Estate senza festival, l’appello degli imprenditori

Giovani imprenditori siciliani hanno creato un network per salvaguardare le future edizioni di alcuni degli eventi musicali e artistici dell’Isola

di Redazione

Lo spettro di un’estate senza eventi culturali è sempre più vicino, molti festival musicali hanno già cancellato l’edizione per il 2020, mentre altri rimangono in attesa, sospesi in un clima di totale incertezza. Così, giovani imprenditori e operatori culturali hanno deciso di dare vita a “Sicilia Festivals”, il network dei festival esperienziali siciliani, con l’obiettivo di tutelare il lavoro svolto in questi anni e salvaguardare le future edizioni, ma anche con la volontà di trasformare un momento di crisi in un’opportunità. La strategia è quella di condividere una visione comune nella progettazione di eventi immersivi, dal profilo internazionale, sostenibili, ricchi di valori, innovazione e inclusione sociale, mirati alla promozione e alla valorizzazione territoriale che puntino a riposizionare la Sicilia nel panorama dei festival internazionali.

Il Festival Mondo Sounds

Ortigia Sound System, FestiValle dei Templi, The Djoon Experience Festival, Mondo Sounds, Mish Mash Festival. One Day Music sono alcuni degli eventi che hanno raccontato, con un linguaggio contemporaneo e internazionale, il territorio, la storia, le bellezze e la ricchezza culturale dell’Isola. Appuntamenti che hanno attratto più di 120.000 utenti all’anno generando un indotto turistico ed economico di oltre 20 milioni in tre anni e che coinvolge migliaia di lavoratori.

“Dopo oltre due mesi di emergenza, abbiamo deciso di fare squadra – spiega Andrea Cavallaro, direttore generale di Ortigia Sound System Festival – ma nonostante tutti i nostri sforzi le risposte tardano ad arrivare. I nostri eventi culturali rappresentano un importante strumento di promozione territoriale e crescita economica diffusa e, anche se durano pochi giorni, hanno dietro un lavoro lungo e complesso che dura un anno intero. Senza precise linee guida anti-covid e misure adeguate che permettano alle manifestazioni di essere sostenibili siamo impossibilitati a fare il nostro lavoro. Senza misure a lungo termine saranno in pericolo anche gli anni a venire e si rischia di veder andare in fumo tanti appuntamenti culturali diventati ormai eventi imprescindibili per l’estate siciliana”.

Mish Mash Festival

Tra le richieste avanzate sul tavolo di un recente incontro con l’assessore al Turismo della Regione Siciliana, Manlio Messina, c’è l’adesione alla misura di indennità per il mancato sbigliettamento e l’inserimento dei ticket festival all’interno della proposta voucher dei pacchetti viaggio. Ma il network di imprenditori culturali non guarda solamente all’emergenza Covid-19: “Tra i principali obiettivi che questa rete di professionisti vuole intestarsi c’è la richiesta di partecipare ai tavoli tecnici che appronteranno le linee guida dello sviluppo culturale e turistico dell’isola nei prossimi anni – prosegue Fabio Rizzo, fondatore di Mondo Sounds Festival – oltre che la richiesta di misure adeguate allo sviluppo e alla programmazione del comparto, e la condivisione di strategie di destagionalizzazione per la costruzione di modelli virtuosi anche attraverso l’accesso ai teatri e la valorizzazione dei beni monumentali”.

“Vogliamo approfittare di questo momento di stasi delle attività per ripensare tutto il comparto e cercare nuove opportunità di crescita e rilancio – sottolinea anche Francesco Culcasi, fondatore di The Djoon Experience Festival – . Grazie al supporto di un team di ricercatori universitari, vogliamo sviluppare una piattaforma di condivisione di valori, conoscenze, competenze, esperienze, tecnologie, servizi e strategie utili sia ad affrontare le emergenze contingenti connesse alla crisi dovuta a questa pandemia sia ad implementare un nuovo modello di governance del fenomeno, in linea con i più innovativi modelli nazionali e internazionali”. La volontà è dunque quella di ragionare insieme alle istituzioni regionali su una strategia condivisa di medio e lungo periodo che tenga anche conto dei valori fondamentali di sostenibilità, innovazione e solidarietà.

