Pioggia di milioni in arrivo, così rinasce il centro storico

In previsione il recupero di edifici e spazi pubblici di interesse culturale e interventi immateriali per l’incremento dell’offerta turistica

di Redazione

Un programma di interventi per circa 90 milioni di euro in tre anni, da destinare a progetti di riqualificazione e sicurezza urbana nel centro storico di Palermo. In previsione il recupero di edifici e spazi pubblici di particolare interesse o di valore storico-artistico ed interventi immateriali per l’incremento ed il miglioramento dell’offerta culturale e turistica.

Palazzo Riso

È questo l’obiettivo del “Piano operativo Cultura e Turismo” discusso nei giorni scorsi dall’assessore comunale ai Lavori pubblici, Maria Prestigiacomo, e dai tecnici dell’area della rigenerazione urbana con una delegazione del Mibact guidata dal capo di Gabinetto del ministro per i Beni culturali, Tiziana Coccoluto. Oggetto dell’incontro è stata la programmazione dell’utilizzo dei fondi che il Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, aveva destinato alla nostra città nel febbraio del 2018 nell’ambito di un piano nazionale per rafforzare l’offerta culturale e potenziare i sistemi urbani e di promozione turistica. Alla realizzazione del piano concorrono anche la Regione, con l’assessorato ai Beni culturali e all’Identità siciliana, e l’Archivio di Stato.

Piazza Marina

Il grosso del finanziamento, che prevede la copertura del 100 per cento delle spese, per circa 80 milioni è concentrato sulla riqualificazione e rifunzionalizzazione di beni e spazi pubblici: una lista di 39 interventi per il restauro di importanti palazzi del centro storico, tra cui figurano il completamento del restauro dello Spasimo, quello dell’ex Collegio San Rocco, diversi interventi a Palazzo Riso e ancora l’ex Convento di San Basilio destinato a diventare la Casa delle culture; Palazzo Gulì; il monastero delle suore Carmelitane e quello del Collegio della Sapienza, l’ex Convento della Gancia.

La fontana del Genio in piazza della Rivoluzione

Altri interventi riguardano le manutenzioni straordinarie delle pavimentazioni storiche di diverse strade e piazze, tra cui piazza Kalsa, piazza Marina, via Divisi, via Garibaldi e piazza Rivoluzione. Una quota minore degli interventi, per circa 10 milioni riguarderà invece interventi “immateriali” sul patrimonio museale, con la creazione del sistema integrato, la realizzazione di percorsi didattici e di fruizione anche tramite la realtà aumentata, progetti per il sostegno alle imprese dei servizi culturali e dell’industria creativa. Dopo l’incontro della scorsa settimana, è stato chiesto al Comune di fornire alcuni documenti integrativi per una prossima riunione che si svolgerà a metà luglio, a quel punto sarà il ministero ad approvare in via definitiva la lista degli interventi.

Leoluca Orlando

“I nostri uffici, in sinergia con quelli della Regione – ha detto l’assessore Prestigiacomo – hanno svolto un lavoro egregio individuando una serie di interventi grandi e piccoli che nel complesso rispondono appieno a quanto richiesto dal Cipe e che potranno in modo consistente contribuire ad accrescere l’interesse per la nostra città, oltre che l’offerta di servizi culturali legati alla fruizione di importanti spazi pubblici”. Per il sindaco Leoluca Orlando, quello che si avvia a partire è “un piano di interventi di quella che io amo definire ‘l’edilizia che fa bene’. Un piano di messa in sicurezza e valorizzazione del nostro straordinario patrimonio artistico ed architettonico che avrà anche, già durante la sua attuazione, un’importante ricaduta sul tessuto economico e produttivo della città”.

