Al via Borghi dei Tesori On Air, weekend a Giuliana e Sant’Angelo Muxaro

Un weekend di dirette su Instagram con Le Vie dei Tesori e le Malìa Vibes per raccontare il patrimonio nascosto dei due piccoli centri, tra monumenti, artigiani, cibo e tradizioni

di Redazione

Si scoprirà che dalla “buca della salvezza” del castello di Giuliana parte un cunicolo che arriva fino a valle, che veniva usato in caso di assedio; e che nella “tomba del principe” di Sant’Angelo Muxaro c’è un vero letto funebre rialzato. Parte il tour delle Vie dei Tesori alla scoperta degli antichi borghi siciliani: una carovana di comunicatori, antropologi ed esperti di digitale che “invaderanno” i paesi e ne racconteranno storie e personaggi.

Le Malìa Vibes

Con loro le Malìa Vibes, che condurranno due dirette per portare i follower alla ricerca della Sicilia più autentica: Marta e Giulia – le due giovani appassionate di Palermo diventate ambasciatrici della Sicilia con Le Vie de Tesori – partecipano ai Borghi dei Tesori On Air, un progetto nuovo e bello, nato con i Comuni e le associazioni del luogo, che renderà più vicini piccoli centri carichi di storia, dove il vivere lento e vicino alla natura è diventato sinonimo di qualità esistenziale e riscoperta delle proprie origini, attraverso tradizioni, cibo, artigianalità.

Il castello di Giuliana

Sono borghi cresciuti all’ombra di castelli, arrampicati su una rocca, in riva ad un lago; spesso nascondono un cuore medievale intatto o conservano piccole aree archeologiche importantissime. Ognuno è un tesoro da scoprire. Sabato 8 maggio alle 12 in diretta sul canale Instagram de Le Vie dei Tesori (questo il link), con #invasionidigitali come partner, le Malìa Vibes saranno accolte da dame in costume e guardie e visiteranno il castello di Giuliana. Che, come ogni maniero che si rispetti, possiede ovviamente il suo spettro: l’Infantalinora, il fantasma di Eleonora d’Aragona, che morì proprio tra queste mura nel 1405, e che secondo la tradizione è a guardia di un tesoro nascosto. Spettri a parte, ecco che le Malìa Vibes si incammineranno verso il borgo, per incontrare artigiani dalle mani antiche, chi lavora la ceramica, chi ricama su antichi telai, chi impasta tabische e pani tradizionali. Un borgo in festa pronto ad accogliere le Vie dei Tesori.

La Tomba del Principe a Sant’Angelo Muxaro

Domenica 9 maggio, un nuovo appuntamento: sempre alle 12 la carovana arriva a Sant’ Angelo Muxaro, l’antica città dei leggendari, sicani che intreccia la sua storia a quella di Dedalo, in fuga dal re Minosse. Qui si potranno scoprire le antichissime tombe protostoriche a tholos, tipiche della cultura micenea: tra le altre, l’enorme Tomba del Principe, la più grande della Sicilia con la sua doppia camera a cupola e un letto funebre rialzato. In questa necropoli furono ritrovati molti oggetti in oro, di fattura squisita, tra cui una bellissima patera oggi esposta al British Museum. Anche a Sant’Angelo Muxaro, borgo antichissimo inerpicato su un costone di roccia, le Malìa Vibes, accompagnate dal local insider Pierfilippo Spoto, andranno alla scoperta delle storie che animano vicoli e piazzette.

Annunciata la chiusura del Festivalflorio di Favignana

Botta e risposta tra il direttore artistico della manifestazione, Giuseppe Scorzelli, e il sindaco Francesco Forgione

di Ruggero Altavilla

L’ottava edizione era in programma, dopo la sosta forzata dell’anno scorso, dal 13 al 20 giugno, con tanti musicisti e ospiti internazionali, tra cui Oliver Stone. Adesso, il direttore artistico del Festivalflorio di Favignana, Giuseppe Scorzelli, ha annunciato la chiusura definitiva della manifestazione. “Proprio ora che finalmente si parlava di greenpass, ora che il governo aveva riaperto alla possibilità di concerti all’aperto ed al chiuso, ora che soprattutto nel centro-nord Italia molte stagioni e festival sono ripartite, – fa sapere Scorzelli in una nota – dover rinunciare suona come una dolorosa beffa. Ad oggi a quattro settimane dalla data di inizio non esiste una delibera, una lettera intestata, un foglio del Comune di Favignana su Festivalflorio”.

