Un’estemporanea d’arte tra le sponde del fiume Oreto

L’evento si svolgerà lungo tre itinerari attraversati dal corso d’acqua e dai suoi affluenti, tra Pioppo, Altofonte e Palermo

di Redazione

Il fiume Oreto e i suoi affluenti raccontati attraverso l’arte. È il tema dell’estemporanea “Suoni, voci, immagini, sensazioni e respiri dell’Oreto e dei suoi affluenti” che si svolgerà il 19 aprile tra Pioppo, Altofonte e Palermo. I lavori realizzati durante la giornata saranno poi in mostra nell’esposizione temporanea itinerante “Palermo mon amour, je sense le souffle de l’Oreto (il respiro dell’Oreto)”, che si terrà a Palermo, dal 9 al 17 maggio, nell’ambito della “Settimana delle Culture”.

L’Oreto vicino alla sorgente nel bosco di Costalunga

L’estemporanea è organizzata dal Comitato promotore per l’istituzione del Contratto di fiume e di costa dell’Oreto, costituito da numerose realtà associative, al cui interno si è creata la rete “Oreto d’Arte”, che ha come capofila l’Associazione culturale “Regioniamo Sicilia”. L’evento si svolgerà nei luoghi attraversati dal fiume Oreto e dai suoi affuenti lungo tre itinerari. Il primo è quello che da da Pioppo arriva al fiume Sant’Elia (uno dei torrenti principali del fiume Oreto); il secondo quello che da Altofonte scende a Fiumelato di Meccini; infine, ci sarà anche l’itinerario urbano che dal ponte dell’Ammiraglio arriva alla foce del fiume Oreto.

La foce dell’Oreto

Lungo questi percorsi, gli artisti potranno inserire le proprie performance che abbracciano pittura, scultura, musica, poesia, passando dalla fotografia al videoclip, fino alla letteratura e all’illustrazione. Per farlo, potranno candidarsi attraverso un bando aperto a tutti gli artisti, anche emergenti, autodidatti e studenti. Si potrà partecipare con due opere: una creata nel corso dell’estemporanea e una seconda realizzata in studio. L’estemporanea ha lo scopo di raccontare, attraverso l’interpretazione artistica, il fiume Oreto ed i suoi affluenti, lasciandosi ispirare dalle suggestioni della natura, del patrimonio storico, come mulini, saje e ponti, e anche dalle criticità ambientali che caratterizzano il corso d’acqua.

Per informazioni scrivere una email a comitato.cdf.oreto@gmail.com

Il “grand tour” della Sicilia in 14 giorni tra sport e cultura

Una corsa a tappe si svolgerà su tutto il perimetro dell’Isola, partendo e concludendosi a Gela, e attraverserà parchi archeologici, siti naturalistici e borghi storici

di Redazione

Un viaggio di mille chilometri alla scoperta della Sicilia, attraversando storia, cultura, arte e natura. Dal 17 al 30 aprile arriva la prima edizione del Sicily Ultra Tour, una corsa in 14 tappe che si svolgerà su tutto il perimetro dell’Isola, partendo e concludendosi a Gela. Ideatori ed organizzatori dell’evento sportivo sono i due podisti gelesi, Giuseppe Veletti e Antonio Tallarita, rispettivamente presidente e vice presidente della Asd Green & Sport Promotion di Gela.

Il Tempio C di Selinunte

Si tratta di un evento che mescola sport e cultura, dal momento che i punti di arrivo delle tappe sono per la maggior parte all’interno di parchi archeologici come quello di Siracusa e Selinunte o il sito di Eraclea, toccando mete come il Teatro Antico di Taormina e l’area archeologica di Gela, passando anche all’interno di borghi storici come Aci Castello, Capo d’Orlando, Cefalù, Castellammare del Golfo e poi le saline di Trapani, la tonnara di Sciacca e i tesori barocchi di Modica e Noto.

