Isnello ha un posto nello spazio, asteroide battezzato Gal Hassin

Il corpo celeste scoperto dall’astrofisica Maura Tombelli porta il nome del Centro internazionale per le scienze astronomiche del borgo madonita

di Marco Russo

Il Centro internazionale per le scienze astronomiche di Isnello vola sempre più alto. Un asteroide scoperto dall’astrofisica Maura Tombelli, una delle più importanti “cacciatrici” di asteroidi al mondo, da oggi porta lo stesso nome del centro astronomico delle Madonie. L’asteroide (28007) 1997 XO10 si chiamerà adesso 28007 Gal Hassin.

Maura Tombelli

L’8 settembre scorso – fanno sapere dal centro internazionale di Isnello – in occasione dell’evento annuale Gal Hassin, Maura Tombelli aveva annunciato la sua proposta al Minor Planet Center di assegnare a uno dei suoi numerosi asteroidi scoperti, il nome del centro di Isnello, che entrato anche a far parte della rete mondiale di osservatori astronomici professionali e amatoriali, riconosciuti dalla International Astronomical Union, ente che unisce le società astronomiche del mondo e che assegna i nomi a stelle, pianeti, asteroidi e altri corpi celesti.

Il centro Gal Hassin (foto Alessandro Nastasi)

Gli scienziati che scoprono i corpi celesti, infatti, propongono direttamente i nomi che inizialmente sono apposti in via provvisoria dal Minor Planet Center. Per essere accettate, le proposte vengono vagliate da un comitato dell’International Astronomical Union e, se accettate, vengono pubblicate sulla newsletter mensile. Così è stato per l’asteroide Gal Hassin, scoperto da Maura Tombelli e all’astronomo (all’epoca studente universitario) Andrea Boattini nel 1997, quando stavano osservando il cielo da Cima Ekar, nell’Osservatorio astrofisico di Asiago.

Il Parco astronomico Gal Hassin (foto Vincenzo Montalbano)

“Centro internazionale per l’astronomia a Isnello – si legge nella motivazione che accompagna l’assegnazione – che svolge attività didattiche e divulgative nel campo dell’astronomia, oltre a una ricerca avanzata nello stesso ambito. Quest’ultima verrà particolarmente sviluppata con il quasi ultimato Wide-field Mufara Telescope. Questa facility sarà principalmente dedicata alle osservazioni dei Neo”. Il riferimento è al telescopio che sarà installato in cima a Monte Mufara, a 1860 metri d’altezza. Lo strumento sarà alto circa due metri e mezzo e con uno specchio largo un metro e permetterà di osservare una porzione di cielo grande circa 28 volte la luna piena, una dimensione molto ampia di osservazione, che consentirà di monitorare oggetti che cambiano la luminosità e la loro posizione, come asteroidi, detriti e anche pianeti fuori dal Sistema solare.

(La foto grande in alto è di Vincenzo Sapienza)

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Nuovi percorsi nella Valle dei Templi tra storia e natura

Due itinerari vanno ad arricchire l’esperienza di visita nell’area archeologica agrigentina. Si tratta di un circuito paleocristiano e un itinerario ambientale tra ulivi secolari

di Marco Russo

Passeggiare tra alberi d’ulivo secolari nel cuore della Valle dei Templi e ammirare i tesori paleocristiani custoditi al suo interno. Sono i nuovi percorsi che intrecciano storia e natura, realizzati nel Parco archeologico agrigentino. Due itinerari che vanno ad arricchire l’esperienza di visita di una delle aree storiche più importanti della Sicilia. Si tratta di un circuito paleocristiano e un itinerario ambientale realizzati dal Parco con fondi dell’Unione europea.

Il primo percorso è già fruibile ed è stato finanziato con 330mila euro, di cui 240mila messi a disposizione dalla Regione Sicilia e dall’Unione europea attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale. L’itinerario paleocristiano attraversa l’ingresso della necropoli Fragapane e della necropoli paleocristiana, e comprende anche un fabbricato demaniale restaurato che è stato trasformato in zona di sosta e relax dei visitatori. Un’area alla quale si accede passando per un pergolato con rampicante munito di un sistema che diffonde acqua nebulizzata a pressione. Il percorso, inoltre, è collegato con il Tempio della Concordia e le circostanti sepolture e, passando lungo la scalinata, fino a Casa Barbadoro, con la necropoli Giambertoni (che comprende tombe di epoca imperiale) e con villa Aurea.

