A Palermo quarto weekend tra collezioni scientifiche e tesori archeologici

In mostra motori, meccanismi, scheletri, animali impagliati e le tavole del Basile. Aprono i nuovi percorsi del Castello a Mare, ultime visite alle Sorgenti del Gabriele e ai Serbatoi di San Ciro. Alla scoperta dei giardini mediterranei ai Vivai Gitto e arrivano i laboratori di Beer Bubbles

di Redazione

Cinquantottomila visitatori a Palermo che diventano ottantacinquemila nei primi tre weekend nelle sette città siciliane: è un successo bellissimo e Le Vie dei Tesori è pronta a continuare. Perché se a Sciacca, Ragusa, Scicli, Cefalù e Erice si tirano le somme, sia a Palermo che a Catania il festival va avanti, sempre con il supporto di Unicredit, e si prepara ad un nuovo fine settimana – sabato e domenica, 23 e 24 ottobre – di aperture, visite, teatralizzazioni, concerti e passeggiate (qui il programma completo).

Museo dei Motori

Le due città saranno unite dal fil rouge delle collezioni scientifiche, spesso note solo agli appassionati o agli universitari: e invece, sarà bellissimo scoprire  le eliche e i pistoni degli aerei delle due guerre, al Museo storico dei motori e dei meccanismi, dentro la Scuola Politecnica (viale delle Scienze, ed.8, sia questo weekend che il prossimo dalle 10 alle 17,30); o perdersi tra i 400 strumenti scientifici d’epoca utilizzati per gli esperimenti di fisica e chimica e ora raccolti all’istituto Crispi Almeyda (museo delle scienze Margherita Hack, largo Mineo 4, sabato dalle 10 alle 12); o tuffarsi virtualmente nel Mar di Sicilia un tempo popolato da anguille e dentici enormi (lo capirete al museo di zoologia Doderlein, via Archirafi 16, sabato e domenica dalle 10 alle 17,30) , e scoprire che un tempo lontano l’isola ospitava anche leoni e elefanti (questo è l’ultimo weekend per visitare il Gemmellaro, corso Tukory 131, sabato e  domenica dalle 10 alle 12,30); una bellissima sorpresa saranno anche le 34 gigantesche tavole ottocentesche che raffigurano edifici antichi, e su cui studiava Giovan Battista Filippo Basile: saranno i docenti di Architettura in persona a spiegarle, sabato dalle 10 alle 13, al Dipartimento di viale delle Scienze.

 

Dulciora nelle carceri dello Steri

Ma andiamo avanti: già domani, sabato 23 dalle 17 alle 21, tornano le visite a Palazzo Costantino ma dovrete aspettare il prossimo weekend per conoscere Margheritina, popolana e moglie del poeta Peppe Schiera: nel frattempo la camaleontica Stefania Blandeburgo vi presenterà (sabato e  domenica dalle 11 alle 17) la nobile zia Mimmi, l’ultima abitante di Villa Pottino; e, se raggiungerete domenica (dalle 20 alle 22) le carceri dello Steri, farete la conoscenza di  Dulciora, la signora alto borghese che riuscì a prendersi gioco del Sant’Uffizio; sono due personaggi realmente esistiti, il primo disegnato da Geraldina Piazza sulle memorie di famiglia, il secondo da Laura Anello che ha cucito Dulciora sui verbali dei processi della Santa Inquisizione (qui per prenotare le visite teatralizzate).

Serbatoi di San Ciro

Ritorniamo alle visite (qui tutti i luoghi aperti): ultima occasione per visitare sia le Sorgenti del Gabriele (stradella Riserva reale 8, sabato e domenica 10-17,30) che i Serbatoi di San Ciro (via Ciaculli 5, solo domenica 10-17,30), due luoghi differentemente originali che raccontano la storia delle acque della città; ed è aperta anche l’Antica Manifattura tabacchi (via Simone Gulì 23, dalle 10 alle 17,30) dove sono esposte le foto di Ascosi Lasciti, il collettivo di appassionati che censisce i luoghi abbandonati dell’isola, industrie, ville, borghi, e chiese. E ancora, è aperta la Vignicella – via La Loggia, 5 (sabato e domenica 10-17,30), è la sezione femminile dell’innovativa (per i tempi) Real Casa dei Matti -, vero museo di se stessa con le corsie e i servizi per le pazienti psichiatriche, le divise, le camicie di forza, le schede mediche e le prime macchine per l’elettroshock: è uno dei luoghi must di questo festival.

Il mastio del Castello a mare

Poi armi, tascapane, elmetti e persino la ricostruzione di una trincea, al “museo della guerra” della Caserma Ruggero Settimo (piazza S. Francesco di Paola, sabato e domenica 10-12,30) dove sono stati anche scoperti antichi affreschi. Sarà l’ultima occasione per visitare alcuni dei siti che fanno parte del patrimonio arabo normanno, come la Magione (10-12,30) e sarà l’ultimo weekend per la chiesa di San Giovanni degli Eremiti (sabato e domenica 10-17,15), e il Villino Florio (che apre anche il giardino, sabato e domenica 10-12,30) ma si sarà ripagati dalle visite alla Cuba (sabato e domenica 10-17,30) e al Castello a Mare (ingresso da via Filippo Patti) con i percorsi di visita nell’area archeologica, occasione imperdibile sabato dalle 10 alle 17,30 e domenica dalle 10 alle 12,30).

Laboratorio di restauro a Palazzo Montalbo

Solo questo sabato (11-17,30) si potrà anche visitare la chiesa di San Francesco di Paola, che il restauro ha appena restituito alla sua magnificenza barocca. Solo domenica è aperta Casa Massonica (piazzetta Pietro Speciale 9, domenica 10-17,30) che i palermitani hanno appena scoperto, ma non bisogna perdere l’occasione di visitare il Circolo Ufficiali (piazza Sant’Oliva 25, sabato e domenica 9-12 e 15-18), considerato uno dei più belli d’Italia. Non perdete il grande laboratorio del centro regionale di restauro, a Palazzo Montalbo (via dell’Arsenale 12): soltanto questo sabato e il prossimo (dalle 9 alle 12,30) le restauratrici vi spiegheranno i segreti per recuperare arazzi, affreschi e fotografie d’epoca; e la minuscola bottega di Cittacotte (corso Vittorio Emanuele 120, alle 11) che riproduce in una scala di pochi centimetri i monumenti di Palermo.

La serra Carolina all’Orto Botanico

Non perdete i tour fuori porta al castello di Marineo e alle terme arabe di Cefalà Diana (qui per prenotare). Poi le visite in notturna (dalle 20 alle 21,30) all’Orto Botanico, che per il festival ha riaperto il videomapping Anima Mundi di OddAgency, mentre si possono già prenotare i laboratori di Beer Bubbles, il festival internazionale delle birre artigianali che si apre domani (venerdì 22) e dura fino a domenica a Villa Filippina: sei incontri e degustazioni orizzontali delle farmhouse beer, abbinamenti e lezioni di esperti come Kuaska, Andrea Camaschella e Simone Cantoni (qui per prenotare). E solo per i visitatori delle Vie dei Tesori, al Museo Abatellis, all’Oratorio dei Bianchi e a Palazzo Mirto, i pezzi preziosi delle collezioni di Wunderkammer.

UN TUFFO NEL VERDE

Gitto Garden

Che con Le Vie dei Tesori vuol dire scoprire i giardini delle ville storiche, i vivai dove si curano piante tropicali, gli spazi raccontati dagli agronomi e dalle guide naturalistiche.  Questo quarto weekend del festival condurrà quindi tra i viali dei vivai Gitto (via Castelforte 100) dove vi narreranno la storia di un lembo di costa strappato alle paludi e regalato alle ville liberty (Mondello dei primi del Novecento): arrivano da questi vivai la maggior parte delle piante che abitano tuttora i giardini. Con il festival i Gitto Garden proporranno (domenica alle 11 e alle 12, poi sabato prossimo) un vero itinerario esperienziale nel cuore del giardino siciliano.

Villa Tasca

Se invece cercate un posto romantico, dovete seguire le tracce di Wagner e Jacqueline Kennedy e immergervi nella sontuosa bellezza di Villa Tasca (sabato e domenica, dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 17). Ma questo fine settimana inizia già con due passeggiate tra i tesori verdi: sabato alle 9 si andrà con Astrid Natura fra zubbi e orchidee su Monte Catalfano, a Bagheria; sono già sold out sia l’escursione del Wwf Sicilia sulle sponde del fiume Oreto e il tour con Giuseppe Barbera tra i viali dell’Istituto Agrario Castelnuovo, ma domenica si può raggiungere Ficuzza, tra querce secolari e il Pulpito del Re, e (con un po’ di fortuna perché si sta esaurendo anch’essa)  partecipare alla passeggiata al Fiumelato di Meccini, vicino a Altofonte.

PODCAST D’AUTORE

Podcast d’autore

“Ascolta un tesoro” è il mantra: soprattutto se ci si affida a undici accademici, storici dell’arte, direttori di musei, studiosi, scrittori che hanno accettato di raccontare il loro tesoro. Non solo notizie, ma anche segreti, aneddoti, curiosità, memorie: ascoltabili senza limiti, si possono acquistare cliccando qui.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

Rispetto delle normative anti Covid-19: è stata istituita ovunque la prenotazione on line, non obbligatoria ma caldamente consigliata: per i luoghi basterà acquisire il coupon sul sito (o da Tecnica Sport, via Aquileia, 38, a Palermo) o nei due punti informazione in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon sempre sul sito o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori si deve a Kappaelle. Il progetto grafico è di Alessandro Fiore – Expagina.it. Per informazioni sul Festival telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18 o visitare il sito www.leviedeitesori.com.

