzazione di un piccolo allevamento di ape nera siciliana, la coltivazione di piante aromatiche (fra cui rosmarino, lavanda e ginestre) e di grani antichi siciliani (fra cui il Bidì) a Calatafimi-Segesta.

Spighe di grano

“Il governo Musumeci – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura Toni Scilla  – vuole favorire l’imprenditoria giovanile nel settore agricolo valorizzando il patrimonio agricolo-forestale regionale tramite un suo uso produttivo  Con il primo bando sono già stati assegnati 430 ettari a 12 aziende agricole guidate da altrettanti imprenditori under 41. Gli ettari a disposizione di questo secondo bando erano 449, di cui 419 patrimonio dell’amministrazione regionale e 30 di proprietà delle Asp – aggiunge Scilla –  È in fase di pubblicazione il terzo bando per la Banca della Terra di Sicilia modificato sui requisiti di partecipazione, che assegna la terra prioritariamente a coloro che non possiedono alcun terreno per lo svolgimento dell’attività agricola e  a seguire anche a chi è già titolare di lotti”.

L’albo della Terra è stato istituito per rafforzare le opportunità occupazionali e di reddito delle aree rurali, per procedere alla valorizzazione del patrimonio agricolo forestale regionale e in particolare i terreni di proprietà pubblica, le aree incolte e abbandonate, favorire l’imprenditoria giovanile valorizzando i terreni attraverso un loro uso produttivo.

I “Cantieri dell’Identità” fanno tappa a Sambuca

Dopo gli incontri a Montalbano Elicona e Geraci Siculo, nuovo appuntamento con l’iniziativa dell’assessorato regionale dei Beni Culturali per i borghi siciliani

di Redazione

Nuovo appuntamento con “I Cantieri dell’identità. Paesi, borghi e piccole patrie di Sicilia”, il progetto dell’assessorato regionale ai Beni Culturali che ha lo scopo di monitorare e mettere in rete, in un circuito virtuoso, le identità locali siciliane, con particolare riferimento ai paesi e ai borghi dell’Isola con popolazione inferiore ai diecimila abitanti. Dopo il primo incontro tenutosi a Montalbano Elicona, in cui si sono riuniti i sindaci e gli assessori dei piccoli comuni della provincia di Messina, e quello di Geraci Siculo, reduce dalla importante competizione del “Borgo dei borghi”, in cui ha conseguito il secondo posto, adesso è la volta della provincia di Agrigento, con Sambuca di Sicilia, comune che, nel 2016, si è aggiudicata l’edizione del “Borgo dei Borghi”.

L’atrio di Palazzo Panitteri

L’incontro, coordinato dalla professoressa Fulvia Toscano e promosso in collaborazione con l’associazione “Borghi più belli d’Italia” si terrà sabato 13 novembre alle 10.30 a Palazzo Panitteri, alla presenza dell’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà; del sindaco di Sambuca, Leonardo Ciaccio, insieme a Pippo Simone, vice presidente nazionale de “I borghi più belli d’Italia; Salvatore Bartolotta, coordinatore regionale de “I borghi più belli d’Italia” in Sicilia, all’assessore comunale alla Cultura, Giuseppe Cacioppo e a Gori Sparacino, esperto in sviluppo locale.

 

Chiesa del Carmine

I protagonisti saranno i sindaci, gli assessori, le associazioni, gli operatori culturali, le proloco e gli enti territoriali che parteciperanno all’incontro, portatori delle loro esperienze, interlocutori privilegiati, cui è affidato il compito di evidenziare la forza della specificità del loro territorio e la potenzialità dello stesso, in una narrazione che vuole, da un lato, fare il punto sul già esistente, dall’altro promuovere nuove visioni e strategie per il futuro, in una ritrovata sinergia con l’assessorato ai Beni culturali.

Un vicolo di Sambuca

All’incontro del 13 faranno seguito altre iniziative per ognuna delle province siciliane, per dar voce e per porgere ascolto ai veri protagonisti dei diversi territori, allo scopo di creare una capillare mappatura di risorse, progetti, come anche criticità da affrontare, avvicinando concretamente gli amministratori locali all’assessorato. “Oggi abbiamo la possibilità – sottolinea l’assessore Samonà – di permettere che la nostra storia e la nostra tradizione, espressioni dell’identità dei luoghi, diventino elementi fondanti per costruire il futuro della Sicilia. Per questa ragione, i paesi, i borghi, cioè le cosiddette ‘piccole patrie di Sicilia’ devono diventare il motore di un progetto di grande respiro che intervenga sui territori in modo virtuoso, per esaltarne le peculiarità, generando occasioni di sviluppo. Cultura ed economia possono e devono andare insieme, perché su questa nuova consapevolezza si può programmare oggi il domani della nostra Sicilia”.

