Una domenica tra i tesori, ecco i viaggi in pullman del weekend

Novità di questa edizione del festival sono le partenze in bus da Palermo con rientro in serata per le altre città siciliane protagoniste. Prossime tappe a Trapani, Marsala, Sambuca e Siracusa

di Marco Russo

Scoprire le città e i borghi de Le Vie dei Tesori, partendo da Palermo, seduti comodamente in pullman, senza dover faticare guidando o cercando parcheggi. È piaciuta la novità di questa edizione del festival, i viaggi domenicali in bus alla scoperta dei gioielli nascosti delle nostre città. I pullman sono già partiti nelle scorse settimane, con viaggiatori soddisfatti che hanno potuto apprezzare gli altri centri protagonisti del festival. Dopo il successo del secondo weekend di visite con ben 28mila accessi nel 170 luoghi aperti in dieci città (qui per saperne di più), ci sono adesso le ultime possibilità per prenotare il proprio posto in pullman, con partenza domenica 29 settembre da piazza Giotto e rientro in serata, scegliendo la vostra meta tra Trapani, Marsala, Sambuca e Siracusa. Il progetto nasce con Labisi Eventi, vettore ufficiale del festival.

In pullman con Le Vie dei Tesori e Labisi

Il pullman per Trapani, città che in queste settimane è stata la più visitata del festival, parte alle 8,30 (qui per prenotare). Arrivati in città potrete raggiungere in barca la Torre della Colombaia, uno dei luoghi più affascinanti e suggestivi (prenotando la visita qui), oppure l’elegantissimo palazzo Milo Pappalardo, con il suo balcone scolpito e la delicata sala della musica soppalcata, uno dei siti più visitati di questa edizione a Trapani (qui tutti i luoghi visitabili). Parte alle 9, invece, il pullman per la vicina Marsala (qui per prenotare), dove potrete affacciarvi dalla terrazza di Palazzo VII Aprile, percorrere il camminamento segreto della chiesa di Santo Stefano e visitare il Museo degli arazzi, dove si continuano a svolgere visite guidate in contemporanea in lingue diverse (qui tutti i luoghi a Marsala).

Una delle precedenti passeggiate in bus a Caltanissetta

Un borgo tutto da scoprire è anche Sambuca di Sicilia (partenza sempre da piazza Giotto alle 8,30, qui per prenotare), dove potrete ammirare tredici tesori, tra cui il sorprendente Palazzo Amodeo, la casa natale per primo sindaco di Sambuca dopo la Liberazione, un complesso fatto di ambienti diversi, ex vicoli, slarghi, terrazze, scale e salottini. Ma anche da non perdere la visita a Casa Planeta, un bellissimo ingranaggio di memorabilia, ricordi, lettere, costumi, uniformi, srotolati lungo tutto un complesso di locali che si affacciano sui due cortili (qui tutti i luoghi a Sambuca).

In pullman con Le Vie dei Tesori e Labisi

Infine, Siracusa, un’altra delle città più visitate di quest’anno. Vista la distanza, la partenza in questo caso è anticipata alle 7,15 (qui per prenotare). Qui avrete davvero l’imbarazzo della scelta, con il gettonatissimo Castello Maniace (al primo posto tra i siti di quest’anno e che ha raddoppiato gli accessi nel weekend appena trascorso), o ancora la splendida Cappella Sveva e l’ex Carcere Vescovile (qui tutti i luoghi visitabili).

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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L’abbazia di San Martino si svela come mai prima d’ora

Eccezionalmente aperto al pubblico il refettorio in occasione del festival Le Vie dei Tesori. La visita sarà accompagnata da una degustazione di birra prodotta dai monaci

di Marco Russo

È un’oasi di silenzio e pace tra i monti di Palermo, una delle poche in Sicilia ancora abitata dai monaci benedettini. L’abbazia di San Martino delle Scale si prepara a mostrarsi come mai prima d’ora, aprendo eccezionalmente al pubblico il refettorio monastico, di solito non accessibile perché compreso nel circuito della clausura. Si potrà visitare durante il festival Le Vie dei Tesori, già in corso nelle prime dieci città siciliane e che approderà a Palermo nei weekend dal 4 ottobre al 3 novembre (qui tutte le informazioni sul festival a Palermo). Tutti i sabati del festival, con due turni alle 11,30 e alle 16,30, l’abbazia aprirà le porte con una speciale visita guidata (qui per prenotare), accompagnata da una degustazione di birre, la “Blond Ale” e la “Monastic Beer” – bionda e scura – prodotte dagli stessi monaci. Si potranno gustare le due birre con un assaggio di formaggio e cassata.

