La Palermo deserta e ambigua di Luzi

Libri da non perdere, segreti di botanica, spigolature d’arte, tesori nascosti negli archivi, racconti di luoghi da visitare. Mentre restiamo a casa, ecco le mini-lezioni degli amici de Le Vie dei Tesori. Scrittori, giornalisti, accademici, studiosi, giovani del Festival. Pillole per imparare e resistere.

Una Palermo deserta e assonnata che sta espiando i suoi mali o ne prepara altri, dove la calma apparente può nascondere sempre una minaccia. L’attrice Stefania Blandeburgo ci legge “Palermo ’86”, una poesia di Mario Luzi, autore profondamente legato alla città, evocata qui nella sua complessa ambiguità

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La Sicilia di luce che dà una mano contro il virus

Venduta in poche ore l’opera dell’artista Domenico Pellegrino, che ha aderito alla campagna di beneficenza della Fondazione Sicilia

di Redazione

Una Sicilia che accende le sue luci contro il buio di questi tempi. È stata acquistata poche ore dopo la messa in vendita l’opera “#restiamouniti”, che l’artista Domenico Pellegrino aveva messo a disposizione per supportare la campagna Sos Coronavirus Sicilia, promossa dalla Fondazione Sicilia, che in pochi giorni ha visto l’adesione di testimonial d’eccellenza e donatori. L’opera rappresenta la sagoma dell’Isola, costellata dalle tipiche luminarie usate dall’artista siciliano, che risplendono con le luci del tricolore nazionale.

Domenico Pellegrino

L’acquirente è Oranfrizer, azienda di Scordia che si occupa di produzione e distribuzione di agrumi e spremute in Italia e nel mondo. Il ricavato sarà interamente devoluto alla campagna e andrà al Dipartimento regionale della Protezione Civile per l’acquisto di beni strumentali per i pronto soccorso e gli ospedali siciliani, per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale per medici e paramedici e per interventi strutturali per creare nuovi reparti di terapia intensiva. “Da siciliani – spiega Nello Alba, ceo di Oranfrizer – abbiamo deciso di supportare, attraverso la campagna promossa da Fondazione Sicilia, i nostri eroi delle corsie che operano senza risparmiarsi negli ospedali dell’Isola, dove le difficoltà non mancano. Oranfrizer è solo una delle aziende radicate in Sicilia che in questo momento può dare una mano, nel proprio piccolo, contribuendo economicamente alla raccolta fondi. Abbiamo inoltre deciso di rimettere l’opera di Domenico Pellegrino a disposizione della campagna, e lanciamo un appello alle altre imprese perché la riacquistino”.

Raffaele Bonsignore

“Con la volontà di rimettere in circolo l’opera, affinché possa creare un nuovo circolo virtuoso – osserva il presidente di Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore – Oranfrizer ha dimostrato una grande generosità, oltre che lungimiranza. Caratteristiche necessarie per un’azienda che abbia a cuore lo sviluppo del territorio. A loro va tutta la nostra riconoscenza”. L’artista Domenico Pellegrino, infine, si dice “felice e sorpreso positivamente dalla rapidità e dalla risposta che ha avuto l’iniziativa, in momenti come questi – conclude – l’arte ribadisce con forza la propria finalità sociale”.

È possibile fare una donazione sul conto corrente bancario IT 84 V030 6904 6301 00000010618 oppure attraverso la piattaforma gofundme.com, campagna “SOS Coronavirus Sicilia”.

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Il video racconto della mostra di Nicola Pucci a Villa Zito

È stata l’esposizione più visitata del primo trimestre dell’anno a Palermo. Chiusa prima del tempo a causa della pandemia, viene raccontata attraverso una visita virtuale costruita dal regista Antonio Macaluso

di Redazione

È stata la mostra più visitata del primo trimestre dell’anno, a Palermo: le tele sanguigne di Nicola Pucci – esposte a Villa Zito, sede della Fondazione Sicilia, in collaborazione con la Settimana delle Culture – hanno raccolto ogni giorno decine di visitatori, ma anche di collezionisti e appassionati. Un viaggio in mondi onirici, popolati da figure che si muovono in contesti impossibili: un percorso impaginato da Paola Nicita, sfacciatamente surreale ed estremamente realistico, carico di energie catartiche, condensato anche in una piccola quadreria-sommario che raccoglie gli ultimi vent’anni di attività del pittore palermitano, che ha presentato anche un suo coté del tutto inedito, visto che ha esposto anche la sua prima scultura.