Palermo, chiesa anglicana Holy Cross

La chiesa di Santa Croce è il cuore delle attività religiose della comunità anglofona di Palermo. Al suo interno si trova la cappella commemorativa delle famiglie Whitaker e Ingham. Fu costruita tra il 1871 e il 1875 grazie a Joseph Whitaker e Benjamin Ingham junior, che vollero fabbricare a loro spese un tempio in cui celebrare il culto secondo il rito anglicano. La chiesa presenta una perfetta unione di stili diversi: l’esterno e gli elementi architettonici verticali ricordano il gotico tipico del Nord Europa, mentre i mosaici dorati dell’abside sono d’ispirazione bizantina. Sulle vetrate, nel prospetto principale del muro ovest, sono rappresentati la Vergine Maria, Maria Maddalena e San Giovanni, testimoni ai piedi della Croce. Nel grande rosone che li sovrasta è raffigurata “L’adorazione dell’Agnello” da parte degli angeli. Durante la Seconda guerra mondiale, dopo l’invasione della Sicilia nel 1943, fu usata dalle forze statunitensi. L’organo della chiesa, costruito da Walker’s di Londra, è stato suonato per la prima volta nell’ottobre 1903 e per celebrare il suo centenario è stato restaurato nel 2003.

Che ci fa un musicologo e uomo di teatro in giro per la città alle quattro del mattino? Dice buongiorno alla notte, assaporando il silenzio, sentendo profumi di fiori e di terra, scoprendo scorci straordinari, aspettando l’apertura dei primi bar

di Giovanni Mazzara

I Quattro canti, o piazza Villena o Ottagono del Sole o Teatro del Sole, così detta perché a tutte le ore del giorno uno o più dei canti era baciato dalla luce del sole.

Ma torniamo alla descrizione di Enrico Onufrio nella sua Guida pratica di Palermo: “E adesso, o amico forestiero, se ti piace, entriamo in città. Entriamoci per Porta Macqueda, e dopo aver percorsa per metà la via Macqueda, bisogna fermarsi: fermarsi ed ammirare. Difatti quest’ottagono dove noi siamo, è qualche cosa di più che il centro della città: è un monumento d’arte, caratteristico, originale, unico forse al mondo. I quattro canti che accerchiano la piazza hanno un’architettura uguale d’ordine dorico, ionico e composito. (…) E che cosa sono per i palermitani i Quattro Cantoni? Sono ciò che per i romani è Piazza Colonna, ciò che per i Milanesi è la Galleria, ciò che per i Veneziani è la piazza San Marco”.

“Andando in giro per la città non si può fare a meno di passarvi quindici o venti volte in un giorno. E’ là che gli strilloni vendono i giornali, è là che si sbrigano gli affari, è là che si organizzano le dimostrazioni, è là che si fanno le carnevalate. Quella piazza è la conca dove sgorgano tutte le acque; è il cuore dove affluiscono tutte le arterie. In tutte le ore del giorno, faccia bel tempo o piova, è sempre piena di capannelli o di gruppi, di persone che discutono, di sfaccendati che fumano, di studenti che si agitano, di strilloni che vendono il foglio, di uomini d’affare, di zerbinotti, di questurini, di pontonieri, mentre su quella confusione di teste chioccasno le fruste dei cocchieri che s’incrociano con le loro vetture in quel grande quadrivio”.

Le Vie dei Tesori chiude il terzo weekend con 35mila visitatori

Sfiorate le 24mila visite a Palermo e 4mila a Catania. Sciacca quintuplica la performance dello scorso anno, mentre Ragusa supera i 5mila accessi complessivi. Molto bene anche Cefalù, Scicli ed Erice

di Redazione

I numeri continuano a crescere: nel terzo weekend di ottobre delle Vie dei Tesori si raggiungono quasi 35mila presenze, per un totale di 84.827 visitatori nei primi tre weekend di programmazione di questa seconda tranche che vede, al fianco di Palermo e Catania, anche Ragusa, Scicli, Sciacca, Cefalù ed Erice che erano alle ultime giornate di partecipazione. Nelle due più grandi città siciliane si andrà invece avanti fino al 31 ottobre. La roccaforte resta sempre Palermo dove i visitatori sono stati 23.950 che sommati agli oltre 34mila dei primi due weekend portano a superare le 58mila presenze (58.480 per l’esattezza) nel capoluogo, nonostante la pioggia a sprazzi abbia impedito l’accesso ad alcuni giardini e spazi verdi.

Visite alla Prefettura di Ragusa

Non solo Palermo comunque: a Catania il festival è veramente sbocciato e si contano quattromila presenze nel weekend che portano a superare i novemila visitatori nei primi tre fine settimana. Ragusa ha invece avuto un exploit sabato e domenica scorsi, e ha superato le duemila presenze (superando i cinquemila visitatori in tre weekend e triplicando quasi la performance dello scorso anno), portandosi davanti a Sciacca, che resta comunque la vera sorpresa di questa seconda tranche: anche lei sfiora le duemila presenze e chiude il festival a 4808 visitatori, più che quintuplicate le presenze dello scorso anno. Ottime performance anche per Scicli con i suoi 1110 visitatori (che diventano 2647 nei tre weekend); Cefalù, al debutto, vince di poco sulla lunghezza: sono 978 ad aver scelto la cittadina normanna nell’ultimo finesettimana, ma sono 2783 lungo l’intero festival. Infine Erice, che mette insieme un bellissimo debutto da 1817 presenze nei tre weekend.

 

Visite a Palazzo Costantino

Ed eccoci al dettaglio: a Palermo è Palazzo Costantino a battere ogni record e aggiudicarsi la palma del weekend, visto che supera le duemila presenze e spodesta dal podio la chiesa di Santa Caterina, che tiene però saldamente l’argento. I muri scrostati, l’affaccio su via Maqueda e i Quattro Canti, ma soprattutto l’affresco inatteso e intonso del Velasco: visitare Palazzo Costantino – messo a disposizione dal mecenate Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona – è un’esperienza fantastica, che il festival ha ampliato visto che, data la grande richiesta, sarà disponibile anche nei prossimi venerdì dalle 17 alle 21. Oltre alla chiesa e al monastero di Santa Caterina, registrano sempre numeri molto alti anche la Casina Cinese (che è normalmente aperta, ma con il festival diventa una vera esperienza) e la Banca d’Italia, sold out in poche ore.

Stefania Blandeburgo interpreta Dulciora nelle carceri dello Steri

Ma il pubblico delle Vie dei Tesori è noto per la sua curiosità: e così ha scoperto l’ex palazzo Valguarnera appena restaurato, con il bellissimo affaccio su piazza Bellini; luoghi noti solo in ambiti professionali come la collezione universitaria di anatomia o la Vignicella, la dependance femminile della Casa dei matti, o anche la chiesa anglicana, il tempio dei Whitaker a Palermo, e la Casa Massonica, aperti per la prima volta in assoluto; e sono entrati nei siti must da qualche anno, le sorgenti del Gabriele e i serbatoi di San Ciro. Frequentatissime (e spesso sold out) le passeggiate: quelle condotte da professori come Giuseppe Barbera e Maurizio Carta hanno gettato una luce nuova su percorsi nel cuore antico della città. Tanti applausi per Stefania Blandeburgo che, guardata a vista dai graffiti dello Steri, ha fatto rivivere il fantasma di Dulciora, signora alto borghese che riuscì a beffare il Sant’Uffizio grazie a potenti protezioni; e grande partecipazione per le incursioni jazz al Museo Salinas con i tre sassofonisti della L. Switters Sax Brotherhood pronti a dialogare con metope e antiche statue.

Cefalù dalla Rocca

Ma i numeri crescono tantissimo se si guarda a tutte e sette le città che hanno aperto per questi primi tre fine settimana e che insieme sfiorano le novantamila presenze: a partire dagli immediati dintorni del capoluogo, visto che una debuttante Cefalù si è raccolta attorno alla sua Rocca, e ha raggiunto numeri ragguardevoli, quasi duemila ingressi. Senza contare che in parecchi, anche cefaludesi, hanno riscoperto il Museo del barone Mandralisca. Nell’altra debuttante, Erice il pubblico ha amato moltissimo la misteriosa Torretta Pepoli, ma anche gli affreschi dorati di Casa Santa di Sales e si è incuriosito visitando la Rete sismica ideata dal professor Zichichi.

Palazzo Biscari a Catania

Catania divide con Palermo l’amore del pubblico per i palazzi storici, e quindi i visitatori si sono riversati nella residenza dei principi di Biscari dove il racconto della storia della famiglia si mescola con l’eleganza straordinaria della più bella residenza della città; numeri alti anche a palazzo Scuderi Libertini, con gli arredi originali, nella sede istituzionale del Comune, Palazzo degli Elefanti, e a Palazzo Asmundo di Gisira trasformato in un hotel de charme. Tra tutti si insinua sicura, al secondo posto tra i luoghi più visitati, l’enorme chiesa di san Nicolò L’Arena, ormai uno dei luoghi must sin dall’avvio del festival a Catania. Ma hanno funzionato molto bene anche le passeggiate e i trekking sull’Etna, e l’esperienza tra le barche trezzote e i basalti colonnari a AciTrezza, i percorsi a Adrano, Misterbianco e Viagrande dove si trova un altro dei luoghi più amati, la villa Manganelli Biscari con le sue collezioni inedite.

La vera sorpresa di questa seconda tranche del festival è stata comunque Sciacca: la parte del padrone l’ha fatta la chiesa dello Spasimo, lo spazio ritrovato dopo la chiusura di oltre sessant’anni, ha riscosso l’interesse e i ricordi degli stessi saccensi che hanno potuto ammirare le opere di Franco Accursio Gulino: la sua personale “Domus” ha avviato uno stretto colloquio con la chiesa slabbrata. E la mostra resterà aperta anche per parecchie settimane. Seguono da presso i tetti del Carmine, con l’affaccio sulla città dal campanile, e l’inattesa parte medievale della chiesa. Grande interesse per le case private: a partire da palazzo Licata Borsellino con il suo giardino segreto e gli assaggi delle dolci ova murina. Molto frequentate le passeggiate che hanno permesso di scoprire i laboratori dei ceramisti e quelli di lavorazione del corallo, e gli scorci della città antica. Aperto per pochissime ore e subito sold out, il carcere, grande interesse per le attività dei pescatori spiegate dagli stessi protagonisti

Le Cave Gonfalone a Ragusa

Anche a Ragusa hanno funzionato le dimore storiche, un must di ogni anno: palazzo Arezzo di Trifiletti dove i visitatori sono entrati sulla scia dei racconti degli stessi proprietari, tra  arredi d’epoca, tappezzerie e consolle eleganti; e il Circolo di Conversazione, con la sua aria affettuosamente retrò. Quest’anno la sorpresa era quella di Cave Gonfalone, la latomia scavata nel cuore della città, aperta per la prima volta. E poi Scicli barocca, dove le grotte di Chiafura hanno sempre un fascino immenso e di solito non è possibile visitarle: è stato un testa a testa fino alla fine, con l’atmosfera antica della Farmacia Cartia, tra vasi, provette e albarelli. E questo weekend in tantissimi si sono inerpicati a Colle San Matteo per osservare dall’alto Scicli al tramonto: anche in questo caso c’è stata una lotta virtuale per il podio di bronzo, insidiato dalla ‘A Rutta ri Ron Carmelu, il museo di se stesso scavato nella roccia.

