Le bellezze di Palermo in un’app per turisti e imprese

È scaricabile gratuitamente MetropolitanPass, uno strumento che permetterà di esplorare la città, la sua area metropolitana e il percorso arabo-normanno in maniera semplice e innovativa

di Redazione

Un nuovo strumento per fare sistema con gli operatori del turismo e, nello stesso tempo, per far sì che imprenditori e commercianti possano valorizzare la propria attività. È MetropolitanPass – Palermo, un’app che permetterà all’utente di esplorare la città, la sua area metropolitana e il percorso arabo-normanno in maniera semplice e innovativa.

MetropolitanPass è uno strumento multilingue (rilasciata nelle versioni iOS e Android), che, oltre ad essere del tutto gratuito per il turista, consentirà alle imprese di inserire sconti e promozioni indirizzate a chi si troverà nei pressi della propria attività. Infatti, l’app, da un lato, migliorerà l’esperienza del visitatore permettendo una maggiore facilità nell’organizzazione del viaggio e del soggiorno, rendendo le visite più semplici da programmare, dall’altro, darà alle aziende moltissime nuove possibilità per valorizzare la propria offerta.

L’app permette di muoversi con facilità grazie alla mappa online e alla geolocalizzazione che filtra la ricerca dell’utente a partire dalla sua posizione geografica. Le categorie (per esempio: cibo, cultura, parchi e giardini, shopping di lusso, botteghe storiche, farmacie, noleggio auto bike sharing) permettono all’utente di personalizzare la mappa in base ai propri interessi. Ci sono anche informazioni utili su come raggiungere i servizi di maggior interesse, mentre la “realtà aumentata” consente all’utente una fruizione immersiva della città e permette di visualizzare sul dispositivo, attraverso dei segnaposto interattivi, con informazioni multimediali aggiuntive, locali e luoghi di interesse nelle vicinanze per un’esperienza divertente e coinvolgente.

Inoltre, l’utente può scegliere di girare la città in base ai propri interessi e al tempo che ha a disposizione grazie ai percorsi tematici. La Palermo arabo-normanna, cibo tipico, un percorso legato allo shopping e un altro dedicato alle botteghe storiche. La app segnala eventi culturali, fiere, sagre e feste che animano il calendario cittadino. Per ciascun sito turistico, per ogni locale e per ogni negozio inserito all’interno dell’app è prevista una scheda descrittiva. Ogni esercente inserisce le proprie informazioni e curiosità, sconti e promozioni, oltre a dati aggiuntivi come orari di apertura, eventuale costo dei biglietti, contatti utili e il percorso per raggiungerlo. Giunto nel negozio, il turista potrà usufruire della promozione semplicemente inquadrando il Qrcode. Questa operazione sarà sicura e univoca, perché registrata su Blockchain.

Un momento della presentazione

La MetropolitanPass, che ha ricevuto il patrocinio della Città Metropolitana di Palermo, dei comuni di Palermo e Monreale, della Fondazione Unesco, di Palermo arabo normanna, di Gesap, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, di Federalberghi, è stata presentata ieri nel corso di una conferenza stampa a Palazzo delle Aquile, alla quale hanno partecipato il sindaco Leoluca Orlando; la presidente di Confcommercio Palermo Patrizia Di Dio; il sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina; il presidente di Federalberghi Palermo Nicola Farruggio; il direttore di Confcommercio Vincenzo Costa; i vertici di Informamuse, Antonella Santangelo, direttore generale, e Marco Di Marco, responsabile marketing; il presidente di Gesap Tullio Giuffrè; don Giuseppe Bucaro, direttore dell’Ufficio beni culturali dell’arcidiocesi di Palermo, e Aurelio Angelini della Fondazione Unesco. Non era presente per impegni istituzionali, il sindaco di Monreale Piero Capizzi.

È scaricabile gratuitamente MetropolitanPass, uno strumento che permetterà di esplorare la città, la sua area metropolitana e il percorso arabo-normanno in maniera semplice e innovativa

di Redazione

Un nuovo strumento per fare sistema con gli operatori del turismo e, nello stesso tempo, per far sì che imprenditori e commercianti possano valorizzare la propria attività. È MetropolitanPass – Palermo, un’app che permetterà all’utente di esplorare la città, la sua area metropolitana e il percorso arabo-normanno in maniera semplice e innovativa.

MetropolitanPass è uno strumento multilingue (rilasciata nelle versioni iOS e Android), che, oltre ad essere del tutto gratuito per il turista, consentirà alle imprese di inserire sconti e promozioni indirizzate a chi si troverà nei pressi della propria attività. Infatti, l’app, da un lato, migliorerà l’esperienza del visitatore permettendo una maggiore facilità nell’organizzazione del viaggio e del soggiorno, rendendo le visite più semplici da programmare, dall’altro, darà alle aziende moltissime nuove possibilità per valorizzare la propria offerta.

L’app permette di muoversi con facilità grazie alla mappa online e alla geolocalizzazione che filtra la ricerca dell’utente a partire dalla sua posizione geografica. Le categorie (per esempio: cibo, cultura, parchi e giardini, shopping di lusso, botteghe storiche, farmacie, noleggio auto bike sharing) permettono all’utente di personalizzare la mappa in base ai propri interessi. Ci sono anche informazioni utili su come raggiungere i servizi di maggior interesse, mentre la “realtà aumentata” consente all’utente una fruizione immersiva della città e permette di visualizzare sul dispositivo, attraverso dei segnaposto interattivi, con informazioni multimediali aggiuntive, locali e luoghi di interesse nelle vicinanze per un’esperienza divertente e coinvolgente.

Un momento della presentazione

Inoltre, l’utente può scegliere di girare la città in base ai propri interessi e al tempo che ha a disposizione grazie ai percorsi tematici. La Palermo arabo-normanna, cibo tipico, un percorso legato allo shopping e un altro dedicato alle botteghe storiche. La app segnala eventi culturali, fiere, sagre e feste che animano il calendario cittadino. Per ciascun sito turistico, per ogni locale e per ogni negozio inserito all’interno dell’app è prevista una scheda descrittiva. Ogni esercente inserisce le proprie informazioni e curiosità, sconti e promozioni, oltre a dati aggiuntivi come orari di apertura, eventuale costo dei biglietti, contatti utili e il percorso per raggiungerlo. Giunto nel negozio, il turista potrà usufruire della promozione semplicemente inquadrando il Qrcode. Questa operazione sarà sicura e univoca, perché registrata su Blockchain.

La MetropolitanPass, che ha ricevuto il patrocinio della Città Metropolitana di Palermo, dei comuni di Palermo e Monreale, della Fondazione Unesco, di Palermo arabo normanna, di Gesap, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, di Federalberghi, è stata presentata ieri nel corso di una conferenza stampa a Palazzo delle Aquile, alla quale hanno partecipato il sindaco Leoluca Orlando; la presidente di Confcommercio Palermo Patrizia Di Dio; il sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina; il presidente di Federalberghi Palermo Nicola Farruggio; il direttore di Confcommercio Vincenzo Costa; i vertici di Informamuse, Antonella Santangelo, direttore generale, e Marco Di Marco, responsabile marketing; il presidente di Gesap Tullio Giuffrè; don Giuseppe Bucaro, direttore dell’Ufficio beni culturali dell’arcidiocesi di Palermo, e Aurelio Angelini della Fondazione Unesco. Non era presente per impegni istituzionali, il sindaco di Monreale Piero Capizzi.

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La Fontana del Genio viene restituita alla città

Restaurato uno dei monumenti simbolo più importanti di Palermo, il progetto è stato finanziato dalla Coop Alleanza 3.0 e patrocinato dal Comune

di Redazione

La Fontana del Genio di piazza della Rivoluzione, uno dei simboli più importanti di Palermo, viene riconsegnata alla città dopo una scrupolosa opera di restauro. L’appuntamento è all’assessorato Attività sociali del Comune, in via Garibaldi, giovedì 18 aprile alle 11.30.

