Tutte le novità del SalinaDocFest

Dall’arte perduta della pesca dei tonni filmata dal pluripremiato fotografo Zizola, alla presentazione di “Lazzaro felice” di Alice Rohrwacher, fino all’omaggio a una pioniera dei viaggi avventura, Marcella Pedone. Incontri e anteprime della rassegna in programma dal 13 settembre e dedicata ai documentari

di Marco Russo

L’eterno conflitto tra uomo e natura, il ritratto di un’Italia che non c’è più, l’importanza della bontà tra gli uomini: sono alcuni dei temi affrontati nei film in programma alla prossima edizione del SalinaDocFest, il festival cinematografico diretto da Giovanna Taviani che si terrà dal 13 al 15 settembre nell’isola eoliana.

Evento speciale sarà “As if we were tuna” diretto dal fotografo Francesco Zizola, antropologo di formazione e vincitore del World Press Photo of the Year nel 1996. Realizzato durante due stagioni di pesca al tonno rosso nelle ultime tonnare operative nel Mediterraneo, in Sardegna, il documentario, che riceverà il premio Lady Wilmar fotografia, si sofferma sul mare e sull’antica sapienza dei pescatori in via di scomparsa, offrendo una visione complessa di questo antico e sostenibile metodo di pesca. Una metafora dell’eterno conflitto tra l’uomo e la natura.

Lo sguardo rimane rivolto al mare con l’omaggio a una pioniera dei viaggi avventura, cioè Marcella Pedone, a cura di Stefano Missio e realizzato in collaborazione con La Fondazione Cineteca Italiana e con MIC – Museo Interattivo del Cinema Fondazione Cineteca Nazionale. La Pedone, classe 1919, è stata una fotografa freelance che, contando solo sui propri mezzi, ha percorso l’Italia tra la metà degli anni ’50 e l’inizio dei ’60 con la sua roulotte e una pesante cinepresa. Il suo compito era girare filmati per conto della Ferrania, l’azienda ligure produttrice di pellicola a colori che le aveva commissionato le campagne promozionali. La compagnia, però, non utilizzò mai quei filmati che sono diventati una testimonianza storica di un mondo che stava scomparendo.

“Lazzaro Felice” di Alice Rohrwacher sarà il protagonista della sezione Sguardi di Cinema, venerdì 14 settembre. Lazzaro è un ragazzo che non sa neppure di chi è figlio ma che è comunque grato di stare al mondo, ma qual è il posto, e il ruolo, della bontà fra gli uomini? Il film sarà preceduto da un incontro con i due protagonisti Adriano Tardiolo (Lazzaro) e Luca Chikovani (Tancredi giovane), moderato da Enrico Magrelli.

Il SalinaDocFest, tra i principali festival internazionali dedicati al documentario, è promosso dal comune di Santa Marina, da quello di Malfa e da Salina Isola Verde – Associazione Albergatori di Salina, con il sostegno del MiBACT.

Dall’arte perduta della pesca dei tonni filmata dal pluripremiato fotografo Zizola, alla presentazione di “Lazzaro felice” di Alice Rohrwacher, fino all’omaggio a una pioniera dei viaggi avventura, Marcella Pedone. Incontri e anteprime della rassegna in programma dal 13 settembre e dedicata ai documentari

di Marco Russo

L’eterno conflitto tra uomo e natura, il ritratto di un’Italia che non c’è più, l’importanza della bontà tra gli uomini: sono alcuni dei temi affrontati nei film in programma alla prossima edizione del SalinaDocFest, il festival cinematografico diretto da Giovanna Taviani che si terrà dal 13 al 15 settembre nell’isola eoliana.

Evento speciale sarà “As if we were tuna” diretto dal fotografo Francesco Zizola, antropologo di formazione e vincitore del World Press Photo of the Year nel 1996. Realizzato durante due stagioni di pesca al tonno rosso nelle ultime tonnare operative nel Mediterraneo, in Sardegna, il documentario, che riceverà il premio Lady Wilmar fotografia, si sofferma sul mare e sull’antica sapienza dei pescatori in via di scomparsa, offrendo una visione complessa di questo antico e sostenibile metodo di pesca. Una metafora dell’eterno conflitto tra l’uomo e la natura.

Lo sguardo rimane rivolto al mare con l’omaggio a una pioniera dei viaggi avventura, cioè Marcella Pedone, a cura di Stefano Missio e realizzato in collaborazione con La Fondazione Cineteca Italiana e con MIC – Museo Interattivo del Cinema Fondazione Cineteca Nazionale. La Pedone, classe 1919, è stata una fotografa freelance che, contando solo sui propri mezzi, ha percorso l’Italia tra la metà degli anni ’50 e l’inizio dei ’60 con la sua roulotte e una pesante cinepresa. Il suo compito era girare filmati per conto della Ferrania, l’azienda ligure produttrice di pellicola a colori che le aveva commissionato le campagne promozionali. La compagnia, però, non utilizzò mai quei filmati che sono diventati una testimonianza storica di un mondo che stava scomparendo.

“Lazzaro Felice” di Alice Rohrwacher sarà il protagonista della sezione Sguardi di Cinema, venerdì 14 settembre. Lazzaro è un ragazzo che non sa neppure di chi è figlio ma che è comunque grato di stare al mondo, ma qual è il posto, e il ruolo, della bontà fra gli uomini? Il film sarà preceduto da un incontro con i due protagonisti Adriano Tardiolo (Lazzaro) e Luca Chikovani (Tancredi giovane), moderato da Enrico Magrelli.