Il refettorio

Dunque, per l’occasione, si potrà ammirare il refettorio, circondato da un rinnovato schienale in legno, in un’ampia sala adiacente al chiostro. È un luogo intimo ed esclusivo, dove i monaci consumano i pasti insieme e in silenzio, ascoltando da un bel pulpito in marmo posto sulla parete occidentale del refettorio, la lettura secondo il dettato della Regola benedettina. Sulla volta si potrà ammirare un affresco di Pietro Novelli del 1629, raffigurante la scena biblica con protagonista Daniele nella fossa dei leoni. Sulla parete di fondo del refettorio, in corrispondenza del posto centrale riservato all’abate, si trova un altro prezioso e grande dipinto che ritrae La cena in casa di Levi, opera attribuita ai pittori Mariano Smiriglio e Filippo De Mercurio e realizzata nel 1605.

L’abbazia di San Martino in una stampa d’epoca

Secondo un’antica tradizione, l’abbazia fu fondata da papa Gregorio Magno nel 604 e distrutta dai saraceni nel IX secolo. Ma l’inesistenza di fonti attendibili ha fatto dubitare molti studiosi su questa ipotesi. Di certo, esistono invece documenti che legano l’abbazia alla prima metà del XIV secolo, a partire dal 1347. E altri che raccontano l’importanza che ebbe nei secoli successivi, con una vita culturale vivace e originale: produzioni e committenze artistiche, attività editoriali e insegnamento. Ancora oggi, all’interno dell’abbazia ha sede Abadir, l’Accademia di belle arti di restauro, un polo culturale che è stato negli anni protagonista nella salvaguardia di tantissime opere d’arte.

Chiostro dell’abbazia

Nell’abbazia, adagiata nella vallata tra Monte Cuccio e Monte Caputo, che comprende sia la Basilica abbaziale che il monastero benedettino, una comunità monastica vive operosamente, tra le funzioni religiose, l’importante biblioteca rinnovata e ingrandita nel XVIII secolo e l’orto. Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato.

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti sul festival Le Vie dei Tesori, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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In pullman tra i tesori, i viaggi del secondo weekend

Novità di questa edizione del festival sono le partenze in bus da Palermo con rientro in serata per le altre città siciliane protagoniste. Domenica prossima si va a Caltanissetta, Messina, Acireale, Sciacca e Naro

di Marco Russo

Un comodo viaggio in pullman per scoprire le bellezze di città e borghi siciliani. Quest’anno con Le Vie dei Tesori si potrà partire comodamente in bus da Palermo, visitare i luoghi delle altre città del festival, per poi rientrare in serata, senza dover faticare guidando o cercando parcheggi. Dopo il successo del primo weekend di visite con ben 18mila accessi nel 170 luoghi aperti in dieci città (qui per saperne di più), sono disponibili le prenotazioni dei pullman per domenica prossima, 22 settembre, diretti a Caltanissetta, Messina, Acireale, Sciacca e Naro, tutti in partenza da piazzale Giotto. Il progetto nasce con Labisi Eventi vettore ufficiale.

Code a Villa Testasecca a Caltanissetta

L’appuntamento per scoprire i tesori di Caltanissetta è alle 8,30 (qui per prenotare il pullman). In questo caso, da non perdere la visita a Villa Testasecca, la residenza del “signore delle zolfare” Ignazio Testasecca, aperta soltanto ancora per il prossimo weekend e letteralmente presa d’assalto in quello appena trascorso (ve ne abbiamo parlato qui). Ma merita una visita anche il complesso di Santa Maria degli Angeli, che racchiude sia il cimitero che la chiesa, mai aperta dopo il restauro (qui tutti i luoghi visitabili).

Lo Stretto di Messina dal Forte San Salvatore

Partirà alle 7,15, invece, il pullman per Messina (qui per prenotare), alla sua terza partecipazione al festival. Avrete l’imbarazzo della scelta tra 26 luoghi aperti (scopriteli tutti qui). Potrete scoprire quel gioiello medievale che è la chiesa di San Tommaso Il Vecchio, che per anni fu utilizzata come forno, oppure ammirare lo Stretto dal Forte San Salvatore. Sempre alle 7,15, partenza per Acireale (qui per prenotare il pullman). Tra i tanti luoghi (qui l’elenco completo), si potrà visitare il sorprendente palazzo Vescovile, aperto per la prima volta lo scorso weekend, oppure la biblioteca e pinacoteca Zelantea, tra incunaboli e antiche stampe di Guido Reni, luogo più visitato di Acireale nel primo fine settimana del festival.