In scena Dulciora, la “signora intoccabile” che riuscì a gabbare il Santo Uffizio

Domenica 17, 24 e 31 ottobre nelle carceri dello Steri la nuova teatralizzazione delle Vie dei Tesori affidata a Stefania Blandeburgo

di Redazione

“Avreste dovuto vedere le loro facce, uno spasso. Il povero Lopes de Cisneros è diventato giallo come la bile, se io non fossi chi sono – la marchesa Dulciora Agnello – sarei già sul rogo. È sbottato: “Ma lo sapete che finirete tra le fiamme dell’inferno?”. E io: “Ma voi siete sicuro che esiste l’inferno? Se Cristo con la passione ha riscattato l’intera umanità, perché deve esserci l’inferno? Perché dovremmo finire lì, a bruciarci i piedi e le orecchie?”.

Stefania Blandeburgo

È irridente Dulciora, sofisticata e preziosa, snob, cinica e bugiarda: ma è soprattutto conscia del suo essere una spanna sopra gli altri, sicura della “protezione” del marito il procuratore Gregorio Spitili, confidente del Regno. E questa protezione le eviterà non tanto le carceri dello Steri, quanto di essere “dimenticata” nelle segrete come capitò a centinaia di innocenti: siamo negli anni dei processi dell’Inquisizione spagnola, a Palermo si denuncia e si condanna ad una velocità impressionante. E da questo periodo buio, giunge un fantasma imbellettato, elegante e fine: Dulciora Agnello è la protagonista della nuova teatralizzazione delle Vie dei Tesori, in programma da domenica 17 ottobre, ma si replica anche il 24 e 31 ottobre) dalle 20 alle 22 (qui per prenotare).

Visite alle carceri dello Steri

Rivivrà proprio in quelle carceri dove venne “convocata” per cinque mesi di seguito, all’interno dello Steri dove giudici e inquisitori condannavano in nome di Dio. Sulla figura (reale) di uno dei personaggi balzati fuori dai verbali dei processi, la giornalista Laura Anello ha costruito questo personaggio che è stato affidato a Stefania Blandeburgo che già per il festival veste i panni sia di Margheritina, moglie del poeta antifascista Peppe Schiera (l’ultimo appuntamento sarà domenica 31); che di due nobili signore, zia Mimmi, ultima abitante di Villa Pottino (sabato 23 e 30 e domenica 24 dalle 11 alle 17) che l’affascinante Delia, l’ultima dei Whitaker (domenica dalle 11 alle 16 a Villa Malfitano).

Disegni sulle pareti delle carceri

Ma spazio di nuovo a Dulciora: che capì subito che quegli “interrogatori” sarebbero stati condotti con la massima delicatezza per lei, signora di rango. E che mai e poi mai sarebbe finita in quelle umidi e terrorizzanti prigioni da cui le giungevano grida dolorose e storie terribili. Stefania Blandeburgo farà rivivere la signora palermitana che sbertucciava il bigottismo degli uomini di Torquemada, permettendosi affermazioni che avrebbero spedito chiunque altro dritto al rogo. La protezione del marito fece sì che Dulciora venisse convocata periodicamente dai giudici del Sant’Uffizio e trattata con “mucho quidado”, cioè con molto riguardo… ma la signora “ascoltava” le storie che oggi è pronta a raccontare ai visitatori delle Vie dei Tesori: conosceremo Mannarino che da cristiano si fece musulmano e poi ancora cristiano e ancora musulmano … per cinque volte, per salvarsi la vita. E suor Gertrude che, violata dal guardiano, divenne folle di dolore; e gli inquisitori, i nobili signori, i poveracci, i “turcheschi” e le false streghe. Tutto sullo sfondo degli impressionanti graffiti delle carceri dello Steri che, da soli, valgono già la visita.

A Palermo visite in notturna e spettacoli tra i tesori: il meglio del terzo weekend

Palazzo Costantino aperto anche il venerdì sera, nelle carceri dello Steri rivivrà l’elegante Dulciora, il museo Salinas sarà “invaso” dai sassofoni. E ancora l’Orto Botanico in notturna, Maredolce raccontato dall’agronomo esperto e lezioni di yoga nel giardino romantico

di Redazione

Sono stati oltre ventimila a sciamare compatti tra chiese, palazzi e oratori: e tra i tanti, Palazzo Costantino ai Quattro Canti è stato tra i più amati, testa a testa con la chiesa di Santa Caterina. A questi visitatori è dedicata la sorpresa delle Vie dei Tesori: da oggi, venerdì 15  ottobre, la dimora settecentesca restaurata dal Marvuglia e abbellita dall’affresco del Velasco – tutt’oggi straordinariamente conservato – sarà aperto alle visite anche il venerdì, dalle 17 alle 21, oltre al weekend. Non sarà l’unica novità: il decreto che porta al 100 per 100 la capienza dei luoghi della cultura, consente di aumentare i turni di visita, rispettando sempre le norme in vigore (green pass e mascherina nei luoghi chiusi).

Vista dai tetti di Santa Caterina

Insomma, si tratta di un graduale ritorno alla normalità per un festival che, quando tutte le manifestazioni cancellavano i propri appuntamenti, ha deciso di andare avanti, premiato dal pubblico. Ci si prepara dunque al terzo weekend colmo di bellezza, domani e domenica, 16 e 17 ottobre: Palermo, la capitana, andrà avanti per tutto ottobre (qui il programma completo) con Catania, mentre si preparano al loro ultimo fine settimana, la vicina Cefalù – che apre quattro luoghi che ne disegnano la storia, e offre una passeggiata alla scoperta dell’antico quartiere ebraico –  poi Erice, Sciacca, Ragusa e Scicli. Ognuna, con il supporto del main sponsor Unicredit, propone esperienze inedite e passeggiate d’autore.

 

Visite alle Carceri dello Steri

Ed eccoci alle suggestioni (qui tutti i luoghi aperti): sarà un’occasione unica la visita alle due collezioni dello Steri, la quadreria della Regia Università, in sala delle Capriate e la Quadreria Mediterranea (opere di arte contemporanea di Rosai, Guccione, De Pisis, tra gli altri) in sala delle Verifiche, gli ex uffici doganali. Sono ulteriori tasselli del grande complesso monumentale che propone anche il museo sulla storia dell’Ateneo e le carceri della Santa Inquisizione, aperte in notturna, domani dalle 20 alle 22, mentre domenica debutterà Stefania Blandeburgo nelle eleganti vesti di “Dulciora”, la dama che sbertucciava il bigottismo degli uomini di Torquemada; un personaggio realmente esistito che Laura Anello ha tratto e cucito sui verbali dei processi della Santa Inquisizione: e sarà Dulciora a raccontare le vicende dei condannati nelle buie celle dello Steri (qui per prenotare).

Tra le altre chicche di questo weekend non può non incuriosire Holy Cross (Santa Croce, via Roma 467, aperta domani e domenica dalle 10 alle 17,30), la chiesa anglicana, cuore della comunità anglofona, voluta e costruita dalle due famiglie Whitaker e Ingham (che qui hanno la loro cappella) tra il 1871 e il 1875. È l’unione di due culture: l’esterno e gli elementi architettonici verticali ricordano il gotico tipico del Nord Europa, mentre i mosaici dorati dell’abside sono d’ispirazione bizantina. Durante la Seconda guerra mondiale, dopo l’invasione della Sicilia nel 1943, fu usata dalle forze statunitensi. L’organo costruito da Walker’s di Londra, è stato suonato per la prima volta nell’ottobre 1903 e restaurato nel 2003.

Una camicia di forza alla Vignicella

Per chi invece è un appassionato di raccolte scientifiche, apre soltanto questo weekend l’appena riallestita collezione di anatomia umana (Policlinico universitario, via del Vespro 129, dalle 10 alle 11,30 e dalle 15 alle 16,30) con le cere anatomiche della scuola ceroplastica siciliana, che riproducevano le parti del corpo ad uso didattico; poi il museo geologico Gemmellaro (corso Tukory 131, solo due ore, dalle 10,30 alle 12,30, questo e il prossimo weekend) dove vi spiegheranno che in Sicilia un tempo c’erano elefanti e leoni;  la Vignicella – la sezione femminile dell’innovativa (per i tempi) Real Casa dei Matti (via Gaetano La Loggia 5, dalle 10 alle 17,30) – , un vero museo di se stessa con le corsie e i servizi per le pazienti psichiatriche, le divise, le camicie di forza, le schede mediche e le prime macchine per l’elettrochoc.

Cimeli in mostra

Poi armi, tascapane, elmetti e persino la ricostruzione di una trincea, al “museo della guerra” della Caserma Ruggero Settimo (piazza San Francesco di Paola 37, dalle 10 alle 12,30) dove sono stati anche scoperti antichi affreschi. Sarà l’ultima occasione per la Banca d’Italia (via Cavour 131, aperta dalle 10 alle 17,20) ormai quasi sold out; per scoprire l’elegante biblioteca di Casa Professa (via Casa Professa 1, dalle 10 alle 17,30 questo weekend e l’ultimo del festival) che conserva codici secolari e il Famedio dei siciliani illustri; e alle sue spalle il museo della Chiesa con i tesori liturgici dei Gesuiti (stessi orari). Altra ghiotta occasione, quella di visitare dietro le quinte il Teatro Massimo (domani dalle 9,30 alle 17,30 e domenica dalle 13 alle 14,30, poi solo l’ultima domenica del Festival); villa Pajno è sold out, ma si visita Villa Pottino (via Notarbartolo 28, domani e domenica dalle 10 alle 17,20) e, fuori porta, Villa Filangeri a Santa Flavia (via Mondello 2, dalle 10 alle 12,30, ultima occasione disponibile) e già che ci siete, a Porticello non mancate la visita al cantiere di uno degli ultimi mastri d’ascia che costruiscono barche, Franco Lo Coco (qui tutte le esperienze).

