Borse di studio per 25 giovani talenti del jazz

La Fondazione The Brass Group consegna i riconoscimenti ai musicisti siciliani che fanno parte dell’orchestra giovanile nata quasi un anno fa

di Redazione

Una scommessa sulle nuove generazioni di musicisti. La Fondazione The Brass Group consegna 25 borse di studio di 500 euro ciascuna, per i componenti più meritevoli della Brass Youth Jazz Orchestra, la formazione giovanile della Fondazione, come simbolo e stimolo ad andare avanti nel percorso di studi. La cerimonia di consegna si svolgerà il 19 febbraio alle 18.30 al Real Teatro Santa Cecilia di Palermo, oltre che alla presenza dei giovani artisti anche dell’assessore al Turismo, sport e spettacolo della Regione Siciliana, Manlio Messina; del presidente del Brass, Ignazio Garsia, e dei docenti del Brass.

Si tratta di un aiuto ai giovani talentuosi che vantano, a poco meno di un anno dalla nascita dell’orchestra giovanile del Brass, nel proprio curriculum una serie di concerti realizzati con big della musica internazionale come Billy Cobham e Ron Carter. È questo uno dei progetti più ambiziosi ma anche più qualificanti tra quelli che la Fondazione ha perseguito nell’arco della sua storia di quasi 50 anni dedicata alla musica jazz. Ed eccola con un’ampia formazione giovanile, la Brass Youth Jazz Orchestra, della quale fanno parte diversi talenti musicali provenienti da ogni angolo della Sicilia e scelti attraverso un bando pubblico e meticolose selezioni.

Giovane musicista della Brass Youth Jazz Orchestra

La Brass Youth Jazz Orchestra ha debuttato lo scorso maggio con un concerto tanto impegnativo quanto di grande fascino e piacevolezza dedicato alle musiche immortali della sfavillante “Swing Era”, ovvero quel periodo storico del Novecento che ha avuto il suo cuore pulsante soprattutto negli anni Trenta e durante il quale il jazz, attraverso lo scintillio del suono di big band leggendarie (tra cui quelle di Benny Goodman, Count Basie, Duke Ellington, Artie Shaw, Glenn Miller, Tommy Dorsey, Chick Webb, Teddy Wilson e Jimmy Lunceford) ha vissuto il suo momento di maggior popolarità e diffusione, divenendo la colonna sonora del mondo intero.

I passi successivi del Brass hanno l’obiettivo di accrescere la competenza dei suoi giovani componenti circa i principi razionali di tecniche esecutive applicate all’interpretazione dei linguaggi jazz e contemporanei. La partecipazione alle audizioni di selezione ha consentito che il progetto, fortemente voluto dall’Orchestra Jazz Siciliana e dalla Scuola di Musica della Fondazione, partisse già da subito come compagine realmente rappresentativa dell’intera Sicilia poiché i giovani talenti selezionati provengono da tutte le province e da tutti i conservatori e istituti musicali dell’Isola. “Sono decisamente convinto – dice Ignazio Garsia – che la Brass Youth Jazz Orchestra possa essere il fulcro del futuro di questi ragazzi e che lo sforzo nel quale stiamo investendo risorse umane ed artistiche debba mirare a raggiungere dignità professionale pari a quella degli altri generi musicali”.

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La nave greca di Gela approda a Forlì

Ai Musei San Domenico sono arrivati diversi reperti archeologici provenienti dalla Sicilia, tra cui due rostri in bronzo e lingotti di oricalco

di Redazione

Tesori dei fondali siciliani protagonisti a Forlì. Inaugurata ai Musei San Domenico, la mostra “Ulisse, l’arte e il mito” che conta più di 200 opere ed è imperniata sull’eroe omerico, figura che da tremila anni domina la cultura europea e universale. La Regione Siciliana ha inviato a Forlì alcuni reperti archeologici che si sono rivelati da subito i protagonisti assoluti, per l’interesse suscitato dai visitatori. Come la Nave arcaica, prezioso reperto rinvenuto nei fondali di Gela, esposta assieme a una parte del carico.

Il taglio del nastro

Una porzione della chiglia, la ruota di poppa, il paramezzale e sette madieri (parte dell’ossatura dell’imbarcazione) e un cesto in fibre vegetali assieme a un tripode in bronzo (recipiente con sostegni a forma di zampa leonina) vengono mostrati ai visitatori mediante un supporto trasparente appositamente realizzato che consente di ammirare la nave e la tecnica di costruzione. All’inaugurazione della mostra – organizzata dalla Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune romagnolo e visitabile fino al 21 giugno – è stato presente il presidente della Regione, Nello Musumeci, accompagnato dalla soprintendente del Mare Valeria Li Vigni, dalla soprintendente dei Beni culturali di Caltanissetta Daniela Vullo e dal direttore del Parco archeologico di Gela, Luigi Gattuso.