La tonnara di Favignana

“Nel novembre 2020 e di nuovo nel gennaio 2021 – aggiunge il direttore artistico – protocollammo il progetto con costi, ospiti, date, scadenze, previsioni di visibilità: 3 pagine in estrema chiarezza, che temo nessuno abbia mai letto. Da allora tante ore al telefono, tante chat, tanti messaggi con il Comune: correggere, migliorare, invitare ulteriori artisti, poi improvvisamente ridurre, tagliare, cancellare per non disturbare gli altri festival, poi di nuovo reinserire, rilanciare, come fossimo sull’ottovolante. Abbiamo bruciato così mesi e mesi di lavoro di staff, di contatti, di approcci con artisti quasi inarrivabili per le finanze a disposizione, mettendo in gioco la mia credibilità di 20 anni di direttore artistico in Italia. Tutto questo lavoro sulla promessa di qualcosa di scritto che presto sarebbe arrivato”.

Favignana

Alla nota di Scorzelli, ha subito risposto il sindaco di Favignana, Francesco Forgione, chiedendo al direttore artistico di “riformulare la proposta e il piano dei costi della manifestazione, sulla base del programma reso pubblico, diverso dalla proposta iniziale di gennaio presentata al Comune di Favignana – Isole Egadi”. Forgione ha sottolineato che “la richiesta era finalizzata alla predisposizione della delibera di giunta con la quale sostenere finanziariamente il Festival per la parte di competenza del Comune. Come risposta abbiamo ricevuto un post su Facebook che annuncia la cancellazione della manifestazione”.

L’ex stabilimento Florio

“Abbiamo atteso l’approvazione del bilancio, almeno da parte della giunta, visto che non amministriamo fondi privati ma fondi pubblici dei cittadini – aggiunge il primo cittadino di Favignana – . Le incertezze istituzionali causate da numerosi decreti governativi e regionali dettati dalla pandemia hanno spinto quasi tutti gli enti a rinviare prudenzialmente le manifestazioni pubbliche. Così come la situazione amministrativa dei comuni ha portato il governo a prorogare fino al prossimo 30 maggio il termine per l’approvazione dei bilanci comunali. Anche il Comune di Favignana – Isole Egadi è tra questi. Tuttavia ho sollecitato la documentazione per deliberare il sostegno al Festival che non può comunque prescindere dalle norme della Pubblica amministrazione”.

Dai templi all’arte contemporanea: sinergia tra Selinunte e Gibellina

Firmato un accordo tra il Parco archeologico, la Fondazione Orestiadi e il Comune per rilanciare beni culturali, turismo sostenibile e promozione del territorio

di Redazione

Dal rilancio dell’archeologia al contemporaneo, da un’area antica a una città-museo en plein air, un filo rosso legherà linguaggi temporalmente diversi nell’unica direttrice dell’arte e della cultura. È la strada che è stata tracciata a partire da Selinunte dove è stato sottoscritto un accordo di valorizzazione tra il Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, la Fondazione Orestiadi, con il suo museo che custodisce tantissime opere, e il Comune di Gibellina, dove si trova il Cretto di Alberto Burri, e oltre 50 installazioni e sculture a cielo aperto, e il Mac, Museo di Arte contemporanea “Ludovico Corrao” che a breve riaprirà i battenti.

Selinunte

L’accordo, sottoscritto alla presenza dell’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà, durerà cinque anni e prevede diverse azioni per la valorizzazione delle opere d’arte esistenti, siano essi i templi e i reperti provenienti dagli scavi – Selinunte è tra le più estese aree archeologiche del Mediterraneo – o le opere contemporanee. Fra le iniziative più immediate, – fanno sapere dalla Regione – una residenza d’artista che sarà avviata già quest’estate a Selinunte e che metterà in dialogo le differenti realtà culturali del territorio. La previsione è di realizzare iniziative condivise tra enti e istituzioni, in nome di un unico progetto che ha come obiettivo la salvaguardia del territorio nel suo complesso, puntando sulla messa a sistema degli strumenti e delle competenze, con un’attenzione specifica ai beni culturali, al turismo sostenibile, allo sviluppo locale e alla promozione della conoscenza.