Sogni, pupi e burattini: torna il Festival di Morgana

Il teatro d’immagine del Mediterraneo è il tema dell’edizione 2021, presentata al Museo Pasqualino di Palermo. Dall’11 al 21 novembre, laboratori, convegni, mostre, spettacoli in prima nazionale e assoluta, tra tradizione e contemporaneità

di Redazione

Ci saranno le compagnie da Francia, Israele, Spagna, Tunisia e Turchia e ci sarà un pezzo importante di Italia con la Sicilia, la Campania e la Sardegna. Sarà un racconto a più voci, un gioco di trame e orditi che si fa tessuto narrativo di una comunità transnazionale e multietnica, l’edizione numero 46 del Festival di Morgana, in alcuni dei luoghi più significativi della città. Il tema è il teatro d’immagine del Mediterraneo, che incrocerà laboratori, convegni, mostre, spettacoli in prima nazionale e assoluta tra tradizione e contemporaneità in un unico lungo respiro, dall’11 al 21 novembre (qui il programma completo).

The Train Theater, “Rain Bird”

I confini? Non esistono. C’è invece il Mediterraneo, il grande mare che accoglie, con tutti i suoi paesaggi e i volti, i suoi mille caratteri e i narratori. E le infinite declinazioni del teatro d’immagine. Animato da burattini, marionette e pupi, certo, ma anche da altre creature fantastiche (donne e uomini compresi) eppure tenacemente attaccate al mondo, ai suoi sogni, ai suoi drammi. È una narrazione di corpi, parole, strumenti, voci e sperimentazioni, il Festival di Morgana 2021, anno che segna finalmente il suo ritorno in presenza. Il festival è stato presentato in conferenza stampa stamattina al Museo delle marionette Antonio Pasqualino. Hanno partecipato l’assessore alle Culture del Comune di Palermo, Mario Zito e l’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà.

 

Pitrè e i Paladini di Francia

Nel corso della conferenza stampa è stato reso noto il programma molto intenso che porterà spettacoli, performance, seminari, convegni, laboratori in alcuni dei luoghi più rappresentativi e suggestivi di Palermo: il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, la Chiesa di San Mattia Apostolo dei Crociferi, la chiesa dei Santissimi Euno e Giuliano, il Teatro Agramante e il Teatro Carlo Magno. Difficile, se non impossibile, raccontare in poche righe temi e protagonisti: ci sono le ombre turche di Cengiz Özek, la performance della compagnia Domia Production, la compagnia The train theatre, da Israele, con The Rain Bird, che sviluppa una tematica insieme forte e dolcissima che lega ambiente e capacità di ascolto; c’è, dalla Spagna, David Espinosa, che con Calle Sombra affronta il tema dell’esistenza; ci sono il teatro d’immagine della compagnia francese Samoloet e le marionette “sociali” con OperettAlzheimer di Marzia Gambardella, che farà anche un laboratorio per attori.

Gaetano Costa, “Colatura#13”

Per la Sicilia, tra gli altri, ecco le famiglie di pupari Napoli, Argento e Mancuso; i performer Giuseppe Muscarello, Gaetano Costa e Francesco Impellizzeri e poi la compagnia Babel Crew, che completa la trilogia su Giuseppe Pitrè. E lo spettacolo della Compagnia Piccoli Pupari, in cui i figli dei pupari raccolgono il testimone per un emozionante racconto corale di Il duello di Orlando e Rinaldo per amore della bella Angelica, con la regia di Enzo Mancuso.

Una scena di “OperettAlzheimer”

Un abbraccio continuo, continui rimandi tra tradizione e nuove istanze percorrerà mostre, convegni, workshop: la mostra sulle tavole dipinte da Emilio Murdolo, un webinar internazionale promosso dalla Columbia University su “L’epica mondiale nel teatro di figura: Italia, India, Iran, Giappone”, che farà la sua prima tappa proprio al Festival di Morgana e un convegno internazionale di tre giorni “Il teatro e la festa. Il tempio, la piazza, la scena”, organizzato in collaborazione con la Fondazione Ignazio Buttitta. Perché “Teatro d’immagine del Mediterraneo” vuole essere il primo passo di un festival storico come quello di Morgana, eppure sempre capace di rinnovarsi – come questa prima nuova edizione in presenza dimostra – attraverso il teatro, il racconto, la riflessione critica e la partecipazione. Le forme più antiche e insieme rivoluzionarie del sapere per immaginare le società che verranno.

