Sant’Erasmo riparte dal mare: apre il nuovo ristorante

Si completa la riqualificazione del porticciolo di Palermo con l’inaugurazione di un’attività che ha dato lavoro a 25 persone

di Marco Russo

L’ultimo tassello della riqualificazione del porticciolo di Sant’Erasmo è stato posto. Con l’apertura del ristorante sul mare, ospitato all’interno del nuovo edificio davanti all’ex istituto di Padre Messina, prosegue la rinascita di un pezzo di costa di Palermo. Un progetto che si inserisce nel nuovo waterfront, voluto dall’Autorità di sistema portuale del mare della Sicilia Occidentale, costato 2,8 milioni di euro e realizzato in 9 mesi, che punta a recuperare funzioni e usi di questo importante segmento costiero della città. Dopo l’inaugurazione del nuovo porticciolo, lo scorso ottobre (ve ne abbiamo parlato qui), apre il ristorante Molo Sant’Erasmo; un progetto che in questi mesi difficili di ripartenza, dopo la quarantena causata dal virus, ha l’obiettivo di completare il percorso di riqualificazione, avvicinando ancora di più il mare e la città.

Il nuovo edificio che ospita il ristorante

Un’idea del giovane imprenditore palermitano Saverio Borgia, che con il suo progetto ha chiamato ha dato lavoro a 25 persone, selezionate su oltre cinquemila candidature arrivate in poche settimane. “Riportare il mare e i suoi sapori in centro città, questo è quello che mi ha spinto a credere in questa sfida – racconta il ristoratore – . Molo Sant’Erasmo sarà un luogo per tutti, una trattoria dal gusto contemporaneo, fuori dai soliti stereotipi a cui siamo abituati. Una cucina sincera, senza orpelli o dettagli pretenziosi, ma gustosa. Abbiamo realizzato dei piatti che sanno leggere le esigenze della ristorazione contemporanea, ma rimangono legati alla concretezza della tradizione”.

Apre un nuovo ristorante sul mare

Tutto il nuovo waterfront di Sant’Erasmo è protagonista nel progetto dell’intero ristorante, che apre i battenti il 10 luglio, dopo una festa d’inaugurazione il 9 luglio alle 19. Il vetro e la ceramica bianca e blu sono gli attori principali di un nuovo modo di concepire il dialogo con i mare, fatto di una sinestesia profonda tra colori, sapori, profumi e sguardi all’orizzonte. “L’apertura di un ristorante gestito da giovani che dà lavoro ad altri giovani merita fiducia e un grande in bocca al lupo – commenta il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti – . Il recupero del porticciolo di Sant’Erasmo è stato il primo nodo sciolto sul waterfront di Palermo: a questo spazio abbiamo destinato energie e denaro e il risultato ci ha dato ragione. Già a partire da questa anomala estate i palermitani potranno fruire di un luogo sul mare, dotato di strutture di accoglienza e ristoro, una naturale prosecuzione verso sud della Cala e del verde del Foro Italico di cui la gente si è già appropriata. Nonostante l’emergenza sanitaria abbiamo aggirato la lentezza che accerchia le opere pubbliche in Italia e siamo orgogliosi di questa inaugurazione”.

Danisinni diventa set in omaggio alla Santuzza

Nel quartiere di Palermo si sta realizzando un cortometraggio dedicato alla patrona della città, che riprende le forme dei tradizionali “Triunfi”

di Marco Russo

Un’esperienza didattica e creativa per la realizzazione di un cortometraggio dedicato a Santa Rosalia. Accade nel quartiere Danisinni di Palermo, dove si sta realizzando un omaggio ai tradizionali “Triunfi” in onore della Santuzza. Protagonisti sono gli attori di Danisinni Lab, incubatore culturale e artistico, ma anche progetto di inclusione sociale e di recupero del quartiere. Il corto, che si intitola “Rosalia Danisinni”, nasce con l’obiettivo di raccontare il senso dell’attesa, del sogno e della rinascita nei giorni in cui Palermo si prepara a celebrare la sua patrona. Un’opera che, attraverso le immagini e le parole, racconta anche di un quartiere come quello di Danisinni che, sebbene ancora ai margini, in questi anni ha saputo mettere in campo molte energie di rinnovamento, di riqualificazione e per la costruzione di un nuovo senso della comunità.

Un momento delle riprese

Il progetto, firmato dal regista e attore Gigi Borruso, è nato in seno al Laboratorio teatrale DanisinniLab e al Museo Sociale Danisinni, ed è realizzato in collaborazione con la Scuola di Cinema Piano Focale, promosso dall’associazione Insieme per Danisinni e con la collaborazione della parrocchia di Sant’Agnese e degli abitanti dell’antico rione palermitano.

