Nominati i direttori dei parchi archeologici siciliani

Gli incarichi assegnati dal governatore Nello Musumeci hanno dato vita a una maxi rotazione di dirigenti e ad alcuni nuovi ingressi

di Redazione

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha firmato i decreti di nomina dei direttori dei Parchi archeologici regionali che così diventano subito operativi e funzionanti. Un assetto nuovo e completo che rappresenta la ferma volontà di cambiamento nei beni culturali siciliani. Si dà così piena attuazione alla legge 20 del 2000, rimasta inattuata per due decenni.

“Ho voluto dare un segnale di immediata operatività  – sottolinea il governatore della Sicilia Musumeci – mettendo in atto una rotazione dei dirigenti nell’ottica che tutta l’amministrazione, a partire dal sottoscritto, non deve considerare la propria posizione come un fatto consolidato e garantito nel tempo. È giusto e opportuno che movimenti sul territorio portino linfa vitale ai nostri luoghi della cultura, proprio nel segno del movimento delle esperienze e delle conoscenze. Abbiamo il dovere di dare efficienza e accoglienza ai siciliani e ai milioni di visitatori che accedono ai nostri luoghi di cultura”.

L’area archeologica di Solunto

Questo l’elenco dei nuovi direttori dei Parchi archeologici: Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria: Bernardo Agrò; Lilibeo – Marsala: Enrico Caruso; Tindari: Caterina Di Giacomo; Leontinoi: Lorenzo Guzzardi; Isole Eolie: Rosario Vilardo; Camarina e Cava D’Ispica: Giovanni Di Stefano; Siracusa, Eloro e Villa del Tellaro: Calogero Rizzuto; Solunto, Himera e Jato: Francesca Spatafora; Gela: Salvatore Gueli; Morgantina e Villa del Casale di Enna: Vera Greco; Naxos e Taormina: Gabriella Tigano; Catania e della Valle dell’Aci: Gioconda Lamagna. A Segesta rimane confermata Rossella Giglio. Per la Valle dei Templi di Agrigento è stato designato Roberto Sciarratta. I direttori saranno supportati da soprintendenti e da funzionari regionali che sostituiranno, in qualità di commissari, i comitati tecnico-scientifici fino alla loro formazione.

La Villa Romana del Casale di Piazza Armerina

Gli incarichi assegnati hanno dato vita a una vasta rotazione di dirigenti e ad alcune nomine ex novo. Roberto Sciarratta passa dall’unità operativa della Progettazione del Parco di Agrigento alla direzione dello stesso. Bernardo Agrò passa dall’unità operativa per i Beni storico-artistici della Soprintendenza di Agrigento alla direzione del Parco di Selinunte, fino a oggi retto da Enrico Caruso che andrà a dirigere il Parco di Lilibeo – Marsala. Calogero Rizzuto e Salvatore Gueli lasciano rispettivamente le Soprintendenze di Ragusa e Caltanissetta per il Parco di Siracusa e il Parco di Gela. Gioconda Lamagna passa dal Polo di Catania al Parco di Catania e Valle dell’Aci. Già dirigente dell’unità Beni archeologici della Soprintendenza di Messina, Gabriella Tigano va a dirigere il Parco di Naxos e Taormina, sostituendo Vera Greco che passa al Parco di Morgantina e della Villa del Casale. Lascia il Museo di Messina Caterina di Giacomo che va al Parco di Tindari, mentre Francesca Spatafora dal Polo museale di Palermo passa al Parco archeologico di Himera, Solunto e Jato. Dalla Galleria regionale di Palazzo Bellomo di Siracusa, Lorenzo Guzzardi va al Parco di Leontinoi. Infine Rosario Vilardo e Giovanni Di Stefano passano rispettivamente dal Polo museale delle Eolie e dal Polo museale di Ragusa al Parco archeologico delle Isole Eolie e al Parco archeologico di Camarina e Cava D’Ispica.

Il Tempio della Concordia nella Valle dei Templi

“Intendo imprimere – aggiunge il presidente della Regione Musumeci – una svolta con risorse straordinarie, oltre a quelle che affluiranno sui territori dagli introiti dei Parchi, sia nelle aree archeologiche più note che nei siti minori ancora non sufficientemente valorizzati o addirittura sconosciuti. L’impegno del governo sarà quello di assicurare una efficace gestione ordinaria che deve assicurare un elevato standard di servizi: strade di accesso, manutenzioni, segnaletica, servizi igienici e vigilanza. Parimenti, lo sforzo dovrà riguardare anche la fruizione dei siti con il potenziamento e l’estensione in tutti i Parchi dei servizi aggiuntivi con nuovi bookshop, biglietterie online, guide multimediali e sistemi di musealizzazione all’avanguardia. Sarà una progressiva rivoluzione nella conduzione del nostro patrimonio culturale, che nel 2018 ha registrato un trend positivo di visite, dato confermato in questi primi mesi del 2019”.