Il SalinaDocFest, tra i principali festival internazionali dedicati al documentario, è promosso dal comune di Santa Marina, da quello di Malfa e da Salina Isola Verde – Associazione Albergatori di Salina, con il sostegno del MiBACT.

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“L’Estate del 78” di Alajmo vince il Premio Cento libri Alassio

Il romanzo dello scrittore siciliano racconta una storia privata che esplora i grandi temi della vita con delicatezza, “pudore autoironico e una tenerezza accorata che gli valgono la partecipazione del lettore” e il premio della giuria internazionale di autorevoli italianisti

di Marco Russo

Un legame che si spezza nel modo più lacerante e che trova la forza di essere raccontato con la maturità: “L’estate del ’78” di Roberto Alajmo, pubblicato da Sellerio, racconta il trauma che ha segnato la vita dello scrittore e direttore del teatro Biondo di Palermo, il suicido della madre. Un testo che ha vinto il “Premio Alassio Cento libri. Un autore per l’Europa” che sarà consegnato il 1 settembre ad Alassio.

Il volume racconta il non detto dei rapporti familiari, a partire da quell’estate del 1978: i genitori si sono separati, il giovane Roberto, che è rimasto con il padre, è a Mondello con degli amici per preparare la maturità, quando la madre compare all’angolo di una strada assolata, in attesa. È stanca, imbarazzata, si accontenta di poche parole di convenienza. Sarà il loro ultimo incontro. Che succede nei tre mesi seguenti, prima che la polizia la ritrovi esanime nel suo appartamento?
“Alajmo estrae da una storia privata i grandi temi della vita e li interroga con una delicatezza, una sapienza, un pudore autoironico e una tenerezza accorata che gli valgono la gratitudine e la partecipazione del lettore – ha scritto nelle motivazioni del premio Ernesto Ferrero, scrittore e presidente della giuria – Non esibisce e non nasconde, e trova la giusta misura per fare di una vicenda individuale qualcosa che contribuisce a una miglior conoscenza dell’umano”.

 La giuria dell’edizione di quest’anno è composta oltre che dal presidente Ferrero, da Giulio Anselmi, Luigi Barlocco, Alberto Beniscelli, Giovanni Bogliolo, Franco Gallea, Franco Manzitti, Lorenzo Mondo e Antonio Ricci. A questa commissione tecnica si affianca una commissione di illustri italianisti docenti di letteratura italiana nelle università estere, come Martin McLaughlin (Oxford), Gennady Kiselev (Mosca), Michael Roessner (Monaco di Baviera), Maria de Las Nieves Muniz Muniz (Barcellona) e Claude Cazalé Bérard (Parigi).
Sul palco di piazza Partigiani, ad Alassio, il 1 settembre Ferrero consegnerà il premio, a condurre la manifestazione sarà Gerry Scotti, mentre lo scrittore siciliano si sottoporrà al fuoco incrociato delle domande di Gallea.

Tra i libri di Alajmo ricordiamo “Repertorio dei pazzi della città di Palermo” (Garzanti), “Le scarpe di Polifemo e altre storie siciliane” (Feltrinelli), “Cuore di madre” (Mondadori), “È stato il figlio”, (Mondadori, da cui è stato tratto il film di Daniele Ciprì con Toni Servillo), “Palermo è una cipolla” (Laterza), “Carne Mia” (Sellerio).

Il romanzo dello scrittore siciliano racconta una storia privata che esplora i grandi temi della vita con delicatezza, “pudore autoironico e una tenerezza accorata che gli valgono la partecipazione del lettore” e il premio della giuria internazionale di autorevoli italianisti

di Marco Russo

Un legame che si spezza nel modo più lacerante e che trova la forza di essere raccontato con la maturità: “L’estate del ’78” di Roberto Alajmo, pubblicato da Sellerio, racconta il trauma che ha segnato la vita dello scrittore e direttore del teatro Biondo di Palermo, il suicido della madre. Un testo che ha vinto il “Premio Alassio Cento libri. Un autore per l’Europa” che sarà consegnato il 1 settembre ad Alassio.

Il volume racconta il non detto dei rapporti familiari, a partire da quell’estate del 1978: i genitori si sono separati, il giovane Roberto, che è rimasto con il padre, è a Mondello con degli amici per preparare la maturità, quando la madre compare all’angolo di una strada assolata, in attesa. È stanca, imbarazzata, si accontenta di poche parole di convenienza. Sarà il loro ultimo incontro. Che succede nei tre mesi seguenti, prima che la polizia la ritrovi esanime nel suo appartamento?
“Alajmo estrae da una storia privata i grandi temi della vita e li interroga con una delicatezza, una sapienza, un pudore autoironico e una tenerezza accorata che gli valgono la gratitudine e la partecipazione del lettore – ha scritto nelle motivazioni del premio Ernesto Ferrero, scrittore e presidente della giuria – Non esibisce e non nasconde, e trova la giusta misura per fare di una vicenda individuale qualcosa che contribuisce a una miglior conoscenza dell’umano”.

 La giuria dell’edizione di quest’anno è composta oltre che dal presidente Ferrero, da Giulio Anselmi, Luigi Barlocco, Alberto Beniscelli, Giovanni Bogliolo, Franco Gallea, Franco Manzitti, Lorenzo Mondo e Antonio Ricci. A questa commissione tecnica si affianca una commissione di illustri italianisti docenti di letteratura italiana nelle università estere, come Martin McLaughlin (Oxford), Gennady Kiselev (Mosca), Michael Roessner (Monaco di Baviera), Maria de Las Nieves Muniz Muniz (Barcellona) e Claude Cazalé Bérard (Parigi).
Sul palco di piazza Partigiani, ad Alassio, il 1 settembre Ferrero consegnerà il premio, a condurre la manifestazione sarà Gerry Scotti, mentre lo scrittore siciliano si sottoporrà al fuoco incrociato delle domande di Gallea.

