Il Loggiato San Bartolomeo riparte nel segno dell’arte

La Fondazione Sant’Elia ha scelto di ripartire con una mostra di Julien Friedler che mette insieme 200 opere realizzate negli ultimi due anni

di Redazione

Piccoli segnali di rinascita. Palermo comincia pian piano a risollevarsi nel segno dell’arte, dopo i mesi di lockdown causati dall’emergenza sanitaria. Uno dei luoghi più amati, il Loggiato San Bartolomeo, con la sua terrazza con vista mozzafiato sul porto di Palermo, riparte dalle opere di Julien Friedler, artista visivo belga dal linguaggio molto personale. Tracce, segni, molliche, visioni, orme, graffiti che riescono a condurre per mano dentro un mondo fantastico, un territorio mentale in cui si riconosce soltanto l’artista. Questo il tema della prima mostra con cui la Fondazione Sant’Elia – e in maniera più ampia, la città di Palermo – rinsalda il suo rapporto con l’arte e la libertà. Il capoluogo siciliano, per ripartire, sceglie un artista dall’immaginario strabordante e, insieme, necessario. Per il tempo, il momento, il luogo.

Julien Friedler, Les Anges noirs

“Mapping” racchiude 200 quadri recenti di Friedler, di chiara impostazione espressionistica, catartica, realizzati negli ultimi due anni, e fino a poco prima che il mondo si raggrinzisse in se stesso, per far fronte alla pandemia: la personale dell’artista belga, curata da Gianluca Marziani e Dominique Stella, si inaugura nella sede della Fondazione Sant’Elia al Loggiato San Bartolomeo, dove sarà visitabile dal 7 giugno al 7 luglio (vernissage il 6 giugno alle 11). 

Julien Friedler, La Plongaur

L’ingresso sarà eccezionalmente gratuito e contingentato, permesso soltanto se dotati di adeguati dispositivi di sicurezza. Contemporaneamente alla mostra palermitana, organizzata da Mlc Comunicazione, una seconda parte di “Mapping” si svolgerà a Palazzo Libera, nel Comune di Villa Lagarina in provincia di Trento, in collaborazione con il Mart di Rovereto. Il catalogo, che raccoglie l’insieme della produzione “Mapping”, sarà pubblicato da La Route de la Soie Éditions di Parigi.

La mostra sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Per informazioni telefonare allo 0917747695.

Il Cappero delle Isole Eolie è una nuova Dop

La Commissione europea ha approvato l’iscrizione nel Registro delle eccellenze alimentari. Un traguardo atteso e da tempo inseguito dai produttori locali

di Redazione

Si arricchisce l’elenco delle eccellenze alimentari siciliane. Il cappero delle Eolie è ufficialmente entrato a far parte dei prodotti a marchio Dop, ovvero Denominazione d’origine protetta, contro imitazioni e falsi. La Commissione europea, infatti, ha approvato l’iscrizione nel Registro delle eccellenze alimentari del ”Cappero delle Isole Eolie”, in quanto nuova Dop. La decisione entrerà in vigore il prossimo 27 maggio. Nel regolamento di esecuzione la Commissione europea precisa ”di aver ricevuto dai comuni di Malfa, Leni e Santa Maria Salina una notifica di opposizione, comprensiva di una dichiarazione di opposizione motivata, ma di averla dichiarata irricevibile”.

Aldo Natoli (foto Associazione Cappero delle Isole Eolie Dop)

Un traguardo atteso e da tempo inseguito dai produttori locali, riuniti nell’associazione Cappero delle Isole Eolie Dop, presieduta da Aldo Natoli, che mette insieme 67 soci dell’arcipelago, soddisfatti per “il pregevole riconoscimento della attestazione di qualità, che testimonia la tipicità di un prodotto le cui caratteristiche sono indissolubilmente legate all’ambiente ed al nostro territorio”. Si tratta – sottolineano ancora i produttori – “di un primo passo che ci proietta verso ulteriori progetti che ci vedranno impegnati in un prossimo futuro per tutelare e valorizzare il Cappero delle Isole Eolie Dop ed offrire ai consumatori il nostro prodotto di qualità. A ciò si aggiunge che l’attribuzione della denominazione di origine protetta rappresenta senza dubbio una nuova possibilità di sviluppo e di crescita per il territorio sostenendo e favorendo tutti gli operatori già coinvolti nella filiera produttiva e per quanti in futuro vorranno utilizzare tale opportunità”.