Le Vie della Zagara, sette itinerari tra gli agrumi

Un progetto turistico per valorizzare le eccellenze dell’Isola nei territori delle produzioni Igp, Dop e biologiche, tra natura, storia e monumenti

di Redazione

Un circuito di sette itinerari turistici tra le eccellenze degli agrumi siciliani. È il progetto Le Vie della Zagara, curato dal Distretto Agrumi di Sicilia e l’Associazione Gusto di campagna, con cui scoprire la biodiversità, la cultura e il patrimonio paesaggistico dell’Isola, nei territori delle produzioni agrumicole di qualità Igp, Dop e biologiche.

(Foto Congerdesign, Pixabay)

Il progetto, raccontato in un nuovo sito internet, propone sei itinerari di viaggio nei territori dove crescono gli agrumi più pregiati: dalla Via dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp nell’area della Piana di Catania, di Siracusa e parte della provincia di Enna a quella dell’Arancia di Ribera Dop nell’Agrigentino; dall’itinerario del Limone di Siracusa Igp a quello del Limone Interdonato di Messina Igp lungo la costa Ionica messinese, sino alla Via del Limone dell’Etna Igp lungo la costa etnea, per finire con la Via del Mandarino Tardivo di Ciaculli, presidio Slow Food nella Conca d’Oro di Palermo. Un ulteriore itinerario trasversale a tutti è quello della Via degli Agrumi Biologici, legato alle produzioni biologiche.

(Foto Samuele Schirò, Pixabay)

Ogni itinerario propone una “esplorazione” del territorio tra campagne, monumenti, città e paesaggi unici, unendo l’esperienza di conoscere da vicino le aziende e le persone che con dedizione coltivano gli agrumi. Per ciascun itinerario il sito illustra dei “pacchetti tipo” per gite da un giorno, viaggi brevi da tre giorni o più lunghi, da cinque giorni. Ogni itinerario prevede diverse attività quali la visita negli agrumeti e alle aziende agricole, la degustazione di spremute, la partecipazione alla raccolta degli agrumi, cooking class, visite guidate a città e monumenti, visite a laboratori artigianali o a cantine vinicole.

(Foto Anja, Pixabay)

Il sito web levidellazagara.com è stato realizzato grazie al progetto Social Farming, promosso dal Distretto Agrumi di Sicilia e Alta Scuola Arces. All’interno del progetto sono stati realizzati anche due corsi di formazione – l’ultimo ancora in corso – per formare operatori sul fronte del turismo relazionale integrato e nella costruzione degli itinerari di viaggio. “L’obiettivo del progetto – spiega Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia – è valorizzare il nostro prodotto di eccezionale qualità legandolo al territorio ed alla straordinaria capacità ricettiva dei siciliani. In questa ripartenza dopo il lockdown, questa forma di turismo è l’occasione per riassaporare la Sicilia più autentica e sana, che si apre all’accoglienza in un modo nuovo, con tempi, spazi e approcci più che mai consoni al momento storico che stiamo vivendo. Il sito web ci aiuterà a raggiungere questo obiettivo e diventerà sempre più ricco di informazioni grazie al contributo che ci attendiamo da aziende e Consorzi di tutela”.

La natura si riprende la Valle dei Templi

La Valle dei Templi di Agrigento come non l’avete mai vista: con i fiori sbocciati tra i massi, le piante rigogliose ovunque, le farfalle che volteggiano indisturbate, persino le capre girgentane che brucano l’erba. Doveva essere un Eden delicatamente selvaggio, quello che appariva agli antichi greci. E oggi, dopo due mesi e passa di lockdown, la Valle dei Templi riappare in tutta la sua bellezza.