Il restauro è stato finanziato dai soci della Cooperativa Alleanza 3.0 e patrocinato dal Comune di Palermo. Il monumento è stato realizzato presumibilmente alla fine del Cinquecento per adornare il molo nuovo, prima di essere spostato nella sua attuale collocazione per sostituire la fontana di Cerere. All’incontro saranno presenti il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando; Enrico Quarello, coordinatore Politiche Sociali Coop Alleanza 3.0; Enrico Bressan, presidente di Fondaco Italia; Antonella Chiazza, docente e Mario Massimo Cherido, amministratore unico Lares.

Al termine della conferenza stampa si procederà alla scopertura della Fontana, in piazza Rivoluzione, a pochi metri dalla sede dell’incontro. Il recupero dell’opera d’arte è stato finanziato grazie a “Opera Tua”, il progetto di Coop Alleanza 3.0 che, in collaborazione con Fondaco Italia, valorizza il patrimonio artistico locale composto da grandi e piccoli capolavori, a volte un po’ trascurati, in modo da restituirli alla comunità in tutta la loro bellezza.

Restaurato uno dei monumenti simbolo più importanti di Palermo, il progetto è stato finanziato dalla Coop Alleanza 3.0 e patrocinato dal Comune

di Redazione

La Fontana del Genio di piazza della Rivoluzione, uno dei simboli più importanti di Palermo, viene riconsegnata alla città dopo una scrupolosa opera di restauro. L’appuntamento è all’assessorato Attività sociali del Comune, in via Garibaldi, giovedì 18 aprile alle 11.30.

Il restauro è stato finanziato dai soci della Cooperativa Alleanza 3.0 e patrocinato dal Comune di Palermo. Il monumento è stato realizzato presumibilmente alla fine del Cinquecento per adornare il molo nuovo, prima di essere spostato nella sua attuale collocazione per sostituire la fontana di Cerere. All’incontro saranno presenti il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando; Enrico Quarello, coordinatore Politiche Sociali Coop Alleanza 3.0; Enrico Bressan, presidente di Fondaco Italia; Antonella Chiazza, docente e Mario Massimo Cherido, amministratore unico Lares.

Al termine della conferenza stampa si procederà alla scopertura della Fontana, in piazza Rivoluzione, a pochi metri dalla sede dell’incontro. Il recupero dell’opera d’arte è stato finanziato grazie a “Opera Tua”, il progetto di Coop Alleanza 3.0 che, in collaborazione con Fondaco Italia, valorizza il patrimonio artistico locale composto da grandi e piccoli capolavori, a volte un po’ trascurati, in modo da restituirli alla comunità in tutta la loro bellezza.

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Crediti formativi universitari con Le Vie dei Tesori

Il Festival apre le porte agli studenti che vogliono collaborare alla prossima edizione, in veste di mediatori, supervisori o addetti all’accoglienza

di Redazione

Mediatori, supervisori, addetti all’accoglienza. Collaborando ad un grande festival che negli ultimi anni ha raccolto attorno a sé le città, non solo in Sicilia, ed è stato riconosciuto tra le iniziative di massimo richiamo turistico dell’Isola. Le Vie dei Tesori apre le porte agli universitari e offre la possibilità di un’esperienza formativa – di alto profilo e sul campo – nell’ambito dell’accoglienza, della promozione turistica e della valorizzazione del patrimonio artistico, culturale, storico e naturalistico.

Tutto nasce dalla stretta collaborazione tra l’Università degli Studi di Palermo – in seno alla quale il festival ha mosso i primi passi, dodici anni fa – e l’associazione Le Vie dei Tesori Onlus. Agli studenti è offerta la possibilità di svolgere attività formative durante il Festival Le Vie dei Tesori, che si svolgerà a Palermo dal 4 ottobre al 3 novembre. Gli studenti potranno prendere parte attivamente alla manifestazione inviando la propria candidatura come mediatori nei luoghi del Festival, supervisori durante gli eventi e gli itinerari urbani o addetti all’accoglienza e agli info point.

D’intesa con i rispettivi coordinatori, l’attività durante il Festival prevede il riconoscimento di tre crediti formativi universitari per attività formative (tipologia F – 25 ore) per gli studenti dei corsi di laurea, afferenti alla Scuola delle Scienze umane e del Patrimonio culturale: corso L – 3 – Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo; corso L – 5 – Studi Filosofici e Storici; corso L M-14 – Filologia Moderna – Italianistica; corso L M-38 – Lingue Moderne e Traduzione per le Relazioni Internazionali e, infine, corso L M-78 – Scienze Filosofiche e Storiche. Previsto, inoltre, il riconoscimento di due crediti per attività formative (tipologia F – 50 ore) per gli studenti del Corso di laurea LM-4, Architettura, afferente alla Scuola Politecnica.

Gli studenti interessati possono rivolgersi ai docenti referenti per i singoli corsi di Laurea e all’indirizzo dell’associazione Le Vie dei Tesori Onlus didattica@leviedeitesori.it entro il prossimo 30 aprile.

Il Festival apre le porte agli studenti che vogliono collaborare alla prossima edizione, in veste di mediatori, supervisori o addetti all’accoglienza

di Redazione

Mediatori, supervisori, addetti all’accoglienza. Collaborando ad un grande festival che negli ultimi anni ha raccolto attorno a sé le città, non solo in Sicilia, ed è stato riconosciuto tra le iniziative di massimo richiamo turistico dell’Isola. Le Vie dei Tesori apre le porte agli universitari e offre la possibilità di un’esperienza formativa – di alto profilo e sul campo – nell’ambito dell’accoglienza, della promozione turistica e della valorizzazione del patrimonio artistico, culturale, storico e naturalistico.

Tutto nasce dalla stretta collaborazione tra l’Università degli Studi di Palermo – in seno alla quale il festival ha mosso i primi passi, dodici anni fa – e l’associazione Le Vie dei Tesori Onlus. Agli studenti è offerta la possibilità di svolgere attività formative durante il Festival Le Vie dei Tesori, che si svolgerà a Palermo dal 4 ottobre al 3 novembre. Gli studenti potranno prendere parte attivamente alla manifestazione inviando la propria candidatura come mediatori nei luoghi del Festival, supervisori durante gli eventi e gli itinerari urbani o addetti all’accoglienza e agli info point.

D’intesa con i rispettivi coordinatori, l’attività durante il Festival prevede il riconoscimento di tre crediti formativi universitari per attività formative (tipologia F – 25 ore) per gli studenti dei corsi di laurea, afferenti alla Scuola delle Scienze umane e del Patrimonio culturale: corso L – 3 – Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo; corso L – 5 – Studi Filosofici e Storici; corso L M-14 – Filologia Moderna – Italianistica; corso L M-38 – Lingue Moderne e Traduzione per le Relazioni Internazionali e, infine, corso L M-78 – Scienze Filosofiche e Storiche. Previsto, inoltre, il riconoscimento di due crediti per attività formative (tipologia F – 50 ore) per gli studenti del Corso di laurea LM-4, Architettura, afferente alla Scuola Politecnica.

Gli studenti interessati possono rivolgersi ai docenti referenti per i singoli corsi di Laurea e all’indirizzo dell’associazione Le Vie dei Tesori Onlus didattica@leviedeitesori.it entro il prossimo 30 aprile.

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Gli ori del Borgo più bello d’Italia si mettono in mostra

Inaugurata l’area museale della Chiesa Madre di Petralia Soprana, si possono ammirare calici, ostensori, reliquari e paramenti sacri

di Redazione

Aperta l’area museale nella Chiesa Madre di Petralia Soprana. Calici, ostensori, reliquari, pianete, piviali ed altre bellezze sono esposti, catalogati e accompagnati da schede descrittive. L’inaugurazione guidata ieri pomeriggio dal parroco don Calogero Falcone è avvenuta alla presenza del vescovo di Cefalù, Giuseppe Marciante, del sindaco Pietro Macaluso, dei rappresentanti delle forze dell’ordine, di varie istituzioni e della comunità.

Uno dei pezzi in mostra

Nella grande teca, allestita nella sacrestia, si presentano i calici d’argento dorato sbalzato, cesellato e inciso e alcuni smaltatati che vanno dal XIV al XVI secolo. In mostra anche la “Croce Astile”, importante testimonianza tipologica della produzione di argenteria sacra siciliana degli inizi del XV secolo. Singolari sono gli ostensori, sempre di argento sbalzato, cesellato e con parti fuse. Con decori neoclassici, si caratterizzano per le raggiere che testimoniano l’importanza liturgica del pezzo la cui funzione è quella della esposizione della eucaristia.

