Il tricolore illumina il Teatro antico di Taormina

Nei giorni dell’epidemia che sta paralizzando l’Italia, un invito alla speranza in uno dei monumenti simbolo della Sicilia

di Redazione

Un messaggio di speranza accende uno dei monumenti simbolo della Sicilia. Il Teatro Antico di Taormina, sabato scorso, si è illuminato con le luci del tricolore italiano, regalando uno spettacolo suggestivo con l’Etna sullo sfondo. Uno spettacolo immortalato in una foto che racconta il monumento chiuso nei giorni del Coronavirus. “Nell’ora più buia – ha detto il direttore del Parco archeologico Naxos Taormina, l’archeologa Gabriella Tigano – un invito alla speranza da uno dei monumenti simbolo dell’arte e dell’ingegno dell’Umanità”.

Il Teatro antico di Taormina

Definito da Goethe “il più bel palcoscenico del mondo”, il Teatro Antico di Taormina nei mesi scorsi ha registrato, insieme agli altri siti del Parco (Museo di Naxos e Isola Bella) un consistente aumento di visitatori: quasi 21mila a febbraio (un aumento del 57 per cento rispetto al 2019, quando si fermarono a 13.266). Un trend positivo interrotto solo dallo stop dell’emergenza sanitaria che ha azzerato il turismo su scala globale.

Chiusi i siti e il museo – disinfestati e sanificati in questi giorni– il Parco archeologico Naxos Taormina continua a raccontare i suoi monumenti attraverso i social, con focus giornalieri sui reperti del museo e sulla storia dei singoli siti archeologici.

L’agricoltore cinese che spostava le montagne

Libri da non perdere, segreti di botanica, spigolature d’arte, tesori nascosti negli archivi, racconti di luoghi da visitare. Mentre restiamo a casa, ecco le mini-lezioni degli amici de Le Vie dei Tesori. Scrittori, giornalisti, accademici, studiosi, giovani del Festival. Pillole per imparare e resistere.

In questo video, la storia di un vecchio agricoltore cinese e di un bambino che volevano spostare una montagna. Ce la racconta Giuseppe Barbera, scrittore, membro del Comitato scientifico della Fondazione Benetton, per trent’anni professore di Colture arboree dell’Università di Palermo. Perché anche le sfide più difficili si possono vincere

Mimmo Cuticchio resta a casa con i suoi pupi

Libri da non perdere, segreti di botanica, spigolature d’arte, tesori nascosti negli archivi, racconti di luoghi da visitare. Mentre restiamo a casa, ecco le mini-lezioni degli amici de Le Vie dei Tesori. Scrittori, giornalisti, accademici, studiosi, giovani del Festival. Pillole per imparare e resistere. In questo video, il re del cunto, Mimmo Cuticchio, ci regala un momento di intimità nella sua casa, circondato dai pupi, compagni di sogni e di avventure.

Lezioni di botanica in terrazzo

Libri da non perdere, segreti di botanica, spigolature d’arte, tesori nascosti negli archivi, racconti di luoghi da visitare. Mentre restiamo a casa, ecco le mini-lezioni degli amici de Le Vie dei Tesori. Scrittori, giornalisti, accademici, studiosi, giovani del Festival. Pillole per imparare e resistere.

In questo video Mario Pintagro, giornalista di professione, coltivatore di piante per passione, autore del libro “Arborea-La storia di Palermo in cento alberi illustri”, dà una piccola lezione di botanica direttamente dal suo terrazzo.

 

Occhi virtuali sul deserto delle città siciliane

Da Palermo a Trapani, da Cefalù a Taormina, le webcam raccontano come sta cambiando il paesaggio urbano nei giorni del virus

di Redazione

Un grande vuoto che avvolge strade, piazze e monumenti. Le città cambiano volto dopo l’arrivo della seconda pandemia del 21esimo secolo. In questo clima di calma apparente, dove le case sono diventate rifugi per sfuggire alla minaccia, gli schermi di computer e smartphone sono sempre più finestre sul mondo esterno. Così per avere un colpo d’occhio sul deserto delle città, basta collegarsi alle tante webcam sparse per tutta Italia.

Dovendo restare tra le mura domestiche, sono dunque gli occhi virtuali delle piccole telecamere a raccontarci come sta cambiando il volto delle nostre città. Anche in Sicilia, come nel resto del Paese, il paesaggio urbano non cambia. Nelle immagini di questa mattina, da Palermo a Trapani, da Cefalù a Taormina, strade e piazze sono vuote. Così, in un sabato primaverile in cui le spiagge sarebbero state prese d’assalto, quelle di Mondello e San Vito Lo Capo sono come un deserto. A Palermo, nessuno davanti al Teatro Massimo o alla Cattedrale. Vuoti i tavolini dei bar di piazza Duomo a Cefalù, mentre in piazza IX Aprile a Taormina ci sono solo gli operatori ecologici. Strade vuote anche a Trapani e Erice. Scorci irreali in attesa di tempi migliori.