Il tempo qui si è fermato, la mano dell’uomo non ha agito per tagliare, disboscare, sistemare, come normalmente avviene: il risultato è in questo video di CoopCulture – girato e montato da Daniele Rosapinta  – che racconta il sito archeologico con immagini che lasciano il segno. E che non saranno mai più ripetibili perché nella Valle sono stati già avviati i lavori di sistemazione e sanificazione, per condurre alla riapertura.  “Che dovrà essere contingentata e con tutti i sistemi di sicurezza necessari per poter godere appieno della Valle” spiega il direttore del Parco archeologico, Roberto Sciarratta. Poi ripartiranno anche i cantieri e le campagne di scavo; intanto i visitatori potranno riscoprire anche le imponenti “macchine” edili dell’esposizione a cielo aperto “Costruire per gli dei”, organizzata da MondoMostre, che è stata prorogata fino al 31 dicembre. Uno spunto ulteriore per calarsi nel mondo di chi eresse questi templi che l’Unesco protegge.

Samonà è il nuovo assessore regionale ai Beni culturali

Palermitano, classe 1972, è giornalista professionista e scrittore. Appartiene ad una illustre famiglia di architetti e studiosi della tradizione popolare siciliana

di Redazione

Dopo più di un anno dalla scomparsa di Sebastiano Tusa, la Regione Siciliana ha un nuovo assessore ai Beni culturali. È il giornalista Alberto Samonà. Il governatore Nello Musumeci – si legge in una nota di Palazzo d’Orleans – ha conferito la delega al giornalista e scrittore palermitano. Classe 1972, Samonà appartiene ad una illustre famiglia di architetti e studiosi della tradizione popolare siciliana. Lo stesso neo assessore ha scritto e pubblicato numerosi saggi ed è consigliere d’amministrazione della prestigiosa Fondazione Piccolo di Calanovella. Dal settembre 2018 è responsabile del settore cultura della Lega Sicilia.

“Dopo l’irripetibile stagione dei tecnici – dice il governatore Musumeci – Alberto Samona è la giusta sintesi della militanza politica e della competenza professionale. Lo conosco da anni e sono certo che saprà svolgere con passione il ruolo che, di intesa con il suo partito, ho voluto affidargli”.

A Noto l’Infiorata speciale nel centro storico deserto

Protagonista il cantautore Mario Incudine che si esibirà in un “cunto” simbolico in diretta sui social, passeggiando tra le vie della cittadina barocca

di Redazione

“La Bellezza è più forte della paura e questo Noto l’ha sempre dimostrato”, con queste parole pronunciate da Beppe Fiorello nasce l’edizione speciale dell’Infiorata di Noto. Una manifestazione simbolica, segno di ripartenza e resilienza. La 41esima edizione dell’Infiorata e il programma della Primavera Barocca 2020 saranno esclusivamente in versione social. Attraverso la pagina ufficiale Facebook del Comune di Noto rivivono gli eventi del cartellone primaverile, con l’evento clou, sabato 16 maggio.

Mario Incudine

A partire dalle 20 in poi, sulla fanpage istituzionale, ma anche sulle emittenti televisive o in streaming sui network che ne faranno richiesta, sarà possibile seguire l’evento che ha protagonista il cantautore Mario Incudine. Il musicista passeggerà tra le vie deserte del centro storico di Noto, riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco, esibendosi in uno speciale “Cunto” di amore per Noto, la Sicilia e il mondo intero. Nel video che annuncia l’arrivo dell’Infiorata 2020 in versione social, ci sono Chiara Ferragni, Leo Gullotta, Margareth Madè, Giuseppe Zeno e Beppe Fiorello: ciascuno di loro rivolge un augurio a Noto ed alla sua comunità, sposando l’idea del sindaco Corrado Bonfanti e della sua amministrazione di non abbandonare le tradizioni e trasformare l’evento clou organizzato in città come segnale di ripartenza.