Il Mac

Il territorio di Gibellina è un unico grande centro espositivo dalle mille sfaccettature: dal progetto d’arte contemporanea intitolato al senatore Ludovico Corrao – di cui si attende la riapertura in estate – al Museo delle Trame Mediterranee della Fondazione Orestiadi. Un museo en plein air che possiede magnifici esempi di bellezza e di arte come strumento sociale di rinascita: dal Sistema delle piazze di Franco Purini e Laura Thermes al Labirinto di Nino Franchina, da “La freccia indica l’ombra di una freccia” di Emilio Isgrò, al Contrappunto di Fausto Melotti, ai mosaici con maioliche di Carla Accardi alla Montagna di sale di Mimmo Paladino, solo per citarne alcuni, come è impossibile ricordare le migliaia di opere d’arte nei due musei; una ricchezza enorme conservata nello spazio di pochi chilometri quadrati, per la quale si sta pensando ad itinerari turistico-culturali che la colleghino ai siti di Selinunte e Mazara del Vallo.

Il Teatro di Consagra a Gibellina

“Un territorio culturalmente fertile e ricco di testimonianze che spaziano dagli insediamenti preistorici della Sicilia fino all’arte contemporanea, con espressioni di grandissimo pregio, che ha deciso di mettersi in relazione ponendo le basi per un grande polo culturale che, sono certo, – dichiara l’assessore Alberto Samonà – crea le premesse per un progetto di grande rilancio culturale e turistico della Sicilia occidentale”.

Il Tempio E di Selinunte

Il direttore del Parco archeologico di Selinunte, Bernardo Agrò, guarda intanto alla riapertura con il progetto “Oltre il recinto – Grande Selinunte” che apre il Parco al territorio: “Entriamo in connessione con il Comune di Castelvetrano e con realtà come Gibellina. Si crea così un filo rosso che unisce l’antico al contemporaneo, dove le rovine dell’antichità ammirate e testimoniate dai grandi viaggiatori del passato dialogano con le rovine moderne del Cretto. Il ritrovato Museo di arte contemporanea verrà promosso nei rinati spazi di Triscina dove saranno realizzate mostre temporanee di arte ed architettura contemporanea con possibilità di residenze d’artista.

Ruderi di Gibellina

Per il sindaco di Gibellina Salvatore Sutera e l’assessore alla Cultura Tanino Bonifacio “con questo protocollo d’intesa, la città di Gibellina diventa protagonista di un grande e importante progetto culturale e turistico che offre la possibilità di vivere profondamente l’identità molteplice di questa parte di Sicilia. Al nostro visitatore offriremo un viaggio intrigante e incantato che andrà dall’arte antica a quella contemporanea, alla ricerca di una comune fonte di bellezza”.

La sede della Fondazione Orestiadi

“I reperti della cultura e della storia di Selinunte e le opere dell’arte contemporanea di Gibellina – precisa Lillo Pumilia, presidente della Fondazione Orestiadi – nel rapporto di scambio organico sancito dalla convenzione tra il Parco, l’amministrazione comunale e la Fondazione Orestiadi, creano le condizioni per un’offerta culturale che può dare ulteriore valore al Belice e costituire la premessa per un’azione di crescita complessiva del territorio. L’interesse e la sollecitazione dell’assessore regionale ai beni culturali costituisce la garanzia di un interesse della Regione sulla cultura come volano essenziale di sviluppo del territorio”.

Pianoforti d’epoca per ricordare Napoleone e Manzoni

A duecento anni dalla scomparsa del generale francese, si apre la “Biblioteca” della piattaforma “Stanze Italiane” con un concerto di Costantino Mastroprimiano registrato nell’atelier di Ugo Casiglia

di Redazione

Si apre un nuovo spazio, la “Biblioteca”, nelle Stanze italiane, la nuova piattaforma web ideata dal direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, Fabio Finotti, a poche settimane dall’insediamento nella prestigiosa sede su Park Avenue. L’occasione è data dai duecento anni dalla morte di Napoleone, il 5 maggio 1821 e dall’anniversario della famosa ode scritta nel luglio dello stesso anno da Alessandro Manzoni. Il primo pannello della Biblioteca – illustrata con uno scatto fotografico della Biblioteca di Casa Leopardi a Recanati nelle Marche, gentilmente concessa dalla famiglia – sarà quindi dedicato a questa ricorrenza con i primi tre contributi inediti che saranno pubblicati il 5 maggio.

