Torna a Gibellina il primo festival di fotografia “open air”

Sono oltre trentacinque gli artisti protagonisti di Gibellina PhotoRoad, provenienti da diversi paesi del mondo. Un gigantesco mosaico murale di Joan Fontcuberta sarà donato alla città

di Redazione

Installazioni fotografiche di grande formato, mostre outdoor, incontri e proiezioni in una città che è uno dei più grandi musei d’arte contemporanea “a cielo aperto” del mondo. È il Gibellina PhotoRoad, il primo e unico festival di fotografia “open air” e site-specific d’Italia, organizzato dall’associazione culturale On Image e co-organizzato dalla Fondazione Orestiadi, con la direzione artistica di Arianna Catania, il patrocinio del Comune di Gibellina, e sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, main Partner Festival Images Vevey. Un’occasione per ammirare alcuni fra i lavori fotografici più interessanti degli ultimi anni, presentati nello spazio urbano con visionari e innovativi allestimenti “all’aperto”, alla ricerca di nuove interazioni con il pubblico.

Uno scatto di Alterazioni Video

Forte del successo della prima edizione, Gibellina PhotoRoad torna quest’anno con un nuovo e più ricco programma, che, per oltre un mese, dal 26 luglio al 31 agosto, porterà nella cittadina trapanese i grandi autori della fotografia, accanto a giovani emergenti del panorama internazionale. Joan Fontcuberta, Mario Cresci, Mustafa Sabbagh, Alterazioni Video, Moira Ricci, Tobias Zielony, sono soltanto alcuni dei grandi artisti più noti presenti, che insieme ai più giovani Manon Wertenbroek, Gianni Cipriano, Morgane Denzler, sono chiamati a confrontarsi con un luogo dalla storia unica.

Atteso il ritorno in Sicilia, dopo l’anteprima dello scorso anno, di Fontcuberta. Fotografo e teorico dell’immagine, curatore e scrittore Catalano, presenterà a Gibellina un immenso foto-mosaico composto da 6075 mattonelle di immagini, selfie, foto di vacanze, feste e viaggi inviate dai cittadini gibellinesi all’artista che le ha poi ricomposte per formarne un’immagine unica. La gigantesca opera collettiva permanente (13 metri per 3,5) dal titolo “Gibellina Selfie-lo sguardo di tre generazioni”, sarà il più grande foto-mosaico murale di Fontcuberta al mondo, e martedì 23 luglio verrà svelato e donato alla città, convertendosi in un’icona della stessa Gibellina.

Moira Ricci, “Andata e Ritorno”

Il tema di questa edizione è “Finzioni”. Una dialettica, quella tra realtà e finzione, che da sempre è il fondamento stesso di tutte le arti. Sono oltre trentacinque, provenienti da diversi paesi europei ed extraeuropei, gli artisti del fitto programma del Gibellina PhotoRoad 2019. Gli svizzeri Taiyo Onorato & Nico Krebs, Christian Lutz, Nicolas Polli, Olivier Lovey, Manon Wertenbroek, i francesi Morgane Denzler, Sophie Zenon, Michel Le Belhomme; gli italiani Mustafa Sabbath, Incompiuto Siciliano, Gianni Cipriano, Federico Clavarino, Novella Oliana, Giammarco Sanna, Andrea Alessandrini, Giorgio Varvaro; dal Messico Monica Alcazar-Duarte, e Brian Mc Carty dagli Stati Uniti, sono soltanto alcuni degli artisti di fama internazionale che animeranno la cittadina trapanese, dal 26 al 29 luglio, nei tre giorni di apertura del festival con incontri e proiezioni.

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Torna dopo un secolo l’Offerta della cera per la Santuzza

L’antico rito devozionale che coinvolte le oltre 200 confraternite palermitane inaugura le celebrazioni dedicate a Santa Rosalia

di Redazione

Torna dopo cento anni l’Offerta della Cera, un rito antico di devozione che inaugura le celebrazioni del 395esimo Festino di Santa Rosalia. Tutte le confraternite palermitane, oltre 200, insieme alle autorità religiose e civili e ai devoti della Santuzza, offriranno un cero che, simbolicamente, rappresenta la fiamma della fede e della devozione, affinché quest’ultima rimanga costantemente accesa per l’interno anno, illuminando il cammino di tutti i cittadini palermitani.