Lingotti in oricalco

Dalla Soprintendenza del Mare di Palermo sono arrivati anche due rostri in bronzo, micidiali armi da guerra poste nella prua delle navi per speronare quelle nemiche. In esposizione anche venti lingotti in oricalco, un cothon corinzio e una antefissa fittile con gorgoneion, sempre provenienti dal mare di Gela. Dal Museo archeologico Salinas di Palermo è arrivata, invece, una pregevole scultura in marmo bianco facente parte del gruppo di Scilla, raffigurante il compagno di Ulisse ghermito da Scilla e un balsamario a forma di sirena proveniente dal santuario della Malophoros di Selinunte.

Uno dei rostri delle Egadi

In estate, per diversi mesi, la Nave greca inviata a Forlì verrà esposta in Sicilia, proprio a Gela, per la fruizione da parte del pubblico non solo siciliano, grazie alla struttura espositiva donata dalla Cassa dei Risparmi di Forlì. Successivamente tutta la nave, dopo che sarà interamente ricostruita, farà bella mostra, in maniera permanente nella sua struttura completa, presso il nuovo museo di Bosco Littorio. “La Sicilia – ha affermato Musumeci – partecipa all’esposizione, presentando l’unicità del patrimonio culturale siciliano. Reperti incomparabili e importanti che testimoniano l’alto contributo culturale dell’Isola a un evento di respiro internazionale. La Nave arcaica viene per la prima volta presentata al pubblico, anche se in forma parziale, e ciò rappresenta l’inizio di un percorso già tracciato che in breve tempo porterà nel suo luogo di ritrovamento, Gela, l’intera imbarcazione ricostruita. Un’esposizione che i siciliani tutti attendono da troppo tempo e per la quale ho preso l’impegno per la sua collocazione definitiva”.

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Palermo si riempie di jazz e Catania celebra Bellini

Annunciate due grandi rassegne musicali inserite dalla Regione Siciliana nel cartellone dei grandi eventi di richiamo turistico

di Redazione

Un festival dedicato al jazz a Palermo e uno lirico in onore di Vincenzo Bellini da organizzare a Catania. Sono le due rassegne inserite e finanziate dal governo regionale nel cartellone dei grandi eventi di richiamo turistico per il 2020, lanciato anche in occasione della recente Bit di Milano. Il “Sicilia jazz Festival”, con un taglio internazionale, in perfetto stile “Umbria Jazz”, “Montreux Jazz Fest” o “North Sea Jazz Fest” di Rotterdam sarà organizzato nel capoluogo nella seconda decade di giugno. Verrà sostenuto con i Fondi europei per gli spettacoli dal vivo, oltre che dai proventi degli incassi di biglietteria e sponsor privati.

La Gam di Palermo

Il centro storico di Palermo sarà trasformato in un villaggio musicale, con spettacoli nell’arco di tutta la giornata, fino a sera: concerti, jam session, master class e “clinics” aperti al pubblico, tenuti da musicisti di caratura internazionale. Le esibizioni si snoderanno in più luoghi, dando vita a un vero e proprio evento artistico urbano. Palchi alla Galleria d’arte moderna, al Teatro Santa Cecilia, alla Chiesa dello Spasimo, oltre che nelle piazze Sant’Anna, Magione e Croce dei Vespri. Il primo “Sicilia Jazz festival” sarà organizzato in collaborazione con il Brass Group, i conservatori e il Comune di Palermo. Sarà un grande evento musicale dedicato al genere americano, al quale l’Isola ha dato, con Nick La Rocca, un contributo importantissimo, dal momento che fu questo siciliano, emigrato negli States, a incidere il primo disco jazz.

Il Teatro antico di Catania

L’altro evento sarà a il “BelliniInFest” a Catania, dal 9 al 23 settembre (dal 2021 la programmazione sarà spostata nel periodo di destagionalizzazione settembre-novembre). Un grande festival lirico sulla figura del compositore etneo Vincenzo Bellini, tra i maggiori operisti della storia della musica e considerato il padre del melodramma romantico italiano. Previsto un galà di apertura a Palazzo degli Elefanti, per poi proseguire al Teatro greco di Taormina e al Teatro antico di Catania. A onorare Bellini sarà principalmente l’allestimento integrale della Norma. L’opera sarà affiancata da mostre, balli in maschera e convegni dell’Università di Catania. Il festival lirico coinvolgerà anche le città di Palermo e Messina.