Ugo Casiglia e Costantino Mastroprimiano

Ci sarà anche un pezzettino di Sicilia: alla riflessione sull’aspetto storico e letterario curato da Luca Badini Confalonieri, ordinario di letteratura italiana all’Università di Torino e studioso di Manzoni  (ha curato l’edizione critica dei Promessi Sposi nel 2006) si affianca un approfondimento legato al rapporto fra Napoleone e il mondo musicale. Il pianista Costantino Mastroprimiano e il cembalaro Ugo Casiglia, introdurranno all’arte del recupero e restauro delle tastiere storiche su cui vengono eseguiti repertori coevi. Alle 21 (ora italiana, sono le 15 di New York) Costantino Mastroprimiano sarà il protagonista di un concerto sempre su stanzeitaliane.it, sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dell’Istituto Italiano di Cultura di New York: brani di epoca napoleonica nasceranno da due tastiere di età napoleonica conservate nell’atelier di Ugo Casiglia a Cinisi: si tratta di un fortepiano Schanz del 1825 e un fortepiano Brodman del 1805.

Il laboratorio di Ugo Casiglia

Il pianoforte fu lo strumento preferito tanto della vita concertistica di quegli anni, quanto dell’intrattenimento salottiero, rispondendo ai gusti della borghesia in ascesa come ai circoli vicini a Bonaparte, prendendo spunto dalle melodie favorite di opere celebri, dalla memoria delle battaglie campali e dei canti francesi, inglesi, austriaci e tedeschi che s’incrociavano al fronte. In questo periodo pesca il programma scelto ed eseguito da Costantino Mastroprimiano; brani di Paisiello e Beethoven ispirati a melodie celebri nel teatro di allora; poi Riotte e nuovamente Beethoven che riecheggiano al pianoforte episodi guerreschi (come la battaglia di Lipsia e la vittoria del duca di Wellington sulle truppe napoleoniche) le cui sonorità sono destinate a perdersi con la meccanica del pianoforte moderno ma riemergono in tutte le loro idiomatiche inflessioni sulle tastiere storiche.

Il concerto sarà visibile sulla piattaforma Stanzeitaliane.

Sicilia e Grecia unite nel segno dell’arte

Si inaugura un progetto dedicato al bicentenario della lotta greca per l’indipendenza. Una mostra internazionale tra Salonicco e Palermo

di Redazione

Due terre unite dalla cultura e dalla storia, oltre che da un comune destino mediterraneo. C’è questo alla base della mostra internazionale “Waag We Are All Greeks!” che vedrà coinvolte la Sicilia e la Grecia in un progetto artistico che sarà inaugurato il 14 maggio al Museo della Cultura Bizantina di Salonicco e proseguirà in autunno a Palermo, al Museo Riso. La mostra, dedicata al bicentenario della lotta greca per l’indipendenza, è stata curata da Francesco Piazza e ideata da Vassilis Karampatsas.

Ignazio Cusimano Schifano, particolare di “The flag loop”

Il titolo, ispirato ai versi del poema Hellas di Percy Bysshe Shelley, vuole ricordare gli eventi che nel 1821 scossero le coscienze di tutta l’Europa unendole, in una spinta ideale, a sostegno del popolo greco nella conquista dell’indipendenza dagli ottomani. “We are all Greeks!” è un progetto che riconosce la pregnanza dell’influsso greco nella cultura occidentale e, in particolare di quella dell’Italia meridionale e della Sicilia. La mostra, organizzata dalla “Comunità Ellenica Siciliana – Trinacria” di Palermo con la collaborazione del Museo della Cultura bizantina di Salonicco e il Museo d’arte moderna e contemporanea di Palazzo Riso, ha ricevuto il sostegno della Commissione “Greece 2021”, dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene e della Regione Siciliana, attraverso l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.