Palazzo Lazzarini a Sciacca

Spostandoci poi, nell’Agrigentino, c’è Sciacca (partenza alle 8,30, qui per prenotare il pullman). Qui c’è palazzo Lazzarini con tanto di giardino segreto profumato di aranci amari oppure il possente campanile di San Michele, eccezionalmente aperto al pubblico, da cui si gode un panorama mozzafiato sulla città (qui tutti i luoghi visitabili a Sciacca). Infine, un borgo tutto da scoprire è Naro (partenza alle 8,30, qui per prenotare il pullman), con i suoi gioielli barocchi. C’è la chiesa di Santa Maria del Gesù con il crocifisso di Frate Umile da Petralia, avvolto dalle leggende, e la Biblioteca Feliciana, dove è conservata una rarissima Bibbia poliglotta in otto lingue (qui tutti i luoghi di Naro).

Biblioteca Feliciana a Naro

Ma domenica 29 settembre, ultimo giorno di questa prima parte del festival, sono in programma viaggi giornalieri anche per le altre città, Siracusa, Trapani, Sambuca e Marsala (qui per prenotare i pullman).

La tredicesima edizione del festival appena iniziata, proseguirà, dunque, per i prossimi due weekend, fino al 29 settembre, in un percorso che mette insieme capoluoghi, città d’arte ma anche piccoli borghi che aspettano soltanto di essere scoperti. Dopo le prime dieci città, nel primo fine settimana di ottobre partirà – per cinque weekend, fino a domenica 3 novembre – la grande kermesse di Palermo con 170 luoghi, in contemporanea il festival aprirà 50 luoghi a Catania e, per tre weekend, anche i siti barocchi di Ragusa, Modica e Scicli. Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Tutte le passeggiate nel primo weekend del festival

Da Trapani a Marsala e Sciacca, da Messina ad Acireale, fino a Siracusa, percorsi inediti in compagnia di esperti alla scoperta di storie e monumenti

di Marco Russo

È entrato nel vivo il primo weekend del festival Le Vie dei Tesori, che ieri è iniziato nelle prime dieci città siciliane, e proseguirà fino al 29 settembre, per poi passare il testimone, a ottobre, a Palermo, Catania, Ragusa, Modica e Scicli. Sono centinaia i luoghi aperti e tutti da scoprire (ve ne abbiamo parlato qui), ma un posto a parte spetta alle passeggiate d’autore, in compagnia di esperti che svelano gli aspetti inediti e meno conosciuti delle città.

Villa Margherita a Trapani

Dunque, vediamo quali sono le passeggiate in programma per questo primo weekend. Partendo da Trapani, questa mattina alle 11, potrete andare alla scoperta di Villa Margherita, una passeggiata, tra natura e storia, in uno dei più importanti monumenti “verdi” della città (qui per prenotare). Chi non può partecipare questa mattina, avrà la possibilità di farlo anche sabato 21 e 28 settembre, giornate in cui la passeggiata si ripeterà. Per domenica, invece, è già sold out il percorso guidato da Luigi Biondo tra i misteri e le leggende di Trapani. Spostandoci nella vicina Marsala, al suo debutto al festival, domani, 15 settembre alle 10,30, si potrà andare alla scoperta dell’antica città e della necropoli punica di Lilibeo (qui per prenotare), con una passeggiata a cura dell’archeologa Maria Grazia Griffo e del direttore del Parco archeologico, l’architetto Enrico Caruso. Proseguendo verso Sciacca, altra città al debutto, domenica alle 9, si potrà salire su Monte Kronio (qui per prenotare), seguendo l’antico sentiero che i pellegrini facevano a piedi fino al santuario. Una volta arrivati in vetta si potranno scoprire la grotta dove visse un eremita e l’antiquarium dove sono esposti dei reperti provenienti dalle grotte sottostanti.

La fontana del Nettuno a Messina

Nella Sicilia orientale, poi, da non perdere la passeggiata “Sulle orme del mito” a Messina, in programma domenica alle 10,30 (qui per prenotare). Un percorso che affonda le sue pieghe nel vasto patrimonio mitologico della città dello Stretto attraverso la visita di alcuni tra i monumenti e i luoghi del centro storico. La passeggiata partirà dalla Fontana del Nettuno dove sono protagonisti i mostri Scilla e Cariddi, al di qua e al di là dello Stretto; si prosegue con la visita del Teatro Vittorio Emanuele con il complesso scultoreo di Saturno; dopo una breve sosta alla chiesa dei Catalani, già sede del tempio dedicato a Nettuno, il percorso si chiuderà a Piazza Duomo accanto alla fontana di Orione, mitico fondatore della città di Messina.