La maggior parte delle suppellettili liturgiche custodite nel Borgo più bello d’Italia recano il marchio della maestranze degli orafi e argentieri di Palermo. Caratteristici e di vari modelli sono i reliquari, particolare anche il “Turibolo” in argento sbalzato e cesellato degli inizi del XIX secolo. Vari i piviali, le tonacelle, le pianete di seta bianca e rossa e ricami in fili dorati e fili di seta policromi, del XVIII secolo. Di inestimabile valore la pianeta in velluto operato del XVI secolo, da tanti indicata come elemento eccelso degli ori di Soprana.

Un momento dell’inaugurazione

“Questa iniziativa – ha detto il vescovo Marciante – si inserisce nel progetto che abbiamo denominato ‘Parco Culturale Ecclesiale delle Madonie e della Valle del Torto’. È un modo per contribuire alla valorizzazione dei nostri paesi mettendo a disposizione della comunità il patrimonio artistico delle chiese con l’obiettivo di creare sviluppo ed economia. Per far risorgere i nostri paesi bisogna investire sui beni culturali e su tutte le risorse presenti compresa la comunità che deve essere viva e deve continuare a tramandare ai posteri il proprio patrimonio culturale”.

Argenti in mostra

Gli fa eco il sindaco Pietro Macaluso, che ha aggiunto: “Ammirare questi pezzi unici di argenteria e oreficeria è un modo per far conoscere meglio il nostro paese e la sua storia. Apprezziamo particolarmente questa scelta perché l’apertura di quest’area museale si inserisce nel solco tracciato dall’amministrazione comunale che ha portando Petralia Soprana ad essere eletta il Borgo più Bello d’Italia”.

“L’apertura di questa area museale con la teca espositiva è l’inizio di un percorso. A breve infatti – ha annunciato don Calogero Falcone – apriremo l’accesso ai visitatori alla torre campanaria nuova da cui si può ammirare un panorama mozzafiato. Rendere fruibili i beni custoditi nella Chiesa Madre ci permette di ricordare a noi stessi le profondi radici cristiane della nostra comunità”.

Inaugurata l’area museale della Chiesa Madre di Petralia Soprana, si possono ammirare calici, ostensori, reliquari e paramenti sacri

di Redazione

Aperta l’area museale nella Chiesa Madre di Petralia Soprana. Calici, ostensori, reliquari, pianete, piviali ed altre bellezze sono esposti, catalogati e accompagnati da schede descrittive. L’inaugurazione guidata ieri pomeriggio dal parroco don Calogero Falcone è avvenuta alla presenza del vescovo di Cefalù, Giuseppe Marciante, del sindaco Pietro Macaluso, dei rappresentanti delle forze dell’ordine, di varie istituzioni e della comunità.

Uno dei pezzi in mostra

Nella grande teca, allestita nella sacrestia, si presentano i calici d’argento dorato sbalzato, cesellato e inciso e alcuni smaltatati che vanno dal XIV al XVI secolo. In mostra anche la “Croce Astile”, importante testimonianza tipologica della produzione di argenteria sacra siciliana degli inizi del XV secolo. Singolari sono gli ostensori, sempre di argento sbalzato, cesellato e con parti fuse. Con decori neoclassici, si caratterizzano per le raggiere che testimoniano l’importanza liturgica del pezzo la cui funzione è quella della esposizione della eucaristia.

La maggior parte delle suppellettili liturgiche custodite nel Borgo più bello d’Italia recano il marchio della maestranze degli orafi e argentieri di Palermo. Caratteristici e di vari modelli sono i reliquari, particolare anche il “Turibolo” in argento sbalzato e cesellato degli inizi del XIX secolo. Vari i piviali, le tonacelle, le pianete di seta bianca e rossa e ricami in fili dorati e fili di seta policromi, del XVIII secolo. Di inestimabile valore la pianeta in velluto operato del XVI secolo, da tanti indicata come elemento eccelso degli ori di Soprana.

Un momento dell’inaugurazione

“Questa iniziativa – ha detto il vescovo Marciante – si inserisce nel progetto che abbiamo denominato ‘Parco Culturale Ecclesiale delle Madonie e della Valle del Torto’. È un modo per contribuire alla valorizzazione dei nostri paesi mettendo a disposizione della comunità il patrimonio artistico delle chiese con l’obiettivo di creare sviluppo ed economia. Per far risorgere i nostri paesi bisogna investire sui beni culturali e su tutte le risorse presenti compresa la comunità che deve essere viva e deve continuare a tramandare ai posteri il proprio patrimonio culturale”.

Argenti in mostra

Gli fa eco il sindaco Pietro Macaluso, che ha aggiunto: “Ammirare questi pezzi unici di argenteria e oreficeria è un modo per far conoscere meglio il nostro paese e la sua storia. Apprezziamo particolarmente questa scelta perché l’apertura di quest’area museale si inserisce nel solco tracciato dall’amministrazione comunale che ha portando Petralia Soprana ad essere eletta il Borgo più Bello d’Italia”.

“L’apertura di questa area museale con la teca espositiva è l’inizio di un percorso. A breve infatti – ha annunciato don Calogero Falcone – apriremo l’accesso ai visitatori alla torre campanaria nuova da cui si può ammirare un panorama mozzafiato. Rendere fruibili i beni custoditi nella Chiesa Madre ci permette di ricordare a noi stessi le profondi radici cristiane della nostra comunità”.

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Palermo diventa capitale italiana dello yoga

Ai Cantieri Culturali alla Zisa un fine settimana dedicato all’antica disciplina orientale. Prevista la partecipazione di esperti e insegnanti, con esercitazioni e lezioni teoriche

di Redazione

Un lungo weekend dedicato allo yoga, con diversi studiosi di discipline orientali e docenti di varie formazioni provenienti da ogni parte d’Italia. È il convegno “Lo Yoga per la pace”, che si svolgerà nello Spazio Tre Navate dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, da venerdì 12 a domenica 14 aprile.

Durante la tre-giorni ci si soffermerà, come tipico nella pratica dello yoga, sul singolo e sulle relazioni interpersonali più intime, nella consapevolezza che – secondo l’insegnamento – piccoli atti di pace nel microcosmo promuovano la pace anche nel macrocosmo. Saranno presenti diversi insegnanti di yoga che condurranno i partecipanti in alcuni esperimenti per testare gli effetti positivi della pratica: in particolare, saranno effettuati un esperimento per il miglioramento della vista e un esperimento per il miglioramento della memoria. Al convegno sarà, inoltre, presente la scuola “Operatore del Benessere Metamorfosys”, che offrirà a tutti i partecipanti massaggi rilassanti che, attraverso il tatto, promuovono l’incontro e la pace. “La Pace – spiegano ancora i responsabili dell’Associazione Metamorfosys – nasce da pensieri amorevoli, da parole cordiali sussurrate alle orecchie di chi ci è vicino, da atti di generosità incondizionata”.

Raffaella Bellen

Il convegno inizia venerdì 12 aprile, alle 17,30. Dopo i saluti di Adham Darawsha, assessore alle Culture del Comune di Palermo e di Francesco Lo Cascio, portavoce della Consulta della Pace del Comune, è in programma la relazione introduttiva di Raffaella Bellen, psicologa, psicoterapeuta, laureata in Scienze Motorie e fondatrice di Metamorfosys (“Perché lo Yoga per la Pace”). Seguiranno gli interventi di Giusto Picone, ordinario di Lingua e Letteratura latina (“Il linguaggio della Pace e lo sguardo che vede”), Cristina Siddiolo, antropologa (“La Pace e la battaglia nella Bhagavadgita”) e della stessa Raffaella Bellen (“Le parole di Pace: grazie e scusa”).

Sabato 13 aprile, i lavori inizieranno alle 9,30 e si svolgeranno al Cinema De Seta, con i saluti del sindaco di Palermo Leoluca Orlando e di Valentina Chinnici, presidente del Cidi Palermo. Quindi interverrà Raffaella Bellen, introducendo sull’Apprendimento imitativo della Pace e sviluppando quindi il tema “La Pace e le dinamiche di gruppo”. Intervengono Cristina Siddiolo (“Vivekananda e lo Yoga come via della comprensione”); Sergio Raimondo, docente di Discipline Orientali dell’Autopercezione all’Università di Cassino e del Lazio meridionale (“Marte per la Pace”); Pasquale D’Andrea, Garante per i diritti dell’infanzia e l’adolescenza del Comune di Palermo (“Strumenti e metodi per facilitare l’integrazione”).

