A Ragusa, Modica e Scicli con Le vie dei Tesori

Oltre 5500 visite nel primo fine settimana del festival che torna domani nel cuore del barocco: 48 i luoghi aperti, dall’ossario dei monaci alle piccole chiese rupestri, da Palazzo Arezzo di Trifiletti al frammento di san Giorgio

di Redazione

Le vie del barocco sono infinite tra Ragusa, Modica e Scicli: per questo Le vie dei Tesori ha pensato a un itinerario a tema in queste città che è piaciuto moltissimo, visto che nel primo weekend di programmazione il festival ha raccolto ben 5500 visitatori. Questo fine settimana si replica, dal 21 al 23 settembre, così come il prossimo del 28-30, con ben 48 luoghi aperti tra cui spigolare: 19 a Ragusa, 13 a Modica e 15 a Scicli, tutti visitabili con un unico coupon da 1 euro. Noi abbiamo selezionato alcune tappe del Ragusano, voi scegliete il programma della vostra visita nella sezione del sito dedicata al festival.

Non si può comprendere il Barocco se non si usa come spartiacque temporale il devastante terremoto del 1693, quando la Val di Noto fu rasa al suolo. È un viaggio per veri appassionati quello di Ragusa, da scoprire nella sezione del festival dedicata alla città  scegliendo tra un pre e un post sisma, a partire da un piccolo tesoro che probabilmente neanche i ragusani conoscono bene anche perché è aperta molto raramente: arrampicata su un costone roccioso che guarda alla vallata di San Leonardo, ecco la piccola San Rocco, gioiello rinascimentale tra i pochissimi sopravvissuti al sisma, con una “cona” ispirata all’altra, bellissima, che nel 1573 venne commissionata allo scultore palermitano Antonino Gagini (figlio del più famoso Antonello) per il duomo di San Giorgio, ma che andò distrutta nel terremoto.

Ed ecco l’altra sorpresa: proprio della “cona” cinquecentesca del duomo si conserva un frammento che sarà eccezionalmente mostrato al Museo di San Giorgio che, in occasione del festival, apre la sacrestia dove è conservato.

Il museo conserva anche i disegni di Rosario Gagliardi per il progetto del duomo settecentesco. Nel Museo di San Giovanni si potrà invece scoprire una ricca collezione di carte geografiche e mappe antiche della Sicilia. Se invece andate all’Ecce Homo, non mancate di salire sul coro, al primo livello della torre campanaria, per osservare da vicino le vetrate Art Nouveau firmate nel 1956 da Duilio Cambellotti.

Domani a Palazzo Arezzo di Trifiletti si potrà anche partecipare, pagando un contributo, a una visita guidata d’autore con degustazione di vini Planeta prenotando a questo link.

A Modica il programma del festival riserva un’occasione unica e imperdibile per scoprire il chiostro di Sant’Anna, in attesa di restauro, dove si conserva un crocifisso ligneo del XVII secolo e uno strano pavimento ad intarsi in calcare e pece oltre ad un trompe l’oeil settecentesco. Se poi, tra stradine e scalinate, raggiungete l’ex convento del Carmine con la sua collezione di arnesi della tradizione contadina, non dimenticate di raggiungere il Portale laterale gotico che fu scoperto per caso dieci anni fa, in una attigua proprietà privata. Ma qui gli scavi hanno portato alla luce anche un ossario con i resti dei monaci Carmelitani. Un altro bel portale gotico è a Palazzo De Leva, dove si scopre il cuore medievale della Modica più antica, e i “bassi”, oggi sede del Centro Studi sulla Contea di Modica.

Alla Fondazione Grimaldi, troverete poi una bella pinacoteca e farete la conoscenza virtuale con Giovan Pietro Grimaldi, importante fisico e mecenate di inizio ‘900. Potete scoprire programmi e informazioni su Modica in questa pagina del sito.

Per capire Scicli non si può dimenticare il Calvario, che si raggiunge inerpicandosi per il colle della Croce: una chiesa rupestre, austera, difficilmente aperta, a cui si accede superando un portone con i simboli della Passione di Cristo (chiodi, martello, tenaglia lancia, scala); e San Matteo, ancora più inaccessibile, chiusa com’è da anni, abbandonata lassù in cima, ma dal fascino intatto. In centro invece, ecco il Museo del costume e della cucina, ospitato nei “bassi” dell’ex convento San Michele: tra vestiti, cappelli e accessori, nobili e popolari, a cavallo tra ‘800 e ‘900, si scopriranno invece, nella cucina, gli strumenti per la produzione del cioccolato che da queste parti, si sa, è un’arte antica, da scoprire qui.