Riproduzione del carro di Santa Rosalia progettato da Fabrizio Lupo

Il corteo a cui prenderanno parte anche monsignor Filippo Sarullo, parroco della Cattedrale, e Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, partirà il 10 luglio alle 18 da piazza Pretoria per giungere alla Cattedrale dove i ceri portati in dono, uno per ogni Confraternita e uno della Città di Palermo, offerto dal sindaco, verranno esposti davanti alla Cappella di Santa Rosalia subito prima della celebrazione della messa, prevista alle 19. Al termine della celebrazione, come da tradizione, il parroco e il sindaco apriranno il cancello della Cappella della Santuzza per prelevare l’urna contenente le reliquie che verranno collocate sul baldacchino predisposto nella navata centrale della cattedrale, dove rimarrà fino al 15 luglio, giorno della processione religiosa per le vie della città.

La Santuzza ideata da Fabrizio Lupo

Tra gli altri appuntamenti in programma nei giorni che condurranno ai festeggiamenti del 14 luglio anche il Festinello, rappresentato in piazza Monte di Pietà, dove si trova la più antica edicola votiva dedicata alla Santuzza, che vedrà in scena sia gli attori-detenuti del Carcere Ucciardone (nei giorni 10 e 11) che gli artisti (12 e 13 Luglio) coinvolti nel 395esimo Festino. Per i bambini, invece, dal 10 all’11 luglio, alle 19, in piazza Bologni verrà rappresentato “Giufà, una pensa e cento ne fa”, con gli “anim-attori” che racconteranno le storie del personaggio Giufà con insolite lezioni tenute da maestre bizzarre che coinvolgeranno i piccoli spettatori. Saranno presenti anche il Mago Mustachià, con i suoi giochi, e ancora danze e caramelle per tutti. La mattina, sempre in piazza Bologni alle 11, sarà dedicata ai più piccini con i laboratori creativi e sensoriali “Rosalia Picciridda” (dai 4 ai 6 anni).

Al Museo Riso, infine, alle 20 verrà inaugurata la mostra “Le cinque Rosalie” che raccoglie gli scatti realizzati da Lorenzo Gatto nelle ultime cinque edizioni del Festino, il video “Rosa senza Spine” realizzato da Salvo Agria e “Il Sacro Carro della Condivisione e del Riscatto” , video interviste a cura di Monica Modica, realizzato dalla Fondazione Buttitta. L’esposizione, ad ingresso libero, sarà fruibile fino al 16 luglio.

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Trovata un’antica ancora di pietra nel mare di Agrigento

Il reperto, risalente al VI secolo avanti Cristo, è stato rinvenuto nelle acque di San Leone dai volontari del gruppo subacqueo dell’associazione BCsicilia

di Redazione

Nuova scoperta archeologica nel mare di Agrigento. Un’ancora di pietra è stata rinvenuta nelle acque di San Leone dai volontari del gruppo subacqueo dell’associazione BCsicilia. Si tratta di un’ancora litica di forma ovoidale con un foro distale, di dimensioni di 55 per 77 centimetri, risalente probabilmente al VI secolo avanti Cristo. La scoperta si deve ad un componente del gruppo subacqueo di BCsicilia, Francesco Urso, ed è avvenuta durante un’escursione. “Come da protocollo – fanno sapere dall’associazione – il reperto è stato documentato e ne è stata rilevata la posizione, ma lasciato nella sua sede originaria. È stata immediatamente avvertita la Soprintendenza del Mare per le opportune verifiche e decidere se recuperare o lasciare in situ il reperto. BCsicilia metterà a disposizione dell’amministrazione, se richiesto, i propri subacquei sia per l’individuazione del reperto sia per l’eventuale recupero”.

