Tutte le sfide per il rilancio turistico della Sicilia

Da Palermo a Erice, amministratori, operatori del settore ed esperti a confronto per discutere di strategie e proposte su come aumentare gli arrivi nell’Isola

di Giulio Giallombardo

Si ripete spesso che la Sicilia potrebbe vivere solo di turismo. Un vecchio adagio che salta fuori davanti alle tante potenzialità inespresse, ma anche in relazione agli esempi virtuosi che contribuiscono a far più bella l’Isola. Luci e ombre di un settore strategico che viene scandagliato nell’arco di due giorni, in due eventi quasi gemelli, che si svolgono in contemporanea, oggi e domani. Il primo a Palermo, nella Sala Mattarella del Palazzo Reale, organizzato dal Distretto 2110 del Rotary International, dal titolo “Turismo in Sicilia, Tre volte meglio si può”; il secondo, invece, si svolge a Erice, dove sono in corso fino a domani pomeriggio gli Stati generali del turismo, sotto l’egida della Regione Siciliana. Il tutto quando, appena una settimana fa, a Terrasini, si è conclusa la 21esima edizione di Travelexpo, la Borsa globale dei Turismi promossa da Logos, con oltre 90 tra tour operator e imprenditori del settore.

La Notte Bianca Unesco a Palazzo Reale

Tre eventi accomunati dai temi strategici che vanno dalla promozione dello sviluppo economico e sociale delle comunità in aree turistiche, all’individuazione di una pianificazione per aumentare i flussi turistici in Sicilia, fino alla valorizzazione di modelli vincenti, da esportare in più località, a seconda delle specifiche peculiarità territoriali, come quello del Festival Le Vie dei Tesori, presentato come buona pratica al convegno del Rotary. Nell’ambito dei due eventi, sia a Palermo che a Erice, si svolgono dibattiti e momenti di confronto tra amministratori locali, operatori del settore, esperti e rappresentanti istituzionali, con la presenza a entrambe le manifestazioni dell’assessore regionale al Turismo, Sandro Pappalardo e, a Erice, del presidente della Regione, Nello Musumeci.

Tra le idee e proposte discusse oggi a Palermo, il decalogo di dieci sfide lanciate da Giovanni Ruggieri, presidente dell’Otie, l’Osservatorio turistico delle isole europee e professore di Economia dell’Industria turistica all’Università di Palermo. Una sorta di manifesto programmatico per far sì che il turismo in Sicilia, nei prossimi anni, diventi anche volano economico per creare risorse da redistribuire. Perché, nonostante il momento d’oro in Sicilia, resta irrisolto il problema della destagionalizzazione. E il rapporto tra cittadini e di turisti resta di uno a uno (un turista per ogni cittadino) mentre nelle Baleari ci si chiede come fronteggiare l’invasione riducendo i flussi di visitatori almeno del 3-4 per cento.

Giovanni Ruggieri

“Si tratta di sfide che vanno condivise – ha detto Ruggieri a Le Vie dei Tesori News – ognuno deve giocare la sua parte senza fare il mestiere dell’altro. L’obiettivo comune è quello numerico, ovvero aumentare i flussi turistici e trasformare il turismo in risorsa economica per tutti i settori protagonisti”. Per questo occorre – secondo Ruggieri – prima di tutto puntare all’aumento dei pernottamenti in Sicilia: dagli attuali 15 milioni di notti all’anno, raddoppiare entro il 2020 arrivando a 30 milioni. Per farlo è necessario formare almeno 10mila nuovi addetti del settore aperti anche ai nuovi mercati, come quello cinese o dell’Europa dell’est. Altra voce del decalogo, è fare emergere quel 50 per cento di flussi che sono sommersi o non dichiarati, regolarizzando anche la tassa di soggiorno. Poi gli aeroporti – secondo i dati diffusi dall’Otie – dovrebbero attrezzarsi per aumentare i voli in arrivo, dal momento che i posti sugli aerei che atterrano in Sicilia sono occupati in media per il 90-95 cento. Dunque, se non aumentano i posti sui voli, di conseguenza non possono crescere i pernottamenti. Per questo l’Otie auspica un programma triennale di marketing per tutti gli aeroporti dell’Isola, con la creazione di una authority regionale di coordinamento del turismo per la gestione del piano strategico.

Concludono il decalogo, la creazione di un programma che comprenda eventi e manifestazioni turistiche invernali, da svolgersi dall’1 novembre al 30 marzo; un programma di investimenti esterni per i poli turistici e di espansione delle attività di tour operator incoming; un modello strategico che si basi sull’insularità e sui siti Unesco e infine un progetto di fidelizzazione dei turisti, per fare in modo che tornino in Sicilia, in occasione di particolari eventi o manifestazioni non rintracciabili altrove.

Toti Piscopo

Del resto, se le isole spagnole come le Baleari o le Canarie ospitano da sole oltre il 50 per cento delle presenze turistiche in Europa, un motivo ci sarà. “Il nostro problema è che la Sicilia ha tanto da offrire, solo che manca la progettualità e l’organizzazione – aggiunge Toti Piscopo, direttore editoriale di Travelexpo, presente oggi a Palermo – . Noi non abbiamo una politica commerciale complessiva che riguarda l’intero sistema del turismo, dobbiamo, invece, avere la capacità di creare un modello che metta a sistema tutte le nostre risorse e incominciare a fare un serio lavoro di programmazione”. Sulla stessa scia anche Emanuele Carnevale, presidente della Commissione turismo del Distretto 2110 del Rotary: “I nostri obiettivi – ha detto – sono quelli di creare dei modelli che in futuro possono essere replicabili in altri posti della Sicilia e di intercettare le nuove tendenze come quelle del trekking e del turismo naturalistico, che stanno prendendo sempre più piede”.