Il Teatro antico di Taormina

La prima tappa, con partenza il 17 aprile, andrà da Gela a Modica, per poi proseguire a Siracusa, Aci Castello, Taormina, Villafranca Tirrena, Capo d’Orlando, Cefalù, Palermo, Alcamo, Trapani, Selinunte, Eraclea Minoa, Palma di Montechiaro e terminare a Gela. Si tratta tecnicamente di una corsa libera di 14 giorni da svolgersi con tappe giornaliere della distanza media di 70 chilometri, per un percorso complessivo lungo circa 970 chilometri. Le tappe più dure – fanno sapere gli organizzatori – sono la Villafranca Tirrena-Capo d’Orlando, la Palermo-Alcamo e la Alcamo-Trapani: si scavalca, infatti, la montagna con un’altimetria significativa.

Antonio Tallarita

Direttore tecnico della manifestazione e promotore è Antonio Tallarita, ingegnere gelese trapiantato in Emilia Romagna, ultramaratoneta con alle spalle migliaia di chilometri: 24 ore di Padova, 6 giorni di Ungheria, 100 chilometri del Passatore, 24 ore su pista di Crawley, in Gran Bretagna, Giro d’Italia Run, Nove Colli, solo per citare alcune delle sue “imprese” podistiche, condite in alcuni casi anche da vittorie.

Artisti siciliani del Novecento in mostra a Noto

Si possono ammirare circa 200 opere tra dipinti, sculture e fotografie. C’è anche la “Vucciria” di Renato Guttuso appena rientrata da Montecitorio

di Redazione

“Un canto della natura che qualcuno potrebbe ritenere perfino ottocentesco, pittura di figura, di paesaggio, di natura che indica la vita, quasi in controdendenza con la visione nichilistica tipica del Novecento”. Queste le parole di Vittorio Sgarbi, curatore della grande mostra “Novecento – Artisti di Sicilia. Da Pirandello a Guccione”, che si è inaugurata ieri a Noto, al Convitto delle Arti Noto Museum. Fino al 30 ottobre prossimo, si possono ammirare 120 dipinti, 40 sculture e 20 fotografie dei maggiori artisti siciliani del secolo scorso. Tra le opere esposte anche la “Vucciria” di Renato Guttuso che lascia Montecitorio per approdare a Noto.

Vittorio Sgarbi (foto Bruno Cordioli, Wikipedia)

“Un secolo di arte siciliana vuol dire, in larga misura, un secolo di arte italiana – afferma Sgarbi – . La Sicilia del Novecento, sia in letteratura sia nelle arti figurative, ha dato una quantità di artisti e scrittori che hanno contribuito in modo determinante a delineare l’identità prevalente della cultura italiana. Tante vite, tante esperienze al centro del mondo in una isola fuori dal mondo”. Sotto il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Siciliana e del Comune di Noto la mostra è prodotta da Mediatica ed organizzata da Sicilia Musei. Noto, capitale del barocco e patrimonio mondiale dell’Unesco, che ha fatto la scelta precisa di trasformarsi in una città d’arte, ha deciso di diventare per tutto il 2020 la casa degli artisti siciliani.

Pittori, scultori, fotografi, poeti, musicisti e scrittori troveranno spazi ed opportunità per raccontare un secolo di arte siciliana. La città netina ha sviluppato negli anni un progetto completo costituito non soltanto dalle mostre, ma da percorsi culturali globali che hanno costruito un brand fortemente riconoscibile. La città ha già nelle sue sinuose architetture e nella sua storia quei requisiti che possono deputarla al ruolo di città d’arte diventando in qualche modo la casa naturale degli artisti e meta preferita per dare impulso al turismo culturale.