(Le immagini sono estrapolate dalle webcam dei siti Skylinewebcams.comWebcamturismo.com e Siciliacam.it)

Un voto per le eccellenze del territorio: si sfidano i piccoli comuni

Sono tredici i borghi siciliani che partecipano a un premio nazionale per la valorizzazione delle risorse locali, tra arte, cultura e agroalimentare

di Redazione

Una competizione virtuosa tra i piccoli centri italiani per la promozione del territorio. È il Premio Piccolo Comune Amico, nato per favorire la valorizzazione dei comuni con meno di 5mila abitanti. Il progetto è organizzato dal Codacons, insieme a Coldiretti, la Fondazione Symbola, Touring Club Italiano, Autostrade per l’Italia, Intesa San Paolo, SisalPay, con il patrocinio di Anci e Uncem.

Collesano

L’idea è di individuare e premiare 25 borghi che ospitano le eccellenze del territorio italiano, attraverso un premio suddiviso in cinque categorie. Nella sezione “agroalimentare” otterranno riconoscimenti i cinque comuni che si distinguono per aziende, mercati, commercianti e produttori di eccellenze agroalimentari. Poi nella categoria “artigianato” saranno premiati i comuninei quali trovano spazio aziende artigiane e piccoli punti di commercio artigianale. E ancora “innovazione sociale”, dedicata alle aziende che valorizzano le proprie risorse interne con benefit ed incentivi che sviluppino la produttività e facilitino il ritorno delle risorse umane dai grandi centri ai piccoli comuni.

Il castello di Montalbano Elicona

Poi, c’è la categoria “cultura, arte, storia”, che riguarda i comuni che abbiano dato voce alle proprie specificità culturali, facendo conoscere le caratteristiche culturali tipiche della zona e facilitando così il turismo, grazie anche a dipinti importanti o altre opere artistiche presenti nel comune o opere d’arte anche presenti in natura. Infine, “economia circolare”, categoria che costituisce un premio speciale per promuovere una forma di economia ecosostenibile, che riduca al minimo gli sprechi e utilizzi risorse ed energie rinnovabili e circolari. È prevista, inoltre, l’elaborazione di una mappa interattiva di queste realtà culturali, con gli eventi e le eccellenze delle varie categorie enogastronomiche selezionate.

Prizzi

Per la Sicilia partecipano 13 comuni. Nel Palermitano, in gara Prizzi, Roccapalumba, Collesano, Petralia Sottana, Geraci Siculo. Poi ci sono Tusa, Santo Stefano di Camastra, Montalbano Elicona, Oliveri e Montagna Reale, nel Messinese, insieme a Maletto e Maniace, tra i Nebrodi e l’Etna, e Mirabella Imbaccari, nel Catanese. Si potrà votare fino al prossimo 30 aprile, esprimendo cinque preferenze tra i borghi candidati (qui tutte le informazioni). Ai comuni vincitori verrà assegnata una targa di premiazione e saranno realizzate campagne promozionali che verranno diffuse da tutti i canali comunicativi dei partner del progetto, nelle aree di servizio della rete autostradale, sui social e sulla stampa, che contribuirà a una maggiore conoscenza delle eccellenze vincitrici.

Tutta la magia di Catania in quattro minuti

C’è la festa di Sant’Agata, il mercato del pesce, il Teatro Bellini, le chiese barocche, il mare e l’Etna sullo sfondo. Tutte le bellezze di Catania in quattro minuti, racchiuse in un video in timelapse girato da Leandro Grasso in 4K e pubblicato su Youtube. Un progetto pensato già 5 anni fa e completato in sei mesi. “Questo progetto è costituito da 12965 foto per un peso di 347 gigabyte – spiega il videomaker – . Ho realizzato questo video per esaltare e far conoscere le bellezze che la città di Catania ha da offrire da un punto di vista architettonico e paesaggistico. Il video è rivolto sicuramente ai turisti, ma soprattutto a noi cittadini di Catania, che spesso diamo per scontato quello che abbiamo”.