Un piatto di capperi (foto Wikipedia)

Il cappero delle Eolie si contraddistingue per la forma sferica o leggermente appiattita con apice pronunciato. Al colore si presenta verde tendente al senape con striature violacee, di calibro non inferiore a 4 millimetri per i capperi e calibro non superiore ai 20 per i cucunci, ovvero i veri e propri frutti della pianta. I capperi sono più piccoli all’aspetto, mentre i cucunci hanno una forma affusolata. Sia capperi che cucunci vengono tradizionalmente conservati sotto sale. I capperi si preparano cogliendo i boccioli, lasciandoli asciugare al sole per due giorni e poi riponendoli in vasi di vetro con pari quantità di sale grosso. Ogni giorno si forma un liquido che poi viene tolto, e nel momento in cui il liquido finisce del tutto, i capperi sono pronti per essere consumati: si tolgono dal sale grosso e si immergono in un composto di acqua e aceto. I capperi hanno inoltre numerose proprietà benefiche, ricchi di sostanze diuretiche, antibatteriche, antinfiammatorie e analgesiche.

La Settimana delle Culture si fa “virtuale” e migra sui social

La manifestazione torna in una chiave diversa a causa dell’emergenza sanitaria. Nove giorni tra incontri, visite e dibattiti da seguire su Facebook

di Redazione

Nove giorni di eventi che raccontano, in maniera diversa, storie e tradizioni di Palermo, una città dai mille volti. La nuova edizione della Settimana delle Culture, a causa delle misure decise per combattere il contagio, non potrà svolgersi come ogni anno. Per questo, la manifestazione nei prossimi giorni, dal 9 al 17 maggio, sbarcherà sui social, scegliendo una formula che ormai fa parte delle abitudini quotidiane. Lo spirito, però, sarà sempre lo stesso: la collaborazione tra istituzioni, associazioni, enti pubblici e privati, che raccontano la città e le sue sfaccettature, la storia, le tradizioni, ieri e domani; una manifestazione che discute e progetta, forte di un comitato organizzativo che, da quest’anno, è guidato da Salvo Viola. Ogni giorno quindi, da sabato 9 maggio a domenica 17, alle 18,30 sulla pagina Facebook di Settimana delle Culture (qui il link) da condividere poi sugli altri canali social del festival – un appuntamento fisso con un preciso calendario che cercherà di accontentare ogni interesse, costruito in collaborazione con Le Vie dei Tesori, Fondazione Sicilia, Teatro Biondo, Sole Luna Film Festival, The Brass Group.

L’oratorio di San Lorenzo

Sabato 9 maggio alle 18,30, l’avvio sarà dato dal saluto istituzionale del sindaco Leoluca Orlando, dell’assessore alle Culture Adham Darawsha, dal presidente e dal presidente onorario della manifestazione, rispettivamente Salvo Viola e Gabriella Renier Filippone. Quindi, il primo contributo, alle 18,40: il presidente del Brass Group, Ignazio Garsia, si siederà al piano, a casa sua, per proporre in diretta un suo omaggio musicale alla città. Domenica (10 maggio) una particolare visita guidata alla scoperta dell’Oratorio di san Lorenzo, il trionfo di merletti di stucco del Serpotta, teatro di uno dei furti del secolo breve, quello della Natività del Caravaggio, poco più di cinquant’anni fa. La condurrà Bernardo Tortorici di Raffadali, presidente Amici dei Musei Siciliani che gestiscono abitualmente le visite all’oratorio. Alle 18,40, un recital che unisce due realtà musicali che esplorano, ognuna a suo modo, suoni di Paesi del Mediterraneo: Quadro Nuevo e Duende Sur.

Raffaele Bonsignore

Lunedì 11 maggio, la prima “conversazione” sul domani: sul filo del tema scelto – “Il Post Museo – La fruizione dei beni museali dopo la pandemia” – si discuterà di metodologie 4.0, distanziamento, sicurezza del siti, ma anche di nuovi pubblici, gestione integrata, reperimento di risorse, con il presidente di Fondazione Sicilia Raffaele Bonsignore, l’urbanista Maurizio Carta (autore di un recente volume appunto “Futura”), il direttore generale di CoopCulture che gestisce molti siti della città, Letizia Casuccio, e Andrea Cusumano, artista e regista, che porterà il suo sguardo da ex assessore alla Cultura. Coordina la giornalista Paola Nicita.