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In mostra le grandi macchine edili degli antichi greci

Si inaugura nella Valle dei Templi “Costruire per gli dei. Il cantiere nel mondo classico”, un’esposizione che ripercorre strumenti e tecniche usate per edificare i monumenti dorici

di Redazione

Come si costruivano i templi antichi? Come era possibile trasportare massi squadrati di diverse tonnellate e issarli a decine di metri di altezza? Quanti operai servivano per costruire un tempio? Tutte domande alle quali dà risposta una mostra dal grande valore didattico e documentario, che ricostruisce i cantieri allestiti per edificare i grandi templi dorici della Valle dei Templi di Agrigento.

Una delle ricostruzioni in mostra

Sono riproposte – in un itinerario che si addentra nella Valle – in scala 1 a 1, le principali macchine edili costruite nel tempo, con ingegnosi meccanismi di grande semplicità. Ripercorrendo le descrizioni delle fonti antiche, da quelle di Diodoro Siculo per il complesso dell’Olympeion, rivive così l’arte del costruire dell’antica Akragas, la “più bella città dei mortali” di pindarica memoria, i cui abitanti secondo le parole riferite a Empedocle “costruivano come se dovessero vivere in eterno e banchettavano come se dovessero morire all’indomani”.

La mostra “Costruire per gli dei”

È la mostra “Costruire per gli dei. Il cantiere nel mondo classico”, prodotta e organizzata da MondoMostre in collaborazione con il Polo Culturale di Agrigento e il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi e promossa dall’assessorato dei Beni culturali della Regione Siciliana. Si inaugura oggi nella Valle dei Templi alla presenza del dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali, Sergio Alessandro, del presidente del Consiglio del Parco della Valle dei Templi, Bernardo Campo, e del direttore del Parco e del Polo archeologico di Agrigento, Giuseppe Parello.

La mostra, che aprirà ufficialmente il 12 giugno e sarà visitabile fino al 30 settembre, è curata dall’architetto Alessandro Carlino, storico dell’architettura che da anni studia i templi dorici siciliani, e nasce da un’idea del direttore del Parco della Valle dei Templi. Per i primi quattro giorni, sarà offerta gratuitamente a chi visiterà la Valle dei Templi con il nomale biglietto di ingresso. Da mercoledì 12 giugno si pagherà un piccolo sovrapprezzo di 2 euro, sempre sul biglietto abituale.

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Rinasceranno i centri storici di 140 comuni siciliani

In arrivo dalla Regione ventisei milioni di euro. L’assessorato alle Infrastrutture ha pubblicato la graduatoria del programma di investimenti

di Redazione

Saranno oltre 140 i comuni siciliani a beneficiare dei fondi regionali destinati ai centri storici. In arrivo dalla Regione ventisei milioni di euro per i piccoli e medi comuni inferiori ai 15mila abitanti. L’assessorato regionale alle Infrastrutture ha pubblicato, infatti, la graduatoria del programma di investimenti per il risanamento dei centri storici, la sicurezza e la tutela di ambiente e beni culturali.

Il governo regionale ha destinato il finanziamento ai progetti presentati dalle amministrazioni locali per la riqualificazione di piazze, strade, edifici, patrimonio storico-artistico e opere per mitigare il dissesto idrogeologico. I piccoli e medi Comuni rientrano nelle due linee di intervento “A” e “B” del programma pubblicato sul sito istituzionale della Regione Siciliana e che comparirà sulla Gazzetta ufficiale la prossima settimana.

Nello Musumeci

“Il recupero e la riqualificazione dei centri storici minori – evidenzia in una nota il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – sono tra gli obiettivi del mio governo. Dobbiamo arrestare lo spopolamento che interessa più della metà dei comuni siciliani. Per farlo è necessario intervenire in tutti quei piccoli centri che presentano un pregio monumentale, artistico e architettonico e necessitano di interventi di riqualificazione e messa in sicurezza. In questo modo preserviamo le aree interne, evitando di assistere impotenti alla desertificazione di vaste zone. Con queste risorse, alle quali presto se ne aggiungeranno altre, alimentiamo un’attività edilizia e, al contempo, diamo decoro al tessuto urbano raccogliendo il grido d’aiuto che giunge dal territorio”.