Arrivano le stazioni marittime nelle isole

Nasceranno “welcome terminal” che accoglieranno, con tutti i comfort necessari, i passeggeri che sbarcano o che sono in attesa di prendere la nave o l’aliscafo

di Redazione

Un nuovo “biglietto da visita” per le isole minori della Sicilia. Nei porti nasceranno le stazioni marittime ovvero i “welcome terminal” che accoglieranno, con tutti i comfort necessari, i passeggeri che sbarcano o che sono in attesa di prendere la nave o l’aliscafo. Lo ha annunciato il governo regionale, che punta a riqualificare l’offerta di servizi turistici e per allineare la qualità dei trasporti marittimi agli standard europei. La realizzazione di queste strutture, in acciaio e con pannellature esterne con un’altissima resistenza all’usura – fanno sapere dalla Regione – è già stata affidata attraverso un bando di gara a un’azienda leader del settore che opera anche sui mercati internazionali.

Marettimo (foto jim, Wikipedia)

Le risorse sono state stanziate dalla Regione Siciliana, attraverso il dipartimento regionale delle Infrastrutture, e i lavori sono stati aggiudicati per un importo di circa un milione di euro. Due i formati previsti: quello “big”, grande ottanta metri quadrati, sarà installato a Lipari, Favignana, Pantelleria e Ustica. La versione “smart”, di circa quaranta metri quadrati, è destinata invece a Linosa, Marettimo, Levanzo e Vulcano.

Ustica

Tutti i “welcome terminal”, progettati da personale del dipartimento Infrastrutture, saranno dotati di pannelli fotovoltaici per una completa auto-alimentazione energetica e nella sale d’attesa sarà possibile trovare monitor, connessione wi-fi e punti di ricarica per i cellulari. Nei bagni ci saranno anche tutti gli ausili necessari per i disabili e in quelli destinati alle donne è previsto un apposito spazio per il fasciatoio per i neonati. Non mancheranno il deposito bagagli, il punto informazioni turistiche e un ufficio per il trattamento dei reclami.

Favignana (foto Markos90, Wikipedia)

“Abbiamo voluto prestare ascolto anche alle necessità di chi abita tutto l’anno in questi territorio – spiega il presidente della Regione Nello Musumeci – mettendo in campo una strategia organica per valorizzarle, dotarle di strutture adeguate e renderle sempre più attraenti. Entro fine maggio inaugureremo queste vere e proprie stazioni dotate di tutti servizi necessari, di impianti moderni e dove sarà presente, tra l’altro, anche l’infermeria e il posto di polizia. Facciamo un grande investimento sulla qualità dell’accoglienza che, unita all’incommensurabile bellezza degli arcipelaghi siciliani, non potrà che avere notevoli ricadute economiche”.

Torna “Exstasis”, Santa Caterina si riempie di luci e suoni

Si replica lo spettacolo di proiezioni nella chiesa barocca palermitana, unico progetto italiano candidato ai Video Mapping Awards del Festival di Lille

di Redazione

Un tripudio di luci e suoni all’interno di uno dei gioielli del barocco palermitano. Torna Exstasis, il videomapping immersivo nella chiesa di Santa Caterina d’Alessandria. Lo spettacolo di proiezioni che ha stupito cittadini e turisti lo scorso dicembre, sarà replicato venerdì 28 e sabato 29 febbraio e domenica 1 marzo. Realizzato da Odd Agency è stato candidato, unico progetto italiano, ai Video Mapping Awards del Video Mapping Festival di Lille, il riconoscimento che premia i migliori lavori internazionali di experience design del 2019.

La chiesa di Santa Caterina

Alla luce di questo riconoscimento, in collaborazione con Vincenzo Montanelli e con Giuseppe Bucaro, direttore dei Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Palermo, è stato deciso di riproporre tre nuove serate di proiezione, tutte con inizio a partire dalle 18,30, ogni 30 minuti fino alle 23,30.L’evento inaugurerà la terza edizione di “Invisibilia – parole, immagini, suoni del sacro”, un ricco calendario di eventi promossi dall’Arcidiocesi di Palermo in collaborazione con l’Università degli Studi, il Conservatorio Alessandro Scarlatti, l’Accademia di Belle Arti, il Monastero di Santa Caterina D’Alessandria Palermo, l’Orchestra Multietnica Quattrocanti e la cooperativa Pulcherrima Res.