Il Gattopardo, quando l’amore si fa capolavoro

Presentato a Palermo il docufilm di Luigi Falorni sulla genesi del romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, da cui fu tratto il film di Luchino Visconti

di Redazione

La storia di un amore e di un capolavoro della letteratura. È stato presentato in anteprima a Palermo il docufilm “La nascita del Gattopardo” di Luigi Falorni, che sarà distribuito in dvd e venduto nelle librerie e online. Realizzato in collaborazione con Arte e Istituto Luce, con il supporto di Sicilia Film Commission, il documentario è stato anche proiettato nella sezione “Riflessi” della passata edizione della Festa del Cinema di Roma. Attraverso immagini d’epoca e documenti d’archivio, in una sintesi di voci reali e di attori, il film racconta la vita dell’autore del celebre romanzo e della storia d’amore vissuta con la moglie psicoanalista Alexandra Wolff-Stomersee.

La locandina del film

Il documentario racconta la genesi del “Gattopardo”, diventato un successo da dieci milioni di copie (ma solo dopo la morte del suo autore), da cui fu tratto il film di Luchino Visconti. Accanto scorre la storia dell’amore dello scrittore e la moglie, figlia del barone tedesco Boris Wolff von Stomersee e della musicista Alice Barbi. Viene così ripercorsa tutta la vita di Tomasi di Lampedusa, sin dal momento della perdita della sorellina di quattro anni che la madre fece rivivere con Giuseppe visto e coccolato in una dimensione femminile. Ma ancora più determinante fu, nella vita dello scrittore, l’influenza della moglie, della madre e anche del cugino Lucio Piccolo, il poeta che vinse il premio San Pellegrino e con cui scambiava burle bonarie.

Una scena del film di Luchino Visconti

“Il Gattopardo è uno di quei romanzi, e uno dei film, che mi sono rimasti sempre nel cuore – racconta il regista Luigi Falorni – . Tuttavia quando mi è stata proposta la regia di questo documentario, mi sono chiesto quale fosse la rilevanza di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e del suo Gattopardo al giorno d’oggi. Il declino dell’aristocrazia europea vissuto da Lampedusa e da sua moglie Alexandra Wolff Stomersee si ripete oggi nel declino globale della classe media e l’incertezza del futuro prende il posto dell’aspettativa di una vita realizzata ed appagante. Epoche diverse, ma un’esperienza universale ci unisce”.

Gioacchino Lanza Tomasi

Il filo narrativo del documentario, girato tra Sicilia e Lettonia e ricco di immagini e foto inedite, è affidato al musicologo Gioacchino Lanza Tomasi, figlio adottivo di Giuseppe Tomasi, e “voce narrante” del film. Parlando della storia d’amore tra lo scrittore e la psicoanalista Alexandra Wolff-Stomersee, detta Licy, in un’intervista a Massimo Ammaniti, Lanza Tomasi racconta: “Fu a lungo un ‘matrimonio epistolare’, lei stava in Lettonia e lui a Palermo, anche perché Licy non sopportava la madre di Giuseppe, da cui il marito non riusciva a distaccarsi. Scoppiavano tra loro scintille e Licy se ne ritornava al Nord. Ma fu la guerra a riunirli, il Castello di Licy fu distrutto dai nazisti nel 1939, durante la loro avanzata verso Leningrado, e il Palazzo Tomasi fu bombardato dalle superfortezze americane nel 1943, ed era inaccessibile. Cominciarono a vivere insieme da sfollati. La vera svolta – prosegue il musicologo – fu la morte nel 1946 della madre di Giuseppe. Erano finalmente soli e la loro relazione divenne sempre più intensa. Lei lo appoggiò molto, quando dopo il 1950 lui iniziò a scrivere il suo famoso romanzo ‘Il Gattopardo’”.

Centinaia di farfalle colorate volano nel cuore di Marsala

Inaugurato un nuovo spazio dove poter ammirare i colorati insetti volare in libertà, in compagnia di esperti naturalisti

di Redazione

Un piccolo angolo di paradiso nel centro di Marsala. È stata inaugurata la Casa delle Farfalle all’interno del complesso monumentale San Pietro. Un giardino tropicale che ospita oltre ai coloratissimi lepidotteri, anche piante rare e insetti particolari. I visitatori, come accaduto in occasione dell’inaugurazione – alla presenza delle autorità cittadine e del curatore del progetto Enzo Scarso – fino all’8 giugno potranno ammirare tanti esemplari volare in libertà all’interno della struttura, accompagnati dalle spiegazioni scientifiche che il team di esperti naturalisti sul ciclo di vita delle farfalle, sulla loro riproduzione, oltre a tante altre curiosità.