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Passi avanti per l’istituzione degli ecomusei siciliani

Nominati i sei esperti che comporranno il comitato scientifico per la valutazione delle richieste d’istituzione degli enti culturali

di Redazione

Pienamente operativa, dopo cinque anni, la legge istitutiva degli ecomusei. Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha firmato il decreto di nomina dei quattro esperti esterni e dei due interni che comporranno il comitato tecnico-scientifico, previsto dalla legge 16 del 2014, per la valutazione delle richieste d’istituzione degli ecomusei. Si tratta dello storico Domenico Jalla, degli etnoantropologhi Vito Lattanzi e Rosario Perricone e dell’architetto paesaggista Francesco Baratti. Per quanto riguarda i due componenti interni, la scelta è caduta su due archeologhe: Alessandra Merra, che fa parte dell’ufficio di Gabinetto dell’assessorato dei Beni culturali e Maria Lucia Ferruzza, del del dipartimento regionale dei Beni culturali.

Palazzo Pottino a Petralia Soprana

La legge prevede che la Regione Siciliana, sulla base di specifici requisiti, riconosca e promuova gli ecomusei allo scopo di recuperare e valorizzare le peculiarità storico culturali, artigianali e paesaggistiche di un ambito territoriale, nella prospettiva di orientarne lo sviluppo sostenibile attraverso la partecipazione dell’intera comunità locale e in collaborazione con soggetti pubblici e privati.

La Rocca di Cerere a Enna

Già nel 2017, al dipartimento dei Beni culturali tramite le soprintendenze, erano giunte da parte di soggetti pubblici e privati diverse istanze per l’istituzione dei seguenti ecomusei: Agrigento (“Libero consorzio comunale” di Agrigento); Catania (“Riviera dei Ciclopi” a Aci Castello, “Acqua dell’Etna”, “Del cielo e della terra”); Enna (“Rocca di Cerere Geopark”); Palermo (“Madonie Palazzo Pottino” a Petralia Soprana, “Urbano Mare Memoria Viva”); Siracusa (“I luoghi del lavoro contadino Buscemi” a Palazzolo Acreide, “Degli Iblei” a Canicattini Bagni). Toccherà adesso al neonato comitato scientifico esaminarle, insieme a quelle già pervenute quest’anno, dopo che l’avviso per la presentazione era stato riaperto fino allo scorso mese di maggio.

Le Isole Ciclopi di Aci Trezza

“In Sicilia per cinque anni – ha affermato Musumeci in una nota – la legge che istituisce gli ecomusei è rimasta inattuata per la mancata costituzione del comitato tecnico-scientifico, l’organo che avrà il compito di avviare il processo di costituzione di questi soggetti destinati a preservare e a promuovere l’identità culturale delle nostre comunità. Un atto che andava compiuto e al quale ho dato seguito. Adesso, il nostro territorio ha uno strumento in più per puntare sulla valorizzazione di quegli elementi che maggiormente lo caratterizzano, lo rendono unico e, per questo, di grande richiamo e interesse”.

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Orestiadi al via, teatro e arte invadono Gibellina

La nuova edizione s’inaugura con un lungo weekend di racconti, scandito da tre artisti siciliani: Luigi Lo Cascio, Roy Paci e Ninni Bruschetta

di Redazione

Tutto pronto a Gibellina per la 38esima edizione del Festival internazionale delle Orestiadi, con la direzione artistica di Alfio Scuderi: un viaggio attraverso la parola, gli autori, le storie, con particolare attenzione al teatro narrativo. Questa edizione s’inaugurerà con un lungo weekend di racconti, scandito da tre artisti siciliani: Luigi Lo Cascio, Roy Paci e Ninni Bruschetta. Venerdì 5 luglio dalle 19,30, si parte con “Storie dell’altro mondo, notte di racconti, miti, favole e allunaggi” con la partecipazione straordinaria di Luigi Lo Cascio e con Salvo Arena e Gaia Insenga. Un evento costruito a Gibellina, tra racconto, musica e poesia, in una lunga staffetta notturna che metterà in scena il Baglio Di Stefano con i suoi diversi spazi: la Terrazza, la Corte inferiore, la Montagna di sale.

