“Aurea Hora”, in mostra l’arte inquieta di Francesco De Grandi

Le opere dell’artista palermitano “dialogano” con la collezione di Villa Zito, all’interno della rassegna “Incursioni contemporanee”, promossa da Fondazione Sicilia e a cura di Sergio Troisi

di Redazione

Si chiama “Aurea Hora” la mostra dell’artista palermitano Francesco De Grandi, che sarà inaugurata a Villa Zito giovedì 20 giugno alle 18.30. La personale, visitabile fino al 16 settembre, rientra nella rassegna “Incursioni contemporanee”, promossa da Fondazione Sicilia e a cura di Sergio Troisi. Un titolo, quello scelto da De Grandi per il suo percorso, che evoca – scrive il curatore – “il momento in cui significati in un primo tempo latenti o inerti si risvegliano e toccano la coscienza, varcando una soglia invisibile”.

“La Porziuncola”

Alle opere dell’artista palermitano – i cui soggetti sono, quasi per sfida, contenitori di significati usurati, prodigiosamente riattivati e riempiti di nuovi significati attraverso un poderoso lavoro simbolico – il compito di dialogare con la collezione di Villa Zito. Con i paesaggi di Francesco Lojacono, ad esempio, con i tagli di luce di Luca Giordano o con le atmosfere di Mattia Preti. In questo dialogo, De Grandi è insieme figlio della propria città e artista cosmopolita, attinge a un mondo interiore profondo, spesso inquieto: una natura evocatrice, ma anche le figure fantastiche di Bosch, Ensor, Goya.

“Foresta viola”

“Satura di memoria, sia per i rimandi iconografici che per la materia stessa della pittura, l’opera di Francesco De Grandi – scrive in una nota Sergio Troisi – attraversa la storia profonda della vita delle immagini come riattivandone il loro intatto potenziale simbolico. Il confronto con le opere della Fondazione Sicilia diventa allora un dispositivo di contagio di tale processo, inglobando per esempio i dipinti di Francesco Lojacono in una condizione del paesaggio metamorfica e inquieta che attira lo spettatore nella vertigine di un viaggio insieme visuale e psichico. Di questa dimensione, indissolubilmente fisica e mentale, si nutre infatti la pittura, così che ogni immagine, ogni figura, porta con sé i sedimenti di un fantastico atlante memoriale”.

“Ancora una volta, la collezione di Villa Zito è chiamata a confrontarsi con l’universo pittorico del panorama contemporaneo – afferma Raffaele Bonsignore, presidente di Fondazione Sicilia – . La sfida di ‘Incursioni’ è mettere in relazione epoche diverse ma anche gli artisti e i loro mondi interiori, oltrepassando i limiti del tempo”.

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