Leoluca Orlando

Sabato pomeriggio i lavori riprendono alle 15 nello Spazio Tre Navate dei Cantieri culturali alla Zisa con uno spazio curato dagli allievi della Scuola Istruttori Yoga “Oriente-Occidente” dell’associazione Metamorfosys (“Lo yoga a coppie: io e l’altro”). L’incontro proseguirà con l’intervento di Clara Pangaro, direttore dell’Istituto Penale per Minorenni di Palermo e insegnante di yoga (“Yoga, un dono per la Pace: la pratica dello Yoga con i detenuti dell’Istituto penale per minorenni e con i giovani dell’area penale esterna presso il centro diurno polifunzionale di Palermo”). A seguire, ”Lo Yoga bambino per adulti”, pratica con gli allievi della Scuola Istruttori di Yoga “Oriente-Occidente” dell’associazione Metamorfosys insieme a Clara Pangaro, insegnante Yoga per bambini al Centro di Cultura Rishi. Quindi, intervento di Luciana Mangano, docente di Lingua Inglese, certificata leader di Yoga della risata (“Lo Yoga della Risata”). Alle 17,30 è in programma l’esibizione del gruppo AcroYoga, a cura di Roberto Onorato, insegnante di yoga. Al termine dell’esibizione ci sarà la divisione in gruppi per il concorso “Asana per la Pace”: esperimento pratico per la creazione della “posizione della Pace”. Alle 18,30, la premiazione dei concorsi “Asana per la Pace” e “Il saluto al rene”, che si sono svolti nel 2018 per gli allievi della scuola Istruttori di Yoga “Oriente-Occidente”. A seguire, l’intervento di Savitri, Insegnante di Educazione fisica e di Yoga (“Yoga come modo di vivere, di conoscere, di aiutare, di guardare, di insegnare”).

Domenica 14 aprile l’ultimo dei tre giorni comincerà alle 9,30 e avrà luogo nello Spazio tre Navate dei Cantieri Culturali alla Zisa. Interverranno Maurizio Morelli, fondatore della Libera Scuola di Hatha Yoga Hamsa (“La pratica dello Yoga per la Pace”); Ignazio Zocco, membro dello staff nazionale del movimento “Abbracci gratis Italia free hugs” (“La via dell’abbraccio”); Tiziana Marsala e Milena Benfante, fondatrici dell’Associazione Yantra (“Dal suono al respiro”); Giuppa Cassarà, internista e psicoterapeuta (“Proposta di lavoro con i rifugiati”). Dalle 14,20 alle 15, meditazione comunitaria “Le parole di Pace e gli effetti sull’acqua”.

L’ingresso al convegno è gratuito. Chi vuole usufruire delle lezioni gratuite di Yoga dovrà portare un apposito tappetino.

Ai Cantieri Culturali alla Zisa un fine settimana dedicato all’antica disciplina orientale. Prevista la partecipazione di esperti e insegnanti, con esercitazioni e lezioni teoriche

di Redazione

Un lungo weekend dedicato allo yoga, con diversi studiosi di discipline orientali e docenti di varie formazioni provenienti da ogni parte d’Italia. È il convegno “Lo Yoga per la pace”, che si svolgerà nello Spazio Tre Navate dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, da venerdì 12 a domenica 14 aprile.

Durante la tre-giorni ci si soffermerà, come tipico nella pratica dello yoga, sul singolo e sulle relazioni interpersonali più intime, nella consapevolezza che – secondo l’insegnamento – piccoli atti di pace nel microcosmo promuovano la pace anche nel macrocosmo. Saranno presenti diversi insegnanti di yoga che condurranno i partecipanti in alcuni esperimenti per testare gli effetti positivi della pratica: in particolare, saranno effettuati un esperimento per il miglioramento della vista e un esperimento per il miglioramento della memoria. Al convegno sarà, inoltre, presente la scuola “Operatore del Benessere Metamorfosys”, che offrirà a tutti i partecipanti massaggi rilassanti che, attraverso il tatto, promuovono l’incontro e la pace. “La Pace – spiegano ancora i responsabili dell’Associazione Metamorfosys – nasce da pensieri amorevoli, da parole cordiali sussurrate alle orecchie di chi ci è vicino, da atti di generosità incondizionata”.

Raffaella Bellen

Il convegno inizia venerdì 12 aprile, alle 17,30. Dopo i saluti di Adham Darawsha, assessore alle Culture del Comune di Palermo e di Francesco Lo Cascio, portavoce della Consulta della Pace del Comune, è in programma la relazione introduttiva di Raffaella Bellen, psicologa, psicoterapeuta, laureata in Scienze Motorie e fondatrice di Metamorfosys (“Perché lo Yoga per la Pace”). Seguiranno gli interventi di Giusto Picone, ordinario di Lingua e Letteratura latina (“Il linguaggio della Pace e lo sguardo che vede”), Cristina Siddiolo, antropologa (“La Pace e la battaglia nella Bhagavadgita”) e della stessa Raffaella Bellen (“Le parole di Pace: grazie e scusa”).

Sabato 13 aprile, i lavori inizieranno alle 9,30 e si svolgeranno al Cinema De Seta, con i saluti del sindaco di Palermo Leoluca Orlando e di Valentina Chinnici, presidente del Cidi Palermo. Quindi interverrà Raffaella Bellen, introducendo sull’Apprendimento imitativo della Pace e sviluppando quindi il tema “La Pace e le dinamiche di gruppo”. Intervengono Cristina Siddiolo (“Vivekananda e lo Yoga come via della comprensione”); Sergio Raimondo, docente di Discipline Orientali dell’Autopercezione all’Università di Cassino e del Lazio meridionale (“Marte per la Pace”); Pasquale D’Andrea, Garante per i diritti dell’infanzia e l’adolescenza del Comune di Palermo (“Strumenti e metodi per facilitare l’integrazione”).

Leoluca Orlando

Sabato pomeriggio i lavori riprendono alle 15 nello Spazio Tre Navate dei Cantieri culturali alla Zisa con uno spazio curato dagli allievi della Scuola Istruttori Yoga “Oriente-Occidente” dell’associazione Metamorfosys (“Lo yoga a coppie: io e l’altro”). L’incontro proseguirà con l’intervento di Clara Pangaro, direttore dell’Istituto Penale per Minorenni di Palermo e insegnante di yoga (“Yoga, un dono per la Pace: la pratica dello Yoga con i detenuti dell’Istituto penale per minorenni e con i giovani dell’area penale esterna presso il centro diurno polifunzionale di Palermo”). A seguire, ”Lo Yoga bambino per adulti”, pratica con gli allievi della Scuola Istruttori di Yoga “Oriente-Occidente” dell’associazione Metamorfosys insieme a Clara Pangaro, insegnante Yoga per bambini al Centro di Cultura Rishi. Quindi, intervento di Luciana Mangano, docente di Lingua Inglese, certificata leader di Yoga della risata (“Lo Yoga della Risata”). Alle 17,30 è in programma l’esibizione del gruppo AcroYoga, a cura di Roberto Onorato, insegnante di yoga. Al termine dell’esibizione ci sarà la divisione in gruppi per il concorso “Asana per la Pace”: esperimento pratico per la creazione della “posizione della Pace”. Alle 18,30, la premiazione dei concorsi “Asana per la Pace” e “Il saluto al rene”, che si sono svolti nel 2018 per gli allievi della scuola Istruttori di Yoga “Oriente-Occidente”. A seguire, l’intervento di Savitri, Insegnante di Educazione fisica e di Yoga (“Yoga come modo di vivere, di conoscere, di aiutare, di guardare, di insegnare”).