“Prende sempre più corpo – commenta l’assessore Marco Falcone – la strategia di rilancio e recupero del territorio e dei centri abitati dell’Isola messa in campo dal governo regionale fin da inizio mandato. Il Piano ha l’ambizione di migliorare la qualità della vita nei piccoli e medi centri, ricreando altresì le condizioni per lo sviluppo socio-economico e culturale dei comuni. Procederemo rapidamente a stilare i decreti di finanziamento non appena saranno trascorsi i trenta giorni a disposizione dei comuni per le osservazioni. Siamo inoltre già al lavoro – ha aggiunto Falcone – per impegnare ulteriori trenta milioni di euro che consentiranno di ampliare il numero dei progetti finanziati ad almeno una sessantina”.

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Fondi in arrivo per film da girare in Sicilia, pronto il bando

Il finanziamento regionale servirà alla realizzazione di lungometraggi, corti, serie tv e documentari, per importi che non potranno superare il 50 per cento delle spese ammissibili

di Redazione

Nuovo bando destinato al cofinanziamento di opere audiovisive da realizzare sul territorio siciliano per un importo di oltre un milione e mezzo di euro. La firma è arrivata ieri dal dimissionario assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, Sandro Pappalardo, che ha approvato il decreto per il nuovo bando che servirà a cofinanziare, per il 2019, opere audiovisive da realizzare sul territorio siciliano, gestito dall’Ufficio speciale per il cinema e l’audiovisivo – Sicilia Film Commission, nell’ambito del Progetto “Sensi Contemporanei”, e finanziato con risorse del Patto per la Sicilia, per un importo di oltre un milione e mezzo di euro, ulteriormente implementabile in esito alla graduatoria di valutazione.

L’avviso pubblico, che andrà in pubblicazione per estratto sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana il 7 giugno (e sarà contestualmente disponibile nella versione integrale sul sito istituzionale dell’assessorato www.siciliafilmcommission.org), resterà aperto come di consueto due mesi; i termini per la presentazione delle relative istanze si chiuderanno dunque il 6 agosto prossimo. Questo stanziamento consentirà di cofinanziare tanto lungometraggi a soggetto di produzione cinematografica e televisiva, quanto serie tv, nonché documentari ed anche cortometraggi: per importi che non potranno comunque superare come di consueto il 50 per cento delle spese ammissibili.

“La Regione Siciliana – commenta Pappalardo – conferma la sua costante attenzione alla filiera del cinema e dell’audiovisivo siciliano, cui di recente abbiamo riservato particolare attenzione riconoscendolo come un importante motore di sviluppo culturale ed economico nell’Isola e volano di promozione del territorio siciliano all’estero”.

“Siamo felici di poter rinnovare anche quest’anno l’appuntamento a sostegno della produzione cinematografica internazionale che sceglie la Sicilia come set – aggiunge il direttore della Sicilia Film Commission, Alessandro Rais – confermando l’Isola come terra di cinema a tutti gli effetti”.

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Antonello si fa in due al Museo Mandralisca

Oltre al celebre Ritratto d’uomo, al suo rientro dalla grande mostra di Milano, si potrà ammirare l’opera “quasi gemella” della collezione dei Musei Civici di Pavia

di Redazione

Antonello da Messina si fa in due al Museo Mandralisca di Cefalù. Oltre al celebre Ritratto d’uomo della collezione del museo, al suo rientro dalla grande mostra di Milano, si potrà ammirare un’altra opera: il Ritratto d’uomo – Malaspina, della collezione dei Musei Civici di Pavia. La mostra “Scoprici, Antonello da Messina. Due ritratti per Cefalù”, curata da Giovanni Carlo Federico Villa, s’inaugura sabato 8 giugno e sarà visitabile fino al 26 novembre.

I due dipinti, inseriti in un percorso creato e voluto dal curatore, si guarderanno e il visitatore avrà la possibilità di scoprire, nel gioco di sguardi, l’ingegno del pittore siciliano. I ritratti sono creati dalla stessa mano, eppure sono così diversi; del resto, differenti sono gli stati d’animo, il modo di sentire, che Antonello, più di ogni altro artista, seppe tradurre e trasferire nelle sue opere.