Il ritratto di Charlotte

Martedì 12 maggio ritorna a farci (virtualmente) visita Charlotte, ovvero Marie-Thérèse Charlotte de France – la primogenita di Luigi XVI e Maria Antonietta, l’unica della famiglia reale a scampare alla morte durante la Rivoluzione Francese – raffigurata in un ritratto ritrovato dallo storico dell’arte Maria Antonietta Spadaro e restaurato l’anno scorso da Settimana delle Culture: ne parleranno la stessa Spadaro e la restauratrice Ambra Lauriano, seguito da un recital diretto da Pia Tramontana, del coro “Teatro dei ragazzi” formato da giovani cantori di quartieri svantaggiati. Chiude alle 19 una produzione inedita del Teatro Biondo, alle 19: “Safar – Viaggio nella mistica d’Oriente” che pesca tra le poesie delicate di Ibn ʿArabī, Omar Khayyam, Lalla, Jalāl ad-Dīn Rūmī, Rabindranath Tagore, tradotte e drammatizzate da Bebetta Campeti, e interpretate dagli allievi attori della “Scuola dei mestieri dello spettacolo” dello Stabile, coordinati da Pamela Villoresi (consulenza musicale di Pejman Tafayon).

Visite nell’ambito della Settimana delle Culture

Mercoledì 13 maggio, la giornata si aprirà con il recital teatrale “Scene tratte da ‘Donne contro … il mito'” di e con Rosalia Billeci. Poi, la seconda conversazione che marcerà sul filo della suggestione visiva, della luce declinata su mezzi diversi, dal cinema alla fotografia. Su “Terra e luce – Dalla Gurfa al Roden Crater” si confronteranno Lucia Gotti Venturato, presidente del festival cinematografico Sole Luna – Un ponte tra le culture; il fotografo Alessandro Belgiojoso e Agostino De Rosa, dello Iuav di Venezia. Un tema particolare – aperto sicuramente al futuro post epidemia, ma nato tra le quattro mura domestiche, oggi nido e rifugio – sarà sviluppato giovedì 14 maggio, dalla chef della biodiversità, Bonetta Dell’Oglio che si interroga (e riversa le sue domande sul pubblico) su “L’inconsapevole forza del consumatore”, e conversa con Arturo Genduso, agronomo, Daniela Mainenti, giurista esperta di pesca illegale, e Adele Traina Butera, biologa. A ruota, Nicola Macaione (Spazio Cultura Libreria Macaione) informerà sulle ultime uscite in libreria.

Il Teatro Massimo

Sarà la grande forza narratrice di Beatrice Monroy a far conoscere il racconto “Aurora e il passaggio del principe” – venerdì 15 maggio -, mentre lo storico dell’arte Anna Maria Ruta riscoprirà un artista a cavallo dei due secoli, a cui ha dedicato di recente una preziosa pubblicazione: Aleandro Terzi, “fermato” nel suo contributo figurativo alla Targa Florio. Chiuderà la giornata una particolarissima quanto inedita visita a Villa Niscemi, condotta da Massimiliano Marafon Pecoraro che nei giorni scorsi ha ideato “Palermo Silente, cultura viva” nuovo format, sulla piattaforma Zoom, di percorsi guidati alla scoperta di residenze private e collezioni pubbliche della città. Format che verrà riproposto durante la Settimana delle Culture: l’11 maggio dedicato a Palazzo Alliata di Pietratagliata, il 12 alla Galleria d’arte moderna, il 14 al Teatro Massimo/Palazzo Francavilla e il 15 all’ Archivio Storico comunale. Ogni visita verrà condotta dai padroni di casa, nel caso di residenze private, o dai direttori di musei e archivi.

Salvo Piparo

Ultimi due giorni di rassegna: sabato 16 maggio, il racconto di “Palermo al tempo della peste” sarà affidato ad un narratore appassionato come Gaetano Basile; chiuderà la giornata un recital del ventiseienne compositore, pianista e produttore nisseno Ciccio Leo, autore de “La canzone promemoria”, accattivante pezzo molto fresco, autenticamente pop. Domenica 17 maggio, si chiude con “Il cuntu di Pilucani” dall’appassionata lingua “sciacquata nell’Oreto” di Salvo Piparo; e con un recital di Giuseppe Milici (armonica) e Antonio Zarcone (pianoforte). La Settimana delle Culture si congederà dal suo pubblico – in attesa della prossima edizione – con i saluti dei protagonisti.