Antiquarium del Mare della Valle dei Templi

La scoperta arriva a pochi giorni dall’inaugurazione dell’Antiquarium del mare della Valle dei Templi, voluto dall’archeologo e assessore Sebastiano Tusa, e dedicato a Daniele Valenti, funzionario della Soprintendenza e tecnico subacqueo, recentemente scomparso. Il progetto nasce dalla volontà di Tusa e dall’impegno comune del Parco, della Soprintendenza di Agrigento e della Soprintendenza del Mare, di realizzare uno spazio dedicato all’archeologia subacquea.

Daniele Valenti

Per Gaetano Lino, già dirigente della Soprintendenza del mare e oggi responsabile del Gruppo subacqueo di BCsicilia: “La realizzazione di un Antiquarium del Mare all’interno del Parco Valle dei Templi di Agrigento costituisce il perfetto completamento per un territorio profondamente legato al mare fin dai tempi degli antichi greci. Averlo dedicato al caro amico e collega Daniele Valenti avvalora il fatto che gli studi e i lavori di archeologia subacquea abbiano avuto fruttuoso inizio ad Agrigento grazie alla sua attività competente e appassionata. Credo che questo sia il miglior riconoscimento del suo importante contributo, che lo consacra, in un certo senso, all’immortalità”.

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Marsala rende omaggio a Consagra, in mostra 50 sculture

Le opere, esposte all’interno del Convento del Carmine, in occasione dei cinquant’anni dalla pubblicazione de “La città frontale”, rappresentano il profondo legame dell’artista con l’architettura

di Redazione

Conto alla rovescia a Marsala per la mostra “Consagra Architettura”, dedicata allo scultore originario di Mazara del Vallo, in programma dal 6 luglio al 20 ottobre nel Convento del Carmine. Una cinquantina le sculture selezionate dal curatore Sergio Troisi, in occasione dei cinquant’anni dalla pubblicazione de “La città frontale”, volume in cui Pietro Consagra – autore fra l’altro della monumentale “Stella”, icona di Gibellina e dell’utopica rinascita del Belìce nel segno dell’arte – espone ed articola la sua profonda riflessione teorica sull’architettura e sul suo personale e felice percorso di ricerca.

Pietro Consagra, Ferro Rosso

Le sculture oggetto dell’allestimento sono impaginate fra le sale dell’antico convento e alcune incursioni nel paesaggio, come quelle a cielo aperto, tra le essenze mediterranee dell’antico chiostro dei padri carmelitani. Selezionate dal curatore, sono il paradigma della poetica di Consagra e del legame dell’autore fra la propria scultura e l’architettura, enunciato proprio nel volume “La città frontale”.

“Proporremo i modelli, i colorati progetti di facciate, la serie delle ‘Porte del Cremlino’ – spiega il curatore – e un nucleo di dipinti, ordinati in un percorso che vuole evidenziare come, nella visione dell’architettura, confluiscano alcuni temi centrali della ricerca di Consagra, quali il colore e la trasparenza, indagati durante gli anni Sessanta anche con i ‘Piani appesi’ in faesite e le ‘Sottilissime’ in acciaio”.

Pietro Consagra nel suo studio a Roma (foto Carlo Orsi)

E non è casuale la scelta di allestire a Marsala una mostra dedicata a questo aspetto dell’opera di Consagra. “È qui, infatti, nella provincia di Trapani – continua Troisi – che l’artista ebbe modo di elaborare in forma compiuta i suoi progetti: con le architetture di Gibellina – il ‘Meeting’, il cui restauro è in fase conclusiva, il Teatro rimasto incompiuto e la grande Stella divenuta simbolo del Belìce – e per Mazara del Vallo, la sua città natale, con il progetto di facciata per il Palazzo del Comune con cui voleva rimediare allo scempio edilizio che dagli anni Settanta oltraggia una delle più belle piazze siciliane. L’interesse di Consagra per l’architettura muove infatti da una posizione innanzitutto morale: riscattare, attraverso la libertà e l’immaginazione dell’arte, la città da quel destino di puro strumento economico a cui le pratiche urbanistiche del dopoguerra l’hanno consegnata”.

