Nuove scoperte sul bagno ebraico di San Filippo

Studi recenti confermano che la struttura ipogea sotto la chiesa nel rione della Giudecca, a Ortigia, è un vero e proprio miqveh

di Redazione

Nuova luce sui miqveh di Ortigia, gli antichi bagni rituali ebraici che si trovano nel sottosuolo della piccola isola, cuore di Siracusa. Studi recenti confermano che la struttura ipogea sotto la chiesa di San Filippo Apostolo, nel rione della Giudecca, è un vero e proprio miqveh. Se ne è discusso ieri nel corso di un incontro a Palazzo Vermexio, organizzato dall’Istituto superiore di scienze religiose San Metodio, a cui hanno partecipato i due archeologi protagonisti degli studi recenti, Yonatan Adler, docente di archeologia della Ariel University di Gerusalemme, e Nadia Zeldes della Ben Gurion university del Negev.

La chiesa di San Filippo Apostolo

Quello di San Filippo, dunque, era quasi con certezza una vasca sacra, che, nella tradizione ebraica, serviva a riacquistare quella che viene definita “purità rituale”, condizione esclusiva per poter varcare le porte del tempio. “L’iscrizione ebraica ritrovata e il tipo di struttura ci portano alla conclusione che il luogo che si trova sotto la chiesa di San Filippo apostolo è un miqveh”, ha spiegato Adler, studioso che ha dedicato gran parte dei suoi studi ai miqveh di tutta Europa. “In Israele ne conosciamo circa mille – ha aggiunto l’archeologo, che è arrivato per la prima volta a Siracusa a febbraio dell’anno scorso – e alcuni risalgono al Medioevo. La struttura che si trova sotto San Filippo apostolo sembra un miqweh medievale: la recente scoperta di un’iscrizione in lingua ebraica è una prova importante nella ricostruzione della storia del miqveh”.

Antica lastra ebraica scoperta a Siracusa

Adler ha fatto riferimento alle ricerche di Giuseppe Capodieci, che identifica tre miqveh a Siracusa. Uno sarebbe, appunto, quello posto sotto la chiesa di San Filippo, dove si pensa sorgesse la sinagoga, un altro è quello detto miqveh di Casa Bianca” dal nome della famiglia che abitava in passato il caseggiato di Ortigia posto in via Alagona e ora divenuto Hotel Residence “Alla Giudecca” di proprietà della marchesa Amalia Danieli, visitabile quotidianamente ad orari ben precisi. Il terzo invece si trova in vicolo dell’Oliva e anch’esso si trova sotto un’ulteriore abitazione privata. “Adesso abbiamo una prova archeologica chiara e in sito che fa un collegamento fra la struttura e la comunità ebraica”, ha chiarito Adler.

Secondo Nadia Zeldes, questo miqveh sono sarebbe stato terminato, poiché la struttura non è completa. “Per qualche ragione – spiega la studiosa – si sono fermati ed una delle spiegazioni può essere l’espulsione degli ebrei: furono cacciati dalla Spagna nel 1391 e buona parte di essi emigrarono in Sicilia e tra le città dove vi fu una colonia c’era certamente Siracusa. Nel 1492 gli ebrei furono costretti a lasciare l’isola, per cui è presumibilmente che in questo arco temporale possa essere stato edificato il miqveh che però forse non fu portato a termine”.

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Al via il restauro del portone del Teatro Massimo

Proseguono anche gli interventi di ripristino della cancellata che circonda l’edificio, finanziati grazie ai fondi previsti dal Patto per lo sviluppo della città di Palermo

di Redazione

Sono cominciati oggi i lavori di restauro del portone monumentale del Teatro Massimo di Palermo. Il restauro, sostenuto da Confartigianato Sicilia e da Ancos, l’Associazione nazionale comunità sociali e sportive di Confartigianato, era stato presentato insieme ad altre iniziative a marzo nel Salotto del Palco Reale del Teatro Massimo. A realizzarlo sarà la ditta Sparacio. Proseguono intanto anche i lavori di ripristino della cancellata che circonda il Teatro Massimo, finanziati grazie ai fondi previsti dal Patto per lo sviluppo della città di Palermo.