Luigi Lo Cascio

La festa teatrale d’apertura continuerà sabato 6 luglio alle 21,15 con la prima nazionale di “Carapace”, spettacolo con cui torna in scena Roy Paci protagonista, nelle inedite vesti di attore. Un testo scritto dallo stesso Roy Paci e dal giovane regista Pablo Solari. Il 7 luglio sempre alle 21,15, con “Il mio nome è Caino” di Claudio Fava con Ninni Bruschetta, si chiude il lungo weekend di inaugurazione: un racconto di fantasia e realtà di un testimone diretto e anche vittima della furibonda guerra di mafia siciliana.

Il 12 luglio, sarà la volta di Marco Baliani con il suo nuovo spettacolo una “Una notte sbagliata”, regia di Maria Maglietta, mentre il 13 luglio ci sarà il “ritorno” di “Mistero buffo”, testo culto del teatro italiano, a cinquant’anni dalla prima edizione che Dario Fo portò in scena proprio nelle baracche di Gibellina dopo il terremoto, in questa nuova edizione interpretata e diretta da Ugo Dighero. Il 19 luglio in ricordo di Paolo Borsellino andrà in scena “Le parole rubate” di Gery Palazzotto e Salvo Palazzolo, interpretato da Gigi Borruso. Il 20 luglio prima nazionale per le Orestiadi 2019 de “Le esequie della luna”, proprio in occasione dei cinquant’anni del primo sbarco sulla luna avvenuto il 20 luglio 1969, dal testo di Lucio Piccolo con Silvia Ajelli e la regia di Rosario Tedesco in collaborazione con il Festival del Teatro dei due mari di Tindari. Il 21 luglio “Da parte loro nessuna domanda imbarazzante” progetto della compagnia Fanny e Alexander ispirato a “L’amica geniale” liberamente tratto dalla quadrilogia di Elena Ferrante di e con Chiara Lagani e Fiorenza Menni. Il weekend successivo, il 27 e 28 luglio, è segnato dal ritorno a Gibellina di Marco Paolini con “Nel tempo degli dei: il calzolaio di Ulisse” regia di Gabriele Vacis, dopo il grande successo ottenuto al Piccolo di Milano.

Il Baglio Di Stefano

Il 3 e il 4 agosto sarà la volta dell’Osservatorio teatrale rivolto ad artisti siciliani under 35, giunto alla seconda edizione ed organizzato in collaborazione con il Teatro Biondo di Palermo, l’Associazione Scena Aperta e la Presidenza del Consiglio comunale di Palermo: “Le Sorelle N.” (premio #cittàlaboratorio 2019) di Riccardo Rizzo e “Visionarie” (menzione speciale #cittàlaboratorio2019) di Costanza Minafra.

Sono passati trent’anni dal debutto di uno spettacolo che ha segnato la storia della danza contemporanea: “Palermo Palermo” di Pina Bausch. E per raccontare quello spettacolo, oggi ancora in scena, il 3 agosto (fino all’ 11) inaugurerà “Da Palermo a Palermo”: 1989/2019”, mostra fotografica di Piero Tauro, evento in collaborazione con Teatro Biondo di Palermo.

Il Cretto di Burri

Anche quest’anno, durante il periodo del Festival sono in programma diverse mostre internazionali e iniziative legate alle arti visive a cura del Museo delle Trame Mediterranee e coordinate da Enzo Fiammetta, direttore del Museo. Fino al 21 luglio al Baglio Di Stefano si potranno visitare le mostre “Rachid Koraichi: 80 opere in donazione”, “Dan Iroae” a cura di Anna Maria Ruta, “Souvenir”, installazione di Francesco Impellizzeri. Gli atelier del Baglio Di Stefano dal 26 luglio al 3 settembre ospiteranno le installazioni di Andrea Botto, Adrian Paci, Mustafa Sabbagh, Tobias Zielony per la seconda edizione di “Gibellina PhotoRoad, Festival internazionale open air & site specific” organizzato dall’associazione culturale On Image in collaborazione con la Fondazione Orestiadi.