Uno dei viali dell’Orto Botanico

Rieccoci di nuovo in città per il tema green: a partire da domenica alle 10 quando l’agronomo Giuseppe Barbera condurrà una visita speciale al parco di Maredolce, all’ombra del castello arabo-normanno costruito dall’emiro Ja’far al-Kalbi II, tra agrumi storici e straordinaria macchia mediterranea; e non dimenticate le antiche cisterne.  Domani sera si avviano le visite in notturna (dalle 20 alle 21,30) all’Orto Botanico, che per il festival ha riaperto il videomapping Anima Mundi di OddAgency, dal giovedì alla domenica sera). Ma sarà una sorpresa il giardino romantico del Duca di Serradifalco, vera oasi preziosa nel cuore della città, appena recuperato dai discendenti della nobile famiglia (via Dante 332): qui Stefania Meroni e Claudia Pessina condurranno la mattina dalle 9 alle 11,30 sessioni di yoga multilivello per ritrovare il proprio benessere. Ma si può anche scoprire un percorso esperienziale tra Mediterraneo e tropici ai Gitto Garden (via Castelforte 100) domani alle 11 e alle 16,30.

INVASIONI MUSICALI: SALINAS SAX NIGHT

L. Switters Sax Brotherhood

Questo weekend si potrà assistere ad una vera e propria “invasione” musicale a colpi di sax. Sarà quella della L. Switters Sax Brotherhood, gruppo di virtuosi sassofonisti capitanato da Gianni Gebbia e costituito da alcuni tra i più conosciuti improvvisatori del sud Italia (come Demian Barbarin, al secolo Davide Barbarino; St. Pier de Chateau Royal, nickname per Pierfrancesco Mucari o J. Anton Goebius che nasconde lo stesso Gebbia) che si esibiscono in blitz artistici con una particolare predilezione per i siti archeologici. E infatti hanno scelto il Salinas dove faranno una sortita domani, dalle 21 alle 23 (replica solo il 30 ottobre, qui per prenotare). C’è chi improvviserà davanti alla statua di Zeus, chi condurrà il pubblico tra crateri dipinti, stele, vasi, e ancora chi dialogherà in musica con la Pietra di Palermo. Salinas Sax Night sarà un’esplosione di note che avrà il suo culmine nella Sala delle Metope. Concerti anche a Villa del Pigno, sede dell’Istituto per ciechi, con il pianista non vedente Leandro Martorana; e nella liberty Villa Virginia (via Dante), con i recital da camera degli Amici della Musica, domani dalle 16 alle 19.

LE VISITE TEATRALIZZATE

Stefania Blandeburgo interpreta Delia Whitaker

Far rivivere i fantasmi e le storie dei luoghi: stavolta Stefania Blandeburgo si farà in due: di Dulciora si è già detto, ma l’attrice recupererà anche veletta e guanti per la signorina Delia, l’ultima dei Whitaker, domani dalle 11 alle 16 a Villa Malfitano (via Dante). Un tuffo nel ‘700 a Palazzo Alliata (piazza Bologni) dove, tra parrucche, scollature, nei e crinoline, si srotolerà la visita in costume (domenica dalle 17 alle 18,30). E Le Vie dei Tesori supportano anche il neonato Prima Onda fest, nato in seno al Dams universitario: domani alle 16,30 da piazza Bologni, l’omaggio dantesco di Ugo Giacomazzi e Camillo Palmeri, “L’in-canto di Ulisse dal XXIII canto dell’Inferno . Prendendo spunto da questo pensiero, si racconterà a un pubblico disposto a mettersi in viaggio non solo l’Ulisse dantesco ma l’archetipo che rappresenta: il viaggiatore indomito, l’uomo spregiudicato e l’uno, il nessuno e i centomila frammenti che lo compongono. Come Dante e Virgilio contemporanei, ci si addentrerà in una Palermo che apparirà nuova perché simbolica.

LE VIE DEI SAPORI

Vivaio Ibervillea

Per le Cuoche combattenti un barattolo – ma anche una marmellata o i grissini al basilico – può essere simbolo di rinascita: ve lo racconteranno domenica mattina al Vivaio Ibervillea (che è un’altra oasi verde, stavolta di piante tropicali, in via la Loggia 5); a San Martino delle Scale si produce ancora la birra dei monaci (sabato alle 11,30 e alle 16,30). Discorso a parte per Beer Bubbles, il festival internazionale delle birre artigianali, che si prepara al prossimo weekend, dal 22 al 24 ottobre a Villa Filippina: si possono già prenotare i sei laboratori e degustazioni orizzontali delle farmhouse beer, abbinamenti e lezioni di esperti come Kuaska, Andrea Camaschella e Simone Cantoni (qui per prenotare le visite con degustazione).

LE MOSTRE

L’atrio di Palazzo Abatellis

Solo per i visitatori delle Vie dei Tesori, al Museo Abatellis, all’Oratorio dei Bianchi e a Palazzo Mirto, i pezzi preziosi delle collezioni di Wunderkammer. E alla Fondazione Barbaro a Palazzo Trinacria, “Football No Limits”, il calcio raccontato dai migliori fotografi del mondo.

CEFALU’

Cefalù

Soltanto quattro luoghi ma densi di storia e di storie. Apriranno le porte: la chiesa della Santissima Trinità, alle pendici delle Rocca, con lo stranissimo pavimento in lumachella e l’altare donato da Renzo Piano; il museo creato dal barone Mandralisca con i suoi tesori, il Parco della Rocca, immerso in una rigogliosa vegetazione; e il sito archeologico che ospita i resti di una strada di epoca ellenistico-romana (qui il programma di Cefalù).

PODCAST D’AUTORE

Podcast d’autore

“Ascolta un tesoro” è il mantra: soprattutto se ci si affida a undici accademici, storici dell’arte, direttori di musei, studiosi, scrittori che hanno accettato di raccontare il loro tesoro. Non solo notizie, ma anche segreti, aneddoti, curiosità, memorie: ascoltabili senza limiti, si possono acquistare cliccando qui.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

Rispetto delle normative anti Covid-19: è stata istituita ovunque la prenotazione on line, non obbligatoria ma caldamente consigliata: per i luoghi basterà acquisire il coupon sul sito (o da Tecnica Sport, via Aquileia, 38, a Palermo) o nei due punti informazione in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon sempre sul sito o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori si deve a Kappaelle. Il progetto grafico è di Alessandro Fiore – Expagina.it. Per informazioni sul Festival telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18 o visitare il sito www.leviedeitesori.com.

Le Vie dei Tesori a Catania, Ragusa e Scicli: il meglio del terzo weekend

Nei salotti sontuosi di Palazzo Biscari o nella sconosciuta Società Storica Catanese per una pièce post pandemia, il capoluogo etneo continua così il suo festival, mentre le due città iblee sono all’ultimo fine settimana, tra grotte, chiese rupestri e aperitivi al tramonto con un panorama mozzafiato

di Redazione

Si va per salotti sontuosi, per circoli nobiliari; si scende nelle cave e si salgono antiche scale; si scoprono i “basalti” veri e propri cuscini di lava, e si scende in un ipogeo sconosciuto. Il terzo weekend delle Vie dei Tesori nella Sicilia orientale (l’ultimo per Ragusa e Scicli) è veramente da non perdere. Perché mai come quest’anno il festival che apre e racconta i luoghi dell’isola, ha privilegiato siti naturali, dove cercare il respiro della terra: capita a Catania dove si entra nelle grotte (Amenano e Petralia, la novità di quest’anno), oppure si raggiungono Aci Trezza con i suoi cantieri artigianali dove nascono le barche o Adrano dove si cercheranno le tracce di Siculi e arabi; e capita a Ragusa dove vi porteranno a visitare sepolture sconosciute, raggiunte su carrozze che hanno un sapore antico; o a Scicli dove al tramonto vi porteranno sul colle San Matteo per salire sul campanile e godere di un aperitivo con vista inedita.

 

 

CATANIA

Palazzo Biscari

In 3650 hanno scelto Catania nell’ultimo weekend, e il maltempo ha veramente creato non pochi problemi. Ma la città etnea è pronta a rifarsi (qui il programma di Catania), aprendo tra l’altro il suo gioiello più affascinante: Palazzo Biscari delicatissimo, sontuoso aprirà solo questa domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 17.30 e la prossima solo pomeriggio: un’occasione da non perdere, per sentirsi principi per pochi minuti, passeggiando nella meravigliosa sala da ballo. E per chi vuole restare in tema, è aperto anche Villa Manganelli, l’unica realizzata da Ernesto Basile a Catania; e lo splendido Palazzo Scuderi Libertini con i suoi arredi perfettamente conservati e il giardino pensile.

Paramorfosi

Alla Società Storica Catanese si potrà invece partecipare ad una particolare visita con “danza catartica”: Paramorfosi (sabato dalle 16 alle 20 e domenica 17 alle 11, 13, 16 e 20) di Letizia Francioni per la Compagnia EAD Ballet Concept, sarà un modo per guardarsi dentro dopo la pandemia. E trovarsi diversi: e attraverso l’espressività corporea, comprendere sugli effetti del distanziamento sociale. Una piéce di teatro-danza contemporaneo sullo sfondo di arredi d’epoca di un luogo poco noto anche agli stessi catanesi. Regia e supervisione di Letizia Francioni; movimenti coreografici di Alice Zucconi, musiche di Massimo Riccetti. I danzatori sono Fiorella Alviti, Lucrezia Malizia, Filippo Monaci, Alice Zucconi. Ma torniamo in centro: apre le porte la bottega storica dei pupari, quei Fratelli Napoli che sono un po’ la storia della città alta un metro e mezzo: tanto misura un pupo catanese. Si potrà assistere ad uno dei loro spettacoli da un punto di vista privilegiato, il dietro le quinte.