L’Infiorata di via Nicolaci

“Vogliamo lanciare un forte messaggio di speranza che ci sostenga nella ripartenza – commenta il sindaco Corrado Bonfanti – nel pieno rispetto delle regole che vietano assembramenti e che impongono ristrettezze. Vogliamo semplicemente comunicare attraverso la nostra manifestazione simbolo, che la Città di Noto è pronta a riprendere il suo percorso, facendo tesoro dei valori riscoperti in questi mesi di emergenza Covid19 e dimostrando quelle capacità che più volte gli hanno permesso di risollevarsi: è successo dopo il terremoto dell’11 gennaio 1693, è successo dopo il crollo della cupola della Cattedrale nel 1996 e succederà, ne sono certo, anche dopo quest’emergenza”.

Museo di Aidone (foto Giulio Giallombardo)

Fondi in arrivo per riqualificare nove musei

La Regione ha stanziato 22 milioni per migliorare gli spazi espositivi, con nuovi allestimenti, impianti di illuminotecnica e sistemi digitali

di Redazione

Museo di Aidone (foto Giulio Giallombardo)

Da Aidone a Gela, da Riesi a Trapani, nove musei regionali si rifanno il look per essere adeguati agli standard di qualità internazionali. Lo ha deciso il governo della Regione Siciliana che ha deliberato lo stanziamento di 22 milioni di euro, quale avvio di un “Piano regionale per la riqualificazione della rete museale siciliana”. Gli interventi riguarderanno il miglioramento e l’abbellimento infrastrutturale, ma anche l’installazione di nuovi allestimenti, impianti di illuminotecnica e sistemi digitali per la fruizione e la valorizzazione delle collezioni.

Il museo di Himera

Gli spazi museali che saranno sottoposti ai lavori coinvolgono, in questa fase, sei province dell’Isola: il Museo archeologico di Aidone, in provincia di Enna; il Museo archeologico di Gela, nel Nisseno; l’Antiquarium e il Museo “Pirro Marconi” nel Parco archeologico di Himera a Termini Imerese, nel Palermitano; il Museo d’Arte moderna e contemporanea di Palermo; il Museo delle Solfare “Trabia Tallarita” di Riesi, in provincia di Caltanissetta; il Museo archeologico “Paolo Orsi” di Siracusa; il Museo “Agostino Pepoli” di Trapani; il Museo interdisciplinare di Messina.

Il Museo Pepoli di Trapani

“Parecchi nostri musei – sottolinea il presidente della Regione, Nello Musumeci – sono ricchi nel contenuto, ma appaiono superati nell’allestimento, nelle dotazioni tecnologiche e nei servizi. Alcuni non sono neppure dotati di servizi igienici adeguati. Non è possibile tutto questo per una terra che punta a fare del turismo culturale il segmento trainante. Dopo anni di chiacchiere, la Regione interviene con risorse concrete e con progetti all’avanguardia. È solo l’inizio di un piano che coinvolgerà tutti i musei di proprietà regionale e non escludiamo un possibile bando per gli altri spazi museali”.

Il governo regionale ha deliberato, inoltre, di trasformare la Chiesa di Santa Margherita di Sciacca in auditorium con lavori di restauro e adattamento, su progetto della Soprintendenza di Agrigento.

