Cortile Cascino, Capo e Albergheria: come cambia il centro storico di Palermo

Il libro “Centralità ai margini” della semiologa Maria Giulia Franco analizza la complessa evoluzione del capoluogo siciliano attraverso tre spazi simbolici

di Marco Russo

Il centro che è allo stesso tempo periferia. Spazi urbani stratificati e in continua trasformazione. Microcosmi dalla forte vocazione identitaria, ma interconnessi tra loro. La complessa evoluzione del centro storico di Palermo è al centro della ricerca di Maria Giulia Franco, semiologa palermitana laureata all’Università Alma Mater di Bologna. Un’indagine raccontata nel saggio dal titolo “Centralità ai margini”, edito da Mohicani Edizioni, un libro di 122 pagine che si concentra su tre spazi paradigmatici della città, diversi tra loro, come cortile Cascino, il quartiere dell’Albergheria e il Capo.

Campetto di calcio all’Albergheria

Tre luoghi che – secondo la semiologa – “incarnano, per la loro condizione di degrado e di subordinazione, l’effetto della crescita urbanistica avvenuta a discapito di quelle realtà socioculturali rappresentate dai ceti più poveri e relegate nel centro storico”. Del cortile Cascino come luogo di degrado urbano e grande povertà si è occupato negli anni Cinquanta del secolo scorso il sociologo Danilo Dolci, affiancato anche dal giornalista e saggista Goffredo Fofi che per qualche tempo andò a vivere proprio nel cortile Cascino.

La copertina del libro

Poi c’è la multietnica Albergheria, che ha il suo fulcro nello storico mercato di Ballarò, e infine il Capo, terzo luogo simbolo dell’indagine, è il quartiere nel quale si trova un altro mercato popolare che ha acquistato una forte attrattiva turistica dopo il declino della Vucciria. Luoghi che esprimono una grande diversità fisica e socio-economica rispetto al resto della città che con gli ultimi piani regolatori (quello del 1957 e quello del 1962) si è sviluppata nel segno di un’espansione verso le aree periferiche e verso quelle residenziali. Il centro storico ha così subito un processo di accentuata marginalità morfologica e sociale.

Murale di Fulvio Di Piazza all’Albergheria

“La ricerca è stata svolta sia al livello sociale sia fisico e urbano, come due lenti di ingrandimento che inquadrano gli abitanti e i luoghi dei quartieri collegandoli però tra loro in una stretta connessione – scrive la studiosa – . I punti di vista e gli approcci considerati sono stati selezionati rispetto ad un grado di coerenza tale da risultare determinanti per comprendere l’identità complessiva e sfaccettata delle seguenti aree, le quali sono poste in stretta relazione in quanto condividono medesime logiche e dinamiche; esse infatti rappresentano il prodotto di un’evoluzione fisica che riflette direttamente sulle dinamiche socioculturali della città”.

Il mercatino dell’usato all’Albergheria

“Nelle pagine del libro – prosegue Franco – vengono raccontati i risultati di una ricerca sull’evoluzione identitaria della città di Palermo, mappata e scomposta nei suoi spazi, nei suoi molteplici linguaggi verbali e nelle sue rappresentazioni; da questa ricerca sono scaturite delle aree di interesse poiché considerate esemplari e rappresentative per il senso del nostro lavoro, in quanto dipingono l’attuale identità fisica e sociale della città. Infatti, esse fungono da microcosmi indipendenti riprodotti mediante differenti aspetti, forme e dinamiche in un contesto urbano fortemente contraddittorio”.

La semiologa coglie in questa realtà urbana i segni di una “spazialità confinata” ma vi ritrova anche caratteri autonomi, indipendenti e dinamici di grande interesse. Il Borgo, l’Albergheria o il Capo “racchiudono – scrive – differenti forme di vita e profili identitari, che attualizzano una coesione e un’appartenenza a un determinato status sociale”. E questo li rende “parte integrante di quel luogo e non di un altrove, ma sono ugualmente portatori di una diversità socioeconomica da non poter sottovalutare”.

Saline di Trapani (foto Giulio Giallombardo)

Dal Time a Forbes: la Sicilia che brilla agli occhi del mondo

La stampa internazionale sta dedicando tante pagine all’Isola, che torna a riempirsi di turisti, nonostante la minaccia dell’emergenza sanitaria

di Marco Russo

Saline di Trapani (foto Giulio Giallombardo)

La magia dei templi, i mosaici bizantini, il mare cristallino: l’incanto di un’isola che sta tornando a riempirsi di turisti, nonostante la pandemia faccia ancora paura. I giornali del mondo tornano a puntare i riflettori sulla Sicilia. Dal Time a Forbes, e ancor prima l’olandese De Telegraaf, gli americani Washington post e New York Post e tanta stampa inglese, dal Daily Mailal Guardian, hanno dedicato uno spazio all’Isola.