Il chiostro di Santa Caterina

Le proiezioni di Exstasis spezzano la staticità del ricchissimo apparato decorativo della chiesa, smaterializzando e movimentando gli stucchi e gli affreschi, animando con luce e colore le statue poste al limitare della navata. Il pubblico viene proiettato oltre il telaio architettonico composto dalle alte volte, dai pilastri e dalla grande cupola alla ricerca di un contatto diretto con la natura, con lo spazio e in definitiva con l’essenza stessa del creato. Obiettivo della performance è, infatti, quello di immergere gli spettatori in un ambiente completamente virtuale, circondandoli di stimoli visivi, musiche, effetti di luce, trasportandoli fuori dallo spazio, pure maestoso, che li circonda e rompendo, per tutta la durata della performance, la routine esistenziale che li lega ad un qui e ad un ora.

Visite nella chiesa

Il percorso è scandito in cinque atti, che ricalcano simbolicamente le fasi del percorso estatico tracciate dalla mistica cattolica Evelyn Underhill, ovvero il “risveglio”, nel quale la quotidianità mondana comincia ad essere interrotta da una qualche consapevolezza della realtà assoluta e la “purificazione” (o ascesi) ovvero il progressivo rifiuto di bisogni abitudini, compulsioni, dipendenze, atteggiamenti, terreni. Attraverso questa via si accederà all’”illuminazione” ovvero all’intuizione su verità implicite nella natura, in termini di consapevolezza degli aspetti “profondi” della realtà. Ultimo ostacolo ma anche tappa obbligata verso l’ascesi sarà la cosiddetta “notte oscura dell’anima”, momento drammatico in cui si assume consapevolezza della propria finitezza e dell’essere altro da Dio. Infine “l’unione”, l’esperienza mistica finale, la totale comunione con Dio, con l’infinito, col tutto.

Per informazioni telefonare al 3939944366 oppure al 3207004547.

Un libro per gli ottocento anni della chiesa di Sant’Antonio Abate

Il volume rappresenta il risultato di un lavoro di ricerca che mette in luce le intrecciate storie della parrocchia, una delle più antiche di Palermo

di Redazione

La chiesa di Sant’Antonio Abate, una delle più antiche di Palermo, viene celebrata in un libro che racconta i suoi ottocento anni di storia. Il volume viene presentato giovedì 27 febbraio alle 18,30, nella stessa chiesa di via Roma. “La chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate a Palermo. Ottocento anni fra storia, arte e vissuto religioso 1220-2020” – questo il titolo del libro – è inserito all’interno della collana “Siciliae Mirabilia” della Facoltà Teologica di Sicilia ed edito da Euno Edizioni, con il supporto degli Amici dei Musei Siciliani.

L’interno della chiesa di Sant’Antonio Abate

Il volume rappresenta il risultato di un lavoro di ricerca che mette in luce le intrecciate storie della parrocchia di Sant’Antonio Abate, dalla sua fondazione fino ai giorni nostri grazie al contributo dei saggi raccolti all’interno del volume scritti da Claudio Gino Li Chiavi, Santina Grasso, Danilo Lo Piccolo, Giovanni Mendola, Enrico Saeli, don Cosimo Scordato e monsignor Gaetano Tulipano, testi che ripercorrono gli ottocento anni di storia di una parte della città molto cara ai palermitani.

Interverranno alla presentazione del libro, l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, e il sindaco Leoluca Orlando. L’incontro sarà introdotto dagli interventi dei docenti Tiziana Campisi, Francesco Paolo Campione e moderato da Aldo Gerbino.

