Abiti medievali rivivono nel castello di Adrano

In mostra costumi realizzati secondo le tecniche dell’archeologia sperimentale ispirati al periodo che va dagli Altavilla ai Moncada

di Redazione

Una passeggiata nel Medioevo attraverso la storia del costume, che accende i riflettori sull’abbigliamento in uso nell’aristocrazia del tempo. Un lavoro di ricostruzione degli abiti relativi al periodo che va dagli Altavilla ai Moncada, in mostra nella cappella del Castello normanno di Adrano, sede del museo regionale “Saro Franco”. Si inaugura l’8 maggio alle 18 la mostra “La Contea di Adernò: quando l’abito fa la storia”, curata dalla Fidapa Bpw Italy di Adrano-Biancavilla insieme all’Opificium Stella d’Aragona di Montalbano Elicona e all’Accademia di Belle Arti di Catania, in collaborazione con il Parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci.

Uno degli abiti in mostra

In esposizione fino al 29 maggio alcuni costumi medievali realizzati secondo le tecniche dell’archeologia sperimentale, disciplina che ha lo scopo di ricostruire fedelmente abiti e accessori del passato. Si potranno ammirare gli abiti dell’aristocrazia adranese del Medioevo, attraverso figure emblematiche quali Adelicia d’Altavilla, prima contessa normanna di Adernò (attuale Adrano), Re Ruggero I di Sicilia, Matteo Sclafani conte di Adernò che fu giustiziere sotto il re Federico III di Sicilia e la consorte Agata Pellegrino, figlia di Pietro Luca barone di Adernò, e Giovanni Tommaso Moncada V Conte di Adernò.

In occasione della mostra si svolgerà la conferenza “La rievocazione storica e l’archeologia sperimentale: nuove frontiere imprenditoriali” all’interno di un open day organizzato dalla stessa Fidapa di Adrano-Biancavilla che già nel 2019, all’interno di un progetto filologico ispirato al recupero dell’abbigliamento d’epoca, ha realizzato l’abito di Adelicia, secondo la tecnica e la tradizione medievale.

Laboratorio con gli abiti medievali

Il dibattito, con la presenza di esperti nel settore, vuole mettere in luce le nuove frontiere dell’archeologia sperimentale nel campo della moda e l’importanza della storia per ricostruire il passato. Scopo dell’incontro è anche quello di evidenziare nuove opportunità imprenditoriali per avviare un percorso di orientamento con le scuole secondarie di secondo grado. Tra gli interventi, oltre a quello del direttore del museo “Saro Franco” Giuseppe D’Urso, sono previste le relazioni tecniche di Liliana Nigro, dell’Accademia di Belle arti di Catania e di Caterina Foti dell’Opificium Stella d’Aragona. Per la Fidapa presenti oltre alla presidente della Fidapa Adrano-Biancavilla Graziella Milazzo, anche Anna Stissi, Flavia La Cava e Agata Garofalo.

Panorama di Adrano con l’Etna (Foto Azotoliquido, Wikipedia, licenza CC BY SA 3.0)

Le conclusioni sono affidate alla presidente del Distretto Fidapa Bpw, Carmela Lo Bue, e al direttore del Parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci, Lorenzo Guzzardi che sottolinea come la mostra si svolga “negli spazi museali del castello presso quell’aula magna e Cappella Palatina risalenti alla stessa epoca dei personaggi di cui si propongono le ricostruzioni dei relativi abiti”. Compartecipano all’iniziativa anche il Comune di Adrano, con il sindaco Fabio Mancuso e l’assessore alla Cultura Marica Terranova e la sezione di Adrano di SiciliAntica.

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