Manlio Messina

“Le produzioni – spiega l’assessore al Turismo, Manlio Messina – saranno curate dal Comune, dall’Università e dalla Curia di Catania e dal Teatro Bellini. Ma anche dai Teatri Vittorio Emanuele di Messina e Massimo di Palermo e dai conservatori ‘Scarlatti’ del capoluogo e ‘Corelli’ della città peloritana, dall’Istituto musicale ‘Bellini’ e dalla Fondazione orchestra sinfonica siciliana”. In programma nove concerti dei conservatori e degli enti lirico-teatrali regionali, previsti a Catania a Villa Bellini, Cortile Platamone, Palazzo Biscari, via Crociferi, Teatro antico e Cattedrale; un omaggio teatrale a Beethoven nell’anno delle celebrazioni del grande musicista e il premio “Bellini d’oro”.

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Torna “ExpoCook”, la fiera del cibo e del buon bere

Saranno presenti a Palermo 230 espositori, chef stellati e internazionali, food blogger e cake designer. Prevista anche una cena gourmet di beneficienza

di Redazione

Masterclass, cooking show, seminari e convegni internazionali, dimostrazioni dal vivo, grandi personaggi. È densissimo il programma della quarta edizione di ExpoCook, il grande evento annuale dedicato al settore della ristorazione. La manifestazione, che si terrà alla Fiera del Mediterraneo di Palermo dal 25 al 28 febbraio, coinvolgerà oltre 230 espositori in 25mila metri quadrati di area coperta, divisi in 11 settori tematici e 8 padiglioni e sarà dedicata al “gusto” in tutte le sue diverse declinazioni. La kermesse sarà presentata il 24 febbraio nella Sala degli Stemmi del Teatro Massimo.

Manuela Fensore e Chiara Bergonzi

Molti i momenti da non perdere. Si comincia martedì 25 febbraio con lo show del “Latte Art”, la tecnica di decorazione dei cappuccini, sulla superficie dei quali vengono realizzati disegni e forme. A mostrarcela, ci saranno la campionessa del mondo in carica Manuela Fensore e la vice campionessa del mondo 2016 Chiara Bergonzi. Da segnalare anche gli eventi di cui saranno protagonisti Chiara Maci, celebre food blogger, Alessandro Circiello, chef esperto di cucina basata sulla sana alimentazione e Giuseppe Giuliano, maestro della “monocromia” che a ogni piatto, o addirittura a un intero menù, sa abbinare un colore declinato in diverse varietà cromatiche chiare e scure.

Mauro Uliassi

Mercoledì 26 febbraio si entra nel vivo della manifestazione con due “artisti” del food&beverage: Mauro Uliassi, chef 3 stelle Michelin, 5 cappelli Espresso e 3 forchette del Gambero Rosso porterà in Sicilia la sua maestria nella cucina, mostrando attraverso un cooking show cosa c’è dietro a uno chef pluripremiato. Ma quelli gastronomici non saranno gli unici segreti del maestro che si concederà anche a una lunga intervista sulla sua vita privata e professionale, i suoi successi e le nuove sfide. A seguire, ciliegina sulla torta, ci sarà Renato Ardovino, il maggior esponente del “cake design” italiano, autore delle famosissime “Torte di Renato” per cui impazzisce tutto lo star system italiano. Non mancheranno approfondimenti dedicati alla Sicilia, come la masterclass su uno dei prodotti dell’isola più conosciuti e amati in Italia e all’estero, il vino dell’Etna.

Erica Liverani

E poi, con “ExpoCook for Children”, spazio anche alla solidarietà con una cena gourmet di beneficenza – affidata all’estro del maestro Giuliano e la sua tavolozza di sfumature del “menù monocromatico” – per aiutare il Pronto Soccorso Pediatrico degli Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo. Ma ExpoCook è anche laboratorio di trend e tendenze e allora non poteva mancare, giovedì 27, il primo seminario al mondo sulla cucina vegana organizzato dalla WorldChefs in collaborazione con la Federazione Italiana Cuochi. Sempre la Federazione Italiana Cuochi, stavolta del comparto pasticceria, ci delizierà con i dolci della tradizione italiana: saranno infatti presenti 12 rappresentanti delle 12 regioni italiane.