La necropoli paleocristiana di Villa Aurea

Il secondo, quello ambientale che però non è ancora fruibile, è un itinerario lungo cinque chilometri attraverso i “patriarchi”, antichi e giganteschi alberi d’ulivo e il “Giardino mediterraneo” di Villa Aurea. Per realizzarlo è stato investito quasi un milione e mezzo di euro, di cui 815mila messi a disposizione dell’Unione europea. Dal Tempio di Vulcano, dove sono stati restaurati due immobili che ospiteranno i laboratori didattici sul paesaggio, si passa al Giardino della Kolymbethra, a Casa Barbadoro, al giardino di Villa Aurea per arrivare fino al Cardo I e Casa Sanfilippo ed ancora, dopo aver superato l’area del cimitero Bonamorone, giungere fino al santuario di Demetra.

Roberto Sciarratta

“L’itinerario ambientale non è ancora fruibile – ha spiegato all’Ansa il direttore del Parco archeologico Roberto Sciarratta – . Stiamo predisponendo il bando per affidarne la gestione. Non è certamente un itinerario che si può percorrere da soli, si tratta di un percorso di cinque chilometri che, però, abbiamo diviso in due”. L’itinerario prevede anche la visita alla collezione di piante del “Museo del mandorlo e delle altre specie tipiche dell’arboricoltura siciliana” e al laboratorio del germoplasma, dove vengono eseguiti studi e indagini sul patrimonio genetico delle specie.

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Tesori da salvare, al via il contest per tre restauri

Si potranno votare fino al 30 novembre sei beni di alcune delle città che hanno partecipato all’edizione 2019 del festival, da Palermo a Siracusa, passando per Catania, fino a Marsala e Trapani

di Marco Russo

Affreschi, cupole, preziosi dipinti, gioielli architettonici e antiche porte. Il contest de Le Vie dei Tesori per restaurare beni culturali bisognosi di aiuto si fa sempre più grande. Sono sei i tesori da salvare presenti in alcune delle città che hanno partecipato all’edizione 2019 del festival. Saranno selezionati i primi tre classificati scelti con una votazione online. Per esprimere la propria preferenza ci sarà tempo fino al prossimo 30 novembre.

Una delle sfingi del Gymnasium dell’Orto Botanico

Dopo il primo il contest di Palermo, due anni fa, con cui fu restaurato un salottino che fa bella mostra di sé a Palazzo Mirto e la seduta dei banchi dell’Oratorio delle Dame, l’anno scorso è toccato a Trapani con il restauro di due corali manoscritti della Biblioteca Fardelliana. Quest’anno le città che partecipano al contest sono Palermo, Catania, Siracusa, Marsala e Trapani (qui per votare il bene da restaurare).

Antica porta d’ingresso di Palermo

Due i beni selezionati per il capoluogo siciliano. Si potrà scegliere tra le due sfingi in pietra di Billiemi del Gymnasium dell’Orto Botanico, che necessitano di un delicato restauro per colmare alcune lacune e riportare la pietra al colore originario, e una delle pochissime porte originali della città di Palermo che si sono conservate nei secoli, ritenuta per tradizione quella che chiudeva Porta di Castro. Giace da tempo nei magazzini della Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo, deve essere restaurata e nuovamente resa funzionante in vista della collocazione nel museo di Palazzo Ajutamicristo.

La chiesa di San Benedetto

Da Palermo a Catania dove è in corsa il settecentesco portale ligneo della chiesa di San Benedetto, luogo molto caro ai catanesi, perché è da lì che, durante la processione di Sant’Agata, le monache escono intonando canti per la patrona. A Siracusa, invece, ha bisogno di essere salvato l’affresco realizzato dal pittore siciliano Alfonso Amorelli che si trova nel grande salone di Palazzo Greco, dove ha sede l’Istituto nazionale del Dramma Antico. Si tratta dell’opera “Allegoria Classica”, una pittura murale a olio di 51 metri quadrati e dieci manifesti realizzati tra gli anni Cinquanta e Sessanta sempre da Amorelli.

L’affresco di Amorelli nel salone di Palazzo Greco

Da un capo all’altro della Sicilia, arriviamo a Marsala, che partecipa al contest con il famoso campanile del Carmine, che dal Villabianca viene descritto come uno “de li meravigliosi monumenti della lilibetana città di Marsala”. Più precisamente oggetto degli interventi dovrà essere la cupoletta ricoperta da maioliche verdi. La Diocesi di Mazara di recente ha consolidato la struttura per permetterne l’apertura al pubblico, e sono stati ripristinati gli infissi originari, ormai ossidati. Necessita però del consolidamento degli intonaci della calotta interna, che non vanno raschiati o asportati (sono antichi e di bellissima fattura) ma spazzolati, puliti e trattati in maniera adeguata. Inoltre va pulita e impermeabilizzata la base d’appoggio della calotta esterna della cupola, per evitare altri danni e infiltrazioni all’interno.