Numeri importati, quelli raccolti dalla mostra “Nicola Pucci. Opere 1999 – 2019”, che sarebbe cresciuti ancora ma che si sono arrestati per la forzata chiusura di musei e siti d’arte dovuta alle restrizioni per combattere la pandemia. Antonio Macaluso stava girando un video-racconto sul progetto: l’occhio del regista e quello dell’artista si sovrappongono e fanno nascere insieme una visita virtuale alla mostra, disponibile su YouTube, che vi proponiamo qui in basso, nella speranza di poter presto recuperare l’esposizione.

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La Zagara diventa “virtuale”, maratona botanica sui social

Annullata la mostra mercato dedicata al giardinaggio e florovivaismo all’Orto botanico di Palermo, ma idee e proposte viaggeranno sul web per la prossima edizione

di Redazione

Non ci sarà la Zagara di Primavera il prossimo weekend, come disposto dal rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, ed in conseguenza dalle misure adottate dal governo a seguito del diffondersi della pandemia da Coronavirus, ma sui social dell’Orto botanico si continuerà a parlare di piante e di primavera. “La Zagara non si ferma”, è il motto che sta animando lo staff dell’Orto palermitano, in questi giorni di grande difficoltà, di ansia e paura per l’emergenza sanitaria globale. Uno sguardo rivolto alla natura, alla cura dei nostri giardini e terrazzi, potrà di sicuro esserci di aiuto ad impiegare nel modo migliore il tempo che trascorriamo tra le nostre mura domestiche.

La Zagara all'Orto botanico
La Zagara all’Orto botanico

Foto, commenti e didascalie che provengono da oltre cinquanta vivaisti che avrebbero preso parte alla mostra mercato dedicata al giardinaggio e florovivaismo, stanno arrivando agli organizzatori, che lavorano da remoto, e che hanno allestito una sorta di Zagara virtuale. Da giovedì 26, spiega il direttore dell’Orto, Rosario Schicchi, sui nostri social posteremo immagini ed idee proposte dai vivaisti italiani e siciliani che avrebbero dato vita, come di consueto, alla festa di primavera tra i viali dell’Orto.

Vivaisti espongono a La Zagara

“Nemmeno le manutenzioni all’interno dell’ Orto si sono fermate in questi tempi di Coronavirus – ha spiegato Schicchi, che ha predisposto insieme alla direzione del Simua, il sistema museale di Ateneo, un decalogo di comportamento e di sicurezza per gli operai stagionali che lavorano in questi giorni alla cura delle piante. Restano in servizio due squadre di circa sei addetti ciascuna, che si stanno alternando, usando spazi diversi senza mai incontrarsi, continua il direttore. Le piante in vaso, in particolare le collezioni di orchidee e quelle delle serre tropicali non possono essere abbandonate, come pure il nuovo giardino di piante officinali impiantato da meno di due mesi, anche gli agrumi dopo queste piogge di marzo torneranno ad aver bisogno dell’irrigazione, ed occorre comunque predisporre interventi di pulizia e messa in sicurezza dei grandi alberi monumentali che l’Orto conserva”.

(Foto di Eliana Lombardo)

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Luca Vullo legge “Noi siamo immortali” di Giovanni Cupidi

Libri da non perdere, segreti di botanica, spigolature d’arte, tesori nascosti negli archivi, racconti di luoghi da visitare. Mentre restiamo a casa, ecco le mini-lezioni degli amici de Le Vie dei Tesori. Scrittori, giornalisti, accademici, studiosi, giovani del Festival. Pillole per imparare e resistere.

Pagine di un libro che racconta una storia di coraggio, di piccole e grandi battaglie quotidiane contro le cattive coscienze, combattute con ironia e senza piangersi addosso. Il regista e performer Luca Vullo ha scelto di leggerci un brano tratto da “Noi siamo immortali” di Giovanni Cupidi, scrittore e blogger affetto da tetraplegia.

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Carta verde dell’Unesco per il Parco delle Madonie

Il massiccio montuoso del Palermitano manterrà per altri quattro anni lo status di geoparco per il suo particolare patrimonio geologico

di Redazione

Le Madonie sono sempre più verdi. Il parco regionale manterrà per altri quattro anni lo status di geopark Unesco, passando dal cartellino giallo a quello verde. A dare la conferma ufficiale è stata la Divisione di Scienze ecologiche dell’Unesco Global Geopark, che ha ufficializzato la decisione del Consiglio, dopo l’annuncio dell’esito positivo della rivalidazione, in occasione del meeting della European Geoparks Network, lo scorso autunno in Spagna.