Gran finale, il 28 febbraio, con due chef internazionali, Andersson e Klotzke, quest’ultimo consulente gastronomico per i Nobel Banquet di Stoccolma, cioè le cene dei premi Nobel. “Lo scorso anno – spiega il project manager di ExpoCook, Fabio Sciortino – i visitatori registrati sono stati oltre 30mila. Puntiamo a superare questa cifra. Per la prima volta la nostra manifestazione si aprirà a una platea internazionale: avremo con noi importanti realtà provenienti da paesi come la Spagna, la Germania e il Canada. Sarà una grande occasione per confrontarsi e per mostrare una volta di più il valore globale del Made in Italy in un segmento che da sempre ci vede come modello in tutto il mondo”.

L’ingresso a ExpoCook è gratuito, basta registrarsi qui.

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Il centro storico di Palermo diventa biblioteca diffusa

Prende il via il progetto “The Human Library”. Al via anche due nuovi corsi gratuiti per addetto alla gestione e al recupero dei beni bibliografici e un altro di lingua e cultura araba

di Redazione

Un progetto ambizioso per la valorizzazione delle biblioteche e della memoria orale. Questo è “The Human Library. I libri sono uomini”, promosso dall’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari di Palermo, in collaborazione con Alab–Associazione liberi artigiani artisti, con il sostegno di numerose organizzazioni ed enti del territorio. Finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, il progetto mira a fare incontrare uomini e parole, microstorie e macrostorie. L’obiettivo è fare uscire le parole dalle biblioteche perché vengano condivise e tramandate e, allo stesso tempo, riportare la comunità nelle biblioteche per farle vivere e valorizzarle.

Palazzo Tarallo

Due sono i luoghi principali attorno ai quali si sviluppano le diverse iniziative del progetto: la biblioteca “Giuseppe Leggio” e il polo biblio-documentario sulle tradizioni siciliane di Palazzo Tarallo. Ad aprire il progetto e fruibile fino alla sua conclusione la Biblioteca diffusa dei libri umani. Sono 17 i luoghi, tra botteghe artigiane, associazioni, imprese culturali e strutture extra-alberghiere, che ad oggi hanno aderito all’iniziativa per ospitare uno spazio di libera fruizione dei libri della Biblioteca “Giuseppe Leggio” e provenienti dalla Fondazione Ignazio Buttitta e dal Centro di studi filologici e linguistici siciliani. Una vera e propria “biblioteca diffusa” nel centro storico di Palermo che vuole costruire una relazione tra gli abitanti del quartiere e i turisti con un vasto patrimonio librario, legato alla storia, alla cultura e alle tradizioni siciliane. Per scoprire le postazioni, basta visionare la mappa qui.

Volumi per il progetto “Human Library”

All’interno del progetto, poi, prendono il via due corsi di formazione gratuiti organizzati in collaborazione con l’Officina di Studi Medievali. Il primo, per addetto alla gestione e al recupero dei beni bibliografici, si terrà alla biblioteca “Giuseppe Leggio”, dal 25 febbraio al 17 aprile. Il secondo, ancora alla Leggio, ma dal 26 febbraio al 16 aprile, è un corso di lingua e cultura araba. Scopo dei due corsi – della durata complessiva di 40 ore ciascuno – è trasmettere conoscenze e competenze inerenti il patrimonio linguistico-culturale e librario del territorio grazie alla sinergia tra diverse realtà d’eccellenza del quartiere. Saranno approfondite tematiche inerenti le tecniche di prevenzione, gestione, tutela e restauro del materiale bibliografico e, oltre alle competenze tecniche di lettura e scrittura dell’arabo, quinta tra le lingue più parlate nel mondo, si approfondirà la cultura araba antica e contemporanea in una prospettiva interculturale.

I due corsi, a numero chiuso, sono accessibili, previa iscrizione, fino a esaurimento posti e prevedono il rilascio di un attestato di partecipazione. “Il nostro è un progetto ad alto tasso di inclusività – dice Rosario Perricone, presidente dell’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari di Palermo – indispensabile nel periodo storico che stiamo vivendo. Gli attori coinvolti nelle attività sono tanto le generazioni anziane, veri patrimoni viventi e custodi della memoria, quanto i giovani, chiamati a riappropriarsi dei processi narrativi su cui si fonda la costruzione delle identità del territorio”.

Per partecipare ai corsi è necessario inviare una richiesta di iscrizione entro il prossimo 21 febbraio, scrivendo una email a mimap@museomarionettepalermo.it. Per informazioni telefonare allo 091328060.