La foto del Time che rappresenta la Sicilia

Uno degli articoli più recenti è quello del Time che, nella lista dei 100 luoghi più belli del mondo del 2021, mette anche la Sicilia, unica località italiana insieme alla Toscana e a Venezia (qui l’articolo). Scelte che partono direttamente dai collaboratori dello storico settimanale americano, che ogni anno stilano una mappa ideale di posti da scoprire. “L’isola più grande d’Italia sta sollecitando i visitatori a tornare con incentivi sovvenzionati dal governo, – scrive Brekke Fletcher nell’articolo ‘Una storia in riva al mare’ – tra cui soggiorni gratuiti in hotel e accesso ai musei. (I buoni sono in quantità limitata, venduti tramite agenzie di viaggio autorizzate). Le nuove località balneari aggiungono ulteriore fascino alle numerose attrazioni della Sicilia, che includono templi greci, mosaici bizantini e uno dei vulcani più attivi d’Europa”.

Villa Igiea

Al riferimento del Time sugli incentivi del piano di promozione turistica della Regione Siciliana, si aggiunge anche un cenno ad alcune strutture ricettive del lusso hanno riaperto i battenti recentemente. “L’ultima proprietà di Rocco Forte, Villa Igiea, ospitata in una villa storica affacciata sulla baia di Palermo, inaugurata a giugno dopo due anni di ristrutturazione, – si legge ancora sul Time – offre una vista sul mare dal suo patio e dai giardini terrazzati. Un’altra offerta del Forte, il Verdura Resort dall’altra parte dell’isola, ha appena inaugurato nuove ville e presto avrà un campo da golf. Torna sulla scena anche il San Domenico Palace di Taormina, ora un hotel Four Seasons situato su una scogliera sul sito di un convento del 14esimo secolo, con una piscina e tre ristoranti”.

L’articolo di Forbes su Trapani

Ma la Sicilia viene esaltata anche in un’altra rivista statunitense, Forbes, uno dei magazine più prestigiosi su classifiche, cultura, economia e innovazione. Un articolo di pochi giorni fa, a firma John Mariani, tesse le lodi di Trapani, (qui l’articolo) “una bellissima cittadina di 70mila abitanti, – si legge su Forbes – che conserva il suo patrimonio di pescatori come importante porto del Mediterraneo, oltre ad offrire una miscela di architettura barocca greca, moresca e spagnola che rende il vagare per le sue strade un passaggio avanti e indietro nella storia”.

Nell’articolo sono citate la “pesca del tonno e le vaste saline vicine che hanno aiutato la ripresa dell’economia dopo la seconda guerra mondiale”, poi le Egadi facilmente raggiungibili dal porto della città: “Lungo la banchina al mattino o al crepuscolo, con la vista del monte Erice, si cammina sotto cieli pastello striati di nuvole cangianti”.

Cattedrale di San Lorenzo Martire

Spazio poi alle chiese e ai tesori monumentali, tra cui Sant’Agostino, la Basilica di Maria Santissima Annunziata, Palazzo Cavarretta e “la Cattedrale di San Lorenzo, con la sua bella cupola, costruita nel 1421 e restaurata nel XVIII secolo”. Tra le attrazioni, citato anche il Museo delle Illusioni ottiche, “molto divertente, soprattutto per i giovani visitatori”. Dopo un cenno ai piatti tradizionali, tra ristoranti e ospitalità, Forbes conclude: “Trapani, se non opulenta, è la testimonianza di come la Sicilia si sia evoluta dalla sua immagine di deprimente povertà e criminalità. Esistono ancora, ma è comunque uno dei posti più belli del mondo che migliora di anno in anno”.

La tonnara di Scopello

È della scorsa primavera anche un articolo del De Telegraaf, il più importante quotidiano dei Paesi Bassi, che ha dedicato una pagina, scritta dal corrispondente da Roma Maarten van Aalderen, con un’immagine della Valle dei Templi di Agrigento, per raccontare agli olandesi progetti e proposte dell’assessorato al Turismo della Regione Siciliana, a partire dai voucher per chi desidera visitare l’Isola. Ma i primi a lanciare le iniziative erano stati The Times e la Reuters ed ancora gli altri inglesi Daily Mail, The Sun, The Guardian, Mirror, Telegraph, Time Out; ma anche gli americani Washington post e New York Post, gli spagnoli Lavanguardia e 20minutos; ed ancora Lonely Planet, Time of India, Huffington Post del Canada, Vogue Australia, fino al New Zeland Herald.

Fuochi, cubi di luce e carro ai Quattro Canti: così Palermo ha abbracciato la Santuzza

Il Festino numero 397 fa i conti con la pandemia e la città saluta Santa Rosalia con sobrietà, tra installazioni luminose e fuochi d’artificio diffusi

di Marco Russo

Non c’è stata la sfilata dietro il carro trionfale, né il fiume umano che affollava il Cassaro. Niente spettacoli con figuranti, musica, macchine sceniche e proiezioni, né il tradizionale grido augurale ai Quattro Canti. Il Festino numero 397 fa i conti con la pandemia e Palermo saluta Santa Rosalia con sobrietà, tra luci e fuochi d’artificio diffusi. Un piccolo segnale di ripartenza dopo la festa “sospesa” dell’anno scorso, in attesa, oggi pomeriggio alle 17,30, della benedizione dall’alto dell’arcivescovo Corrado Lorefice, che sorvolerà la città da un elicottero con le reliquie della Santa.