Tra i libri di Alajmo ricordiamo “Repertorio dei pazzi della città di Palermo” (Garzanti), “Le scarpe di Polifemo e altre storie siciliane” (Feltrinelli), “Cuore di madre” (Mondadori), “È stato il figlio”, (Mondadori, da cui è stato tratto il film di Daniele Ciprì con Toni Servillo), “Palermo è una cipolla” (Laterza), “Carne Mia” (Sellerio).

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A Salina il “sound” di Mario Venuti

Tanti gli artisti che si sono esibiti per la rassegna “Concerti al tramonto”, tutti affascinati dall’atmosfera dell’isola, come Nada, Arisa, Paolo Rossi, Morgan. Domani a chiudere sarà il cantautore siracusano

di Marco Russo

Sarà il cantautore siciliano Mario Venuti a chiudere l’XI edizione della rassegna musicale “Concerti al tramonto” che ha visto esibirsi durante il mese di agosto grandi talenti della musica italiana nel giardino dell’Hotel Ravesi di Salina. Direttori artistici della manifestazione sono Tony Canto e Syria.

Tra i tanti artisti che si sono alternati nei vari appuntamenti live ci sono: Morgan, Arisa, Paolo Rossi e Nada, che si è detta pronta a “tornare per l’energia che è capace di sprigionare questa terra”. Domani sarà Mario Venuti, storico leader dei Denovo a incantare il pubblico al tramonto con alcuni dei suoi brani più noti, come “Mai come ieri”, “Veramente”, “Crudele”, “Un altro posto nel mondo”, “Ventre della città”, e altri ancora.

Sonorità e sperimentazioni del cantautore siracusano che più volte si è esibito proprio a Salina. Lo spettacolo avrà inizio alle 20.30, per informazioni e è possibile chiamare il numero 0909844385 o consultare la pagina Facebook dell’Hotel Ravesi. Il cartellone della rassegna “Concerti al tramonto” è promosso dai fratelli Giuseppe e Lorenzo Siracusano, proprietari dello storico hotel del comune di Malfa.

Tanti gli artisti che si sono esibiti per la rassegna “Concerti al tramonto”, tutti affascinati dall’atmosfera dell’isola, come Nada, Arisa, Paolo Rossi, Morgan. Domani a chiudere sarà il cantautore siracusano

di Marco Russo

Sarà il cantautore siciliano Mario Venuti a chiudere l’XI edizione della rassegna musicale “Concerti al tramonto” che ha visto esibirsi durante il mese di agosto grandi talenti della musica italiana nel giardino dell’Hotel Ravesi di Salina. Direttori artistici della manifestazione sono Tony Canto e Syria.

Tra i tanti artisti che si sono alternati nei vari appuntamenti live ci sono: Morgan, Arisa, Paolo Rossi e Nada, che si è detta pronta a “tornare per l’energia che è capace di sprigionare questa terra”. Domani sarà Mario Venuti, storico leader dei Denovo a incantare il pubblico al tramonto con alcuni dei suoi brani più noti, come “Mai come ieri”, “Veramente”, “Crudele”, “Un altro posto nel mondo”, “Ventre della città”, e altri ancora.

Sonorità e sperimentazioni del cantautore siracusano che più volte si è esibito proprio a Salina. Lo spettacolo avrà inizio alle 20.30, per informazioni e è possibile chiamare il numero 0909844385 o consultare la pagina Facebook dell’Hotel Ravesi. Il cartellone della rassegna “Concerti al tramonto” è promosso dai fratelli Giuseppe e Lorenzo Siracusano, proprietari dello storico hotel del comune di Malfa.

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Visita a una loggia massonica

A Termini Imerese un incontro promosso da BcSicilia porterà a conoscere rituali, scopi e soci dei una associazione che ha deciso di aprirsi al mondo esterno

di Marco Russo

Conoscere una loggia massonica, il suo maestro venerabile, le sue regole: sarà possibile farlo a Termini Imerese, grazie a un incontro promosso dall’associazione Bcsicilia. Giovedi 23 agosto, infatti, alle 21.30, la loggia “Giordano Bruno” (Grande Oriente d’Italia) offrirà la facoltà, su prenotazione, di fare una visita guidata al suo interno.

Anticamente la loggia era una società di muratori, o, più esattamente, una corporazione di mestieri (Gilda) che raggruppava, sotto la direzione di un maestro, un gruppo di operai specializzati intenti a lavorare alla costruzione di un edificio che spesso era una cattedrale. All’inizio del ‘600 la massoneria da operativa si trasformò in speculativa, e vi aderirono uomini che non svolgevano lavori di costruzione, ma utilizzavano gli strumenti dei muratori in chiave simbolica per costruire un altro tempio: quello interiore.

Nella sua versione moderna la massoneria vede la luce il 24 giugno del 1717 e ancora oggi il luogo più importante di una loggia massonica è il tempio, dove si svolgono i lavori rituali e che ha forma di rettangolo, con un’unica porta d’accesso che viene simbolicamente considerata orientata ad occidente. Ai lati di questa porta si trovano due colonne, simbolo della separazione tra elemento maschile e femminile, tra mondo sacro e profano.