Sentiero nella riserva della Timpa

Ad Acireale, invece, sabato e domenica alle 9 e alle 11, si potrà percorrere un itinerario dalla piazza del Suffragio alle Chiazzette, attraversando il ponte sulla Statale 114, lungo la Riserva naturale orientata della Timpa (qui per prenotare); oppure, sempre sabato e domenica alle 10 e alle 16, una passeggiata alla scoperta di Aci seicentesca (qui per prenotare), dove a ogni angolo o piazza corrisponde un aneddoto, una storia o una leggenda (entrambe le passeggiate sono disponibili per tutti i weekend del festival). Infine, a Siracusa, oggi alle 16 e domani alle 10,30, la passeggiata “Pupi on the road” (qui per prenotare). Ritorna l’itinerario più gettonato della scorsa edizione alla scoperta del mondo dei pupi siciliani, attraversando alcuni dei luoghi più suggestivi di Ortigia.

Novità di quest’anno, inoltre, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Il progetto nasce con Labisi Eventi Vettore ufficiale (qui per scoprire tutte le partenze in programma). Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Lezioni di yoga tra i tesori di Siracusa

Si potrà respirare e meditare nella Piazza d’Armi del Castello Maniace, nel Parco Landolina e nel Ginnasio romano

di Marco Russo

Ritrovare se stessi immersi in luoghi dove si respirano storia, natura e cultura. Diventare un tutt’uno con la bellezza senza tempo che si nasconde soltanto in certi angoli delle nostre città. Un’esperienza che adesso si potrà vivere a Siracusa, con il festival Le Vie dei Tesori, che torna nei prossimi tre weekend, aprendo le porte di 21 luoghi (qui l’elenco completo).

ll Castello Maniace

Si potrà respirare, meditare, muoversi in tre gioielli, seguendo sei lezioni di yoga che anticipano di qualche settimana il Siracusa Yoga Festival con cui è stata stretta una collaborazione. Le prime due lezioni, con la guida di insegnanti esperti, si svolgeranno, sabato 14 settembre dalle 16 alle 18 e domenica 15 dalle 9 alle 11, nella Piazza d’Armi del Castello Maniace, la fortezza costruita da Federico II di Svevia nel 1200 da cui si gode una meravigliosa vista (qui per prenotare). Le lezioni si svolgeranno nel giardino della Piazza d’Armi, circondati dalle mura della castello.

Parco Landolina

Nel weekend successivo, ci si potrà immergere nel verde del Parco di Villa Landolina, sabato 21 dalle 16 all 18 e domenica 22 dalle 9 alle 11 (qui per prenotare). Dunque, un grande respiro all’unisono con il polmone verde ricco di piante secolari e di ipogei di età greca e cristiana che si trova accanto al Museo archeologico regionale. Un’area che vanta anche un ricco sottobosco, e documenta il gusto romantico dell’epoca, ispirato ai giardini arabi, con piante di diverse specie, da quelle mediterranee alle esotiche.

Ginnasio romano

Infine, ultimo weekend “meditativo”, nel Ginnasio romano del Parco archeologico, sito da poco restituto alla città (qui per prenotare). In questo caso gli incontri si svogeranno venerdì 27 settembre dalle 16 alle 18 e sabato 28 dalle 9 alle 11. Le lezioni si terranno nel complesso monumentale risalente alla seconda metà del I secolo dopo Cristo, che comprende un piccolo teatro, un quadriportico e un tempio.

Novità di quest’anno, inoltre, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Siracusa, potrà farlo domenica 29 settembre (qui per prenotare il pullman). Per tutte le informazioni sul festival a Siracusa visitare la pagina https://leviedeitesori.com/siracusa/. Per prenotare il pullman da Palermo cliccare qui. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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I palazzi barocchi di Noto aprono i loro saloni

Sono un tripudio di bellezza e storia, simbolo di un tempo in cui la cittadina era meta di re e principi. Saranno visitabili durante il festival Le Vie dei Tesori

di Marco Russo

C’è il palazzo con le stanze neoclassiche dove dormì Re Ferdinando, oppure quello dove i marchesi danzavano con la regina. C’è la dimora decorata da trompe l’oeil che “giocano” con i visitatori, e ancora il palazzo che ospitò negli anni Trenta del secolo scorso i principi di Piemonte, Umberto e Maria Josè di Savoia. I palazzi barocchi di Noto sono un tripudio di bellezza e storia, simbolo di un tempo in cui la cittadina era meta di re e principi. Quattro antiche residenze che adesso aprono le porte dei loro saloni in occasione del festival Le Vie dei Tesori, che debutta nella cittadina del Siracusano, per tre weekend (venerdì, sabato e domenica) dal 13 al 29 settembre (ve ne abbiamo parlato qui).

