Le Vie dei Tesori da record: 28mila visite nel weekend

Trapani guida la classifica tallonata da Siracusa, Caltanissetta e Messina. Il siracusano Castello Maniace raddoppia gli ingressi del primo fine settimana

di Redazione

Nuovo traguardo per Le Vie dei Tesori. Sono stati 28mila i visitatori che, nonostante il forte vento di scirocco, hanno preso d’assalto chiese, palazzi, ville e musei nel secondo weekend del festival. Un numero importante con cui si supera di gran lunga la perfomance dello scorso anno. Le dieci città, grandi e piccole, hanno schierato centosettanta luoghi aperti, le visite con degustazione esaurite e le passeggiate affollatissime.

Torre di San Michele a Trapani

Trapani tiene saldamente in pugno lo scettro di città più visitata, ma la sorpresa arriva dal secondo gradino del podio, affollato da Caltanissetta, Siracusa e Messina che si distanziano tra loro per numeri veramente minimi. Seguono, con ottime performance, Noto, Marsala e Sciacca. E tra i “borghi” più piccoli, Naro supera Sambuca ed Acireale. Il sito più visitato in assoluto è di nuovo castello Maniace, a Siracusa, ma stavolta raddoppia e di gran lunga, le 1100 presenze del primo weekend.

La tonnara Bonagia

Trapani continua dunque la sua corsa, anche se le visite alla Torre della Colombaia sono state rovinate dallo Scirocco che non ha permesso di raggiungere l’isoletta dove sorge il carcere e quindi programmate in altra data. In compenso, il pubblico continua ad affollare l’elegantissimo palazzo Milo Pappalardo con il suo balcone scolpito e la delicata sala della musica soppalcata; e chiostri e campanile di San Domenico con la vista mozzafiato sull’intera città (qui tutti i luoghi aperti a Trapani).

Lezioni di yoga nel Parco Landolina

Il terzetto di città che segue Trapani, agguerritissimo, è formato da Siracusa (qui tutti i luoghi) – dove oltre al castello Maniace, sono molto visitati la Cappella Sveva e l’ex Carcere vescovile; Caltanissetta (qui tutti i luoghi) dove le lunghissime code a serpentina sono continuate anche oltre l’orario di chiusura per Villa Testasecca che, nel suo ultimo weekend di visite, registra un numero enorme di visitatori, quasi tre volte più del gettonatissimo museo Averna; infine Messina (qui tutti i luoghi) dove il pubblico ha gradito molto Villa Maria che, nel suo unico fine settimana di apertura è riuscita a superare Forte San Salvatore, l’eterno vincitore da cui si vede tutto lo Stretto.

Passeggiata a Marsala

A Marsala, i visitatori hanno fatto la coda per affacciarsi dalla terrazza di Palazzo VII Aprile, percorrere il camminamento segreto della chiesa di Santo Stefano e visitare il Museo degli arazzi dove si continuano a svolgere visite guidate in contemporanea in lingue diverse (qui tutti i luoghi visitabili a Marsala).

Passeggiata nel quartiere ebraico di Sciacca

Sciacca e Noto guadagnano la palma di cittadine con il maggior numero di turisti stranieri. Nella prima (qui tutti i luoghi di Sciacca) continuano a piacere moltissimo Palazzo Lazzarini con il suo giardino segreto, e il campanile della chiesa di San Michele mentre a Noto (qui tutti i luoghi) il pubblico affolla i saloni sontuosi di palazzo Ducezio, sede del Comune e quelli di palazzo Nicolaci. Ma è su Palazzo Landolina la bella sorpresa dell’ultima ora: la Curia, vista l’enorme affluenza, ha deciso di aprire alle visite anche una sala preziosa del Museo di Arte Sacra con un tesoro di ostensori e paramenti, che si aggiunge al percorso del palazzo. Un bel regalo al festival.

Santa Caterina a Naro

Nell’Agrigentino, si è invertita la “disfida”, e Naro ha vinto su Sambuca: a Naro, dopo aver visitato il castello Chiaramontano, il pubblico è sciamato verso l’estrosa sacrestia dei monaci di San Francesco (qui tutti i luoghi di Naro), mentre a Sambuca (qui tutti i luoghi) la particolare Casa Amodeo ha superato persino Palazzo Planeta. Chiude Acireale dove i visitatori hanno scoperto l’inedito Palazzo Vescovile che ha vinto anche su incunaboli e cinquecentine, e sulle stampe di Guido Reni conservate alla biblioteca e pinacoteca Zelantea (qui tutti i luoghi di Acireale). Ovunque piene le “famose” passeggiate de Le Vie dei Tesori che hanno condotto alla scoperta di baluardi, quartieri ebraici, saline e piazzette dimenticate.

Infine, proseguiranno anche il prossimo weekend, i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Il progetto nasce con Labisi Eventi Vettore ufficiale (qui per scoprire tutte le partenze in programma). Domenica prossima si potranno raggiungere Trapani, Marsala, Sambuca e Siracusa. Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Le Vie dei Tesori, il meglio del secondo weekend

Dai campanili alle ville nobiliari, dagli ipogei alle antiche torri: riaprono i 170 luoghi sparsi nelle prime dieci città siciliane del festival

di Redazione

Il “popolo” de Le Vie dei Tesori si prepara a rimettersi in moto, armato di mappe e smartphone, in vista del secondo weekend del festival, da domani a domenica. Dopo il successo del primo fine settimana, con 18mila visite complessive, riaprono i 170 luoghi sparsi nelle prime dieci città siciliane: Messina, Caltanissetta, Trapani, Marsala, Sambuca, Sciacca, Naro, Acireale, Siracusa e Noto.

Tonnara San Giuliano a Trapani

Partendo dalla Sicilia occidentale, Trapani è di sicuro la città (finora) più gettonata, anche se è tallonata strettamente da Caltanissetta. La torre della Colombaia (qui per prenotare la visita) resta il luogo più amato, anche per il piccolo tragitto in barca che si fa per raggiungerla, ma la città apre in tutto 25 luoghi (logistica dell’associazione Agorà, qui tutti i siti visitabili), tra cui la poco conosciuta Biblioteca Fardelliana, un patrimonio da 170mila volumi, tra incunaboli, manoscritti medievali e stampe del Piranesi; fuori dai circuiti turistici, ecco la chiesa di san Francesco, con le sue tre cupole, una più grande e due più piccine; Palazzo D’Alì dove fu girata la “Piovra” e la Tonnara San Giuliano. La passeggiata domenica condurrà alla scoperta in bus delle saline di Nubia (qui per prenotare) e non dimenticate gli appuntamenti per bambini.