L’appello degli operatori turistici di Ustica: “Ripartire in sicurezza”

Albergatori, ristoratori e sub chiedono di attivare presto tutte le misure di sicurezza per garantire gli sbarchi nell’isola e salvare così una stagione compromessa

di Redazione

Ripartire prima possibile per salvare una stagione turistica che sembra ormai perduta. È l’appello lanciato alle istituzioni da una trentina di operatori di Ustica, tra albergatori, ristoratori e sub, che fanno capo all’associazione VisitUstica. Chiedono di attivare tutte le misure di sicurezza per garantire gli sbarchi nell’isola, in vista di un auspicato aumento delle corse, prevedendo anche una riduzione del prezzo dei biglietti.

Grotta Verde (foto Lauraguarnieri, Wikipedia)

“Attualmente il nostro territorio è stato totalmente risparmiato dei contagi – osservano dall’associazione – . La nostra prima preoccupazione resta la possibilità di mantenere questo risultato sia per la comunità locale che per gli ospiti a cui potremmo garantire un ambiente incontaminato. Per questo abbiamo sollecitato le istituzioni, che in coordinamento con le altre isole, stanno chiedendo un rafforzamento dei controlli sanitari agli imbarchi e dei presidi medici sui fragili territori isolani. L’altro aspetto a cui guardiamo con grande attenzione riguarda i trasporti. Una volta che ci saranno le condizioni per la ripresa del flusso turistico sarà indispensabile un reintegro del catamarano e un aumento del numero di corse anche in funzione del minor numero di passeggeri che potranno viaggiare sui mezzi”.

Faro di Punta Omo Morto

“Riteniamo che il fondamentale sostegno pubblico, – proseguono da VisitUstica – necessario in questo momento per favorire l’economia turistica sulla nostra isola, sia un abbattimento considerevole della tariffa dei biglietti. La richiesta è di una tariffa residente su tutti i mezzi in linea per tutto il 2020. Siamo disponibili a impegnare anche il nostro bilancio per reintegrare una parte del biglietto. Ustica presenta la possibilità, rispetto ad altre località, di una balneazione senza affollamenti, per questo è indispensabile che l’Amp si adoperi almeno per il posizionamento delle boe e riteniamo utile un apertura (esclusivamente temporanea e vigilata) del tratto di area A attualmente interdetto alla balneazione”.

Il centro di accoglienza dell’Area marina protetta di Ustica

Difficile il momento anche per i diving, data la difficoltà di rispettare distanze e le norme di sicurezza, a cui si aggiunge la chiusura della camera iperbarica. Per questo gli operatori turistici ne chiedono la riapertura, cosa che – osservano – “permetterebbe di aumentare la disponibilità di medici sull’isola. Per quanto riguarda i tributi comunali chiediamo espressamente una riduzione e dilazione al prossimo anno dei tributi. Ustica è un’isola ma prima di tutto è una comunità – concludono – . Il benessere di questa comunità dipende da una piccola economia turistica che con grande fatica portiamo avanti. Anche quest’anno ce la metteremo tutta”.

Ripartono i cantieri al Parco Naxos Taormina: le novità

Si lavora all’ex Semaforo sul belvedere, che diventerà una caffetteria, poi nuova segnaletica con itinerari di visita, abbonamenti per famiglie e visite serali

di Redazione

Il Parco archeologico Naxos Taormina, con l’avvio della “fase 2”, si rimbocca le maniche in vista della riapertura dei luoghi della cultura, dopo la pausa di due mesi imposta dalla pandemia del coronavirus. Proseguono i periodici interventi di sanificazione a base di perossido di idrogeno sia delle aree espositive e dei reperti, come delle aree di lavoro di custodi e addetti del Parco.

Sanificazione all’antiquarium

Da lunedì 4 maggio sono tornati operativi alcuni cantieri, in particolare al Teatro Antico di Taormina sono in programma tre interventi: si lavora all’edificio nominato “Ex Semaforo”, sul belvedere più alto del promontorio del teatro, destinato a diventare un’esclusiva caffetteria “sospesa” tra cielo e mare, nel blu dello Jonio: un luogo magico, che invita al relax e alla placida contemplazione di un panorama straordinario. Da mercoledì 6 sono ripartiti i lavori dell’Enel per lo spostamento della cabina, che libererà dei volumi importanti nell’area retrostante il teatro destinati ad ulteriori servizi igienici per i visitatori, mentre fra i lavori programmati – e funzionali alle misure di sicurezza della “fase 2” – c’è l’installazione dei tornelli a fianco delle biglietterie, per distanziare i visitatori ed evitare capannelli all’ingresso.

