Troppi beni culturali, la Regione li passa ai comuni

Approvato un elenco di dodici siti che potranno essere trasferiti agli enti territoriali con una convenzione, per renderli più produttivi e fruibili

di Giulio Giallombardo

Un patrimonio monumentale enorme fatto di castelli, palazzi, musei e aree archeologiche. Sono tanti, troppi i beni culturali di proprietà della Regione Siciliana che non sempre sono gestiti al meglio, anche per carenza di personale e di risorse economiche. Per rendere più produttivi e fruibili alcuni di questi siti, il governatore Nello Musumeci, in qualità di assessore ad interim per i Beni culturali, e l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, hanno firmato un decreto con cui è stato approvato un elenco di dodici siti “minori” di proprietà della Regione, che potranno essere trasferiti in gestione ai Comuni di competenza.

Villa De Pasquale a Messina

È un primo passaggio di un progetto più vasto che – secondo quanto riferito a Le Vie dei Tesori News dall’assessore Armao – porterà nei prossimi mesi la Regione a mettere in vendita parte del suo patrimonio culturale. “Predisporremo più avanti un bando per la dismissione dei beni, – ha detto l’assessore regionale all’Economia – abbiamo messo a bilancio introiti per la vendita di alcuni siti, ma ci vorrà qualche mese, in questo momento stiamo ancora definendo gli elenchi”.

Intanto si comincia con un piccola lista di dodici beni di interesse culturale che possono essere trasferiti in comodato d’uso gratuito agli enti territoriali, attraverso una convezione da stipulare tra Regione e comuni. Nella provincia di Palermo, i beni sono tre: il castello Beccadelli di Marineo, quello di Caccamo e le terme arabe di Cefala Diana. C’è poi Villa De Pasquale, gioiello liberty di Messina, il castello Bauso di Villafranca Tirrena e quello cinquecentesco di Spadafora, entrambi nel Messinese. A Palazzolo Acreide, nel Siracusano, c’è Palazzo Cappellani, sede del museo archeologico, e ancora il museo delle Croci di Scicli, nel Ragusano, il museo archeologico di Marianopoli, nel Nisseno, e l’ex stabilimento Florio di Favignana. Già in comodato d’uso sono, infine, i palazzi Grignani e Fici a Marsala.

L’interno del museo archeologico di Marianopoli

Il decreto fa riferimento al Codice dei beni culturali e del paesaggio che prevede la possibilità di stipulare accordi tra Stato, regioni o altri enti pubblici per definire strategie di valorizzazione dei beni pubblici. “Gli accordi – si legge nel Codice – possono essere conclusi su base regionale o subregionale, in rapporto ad ambiti territoriali definiti, e promuovono altresì l’integrazione, nel processo di valorizzazione concordato, delle infrastrutture e dei settori produttivi collegati”.

“Il risanamento – aggiunge l’assessore Armao – passa anche attraverso la razionalizzazione delle dotazioni patrimoniali. La Sicilia ha un patrimonio vastissimo che va più opportunamente selezionato, tenendo quello che serve e alienando quello che non serve. L’azione di risanamento che stiamo avviando è passata attraverso la riduzione del debito, lo stop ai derivati e prosegue anche con la dismissione immobiliare. È una strategia complessiva di miglioramento che alleggerirà i bilanci della Regione”.

Approvato un elenco di dodici siti che potranno essere trasferiti agli enti territoriali con una convenzione, per renderli più produttivi e fruibili

di Giulio Giallombardo

Un patrimonio monumentale enorme fatto di castelli, palazzi, musei e aree archeologiche. Sono tanti, troppi i beni culturali di proprietà della Regione Siciliana che non sempre sono gestiti al meglio, anche per carenza di personale e di risorse economiche. Per rendere più produttivi e fruibili alcuni di questi siti, il governatore Nello Musumeci, in qualità di assessore ad interim per i Beni culturali, e l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, hanno firmato un decreto con cui è stato approvato un elenco di dodici siti “minori” di proprietà della Regione, che potranno essere trasferiti in gestione ai Comuni di competenza.

Villa De Pasquale a Messina

È un primo passaggio di un progetto più vasto che – secondo quanto riferito a Le Vie dei Tesori News dall’assessore Armao – porterà nei prossimi mesi la Regione a mettere in vendita parte del suo patrimonio culturale. “Predisporremo più avanti un bando per la dismissione dei beni, – ha detto l’assessore regionale all’Economia – abbiamo messo a bilancio introiti per la vendita di alcuni siti, ma ci vorrà qualche mese, in questo momento stiamo ancora definendo gli elenchi”.