La cupola del campanile del Carmine

Infine, ma non perché meno importante, c’è Trapani. Qui nella bellissima Cappella della Mortificazione ha urgente bisogno di restauro un prezioso olio su tavola realizzato tra il XVI e il XVII secolo da un autore ignoto, che raffigura “La Pietà con le sante Lucia e Agata”. Si trova sulla parete di ingresso della cappella. La pellicola pittorica in più punti è compromessa (alterata oppure ossidata dagli agenti atmosferici) o addirittura caduta, e questo non permette più la leggibilità delle figure.

Cappella della Mortificazione

Dunque, non resta che scegliere il bene del cuore, ma si potrà votare soltanto una volta, perché il sondaggio tiene conto dell’indirizzo ip da cui si vota. Un clic per salvare un’opera d’arte.

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La musica spicca il volo all’aeroporto di Boccadifalco

Visita speciale per Le Vie dei Tesori, domenica 27 ottobre. Arricchirà la giornata un concerto dei giovani strumentisti dell’orchestra dell’Istituto “Don Rizzo” di Ciminna

di Marco Russo

Note tra gli aeroplani a Boccadifalco. Quella di domenica prossima, 27 ottobre, sarà una giornata speciale per Le Vie dei Tesori. I giovani strumentisti dell’orchestra dell’indirizzo musicale dell’Istituto comprensivo statale “Don Rizzo” di Ciminna, a partire dalle 9, si esibiranno in un concerto, insieme ad alcuni studenti dell’Istituto superiore “D’Alessandro” dello stesso paese. Le visite all’aeroporto, sempre molto gettonate in occasione del festival, solo per una giornata, saranno arricchite dalle esibizioni degli studenti con un programma che comprende l’inno nazionale di Mameli, quello alla “gioia” dalla Nona sinfonia di Beethoven, “Canzonetta” di Mozart, il “Gran valzer brillante” di Verdi, che risuona nel film “Il Gattopardo” di Visconti, e per finire “Mack the Knife” di Weill.

L’orchestra dell’Istituto “Don Rizzo”

I giovani musicisti saranno guidati dai professori Francesco Crispiniano, Paola Bruno, Irene Maria Salerno, Roberto Peroverde Cannarozzo e Carmelo Sciacchitano, rispettivamente docenti di corno, oboe, pianoforte, chitarra e musica. L’orchestra comprenderà un organico composto da corni, chitarre, clarinetti, oboi, percussioni, pianoforti, sax e, in occasione delle visite, durante il percorso, si esibirà anche una piccola orchestra fiati “itinerante” composta da alunni, docenti e collaboratori scolastici dell’Istituto comprensivo, che eseguiranno alcune marce di Renato Soglia e Viaris.

Rifugio antiaereo dell’aeroporto di Boccadifalco

L’orchestra, nata nel 2012 con l’avvio del corso ad indirizzo musicale nella scuola secondaria di primo grado, negli anni è stata apprezzata in diverse manifestazioni, rassegne e competizioni musicali, ottenendo buoni consensi di pubblico e di critica. “L’iniziativa permetterà alla scuola di mettere le ali e di volare in alto esattamente come fanno gli aeroplani – si legge in una nota – . Sarà un giorno speciale in cui la cultura musicale, che si alimenta quotidianamente all’interno di un’istituzione scolastica di primo grado si fonderà con la cultura aeronautica, consentendo ai visitatori di vivere importanti emozioni”.

Per visitare l’aeroporto di Boccadifalco potete scegliere tra due percorsi. Il primo senza prenotazione (qui per i coupon) con l’hangar e il rifugio antiaereo; il secondo percorso con prenotazione (qui per prenotare) comprende la torre di controllo, i due bunker e il giardino dell’antica Villa Natoli.

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Le “esperienze” del weekend tra cielo, mare e terra

A cavallo nel maneggio storico o in barca a vela per scoprire la città dal mare. E ancora visite teatralizzate in costume, tour nel quartiere che rinasce con l’arte, concerti nelle chiese e visite con degustazione

di Marco Russo

Cavalcare in un maneggio storico, navigare in barca scoprendo la città dal mare, o alzarsi in volo ammirandola dall’alto. E ancora visite teatralizzate in costume, tour in un quartiere che rinasce con l’arte, concerti nelle chiese e visite con degustazione. Le Vie dei Tesori continua a stupire con tante esperienze in programma nel quarto, e penultimo, weekend, dal 25 al 27 ottobre. Anche se molte sono già sold out, restano ancora posti disponibili per tante altre esperienze e luoghi su prenotazione.