Filippo La Vaccara, “Kapitanissa”

L’esposizione si snoderà attraverso un percorso su sette tappe, o temi: Bandiera, Sacrificio, Patria, Filellenismo, Eroi, Potere Politico, Libertà. Temi che saranno descritti storicamente in quadri sinottici, poesie o brani di discorsi politici e, artisticamente, saranno interpretati attraverso le opere di 15 artisti che fanno parte della nuova generazione dell’arte contemporanea italiana e greca. La Grecia è rappresentata dagli artisti Spyros Aggelopoulos, Manolis Anastasakos, Kiki Kolympari, Nikos Moschos, Giorgos Tansarlis, Stelios Faitakis, Georgia Fambris; mentre per l’Italia sono presenti opere di Andrea Buglisi, Michele Ciacciofera, Giorgio Distefano, Emanuele Giuffrida, Filippo La Vaccara, Ignazio Cusimano Schifano, Max Serradifalco, William Marc Zanghi.

Theofilos Chatzimichaìl, particolare di “Il cavaliere di Morea nel 1821”

“La mostra – spiegano Francesco Piazza e Vassilis Karampatsas – vuole esaltare e ricordare la spinta ideale che scosse le coscienze di chi credeva nell’indipendenza greca e ha lottato per essa sacrificando anche la propria vita, portando al processo di liberazione del popolo greco e gettando le basi per la costruzione del concetto di Europa come nazione”. “La Sicilia e la Grecia – afferma l’assessore ai Beni culturali, Alberto Samonà – sono da sempre legate da un’antica relazione di comunanza ideale e storica che passa attraverso molteplici espressioni dell’arte, della letteratura, dell’architettura. La mostra che mette in relazione artisti dei due Paesi è una testimonianza della vitalità degli scambi tra Italia e Grecia, oltre che un’opportunità per rilanciare in chiave contemporanea un legame antico che lega i due popoli”.

(Nella prima immagine in alto un particolare di “For the Interpretation of Symbols” di Stelios Faitakis)

Il grifone tornerà a volare sulle Madonie

Firmato un accordo di collaborazione scientifica tra i vertici dell’assessorato regionale all’Ambiente, i presidenti del Parco delle Madonie e dei Nebrodi e l’Istituto zooprofilattico della Sicilia

di Redazione

Reintrodurre l’avvoltoio grifone nel territorio del Parco delle Madonie, così come già avvenuto con successo nel Parco dei Nebrodi. È l’obiettivo della Regione Siciliana, attraverso l’assessorato dell’Ambiente, che proprio oggi ha firmato un accordo di collaborazione scientifica. Attorno allo stesso tavolo l’assessore Toto Cordaro; il governatore del distretto 2110 Sicilia-Malta del Rotary International, Alfio Di Costa; i presidenti del Parco delle Madonie, Angelo Merlino, e di quello dei Nebrodi, Domenico Barbuzza; il sindaco di Isnello Marcello Catanzaro e il commissario straordinario dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia “A.Mirri”, Salvatore Seminara.

La firma dell’accordo

L’avvoltoio grifone (Gyps fulvus)  è stato presente sulle Madonie fino agli anni ’50 del secolo scorso. Per farlo ritornare – fanno sapere dalla Regione – si punterà sull’esperienza maturata dall’ente Parco dei Nebrodi, che da oltre due decenni ha avviato un analogo progetto che nel corso del 2020 ha registrato 41 nidificazioni (di cui 31 concluse con l’involo) e una colonia stimata di circa 170 uccelli. L’accordo avrà una validità triennale.

“La tutela dell’ambiente, la biodiversità, la sensibilizzazione all’ecologia e la valorizzazione del territorio – sottolinea l’assessore Cordaro – rappresentano degli obiettivi importanti per il governo regionale. Crediamo che, in questo momento, ci siano tutte le condizioni per riportare il grifone sulle Madonie, mutuando l’esperienza ultradecennale già collaudata sui Nebrodi. Abbiamo voluto coinvolgere diverse realtà, pubbliche e private, proprio per poter raggiungere il risultato più facilmente”.

Tornano gli spettacoli classici al Teatro Greco di Siracusa

Aperta la biglietteria per le rappresentazioni che andranno in scena dal 3 luglio al 21 agosto. L’Inda scommette sulla ripresa e si arricchisce del sostegno di Unicredit, che diventa la banca partner della Fondazione

di Redazione

Tornerà il pubblico nella cavea del Teatro Greco di Siracusa. Dopo l’edizione speciale dell’anno scorso, con una serie di monologhi su alcuni protagonisti del dramma antico, affidati ai più importanti interpreti nel panorama degli attori italiani, quest’anno ritornano le rappresentazioni classiche. In programma Coefore e Eumenidi di Eschilo, con la regia di Davide Livermorele Baccanti di Euripide, firmate da Carlus Padrissa, e Le Nuvole di Aristofane con la regia di Antonio Calenda.