Gabriella Tigano

“Siamo in attesa – spiega il direttore del Parco, Gabriella Tigano – delle linee guida nazionali e regionali in merito alla gestione in sicurezza dei siti archeologici e dei musei, sugli ingressi contingentati e le distanze. Ma intanto ci stiamo preparando alla riapertura al pubblico prevista per il 18 maggio in collaborazione con Aditus, la società di servizi aggiuntivi che cura la biglietteria, predisponendo l’acquisto di strumenti per la misurazione della temperatura, di gel igienizzanti e mascherine e proseguendo con la sanificazione degli ambienti comuni fatta anche in questi due mesi di chiusura. L’accesso al teatro di Taormina e all’area archeologica di Naxos, spazi molto grandi, non porrà significativi problemi di contingentazione, ma per il museo di Naxos e di Isola Bella dovremo prevedere ingressi scaglionati”.

Lavori all’ex Semaforo

Tra le novità in arrivo, abbonamenti a prezzi popolari e destinati anche ai residenti occasionali e visite serali. Programmata per le prossime settimane, l’installazione della nuova segnaletica, analoga a quella introdotta lo scorso anno al teatro di Taormina, nell’area archeologica di Naxos. I totem, oltre a suggerire due itinerari di visita – uno breve e l’altro più lungo, a seconda del tempo a disposizione –, orienteranno il visitatore alla conoscenza diretta dei luoghi-chiave della vita nell’antica polis greca: dalle case al santuario, dalle mura di fortificazione ai resti del tempio, dalle fornaci (dove si realizzavano stoviglie e simulacri da offrire alle divinità) alla Torre Vignazza attraversando gli incroci stradali di platèiai (strade grandi) e stènopoi (strade piccole). Nuova segnaletica in arrivo anche per il centro abitato di Taormina, con analoghi totem che, dalla funivia, al terminal bus e fino alla Villa Comunale e Isola Bella, saranno un presidio informativo per tutti i visitatori.

Il team del Parco di Naxos e del Comune di Francavilla a Palazzo Cagnone

Prosegue per Francavilla di Sicilia, il lavoro per il nuovo allestimento permanente dell’Antiquarium di all’interno di Palazzo Cagnone. Grazie allo smart working e a una piattaforma condivisa, accessibile anche da remoto, in questi due mesi i vari professionisti del Parco hanno potuto proseguire la progettazione per integrare l’allestimento tradizionale con strumenti digitali, ossia un video introduttivo e la sala immersiva. L’apertura è in programma per fine giugno.

Duomo di Agrigento, passi avanti per salvare la collina

Al via una gara da venti milioni di euro per i lavori che metteranno in sicurezza la rupe franosa su cui sorge la chiesa e l’intera area diocesana della città

di Redazione

Una gara da quasi venti milioni di euro per affidare i lavori che metteranno fine al cedimento della collina sulla quale sorge il Duomo di Agrigento e l’intera area diocesana della Città dei Templi. Lo annuncia il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, che è anche commissario contro il dissesto idrogeologico dell’Isola. Dopo avere contribuito in maniera determinante alla riapertura della Cattedrale di San Gerlando, rimasta chiusa otto anni per ragioni di sicurezza (ve ne abbiamo parlato qui), l’Ufficio contro il dissesto idrogeologico si appresta adesso a chiudere una vicenda che ha tenuto costantemente in ansia la Curia e l’intera comunità. Grazie al bando emanato si potrà intervenire a breve per consolidare l’intero pendio, lì dove i numerosi interventi adottati nei secoli, per lo più di carattere strutturale, non hanno mai davvero arrestato il processo deformativo in atto.

Lesioni all’interno della Cattedrale di Agrigento

“Stabilizzare il versante sul quale sorge la Cattedrale, – sottolinea Musumeci – significa anzitutto scongiurare il pericolo di disperdere il grande lavoro di recupero fatto sulle sue strutture che risultavano profondamente lesionate dai dissesti in corso. Un intervento assai complesso e lungo, al quale abbiamo destinato già ottocentomila euro. Adesso scatta la ‘Fase due’, quella risolutiva perché pone il principale tempio sacro della città, ma anche altri numerosi beni monumentali che sorgono in quell’area, al riparo dalle frequenti oscillazioni del terreno che ne possono compromettere la stabilità”.