Villa Whitaker

Sarà l’ultimo weekend per visitare Villa Whitaker (da non confondere con Villa Malfitano Whitaker in via Dante), dove si camminerà sui passi di Joss Whitaker per scoprire saloni e giardini di quella che oggi è la Prefettura. Visite in programma sabato 26 e domenica 27 ottobre dalle 10 alle 17,20 (qui per prenotare). Ultimo venerdì anche per scoprire il cantiere di restauro di quel gioiello liberty che è Villino Favaloro, solo per otto persone alla volta, con tanto di caschetti di protezione (qui per prenotare). Ma sono tanti altri i luoghi visitabili su prenotazione che potrete scoprire cliccando qui.

Visita teatralizzata a Villa Malfitano

Ultima occasione anche sedersi al fianco di Delia, l’ultima Whitaker (interpretata da Stefania Blandeburgo), per sentirla raccontare del tè delle cinque e della servitù in livrea, a Villa Malfitano (qui per prenotare). È una delle visite teatralizzate che tanto successo stanno riscuotendo in questa edizione del festival: tra sabato e domenica appuntamenti nell’oratorio del Santissimo Salvatore, a Palazzo Comitini, nel convento di Sant’Antonino e a Villa Pottino (qui per scoprire tutte le visite teatralizzate).

Lisca Bianca

Anche questo weekend si potranno visitare le scuderie settecentesche del principe Carlo Cottone, per poi fare una passeggiata a cavallo in compagnia di un istruttore esperto tra il verde e i profumi dell’agrumeto (qui per prenotare). Oppure, se preferite il mare, vi aspetta il tour su Lisca Bianca, la storica barca a vela della famiglia Albeggiani che negli anni ’70 fece un giro attorno al mondo (qui per prenotare). Sold out, invece, i voli sul piper e quelli in parapendio, come la visita con degustazione di vini all’oratorio di San Lorenzo e la visita guidata in notturna all’Orto Botanico.

Murales a Danisinni

Ancora posti, invece, per scoprire Danisinni che sta risorgendo tramite l’arte (qui per prenotare): un tour tra la “fattoria sociale” con gli animali da cortile, in un fazzoletto verde tra i palazzi, Danisinni Circus sotto un tendone colorato, le esperienze di teatro di comunità con il Massimo, il pranzo sociale la domenica su un unico tavolo affacciato sugli orti. E ancora potrete percorrere un viaggio alla scoperta dei pupi siciliani, per vedere come si costruiscono, come funzionano, come si muovono in compagnia di Salvatore Bumbello, fondatore della compagnia Opera dei Pupi Brigliadoro, ma soprattutto artigiano nella sua bottega-laboratorio (qui per prenotare).

La chiesa di Santa Maria del Piliere

Infine, spazio alla musica, con l’ultimo dei “Concerti tra i Tesori”, altra novità di questa edizione del festival. Venerdì 25 ottobre alle 21, nella chiesa di Santa Maria del Piliere, il duo di chitarre composto da Dario Macaluso e Paolo Romano, darà vita a “Belcanto chitarristico”, un concerto particolarissimo che propone celebri arie d’opera riadattate e trascritte per i due strumenti (qui per prenotare).

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Il Ragusano chiude in bellezza, il meglio dell’ultimo weekend

Si potrà salire in notturna sui tre campanili di Ragusa, poi a Modica la visita alla più antica fabbrica di cioccolato in Sicilia e a Scicli una passeggiata tra i sontuosi palazzi barocchi

di Marco Russo

L’incanto dei campanili aperti di notte con vista su tetti e chiese di Ragusa, la dolcezza del cioccolato di Modica prodotto nella più antica fabbrica siciliana e una passeggiata guidata tra le splendide residenze nobiliari di Scicli. Chiude in bellezza il festival Le Vie dei Tesori nelle tre città del Ragusano, che si preparano al terzo e ultimo weekend dal 18 al 20 ottobre, dopo il successo dei primi due che hanno raccolto quasi 16mila visite.

Uno scorcio di Ragusa Ibla

A Ragusa in programma un’esperienza unica. Dalla collaborazione con Le Vie dei Tesori e Scale del Gusto, la kermesse dedicata alle eccellenze enogastronomiche del territorio (ve ne abbiamo parlato qui), è nato un percorso sensoriale che scende lungo le antiche scalinate, dalla città superiore ad Ibla, toccando i diversi luoghi aperti da Le Vie dei Tesori (qui tutti i luoghi). Per l’occasione saranno aperte dalle 18 a mezzanotte, le torri campanarie della bellissima chiesa dell’Itria, con la cupola dove fioriscono eleganti iris; della chiesa del Purgatorio, dove il campanile poggia su un tratto delle mura bizantine del castello di Ragusa. E, per la prima volta in assoluto, apre le porte la torre campanaria di Santa Maria delle Scale, sotto la quale si scopre una cappellina con un fonte battesimale cinquecentesco scolpito in un unico blocco di pece (qui per i coupon delle visite dei campanili in notturna).