Da zia Mimmi a Dulciora: weekend con le ultime visite teatralizzate

Stefania Blandeburgo interpreta la marchesa Dulciora che riuscì a gabbare il Sant’Uffizio e la zia Mimmi che riceve i suoi ospiti a Villa Pottino. Appuntamento in costume d’epoca anche a Palazzo Alliata di Villafranca

di Redazione

Una sorpresa questo ultimo weekend, che non faceva parte del programma iniziale: Le Vie dei Tesori continua ancora un fine settimana a Palermo e apre dieci luoghi bestseller, i più amati di questa edizione (ve ne abbiamo parlato qui).  Ma propone anche tre visite teatralizzate: domenica alle 17 e alle 18.30 le guide in costume a palazzo Alliata di Villafranca, saranno pronte a raccontare i nobili signori e le gentildonne che abitarono questi salotti ancora arredati come un tempo (qui per prenotare).

Stefania Blandeburgo nei panni di Dulciora

Quella che sicuramente in questa edizione ha avuto un successo straordinario è stata però Stefania Blandeburgo che ha proposto addirittura quattro personaggi, entrando e uscendo da velluti e guardinfante, affacciandosi da sotto le velette, inalberando sontuose acconciature da marchesa o poveri chignon da popolana. “Sono cassetti, ne apro uno ed esce un personaggio, ne apro un altro ed ecco una marchesa” ride Stefania. Per questa “coda” di festival l’attrice – abbandonate Delia Whitaker e la popolana Margheritina – vestirà ancora una volta il sontuoso costume della marchesa Dulciora che riuscì a gabbare il Sant’Uffizio: protetta dal marito, collaboratore degli Inquisitori, uscì indenne dalle celle dove i poveracci morivano in nome di Dio.

Stefania Blandeburgo interpreta Zia Mimmi a Villa Pottino

Dulciora, che rivive dalla penna di Laura Anello, accoglierà i visitatori nelle carceri dello Steri, sabato 6 novembre dalle 20,30 alle 21,50 (qui per prenotare). Invece domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17 sarà a Villa Pottino, per far rinascere zia Mimmi, l’ultima abitante della dimora nobiliare. Anticonformista, ironica, straordinaria, la marchesa Maria Giaconia, vedova di Gaetano Pottino di Irosa, morì a 101 anni nel 2013. Dal suo osservatorio privilegiato, farà rivivere un intero secolo. Con Geraldina Piazza (qui per prenotare)

 

Catania al gran finale: si recupera l’ultimo weekend dopo l’alluvione

Salvato quasi l’intero programma dello scorso fine settimana. Sabato 6 e domenica 7 novembre, aprono 25 luoghi e si potrà partecipare anche a 14 esperienze e due passeggiate

di Redazione

Catania risorge dopo l’alluvione dei giorni scorsi, riabbracciando chiese, palazzi storici, giardini, musei e grotte. Sarà il gran finale del Festival Le Vie dei Tesori, sabato 6 e domenica 7 novembre, quando si recupererà l’ultimo weekend annullato la scorsa settimana. Un fine settimana interamente riprogrammato, con 25 siti, 14 esperienze e due passeggiate, in città e fuori porta, scelte tra quelle gettonatissime durante l’intero festival, che hanno portato i visitatori a scoprire luoghi assolutamente sconosciuti e fuori dai tradizionali percorsi turistici (qui tutti i luoghi).

Il Bastione degli Infetti

Si è cercato di accontentare tutti, a partire da chi ama i luoghi storici come la tardo-bizantina Cappella Bonajuto che tanto piacque a Houel (sabato e domenica dalle 10 alle 12.20 e dalle 14 alle 17.40); il Bastione degli Infetti sulla collina di Montevergine (soltanto sabato dalle 10 alle 12.15 e dalle 15 alle 17.15) e Castello Ursino con i suoi fossati (apre sabato dalle 10 alle 12.15 e dalle 15 alle 17.15); la delicatissima Chiesa di Santa Chiara, dove Verga ambientò una delle sue novelle più belle, e la cripta paleocristiana di Sant’Euplio (sabato e domenica dalle 10 alle 17.40); stessi giorni e orari anche per la maestosa ed enorme chiesa di San Nicolò L’Arena con i suoi camminamenti, mentre l’istituto Ardizzone Gioeni con il suo inatteso chiostro neogotico chiuderà alle 17.30.

