I personaggi illustri sepolti alle Catacombe dei Cappuccini

Libri da non perdere, segreti di botanica, spigolature d’arte, tesori nascosti negli archivi, racconti di luoghi da visitare. Mentre restiamo a casa, ecco le mini-lezioni degli amici de Le Vie dei Tesori. Scrittori, giornalisti, accademici, studiosi, giovani del Festival. Pillole per imparare e resistere.

C’è il figlio del re di Tunisi che nel ‘600 abbracciò il cristianesimo o l’eccentrico principe di Palagonia, proprietario della bizzarra e sfarzosa “villa dei mostri” a Bagheria. E ancora pittori come il fiammingo Guglielmo Borremans o Giuseppe Velasco, che nel Settecento affrescò diversi tesori di Palermo. Poi non mancano protagonisti del Risorgimento, uomini di chiesa e commercianti.  Sono tra i personaggi illustri sepolti nelle Catacombe dei Cappuccini di Palermo, di cui ci parla l’antropologo esperto nello studio delle mummie, Dario Piombino-Mascali.

Flaccovio e quel viaggio in auto fino a Teheran

Libri da non perdere, segreti di botanica, spigolature d’arte, tesori nascosti negli archivi, racconti di luoghi da visitare. Mentre restiamo a casa, ecco le mini-lezioni degli amici de Le Vie dei Tesori. Scrittori, giornalisti, accademici, studiosi, giovani del Festival. Pillole per imparare e resistere.

Un viaggio in automobile di oltre 3000 chilometri, da Palermo a Teheran, durato 42 giorni. Alla guida dell’auto, una Fiat 1100, il ventunenne palermitano Francesco Flaccovio. Questo accadeva 59 anni fa, quando in Iran regnava lo Scià e a Palermo la casa editrice Flaccovio aveva appena pubblicato un pregiatissimo libro sui mosaici di Monreale. Vi racconta tutto Marco Coico, giovane e brillante appassionato d’arte.

“La via dei librai” saluta il Cassaro e si sposta sul web

La manifestazione, giunta alla quinta edizione, si svolgerà virtualmente sui canali social e sul sito internet, con i contributi di editori, autori e cittadini

di Redazione

Il Cassaro di Palermo nei prossimi giorni non si riempirà di libri, ma saranno in tanti a leggerli e raccontarli sul web. “La via dei librai”, arrivata alla quinta edizione, si trasforma per non arrendersi all’emergenza sanitaria. La festa del libro che si tiene ogni anno, ad aprile, nel cuore del centro storico di Palermo, lungo il Cassaro, si fa in due. Dal 23 al 26 aprile, la nuova edizione che ha per tema “la città internazionale”, si svolgerà virtualmente sui canali social e sul sito internet della manifestazione, per poi tornare in strada quando sarà possibile.

L’edizione 2020 “La città internazionale”

Così, gli organizzatori hanno pensato di invitare editori, librai, autori, attori, scuole, booklovers e cittadini a proporre la condivisione di letture ad alta voce, interviste agli autori, visualizzazioni di copertine di libri suggeriti e altre idee sul tema, che saranno diffuse sul web. “Insieme ai librai e a tutti i commercianti – affermano gli organizzatori – vi diamo appuntamento secondo una formula adeguata al momento, e rinviamo le attività in strada ad una data che speriamo essere non troppo lontana e che ci consenta di vivere in assoluta serenità e con gioia la nostra festa del libro e della lettura a Palermo”.

La via dei librai

Promossa dal Comitato La Via dei Librai, in collaborazione con le associazioni Cassaro Alto, e Ballarò significa Palermo ed il Comune, in adesione alla Giornata mondiale Unesco del Libro e del Diritto d’autore, “La via dei librai” negli anni è diventata una delle manifestazioni culturali più vivaci della città. “Anche in questa circostanza nuova nella quale lo sconforto è una tentazione che non possiamo accettare, – fanno sapere dal comitato La Via dei Librai – vi invitiamo comunque alla manifestazione, che negli ultimi cinque anni ha tracciato un percorso fisico e ideale nel reticolo urbano della città di Palermo a partire dal suo cuore pulsante”.

Una precedente edizione

“La comunità dei commercianti che supporta con entusiasmo questa manifestazione, come detto non rinuncia ad essere vicina ai cittadini – conclude Maurizio Zacco, del consiglio direttivo dell’associazione Cassaro Alto – . Come esercenti ci stiamo organizzando per raggiungere, anche con l’ausilio delle tecnologie digitali e la consegna a domicilio i nostri clienti ed amici che non vediamo l’ora di rivedere sul Cassaro”.