Domenica 14 aprile l’ultimo dei tre giorni comincerà alle 9,30 e avrà luogo nello Spazio tre Navate dei Cantieri Culturali alla Zisa. Interverranno Maurizio Morelli, fondatore della Libera Scuola di Hatha Yoga Hamsa (“La pratica dello Yoga per la Pace”); Ignazio Zocco, membro dello staff nazionale del movimento “Abbracci gratis Italia free hugs” (“La via dell’abbraccio”); Tiziana Marsala e Milena Benfante, fondatrici dell’Associazione Yantra (“Dal suono al respiro”); Giuppa Cassarà, internista e psicoterapeuta (“Proposta di lavoro con i rifugiati”). Dalle 14,20 alle 15, meditazione comunitaria “Le parole di Pace e gli effetti sull’acqua”.

L’ingresso al convegno è gratuito. Chi vuole usufruire delle lezioni gratuite di Yoga dovrà portare un apposito tappetino.

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Musica, teatro e danza: il Salinas diventa palcoscenico

In tanti hanno risposto all’avviso lanciato a novembre dal museo archeologico palermitano, adesso sono stati selezionati 14 progetti artistici

di Redazione

Teatro, musica, danza, workshop, eventi legati alla multiculturalità, alla memoria e alla sostenibilità. È questo il primo cartellone del Salinas Culture Hub presentato al Museo archeologico Salinas, alla presenza degli operatori e artisti coinvolti. Tutto nasce da un avviso che il museo e CoopCulture, hanno lanciato il 24 novembre per ricevere proposte legate al territorio. La “call” è andata oltre le aspettative, visto che sono giunti 82 progetti, sottoposti ad una giuria di sette esperti. Che si sono confrontati e hanno selezionato 14 proposte che coinvolgeranno tutti gli spazi del museo e che sono in linea con la sua mission: aprire il museo alla città, condividere gli spazi, progettare insieme. Ma l’avviso resta aperto: i prossimi progetti saranno realizzati in autunno e si stanno già ricevendo le nuove proposte.

Sarà presente anche l’associazione Malicaratteri

Salinas Culture Hub è dunque un ricco calendario di eventi che mette insieme diverse forme espressive, coinvolgendo pubblici e temi diversi. Il progetti sono racchiusi in macroaree e saranno un modo per trattare temi attuali: migrazioni, donne, sostenibilità, ecologia, memoria, scrittura e archeologia. Attraverso la musica e il teatro, la danza e gli incontri a tema, i laboratori di scrittura e le visite pensate per i bambini. Il calendario ufficiale è ancora in via di definizione, i progetti si svolgeranno tra maggio e giugno con date che, però, sono suscettibili di variazioni.

Per il teatro, andranno in scena: “Le metamorfosi”, liberamente tratto dai tre libri di Ovidio nella messinscena di Sandro Dieli nella sala delle Metope (17 maggio); “Melodia primordiale” di Paola Pace (che lo interpreta) nell’Agorà, tratto da un inno omerico a Demetra e “Il ratto di Proserpina” di Ovidio, con le percussioni di Sergio Calì (21 giugno). Per la sezione musicale, tocca a “Vedere la musica” di Mario Bajardi (31 maggio), una performance sensoriale e uditiva di musica elettro-acustica, itinerante e coinvolgente nello spazio dell’Agorà. Protagonista per la danza, “Il mito di Eos e Cefalo”, performance di Silvia Scalici e Davide Cannata, ispirata al mito riportato su una delle Metope del tempio di Selinunte, parte della collezione del Salinas. (14 giugno). I workshop e gli incontri prevedono “Drum Circle”, un intervento per 70 persone, a cura de La bottega delle Percussioni: un evento ritmico comune basato sull’improvvisazione su tamburi e percussioni di ogni genere e poi “La gestione dei Beni culturali” a cura di Salvare Palermo, tavoli tematici per 80 partecipanti con interventi di esperti di settore (28 giugno).

Maggio, poi, sarà il mese del libro: in tutto il museo e nel chiostro, si parlerà di pagine, caratteri tipografici, restauro di beni librari, e di produzione editoriale tradizionale con l’Associazione Culturale Malicaratteri (24 maggio). E sempre nello stesso mese, nel bookshop, “Intersezioni, l’obiettivo racconta”, laboratorio creativo di scrittura di Gabriella Maggio, a partire dagli scatti del fotografo palermitano Nicola Scafidi, a cura della associazione Culturale Volo. Si partirà invece dalle metope per “Mimiamo il mito, visita al museo e laboratorio per bambini, a cura di Korai (4 maggio).

Una delle visite guidate di Salvare Palermo

Per gli eventi, alle donne saranno dedicate le giornate su “Jole Bovio Marconi”, la storia della grande archeologa del primo trentennio del ‘900, attraverso lettere e documenti dall’Archivio di Stato, a cura di Archivia – Donne in relazione. In collaborazione con la Settimana delle Culture (18 maggio). “Donne di Mare, Mare di Donne” a cura di Come una marea Onlus, storie al femminile legate in maniera diversa, al mare, con proiezioni e performance di danza (10 maggio). Siciliando Style – Associazione Culturale che nasce per raccontare la sicilianità al mondo – proietta il documentario “Io sono qui” di Gabriele Gravagna sull’immigrazione minorile e i centri di accoglienza per minori non accompagnati. Al tema memoria si dedica Francesco Ficarotta, giovane fotografo palermitano che propone una mostra su “I luoghi abbandonati in Sicilia” con un focus sul sito abbandonato di Poggioreale: le foto in loop nel bookshop del museo. Di sostenibilità si parlerà invece durante una giornata del Club Unesco in cui verranno approfonditi alcuni dei temi trattati dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Tante attività saranno gratuite. Per gli spettacoli, è previsto un biglietto tra 7 e 10 euro. Laboratori da 5 euro.

In tanti hanno risposto all’avviso lanciato a novembre dal museo archeologico palermitano, adesso sono stati selezionati 14 progetti artistici

di Redazione

Teatro, musica, danza, workshop, eventi legati alla multiculturalità, alla memoria e alla sostenibilità. È questo il primo cartellone del Salinas Culture Hub presentato al Museo archeologico Salinas, alla presenza degli operatori e artisti coinvolti. Tutto nasce da un avviso che il museo e CoopCulture, hanno lanciato il 24 novembre per ricevere proposte legate al territorio. La “call” è andata oltre le aspettative, visto che sono giunti 82 progetti, sottoposti ad una giuria di sette esperti. Che si sono confrontati e hanno selezionato 14 proposte che coinvolgeranno tutti gli spazi del museo e che sono in linea con la sua mission: aprire il museo alla città, condividere gli spazi, progettare insieme. Ma l’avviso resta aperto: i prossimi progetti saranno realizzati in autunno e si stanno già ricevendo le nuove proposte.

Salinas Culture Hub è dunque un ricco calendario di eventi che mette insieme diverse forme espressive, coinvolgendo pubblici e temi diversi. Il progetti sono racchiusi in macroaree e saranno un modo per trattare temi attuali: migrazioni, donne, sostenibilità, ecologia, memoria, scrittura e archeologia. Attraverso la musica e il teatro, la danza e gli incontri a tema, i laboratori di scrittura e le visite pensate per i bambini. Il calendario ufficiale è ancora in via di definizione, i progetti si svolgeranno tra maggio e giugno con date che, però, sono suscettibili di variazioni.

Sarà presente anche l’associazione Malicaratteri

Per il teatro, andranno in scena: “Le metamorfosi”, liberamente tratto dai tre libri di Ovidio nella messinscena di Sandro Dieli nella sala delle Metope (17 maggio); “Melodia primordiale” di Paola Pace (che lo interpreta) nell’Agorà, tratto da un inno omerico a Demetra e “Il ratto di Proserpina” di Ovidio, con le percussioni di Sergio Calì (21 giugno). Per la sezione musicale, tocca a “Vedere la musica” di Mario Bajardi (31 maggio), una performance sensoriale e uditiva di musica elettro-acustica, itinerante e coinvolgente nello spazio dell’Agorà. Protagonista per la danza, “Il mito di Eos e Cefalo”, performance di Silvia Scalici e Davide Cannata, ispirata al mito riportato su una delle Metope del tempio di Selinunte, parte della collezione del Salinas. (14 giugno). I workshop e gli incontri prevedono “Drum Circle”, un intervento per 70 persone, a cura de La bottega delle Percussioni: un evento ritmico comune basato sull’improvvisazione su tamburi e percussioni di ogni genere e poi “La gestione dei Beni culturali” a cura di Salvare Palermo, tavoli tematici per 80 partecipanti con interventi di esperti di settore (28 giugno).