La chiesa del Purgatorio di Marsala

Passiamo a Marsala: 21 siti per un exploit da manuale (logistica dell’associazione Nonovento, qui tutti i luoghi visitabili) che conduce dritto dritto alla scoperta (anche per i marsalesi) dell’Ipogeo di Crispia Salvia, in cui ci si trova immersi tra i melograni dipinti; delle Latomie dei Niccolini (le sepolture dei primi cristiani); e dell’affresco della Madonna Orante a Santa Maria dell’Itria. La passeggiata (domenica) permetterà di immergersi tra baluardi e monasteri del XV secolo (qui per prenotare). Per Marsala e Trapani valgono gli stessi coupon.

Torre campanaria di San Michele a Sciacca

Anche per Sciacca, Naro e Sambuca, valgono gli stessi coupon, un’occasione unica per scoprire le tre cittadine dell’Agrigentino. Sciacca, più turistica ma con luoghi inediti, Naro e Sambuca, piccoli gioielli da scoprire. A Sciacca (qui tutti i luoghi visitabili), per esempio, c’è un antichissimo Archivio di Stato che racconta la storia della comunità ebraica e conduce quasi per mano alla passeggiata di domenica che invece farà riemergere la Giudecca (qui per prenotare). Poi le Grotte del Caricatore collegate da cunicoli o il Convento delle Giummarre che ricordano sì un castello medievale, ma con “intrusioni” barocche. E medievale è anche la San Nicolò La Latina, al chiesa più antica di Sciacca.

Fonte battesimale nella chiesa di San Nicolò a Naro

Naro è di certo il borgo più inatteso, e qui si è messa in gioco l’intera comunità. I siti aprono sabato e domenica (qui tutti i luoghi): si parte dall’interno cinquecentesco della Madonna del Carmelo e si arriva all’ex Collegio dei Gesuiti con il fonte battesimale tardo gotico; e non dimenticate di visitare Sant’Agostino: vi troverete dinanzi la copia della facciata di San Giovanni in Laterano, mentre al Museo Civico voluto da Bruno Caruso (cittadino onorario di Naro) ci sono nove incisioni originali di Goya e Rembrandt. Sambuca non si lascia superare di certo: eccola schierare 13 siti (sempre sabato e domenica, qui tutti i luoghi), da particolarissima Casa Amodeo con tanto di rifugio antiaereo alla Chiesa del Carmine con una commovente Madonna dell’Udienza di Antonello Gagini, nascosta per tanti anni nell’intercapedine di un forno. Soltanto per il festival si salirà la scala elicoidale della chiesa del Purgatorio, mentre a Palazzo Panitteri c’è un bella collezione archeologica.

Villa Grazia a Caltanissetta

Caltanissetta è agguerrita, e lo è tanto, con l’aiuto sul campo di Creative Spaces (qui tutti i luoghi aperti): qui si sono viste le prime code di cittadini (soprattutto) per visitare Villa Testasecca che riapre le porte soltanto per questo weekend. E che si potrà anche visitare in maniera inedita partecipando alla degustazione Planeta, già sold out, prevista per sabato dalle 19. Tra gli altri siti da segnalare, Villa Grazia (che l’anno scorso fece un boom di visitatori) l’ex Palazzo delle Poste con gli affreschi fascisti di Morici, la cappella di San Giuseppe dentro il Museo Diocesano, e Palazzo Benintende che vanta una bella storia comunitaria visto che è stato recuperato grazie all’impegno di tutti i suoi condomini. Ritorna anche la visita allo stabilimento Averna dove da un elisir “cappuccino” nacque l’amaro della Real Casa, donato ai visitatori in formato mignon.

Interni di Villa Maria a Messina

Ancora due weekend per scoprire le quattro città della Sicilia orientale: partendo da Messina, toccando Acireale, arrivando a Siracusa e chiudendo a Noto. A Messina (qui tutti i luoghi) i siti più visitati sono sempre il Forte San Salvatore, seguito dal Sacrario Cristo Re e Torre Ottagona, ma noi vi proponiamo un tour alla scoperta delle residenze private: non dovete assolutamente perdere la delicatissima Villa Maria (o tenuta Roberto) che domina i laghetti di Ganzirri: sarà disponibile solo questo weekend (sabato e domenica) e solo su prenotazione (qui per prenotare). Tra gli altri siti, non dimenticate l’eclettica Villa Stefania (ultima possibilità di visita, questo fine settimana, sabato e domenica) e l’esclusivo Circolo della Borsa di villa Rodriguez con i decori anni ’20 (ultimo weekend, poi solo domenica 29). La passeggiata del festival, invece, condurrà domenica sulle tracce devote alla Madonna lungo chiese e cappelle (qui per prenotare).

Palazzo vescovile di Acireale

Da Messina ad Acireale, la scoperta continua: la cittadina delle 40 chiese e delle 100 campane è al suo debutto nel festival, e già nello scorso weekend si è data da fare, con l’aiuto logistico dell’associazione Sajamastra (qui tutti i siti). Tra gli 11 luoghi aperti – e oltre al palazzo vescovile, visitabile sabato e domenica – ecco Santa Venera, chiusa da trent’anni, o ‘a chiesa di fimmini (Santa Maria delle Grazie) che è una piccola Cappella Sistina con affreschi straordinari; la chiesa del Collegio domenicano dell’Arcangelo Raffaele detto allora “Ritiro delle donzelle oneste”: bellissima e pressoché sconosciuta. E la delicata San Biagio che apre eccezionalmente lo spettacolare chiostro ricco di affreschi pagati dalle famiglie acesi del tempo. Le passeggiate portano alla scoperta delle “chiazzette” della Timpa e della cittadina secentesca