Intanto si comincia con un piccola lista di dodici beni di interesse culturale che possono essere trasferiti in comodato d’uso gratuito agli enti territoriali, attraverso una convezione da stipulare tra Regione e comuni. Nella provincia di Palermo, i beni sono tre: il castello Beccadelli di Marineo, quello di Caccamo e le terme arabe di Cefala Diana. C’è poi Villa De Pasquale, gioiello liberty di Messina, il castello Bauso di Villafranca Tirrena e quello cinquecentesco di Spadafora, entrambi nel Messinese. A Palazzolo Acreide, nel Siracusano, c’è Palazzo Cappellani, sede del museo archeologico, e ancora il museo delle Croci di Scicli, nel Ragusano, il museo archeologico di Marianopoli, nel Nisseno, e l’ex stabilimento Florio di Favignana. Già in comodato d’uso sono, infine, i palazzi Grignani e Fici a Marsala.

L’interno del museo archeologico di Marianopoli

Il decreto fa riferimento al Codice dei beni culturali e del paesaggio che prevede la possibilità di stipulare accordi tra Stato, regioni o altri enti pubblici per definire strategie di valorizzazione dei beni pubblici. “Gli accordi – si legge nel Codice – possono essere conclusi su base regionale o subregionale, in rapporto ad ambiti territoriali definiti, e promuovono altresì l’integrazione, nel processo di valorizzazione concordato, delle infrastrutture e dei settori produttivi collegati”.

“Il risanamento – aggiunge l’assessore Armao – passa anche attraverso la razionalizzazione delle dotazioni patrimoniali. La Sicilia ha un patrimonio vastissimo che va più opportunamente selezionato, tenendo quello che serve e alienando quello che non serve. L’azione di risanamento che stiamo avviando è passata attraverso la riduzione del debito, lo stop ai derivati e prosegue anche con la dismissione immobiliare. È una strategia complessiva di miglioramento che alleggerirà i bilanci della Regione”.

