Al via il restauro dei bozzetti e gessi di Antonio Ugo

L’iniziativa rientra tra le attività promosse per celebrare i 150 anni dalla nascita dello scultore palermitano

di Redazione

Visse, sognò, lavoro e progettò nella sua Palermo: in cui era nato nel 1870 e in cui nel 1950 si spense. Questo intenso rapporto con la città – di cui l’emblema è anche la collaborazione con Ernesto Basile – non ha però impedito ad Antonio Ugo, scultore e accademico di grande pregio, di ricevere apprezzamenti e riconoscimenti anche in ambito nazionale. Dall’Accademia di Brera, che lo fece socio onorario, alla Biennale di Venezia, di cui fu più volte giudice.

Scultura raffigurante Giacomo Serpotta (foto Sicilarch, da Wikipedia)

Tra le attività promosse per celebrare i 150 anni dalla nascita di Antonio Ugo, che culmineranno in una grande mostra prevista nel prossimo mese di ottobre, la Fondazione Sicilia, in collaborazione con la Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo e con i discendenti dell’artista, organizza a Palazzo Branciforte la presentazione del progetto “Antonio Ugo. Scultore (1870-1950)”, in programma mercoledì 22 gennaio alle 18. In questa occasione verranno presentati alcuni bozzetti e modelli in gesso, di proprietà dei discendenti dell’artista, che testimoniano un’importante quanto rara fase progettuale della realizzazione di alcune delle opere presenti nella collezione della Fondazione Sicilia, e che saranno restaurati nel corso dei prossimi mesi a Palazzo Branciforte.

Busto di Giuseppe Verdi

Alla presentazione dei lavori parteciperanno la soprintendente di Palermo, Lina Bellanca, e il presidente della Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore. Saranno presenti anche i discendenti di Antonio Ugo. “La Fondazione Sicilia – afferma Raffaele Bonsignore – con lo spirito di promuovere e valorizzare il patrimonio artistico siciliano, in occasione del 150esimo anniversario della nascita di Antonio Ugo, ha deciso di restaurare i modelli in gesso di alcune delle opere presenti nella collezione di bronzi esposta a Palazzo Branciforte. Il restauro sarà realizzato a cantiere aperto, a Palazzo Branciforte”. Il progetto di restauro sarà coordinato dalla competente unità operativa della Soprintendenza di Palermo, nelle persone di Carolina Griffo, Maria Reginella e Mauro Sebastianelli.

Nella sua lunga attività, Antonio Ugo espresse un linguaggio inizialmente aderente al simbolismo allegorico, poi dal sapore preraffaellita, giunse all’Art Nouveau con qualche accento di verismo meridionale che culminò nel periodo più tardo, a partire dagli anni venti, ad una progressiva semplificazione delle masse plastiche e l’accostamento al Novecento, con un monumentalismo accademico.

(Nella foto in alto il modello in gesso della Vittoria Alata)

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