Le Madonie

Così le Madonie si confermano territorio unico per la biodiversità e per il patrimonio naturalistico, unico geoparco in Sicilia, insieme alla Rocca di Cerere di Enna, tra i nove italiani. Si tratta di territori che possiedono un particolare patrimonio geologico ed una strategia di sviluppo sostenibile sorretta da un programma europeo idoneo. Un geoparco, inoltre, deve avere confini ben definiti e una sufficiente estensione per consentire uno sviluppo economico efficace del comprensorio, deve comprendere un certo numero di siti geologici di particolare importanza in termini di qualità scientifica, rarità, valore estetico o educativo.

Sentieri delle Madonie

L’esame di rivalutazione dell’Unesco, che periodicamente verifica la sussistenza dei requisiti e dei parametri per il mantenimento dello status di Geopark, era stata effettuata da esperti internazionali, sulle Madonie, nello scorso mese di luglio. “È stato raggiunto un altro obiettivo – afferma il commissario straordinario Salvatore Caltagirone – . Grazie al lavoro svolto e ai risultati ottenuti nel corso degli ultimi due anni, siamo passati dal cartellino giallo a quello verde, ottemperando a tutte le prescrizioni che erano state raccomandate”.

Monte Mufara

Ma per la permanenza nella rete dell’Unesco, il geoparco delle Madonie dovrà attenersi a una serie di raccomandazioni. Tra queste, aumentare i fondi, potenziare l’informazione e la promozione del patrimonio geologico all’interno del territorio, attraverso specifici pannelli di interpretazione per i fossili di corallo su Piano Battaglia e per il sentiero didattico Filippo Arena su Monte Mufara, dove è possibile scoprire i principali aspetti geologici del territorio. Bisognerà, ancora, migliorare le strategie e le attività educative per facilitare la mitigazione di pericolo naturale e cambiamenti climatici nelle scuole e per i residenti, e aumentare la visibilità del logo “Global Geopark Unesco” in tutte le strutture come uffici turistici, musei, centri visita gestiti dai comuni e da altri partner. “Questo risultato – conclude Caltagirone – rappresenta un’altro motivo di speranza per le Madonie in questo difficile momento storico”.

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Salvo Piparo dà voce ai “mietitori” di Licata

Libri da non perdere, segreti di botanica, spigolature d’arte, tesori nascosti negli archivi, racconti di luoghi da visitare. Mentre restiamo a casa, ecco le mini-lezioni degli amici de Le Vie dei Tesori. Scrittori, giornalisti, accademici, studiosi, giovani del Festival. Pillole per imparare e resistere.

Un pillola teatrale tutta da godere negli occhi infatuati e nella voce vibrante di Salvo Piparo, attore “cuntista”, che ci regala un brano tratto da “Mietitori in attesa di ingaggio” di Salvo Licata. Una rievocazione poetica dei Fasci siciliani scritta da uno dei più instancabili cantori di Palermo

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Il garage di via Candelai

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C’era un garage di fortuna in via Candelai, nel centro storico di Palermo, pieno zeppo di automobili che si trasformava in un incredibile “parco giochi” per alcuni ragazzi. Un amarcord d’altri tempi di cui ci parla Salvatore Savoia, scrittore e segretario generale della Società Siciliana di Storia Patria.

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La Palermo sotterranea in streaming

L’emergenza sanitaria non ferma gli speleologi che si confronteranno a distanza sugli antichi sistemi d’acqua e l’interazione fra l’uomo e l’ambiente carsico siciliano

di Redazione

La santa eremita che protesse Palermo dalla peste, gli antichi sistemi d’acqua sotterranei di Palermo e la difficile interazione fra l’uomo e l’ambiente carsico siciliano saranno tra i protagonisti del IX convegno nazionale di speleologia in cavità artificiali della Società Speleologica Italiana, che si svolgerà il prossimo 20 marzo per via telematica, in streaming, a causa dell’emergenza sanitaria del coronavirus. Palermo avrebbe dovuto ospitare in questi giorni il meeting scientifico sulle cavità antropogeniche: ipogei realizzati dall’uomo come cave, acquedotti, cisterne pluviali, miniere, ingruttati e qanat, un patrimonio culturale e “ingegneristico” affascinante e sconosciuto ai più, il cui studio è fondamentale per la progettazione di opere strutturali, per prevenire i dissesti nelle aree urbane, ma anche nell’ambito della riqualificazione del territorio, per la sua valorizzazione in chiave culturale e geoturistica.