Il carro trionfale ai Quattro Canti

Mentre il carro restaurato occupava la scena fermo ai Quattro Canti, facendo da sfondo a migliaia di selfie, e in attesa dello spettacolo dei fuochi d’artificio di mezzanotte (quest’anno “sparati” da cinque borgate marinare della città), ieri sera sul sagrato della Cattedrale hanno preso vita due diverse installazioni luminose en plein air, riunite sotto il comune titolo, “Rosalia, Luce mia”, firmato e prodotto da Stefania Morici. Cubi in enfilade ad introdurre sul sagrato, piatti sospesi, figure e focus luminosi, per un progetto prodotto e organizzato da Cialoma eventi, Associazione Arte mediterranea e Arteventi, sostenuto da Io Compro Siciliano. Installazioni che resteranno tutte scenograficamente sospese fino al 10 settembre, inglobando anche il 4, altra data legata al culto della patrona.

La Cattedrale con i cubi luminosi

Dentro ogni cubo e ogni cerchio, disegni e personaggi nati dalla penna versatile e dagli acquerelli, rispettivamente, di Sergio Caminita (Repetita Iuvant) e Anna Cottone (In Lucem): legato al mondo del design e delle grafica il primo, acquerellista e urban sketchers, la seconda, uniscono le forze per raccontare la Santa, che affiorerà dalle facce di ogni cubo, si replicherà decine e decine di volte, pazientemente in attesa che questa città ricominci da dove aveva lasciato prima della pandemia. “Un’installazione di luci e colori che dialoga con le bellezze della Cattedrale – dice Stefania Morici – . Il dono, mio e dei due artisti, rappresenta la speranza. Santa Rosalia abbraccia Palermo e i suoi cittadini con la sua luce ed il suo amore”.

L’installazione “Rosalia Luce Mia”

“Siamo orgogliosi di essere presenti promuovendo l’arte attraverso un’installazione unica dedicata alla Santuzza che illuminerà, vigilerà e proteggerà l’estate dei palermitani”, dice Davide Morici, fondatore di Io Compro Siciliano. Il progetto ha avuto il sostegno anche di Cettina Giaconia, imprenditrice e consulente d’impresa, e del Comune di Palermo. “Nasce un racconto artistico per luci e immagini che è conferma di fede e fiducia nella possibilità di liberarci, ancora una volta da ogni peste” dicono il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore alle Culture, Mario Zito. Al progetto collabora anche la Fondazione Sicilia, presieduta da Raffaele Bonsignore, che spiega come “la devozione che da secoli lega i palermitani a Santa Rosalia è riuscita a emergere anche in questi ultimi anni funestati dalla pandemia”.

Folla al Cassaro davanti alla Cattedrale

Da ieri nelle vetrine sul Cassaro del Museo Riso, in collaborazione con CoopCulture, verranno esposti sei “taccuini d’arte” di Anna Cottone, un cartellone che ricalca quello dei cantastorie con la vita di Rosalia, e un teatrino in cartone, accompagnati sempre da un cunto in dialetto siciliano. Un’immersione a 360 gradi nel mondo della santa eremita, un lungo racconto per immagini acquerellate, che Anna Cottone porta già avanti da diversi anni. E che raffigurano un vero e proprio viaggio dentro il Festino.

Il museo Salinas di Palermo

Mentre al Museo Salinas e a Palazzo Abatellis la Santuzza viene celebrata con due mostre. Al Salinas si potranno ammirare fino al 4 settembre stampe del Seicento e del Settecento, doni votivi anatomici, di cui alcuni in terracotta provenienti dall’antica città campana di Cales, raffiguranti mani, piedi e uteri, raffigurazioni riferibili ad edizioni del Festino della fine dell’Ottocento ed un orecchio in argento proveniente dal Santuario di Demetra Malophoros a Selinunte. All’Abatellis, invece, la mostra “Rosalia e le sante di Palermo” offre un viaggio nella pittura presente all’interno del museo, dal Medioevo a Van Dyck.

Sarà il Festino della ripartenza: luci e fuochi per la Santuzza

Presentato il programma delle celebrazioni per Santa Rosalia: giochi pirotecnici diffusi, luminarie, il carro trionfale ai Quattro Canti e la benedizione dall’elicottero

di Marco Russo

Luci e fuochi per abbracciare la Santuzza. Sarà un Festino ancora una volta senza il corteo che accompagna la patrona di Palermo, ma a differenza dell’anno scorso, per questa 397esima edizione, la notte del 14 luglio torneranno i “botti”. Il silenzio dell’anno scorso sarà rotto dal fragore dei fuochi d’artificio che illumineranno la città da cinque diverse postazioni nei borghi marinari della città: Bandita, Sant’Erasmo, Acquasanta, Mondello e Sferracavallo. Una festa pirotecnica diffusa, a carico dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, per evitare assembramenti al Foro Italico. Inoltre, l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, alle 17.30 del 15 luglio a bordo di un elicottero dell’esercito sorvolerà la città con la reliquia della Santuzza e benedirà i palermitani.

Folla ai Quattro Canti durante una precedente edizione del Festino

Ma quest’anno torna anche il carro trionfale ai Quattro Canti, restaurato dalle maestranze guidate dallo scenografo Fabrizio Lupo. Il 12 luglio il carro restaurato verrà spostato da piazza del Parlamento a piazza Villena, dove resterà fino al 15 luglio. Sopra il carro un cavo di alimentazione aereo consentirà l’accensione delle luminarie, che illumineranno anche lungo tutto il Cassaro, da Porta Nuova a Porta Felice, e che attraverseranno piazza Monte di Pietà, già a partire dal 10 luglio. In tutto saranno accese 65000 lampadine a led.

