A Palermo l’Efebo d’Oro fa 40

Un’edizione ricca di novità attende gli spettatori, con una masterclass con il regista Peter Greenaway, incontri, proiezioni, prime visioni e un libro. Tra i premiati anche la coppia Castellitto – Mazzantini

di Antonella Lombardi

È un compleanno importante quello che quest’anno vive il premio internazionale Efebo d’oro, nato nel 1978 ad Agrigento e organizzato dal Centro di Ricerca per la Narrativa e il Cinema con l’obiettivo di salvare quest’arte dal rischio di soccombere rispetto all’invadenza di un mezzo come la televisione. Oggi, a Palermo, nella sede della banca sant’Angelo che da 40 anni sponsorizza il prestigioso riconoscimento, la presentazione di un’edizione che anziché crogiolarsi sulle celebrazioni, cerca ulteriori connessioni con la città, svicolando da ogni banalità anche nel rapporto con il cinema. È il caso del regista Peter Greenaway, vincitore del Premio Efebo d’Oro per i nuovi linguaggi “Città di Palermo” e che al cinema De Seta ai Cantieri culturali alla Zisa venerdì 9 novembre alle 20 incontrerà il pubblico prima della proiezione del film The Greenaway Alphabet diretto da Saskia Boddeke, moglie del regista, presente all’incontro insieme alla figlia Zoe co-protagonista del documentario. L’indomani, alle 18, nello stesso luogo, la cerimonia conclusiva con la proiezione alle 20.30 del film Efebo d’oro 2018. Non solo: per questa edizione è prevista anche una masterclass a numero chiuso con il regista per appassionati e studenti, con tanto di attestato di partecipazione, firmato dal regista che sarà rilasciato a quanti si iscriveranno. Per registrarsi, è sufficiente andare sul sito efebodoro.it.

Il premio porterà a Palermo dal 3 al 10 novembre 21 lungometraggi, 5 cortometraggi, 12 prime visioni, incontri con autori, registi, scrittori, attori, saggisti, giornalisti e critici in varie sedi come il Cinema De Seta, il Centro sperimentale di cinematografia ai Cantieri culturali alla Zisa, il Teatro Garibaldi.
Come vi avevamo annunciato sul nostro sito, l’Efebo d’Oro alla carriera andrà invece a due artisti del cinema, Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini, coppia anche nella vita, con una retrospettiva dei film realizzati insieme. Il pubblico potrà incontrarli sabato 3 novembre. Ad aprire la 40/esima edizione del premio sarà Alberto Barbera, direttore della Mostra d’arte cinematografica di Venezia.

Con l’Efebo d’Oro si premia il regista del miglior film tratto da un libro. Dopo Un borghese piccolo piccolo di Mario Monicelli con protagonista Alberto Sordi, premiato nel 1979, l’elenco dei registi premiati ha rappresentato il gotha del cinema italiano ed europeo. Dal 1983 il Premio si è arricchito anche di una sezione dedicata alla televisione e ai nuovi linguaggi nonché di un riconoscimento per il miglior libro dedicato al cinema. Quest’anno un volume, a cura di Barbera, racconta proprio il rapporto tra i due mezzi espressivi che conservano, nel momento della contaminazione, la loro autonomia di linguaggio. Tra i relatori presenti alla conferenza, la giornalista Egle Palazzolo, il direttore artistico Giovanni Massa, l’assessore comunale alla Cultura Andrea Cusumano, Ines Curella, Amministratore delegato di banca Sant’Angelo, e Alessandro Rais, della Film commission che ha sottolineato la necessità di “tradire un testo nella sua traduzione”, specificando come questo premio sia “uscito dalle secche dell’ovvietà dei rapporti tra cinema e letteratura che per lungo tempo hanno soffocato la storia della critica con approcci di origine letteraria che non si prestavano all’analisi di un testo cinematografico”.

“Come banca crediamo molto nel tema della valorizzazione dei beni culturali – ha detto Ines Curella – e in occasione dei 40 anni dell’Efebo d’Oro e dell’anno di Palermo Capitale della Cultura, abbiamo prestato più attenzione alle imprese che operano in ambito culturale. Non a caso, secondo l’ultimo rapporto Unioncamere-Symbola, pur avendo a disposizione il 35% dei beni culturali del Paese, questo settore risulta ancora sottodimensionato, piazzandosi in settima posizione nella classifica nazionale: 16.603 imprese che occupano 67.800 addetti (+1,1%) e producono un valore aggiunto pari a 3,289 miliardi di euro (+1,7%) che corrisponde ad appena il 4,2% del totale dell’economia regionale. Per fare un confronto, in cima alla lista c’è la Lombardia, dove la cultura genera un valore aggiunto di 24 miliardi di euro e dà lavoro a 350mila persone. Pertanto – ha concluso l’ad della Popolare siciliana – c’è ancora molto da fare, se si considera anche che fra le prime 20 città per spesa turistica legata alla cultura, troviamo Napoli, Cosenza e Salerno, ma nessuna dell’Isola”.