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Passi avanti per la rinascita dell’antica Salemi

Finanziato lo studio di fattibilità per la riqualificazione di una parte del centro storico, grazie a un bando promosso dalla Fondazione Sicilia

di Redazione

Finanziato lo studio di fattibilità per la riqualificazione e la valorizzazione di una parte del centro storico di Salemi, in provincia di Trapani. Il dipartimento di Architettura e design del Politecnico di Torino (Dad), che ha in atto un accordo di collaborazione con il Comune di Salemi, si è infatti aggiudicato l’edizione 2019 del bando promosso dalla Fondazione Sicilia “Studi di fattibilità per il recupero dei borghi abbandonati” con la candidatura del progetto “Riabilitare Alicia – Studio di fattibilità per la riqualificazione della città antica di Salemi”, presentato dagli architetti e docenti Paolo Mellano e Roberto Dini. A darne notizia è la stessa Fondazione con una nota sul suo sito.

Salemi

Il finanziamento di circa centomila euro – fanno sapere dall’amministrazione comunale – sarà destinato alla redazione di uno studio di fattibilità per la riqualificazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico del centro storico della cittadina trapanese, già inserita nella lista dei Borghi più belli d’Italia, e permetterà di dare concreta attuazione alla collaborazione che da qualche anno il Dad ha avviato con il Comune di Salemi. L’obiettivo principale dello studio di fattibilità è la valorizzazione della qualità architettonica e paesaggistica della città antica ai fini della creazione di un’accoglienza inclusiva e diversificata, della promozione del turismo sostenibile, del sostegno alle politiche di sviluppo sociale, culturale ed economico per la comunità locale. La riqualificazione architettonica e urbana costituisce un tassello fondamentale di un processo virtuoso di rigenerazione a tutto tondo, che da un lato prevede il recupero del patrimonio costruito e dall’altro la creazione di iniziative volte alla promozione di un riuso “attivo” dei manufatti, attraverso azioni di carattere scientifico e didattico-culturale che si potranno avviare mediante il coinvolgimento delle università e degli attori del territorio.

Domenico Venuti

“Il progetto di recupero della parte antica della città prosegue con atti concreti – affermano il sindaco di Salemi, Domenico Venuti, e l’assessore al Centro storico, Vito Scalisi – . La scelta di individuare nel Politecnico di Torino uno dei nostri interlocutori si è rivelata azzeccata. Complimenti al docenti Mellano e Dini, che con i loro ragazzi hanno già mosso i primi passi per la conoscenza del territorio di Salemi. La strada è ancora lunga ma siamo convinti che insieme riusciremo a centrare l’obiettivo”.

La cerimonia di premiazione del bando Borghi abbandonati 2019, si svolgerà a Palermo, a Palazzo Branciforte, il 20 febbraio alle 10,30. Tre menzioni di merito sono state assegnate ad altrettanti progetti che riguardano tre borghi in provincia di Messina, rispettivamente Raccuja e Ucria (progetto “Noccioleti resistenti”), Savoca (progetto “Strubas”) e Brolo (progetto “Brolium, il giardino di Bianca). Ai saluti di Raffaele Bonsignore, presidente di Fondazione Sicilia, e del presidente di Regione Sicilia Nello Musumeci, faranno seguito gli interventi di Salvatore Bartolotta, coordinatore regionale di “I borghi più belli d’Italia” per la Sicilia; Maurizio Carta, ordinario di Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo, e Luigi Prestinenza Puglisi, presidente di Aiac-Associazione Italiana Architettura e Critica. Maurizio Caserta, docente dell’Università degli Studi di Catania, trarrà le conclusioni delineando le prospettive future del Premio.

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Terme di Sciacca, pronto il bando per la concessione

Passi avanti verso il recupero dello stabilimento chiuso dal 2015. La Regione pensa a un affidamento subordinato alla ristrutturazione, al rilancio e alla gestione del complesso

di Redazione

Nuovo passo in avanti per la riapertura delle Terme di Sciacca. Pronto il bando per l’affidamento in concessione e la gestione dello stabilimento saccense. Il documento, elaborato dall’assessorato regionale dell’Economia d’intesa con il Comune, – fanno sapere dalla Regione – prevede che le domande vadano presentate entro 45 giorni dalla pubblicazione dell’avviso sulla Gazzetta ufficiale della Comunità europea. L’obiettivo è quello di riaprire e valorizzare la struttura termale e idrominerale, affinché torni a essere un attrattore turistico fondamentale per il territorio. Con il bando, la Regione intende individuare i soggetti potenzialmente interessati, con caratteristiche adeguate, a un eventuale affidamento subordinato alla ristrutturazione, al rilancio e alla gestione del complesso termale.