Fattojo Bonajuto

Ma se Ragusa vale il viaggio, lo stesso si può dire di Modica (qui tutti i luoghi) dove è assolutamente da non perdere la visita alla fabbrica dove nasce il famoso cioccolato Bonajuto, l’antico fattojo dove scoprirete come si “frantumano” le fave di cacao e si utilizzano ordegni d’epoca. L’azienda Bonajuto provvede a tutto: dalla tostatura delle fave di cacao alla tavoletta finita. Visite alle 10, 11.30, alle 13 (in inglese), 14.30, 15.30 e alle 17 (qui per prenotare).

Palazzo Bonelli Patanè a Scicli

Infine Scicli, dove ci si muove tra chiesette rupestri, antiche cave, grotte scoscese (qui tutti i luoghi). E dove è invece possibile partecipare ad una passeggiata (domenica alle 16) attraverso edifici pubblici e privati, veri esempi di committenze nobiliari, affidate ai migliori artigiani dell’epoca (qui per prenotare). Si scopriranno le residenze più in vista, come l’attuale Municipio, nato dall’antico complesso monastico delle Benedettine trasformato nei primi anni del secolo scorso, con gli affreschi di Bartolo Militello e gli arredi originali del 1908; e palazzo Bonelli Patanè, ultimo capolavoro della committenza aristocratico-borghese tra ‘800 e ‘900, con le tappezzerie di Raffaele Scalia, che scelse temi allegorici per celebrare i fasti e le attività della famiglia proprietaria di terreni e imprese agricole.

Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Capolavori perduti rivivono a Palazzo Abatellis

Una mostra accoglie sette importanti dipinti andati distrutti o di cui si sono perse le tracce, che adesso sono stati riprodotti fedelmente grazie a tecnologie all’avanguardia

di Marco Russo

Non chiamateli cloni, non tacciateli come copie. Sono “rimaterializzazioni”, cioè la meticolosa e puntigliosa ricostruzione delle opere più belle del mondo. Irrimediabilmente perdute. Il Van Gogh che “morì” sotto le bombe ad Osaka, il Monet bruciato al MoMa, la Tamara de Lempiska odiata dalle SS. Sono sette, ma potrebbero essere tanti tanti di più.

La Natività del Caravaggio

Sette capolavori di cui si sono perse le tracce, “scippati” da mani adunche di ladri, dal fuoco, dalla guerra. Ognuna ha la sua storia, e forse queste narrazioni sono anche più belle delle stesse opere: Sky Arte le ha raccolte in una serie di documentari che adesso si possono vedere on demand. Sette che diventano otto con la Natività del Caravaggio di cui è già stato realizzata la “ri-materializzazione” in altissima definizione, che ha preso il posto della tela rubata all’oratorio di San Lorenzo, a Palermo, una notte di cinquant’anni fa. La Natività non si muove dall’Oratorio – la potete scoprire proprio lì, anche San Lorenzo partecipa a Le Vie dei Tesori – ma, nell’ambito delle manifestazioni di Caravaggio50 organizzate dagli Amici dei Musei Siciliani, a Palazzo Abatellis (ogni giorno dalle 9 alle 19, fino all’8 dicembre, qui per saperne di più) sono esposte le sette riproduzioni digitali di altrettanti capolavori inestimabili di cui si sono perse le tracce.

Ogni dipinto è un tassello d’arte ma, nello stesso tempo, un capitolo di storia contemporanea: mentre raccontano la loro vicenda, i capolavori di Van Gogh, Vermeer, Monet, Sutherland, Klimt, Marc e de Lempicka – perduti per sempre – ritornano alla luce grazie alle più moderne tecnologie. Il lavoro di ri-materializzazione è firmato dal team di storici, artisti, restauratori ed esperti di software 3D di Factum Arte, l’organizzazione internazionale fondata da Adam Lowe a Madrid che, oltre a collaborare con alcuni tra i più famosi artisti contemporanei nella realizzazione delle loro opere, è impegnata nella valorizzazione del patrimonio artistico mondiale.

Gustave Klimt, Medicina

Le opere sono tutte straordinarie: “Medicina” (1900-1907) di Gustav Klimt, “Ninfee” (1914-1926) di Claude Monet, “Vaso con cinque girasoli” (1888) di Vincent Van Gogh, “Concerto a Tre” (1663-1666) di Jan Vermeer, “Ritratto di Winston Churchill” (1954) di Graham Sutherland, “Myrto” (1929) di Tamara de Lempicka e “La torre dei cavalli azzurri” (1913) di Franz Marc.