Per il sindaco Leoluca Orlando, presidente della Fondazione Teatro Massimo, e per il sovrintendente Francesco Giambrone, “il restauro del portone monumentale del Teatro Massimo rappresenta un nuovo esempio – e in questi anni ne abbiamo avuti tanti – di come l’iniziativa privata possa essere una grande risorsa per la cultura e l’arte, intervenendo a sostenere progetti specifici che corrispondono alla sensibilità di privati ed associazioni che scelgono, grazie anche ai nuovi strumenti come l’Art Bonus, di investire in un bene comune con un intervento a favore dell’arte e della conservazione per le generazioni future dei tesori più preziosi della nostra cultura”.

L’interno del Teatro Massimo

“Il connubio beni culturali e turismo è per noi la formula vincente su cui puntare per il futuro dell’Isola – dice Filippo Ribisi, vice presidente nazionale di Confartigianato Imprese. – È per noi motivo di orgoglio firmare il recupero del portone d’accesso al foyer del Teatro Massimo, grazie all’Ancos, la nostra associazione di promozione culturale che ha scelto di finanziare i lavori. Oggi, dando il via al cantiere, Confartigianato firma un restauro importante per la citta, per tutti i siciliani e per il mondo del turismo”.

“Siamo lieti di annunciare l’avvio dei lavori di restauro che Confartigianato, insieme all’Ancos, ha voluto finanziare per riportare il portone di d’accesso al foyer del Teatro Massimo agli antichi splendori – afferma Giuseppe Pezzati, presidente regionale di Confartigianato Sicilia – . In questi mesi abbiamo lavorato senza sosta per mettere a punto ogni dettaglio e far sì che tutto si svolgesse nel migliore dei modi. Grazie a questo intervento stiamo dando anche un’opportunità di lavoro alle nostre imprese artigiane coinvolte nel restauro”.

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Presentata la nuova edizione del Premio “Cristiana Matano”

Tanti gli eventi in programma a Lampedusa, per ricordare la giornalista scomparsa nel 2015. Dal 6 all’8 luglio, sport, teatro, musica e incontri nel segno dell’accoglienza

di Redazione

“Lampedusa e il Mediterraneo, le vie dell’accoglienza e della bellezza”. Questo il tema della quarta edizione di “Lampedus’amore. Premio giornalistico Cristiana Matano”, evento dedicato alla cronista scomparsa nel 2015 a soli 45 anni, dopo aver lottato contro una malattia. La manifestazione, che si svolgerà a Lampedusa dal 6 all’8 luglio, è stata presentata questa mattina al Teatro Massimo, alla presenza del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando; del presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Giulio Francese; del segretario regionale di Assostampa, Roberto Ginex, moderati da Elvira Terranova, in una sala gremita di amici e colleghi di Cristiana e di alcuni ospiti che animeranno le tre serate lampedusane: Ernesto Maria Ponte e, con le loro storie di riuscita integrazione, l’atleta olimpionico Rachid Berradi e il musicista Chris Obehi.

Lo spettacolo “Lampedusa Way”, nella precedente edizione

“La nostra – afferma Filippo Mulè, presidente dell’associazione Occhiblu onlus che organizza l’evento – è una scommessa puntata verso il centro del Mediterraneo e, soprattutto, verso l’ultimo lembo d’Italia e d’Europa, terra di frontiera e allo stesso tempo di straordinaria dolcezza e umanità. In tre anni, superando i nostri limiti, abbiamo raccolto testimonianze, ricordato Cristiana come forse sarebbe piaciuto a lei e raccontato un mondo straordinario”

Tanti gli eventi in programma. Dopo la cerimonia d’apertura, il 6 luglio alle 21,30 andrà in scena lo spettacolo “Da questa parte del mare” di Gianmaria Testa, con Giuseppe Cederna e la regia Giorgio Gallione. Il 7 luglio alle 18,30, l’evento sportivo “Lampedus’Amore corre”, una passeggiata di 3 chilometri non competitiva aperta a tutti dal centro di Lampedusa alla Porta d’Europa, monumento dello scultore Mimmo Paladino. Testimonial Rachid Berradi, olimpionico di atletica leggera a Sydney 2000, e Osama Zoghlami che sarà ai Giochi di Tokyo 2020. Musica alle 21,30 con “I suoni del sud”, con la partecipazione di Brunori Sas, Mario Incudine e Chris Obehi.