La mostra, realizzata in collaborazione con l’Archivio Pietro Consagra di Milano ed organizzata dall’Ente Mostra di Pittura “Città di Marsala”, si inaugura sabato 6 luglio, alle 18,30. Con il presidente del Cda dell’Ente Mostra, Giorgio Salvo, sarà il sindaco di Marsala, Alberto Di Girolamo, l’assessore comunale alla Cultura, Clara Ruggieri e il curatore, Sergio Troisi, che illustrerà ai visitatori le linee guida della ricerca sull’autore e del progetto espositivo per Marsala.

La mostra è visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 19 alle 21. Lunedì chiuso. Ingresso 3 euro.

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In mostra i reperti del villaggio preistorico di Santa Febronia

L’esposizione raccoglie i numerosi ritrovamenti nel territorio di Palagonia ed è stata curata dalla soprintendenza dei Beni culturali di Catania, guidata da Rosalba Panvini

di Redazione

I reperti delle coste di Santa Febronia potranno essere ammirati in una mostra a Palagonia. L’esposizione, allestita nel Palazzetto Blandini, sarà inaugurata venerdì 5 luglio alle 18, dal governatore Nello Musumeci. La mostra “Le coste di Santa Febronia di Palagonia. Dallo scavo alla valorizzazione. Le testimonianze del villaggio preistorico” – che chiuderà i battenti il 31 ottobre – raccoglie i numerosi ritrovamenti di quel territorio ed è stata curata dalla soprintendenza dei Beni culturali di Catania, guidata da Rosalba Panvini.

Scavi a Santa Febronia

Le coste di Santa Febronia – che prendono il nome dalla chiesetta rupestre bizantina dedicata alla martire – conservano notevoli resti di un villaggio databile al secondo millennio avanti Cristo. Le indagini condotte dai tecnici della soprintendenza etnea hanno messo in luce i resti di una capanna con il suo ricco corredo, un lungo muro che delimitava l’abitato e che conservava i resti di un focolare e la necropoli di tombe a grotticella artificiale disposte su filari regolari cui si accedeva attraverso sentieri intagliati nella roccia.

Cantiere nell’area archeologica

Le analisi dei semi rinvenuti e di diversi contenitori in ceramica provenienti dalla capanna – effettuate con una innovativa tecnica finora mai adoperata in Sicilia – hanno permesso di conoscere la dieta degli abitanti dell’area, mentre in un settore separato rispetto alla capanna, è stata individuata una zona dedicata alle attività artigianali all’aperto, come la lavorazione della selce e la macellazione. Notevoli, infine, le deposizioni rinvenute davanti alla celle, che documentano rituali di offerte e libagioni successive al seppellimento. Dal villaggio provengono anche oggetti in metallo che hanno permesso di conoscere l’evoluzione delle tecniche metallurgiche, dal rame arsenicale al bronzo.

All’inaugurazione saranno presenti anche il dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali Sergio Alessandro, la soprintendente Rosalba Panvini, la dirigente della sezione per i Beni archeologici di Catania Laura Maniscalco e il sindaco di Palagonia Salvatore Astuti.

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Si svela una teca con le reliquie della Santuzza

Sarà esposta per la prima volta al pubblico nel monastero di Santa Caterina, insieme alla storica pergamena ufficiale a firma del cardinale Giannettino Doria

di Redazione

Il monastero di Santa Caterina svela un nuovo tesoro. Una piccola teca con alcune reliquie di Santa Rosalia mai esposte prima d’ora, si potrà ammirare a partire dal 5 luglio e fino al 15 luglio, giorno di chiusura dei festeggiamenti in onore della patrona di Palermo. Le reliquie saranno esposte al pubblico, insieme alla storica pergamena ufficiale a firma del cardinale Giannettino Doria.

Il chiostro di Santa Caterina

Nella chiesa, la Santuzza è più volte rappresentata, nei marmi policromi che adornano l’edificio e nel coro piccolo, dove è custodita da secoli, in una piccola cappella votiva, la reliquia. Essa costituiva sicuramente un modello, da cui le monache erano invitate a trarre ispirazione nella loro scelta religiosa perché Rosalia, di nobili natali, aveva rinunciato a tutto e si era ritirata in un eremo per amore di Cristo.