In questa sezione appositamente dedicata al Festival è possibile acquistare i coupon per le visite, leggere il programma e avere tutte le informazioni su Modica, Scicli e Ragusa. Le scuole che volessero stabilire data e orario della visita, possono scrivere all’indirizzo mail: prenotazioni@leviedeitesori.it

Oltre 5500 visite nel primo fine settimana del festival che torna domani nel cuore del barocco: 48 i luoghi aperti, dall’ossario dei monaci alle piccole chiese rupestri, da Palazzo Arezzo di Trifiletti al frammento di san Giorgio

di Redazione

Le vie del barocco sono infinite tra Ragusa, Modica e Scicli: per questo Le vie dei Tesori ha pensato a un itinerario a tema in queste città che è piaciuto moltissimo, visto che nel primo weekend di programmazione il festival ha raccolto ben 5500 visitatori. Questo fine settimana si replica, dal 21 al 23 settembre, così come il prossimo del 28-30, con ben 48 luoghi aperti tra cui spigolare: 19 a Ragusa, 13 a Modica e 15 a Scicli, tutti visitabili con un unico coupon da 1 euro. Noi abbiamo selezionato alcune tappe del Ragusano, voi scegliete il programma della vostra visita nella sezione del sito dedicata al festival.

Non si può comprendere il Barocco se non si usa come spartiacque temporale il devastante terremoto del 1693, quando la Val di Noto fu rasa al suolo. È un viaggio per veri appassionati quello di Ragusa, da scoprire nella sezione del festival dedicata alla città  scegliendo tra un pre e un post sisma, a partire da un piccolo tesoro che probabilmente neanche i ragusani conoscono bene anche perché è aperta molto raramente: arrampicata su un costone roccioso che guarda alla vallata di San Leonardo, ecco la piccola San Rocco, gioiello rinascimentale tra i pochissimi sopravvissuti al sisma, con una “cona” ispirata all’altra, bellissima, che nel 1573 venne commissionata allo scultore palermitano Antonino Gagini (figlio del più famoso Antonello) per il duomo di San Giorgio, ma che andò distrutta nel terremoto.

Ed ecco l’altra sorpresa: proprio della “cona” cinquecentesca del duomo si conserva un frammento che sarà eccezionalmente mostrato al Museo di San Giorgio che, in occasione del festival, apre la sacrestia dove è conservato.

Il museo conserva anche i disegni di Rosario Gagliardi per il progetto del duomo settecentesco. Nel Museo di San Giovanni si potrà invece scoprire una ricca collezione di carte geografiche e mappe antiche della Sicilia. Se invece andate all’Ecce Homo, non mancate di salire sul coro, al primo livello della torre campanaria, per osservare da vicino le vetrate Art Nouveau firmate nel 1956 da Duilio Cambellotti.

Domani a Palazzo Arezzo di Trifiletti si potrà anche partecipare, pagando un contributo, a una visita guidata d’autore con degustazione di vini Planeta prenotando a questo link.

A Modica il programma del festival riserva un’occasione unica e imperdibile per scoprire il chiostro di Sant’Anna, in attesa di restauro, dove si conserva un crocifisso ligneo del XVII secolo e uno strano pavimento ad intarsi in calcare e pece oltre ad un trompe l’oeil settecentesco. Se poi, tra stradine e scalinate, raggiungete l’ex convento del Carmine con la sua collezione di arnesi della tradizione contadina, non dimenticate di raggiungere il Portale laterale gotico che fu scoperto per caso dieci anni fa, in una attigua proprietà privata. Ma qui gli scavi hanno portato alla luce anche un ossario con i resti dei monaci Carmelitani. Un altro bel portale gotico è a Palazzo De Leva, dove si scopre il cuore medievale della Modica più antica, e i “bassi”, oggi sede del Centro Studi sulla Contea di Modica.

Alla Fondazione Grimaldi, troverete poi una bella pinacoteca e farete la conoscenza virtuale con Giovan Pietro Grimaldi, importante fisico e mecenate di inizio ‘900. Potete scoprire programmi e informazioni su Modica in questa pagina del sito.

Per capire Scicli non si può dimenticare il Calvario, che si raggiunge inerpicandosi per il colle della Croce: una chiesa rupestre, austera, difficilmente aperta, a cui si accede superando un portone con i simboli della Passione di Cristo (chiodi, martello, tenaglia lancia, scala); e San Matteo, ancora più inaccessibile, chiusa com’è da anni, abbandonata lassù in cima, ma dal fascino intatto. In centro invece, ecco il Museo del costume e della cucina, ospitato nei “bassi” dell’ex convento San Michele: tra vestiti, cappelli e accessori, nobili e popolari, a cavallo tra ‘800 e ‘900, si scopriranno invece, nella cucina, gli strumenti per la produzione del cioccolato che da queste parti, si sa, è un’arte antica, da scoprire qui.

In questa sezione appositamente dedicata al Festival è possibile acquistare i coupon per le visite, leggere il programma e avere tutte le informazioni su Modica, Scicli e Ragusa. Le scuole che volessero stabilire data e orario della visita, possono scrivere all’indirizzo mail: prenotazioni@leviedeitesori.it

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