Lesioni sulla facciata della Cattedrale di Agrigento

Stabilità che era progressivamente venuta a mancare lungo il crinale a causa di una fessura che interessa il Duomo e che si estende, verso est, fino alla chiesa di Sant’Alfonso e, verso ovest, fino al Museo Diocesano. Prima dell’inizio dei lavori, sarà necessario fare entrare in azione rocciatori esperti per il “disgaggio di diversi ammassi litoidi”. Indispensabile anche un intervento di sistemazione idraulica, con la realizzazione di fossi e canalette che convoglieranno le acque piovane al piede della collina. L’intervento di consolidamento sarà effettuato utilizzando la tecnologia dei micropali e dei tiranti su cinque quote differenti, cominciando dal basso verso l’alto.

Gradini lesionati

“Tutte le opere – assicura il presidente Musumeci – saranno eseguite senza turbare minimamente le attuali condizioni di stabilità del pendio, in modo da assicurare la piena fruibilità del Duomo e degli altri edifici. I lavori saranno accurati ma anche spediti e, in ogni caso, il cantiere dovrà avere un impatto minimo sull’ambiente circostante perchè nessuno dimentica che siamo nel cuore di uno dei posti più suggestivi della Sicilia. Un luogo che manterrà inalterata la propria bellezza appropriandosi finalmente di quelle condizioni di sicurezza che ha atteso per troppo tempo”.

Numeri da record per i racconti dalla quarantena

Con oltre un milione di visualizzazioni si è chiusa la campagna #tiraccontountesoro a cui hanno partecipato tanti rappresentanti del mondo della cultura e anche i volontari del festival

di Redazione

Si è chiusa con più di un milione di visualizzazioni e una media di quindicimila persone raggiunte ogni giorno sui social, la campagna de Le Vie dei Tesori, #tiraccontountesoro che, lanciata durante il lockdown, ha accompagnato il pubblico nei due lunghi mesi di emergenza. Precisamente 1.274.230 visualizzazioni, 15.022 persone in media raggiunte dalla fanpage e 35.811 utenti che hanno interagito.

Il festival che fa scoprire le bellezze dell’Isola, non poteva lasciare soli i suoi appassionati fan, e ha trovato una formula nuova. Ha chiesto ai suoi “amici” di raccontare: venticinque tra esperti, giornalisti, direttori di musei e di teatri, attori, professori universitari, ma anche guide, appassionati, storici e gli splendidi “volontari” del festival, hanno attinto alla loro competenza e memoria. Senza luci d’artista o trucco e parrucco: uno smartphone e poco altro, solo la voglia di far scoprire una storia, un angolo, un aneddoto, un personaggio, il passo di un libro, una poesia.

Le Vie dei Tesori a Palermo

Sono nati così i video postati sulle pagine social, che si sono aggiunti agli articoli del magazine del festival e alle suggestioni giornaliere postate sui social ufficiali e tratte dall’infinito repertorio messo insieme da Le Vie dei Tesori nei suoi tredici anni di vita: una foto e un luogo, in giro per l’isola, passando per le grandi città e i borghi, i palazzi storici e le cripte, salendo sulle torri o finendo nei castelli. L’intera campagna di #tiraccontountesoro ha raggiunto numeri inaspettati che la dicono lunga sulla voglia di ripresa della Sicilia e sulla fiducia nel futuro, ma guardano anche in prospettiva, ad un turismo di recupero, di prossimità, che accolga la suggestione dei siti da riscoprire vicino casa, viaggiando nella storia, nella natura, nell’arte. In attesa della nuova edizione de Le Vie dei Tesori.

ECCO IL VIDEO DELLA CAMPAGNA #TIRACCONTOUNTESORO

“Buongiorno, Notte”, alla scoperta della città all’alba

Va avanti il progetto di Giovanni Mazzara che propone passeggiate poco prima del sorgere del sole. L’iniziativa dopo Palermo, Napoli e Bologna, arriva anche a Roma

di Redazione

Una comunità legata da una passione forte: la gioia del risveglio quotidiano vissuto come momento rigeneratore, in cui tutti i sensi sono acutizzati e le emozioni attraversano la mente ed il corpo regalando momenti indimenticabili. Questo è “Buongiorno, Notte”, il progetto ideato da Giovanni Mazzara, regista e docente, che in meno di due anni da Palermo, si sta muovendo anche in altre città italiane. Dall’1 maggio, a partire dall’alba, sarà online la nuova pagina Facebook interamente dedicata a Roma, a cui si aggiungono quelle di Napoli, attiva dalla primavera del 2019; Bologna, aperta il mese scorso e ovviamente Palermo. “Buongiorno, Notte” nel frattempo è confluito nell’associazione Museo Sociale Danisinni di Palermo, a testimoniare il desiderio di incrementare il senso di comunità e di radicamento nel territorio.

