A Mazara cercasi sponsor per restaurare i mosaici romani di San Nicolò Regale

L’amministrazione comunale è alla ricerca di finanziatori per il recupero delle preziose decorazioni musive custodite nella piccola chiesetta normanna. C’è tempo fino al 9 gennaio per rispondere all’appello

di Redazione

Particolare dei mosaici all'interno della chiesa

Sono stati scoperti per caso durante lavori stradali nel 1933 e facevano parte, con molta probabilità, di una ricca domus romana di età imperiale. I mosaici che si trovano sotto il sagrato della chiesetta di San Nicolò Regale, a Mazara del Vallo, sono un tesoro dentro l’altro. Una preziosa testimonianza romana all’interno di un gioiello di epoca normanna, costruito sulla sponda del fiume Mazaro.

San Nicolò Regale

Dopo essere stati riaperti durante la scorsa edizione del festival Le Vie dei Tesori a Mazara, i preziosi mosaici sono in attesa di un intervento di valorizzazione e musealizzazione. Per questo l’amministrazione comunale è alla ricerca di uno sponsor che possa finanziare il restauro, sulla scia di quanto già fatto con la statua-fontana di Consagra in piazza Mokarta (già effettuato grazie alla sponsorizzazione delle imprese mazaresi Chiraema e  Marino Rosario) e in occasione del progetto di restauro dell’Arco Normanno, ancora da effettuare grazie ad un contributo economico di 122mila euro da parte della società Edison Rinnovabili che coprirà la quasi totalità dell’intervento (il Comune interverrà con circa 50mila euro).

Così, l’amministrazione ha pubblicato nell’albo pretorio online del portale istituzionale un avviso di manifestazione d’interesse per la sponsorizzazione dell’intervento del valore di 150mila euro. C’è tempo fino alle 9 del prossimo 9 gennaio per rispondere all’avviso, inviando una relazione illustrativa sulla tipologia e modalità di sponsorizzazione proposta.

Le absidi di San Nicolò Regale

I mosaici romani che si trovano sotto il sagrato della chiesetta normanna, sono con molta probabilità mosaici pavimentali di una domus romana edificata tra il Quarto e il Quinto secolo dopo Cristo, che abbellivano ambienti a circa due metri sotto l’attuale livello stradale. Un’antica tubazione incastrata nello stipite fa pensare che fossero parte della piscina di una ricca casa romana o forse di terme data la vicina via Bagno. Dopo la conclusione degli interventi di rifacimento della terrazza della chiesa soffitto dei mosaici) con il progetto di restauro e valorizzazione l’obiettivo è recuperare il sito, nella speranza che presto possa partire uno scavo che potrebbe portare a nuove scoperte.

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