Per informazioni sulla visita, è possibile contattare l’associazione BcSicilia ai numeri 0918112571 e 3468241076 o alla mail segreteria@bcsicilia.it.

A Termini Imerese un incontro promosso da BcSicilia porterà a conoscere rituali, scopi e soci dei una associazione che ha deciso di aprirsi al mondo esterno

di Marco Russo

Conoscere una loggia massonica, il suo maestro venerabile, le sue regole: sarà possibile farlo a Termini Imerese, grazie a un incontro promosso dall’associazione Bcsicilia. Giovedi 23 agosto, infatti, alle 21.30, la loggia “Giordano Bruno” (Grande Oriente d’Italia) offrirà la facoltà, su prenotazione, di fare una visita guidata al suo interno.

Anticamente la loggia era una società di muratori, o, più esattamente, una corporazione di mestieri (Gilda) che raggruppava, sotto la direzione di un maestro, un gruppo di operai specializzati intenti a lavorare alla costruzione di un edificio che spesso era una cattedrale. All’inizio del ‘600 la massoneria da operativa si trasformò in speculativa, e vi aderirono uomini che non svolgevano lavori di costruzione, ma utilizzavano gli strumenti dei muratori in chiave simbolica per costruire un altro tempio: quello interiore.

Nella sua versione moderna la massoneria vede la luce il 24 giugno del 1717 e ancora oggi il luogo più importante di una loggia massonica è il tempio, dove si svolgono i lavori rituali e che ha forma di rettangolo, con un’unica porta d’accesso che viene simbolicamente considerata orientata ad occidente. Ai lati di questa porta si trovano due colonne, simbolo della separazione tra elemento maschile e femminile, tra mondo sacro e profano.

Per informazioni sulla visita, è possibile contattare l’associazione BcSicilia ai numeri 0918112571 e 3468241076 o alla mail segreteria@bcsicilia.it.

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Quei regali tra fidanzati a Isola

Era un’usanza in voga fino agli anni ’60, simbolo di un’Italia ormai scomparsa: semplici doni nella coppia che permettevano un piccolo banchetto in famiglia: ora torna a rivivere, nella stessa via Cutino dove si svolgeva

di Marco Russo

Secondo un’antica tradizione, nel giorno di ferragosto ad Isola delle Femmine avveniva uno scambio di doni tra fidanzati: l’uomo regalava alla sua amata un gallo vivo, adornato con un grande fiocco, e la ragazza ricambiava con una grossa anguria. In questo modo si dava alle famiglie l’opportunità di stare insieme per trascorrere in allegria la giornata festiva.

Per questo motivo, nel dopoguerra, qualche giorno prima del ferragosto, arrivava nel paese il venditore di galletti con il suo carretto colmo di grandi gabbie: tutti accorrevano e si creava una ressa intorno al mezzo per aggiudicarsi l’animale con le fattezze e il portamento più maschile e con la cresta assolutamente dritta e rigida.

Ora, quell’antica usanza in voga fino agli anni ’60, specchio di un’economia del baratto e di un’Italia che non c’è più, torna a rivivere grazie all’associazione Bc Sicilia nella stessa strada dove si svolgeva, la via Cutino, domani sera,a lle 17.30, con il sindaco, Stefano Bologna, e la presidente di Bcsicilia d’Isola, Agata Sandrone.

Nell’appuntamento di domani sera in via Cutino ad Isola verranno esposte delle angurie scolpite, mentre la presenza dei galletti sarà soltanto simbolica, affidata al panificio Geraci che preparerà composizioni di pane a forma di galletti e dei biscotti.
Al termine è prevista una degustazione di anguria e, contemporaneamente, sarà possibile visionare la mostra fotografica “Isola delle Femmine nella storia”.
Per avere informazioni sull’iniziativa è possibile contattare il numero 3209089061 o scrivere all’indirizzo e mail: isoladellefemmine@bcsicilia.it.

Era un’usanza in voga fino agli anni ’60, simbolo di un’Italia ormai scomparsa: semplici doni nella coppia che permettevano un piccolo banchetto in famiglia: ora torna a rivivere, nella stessa via Cutino dove si svolgeva

di Marco Russo

Secondo un’antica tradizione, nel giorno di ferragosto ad Isola delle Femmine avveniva uno scambio di doni tra fidanzati: l’uomo regalava alla sua amata un gallo vivo, adornato con un grande fiocco, e la ragazza ricambiava con una grossa anguria. In questo modo si dava alle famiglie l’opportunità di stare insieme per trascorrere in allegria la giornata festiva.

Per questo motivo, nel dopoguerra, qualche giorno prima del ferragosto, arrivava nel paese il venditore di galletti con il suo carretto colmo di grandi gabbie: tutti accorrevano e si creava una ressa intorno al mezzo per aggiudicarsi l’animale con le fattezze e il portamento più maschile e con la cresta assolutamente dritta e rigida.

Ora, quell’antica usanza in voga fino agli anni ’60, specchio di un’economia del baratto e di un’Italia che non c’è più, torna a rivivere grazie all’associazione Bc Sicilia nella stessa strada dove si svolgeva, la via Cutino, domani sera,a lle 17.30, con il sindaco, Stefano Bologna, e la presidente di Bcsicilia d’Isola, Agata Sandrone.

Nell’appuntamento di domani sera in via Cutino ad Isola verranno esposte delle angurie scolpite, mentre la presenza dei galletti sarà soltanto simbolica, affidata al panificio Geraci che preparerà composizioni di pane a forma di galletti e dei biscotti.
Al termine è prevista una degustazione di anguria e, contemporaneamente, sarà possibile visionare la mostra fotografica “Isola delle Femmine nella storia”.
Per avere informazioni sull’iniziativa è possibile contattare il numero 3209089061 o scrivere all’indirizzo e mail: isoladellefemmine@bcsicilia.it.