Il Teatro Greco di Siracusa

Tre produzioni inedite, in programma dal 3 luglio al 21 agosto prossimi, che mirano a rinnovare il dramma classico attraverso lo sguardo di grandi artisti contemporanei e ripropongono in parte il programma del 2020 annullato a causa della pandemia. La 56esima stagione prevede due ritorni e un esordio assoluto. Arriva per la prima volta al Teatro Greco il catalano Carlus Padrissa, fra i fondatori della Fura dels Baus, compagnia celebrata nel mondo per la capacità di riscrivere il linguaggio del teatro contemporaneo.

Le Latomie del Paradiso

Dopo il successo di Elena di Euripide nel 2019, torna Davide Livermore, col secondo e terzo atto dell’Orestea di Eschilo, Coefore e Eumenidi, una coproduzione con il Teatro Nazionale di Genova decisa per ricordare il centenario della ripresa, con lo stesso titolo, delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco dopo la Grande Guerra e l’epidemia di Spagnola. A questo evento sarà dedicata una mostra interattiva di foto d’epoca esposta nella sede dell’Inda dall’estate 2021 all’inverno 2022.

L’area della Tomba di Archimede

La Fondazione ha già aperto la biglietteria per le rappresentazioni classiche, e programmi e attività del 2021 si arricchiscono del sostegno di Unicredit, che diventa la banca partner della Fondazione e il principale sponsor della  mostra interattiva di foto d’epoca. Grazie al sostegno di Unicredit, sarà possibile incrementare la dotazione tecnologica della Fondazione e valorizzare il patrimonio storico dell’Istituto nazionale del dramma antico.

UniCredit vanta, infatti, una lunga tradizione a sostegno della cultura come motore di sviluppo sociale ed economico sostenibile, e come strumento di dialogo per la circolazione delle idee, la promozione della coesione sociale, dell’inclusione e del senso di appartenenza. “Attraverso la partnership con la Fondazione Inda, – si legge in una nota – Unicredit ha voluto dare un contributo concreto per testimoniare, ancora una volta, l’attenzione nei confronti del territorio siciliano, che è anche attenzione alla sua cultura, patrimonio dell’umanità, alla sua economia e ai suoi cittadini”.

In questa prima fase sarà possibile solo prenotare i biglietti per assistere agli spettacoli, o convertire i biglietti acquistati lo scorso anno per la stagione 2020 sospesa a causa del Covid. Per procedere con la prenotazione o la conversione dei biglietti acquistati per la stagione 2020 ci si potrà rivolgere a: biglietteria@indafondazione.org. 

Torna “Lampedus’amore” con un prologo per gli studenti dell’isola

Piccola anteprima della manifestazione in programma dal 3 al 5 maggio con un corso di formazione sul giornalismo rivolto agli allievi dell’Istituto “Luigi Pirandello” di Lampedusa

di Redazione

Diritti umani, solidarietà e integrazione. Torna anche quest’anno “Lampedus’amore”, la manifestazione organizzata dall’Associazione Occhiblu onlus. Prima del consueto meeting, in programma quest’anno dall’8 al 10 luglio, ci sarà un piccolo prologo dal 3 al 5 maggio, con un corso di formazione rivolto agli allievi dell’Istituto “Luigi Pirandello” di Lampedusa. L’obiettivo sarà introdurre gli studenti nel mondo dell’informazione, con un focus sulle carte deontologiche della professione e sui “new media”: internet, siti online, social network, fra nuove sfide e insidie.

Lampedusa

Il corso sarà tenuto da Marina Turco, responsabile delle news dell’emittente televisiva Tgs; Franco Nicastro, giornalista dell’agenzia Ansa e consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, e Roberto Puglisi, redattore di LiveSicilia. Un modo per riflettere, per avviare un “cantiere” di discussione pubblica, soprattutto in un luogo, Lampedusa, dove l’Europa ha inizio. La sesta edizione di Lampedus’Amore-Premio giornalistico internazionale Cristiana Matano si svolgerà a Lampedusa dall’8 al 10 luglio, garantendo continuità al progetto e ai contenuti della manifestazione che proporrà, anche quest’anno, una riflessione sui temi della solidarietà e dell’integrazione attraverso il giornalismo, il teatro, la musica, lo sport e un convegno. Nei prossimi giorni verranno resi noti i primi nomi dei personaggi della cultura e dello spettacolo che interverranno.