Un momento di una precedente edizione

L’8 luglio, nella sala riunioni dell’aeroporto, si svolgerà il convegno dal titolo “Lampedusa e il Mediterraneo, le vie della bellezza e dell’accoglienza. Informazione e impegno sociale”, organizzato con il patrocinio dell’Ordine nazionale e regionale dei Giornalisti, della Federazione Nazionale della Stampa, di Assostampa Sicilia e Palermo. Tra gli ospiti e relatori: Pietro Bartolo, medico ed europarlamentare; Rachid Berradi, olimpionico di atletica; l’attore Giuseppe Cederna; Adham Darawsha, assessore alle Culture del Comune di Palermo; Luigi De Magistris, sindaco di Napoli; Guido D’Ubaldo e Giulio Francese, rispettivamente segretario nazionale e presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti; il cantante Mario Incudine cantante e il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello.

La manifestazione si concluderà alle 21,30 con la consegna dei premi giornalistici Cristiana Matano in piazza Castello. Un premio speciale verrà assegnato ad Amnesty International, l’organizzazione che lotta in difesa dei diritti umani. Riconoscimenti alle eccellenze lampedusane e agli studenti delle Pelagie. Ospiti della serata, presentata da Simona Branchetti e Salvo La Rosa, saranno l’attore Ernesto Maria Ponte e il musicista Roy Paci.

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Torna “Intermezzo”, videoarte tutta al femminile

Si comincia con l’opera “Poor Poor Jerry” di Rä di Martino, a Villa Zito. Poi altri quattro appuntamenti da settembre a dicembre, con Lina Fucà, Elisabetta Benassi e Gili Lavy

di Redazione

Un racconto a quattro voci e per immagini, declinate nei più diversi modi. O meglio: quattro racconti, quattro opere, quattro punti di vista e altrettante donne, artiste fra le più interessanti del panorama contemporaneo internazionale. Sono i presupposti da cui riparte “Intermezzo 2019”, la rassegna di videoarte curata da Agata Polizzi per Fondazioni Sicilia, che così ribadisce un interesse per le arti visive nell’arte contemporanea.

“Poor Poor Jerry”

Si parte lunedì 17 giugno alle 18.30 a Villa Zito con Rä di Martino e la sua opera, “Poor Poor Jerry”, ispirata a una figura immediatamente riconoscibile da chiunque sia stato bambino dagli anni Cinquanta in poi. È la metafora di un’immagine familiare che siamo abituati ad associare a termini positivi, di cui però l’artista svela anche i lati più oscuri, più controversi o più difficili da immaginare. In questo caso Jerry, il personaggio principale, e il contenuto sonoro del video – elementi rassicuranti dell’immaginario comune – vengono messi in crisi, mettendo in dubbio anche le abitudini intuitive dello spettatore rispetto a ciò che percepisce.

Questa seconda edizione di Intermezzo conferma la formula del talk, un momento di confronto tra l’artista e il pubblico. In questo primo incontro, Rä di Martino converserà con la curatrice e con l’ospite d’onore, Maria Rosa Sossai. La rassegna riprenderà il 23 settembre con Lina Fucà, il 7 novembre con Elisabetta Benassi e, infine, il 20 dicembre con Gili Lavy. “Fondazione Sicilia continua il suo impegno nella promozione dell’arte contemporanea – riferisce il presidente, Raffaele Bonsignore – che guarda alla contemporaneità. Parole e culture e molteplici linguaggi sono accolti in un contesto come Villa Zito, che, pur avendo un’identità forte e connotata, sa dialogare con interesse e apertura con le sollecitazioni artistiche del presente”.

