Addio a Gigi Petyx, fotoreporter che raccontò Palermo e la Sicilia

È scomparso a 83 anni il fotografo che con i suoi scatti immortalò oltre mezzo secolo di cronaca, costume e personaggi: dai delitti di mafia ai digiuni di Danilo Dolci, dal disastro di Montagna Longa all’arresto di Luciano Liggio

di Redazione

Con i suoi scatti ha raccontato oltre mezzo secolo di storia di Palermo e della Sicilia. Decenni di cronaca, costume, personaggi, testimoniandone gli eventi più drammatici e significativi. È morto a 83 anni il fotoreporter Gigi Petyx. A poco più di due mesi dalla scomparsa di Letizia Battaglia, se ne va un altro grande fotografo palermitano, che ha dedicato una vita intera al suo mestiere con umiltà e passione.

Gigi Petyx fotografa un agguato di mafia

Dall’esperienza al giornale L’Ora e poi al Giornale di Sicilia, Petyx che a luglio avrebbe compiuto 84 anni, aveva ricevuto un anno fa il premio Sicilia Cronisti dell’Unci, l’Unione nazionale cronisti italiani. Un doveroso riconoscimento a chi come lui, per una vita è stato sempre sul campo, con la sua inseparabile Nikon al collo e il gilet pieno di tasche e cerniere. Luigi Petyx, da tutti conosciuto come Gigi, era nato nel 1938 al Capo, il quartiere di uno degli storici mercati di Palermo. Immortalare la realtà attraverso un obiettivo è sin da ragazzino è la sua missione. Così il padre, il barone Luigi Petyx Mortillaro lo manda “a bottega” dal fotografo Lo Verso in piazza Beati Paoli. Successivamente Gigi passa allo studio Scafidi, poi si avvicina al quotidiano L’Ora, dove inizia la sua carriera da fotoreporter.

 

Mafia e non solo nelle splendide istantanee di Petyx: nelle sue foto sono ritratti anche i primi digiuni di Danilo Dolci al Giro d’Italia del ‘59, sul Treno del Sole nel ‘62 al seguito degli emigranti; nel ‘63 la strage di Ciaculli; nel ’72 il disastro aereo di Montagna Longa. E ancora, l’arresto di Luciano Liggio nel 1964 e Tommaso Buscetta all’Ucciardone, Totò a Villa Igiea e Franca Viola nascosta dietro le tende. Ma negli scatti di Petyx c’è anche la poverissima Palermo postbellica, volti e scorci in bianco e nero con tantissimi bambini, tra i suoi soggetti più amati e fotografati. E poi gli anni al Giornale di Sicilia, dove Petyx documenta i tanti disservizi di una città alle prese con le numerose emergenze quotidiane.

Gig Petyx a Montagna Longa

Dopo la scomparsa del fotoreporter, sono tanti i messaggi di cordoglio del mondo del giornalismo, della cultura e da parte dei rappresentanti delle istituzioni. “Ha trasformato il suo mestiere in arte, – afferma il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci –  i giorni più belli e drammatici di Palermo in quadri gioiosi o a tinte fosche, storia della città tradotta in foto, saggi di giornalismo in immagini che raccontavano più di mille parole”.

Foto di Gigi Petyx

“La morte di Gigi Petyx rappresenta una grave perdita per il mondo del giornalismo palermitano – ha detto il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla – . Per oltre mezzo secolo Petyx ha raccontato puntualmente la storia di Palermo. Dagli anni più bui, segnati dalle stragi di mafia, alle emergenze della nostra città. Per i fotoreporter e i cronisti Gigi Petyx è stato un grande esempio, grazie alla sua immensa generosità. Un professionista sempre pronto a dispensare consigli ai giovani che si avvicinavano al mestiere di giornalista. I suoi scatti sono una ricca e indelebile eredità lasciata alla città”.

Alla famiglia di Gigi Petyx, al figlio Igor e a sua moglie Rosaura Bonfardino, l’abbraccio affettuoso delle Vie dei Tesori

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