Castello Maniace

Eccoci a Siracusa, dove Castello Maniace con le sue 1100 presenze è stato il sito più visitato del primo weekend di festival (qui tutti i luoghi). Sabato e domenica si rinnoverà la visita in notturna (dalle 18 alle 20) alla chiesa di Santa Lucia alla Badia che custodisce la tela di Caravaggio, “Il seppellimento di Santa Lucia”. Ma tra i siti da scoprire, di certo c’è Villa Reimann (solo di mattina dalle 10 alle 13) con il suo parco immenso, le piante esotiche e la necropoli; la bizantina San Pietro Apostolo dove scoprirete tracce di antichi affreschi (solo domenica); e santa Maria della Concezione che ha riaperto dopo il restauro, con il suo bel portale quattrocentesco. Visite a Palazzo Greco, sede dell’Inda, e la cripta di San Marciano. Chi vuole cercare un attimo di benessere dentro di sé, non deve perdere la lezione di yoga nel parco di Villa Landolina (sabato dalle 16 alle 18 e domenica dalle 9 alle 11), anticipazione del Siracusa yoga Festival, mentre le due passeggiate condurranno alla scoperta delle dimore private e della penisola Maddalena.

Santa Maria di Gesù a Noto

Infine, Noto, anch’essa al debutto, ma che già nel primo weekend ha portato a casa numeri altissimi, con veramente tanti visitatori stranieri che sciamano tra palazzi nobiliari e conventi di clausura (qui tutti i luoghi). Se volete lasciare il centro storico – ma prima visitate l’antica Matrice, Santa Maria dell’Arco con la sua facciata a colonne tortili o il convento di santa Chiara per trovare una Madonna gaginiana – raggiungete nella parte alta la chiesa del santissimo Crocifisso che nasconde una meravigliosa Madonna della Neve, anch’essa attribuita al Gagini, e la cappella rosa e celeste dei Landolina; o Sant’Agata con la vicina l’ex caserma Cassonello che ospita il particolare museo “I mecenati del Barocco” che racconta il periodo della ricostruzione dopo il terremoto del 1693, ad opera delle famiglie più importanti della città: è la nascita della Noto che scopriamo oggi.

Novità di quest’anno, inoltre, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Il progetto nasce con Labisi Eventi Vettore ufficiale (qui per scoprire tutte le partenze in programma). Questa domenica si potranno raggiungere Messina, Acireale, Caltanissetta, Naro e Sciacca. Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Le Vie dei Tesori svelano le bellezze di Naro

La “Fulgentissima” amata da Federico II, Naro è un susseguirsi di chiese, monasteri, castelli, in un intreccio di storie, culture e religioni di cui è simbolo la chiesa Madre, un tempo moschea. Tutti luoghi visitabili durante il festival Le Vie dei Tesori, al suo debutto nel borgo agrigentino (qui tutti i dodici siti aperti), che si svolgerà ancora per i prossimi due weekend (sabato e domenica), fino al 29 settembre. Nel 1200 Naro era tutta raccolta in una cinta fortificata su cui si aprivano sette porte. Ne è rimasta in piedi solo una, la Porta d’Oro, esempio di un piccolo gioiello medievale che poi si srotola nel barocco. Il nome attuale potrebbe derivare dal greco naròn (liquido, corrente) dal fenicio nahar (fiamma), dall’arabo nahar (fiume).

Un borgo tutto da scoprire, che soltanto questa domenica si potrà visitare partendo comodamente in pullman da Palermo, con rientro in serata (qui per prenotare il pullman). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti sul festival Le Vie dei Tesori, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Calici e tesori, al via le visite con degustazione di vini

Appuntamenti al Sacrario Cristo Re e al Forte Gonzaga di Messina, a Sambuca nelle sale di Palazzo Planeta e nella terrazza di Palazzo Arezzo di Targia con la splendida vista sul Duomo di Siracusa. Già sold out Villa Testasecca a Caltanissetta

di Redazione

Profumo di storia e di buon vino con Le Vie dei Tesori. Cominciano dal prossimo weekend le visite guidate con degustazione nelle prime città del festival. Un vero e proprio viaggio dei sensi che inizierà con la visita a un monumento e si concluderà con la degustazione di vini Planeta condotta da un esperto, per apprezzare tutte le sfumature del calice che si sta bevendo. È il progetto “Planeta e i Tesori” che si ripete dopo il successo della scorsa edizione.

Sacrario del Cristo Re a Messina

È già sold out la visita con degustazione a Caltanissetta di sabato 21 settembre, nell’elegante Villa Testasecca, la dimora del “signore dello zolfo” che nel primo weekend è stata letteralmente presa d’assalto da cittadini e turisti. Ma chi si trova a Messina può già prenotare la visita al Sacrario Cristo Re (qui per prenotare), in programma sabato 21 settembre alle 19. Ispirato alla Basilica di Superga di Filippo Juvarra, fu realizzato nel 1937. Da lì potrete ammirare uno straordinario panorama su Messina e anche la torre ottagonale merlata che faceva parte delle fortificazioni medievali a protezione della città. Sempre a Messina, ma il sabato successivo, 28 settembre alle 19, la visita con degustazione si svolgerà nel Forte Gonzaga (qui per prenotare), bastione costruito a partire dal 1540 sulla collina di Montepiselli, che difendeva l’accesso meridionale, pur rimanendo esterno alla possente cinta di mura.

Palazzo Planeta a Sambuca

Da non perdere, poi, sabato 28 settembre, sempre alle 19, la visita con degustazione a Palazzo Planeta, a Sambuca di Sicilia, condotta dagli stessi proprietari (qui per prenotare). L’antica dimora dei Baroni di Santa Cecilia non è una semplice casa, ma un complesso ingranaggio di memorabilia, ricordi, lettere, costumi, uniformi. Gli originali “granai” posti al primo piano della settecentesca fabbrica sono stati recuperati e trasformati in un’elegante dimora privata. In alcuni vani si conservano pezzi cari a monsignor Diego Planeta, arcivescovo di Brindisi e ultimo presidente dell’Apostolica Legazia, nata al tempo dei Normanni.