Teca con le reliquie di Santa Rosalia

Le reliquie custodite nella teca, chiusa dal sigillo del cardinale Doria, furono da questi donate alle monache subito dopo la proclamazione della santa quale principale patrona della città. Possedere per prime una reliquia era segno di particolare considerazione del cardinale per il prestigio e l’autorevolezza del monastero. Le domenicane, da parte loro, ricambiarono l’attenzione del prelato con la realizzazione di un arco marmoreo, che dava accesso allo scalone del dormitorio. L’arco, in stile gagginesco, con decori a fiori e grottesche, reca in due medaglioni le effigie dei fondatori, e in alto, accanto allo stemma della priora che fece realizzare la bella chiesa in stile barocco, anche lo stemma del casato Doria. Le reliquie saranno esposte vicino al bozzetto marmoreo della statua di Santa Rosalia, realizzato dallo scultore Filippo Pennino, poi in dimensioni più grandi per l’altare maggiore dell’eremo della Quisquina.

Il bozzetto marmoreo della statua di Santa Rosalia

L’esposizione delle reliquie, evento che gode del patrocinio dell’assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, Servizio manifestazioni ed iniziative della Regione Siciliana, verrà illustrata dalla teologa Nicole Oliveri; la visita inoltre sarà accompagnata dalle note dei maestri Pietro Marchese, al mandolino, e Nicola Marchese, alla chitarra. All’inaugurazione, prevista il 5 luglio alle 19,30, interverranno padre Giuseppe Bucaro, parroco della Chiesa di San Mamiliano e rettore della Chiesa di Santa Caterina; Adham Darawsha, assessore alle Culture del Comune di Palermo; Lollo Franco, direttore artistico del 395esimo Festino e Vincenzo Montanelli, direttore organizzativo.

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Torna La Macchina dei Sogni, teatro e arte raccontano la Luna

Il festival creato da Mimmo Cuticchio, giunto alla 36esima edizione, si svolgerà nell’arco di tre weekend di spettacoli, tra Palermo e Terrasini

di Redazione

Si intitola “L’altra faccia della luna”, la 36esima edizione de La Macchina dei Sogni, il festival di teatro di figura e di narrazione creato da Mimmo Cuticchio, che torna quest’anno dal 19 luglio al 4 agosto. Tre weekend di spettacoli, tutti a ingresso libero, che si svolgeranno, tra Palermo e Terrasini, negli spazi del Museo regionale di Arte Contemporanea di Palazzo Riso, poi al Museo D’Aumale a Terrasini e infine al Teatro dei Pupi dei Figli d’arte Cuticchio (qui il programma completo).

Mimmo Cuticchio mette in scena la Pazzia di Orlando

Protagonisti saranno teatranti, artisti, manianti, burattinai, marionettisti e narratori. Ognuno ha portato con sé uno spettacolo ispirato alla Luna, secondo le tipologie del lavoro di ciascuno. Chi ha scelto versi e poesie, chi si è gettato nelle favole antiche, chi ancora ha preso a prestito le indagini scientifiche: il risultato è un cartellone molto variegato, 22 appuntamenti e 19 tra compagnie e artisti, con molti ritorni, diverse vecchie conoscenze e nuovi partecipanti, e un occhio particolare per i più piccoli. Partendo, come sempre, dall’Ariosto.