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Le Vie dei Tesori “apriranno” Ragusa, Modica e Scicli

L’edizione 2018 del Festival nato a Palermo 12 anni fa si estende a tutta la Sicilia e approda nella punta meridionale fra l’ammaliante barocco e  i luoghi del commissario Montalbano 

di Marco Russo

Il Festival delle Vie dei Tesori sta tornando. E quest’anno si estende all’intera regione: da Trapani a Palermo, a Catania sino allo splendido Ragusano. Per chi non sapesse cosa siano Le Vie dei Tesori, raccontiamo che si tratta di un Festival dedicato alla valorizzazione e conoscenza del patrimonio delle città che nei weekend si trasformano in musei diffusi e a cielo aperto.

Nato 12 anni fa a Palermo,  il festival permette di aprire al pubblico, illustrare e promuovere luoghi cittadini di interesse storico-culturale che, spesso, non sono fruibili da parte della comunità – prima di tutto – locale.  Dei veri e propri tesori da disvelare.

Lo scorso anno  Le Vie dei Tesori sono arrivate a Messina, Siracusa, Agrigento e Caltanissetta Complessivamente, considerando anche Palermo, hanno attratto oltre 320 mila persone. Quest’anno si aggiungono i tesori di Catania, Trapani e di Ragusa, Modica e Scicli.

I tre centri dei Ragusano saranno infatti teatro della loro prima edizione del festival durante gli ultimi tre fine settimana di settembre, a partire da venerdì 14 sino a domenica 30.  I partecipanti alla manifestazione avranno l’opportunità, così, di fare un viaggio alla scoperta di una sessantina di tesori – aperti alla fruizione e alla visita guidata fra le 10 e le 18 – luoghi in cui si respira la storia di una delle zone più belle e fascinosa della Sicilia, ma anche della “vita” del commissario Montalbano

Saremo a Ragusa, un miraggio di luci e di ombre, due città in una con il centro storico di Ibla dove il tempo sembra essersi fermato, la piazza centrale che è un salotto a cielo aperto. E dove si susseguono cortili segreti, dimore aristocratiche, chiese spettacolari. E perfino l’antico circolo di conversazione riservato solo agli aristocratici. Una città che si svela in 19 tappe-gioielli.

“Apriremo”  Modica, rimasta nello spirito un’antica capitale. Perché fino a un secolo fa era la quarta città della Sicilia per numero di abitanti e importanza politica, “Regnum in regno”, capitale della Contea che corrispondeva quasi all’attuale territorio di Ragusa. Un regno nel regno, appunto, tutto da scoprire in un viaggio lungo 13 tesori. 

Scopriremo Scicli, che possiede, secondo l’Unesco,  “un capolavoro del genio creativo umano dell’età tardo-barocca” (palazzo Beneventano). E poi ci sono alcuni dei luoghi del commissario Montalbano… In tutto  16  siti visitabili con Le Vie dei Tesori.

Il festival è, dunque, un’opportunità di riappropriazione delle città e delle loro bellezze anche più  nascoste.  Per partecipare, basterà dotarsi dei coupon  che si potranno acquisire da settembre sul sito web www.leviedeitesori.it: per 10 visite guidate basteranno soli 10 euro. Per conoscere la lista dei luoghi visitabili restate connessi al nostro sito www.leviedeitesori.it. Fra breve riveleremo ogni dettaglio. Amici ragusani (e non)… stiamo arrivando

L’edizione 2018 del Festival nato a Palermo 12 anni fa si estende a tutta la Sicilia e approda nella punta meridionale fra l’ammaliante barocco e  i luoghi del commissario Montalbano 

Marco Russo

Il Festival delle Vie dei Tesori sta tornando. E quest’anno si estende all’intera regione: da Trapani a Palermo, a Catania sino allo splendido Ragusano. Per chi non sapesse cosa siano Le Vie dei Tesori, raccontiamo che si tratta di un Festival dedicato alla valorizzazione e conoscenza del patrimonio delle città che nei weekend si trasformano in musei diffusi e a cielo aperto.

Nato 12 anni fa a Palermo,  il festival permette di aprire al pubblico, illustrare e promuovere luoghi cittadini di interesse storico-culturale che, spesso, non sono fruibili da parte della comunità – prima di tutto – locale.  Dei veri e propri tesori da disvelare.

Lo scorso anno  Le Vie dei Tesori sono arrivate a Messina, Siracusa, Agrigento e Caltanissetta Complessivamente, considerando anche Palermo, hanno attratto oltre 320 mila persone. Quest’anno si aggiungono i tesori di Catania, Trapani e di Ragusa, Modica e Scicli.

I tre centri dei Ragusano saranno infatti teatro della loro prima edizione del festival durante gli ultimi tre fine settimana di settembre, a partire da venerdì 14 sino a domenica 30.  I partecipanti alla manifestazione avranno l’opportunità, così, di fare un viaggio alla scoperta di una sessantina di tesori – aperti alla fruizione e alla visita guidata fra le 10 e le 18 – luoghi in cui si respira la storia di una delle zone più belle e fascinosa della Sicilia, ma anche della “vita” del commissario Montalbano

Saremo a Ragusa, un miraggio di luci e di ombre, due città in una con il centro storico di Ibla dove il tempo sembra essersi fermato, la piazza centrale che è un salotto a cielo aperto. E dove si susseguono cortili segreti, dimore aristocratiche, chiese spettacolari. E perfino l’antico circolo di conversazione riservato solo agli aristocratici. Una città che si svela in 19 tappe-gioielli.