Barconi dei migranti a Lampedusa

“L’ondata pandemica ha segnato un crocevia della storia – dice Filippo Mulè, presidente di Occhiblu onlus e direttore artistico di Lampedus’Amore – ma stiamo lavorando da mesi per esserci e proseguire il nostro percorso. Quest’anno riprendiamo, seppur in video-conferenza, gli incontri con gli studenti delle Pelagie e riporteremo la manifestazione alla data tradizionale di luglio, confermando il format dell’evento con l’aggiunta di qualche novità. Tutto naturalmente nel pieno rispetto delle normative vigenti per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Senza apertura dei luoghi di cultura non potrà esserci rilancio: non è ancora tempo di riabbracciarci, ma di riprenderci ciò che ci appartiene e continuare a coltivare i valori della solidarietà, della coesione sociale e del dialogo”.

Cristiana Matano

Intanto, riscuote successo la partecipazione al Premio giornalistico intitolato a Cristiana Matano. L’Associazione Occhiblu onlus ha ricevuto, infatti, decine di elaborati dall’Italia e dall’estero, compresi Stati Uniti e paesi arabi. Per partecipare c’è ancora un mese di tempo, fino al 31 maggio. Poi le iscrizioni saranno chiuse e la giuria – presieduta da Riccardo Arena e composta anche da Gaspare Borsellino, Felice Cavallaro, Raffaella Daino, Enrico Del Mercato, Roberto Gueli, Xavier Jacobelli, Francesco Nuccio, Elvira Terranova e Trisha Thomas – inizierà a lavorare ed emetterà i verdetti. Il tema del Premio di quest’anno è: “Lampedusa, il Mediterraneo e le terre di confine: racconti di vita, natura e bellezza nei luoghi dell’incontro e dell’accoglienza”. Il concorso è riservato ai giornalisti italiani iscritti all’Ordine e ai giornalisti stranieri autori di articoli, inchieste e servizi andati in onda o pubblicati su carta stampata, tv, radio, agenzie di stampa e testate online (regolarmente registrate), tra l’1 giugno 2020 e il 31 maggio 2021.

Lampedus’Amore-Premio giornalistico internazionale Cristiana Matano è organizzato con il sostegno del Parlamento Europeo, della Regione Siciliana, dei Comuni di Lampedusa e Palermo, dell’Ordine dei Giornalisti, della Federazione Nazionale della Stampa, di Assostampa Sicilia e Palermo, del Coni e dell’Ussi.

Nella Valle dei Templi si torna a scavare per il teatro ellenistico

Al via nuove campagne di ricerca per riportare alla luce l’edificio monumentale che costituiva l’ingresso scenografico dell’antica città

di Redazione

È stato uno dei grandi rebus degli archeologi almeno fino al 2016, quando fu scoperto il sito del teatro ellenistico della Valle dei Templi di Agrigento. La comunità internazionale riversò la sua attenzione sulla Città dei Templi e due ulteriori campagne di scavo sono riuscite a portare alla luce una parte del monumento. Poi un lungo stop, in parte dovuto alla pandemia che ha bloccato i siti e le attività culturali.

L’area del teatro ellenistico

Oggi finalmente si riapre il cantiere di scavo e riparte il lavoro degli archeologi che nel corso di questi ultimi anni hanno catalogato e studiato i primi reperti rinvenuti, alcuni splendidi. Una prima tranche di progetto di 200mila euro finanziato dal Parco, che durerà sei mesi e mira a portare alla luce l’edificio monumentale, che, affacciandosi sul palcoscenico naturale della collina dei templi, costituiva l’ingresso scenografico all’area pubblica della città ellenistico-romana. E sarà un “cantiere aperto” con la possibilità di seguire gli scavi in un’area che è rimasta finora interdetta al pubblico.