Da segnalare, il progetto speciale sui poeti “La notte che l’uomo”, curato da Maria Grazia Calandrone per Rai – Radio3 proprio nella notte dell’anniversario dell’allunaggio, il 20 luglio, a Palazzo Riso. Radio3 ha invitato alcuni tra i maggiori poeti contemporanei ad indirizzare la loro fantasia sul rapporto tra la Terra e la Luna, oppure a raccontare la loro esperienza di quel giorno di cinquant’anni fa. Musiche dei Fratelli Mancuso che le eseguiranno dal vivo. A questo progetto si affianca la serata tra scienza e letteratura “Terra chiama Luna” guidata da Marino Sinibaldi, direttore di Radio3 (domenica 21 luglio, sempre a Palazzo Riso) alla quale parteciperanno Lara Albanese, astronoma, fisica e, come ama definirsi, “raccontascienze”; lo scrittore Ermanno Cavazzoni, autore del “Poema dei lunatici” dal quale Federico Fellini ha tratto il suo film “La voce della luna”, Stefano Catucci, docente all’Università La Sapienza e Caterina Greco, archeologa e neodirettrice del Museo archeologico Salinas di Palermo. L’atrio del Museo d’Arte contemporanea accoglierà anche un’opera site specific di Roberta Barraja: un ippogrifo di 8 per 5,50 metri lavorato in tarlatana (garza di cotone) formato dall’unione di tanti coni, impreziositi da tessuti e materiali già carichi di una vita propria, lavorati e intrecciati sul corpo della leggendaria creatura, simbolo di qualcosa impossibile da ottenere.

Tomas Jelinek

Dalle marionette di legno, calate in ambienti ironicamente quotidiani di Silvia Diomelli al classico Pulcinella di Bruno Leone che stavolta incontrerà i …lunatici; e di guarattelle si occuperà anche Irene Vecchia; dai surreali, mini protagonisti di Horacio Peralta, marionettista-intellettuale argentino ai racconti lontani di Yousif Latif Jaralla, ai giocattoli d’epoca e registrazioni originali con cui Tomas Jelinek narrerà lo sbarco sulla Luna. Il catalano Tony Zafra calerà nelle figure femminili bibliche le sue “Storie di filo e legno”, gli risponderanno i burattini bolognesi di Mattia Zecchi.

Giorgio Gabrielli

Dalla Sicilia arrivano le antiche serenate, ovviamente alla Luna, recuperate dai gruppi folk Cialoma e Lorimest, e dall’ensemble Serenate Notturne di Sciacca. E ancora, Alf Leyla, le marionette baresi di Pantaleo Annese, l’ennese Giuseppe Di Bella e il suo progetto musicale “Fuddìa” che cerca di trovare un punto di incontro fra le radici della musica siciliana e la canzone d’autore; Giorgio Gabrielli, Teatro degli Spiriti e il gradito ritorno del Teatro Tages di Cagliari. E ancora, Fabrizio Lupo con un progetto che è una riproposizione di una messa in scena realizzata con la famiglia Cuticchio, in particolare Guido, quarant’anni or sono. Un doppio viaggio surreale per Astolfo che si ritroverà proiettato in un incubo che pian piano si trasformerà in sogno.

Spazio, poi, alla prima tragedia in musica del teatro dei pupi. Si lascerà intrigare dalla bellissima (e maledetta) Gorgone, infatti, Mimmo Cuticchio che cura messa in scena e regia di “Medusa”, tragedia in musica di Giacomo Cuticchio su libretto di Luca Ferracane. Un lavoro imponente, vero omaggio al melodramma del Settecento per ensemble orchestrale di 50 elementi tra musicisti, coro e cantanti, in prima assoluta venerdì 26 luglio a Palazzo D’Aumale, a Terrasini. Il programma si chiuderà dal 2 al 4 agosto al Teatrino dei Pupi di via Bara all’Olivella dove Mimmo e Giacomo Cuticchio riproporranno il famoso passaggio dell’Opra sul viaggio di Astolfo sulla Luna, alla ricerca del senno di Orlando paladino, divenuto folle quando scopre l’amore della bella Angelica per Medoro, un soldato dell’esercito di Dardanello.