Le Isole Ciclopi di Aci Trezza

Il minuscolo mondo di AnRi per sole due domeniche (questa e la prossima, alle 11 e alle 16) permetterà di curiosare tra pittura, cartapesta e collage per vedere come nascono le opere della disegnatrice Marisa Casaburi (una delle due anime di AnRì). Un discorso a parte, tra le tantissime esperienze proposte, merita Aci Trezza dove si scoprirà il geosito dei basalti colonnari, testimonianza delle prime eruzioni etnee. Tra barche trezzote, la torre superstite del principe di Aci, la Torre dei Faraglioni e l’edicola della Madonna della Provvidenza, citata nei Malavoglia; poi nel Centro studi Acitrezza per la mostra fotografica “Salvatore Valastro” su Acitrezza antica. Si chiude con il museo della Casa del Nespolo.

Il Cimitero Inglese di Catania

Tempo permettendo, sarà anche il weekend dei trekking sull’Etna, su sentieri poco conosciuti; tra i noccioleti di Linguaglossa, nelle ville eleganti e inedite arrampicate sul vulcano. Sabato alle 10, torna la passeggiata di Etna N’geniusa al Cimitero Inglese, per ricordare fra suggestioni poetiche e musicali, una pagina cruciale della storia recente della città E domenica, col Circolo Etna Sud-Ovest, si scoprirà la Valle delle Muse, ad Adrano, dove si pensa che prendesse vita uno dei più importanti riti pagani degli antichi Siculi. Sempre ad Adrano, domenica alle 16 si torna al ponte dei Saraceni, lungo le sponde del fiume Simeto, uno dei monumenti più antichi e meglio conservati, simbolo della dominazione araba sulla città. E alle 10, con Sicilia Gaia, un trekking urbano porterà su fino a Trecastagni, alla scoperta di un suggestivo borgo in pietra lavica, tra lava, cinema e musica.

Palazzo Raciti ad Acireale

Acireale, un ritorno. Inserita quest’anno nel programma di Catania, non va assolutamente persa Acireale: qui aprono i due musei gioiello, quello dedicato alle uniformi (solo domenica) e l’altro sui carri del famoso Carnevale; poi San Benedetto, un trionfo dorato; la seicentesca San Biagio e il Santissimo Salvatore l’ex lazzaretto. E solo sabato al tramonto si potrà salire fino alla terrazza del Raciti Palace, passando prima sotto coloratissimi ombrelli: per una prospettiva del tutto inedita tra lava e mare.

RAGUSA E SCICLI

Cave Gonfalone

Ed eccoci a Ragusa e Scicli che insieme, lo scorso fine settimana, hanno superato le 2800 presenze: un bel successo e questo weekend sarà l’ultimo in programma (qui il programma di Ragusa). Non si deve perdere l’occasione per salire sul Treno del barocco per immergersi nella campagna iblea che in autunno è morbida come una carezza, tra carrubi, ulivi, muretti a secco, e qui vi faranno scoprire un ipogeo, piccolo ma veramente importante per le nicchie scavate nella roccia. Per chi invece vuole restare in città, nel capoluogo – oltre al cantiere di restauro del Teatro della Concordia e le cave Gonfalone, le intricate latomie, 15mila metri quadrati di cunicoli sotto la città – bisogna raggiungere Santa Maria delle Scale per scoprire gli affreschi medievali sopravvissuti al terremoto; ma non va persa anche Sant’Agata ai Cappuccini, piccina e segreta, ma nasconde una straordinaria pala d’altare e un trittico di Pietro Novelli chiamato a Ragusa dal vicerè Enriquez, conte di Modica. E dopo essersi immersi nei colori solari delle opere artigianali del Cinabro carrettieri – se sono piaciute tanto a Dolce e Gabbana, ci sarà un perché … -, perdetevi tra le affascinanti carte geografiche della collezione Zipelli, conservate al museo della Cattedrale di San Giovanni: un’immersione nel mondo fantasioso dei cartografi e dei viaggiatori che non aveva confini visibili.

San Matteo a Scicli

A Scicli bisogna attrezzarsi (qui il programma completo): fiato e scarpe da ginnastica per arrivare fino alla chiesa di San Matteo. Da quassù tutto sembra diverso, la chiesa protegge la cittadina barocca che al tramonto si tinge di rosa. E proprio al calar del sole vi offriranno un bicchiere di vino mentre inizierete la salita fino al campanile (solo sabato alle 18). Tra gli altri siti aperti – oltre all’elegante farmacia Cartia ormai museo di se stessa,  e all’imponente presepe della famiglia Caruso, 20 metri quadrati, popolati da oltre 100 personaggi di Vincenzo Velardita – raccomandiamo la prima mostra in assoluto dedicata a Bartolomeo Militello, pittore, disegnatore e decoratore vissuto tra il 1899 e il 1983: mano delicata e grande eleganza, lo si ritrova in palazzi e chiese di Scicli, Vittoria, ma anche Vizzini e Palazzolo Acreide. I suoi bozzetti, disegni e schizzi sono esposti per la prima volta al Museo del Costume e della cucina.

Chiafura a Scicli

Non dimenticate le case scavate nella roccia di Chiafura, abitate dalla povera gente fino agli anni Sessanta: di solito non si può accedere e questa è un’occasione da non perdere, come lo è anche quella di scendere i cento gradini della Grotta delle Cento Scale che conducono nella “pancia” del colle San Matteo, un antico passaggio che conduceva ad un polla di acqua dolce, necessaria in caso di assedio dei saraceni.

Per informazioni su luoghi, passeggiate ed esperienze del Festival, cliccare qui o telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Sciacca e Erice al gran finale con l’ultimo weekend

Alla scoperta dei mestieri del mare e dei set di Pietro Germi a Sciacca. Camminare tra giardini storici e mura puniche a Erice. Il terzo e ultimo weekend delle Vie dei Tesori apre chiese dimenticate, torrette militari, torri campanarie e laboratori antisismici

di Redazione

Se Sciacca riscopre il suo rapporto con il mare, Erice alza lo sguardo e sembra abbracciare il cielo. Profondamente diverse, ma uniche per carattere, tipologia e cultura, le due cittadine si preparano al loro terzo e ultimo weekend nelle Vie dei Tesori. Ecco Sciacca dove il festival è un vero successo che supera le tremila presenze (qui tutto il programma). E sono stati gli stessi saccensi a riversarsi alla chiesa del Carmine, scoprendo che nasconde una straordinaria cupola medievale, con le lunette a corredo, praticamente ad altezza d’uomo, vista la conformazione della chiesa moderna che nasconde l’antica, protetta da un commovente Cristo di legno: una scala ripida porta ai tetti, a pochi centimetri dalle campane, affacciato sulla città.

Chiesa dello Spasimo a Sciacca

Ma il luogo più visitato di Sciacca è stato di certo lo Spasimo riaperto dopo sessant’anni e di cui è stato appena annunciato il restauro con fondi europei da parte della Prefettura che custodisce anche cinque dipinti in passato della chiesa, tra i quali c’è anche “Lo Spasimo di Sicilia”, la copia di Antonello Crescenzio Il Panormita della tela di Raffaello esposta al Prado. La chiesa ospita la personale “Domus” di Franco Accursio Gulino, curata da Laura Anello e Anthony Bentivegna. Manca poco alla fine delle Vie dei Tesori  – da venerdì 15 e a domenica 17 ottobre con il supporto del Comune e con UniCredit come main sponsor, in contemporanea a Erice, Palermo, Catania, Cefalù, Ragusa e Scicli – quindi non c’è tempo da perdere: meglio salire sull’Ape car di Francesco e scoprire con lui i vicoli della Casbah o i murales disseminati ovunque.

Una delle grotte dell’antico granaio

Lasciatevi trasportare dalla delicata bellezza della Madonnuzza dove pregavano i marinai o dall’austera San Nicolò La Latina voluta dalla Contessa Giulietta nel 1110: è la chiesa più antica di Sciacca; oppure raggiungete le grotte dell’antico Caricatore, e fatevi mostrare le anfore dimenticate; a pochi passi, passate una mano sulla menta del moderno aromatario e aspirate: sentirete profumo di cioccolato.

Casa De Cicco

Cogliete una delle prime arance nel giardino segreto di Palazzo Borsellino o fatevi mostrare i presepi di cartapesta dei De Cicco; scoprirete che ogni ceramista ha il suo segno, il suo tocco, la sua scuola, i suoi colori, ogni bottega la sua particolarità. Conoscerle tutte sarà un’impresa, ma nel frattempo potreste scoprire come si lavora il corallo (la bottega Nocito è aperta solo sabato), come nasce uno scialle all’uncinetto. E se il mare lo permette, partecipate ad una battuta di pesca con le lampare, in piena notte: sarete voi e il mare.

Sciacca dal mare

Ma questo ultimo weekend saccense è anche ricco di passeggiate. Si comincia domani (venerdì 15 ottobre) alle 15, con il tour che porterà a confrontarsi con le maestranze del mare: i battitori d’asta, i cucitori di reti e i carpentieri navali e sarà possibile visitare un’azienda artigianale. Sabato alle 16,30, Vitalba Craparo farà scoprire quel mondo minuzioso, delicato e fantastico che è un laboratorio artigianale di corallo. Domenica alle 16 tocca finalmente all’attesissima passeggiata cinematografica, insieme a Vincenzo Raso dell’associazione Pietro Germi, il regista che qui girò “In nome della Legge” e “Sedotta e Abbandonata”. Sempre domenica alle 17,30, con Fabio Piazza si andrà alla scoperta dell’antico quartiere dei marinai, un suggestivo percorso di scorci e vedute da varie angolazioni del porto, scandito da una caratteristica scalinata a zig-zag. E alle 10, con Nicola D’Asaro di Italia Nostra, si raggiungerà la vallata sul versante Nord di San Calogero, ricca di vegetazione spontanea e testimonianze archeologiche.