Una delle attrici

Scaturito dall’esigenza degli stessi allievi di DanisinniLab di coinvolgere e raccontare un quartiere che ha particolarmente sofferto durante la fase del lockdown, il laboratorio proverà anche a mettere a fuoco il rapporto fra la propria arte e la gente del quartiere, il senso di un’attività che attraverso l’esperienza artistica mira alla costruzione di relazioni e comunità. Fra gli interpreti, oltre agli allievi di DanisinniLab, la partecipazione del musicista Giacco Pojero, che ha anche scritto le musiche di scena. La conclusione della lavorazione e la presentazione del cortometraggio è prevista per i primi di settembre, in occasione della festa liturgica di Santa Rosalia, che si svolge il 4 settembre, e della tradizionale “acchianata” a Monte Pellegrino.

Attori impegnati nelle riprese

Riprendendo le forme dei tradizionali “Triunfi” dedicati a Santa Rosalia, la sceneggiatura di Gigi Borruso prova a indagare, in chiave fiabesca, il senso di una festa antica – che proprio quest’anno non percorrerà le strade della città – , le tradizioni della religiosità popolare e l’intimo rapporto con il senso della promessa, dell’attesa, della rinascita e del miracolo che sono legati al culto di Santa Rosalia. “Fra i viandanti per mare o per terra, così come nelle nostre storie di comunità – scrive Borruso nella nota di presentazione – ci sono momenti in cui giunge inaspettata la paura di non trovar più la luce dell’approdo. Nella vita d’ogni artista si riaccende ad ogni svolta l’ansia di smarrire il senso del proprio lavoro e il contatto con la vita. Eppure, ‘si vo’ priari vattinni a mari’, recita un proverbio marinaro. Per indicarci che solo nell’abbandono delle certezze, sperduti nella solitudine del mare o percorrendo una strada sconosciuta, possiamo ritrovare un contatto profondo con noi stessi”.

(Foto Anna Fici)

Apre il Parco di Villa Tasca, un’oasi verde a Palermo

Si potrà passeggiare tra antichi agrumeti e alberi secolari e partecipare a diverse attività culturali e sostenibili. Nascerà anche un labirinto di piante commestibili

di Marco Russo

È un lembo della Conca d’Oro ancora integro, non saccheggiato dal cemento. Sei ettari di verde che hanno resistito all’espansione urbanistica di Palermo e che adesso si preparano ad aprire le porte alla città. Un luogo dove coniugare tutela dell’ambiente, sostenibilità e cultura e sport, a due passi a casa. Il Parco di Villa Tasca, che circonda la dimora storica dei conti Tasca d’Almerita, diventa fruibile per tutti con un progetto articolato che sarà realizzato anche con il contributo attivo dei cittadini.

I cancelli di Villa Tasca

Si potrà passeggiare tra antichi agrumeti, palme rare, alberi secolari, prati, sentieri e percorsi pedonali, adiacenti alla villa e al suo storico giardino romantico, che nei secoli ha ospitato celebri visitatori: da Richard Wagner a Jacqueline Kennedy, fino alla regina del Belgio, Paola di Liegi. Il parco, che si trova a metà strada tra Monreale e Palazzo Reale, in viale Regione Siciliana, sorge in una zona per secoli adibita all’agricoltura, che poi divenne vivaio e che adesso vede nuova luce grazie al progetto voluto da Giuseppe Tasca e Luisa Mainardi, realizzato dall’architetto Patrizia Pozzi, con la collaborazione di Stefano Dentice.

Il progetto del labirinto edule

L’apertura è prevista martedì 14 luglio, ma domenica 12 sarà possibile visitare in anteprima il grande parco grazie all’open day che si svolgerà per l’intera giornata, con ingresso gratuito. Fiore all’occhiello sarà il un grande labirinto edule, realizzato interamente con piante commestibili, che sorgerà in un’area di 5 mila metri ad est dello storico viale delle palme di Villa Tasca. Ospiterà una grande collezione di piante, tutte legate alla storia alimentare, con un’attenzione particolare alle antiche varietà autoctone siciliane che stanno scomparendo. Una volta completato, le aiuole formeranno l’imponente scritta “Save Diversity”, per ricordare l’importanza della biodiversità e spingere alla tutela del patrimonio agri-culturale.