La ceramica di Sciacca, storia d’arte e botteghe

La città è un museo a cielo aperto, con i suoi monumenti e i laboratori artigianali aperti in cui i mestieri di una volta si tramandano di padre in figlio

di Redazione

È uno dei suoi tesori, con una storia che ha secoli e secoli di vita. Sciacca ne fa un vanto oltre che un ornamento, impreziosendo case private e luoghi pubblici, vie, piazze, scalinate, con i suoi tipici colori e le sue raffigurazioni, dalla sommità del quartiere di San Michele fino al mare. La ceramica la si nota subito entrando in città, in un pannello decorativo nel muro di un palazzo nobiliare e poi nelle ricche vetrine delle botteghe di quei maestri che, all’interno di laboratori aperti al visitatore, mostrano la loro abilità, la loro arte, nella decorazione di un vaso o di un piatto, nella modellazione di una statuetta utilizzando quei colori tanto cari agli antichi maiolicari saccensi: il giallo paglia, l’arancione, il turchese, il blu e il verde ramina.

Sciacca dall’alto (foto Accursio Puleo)

Sciacca si presenta così, come un laboratorio diffuso di creatività con ceramica dappertutto, all’interno di un museo a cielo aperto con monumenti che raccontano la sua storia, col mare che l’abbraccia e ne colora ogni spazio, col suo porto peschereccio, con le sue terme, con tanto altro che ne ha fatto una località turistica tra le più conosciute e ricercate della Sicilia. Un riflesso del suo splendore lo si coglie dai video con cui la città di Sciacca ha partecipato quest’anno all’edizione straordinaria di Buongiorno Ceramica, manifestazione promossa a livello nazionale dall’Aicc, l’Associazione italiana Città della ceramica. Una sorta di “grand tour” per l’Italia della bellezza e dell’artigianato che, nella sua sesta edizione, a causa del coronavirus, debutta online (su Youtube, sui social e sul sito www.buongiornoceramica.it).

 

Una festa che si può seguire da casa attraverso manifatture, forni, musei, interviste, visite virtuali, di 46 città di antica tradizione, tra cui Sciacca che, all’obiettivo delle telecamere di Monica Sutera, Ambra Favetta e Stefano Siracusa, si racconta con la voce dei protagonisti, maestri e botteghe che hanno aderito all’iniziativa: Antonino Carlino, Maioliche Gurreri, Sorelle Perconte, Ceramiche artistiche Perconte, Salvatore Sabella, Fratelli Soldano, Liborio Palmeri, Giuseppe Licata, Pippo Prestia, Rosa Soldano. Ai loro contributi si aggiunge un video realizzato col drone, dall’alto, da Accursio Puleo (ve ne abbiamo parlato qui). E l’intervento del sindaco Francesca Valenti, vice presidente nazionale di Aicc, accompagnato dalle immagini di una città luminosa, accogliente, creativa, artistica, immersa nei vivi colori della sua preziosa ceramica. Un’occasione di promozione e di conoscenza.

Ceramiche di Sciacca con un carro allegorico

Sul sito internet di “Buongiorno Ceramica” si legge la storia di ogni città, pubblicata sulla nuova edizione della guida del Touring Club e di Aicc. Si può scoprire, ad esempio, che alcuni ritrovamenti di frammenti di ceramica invetriata nel feudo di San Domenico risalirebbero al periodo normanno. Documenti attestano che fin dal Quattrocento, Sciacca è un centro di produzione di mattoni maiolicati con forniture di manufatti a Palermo, Monreale e Trapani. Nel XVI secolo la consacrazione, con l’affermazione definitiva della maiolica di Sciacca attraverso la produzione artistica di maestri quali Antonio Ramanno, i fratelli Lo Boj e Giuseppe Bonachia, il più noto pittore di mattonelle in Sicilia. Oggi operano decine di botteghe, in tante concentrate nel centro storico di Sciacca, con maestri che si riallacciano alla nobile e antica tradizione, interpretandola e rinnovandola con opere che fanno il giro del mondo.