Grotta nel santuario di Monte Pellegrino

La sessione pomeridiana del Convegno si aprirà con una dedica speciale alla città di Palermo, un omaggio alla sua patrona eremita “Santuzza” Rosalia che nel 1624, mentre a Palermo infuriava la peste, indicò la strada per ritrovare le sue reliquie e portarle in processione affinché la città fosse purificata e liberata dal contagio. Gli studiosi Paolo Forti e Massimo Mancini, dopo anni di ricerche d’archivio, presenteranno le più antiche rappresentazioni geografiche del sottosuolo pubblicate a stampa e da loro recentemente rinvenute: i rilievi topografici delle grotte di Santa Rosalia (su Monte Pellegrino e a Santo Stefano Quisquina), tracciati dal gesuita Giordano Cascini, biografo della Santa.

Pietro Todaro

Mentre Pietro Todaro, geologo fra i massimi esperti italiani di sistemi idrici tradizionali, presenterà i risultati della ricerca condotta negli ultimi quindici anni su vari sistemi cunicolari della tradizione rurale palermitana, realizzati prevalentemente per uso irriguo e diffusi in tutta la Piana di Palermo. Descriverà gli schemi concettuali che hanno caratterizzano i vari sistemi d’acqua sotterranei della tradizione palermitana, dalla tarda età antica alla prima parte del XX secolo, pratiche poco documentate e codificate da una tecnica idraulica scritta ma tramandate soprattutto attraverso le testimonianze orali dei picuniaturi (minatori di pozzi e cave) e dai funtaneri o mastri d’acqua. Questi furono in grado di rivisitare e adattare all’ambiente geologico della Piana di Palermo le conoscenze tecniche che arrivarono in Sicilia dall’antica Persia attraverso gli sviluppi storici e il dominio di Romani e Arabi. In attesa di una loro datazione archeologica e storiografica rimane ancora valida una seconda ipotesi sulla loro genesi autoctona dovuta all’ingegno dei “funtaneri” palermitani. Parteciperanno, poi, altri i relatori del Dipartimento Scienze della Terra e del Mare dell’Università degli Studi di Palermo, con contributi relativi ad ipogei siciliani situati nell’area della Piana dei Colli, nel Comune di Sutera e Marsala, che descriveranno inoltre il difficile rapporto fra l’uomo e l’ambiente carsico attraverso l’analisi della galleria drenante del Lago Cuba a Serradifalco.

Grotta nell’eremo di Santo Stefano Quisquina

Ma il convegno sarà dedicato anche alle ricerche effettuate sul territorio nazionale, soprattutto nell’ambito della prevenzione del rischio di dissesti in territorio urbano ed extraurbano. Di particolare rilievo gli scenari aperti dallo studio delle variazioni climatiche attraverso le analisi geochimica delle acque sotterranee, una ricerca condotta dal geologo siciliano Paolo Madonia – ricercatore dell’Ingv e co-organizzatore del convegno – che, partendo dallo “studio-campione” nell’emissario del lago Albano, ha ampliato il progetto estendendolo al campionamento delle acque sotterranee delle zone a rischio sismico dell’Italia Centrale. Fondamentali per tutte queste ricerche, i dati raccolti e catalogati negli anni da speleologi e da studiosi indipendenti di varie discipline che confluiscono nel Catasto delle cavità artificiali, istituito nel 1989 dalla Società Speleologica Italiana.

Sulla pagina web del convegno ospitata dal sito dell’Ingv è disponibile il palinsesto e il volume degli abstract delle presentazioni. È possibile seguire l’evento in diretta streaming collegandosi dalle 10 del 20 marzo sul canale YouTube HYPOPA2020

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La storia della Phiale aurea di Caltavuturo

Libri da non perdere, segreti di botanica, spigolature d’arte, tesori nascosti negli archivi, racconti di luoghi da visitare. Mentre restiamo a casa, ecco le mini-lezioni degli amici de Le Vie dei Tesori. Scrittori, giornalisti, accademici, studiosi, giovani del Festival. Pillole per imparare e resistere.

In attesa di poterla ammirare in tutto il suo splendore nel nuovo allestimento all’interno dell’Antiquarium di Himera, ecco la rocambolesca storia della Phiale aurea di Caltavuturo, un reperto entrato di diritto nel patrimonio delle più significative opere di oreficeria della Sicilia antica. Ce la racconta l’archeologa Francesca Spatafora, direttrice del Parco archeologico di Himera, Solunto e Monte Iato

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