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La Palermo della Belle Époque con gli occhi dei bambini

Una storia di amicizia e accoglienza tra due mondi apparentemente inconciliabili è alla base di “Con lo sguardo in su”, il nuovo romanzo della giornalista Alessia Franco

di Redazione

Frammenti di vita, luoghi e personaggi nella Palermo della Belle Époque, s’intrecciano nel nuovo romanzo della giornalista Alessia Franco. Il libro “Con lo sguardo in su”, edito da Kalós per la nuova collana Fili e Trame, sarà presentato venerdì 28 giugno alle 18, alla Feltrinelli di Palermo. Modera il dibattito la giornalista Laura Anello, intervengono l’antropologo Dario Piombino-Mascali, l’editor Luana Lupo e il direttore editoriale di Kalós Salvino Leone.

Alessia Franco

Nel libro si racconta la storia di Josetta, una bambina che si è trasferita da poco a Palermo dalla Germania: fa parte di una colta famiglia mitteleuropea in cui il padre fa l’antiquario e in quella Sicilia colta e aperta vede nuove opportunità di lavoro. La vita della bambina tedesca si intreccia con quella della palermitana Sisidda che, invece, dal suo poverissimo quartiere non si è mai spostata se non per andare a servizio proprio in casa della famiglia di antiquari.

La copertina del libro

Siamo nel periodo della Belle Époque: sono molte le famiglie che decidono di trasferirsi in Sicilia, isola che sembra benedetta sotto moltissimi punti di vista. Ma l’amicizia tra le due bambine (una ricca e istruita, l’altra povera e poco scolarizzata) è incastonata nella più ampia realtà cittadina: le opere d’arte, con quello stile liberty che in Sicilia assumerà nuove declinazioni, i negozi e le merende sempre più incredibili per i piccoli ospiti della nobiltà e di una borghesia che rivendica con sempre maggiore forza il proprio ruolo. Ma anche le vicende dei carusi, che si sfiniscono di lavoro e rischiano la vita nelle zolfare, emblemi della povertà e del più bieco sfruttamento minorile. Dall’incontro di due realtà apparentemente inconciliabili nascono il rispetto, la conoscenza, il dialogo. In una parola, il diritto di ogni bambino di vivere “con lo sguardo in su”.

“Quella che racconto è una storia di accoglienza – spiega l’autrice – come è l’amicizia tra Josetta e Sisidda. È la prima ad accogliere la bambina che va a servizio nella propria casa o è Sisidda a inserire la piccola, venuta da lontano, in un contesto nuovo, ad aprirle gli occhi su certe realtà? Non ha importanza. Palermo emerge nelle sue tante sfaccettature attraverso un minuzioso lavoro di ricostruzione che non è mai fine a se stessa. La bellezza esiste perché tutti i bambini (loro per primi) possano sentirsene custodi e goderne, a prescindere da provenienza o estrazione sociale”.

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Le Vie dei Tesori apre le porte agli universitari

Disponibili tirocini per gli studenti di Palermo e Catania nelle prossime edizioni del Festival, che si svolgeranno tutti i weekend di ottobre e il primo di novembre

di Redazione

Narratori dei luoghi, supervisori, addetti all’accoglienza. Collaborando a un grande festival che negli ultimi anni ha raccolto attorno a sé le città, non solo in Sicilia, ed è riconosciuto tra le iniziative di massimo richiamo turistico dell’Isola. Le Vie dei Tesori apre le porte agli universitari di Palermo e Catania e offre la possibilità di un’esperienza formativa sul campo: si occuperanno di accoglienza, promozione turistica e valorizzazione del patrimonio artistico, culturale, storico, naturalistico. Tutto nasce dalla stretta collaborazione tra gli atenei di Palermo e Catania e l’associazione Le Vie dei Tesori Onlus. Agli studenti è offerta la possibilità di svolgere il proprio tirocinio curriculare negli enti e nelle istituzioni partner della manifestazione che saranno enti ospitanti dei tirocinanti.