Un angolo del Parco di Villa Tasca

Le intenzioni dei promotori sono di farne un progetto inclusivo: i visitatori del parco potranno, infatti, contribuire attivamente alla sua realizzazione posando ciascuno una o più pietre, e aiutando poi nella cura, nella coltivazione e nella diffusione delle piante che verranno coltivate. I semi delle piante che nasceranno verranno ogni anno donati a chi vorrà coltivarli, contribuendo cosi attivamente a preservarle dall’estinzione. Il parco, inoltre, verrà gestito utilizzando tutte le pratiche idonee a minimizzare l’impatto ambientale rifacendosi ai moderni principi di sostenibilità, di economia circolare. Il parco è realizzato interamente a “chilometro zero”, recuperando le 1200 piante residuali del vivaio che sorgeva nell’area fino ai primi anni Duemila. È stato inoltre recuperato un antico agrumeto, mezzo ettaro composto da circa 300 alberi secolari.

Tra i servizi anche uno spazio solarium

Per realizzare tutti gli arredi, le recinzioni e le costruzioni del parco sono stati utilizzati prioritariamente materiali di scarto recuperati all’interno di Villa Tasca, in un’ottica di riuso e di minimizzazione dell’impatto ambientale. Tra i servizi è prevista anche un’area ristoro, in cui si utilizzeranno solo materiali riciclabili e un sistema digitale per il ticketing permetterà di ridurre a zero il consumo di carta per i biglietti d’ingresso. Si potrà fare jogging, yoga, fitness, o semplicemente rilassarsi all’ombra dei grandi alberi secolari o nel solarium attrezzato su uno dei prati.

La planimetria del parco

Un ruolo importante avranno le attività per bambini grazie alla collaborazione con Palma nana, storica cooperativa di Palermo che dal 1983 lavora per diffondere l’educazione ambientale tra i più piccoli. Spazio anche ai servizi rivolti ai cani e alle loro famiglie grazie alla collaborazione con l’associazione Doggy Park, che porta avanti un metodo di “educazione gentile” degli amici a quattro zampe basato sull’esperienza maturata in oltre vent’anni. Nei prossimi mesi, poi saranno portate avanti altre attività aperte al pubblico: come lo spazio cultura, il cinema all’aperto e la scuola di circo.

Palme nel parco

“Lavoriamo al progetto da circa un anno e mezzo – raccontano Giuseppe Tasca e Luisa Mainardi, fondatori e ideatori del progetto – ma gli eventi degli ultimi mesi legati all’emergenza sanitaria hanno impresso un’accelerata ai lavori per l’apertura. Abbiamo scelto di condividere con la città quest’oasi di bellezza proprio nel momento in cui Palermo ne ha più bisogno, nonostante ci siano ancora degli aspetti da completare, che vedranno la luce nei prossimi mesi. Vogliamo veicolare un messaggio di positività, con spirito di rilancio costruttivo nell’economia del territorio, dando nuove opportunità di lavoro attraverso un progetto di ‘civiltà europea’ che guarda al benessere accessibile a tutti e alla salvaguardia dell’ambiente. Vogliamo ‘coltivare bellezza e cultura’, perché è ciò di cui tutti noi in questo momento abbiamo bisogno”.

Il Parco di Villa Tasca sarà aperto dalle 9 alle 20, e fino alle 23 l’area ristoro. Per informazioni scaricare la presentazione del progetto a questo link oppure visitare il sito www.parco.villatasca.com online dal 13 luglio.

Mondello diventa “rambla”, a piedi sul lungomare

Via libera dalla giunta alla pedonalizzazione di un lungo tratto di viale Regina Elena e accessi limitati attorno alla piazza

di Marco Russo

Una lunga passeggiata sul mare al posto delle automobili. Mondello si prepara a cambiare volto, in vista dei mesi caldi dell’estate, trasformando il lungomare di Valdesi in “rambla” e limitando gli accessi attorno a piazza Mondello. Una delibera della giunta comunale di ieri pomeriggio ha dato il via libera alla pedonalizzazione entro luglio di un lungo tratto di viale Regina Elena, come previsto dai provvedimenti annunciati nel documento programmatico “Palermo SiCura” (ve ne abbiamo parlato qui) e su proposta degli uffici per la Mobilità guidati dall’assessore Giusto Catania.

Aree pedonali e Ztl previste a Mondello

Il provvedimento che – sottolineano dall’amministrazione comunale – avrà carattere sperimentale, si inquadra nell’ambito della riqualificazione della borgata marinara e parte dal fatto che le precedenti sperimentazioni realizzate hanno evidenziato “risultati positivi e riscontri favorevoli sia dai residenti, sia dai commercianti, sia dai fruitori del litorale”. In particolare, la pedonalizzazione interesserà viale Regina Elena da piazza Valdesi a via Torre di Mondello, via Glauco, via Anadiomene, limitando gli accessi dei veicoli alla piazza di Mondello e alla via Piano di Gallo e razionalizzando i sensi di marcia della viabilità d’accesso all’area di Mondello.