“Apriremo”  Modica, rimasta nello spirito un’antica capitale. Perché fino a un secolo fa era la quarta città della Sicilia per numero di abitanti e importanza politica, “Regnum in regno”, capitale della Contea che corrispondeva quasi all’attuale territorio di Ragusa. Un regno nel regno, appunto, tutto da scoprire in un viaggio lungo 13 tesori. 

Scopriremo Scicli, che possiede, secondo l’Unesco,  “un capolavoro del genio creativo umano dell’età tardo-barocca” (palazzo Beneventano). E poi ci sono alcuni dei luoghi del commissario Montalbano… In tutto  16  siti visitabili con Le Vie dei Tesori.

Il festival è, dunque, un’opportunità di riappropriazione delle città e delle loro bellezze anche più  nascoste.  Per partecipare, basterà dotarsi dei coupon  che si potranno acquisire da settembre sul sito web www.leviedeitesori.it: per 10 visite guidate basteranno soli 10 euro. Per conoscere la lista dei luoghi visitabili restate connessi al nostro sito www.leviedeitesori.it. Fra breve riveleremo ogni dettaglio. Amici ragusani (e non)… stiamo arrivando

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Palermo vista (e ritratta) dal mare

Un “laboratorio galleggiante di immagini e parole” per osservare e disegnare la costa del capoluogo dalla barca con la tecnica dell’acquerello, o per chi volesse, con le foto. Un progetto per capire la conformazione geografica del golfo del capoluogo

di Marco Russo

Osservare la costa in barca e realizzare dei dipinti ad acquerello vedendo il golfo di Palermo dal mare, così come era apparso ad antichi Fenici e Greci. È il senso del “laboratorio galleggiante di immagini e parole, Palermo dal mare” organizzato dall’associazione BCsicilia, nell’ambito del Festival del disegno “The Big Draw 2018”, che si terrà dal 21 settembre al 4 ottobre. L’iniziativa, in collaborazione con la Libreria del Mare e la sezione di Aspra della Lega Navale, nasce da un’idea di Valeria Di Chiara e Maria Catena Sardella. Tre le fasi del laboratorio che si articolerà per due fine settimana consecutivi: una propedeutica di presentazione del progetto nell’atelier di via Alloro, 64, sede privata delle artiste; un momento di illustrazione e narrazione in barca, e la successiva fase di esposizione degli elaborati alla Libreria del Mare.

L’escursione, in compagnia delle artiste, si articolerà in 5 ore a partire dalle 8, orario favorevole per rappresentare la città con luce alle spalle e per illustrare tranquillamente il golfo, la città, le sue montagne, i palazzi, le cupole, i giardini, le banchine, la costa da vicino e da lontano. Nel caso le condizioni del mare non fossero favorevoli si opterà per un luogo a terra che abbia una visione panoramica del golfo che corrisponda ai criteri del progetto.

Il progetto è aperto anche a coloro che volessero rappresentare la città dal mare con strumentazione fotografica, purché in formato 30×45. Per iscriversi c’è tempo fino al 20 settembre. Ai partecipanti verrà fornito il materiale cartaceo, omaggio della Fabriano. Per informazioni e prenotazioni telefonare ai numeri 335 1277098 e 339 8792830 o scrivere alla mail segreteria@bcsicilia.it.

Un “laboratorio galleggiante di immagini e parole” per osservare e disegnare la costa del capoluogo dalla barca con la tecnica dell’acquerello, o per chi volesse, con le foto. Un progetto per capire la conformazione geografica del golfo del capoluogo

di Marco Russo

Osservare la costa in barca e realizzare dei dipinti ad acquerello vedendo il golfo di Palermo dal mare, così come era apparso ad antichi Fenici e Greci. È il senso del “laboratorio galleggiante di immagini e parole, Palermo dal mare” organizzato dall’associazione BCsicilia, nell’ambito del Festival del disegno “The Big Draw 2018”, che si terrà dal 21 settembre al 4 ottobre. L’iniziativa, in collaborazione con la Libreria del Mare e la sezione di Aspra della Lega Navale, nasce da un’idea di Valeria Di Chiara e Maria Catena Sardella. Tre le fasi del laboratorio che si articolerà per due fine settimana consecutivi: una propedeutica di presentazione del progetto nell’atelier di via Alloro, 64, sede privata delle artiste; un momento di illustrazione e narrazione in barca, e la successiva fase di esposizione degli elaborati alla Libreria del Mare.

L’escursione, in compagnia delle artiste, si articolerà in 5 ore a partire dalle 8, orario favorevole per rappresentare la città con luce alle spalle e per illustrare tranquillamente il golfo, la città, le sue montagne, i palazzi, le cupole, i giardini, le banchine, la costa da vicino e da lontano. Nel caso le condizioni del mare non fossero favorevoli si opterà per un luogo a terra che abbia una visione panoramica del golfo che corrisponda ai criteri del progetto.

Il progetto è aperto anche a coloro che volessero rappresentare la città dal mare con strumentazione fotografica, purché in formato 30×45. Per iscriversi c’è tempo fino al 20 settembre. Ai partecipanti verrà fornito il materiale cartaceo, omaggio della Fabriano. Per informazioni e prenotazioni telefonare ai numeri 335 1277098 e 339 8792830 o scrivere alla mail segreteria@bcsicilia.it.