I documentari di Sky Arte riescono a narrare non soltanto la storia dei dipinti, ma si allargano alla loro genesi, in rapporto con la vicenda dell’artista, calati nel periodo attraversato. Tre delle tele sono – in maniera diversa – legate alla censura nazista: si va da una delle opere più controverse di Klimt, “Medicina” realizzata ad inizio ‘900, bruciata dalle SS al castello austriaco di Immendorf nel ’45; a “La Torre dei cavalli azzurri” di Marc, sequestrato da Hermann Goering e scomparso dalla fine degli anni ‘40; fino a “Myrto” di Tamara de Lempicka, rubato da un generale nazista a Parigi nel 1943 e mai più ritrovato. Quindi, il seicentesco “Concerto a Tre” di Vermeer rubato alla collezione Stewart-Gardner di Boston nel 1990 e mai recuperato.  Il “Ritratto di Winston Churchill” di Sutherland scatenò le ire del “soggetto” e la moglie lo bruciò in giardino nel 1954; fiamme anche per le “Ninfee” di Monet bruciate in un incendio al MoMa, provocato da un operaio disattento nel 1958. Fino al “Vaso con cinque girasoli” di Van Gogh acquistato da un mecenate giapponese e distrutto sotto le bombe che colpirono Osaka durante la Seconda Guerra Mondiale.

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Palermo tra storia e natura, le passeggiate del weekend

Dal Cassaro ai mercati storici, passando per via Libertà e via Roma, fino alle antiche strade dei pellegrini. Ma anche tante escursioni nel verde, da Monte Pellegrino alla Ficuzza

di Marco Russo

Ci sono i mercati storici, Vucciria e Ballarò, poi il Cassaro, che taglia in due il cuore di Palermo fino a toccare il mare. E ancora via Libertà, l’elegante boulevard della città, via Roma, e gli itinerari medievali dei cavalieri e dei pellegrini, passando da un tour letterario sulle orme di Leonardo Sciascia. E poi natura, tanta natura, da San Martino delle Scale a Monte Pellegrino, fino a Ficuzza. Sono le passeggiate in programma nel secondo weekend de Le Vie dei Tesori a Palermo, il festival tornato nel capoluogo che già nel primo fine settimana ha fatto registrare numeri da record con 37mila visitatori distribuiti negli oltre 160 luoghi aperti (qui per saperne di più).

Via Libertà

Potete cominciare sabato 12 ottobre, alle 9,30, con la passeggiata a cura di Salvare Palermo tra i vicoli della Vucciria (qui per prenotare). Un itinerario che attraversa il ricco patrimonio monumentale che ancora oggi caratterizza il quartiere, oscillante tra recenti restauri e rovine ancora incombenti fin dall’ultima guerra. Alle 10, invece, Christian Pancaro vi condurrà alla scoperta delle edicole votive, partendo dal celeberrimo Ecce Homo di Via Roma fino alla prima edicola di Santa Rosalia a Piazza Monte di Pietà (qui per prenotare). Se invece volete scoprire i segreti di via Libertà, alle 10,30 inizia la passeggiata guidata da Igor Gelarda (qui per prenotare), che nel pomeriggio, alle 16, condurrà anche tour urbano nella zona della Marina (qui per prenotare), partendo dal giardino Garibaldi e dalla lapide che ricorda il luogo dell’omicidio del poliziotto Joe Petrosino per poi dirigersi alla fontana del Garraffo, alla piazzetta della Dogana e Catena, a Santa Maria di Porto Salvo e alla Cala, nel cuore della Palermo del Trecento.

Joe Petrosino

Stessa zona ma passeggiata diversa, invece, la sera alle 21. Sempre Gelarda, partendo da via Cavour, davanti alla Prefettura, vi guiderà in un tour dedicato alla memoria di Joe Petrosino (qui per prenotare), il detective italo-americano che sfidò la mafia, ucciso in piazza Marina nel 1909. Si parlerà dei contatti, quelli ufficiali e quelli non ufficiali che Petrosino ebbe a Palermo, della diffidenza che nutriva nei confronti della polizia cittadina e degli informatori che alla fine lo tradirono.

Chiesa di Santa Cristina la Vetere

Domenica 13 ottobre alle 10, potrete attraversare tutto il Cassaro, la strada più antica della città, partendo da Porta Nuova arriverete fino a Porta Felice (qui per prenotare). Alla stessa ora potrete scegliere anche l’itinerario medievale dei cavalieri e dei pellegrini curato da Itimed, partendo dalla chiesa di Santa Cristina la Vetere (qui per prenotare). Alle 10,30 una passeggiata letteraria guidata da Michele Anselmi che attraversa la Palermo di fine ‘700, vista con gli occhi di Leonardo Sciascia nel suo romanzo storico “Il Consiglio d’Egitto” (qui per prenotare). Le passeggiate storiche del weekend si concludono alle 16, ancora con Igor Gelarda che vi condurrà alla scoperta dei segreti di via Roma (qui per prenotare). È già sold out, invece, la passeggiata all’alba dai Quattro Canti al mare, e quella a Ballarò, nella Palermo multietnica.