Piazza Mondello (foto Jorge Franganillo)

Strategica per il nuovo piano di pedonalizzazione sarà l’attesa apertura al traffico del nuovo tratto di via Palinuro, che consentirà la connessione tra la via Mondello e la via Galatea snellendo il deflusso da e verso la piazza di Mondello. I lavori sono ormai in dirittura d’arrivo e si attende soltanto il collaudo. L’amministrazione è in questi giorni al lavoro per definire gli ultimi dettagli del provvedimento, con una serie di incontri programmati nei prossimi giorni con la II e la VI Commissione consiliare, la Circoscrizione e i comitati di residenti e commercianti.

Mondello (foto Giulio Giallombardo)

Già nelle scorse settimane, altri incontri propedeutici erano stati organizzati con la partecipazione del vicesindaco Fabio Giambrone e degli assessori Giusto Catania, Sergio Marino, Leopoldo Piampiano e Maria Prestigiacomo. “La pedonalizzazione di Mondello è un fatto atteso da anni – ha commentato il sindaco Leoluca Orlando – che ha richiesto una attenta programmazione anche sul fronte degli interventi strutturali per la viabilità, con il completamento di via Palinuro, ed è certamente uno dei punti di svolta per il rilancio della borgata tanto sul fronte della vivibilità quanto su quello della fruibilità commerciale e turistica”. Convinti dell’importanza del provvedimento anche gli assessori coinvolti: “Il progetto di riqualificazione della piazza da poco finanziato dalla Regione su nostro input – fanno sapere in una nota – contribuirà ulteriormente a ridefinire il volto della borgata per un suo rilancio, con una forte attenzione alla fruizione dolce di tutte le aree”.

Riapre il museo archeologico Lilibeo di Marsala

Un altro importante sito culturale della Regione torna fruibile, con percorsi di visita in sicurezza. Insieme al Parco da poco riaperto, custodisce la storia dell’antica città

di Marco Russo

La Sicilia torna pian piano a riabbracciare i suoi tesori. Lentamente tutti musei e parchi archeologici regionali stanno riaprendo le porte ai visitatori, tra cui i primi turisti che iniziano ad arrivare nell’Isola. Da mercoledì 24 giugno sarà di nuovo possibile visitare il Museo archeologico Lilibeo di Marsala, all’interno di Baglio Anselmi, con accesso dalle 9 alle 19.30, sia dall’ingresso principale sul Lungomare Boeo che da piazza della Vittoria.

La statua di Afrodite a Baglio Anselmi

Sarà possibile effettuare la visita dei due percorsi espositivi: il primo dedicato ai rinvenimenti subacquei, con la nave punica di Lilibeo, quella tardo romana recuperata a Marausa e i relitti medievali; l’altro che ruota attorno alla civitas lilybetana con i materiali dell’abitato, le fortificazioni, le vaste necropoli e i santuari. Il museo custodisce la storia dell’antica città e del territorio, dalla preistoria al Medioevo, oltre che una preziosa statua di Afrodite del secondo secolo dopo Cristo.

Il relitto di Marausa

Le visite ripartiranno in sicurezza, secondo le linee guida anti-Covid, con i percorsi realizzati secondo una sola direzione. In base alle direttive nazionali, l’ingresso sarà consentito a chi presenta una temperatura corporea inferiore a 37,5 gradi e sarà indispensabile l’uso di una mascherina. L’apertura del museo marsalese si aggiunge a quella del parco archeologico Lilibeo, di nuovo fruibile dal 14 giugno. All’interno dell’area, aperta tutti i giorni dalle 9 alle 19.30, si può percorrere il camminamento pedonale adiacente alla strada romana Plateia che, grazie a una convenzione con il comune di Marsala, è accessibile gratuitamente per consentire la storica passeggiata verso il mare. Si potranno ammirare anche le fortificazioni, le terme e gli scavi adiacenti alla chiesa di San Giovanni al Boeo. L’ingresso, previsto da piazza della Vittoria, per effetto delle disposizioni Covid, sarà contingentato e aperto a gruppi di 30 visitatori all’ora.