Palazzo Landolina Sant’Alfano

Il tour tra le dimore barocche di Noto può cominciare da Palazzo Landolina Sant’Alfano (qui per acquistare il coupon), dove, tra il 1838 e il 1844, soggiornò tre volte il re Ferdinando II di Borbone e la regina Maria Teresa d’Austria. Costruito nel 1730 su commissione di Francesco Landolina, marchese di Sant’ Alfano come propria residenza, è sempre appartenuto a questa antichissima famiglia di origine normanna, giunta a Noto nel 1091 al seguito di re Ruggero. La facciata in stile neoclassico (progettato da Vincenzo Sinatra), si distingue per la sua elegante sobrietà; si divide in tre ordini orizzontali sostenuti da pilastri quadrangolari coronati da pregevoli capitelli corinzi. Le finestre e i balconi sono sormontati da eleganti architravi rettangolari. All’interno spicca una bella scala trionfale abbellita da statue in marmo. Potrete ammirare anche le stupende pareti dorate del salone principale, arricchito da bellissime tele settecentesche e ottocentesche.

Palazzo Nicolaci

Tappa successiva, potrebbe essere Palazzo Nicolaci (qui per acquistare il coupon), con i suoi balconi decorati da un vero e proprio bestiario di figure grottesche, come sirene, leoni, sfingi, ippogrifi, cavalli alati e angeli. All’interno, vi potrete immergere in suggestivi trompe l’oeil, il cui culmine è raggiunto nel salone delle feste dove una finta balaustra crea un effetto straordinario, con la riproduzione dell’ “Aurora” di Guido Reni, su un pavimento Capodimonte. Palazzo Nicolaci, acquisito per metà dal Comune, fu costruito nel 1737 su disegno di Rosario Gagliardi e Paolo Labisi. Si accede da un portale con due grandi colonne ioniche, sormontato da una balconata barocca.

Palazzo Trigona

Da non perdere anche il palazzo della potente famiglia Trigona, marchesi di Canicarao e di Dainamare (qui per acquistare il coupon). Venne progettato inizialmente da Rosario Gagliardi, ma completato da Vincenzo Sinatra e dai fratelli Paolo e Bernardo Labisi. È l’unico palazzo con nove panciuti balconi sul prospetto con tre grandi aquile aragonesi, simbolo delle origini della nobile famiglia. Nei sontuosi saloni venivano organizzati balli (con inviti molto ambiti) in onore della Regina di Napoli. L’interno è diviso in due parti: metà del Comune di Noto e metà gelosamente custodita dall’ultima marchesa di Canicarao.

Palazzo Ducezio

Infine, ma non perché meno importante, Palazzo Ducezio, sede del Comune, così chiamato in onore del fondatore della città, quel Ducezio che nel V secolo avanti Cristo fece insorgere i siculi contro i greci (qui per acquistare il coupon). Fu progettato dal netino Vincenzo Sinatra nel 1746, ispirandosi ad alcuni palazzi francesi del XVII secolo, ma il primo piano venne completato solo nel 1830 e il secondo nella prima metà del XX. All’interno si potrà visitare la Sala degli Specchi, a pianta ovale, arricchita da stucchi e ori in stile Luigi XV. All’inizio degli anni Trenta, per la visita ufficiale di Umberto e Maria Josè di Savoia, principi di Piemonte, il salone venne restaurato dal pittore Gregorietti. Aperta anche la terrazza da cui si ha una visuale straordinaria sulla città.

Tutti i palazzi sono visitabili con il collaudato sistema dei coupon da uno, quattro o dieci ingressi a scelta tra i tredici luoghi del festival a Noto (qui l’elenco completo dei luoghi aperti). Per informazioni sul festival a Noto visitare la pagina https://leviedeitesori.com/noto/. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, passeggiate e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Alla scoperta del crocifisso scolpito dagli angeli

L’opera di Frate Umile da Petralia è custodita nella Chiesa di Santa Maria del Gesù di Naro, tra i luoghi del festival Le Vie dei Tesori che debutta nel borgo agrigentino

di Marco Russo

Ha il capo reclinato sulla spalla destra, il corpo appena inarcato, come a voler seguire il movimento della testa e i piedi fissati da un unico chiodo. È il Cristo in croce, dall’intensa forza drammatica, scolpito nel legno da Frate Umile da Petralia Soprana e custodito nella Chiesa di Santa Maria del Gesù di Naro, nell’Agrigentino. Leggenda vuole che questo frate abbia realizzato 33 crocifissi – tanti quanti erano gli anni di Cristo – e che durante la notte gli angeli venivano in suo aiuto, completando sempre il lavoro.