La cupola della Cattedrale

Inoltre, la sera del 14 luglio, alle 20.30, tra via Matteo Bonello e il sagrato della Cattedrale, prenderanno vita due diverse installazioni luminose en plein air intitolate “Rosalia, Luce mia” a cura degli artisti Sergio Caminita (“Repetita Iuvant”) e Anna Cottone (“In Lucem”). La prima in via Bonello è un’installazione site-specific che permetterà di guardare l’immagine di Santa Rosalia da molteplici punti di vista. La seconda sul sagrato della Cattedrale è un’installazione ambientale con immagini artistiche della Santuzza e sarà fruibile da tutti perché in luogo pubblico, all’aperto e sospesa in aria. Ad organizzare l’evento, prodotto da prodotto da Stefania Morici, sono Cialoma eventi, Associazione Arte mediterranea e Arteventi di Stefania Morici, con il sostegno di Io Compro Siciliano.

Riproduzione del carro di Santa Rosalia progettato da Fabrizio Lupo

Gli interventi di restauro del carro trionfale della santa, costruito nel 2019 dai detenuti della casa circondariale Ucciardone di Palermo, sono stati affidati dall’amministrazione comunale alla VM Agency di Vincenzo Montanelli, che si è occupata anche del trasporto del carro da piazza Bellini, dove la struttura è stata vandalizzata nelle scorse settimane, fino in piazza del Parlamento, dove è stato allestito il cantiere per il recupero delle parti strutturali e danneggiate. I lavori di restauro, che ne hanno messo in sicurezza il sistema frenante ed elettrico, sono stati condotti tra la bottega 7 dei Cantieri Culturali della Zisa e il cantiere di piazza del Parlamento, da 35 maestranze, tra scenografi, ingegneri e restauratori, sotto la guida di Fabrizio Lupo.

Una scena di “Palermo sospesa”

In occasione degli interventi di restauro del carro, inoltre, è stato portato aventi anche il progetto speciale “Santa Rosalia, Festino 2021”, promosso dalla sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia, ad un anno di distanza dalla realizzazione del film “Palermo Sospesa, c’è il festino che non c’è”, diretto dalla regista Costanza Quatriglio, attualmente visionabile sulla piattaforma di Rai Play, che ha visto il coinvolgimento di ex allievi del corso di documentario. Ruben Monterosso, che ne ha curato la regia in collaborazione con Federico Cammarata, sono stati impegnati nella realizzazione di un vero e proprio backstage, con il taglio del cinema del reale, per raccontare tutte le fasi che porteranno alla celebrazione del festino dedicato a Santa Rosalia, anche quest’anno in emergenza pandemica con divieto di processioni e assembramenti.

Da sinistra, l’assessore alle Culture, Mario Zito, il sindaco Leoluca Orlando e l’arcivescovo Corrado Lorefice

Gli eventi del Festino toccheranno anche lo Spasimo, dove, sabato 10 luglio si inaugura la mostra fotografica collettiva “Rosa Fulgida” a cura di Michele Di Leonardo, mentre il 13 luglio alle 12, uno speciale omaggio floreale alla Santuzza a Palazzo delle Aquile. “La devozione per Santa Rosalia attraversa l’anima, la mente e il cuore di palermitane e palermitani, circola per le piazze e i vicoli della città, condivide sentimenti e colori, sofferenze e gioie, paure e cure – ha sottolineato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che non salirà sul carro per il tradizionale grido augurale – . Come ogni anno la devozione per Santa Rosalia ci consentirà di mostrare la nostra dimensione umana e comunitaria, al di là di egoismi e di soffocanti appartenenze a gruppi chiusi”.

L’urna argentea di Santa Rosalia in processione

“Quello di Rosalia è l’esempio umanissimo di una donna che, da sola, ha avuto il coraggio di compiere la scelta di sentirsi una creatura, una piccola parte del Creato, grata e vigile, accogliente e premurosa verso le altre creature – ha detto l’arcivescovo Lorefice – . Rosalia quest’anno sarà ancor più con noi, ci farà alzare lo sguardo verso l’alto da dove ci visiterà assumendo ancora il nostro dramma pandemico e sociale ma riconsegnandoci un forte e inderogabile messaggio di solidarietà e di speranza”.

Fiori e murales coloreranno i vicoli di Giuliana

L’amministrazione comunale invita i cittadini a migliorare il decoro del borgo, attraverso piante, fiori, installazioni e affreschi urbani

di Marco Russo

Strade fiorite, pareti che diventano quadri, villette trasformate in opere d’arte. Il piccolo borgo di Giuliana chiama a raccolta la propria comunità per rendere ancor più accoglienti gli spazi urbani. Lo fa pubblicando un avviso per raccogliere idee e progetti finalizzati alla riqualificazione di spazi pubblici. È il progetto “arrèDiamo colore al paese”, con cui l’amministrazione comunale vuole coinvolgere i cittadini a migliorare il decoro urbano, usando piante e fiori o colorando le strade con affreschi urbani. Semplici cittadini, ma anche gruppi, comitati, commercianti, associazioni, possono partecipare all’iniziativa, organizzata dal Comune, in collaborazione con le associazioni EcoParco Sant’Anna, Visit Giuliana, Proloco Giuliana, Cer…Amiche per passione, Usd Città di Giuliana e Associazione bandistica “G. Catalanotto”.

