“Animal Farm”, l’ultima provocazione di Max Papeschi

L’ironico e irriverente artista ritorna in città con un progetto inedito nei giardini del Palazzo Reale, all’interno della rassegna “Palermo e le donne”

di Redazione

Uno schiaffo a tutti coloro che pensano alle donne come oggetti. Bellissimi, eleganti, torniti oggetti, magari all’ultima moda. È la nuova provocazione dell’artista Max Papeschi che ritorna a Palermo con un progetto inedito, “Animal Farm”, che da domani – mercoledì 22 maggio  – “invade” i giardini di Palazzo Reale, nuovo appuntamento di “Palermo delle Donne”, la rassegna ideata da Stefania Morici. Ironico ed irriverente, Papeschi ha abituato ad un’arte pop deflagrante che tira giù i miti dai capitelli e li getta nella polvere.

In questo caso, l’artista ha deciso di dire la sua sulla donna-oggetto: per Papeschi la mercificazione del corpo di donna, è affine allo sfruttamento degli animali negli allevamenti intensivi. E si butta ancora in avanti, colpendo l’uso del corpo femminile da parte dei brand dell’Haute Couture. Per questa nuova installazione Papeschi ha ideato otto wall paper sistemati sotto il “cappello” benedicente dell’enorme Ficus dei giardini reali: la Natura centenaria fa da sfondo alla testimonianza deflagrante di Papeschi. I corpi nudi e torniti di bellissime modelle sono sormontati da teste di animali da fattoria che guardano con occhi vuoti lo spettatore, in posizioni sensuali e ammiccanti, sullo sfondo di riconoscibilissimi loghi dell’alta moda.

Max Papeschi – Gucci Donkey

Papeschi approda nel mondo dell’arte contemporanea alla fine del 2008, dopo un’esperienza da autore e regista in ambito teatrale, televisivo e cinematografico. Il clamore mediatico sollevato da una sua opera gigante affissa sulla facciata di un palazzo nel centro di Poznan in Polonia lo proietta sulla scena internazionale, rendendolo in pochissimo tempo uno degli artisti italiani più conosciuti all’estero. In soli 9 anni di attività ha realizzato più di 60 mostre personali e partecipato a un centinaio di mostre collettive in giro per tutto il mondo. Nel 2014 è uscita in Italia la sua autobiografia “Vendere Svastiche e Vivere Felici”, seguita nel 2018 dal libro “Max vs Max”, con lo scrittore Massimiliano Parente. Dal 2016 sta portando in giro per il mondo il progetto culturale-umanitario Welcome to North Korea, vero e proprio precedente artistico realizzato in collaborazione con Amnesty International, che unisce arte digitale, performance e installazioni in un’operazione multimediale che attraverso una fittizia e parodistica propaganda di regime svela gli orrori perpetuati dal dittatore Kim Jong Un. Ha appena completato “Pyongyang Rhapsody – The Summit of Love”, bipersonale con Max Ferrigno, ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo.

“Animal Farm” nasce con il supporto della Fondazione Federico II, diretta da Patrizia Monterosso. La mostra sarà visibile fino al 9 giugno, negli orari di apertura di Palazzo Reale. Si accede con il biglietto di ingresso al complesso monumentale oppure con un tagliando di 2 euro per i soli giardini.

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