Il Gorgo di Santa Rosalia

Dai tesori storici a quelli della natura. Sono tante anche le passeggiate “verdi” di questo weekend. Sabato e domenica alle 9 Astrid Natura vi condurrà a San Martino delle Scale, qui per prenotare sabato e qui domenica) oppure, sempre alla stessa ora, su Monte Pellegrino si andrà alla scoperta del Gorgo di Santa Rosalia, piccolo specchio d’acqua a due passi dal santuario (qui per prenotare). Se invece preferite il centro storico, col Wwf Sicilia Nord Occidentale, sia sabato che domenica alle 9, partendo da Porta Felice, arriverete fino alla foce dell’Oreto, osservando gli uccelli tra scorci urbani, giardini e ambienti naturali (qui per prenotare la passeggiata di sabato e qui quella di domenica). Domenica alle 9 si salirà su Monte Pellegrino, percorrendo la Scala Vecchia fino al santuario di Santa Rosalia (qui per prenotare) ed infine chi preferisce allontanarsi dal caos cittadino, potrà scegliere un’escursione a Ficuzza, tra lecci e sugheri nascosti (qui per prenotare).

La spiaggia di Mondello

Inoltre, per i prossimi weekend si aggiungono al programma del festival nuove passeggiate già prenotabili, insieme ad altre che si ripetono visto il grande successo del primo weekend. Sabato 26 e domenica 27 ottobre Luciana Zarini vi farà scoprire con occhi nuovi Mondello e Valdesi (qui per prenotare la passeggiata di sabato e qui quella di domenica). Domenica 20 ottobre torna il tour sulle orme di Beati Paoli curato da Claudia Bardi (qui per prenotare) ed infine si ripetono le due passeggiate sui luoghi del Gattopardo guidate da Michele Anselmi, domenica 27 ottobre incrociando le dimore di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (qui per prenotare) e domenica 3 novembre tra i luoghi dove Luchino Visconti girò il suo capolavoro cinematografico (qui per prenotare).

Per il programma completo del festival a Palermo cliccare qui. Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Villino Favaloro apre le porte, visite al cantiere di restauro

Tutti i venerdì di ottobre, con Le Vie dei Tesori, si potrà scoprire il gioiello liberty palermitano che diventerà Museo regionale della fotografia

di Marco Russo

Oggi è ingabbiato da impalcature e ponteggi, ma presto tornerà al suo splendore. Il Villino Favaloro apre le porte a cantiere in corso, in occasione del festival Le Vie dei Tesori, che torna a Palermo dal 4 ottobre al 3 novembre. Un visita esclusiva su prenotazione per sole otto persone alla volta, con tanto di caschetti di sicurezza, tutti i venerdì di ottobre, dalle 9 alle 15,30. Si comincia già da domani, con altre visite prenotabili per l’11, 18 e 25 ottobre (qui per prenotare).

Il torrino belvedere

Accompagnati dai restauratori del Cricd, il Centro regionale Inventario, Catalogazione e Documentazione della Regione Siciliana, si potranno scoprire le meraviglie custodite all’interno dell’elegante edificio liberty, costruito nel 1889 da Giovan Battista Filippo Basile. Stilisticamente il villino è un punto di incontro tra stilemi tardo medievali e rinascimentali in equilibrata sintesi stilistica delle tendenze sperimentali dell’architetto palermitano. I pannelli a mosaico del piano superiore e della sala pompeiana sono verosimilmente opera di Carmelo Giarrizzo. I modi e le formule liberty risalgono ad alcuni interventi del 1903 a cura di Ernesto Basile, lo stesso che nel 1914 ha effettuato l’ampliamento del Villino con la costruzione del torrino belvedere. Le decorazioni pittoriche interne e i mosaici sono stati realizzati da Salvatore Gregorietti.

Particolari degli affreschi

Dopo i lavori di restauro, che dovrebbero terminare alla fine del 2020, il Villino Favaloro diventerà sede del primo museo regionale della fotografia. Il cantiere, dopo un lungo stallo burocratico, è stato inaugurato lo scorso maggio dal presidente della Regione, Nello Musumeci e va avanti speditamente. Il percorso espositivo interno del Museo della fotografia è stato progettato secondo un criterio cronologico a partire dalla protofotografia (1839-1865) per proseguire con le produzioni dei fotografi eredi del Grand Tour (fine Ottocento-inizio Novecento) e con quelle del Naturalismo-Pittorialismo (prima metà del Novecento) e una prima ostensione documentaria della contemporanea attività fotografica da studio collocata in diverse sale. Al piano superiore saranno illustrate la fotografia del Novecento e la fotografia documentaria sui beni culturali delle città siciliane.