Terrazza di Palazzo Arezzo di Targia a Siracusa

Infine, venerdì 27 settembre alle 21, una degustazione nella terrazza più bella di Siracusa, a Palazzo Arezzo di Targia (qui per prenotare), da cui vi sembrerà di poter toccare lo splendido Duomo nel cuore di Ortigia. Il palazzo, sopravvissuto ai bombardamenti della Seconda Guerra mondiale e in alcune sue parti ricostruito fedelmente negli anni Cinquanta del secolo scorso, è un luogo magico, e racconta una storia altrettanto bella. Quella di due professionisti che trent’anni fa decisero di scommettere su Ortigia quando la città era abbandonata e trascurata. Adesso Giuseppe Piccione e Concetta Grillo, Pucci e Cochita per gli amici, i padroni di casa, hanno fatto della loro casa – e della loro terrazza – un ritrovo di ospiti illustri, artisti e intellettuali.

Novità di quest’anno, inoltre, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival (queste le partenze in programma nel prossimo weekend). Il progetto nasce con Labisi Eventi Vettore ufficiale (qui per scoprire tutte le partenze in programma). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Le Vie dei Tesori, 18mila visite nel primo weekend

Aperti 170 luoghi in dieci città siciliane. Trapani e Caltanissetta sul podio per numero di partecipanti, segue Siracusa e la bella sorpresa di Noto

di Redazione

Chiese, palazzi, musei, giardini, torri e campanili presi d’assalto. Curiosità e tanta voglia di scoprire i patrimoni nascosti delle città. Le Vie dei Tesori archivia il suo primo weekend, toccando i 18mila partecipanti in dieci città, con punte veramente alte a Trapani e Caltanissetta, segue Siracusa e a brevissimo, la bella sorpresa di Noto. Tra i “borghi” più piccoli, Sambuca (aperta solo sabato e domenica) supera Acireale e la vicina Naro. Il sito più visitato in assoluto è stato il castello Maniace di Siracusa con 1100 presenze.

La Torre della Colombaia a Trapani

E visto che l’anno scorso era stata la performance a sorpresa migliore, anche quest’anno Trapani non si è smentita (qui tutti i luoghi visitabili): eccola infatti sistemarsi su questo podio provvisorio con i visitatori che per tutti i tre giorni di festival sono sciamati tra i suoi 25 siti, preferendo la Torre della Colombaia (ma non è una novità, l’ex carcere anche l’anno scorso è stato tra i preferiti, ci si arriva solo in barca e su prenotazione) ma anche l’elegantissimo palazzo Milo Pappalardo con il suo balcone scolpito e la delicata sala della musica soppalcata; e chiostri e campanile di San Domenico con la vista mozzafiato sull’intera città.

Il Museo degli Arazzi di Marsala

Poco lontano, Marsala per questo suo debutto nel festival ha un’ottima performance (qui tutti i luoghi visitabili). I visitatori ovviamente hanno fatto la coda per salire sul campanile del Carmine, inaugurato dopo decenni di chiusura, alla presenza del vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero, ma hanno preferito in assoluto visitare il Museo archeologico Lilibeo con le due navi punica e romana; la chiesa di Santo Stefano con il camminamento segreto e – nessuno ci avrebbe mai scommesso – il Museo degli arazzi dove, ad un certo punto della giornata, si sono svolte in contemporanea tre visite guidate in altrettante lingue, italiano, francese e fiammingo.

Code a Villa Testasecca a Caltanissetta

Caltanissetta non si smentisce (qui tutti i luoghi aperti): un flusso inesauribile di visitatori che si è messo in coda ordinata – e lunghissima – per entrare per la prima volta in assoluto nella residenza del “signore delle zolfare” Villa Testasecca (che sarà aperta ancora soltanto nel prossimo weekend): tra i visitatori, il sindaco, il prefetto e il soprintendente di Caltanissetta, accolti dai padroni di casa, la famiglia Benza; ma code lunghe anche per visitare il museo e lo stabilimento di produzione Averna dove sono stati svelati i segreti dell’amaro dei monaci (che tutti hanno portato con sé in bottigliette mignon).

Palazzo Lazzarini a Sciacca

Nell’Agrigentino, Sambuca vince su Naro. Hanno aperto le porte 12 siti nell’elegante e turistica Sciacca (qui tutti i luoghi) dove ha avuto un vero exploit Palazzo Lazzarini con il suo giardino segreto, e il campanile della chiesa di San Michele, che probabilmente nasceva da una torre a difesa delle scorribande dei pirati. A Sambuca (qui tutti i luoghi) i visitatori hanno preferito di gran lunga la Chiesa Madre restituita alla cittadina dopo cinquant’anni dal terremoto del Belice, mentre a Naro (qui tutti i luoghi) il pubblico è rimasto affascinato dall’estrosa sacrestia dei monaci di San Francesco, e dal vicino convento, oggi sede del Comune, dove è anche la biblioteca Feliciana: e qui ha riscosso grande interesse i codici miniati e la Bibbia poliglotta del ‘600.

Castello Maniace

Siracusa accoglie il sito più visitato in assoluto, il bellissimo Castello Maniace e gli altri venti seguono abbastanza compatti (qui tutti i luoghi); è una bella sorpresa Noto dove il pubblico è sciamato affettuoso tra i saloni sontuosi di Palazzo Nicolaci e quelli di palazzo Ducezio, sede del Comune (qui tutti i luoghi). Ad Acireale vince di gran lunga la biblioteca e pinacoteca Zelantea, tra incunaboli e antiche stampe di Guido Reni, il sorprendente e inedito palazzo Vescovile è al terzo posto (qui tutti i luoghi). Messina conferma la scelta degli altri anni: i più visitati sono sempre Forte San Salvatore, eterno vincitore da cui si vede tutto lo Stretto, seguito dal Sacrario Cristo Re e Torre Ottagona (qui tutti i luoghi).

Biblioteca Feliciana a Naro

La tredicesima edizione del festival appena iniziata, proseguirà per i prossimi due weekend, fino al 29 settembre, in un percorso che mette insieme capoluoghi, città d’arte ma anche piccoli borghi che aspettano soltanto di essere scoperti. Dopo le prime dieci città, nel primo fine settimana di ottobre partirà – per cinque weekend, fino a domenica 3 novembre – la grande kermesse di Palermo con 170 luoghi, in contemporanea il festival aprirà 50 luoghi a Catania e, per tre weekend, anche i siti barocchi di Ragusa, Modica e Scicli.

