Tusa addio, il lunedì irreale nei suoi uffici

Dolore e smarrimento tra amici, colleghi e rappresentanti delle istituzioni siciliane, dopo la scomparsa dell’assessore e archeologo palermitano

di Giulio Giallombardo

C’è un silenzio irreale negli uffici dell’assessorato regionale dei Beni culturali. Incredulità, commozione e, soprattutto, disorientamento dopo la morte di Sebastiano Tusa, tra i passeggeri del volo dell’Ethiopian Airlines, che si è schiantato ieri poco dopo il decollo da Addis Abeba. Un lunedì nero che colleghi e amici dell’archeologo dimenticheranno difficilmente. Assessore da quasi un anno, il suo lavoro s’interrompe bruscamente, lasciando smarriti tutti i suoi collaboratori che lo conoscevano tempo e che adesso avranno il compito di proseguire il suo lavoro, a partire dal completamento dell’istituzione dei parchi archeologici regionali. Non a caso, l’ultimo decreto firmato da Tusa porta la data del 7 marzo ed è quello che formalizza la nascita del parco di Leontinoi.

Salvo Emma

“Apriamo un ufficio dopo una domenica terribile – commenta commosso Salvo Emma, del Gabinetto dell’assessore Tusa, amico di una vita e suo braccio destro sin dai tempi della Soprintendenza del mare – oggi ci troviamo disorientati sia dal punto di vista umano, sia amministrativo. Cercheremo di capire come organizzarci per continuare il lavoro importante che l’assessore stava portando avanti. Lavoravamo insieme da 25 anni, era un collega di tutti, sempre disponibile e aperto al dialogo. Era riuscito a portare un clima molto sereno sia negli uffici dell’assessorato di via Delle Croci, che in quelli periferici. Adesso sarà dura senza di lui”.

Ma dolore e smarrimento sono piombati anche su tutte le istituzioni culturali siciliane, dai musei alle soprintendenze. Bandiere a mezz’asta in tutti gli uffici regionali e nei musei, primo fra tutti a Palazzo Riso, guidato da Valeria Patrizia Li Vigni, moglie dell’assessore. “Tutti i componenti del Polo Museale regionale d’Arte Moderna e Contemporanea della Sicilia, si stringono attorno alla propria direttrice, in questo momento di grande dolore”, si legge in un post su Facebook.

Francesca Spatafora

“È una perdita enorme per tutti – commenta Francesca Spatafora, direttrice del Polo regionale di Palermo per i Parchi e i Musei archeologici che fa capo al Museo Salinas – . Il suo alto profilo umano e professionale, aveva suscitato e ridato speranza a tanti giovani, anche alla luce delle politiche che stava mettendo in campo, puntando sul dialogo tra pubblico e privati, e affidando a giovani cooperative la gestione di alcuni dei nostri siti culturali. Aveva ridato speranza per un cambiamento reale sulle politiche del patrimonio culturale. Da oggi siamo tutti più poveri”. Dal Museo Salinas alla Galleria regionale di Palazzo Abatellis, che ha ospitato da poco la grande mostra su Antonello da Messina, fortemente voluta da Sebastiano Tusa. “Per noi ex studenti dell’università di Palermo è stato il massimo ritrovarlo come assessore alla guida dei beni culturali siciliani – dice Evelina De Castro, direttrice dell’Abatellis – è stata una personalità che ha dato lustro alla Sicilia, capace di applicare la formazione culturale all’amministrazione pubblica, cosa molto rara. Per me è stato un punto di riferimento insostituibile”.

Sebastiano Tusa e Lina Bellanca

Incredulità anche tra le soprintendenze ai Beni culturali siciliane, da Palermo, a Catania e Siracusa. “Per la prima volta c’era qualcuno che conosceva benissimo i nostri problemi – afferma il soprintendente di Palermo, Lina Bellanca – un interlocutore diverso dai precedenti, che si è impegnato a tutto campo senza fermarsi mai”. Rosalba Panvini, soprintendente di Catania, ricorda Tusa come un “collega e amico con cui sono state condivise esperienze di vita, amministrative, e legate a importanti scoperte scientifiche”, mentre Donatella Aprile, soprintendente di Siracusa, nominata recentemente da Tusa, si è detta “affranta per aver perso, oltre che un grande esponente delle istituzioni, anche un caro amico”.

Sebastiano Tusa e Caterina Greco

È sbigottita anche Caterina Greco, direttrice del Cricd, il Centro regionale del Catalogo. “Lo conoscevo da più di 40 anni, essendo anche io archeologa e allieva di suo padre Vincenzo – ha detto – . Era un intellettuale a tutto tondo, che stava dando alla Sicilia un’impronta personale, riversando nel suo lavoro tutta la passione di archeologo e studioso. Era un uomo capace di costruire occasioni di cultura, al di là del ruolo di studioso. Uno dei pochi che riuscivano a conciliare teoria e pratica nel lavoro sui beni culturali”. Il dirigente generale del Dipartimento regionale Turismo, Sport e Spettacolo, Marco Salerno, ricorda ancora la nascita della Soprintendenza del mare nel 2004, grazie a un’intuizione di Tusa. “Ero allora capo di gabinetto dell’assessore Fabio Granata, quando mi trovai fisicamente a scrivere il disegno di legge necessario all’istituzione della Soprintendenza del Mare – ricorda Salerno – momenti memorabili che conservo sempre con me. Tusa era dotato di un garbo non solo istituzionale, ma anche personale, autorevole, ma mai autoritario, è stato un esempio per tutti”.