Il crocifisso di Frate Umile da Petralia

L’opera, adesso, si potrà ammirare anche durante il festival Le Vie dei Tesori, che debutta a Naro nei tre weekend dal 14 al 29 settembre, con 12 luoghi tutti da scoprire (qui l’elenco completo dei siti da visitare). Il crocifisso, realizzato nel 1639, si deve – come ipotizzano gli storici – all’amicizia che legava l’artista al confratello Fra’ Bernardino da Naro, e rientra a pieno titolo tra le opere della maturità del frate madonita. Opere dalla grande forza morale, dettate anche dalle nuove concezioni ideologiche legate alla politica culturale della Controriforma, di cui non a caso i francescani, tanto devoti all’immagine del Crocifisso, furono tra i maggiori diffusori.

Chiesa di Santa Caterina

Ma tra i siti da scoprire nel piccolo borgo agrigentino c’è anche la chiesa di Santa Caterina che in epoca medievale doveva essere uno splendore, interamente affrescata da Cecco da Naro (che poi Matteo Chiaramonte portò con sé a Palermo per lavorare sul soffitto dello Steri). Pare che fosse talmente bella che il titolare della chiesa pensò un giorno che gli splendidi affreschi distraessero i fedeli. Dunque, pensò bene di distruggerli. Oggi rimangono solo piccole porzioni in una cappella spoglia di enorme e ieratiche bellezza. La facciata esterna risale al 1725, il portale, molto semplice, è di stile tardo barocco. Ma quelle che attirano l’attenzione sono le absidi chiaramontane, con pilastri e capitelli scolpiti. Durante i lavori di rifacimento del pavimento è venuta anche alla luce una sepoltura.

Affreschi nella chiesa di Santa Caterina

Inoltre, il festival Le Vie dei Tesori, quest’anno si allarga a quindici città in tutta la Sicilia (qui per scoprirle tutte). Oltre a Naro, nell’Agrigentino, ci saranno anche Sciacca e Sambuca con cui si creerà di fatto una rete, visto che i coupon saranno validi per visitare i luoghi di tutte e tre le cittadine. Novità di quest’anno, poi, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Naro, potrà farlo domenica 22 settembre (qui per prenotare il pullman).

Per informazioni sul festival a Naro visitare la pagina https://leviedeitesori.com/naro/. Per prenotare il pullman che parte da Palermo cliccare qui. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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L’elegante dimora del “signore dello zolfo”

Villa Testasecca, a Caltanissetta, è uno splendido esempio di residenza nobiliare di campagna nel cuore della Sicilia. Si potrà ammirare in occasione del festival Le Vie dei Tesori

di Marco Russo

Era la residenza del “signore dello zolfo”, il conte Ignazio Testasecca, una delle personalità più importanti e influenti nella Caltanissetta dell’Ottocento. L’affascinante Villa Testasecca è un emblematico esempio di dimora nobiliare di campagna nel cuore della Sicilia, sorta grazie alle possibilità economiche di una tra le famiglie nissene più ricche e potenti.

Villa Testasecca

La villa, realizzata nella seconda metà del XIX secolo, dalle forme eleganti e col suo caratteristico color rosso pompeiano, oggi fa parte dell’Associazione Dimore Storiche Italiane e appartiene alla famiglia Benza, che ne ha curato il restauro. È uno dei luoghi aperti in occasione del festival Le Vie dei Tesori, che per il terzo anno consecutivo torna a Caltanissetta, nei tre weekend dal 13 al 29 settembre, in contemporanea con altre città siciliane (ve ne abbiamo parlato qui). Inoltre, proprio a Villa Testasecca è in programma, sabato 21 settembre, una visita con degustazione di vini Planeta, guidata di un esperto (qui per prenotare).