Novità di quest’anno, inoltre, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Il progetto nasce con Labisi Eventi Vettore ufficiale (qui per scoprire tutte le partenze in programma). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Marsala riabbraccia il campanile del Carmine

Era chiusa da decenni, adesso potrà essere ammirata da cittadini e turisti. In occasione del festival Le Vie dei Tesori, è stata aperta la torre campanaria del Carmine a Marsala. Alla cerimonia d’inaugurazione ha partecipato anche il vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero (ve ne abbiamo parlato qui). Ciceroni sono i ragazzi dell’associazione “Nonovento”, un gruppo di giovani che ha deciso di scommettere sulla promozione della città. “Speriamo che per primi i marsalesi riscoprano la loro città – spiega Sara Parrinello di Nonovento – , per questo motivo abbiamo cercato di aprire luoghi poco noti o chiusi da tempo. sarà una bellissima sorpresa per tutti”.

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Le Vie dei Tesori al via con le prime dieci città

Da Trapani a Siracusa, passando per Marsala, Sambuca, Naro, Sciacca e Caltanissetta, fino a Messina, Acireale e Noto

di Redazione

Sarà una disfida di luoghi. Tra 69 chiese, 8 ville, 4 castelli, 16 palazzi, 4 torri, una prefettura e una ex capitaneria, oltre ad un numero imprecisato di campanili, monasteri, ipogei, sacrari, santuari, antiche carceri e torri di guardia, fortini e musei. Una singolar tenzone a colpi di bellezza, e siamo solo all’inizio. Perché mai come quest’anno Le Vie dei Tesori apre le porte di luoghi spalmati su tutta l’Isola.

Visite alla Cattedrale di Palermo

Il festival – nato a Palermo, dove ad ogni edizione la città si trasforma in un unico museo diffuso – quest’anno si allarga infatti a quindici città, grandi e piccole: i primi tre weekend, da domani (venerdì 13 settembre) a domenica 29 settembre, coinvolgeranno Messina, Caltanissetta, Trapani e Marsala, Sambuca, Sciacca e Naro, Acireale, Siracusa e Noto. Il 4 ottobre Le Vie dei Tesori si trasferirà invece a Palermo e Catania (5 weekend) e tra il barocco del Ragusano (3 weekend). A Palermo saranno proposti 170 tra luoghi da visitare ed esperienze inedite, Catania ne schiera altri 50.

La torre della Colombaia a Trapani

A questo punto possiamo soltanto dividere la Sicilia in due, occidentale ed orientale. Per la la prima, si parte da quello che l’anno scorso è stato il luogo più gettonato di Trapani, che aderisce al festival per il secondo anno di seguito, ovvero la torre della Colombaia, visitabile solo su prenotazione (qui per prenotare la visita). Perché Trapani ci ha preso gusto: e dopo i numeri strabilianti dello scorso anno – un debutto da oltre 15mila visitatori – ha messo insieme 25 luoghi, a cui si sommano 7 passeggiate d’autore alla scoperta della città e dei dintorni, e un inedito festival Kids per i più piccoli (qui tutti i luoghi visitabili e gli appuntamenti). Ci si potrà arrampicare sul campanile di San Domenico, scoprire i balconcini di stucco dell’Immacolatella, entrare dopo anni a Santa Maria del Gesù per la Madonnina invetriata di Andrea della Robbia.

Il Complesso del Carmine di Marsala

Passiamo a Marsala (qui tutti i luoghi visitabili): qui sarà protagonista la scala elicoidale del campanile del Carmine dove si potrà salire solo due persone alla volta. Inaugurata domani (venerdì 13) alle 16 dal vescovo Domenico Mogavero, sarà la star di 21 siti (4 su prenotazione che potete scoprire cliccando qui), per la più british delle città siciliane. Dalla chiesa Madre, al museo Lilibeo – con le navi punica e romana – alle Latomie dei Niccolini (le sepolture dei primi cristiani); da scoprire l’affresco della Madonna Orante a Santa Maria dell’Itria, o i melograni affrescati dell’ipogeo di Crispia Salvia. Senza dimenticare che Garibaldi sbarcò qui con i suoi Mille (e Marsala gli dedica un museo privato). Anche qui sono previste passeggiate, per Marsala e Trapani valgono gli stessi coupon.

Torre campanaria di San Michele a Sciacca

Nell’Agrigentino la rete si formerà tra Sciacca, Naro e Sambuca, dove i coupon sono validi per le tre città: 12 luoghi per Sciacca (qui per scoprirli tutti), dove bisogna lasciarsi guidare dai cinque sensi: perché si guarda, si tocca. Per scoprire che c’è palazzo Lazzarini con tanto di giardino segreto; la chiesa più antica della città, San Nicolò La Latina; il Castello dei nobili Peralta, la chiesa di Santa Margherita dove il pavimento veniva lavato con il Moscato. Vicino vicino ecco il borgo più inatteso, Naro con quel suo barocco che ha una storia a sé: 12 siti (aprono il sabato e la domenica, qui l’elenco di tutti i siti vistabili) a partire da Santa Maria del Gesù con il crocifisso di Frate Umile da Petralia, che si dice sia stato fatto dagli angeli; Santa Caterina che in epoca medievale era affrescata da Cecco da Naro, lo stesso del soffitto palermitano dello Steri; san Francesco con la sacrestia colma di armadi estrosi. E non dimenticate che nella Biblioteca Feliciana è conservata una rarissima Bibbia poliglotta in otto lingue.

L’interno della Chiesa Madre di Sambuca

Sambuca non si lascia superare di certo: eccola schierare 13 siti (sempre sabato e domenica, qui tutti i luoghi aperti), dalla Chiesa Madre restituita alla città, dopo il disastro del terremoto, alla Madonna dell’Udienza di Antonello Gagini, nascosta per tanti anni nell’intercapedine di un forno: oggi è alla chiesa del Carmine. I saloni nobiliari di Palazzo Planeta o Santa Caterina, dove si sente il profumo delle “minne di vergini”, create qui. E soltanto per il festival si salirà la scala elicoidale della chiesa del Purgatorio, o si ricorderà il fortino dimenticato dell’Ulmo che emerge dal lago.