Uno dei vicoli di Giuliana

Il concorso – fanno sapere dall’amministrazione comunale – si articola in due sezioni: “Piazze e cortili in fiore” e “Murales e street art”. La prima – si legge nell’avviso – è rivolta “a tutti gli amanti della natura, a tutti coloro che hanno il cosiddetto ‘pollice verde’, a tutti coloro che apprezzano e amano piante e fiori, che vorranno impegnarsi a decorare le villette, le aiuole, i vasi e le fiorire presenti all’interno del centro abitato o nel proprio quartiere”. La seconda sezione, invece, prevede “l’ideazione e la realizzazione di progetti di riqualificazione urbana di villette, pareti di edifici comunali tramite dipinti, murales o immagini di street art”.

Uno scorcio del borgo

Tutte le bozze dei progetti, corredati da una relazione descrittiva sulla realizzazione artistica o floreale ed un preventivo di spesa, dovranno essere presentati entro e non oltre le 14 del 26 luglio 2021 all’ufficio protocollo del Comune di Giuliana oppure tramite pec a comunedigiuliana@pec.it.

Il castello di Giuliana

“Le opere d’arte, le piante e i fiori arredano e rendono più viva e colorata non solo la nostra casa, ma ancora di più il nostro Paese. Con questa iniziativa – affermano il sindaco Francesco Scarpinato e l’assessore al Turismo, Ilaria Candiloro – si vuole incentivare il rispetto per gli spazi pubblici, promuovere la tutela delle strutture pubbliche e creare una sinergia tra arte, ambiente e amore per il proprio paese oltre che avviare un percorso virtuoso di decoro urbano e di crescita turistica. Aiutaci a ridare colore alla nostra cittadina proponendo, in ambiti diversi, idee che ci permettano di immaginare una città più artistica, più verde, più divertente e più vivibile”.

Musica elettronica, album di debutto per il palermitano Piero Fagone

Il disco “Expert On Failed Experiences”, frutto di una riflessione che mette insieme umiltà e ricerca, è disponibile su Spotify e su tutti gli store digitali

di Marco Russo

Incastri ritmici complessi, melodie dirette e estrema ricerca timbrica. È la sintesi dello stile di Piero Fagone, giovane musicista palermitano che ha debuttato con il suo primo album con il nome d’arte energyLTD. Il titolo del disco “Expert On Failed Experiences”, è frutto di una riflessione che mette insieme umiltà e ricerca. “Letteralmente significa ‘esperto in esperienze fallite’ – spiega Fagone – perché quando si raggiunge un certo risultato è sempre frutto di precedenti fallimenti, ostacoli da superare che ti permettono di andare avanti e migliorarti”.

La copertina dell’album

Fagone, 27 anni, esperto di ingegneria del suono, dopo una lunga e travagliata ricerca di una propria identità musicale, fonda la sua etichetta indipendente EON Musik, di cui il suo è il primo disco, distribuito dalla Triple Vision di Rotterdam, e disponibile su Spotify, su tutti gli store digitali e sulle piattaforme di streaming. Autodidatta con la passione per la musica elettronica, ha collaborato con alcune etichette discografiche per la produzione di album e si è occupato della masterizzazione e del missaggio per diversi artisti. Di recente, ha composto la colonna sonora del cortometraggio “Sashimi” del regista palermitano Francesco Emmola, prodotto da “Film Skola” di Stoccolma e selezionato da numerosi festival di settore.

Piero Fagone

Il musicista, che definisce il suo stile “diretto”, ma allo stesso tempo “fuori dalle righe”, ha messo insieme nove tracce brevi con la volontà di mettersi in gioco e proporre una musica elettronica sotto nuova luce. “È certamente musica elettronica, ma arrangiata con una stesura più classica e riconoscibile – dice ancora Fagone – . Ho cercato di mettere insieme tutto quello che ho imparato in questi anni, studiando e confrontandomi con tanti amici musicisti. Al di là della qualità delle apparecchiature tecniche e dei computer, il mio obiettivo è dare emozioni e creare un filo che lega la mia musica agli ascoltatori”.

L’arte di Franco Accursio Gulino arriva al Quirinale

Un quadro del pittore saccense è stato donato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 204esimo anniversario della fondazione del corpo della Polizia Penitenziaria

di Marco Russo

Dal dramma dei migranti ai reclusi nelle carceri. L’opera di Franco Accursio Gulino, poliedrico artista di Sciacca da sempre sensibile alle vite nomadi, irregolari e di passaggio, racconta storie di trasformazioni e rinascite (ve ne abbiamo parlato qui). Accade così che un quadro che porta lo stesso nome di una mostra di qualche anno fa, dedicata ai migranti e allestita allo Steri di Palermo, sia stato consegnato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dalle mani di Dino Petralia, il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria italiana.