A Palermo sono disponibili 110 posti: 48 studenti saranno addetti al box office e all’accoglienza, 62 alla narrazione dei luoghi. La prima call è indirizzata a 24 studenti che potranno svolgere il tirocinio nei luoghi di competenza della diocesi che saranno aperte per il Festival. Ente ospitante sarà la Diocesi di Palermo, grazie alla disponibilità dell’Ufficio Beni ecclesiastici. Accanto a questa opportunità, per gli studenti palermitani resta aperta la possibilità di partecipare al Festival ottenendo crediti formativi (hanno già aderito oltre 50 studenti) o come volontari, possibilità offerta anche a chi non è studente universitario. A Palermo il Festival si svolgerà durante tutti i weekend di ottobre e il primo di novembre, e precisamente nei seguenti giorni: venerdì 4, sabato 5, domenica 6; venerdì 11, sabato 12, domenica 13; venerdì 18, sabato 19, domenica 20; venerdì 25, sabato 26, domenica 27 ottobre; venerdì 1, sabato 2, domenica 3 novembre. Il tirocinio si svolgerà dunque in questi giorni, preceduti dalle ore di formazione alla manifestazione.

Invece, agli studenti catanesi del corso di laurea in Formazione di operatori turistici è offerta la possibilità di svolgere il proprio tirocinio curriculare (150 ore) negli enti e nelle istituzioni partner della manifestazione che saranno enti ospitanti dei tirocinanti. Sono disponibili 100 posti, divisi tra box office, accoglienza, e narrazione dei luoghi, secondo il mood del festival, che l’anno scorso ha debuttato con un’edizione catanese già seguitissima al suo esordio.

Milano 10102018 ( FOTO PETYX PALERMO) Conferenza stampa le vie dei tesori a Milano

Quest’anno 50 luoghi aperti a Catania, per 4 weekend ad ottobre e uno a novembre (dal 4 ottobre al 3 novembre). E luoghi aperti – dove effettuare il tirocinio – anche ad Acireale, Noto e Siracusa (tre weekend dal 13 al 29 settembre) e a Modica, Ragusa e Scicli (tre weekend dal 4 al 20 ottobre). Il tirocinio si svolgerà dunque in questi giorni, preceduti dalle ore di formazione alla manifestazione. Per inviare la propria candidatura – entro il 15 luglio -, va scaricato il modulo di adesione dal sito dell’Università e dai siti web dei dipartimenti che fanno capo al dipartimento Disum dell’Università di Catania. Anche nel caso del capoluogo etneo, per gli studenti resta aperta la possibilità di partecipare al Festival ottenendo crediti formativi o come volontari, possibilità offerta anche a chi non è studente universitario. Per partecipare, bisogna scrivere alla mail: didattica@leviedeitesori.it entro il 10 luglio.

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Il Castello di Caccamo sarà gestito dal Comune

Stipulata una convenzione con la Regione. Il Municipio dovrà assicurare la custodia e l’apertura al pubblico, interventi di manutenzione e la creazione di una segnaletica turistica

di Redazione

Il Castello medievale di Caccamo di proprietà della Regione Siciliana, verrà gestito direttamente dal Comune. Lo prevede una convenzione firmata dal governatore Nello Musumeci, dal dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali Sergio Alessandro e dal sindaco del Palermitano Nicasio di Cola. La finalità è quella di realizzare una migliore fruizione e valorizzazione di siti monumentali, storici e di pregio, grazie alla partnership tra la Regione e gli enti locali, che li gestiranno direttamente, nell’ottica di un’azione di valorizzazione e fruizione.

La firma della convenzione tra Regione e Comune

Il Comune dovrà assicurare la custodia del Castello e l’apertura al pubblico con modalità e orari che garantiscano un servizio plurisettimanale di visite. Interventi di manutenzione, revisione periodica delle coperture, miglioramento del decoro degli ambienti, stabilità e sicurezza dell’immobile, progetti di restauro dei soffitti, abbattimento delle barriere architettoniche: questi gli altri interventi previsti nella convenzione firmata a Palazzo d’Orleans. E ancora la produzione di segnaletica turistica specifica e materiale promo-pubblicitario in più lingue, completano l’offerta dell’amministrazione di Caccamo. L’assessorato per il tramite della soprintendenza per i Beni culturali eserciterà le funzioni di tutela e ricerca scientifica.