Una delle passeggiate di Buongiorno, Notte (foto da Facebook)

Il progetto è strutturato in una serie di passeggiate che iniziano poco prima del sorgere del sole, per scoprire la città con occhi nuovi. “Buongiorno, Notte” rappresenta iconograficamente il passaggio dalla notte all’alba, attraverso l’aurora. L’idea nasce da una passione di Mazzara per le passeggiate sul confine tra giorno e notte, e dal desiderio di valorizzare questa sua attitudine, coinvolgendo – in una avventura sensoriale, fisica ed intellettuale allo stesso tempo – una platea più vasta.

Alba dal porto di Palermo (Foto dalla fanpage di Buongiorno, Notte Palermo)

“Camminando alle prime luci del mattino, la città assume volti diversi e nuovi – si legge sul sito web del progetto – . A partire dall’osservazione della luce che dal blu notte lentamente muta in quella ambrata per esplodere poi nelle varie gradazioni dell’arancione. Anche i suoni divengono protagonisti. Attenuati quelli umani e meccanici, si odono quelli degli animali: il cinguettio degli uccelli, il latrare dei cani e, per i più fortunati, anche un gallo in lontananza. Poi gli odori, le città al mattino presto odorano, ed alcune profumano. Palermo profuma delle fragranze del gelsomino arabo, delle rose selvatiche e delle plumerie. Camminare non fa bene solo al corpo, libera la mente permettendo associazioni mentali inaspettate, fa parte del nostro essere uomini. Esplorare e curiosare, sono istinti primari che da sempre fanno parte di noi”.

Giovanni Mazzara

Giovanni Mazzara è docente di ruolo nei corsi di Teoria e Tecnica dell’Interpretazione Scenica e di Regia dello spettacolo musicale dal vivo, al Conservatorio “Scarlatti” di Palermo. Alla carriera di organizzatore teatrale ha sempre affiancato quella di regista specializzandosi in spettacoli di qualità per i giovani. Tra i tanti incarichi, è stato direttore della programmazione del Teatro Massimo di Palermo.

Caltanissetta punta sulla cultura, al via un progetto per ripartire

La fanpage istituzionale della biblioteca comunale “Luciano Scarabelli” diventa luogo d’incontro, riempiendosi di interviste, commenti, musica e letture

di Redazione

Caltanissetta riparte dalle sue radici, facendo della cultura un punto d’incontro. In questi giorni difficili, in cui l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia ha aperto scenari fino a poco tempo fa inimmaginabili, nasce un progetto che elegge la Biblioteca comunale “Luciano Scarabelli” a luogo di unione e condivisione virtuale. È il progetto “Caltanissetta c’è. Cultura”, promosso dall’assessorato comunale alla Cultura, in sinergia con la Soprintendenza ai Beni Culturali di Caltanissetta, il Museo Diocesano del Seminario Vescovile di Caltanissetta, e con la collaborazione del Parco Archeologico di Gela e delle associazioni culturali della città.

Cattedrale di Caltanissetta

Un progetto già in qualche modo avviato con l’iniziativa “Io leggo per… – nato dal “Patto di Caltanissetta per la lettura” – e che si amplia con l’unico obiettivo di stringersi intorno ai valori condivisi dalla comunità nissena, alle tradizioni e alla memoria della città. Così da lunedì 27 aprile la pagina Facebook della Biblioteca Comunale “Scarabelli” di Caltanissetta (qui il link) si riempirà di contenuti culturali tra interviste, commenti, musica e letture, secondo un palinsesto diversificato per bambini e adulti. La Biblioteca comunale diventerà così un luogo d’aggregazione virtuale simbolico, uno spazio comune, in cui insieme, vicini anche se lontani, si può essere più forti e coesi.

Marcella Natale

“Sono convinta che in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, sia necessario ripartire proprio dal nostro passato, dai nostri valori, dalle attività produttive della nostra città – ha detto Marcella Natale, assessore alla cultura del Comune di Caltanissetta -, per proporre e far conoscere, anche fuori dai confini territoriali, una città che secondo noi non merita di stare all’ultimo posto della classifica italiana 2019 sulla  ‘Qualità della vita’, pubblicata da Il Sole 24ore. Ho capito che il mio è un sentimento condiviso dalla maggior parte dei nisseni, ne è prova la nutrita adesione delle associazioni culturali del territorio, a cui va tutta la mia riconoscenza. Penso che tutti insieme, uniti, possiamo compiere un primo passo di quella che sarà la ‘fase 2’, e cioè ripartire, nella convinzione che il necessario processo di cambiamento e di adeguamento alle nuove condizioni di vita debba avviarsi anche dalla cultura”.