Villa Testasecca a Caltanissetta

Caltanissetta chiude questo primo cerchio e partecipa per la terza volta (qui tutti i luoghi). Qui si parte dal complesso di santa Maria degli Angeli che racchiude sia il cimitero che la chiesa, mai aperta dopo il restauro. Addossati al castello di Pietrarossa, i loculi e le cappelle gentilizie sono spettacolari. Aprono le porte Palazzo delle Poste e la Casa del Mutilato, e il Palazzo della Provincia con splendidi affreschi. L’anno scorso si è scoperta Villa Grazia, quest’anno si aggiunge la bellissima Villa Testasecca, il regno del “signore delle zolfare”; aprono il Seminario e la chiesa di san Francesco dove troverete un Borremans, Palazzo Benintende è tornato vivo grazie ai  condomini. Ritorna anche la visita allo stabilimento Averna dove da un elisir “cappuccino” nacque l’amaro della Real Casa, donato ai visitatori in formato mignon.

Interni di Villa Maria a Messina

Il viaggio continua nella Sicilia orientale, partendo da Messina, toccando Acireale, arrivando a Siracusa e chiudendo a Noto. Partiamo da Messina, alla sua terza partecipazione a Le Vie dei Tesori: 26 luoghi in corsa (qui per scoprirli tutti), rispetto all’edizione allo scorso anno, ci sono meno chiese – ma apre i battenti quel gioiello medievale che è San Tommaso Il Vecchio, che per anni fu utilizzata come forno – e più musei e collezioni d’arte. Tra queste, la Gamm, la Galleria d’arte Moderna provinciale che custodisce Fontana, Casorati, Boetti o Guttuso; o l’ex rifugio antiaereo che ospita il Museo del ‘900. E aprirà per un solo giorno, il MuMe con i due Caravaggio e i due Antonello. Ma la vera sorpresa è sul mare perché nell’ultimo weekend sarà visitabile la Prefettura con il suo salone che sembra vagare a pelo d’acqua. E poi il Comune e le ville liberty.

Palazzo vescovile di Acireale

Da Messina ad Acireale, il viaggio continua: la cittadina delle 40 chiese e delle 100 campane è al suo debutto nel festival, apre 11 luoghi (qui per scoprirli tutti) e per l’occasione permetterà le visite a quel gioiello sconosciuto che è il palazzo vescovile, che apre i battenti per la prima volta. Visite anche alla Collegiata di San Sebastiano con il Museo del Tesoro con preziosi ostensori e paramenti; Santa Venera, chiusa da trent’anni, o ‘a chiesa di fimmini (Santa Maria delle Grazie) che è una piccola Cappella Sistina con affreschi straordinari. Serrata per tantissimi anni anche la chiesa del Collegio domenicano dell’Arcangelo Raffaele detto allora “Ritiro delle donzelle oneste”: bellissima e pressoché sconosciuta. La Biblioteca Zelantea metterà in mostra per la prima volta il Liber Rubeus, la raccolta dei diritti concessi alla città nel corso dei secoli, colmo di meravigliose miniature.

Chiesa di Santa Lucia alla Badia a Siracusa

Eccoci a Siracusa, che rinnova il suo impegno con Le Vie dei Tesori per il terzo anno con 21 luoghi (qui per scoprirli tutti): e stavolta la sorpresa arriverà in notturna visto che si potrà visitare la sera la chiesa di Santa Lucia alla Badia che custodisce la commovente tela di Caravaggio, “Il seppellimento di Santa Lucia”. Tra gli altri siti, ecco il Carmine, San Filippo Apostolo o san Filippo Neri con quel suo pavimento che pare un merletto: tutte hanno dovuto fare i conti con la ricostruzione. O, nell’antica Giudecca, ecco la Cappella Sveva nel Palazzo Arcivescovile. Poi il Consorzio Plemmirio che difende l’ambiente o il Teatro Comunale che GiovanBattista Basile, già scottato dalle traversie per il Teatro Massimo di Palermo, non volle costruire; e l’ottocentesca Capitaneria di Porto, normalmente chiusa al pubblico. Sono anche previste sei lezioni di yoga in luoghi storici – piazza d’armi di Castello Maniace, giardino di Villa Landolina e il Ginnasio romano – , anticipazione del Siracusa yoga Festival.

Palazzo Ducezio a Noto

Questa prima tranche di festival si chiuderà a Noto che per questo suo debutto apre 13 luoghi (qui l’elenco completo). Qui si può andare in cerca di Madonnine: quella Bianca o della Neve, attribuita al Gagini, nella chiesa del Santissimo Crocifisso dove è anche la cappella rosa e celeste dei Landolina; o la Madonna col Bambino dei palermitani Giovanni e Paolo de Battista della Badia Nuova, ma bisogna spingersi fino a Santa Chiara per trovare un’altra Madonna gaginiana. Poi, i nobili palazzi, simbolo di un tempo in cui la cittadina era meta di re e principi: da Palazzo Ducezio al neoclassico Palazzo Landolina di Sant’Alfano alla residenza dei principi Nicolaci di Villadorata, o a Palazzo Trigona che per metà appartiene ancora all’ultima marchesa di Canicarao.

Contrada Ulmo a Sambuca

Inoltre, Trapani, Marsala, Sambuca e Sciacca, Acireale, Siracusa e Messina organizzano le (ormai) famose passeggiate de Le Vie dei Tesori, guidate da esperti del territorio. Dalle saline di Trapani alla Marsala della dominazione spagnola alla Sciacca della comunità ebraica, sui passi di miti e Madonne a Messina, alla ricerca del Caravaggio a Siracusa, nelle Chiazzette laviche di Acireale, solo per citarne alcune. Speciali visite guidate in luoghi di grande fascino: sabato 21 settembre alle 19 a Villa Testasecca a Caltanissetta e al Sacrario Cristo Re a Messina, venerdì 27 a Palazzo Arezzo Targia (fuori programma) a Siracusa, sabato 28 a Palazzo Planeta, a Sambuca e a Castel Gonzaga, a Messina. Si chiude con una degustazione di vini Planeta.

