Arriva la prima rassegna culturale a Casa Borgese

A Polizzi Generosa, un ricco cartellone di eventi, da dicembre fino a luglio, tra musica, letteratura, arte e filosofia

di Redazione

Prende corpo il progetto di trasformare Casa Borgese, a Polizzi Generosa, in un polo culturale che dal territorio madonita guarda all’intera Sicilia. A vent’anni dalla costituzione della Fondazione dedicata allo scrittore Giuseppe Antonio Borgese, arriva “Prospettive”, la prima stagione di Casa Borgese. Un fitto calendario di eventi, dal prossimo dicembre fino a luglio 2020, articolati in cinque sezioni: musica, letteratura, filosofia, scienza e arte (qui il programma completo).

La locandina della manifestazione

Il cartellone musicale, con la direzione artistica di Antonio Sottile, vedrà alternarsi concerti che spazieranno dalla musica classica al jazz, fino al pop grazie a un vasto repertorio proposto da noti allievi del Conservatorio di Palermo e da tanti artisti, tra cui molti docenti. E ancora previsti incontri letterari e di filosofia, di arte e di scienza. “Un insieme di eventi a partire dall’opera sempre attuale di Borgese, che intendono aprire, appunto, prospettive – spiegano Clara Aiosa e Gandolfo Librizzi, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Borgese – . Un’opportunità culturale più unica che rara per un piccolo paese dell’entroterra, per rompere gli schemi della marginalità e per dimostrare come anche, nelle e dalle periferie, possa germogliare un discorso innovativo che superi i confini territoriali”.

La manifestazione arriva qualche mese dopo la firma della convenzione con cui il Comune di Polizzi, ente titolare del finanziamento di ristrutturazione di Casa Borgese, ha consegnato l’edificio alla Fondazione, con l’obiettivo, appunto, di trasformare la dimora di famiglia dello scrittore polizzano, in un centro culturale (ve ne abbiamo parlato qui).

Giuseppe Antonio Borgese

Borgese fu uno dei più importanti autori del primo Novecento italiano. Profondo conoscitore di lingue e letterature straniere, collaborò a numerose riviste e giornali, e si distinse sia nell’ambiente accademico (fu docente di letteratura tedesca e di estetica a Torino, a Roma e a Milano) sia in quello della cultura militante, dove peraltro mantenne sempre una posizione libera rispetto alle correnti dominanti. La sua autonomia giungerà al culmine con il rifiuto di prestare il giuramento richiesto dal regime fascista ai professori universitari, scelta che lo costrinse a trasferirsi negli Stati Uniti, dove visse dal 1931 al 1949, insegnando in varie università.

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