Andar per palazzi con Le Vie dei Tesori

Erano i salotti nobiliari di Palermo, adesso aprono le porte alla città nel corso del secondo weekend del festival. Poi ci sono tante passeggiate e degustazioni

di Redazione

Un fine settimana alla scoperta dei palazzi nobiliari di Palermo. Oggi e domani, per il secondo weekend de Le Vie Tesori, aprono le porte quelli che un tempo erano i salotti della città. Come il salone delle feste di Palazzo De Gregorio, per esempio, che ospitò gli amplessi tra l’avventuriera e spregiudicata Lady Hamilton e l’ammiraglio Nelson, raccontati persino da Alexandre Dumas: sotto gli stessi affreschi, Mascagni mangiava pomodorini siccagni e Wagner finì di comporre il suo “Parsifal”. Le storie sono tante e si potranno ascoltare oggi dalle 10 alle 17,20.

Andar per palazzi, comunque, si può e si deve: per scoprire che a Palazzo Alliata di Villafranca (per due edizioni, uno dei luoghi più visitati del festival) si conserva una Crocifissione di van Dyck (solo oggi, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18); che a Palazzo Asmundo si ricorda l’arrivo della principessa Maria Cristina, figlia di Ferdinando III di Borbone: se si vuole rivivere l’atmosfera di quel tempo, bisogna partecipare l’esclusiva cena “gattopardesca” in programma per la sera (prenotazioni a questo link).

Si scoprirà anche che un filo neoclassico unisce Palazzo Bonocore e Palazzo Zingone Trabia che probabilmente affidarono i trompe l’oeil dei saloni e l’alcova, alla stessa mano artigianale. A Palazzo di Città non si pensa come ad una residenza visto che è la sede del Comune, ma non si deve perdere la visita fino all’orologio. E vi ricordiamo che domenica apre Villa Malfitano dove si conserva la famosa slitta donata dallo Zar Nicola I ai nobili Whitaker.

Tra le visite da non mancare, sempre oggi (dalle 14 alle 17), c’è quella al palcoscenico del Teatro Massimo che la sera ospiterà il debutto registico di John Turturro dietro le quinte del “Rigoletto” (ve ne abbiamo parlato qui). Sempre questa mattina, apre anche dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18,30 (approfittatene, l’unica altra visita sarà il 3 novembre) la chiesa di Badia Nuova, a due passi dalla Cattedrale, un gioiello la cui realizzazione fu affidata a Pietro Novelli, Gioacchino Martorana e Giuseppe Patania per gli affreschi, a Giacomo e Giuseppe Serpotta per gli stucchi e del fratello Giuseppe.

Ma sono tantissime le chiese che fanno parte del festival e aprono sabato e domenica: una per tutte, la normanna Magione che ambisce ad entrare nel sito arabo normanno dell’Unesco. Bellissima ed austera, realizzata da maestranze islamiche, restò in piedi per miracolo sotto le bombe del ’43. Il suo chiostro ricorda, in piccolo, quello splendido di Monreale. Sarà aperta oggi dalle 10 alle 11 e dalle 13 alle 15,30, domenica dalle 10 alle 17,30.

Restano chiusi, rispetto al programma, la cappella dei Falegnami (per un sopravvenuto problema di infiltrazioni d’acqua), la chiesa degli Agonizzanti, l’oratorio di Santa Maria La Savona tra i luoghi di Itinerario contemporaneo. Tra i luoghi su prenotazione, restano non disponibili i qanat. Ma potrebbe aggiungersi qualche altro sito rovinato dal maltempo di queste ultime ore.