Giardino di Palazzo Scuderi Libertini

Per chi ama andar per dimore nobiliari, ecco palazzo Asmundo di Gisira trasformato in hotel de charme che aprirà sabato e domenica dalle 12.30 alle 17.45; poi l’elegante Villa Manganelli (tutti e due i giorni, dalle 10 alle 12.40 e dalle 14 alle 17.40), Palazzo della Cultura, oggi sede dell’assessorato comunale (aperto sabato e domenica dalle 10 alle 17.40); e palazzo Scuderi Libertini con il suo giardino sospeso: la residenza aprirà dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 17.30, e domenica sera (sia alle 18,30 che alle 19,30) ospiterà l’atteso spettacolo di danza Butoh “Dama” di e con Valeria Geremia.

Farmacia storica De Gaetani

Apriranno le porte anche i nuovi luoghi proposti quest’anno che hanno raccolto tanti visitatori, come l’antica farmacia De Gaetani dove sembra di respirare l’aria degli speziali (solo domenica dalle 10 alle 12.40 e dalle 14 alle 18.40), e la Società Storica Catanese (che conoscono solo i cittadini e neanche tutti) dove si scopre la “stanza dei re” con documenti dal 1816 al dopoguerra: sarà aperta sabato dalle 16 alle 10 e domenica dalle 11 alle 12.30 e dalle 16.15 alle 19.15.

Grotta Petralia

È quasi incomprensibile per i non studiosi, ma le due grotte scavate sotto la città non si sono assolutamente allagate, complici gli antichi (e perfetti) sistemi di drenaggio: si visiteranno quindi la grotta dell’Amenano (sarà aperta dalle 10 alle 17,40), e grotta Petralia, vero tunnel preistorico generato dal raffreddamento della lava: si accede da una casa privata, sarà aperta solo domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 17.30.

Bottega Cartura

Apriranno le porte solo sabato i laboratori artistici che tanto successo hanno avuto durante i quattro weekend del festival: ecco AnRì con la mostra “Terra-LunaA/R” tra testi, versi, citazioni e racconti in piccole scatole “arredate” (sabato dalle 10 alle 12.15 e dalle 15 alle 17.15), l’affascinante bottega Cartura con i suoi personaggi di cartapesta (domenica dalle 10 alle 12.30), il gruppo delle Tabarè Female Sicilian Makers (sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18,30); e il laboratorio di restauri d’arte SoRu (stessi orari, ma fino alle 17.30) dove ci sarà spazio per i più piccini, un vero gioco di carte,  domenica ogni ora dalle 10 alle 12, poi dalle 15.30 alle 18.30.

San Benedetto ad Acireale

Disponibili anche i siti che il festival ha aperto a Acireale, quindi la chiesa di San Benedetto e il Santissimo Salvatore (tutte e due sabato e domenica dalle 10 alle 13.30 e dalle 15 alle 17.30), poi il Museo del Carnevale (sabato e domenica dalle 10 alle 12.40 e dalle 15.20 alle 17.40) e il Museo delle uniformi (solo domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30). E sempre a Acireale, si potrà salire al tramonto sul Raciti Palace per osservare la cittadina dall’alto, sia sabato che domenica alle 18.15, 19.15 e 20.15.

Panorama dalla Badia di Sant’Agata a Catania

Sarà possibile partecipare anche a diverse esperienze (qui per prenotare). Lungo il waterfront si potrà andare in barca (sabato alle 10 e alle 14) oppure immergersi con un sub esperto a Ognina (sabato alle 9 e alle 11,30); raggiungere al tramonto la cupola della Badia Sant’Agata (domenica soltanto alle 18) o salire fino alla lanterna (domenica dalle 10 alle 13) della chiesa di San Giuliano; o seguire in giro per il quartiere, il racconto di Franchina, travestito che da oltre trent’anni lavora a San Berillo, sabato alle 18.