La Casa delle farfalle di Marsala

La squadra che si prenderà cura degli insetti, nei prossimi mesi sarà ancora una volta guidata da Federica Giarruzzo che ha seguito le diverse edizioni della Casa delle Farfalle in altre città siciliane. “Dopo settimane di preparativi, finalmente il taglio del nastro di questa meravigliosa struttura – ha commentato l’assessore alle Politiche culturali e sociali Clara Ruggieri – . È stato un progetto fortemente sostenuto dall’amministrazione, con in testa il sindaco Alberto Di Girolamo, che amplia l’offerta turistica di Marsala, già nota per la sua tradizione vitivinicola, per le sue bellissime saline e per i suggestivi mulini a vento oltre che per i suoi monumenti”.

Inaugurata la Casa delle farfalle

“Da oggi prende il volo, è proprio il caso di dirlo, una nuova edizione della Casa delle Farfalle – ha dichiarato il curatore del progetto Enzo Scarso – all’insegna come sempre dell’infinita bellezza che la natura sa offrirci attraverso questi speciali insetti. I visitatori impareranno a conoscerli e a innamorarsene grazie agli interventi dei nostri esperti. A tutti diciamo di non dimenticare la macchina fotografica perché sarà impossibile resistere a farsi uno scatto in compagnia delle nostre magiche farfalle”.

Per le prenotazioni di gruppi turistici e per le scolaresche è già attivo il numero 3929010349. Per i contatti e le informazioni è invece possibile chiamare il 3357878895 o scrivere a casafarfallesicilia@gmail.com.

“Quello che rimane”, arte e relazioni tra libertà e reclusione

L’esposizione, ideata da Loredana Longo, è il risultato del progetto “L’arte della libertà”, che si è svolto all’interno del carcere Ucciardone di Palermo

di Redazione

Una riflessione corale sul tema della libertà e della reclusione, del tempo come personale unità di misura e della creatività, come forma residuale di libertà e via di fuga da spazi chiusi e da pensieri limitanti. È il tema della mostra “Quello che rimane”, ideata da Loredana Longo, quale risultato finale del progetto “L’arte della libertà”, curato da Elisa Fulco e Antonio Leone, all’interno della Casa di reclusione Ucciardone di Palermo. La mostra – che si inaugura a Palermo venerdì 28 febbraio alle 18,30 a Palazzo Branciforte – è una sorta di diario di bordo che documenta con scritte, disegni e oggetti il processo artistico che ha trasformato l’esperienza del tempo condiviso di trenta persone, tra detenuti, operatori socio sanitari, operatori museali e polizia penitenziaria, in installazioni, video e performance.

L’opera “Mappa dell’abitudine”

Le opere, disseminate negli spazi labirintici del Monte dei Pegni di Palazzo Branciforte e che funzionano come capitoli di una storia attraverso cui rileggere le tappe del progetto, saranno visibili fino al 29 marzo. Il progetto “L’arte della libertà”, nato con l’obiettivo di introdurre la pratica artistica e l’arte contemporanea in ambito carcerario, per generare nuove relazioni e creare un racconto inedito del luogo, si è svolto nel corso del 2019 sotto la guida dell’artista Loredana Longo e la supervisione scientifica dello psichiatra Sergio Paderi dell’Asp di Palermo.

Una delle opere allestite a Palazzo Branciforte

Dall’insegna luminosa “Volare per una farfalla non è una scelta”, all’omonima maglietta che ospita la frase-manifesto del progetto, elaborata dal gruppo il primo giorno di lavoro; dall’installazione “Il buco nella rete”, composta di strisce di tessuto su cui sono raccolte le frasi sulla libertà realizzate dal gruppo misto dei partecipanti, le cui parole fluorescenti, appositamente illuminate, aprono nuove prospettive, a “Il Tempo che rimane”, sorta di tenda che scandisce il tempo in parti uguali, ospitando modi diversi di rappresentarlo e di interpretarlo graficamente.

“Tacchi di grafite”

A cui si aggiunge il ciclo di performance che, attraverso le video installazioni, mette in scena il cambiamento del rapporto tra tempo e spazio quando ci si muove in percorsi obbligati e costrittivi come in “Avanti e indietro” dove il corridoio diventa il luogo di passeggiate forzate; o in “La mappa dell’abitudine”, ricostruzione dello spazio di una cella a partire dai disegni preparatori; in “Il Tempo del tempo libero”, dove sono mimati i camminamenti dei detenuti nelle ore di libertà, le cui tracce diventano dei ghirigori grafici che segnano le traiettorie prodotte dai performer indossando stivali di gomma con tacchi di grafite; e in “Il muro di carne” dove un cerchio umano impedisce alle persone di uscire.

La mostra è visitabile tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 9,30 alle 19,30 (il 29 febbraio dalle 9,30 alle 14,30). Per informazioni telefonare allo 0918887767 oppure allo 0917657621.

Le Vie dei Tesori News

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