E per chi vuole un’esperienza diversa, ecco le visite d’autore con degustazione di un vino che ha un titolo che sembra una mostra: “Se la forma scompare la sua radice è eterna”, costruito da Planeta con la Fondazione Merz, è dedicato a Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018. Un Grillo in purezza Doc Sicilia, in produzione limitata, con l’etichetta riprende l’omonima opera di Mario Merz che dal 1989 è al Museo Peggy Guggenheim di Venezia. La visita condurrà oggi dalle 19 alla scoperta di uno dei musei più particolari e inediti di Palermo, dedicato al Risorgimento: nelle sale a fianco del Pantheon della città (la chiesa di san Domenico), ci si muove tra camicie rosse, lettere dei Mille, armi e oggetti appartenuti ai Garibaldini (qui le prenotazioni)

Il boom di quest’anno l’ha di certo fatto il secondo percorso dentro l’aeroporto di Boccadifalco, (che si può prenotare qui): attenzione che i posti si esauriscono in fretta, e la visita è molto approfondita, dura quasi un’ora, con trasporto su un autobus offerto dallo sponsor tecnico Sais che porta dai bunker della seconda guerra mondiale alla torre di controllo fino al giardino della villa storica all’interno dell’aeroporto.

Tra gli altri luoghi, Palazzo Branciforte con il suo Monte di Pietà restaurato da Gae Aulenti e Palazzo Utveggio, nel cuore elegante della città, disegnato dal Basile. Non perdete le sorgenti naturali del Gabriele, che potranno essere visitate solo oggi, tempo permettendo (le prossime visite saranno domenica 21, sabato 27 ottobre e domenica 4 novembre). Solo oggi (dalle 16 alle 18) si accede alla collezione di ceramiche Athena; se solo la domenica in quel gioiello che sta tornando alla luce e che i palermitani conoscono come il Tiro a Segno: in realtà lo Stand Florio nacque su progetto dell’allora archistar Ernesto Basile per la committenza dei Florio e durante la guerra divenne un magazzino per i rifornimenti delle truppe; ma ve lo racconteranno sul posto, dalle 10 alle 16. Solo domenica (dalle 10,45 alle 17,30) apre anche il Grand Hotel Piazza Borsa. Approfittate anche per una “dolce” visita alle fabbriche artigianali: per Anice Tutone potete prenotare sia sabato che domenica (10-12 e 15-17) e Morettino (ultima possibilità, solo oggi, domenica e la prossima, visita alle 10).

Tutte le informazioni su www.leviedeitesori.it.

Erano i salotti nobiliari di Palermo, adesso aprono le porte alla città nel corso del secondo weekend del festival. Poi ci sono tante passeggiate e degustazioni

di Redazione

Un fine settimana alla scoperta dei palazzi nobiliari di Palermo. Oggi e domani, per il secondo weekend de Le Vie Tesori, aprono le porte quelli che un tempo erano i salotti della città. Come il salone delle feste di Palazzo De Gregorio, per esempio, che ospitò gli amplessi tra l’avventuriera e spregiudicata Lady Hamilton e l’ammiraglio Nelson, raccontati persino da Alexandre Dumas: sotto gli stessi affreschi, Mascagni mangiava pomodorini siccagni e Wagner finì di comporre il suo “Parsifal”. Le storie sono tante e si potranno ascoltare oggi dalle 10 alle 17,20.

Andar per palazzi, comunque, si può e si deve: per scoprire che a Palazzo Alliata di Villafranca (per due edizioni, uno dei luoghi più visitati del festival) si conserva una Crocifissione di van Dyck (solo oggi, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18); che a Palazzo Asmundo si ricorda l’arrivo della principessa Maria Cristina, figlia di Ferdinando III di Borbone: se si vuole rivivere l’atmosfera di quel tempo, bisogna partecipare l’esclusiva cena “gattopardesca” in programma per la sera (prenotazioni a questo link).

Si scoprirà anche che un filo neoclassico unisce Palazzo Bonocore e Palazzo Zingone Trabia che probabilmente affidarono i trompe l’oeil dei saloni e l’alcova, alla stessa mano artigianale. A Palazzo di Città non si pensa come ad una residenza visto che è la sede del Comune, ma non si deve perdere la visita fino all’orologio. E vi ricordiamo che domenica apre Villa Malfitano dove si conserva la famosa slitta donata dallo Zar Nicola I ai nobili Whitaker.