Il Parco delle Terme di Sciacca

Gli immobili individuati e disponibili sono composti da un gruppo di fabbricati e terreni: gli stabilimenti “Nuove Terme” e “Vecchie Terme”, il Grand Hotel delle Terme, il Parco delle Terme, le piscine Molinelli e quelle sulfuree coperte. Insieme al complesso di Acireale, l’impianto di Sciacca – anch’esso chiuso come quello acese dal 2015 – è un elemento costitutivo del nuovo “Programma di sviluppo del turismo termale” in Sicilia così come disposto da un’apposita legge regionale. Precondizione necessaria per la partecipazione al bando è il possesso dei requisiti adeguati di capacità economica-finanziaria e tecnica commisurata al tipo di progetto e investimento dagli stessi proposto. Gli interessati – proseguono dalla Regione – dovranno anche dimostrare di possedere adeguata esperienza nel settore turistico-termale e di avere realizzato nel settore, negli ultimi 10 anni, investimenti per un importo almeno pari a quello previsto dal progetto proposto.

Uno scorcio di Sciacca dalla Torre di San Michele

Gli operatori economici interessati dovranno presentare un progetto di attività turistico-termale, di recupero, di ristrutturazione, di valorizzazione e di gestione del complesso immobiliare, che deve comprendere anche la progettazione e la realizzazione delle opere a tal fine necessarie. La durata della concessione sarà determinata sulla base del progetto selezionato e non potrà essere comunque superiore ai trenta anni. Per i primi tre anni, a titolo di compensazione per le spese sostenute per la realizzazione del progetto, il complesso potrà essere gestito a titolo gratuito, cioè senza il pagamento del canone di locazione. Alla scadenza del triennio, certificato il rispetto dei tempi previsti per la realizzazione del progetto, l’amministrazione stabilirà la misura del canone tramite valutazione dell’Agenzia delle entrate ovvero dell’ufficio del Genio civile territorialmente competente.

Uno dei viali del Parco delle Terme

“Stiamo mantenendo l’impegno – commenta il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – quello di ridare finalmente vita alla nuova stagione delle Terme di Sciacca. Vogliamo attivare un’offerta che metta insieme le tradizionali mete turistiche con una rete di centri d’eccellenza per le cure termali e il benessere fisico. Un modo per ampliare e destagionalizzare i flussi di visitatori che scelgono la nostra Isola. Le ricadute sul territorio, non solo di Sciacca, saranno evidenti: il segmento del turismo termale può e deve integrarsi alle altre offerte, con ricadute significative sull’intero territorio”.

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Nel Platani la prima barriera anti-plastica in Sicilia

L’intervento ha l’obiettivo di intercettare i rifiuti galleggianti presenti nelle acque fluviali e procedere al recupero prima che si riversino in mare

di Redazione

Una barriera “blocca-plastica” già sperimentata a Ferrara lungo il fiume Po e a Roma sul Tevere, sarà installata anche in Sicilia, alla foce del Platani. L’intervento ha l’obiettivo di intercettare i rifiuti galleggianti presenti nelle acque fluviali e, per quanto riguarda le plastiche, procedere al recupero prima che gli stessi si riversino in mare, anche perché quando penetra nell’acqua salata col tempo si degrada e si trasforma in infinitesimali frammenti di microplastiche che vengono ingerite dai pesci, giungendo fino alla catena alimentare.

La riserva naturale Foce del fiume Platani (foto Carlo Columba, da Wikipedia)

La barriera sarà installata mercoledì 18 febbraio all’interno della Riserva naturale orientata, tra i comuni di Ribera e Cattolica Eraclea, nell’Agrigentino, dai volontari dell’associazione Marevivo, con la collaborazione della società Castalia, specializzata nelle attività marittime e nell’antinquinamento marino, nell’ambito del progetto “Halykòs”, realizzato con il sostegno della Fondazione con il Sud. “La barriera antiplastica che sarà posta alla Foce del Fiume Platani, la prima installata in Sicilia – dichiara Lorenzo Barone, direttore tecnico della Castalia Operations, – consentirà di raccogliere tutto quello che viene intrappolato al suo interno e nello specifico la plastica galleggiante, impedendo che essa raggiunga il mare. La plastica sarà recuperata e potrà essere correttamente smaltita o addirittura riciclata”.