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Musica e parole raccontano tre tesori di Palermo

Torna la rassegna “Architetture”: concerti e visite guidate nella chiesa di Santa Maria del Piliere e negli oratori di San Mercurio e San Lorenzo

di Redazione

Chiese e monumenti raccontati da musica e parole. È la rassegna “Architetture” che riprende sabato 15 giugno alle 21 nella chiesa di Santa Maria del Piliere, a Palermo. La manifestazione è curata da Elena Ponzoni, realizzata con i suoi studenti del corso di musica Insieme Archi e i volontari dell’associazione Amici dei Musei Siciliani, presieduta da Bernardo Tortorici di Raffadali.

Il progetto del Conservatorio di Palermo, in collaborazione con Amici dei Musei Siciliani, Arcidiocesi di Palermo e l’associazione Agorarte, giunto quest’anno alla sua quinta edizione, prevede il racconto del luogo che ospita il concerto a cura dei volontari dell’associazione Amici dei Musei Siciliani ed, a seguire, l’esecuzione dei brani in programma raccontati dal maestro Elena Ponzoni ed eseguiti dagli studenti del conservatorio.

I quattro programmi, inseriti nella cornice di tre preziosi spazi architettonici del centro storico cittadino – chiesa di Santa Maria del Piliere e oratori di San Lorenzo e San Mercurio – formano un breve itinerario storico alla scoperta del repertorio dedicato al genere del quartetto d’archi: Haydn, Mozart, Beethoven per i primi appuntamenti e, a seguire, un raro programma dedicato interamente al ‘900 storico con partiture di Bartók, Webern e Šostakovič, di molto impegno per i giovani esecutori. A chiudere, un piccolo tributo al contrabbasso, strumento ad arco spesso ingiustamente trascurato dai cartelloni di stagioni cameristiche anche importanti, con musica di Telemann, Dvořák e una sorpresa in tono con l’afa estiva che avanza.

Gli appuntamenti sono sabato 15 alle 21 nella chiesa di Santa Maria del Piliere; domenica 16 alle 18,30 nell’oratorio di San Lorenzo; sabato 22 alle 21 ancora a Santa Maria del Piliere e si concluderà domenica 23 alle 18,30 all’oratorio di San Mercurio.

I concerti sono a titolo gratuito ma si pagherà il contributo ridotto di accesso ai monumenti (2 euro per San Lorenzo e San Mercurio, 1,50 euro per Santa Maria del Piliere).

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Salemi a ritmo di jazz con Raphael Gualazzi

Il pianista è vincitore del premio “Welcome back Tony Scott”, organizzato dal Comune per ricordare il grande musicista figlio di genitori salemitani

di Redazione

È il pianista Raphael Gualazzi il vincitore del “Premio per la musica Città di Salemi – Welcome back Tony Scott”, organizzato dal Comune di Salemi, in collaborazione con l’Associazione “Blue jazz e non solo”, per ricordare il jazzista di fama mondiale Tony Scott, figlio di genitori salemitani. Per la sezione Giovani, invece, il premio è andato al bassista e controbassista Fabrizio Sciacca, di origini salemitane, che ha conseguito il master ‘Jazz Arts in Contrabbasso’ alla Manhattan School of Music di New York. L’iniziativa, giunta quest’anno alla sua quinta edizione, si terrà domenica 16 e lunedì 17 giugno nell’atrio del castello normanno-svevo di Salemi, città che nel 2015 ha intitolato a Tony Scott un piazzale in uno degli angoli più caratteristici del suo centro storico. La direzione artistica del premio è di Mauro Carpi.