Parco Paternò del Toscano

Fuori porta: si potranno raggiungere i basalti colonnari creati dall’antica lava nel porticciolo di Acitrezza (domenica alle 10,30) o ripercorrere i terribili giorni del 1928 quando una colata distrusse Mascali (domenica alle 10). Apriranno le porte tutti i giardini arrampicati sull’Etna: da quello botanico del parco della Villa Paternò del Toscano a Sant’Agata Li Battiati (sabato alle 11 e alle 16.30), al Parco delle Meraviglie della fondazione La Verde La Malfa a San Giovanni La Punta (sabato alle 17), al giardino tropicale alle pendici del vulcano a Mascalucia (sabato e domenica dalle 10 alle 17,30). A Viagrande si visita la bellissima e inedita villa Manganelli Biscari (dove fu girato “Un bellissimo novembre” con Gina Lollobrigida) e si può prender parte alla passeggiata che segue le Viae Magnae tra lava e storia (sabato alle 10, qui per prenotare) alla scoperta del borgo medievale di Viscalori. L’altra passeggiata in programma conduce ad Adrano, nella  Valle delle Muse sulle tracce di antichi riti iniziatici, domenica alle 10 (qui per prenotare).

Sorpresa finale per Le Vie dei Tesori a Palermo: un weekend in più con dieci luoghi “bestseller”

Piccola “coda” del Festival, sabato 6 e domenica 7 novembre, con l’apertura di alcuni dei siti più visitati. In programma anche tre visite teatralizzate, quattro passeggiate e un giro in barca

di Redazione

Sono dieci luoghi che hanno fatto il pieno di presenze e che non tutti sono riusciti a vedere durante il Festival. Dieci luoghi “bestseller” che apriranno le porte per un altro weekend delle Vie dei Tesori, sabato 6 e domenica 7 novembre. È la sorpresa finale del Festival a Palermo, che aggiunge così un altro weekend al suo programma. Alle visite nei dieci luoghi si aggiungeranno anche tre visite teatralizzate, un giro in barca e quattro passeggiate, repliche di tour sempre sold out sui Beati Paoli, i Florio, il Gattopardo, i cavalieri e pellegrini. Comporranno una “coda” novembrina, da prenotare già sul sito del Festival. Per chi ha ancora voglia di scoprire, per chi ha trovato alcuni siti gettonatissimi sempre sold out, per chi vuole ubriacarsi ancora di bellezza.

Serbatoi di San Ciro

In quattro luoghi le visite saranno come di consueto su prenotazione, con la possibilità per i non prenotati di presentarsi sul posti e di entrare solo nel caso restino posti liberi. Sono la Casa Massonica, il “tempio” ricco di simboli dove si riuniscono “i fratelli”(aprirà domenica dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.30); poi la Casina Cinese, lo sfarzoso buen retiro di Ferdinando e Carolina realizzato secondo il gusto esotico del tempo, che aprirà sabato dalle 10 alle 17.20; e i due amatissimi luoghi legati all’acqua, i serbatoi di San Ciro e le sorgenti del Gabriele, quest’anno sempre sold out, che si potranno visitare sia sabato che domenica dalle 10 alle 16.30.

 

Palazzo Costantino

Negli altri luoghi visite con i coupon senza prenotazione, basterà andare agli ingressi e mettersi in fila per fare la visita: sono l’ex Palazzo dei Valguarnera (sabato e domenica dalle 10 alle 17.20), il complesso di Santa Caterina (due visite diverse alla chiesa sontuosa e al monastero), sabato e domenica dalle 10 alle 17.30. Il sito in assoluto più amato dal pubblico, Palazzo Costantino sarà visitabile con orario continuato, nei due giorni dalle 10 alle 21, e così anche l’appena restaurato palazzo Oneto di Sperlinga, ambedue concessi dal mecenate Roberto Bilotti.

Stefania Blandeburgo a Villa Pottino nei panni di zia Mimmi

Apre le porte la Vignicella della Real Casa dei Matti, il luogo dove è stato allestito un vero e proprio museo sulle esperienze terapeutiche del secolo scorso, aperta sabato e domenica dalle 10 alle 17.30. Infine per Villa Pottino, apertura sabato dalle 10 alle 17, ma si potrà anche seguire la visita teatralizzata (domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17) quando Stefania Blandeburgo farà rivivere zia Mimmi, l’ultima abitante della dimora (qui per prenotare). L’attrice, inoltre, sabato dalle 20,30 alle 21,50 nelle carceri dello Steri, vestirà i panni di Dulciora Agnello, la gentildonna che sfidò il Sant’Uffizio (qui per prenotare) L’altra visita in costume sarà a palazzo Alliata di Villafranca, domenica alle 17 e alle 18.30 (qui per prenotare).