Il Parco archeologico Lilibeo

“La provincia di Trapani è una miniera preziosa di antiche vestigia – dichiara l’assessore dei Beni culturali, Alberto Samonà – . Il territorio di Marsala ha emergenze artistiche e archeologiche uniche che vanno ancor più valorizzate. Grazie alla rete dei parchi stiamo lavorando per creare sistema e definire forti relazioni tra le diverse aree del territorio, valorizzando anche l’Isola di Mozia che conserva testimonianze molto preziose della storia Lilibeana. Aver riaperto il Museo nella giornata dedicata a San Giovanni, molto cara ai Marsalesi, è un atto di attenzione a una comunità dalle forti tradizioni e dalla ricca storia”.

Il Satiro Danzante

Riaperto nei giorni scorsi anche il Museo del Satiro, nella vicina Mazara del Vallo; la Villa del Tellaro, importante testimonianza di residenza extraurbana della tarda età imperiale romana che si trova vicino a Noto e l’area archeologica di Akrai a Palazzolo Acreide, all’interno del Parco Archeologico di Siracusa, Eloro e Villa del Tellaro.

Per le visite è obbligatoria la prenotazione attraverso il sito https://youline.eu/laculturariparte.html.

Sicilia da scoprire: i viaggi inaspettati dietro l’angolo

Tanti itinerari sostenibili in una guida del Touring Club Italiano e di Legambiente per trascorrere le vacanze in luoghi inediti tra arte e natura

di Marco Russo

Borghi inerpicati sulle montagne, angoli di mare cristallino da scoprire, antichi cammini, pedalate nel verde e trekking sulle isole. Ce n’è per tutti i gusti per godersi in Sicilia una vacanza lontana dai classici stereotipi turistici. Sono gli itinerari della guida “Vacanze italiane”, realizzata dal Touring Club Italiano e da Legambiente, che hanno selezionato in ogni regione italiana oltre duecento proposte di vacanze attive a pochi passi da casa, con i consigli di operatori qualificati e attenti ai temi della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente.

(foto Pixabay)

Particolarmente ricco il capitolo dedicato alla Sicilia (qui il capitolo completo sull’Isola) che comincia da un itinerario cicloturistico nella provincia di Palermo, fra Palermo e Corleone, percorrendo strade di campagna a scarso traffico, carreggiate panoramiche e piste ciclabili immerse nel verde, spesso realizzati riconvertendo tratti ferroviari dismessi. Restando nel territorio palermitano, tappa obbligata a Petralia Sottana, sulle Madonie, unico borgo siciliano certificato dal Touring con la Bandiera arancione. E ancora Serra Guarneri per un assoluto relax tra passeggiate guidate nel bosco, visite ai borghi madoniti, incontri con antiche maestranze, e un orto biologico per gustare prodotti di stagione e locali.

Il Lago di Venere a Pantelleria

Per chi preferisce le isole, c’è l’imbarazzo della scelta, tra escursioni a Pantelleria, tra montagna e mare, isola quest’anno premiata con le “Cinque Vele” di Legambiente (ve ne abbiamo parlato qui), oppure allo Stagnone di Marsala, punto di partenza di un itinerario a piedi che si sviluppa principalmente tra le isole Egadi, lungo la costa trapanese. Si prosegue infatti per l’isola di Mozia, l’antica San Pantaleo, per poi approdare a Favignana, Levanzo e Marettimo. Un cammino giornaliero con zainetto leggero per pranzo al sacco, con il pernottamento in piccoli agriturismi e case di pescatori.

Il Teatro Andromeda

Un territorio tutto da scoprire è, poi, quello dei monti Sicani, tra le province di Agrigento e Palermo, con i loro borghi in cui il tempo sembra essersi fermato. Un tour fra arte e notura, toccando i comuni di Sant’Angelo Muxaro, San Biagio Platani, Palazzo Adriano, Prizzi, Santo Stefano Quisquina, Siculiana, Montallegro, Cattolica Eraclea e Agrigento. Sempre nell’Agrigentino, si potrà andare alla scoperta di un allevamento di capre girgentane o del suggestivo Teatro Andromeda, sospeso tra i monti. Più lungo è il cammino sulla Magna Via Francigena, una tra le direttrici più importanti del territorio, che sin dall’età arcaica ha permesso di collegare le sponde del Mediterraneo a quelle del Tirreno. Un’esperienza da vivere in 9 tappe, percorrendo sentieri e regie trazzere. C’è poi la Strada degli Scrittori, nata da un’idea del giornalista Felice Cavallaro, l’itinerario attraversa la Valle dei Templi unendo i luoghi vissuti e raccontati dai grandi autori italiani. Pochi chilometri che hanno dato i natali a quattro dei maggiori autori del Novecento: Pirandello, Tomasi di Lampedusa, Sciascia e Camilleri.