Il tricolore illumina Palazzo d’Orleans e Villa Whitaker

I prospetti dei due edifici storici di Palermo ogni sera fino al 12 aprile risplenderanno con i colori della bandiera nazionale

di Redazione

Il tricolore illumina due monumenti simbolo di Palermo. Da ieri Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione Siciliana, e Villa Whitaker, sede operativa della Prefettura, risplendono ogni sera, dalle 20 alle 4, con i colori della bandiera nazionale, fino al 12 aprile.

Il tricolore su Palazzo d’Orleans

L’impianto di illuminazione sui prospetti dei due edifici storici è composto da 18 fari architetturali led, per 130 metri di cavi di alimentazione, altrettanti di cavo di segnale, centraline, orologi a tempo e transenne. È stato fornito, in forma totalmente gratuita, da Vincenzo Montanelli, responsabile della rete di operatori inerenti al Settore organizzativo Pro (Partner rete operativa).

Villa Whitaker

“In questi giorni di isolamento sociale mirato al contenimento della diffusione del Covid-19, situazione che coinvolge tutte le regioni italiane, da Nord a Sud – si legge in una nota – i colori della bandiera italiana sono, ancor di più, simbolo di unità e fierezza per lo Stivale intero. L’obiettivo vuole essere quello di testimoniare, dal capoluogo siciliano, sostegno e vicinanza alle numerosissime vittime in Italia, ai familiari, alle migliaia di persone che stanno lottando la loro personale battaglia contro il virus; alle diverse figure professionali che, ognuno nel proprio settore, vivono la trincea della quotidianità e, non ultimo, allo Stato italiano come segno di riconoscenza e come atto di incoraggiamento a proseguire questo impervio cammino”.

Le Terme di Acireale sono pronte a rinascere

La Regione ha acquistato il complesso con l’obiettivo di riqualificarlo e rilanciarlo, anche nell’ottica di un futuro sviluppo turistico del settore

di Redazione

Passi avanti per la rinascita delle Terme di Acireale. Dopo anni di abbandono, la Regione Siciliana ha acquistato il complesso con l’obiettivo di riqualificarlo e rilanciarlo, anche nell’ottica di un futuro sviluppo del turismo legato al settore termale. L’atto di compravendita – fanno sapere dalla Regione – è stato sottoscritto a Palermo, nella sede dell’assessorato dell’Economia.

L’ingresso delle Terme di Acireale

Si completa, così, il lungo e complesso iter, avviato dall’amministrazione regionale, che ha evitato di disperdere non solo l’unitarietà, ma addirittura la stessa attività di una struttura storica rivelatasi fondamentale per lo sviluppo del territorio acese. La società Terme di Acireale, dopo lo stop alla procedura di privatizzazione avviata nel 2012, era stata posta in liquidazione e chiusa dal 2015 per problemi economico-finanziari. Gli immobili di proprietà erano, quindi, stati poi sottoposti a procedure esecutive e iscrizione ipotecaria da parte dei creditori, oltre a essere lasciati in abbandono.

Palazzo del Municipio di Acireale con il Duomo

“Avevamo preso un impegno – commenta il governatore Nello Musumeci – e lo abbiamo mantenuto. Così come sta avvenendo con le Terme di Sciacca, per le quali è in corso il bando, vogliamo restituire al suo territorio un bene che ha una valenza storica e turistica inestimabile. Quello del turismo termale è un progetto strategico del mio governo perché ci consentirà di diversificare e destagionalizzare l’offerta turistica, con evidenti benefici per l’economia dell’Isola. Dopo anni di squallore, gli impianti in Sicilia potranno, quindi, tornare a essere un punto di forza e un motivo di attrazione. Voglio ringraziare il collegio dei liquidatori per l’impegno e la celerità messi nel completamento della procedura”.

Palazzo Vescovile di Acireale

“Si è chiuso – sottolinea l’assessore all’Economia, Gaetano Armao – un complesso negoziato con i creditori internazionali, nel quale è risultata determinate la credibilità del nostro governo regionale. Ed è grazie a questa che sono state superati difficoltà e ostacoli. Adesso possiamo proiettarci verso la concessione ai privati e la riapertura di un complesso termale di grande rilievo per la ripresa economica della Sicilia. Dobbiamo prepararci sin da adesso, pur di fronte a questa drammatica crisi economica planetaria”.