Maggio, poi, sarà il mese del libro: in tutto il museo e nel chiostro, si parlerà di pagine, caratteri tipografici, restauro di beni librari, e di produzione editoriale tradizionale con l’Associazione Culturale Malicaratteri (24 maggio). E sempre nello stesso mese, nel bookshop, “Intersezioni, l’obiettivo racconta”, laboratorio creativo di scrittura di Gabriella Maggio, a partire dagli scatti del fotografo palermitano Nicola Scafidi, a cura della associazione Culturale Volo. Si partirà invece dalle metope per “Mimiamo il mito, visita al museo e laboratorio per bambini, a cura di Korai (4 maggio).

Una delle visite guidate di Salvare Palermo

Per gli eventi, alle donne saranno dedicate le giornate su “Jole Bovio Marconi”, la storia della grande archeologa del primo trentennio del ‘900, attraverso lettere e documenti dall’Archivio di Stato, a cura di Archivia – Donne in relazione. In collaborazione con la Settimana delle Culture (18 maggio). “Donne di Mare, Mare di Donne” a cura di Come una marea Onlus, storie al femminile legate in maniera diversa, al mare, con proiezioni e performance di danza (10 maggio). Siciliando Style – Associazione Culturale che nasce per raccontare la sicilianità al mondo – proietta il documentario “Io sono qui” di Gabriele Gravagna sull’immigrazione minorile e i centri di accoglienza per minori non accompagnati. Al tema memoria si dedica Francesco Ficarotta, giovane fotografo palermitano che propone una mostra su “I luoghi abbandonati in Sicilia” con un focus sul sito abbandonato di Poggioreale: le foto in loop nel bookshop del museo. Di sostenibilità si parlerà invece durante una giornata del Club Unesco in cui verranno approfonditi alcuni dei temi trattati dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Tante attività saranno gratuite. Per gli spettacoli, è previsto un biglietto tra 7 e 10 euro. Laboratori da 5 euro.

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I volti surreali di Nicola Figlia in mostra a Palazzo Sant’Elia

La personale dal titolo “Caos”, curata da Ignazio Francesco Ciappa, raccoglie opere recenti e più lontane dell’artista originario di Mezzojuso

di Redazione

Volti ironici, ghignanti e malinconici. Maschere surreali, fisiche e pesanti come monoliti. Sono le suggestioni racchiuse nelle opere di Nicola Figlia, il “pittore dei volti”, che saranno esposte nella mostra personale dal titolo “Caos”, nella Sala delle Capriate di Palazzo Sant’Elia, a Palermo. L’esposizione si inaugura venerdì 5 aprile alle 17, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando; di Angela Fundarò Mattarella della Fondazione Sant’Elia; di Mariella Riccobono Orlando dell’Anisa, e della storica dell’arte, Maria Antonietta Spadaro. Saranno presenti, inoltre, lo stesso artista e il curatore della mostra Ignazio Francesco Ciappa.

Nicola Figlia, Caos Nero (particolare)

La mostra, organizzata dalla Fondazione Sant’Elia e dall’Anisa, in collaborazione con la Settimana delle Culture, raccoglie opere recenti e più lontane dell’artista originario di Mezzojuso. Figlia si immerge nel suo caos ordinato per recuperare eleganti stesure di colore, cromie accese ed intense che – sono parole del curatore – non possono “non attingere al repertorio popolare, alla religiosità, all’arte bizantina, al dualismo greco latino fortemente presente in opere come ‘La grande Gerusalemme celeste’, ‘Doppia Misericordia’ o ‘Nostalgia’. Ma le radici del pittore affondano ancora più nel profondo: lui stesso si definisce ‘greco’ e popola opere come ‘Teatrino olimpico’ o ‘Baccanale’ di impossibili ed inossidabili centauri, sileni, arpie, altre divinità zoomorfe”.

“Quasi maschere pirandelliane, sembrano definire il personaggio al quale appartengono – scrive Ignazio Francesco Ciappa – lasciando intravedere il concetto secondo cui ogni essere umano recita un ruolo nel gran teatro del mondo”. E così anche nei reiterati omaggi ad Ensor, Picasso, De Chirico o Guttuso, su cui Nicola Figlia interviene, padroneggiando il colore.

Secondo Maria Antonietta Spadaro, “serialità di motivi formali ricorrenti, figure a volte grottesche, sono alcune delle peculiarità del linguaggio artistico di Figlia, le cui opere comunicano spesso delle verità con la cruda semplicità delle vignette da fumetto: ci raccontano il rituale di feste popolari, indagano con disarmante semplicità figurativa concetti a volte ermetici della fede religiosa”.

La mostra sarà visitabile fino al 22 aprile. È aperta dal martedì al venerdì, dalle 9.30 alle 18.30. Sabato, domenica e festivi dalle 14.30 alle 18.30 (festivi: 21, 22 e 25 aprile). Palazzo Sant’Elia è chiuso il lunedì.

La personale dal titolo “Caos”, curata da Ignazio Francesco Ciappa, raccoglie opere recenti e più lontane dell’artista originario di Mezzojuso

di Redazione

Volti ironici, ghignanti e malinconici. Maschere surreali, fisiche e pesanti come monoliti. Sono le suggestioni racchiuse nelle opere di Nicola Figlia, il “pittore dei volti”, che saranno esposte nella mostra personale dal titolo “Caos”, nella Sala delle Capriate di Palazzo Sant’Elia, a Palermo. L’esposizione si inaugura venerdì 5 aprile alle 17, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando; di Angela Fundarò Mattarella della Fondazione Sant’Elia; di Mariella Riccobono Orlando dell’Anisa, e della storica dell’arte, Maria Antonietta Spadaro. Saranno presenti, inoltre, lo stesso artista e il curatore della mostra Ignazio Francesco Ciappa.

Nicola Figlia, Caos Nero (particolare)

La mostra, organizzata dalla Fondazione Sant’Elia e dall’Anisa, in collaborazione con la Settimana delle Culture, raccoglie opere recenti e più lontane dell’artista originario di Mezzojuso. Figlia si immerge nel suo caos ordinato per recuperare eleganti stesure di colore, cromie accese ed intense che – sono parole del curatore – non possono “non attingere al repertorio popolare, alla religiosità, all’arte bizantina, al dualismo greco latino fortemente presente in opere come ‘La grande Gerusalemme celeste’, ‘Doppia Misericordia’ o ‘Nostalgia’. Ma le radici del pittore affondano ancora più nel profondo: lui stesso si definisce ‘greco’ e popola opere come ‘Teatrino olimpico’ o ‘Baccanale’ di impossibili ed inossidabili centauri, sileni, arpie, altre divinità zoomorfe”.

“Quasi maschere pirandelliane, sembrano definire il personaggio al quale appartengono – scrive Ignazio Francesco Ciappa – lasciando intravedere il concetto secondo cui ogni essere umano recita un ruolo nel gran teatro del mondo”. E così anche nei reiterati omaggi ad Ensor, Picasso, De Chirico o Guttuso, su cui Nicola Figlia interviene, padroneggiando il colore.

Secondo Maria Antonietta Spadaro, “serialità di motivi formali ricorrenti, figure a volte grottesche, sono alcune delle peculiarità del linguaggio artistico di Figlia, le cui opere comunicano spesso delle verità con la cruda semplicità delle vignette da fumetto: ci raccontano il rituale di feste popolari, indagano con disarmante semplicità figurativa concetti a volte ermetici della fede religiosa”.

La mostra sarà visitabile fino al 22 aprile. È aperta dal martedì al venerdì, dalle 9.30 alle 18.30. Sabato, domenica e festivi dalle 14.30 alle 18.30 (festivi: 21, 22 e 25 aprile). Palazzo Sant’Elia è chiuso il lunedì.