Da Palermo a Erice, amministratori, operatori del settore ed esperti a confronto per discutere di strategie e proposte su come aumentare gli arrivi nell’Isola

di Giulio Giallombardo

Si ripete spesso che la Sicilia potrebbe vivere solo di turismo. Un vecchio adagio che salta fuori davanti alle tante potenzialità inespresse, ma anche in relazione agli esempi virtuosi che contribuiscono a far più bella l’Isola. Luci e ombre di un settore strategico che viene scandagliato nell’arco di due giorni, in due eventi quasi gemelli, che si svolgono in contemporanea, oggi e domani. Il primo a Palermo, nella Sala Mattarella del Palazzo Reale, organizzato dal Distretto 2110 del Rotary International, dal titolo “Turismo in Sicilia, Tre volte meglio si può”; il secondo, invece, si svolge a Erice, dove sono in corso fino a domani pomeriggio gli Stati generali del turismo, sotto l’egida della Regione Siciliana. Il tutto quando, appena una settimana fa, a Terrasini, si è conclusa la 21esima edizione di Travelexpo, la Borsa globale dei Turismi promossa da Logos, con oltre 90 tra tour operator e imprenditori del settore.

Notte Bianca Unesco a Palazzo Reale

Tre eventi accomunati dai temi strategici che vanno dalla promozione dello sviluppo economico e sociale delle comunità in aree turistiche, all’individuazione di una pianificazione per aumentare i flussi turistici in Sicilia, fino alla valorizzazione di modelli vincenti, da esportare in più località, a seconda delle specifiche peculiarità territoriali, come quello del Festival Le Vie dei Tesori, presentato come buona pratica al convegno del Rotary. Nell’ambito dei due eventi, sia a Palermo che a Erice, si svolgono dibattiti e momenti di confronto tra amministratori locali, operatori del settore, esperti e rappresentanti istituzionali, con la presenza a entrambe le manifestazioni dell’assessore regionale al Turismo, Sandro Pappalardo e, a Erice, del presidente della Regione, Nello Musumeci.

Tra le idee e proposte discusse oggi a Palermo, il decalogo di dieci sfide lanciate da Giovanni Ruggieri, presidente dell’Otie, l’Osservatorio turistico delle isole europee e professore di Economia dell’Industria turistica all’Università di Palermo. Una sorta di manifesto programmatico per far sì che il turismo in Sicilia, nei prossimi anni, diventi anche volano economico per creare risorse da redistribuire. Perché, nonostante il momento d’oro in Sicilia, resta irrisolto il problema della destagionalizzazione. E il rapporto tra cittadini e di turisti resta di uno a uno (un turista per ogni cittadino) mentre nelle Baleari ci si chiede come fronteggiare l’invasione riducendo i flussi di visitatori almeno del 3-4 per cento.

Giovanni Ruggieri

“Si tratta di sfide che vanno condivise – ha detto Ruggieri a Le Vie dei Tesori News – ognuno deve giocare la sua parte senza fare il mestiere dell’altro. L’obiettivo comune è quello numerico, ovvero aumentare i flussi turistici e trasformare il turismo in risorsa economica per tutti i settori protagonisti”. Per questo occorre – secondo Ruggieri – prima di tutto puntare all’aumento dei pernottamenti in Sicilia: dagli attuali 15 milioni di notti all’anno, raddoppiare entro il 2020 arrivando a 30 milioni. Per farlo è necessario formare almeno 10mila nuovi addetti del settore aperti anche ai nuovi mercati, come quello cinese o dell’Europa dell’est. Altra voce del decalogo, è fare emergere quel 50 per cento di flussi che sono sommersi o non dichiarati, regolarizzando anche la tassa di soggiorno. Poi gli aeroporti – secondo i dati diffusi dall’Otie – dovrebbero attrezzarsi per aumentare i voli in arrivo, dal momento che i posti sugli aerei che atterrano in Sicilia sono occupati in media per il 90-95 cento. Dunque, se non aumentano i posti sui voli, di conseguenza non possono crescere i pernottamenti. Per questo l’Otie auspica un programma triennale di marketing per tutti gli aeroporti dell’Isola, con la creazione di una authority regionale di coordinamento del turismo per la gestione del piano strategico.

Concludono il decalogo, la creazione di un programma che comprenda eventi e manifestazioni turistiche invernali, da svolgersi dall’1 novembre al 30 marzo; un programma di investimenti esterni per i poli turistici e di espansione delle attività di tour operator incoming; un modello strategico che si basi sull’insularità e sui siti Unesco e infine un progetto di fidelizzazione dei turisti, per fare in modo che tornino in Sicilia, in occasione di particolari eventi o manifestazioni non rintracciabili altrove.

Toti Piscopo

Del resto, se le isole spagnole come le Baleari o le Canarie ospitano da sole oltre il 50 per cento delle presenze turistiche in Europa, un motivo ci sarà. “Il nostro problema è che la Sicilia ha tanto da offrire, solo che manca la progettualità e l’organizzazione – aggiunge Toti Piscopo, direttore editoriale di Travelexpo, presente oggi a Palermo – . Noi non abbiamo una politica commerciale complessiva che riguarda l’intero sistema del turismo, dobbiamo, invece, avere la capacità di creare un modello che metta a sistema tutte le nostre risorse e incominciare a fare un serio lavoro di programmazione”. Sulla stessa scia anche Emanuele Carnevale, presidente della Commissione turismo del Distretto 2110 del Rotary: “I nostri obiettivi – ha detto – sono quelli di creare dei modelli che in futuro possono essere replicabili in altri posti della Sicilia e di intercettare le nuove tendenze come quelle del trekking e del turismo naturalistico, che stanno prendendo sempre più piede”.

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