Fabrizio Sciacca

“Tony Scott è un pezzo di storia della nostra città e il premio a lui dedicato ci consente di rinsaldare il filo della memoria – afferma il sindaco di Salemi, Domenico Venuti -. ‘Welcome back Tony Scott’ è ormai un appuntamento fisso nel panorama jazzistico nazionale e rappresenta l’ideale inaugurazione del cartellone degli eventi estivi della nostra città. Formulo ai due prestigiosi vincitori del premio i miei personali auguri e quelli dell’intera città”.

Fabrizio Sciacca verrà premiato domenica, alle 21, e a seguire si esibirà in un concerto con l’Eba Trio. Lunedì 17, giorno che segnò la nascita di Tony Scott, il centro storico di Salemi si animerà con la musica: ‘Drepeanum Street Parade’ a partire dalle 19.30. Alle 21, invece, prenderà il via la cerimonia di premiazione di Raphael Gualazzi, disco di platino con il singolo “L’estate di John Wayne” e vincitore del Festival di Sanremo 2011, nella categoria Giovani, con il brano “Follia d’amore”. A seguire si terrà il concerto a due pianoforti con il pianista Filastro.

Secondo l’assessore comunale alle Culture, Giuseppe Maiorana, con Gualazzi e Sciacca il Premio per la musica Città di Salemi “si conferma ai massimi livelli musicali. Siamo di fronte a due talenti del panorama musicale internazionale – prosegue Maiorana – che rappresentano il ricordo migliore per un grande della musica come Tony Scott”.

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Il Trono di Grazia torna a Caltagirone dopo il restauro

Il dipinto fiammingo, unico nel panorama della pittura siciliana, ha ritrovato il suoi colori naturali, dopo essere stato “curato” nel Laboratorio dei Musei Vaticani

di Redazione

Torna a Caltagirone, fresca di restauro, la tavola fiamminga Trono di Grazia. La mostra si inaugura giovedì 13 giugno alle 18,30, nella Sala Karol del Museo Diocesano. L’esposizione, che si protrarrà sino al primo settembre 2019, ruota intorno al pregevole dipinto attribuito, già nel 1968 da Giovanni Carandente, a Vrancke van der Stockt, forse allievo del più noto Roger van der Weyden, risalente alla fine del XV secolo. L’opera, unica nel panorama della pittura siciliana, giunse in nell’Isola probabilmente poco dopo la sua realizzazione, forse acquistato da qualche avo del nobile casato della baronessa Agata Interlandi della Favarotta, che nel 1783 lo donò alla chiesa di San Giorgio di Caltagirone. L’occasione della mostra è data dal recente restauro della tavola nel Laboratorio dei Musei Vaticani, restauro che ha restituito all’opera le originarie cromie e luminosità e ha ridato al supporto ligneo elasticità e solidità.

L’evento, curato da Roberta Carchiolo, Fabio Raimondi e Manuel Parada López de Corselas, è organizzato dalla Regione Siciliana e dalla Diocesi di Caltagirone. “Per dirla con le parole del pensatore medievale Bernardo di Chartes – evidenzia il presidente della Regione Nello Musumeci – noi ‘nani sulle spalle di giganti’, dobbiamo vedere in questa bella mostra, non solo un evento espositivo di prima grandenza, ma anche l’orizzonte verso il quale vogliamo andare. In tale prospettiva, la manifestazione è il magico contenitore che racchiude già tutto”.

Insieme al Trono di Grazia verrà esposta un’altra piccola quanto preziosa tavola attribuita a Vrancke van der Stockt, la Compassio Patris proveniente dalle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Madrid (la gran parte delle opere attribuite a Vrancke van der Stockt si trovano nei musei spagnoli, poche nei musei belgi, olandesi e statunitensi). Entrambi i dipinti trattano in maniera molto singolare il tema della Trinità unitamente a quello della Deposizione di Cristo. Accanto alle due opere, verrà esposta una seconda tavola siciliana di un anonimo artista fiammingo attivo tra la fine del XV e i primi del XVI secolo e incline ai modi di Roger van der Weyden e di Hans Memling: l’Annunciazione della Galleria regionale di Palazzo Abatellis di Palermo attribuita a un Seguace del Maestro della Leggenda di Santa Lucia.