La mostra, organizzata dalla Fondazione Culturale Mandralisca, da MondoMostre e dai Musei Civici di Pavia, con il Patrocinio dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, dal Comune di Cefalù e dal Comune di Pavia, è frutto di una collaborazione sinergica e feconda tra le Istituzioni, con un progetto nato a dicembre 2018 in occasione della mostra su Antonello tenutasi al Palazzo Abatellis di Palermo.

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A Palermo tutti i sapori della birra, tra incontri e degustazioni

Torna il Beer Bubbles per le strade del centro storico con oltre trenta birrifici artigianali, e incontri tematici dedicati a una delle bevande più amate

di Redazione

Non solo degustazioni, ma anche dibattiti e incontri nel segno della birra. Torna a Palermo il Beer Bubbles, il Festival delle birre artigianali, che trasformerà per quattro giorni, dal 6 al 9 giugno, il centro storico del capoluogo siciliano in una grande birreria a cielo aperto. Saranno oltre trenta i birrifici artigianali che arriveranno da tutta Italia, con chicche provenienti da tutto il mondo. I tipi di birra da gustare superano i duecento, spillati direttamente nel bicchiere-gadget che resterà come ricordo. Sull’asse di via Maqueda che guarda verso la Stazione – dai Quattro Canti a via Torino – saranno allestiti gli spazi dedicati ai birrifici e alcune postazioni food.

Al Beer Bubbles presenti oltre 30 birrifici

Oltre alle degustazioni negli stand, nell’ambito del festival, si svolgeranno sei incontri con degustazioni nella Sala “Ninni Sole” di Palazzo Sant’Elia, coordinati da Mauro Ricci e condotti dal docente Andrea Camaschella. Parteciperanno il professor Nicola Francesca, i birrai Agostino Arioli, Alessio Selvaggio, Andrea Camuto, Eraldo Corti, Eugenio Ricca, Federico Conta, Gabriele Siracusa, Giacomo Cosentino, Giampaolo Sangiorgi, Marco Gianino, Vito Biundo e la rappresentante dell’azienda Ales&Co Natascia Tion.

Incontri e degustazioni a Palazzo Sant’Elia

Il primo incontro, giovedì 6 giugno dalle 18 alle 20, dal titolo “L’Università guarda all’Europa attraverso l’Italia” prevede la presentazione del “Progetto Birra” del corso di studi di Scienze e tecnologie agroalimentari dell’Università di Palermo; in degustazione, 4 stili differenti di birra, di cui tre reinterpretati in Italia, uno di tradizione inglese. Venerdì 7, dalle 18 alle 19,30, si analizzerà il mercato brassicolo artigianale prospettandone il futuro; in degustazione birre del territorio piemontese e lombardo. Sempre venerdì dalle 20 alle 21,30, si approfondirà l’utilizzo della lattina in sostituzione alla bottiglia in vetro, analizzandone pro e i contro, in degustazione 5 birre anglosassoni. L’incontro di sabato, dalle 13 alle 14,30, ha come tema la Sicilia, terra che con la sua biodiversità ha ispirato i birrai portandoli a creare bevande uniche per l’intrinseca connessione al territorio; in degustazione 4 birre siciliane con una forte connotazione territoriale.

Il quinto incontro, “Wild and Sour”, domenica 9 giugno, dalle 15 alle 16,30, vede il Progetto Klanberrique esposto direttamente dal suo promotore, Agostino Arioli, uno dei pionieri del movimento brassicolo italiano; in degustazione 3 birre “Aspre e Selvagge”. Infine, sempre domenica dalle 15 alle 16,30, incontro sulle Iga, Italian grape ale, birre nate dall’unione e dalla combinazione di mosto di birra e uva, anello di congiunzione tra il mondo delle birre e quello del vino.

Per informazioni sugli incontri telefonare al 3484159159.

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Sinfonica Siciliana, Ester Bonafede è sovrintendente

Tra gli esponenti di spicco del panorama musicale che avevano dato la loro disponibilità, c’erano Giovanni Pacor, Gennaro Di Benedetto e Alessandro Galoppini

di Redazione

Ester Bonafede torna alla guida della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana. Alla fine è l’ex assessore regionale ad essere stato nominato sovrintendente, dopo un lungo consiglio di amministrazione conclusosi ieri sera nella sede della Foss, al Politeama Garibaldi di Palermo e iniziato nel pomeriggio. Bonafede, già sovrintendente della Fondazione durante i governi Cuffaro e Lombardo, è stata eletta nel corso di una riunione straordinaria, con i voti del presidente del Consiglio d’amministrazione, Stefano Santoro (il cui voto vale doppio), e del consigliere Marco Intravaia.

