Amarcord a Borgo Vecchio: c’era una volta il cinema Archimede

Ormai chiuso da quarant’anni, è stato punto di riferimento degli abitanti del quartiere palermitano. I ricordi del proiezionista con la sala piena e un’edizione speciale di “Via col Vento”

di Giulio Giallombardo

Ricordi in celluloide tra i vicoli di Borgo Vecchio. C’è stato un tempo in cui i cinema erano spazi conviviali che animavano i quartieri. Si entrava in sala dopo pranzo e si usciva per cena, rivedendo lo stesso film per tutto il pomeriggio. Luoghi come il cinema Archimede, in via Borgo Nuovo, stretta stradina che corre parallela alla via Ximenes, cuore pulsante del quartiere nel centro di Palermo. Oggi di quella sala cinematografica rimane soltanto l’insegna esterna, con qualche lettera in meno. Una meteora durata trent’anni, tramontata all’inizio degli anni ’80, quando il Cine Archimede chiuse per sempre la sua programmazione, come tanti altri cinema della città.

Francesco Paolo Orlando

Lo ricorda bene Francesco Paolo Orlando, che lì trascorse la sua giovinezza dando una mano al padre che faceva la maschera. Grazie a lui negli anni ’60 del secolo scorso si proiettavano le pellicole all’Archimede. Adesso che di anni ne ha 74, ricorda con le lacrime agli occhi quei giorni i cui ancora prima dell’apertura del cinema, c’era un lunga fila di gente in attesa per entrare. “Era un’istituzione per Borgo Vecchio, fino all’ultimo spettacolo era sempre pienissimo”, racconta Orlando, che da oltre vent’anni vive a Scorzè, in provincia di Venezia, adesso in pensione dopo aver lavorato come elettricista alla Fincantieri di Marghera.

Costruito nella metà degli anni ’50, il cinema Archimede è stato un punto di riferimento per gli abitanti del quartiere. Sul suo schermo scorrevano pellicole popolari diventate iconiche, come le saghe di Maciste o di Bruce Lee, i western all’italiana, i film di Franchi e Ingrassia e di Gianni Morandi. Gestito per anni da una famiglia di impresari che aveva altre sale in città, l’Archimede era uno di quei cinema di comunità, raccontati da pellicole come “Splendor” di Ettore Scola o “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore.

L’ex cinema Archimede

Come il piccolo Totò, protagonista del film Premio Oscar nel 1989, anche Francesco Orlando si è avvicinato al cinema mosso da curiosità e passione. “Ho fatto questa esperienza grazie a mio padre Giovanni, maschera dell’Archimede, che tutti continuavano a chiamare ‘zu Ciccio’ come chi lo aveva preceduto – ricorda Orlando – . Un giorno l’operatore era assente e poiché io avevo già visto come si montava la pellicola, l’ho sostituito. Da quel momento è iniziata la mia avventura di proieizionista che ho portato avanti per cinque anni”.

Di ricordi ne ha tanti, come le sale piene le domeniche, quando “si incassavano almeno 200mila lire e i biglietti ne costavano 150. Si lavorava tantissimo – racconta il pensionato – anche se ai miei tempi c’erano già i proiettori di ultima generazione, per cui non occorreva cambiare la bobina tra il primo e il secondo tempo”. Erano gli anni in cui Sean Connery impazzava nei panni di James Bond, lo 007 diventato un mito con la sua Aston Martin nel film “Goldfinger”. “Ricordo – prosegue Orlando – che nel 1964 il film era in prima visione e, per l’occasione, a Palermo arrivò la mitica vettura di 007, esposta nelle vetrine di un rivenditore d’auto di lusso dalle parti di via Emerico Amari”.

Via Borgo Nuovo

Tra i ricordi più belli, quando al Cine Archimede fu proiettato “Via col Vento”, un evento per Borgo Vecchio. “Dalle suore Paoline avevamo recuperato una pellicola del film in formato ridotto a 16 millimetri, anziché il classico 35 – racconta il pensionato – ma il gestore del cinema riuscì ad adattare la pellicola al nostro proiettore, così recuperammo quel capolavoro che non si vedeva ormai da anni nelle sale. Fu una vera festa”.

Oggi l’Archimede è in totale abbandono. Porte e finestre chiuse da pannelli in legno, con file d’auto parcheggiate davanti. Della sua memoria si sono quasi perse le tracce, se non fosse per quell’insegna che lo ricorda (finché resisterà) e per i tanti che lo hanno frequentato fino agli anni ’80. Una storia di tempi andati che non impedisce il sogno di un recupero dell’ex cinema, magari un giorno, trasformato in centro culturale o nuovo luogo di socialità per Borgo Vecchio. “Ho visto una foto di come è ridotto oggi – conclude Orlando – è mi è venuto un magone”.

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3 Comments

  1. Io ero noleggiatore di film. Il cinema archimede faceva parte del mio circuito. Giuseppe D’Ippolito noleggio film via villaftanca 83 palermo

  2. Tanti locali hanno nutrito la fantasia di noi ottantenni palermitani. Nei primi anni cinquanta frequentavo gratis e quasi giornalmente il Cinema Bomboniera del Cavaliere Arnò, nonno di un compagno di scuola. Il regno del Western, delle pellicole di chianciri e di quelle ppi ridiri. Era sprofondato nelle ex scuderie nel ventre del Palazzo Rudinì in via Maqueda ai Quattro Canti. Non c’è nemmeno una vecchia insegna a ricordarlo. L”arredo era stile liberty e meriterebbe il restauro. Oggi è un deposito di scartoffie comunali.

  3. Mi chiamo Anna, ho 68 anni e sono nata in via Bontà nel cuore del “Borgo Vecchio”.
    Mia madre, toscana di nascita e sposata durante il periodo bellico con un palermitano, al borgo la conoscevano tutti con il nomignolo ” la Forestiera”.
    Come tutti i toscani, sempliciona e chiaccherona, dialogava sempre con tutti nel quartiere che,allora, era come una grande famiglia e tutti la conoscevano e le volevano un gran bene.
    Noi eravamo 6 figli, tre maschietti e tre femminucce,mamma ci portava almeno una volta a settimana al cinema “Archimede” affidandoci alla maschera,sig. Giovanni,raccomandando di darci una occhiata (altri tempi!!) perchè così aveva la possibilità di sbrigare le sue faccende in libertà.
    Noi bambini guardavamo tutti i film del genere western,di Peppino De Filippo, di Tina Pica, di Sofia Loren (giovanissima) etc.etc.
    Alla fine del film mamma ci veniva a riprendere, ringraziando il sig. Giovanni che, con un sorriso ci salutava…
    Del cine “Archimede” ho un ricordo caro e nostalgico anche perchè mi ricorda un periodo della mia infanzia spensierato e felice.
    Oggi nessuno di noi fratelli abita più al “Borgo Vecchio”, papà e mamma non sono più,fisicamente, con noi ma ogni qualvolta passo dal Borgo non posso non soffermarmi a guardare il cine Archimede e guardando quel che resta all’esterno mi assale sempre un po di nostalgia e malinconia vedendolo così decaduto.
    Occorrerebbe,secondo me, rivalutare e sfruttare i locali per raggruppare i giovani del quartiere e cercare di mantenere il ricordo vivo di questo pezzo di storia palermitana.

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