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La Macchina dei Sogni 2019, il programma

Il festival creato da Mimmo Cuticchio, giunto alla 36esima edizione, si svolgerà nell’arco di tre weekend di spettacoli, tra Palermo e Terrasini, dal 19 luglio al 4 agosto

di Redazione

PALERMO | MUSEO PALAZZO RISO

Venerdì 19 luglio

ore 18  | Silvia Diomelli (Pisa) Soul Wood – Incontro fra cielo e terra con i fili

ore 21  | Le antiche serenate notturne (Sciacca) Serenata

ore 21,30 | BululuTheatre (Argentina) Piccole storie senza parole

ore 22,30 | Yousef Latif Jaralla (Iraq) L’anno della mosca

Sabato 20 luglio

ore 18 | Bruno Leone (Napoli) Pulcinella di ritorno dalla luna

ore 19 | Tomas Jelinek (Firenze) Uomo tra le stelle

ore 21 | Cialoma (Palermo) Serenata

ore 21,30 | Tony Zafra (Spagna) Storie di lo e legno

ore 22,30 | La notte che l’uomo – I poeti di Radio3

Maria Grazia Calandrone, Gabriele Frasca, Giovanna Marmo, Vincenzo Ostuni musiche dal vivo: Enzo e Lorenzo Mancuso

Domenica 21 luglio

ore 18 | Teatro degli Spiriti (Palermo) Boako, la burattina che divenne luna

ore 19 | Irene Vecchia (Napoli) La luna e Pulcinella

ore 21 | Lorimest (Castelbuono) Serenata

ore 21,30 | I burattini di Mattia (Reggio Emilia) Fagiolino e Sganapino garibaldini

ore 22,30 | Terra chiama Luna- Serata tra scienza e letteratura

con Lara Albanese, Stefano Catucci, Ermanno Cavazzoni, Caterina Greco in dialogo con Marino Sinibaldi

Venerdì 19, sabato 20, domenica 21 luglio – dalle ore 16 alle 18

C’è vita sulla luna?

Laboratorio per bambini a cura di Sara Cuticchio

 

TERRASINI | MUSEO DI PALAZZO D’AUMALE

Venerdì 26 luglio

ore 18,30 | Pantaleo Annese (Molfetta) Pulcinella sulla luna

ore 21,30 | Figli d’Arte Cuticchio (Palermo) Medusa

Sabato 27 luglio

ore 18,30 | Giorgio Gabrielli (Mantova) Le lune del saltimbanco

ore 21,30 | Alf Leyla (Palermo) La storia di Astolfo che si sdoppia

Domenica 28 luglio

ore18,30 | Teatro Tages (Cagliari) Il Fil’Armonico

ore 21,30 | Giuseppe Di Bella Quartet (Enna) Fuddìa

 

PALERMO – TEATRO DEI PUPI DI MIMMO CUTICCHIO

Giovedì 1 agosto

ore 18,00  Proiezione dello spettacolo “Visita guidata all’Opera dei pupi” di Mimmo Cuticchio e Salvo Licata a  30 anni dal suo debutto. Sarà presente Mimmo Cuticchio

Venerdì 2, sabato 3, domenica 4 agosto

ore 18,30 | Figli d’Arte Cuticchio (Palermo) Il meraviglioso viaggio di Astolfo sulla luna

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Palermo a portata di clic, si rinnova il portale turistico

Il servizio è stato arricchito di contenuti multilingua e informazioni pratiche per chi sceglie la città come meta per le vacanze

di Redazione

È online il nuovo portale turistico del Comune di Palermo. Si chiama “Palermo Welcome” ed è stato modificato attraverso il lavoro degli uffici del Webmaster e Promozione Turismo con una nuova veste grafica ed una rifunzionalizzazione dei contenuti. Tra le novità più importanti, la disponibilità delle informazioni oltre che in italiano anche in inglese, francese, tedesco, spagnolo e arabo, dando di fatto, nuove opportunità di ricerca e di conoscenza a chi sceglie Palermo come meta delle vacanze.

La homepage del nuovo portale turistico

L’utente, già con la prima versione del portale, aveva la possibilità, oggi notevolmente incrementata, di poter visionare un considerevole numero di monumenti, suddivisi in approfondite schede descrittive, contenenti cenni storici, orari ed eventuale costo dei biglietti di ingresso. Oltre alle schede sui luoghi di interesse e sui monumenti, si potranno consultare l’elenco relativo alle strutture ricettive suddivise per tipologia (alberghi, B&B, affittacamere, case vacanza, casa per ferie, ostelli, campeggi ed appartamenti ad uso turistico transitorio) e quello di ristoranti, wine bar, pub e locali. Inoltre, nella home page, uno spazio è dedicato alle informazioni necessarie sulle manifestazioni che si svolgono in città.