ERICE, UN’EDIZIONE GIOIELLO

Quartiere Spagnolo

Visitare il Quartiere Spagnolo di Erice vuol dire entrare in una vera roccaforte militare aggrappata ad uno sperone roccioso, oggi trasformata in sala espositiva. Nacque come fortino destinato alla guarnigione dei soldati, ma non fu mai completato. Era il periodo del cosiddetto “diritto di posata”: gli ericini dovevano provvedere, autotassandosi, al sostentamento dei soldati che controllavano il territorio. Ospita oggi la sezione etnoantropologica del museo “Antonio Cordici” e la mostra “Arti e mestieri di una volta”. Esposte le opere di Vita Catalano al piano terra e di Lorenzo Di Vittorio al primo piano: è soltanto uno dei sette luoghi che si possono scoprire visitando Erice (qui il programma completo). che partecipa per la prima volta al festival Le Vie dei Tesori.

Casa Santa di Sales

In questo terzo e ultimo weekend – nei due precedenti nel borgo medievale si sono riversate alcune centinaia di visitatori – le visite, organizzate con la Pro Loco e le associazioni del luogo, con il supporto del Comune, porteranno sotto gli affreschi di Casa Santa Sales, l’ex ritiro spirituale settecentesco; ad ammirare l’Annunciazione del Gagini nella chiesa del Carmine, o le opere d’arte della Salerniana trapanese in prestito a San Pietro; e la Torretta Pepoli, nata “libera” ed eclettica, che divenne un circolo intellettuale attorno al conte Agostino Pepoli, illuminato intellettuale.

Giardino del Balio

E per chi fosse un appassionato di marchingegni scientifici, apre le porte la rete sismica “Alberto Gabriele”, creata da Antonino Zichichi come laboratorio di studi sui terremoti. Sabato alle 10 si potrà anche partecipare ad un tour storico nel Giardino del Balio, guidato da Salvatore Denaro. Il giardino è una vera scoperta con le sue aiuole circondate da folte siepi e la rigogliosa macchia mediterranea, tra pini, cipressi, frassini, mandorli e lecci. Sia sabato che domenica, alle 10,30 e alle 15, torna anche la passeggiata alle mura puniche, una vera opera di ingegneria militare a difesa della città.

Per tutti il programma completo del Festival cliccare qui. Per informazioni telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori sfiora 30mila visitatori nel secondo weekend

Ventimila a Palermo, testa a testa tra Santa Caterina e Palazzo Costantino. Segue Catania che supera i 3500 visitatori. Ottima performance per Sciacca. Poi Ragusa, Scicli tallonata da Cefalù, e Erice

di Redazione

Nel secondo weekend di ottobre delle Vie dei Tesori si sfiorano le trentamila presenze, almeno diecimila in più del fine settimana di debutto. I visitatori hanno ovviamente riempito Palermo, la “capitana”, che ha messo insieme 19.750 presenze che sommate alle 15mila del primo weekend portano a quasi trentacinque mila visitatori. Non sono numeri da rassegna pre-Covid – l’edizione del 2019 fu entusiasmante – ma sottolineano una sicura ripresa e una grande voglia di riprendersi spazi culturali e città.  E non solo a Palermo: Catania, funestata dal maltempo, ha messo insieme 3650 visitatori seguita, a sorpresa, da Sciacca che segna un’ottima performance da 1890 presenze; e ancora il Ragusano ne accoglie 2800 tra Ragusa e Scicli. Buona performances per Cefalù che, nonostante abbia praticamente dovuto rinunciare al sabato perché tutto il centro era chiuso per le riprese di “Indiana Jones 5”, ha messo lo stesso insieme 912 visitatori, mentre in 502 sono saliti fino a Erice. E ci si prepara al prossimo fine settimana, il terzo per Palermo e Catania, l’ultimo per Sciacca, Ragusa, Scicli, Erice e Cefalù.

Palazzo Costantino

Ed eccoci al dettaglio: a Palermo il trend del primo weekend ha retto, anche se qualche ora sotto la pioggia: restano ancora in vetta la Chiesa di Santa Caterina tra stucchi e marmi mischi (ma anche il monastero accanto è amatissimo): supera per pochi ingressi Palazzo Costantino con i suoi muri scrostati e lo stupefacente affresco superstite del Velasco. Sempre affascinante il percorso arabo normanno e San Giovanni degli Eremiti, e molta curiosità ha suscitato l’appena recuperato Palazzo Oneto. Al loro debutto questo weekend, sia le sorgenti del Gabriele che i serbatoi di San Ciro che, in maniera diversa, raccontano i percorsi degli acquedotti cittadini.

Stefania Blandeburgo interpreta Zia Mimmi a Villa Pottino

Sold out in poche ore le visite alla Banca d’Italia, ma sono soprattutto andati esauriti sia le teatralizzazioni – oltre alle visite guidate a Palazzo Alliata, sempre graditissime, Stefania Blandeburgo veste panni diversi, dalla dimessa Margheritina, moglie del poeta Peppe Schiera all’elegante zia Mimmi, ultima nobile signora di Villa Pottino: ovunque è stata applauditissima – che i concerti: quelli da camera con gli Amici della Musica tra le volute liberty di Villa Virginia, al recital pianistico di Floriana Franchina nei giardini della Zisa. E come sempre, sono state frequentate e sono state spesso esaurite, molte delle passeggiate guidate alla scoperta del centro storico.

Palazzo Scuderi Libertini

A Catania piacciono sempre i palazzi, ormai è cosa nota, e l’isola pedonale molto apprezzata dai catanesi, ha reso più comodo il transito per le vie del centro: e infatti ecco l’eleganza sontuosa di Palazzo Scuderi Libertini, gli arredi originali di Palazzo degli Elefanti, sede istituzionale del Comune e di palazzo Asmundo di Gisira, oggi trasformato in hotel di charme; il pubblico – che si è riversato anche all’enorme chiesa di San Nicolò l’Arena – ha dovuto rinunciare a diverse esperienze fuori porta, ma sono già tantissime le prenotazioni per il prossimo fine settimana.

Chiesa dello Spasimo a Sciacca

La vera sorpresa di questo weekend è stata comunque Sciacca: che ha contato addirittura 1890 visitatori che hanno sciamato per le vie della cittadina, dal lungomare al centro storico. Ma la parte del padrone l’ha fatta la chiesa dello Spasimo che da sola ha messo insieme  500 ingressi: lo spazio ritrovato dopo la chiusura di oltre sessant’anni, ha riscosso l’interesse e i ricordi degli stessi saccensi che hanno potuto ammirare le opere di Franco Accursio Gulino: la sua personale “Domus” ha avviato uno stretto colloquio con la chiesa slabbrata. Seguivano da presso i tetti del Carmine, con l’affaccio sulla città dal campanile, e l’inattesa parte  medievale della chiesa. Grande interesse per le case private: dalla residenza del medico De Cicco, affacciata sul porto, a palazzo Licata Borsellino con il suo giardino segreto.

Le Cave Gonfalone a Ragusa

Anche a Ragusa hanno funzionato i palazzi, un must di ogni anno: palazzo Arezzo di Trifiletti dove i visitatori – sono stati 1786 nei due giorni – sono entrati sulla scia dei racconti degli stessi proprietari; e il Circolo di Conversazione, con la sua aria affettuosamente retrò. Quest’anno la sorpresa era quella di Cave Gonfalone, la latomia scavata nel cuore della città, e tanto bambini hanno partecipato ai laboratori su Bruno Munari. In poco più di mille hanno raggiunto la Scicli barocca dove le grotte di Chiafura hanno sempre un fascino immenso; ma anche l’atmosfera antica della Farmacia Cartia, tra vasi, provette e albarelli, non ha mancato di far innamorare i visitatori. Ed eccoci alle due debuttanti: Cefalù di fatto, ha potuto contare solo sulla giornata di domenica, ma ha messo insieme un bellissimo successo da 912 presenze, soprattutto legate ai percorsi e ai siti arrampicati sulla Rocca. Erice ha aperto i suoi tesori: soprattutto tra la sontuosa bellezza di Casa Santa di Sales e l’intellettuale Torretta Pepoli, si sono raccolti oltre cinquecento visitatori.

Dagli affreschi ritrovati ai cimeli della guerra: il meglio del secondo weekend a Palermo

Si visita la caserma Ruggero Settimo diventata polo culturale dell’Esercito e apre la Banca d’Italia. Concerto speciale alla Zisa e visita teatralizzata a Villa Pottino. E ancora, il museo del costume, le vasche di San Ciro e le sorgenti. Narrazioni e cena etnica di Kirmal

di Redazione

La sorpresa è datata 2016: durante il restauro della caserma Ruggero Settimo, appaiono macchie sotto l’intonaco. Giungono i tecnici della Soprintendenza che con bisturi e pennelli, e tanta pazienza, iniziano a liberare una serie di affreschi seicenteschi. Un ritrovamento preziosissimo, sono le pitture parietali sulla vita di san Francesco che lo Zoppo di Ganci e Giuseppe Alvino detto il Sozzo dipinsero per il chiostro dell’ex convento dei Frati minimi (poi caserma di fanteria, in piazza San Francesco Di Paola 37), costruito nel 1518 insieme con la sua chiesa. E non è stata l’unica scoperta: nell’ex refettorio, diventato nel 1952 Teatro della Casa del Soldato, è comparso un altro importante ciclo di affreschi dedicato ai miracoli di Gesù.

Museo della Guerra alla Caserma Ruggero Settimo

Si potranno ammirare, grazie alla collaborazione tra Le Vie dei Tesori e l’Esercito. Che mette a disposizione anche per la prima volta in assoluto, il grande patrimonio di cimeli, dal Risorgimento ad oggi, delle associazioni combattentistiche e d’Arma. Quattro sale che traboccano di ricordi, materiali, documenti e armi dell’epoca, diari, lettere dal fronte, cambuse, uniformi, spade e anche gli ottoni dei Bersaglieri. Sarà una vera occasione anche per entrare a Palazzo Sclafani (piazza della Vittoria 44), vera reggia fortificata medievale dove si mostreranno dove era un tempo il Trionfo della morte, ora all’Abatellis. Aperti domani (sabato, dalle 15 alle 17,30) e domenica (dalle 10 alle 12,30). Oppure si potrà scoprire l’elegante e esclusivo Circolo Unificato (i palermitani lo conoscono come ex Circolo ufficiali, piazza Sant’Oliva 25, aperto domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18) che per un breve tempo ha persino ospitato un cinematografo.