I proventi derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso andranno al Comune, che dovrà reinvestirli in interventi di valorizzazione e fruizione sull’immobile. La convenzione prevede anche lo sviluppo dell’occupazione sul territorio, stipulando accordi con associazioni culturali o di volontariato che abbiano finalità di promozione e diffusione della conoscenza dei beni culturali.

La sala della Congiura

“La convenzione – evidenzia il governatore Musumeci – è un primo modello di partenariato Regione-enti locali che il mio governo ha intenzione di replicare sul territorio siciliano. Siamo partiti con il prezioso Castello di Caccamo e seguiranno altri luoghi della cultura. Ho fiducia in un decentramento controllato dei siti meno noti che sono i nostri piccoli preziosi tesori. Dobbiamo sempre di più sforzarci di inserirli nei grandi circuiti culturali e turistici per farli conoscere al grande pubblico. La Regione eserciterà il suo ruolo di tutela, controllo e verifica dei risultati di questa esperienza innovativa, che è una delle idee forti della nostra visione dei beni culturali in Sicilia”.

Oltre al Castello di Caccamo, potranno essere trasferite ai Comuni le gestioni per i seguenti monumenti: Castello Bauso di Villafranca Tirrena, Villa Di Pasquale a Messina e Castello cinquecentesco di Spadafora, nel Messinese; Castello Beccadelli di Marineo e Terme arabe di Cefalà Diana, in provincia di Palermo; Palazzo Cappellari a Palazzolo Acreide nel Siracusano; lo stabilimento Florio di Favignana in provincia di Trapani; il Museo di Marianopoli nel Nisseno; il Museo delle Croci di Scicli in provincia di Ragusa.

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Sinfonica Siciliana, Antonino Marcellino è sovrintendente

La decisione è stata presa dal Consiglio d’amministrazione della Fondazione a una settimana dalla revoca della nomina di Ester Bonafede

di Redazione

È Antonino Marcellino il nuovo sovrintendente della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana. La decisione è stata presa dal Consiglio d’amministrazione a una settimana dalla revoca della nomina di Ester Bonafede, decisa dal Cda per alcuni contenziosi che l’architetto ha in atto con la Fondazione e che l’avrebbero resa incompatibile l’incarico.

L’Orchestra Sinfonica Siciliana

Dunque, toccherà adesso a Marcellino guidare l’ente. La nomina è arrivata questo pomeriggio dal Consiglio di amministrazione guidato da Stefano Santoro con i voti a favore dei consiglieri Giulio Pirrotta (in rappresentanza del Comune) e di Sonia Giacalone (in rappresentanza dei lavoratori Foss). Al momento della votazione ha lasciato la seduta l’altro consigliere Marco Intravaia, che è anche segretario del presidente della Regione, Nello Musumeci. Intravaia aveva chiesto a Santoro di non deliberare la nomina del nuovo sovrintendente per arrivare a un commissariamento dell’ente.

Marcellino, 57 anni, nato a Catania, è professore universitario di musicologia a Roma, insegnante di storia della musica all’istituto Bellini di Catania e animatore di numerosi festival nel Catanese. Il suo nome era tra i 34 che avevano aderito all’avviso pubblico diffuso dalla Fondazione due mesi fa.

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Porte aperte al Centro Majorana di Erice con quattro mostre

Gli istituti Wigner-San Francesco e Blackett-San Domenico diventano contenitori d’arte e luoghi di conoscenza e cultura condivisa

di Redazione

Da oltre cinquant’anni, circondati dal silenzio delle stradine medievali di Erice, ospitano il dialogo sul futuro dell’Universo fra i più grandi scienziati della terra: fra loro centinaia di Premi Nobel invitati in Sicilia dalla Fondazione “Ettore Majorana” e dal suo storico presidente, il fisico Antonino Zichichi, per promuovere una “scienza senza segreti né frontiere”. Spazi, quelli degli Istituti Wigner-San Francesco e Blackett-San Domenico, frequentati solo da accademici e uomini di scienza, e che da questa estate saranno per la prima volta eccezionalmente aperti al pubblico con la possibilità di visitare fino al 3 novembre prossimo quattro mostre, tre delle quali curate dal professor Zichichi, e messe a punto dalla Fondazione.