La cattedrale di Palermo

Il nuovo portale, raggiungibile all’indirizzo turismo.comune.palermo.it, contiene suggerimenti su itinerari tematici della città, informazioni su Palermo città di mare, con dettagli sulle borgate marinare e indicazioni sui mezzi di trasporto per raggiungere la città e sui collegamenti verso le altre località siciliane. L’utente ha anche l’opportunità di poter usare uno strumento offerto dal portale che gli permette di poter selezionare ogni scheda che ritiene utile alla visita e al soggiorno in città, creando così una lista di “preferiti”.

“Ormai da alcuni anni – continua afferma il sindaco Leoluca Orlando – Palermo è un punto di riferimento del turismo internazionale, meta continua di interesse culturale. I numeri altissimi di turisti registrati nell’anno di Palermo Capitale italiana della Cultura e quelli che interessano l’aeroporto Falcone e Borsellino, sono la testimonianza della crescita del turismo in città ed oggi, chi sceglie la nostra città come luogo di vacanza, avrà un veicolo migliore di conoscenza preventiva, grazie al restailyng del portale. Il mio ringraziamento va a tutti coloro che hanno lavorato per il suo potenziamento che conferma Palermo capitale delle Culture”.

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I conflitti d’Europa negli scatti di sei fotografi

Una mostra a Palazzo Riso indaga sul clima di incertezza sociale e politica che attraversa il Vecchio Continente, in mostra scatti di James Russell Cant, Lee Brodhurst Hooper, Yiannis Katsaris, Paola Leonardi, Tim van den Oudenhoven e Beata Stencel

di Redazione

S’intitola “Shifting Stances” la mostra di fotografia contemporanea che il Polo museale regionale d’arte moderna e contemporanea Palazzo Riso di Palermo e il Museo regionale Palazzo d’Aumale di Terrasini inaugurano oggi nelle sale del palazzo di via Vittorio Emanuele. A promuovere la mostra, visitabile fino al 2 dicembre prossimo, è la Fondazione Greece Needs Love di Atlanta in collaborazione con The Sir John Cass School of Art and Design, London Metropolitan University. La direzione artistica e la cura sono di Paola Leonardi e di Luca Lo Sicco di Leonvago.

Uno degli scatti in mostra

L’identità e i cambiamenti sociali in un panorama di incertezza sociale e politica sono i temi sui quali si sono mossi sei fotografi europei contemporanei – James Russell Cant, Lee Brodhurst Hooper, Yiannis Katsaris, Paola Leonardi, Tim van den Oudenhoven e Beata Stencel – le cui circa 50 opere in mostra raccontano il punto di vista di ognuno di loro sul mondo, tessendo tutti insieme un percorso narrativo unico.

L’installazione “Divided To The Ocean” di James Russell Cant presenta ritratti di persone che sono emigrate attraverso il mare in Inghilterra, mentre “Sea/Change” di Lee Broadhurst-Hooper ritrae l’evoluzione del panorama sociale di Folkestone, città della costa inglese, punto di ingresso insieme a Dover nell’Unione europea. “This Is How Low You Brought Me, For I Am In Love With You” sono alcune fotografie scattate nel corso di dieci anni da Yiannis Katsaris, fotografo di origine greca naturalizzato cittadino britannico. Le immagini compongono una lirica d’amore per la sua Grecia. In “Borderlands: The Edge Of Europe”, Paola Leonardi ha meticolosamente documentato, durante un arco di tempo di sette anni, aree remote ai confini dell’Unione europea, mentre con “Vanishing Portrait”, Tim van den Oudenhoven tratta i temi della dissolvenza e della transitorietà. Infine “Leva” di Beate Stencel esplora la fragile transizione tra infanzia e adolescenza. Si tratta di una serie creata nel piccolo villaggio di Pelci, in Lettonia, che si concentra sulla giovane protagonista Ieva.

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Le vie dei Tesori News

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