Gli argenti di Morgantina sono tornati a casa

Rientrati i preziosi reperti ellenistici che presto saranno di nuovo in mostra. Si conclude l’ultima tappa di un viaggio iniziato negli Stati Uniti

di Ruggero Altavilla

A volte ritornano. Precisamente ogni quattro anni. Gli argenti di Morgantina sono di nuovo a casa e presto saranno esposti al museo archeologico regionale di Aidone, dove si sta provvedendo ad allestire la mostra. Si conclude, così, l’ultima tappa di un viaggio che, dal 2006, vede i preziosi reperti volare ogni quattro anni tra la Sicilia e gli Stati Uniti (ve ne abbiamo parlato qui).

Argenti di Morgantina, coppa e pisside (foto Giulio Giallombardo)
Coppa e pisside (foto Giulio Giallombardo)

I sedici pezzi del “servizio di argenteria” ellenistico, trafugato dai tombaroli a Morgantina e poi rivenduto, attraverso rocambolesche vicissitudini, al Met di New York, sono sottoposti ai vincoli di una convenzione siglata nel 2006 tra il Mibact e il Metropolitan Museum. Secondo gli accordi, a fronte della restituzione dei beni archeologici un tempo illecitamente trafugati dal patrimonio culturale nazionale, sono state previste forme di collaborazione tra le istituzioni museali coinvolte; in particolare la convenzione prevede una rotazione delle opere in virtù della quale la Sicilia si impegna a prestare, nei quattro anni in cui gli argenti tornano in patria, beni di importanza analoga agli argenti aidonesi, per la loro esposizione al Met.

Argenti di Morgantina, coppa con mestolo (foto Giulio Giallombardo)
Coppa con mestolo (foto Giulio Giallombardo)

Una convenzione in un primo momento disattesa dalla Regione, che nel 2013 aveva inserito gli argenti tra i beni culturali “inamovibili”, con un decreto firmato dall’allora assessore Mariarita Sgarlata, ma poi rispettata tra non pochi mugugni, dopo l’insistenza dell’allora direttore del Metropolitan, Thomas Campbell, e dello stesso ministero. I sedici pezzi, che risalgono al III secolo avanti Cristo e che prendono il nome dal loro ultimo proprietario, Eupolemo, erano rientrati in Italia nel maggio del 2019, dove sono stati esposti in mostra al Quirinale. Il ritorno al museo di Aidone era previsto a luglio dello stesso anno, ma gli argenti sono stati poi trasferiti a Palermo, al Centro regionale per il restauro, per alcuni interventi. L’emergenza sanitaria ha ritardato ulteriormente il ritorno a casa, che è avvenuto nei giorni scorsi dopo oltre un anno dal rientro in Italia.

Argenti di Morgantina, Altare in minuatura e piattelli (foto Giulio Giallombardo)
Altare in minuatura e piattelli (foto Giulio Giallombardo)

Nei mesi scorsi, in virtù delle relazioni tra il dirigente generale del Dipartimento e il direttore della sezione di archeologia classica del Met – fanno sapere dall’assessorato regionale ai Beni culturali – si è svolto un incontro con la direzione del Museo Salinas ed i tecnici esperti, nel corso del quale si sono poste le basi per la formalizzazione di una partnership che prevederebbe – in una prima fase – il prestito di opere provenienti da Selinunte sul tema della colonizzazione greca in Occidente e dei suoi molteplici esiti e significati. Temi, questi, sui quali il Met ha idea di allestire una grande mostra internazionale da realizzare nel prossimo quadriennio.

Il museo di Aidone

“Sono in corso ipotesi di collaborazione strutturata sulle quali continuiamo a lavorare – afferma l’assessore dei Beni culturali, Alberto Samonà – e che potrebbero aiutarci a ridefinire i termini di una convenzione che, per certi aspetti, risulta datata. Cercheremo di operare nella direzione di una possibile revisione dell’accordo che porti alla collocazione stabile e definitiva degli argenti di Morgantina nella sede museale naturale di Aidone”.

Hai letto questi articoli?
Articolo PrecedenteProssimo Articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le Vie dei Tesori News

Send this to a friend