Il giardino della villa

La famiglia Testasecca, originaria di Canicattì, deve la sua fortuna dall’unione tra il medico Gaetano Testasecca e Anna Maria Curcuruto, giovane rampolla di professionisti nisseni: da loro nacque nel 1849, Ignazio che per tutta la vita amministrò l’enorme patrimonio ereditato dai Curcuruto, tra cui la solfara in contrada Juncio e dieci feudi per un totale di 4000 ettari. Vicino al re, Ignazio Testasecca fu nominato conte dopo la realizzazione del “ricovero di mendicità” per gli orfani e i poveri, che fece costruire in onore dei 25 anni delle nozze reali del re Umberto I con la regina Margherita.

Il prospetto

L’imponente dimora, su tre elevazioni, si trova in contrada Bagno, lungo la strada che da Caltanissetta porta a San Cataldo e si inserisce in quello che rimane del Parco Testasecca, ex Parco Curcuruto. Dal portale d’ingresso, sormonato da una elegante balconata, passavano carrozze e auto, sino a giungere al portale opposto, sul lato sud del giardino, dove si trova una grande scalinata monumentale a tenaglia. Le elevazioni della villa sono caratterizzate da un intonaco di colore rosso pompeiano, racchiuso dalle paraste bianche e cornici marcapiano, che inquadrano le grandi aperture provviste di cornici, con persiane verdi. Notevole è la grande terrazza panoramica che si affaccia sulle colline nissene.

Il cimitero monumentale

La famiglia Testasecca oggi riposa nella cappella gentilizia fatta costruire dal conte Ignazio, nel cimitero monumentale che si trova a ridosso della chiesa di Santa maria degli Angeli. Sia il cimitero che la chiesa sono luoghi visitabili durante il festival (qui tutti i siti), quest’ultima, in particolare, mai aperta al pubblico dopo il restauro. Addossati al castello di Pietrarossa, i loculi e le cappelle gentilizie sono uno spaccato storico delle abitudini ottocentesche, in vita come in morte. Tra le tombe più spettacolari, quella dei Morillo di Trabonella, scavata in una cavità della roccia di Pietrarossa, forse un’antica stanza del castello e proprio la cappella gentilizia dei Testasecca, con guglie e una cripta, mentre la tomba dei Calefati vanta un peristilio a colonne.

La cappella Testasecca

Tornando al festival, novità di quest’anno, poi, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città protagoniste. Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Caltanissetta, potrà farlo domenica 22 settembre (qui per prenotare il pullman). Per informazioni sul festival a Caltanissetta visitare la pagina https://leviedeitesori.com/caltanissetta/. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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La Colombaia “regina” di Trapani e altri tesori

È uno dei simboli della città, monumento più visitato nella passata edizione de Le Vie dei Tesori. Adesso si prepara al bis insieme a nuovi gioielli

di Marco Russo

La sua sagoma austera che si erge dal mare è tra gli scorci più suggestivi di Trapani. Tante sono le leggende che si tramandano sul Castello della Colombaia, con la sua torre e l’ex carcere che nasconde all’interno. I documenti storici più antichi ne fanno risalire la costruzione alla Prima Guerra punica, a opera del condottiero cartaginese Amilcare. Oggi il monumento trapanese è stato riscoperto anche grazie a Le Vie dei Tesori, che l’anno scorso ha debuttato nella città falcata. La torre della Colombaia è stato il luogo più visitato e quest’anno, quando la nuova edizione del festival è alle porte (ve ne abbiamo parlato qui), si prepara a bissare il successo, anche se i siti pronti a contendergli lo scettro, sono davvero tanti (qui tutti i luoghi visitabili).

Torre campanaria di San Domenico

L’isoletta con il Castello della Colombaia sarà l’unico sito su prenotazione e si raggiungerà in barca (qui per prenotare la visita), ma, tra le chicche di quest’anno, un posto d’onore spetta anche al campanile di San Domenico, che fa parte del complesso monumentale dell’ex convento. Realizzata nel XV secolo, la torre di forma ottagonale, ha una singolare scala elicoidale in pietra arenaria, con scalini che salgono a chiocciola, a incastro, seguendo un modus tipicamente trapanese. Alla torre si accede dal secondo chiostro attraverso un delizioso portaletto ad arco ribassato. Giunti in cima, potrete godere di una spettacolare vista sulla città.

Madonna in terracotta policroma di Andrea della Robbia

Nasconde, invece, un doppio tesoro, la chiesa di Santa Maria del Gesù, fresca di restauro. Si tratta di una commovente Madonna in terracotta policroma invetriata realizzata da Andrea della Robbia, che si affaccia da un baldacchino in marmo del Gagini, datato 1521. La chiesa fu eretta, con il convento dei padri Francescani Osservanti, nella prima metà del XVI secolo. La facciata in conci di tufo, di forme miste gotico-rinascimentali, ha un bel portale ogivale sovrastato da una grande nicchia a forma di conchiglia.

