Aprono i cunicoli nascosti della Casina Cinese

Visite speciali nei weekend de Le Vie dei Tesori. Si potranno attraversare i tunnel che portavano alle antiche cucine della palazzina. Un percorso normalmente non aperto al pubblico

di Giulio Giallombardo

È il simbolo del gusto stravagante e bizzarro di un’epoca. Il rifugio di un sovrano dall’indole capricciosa ed eccentrica che amava gli esotismi e i marchingegni. La Casina Cinese di Palermo, il “giocattolo” che si fece costruire Ferdinando IV di Borbone e dove visse con la moglie Maria Carolina, in fuga da Napoli nel 1798, è un trionfo orientaleggiante di guglie, specchi, ghirigori, arredi insoliti ed affreschi. Un gioiello di chinoiserie che, in occasione del festival Le Vie dei Tesori, si arricchisce di un percorso di visita normalmente non accessibile al pubblico. Durante i cinque weekend della manifestazione, da oggi fino al 3 novembre, si potranno, infatti, percorrere i cunicoli sotterranei che collegavano la Casina alle cucine, situate dove attualmente si trovano gli edifici del museo Pitrè, un tempo alloggi della servitù.

Interni della Casina Cinese

Si tratta di una visita speciale su prenotazione (qui per prenotare), che oltre agli ambienti della Casina, include anche il passaggio nei tunnel fino a raggiungere le due cucine, la cosiddetta rustica e quella reale (anche se quest’ultima si potrà ammirare dal prossimo weekend). Questi ambienti furono separati dalla piccola “reggia cinese” perché il sovrano non voleva sentire gli odori che provenivano dalle cucine. Ma non contento, grazie ad un ingegnoso meccanismo ligneo dotato di fune, pulegge e carrucole, Ferdinando fece sì che i piatti sbucassero direttamente sulla tavola già apparecchiata, senza il girovagare della servitù nella sala da pranzo. Questo grazie alla sorprendente “tavola matematica”, una table muovant ispirata a quella inventata da Loriot e fatta installare da Luigi XV nel Petit Trianon, nei giardini della reggia di Versailles.

La cucina rustica

Dopo aver attraversato i cunicoli, dunque, si potranno visitare anche le due cucine, che si trovano nel museo Pitrè, attualmente chiuso per lavori di riallestimento interno. La prima, quella rustica, è una ricostruzione d’ambiente voluta dal primo direttore del museo Giuseppe Cocchiara. Riproduce la cucina popolare, con fuochi, utensili, cucine, pentole, ma anche pezzi particolari come la pietra scanalata che serviva per frantumare le fave di cioccolato. L’altra cucina, quella reale, aperta dal prossimo weekend, è stata ritrovata, invece, durante i lavori di restauro. Nascosta dall’allestimento dei presepi, la stanza è stata conservata così com’era, con l’aggiunta soltanto di qualche stoviglia e piatto. Le due cucine erano separate perché adibite alla lavorazione di alimenti diversi.

La cucina reale

“Stiamo lavorando alacremente per la riapertura del museo Pitrè – spiega a Le Vie dei Tesori News la direttrice Eliana Calandra – gli allestimenti sono a buon punto e le vetrine sono quasi pronte, rimangono solo da completare alcuni lavori e contiamo di riaprire tra qualche mese. Intanto, siamo contenti di rinnovare la collaborazione con Le Vie dei Tesori, perché è nostro interesse aprire il più possibile i luoghi della cultura. Il fatto che ci sia un festival che li valorizzi, e che riesca a richiamare tanti visitatori è sicuramente qualcosa di positivo e che trova tutta la nostra adesione”.

Per tutte le informazioni sul festival a Palermo cliccare qui. Per restare aggiornati su tutte le iniziative, visite e appuntamenti, visitare il sito www.leviedeitesori.com. È operativo anche il call center allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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