Dolore e smarrimento tra amici, colleghi e rappresentanti delle istituzioni siciliane, dopo la scomparsa dell’assessore e archeologo palermitano

di Giulio Giallombardo

C’è un silenzio irreale negli uffici dell’assessorato regionale dei Beni culturali. Incredulità, commozione e, soprattutto, disorientamento dopo la morte di Sebastiano Tusa, tra i passeggeri del volo dell’Ethiopian Airlines, che si è schiantato ieri poco dopo il decollo da Addis Abeba. Un lunedì nero che colleghi e amici dell’archeologo dimenticheranno difficilmente. Assessore da quasi un anno, il suo lavoro s’interrompe bruscamente, lasciando smarriti tutti i suoi collaboratori che lo conoscevano tempo e che adesso avranno il compito di proseguire il suo lavoro, a partire dal completamento dell’istituzione dei parchi archeologici regionali. Non a caso, l’ultimo decreto firmato da Tusa porta la data del 7 marzo ed è quello che formalizza la nascita del parco di Leontinoi.

Salvo Emma

“Apriamo un ufficio dopo una domenica terribile – commenta commosso Salvo Emma, del Gabinetto dell’assessore Tusa, amico di una vita e suo braccio destro sin dai tempi della Soprintendenza del mare – oggi ci troviamo disorientati sia dal punto di vista umano, sia amministrativo. Cercheremo di capire come organizzarci per continuare il lavoro importante che l’assessore stava portando avanti. Lavoravamo insieme da 25 anni, era un collega di tutti, sempre disponibile e aperto al dialogo. Era riuscito a portare un clima molto sereno sia negli uffici dell’assessorato di via Delle Croci, che in quelli periferici. Adesso sarà dura senza di lui”.

Ma dolore e smarrimento sono piombati anche su tutte le istituzioni culturali siciliane, dai musei alle soprintendenze. Bandiere a mezz’asta in tutti gli uffici regionali e nei musei, primo fra tutti a Palazzo Riso, guidato da Valeria Patrizia Li Vigni, moglie dell’assessore. “Tutti i componenti del Polo Museale regionale d’Arte Moderna e Contemporanea della Sicilia, si stringono attorno alla propria direttrice, in questo momento di grande dolore”, si legge in un post su Facebook.

Francesca Spatafora

“È una perdita enorme per tutti – commenta Francesca Spatafora, direttrice del Polo regionale di Palermo per i Parchi e i Musei archeologici che fa capo al Museo Salinas – . Il suo alto profilo umano e professionale, aveva suscitato e ridato speranza a tanti giovani, anche alla luce delle politiche che stava mettendo in campo, puntando sul dialogo tra pubblico e privati, e affidando a giovani cooperative la gestione di alcuni dei nostri siti culturali. Aveva ridato speranza per un cambiamento reale sulle politiche del patrimonio culturale. Da oggi siamo tutti più poveri”. Dal Museo Salinas alla Galleria regionale di Palazzo Abatellis, che ha ospitato da poco la grande mostra su Antonello da Messina, fortemente voluta da Sebastiano Tusa. “Per noi ex studenti dell’università di Palermo è stato il massimo ritrovarlo come assessore alla guida dei beni culturali siciliani – dice Evelina De Castro, direttrice dell’Abatellis – è stata una personalità che ha dato lustro alla Sicilia, capace di applicare la formazione culturale all’amministrazione pubblica, cosa molto rara. Per me è stato un punto di riferimento insostituibile”.

Sebastiano Tusa e Lina Bellanca

Incredulità anche tra le soprintendenze ai Beni culturali siciliane, da Palermo, a Catania e Siracusa. “Per la prima volta c’era qualcuno che conosceva benissimo i nostri problemi – afferma il soprintendente di Palermo, Lina Bellanca – un interlocutore diverso dai precedenti, che si è impegnato a tutto campo senza fermarsi mai”. Rosalba Panvini, soprintendente di Catania, ricorda Tusa come un “collega e amico con cui sono state condivise esperienze di vita, amministrative, e legate a importanti scoperte scientifiche”, mentre Donatella Aprile, soprintendente di Siracusa, nominata recentemente da Tusa, si è detta “affranta per aver perso, oltre che un grande esponente delle istituzioni, anche un caro amico”.

Sebastiano Tusa e Caterina Greco

È sbigottita anche Caterina Greco, direttrice del Cricd, il Centro regionale del Catalogo. “Lo conoscevo da più di 40 anni, essendo anche io archeologa e allieva di suo padre Vincenzo – ha detto – . Era un intellettuale a tutto tondo, che stava dando alla Sicilia un’impronta personale, riversando nel suo lavoro tutta la passione di archeologo e studioso. Era un uomo capace di costruire occasioni di cultura, al di là del ruolo di studioso. Uno dei pochi che riuscivano a conciliare teoria e pratica nel lavoro sui beni culturali”. Il dirigente generale del Dipartimento regionale Turismo, Sport e Spettacolo, Marco Salerno, ricorda ancora la nascita della Soprintendenza del mare nel 2004, grazie a un’intuizione di Tusa. “Ero allora capo di gabinetto dell’assessore Fabio Granata, quando mi trovai fisicamente a scrivere il disegno di legge necessario all’istituzione della Soprintendenza del Mare – ricorda Salerno – momenti memorabili che conservo sempre con me. Tusa era dotato di un garbo non solo istituzionale, ma anche personale, autorevole, ma mai autoritario, è stato un esempio per tutti”.

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