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Arriva Oppenheimer, maestro del cinema del reale

Il regista americano a Palermo, ospite del Centro Sperimentale di Cinematografia, dove gli sarà conferito il diploma honoris causa in documentario

di Redazione

È conosciuto in tutto il mondo per i suoi documentari, esempio estremo di cinema del reale. Il regista americano Joshua Oppenheimer arriva a Palermo, in occasione del conferimento del diploma honoris causa in cinema documentario, che sarà assegnato dalla sede siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia. La cerimonia si svolgerà giovedì 4 aprile nella sede del Centro, ai Cantieri culturali alla Zisa, su iniziativa del nuovo direttore artistico e coordinatore didattico Costanza Quatriglio. Saranno consegnati nello stesso giorno i diplomi ai 12 allievi che concludono il corso d’eccellenza in cinema documentario.

Il programma prevede già al mattino un appuntamento con il regista statunitense che dalle 9.30 alle 13.30 proporrà una masterclass nella Sala Bianca del Centro Sperimentale, dal titolo “Cinema e memoria: filmare l’indicibile”, rivolta agli allievi della scuola e aperta alla città (ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili). Dialogheranno con Joshua Oppenheimer, la regista Costanza Quatriglio, e Alessandro Rais, direttore dell’Ufficio Speciale Cinema e Audiovisivo – Sicilia Film Commission.

La locandina di The Act of Killing

Oppenheimer ha ricevuto premi in tutto il mondo, tra cui l’European Film Award per il miglior documentario, il Panorama Audience Award al Festival di Berlino, il Robert Award della Scuola Nazionale di Cinema della Danimarca ed è stato candidato agli Oscar come miglior documentario. Il suo film più premiato, “The Act of Killing”, racconta attraverso l’interpretazione degli stessi carnefici di allora, il massacro che si scatenò nel 1965 all’indomani della deposizione del governo indonesiano.

Saranno presenti alla cerimonia di conferimento del diploma honoris causa e dei 12 diplomi di fine corso, oltre alla regista Quatriglio e a Rais, l’assessore regionale al Turismo, Sandro Pappalardo; il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando; l’assessore comunale alle Culture, Adham Darawsha; il direttore generale del Centro Sperimentale di Cinematografia, Marcello Foti; il preside della Scuola nazionale di cinema, Adriano De Santis e il direttore della sede siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia, Ivan Scinardo. “È una grande soddisfazione legare il nome della Sicilia all’eccellenza della didattica in ambito cinematografico – afferma l’assessore Pappalardo – . gli allievi del Centro Sperimentale arrivano a Palermo da tutta Italia per dedicarsi all’apprendimento delle tecniche di ripresa e scrittura di cinema del reale, è straordinario che lo facciano in Sicilia, trovando nell’Isola ispirazione, contenuti e competenze”.

Nei giorni che precedono la consegna del diploma honoris causa a Oppenheimer, nella Sala Bianca del Centro Sperimentale di Cinematografia è prevista la visione guidata di due dei suoi più premiati documentari, la cui proiezione sarà introdotta e commentata dagli stessi studenti della Sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia: lunedì 1 aprile, alle 19, “The act of killing” e martedì 2, alla stessa ora, “The look of silence”. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Il regista americano a Palermo, ospite del Centro Sperimentale di Cinematografia, dove gli sarà conferito il diploma honoris causa in documentario

di Redazione

È conosciuto in tutto il mondo per i suoi documentari, esempio estremo di cinema del reale. Il regista americano Joshua Oppenheimer arriva a Palermo, in occasione del conferimento del diploma honoris causa in cinema documentario, che sarà assegnato dalla sede siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia. La cerimonia si svolgerà giovedì 4 aprile nella sede del Centro, ai Cantieri culturali alla Zisa, su iniziativa del nuovo direttore artistico e coordinatore didattico Costanza Quatriglio. Saranno consegnati nello stesso giorno i diplomi ai 12 allievi che concludono il corso d’eccellenza in cinema documentario.

Il programma prevede già al mattino un appuntamento con il regista statunitense che dalle 9.30 alle 13.30 proporrà una masterclass nella Sala Bianca del Centro Sperimentale, dal titolo “Cinema e memoria: filmare l’indicibile”, rivolta agli allievi della scuola e aperta alla città (ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili). Dialogheranno con Joshua Oppenheimer, la regista Costanza Quatriglio, e Alessandro Rais, direttore dell’Ufficio Speciale Cinema e Audiovisivo – Sicilia Film Commission.

La locandina di The Act of Killing

Oppenheimer ha ricevuto premi in tutto il mondo, tra cui l’European Film Award per il miglior documentario, il Panorama Audience Award al Festival di Berlino, il Robert Award della Scuola Nazionale di Cinema della Danimarca ed è stato candidato agli Oscar come miglior documentario. Il suo film più premiato, “The Act of Killing”, racconta attraverso l’interpretazione degli stessi carnefici di allora, il massacro che si scatenò nel 1965 all’indomani della deposizione del governo indonesiano.

Saranno presenti alla cerimonia di conferimento del diploma honoris causa e dei 12 diplomi di fine corso, oltre alla regista Quatriglio e a Rais, l’assessore regionale al Turismo, Sandro Pappalardo; il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando; l’assessore comunale alle Culture, Adham Darawsha; il direttore generale del Centro Sperimentale di Cinematografia, Marcello Foti; il preside della Scuola nazionale di cinema, Adriano De Santis e il direttore della sede siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia, Ivan Scinardo. “È una grande soddisfazione legare il nome della Sicilia all’eccellenza della didattica in ambito cinematografico – afferma l’assessore Pappalardo – . gli allievi del Centro Sperimentale arrivano a Palermo da tutta Italia per dedicarsi all’apprendimento delle tecniche di ripresa e scrittura di cinema del reale, è straordinario che lo facciano in Sicilia, trovando nell’Isola ispirazione, contenuti e competenze”.

Nei giorni che precedono la consegna del diploma honoris causa a Oppenheimer, nella Sala Bianca del Centro Sperimentale di Cinematografia è prevista la visione guidata di due dei suoi più premiati documentari, la cui proiezione sarà introdotta e commentata dagli stessi studenti della Sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia: lunedì 1 aprile, alle 19, “The act of killing” e martedì 2, alla stessa ora, “The look of silence”. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

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Performance tra danza e musica sulle orme di Jung

In scena al Teatro Mediterraneo Occupato di Palermo uno spettacolo diretto e interpretato dalla danzatrice e coreografa Mara Rubino e dal musicista Benedetto Basile

di Redazione

Un’azione-studio sul corpo, il cui sviluppo ripercorre la forma mandalica, liberamente ispirato al Libro Rosso di Jung, ma anche un viaggio onirico, un cammino interiore alla scoperta del sé più profondo. C’è tutto questo ne “Il mio corpo fiorisce da ogni vena”, spettacolo di danza e musica, diretto, realizzato e interpretato dalla danzatrice e coreografa Mara Rubino e dal musicista Benedetto Basile, che andrà in scena, come anteprima, sabato 6 aprile alle 21 al Tmo Teatro Mediterraneo Occupato, a Palermo.

Si tratta di un’azione performativa site specific, che indaga il corpo come forma in cui l’io si manifesta, una forma non scelta consapevolmente, nel quale l’io stesso si trasforma continuamente. Corpo, attraverso il quale l’io conosce, percepisce, si definisce: uno slancio verso la libertà dell’essere la propria coscienza.

“Attraverso l’osservazione di se stessi, – si legge in una nota sullo spettacolo – si scoprono mondi di opposizioni espresse nel conflitto danzato delle parti del corpo che subisce una disgregazione della forma, che nel processo di trasformazione alchemica, riportata anche da Jung, corrisponde al primo stadio dell’evoluzione, la cosiddetta Nigredo. Questa crisi, la perdita di ogni riferimento, dà luogo alla morte di tutto ciò che era e il corpo si trasforma, si purifica, attraverso un flusso di visioni e suoni che corrisponde nella visione alchemica alla fase dell’Albedo. Il corpo si esprime attraverso l’immaginazione attiva nel movimento danzato, un dialogo continuo con la musica che intesse nuovi propositi, suggerisce, come la figura di un mago, strumenti nuovi per indagare e divenire in sé”.

Le musiche originali sono di Benedetto Basile, i costumi di Ricchezza Falcone, le luci a cura di Claudia Borgia. Ingresso con contributo di 7 euro. Per info e prenotazioni scrivere a info@tmopalermo.it.