Le passeggiate delle Vie dei Tesori

Per quel che riguarda le passeggiate, si potrà andare sulle tracce del Gattopardo, tra le due dimore del Principe, sabato alle 10.30; ripercorrere le tappe dei segretissimi Beati Paoli, sabato alle 17; seguire l’antico itinerario dei cavalieri e dei pellegrini, domenica alle 10.15 oppure correre sulle tracce dei Florio, scoprendo come nacque un vero impero economico nella Palermo dell’800: sarà domenica alle 10.30 (qui per prenotare le passeggiate). Ultimi posti disponibili, infine, per un tour in mare a bordo della leggendaria Lisca Bianca per ammirare Palermo dal mare (qui per prenotare).

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“Ascolta un tesoro” è il mantra: soprattutto se ci si affida a undici accademici, storici dell’arte, direttori di musei, studiosi, scrittori che hanno accettato di raccontare il loro tesoro. Non solo notizie, ma anche segreti, aneddoti, curiosità, memorie: ascoltabili senza limiti, si possono acquistare qui. Il sito www.leviedeitesori.com è una miniera dove trovare schede, fotografie, aneddoti e curiosità, sfogliare il magazine e programmare le proprie visite, sempre in modalità 4.0.

Lo Spasimo di Sciacca visitabile fino a gennaio con Le Vie dei Tesori

Resterà aperta nei weekend la chiesa dimenticata, ritornata fruibile dopo 60 anni in occasione del festival. Un progetto di riappropriazione di uno spazio storico della città, arricchito dalla mostra “Domus” di Franco Accursio Gulino

di Redazione

Non poteva richiudere lo Spasimo. La chiesa dimenticata che in questi giorni ha visto i saccensi in coda per poterla visitare, era stata richiusa alla fine delle Vie dei Tesori, pur restando il luogo in assoluto più visitato di Sciacca. Ma adesso una nuova sinergia permetterà di visitarla fino al 9 gennaio: non un prolungamento, ma proprio un nuovo progetto di riappropriazione di uno spazio che è la storia della città.

Chiesa dello Spasimo a Sciacca

Chiuso da sessant’anni, lo Spasimo è stato sede di una sezione della Corte di Assise di Agrigento, ha ospitato processi penali, e nel 1963 Pietro Germi vi girò la scena del processo di “Sedotta e abbandonata”. Ma era silente da tempo: fino a quando non erano arrivati tanti giovani che hanno portato via tonnellate di rifiuti, centimetri vischiosi di guano: e l’hanno fatto rivivere. Poi è arrivato anche Franco Accursio Gulino che allo Spasimo ha fatto nascere “Domus”, la sua personale curata da Laura Anello e Anthony Francesco Bentivegna: Gulino è un artista che ama le stratificazioni, le sue opere entrano in sinergia con lo spazio, e cosa c’è di meglio di un luogo “muto” da far parlare? Ecco come buste, lettere quasi fossilizzate, dipinti con terre colorate, sono andati a comporre una personale che dialoga con i muri scrostati, gli spazi che si perdono in altezza e sembrano ancora più vuoti.

 

Una delle opere in mostra allo Spasimo di Sciacca

“’Domus’ di Franco Accursio Gulino nella chiesa di Santa Maria dello Spasimo, rappresenta per la città una stimolante ed illuminata occasione di valorizzazione di uno spazio chiuso da più di sessant’anni – dice il sindaco Francesca Valenti – : un vero e proprio laboratorio di idee in itinere, che verrà arricchito progressivamente di nuove opere e di eventi collaterali. Domus è un’operazione culturale di cui l’amministrazione e la città sono fieri”.

La mostra “Domus” di Franco Accursio Gulino

L’apertura si deve alla sinergia con le Vie dei Tesori che quest’anno a Sciacca hanno ottenuto un successo straordinario: la cittadina ha visto quintuplicare il numero delle visite rispetto allo scorso anno. Hanno partecipato cittadini e turisti che hanno riscoperto chiese, cappelle, cave, palazzi privati, ma anche le botteghe degli artigiani, il lavoro dei pescatori, i siti fuori porta. “Sciacca ha dimostrato già dalla prima edizione, una grande partecipazione – ha detto Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori – ma queste ultime settimane sono state veramente straordinarie. Abbiamo in programma altre iniziative nel segno della riappropriazione e rilettura degli spazi che non saranno più ‘muti'”.

La mostra e lo Spasimo saranno visitabili da venerdì 29 ottobre al 9 gennaio, tutti i venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 (esclusi il 25 dicembre e 1 gennaio). Per scuole e gruppi, visite su prenotazione anche durante la settimana. Prenotazioni a info@leviedeitesori.it o al numero 0917745575.

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