Hanno votato contro, il rappresentante del Comune, Giulio Pirrotta, e il rappresentante dei lavoratori, Sonia Giacalone. Il compenso che Ester Bonafede percepirà sarà di 70mila euro lordi annui, al di sotto del tetto previsto per i precedenti sovrintendenti che si sono succeduti in questi ultimi anni alla Foss. È tuttavia previsto un premio di produttività che sarà assegnato solo se saranno raggiunti alcuni risultati che avrà stabilito il Cda.

Ester Bonafede

Così, l’Orchestra Sinfonica Siciliana torna ad avere un sovrintendente, dopo la rimozione di Giorgio Pace, lo scorso Natale, disposta dall’assessore regionale al Turismo, Sandro Pappalardo, per le dimissioni di tre membri del Cda, e a due mesi dall’insediamento del nuovo Consiglio d’amministrazione presieduto da Stefano Santoro (ve ne abbiamo parlato qui). Una nomina quella della Bonafede, contestata dai sindacati degli orchestrarli, che arriva dopo le tante risposte alla manifestazione d’interesse per il ruolo del sovrintendente pubblicata lo scorso aprile.

Tra gli esponenti di spicco del panorama musicale che avevano dato la loro disponibilità, c’erano i nomi di Giovanni Pacor, ex sovrintendente dell’opera nazionale di Atene e poi del Teatro di Genova, Gennaro Di Benedetto, ex capo del personale della Scala di Milano, già sovrintendente a Genova e Cagliari e direttore generale del Santa Cecilia a Roma, Alessandro Galoppini, direttore artistico del Regio Teatro di Torino, Paolo Petrocelli, ex componente del cda dell’Opera di Roma, e Paolo Frassinelli, dell’Orchestra sinfonica Toscana.

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Ciak alla Vucciria, provini per il film di Luca Fortino

Dopo la presentazione del teaser al Festival di Cannes, il regista è al lavoro per realizzare “Joe and the others”, pellicola ispirata a una storia vera

di Redazione

Ha raccolto consensi da più parti il teaser di “Joe and the others” che il regista Luca Fortino ha presentato all’ultimo Festival di Cannes. Il film, ispirato a una storia vera, racconta l’incredibile percorso di vita di un giovane che vive a Palermo, nel quartiere della Vucciria, e che, inconsapevolmente, diventa un modello da seguire per i suoi amici. Adesso, però è tempo di andare alla ricerca di attori, figuranti e comparse da inserire nel film, che sarà realizzato in coproduzione fra l’Italia e il Canada e, quindi, vedrà nel cast attori italiani accanto ad attori canadesi e statunitensi. I casting si terranno venerdì 21 e sabato 22 giugno, dalle 9,30 alle 12 e dalle 15 alle 19, all’NH Hotel del Foro Italico.

“Nonostante due sessioni di casting già sostenute negli anni precedenti – spiega il regista – restano ancora diversi ruoli importanti da coprire, per personaggi di qualunque età”. Si cercano, infatti, giovani dai 20 ai 40 anni, a cui assegnare parti per il film. “Io mi auguro sempre di scoprire qualche nuovo talento – aggiunge Fortino -. Magari proprio alla Vucciria, dove il film sarà ambientato, o allo Zen, realtà di periferia su cui grava un’evidente condizione di degrado”. I casting saranno aperti anche ad attori di età compresa tra i 50 e 60 anni, come anche a un’attrice robusta di circa 60 anni. A Cannes la produzione ha, inoltre, anticipato che ipoteticamente il primo ciak si potrebbe dare a ottobre 2019. I candidati, inoltre, saranno inseriti nel database della produzione per essere eventualmente contattati per altri due film che Luca Fortino girerà sempre a Palermo nei prossimi anni.

Chi non avrà la possibilità di partecipare al casting nelle date previste, potrà inviare un self-tape (o showreel, se disponibile) di circa un minuto con interpretazione libera, all’email casting@doradopictures.com.

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Arriva il Rito della Luce nel segno dell’eresia

Torna in Sicilia, dopo un anno di pausa, l’evento ideato da Antonio Presti. Parteciperanno oltre 300 artisti, tra l’Atelier sul Mare di Castel di Tusa e la Piramide di Motta d’Affermo

di Redazione

Dopo un anno di “silenzio” torna in Sicilia il Rito della Luce di Antonio Presti. L’appuntamento, che vedrà protagonisti oltre 300 artisti, è in programma dal 21 al 23 giugno nei luoghi che da sempre hanno contraddistinto la Fiumara d’Arte in provincia di Messina: l’Atelier sul Mare di Castel di Tusa, che con le sue stanze d’arte incanta visitatori di tutto il mondo e la Piramide del 38esimo Parallelo di Motta d’Affermo, il luogo in cui si svolge il Rito della Luce al solstizio d’estate.