Le terme in una foto del 1921

Fondate nel 1873, le terme di Acireale hanno un’origine molto antica. Secondo la tradizione già gli antichi greci avevano edificato delle terme denominate probabilmente Xiphonie, che poi vennero ampliate dai romani. Lo sfruttamento proseguì con i bizantini e sino all’invasione araba. Gli edifici vennero, quindi, abbandonati dopo il terremoto del 1169 e i resti del complesso oggi sono visitabili nell’area archeologica di Santa Venera al Pozzo. Nel 1873 venivano inaugurate le nuove terme dal barone Agostino Pennisi di Floristella alla periferia sud, dedicate a Santa Venera. Il complesso fu costruito in stile neoclassico con giardino all’inglese. Nello stesso anno fu inaugurato l’annesso Grand Hotel des Bains. Grazie alle terme, Acireale divenne un centro termale di una certa notorietà e ospitò alcuni importanti personaggi quali Richard Wagner, Ernesto Renan, il re Umberto I e la regina Margherita. Le terme sfruttano la stessa acqua di tipo solfurea, salsobromoiodica e radioattiva utilizzate dalle terme romane, tramite un sistema di captazioni. Sono assai efficaci nella cura di malattie osteoarticolari, reumatiche e dermatologiche.

La Palermo deserta e ambigua di Luzi

Libri da non perdere, segreti di botanica, spigolature d’arte, tesori nascosti negli archivi, racconti di luoghi da visitare. Mentre restiamo a casa, ecco le mini-lezioni degli amici de Le Vie dei Tesori. Scrittori, giornalisti, accademici, studiosi, giovani del Festival. Pillole per imparare e resistere.

Una Palermo deserta e assonnata che sta espiando i suoi mali o ne prepara altri, dove la calma apparente può nascondere sempre una minaccia. L’attrice Stefania Blandeburgo ci legge “Palermo ’86”, una poesia di Mario Luzi, autore profondamente legato alla città, evocata qui nella sua complessa ambiguità

La Sicilia di luce che dà una mano contro il virus

Venduta in poche ore l’opera dell’artista Domenico Pellegrino, che ha aderito alla campagna di beneficenza della Fondazione Sicilia

di Redazione

Una Sicilia che accende le sue luci contro il buio di questi tempi. È stata acquistata poche ore dopo la messa in vendita l’opera “#restiamouniti”, che l’artista Domenico Pellegrino aveva messo a disposizione per supportare la campagna Sos Coronavirus Sicilia, promossa dalla Fondazione Sicilia, che in pochi giorni ha visto l’adesione di testimonial d’eccellenza e donatori. L’opera rappresenta la sagoma dell’Isola, costellata dalle tipiche luminarie usate dall’artista siciliano, che risplendono con le luci del tricolore nazionale.

Domenico Pellegrino

L’acquirente è Oranfrizer, azienda di Scordia che si occupa di produzione e distribuzione di agrumi e spremute in Italia e nel mondo. Il ricavato sarà interamente devoluto alla campagna e andrà al Dipartimento regionale della Protezione Civile per l’acquisto di beni strumentali per i pronto soccorso e gli ospedali siciliani, per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale per medici e paramedici e per interventi strutturali per creare nuovi reparti di terapia intensiva. “Da siciliani – spiega Nello Alba, ceo di Oranfrizer – abbiamo deciso di supportare, attraverso la campagna promossa da Fondazione Sicilia, i nostri eroi delle corsie che operano senza risparmiarsi negli ospedali dell’Isola, dove le difficoltà non mancano. Oranfrizer è solo una delle aziende radicate in Sicilia che in questo momento può dare una mano, nel proprio piccolo, contribuendo economicamente alla raccolta fondi. Abbiamo inoltre deciso di rimettere l’opera di Domenico Pellegrino a disposizione della campagna, e lanciamo un appello alle altre imprese perché la riacquistino”.

Raffaele Bonsignore

“Con la volontà di rimettere in circolo l’opera, affinché possa creare un nuovo circolo virtuoso – osserva il presidente di Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore – Oranfrizer ha dimostrato una grande generosità, oltre che lungimiranza. Caratteristiche necessarie per un’azienda che abbia a cuore lo sviluppo del territorio. A loro va tutta la nostra riconoscenza”. L’artista Domenico Pellegrino, infine, si dice “felice e sorpreso positivamente dalla rapidità e dalla risposta che ha avuto l’iniziativa, in momenti come questi – conclude – l’arte ribadisce con forza la propria finalità sociale”.

È possibile fare una donazione sul conto corrente bancario IT 84 V030 6904 6301 00000010618 oppure attraverso la piattaforma gofundme.com, campagna “SOS Coronavirus Sicilia”.