Franco Accursio Gulino, Passano all’asta i sogni

È il riconoscimento attribuito ieri all’artista saccense, in occasione del 204esimo anniversario della fondazione del corpo della Polizia Penitenziaria. L’opera “Passano all’asta i sogni” è stata selezionata dal comitato scientifico del Quirinale per la ricorrenza del 75esimo anniversario della fondazione della Repubblica e adesso resterà esposta per sempre al Quirinale.

Franco Accursio Gulino

“È un quadro astratto – precisa Gulino – citazione di una mostra sulle carceri e sui migranti che avevo fatto a Palermo qualche tempo fa. Mi occupo da 40 anni di transumanze umane e anche in questo caso, mi è sembrato opportuno affrontare questo tema così delicato come quello delle carceri. Sono felice di questo riconoscimento e sinceramente non me lo aspettavo – prosegue l’artista – soprattutto perché in questi anni ho sempre cercato di lavorare fuori dai riflettori, dunque una cosa del genere mi sorprende davvero”.

Un momento della cerimonia al Quirinale

Ha salutato con gioia la notizia del riconoscimento anche il sindaco di Sciacca, Francesca Valenti. “Fieri e felici per un nostro grande artista, figlio della città di Sciacca – ha commentato – . Una notizia che come concittadini ci rende orgogliosi. L’arte di Franco Accursio Gulino, di un artista saccense, viene scelta per entrare e rimanere permanentemente nella massima istituzione italiana. E non è cosa da tutti, ma solo dei grandi. Siamo fieri del suo talento, della sua prolifica e geniale attività artistica e felici che la sua arte venga riconosciuta pubblicamente ai più alti livelli”.

Palermitana rappresenta gli studenti italiani al “Food Systems Summit 2021”

Una studentessa 23enne illustrerà le proposte degli universitari nel corso di un dialogo indipendente organizzato nell’ambito degli incontri preliminari del vertice delle Nazioni Unite

di Marco Russo

Rilanciare l’educazione alimentare nelle scuole, ridefinire gli standard estetici per i prodotti non “belli” da esporre sugli scaffali dei supermercati, sollecitare le aziende a donare gli alimenti che arrivano al termine minimo di conservazione, ma sono ancora commestibili. Queste alcune delle proposte degli studenti universitari italiani al Food Summit delle Nazioni Unite, che si svolgerà il prossimo settembre a New York, preceduto dal prevertice nazionale dal 26 al 28 luglio a Roma.

Mara Autovino

A rappresentare gli studenti italiani, nel corso di un incontro propedeutico al summit, che si svolgerà online mercoledì 9 giugno (questo il link), è Mara Autovino, 23enne palermitana laureata in scienze e tecnologie alimentari al Dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università del capoluogo siciliano, che sta concludendo la magistrale in Mediterranean Food Science and Technology, nello stesso ateneo. La studentessa illustrerà le proposte degli universitari durante il dialogo dal titolo “Perdite, eccedenze agroalimentari, spreco domestico e dieta mediterranea: visione, impegno del sistema agroalimentare italiano”, organizzato dalle università di Teramo e di Bologna, con la Conferenza nazionale per la didattica universitaria di AG.R.A.R.I.A (rete di 25 atenei che ospitano la didattica in campo agroalimentare).

Nel corso dell’incontro verrà presentato il documento di visione e di impegno, frutto del lavoro condiviso dei principali portatori di interesse del sistema agroalimentare italiano, che operano a livello nazionale e internazionale. Il gruppo di lavoro è coordinato da Andrea Segrè, docente dell’Università di Bologna, con Marco Lucchini, della Fondazione Banco Alimentare, e Enrico Dainese, preside della Facoltà di Bioscienze e tecnologie agro-alimentari dell’Università di Teramo.

Dipartimento di Agraria dell’Università di Palermo

Mara Autovino presenterà il punto di vista degli studenti nel documento elaborato dal gruppo di lavoro, che ha accolto le proposte elaborate tra gli studenti dei Corsi di Scienze e Tecnologie Alimentari e Viticultura ed Enologia degli Atenei di Bologna, Palermo, Trento e Teramo. In particolare, il team degli studenti dell’Università di Palermo del corso di studio in “Mediterranean Food Science and Technology” è composto anche da Caterina Peri, Caterina Li Citra, Miryam Dragotto, Dario Mirabella, Salvatore Bisconti, Pierpaolo Criscenzo e Simona Prestigiacomo.

“Ci siamo confrontati con gli altri studenti e abbiamo messo giù delle proposte per la sostenibilità alimentare, – spiega Mara Autovino – a cominciare dalla riduzione degli sprechi, puntando sull’accessibilità della dieta mediterranea e immaginando anche una campagna di comunicazione mirata a ridefinire gli standard estetici per la frutta o gli altri prodotti spesso non commercializzati perché non gradevoli alla vista. L’obiettivo – spiega ancora la studentessa palermitana, che dopo la laurea magistrale vorrebbe lavorare nel settore delle certificazioni alimentari – è ridurre le perdite nei passaggi dalla produzione agricola fino alla distribuzione, pensando anche a un marchio comunitario che certifichi la sostenibilità del prodotto”.

