Artisti contemporanei rileggono il mito di Edipo

Fino al 6 novembre nella Galleria di Palazzo Bellomo a Siracusa, una mostra di opere che dialogano con quelle della collezione storica innescando rimandi, contrappunti, valorizzazioni reciproche

di Redazione

Pubblico delle grandi occasioni alla Galleria regionale di Palazzo Bellomo di Siracusa per l’inaugurazione della mostra “Edipo. Lo sguardo in sé”, curata dal sovrintendente dell’Istituto nazionale del Dramma Antico, Antonio Calbi, in occasione della stagione di spettacoli classici al Teatro Greco di Siracusa, realizzata dalla Fondazione Inda. L’esposizione sarà visitabile fino al prossimo 6 novembre. In mostra opere di ventisette artisti, molti dei quali presenti all’affollato vernissage, sulla figura di Edipo. Autori moderni e contemporanei di diverse generazioni, linguaggi, poetiche che hanno già affrontato il tema, alcuni anche a teatro, o che hanno creato nuove opere per questa esposizione. L’esposizione è promossa e organizzata dalla Galleria di Palazzo Bellomo con il sostegno dell’assessorato dei Beni Culturali della Regione Siciliana, in collaborazione con il Comune di Siracusa e Civita Sicilia e con il patrocinio della Fondazione Inda.

Un momento dell’inaugurazione davanti ai costumi di Antonio Marras

Edipo rappresenta un soggetto articolato e complesso, passibile di diverse sfumature e prospettive: la ricerca dentro sé stessi, il percorso di scoperta della verità, l’inconsapevolezza, l’essere vittima e protagonista del proprio destino, lo sdoppiamento, l’enigma, la volontà degli dèi e quella dell’individuo, la peste e la malattia, il desiderio passionale, l’incesto, l’omicidio, la paternità, il potere, la tenacia, lo sguardo e la visione, l’autopunizione attraverso l’accecamento e molto altro ancora. Edipo è senza dubbio una delle figure “totemiche” del teatro e della cultura occidentali e ha attraversato i millenni preservando la carica della sua complessità e del suo dilemma.

Opera di Mimmo Paladino

La mostra si è andata componendo per associazioni e empatie, con opere e artisti che si sono palesati per vie anche misteriose, enigmatiche, che è il timbro primo del mito di Edipo. Il volto e il suo doppio, dunque la maschera, l’atto della visione, e dunque gli occhi, lo specchio, la luce e la tenebra, il dolore di una vera e propria passio, lo sprofondamento e la perdita di sé, sono gli incipit o gli approdi degli artisti in mostra, espressi attraverso le loro opere.

Opera di Silvia Giambrone

All’interno delle sale del Museo, le opere dialogano con quelle della collezione storica innescando rimandi, contrappunti, valorizzazioni reciproche. Al piano terra opere di Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino, Vettor Pisani accanto a creazioni realizzate per la mostra da Andrea Chisesi, Umberto Passeretti, Stefania Pennacchio, Vassilis Vassiliades, insieme a opere di repertorio di Giovanni Migliara, Giuseppe Pulvirenti, Paolo Scirpa, Nicola Toce. Sono esposti inoltre i costumi di Edipo e Giocasta disegnati da Antonio Marras per il Teatro Elfo Puccini di Milano e da Maurizio Balò per una messinscena della Fondazione Inda al Teatro Greco. Al piano superiore opere e installazioni, create ad hoc o in prestito, di Alfredo Pirri, Michele Ciacciofera, Giovanni Migliara, Matteo Basilè, Alfredo Romano, Stefano Ricci, Mimmo Paladino, Gianfranco Notargiacomo, Nicola Toce, Corrado Bonicatti, il costume di Edipo disegnato da Daniela Dal Cin per la compagnia Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, Leo Kalbinsky, Silvia Giambrone, Brando Cesarini, Hermann Nitsch e Emilio Isgrò.

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