Al via il restauro della tribuna nella Chiesa Madre di Ciminna

Consegnati i lavori per l’intervento di messa in sicurezza e riqualificazione del capolavoro in stucco della bottega dei Li Volsi

di Redazione

Fu immortalata da Luchino Visconti nella scena del Te Deum del suo “Gattopardo”. La Chiesa Madre di Ciminna è pronta a rinascere grazie a un intervento di messa in sicurezza e restauro che riguarda la tribuna, indiscusso capolavoro di decorazione in stucco in stile tardo manierista riferibile alla bottega dei Li Volsi. Oggi sono stati consegnati i lavori di restauro per un importo di oltre 77mila euro, che saranno realizzati dal Consorzio Pragma di Palermo sulla base della progettazione effettuata da Filippo Davì e da Mauro Sebastianelli della Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo.

Un momento della cerimonia di consegna dei lavori

Entro la prossima estate – fanno sapere dalla Regione – saranno ultimati i lavori che riconsegneranno l’abside rinnovata alla comunità di Ciminna. Gli interventi previsti riguardano il consolidamento e la messa in sicurezza degli stucchi oltre alla revisione complessiva dell’intero l’apparato plastico in stucco le cui condizioni erano apparse sin da subito molto critiche a causa delle infiltrazioni, con rischio anche per l’incolumità dei fedeli. Il restauro sarà corredato in tutte le fasi da un’ampia e dettagliata documentazione tecnica da realizzare mediante una campagna fotografica dell’opera. Attenzione particolare – spiegano ancora dalla Regione – verrà dedicata alla composizione e caratterizzazione chimica dei materiali costitutivi e all’uso dei materiali di restauro applicati sul manufatto in precedenti interventi affinché, attraverso saggi preliminari, si possa dare garanzia sull’efficacia delle metodologie di intervento e i prodotti utilizzati.

La Chiesa Madre di Ciminna

La tribuna rappresenta uno dei capolavori della lavorazione plastica realizzati dai Li Volsi, poliedrici scultori originari di Nicosia e di Tusa, che furono molto attivi in Sicilia soprattutto nel Seicento, spaziando dalla scultura lignea alla manipolazione dello stucco, dagli apparati scenografici fino alle arti decorative. Il modello di riferimento fu la tribuna della Cattedrale di Palermo, realizzata nella seconda metà del 16esimo secolo dai Gagini, e rimossa dalla sua collocazione originaria alla fine del 18esimo secolo.

Rina Morelli e Burt Lancaster sugli scranni della chiesa, in una scena de “Il Gattopardo”

È costituita da dodici colonne scanalate poste su un alto piedistallo che scandiscono le pareti dell’abside della chiesa tra le quali trovano collocazione le statue degli Apostoli. Nella parte centrale, proprio alle spalle dell’altare, si trova la statua di Maria Maddalena, cui è dedicata la Chiesa. L’opera è realizzata in stucco arricchito da dorature che esaltano la profondità spaziale di alcuni elementi decorativi, ne mettono in evidenza altri (come, per esempio, gli strumenti musicali) e nel contempo fanno convergere lo sguardo dei fedeli verso la figura di Dio Padre.

La Chiesa Madre in una scene de “Il Gattopardo”

Alla consegna dei lavori erano presenti, tra gli altri, l’assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà; il dirigente generale dei Beni culturali Francesco Fazio; la Soprintendente dei Beni culturali di Palermo, Selima Giorgia Giuliano; il sindaco di Ciminna Vito Barone; padre Giuseppe Bucaro, direttore dell’Ufficio Beni culturali della Curia di Palermo, e il parroco, don Antonino Bruno. “Occuparsi dei beni culturali comporta non soltanto programmare iniziative di valorizzazione – ha sottolineato l’assessore Samonà alla presenza dei giovani studenti dell’Istituto comprensivo di Ciminna – ma anche la responsabilità di prendersi cura del patrimonio esistente attraverso attività di custodia, manutenzione e restauro. Espressioni artistiche di pregio come la Tribuna della Chiesa madre di Ciminna devono invitarci ad apprezzare le bellezze che possediamo e insegnare a ciascuno di noi a trasmettere l’amore per la nostra storia e la nostra cultura”.

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