Infine, una delle principali novità di quest’anno: scoprire veramente la Sicilia, un unico museo diffuso; ma comodamente, in pullman, con gite giornaliere da Palermo. Si potrà percorrere da un capo all’altro l’Isola. Il progetto nasce con Labisi Eventi Vettore ufficiale (qui per scoprire tutte le partenze in programma).  Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Nuova luce su vita e morte degli antichi siciliani

Un progetto multidisciplinare ricostruisce la storia e le malattie delle popolazioni dell’Isola, attraverso l’ispezione dei loro resti. Coinvolti ricercatori dell’ateneo lituano di Vilnius, di quelli britannici di Oxford e Cranfield, insieme a quelli dell’Ibam-Cnr di Catania

di Redazione

Ricostruire la storia e le malattie degli antichi siciliani attraverso l’ispezione dei loro resti, diagnosticare eventuali condizioni patologiche che abbiano lasciato segni inequivocabili sulle ossa, analizzarne lo stress fisiologico correlandoli alle strategie di sussistenza. Nasce con questi obiettivi il progetto “Salute e malattia in Sicilia”, che coinvolge i ricercatori di tre atenei europei – quello lituano di Vilnius, e quelli britannici di Oxford e Cranfield – che, insieme a quelli dell’Ibam-Cnr di Catania, affronteranno lo studio dei resti riferibili a vari contesti cimiteriali che coprono un periodo compreso tra il Neolitico e la prima Età Moderna.

Dario Piombino-Mascali

Il progetto ha previsto una prima fase di selezione dei materiali e di standardizzazione dei protocolli, una seconda fase di formazione dei ricercatori, per poi passare a una fase operativa, grazie alla cooperazione di numerose istituzioni regionali che hanno reso disponibili i preziosi reperti. “Abbiamo già completato lo studio di due ampie necropoli – dice il coordinatore siciliano dello studio paleopatologico, Dario Piombino-Mascali, che è anche docente di antropologia forense all’ateneo di Messina – e stiamo per iniziare un’ulteriore missione insieme con vari dottorandi e giovani ricercatori estremamente competenti e motivati. Dopo aver schedato i materiali, i dati verranno elaborati attraverso un software specifico che permette di ottenere un indice di salute e valutare attraverso il tempo la presenza di stress biologico e di specifiche malattie tra i campioni in esame”.

Massimo Cultraro

Il progetto non si limita però a valutare le condizioni che afflissero le popolazioni antiche. “Infatti – continua l’antropologo forense Nicholas Marquez-Grant dell’Università di Cranfield – stiamo procedendo anche a indagini chimiche minimamente invasive, attraverso lo studio degli isotopi stabili”. Si tratta di una tecnica biogeochimica che consente, tra l’altro, di ricostruire la dieta, ma anche per identificare periodi di stress fisiologico nelle ossa. “Si tratta di un progetto senza precedenti – osserva Massimo Cultraro, archeologo e primo ricercatore dell’Istituto per i beni archeologici e monumentali di Catania – che ci permetterà di acquisire una banca dati e delle statistiche attraverso lo studio del materiale scheletrico proveniente da diversi contesti siciliani, dalla preistoria alle soglie dell’Età Moderna, senza limiti territoriali né culturali”.

Chiesa di Santa Maria Valle di Josaphat

Nell’ambito del progetto, la Soprintendenza dei Beni culturali di Catania, guidata dall’archeologa Rosalba Panvini, ha promosso lo studio paleopatologico dei resti umani pertinenti alla necropoli della chiesa medievale di Santa Maria della Valle di Josafath, nota anche come chiesa della Gangia. Le indagini sono state coordinate dall’archeologa Laura Maniscalco, dirigente della sezione archeologica dell’ente regionale, che nel 2009 aveva supervisionato lo scavo studiandone i reperti. Dopo una prima valutazione dei dati storici, gli antropologi hanno investigato i resti, affiancati dagli archeologi dell’associazione Siciliantica di Paternò. I reperti, suddivisi in 56 casse, e pertinenti a tutti i sessi e a diverse età, hanno rivelato, tra l’altro, la presenza di osteoartrosi, a volte particolarmente grave, la frequenza di malattie metaboliche rappresentate da porosità delle ossa, e un numero di traumi, tanto guariti che inferti in prossimità del decesso, rappresentando, per uno dei soggetti, la probabile causa di morte.

La fase di studio successiva, programmata per il prossimo gennaio, prevede l’analisi degli isotopi stabili da campioni ossei o dentari per ricostruire la dieta e la provenienza di questo interessante gruppo umano, presumibilmente di origine normanna.

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Le ville liberty di Messina svelano i loro segreti

Antiche residenze private aprono i cancelli in occasione del festival Le Vie dei Tesori che torna nella città dello Stretto dopo il successo dello scorso anno

di Redazione

Dimore aristocratiche incorniciate da rigogliosi giardini, arricchite da eleganti decori e arredi d’epoca. Le ville liberty di Messina aprono i loro cancelli per mostrarsi in tutta la loro raffinatezza grazie al festival Le Vie dei Tesori, che torna per la terza volta consecutiva nella città dello Stretto (in contemporanea con altre città siciliane) nei weekend dal 13 al 29 settembre, tutti i venerdì, sabato e domenica.

Circolo della Borsa

Sarà un’occasione per rivivere la Messina liberty già apprezzata nella scorsa edizione, segnata dal successo delle oltre 14mila visite complessive nei luoghi aperti della città. Quest’anno si può cominciare da Villa Rodriguez dove si trova il Circolo della Borsa (qui per acquistare il coupon), tra i più antichi club d’Europa, che ospitò sovrani italiani e stranieri. Fu fondato nel 1805 da mercanti stranieri e imprenditori dell’aristocrazia peloritana. Solo di recente la sede è stata trasferita negli eleganti ambienti, già appartenuti alla famiglia De Natale e quindi adesso Rodriguez. I decori dell’edificio si rifanno al repertorio floreale, in un progetto architettonico firmato dall’ingegner Guido Viola, che lo realizzò negli anni Venti del secolo scorso.

Villa Cianciafara

Dal Circolo della Borsa a Villa Cianciafara (qui per acquistare il coupon), dove si ritrovano i nobili arredi di un tempo e lo stile del fotografo Filippo Cianciafara, cugino di Giuseppe Tomasi e di Lucio Piccolo. La dimora, che custodisce preziosi arredi, venne edificata alla fine del Settecento su un preesistente edificio medievale. Originariamente doveva essere destinata alla produzione agricola, con il caseggiato padronale circondato dalle case coloniche, il lavatoio, il palmento e il frantoio, il magazzino per il vino e il forno, la cappella, i giardini, il pergolato e, infine – defilati nei pressi dell’orto – la stalla e il fienile.