Mostra di Umberto Mastroianni, sullo sfondo opere di Pizzi Cannella

Il primo passo, il 29 giugno, è di natura didattico-documentale, s’intitola “Storia del Centro Majorana” e, con il supporto di pannelli illustrativi, foto d’archivio, pagine di giornali e cimeli, ricostruisce mezzo secolo di attività della fondazione (nata nel 1963) che, di fatto, ha determinato la rinascita di Erice sotto l’egida della cultura scientifica internazionale, oltre a catapultare il piccolo borgo trapanese nell’Olimpo delle mete più affascinanti per viaggiatori alla ricerca di luoghi meno battuti dal turismo di massa.

Poi la mostra “Fibonacci e il Numero Aureo. La forma generatrice”: trenta opere classiche e contemporanee firmate da Piero Guccione, Pizzi Cannella, Umberto Mastroianni, Carlo Gavazzeni Ricordi e installazioni site-specific di Paola Lo Sciuto. Si prestano a raccontare ai visitatori la “Proporzione Aurea”, il rapporto “magico” contenuto nel Dna delle forme della natura e utilizzato dagli artisti, da Giotto in poi, come parametro di bellezza universale.

Paola Lo Sciuto, “Magnificat”, colombe in volo a gruppi numerici della sequenza di Fibonacci

Nella mostra “Stelle, Costellazioni e Oroscopi”, Zichichi affronta in modo scientifico il problema dei segni zodiacali coinvolgendo, con opere sul tema, artisti contemporanei come Gregorio Botta, Bruno Ceccobelli, Lucia Crisci, Ettore de Conciliis, Nedda Guidi, Riccardo Monachesi, Thomas Mustaki, Marco Tamburro. In mostra anche due capolavori di Igor Mitoraj (Grande notturno [omaggio a Galilei] del 2008) e Pizzi Cannella (Luna o luna nuova del 2004).

Si conclude con “Il Monumento di Erice. Un percorso artistico 1931-1993” dedicata allo scultore Umberto Mastroianni e a cura di Caterina Napoleone: omaggio all’artista che nel 1993, in occasione della visita di Papa Giovanni Paolo II a Erice per i trent’anni della Fondazione, realizzò un monumento celebrativo, un bassorilievo in bronzo che celebra il dialogo fra scienza, arte e fede.

Le mostre, coordinate da Il Cigno GG Edizioni, saranno visitabili negli spazi del Centro Ettore Majorana fino al 3 novembre 2019, tutti i giorni, dalle ore 10 alle ore 19.

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Al via il restauro di due opere d’arte a Catania

Si tratta di un dipinto su tavola e di una croce lignea custoditi nella chiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata e in quella di San Giuliano

di Redazione

Torneranno presto al loro antico splendore due preziose opere d’arte custodite a Catania nella chiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata e in quella di San Giuliano. Si tratta, rispettivamente, del dipinto su tavola raffigurante Sant’Antonio da Padova e della Venerata Croce lignea dipinta. Entrambe appartengono al Fondo edifici di culto del ministero dell’Interno e saranno restaurate grazie al finanziamento della Regione Siciliana.

Chiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata

“Il nostro obiettivo – spiega il governatore Nello Musumeci – è noto: restituirle alla fruizione e al culto della gente poiché costituiscono entrambe testimonianza dello splendore dell’arte presente a Catania nei secoli antecedenti la colata lavica del 1669 e il catastrofico evento sismico del 1693”. È stata la soprintendente ai Beni culturali del capoluogo etneo, Rosalba Panvivi, insieme al dirigente dell’Unità architettonica e storico-artistica, Nicola Neri, ai rettori delle due chiese e al direttore dei lavori, Carmela Cappa, a consegnare le opere alle ditte aggiudicatarie.

Chiesa di San Giuliano

Quella di Maria Scalisi, specializzata in restauri, interverrà sulla Croce dipinta di San Giuliano. L’opera presenta le caratteristiche proprie dello stile gotico catalano mentre elementi bizantini si associano, nella realizzazione dei volti e dei corpi, alle conquiste dell’Umanesimo e del Rinascimento nel campo dell’arte.