Il Commissario Montalbano per la prima volta al cinema

In anteprima nelle sale, solo per tre giorni, il nuovo episodio della serie ispirata dalla penna di Andrea Camilleri

di Redazione

Il Commissario Montalbano dai salotti di casa al cinema. Dopo aver raccolto oltre un miliardo e duecento milioni gli spettatori in vent’anni su Rai Uno, in attesa del grande evento televisivo della primavera 2020, il commissario, nato dalla penna di Andrea Camilleri – che con le sue opere ha venduto oltre 20 milioni di copie nel mondo – e interpretato da Luca Zingaretti, arriva per la prima volta al cinema per un evento straordinario in anteprima assoluta. Il nuovo episodio “Salvo amato, Livia mia” sarà proiettato soltanto il 24, 25 e 26 febbraio nelle sale italiane, per poi essere trasmesso, come sempre, su Rai Uno. Il nuovo episodio, diretto da Alberto Sironi e Luca Zingaretti, è interpretato dallo stesso Zingaretti, con Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Angelo Russo e Sonia Bergamasco.

La locandina della puntata

In questo nuovo episodio, il brutale omicidio di Agata Cosentino, il cui cadavere viene ritrovato in un corridoio dell’archivio comunale, non può lasciare indifferente Montalbano. Perché la vittima era una cara amica di Livia, una ragazza timida e riservata, che concedeva la sua amicizia e il suo amore a poche persone. E su quelle si concentra l’indagine di Montalbano, perché gli è presto chiaro che a uccidere Agata è stato qualcuno che le era molto vicino. Si tratta forse una violenza sessuale degenerata in omicidio, ma da subito questa ipotesi non convince Montalbano, che inizia la sua indagine partendo proprio dalle conoscenze della vittima.

Sono in tutto una ventina i cinema siciliani che proietteranno l’episodio (qui l’elenco delle delle sale). A Palermo aderiscono Tiffany, Metropolitan, Gaudium e Uci; a Catania il cinema Alfieri; a Messina l’Apollo, Iris e Uci, e a Siracusa, si potrà andare all’Aurora. Ma sono tante le sale che hanno aderito anche nelle altre città dell’Isola, da Cefalù a Marsala, da Bagheria a Caltagirone, fino a Milazzo e Modica.

La Sicilia archeologica in vetrina al Tourisma

Nel Palazzo dei Congressi di Firenze si discuterà del sistema regionale dei parchi e dei progetti in cantiere per la valorizzazione dei siti culturali

di Redazione

Tre giorni di confronto e divulgazione sul mondo antico e sulla valorizzazione delle sue testimonianze. Anche quest’anno la Sicilia sarà al TourismA, il salone dell’archeologia e del turismo culturale che si svolgerà a Firenze dal 21 al 23 febbraio, nel centralissimo Palazzo dei Congressi. La manifestazione è rivolta a tutte le realtà culturali ed economiche attive nel settore archeologico-artistico-monumentale: istituzioni di ricerca pubbliche e private, parchi, musei, enti di promozione, tour operator e agenzie di viaggio specializzate in itinerari monumentali, artistici e paesaggistici nella Penisola.

Lo stand della Sicilia nell’edizione 2019

La Sicilia è presente con un suo stand e domenica 23 febbraio, dalle 9,30 alle 13, è previsto l’incontro “Sicilia archeologica – Il sistema regionale dei parchi”, organizzato dall’assessorato dei Beni culturali della Regione Siciliana. Si confronteranno Calogero Rizzuto, direttore del Parco archeologico di Siracusa; Valeria Li Vigni, soprintendente del Mare; Gabriella Tigano, direttore del Parco archeologico di Naxos Taormina e Maria Giovanna Tornabene, dirigente del Servizio Gestione fondi extraregionali. Sarà presente anche Giuseppe Parello, dirigente del Servizio Gestione Parchi e Siti Unesco.

TourismA 2019

Inoltre, sabato 22 febbraio, nel corso del convegno “A spasso nel tempo”, Gabriella Tigano – introdotta da Parello, che illustrerà la rete dei parchi nell’isola – interverrà sui nuovi percorsi di valorizzazione e i progetti in cantiere al Parco di Naxos Taormina, confrontandosi con i vertici dei maggiori siti italiani, fra i quali la direttrice del Colosseo, Alfonsina Russo, e del Parco di Ercolano, Francesco Sirano. Con il Teatro Antico di Taormina, il Parco si è piazzato al settimo posto – preceduto dalla Valle dei Templi di Agrigento, al sesto – nella classifica dei primi dieci monumenti con il maggior numero di visitatori in Italia nel 2019.