In volo su Sciacca, i tesori della città visti dall’alto

“Sciacca, dall’alto della sua bellezza”. È il titolo del video realizzato da Accursio Puleo con immagini della città ripresa col drone, in movimento e da ogni angolazione. Uno dei video con cui la città di Sciacca ha aperto la sua partecipazione all’edizione di Buongiorno Ceramica 2020, la “festa diffusa della ceramica italiana” promossa a livello nazionale da Aicc, l’associazione italiana Città della ceramica. Si tratta di un’edizione straordinaria, tutta digitale, in programma inizialmente sabato 16 e domenica 17, attraverso i canali internet istituzionali dell’associazione: il sito, Youtube, Facebook, Instagram (ve ne abbiamo parlato qui). L’Aicc, vista la quantità di materiale arrivata da tutta Italia, ha deciso di anticipare i tempi cominciando a pubblicare da ieri sera i primi video.

“E ci siamo anche noi, c’è anche Sciacca – dicono il sindaco Francesca Valenti, vice presidente nazionale dell’Aicc, e l’assessore alla Cultura Gisella Mondino – con video, come quello suggestivo realizzato da Accursio Puleo, che esaltano la bellezza della nostra città e un’arte che fa parte della sua storia e della sua identità. Ringraziamo i maestri ceramisti per la partecipazione così come ringraziamo chi ha realizzato i video, Monica Sutera, Ambra Favetta, Stefano Siracusa, che con le immagini e le voci dei protagonisti ci raccontano, raccontano con orgoglio Sciacca e la sua secolare tradizione artistica. Un’occasione di conoscenza e di promozione”. L’organizzazione di Buongiorno Ceramica pubblicherà in questa settimana e fino a domenica i video dei ceramisti e delle botteghe saccensi che hanno aderito all’iniziativa: Antonino Carlino, Maioliche Gurreri, Sorelle Perconte, Ceramiche artistiche Perconte, Salvatore Sabella, Fratelli Soldano, Liborio Palmeri, Giuseppe Licata, Pippo Prestia, Rosa Soldano.

L’associazione italiana Città della Ceramica è un’associazione senza fini di lucro, nata nel 1999, alla quale aderiscono 46 comuni che vantano una tradizione nella ceramica, riconosciuti dal Ministero dello Sviluppo Economico sulla base della Legge 188 del 1990 che tutela e promuove la ceramica artigianale ed artistica nazionale. I comuni aderenti ad Aicc si trovano in 15 su 21 regioni italiane, distribuiti da nord a sud e nelle isole, a dimostrazione di come la ceramica sia un concreto, storico e fondamentale patrimonio dell’arte e della cultura italiana.

“Cous Cous Blues”, la bellezza della Sicilia si tinge di giallo

Dopo il lockdown arriva nelle librerie il romanzo del giornalista palermitano Dario La Rosa. Un viaggio tra misteri, cibo e natura

di Redazione

Arriva da oggi in libreria “Cous Cous Blues”, il libro giallo del giornalista palermitano Dario La Rosa, dopo l’uscita solo in e-book dovuta allo stop del Coronavirus. L’opera, edita da Bookabook editore Milano, è in distribuzione nazionale nel circuito Messaggerie. Iachìno Bavetta, il personaggio del giallo, è un giornalista di satira. Ha appena fondato la rivista Ulapino, quando una morte improvvisa colpisce proprio il proprietario del mezzo a tre ruote avuto in prestito per lanciare la pubblicazione. Con il compare Gerlando, Iachìno si trova quindi invischiato in un intrigo da risolvere. In mezzo ci sono i profumi di Palermo, dei vicoli e del mare, uniti alle gustose ricette che ama preparare alla sua donna, Carmela, e ai suoi due figli.