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  1. I CASTELLI SICILIANI
    Castelli a Palermo
    Palazzo dei Normanni o reale
    Castello della Zisa
    Castello Utveggio sul Monte Pellegrino
    Palazzo Chiaramonte-Steri
    Porta Nuova
    Palazzo Sclafani (Palermo),
    Palazzo Aiutamicristo
    Palazzo Abatellis
    Torre Amari di Mondello
    Torre del Fico d’India di Mondello
    Torre della Tonnara di Mondello
    Castello di Maredolce
    Castelli in provincia Palermo
    Altavilla Milicia Torre Normanna, Torre della Ciavola
    Caccamo Castello
    Caltavuturo Ruderi
    Carini Castello
    Castelbuono Castello
    Castronovo di Sicilia Castello
    Cefalà Diana Castello
    Cefalù Castello
    Corleone Castello Soprano
    Giuliana Castello
    Marineo Castello Beccadelli
    Misilmeri Castello dell’Emiro
    Monreale Castellaccio
    Montelepre Torre mediovale
    Partinico Castello
    Pollina Castello
    Prizzi Castello della Morgana
    Termini Imerese Castello
    Vicari Castello
    Ustica Torre dello Spalmatore
    – Castelli in provincia di Agrigento
    Burgio Castello
    Caltabellotta Ruderi “Castello delle querce, arabo ”
    Favara Castello di Chiaramente
    LicataCastel Sant’Angelo, Torredi San Nicola
    Naro Castello
    Palma di Montechiaro Castello
    Racalmuto castelluccio
    Realmente Torre di Monterosso
    Ribera,Castello di Misilcassini oPoggio di Diana
    Sciacca Castello dei Luna
    Sambuca di Sicilia Castello di Mazzafaccar
    – Castelli in provincia di Caltanissetta
    Butera Castello di Falconara: ( sulla costa ) Risale al 1362; In seguito ampliato con torri e merlature fino a divenire una dimora ricca e confortevole.
    Delia Castello anteriore al periodo aragonese.
    Gela Castelluccio di origine sveva, costruito a scopo difensivo (venne gravemente danneggiato dai bombardamenti alleati nello sbarco in Sicilia del 10 luglio 1943.)
    Mazzarino U cannuni, Castello del. 1285.
    Castelvecchio Castello di Grassuliato, in località Castellazzo tra Mazzarino e San Michele di Ganzaria; di origine bizantina
    Mussomeli Castello fatto costruire da Manfredi III dei Chiaramonte nel 1370, vero e proprio capolavoro, inespugnabile, di architettura militare a 2 km
    Castelli in provincia di Catania
    Catania Castello Ursino
    Aci Castello Castello
    Adrano Torre Minà, Castello Normanno, Castello della Solicchiata
    Calatabiano Castello arabo-normanno
    Caltagirone Castello
    Castiglione di Sicilia Castello torre Castelluzzo e cuba bizantina
    Mineo Castelluccio di Serravalle
    Motta Sant’Anastasia Torre normanna (Dongione)
    Paternò Castello Normanno
    RandazzoFortificazioni, Palazzo Reale
    Santa Maria di Licodia Torre Arabo Normanna
    Castelli in provincia di Enna
    Enna Castello di Lombardia e la Torre di Federico II.
    Aidone, Castello di Gresti o di Pietratagliata del XIV secolo , Castellaccio”, risalirebbe all’XI secolo, all’epoca normanna,
    Gagliano Castelferrato fortezza dove amava soggiornare Federico III.
    Nicosia, fortezza Bizantina attorno del VII secolo
    Pietraperzia II castello di Pietraperzia abitazione dei principi con Pietro Barresi (1564).
    Piazza Armerina. Castello Aragonese, costruito alla fine del XIV secolo e a lungo residenza del re Martino I di Aragona,
    Sperlinga, storica fortezza che fornì rifugio agli Angioini durante la guerra del Vespro nel XIV secolo. Il castello è stato ricavato nella nuda roccia
    – Castelli in provincia di Messina
    Messina I forti umbertini, Forte Gonzaga
    AcquedolciCastello e Torre ( Carlo V, nel XVI ) e Grotta di San Teodoro
    Antillo Castello
    Brolo Torre
    Capo d’Orlando Cave di Mercadante e Villa Bagnoli
    Caronia Mura perimetrali della città di Calacte
    CastelmolaCastello
    Castroreale Torre
    Cesaro Castello di Torremuzza, la torre di epoca bizantina (VI -VII secolo)
    Forza d’Agrò Castello
    Francavilla di Sicilia Castello
    FiumedinisiCastello
    Giardini Naxos Castello
    Lipari Castello del IV-III secolo a. C., con torri medioevali del secolo XIII° e cortine murarie di epoca spagnola
    Malvagna Resti della cuba, costruzione medievale
    Milazzo Castello
    Montalbano Elicona Castello
    Motta Camastra Castello
    Motta d’Affermo Castello
    Novara di Sicilia Castello
    Patti Villa Romana e Tyndaris
    Piratino Torre
    Roccavaldina Castello
    Roccella Valdemone Castello
    Rometta Castello
    Sant’Alessio Siculo Castello
    Santa Lucia del Mela Castello
    Savoca Castello
    Scaletta Zanclea Castello
    Spadafora Castello
    Taormina Teatro antico, odeon, naumachie, torre militare, castello e necropoli araba
    Tripi Castello e antica Abacena
    VeneticoCastello
    Villafranca Tirrena Castello di Bauso
    Castelli in provincia di Ragusa
    Castello di Donnafugata. Unico castello della provincia,. Di origini arabe poi modificato in stile gotico e rinascimentale, si trova 20 Km. a sud-ovest di Ragusa. Contiene una bibliotecacon circa 4.000 volumi ed è dotato di un ampio parco. (conservato a cura del Comune di Ragusa che ne cura anche le visite turistiche)
    Pozzallo Torre Cabrera
    Castelli in provincia di Siracusa
    Siracusa Castello Eurialo (V secolo a.C.) Castello Maniace (fondazione bizantina, rivisto nel XIII secolo) Castello di Cassibile(XIV secolo)
    Augusta Castello Svevo (XIII secolo) Forte Garcia (XVI secolo) Forte Vittoria (XVI secolo) Torre Avalos (XVI secolo) Castello di Brucoli (XV secolo)
    Avola Castello (XIII secolo)
    BuccheriCastello (XIII secolo)
    Buscemi Castello Requisenz (XIV secolo)
    Cassaro Castello (XIII secolo)
    Ferla Castel di Lega (XIII secolo)
    FrancofonteCastello di Gàdera (XIII secolo) Castello di Francofonte (XIV secolo)
    Lentini”Castellaccio” (XII secolo) “Castelluccio” (o mocta Sancti Calogeri) (XIV secolo) Castello di Ossena (XIV secolo)
    Noto Castello Reale (Noto antica) (XI secolo) “Castelluccio” (Castelluccio di Noto) (XIV secolo)
    Pachino Torre Xibini (o Scibini) (XIV secolo)
    Palazzolo Acreide Castello di Palazzolo (o Castelvecchio)(XIV secolo)
    Portopalo di Capo Passero Castello Tafuri (anni ’30) Fortezza di Carlo V (Isola di Capo Passero) (XIV secolo)
    RosoliniCastello Platamone (XVII secolo)
    Sortino Castello di Sortino (XIV secolo)
    Castelli in provincia di Trapani
    Trapani Castello della Colombaia Resti del Castello di terra, Torre di Ligny
    AlcamoCastello di Calatubo del 1903 (Conte Ruggero), Castello XIV secolo(Conti di Modica), castello di Monte Bonifato (dei Ventimiglia),
    Castellammare del Golfo Castello di Baida, Castello d’Inici, Fortezza, Torre di Guidaloca, Torre Bennistra a Scopello
    Erice Castello di Venere Castello e Torretta Pepoli
    Marittimo Castello “il Castello di Punta Troia”
    PartannaCastello
    Grifeo, fondazione saracena, rivisto nell’XI secolo, poi nel XIV secolo; rifacimento ultimo nel XVII secolo
    Salemi Castello del XIII secolo
    Calatafimi-Segesta Castello saraceno
    Pantelleria Castello
    San Vito Lo Capo Torrazzo

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