Il Castello di Schisò

“Dopo Paestum – afferma l’archeologa Tigano – continuiamo l’attività di promozione del patrimonio archeologico e culturale di questa parte della Sicilia e che include tutta l’offerta del comprensorio jonico e del suo entroterra. Da un lato lavoriamo alla realizzazione del Polo Culturale di Naxos che avrà il suo fulcro nel Castello di Schisò, ma annunceremo l’apertura ormai imminente degli spazi espositivi di Francavilla di Sicilia, a Palazzo Cagnone, e Taormina, a Palazzo Ciampoli. E spiegheremo come, grazie a iniziative culturali di spessore e l’uso dei linguaggi multimediali, cerchiamo di coinvolgere nuove fasce di pubblico”.

Giardini del futuro in cerca d’autore, pronto un bando

Radicepura Garden Festival, la biennale dedicata al paesaggismo mediterraneo, seleziona progetti per la terza edizione della manifestazione

di Redazione

Un invito a immaginare i giardini del futuro. È la sfida lanciata dal Radicepura Garden Festival, la biennale nata in Sicilia, dedicata al garden design e all’architettura del paesaggio del Mediterraneo, che vede coinvolti giovani, istituzioni, imprese, protagonisti del paesaggismo, dell’arte e dell’architettura. Mario Faro, ideatore della manifestazione, insieme a Sarah Eberle, membro onorario della Royal Horticulture Society nonché madrina del festival, hanno annunciato un bando per partecipare alla terza edizione della biennale che avrà per tema i “giardini del futuro” e che si svolgerà da aprile a ottobre 2021.

Il parco di Radicepura

Disegnare e realizzare i giardini di domani significa immaginare il futuro dell’uomo e delle città, ed è con questo obiettivo che Radicepura Garden Festival ha indetto il bando, invitando a partecipare studenti, architetti del paesaggio, agronomi, garden designer, botanici, vivaisti, urbanisti, ingegneri, artisti, studenti, curatori e tutti coloro che abbiano le competenze per progettare e realizzare un giardino. I progetti dovranno essere una celebrazione della biodiversità, del paesaggio naturale e del paesaggio antropico, nonché innovativi e fruibili, considerando come elemento peculiare la varietà della vegetazione Mediterranea, foriera di suggestioni storiche e culturali, da sempre fonte di ispirazione.

Un angolo del parco

Il bando internazionale è aperto agli under 36 per la realizzazione di sei giardini con una superficie compresa tra 30 e 50 metri quadrati, che affrontino il tema proposto. Le candidature saranno accettate fino al 30 novembre di quest’anno (qui il bando completo). È previsto, inoltre, un giardino riservato per professionisti o giovani professionisti over 36 anni. I giardini verranno realizzati a Radicepura, il parco botanico in provincia di Catania, a Giarre – tra l’Etna e il Mar Ionio – in stretta comunicazione con gli altri giardini progettati da paesaggisti di fama internazionale ed opere d’arte. I garden designer avranno la possibilità di esprimere la loro creatività, avvalendosi delle piante più originali coltivate nel vivaio Piante Faro, che raccoglie 3000 diverse specie di piante tropicali, grasse, aromatiche, alberi mediterranei ed agrumi. La partecipazione al concorso è gratuita e i sette progetti selezionati dalla giuria, presieduta da Sarah Eberle, avranno a disposizione un budget di 10mila euro tra fornitura di piante e materiali di realizzazione.