Chiesa di Sant’Agata al Collegio (foto AlessandroAM, Wikipedia)

“Quest’iniziativa rispecchia pienamente una delle principali attività istituzionali della Soprintendenza: la valorizzazione dei nostri beni culturali – ha detto la sovrintendente di Caltanissetta Daniela Vullo – . Attraverso la presentazione di brevi filmati racconteremo la storia di edifici, opere d’arte, luoghi della nostra città, guidando virtualmente gli spettatori in ambiti spesso sconosciuti, a volte inaccessibili ma ricchi di grande fascino, tradizione e bellezza”.

Seminario vescovile

“Per un’istituzione culturale come la nostra, è difficile immaginare di poter fare attività in questo momento storico – dice Giuseppe Di Vita, direttore del Museo Diocesano di Caltanissetta -. Stavamo iniziando a discutere sul da farsi quando è arrivata la proposta dell’assessore Marcella Natale: progettare un percorso condiviso dove i singoli soggetti potessero produrre materiale per far conoscere ciò che di bello abbiamo. Così il gruppo di lavoro del Museo Diocesano si è messo subito al lavoro. Il primo video che intendiamo condividere con la comunità riguarderà in maniera generica il Museo, ma in seguito faremo conoscere aspetti interessanti e curiosi del nostro patrimonio”.

Artisti contro il virus, un’asta per aiutare gli ospedali

Nuova iniziativa solidale promossa dalla Fondazione Sicilia, i fondi raccolti dalla vendita di una dozzina di opere saranno devoluti alle strutture sanitarie regionali

di Redazione

Ci sono Maurilio Catalano, Domenico Pellegrino, Pucci Scafidi, Francesco Lauretta, Pippo Madè. E poi ancora Nicola Pucci, Ignazio Schifano, Sandro Scalia, Loredana Longo, Giacomo Rizzo, Daniele Franzella, Francesco De Grandi. Dodici artisti siciliani, conosciuti e apprezzati nel panorama internazionale, danno il loro sostegno alla campagna “Sos Coronavirus Sicilia”, ideata e promossa da Fondazione Sicilia per fronteggiare l’emergenza sanitaria siciliana.

L’opera di Nicola Pucci all’asta

L’asta di beneficenza su Ebay (a questo link) comincia il 23 aprile e sarà attiva fino all’1 maggio. Per la luminaria di Domenico Pellegrino,”Sicilia, #restiamouniti”, sarà la seconda volta: Oranfrizer, l’azienda che l’aveva acquistata per 10mila euro in meno di 12 ore ha deciso, con un ulteriore gesto di generosità, di rimetterla all’asta (ve ne abbiamo parlato qui). Maurilio Catalano scende in campo con l’acrilico su tela “Cuori e barche”, Pucci Scafidi con la stampa diretta su plexi “Tetti del capo”, Francesco Lauretta con “Disegni neri”, pastello su carta. Pippo Madè sceglie invece la litografia “Ricci”, Nicola Pucci l’olio su tela “Collana di perle”. Olio e smalto su tela, invece, per “Il palcoscenico” di Ignazio Schifano, mentre “Bagnanti”, di Sandro Scalia, è una stampa lambda su carta fotografica. Loredana Longo offre un pezzo unico in ceramica, “Creative Execution#2 The Flag / 7”, Giacomo Rizzo la scultura in gesso “Palem” e Francesco De Grandi la china su carta “senza titolo”. Due le opere di Daniele Franzella: l’affresco digitale “Solfuree” e la fotoceramica “Giuseppe Mazzini e Vittorio Emanuele II”.

Domenico Pellegrino, Restiamo uniti

I fondi raccolti verranno devoluti al Dipartimento regionale della Protezione Civile, e saranno destinati per l’acquisto di beni strumentali per i pronto soccorso e gli ospedali siciliani, per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale per medici e paramedici e per interventi strutturali per creare nuovi reparti di terapia intensiva. “Un sincero grazie va a tutti gli artisti che hanno dimostrato una grande generosità nel partecipare a questa asta di beneficenza – osserva il presidente di Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore – con cui terminerà la nostra campagna di raccolta fondi Sos Coronavirus Sicilia: è significativo che sia proprio l’arte a chiudere un ciclo di iniziative che ha messo in luce il cuore enorme dei tantissimi siciliani che hanno dato il loro contributo”.

Le Vie dei Tesori News

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