Volontari di Marevivo (foto da Facebook)

La metodologia già sperimentata a Ferrara e a Roma, con le opportune implementazioni apportate dopo i primi due esperimenti, sarà applicata – sottolineano da Marevivo – per la prima volta anche in Sicilia, per preservare un territorio che esprime una fortissima valenza naturale. Partirà contemporaneamente una campagna di sensibilizzazione in tutti i Comuni attraversati dal fiume, coinvolgendo le scuole e tutti i portatori d’interesse locali. Il progetto prevede anche una serie di azioni idonee a valorizzare e promuovere la riserva naturale. Saranno tenuti dei seminari divulgativi in tutti i comuni attraversati dal Platani per assicurare la massima partecipazione e la convergenza degli interventi che saranno realizzati. “Partiamo dai fiumi perché insieme agli scarichi urbani oltre l’80 per cento dei rifiuti marini di cui una gran parte è plastica, è trasportata da fiumi e torrenti – dichiara Fabio Galluzzo, delegato regionale di Marevivo Sicilia e direttore del progetto Halycòs – e speriamo che l’esperimento avviato alla coce del fiume Platani produca ottimi risultati e l’iniziativa possa essere allargata ad altri fiumi e ad altri territori”.

Il fiume Platani (foto Carlo Columba, da Wikipedia)

Il fiume Platani nasce dalla confluenza di alcuni corsi d’acqua provenienti da Castronovo di Sicilia e Lercara Friddi. È uno dei più importanti corsi d’acqua del versante meridionale della Sicilia, il quinto dell’Isola per lunghezza con 103 chilometri di corso e il terzo per ampiezza di bacino con 1.785 chilometri quadrati. Il Platani scorrendo verso sud attraversa le province di Palermo, Caltanissetta ed Agrigento e sfocia nel Canale di Sicilia.

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Intreccio di pittura, poesia e fotografia ricordando l’Olocausto

Si inaugura a Sciacca la mostra “Lager-Trasmissioni”, che racchiude insieme opere di Franco Accursio Gulino e Flavio Tiberti

di Redazione

Un pittore materico, sospeso tra astrazione e riproduzione del reale, e un fotografo che ha fatto dell’introspezione la sua cifra stilistica. Dall’incontro di Franco Accursio Gulino e Flavio Tiberti nasce la mostra “Lager-Trasmissioni”, secondo appuntamento della rassegna “Lager” dedicata alle vittime dell’Olocausto, promossa dal Comune di Sciacca, tramite la biblioteca “Aurelio Cassar”, con l’associazione culturale Nova. Una sinergia artistica che ha portato all’allestimento di pitture, fotografie, installazioni e poesie, che si inaugura sabato 8 febbraio alle 19, e sarà visitabile fino al 7 marzo nel complesso monumentale Badia Grande di Sciacca, nei locali che ospitano la nuova sede della polizia municipale.

Le opere di Gulino e Tiberti – spiega il critico d’arte e curatore della mostra Anthony Francesco Bentivegna – “hanno un coincidente intento di comunicare un messaggio sottopelle, intrinseco, sottile e non di facile immediatezza. Un messaggio che per essere decodificato necessita di ulteriori trasmissioni, confronti e ragionamenti. Un messaggio che non si ferma al mero ricordo di un tragico evento, ma come una catena di Sant’Antonio, porta avanti una rete di connessioni, un filo conduttore che passa da uomo a uomo: sentirsi parte di un unico organismo formato da singole parti che comportano il benessere e l’equilibrio complessivo dell’intero sistema”.

Nel corso dell’inaugurazione della mostra, sono previsti gli interventi del sindaco si Sciacca, Francesca Valenti; del soprintendente dei Beni Culturali di Agrigento, Michele Benfari; del comandante della polizia municipale, Francesco Calia; del presidente del Circolo di Cultura, Tony Russo; del referente di Tinkit-Magazine.com Giuseppe Patti e del critico d’arte Anthony Francesco Bentivegna. Durante l’inaugurazione ci sarà la lettura di “Sereno” di Franco Accursio Gulino, a cura di Raimondo Moncada. La rassegna è sostenuta dall’associazione culturale “Amici del Museo del Mare Sebastiano e Vincenzo Tusa”, Unitre di Sciacca, Circolo di Cultura di Sciacca, Skenè Academy e dal Comando di Polizia Municipale “Giovanni Fazio”.