Mario Faro

“La Sicilia è un giardino, quindi è la location naturale in cui organizzare un garden festival – spiega Mario Faro, fondatore e amministratore delegato del parco Radicepura e promotore del Radicepura Garden Festival – . In passato, c’era una grande cultura del giardino e, di fatti, abbiamo bellezze storiche davvero straordinarie. Oggi, invece, si tende a non coltivare più questo genere di forma artistica. Per questo motivo Radicepura decide di mettere su un festival che racconta, proprio all’interno del suo parco, il paesaggismo e la natura in tutti i suoi aspetti. L’obiettivo è porre l’accento sul paesaggismo mediterraneo servendoci della centralità geografica di cui gode la Sicilia. Proprio come la nostra terra si trova nel cuore del Mar Mediterraneo, anche il paesaggismo merita lo stesso posto d’onore”.

Borse di studio per 25 giovani talenti del jazz

La Fondazione The Brass Group consegna i riconoscimenti ai musicisti siciliani che fanno parte dell’orchestra giovanile nata quasi un anno fa

di Redazione

Una scommessa sulle nuove generazioni di musicisti. La Fondazione The Brass Group consegna 25 borse di studio di 500 euro ciascuna, per i componenti più meritevoli della Brass Youth Jazz Orchestra, la formazione giovanile della Fondazione, come simbolo e stimolo ad andare avanti nel percorso di studi. La cerimonia di consegna si svolgerà il 19 febbraio alle 18.30 al Real Teatro Santa Cecilia di Palermo, oltre che alla presenza dei giovani artisti anche dell’assessore al Turismo, sport e spettacolo della Regione Siciliana, Manlio Messina; del presidente del Brass, Ignazio Garsia, e dei docenti del Brass.

Si tratta di un aiuto ai giovani talentuosi che vantano, a poco meno di un anno dalla nascita dell’orchestra giovanile del Brass, nel proprio curriculum una serie di concerti realizzati con big della musica internazionale come Billy Cobham e Ron Carter. È questo uno dei progetti più ambiziosi ma anche più qualificanti tra quelli che la Fondazione ha perseguito nell’arco della sua storia di quasi 50 anni dedicata alla musica jazz. Ed eccola con un’ampia formazione giovanile, la Brass Youth Jazz Orchestra, della quale fanno parte diversi talenti musicali provenienti da ogni angolo della Sicilia e scelti attraverso un bando pubblico e meticolose selezioni.

Giovane musicista della Brass Youth Jazz Orchestra

La Brass Youth Jazz Orchestra ha debuttato lo scorso maggio con un concerto tanto impegnativo quanto di grande fascino e piacevolezza dedicato alle musiche immortali della sfavillante “Swing Era”, ovvero quel periodo storico del Novecento che ha avuto il suo cuore pulsante soprattutto negli anni Trenta e durante il quale il jazz, attraverso lo scintillio del suono di big band leggendarie (tra cui quelle di Benny Goodman, Count Basie, Duke Ellington, Artie Shaw, Glenn Miller, Tommy Dorsey, Chick Webb, Teddy Wilson e Jimmy Lunceford) ha vissuto il suo momento di maggior popolarità e diffusione, divenendo la colonna sonora del mondo intero.

I passi successivi del Brass hanno l’obiettivo di accrescere la competenza dei suoi giovani componenti circa i principi razionali di tecniche esecutive applicate all’interpretazione dei linguaggi jazz e contemporanei. La partecipazione alle audizioni di selezione ha consentito che il progetto, fortemente voluto dall’Orchestra Jazz Siciliana e dalla Scuola di Musica della Fondazione, partisse già da subito come compagine realmente rappresentativa dell’intera Sicilia poiché i giovani talenti selezionati provengono da tutte le province e da tutti i conservatori e istituti musicali dell’Isola. “Sono decisamente convinto – dice Ignazio Garsia – che la Brass Youth Jazz Orchestra possa essere il fulcro del futuro di questi ragazzi e che lo sforzo nel quale stiamo investendo risorse umane ed artistiche debba mirare a raggiungere dignità professionale pari a quella degli altri generi musicali”.

Le Vie dei Tesori News

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