Frutta esposta in un mercato

Gli studenti propongono, inoltre, di creare una definizione univoca a livello internazionale di “surplus food”, ovvero le eccedenze alimentari che spesso si buttano via; realizzare un sistema informatico globale di tracciabilità; favorire la prevenzione dello spreco alimentare domestico ed extra-domestico, promuovendo l’educazione alimentare nelle scuole e anche nuove figure professionali che suggeriscano misure di prevenzione dello spreco. Infine, riguardo alla dieta mediterranea, gli studenti universitari italiani, propongono di agire sui siti di e-commerce creando dei “carrelli smart” in cui introdurre prodotti tipici della dieta.

La pasta alimento cardine della dieta mediterranea

“La riduzione delle perdite agroalimentari, – si legge nel programma del dialogo a cui parteciperanno, tra gli altri, Marina Sereni, viceministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale e Vincenza Lomonaco, rappresentante italiano al Polo Onu di Roma – il recupero delle eccedenze per una migliore disponibilità degli alimenti, la prevenzione dello spreco a livello domestico ed extradomestico, l’adozione di una dieta sana, sostenibile e accessibile a tutti, rappresentano una sfida per il nostro Paese e per il mondo intero, resa particolarmente urgente dalla crisi pandemica. In quest’ottica, i principi della dieta mediterranea quale modello per promuovere gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile, rappresentano valori essenziali per stimolare l’adozione di modelli di produzione e consumo responsabile”.

Dall’acqua alle eccellenze della terra: i borghi sicani custodi di bellezza

Al via un progetto che coinvolge associazioni, scuole e Comuni per valorizzare il patrimonio idrico e trasformarlo in attrazione turistica

di Marco Russo

Un presidio permanente per valorizzare le risorse idriche, trasformandole in attrazione turistica. Un progetto ambizioso che parte dal cuore dei monti Sicani, a Santo Stefano Quisquina, e si apre al territorio. Una rete che unisce volontariato, realtà associative, scuole e pubbliche amministrazioni ha dato vita al progetto “Di acqua e di terra, di fuoco e di aria”, che guarda alla cittadinanza attiva come strumento di tutela del patrimonio ambientale.

Lago Leone

Teatro di una serie di iniziative è un pezzo dell’entroterra agrigentino ricco di boschi e sorgenti come la Innamorata, San Matteo, Voltano, Gragotta, corsi d’acqua come il Magazzolo o il Platani, laghi come il Leone o il Melia, e poi ancora fontane, ponti e mulini. Un patrimonio dimenticato che il progetto – di durata biennale, finanziato e sostenuto dalla Fondazione con il Sud – vuole mappare, custodire e valorizzare attraverso iniziative di promozione in chiave turistica, come la creazione degli itinerari “Le vie dell’acqua” e la nascita del “Centro didattico dell’acqua”, spazio animato da eventi e attività laboratoriali per studenti e famiglie, per valorizzare le risorse ambientali, sconosciute agli stessi abitanti dei luoghi, e promuoverne la bellezza anche a nuovi flussi turistici.

Santo Stefano Quisquina (foto Markos90, Wikipedia)

Protagonisti del progetto, visti anche in chiave simbolica, sono i quattro elementi. Oltre all’acqua, paesaggio, natura, architettura, c’è l’aria, elemento che restituisce lo spirito dei luoghi, al centro dell’indagine. Troveranno spazio di narrazione e promozione, grazie all’organizzazione di mercati stagionali eco-solidali itineranti, le eccellenze locali legate alle produzioni della terra, dall’agro-alimentare al caseario. L’arte – rappresentata dall’elemento fuoco – sarà il filo rosso che connetterà tutte le iniziative attraverso mostre e produzioni creative, dalla land art al sound design, disseminate sui vari Comuni della rete.

Un abbeveratoio

Capofila è l’associazione Non più soli, in rete con Una mano per, Avis Santo Stefano Quisquina, Via delle rondini, Misericordia San Biagio Platani, i Comuni di Santo Stefano Quisquina, Bivona, Alessandria della Rocca e Cianciana, l’Istituto comprensivo Lorenzo Panepinto di Santo Stefano Quisquina, il Manzoni di Alessandria della Rocca, e il Pirandello di Bivona. Partner di progetto sono anche il Gal Sicani e l’agenzia di turismo esperienziale Val di Kam. “Si tratta di invertire il classico approccio a cui siamo abituati nella provincia più assetata d’Italia – spiegano i promotori – dove il tema delle risorse idriche viene affrontato sempre in chiave emergenziale e problematica e mai guardando al valore dell’immenso patrimonio ambientale, da conoscere, custodire e far scoprire. Conoscere meglio i tesori che ci circondano serve ad innescare interesse, senso di appartenenza e di protezione”.

Panorama dei Sicani con la diga Fanaco (foto Pasquale Marino, Wikipedia)

Cuore pulsante del progetto è la rete di volontariato attiva nei territori, che si occuperà di accoglienza turistica e fruizione non convenzionale del paesaggio. Previsto il coinvolgimento di centinaia di studenti del territorio e anche un percorso formativo sulla gestione dei beni comuni, destinato ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni e ai cittadini. Obiettivo finale del progetto è la nascita di un’impresa sociale di giovani che, dopo un percorso di formazione e pratica sul campo, vogliano investire sulle bellezze della propria terra e sostenere un turismo responsabile, etico, accessibile e di qualità.