Il Rito della Luce

Dopo il silenzio, dettato dalla necessità di un momento di riflessione per alcune scomparse che hanno scalfito l’animo dell’artista siciliano – la morte della madre e degli artisti Mario Staccioli (che è autore della Piramide) e di Hidetoshi Nagasawa (che ha firmato Stanza di Barca d’Oro all’intero della fiumara) – adesso l’evento torna nel segno dell’”eresia”.

“Eretico – spiega Antonio Presti – è oggi chi ha il coraggio di avere più coraggio, di chi crede che solo nel noi l’io possa trovare realizzazione e di chi sostiene la bellezza della diversità. Si tratta di un’eresia laica, dei fatti prima che delle parole, quella che sta nell’etica prima che nei discorsi. L’eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità, dell’impegno e dell’esempio di ognuno di noi”.

Un momento del Rito della Luce

Il Rito della Luce ritorna dunque quest’anno nei giorni del solstizio d’estate con l’Eresia della Bellezza, sotto la direzione artistica della regista Linda Ferrante. “Non vi è realtà rivelata – aggiunge ancora Presti – se non quella della bellezza, insostenibile, differente, sovversiva e invisibile”. Una nuova forma di esaltazione della giustizia dopo un anno di silenzio che ha anche avuto a che fare con quelle che Antonio Presti definisce “ferite interiori e civili”. Durante la tre giorni ci sarà occasione di assorbire l’energia delle opere che contraddistinguono la Fiumara d’Arte, di visitare le stanze dell’Atelier sul Mare che hanno reso famoso ed unico l’albergo che si affaccia sulle acque di Castel di Tusa, di vivere per tre giorni immersi in performance e mostre e di partecipare alla magia del rito stesso tra le pareti di una piramide che si apre come un cuore immobile, dentro il quale penetra la luce che è insieme simbolo di conoscenza e rinascita interiore.

Tra gli eventi in programma, sabato 22 giugno alle 21, l’inaugurazione della mostra sculture-design a cura di Umberto Leone e Ute Pyka nell’Atelier sul Mare, a seguire esibizioni di un artisti con musiche, canti e reading di poesia. Il 23 dalle 15 in poi ha inizio il Rito della Luce alla Piramide, con danze e performance fino al tramonto.

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“Transiti” al Pagliarelli, i detenuti diventano attori

Va in scena il nuovo spettacolo della compagnia teatrale Evasioni, diretto dalla regista Daniela Mangiacavallo, sui testi originali del drammaturgo Rosario Palazzolo

di Redazione

Un viaggio chiamato vita, tra imprevisti, attese e qualche volta un profondo vuoto da attraversare. Si chiama “Transiti”, il nuovo spettacolo che la compagnia teatrale Evasioni mette in scena l’8 giugno alle 18 alla Casa circondariale Pagliarelli – Lo Russo di Palermo, frutto di un anno di lavoro dei detenuti ospiti, diretti dalla regista Daniela Mangiacavallo, sui testi originali del drammaturgo Rosario Palazzolo.

Una scena dello spettacolo

Volti assonnati, infreddoliti, stanchi e malinconici attendono un treno di cui un misterioso speaker annuncia il ritardo. Da quel momento un’umanità distratta e assetata di ignoto si aggira tra i binari in attesa di intraprendere una metaforica avventura. Un’interminabile attesa fatta di incontri addii, arrivederci per scoprire che il cammino è prima di tutto un’occasione per incontrare se stessi.

“Transiti” va in scena con i costumi realizzati all’interno del carcere frutto di un corso di sartoria teatrale realizzato dall’associazione “Baccanica”: i detenuti armati di ago e filo hanno lavorato alla preparazione dei costumi guidati da Giulia Santoro. Anche le scenografie sono state realizzate dagli ospiti del Pagliarelli impegnati in un progetto sui mestieri in carcere, finanziato dalla Fondazione Acri – programma Per Aspera ad Astra.

Per poter partecipare allo spettacolo occorre inviare una email a associazionebaccanica@gmail.com entro il 30 maggio indicando i propri dati anagrafici.

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Le vie dei Tesori News

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