Dario La Rosa

Dalle strade di Palermo alle limpide acque di Favignana per una pasta coi ricci e un nuovo caso da risolvere il passo è breve, sino ad arrivare a un borgo di montagna in cui volano i grifoni e si produce una salsiccia al pepe rosa. Con il suo fidato bassotto Arturo, un pizzico di fortuna e tanta ironia Iachìno cerca di far luce su omicidi e stranezze di cui la Sicilia è ricca.  Dario La Rosa ci racconta la sua Sicilia ricca di profumi, misteri e tanto buon cibo. Attraverso i tre racconti, che vedono lo stesso protagonista al centro dei tre misteri, l’autore ci porta con lui alla scoperta dei vicoli di Palermo, a bordo del folkloristico “lapino”, dei fondali del mare che circonda Favignana e la famosissima Cala rossa, dei boschi dei Nebrodi e della loro popolazione di Grifoni.

Ex ospedale diventerà “Cittadella della Cultura”

Alcuni padiglioni del Regina Margherita ospiteranno il museo archeologico, quello del terremoto, la biblioteca regionale e la Soprintendenza

di Redazione

Si chiamerà “Cittadella della Cultura”, sorgerà a Messina e costerà trenta milioni di euro. Dopo anni di abbandono, si riaccendono le speranze per l’ex ospedale Regina Margherita. Il governo regionale, con un atto deliberativo, ha previsto la ristrutturazione di alcuni padiglioni della struttura per ospitare il Museo archeologico, il Museo del terremoto 1908, la Biblioteca regionale e gli uffici della Soprintendenza per i Beni culturali. “L’iniziativa – spiega il presidente della Regione, Nello Musumeci – punta a raggiungere tre obiettivi: recuperare un prezioso patrimonio architettonico di nostra proprietà, da troppi anni in vergognoso abbandono; riqualificare un intero quartiere della città; dare a Messina un ‘Polo culturale’ di cui si avverte la mancanza”. Le procedure di gara per la realizzazione del progetto – fanno sapere dalla Regione – sono state affidate dal governatore al dipartimento regionale Tecnico.

L’ex ospedale Regina Margherita

Recentemente si erano susseguiti diversi appelli per riconvertire l’ex ospedale in struttura da adibire ai pazienti affetti da Covid, dotandolo di posti letto e attrezzature per la rianimazione, affidandone la realizzazione al direttore generale dell’Asp. Da anni, inoltre, cittadini e associazioni denunciano lo stato di abbandono della storica struttura, diventata rifugio per vagabondi in certa di un tetto, mentre in più occasioni si sono verificati incendi divampati per l’uso improprio di fonti di riscaldamento e dei rifiuti accatastati all’interno, roghi che hanno messo a rischio la tenuta della stessa struttura.

L’ospedale in una foto d’epoca

L’edificio in stile neoclassico, progettato negli anni Trenta del secolo scorso dall’ingegnere Adolfo Bianco, attende da tempo una riqualificazione. “Nel 2016 – spiega il presidente Nello Musumeci – l’ex complesso ospedaliero era stato concesso in comodato d’uso per 99 anni dall’Asp provinciale alla Regione per essere riqualificato. Da allora, solo silenzio, mentre la costruzione è andata sempre più in abbandono. Diamo, dunque, dignità a edifici di interesse storico che rappresenteranno la degna cornice per una serie di attività di grande interesse culturale. Un Polo capace di attrarre nuovi flussi turistici e di aumentare il prestigio di Messina, con la sua nobile e plurisecolare tradizione”.

Uno dei corridoi dell’ex ospedale in una foto tratta da un video di Map Messina

Saranno riqualificati i padiglioni uno, due, tre e dieci. Parte delle risorse era già stata stanziata con il Patto per il Sud, gli altri fondi necessari a completare le opere sono stati deliberati dalla giunta regionale. “Anche dal punto di vista finanziario – aggiunge Musumeci – è un’operazione che avrà i suoi benefici. Sistemare definitivamente in un’unica area uffici, archivi e patrimonio librario significa risparmiare sui contratti di locazione, oltre a dare finalmente una sola, definitiva e razionale sede alla preziosa biblioteca regionale, da vent’anni distribuita in tre diversi edifici della città, con grave disagio per gli studiosi”.

Le Vie dei Tesori News

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