Tra le visite da non mancare, sempre oggi (dalle 14 alle 17), c’è quella al palcoscenico del Teatro Massimo che la sera ospiterà il debutto registico di John Turturro dietro le quinte del “Rigoletto” (ve ne abbiamo parlato qui). Sempre questa mattina, apre anche dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18,30 (approfittatene, l’unica altra visita sarà il 3 novembre) la chiesa di Badia Nuova, a due passi dalla Cattedrale, un gioiello la cui realizzazione fu affidata a Pietro Novelli, Gioacchino Martorana e Giuseppe Patania per gli affreschi, a Giacomo e Giuseppe Serpotta per gli stucchi e del fratello Giuseppe.

Ma sono tantissime le chiese che fanno parte del festival e aprono sabato e domenica: una per tutte, la normanna Magione che ambisce ad entrare nel sito arabo normanno dell’Unesco. Bellissima ed austera, realizzata da maestranze islamiche, restò in piedi per miracolo sotto le bombe del ’43. Il suo chiostro ricorda, in piccolo, quello splendido di Monreale. Sarà aperta oggi dalle 10 alle 11 e dalle 13 alle 15,30, domenica dalle 10 alle 17,30.

Restano chiusi, rispetto al programma, la cappella dei Falegnami (per un sopravvenuto problema di infiltrazioni d’acqua), la chiesa degli Agonizzanti, l’oratorio di Santa Maria La Savona tra i luoghi di Itinerario contemporaneo. Tra i luoghi su prenotazione, restano non disponibili i qanat. Ma potrebbe aggiungersi qualche altro sito rovinato dal maltempo di queste ultime ore.

E per chi vuole un’esperienza diversa, ecco le visite d’autore con degustazione di un vino che ha un titolo che sembra una mostra: “Se la forma scompare la sua radice è eterna”, costruito da Planeta con la Fondazione Merz, è dedicato a Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018. Un Grillo in purezza Doc Sicilia, in produzione limitata, con l’etichetta riprende l’omonima opera di Mario Merz che dal 1989 è al Museo Peggy Guggenheim di Venezia. La visita condurrà oggi dalle 19 alla scoperta di uno dei musei più particolari e inediti di Palermo, dedicato al Risorgimento: nelle sale a fianco del Pantheon della città (la chiesa di san Domenico), ci si muove tra camicie rosse, lettere dei Mille, armi e oggetti appartenuti ai Garibaldini (qui le prenotazioni)

Il boom di quest’anno l’ha di certo fatto il secondo percorso dentro l’aeroporto di Boccadifalco, (che si può prenotare qui): attenzione che i posti si esauriscono in fretta, e la visita è molto approfondita, dura quasi un’ora, con trasporto su un autobus offerto dallo sponsor tecnico Sais che porta dai bunker della seconda guerra mondiale alla torre di controllo fino al giardino della villa storica all’interno dell’aeroporto.

Tra gli altri luoghi, Palazzo Branciforte con il suo Monte di Pietà restaurato da Gae Aulenti e Palazzo Utveggio, nel cuore elegante della città, disegnato dal Basile. Non perdete le sorgenti naturali del Gabriele, che potranno essere visitate solo oggi, tempo permettendo (le prossime visite saranno domenica 21, sabato 27 ottobre e domenica 4 novembre). Solo oggi (dalle 16 alle 18) si accede alla collezione di ceramiche Athena; se solo la domenica in quel gioiello che sta tornando alla luce e che i palermitani conoscono come il Tiro a Segno: in realtà lo Stand Florio nacque su progetto dell’allora archistar Ernesto Basile per la committenza dei Florio e durante la guerra divenne un magazzino per i rifornimenti delle truppe; ma ve lo racconteranno sul posto, dalle 10 alle 16. Solo domenica (dalle 10,45 alle 17,30) apre anche il Grand Hotel Piazza Borsa. Approfittate anche per una “dolce” visita alle fabbriche artigianali: per Anice Tutone potete prenotare sia sabato che domenica (10-12 e 15-17) e Morettino (ultima possibilità, solo oggi, domenica e la prossima, visita alle 10).

Tutte le informazioni su www.leviedeitesori.it.

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