(Nella prima foto grande in alto un panorama dei monti Sicani – foto Giorgio La Susa, Wikipedia)

Arte, cinema e archeologia per il rilancio di Centuripe

Grande fermento nel borgo dell’Ennese tra mostre internazionali, rassegne cinematografiche, nuovi spazi espositivi e l’atteso ritorno della Testa di Augusto

di Marco Russo

Una ripartenza nel segno dell’arte e della cultura. Si preannunciano mesi intensi a Centuripe, borgo dell’Ennese affacciato sull’Etna. La piccola cittadina dalla caratteristica forma che ricorda un uomo o una stella marina, adagiata su un rilievo a 700 metri d’altezza, che Garibaldì definì “balcone di Sicilia” per i panorami mozzafiato che regala, si sta preparando alla bella stagione con tanti appuntamenti che spaziano dall’arte, al cinema, all’archeologia.

Centuripe dall’alto

Prende forma il progetto “Centuripe città imperiale” presentato dal sindaco Salvatore La Spina. Un laboratorio di idee all’insegna della cultura, di cui si cominciano a raccogliere i primi frutti, grazie a diverse iniziative presentate dal primo cittadino ieri nel corso di una diretta sulla pagina istituzionale del Comune su Facebook. Si comincia subito dal cinema, perché i calanchi del Cannizzola, geosito di Centuripe costituito da particolari rilievi costituiti da arenarie e rocce argillose, diventeranno set per una produzione franco-svizzera targata Cattleya. È la storia di una manager francese che vive in Sicilia e del suo rapporto col figlio. Le riprese – fa sapere il sindaco – si svolgeranno nei calanchi il 26 maggio.

I calanchi di Centuripe

L’1 giugno sarà inaugurato, poi, il nuovo portale turistico “Restiamo a Centuripe”, realizzato da creativi centuripini. Una mappa con tante informazioni aggiornate su luoghi da visitare, itinerari, tour, eventi e consigli utili su dove alloggiare e mangiare. A partire dal 26 giugno e fino a tutta l’estate, si prosegue con un’altra iniziativa dal respiro internazionale. Il borgo dell’Ennese sarà l’unico in Sicilia a ospitare il progetto “Una boccata d’arte”, giunto alla seconda edizione, organizzato dalla Fondazione Elpis e Galleria Continua. Si tratta di una rassegna d’arte contemporanea, diffusa in tutte le regioni italiane, che promuove interventi site-specific realizzati da artisti emergenti e affermati. A Centuripe sarà presente Renato Leotta, artista che lavora tra Torino e Acireale, le cui opere sono ispirate dall’osservazione del paesaggio.

Riparo Cassataro, pittura rupestre (foto Diego Barucco – www.siciliafotografica.it)

Ma le novità non finiscono qui. Perché dal 3 luglio a Centuripe si inaugurerà un nuovo spazio d’arte: è il Centro espositivo L’Antiquarium, che si trova nel chiostro di un ex convento agostiniano costruito nel Cinquecento, che nel corso dei secoli ha cambiato destinazione ed è stato anche, fino al 2000, sede dell’Antiquarium comunale. Lo spazio aprirà con la mostra “Segni. Da Cézanne a Picasso, da Kandinskij a Miró, i maestri del ’900 europeo dialogano con le incisioni rupestri di Centuripe”, una retrospettiva sulla grande grafica del Novecento. La mostra curata da Simona Bartolena, visitabile fino al 17 ottobre, mette in relazione i maestri del Novecento con le importanti testimonianze storiche ed antropologiche del territorio, in particolare con il sito archeologico Riparo Cassataro, fino ad ora poco conosciuto (ve ne abbiamo parlato qui), che custodisce le uniche testimonianze in Sicilia sud-orientale di pitture rupestri risalenti al periodo preistorico, fonte di ispirazione per molti artisti presenti alla mostra. Si potranno ammirare 85 opere originali realizzate da pittori-incisori, dalla fine dall’Ottocento al secondo dopoguerra, con l’intenzione di sottolineare il ruolo delle tecniche di stampa nell’evoluzione dei linguaggi, degli stili e delle modalità espressive dei movimenti avanguardistici europei.

La Testa di Augusto

Infine, dal 27 al 29 agosto, si svolgerà il Festival internazionale del cinema archeologico, con cui verrà assegnato per la prima volta ai migliori film in concorso il Premio Augusto. Per l’occasione, il 28 agosto, – ha annunciato il sindaco – farà ritorno a Centuripe la Testa di Augusto, attualmente conservata nei depositi del museo archeologico “Paolo Orsi” di Siracusa. Si tratta di uno dei migliori ritratti trovati finora in Sicilia, che testimonia il culto dell’imperatore Augusto anche a Centuripe. Una scultura dalla storia lunga e travagliata, risalente al periodo romano, trovata casualmente durante degli scavi effettuati nella cittadina ennese nel 1938.  “Stiamo lavorando a tanti progetti importanti – ha detto il sindaco La Spina – grazie a cui il nostro borgo proverà a uscire dall’isolamento. È tempo di ripartire insieme, è il momento che questo paese possa avere quello che merita. Mi auguro di poter far conoscere al mondo le bellezze del nostro territorio e la forza della nostra comunità”.

Le Vie dei Tesori News

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