A Catania quarto weekend tra i segreti delle botteghe d’arte

Dai pupi dei Fratelli Di Napoli agli spettacoli di Cartura, ma anche sorprendenti palazzi, giardini tropicali sull’Etna e picnic tra le ninfee

di Redazione

Intrufolarsi dietro le quinte, è sempre una scoperta: perché da qui cambia la prospettiva, la ribalta si capovolge, le mani dei pupari guidano i pupi. Capiterà questo weekend a Catania dove Le Vie dei Tesori (qui tutti i luoghi) porterà – e sarà questa l’unica occasione – nell’antica bottega dove nascono gli spettacoli dei Fratelli Napoli, pupari di antichissima generazione. Qui i segreti del laboratorio e del palcoscenico si tramandano da padre in figlio, il mondo si guarda dal basso. Ma questo sabato e domenica – 24 e 25 ottobre – il festival condurrà anche (per l’ultima volta) in un’altra bottega d’arte, quella di Cartura: gli spettacoli nascono dalla carta e dai materiali da riciclo che si animano e diventano personaggi fantasiosi. Non soltanto si potrà visitare il laboratorio, ma si potrà anche assistere al lavoro “A’ volte”, del Teatro Tatà, un vero inno all’amore in tutte le sue forme, anche alte pochi centimetri, tra ombre a bastone e a fili, marionette, marotte, pupi e un solo burattino.

Parco Paternò del Toscano

Per chi invece ha voglia di spazi aperti, aria, sole, luce, fiori, ecco pronte esperienze da non perdere, tutte in piena sicurezza, complici anche questi giorni di bel tempo. Basta lasciare Catania per raggiungere Mascalucia e scoprire Villa Trinità, gioiello seicentesco tra alberi esotici e “succulente” che ospita reperti archeologici e opere d’arte contemporanee; se invece si raggiunge Sant’ Agata Li Battiati, ecco il Parco Paternò del Toscano – abbarbicato su antiche colate, uno speciale giardino roccioso a terrazze – dove la domenica si potrà anche gustare un sontuoso brunch sull’erba, sotto le antiche querce oppure vicino alla vasca delle ninfee.

Il Bastione degli Infetti

Torniamo nel cuore di Catania. Palazzo Scuderi Libertini era stato una delle sorprese di questa edizione, con il suo inaspettato stile rinascimentale: sarà possibile entrarci di nuovo, soltanto questa domenica e la prossima. Ultima occasione anche per il Bastione degli Infetti, l’ex lazzaretto che sorge sulla collina di Montevergine, ma non si devono perdere neanche le Terme dell’Indirizzo dove sono ancora visibili calidarium e frigidarium; e le romane Terme Achilliane che corrono sotto piazza Duomo. Ma è tutto il programma di questo weekend del festival ad essere affascinante, costruito sempre con il sostegno di UniCredit e l’aiuto delle associazioni sul territorio. Dalla chiesa di San Giuliano dove si potrà salire fino alla “lanterna” (sabato dalle 15 alle 18, domenica dalle 10 alle 13); alla Badia di Sant’Agata dove, al tramonto, gli attori Barbara Gallo e Francesco Bernava in abiti d’epoca, faranno da guida fra gli spazi solenni dell’aula liturgica e quelli nascosti tra le grate delle monache, fino alla cupola da cui si vede l’intero centro storico. Se volete ripercorrere le leggende sulla santa patrona di Catania, a San Gaetano alle Grotte troverete un tempio ipogeo e un vecchio pozzo sotto cui scorre il torrente Larmisi. Invece, se scegliete Santa Chiara, troverete le tracce della dolce “capinera” del Verga: il convento delle Clarisse non esiste più, ma si visiterà la chiesa con affreschi del Sozzi e del Vasta.

Battesimo del mare a Ognina

Ci sarà ancora la possibilità di immergersi nelle acque cristalline della baia di Ognina, creata dalle colate laviche del Trecento: con un sub esperto, si scenderà in sicurezza lungo fondali mozzafiato, mentre, se si vuole restare ben saldi sulla barca, non si deve perdere il giro in barca a vela lungo il waterfront con la Lega Navale. Se invece volete scoprire dove nascono le barche tradizionali di Aci Trezza (quelle dei Malavoglia, per intenderci, anche se in chiave allegramente contemporanea) deve raggiungere i maestri d’ascia Rodolico. Ultima occasione, infine, per riascoltare la storia della “grande Ruina” dalla viva voce dei volontari della Fondazione Monasterium Album: saranno loro a condurre nei luoghi dell’antica Misterbianco, seppellita dall’eruzione 350 anni addietro (si salvò solo il campanile della Chiesa Madre),  per far capire come, sul serio, può rinascere un paese.

Uno dei chioschi storici di Catania

Sono comunque tante e diverse le passeggiate (qui per prenotare): in tour lungo i chioschi tradizionali, in bicicletta tra i tesori liberty, ma soprattutto alla scoperta della Catania multiculturale raccontata dai giovani migranti che la vivono giorno per giorno: saranno loro, con il supporto  della cooperativa Trame di Quartiere, a fare da guida tra San Berillo e Civita, dalla Moschea della Misericordia alle piccole attività commerciali. Fuori porta, il festival condurrà le famiglie domenica a Zafferana, tra minacciose colate e laboratori di miele.

Uno scorcio di Catania dalla Badia di Sant’Agata (foto Fabrizio Villa)

Il nuovo Dpcm non modifica le modalità di apertura dei musei e dei luoghi della cultura purché “garantiscano modalità di fruizione contingentate o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”. Modalità che il Festival rispetta già scrupolosamente in collaborazione con le istituzioni e i partner: quindi ingressi contingentati, prenotazioni online (i non prenotati entrano solo se ci sono posti liberi nei turni), audioguide d’autore ascoltabili dal proprio cellulare, dove non sia possibile fare visite in presenza a distanza. E, naturalmente, mascherine per tutti.

Per tutte le informazioni e prenotazioni del festival visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

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