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Le Vie dei Tesori approdano a Trapani

Dal 14 settembre il Festival che svela le bellezze nascoste dei nostri centri abitati approda anche nella punta occidentale della Sicilia. Tre weekend per innamorarsi di una città millenaria ricca di perle rare

di Marco Russo

Le Vie dei Tesori stanno tornando. E quest’anno con una novità molto importante: si estendono all’intera regione: da Trapani a Ragusa. Per chi, speriamo non troppi, non sapesse cosa siano Le Vie dei Tesori, raccontiamo che si tratta di un Festival dedicato alla valorizzazione e conoscenza del patrimonio delle città che nei weekend dell’iniziativa si trasformano in musei diffusi e a cielo aperto.

Nato 12 anni fa a Palermo,  il festival permette di aprire al pubblico, illustrare e promuovere luoghi cittadini di interesse storico-culturale che, nella maggior parte dei casi, non sono fruibili da parte della comunità – prima di tutto – locale.  Dei veri e propri tesori da disvelare, per l’appunto.

Lo scorso anno  Le Vie dei Tesori sono arrivate a Messina, Siracusa, Agrigento e Caltanissetta Complessivamente, considerando anche Palermo, hanno attratto oltre 320 mila persone. Quest’anno si aggiungono i tesori di Catania, Ragusa, Modica, Scicli e come detto, Trapani.

La città falcata, difatti, sarà teatro della sua prima edizione del festival durante gli ultimi tre fine settimana di settembre, a partire da venerdì 14 sino a domenica 30.  I partecipanti alla manifestazione avranno l’opportunità, così, di fare un viaggio alla scoperta di una ventina di tesori – aperti alla fruizione e alla visita guidata fra le 10 e le 18, luoghi in cui si respira la storia di Trapani e della sua millenaria vita. Un’opportunità di riappropriazione della città e della sua bellezza anche più intima e nascosta. Proporremo luoghi aperti a tutti, dove basterà presentarsi con il coupon d’ingresso,  e luoghi per cui sarà necessaria la  prenotazione, come la Colombaia. Nonché un paio di passeggiate urbane con una conduzione estremamente qualificata. Per partecipare, come detto, basterà dotarsi dei coupon  che si potranno acquisire da settembre sul sito web www.leviedeitesori.it: per 10 visite guidate basteranno soli 10 euro. Per conoscere la lista dei luoghi visitabili restate connessi al nostro sito www.leviedeitesori.it. Fra breve riveleremo ogni dettaglio. Amici trapanesi… stiamo arrivando

Dal 14 settembre il Festival che svela le bellezze nascoste dei nostri centri abitati approda anche nella punta occidentale della Sicilia. Tre weekend per innamorarsi di una città millenaria ricca di perle rare

di Marco Russo

Le Vie dei Tesori stanno tornando. E quest’anno con una novità molto importante: si estendono all’intera regione: da Trapani a Ragusa. Per chi, speriamo non troppi, non sapesse cosa siano Le Vie dei Tesori, raccontiamo che si tratta di un Festival dedicato alla valorizzazione e conoscenza del patrimonio delle città che nei weekend dell’iniziativa si trasformano in musei diffusi e a cielo aperto.

Nato 12 anni fa a Palermo,  il festival permette di aprire al pubblico, illustrare e promuovere luoghi cittadini di interesse storico-culturale che, nella maggior parte dei casi, non sono fruibili da parte della comunità – prima di tutto – locale.  Dei veri e propri tesori da disvelare, per l’appunto.

Lo scorso anno  Le Vie dei Tesori sono arrivate a Messina, Siracusa, Agrigento e Caltanissetta Complessivamente, considerando anche Palermo, hanno attratto oltre 320 mila persone. Quest’anno si aggiungono i tesori di Catania, Ragusa, Modica, Scicli e come detto, Trapani.

La città falcata, difatti, sarà teatro della sua prima edizione del festival durante gli ultimi tre fine settimana di settembre, a partire da venerdì 14 sino a domenica 30.  I partecipanti alla manifestazione avranno l’opportunità, così, di fare un viaggio alla scoperta di una ventina di tesori – aperti alla fruizione e alla visita guidata fra le 10 e le 18, luoghi in cui si respira la storia di Trapani e della sua millenaria vita. Un’opportunità di riappropriazione della città e della sua bellezza anche più intima e nascosta. Proporremo luoghi aperti a tutti, dove basterà presentarsi con il coupon d’ingresso,  e luoghi per cui sarà necessaria la  prenotazione, come la Colombaia. Nonché un paio di passeggiate urbane con una conduzione estremamente qualificata. Per partecipare, come detto, basterà dotarsi dei coupon  che si potranno acquisire da settembre sul sito web www.leviedeitesori.it: per 10 visite guidate basteranno soli 10 euro. Per conoscere la lista dei luoghi visitabili restate connessi al nostro sito www.leviedeitesori.it. Fra breve riveleremo ogni dettaglio. Amici trapanesi… stiamo arrivando

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Tra le Grotte della Gurfa con Dante

Accompagnati da alcuni canti della Divina Commedia sarà possibile visitare il complesso di architettura rupestre di Alia

di Marco Russo

Il viaggio simbolico dell’uomo raccontato da Dante attraverso l’amore di Paolo e Francesca, l’inesauribile desiderio di conoscenza di Ulisse, o il “fiero pasto” del conte Ugolino: sono alcuni dei personaggi che rivivranno attraverso la “Lectura Dantis l’amore – la conoscenza – la fede” a cura dell’associazione BC Sicilia.