“Aquila” sull’Argimusco (foto Graziella Milazzo, Wikipedia)

C’è poi la Sicilia montana lungo la via Annonaria, tra le province di Enna e di Palermo. Un fascio di strade lungo le quali si portava il grano dall’entroterra ennese verso nord, fino alla costa di Tusa. Il percorso attraversa località quali Calascibetta, le necropoli di Realmese e Malpasso e il villaggio rupestre di Canalotto. La strada prosegue quindi verso Gangi e, dopo pochi chilometri, i castelli rurali di Bordonaro soprano, di Regiovanni e di Capuano, ancora abitato. E ancora, la guida propone itinerari tra le grandi rocce zoomorfe dell’Argimusco, sui Nebrodi; passeggiate a piedi nelle Eolie; ciclotour nel Val di Noto e passeggiate nelle finissime spiagge agrigentine, tra Eraclea Minoa, la foce del fiume Platani, la riserva di Torre Salsa e la bianca marna della Scala dei Turchi.

Le ‘5 vele’ navigano in Sicilia: Pantelleria regina del mare

La perla nera del Mediterraneo è l’unica località dell’Isola premiata col massimo riconoscimento della Guida Blu 2020 di Legambiente e Touring Club Italiano

di Marco Russo

Uno spicchio di Sicilia tra i mari più belli e puliti d’Italia. L’Isola torna quest’anno tra le regioni italiane a meritarsi le Cinque vele, il punteggio massimo del riconoscimento con cui da vent’anni Legambiente e Touring Club Italiano danno un giudizio sullo stato di salute dei mari italiani. La “regina” dei mari siciliani è Pantelleria, tra le quindici località italiane premiate con le Cinque vele della Guida Blu 2020, dove – secondo Legambiente e Touring Club – trascorrere una vacanza attenta all’ambiente, all’insegna di natura e acqua pulita, ma anche di eccellenze enogastronomiche e luoghi d’arte.

La costa di Pantelleria (foto Luca Volpi, Wikipedia)

L’isola – fanno sapere dal Parco nazionale di Pantelleria – è stata scelta per la sua ricchezza in termini di biodiversità ed esperienze da vivere. Non solo mare, quindi, ma anche trekking, bike e wellness naturalistico. Il consiglio di “Vacanze Italiane”, nuova guida online di Legambiente e Touring Club Italiano con oltre 200 proposte di itinerari in tutta Italia, è quello di percorrere a piedi i sentieri della Montagna Grande, di Monte Gibele, fino al lago di Venere e poi giù verso la costa, alla scoperta delle calette più nascoste mai troppo affollate, dove predominano i contrasti della pietra lavica e del mare.

Il Laghetto delle Ondine

“Un trekking che porta alla scoperta dei piccoli borghi, come Bugeber, e segue il profilo del paesaggio quasi completamente votato all’agricoltura e alla coltivazione della vite ad alberello, patrimonio Unesco dell’isola – aggiungono dal Parco – . Elementi integranti di quel turismo esperienziale che l’Ente Parco ha già reso possibile attraverso i virtual tour dell’isola che, arricchiti di contenuti suggestivi e realistici come la voce dei protagonisti dell’isola e foto in dettaglio, sono capaci di anticipare l’esperienza di viaggio”.

Uno scorcio di Salina

Ma Pantelleria, se è l’unica località siciliana a aver ottenuto le Cinque vele nel 2020, non è la sola a occupare le zone alte della classifica. Sono dieci, infatti, i luoghi che si piazzano subito dopo con Quattro vele. A partire dal Salina, che da sola comprende tre localita: Leni, Malfa e Santa Marina di Salina. Poi ci sono Noto, il litorale trapanese nord con Erice, Custonaci e San Vito Lo Capo; Favignana, Lampedusa e Linosa, e infine Porto Palo di Capo Passero. Tutte hanno ottenuto ottimi punteggi per qualità dell’accoglienza e la sostenibilità turistica, lo stato di conservazione del territorio e la sostenibilità, la pulizia del mare e delle spiagge, la presenza di luoghi d’interesse culturale e la ricchezza dei fondali.

Ballarò cambia volto, al via i lavori per il mercato coperto

L’area sarà ripavimentata e comprenderà diversi box per la vendita, nuove panchine, una caffetteria, servizi igienici e un infopoint

di Marco Russo

Un pezzo importante del centro storico di Palermo si veste di nuovo. Sono stati consegnati ieri i lavori per il progetto di riqualificazione che comprende l’area di Ballarò e dell’Albergheria. Il restyling riguarderà la realizzazione di una copertura di parte del mercato storico e dei primi cinque alloggi di edilizia popolare dei venti previsti nel quartiere. Prende forma, dunque, il progetto elaborato a partire dal 2017 dal Comune di Palermo, insieme alla prima circoscrizione, al comitato Sos Ballarò e dall’Istituto autonomo case popolari.