Santa Maria di Gesù

Questi sono solo alcuni dei luoghi aperti in occasione del festival che ritorna a Trapani dopo il successo dello scorso anno, quando ha debuttato con ben 15mila visitatori. Nei weekend dal 13 al 29 settembre saranno 25 i luoghi da scoprire, ma ci sarà spazio anche per sei passeggiate d’autore (qui per prenotare) e per il Festival Kids, con visite e laboratori dedicati ai più piccoli (qui per saperne di più).

Novità di quest’anno, poi, sono i viaggi giornalieri in pullman da Palermo verso alcune delle città del festival. Dunque, chi dal capoluogo siciliano volesse andare alla scoperta dei tesori di Trapani, potrà farlo domenica 15 settembre (qui per prenotare il pullman) o domenica 29 settembre (qui per prenotare).

Per informazioni sul festival a Trapani visitare la pagina https://leviedeitesori.com/trapani/. Per restare aggiornati su tutte le altre iniziative, visite e appuntamenti visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Un weekend alla scoperta dei tesori di Ragusa e Modica

Due giorni con partenza in pullman da Palermo per visitare chiese, palazzi e musei sulle rotte del barocco. Previsto pernottamento in albergo a 4 stelle, cena e degustazione di benvenuto

di Marco Russo

Un trionfo di barocco. Chiese, palazzi nobiliari, vicoli e scorci che hanno reso celebre la Sicilia nel mondo. Ragusa e Modica sono parte di un territorio unico, un’isola nell’isola che è un tripudio di Patrimoni dell’Umanità, targati Unesco, ma anche una miniera di eccellenze enogastronomiche. Uno scrigno prezioso che potrà essere scoperto in occasione del festival Le Vie dei Tesori, che torna nelle due città iblee, con quaranta luoghi da visitare, nei tre weekend dal 4 al 20 ottobre.

Il salone del Circolo di Conversazione di Ragusa

Ma quest’anno, si potranno vivere le due città anche grazie a “I viaggi dei tesori” organizzati dal festival. Un intero weekend a Ragusa e Modica in compagnia di chi quei luoghi li conosce davvero e che utilizza al meglio il tempo a disposizione. Senza far perdere nulla di importante, ma sorprendendo con esperienze e incontri preclusi a un viaggiatore fai da te.

La cripta di San Domenico a Modica

Così, sabato 12 e domenica 13 ottobre, si potranno scoprire tutte le rotte del barocco, partendo da Palermo in pullman, con i consigli preziosi di un accompagnatore della città, le guide nei luoghi de Le Vie dei Tesori, un hotel a 4 stelle e una cena da non perdere. Tanti sono i siti da visitare: 25 a Ragusa (scopriteli qui) e 15 a Modica (scopriteli qui), compreso l’antico “fattojo” della più antica fabbrica di cioccolato in Sicilia. Ragusa è un salotto a cielo aperto dove il tempo sembra essersi fermato, tra aristocratici circoli di conversazione e antiche corti di palazzi nobiliari. Modica  – l’antica e orgogliosa capitale della Contea, fino a un secolo fa quarta città della Sicilia per numero di abitanti e importanza politica – sembra partorita da un sogno ardito, con le scale che si inseguono sulle colline e poi scendono giù nei dirupi, con le chiese barocche affacciate sull’alveo del vecchio fiume dove un tempo giravano i mulini ad acqua, con torri e campanili che svettano inaspettati su distese di tetti.

Palazzo La Rocca a Ragusa

Questo il programma del weekend. Partenza la mattina di sabato 12 ottobre da Palermo e arrivo a Modica intorno alle 12,30. Si comincia con una degustazione di street food ragusano per poi dedicarsi al tour de Le Vie dei Tesori con l’accompagnatore. Alle 19 partenza in pullman per Ragusa, sistemazione in hotel e alle 21 la cena in un ristorante poco distante. Domenica 13, dopo la colazione in albergo, alle 9,30 incontro con l’accompagnatore, inizio del tour de Le Vie dei Tesori in città, con pranzo e pomeriggio liberi. La partenza in pullman per Palermo è prevista per le 18 con arrivo alle 22.

Per prenotare il viaggio c’è tempo fino al 15 settembre (qui tutte le informazioni). Per adesioni telefonare allo 0917745575 o scrivere una email a viaggi@leviedeitesori.it.

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