Cappella neogotica del seminario del Museo diocesano

Il percorso espositivo si focalizzerà sul restauro, illustrato col supporto di strumenti multimediali e pannelli esplicativi, e sulla complessa iconografia dell’opera che verrà scomposta nei suoi singoli elementi per essere spiegata a fondo ai visitatori. L’inaugurazione vedrà la partecipazione del vescovo di Caltagirone monsignor Calogero Peri, del sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo, del dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali e dell’identità siciliana Sergio Alessandro, della soprintendente dei Beni culturali e ambientali di Catania Rosalba Panvini, della direttrice dei Musei Vaticani Barbara Jatta, del curatore capo del dipartimento di Antichità medievali del Museo archeologico nazionale di Madrid Sergio Vidal Álvarez, e del curatore del dipartimento di Pittura fiamminga del Museo del Prado di Madrid José Juan Pérez Preciado. Seguiranno le relazioni tecniche e storico artistiche di Adele Breda e Angela Cerreta, rispettivamente storica dell’arte e restauratrice dei Musei Vaticani, di Roberta Carchiolo, storica dell’arte della Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Catania, e di Francesco Failla, direttore dell’Archivio e della biblioteca della diocesi di Caltagirone. Modera il direttore del Museo diocesano di Caltagirone nonché curatore della mostra, don Fabio Raimondi.

La mostra, pensata come un evento dinamico, sarà accompagnata da cosiddette mostre studio nelle quali si alterneranno opere scelte per esprimere un particolare tema o il percorso di un artista, per esempio il mirabile dipinto raffigurante San Pietro in cattedra e storie della sua vita custodito nella chiesa di Santa Maria la Stella di Militello Val di Catania. La mostra si concluderà con un convegno internazionale al quale verranno chiamati a partecipare specialisti dell’arte fiamminga dai musei italiani e spagnoli.

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Quando la musica sposa il gelato: rivivono le “arie del sorbetto”

Una memoria recuperata da Marco Betta e Antonio Cappadonia, che ripercorrono l’antica tradizione settecentesca di offrire rinfrescanti intermezzi al pubblico, durante le pause delle opere

di Redazione

Raccontare la tradizione musicale delle “arie del sorbetto”, opere minori di compositori importanti che nel ‘700 venivano suonate durante le pause delle opere, mentre il pubblico poteva rinfrescarsi degustando dei sorbetti.

Una memoria recuperata da Marco Betta e Antonio Cappadonia che, dalle 19 alle 20 di giovedì 13 giugno, in piazzetta Bagnasco, a Palermo, offriranno un’esperienza multisensoriale, dando modo di ascoltare il racconto e le curiosità dell’opera “I Pagliacci”, all’antivigilia della sua prima in programma il 15 giugno al Teatro Massimo di Palermo. Un viaggio nella memoria pieno di suggestioni che si potrà fare mentre Antonio Cappadonia mostrerà, con un mastello pieno di ghiaccio e sale, la “tecnologia del freddo” dell’epoca con cui si preparavano i sorbetti.

Marco Betta e Antonio Cappadonia

A promuovere l’iniziativa, in condivisione con l’amministrazione comunale di Palermo, è la giovanissima associazione “Piazzetta Bagnasco”, realtà nata per iniziativa di un gruppo di commercianti e di pubblici esercenti della piazzetta e delle vie limitrofe, con l’obiettivo di dare vita ad attività culturali e artistiche che possano migliorare l’immagine della piazza a vantaggio di chi vi risiede o vi lavora, ma anche di chi vi transita.

“Uniamo la memoria della storia della musica – spiega Donato Didonna, presidente dell’associazione – con la memoria storica di un prodotto dell’artigianato come il sorbetto siciliano, profondamente legato alla nostra terra. Si tratta della prima di un ciclo di iniziative pensate per costruire buone pratiche di capitale civico attraverso il senso di responsabilità sociale dei propri aderenti. Una sinergia di intenti che ci vede desiderosi di contribuire al miglioramento della qualità di vita della piazzetta, curandone anche il decoro e l’immagine attraverso momenti culturali di ampio respiro”.