Villa De Pasquale

Tappa obbligata, ancora, a Villa De Pasquale, che rappresenta uno spaccato dell’imprenditoria illuminata siciliana (qui per acquistare il coupon). Dopo decenni di abbandono, l’eclettica villa di Contesse è finalmente tornata fruibile grazie a un restauro della Soprintendenza. Qui visse l’imprenditore e collezionista Eugenio De Pasquale, soprannominato il “maragià” per la sua estrosità. La sua ditta, fondata nel 1818, lavorava agrumi e gelsomini da cui traeva essenze e profumi, che si intuiscono dagli antichi impianti di estrazione.

Villa Stefania

Ci si potrà sposare, poi, a Villa Stefania, dimora estiva della famiglia Roberto (qui per acquistare il coupon). Fu realizzata nella prima metà del Novecento dall’architetto messinese Camillo Puglisi Allegra, noto per essere autore anche della Camera di Commercio e della Galleria Vittorio Emanuele. Viene conosciuta dalla gente del posto anche come Villa Alfè per le iniziali dei pronipoti di Stefania Filiberto, la nobildonna alla quale il marito Federico Roberto fece dedicare la dimora. La villa, in stile eclettico, è posta in cima a un poggio ricco di vegetazione. Dalla sua terrazza si gode di un panorama incantevole che spazia dal golfo di Milazzo alle isole Eolie.

Villa Maria

Infine, unica visita su prenotazione, aprirà i suoi saloni anche Villa Maria (qui per prenotare la visita), una delle più prestigiose della riviera messinese. La residenza, che domina lo Stretto e i laghi di Ganzirri, prende il nome dalla moglie del proprietario Santi Roberto, imprenditore che possedeva una fiorente attività di produzione e commercio di essenze delicate e molto costose. Ottocentesca, dopo i danni causati dal terremoto del 1908, venne ristrutturata in pieni anni Trenta. Oggi è una scoperta deliziosa: da ammirare per comprendere la vita quotidiana di una famiglia altoborghese tra i due conflitti mondiali.

Novità di quest’anno, inoltre, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Messina, potrà farlo domenica 22 settembre (qui per prenotare il pullman). Sarà l’occasione per visitare alcuni dei 26 luoghi aperti in città per questa edizione del festival (qui tutti i siti visitabili). Per informazioni sul festival a Messina visitare la pagina https://leviedeitesori.com/messina/. Per prenotare il pullman da Palermo a Messina cliccare qui. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Risplendono i mosaici della Villa romana di Gerace

L’attività di restauro nel sito archeologico di Enna è consistita nella pulizia dell’intera zona e nella realizzazione di percorsi di visita e supporti didattici

di Redazione

Un altro tesoro archeologico della Sicilia pronto a farsi ammirare. Con l’installazione della copertura si sono conclusi i lavori di sistemazione della Villa romana di contrada Gerace a Enna. L’attività di restauro conservativo dei mosaici – già messi in luce nelle campagne di scavo precedenti – è consistita nella pulizia dell’intera zona e nella realizzazione di percorsi di visita e supporti didattici. I lavori sono stati finanziati dalla Regione Siciliana.

Il mosaico del frigidario

I lavori e l’attività archeologica a Villa Gerace rientra tra le campane di ricerca, scavo, messa in sicurezza e miglioramento della fruizione nei siti archeologici minori dell’Isola. Questo primo impegno della Regione, pari a cinquecentomila euro, ha finora riguardato, oltre a Gerace, altri sette cantieri nelle province di Palermo (Complesso di età medievale di San Giovanni degli Eremiti); Catania (pulitura dei mosaici, ripristino, restauro e messa in sicurezza della Villa romana con le Terme di contrada Castellitto); Agrigento (necropoli di “Monte Mpisu” e area di “Monte Castello” dove le strutture del castello medievale si sono impiantate su strati preistorici e greci); Trapani (a Pantelleria scavo, rilievo e studio di Mursia, il villaggio preistorico costituito da capanne e con la necropoli costituita dai Sesi); Ragusa (Villa romana di Giarratana, del III secolo dopo Cristo); Messina (scavi archeologici nel sito della necropoli greca dell’antica Mylai, a Milazzo).

Villa romana di Gerace

La Villa romana di contrada Gerace, scoperta nel 1994, si trova a circa quindici chilometri dalla Villa del Casale di Piazza Armerina. Inizialmente furono riportate alla luce cinque stanze e due corridoi. Si tratta del corpo centrale di un complesso edificio dotato di un peristilio circondato da ambienti abitativi, un locale absidato con tratti pavimentati a mosaico, un corridoio, sale per banchetti e cucine. Successive ricerche hanno consentito di stabilire che l’area di interesse archeologico è di circa tre ettari, sui quali insistono almeno dodici costruzioni e tra queste i resti di un edificio termale che domina il complesso, con mosaici pavimentali e marmi policromi di almeno quindici tipi diversi, tutti di provenienza estera.

Uno degli ambienti della villa

Costruita intorno al IV secolo dopo Cristo, secondo alcuni archeologi la villa edificata tra il 361 e il 363 sarebbe appartenuta a tale Philippianus della famiglia romana dei Filippiani. L’identificazione del proprietario è stata possibile grazie allo scavo e al ritrovamento dei pavimenti a mosaico policromi. La gamma di colori utilizzati è molto varia: nero, grigio, rosso, verde, rosa, bianco e le composizioni sono di pregevole fattura arricchiti da iscrizioni latine.

La villa, fin dal 2013, vede la presenza dell’università canadese di Vancouver, con una missione diretta dal professore Roger Wilson. Quest’anno, la delegazione composta da quindici studenti ha effettuato scavi e rilievi in convenzione con la soprintendenza ai Beni culturali di Enna. In particolare sono stati portati alla luce due locali delle terme con pregevoli testimonianze che arricchiscono le conoscenze sulla villa e ci raccontano la Sicilia centrale all’epoca del Tardo impero, l’economia del latifondo e un’attività legata all’allevamento dei cavalli.

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