A Palermo un weekend tra visite serali, tesori inediti e mostre

Al via il secondo fine settimana del festival. Dai segreti dell’Orto Botanico ai percorsi teatralizzati a Palazzo Mirto, dai salotti liberty ai serbatoi di San Ciro. E ancora, passeggiate, esperienze e due itinerari d’artista

di Redazione

Dalle visite in notturna sotto affreschi superstiti alle guide in costume pronte a raccontare i segreti dei principi; dal gabinetto scientifico dei botanici negli anni Trenta agli inaspettati “serbatoi” immersi nell’acqua; dai salotti liberty della villa privata ai tesori dell’arabonormanno, dal cimitero dei “senza Dio” ai vivai che raccontano il “gusto botanico” della borghesia. Sarà un weekend ancora più sorprendente, quello proposto da Le Vie dei Tesori, sabato 10 e domenica 11 ottobre, a Palermo (qui il programma completo del festival).

Soffitto affrescato a Palazzo Costantino

Sorprendente anche per una serie di novità che si aggiungono in corsa allo già sterminato programma (qui tutti i luoghi aperti). A partire dalle visite in notturna a Palazzo Costantino: lo scorso fine settimana la residenza affacciata sul Teatro del Sole aveva aperto le porte la sera. Doveva essere una tantum, ma l’esperienza è talmente piaciuta al pubblico, che si è deciso di proporla per tutto il festival. Palazzo Costantino mostrerà la sua anima nascosta – si varca il portone sbreccato e si sale lo scalone in rovina: sopravvissuti e inaspettati, gli affreschi del Martorana e del Velasco accoglieranno i visitatori, spiegati dall’ingegnere Achille Porcasi e dalla storica dell’arte Claudia Paladino – ogni venerdì e sabato dalle 19 alle 22,30 (restano inalterate le visite dalle 10 alle 17,30, come da programma). Anche alle Carceri dello Steri si stanno organizzando visite in notturna, dalle 19 alle 21: è una vera emozione entrare nelle celle dove i rei “dimenticati” della Santa Inquisizione, coprirono i muri da graffiti tormentati.

Villa Virginia

Questo weekend le esperienze non mancheranno, sempre da gustare in piena sicurezza, ascoltando le guide sul posto e, dove non sarà possibile per la conformazione dei luoghi, con le preziose audio guide d’autore registrare dagli esperti (archeologi, botanici, storici) coinvolti o dai giovani appassionati degli Amici de Le Vie dei Tesori. Il viaggio deve per forza iniziare da Villa Virginia: elegante, raffinata, liberty fin nel midollo, nasconde una chicca straordinaria, le pareti della sala da pranzo, dipinte da Otama Kiyohara, la pittrice giapponese che giunse (e restò) a Palermo per amore: una parte del contributo per l’ingresso servirà per il suo restauro. Si potrà visitare, sabato e domenica dalle 16 alle 20,30 (poi soltanto il quarto e l’ultimo weekend del festival), con la guida degli eredi che mostreranno i saloni di rappresentanza, le due torrette su via Dante, le vetrate di Paolo Bevilacqua, che spezzettano la luce che arriva dall’esterno.

Villino Florio

E restando in tema, non dimenticate di visitare (o di ritornare) al Villino Florio firmato da Ernesto Basile: raffinatissimo, recuperato dopo il devastante incendio che lo distrusse, apre anche il giardino, una porzione di verde tra i palazzi attorno. Anche lo Stand Florio – il Tiro al piccione tanto caro alla giovane noblesse – non si deve perdere: dopo il restauro che l’ha restituito alla città, candido, niveo ed elegante, ospita diverse sculture en plein: si potrà gustare un brunch che omaggia i Florio, tra le foto d’epoca di donna Franca donate dalla sua ultima erede, Costanza Afan de Rivera, scomparsa da poche settimane.

Interventi di pulizia al Cimitero degli Inglesi

Se non va dimenticato che il Teatro Massimo apre il suo palcoscenico (sabato dalle10 alle 16 e domenica dalle 14 alle 16) e come ogni anno sarà uno dei luoghi più gettonati del festival, facilmente sold out in poche ore, ecco anche la cinquecentesca Tonnara Bordonaro affacciata sul mare: fresca di pulizia della Reset, permette un colpo d’occhio bellissimo, nello stesso tempo racconta la storia della pesca del tonno nei secoli, e mostra le feritoie di cui venne dotata durante la guerra. La Reset ha provveduto anche alla pulizia del Cimitero degli Inglesi che apre questo weekend: ex lazzaretto, poi cimitero per gli ortodossi (i “morti senza Dio”) fu affidato ai Whitaker che qui vollero essere sepolti, con altre famiglie che scelsero di vivere a Palermo, come gli Ahrens, e i Caflisch.