In scena al Teatro Mediterraneo Occupato di Palermo uno spettacolo diretto e interpretato dalla danzatrice e coreografa Mara Rubino e dal musicista Benedetto Basile

di Redazione

Un’azione-studio sul corpo, il cui sviluppo ripercorre la forma mandalica, liberamente ispirato al Libro Rosso di Jung, ma anche un viaggio onirico, un cammino interiore alla scoperta del sé più profondo. C’è tutto questo ne “Il mio corpo fiorisce da ogni vena”, spettacolo di danza e musica, diretto, realizzato e interpretato dalla danzatrice e coreografa Mara Rubino e dal musicista Benedetto Basile, che andrà in scena, come anteprima, sabato 6 aprile alle 21 al Tmo Teatro Mediterraneo Occupato, a Palermo.

Si tratta di un’azione performativa site specific, che indaga il corpo come forma in cui l’io si manifesta, una forma non scelta consapevolmente, nel quale l’io stesso si trasforma continuamente. Corpo, attraverso il quale l’io conosce, percepisce, si definisce: uno slancio verso la libertà dell’essere la propria coscienza.

“Attraverso l’osservazione di se stessi, – si legge in una nota sullo spettacolo – si scoprono mondi di opposizioni espresse nel conflitto danzato delle parti del corpo che subisce una disgregazione della forma, che nel processo di trasformazione alchemica, riportata anche da Jung, corrisponde al primo stadio dell’evoluzione, la cosiddetta Nigredo. Questa crisi, la perdita di ogni riferimento, dà luogo alla morte di tutto ciò che era e il corpo si trasforma, si purifica, attraverso un flusso di visioni e suoni che corrisponde nella visione alchemica alla fase dell’Albedo. Il corpo si esprime attraverso l’immaginazione attiva nel movimento danzato, un dialogo continuo con la musica che intesse nuovi propositi, suggerisce, come la figura di un mago, strumenti nuovi per indagare e divenire in sé”.

Le musiche originali sono di Benedetto Basile, i costumi di Ricchezza Falcone, le luci a cura di Claudia Borgia. Ingresso con contributo di 7 euro. Per info e prenotazioni scrivere a info@tmopalermo.it.

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L’arte delle icone tra Sicilia e Grecia

Una mostra dedicata alla tradizione bizantina in dialogo con opere contemporanee al Museo Diocesano di Monreale

di Redazione

Un omaggio alla storia dell’arte e alla tradizione greco-bizantina sul tema delle icone, in dialogo con opere contemporanee ispirate all’iconografia di Cristo, della Madonna e dei Santi. Un confronto affidato a dodici artisti (sei siciliani e altrettanti greci) che si misurano con l’espressione artistica (l’icona, appunto) che maggiormente rappresenta la grecità e l’influenza reciproca tra i due popoli.

Questo il senso della grande mostra “Icone. Tradizione/Contemporaneità – Le Icone post-bizantine della Sicilia nord-occidentale e la loro interpretazione contemporanea”, in programma nell’Aula Capitolare di San Placido del Museo Diocesano di Monreale, dal 4 aprile al 4 settembre. La mostra, ideata da Francesco Piazza e Vassilis Karampatsas, è organizzata dalla Comunità Ellenica Siciliana “Trinacria”. La Grecia è rappresentata dagli artisti Manolis Anastasakos, Dimitris Ntokos, Nikos Moschos, Kostantinos Papamichalopoulos, Zoi Pappa, Christos Tsimaris, mentre gli artisti siciliani sono Giuseppe Bombaci, Sandro Bracchitta, Giorgio Distefano, Roberto Fontana, Antonino Gaeta e Ignazio Schifano.

Punto di partenza dell’esposizione è il dialogo tra storia e contemporaneità, a partire dalla conoscenza delle testimonianze culturali iconografico-liturgiche post-bizantine nella Sicilia nord-occidentale, e, in particolare, la produzione di immagini sacre da parte di maestranze veneto-cretesi, destinate alle comunità cattoliche di rito greco insediate sul territorio già a partire dal XV secolo.

La Sicilia per lunghi secoli è stata Grecia: basti pensare ai notevolissimi monumenti, alle famose personalità artistiche e scientifiche che hanno contraddistinto la nostra terra, dove fiorì un importante, singolare, composito aspetto della civiltà greca. La Sicilia possiede antichità greche della stessa rilevanza di quella della madrepatria e presenta un ambiente culturale aperto alle più varie influenze delle zone del Mediterraneo. Senza dubbio, l’apporto e il dialogo culturale tra Grecia e Sicilia, mai interrotto nel corso dei secoli, ha conosciuto canali originali, soluzioni sempre inedite, risultati geniali. La mostra ha l’obiettivo di evidenziare questo intenso e importante connubio culturale tra la Sicilia e la Grecia, tramandatoci nei secoli soprattutto nella sua componente più alta, ossia quella religiosa, anche nei delicati momenti che hanno segnato la storia delle comunità greche e albanesi nel XV e XVI secolo, a seguito della diaspora.

L’inaugurazione sarà giovedì 4 aprile, alle 18. La mostre è visitabile dal martedì al sabato dalle 9,30 alle 15,30. Chiusa domenica e lunedì. Il biglietto costa 4 euro, comprensivo di ingresso alle sale espositive del Museo Diocesano.

Una mostra dedicata alla tradizione bizantina in dialogo con opere contemporanee al Museo Diocesano di Monreale

di Redazione

Un omaggio alla storia dell’arte e alla tradizione greco-bizantina sul tema delle icone, in dialogo con opere contemporanee ispirate all’iconografia di Cristo, della Madonna e dei Santi. Un confronto affidato a dodici artisti (sei siciliani e altrettanti greci) che si misurano con l’espressione artistica (l’icona, appunto) che maggiormente rappresenta la grecità e l’influenza reciproca tra i due popoli.

Questo il senso della grande mostra “Icone. Tradizione/Contemporaneità – Le Icone post-bizantine della Sicilia nord-occidentale e la loro interpretazione contemporanea”, in programma nell’Aula Capitolare di San Placido del Museo Diocesano di Monreale, dal 4 aprile al 4 settembre. La mostra, ideata da Francesco Piazza e Vassilis Karampatsas, è organizzata dalla Comunità Ellenica Siciliana “Trinacria”. La Grecia è rappresentata dagli artisti Manolis Anastasakos, Dimitris Ntokos, Nikos Moschos, Kostantinos Papamichalopoulos, Zoi Pappa, Christos Tsimaris, mentre gli artisti siciliani sono Giuseppe Bombaci, Sandro Bracchitta, Giorgio Distefano, Roberto Fontana, Antonino Gaeta e Ignazio Schifano.

Punto di partenza dell’esposizione è il dialogo tra storia e contemporaneità, a partire dalla conoscenza delle testimonianze culturali iconografico-liturgiche post-bizantine nella Sicilia nord-occidentale, e, in particolare, la produzione di immagini sacre da parte di maestranze veneto-cretesi, destinate alle comunità cattoliche di rito greco insediate sul territorio già a partire dal XV secolo.

La Sicilia per lunghi secoli è stata Grecia: basti pensare ai notevolissimi monumenti, alle famose personalità artistiche e scientifiche che hanno contraddistinto la nostra terra, dove fiorì un importante, singolare, composito aspetto della civiltà greca. La Sicilia possiede antichità greche della stessa rilevanza di quella della madrepatria e presenta un ambiente culturale aperto alle più varie influenze delle zone del Mediterraneo. Senza dubbio, l’apporto e il dialogo culturale tra Grecia e Sicilia, mai interrotto nel corso dei secoli, ha conosciuto canali originali, soluzioni sempre inedite, risultati geniali. La mostra ha l’obiettivo di evidenziare questo intenso e importante connubio culturale tra la Sicilia e la Grecia, tramandatoci nei secoli soprattutto nella sua componente più alta, ossia quella religiosa, anche nei delicati momenti che hanno segnato la storia delle comunità greche e albanesi nel XV e XVI secolo, a seguito della diaspora.

L’inaugurazione sarà giovedì 4 aprile, alle 18. La mostre è visitabile dal martedì al sabato dalle 9,30 alle 15,30. Chiusa domenica e lunedì. Il biglietto costa 4 euro, comprensivo di ingresso alle sale espositive del Museo Diocesano.

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