La copertura di Ballarò in una foto d’epoca

Il piano – fanno sapere dall’amministrazione comunale – era stato votato dal Consiglio comunale ad aprile dell’anno scorso e fatto proprio dalla Regione Siciliana che lo ha inserito nella programmazione del piano operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale. I primi alloggi saranno realizzati in via Chiappara al Carmine. L’area del mercato coperto, invece, comprenderà diversi box per la vendita di carne, pesce e frutta e uno spazio centrale con le panchine, una caffetteria, servizi igienici e un infopoint. Il progetto prevede anche la ripavimentazione con il recupero del basolato storico. Gli stand verranno assegnati con regolamento, dando priorità agli operatori attuali.

Il modello del mercato coperto progettato dal Darch

Il progetto di risanamento ha avuto una lunga e trasversale gestazione. L’Istituto autonomo case popolari ha anche stipulato una convenzione con il Darch, il Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo (ve ne abbiamo parlato quiper sviluppare un progetto-azione in cui la copertura non è la sola novità, ma parte importante avrà anche la pavimentazione della piazza. A lavorare sul progetto è stato il gruppo di ricerca Lab City guidato da Renzo Lecardane che l’anno scorso ha presentato i risultati del lavoro svolto sul campo. Le strutture di copertura – ha spiegato Lecardane – saranno due: “A quella concepita dal Darch – aveva detto l’architetto a Le Vie dei Tesori News – che si estenderà per 650 metri quadrati (alla quale ha collaborato anche uno staff di docenti e ricercatori della facoltà di Ingegneria per le verifiche strutturali), si aggiunge un capannone più piccolo, di circa 200 metri quadrati, interamente progettato dallo Iacp e da costruire sul lato opposto della piazza”.

Uno scorcio del mercato

L’avvio dei lavori costituisce per il sindaco, Leoluca Orlando, “un risultato di storico che conferma l’importanza della collaborazione a tutti i livelli fra le istituzioni e tra queste e i cittadini.In questa vicenda è stato infatti importantissimo il ruolo di Sos Ballarò così come di tutti i soggetti istituzionali coinvolti che si sono adoperati per superare ogni ostacolo. Ballarò si conferma cuore pulsante e luogo di stimoli per l’intera città. In un momento storico particolarmente difficile per la nostra economia e per la nostra città, il mercato di Ballarò può ambire a recuperare e rafforzare il proprio ruolo per il piccolo commercio, ma soprattutto può divenire un nuovo polo di attrazione per palermitani e turisti, con un recupero dell’area”.

La Galleria delle Vittorie punta all’artigianato

Un progetto per trasformare lo spazio nel centro storico di Palermo in luogo di esposizione permanente, con la collaborazione dei maestri d’arte della città

di Marco Russo

È stato per lungo tempo uno degli spazi negati del centro storico di Palermo. Da qualche anno, però, la Galleria delle Vittorie, in via Maqueda, ha riaperto i cancelli e adesso si punta a recuperare la memoria perduta attraverso un nuovo percorso di valorizzazione. È il progetto che vuole mettere in rete le eccellenze artigiane siciliane, scelte tra le migliori maestranze, per proseguire nel percorso di riqualificazione del centro storico iniziato negli ultimi anni. L’idea è di Filippo Genovese, imprenditore palermitano, che vorrebbe creare all’interno della storica galleria un’esposizione permanente di artigianato, in collaborazione con maestri d’arte che potrebbero esporre le loro creazioni.

L’ingresso della Galleria delle Vittorie (foto PacoSoares, Wikipedia)

“Penso a questo progetto da tempo – racconta Filippo Genovese -, praticamente sin da quando ho messo piede nella Galleria delle Vittorie e ho cominciato a respirare la sua storia. Chi ha qualche anno in più la ricorda, ma le nuove generazioni la conoscono solo perché luogo di movida. Un sogno che si realizza, invece, poterla fare diventare occasione di rilancio dell’artigianato attraverso un percorso che prevede anche mostre, incontri, dibattiti e quant’altro possa diventare punto di riferimento per gli artisti e non solo”.

La Galleria delle Vittorie

“Sarà un luogo in cui fare brillare l’eccellenza – conclude Genovese – attraendo, perché no, anche mercati fuori dalla Sicilia e dall’Italia stessa. Così come accade in altre città del mondo dove gallerie come questa sono visitate e frequentate perché propongono solo qualità. La nostra terra non ha da insegnare niente a nessuno dal punto di vista della qualità, quindi esserci in questo progetto non può che far crescere da ogni punto di vista”.