Una delle sfingi restaurate

Apre le porte per la prima volta anche la chiesa di Santa Maria della Pietà alla Kalsa: bellissima, con uno straordinario affresco di Antonio Grado, ma soprattutto con le 22 grate in ferro battuto che erano “gli occhi” nascosti delle monache sul mondo. Un’altra sorpresa la regalano i Vivai Gitto, new entry di quest’anno: un polmone verde straordinario, il luogo dove storicamente i borghesi acquistavano pomelie e melograni per le ville di Mondello. E chi sabato sera (dalle 20) raggiungerà l’Orto Botanico per la visita in notturna, sarà accolto dalle due sfingi restaurate da Le vie dei Tesori e da Lottomatica Holding (ve ne abbiamo parlato qui), ma soprattutto potrà visitare anche l’erbario ottocentesco e il gabinetto scientifico appena aperti. Domenica, tra le mille esperienze da fare, segnaliamo una sorpresa al Museo Mirto: dalle 15, le guide GTA in costume – Maia Cataldo, Marina Coniglio, Barbara De Gaetani, Alessia Polizzi, Andrea Vanelli con Pietro Buttitta nei panni del Vicerè – racconteranno storie e aneddoti dei principi Filangeri de Spuches, i proprietari del palazzo. Vere visite teatralizzate, sullo sfondo di marsine e livree della collezione Bordonaro Di Fiore, esposte per l’occasione nello sfarzoso piano nobile e sulla terrazza con la fontana rocaille.

Serbatoi di San Ciro

Fuori dal centro storico, le sorprese non mancano: chi ha amato le Sorgenti del Gabriele, deve per forza aggiungere i serbatoi di San Ciro, le due vasche di accumulo dell’Amap, capaci di accogliere oltre 35mila metri cubi dell’acqua di Scillato, che scorre sotto le volte a botte. Nuovo acquisto di quest’anno, non mancheranno di meravigliare anche coloro i quali credono di conoscere perfettamente il territorio.

Ficuzza

Le passeggiate del festival sono sempre gettonatissime, mai come quest’anno le prenotazioni fioccano, e molti percorsi sono già sold out (qui per scoprirle tutte). Questo weekend ci si muoverà sui passi di Tomasi di Lampedusa e Pirandello, si guarderà la città attraverso gli occhi delle donne, anche delle più licenziose. Ma ci si potrà anche perdere sui percorsi green di Ficuzza, San Martino o Monte Catalfano. In collaborazione con le guide GTA è stata organizzata domenica una “pedalata tra i tesori arabo-normanni”. Non è di certo il Giro d’Italia, ma ci si potrà divertire sulle due ruote, scoprendo i tratti comuni delle architetture ereditate, appunto, da arabi e normanni, dalla Zisa alla Cuba, da San Giovanni degli Eremiti a Maredolce. E dalla collaborazione con Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia nascono anche alcune visite guidate in luoghi temporalmente affini, come la cappella dell’Incoronata (dove è visitabile la mostra di Laura Panno), la chiesa di Santa Cristina la Vetere, la Magione e Maredolce: una sinergia comune tra la Fondazione e il festival, per la promozione dei monumenti legati all’itinerario arabo normanno.

Palazzo Oneto di Sperlinga

Gli itinerari contemporanei sono ormai diventati un must del festival: quest’anno ce ne sono due: la sera, dalle 18 alle 21, a Palazzo Oneto di Sperlinga, gioiello settecentesco chiuso per cinquant’anni e riaperto grazie ai due proprietari-mecenati Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona e Cesira Palmeri di Villalba, ci si muoverà tra le opere di Emanuele Lo Cascio, Luca Bullaro e Francesco Santoro; mentre a Palazzo Petrulla si scoprirà che alla fine di una scala ripidissima c’è una delle gallerie meglio nascoste della città con un terrazzo spettacolare sul mare. E questo weekend si aggiungono al programma anche le due mostre-evento appena aperte: “Ritratto di ignoto. L’artista chiamato Banksy” (ve ne abbiamo parlato qui) tra il Loggiato San Bartolomeo e Fondazione Trinacria, e “Heroes – Bowie by Sukita” a Fondazione Sant’Elia, dove sono possibili le visite guidate proposte dal festival.

Uno dei bus Labisi

Se poi si vuole vivere la Sicilia come un unico “museo diffuso”, partendo la mattina da Palermo, si potrà raggiungere comodamente in pullman Catania e dopo le visite, rientrare in serata (qui per prenotare). Torna anche quest’anno l’iniziativa delle Vie dei Tesori in collaborazione con Labisi, vettore ufficiale della manifestazione. Per tutte le informazioni e prenotazioni visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni del Festival al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

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