La visita al cantiere di scavo

La nuova campagna che si è aperta oggi – alla presenza dell’assessore regionale ai Beni culturali Alberto Samonà, del sindaco di Agrigento Franco Miccichè, degli assessori alla Cultura, Costantino Ciulla e alle Pari Opportunità, Roberta Lala, del presidente del Consiglio comunale Giovanni Civiltà; del direttore della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta, che dirigerà i lavori insieme alle archeologhe del Parco, Valentina Caminneci, Maria Concetta Parello, Maria Serena Rizzo – permetterà di indagare la parte centrale e meridionale del teatro, sperando che l’interramento abbia mantenuto le strutture in un migliore stato di conservazione.

Il Tempio dei Dioscuri

“Sono felice di essere testimone della ripresa di una campagna di scavi tra le più attese – sottolinea l’assessore Alberto Samonà – che consentirà di riportare alla luce il teatro ellenistico di Akragas, la cui proverbiale monumentalità genera nel mondo scientifico un’aspettativa carica di emozione. È stata tra le scoperte archeologiche più significative degli ultimi anni che aggiunge un altro importante tassello alla ricostruzione dell’antica Agrigento, definendo ancora meglio la struttura e il contesto delle grandi città siciliane dell’antichità. Il Governo regionale punta molto sulla ripresa dei cantieri di scavo, consapevole che l’unicità della Sicilia sta nella forza della sua storia, nella grandezza dei monumenti e nella bellezza della natura che rende ogni esperienza unica e irripetibile”. L’assessore ha annunciato che la Regione interverrà per far poi proseguire i lavori di scavo, una volta completato questo primo progetto.

Turisti nella Valle dei Templi

“Si lavorerà in completa sicurezza, per un’area molto estesa, coinvolgendo i visitatori, che potranno seguire gli scavi – spiega il direttore Roberto Sciarratta -, un cantiere aperto che ospiterà anche momenti didattico-divulgativi. Alle ricerche parteciperà anche l’archeologo Luigi Caliò, dell’Università di Catania: secondo la Convenzione scientifica stipulata con il Parco della Valle dei Templi, gli studenti potranno partecipare a tirocini durante la campagna di scavo”. Sono già previste delle visite condotte dalle archeologhe che permetteranno di approfondire il lavoro del cantiere.

Ex filiale di banca in comodato gratuito alla Comunità di Sant’Egidio

Unicredit ha messo a disposizione un proprio immobile per la realizzazione di un progetto di stoccaggio e distribuzione di beni di prima necessità

di Redazione

Un gesto solidale per dare una mano a chi è in difficoltà. Un immobile nel centro storico di Palermo è stato concesso in comodato gratuito da Unicredit alla Comunità di Sant’Egidio, impegnata per aiutare le famiglie bisognose, più colpite dagli effetti economici e sociali dell’emergenza sanitaria e in stato di isolamento sociale. La banca ha dato in concessione un proprio immobile che si trova in via Maqueda 57 per la realizzazione di un progetto di stoccaggio e distribuzione di beni di prima necessità alle persone che si trovano in stato di difficoltà.

L’ingresso dell’ex filiale in via Maqueda

“In un momento così difficile dal punto di vista economico – ha dichiarato Salvatore Malandrino, regional manager Sicilia di Unicredit – sentiamo la responsabilità e la necessità di fare la propria parte e sin dall’inizio della pandemia ci siamo attivati per supportare le comunità, i territori e le economie in cui siamo presenti. Attraverso l’utilizzo del nostro immobile, concesso in comodato gratuito, la Comunità di Sant’Egidio potrà rafforzare l’aiuto immediato e concreto alle fasce deboli della città di Palermo che stanno affrontando un periodo particolarmente complesso”.

“La pandemia, con le sue conseguenze,  – ha commentato Andrea Nucita, responsabile della Comunità Sant’Egidio-Sicilia onlus – ha acuito il disagio di tanti nelle nostre città. La Comunità di Sant’Egidio lo ha sperimentato direttamente, vedendo incrementare in modo significativo le richieste di aiuto. La risposta a queste nuove necessità non può che essere corale, ed in effetti, insieme all’incremento dei bisogni abbiamo sperimentato una maggiore solidarietà. L’intervento di UniCredit, che ringraziamo, si inserisce in questo contesto. Siamo certi che l’immobile che ci viene concesso in comodato gratuito – sito nel cuore del centro storico della città – ci aiuterà ad essere ancora più vicini ai tanti che, soprattutto in questo particolare territorio, vivono oggi una situazione di difficoltà”.

Le Vie dei Tesori News

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