Il video racconto della mostra di Nicola Pucci a Villa Zito

È stata l’esposizione più visitata del primo trimestre dell’anno a Palermo. Chiusa prima del tempo a causa della pandemia, viene raccontata attraverso una visita virtuale costruita dal regista Antonio Macaluso

di Redazione

È stata la mostra più visitata del primo trimestre dell’anno, a Palermo: le tele sanguigne di Nicola Pucci – esposte a Villa Zito, sede della Fondazione Sicilia, in collaborazione con la Settimana delle Culture – hanno raccolto ogni giorno decine di visitatori, ma anche di collezionisti e appassionati. Un viaggio in mondi onirici, popolati da figure che si muovono in contesti impossibili: un percorso impaginato da Paola Nicita, sfacciatamente surreale ed estremamente realistico, carico di energie catartiche, condensato anche in una piccola quadreria-sommario che raccoglie gli ultimi vent’anni di attività del pittore palermitano, che ha presentato anche un suo coté del tutto inedito, visto che ha esposto anche la sua prima scultura.

Numeri importati, quelli raccolti dalla mostra “Nicola Pucci. Opere 1999 – 2019”, che sarebbe cresciuti ancora ma che si sono arrestati per la forzata chiusura di musei e siti d’arte dovuta alle restrizioni per combattere la pandemia. Antonio Macaluso stava girando un video-racconto sul progetto: l’occhio del regista e quello dell’artista si sovrappongono e fanno nascere insieme una visita virtuale alla mostra, disponibile su YouTube, che vi proponiamo qui in basso, nella speranza di poter presto recuperare l’esposizione.

La Zagara diventa “virtuale”, maratona botanica sui social

Annullata la mostra mercato dedicata al giardinaggio e florovivaismo all’Orto botanico di Palermo, ma idee e proposte viaggeranno sul web per la prossima edizione

di Redazione

Non ci sarà la Zagara di Primavera il prossimo weekend, come disposto dal rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, ed in conseguenza dalle misure adottate dal governo a seguito del diffondersi della pandemia da Coronavirus, ma sui social dell’Orto botanico si continuerà a parlare di piante e di primavera. “La Zagara non si ferma”, è il motto che sta animando lo staff dell’Orto palermitano, in questi giorni di grande difficoltà, di ansia e paura per l’emergenza sanitaria globale. Uno sguardo rivolto alla natura, alla cura dei nostri giardini e terrazzi, potrà di sicuro esserci di aiuto ad impiegare nel modo migliore il tempo che trascorriamo tra le nostre mura domestiche.

La Zagara all'Orto botanico
La Zagara all’Orto botanico

Foto, commenti e didascalie che provengono da oltre cinquanta vivaisti che avrebbero preso parte alla mostra mercato dedicata al giardinaggio e florovivaismo, stanno arrivando agli organizzatori, che lavorano da remoto, e che hanno allestito una sorta di Zagara virtuale. Da giovedì 26, spiega il direttore dell’Orto, Rosario Schicchi, sui nostri social posteremo immagini ed idee proposte dai vivaisti italiani e siciliani che avrebbero dato vita, come di consueto, alla festa di primavera tra i viali dell’Orto.

Vivaisti espongono a La Zagara

“Nemmeno le manutenzioni all’interno dell’ Orto si sono fermate in questi tempi di Coronavirus – ha spiegato Schicchi, che ha predisposto insieme alla direzione del Simua, il sistema museale di Ateneo, un decalogo di comportamento e di sicurezza per gli operai stagionali che lavorano in questi giorni alla cura delle piante. Restano in servizio due squadre di circa sei addetti ciascuna, che si stanno alternando, usando spazi diversi senza mai incontrarsi, continua il direttore. Le piante in vaso, in particolare le collezioni di orchidee e quelle delle serre tropicali non possono essere abbandonate, come pure il nuovo giardino di piante officinali impiantato da meno di due mesi, anche gli agrumi dopo queste piogge di marzo torneranno ad aver bisogno dell’irrigazione, ed occorre comunque predisporre interventi di pulizia e messa in sicurezza dei grandi alberi monumentali che l’Orto conserva”.

(Foto di Eliana Lombardo)

Luca Vullo legge “Noi siamo immortali” di Giovanni Cupidi

Libri da non perdere, segreti di botanica, spigolature d’arte, tesori nascosti negli archivi, racconti di luoghi da visitare. Mentre restiamo a casa, ecco le mini-lezioni degli amici de Le Vie dei Tesori. Scrittori, giornalisti, accademici, studiosi, giovani del Festival. Pillole per imparare e resistere.

Pagine di un libro che racconta una storia di coraggio, di piccole e grandi battaglie quotidiane contro le cattive coscienze, combattute con ironia e senza piangersi addosso. Il regista e performer Luca Vullo ha scelto di leggerci un brano tratto da “Noi siamo immortali” di Giovanni Cupidi, scrittore e blogger affetto da tetraplegia.

Le Vie dei Tesori News

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