Arriva il vincolo culturale per la casa di Battiato a Milo

A distanza di un anno e mezzo dalla scomparsa del cantautore, Villa Grazia è stata dichiarata bene di interesse storico dalla Regione Siciliana. Un provvedimento di tutela per l’abitazione che custodisce ancora strumenti, dipinti, arredi e libri del musicista

di Giulio Giallombardo

Villa Grazia a Milo

È stato rifugio e fonte d’ispirazione per uno dei cantautori più importanti della musica italiana. Guarda da un lato all’Etna e dall’altro al mare, circondata da oltre un ettaro di parco alle pendici del vulcano. A distanza di un anno e mezzo dalla scomparsa di Franco Battiato, Villa Grazia – la sua casa di Milo, buen retiro del musicista – è stata sottoposta a vincolo come bene di interesse storico dalla Regione Siciliana. È quanto si legge in un decreto dello scorso 2 novembre firmato dal dirigente generale del dipartimento dei Beni Culturali, Calogero Fazio.

Franco Battiato (foto rabendeviaregia, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 2.0)

Dopo l’avvio del procedimento da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali di Catania nel maggio dello scorso anno, pochi giorni dopo la morte del cantautore, è arrivato adesso l’atto ufficiale che sottopone Villa Grazia a tutte le prescrizioni di tutela previste dalla legge regionale per i beni culturali. L’abitazione di contrada Praino, frazione di Milo, cantata da Battiato nel brano “Giubbe Rosse” e non lontana da quella di un altro grande della musica italiana, l’amico Lucio Dalla, riveste – si legge nel decreto – “interesse storico particolarmente importante, in quanto costituisce un inestimabile lascito culturale a testimonianza della vita artistica e del pensiero del Maestro”.

Nel decreto di vincolo, inoltre, viene sottolineato che “alcuni ambienti legati all’attività artistica del Maestro, con i compendi di arredo, strumenti, opere pittoriche e beni librari e documentali, custodiscono ancora l’originario aspetto e la loro funzione, pertanto, nel loro insieme ed in relazione al contesto in cui essi sono inseriti, rivestono importante interesse storico in quanto rappresentano lo ‘studio d’artista’”. Il provvedimento firmato dal dirigente generale ha l’obiettivo, dunque, di tutelare l’abitazione appartenuta al cantautore catanese, per evitare – si legge ancora nel decreto – “che sia messa in pericolo l’integrità del bene culturale, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro”.

Battiato nel 1972

Viene, inoltre, imposto ai proprietari dei beni custoditi all’interno della villa, il divieto di “distruggerli, danneggiarli o adibirli ad usi non compatibili con il loro carattere storico-artistico-architettonico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione”, come anche viene vietato di modificare “la destinazione d’uso dello studio d’artista”. Soltanto nei casi di assoluta urgenza – avvisano inoltre dal dipartimento dei Beni Culturali – “possono essere eseguiti lavori provvisori indispensabili ad evitare danni materiali ai beni sottoposti a tutela, purché ne sia data immediata comunicazione alla Soprintendenza competente”.

Nei giorni successivi alla morte del cantautore, con l’avvio della procedura di vincolo da parte della Soprintendenza, fu annunciato dalla Regione di voler trasformare la casa del cantautore in un museo della musica in sua memoria. Il recente decreto di vincolo sembra voler andare in quella direzione. “Villa Grazia è un luogo unico – aveva dichiarato l’allora assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà – perché esprime quel silenzio e quella spiritualità che Franco Battiato ci ha donato con la sua arte. Il vincolo culturale è un gesto di amore verso l’artista, ma anche di rispetto e di attenzione per quella che fu la sua dimora. Un luogo che ci invita alla riflessione, all’introspezione e alla ricerca della verità: un microcosmo alle pendici della montagna sacra, che con questo gesto vorremmo che fosse ulteriormente valorizzato, nel nome di questo grande, grandissimo artista”.

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