Sarà Mimmo Minà, attore che ha lavorato anche con il regista Marco Bellocchio, e regista della compagnia Teatro d’arte di Termini Imerese e direttore artistico della “Bottega Culturale” (dove cura una scuola di teatro e la stagione teatrale), a leggere alcuni canti della Divina Commedia, nell’ambito della manifestazione “Le Notti di BCsicilia” in programma stasera alle 21,30. L’iniziativa è organizzata con l’associazione culturale Rabat e ha il patrocinio dell’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’identità siciliana e del Comune di Alia.

La particolarità della Lectura Dantis sarà data dal luogo in cui si svolgerà: cioè il complesso delle Grotte della Gurfa di Alia, esempio di architettura rupestre che sarà possibile visitare guidati dal professore Carmelo Montagna.
Per informazioni è possibile contattare l’associazione ai numeri 0918112571, 3468241076 o alla mail segreteria@bcsicilia.it

Accompagnati da alcuni canti della Divina Commedia sarà possibile visitare il complesso di architettura rupestre di Alia

di Marco Russo

Il viaggio simbolico dell’uomo raccontato da Dante attraverso l’amore di Paolo e Francesca, l’inesauribile desiderio di conoscenza di Ulisse, o il “fiero pasto” del conte Ugolino: sono alcuni dei personaggi che rivivranno attraverso la “Lectura Dantis l’amore – la conoscenza – la fede” a cura dell’associazione BC Sicilia.

Sarà Mimmo Minà, attore che ha lavorato anche con il regista Marco Bellocchio, e regista della compagnia Teatro d’arte di Termini Imerese e direttore artistico della “Bottega Culturale” (dove cura una scuola di teatro e la stagione teatrale), a leggere alcuni canti della Divina Commedia, nell’ambito della manifestazione “Le Notti di BCsicilia” in programma domani alle 21,30. L’iniziativa è organizzata con l’associazione culturale Rabat e ha il patrocinio dell’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’identità siciliana e del Comune di Alia.

La particolarità della Lectura Dantis sarà data dal luogo in cui si svolgerà: cioè il complesso delle Grotte della Gurfa di Alia, esempio di architettura rupestre che sarà possibile visitare guidati dal professore Carmelo Montagna.
Per informazioni è possibile contattare l’associazione ai numeri 0918112571, 3468241076 o alla mail segreteria@bcsicilia.it

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Viaggio tra le ferite del centro storico

Appuntamento sabato a Porta Felice con Bc Sicilia, guidati dalle testimonianze di chi ancora ricorda il tragico bombardamento degli alleati il 9 maggio del 1943 che ha stravolto fisionomia di palazzi e chiese del capoluogo

di Marco Russo

Un percorso tra le ferite aperte di Palermo, guidati dalla lettura delle testimonianze orali di chi ancora ricorda il suono assordante di quelle sirene che, il 9 maggio del 1943, preannunciarono il massiccio bombardamento degli alleati in città. È l’iniziativa promossa dall’associazione Bc Sicilia insieme alla cooperativa “Dedalus, I labirinti dell’arte” con il patrocinio dell’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana per sabato 11 agosto.

Dal maggio del ’43 sul centro storico di Palermo una pioggia di 1114 ordigni ridusse il centro storico a un cumulo di detriti. Soltanto tre settimane prima, il 18 Aprile, la città aveva subito un altro bombardamento in cui morirono centinaia di donne e bambini. A distanza di 75 anni, Palermo mostra ancora le sue ferite in un percorso che, partendo alle 21 da Porta Felice, condurrà i visitatori alla scoperta delle piaghe belliche della città, tra palazzi nobiliari e chiese distrutte, accompagnati dalle testimonianze di chi ancora ricorda quei tragici giorni.

Per partecipare al percorso, che rientra nella manifestazione “Le Notti di Bcsicilia”, è necessario prenotarsi per telefono ai numeri 3270256906 e 3483648486 o alla mail segreteria@bcsicilia.it.

Appuntamento sabato a Porta Felice con Bc Sicilia, guidati dalle testimonianze di chi ancora ricorda il tragico bombardamento degli alleati il 9 maggio del 1943 che ha stravolto fisionomia di palazzi e chiese del capoluogo

di Marco Russo

Un percorso tra le ferite aperte di Palermo, guidati dalla lettura delle testimonianze orali di chi ancora ricorda il suono assordante di quelle sirene che, il 9 maggio del 1943, preannunciarono il massiccio bombardamento degli alleati in città. È l’iniziativa promossa dall’associazione Bc Sicilia insieme alla cooperativa “Dedalus, I labirinti dell’arte” con il patrocinio dell’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana per sabato 11 agosto.

Dal maggio del ’43 sul centro storico di Palermo una pioggia di 1114 ordigni ridusse il centro storico a un cumulo di detriti. Soltanto tre settimane prima, il 18 Aprile, la città aveva subito un altro bombardamento in cui morirono centinaia di donne e bambini. A distanza di 75 anni, Palermo mostra ancora le sue ferite in un percorso che, partendo alle 21 da Porta Felice, condurrà i visitatori alla scoperta delle piaghe belliche della città, tra palazzi nobiliari e chiese distrutte, accompagnati dalle testimonianze di chi ancora ricorda quei tragici giorni.

Per partecipare al percorso, che rientra nella manifestazione “Le Notti di Bcsicilia”, è necessario prenotarsi per telefono ai numeri 3270256906 e 3483648486 o alla mail segreteria@bcsicilia.it.

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