La ditta Dolmen di Caltanissetta si occuperà, invece, della tavola dipinta raffigurante Sant’Antonio e il Bambino del XVI secolo. Attorno alla figura del santo, in riquadri delimitati da cornici scolpite e dorate, sono raffigurate dieci storiette della sua vita tra le quali spiccano quelle relative alle tentazioni e ai viaggi da evangelizzatore. Sotto la figura centrale, un cartiglio reca la scritta “Petunt et accipiunt iuvenes et cani”, il cosidetto Sequeri: una forma di preghiera popolare che la tradizione consiglia per recuperare gli oggetti perduti.

Entrambi gli interventi si svolgeranno a “laboratorio aperto” per consentire a chiunque di seguire le diverse e complesse fasi di restauro. A tale scopo, nei locali delle sacrestie delle due chiese sono già stati individuati spazi idonei a ospitare i laboratori che potranno così essere visitati anche dalle scolaresche dei licei artistici cittadini e dagli studenti dell’Università di Catania.

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“Soggetto nomade”, la donna secondo cinque grandi fotografe

A Palermo gli scatti di Paola Agosti, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano e Marialba Russo in una mostra del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato

di Redazione

Oltre cento scatti di cinque grandi fotografe italiane per stimolare una riflessione sull’identità e sulla rappresentazione della donna in un ventennio cruciale nel nostro Paese. È “Soggetto nomade”, la mostra del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, a cura di Cristiana Perrella e Elena Magini, che s’inaugura sabato 22 giugno alle 18,30 al Centro internazionale di fotografia diretto da Letizia Battaglia.

Lisetta Carmi, I travestiti, la Gilda

L’esposizione, che sarà visitabile fino al 22 settembre, raccoglie per la prima volta le fotografie di Paola Agosti, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano e Marialba Russo, realizzate tra la metà degli anni Sessanta e gli anni Ottanta, restituendo da angolazioni diverse il modo in cui la soggettività femminile è vissuta, rappresentata e interpretata in un periodo di grande cambiamento sociale per l’Italia.

Una riflessione sull’identità e sulla sua rappresentazione che prende le mosse dai ritratti dei travestiti di Genova di Lisetta Carmi, dove la femminilità è un’aspirazione, e si declina attraverso le immagini di attrici, scrittrici e artiste di Elisabetta Catalano; le fotografie sul movimento femminista di Paola Agosti; le donne e le bambine di una Sicilia sfigurata dalla mafia di Letizia Battaglia e infine gli uomini che per un giorno assumono l’identità femminile nel carnevale di piccoli centri della Campania esplorati da Marialba Russo.

Paola Agosti, Tullia Todros all’incontro nazionale collettivi femministi sui consultori

Le fotografie in mostra documentano un periodo di circa vent’anni: una testimonianza dell’emergere di nuove e plurali urgenze espressive, che pur non assimilabili ad uno “specifico femminile”, offrono uno sguardo delle donne sulle donne e sulla loro identità. Il titolo della mostra si riferisce alla seminale raccolta di saggi di Rosi Braidotti “Soggetto nomade. Femminismo e crisi della modernità”, in cui la filosofa tratteggia una nuova soggettività sessuata e molteplice, multiculturale e stratificata, come quella rappresentata negli scatti delle fotografe presentate in mostra.

In Italia il pieno accesso di fotoreporter, fotografe e artiste all’interno del sistema dell’arte e del fotogiornalismo ha avuto inizio a partire dagli anni Sessanta, in concomitanza con i cambiamenti socio-politici e con le molteplici istanze sollevate dal femminismo. Pur appartenenti a generazioni diverse ognuna delle fotografe in mostra si è confrontata con le trasformazioni sociali in atto nella società italiana, originando riflessioni personalissime sull’immagine della donna e più propriamente dell’identità femminile e sui suoi sconfinamenti, sul senso dell’alterità attraverso una sensibilità che ha fatto proprio il pensiero della differenza.

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Le vie dei Tesori News

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