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Palazzo Reale reinventato dai fumettisti

Giovani allievi della Scuola del fumetto di Palermo si lasceranno ispirare dalle architetture del monumento normanno, realizzando un’estemporanea nel cortile Maqueda

di Redazione

Giovani fumettisti armati di cavalletto, matite e pennelli sosteranno nel cortile Maqueda del Palazzo Reale di Palermo e interpreteranno liberamente dettagli, angoli e caratteristiche dello storico edificio normanno. Una galleria en plein air quasi fosse una piccola Montmartre in salsa siciliana. L’appuntamento è giovedì 13 giugno dalle 10 alle 13 con l’evento “Palazzo creativo. Il fumetto diventa Reale”. Saranno presenti cinquanta disegnatori della Scuola del Fumetto di Palermo per un’iniziativa promossa dalla Fondazione Federico II e dall’Assemblea regionale siciliana con Grafimated Cartoon.

Nel cortile Maqueda saranno allestite le gigantografie di cinque opere realizzate da fumettisti ex allievi della Scuola del fumetto di Palermo che hanno scelto di interpretare la stanza di Re Ruggero in chiave mistica e fiabesca; la torre Pisana utilizzando la tecnica digitale; la Macrophylla abbracciata al pino che si trovano nei Giardini Reali; e c’è anche chi ha scelto di attingere al passato, rappresentando alcuni scorci interni della torre Pisana come fossero affreschi. Giovani disegnatori che, concluso il percorso alla Scuola del fumetto, vantano oggi collaborazioni per la Walt Disney Company e Pixarcome o con case editrici del settore come Piemme, Soleil, WhiteInk, Graphofeel, Tunuè e Zap.

“Il fumetto parla al lettore con un linguaggio veloce e immediato. Anche se è più difficile per chi lo fa ha, comunque, la forza di scatenare complicità nell’occhio di chi lo guarda e di creare con il lettore un rapporto più personale – dice Gianfranco Miccichè, presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II – . Questi artisti hanno il potere di raccontare i fatti con un tratto di matita. Io la considero una magia a tutti gli effetti”.

L’evento sarà condotto e raccontato in diretta Facebook sulla pagina della Fondazione Federico II da Massimo Minutella e avrà dei collegamenti radiofonici e televisivi su Rgs e Tgs curati dal giornalista Salvo La Rosa. “La Grafimated Cartoon che gestisce la Scuola del Fumetto di Palermo è orgogliosa di aver collaborato con la Fondazione Federico II – sottolinea Antonino Pirrotta, amministratore Grafimated Cartoon e condirettore della Scuola del Fumetto Palermo – all’organizzazione di questa giornata dedicata al Fumetto e al Palazzo Reale. Riuscire a raccontare su carta la maestosità e la magnificenza del Castrum Superius attraverso lo sguardo di cinque Fumettisti siciliani è stata una sfida decisamente intrigante ed avvincente”.

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Nominati i direttori dei parchi archeologici siciliani

Gli incarichi assegnati dal governatore Nello Musumeci hanno dato vita a una maxi rotazione di dirigenti e ad alcuni nuovi ingressi

di Redazione

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha firmato i decreti di nomina dei direttori dei Parchi archeologici regionali che così diventano subito operativi e funzionanti. Un assetto nuovo e completo che rappresenta la ferma volontà di cambiamento nei beni culturali siciliani. Si dà così piena attuazione alla legge 20 del 2000, rimasta inattuata per due decenni.

“Ho voluto dare un segnale di immediata operatività  – sottolinea il governatore della Sicilia Musumeci – mettendo in atto una rotazione dei dirigenti nell’ottica che tutta l’amministrazione, a partire dal sottoscritto, non deve considerare la propria posizione come un fatto consolidato e garantito nel tempo. È giusto e opportuno che movimenti sul territorio portino linfa vitale ai nostri luoghi della cultura, proprio nel segno del movimento delle esperienze e delle conoscenze. Abbiamo il dovere di dare efficienza e accoglienza ai siciliani e ai milioni di visitatori che accedono ai nostri luoghi di cultura”.