Franco Accursio Gulino

Pittore, scultore, poeta, video-artista, il saccense Franco Accursio Gulino, che ha esposto recentemente nuove opere al Museo Riso di Palermo (ve ne abbiamo parlato qui), ha ricevuto importanti riconoscimenti e premi nel corso della sua lunga carriera. La personale “Design and the Embalmber” è presentata a New York, all’Istituto italiano di cultura, nel 1997. Nel 2000 l’Herald Tribune dedica al suo progetto sull’isola Ferdinandea un ampio servizio. Nel 2011 viene inaugurata a Nairobi, in Kenya, la mostra “Camminanti”, parola che raccoglie in sè la storia dei migranti, dei clandestini, degli uomini in viaggio e in trasformazione, ai quali Gulino dedica la sua pittura da oltre un ventennio.

Opere di Flavio Tiberti alla Galleria Subalpina di Torino (foto Facebook)

Profondità psicologica e ricerca introspettiva sono, invece, il tratto caratterizzante del fotografo torinese Flavio Tiberti. L’intrecciarsi tra il ritratto ed uno still-life personale consente di sfruttare le diverse potenzialità della fotografia che diventa così mezzo d’interpretazione e di rappresentazione del mondo. Ha esposto in gallerie e spazi privati e pubblici in tutta Italia, da Torino a Palermo, in Germania e negli Stati Uniti. Collabora in svariati ambiti artistici con diversi professionisti, dalla pittura al teatro alla musica.

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Prendono forma i primi undici ecomusei siciliani

Da Palermo a Catania, da Sciacca a Enna, istituite le strutture che hanno lo scopo di conservare e rinnovare l’identità dei piccoli territori

di Redazione

Sono i luoghi che raccontano la Sicilia: natura, cultura, tradizioni nel segno dell’identità territoriale. L’Isola adesso ha i suoi primi ecomusei. Il governatore Nello Musumeci, in qualità di assessore dei Beni culturali – fanno sapere dalla Regione – ha infatti firmato il decreto con cui si sblocca l’attuazione della legge regionale 16/2014 e vengono riconosciute undici strutture in tutta l’Isola.

Uno scorcio delle Madonie

Gli ecomusei che hanno ottenuto l’approvazione, in particolare in base al criterio dell’esperienza di attività, sono: “Mare memoria viva” a Palermo e “Madonie” a Castellana Sicula, nel Palermitano; “Grotta del Drago” a Scordia, “Cielo e Terra” ad Acireale, “Riviera dei Ciclopi” ad Acicastello, “Valle del Loddiero” a Militello Val di Catania, in provincia di Catania; “I luoghi del lavoro contadino” a Buscemi-Palazzolo Acreide e “Iblei” a Canicattini Bagni, nel Siracusano; “Cinque Sensi” a Sciacca e “I sentieri della memoria” a Campobello di Licata, in provincia di Agrigento; “Rocca di Cerere Geopark” a Enna.

Le Isole Ciclopi

Il governatore aveva nominato e insediato, otto mesi fa, un apposito comitato tecnico-scientifico – formato da funzionari ed esperti – che ha valutato le istanze in conformità alle disposizioni normative, che affidano alle Soprintendenze l’istruttoria formale degli atti. Altri sei ecomusei, pur non avendo ottenuto la qualifica soprattutto in carenza dei requisiti richiesti in ordine alla triennalità di esercizio – fanno sapere ancora dalla Regione – inizieranno un percorso di riconoscimento con misure di accompagnamento da parte dell’assessorato ai Beni culturali.

L’Ecomuseo Mare Memoria Viva

L’Ecomuseo è una forma museale, che mira a conservare, comunicare e rinnovare l’identità culturale di un piccolo territorio. È di fatto un patto con il quale una comunità si impegna a prendersi cura di un’area attraverso un progetto condiviso di tutela, valorizzazione, manutenzione e produzione di cultura di un ambiente omogeneo. “Finalmente – dichiara il presidente Musumeci – la Sicilia ha i primi ecomusei che arricchiranno l’offerta culturale della Regione, rafforzando la rete dei nostri attrattori turistici e coinvolgendo i territori e le comunità locali. Considero, questo, un passaggio innovativo e importante nella gestione dei beni culturali dell’Isola, per la cui realizzazione abbiamo dovuto superare un immobilismo che perdurava da anni. Prendo impegno che al decreto di riconoscimento farò seguire, in tempi brevi, un provvedimento con il quale assicurerò le prime risorse finanziarie agli 11 ecomusei e misure di accompagnamento alle altre sei strutture museali del territorio che non hanno ancora raggiunto i requisiti minimi previsti dalla legge”.

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Le vie dei Tesori News

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