Chiesa dello Spasimo a Sciacca

Sono soltanto due delle occasioni imperdibili di questo secondo weekend delle Vie dei Tesori, sempre con main sponsor Unicredit: il primo ha raccolto oltre 20mila visitatori, 15mila dei quali a Palermo che sabato e domenica apre le porte di moltissimi luoghi, organizza esperienze inedite e passeggiate d’autore. E lo stesso a Sciacca, dove si inaugura la personale “Domus” di Franco Accursio Gulino allo Spasimo ritrovato; a Erice, tra gli artigiani, a Catania che apre le grotte sotto la città, a Ragusa e Scicli tra teatri restaurati e cave sotterranee. Il set di “Indiana Jones 5” ferma gran parte degli itinerari a Cefalù, ma domenica si potrà recuperare. Si potrà raggiungere da Palermo le altre città con i bus navetta di Labisi: partenza domenica per Erice (10 ottobre), le prossime a Sciacca (17 ottobre) e Catania (24 ottobre). Qui per prenotare.

Banca d’Italia

Questo sarà quindi un weekend di scoperte (qui tutti i luoghi aperti a Palermo): a partire dagli interni liberty e dagli arredi di mano Ducrot della Banca d’Italia (via Cavour, aperta dalle 10 alle 17,20) che nel 1943 venne semidistrutta dai bombardamenti americani e si ritrovò un’ancora di diversi quintali catapultata sull’edificio dopo l’esplosione della nave portamunizioni Volta, ormeggiata al molo Piave. Per sole due ore (dalle 13,30 alle 15,30) si potrà entrare dietro le quinte del Teatro Massimo per imparare come lavorano scenografi e macchinisti su uno dei palcoscenici più grandi d’Europa; e dalle 10 alle 15,15 si scopriranno anche il foyer e i velluti della sala del Politeama. Occasione ghiotta per commuoversi dinanzi ai graffiti dei prigionieri della Santa Inquisizione nelle buie carceri dello Steri, e sarà ancora più emozionante perché avverrà in notturna, dalle 20 alle 22 (durante il giorno, dalle 10 alle 17,30 è disponibile il percorso abituale di visita). Tra i tesori dell’Ateneo, da non perdere alla visita al poco conosciuto museo delle scienze Margherita Hack (largo Mineo, solo dalle 9 alle 11,15)

Villino Florio

Aprono le porte alcuni luoghi cult, molto attesi: si passeggerà tra le volute del Villino Florio che apre anche il suo elegante giardino (viale Regina Margherita 38, solo dalle 10 alle 12,30); sarà possibile una vera immersione nel percorso arabo normanno: ecco infatti  la chiesa di San Giovanni degli Eremiti con il suo chiostro (via dei Benedettini), la Cuba (corso Calatafimi 100) sia domani che domenica dalle 10 alle 17,15, ma anche la Basilica della Magione con il suo chiostro (solo  domani, sabato, dalle 14 alle 16,30). Aprono le porte anche questo weekend i palazzi storici che lo scorso fine settimana sono stati assediati dai visitatori, ma si aggiunge anche Casa Massonica (piazzetta Speciale 9, domenica dalle 10 alle 17,30) con le sue stanze segrete note solo agli iscritti; la Real Casa dei Matti (via Gaetano La Loggia 5, dalle 10 alle 17,30); stessi orari per le antiche Fornaci (via Cardinale Rampolla 68) di nuovo visitabili: corrono sotto il quartiere della Fiera e saranno un’esperienza straordinaria. E così anche le Sorgenti del Gabriele (stradella Riserva Reale) e i serbatoi di San Ciro (via Ciaculli 5) diversamente legate all’acqua che approvvigiona la città (dalle 10 alle 17,30).

LE VIE DEI SAPORI

Kirmal al lavoro

Per le Cuoche combattenti un barattolo può essere simbolo di rinascita, una ricetta è un modo per alzarsi in piedi: ve lo racconteranno al Vivaio Ibervillea (via la Loggia 5) domenica dalle 10,30; con Kirmal (sei paesi, sei lingue, sei cucine, una sola narrazione) all’Ecomuseo si scopre che Palermo accogliente ha tante anime e di ognuna è pronta a raccontare: sabato e domenica alle 18,30; a San Martino delle Scale si produce ancora la birra dei monaci (sabato alle 11,30 e alle 16,30). Discorso a parte per Beer Bubbles, il festival internazionale delle birre artigianali, dal 22 al 24 ottobre a Villa Filippina: si possono già prenotare i sei laboratori e degustazioni orizzontali delle farmhouse beer, abbinamenti e lezioni di esperti come Kuaska, Andrea Camaschella e Simone Cantoni (qui tutte le visite con degustazione).

FANTASMI E NOTE

Villa Pottino

Far rivivere i fantasmi e le storie dei luoghi (qui per prenotare le visite teatralizzate): stavolta Stefania Blandeburgo interpreterà zia Mimmi, ovvero la marchesa Maria Concetta Giaconia, vedova del marchese Gaetano Pottino di Irosa, morta a 101 anni nel 2013 nella sua grande residenza di via Notarbartolo 28, dove ora la pronipote, Geraldina Piazza, ne recupera la storia (sabato dalle 11 alle 17, compresa la visita alla villa). Un tuffo nel ‘700 avverrà a Palazzo Alliata (piazza Bologni) dove, tra parrucche, scollature, nei e crinoline, si srotolerà una visita in costume (domenica dalle 17 alle 18,30). Domenica (alle 16) alla Zisa, il concerto imperdibile della pianista Floriana Franchina che ama suonare in luoghi abbastanza sui generis e stavolta ha deciso di portare il suo piano nell’antico Parco reale del sollazzo normanno. Concerti anche a Villa del Pigno, sede dell’Istituto per ciechi, con il pianista non vedente Leandro Martorana; e nella liberty Villa Virginia, con i recital da camera degli Amici della Musica, sabato dalle 16 alle 19 e domenica dalle 10 alle 19 (qui tutti i concerti). Senza dimenticare Anima Mundi, lo straordinario videomapping immersivo di Odd Agency all’Orto Botanico: ogni sera, dal giovedì alla domenica, dalle 19,20.

LE ESPERIENZE

I cancelli di Villa Tasca

Tempo permettendo, si potrà scoprire in barca, tra l’Arenella e l’Acquasanta, la Grotta della Regina e la Grotta del Ninfeo, e sulla famosa Lisca Bianca, il waterfront della città; domenica alle 10,30, si potrà partecipare a un progetto dell’Ecomuseo Memoria Viva dedicato al fiume Oreto, diventando per un giorno custodi del fiume e contribuendo a una scultura vivente e sonora. A Villa Tasca, domenica, si passeggia nel verde; a Villa Airoldi si prendono lezioni di golf, nel giardino romantico del Principe di Serradifalco (novità di quest’anno, appena riaperto in via Dante), ci si immerge nello yoga; ma si può anche scoprire un percorso esperienziale tra Mediterraneo e tropici al Gitto Garden, volare in Piper da Boccadifalco o raggiungere l’aeroporto Falcone e Borsellino per osservare decolli e atterraggi dalla terrazza dello scalo, aperta solo per il festival.

Ex Manifattura Tabacchi

All’ex Manifattura Tabacchi, mostra speciale di Ascosi Lasciti sui borghi fantasmi nell’isola; a Casa Professa ci si immerge tra paramenti e paliotti dei Gesuiti, al Museo del Costume, negli oltre 5000 abiti e divise della collezione Piraino; soltanto sabato sera si potrà salire sui tetti di Santa Caterina, e sabato mattina (dalle 10 alle 13), i docenti di Architettura ripercorreranno le famose lezioni del Basile ai suoi allievi, recuperando 34 gigantesche tavole didattiche ottocentesche. Infine, sabato alle 11 Vincenzo Vizzari aprirà la sua bottega dove da un quarto di secolo crea miniature di palazzi e monumenti in terracotta. Fuori porta, si visita la delicata Villa Filangeri a Santa Flavia e il borgo marinaro di Porticello dove scoprirete il lavoro dei mastri d’ascia che costruiscono le barche; e a San Mauro Castelverde bisognerà armarsi di coraggio per il percorso mozzafiato della zipline (qui per scegliere e prenotare le esperienze).

LE MOSTRE

L’atrio di Palazzo Abatellis

Solo per i visitatori delle Vie dei Tesori, al Museo Abatellis, all’Oratorio dei Bianchi e a Palazzo Mirto, i pezzi preziosi delle collezioni di Wunderkammer. E alla Fondazione Barbaro a Palazzo Trinacria, “Football No Limits”, il calcio raccontato dai migliori fotografi del mondo (qui per prenotare la visita alle mostre).

PASSEGGIATE

La vetta di Monte Catalfano

Condotte da botanici, guide naturalistiche, giornalisti, storici, appassionati, sono una delle anime più seguite del festival. Andare sulle orme dei Florio o tra le “balate” della Vucciria, attraversare via Libertà e via Roma, immergersi nel Cassaro di notte o dai Quattro Canti all’alba. Sono alcune suggestioni delle 17 passeggiate d’autore, sabato  e domenica. Tra le tante, i trekking tra zubbi e orchidee su Monte Catalfano, tra sorgenti e ruscelli nella Valle o al bosco di Ficuzza. Si segue il corso del fiume Papireto, i bambini potranno seguire MarEdù, sulle tracce di Gianni Rodari. Buongiorno Notte è ormai un gruppo rodato di avventurieri dell’alba: domenica si parte dal porticciolo di Sant’Erasmo, con Giovanni Mazzara. Tour d’autore con Michele Anselmi sulle tracce di Sciascia, con Maurizio Carta, sulla rigenerazione del waterfront della città. E con Ascosi Lasciti scoprirete e che anche il Palermitano ha il suo sito fantasma: Borgo Borzellino è avvolto da un fascino spettrale (qui le passeggiate).

PODCAST D’AUTORE

Podcast d’autore

“Ascolta un tesoro” è il mantra: soprattutto se ci si affida a undici accademici, storici dell’arte, direttori di musei, studiosi, scrittori che hanno accettato di raccontare il loro tesoro. Non solo notizie, ma anche segreti, aneddoti, curiosità, memorie: ascoltabili senza limiti, si possono acquistare qui.