L’area archeologica di Solunto

Questo l’elenco dei nuovi direttori dei Parchi archeologici: Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria: Bernardo Agrò; Lilibeo – Marsala: Enrico Caruso; Tindari: Caterina Di Giacomo; Leontinoi: Lorenzo Guzzardi; Isole Eolie: Rosario Vilardo; Camarina e Cava D’Ispica: Giovanni Di Stefano; Siracusa, Eloro e Villa del Tellaro: Calogero Rizzuto; Solunto, Himera e Jato: Francesca Spatafora; Gela: Salvatore Gueli; Morgantina e Villa del Casale di Enna: Vera Greco; Naxos e Taormina: Gabriella Tigano; Catania e della Valle dell’Aci: Gioconda Lamagna. A Segesta rimane confermata Rossella Giglio. Per la Valle dei Templi di Agrigento è stato designato Roberto Sciarratta. I direttori saranno supportati da soprintendenti e da funzionari regionali che sostituiranno, in qualità di commissari, i comitati tecnico-scientifici fino alla loro formazione.

La Villa Romana del Casale di Piazza Armerina

Gli incarichi assegnati hanno dato vita a una vasta rotazione di dirigenti e ad alcune nomine ex novo. Roberto Sciarratta passa dall’unità operativa della Progettazione del Parco di Agrigento alla direzione dello stesso. Bernardo Agrò passa dall’unità operativa per i Beni storico-artistici della Soprintendenza di Agrigento alla direzione del Parco di Selinunte, fino a oggi retto da Enrico Caruso che andrà a dirigere il Parco di Lilibeo – Marsala. Calogero Rizzuto e Salvatore Gueli lasciano rispettivamente le Soprintendenze di Ragusa e Caltanissetta per il Parco di Siracusa e il Parco di Gela. Gioconda Lamagna passa dal Polo di Catania al Parco di Catania e Valle dell’Aci. Già dirigente dell’unità Beni archeologici della Soprintendenza di Messina, Gabriella Tigano va a dirigere il Parco di Naxos e Taormina, sostituendo Vera Greco che passa al Parco di Morgantina e della Villa del Casale. Lascia il Museo di Messina Caterina di Giacomo che va al Parco di Tindari, mentre Francesca Spatafora dal Polo museale di Palermo passa al Parco archeologico di Himera, Solunto e Jato. Dalla Galleria regionale di Palazzo Bellomo di Siracusa, Lorenzo Guzzardi va al Parco di Leontinoi. Infine Rosario Vilardo e Giovanni Di Stefano passano rispettivamente dal Polo museale delle Eolie e dal Polo museale di Ragusa al Parco archeologico delle Isole Eolie e al Parco archeologico di Camarina e Cava D’Ispica.

Il Tempio della Concordia nella Valle dei Templi

“Intendo imprimere – aggiunge il presidente della Regione Musumeci – una svolta con risorse straordinarie, oltre a quelle che affluiranno sui territori dagli introiti dei Parchi, sia nelle aree archeologiche più note che nei siti minori ancora non sufficientemente valorizzati o addirittura sconosciuti. L’impegno del governo sarà quello di assicurare una efficace gestione ordinaria che deve assicurare un elevato standard di servizi: strade di accesso, manutenzioni, segnaletica, servizi igienici e vigilanza. Parimenti, lo sforzo dovrà riguardare anche la fruizione dei siti con il potenziamento e l’estensione in tutti i Parchi dei servizi aggiuntivi con nuovi bookshop, biglietterie online, guide multimediali e sistemi di musealizzazione all’avanguardia. Sarà una progressiva rivoluzione nella conduzione del nostro patrimonio culturale, che nel 2018 ha registrato un trend positivo di visite, dato confermato in questi primi mesi del 2019”.

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