Per accedere alle proiezioni del premio va acquistato un biglietto di ingresso di 4 euro, mentre gli eventi speciali come la cerimonia di premiazione o l’opening o il premio città di Palermo sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per ogni informazione è possibile visitare il sito della manifestazione efebodoro.it

Un’edizione ricca di novità attende gli spettatori, con una masterclass con il regista Peter Greenaway, incontri, proiezioni, prime visioni e un libro. Tra i premiati anche la coppia Castellitto – Mazzantini

di Antonella Lombardi

È un compleanno importante quello che quest’anno vive il premio internazionale Efebo d’oro, nato nel 1978 ad Agrigento e organizzato dal Centro di Ricerca per la Narrativa e il Cinema con l’obiettivo di salvare quest’arte dal rischio di soccombere rispetto all’invadenza di un mezzo come la televisione. Oggi, a Palermo, nella sede della banca sant’Angelo che da 40 anni sponsorizza il prestigioso riconoscimento, la presentazione di un’edizione che anziché crogiolarsi sulle celebrazioni, cerca ulteriori connessioni con la città, svicolando da ogni banalità anche nel rapporto con il cinema. È il caso del regista Peter Greenaway, vincitore del Premio Efebo d’Oro per i nuovi linguaggi “Città di Palermo” e che al cinema De Seta ai Cantieri culturali alla Zisa venerdì 9 novembre alle 20 incontrerà il pubblico prima della proiezione del film The Greenaway Alphabet diretto da Saskia Boddeke, moglie del regista, presente all’incontro insieme alla figlia Zoe co-protagonista del documentario. L’indomani, alle 18, nello stesso luogo, la cerimonia conclusiva con la proiezione alle 20.30 del film Efebo d’oro 2018. Non solo: per questa edizione è prevista anche una masterclass a numero chiuso con il regista per appassionati e studenti, con tanto di attestato di partecipazione, firmato dal regista che sarà rilasciato a quanti si iscriveranno. Per registrarsi, è sufficiente andare sul sito efebodoro.it.

Il premio porterà a Palermo dal 3 al 10 novembre 21 lungometraggi, 5 cortometraggi, 12 prime visioni, incontri con autori, registi, scrittori, attori, saggisti, giornalisti e critici in varie sedi come il Cinema De Seta, il Centro sperimentale di cinematografia ai Cantieri culturali alla Zisa, il Teatro Garibaldi.
Come vi avevamo annunciato sul nostro sito, l’Efebo d’Oro alla carriera andrà invece a due artisti del cinema, Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini, coppia anche nella vita, con una retrospettiva dei film realizzati insieme. Il pubblico potrà incontrarli sabato 3 novembre. Ad aprire la 40/esima edizione del premio sarà Alberto Barbera, direttore della Mostra d’arte cinematografica di Venezia.

Con l’Efebo d’Oro si premia il regista del miglior film tratto da un libro. Dopo Un borghese piccolo piccolo di Mario Monicelli con protagonista Alberto Sordi, premiato nel 1979, l’elenco dei registi premiati ha rappresentato il gotha del cinema italiano ed europeo. Dal 1983 il Premio si è arricchito anche di una sezione dedicata alla televisione e ai nuovi linguaggi nonché di un riconoscimento per il miglior libro dedicato al cinema. Quest’anno un volume, a cura di Barbera, racconta proprio il rapporto tra i due mezzi espressivi che conservano, nel momento della contaminazione, la loro autonomia di linguaggio. Tra i relatori presenti alla conferenza, la giornalista Egle Palazzolo, il direttore artistico Giovanni Massa, l’assessore comunale alla Cultura Andrea Cusumano, Ines Curella, Amministratore delegato di banca Sant’Angelo, e Alessandro Rais, della Film commission che ha sottolineato la necessità di “tradire un testo nella sua traduzione”, specificando come questo premio sia “uscito dalle secche dell’ovvietà dei rapporti tra cinema e letteratura che per lungo tempo hanno soffocato la storia della critica con approcci di origine letteraria che non si prestavano all’analisi di un testo cinematografico”.

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