CEFALU’

Cefalù e la sua Rocca

Soltanto quattro luoghi ma densi di storia e di storie (qui il programma completo). Meglio dedicarci la giornata di domenica perché domani Cefalù sarà pressoché off limits perché ospita ancora le riprese di “Indiana Jones 5”. Ma da domenica apriranno le porte: la chiesa della Santissima Trinità, alle pendici delle Rocca, con lo stranissimo pavimento in lumachella e l’altare donato da Renzo Piano; il museo Mandralisca, il Parco della Rocca, immerso in una rigogliosa vegetazione; e il sito archeologico che ospita i resti di una strada di epoca ellenistico-romana; due le esperienze, all’Officina artistica Roncisvalle, dedicata ai pupi; e Serra Guarneri, piccolo borgo di pietra vicino Sant’Ambrogio.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

Rispetto delle normative anti Covid-19: è stata istituita ovunque la prenotazione on line, non obbligatoria ma caldamente consigliata: per i luoghi basterà acquisire il coupon sul sito (o da Tecnica Sport, via Aquileia, 38, a Palermo) o nei due punti informazione in piazza Verdi e in piazza Bellini. Per passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon sempre sul sito o (senza la garanzia di trovare posto) sui luoghi di raduno. Tutto il sito, il portale e il sistema di vendita dei coupon delle Le Vie dei Tesori si deve a Kappaelle. Il progetto grafico è di Alessandro Fiore – Expagina.it. Per informazioni sul Festival telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18 o visitare il sito www.leviedeitesori.com.

Le Vie dei Tesori a Catania, Ragusa e Scicli: arriva il secondo weekend

Nella città etnea aprono i laboratori d’arte, si potrà entrare nelle grotte, assistere alla danza Butoh sui bastioni e scoprire la real farmacia del Regno delle Due Sicilie. A Ragusa e Scicli ci si dedica alle cave, alle chiesette rupestri e si sale sul treno del Barocco

di Redazione

A Catania sarà il fine settimana dei laboratori d’arte, delle passeggiate condotte dai ragazzi migranti, della danza Butoh e dei trekking sull’Etna. A Ragusa e Scicli si andrà all’indietro nel tempo, percorrendo cave sotto la città, indicando cappelle rupestri e chiese sconosciute, ma si potrà anche salire sul Treno del Barocco per scoprire un inedito ipogeo. Le tre città si preparano al loro secondo weekend di bellezza, al fianco di Palermo, Sciacca e le piccole Cefalù e Erice: insieme nel primo weekend di visite hanno superato le ventimila presenze, nonostante il tempo non proprio clemente.

 

CATANIA

L’atelier SoRu di Catania

Ed eccoci dunque al secondo finesettimana – sabato e domenica, 9 e 10 ottobre – , ai nuovi luoghi che aprono le porte, alle esperienze e passeggiate da gustare.  A partire da Catania (qui il programma completo) dove, programma alla mano, è facile immaginare il pubblico che sciama nei laboratori artigiani dalle cui mani nasceranno piccoli capolavori:  a partire da AnRi con il suo minuscolo giardino, il mondo di cartapesta e la mostra “Terra-Luna A/R” racconti in piccole scatole “arredate”; SoRu, dove si restaurano tutte le cose che hanno un’anima e c’è uno spazio per i più piccini dove domenica è previsto un laboratorio nel segno di Kandinsky.

“Roulette”, spettacolo di danza butoh

L’altra chicca è Tabaré, creative espace di 5 artiste e piccola galleria da ascoltare, visitando anche  la mostra fotografica “Pianeta Etna” della reporter internazione Maria Vittoria Trovato; resta invece chiusa l’ex fabbrica Ega colpita dal maltempo. Questa settimana (sabato alle 16)  si potranno percorrere i vicoli del centro con la guida di giovani migranti  che racconteranno come alcuni angoli della città siano profondamente affini a quelli dei loro Paesi di origine. Si potrà assistere (sabato alle 19) al Bastione degli Infetti, ad uno spettacolo di danza Butoh con Valeria Geremia: con Roulette sembrerà di galleggiare tra le ombre, con movimenti simili a sprazzi di luce.

Farmacia De Gaetani

Aprirà per la prima volta l’ex Real Farmacia del Regno delle due Sicilie, fondata nel 1794 da Salvatore De Gaetani, figlio dell’aromatario Domenico che faceva parte dei frati Riformati di Aci Catena: qui ci si muove tra scaffali, boccette, bilance e provette, e vi mostreranno un mortaio che pare provenga dalla testa di una statua del sovrano, “decapitata” per disprezzo. E alla Società Storica Catanese (che conoscono solo i cittadini e neanche tutti) si scoprirà la “stanza dei re” con documenti dal 1816 al dopoguerra i potrà scendere nelle cavità formate dalla lava sotto la città: della grotta dell’Amenano già si sapeva, ma quest’anno si aggiunge Grotta Petralia (visitabile solo domenica), un inatteso tunnel preistorico generato dal raffreddamento della lava. E apre sabato il palazzo centrale dell’Università dove da pochi giorni è esposto lo scheletro del più piccolo elefante nano mai esistito sulla Terra, presente fino a 500 mila anni fa.

Il Cimitero Inglese di Catania

Tempo permettendo, sarà anche il weekend dei trekking sull’Etna, su sentieri poco conosciuti; tra i noccioleti di Linguaglossa, nelle ville eleganti e inedite arrampicate sul vulcano. Sabato alle 10, è anche in programma con Etna N’geniusa un’inedita passeggiata al Cimitero Inglese, per ricordare fra suggestioni poetiche e musicali, una pagina cruciale della storia recente della città. Sia sabato che domenica, alle 16, invece, si potrà fare un salto fuori porta ad Adrano per scoprire il ponte dei Saraceni, lungo le sponde del fiume Simeto, uno dei monumenti più antichi e meglio conservati, simbolo della dominazione araba sulla città. Acireale, un ritorno. Inserita quest’anno nel programma di Catania, non va assolutamente persa Acireale: qui aprono i due musei gioiello, quello dedicato alle uniformi (solo domenica) e l’altro sui carri del famoso Carnevale; poi San Benedetto, un trionfo dorato; la seicentesca San Biagio e Santissimo Salvatore l’ex lazzaretto.

RAGUSA E SCICLI

Donnafugata

Basta salire sul Treno del barocco per rendersi conto della bellezza del famoso Ragusashire: e sarà anche una scoperta perché la linea da Ragusa raggiunge Donnafugata, nel cuore della campagna iblea, tra carrubi, ulivi, muretti a secco, e qui vi faranno scoprire un ipogeo, piccolo ma veramente importante per le nicchie scavate nella roccia (partenza sabato alle 10,30 e domenica alle 11 dalla stazione ferroviaria di Ragusa, qui per prenotare). È soltanto una delle tante particolarità di un programma tutto da scoprire che porta alla scoperta di Ragusa e Scicli: nel capoluogo (qui il programma completo), da non perdere l’esclusiva visita al cantiere del Teatro della Concordia, la sala costruita a fine Ottocento a spese delle quattordici famiglie più ricche della città (il nome si deve proprio a questa inedita collaborazione); ma poi è caduto nel più completo dimenticatoio, trasformato in cinema, acquistato dal Comune ma chiuso da anni. Adesso il recupero: soltanto durante il festival si può visitare il cantiere di restauro, e sono stati tanti i ragusani che ne hanno approfittato lo scorso fine settimana.

Le Cave Gonfalone a Ragusa

Ma Le Vie dei Tesori seguirà anche nelle cave Gonfalone, le intricate latomie, 15mila metri quadrati di cunicoli sotto la città: un percorso straordinario, inedito e assolutamente affascinante. Non si possono perdere il commovente retablo in pietra della chiesa di San Rocco, meno conosciuto di quello di San Giorgio, ma non per questo meno prezioso (che apre solo sabato e per la prima volta); gli affreschi medievali sopravvissuti di Santa Maria delle Scale; né la vista straordinaria su Ibla che si ottiene affacciandosi dal sagrato di Santa Lucia. E non dimenticate che al Cinabro carrettieri, scoprirete come due artigiani (Damiano Rotella e Biagio Castilletti) hanno intrigato stilisti internazionali come Dolce e Gabbana.

Museo del Costume

A Scicli (qui il programma) resterete veramente impressionati dall’imponente presepe della famiglia Caruso, 20 metri quadrati, popolati da oltre 100 personaggi, statuine alte 18 centimetri, realizzate dall’artista calatino Vincenzo Velardita: una vera immersione nel paesaggio ibleo, sì, ma tutto formato mignon. E sarà una scoperta inattesa anche il tratto delicato di Bartolomeo Militello, pittore, disegnatore e decoratore vissuto tra il 1899 e il 1983: sarà lui a decorare tra gli anni ’20  e gli anni ‘60 del Novecento, palazzi e chiese di Scicli, Vittoria, ma anche Vizzini e Palazzolo Acreide. I suoi bozzetti, disegni e schizzi di grandissima raffinatezza sono esposti per la prima volta al Museo del Costume e della cucina.

Chiafura a Scicli

Per il resto, questa edizione delle Vie dei Tesori a Scicli è tutta proiettata in verticale: si sale alle case scavate nella roccia di Chiafura, abitate dalla povera gente fino agli anni Sessanta, e si scendono i cento gradini della Grotta delle Cento Scale che conducono nella “pancia” del colle San Matteo, un antico passaggio che conduceva ad un polla di acqua dolce, necessaria in caso di assedio dei saraceni. E non dimenticate né la Madonna di Piedigrotta, ai piedi del Colle della Croce, di fronte al costone di Chiafura, con l’immagine della Madonna della Pietà scolpita in calcare dipinto, con il bordo scolpito a bassorilievo e popolato da puttini e simboli della Passione di Cristo. Sold out invece la passeggiata che conduce alla scoperta dei palazzi delle famiglie più abbienti della Scicli seicentesca, prima del terremoto.

Per informazioni su luoghi, passeggiate ed esperienze del Festival, cliccare qui o telefonare allo 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Le Vie dei Tesori News

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