A teatro per capire i mille significati dei gesti del corpo

Le Vie dei Tesori propongono un viaggio alla scoperta della comunicazione non verbale e lo fanno con un singolare spettacolo teatrale del performer Luca Vullo, inserito nella programmazione palermitana. Appuntamento al 2 novembre al Santa Cecilia

di Redazione

Che differenza c’è tra fare il segno delle corna in Inghilterra e in… Sicilia? E che significa schiacciare l’occhio in Oriente? O fare i segni del capo, o scuotere la testa? E tutti i movimenti delle mani e delle braccia con cui ogni buon siciliano si esibisce spontaneamente a tutte le latitudini?

A decifrare il codice di comunicazione non verbale più ricco e articolato del mondo arriva Luca Vullo, autore, regista, performer e ambasciatore della gestualità italiana. Da Londra a San Francisco, dalla Germania all’estremo Oriente, Vullo insegna e spiega come ci muoviamo a studenti universitari, attori, professori, un argomento cui ha dedicato la docu-fiction “La voce del corpo”

Che adesso diventa un esilarante spettacolo teatrale sulla straordinaria abilità del popolo siciliano – ma più estesamente italiano – di utilizzare la gestualità per esprimere concetti, sentimenti, emozioni, pensieri e stati d’animo. Un cocktail di mimica e prossemica che fornisce nuovi strumenti per comprendere meglio la gente del Belpaese, ma invita anche lo spettatore a guardarsi allo specchio e a ragionare su se stesso e sulla propria cultura.

Per la prima volta lo spettacolo arriva a Palermo – nel programma de Le Vie dei Tesori -, con due ospiti d’eccezione: la madre di Luca, Angela Gabriele, e la professoressa Daniela Lucangeli, docente di Psicologia dello Sviluppo all’Università di Padova che coinvolgerà gli spettatori in un’originale intervista scientifica.

Un’esplorazione emozionale resa ancora più profonda dalle musiche eseguite dal vivo del maestro Giuseppe Vasapolli. Contributo 7 euro per due ore piacevoli e interessanti, di scoperte e disvelamenti, com’è nella tradizione di Vie dei Tesori.

Le Vie dei Tesori propongono un viaggio alla scoperta della comunicazione non verbale e lo fanno con un singolare spettacolo teatrale del performer Luca Vullo, inserito nella programmazione palermitana. Appuntamento al 2 novembre al Santa Cecilia

di Redazione

Che differenza c’è tra fare il segno delle corna in Inghilterra e in… Sicilia? E che significa schiacciare l’occhio in Oriente? O fare i segni del capo, o scuotere la testa? E tutti i movimenti delle mani e delle braccia con cui ogni buon siciliano si esibisce spontaneamente a tutte le latitudini?

A decifrare il codice di comunicazione non verbale più ricco e articolato del mondo arriva Luca Vullo, autore, regista, performer e ambasciatore della gestualità italiana. Da Londra a San Francisco, dalla Germania all’estremo Oriente, Vullo insegna e spiega come ci muoviamo a studenti universitari, attori, professori, un argomento cui ha dedicato la docu-fiction “La voce del corpo”

Che adesso diventa un esilarante spettacolo teatrale sulla straordinaria abilità del popolo siciliano – ma più estesamente italiano – di utilizzare la gestualità per esprimere concetti, sentimenti, emozioni, pensieri e stati d’animo. Un cocktail di mimica e prossemica che fornisce nuovi strumenti per comprendere meglio la gente del Belpaese, ma invita anche lo spettatore a guardarsi allo specchio e a ragionare su se stesso e sulla propria cultura.

Per la prima volta lo spettacolo arriva a Palermo – nel programma de Le Vie dei Tesori -, con due ospiti d’eccezione: la madre di Luca, Angela Gabriele, e la professoressa Daniela Lucangeli, docente di Psicologia dello Sviluppo all’Università di Padova che coinvolgerà gli spettatori in un’originale intervista scientifica.

Un’esplorazione emozionale resa ancora più profonda dalle musiche eseguite dal vivo del maestro Giuseppe Vasapolli. Contributo 7 euro per due ore piacevoli e interessanti, di scoperte e disvelamenti, com’è nella tradizione di Vie dei Tesori.

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