Villino Favaloro

Nelle sale saranno esposti numerosi esemplari di dagherrotipi, calotipi, collodi e altri fototipi insieme a materiali documentali cartacei, lastre e pellicole stampe, album d’epoca. Sarà inoltre attrezzata una sala per mostre temporanee di fotografi che hanno lavorato in Sicilia, da Letizia Battaglia a Enzo Brai, da Dante Giuseppe Cappellani a Ferdinando Sciacca, fino a Enzo Sellerio e Giuseppe Tornatore.

Per tutte le informazioni sul festival a Palermo cliccare qui. Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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Fantasmi tra i tesori: al via le visite teatralizzate

È una delle novità del festival a Palermo: una mini-rassegna di brevi pieces in otto tesori della città. Si parte con la Cripta delle Repentite, Palazzo Comitini e gli oratori del Santissimo Salvatore e dell’Immacolatella

di Marco Russo

Fantasmi risvegliati dal passato che appaiono in chiese, palazzi e ville di Palermo. Cronache e storia che si mescolano in un viaggio che va dal Seicento all’Ottocento, dove otto gioielli della città fanno da teatro ad altrettanti racconti, vissuti corpo e voce da due attori. È il progetto inedito “Voci della memoria”, un ciclo di visite teatralizzate che fa parte del programma del festival Le Vie dei Tesori. La mini-rassegna, a cura di Pietro Massaro e Stefania Blandeburgo, interpreti anche dei personaggi che di volta in volta “affiorano” dai luoghi, comincia già il prossimo weekend e andrà avanti per i successivi fino al 3 novembre.

Cripta delle Repentite

Sabato 5 ottobre alle 17,30 (con repliche alla stessa ora anche il 2 e 3 novembre), si parte con la Cripta delle Repentite, dove si ritiravano le prostitute convertite alla vita monastica (qui per prenotare). Lì “apparirà” per soli dieci spettatori alla volta, interpretata da Stefania Blandeburgo, la cortigiana protetta dal vicerè Colonna. Sarà lei a raccontare gli editti e i bandi contro le cortigiane, ma anche a descrivere avvenimenti come l’annuale “corsa delle bagasce”, la cui vincitrice si aggiudicava un premio. Una storia reinventata sulla base di una puntigliosa ricerca fra le pagine degli annali della città di Palermo attingendo dal Mongitore, Palmerino, Marchese di Villabianca. Il personaggio parla della sua vita, colta in un preciso momento, mescolando alle vicende personali gli avvenimenti della città.

Oratorio del Santissimo Salvatore

Sempre sabato, alla stessa ora, un nobiluomo turco (interpretato da Pietro Massaro), invece, si aggirerà per Palazzo Comitini a raccontare con il suo idioma – sintesi di lingue mediterranee – l’eccidio dei suoi compagni della flotta del sultano trucidati dai palermitani e il prezzo del suo riscatto (qui per prenotare). Si replica domenica 27 ottobre.

Nel sontuoso oratorio del Santissimo Salvatore, domenica 6 ottobre alle 18 (con repliche anche domenica 20 e 27 ottobre), un povero racconterà ai visitatori la sua condizione di mendicante per mestiere nella città elegante e stracciona. Un mondo complesso e insieme rigidamente strutturato, quello che sarà raccontato, tra le confraternite delle parrocchie, le tasse sulla morte e l’intricata regia dei funerali di un tempo (qui per prenotare). Infine, sempre domenica ma alle 17,30, nell’oratorio dell’Immacolatella, la vecchia levatrice Melina racconterà la nascita di Giovan Pietro nel 1576, padre del cardinale Giulio Mazzarino. Lei, custode di una sapienza essenziale un tempo appannaggio solo delle donne, è il punto di incontro tra il mondo degli umili e quello dei potenti (qui per prenotare).

Villa Malfitano Whitaker

Ma questo è solo un primo assaggio. Già dalle prossime settimane a Villa Malfitano potrete incontrare anche lo storico inglese Kaleigh Treveylan (interpretato da Pietro Massaro) che racconterà la storia di Joseph Whitaker junior, per gli amici Pip, il padrone di casa e conoscerete la figlia Cordelia Stella Georgette Whitaker, detta Delia (interpretata da Stefania Blandeburgo). E ancora “fantasmi” appariranno anche nel convento di Sant’Antonino, a Palazzo delle Aquile e a Villa Pottino (qui per il programma completo).

Per scoprire tutti i luoghi visitabili a Palermo, le esperienze, le passeggiate e gli altri appuntamenti, cliccare qui. Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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