Pavimento della Galleria delle Vittorie (foto Stendhal55, Wikipedia)

La Galleria delle Vittorie è uno dei pochi esempi di galleria commerciale in Sicilia insieme alla Galleria Vittorio Emanuele III e alla Galleria dell’Inps entrambe a Messina. Venne inaugurata il 2 ottobre del 1935, in piena epoca fascista tentando di imitare le gallerie presenti in altre città italiane. È formata da un edificio a cinque elevazioni a base quadrangolare, al centro di ogni faccia dell’edificio è presente un ingresso alla galleria sormontato dal nome stesso, l’accesso agli appartamenti dei piani superiori avviene attraverso la galleria centrale. Sulle facce dei quattro ingressi sono presenti affreschi, di chiara ispirazione fascista e stile futurista, disegnati dal pittore Alfonso Amorelli.

Vacanze in Sicilia senza rischi: un’app per i turisti

Presentato un protocollo per la sicurezza sanitaria elaborato dal governo regionale, uno strumento facoltativo dedicato a chi arriverà nell’Isola

di Marco Russo

Il risveglio del turismo dopo il lungo sonno del lockdown comincia dalla sicurezza. Dal 3 giugno ci si può spostare liberamente tra le regioni italiane e sono aperte anche alcune delle frontiere europee, ma la cautela è ancora alta. Così chi deciderà di trascorrere le proprie vacanze in Sicilia – dove sono stati annunciati voucher scontati per far ripartire il turismo – potrà farlo in tutta sicurezza grazie a un’app, un sito internet e un potenziamento dei servizi sanitari.

La presentazione del protocollo

È il progetto “SiciliaSiCura”, elaborato sotto il coordinamento dell’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, presentato ieri dal governatore siciliano, Nello Musumeci, durante una conferenza stampa convocata a Palazzo d’Orleans insieme agli assessori alla Sanità, Ruggero Razza, alle Attività produttive, Mimmo Turano, e al Turismo, Manlio Messina. Dal 5 giugno sarà operativo il sito internet Siciliasicura.com, al quale è collegata una web app disponibile anche sugli store. L’applicazione sarà il perno attorno al quale ruoterà il protocollo di sicurezza. Si tratta di uno strumento facoltativo, dedicato ai visitatori della Sicilia per garantire sia loro che i siciliani sotto il profilo della prevenzione dal Covid-19.

Turisti a Palermo

Nel corso della permanenza in Sicilia, l’app invierà una notifica giornaliera per ricordare al visitatore che, in caso di malessere, dovrà contattare il Sistema sanitario regionale direttamente dal suo smartphone o chiamando il numero verde 800458787. In caso di malessere la segnalazione partita dallo smartphone arriverà alla centrale Uscat (Unità sanitaria di continuità territoriale turistica) e i casi sospetti di Covid-19 verranno presi in carico dalle Asp competenti territorialmente. In caso di ricovero il paziente sarà indirizzato verso il Covid-hospital più vicino, mentre se si renderà necessario soltanto l’isolamento questo avverrà in un’altra struttura pubblica.

Turisti davanti alla Cattedrale di Catania

“L’obiettivo non è soltanto quello di tranquillizzare i turisti che verranno in Sicilia, ma anche garantire la tranquillità dei siciliani – ha affermato Bertolaso – . La app sarà molto facile da utilizzare e questo potrebbe essere un esperimento utile anche per altre regioni”. All’applicazione, che entrerà a pieno regime a partire dal primo luglio e fino alla fine di settembre, è legato anche un call center in italiano e in inglese che fornirà a chi arriva consigli di ordine sanitario e agli operatori un sostegno nella gestione di questa fase.

Viaggiatori in aeroporto (foto Rudy and Peter Skitterians, da Pixabay)

“Il settore del turismo in Sicilia che conta il 15 per cento del Pil è quello che per primo ha pagato la grande crisi dovuta alla pandemia da coronavirus e, forse, è quello che ripartirà per ultimo nell’economia”, ha detto l’assessore al Turismo, Manlio Messina. “L’app è un supporto fondamentale al sistema turistico che ha pagato e paga un prezzo fin troppo alto – ha aggiunto l’assessore – . Il turista che verrà in Sicilia troverà la nostra terra meravigliosa ma anche l’efficienza del sistema sanitario ed il turista non può essere considerato come ‘untore’ ma semmai come un proficuo collaboratore dello sviluppo legato all’economia turistica”.

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