Torna “Intermezzo”, videoarte tutta al femminile

Si comincia con l’opera “Poor Poor Jerry” di Rä di Martino, a Villa Zito. Poi altri quattro appuntamenti da settembre a dicembre, con Lina Fucà, Elisabetta Benassi e Gili Lavy

di Redazione

Un racconto a quattro voci e per immagini, declinate nei più diversi modi. O meglio: quattro racconti, quattro opere, quattro punti di vista e altrettante donne, artiste fra le più interessanti del panorama contemporaneo internazionale. Sono i presupposti da cui riparte “Intermezzo 2019”, la rassegna di videoarte curata da Agata Polizzi per Fondazioni Sicilia, che così ribadisce un interesse per le arti visive nell’arte contemporanea.

“Poor Poor Jerry”

Si parte lunedì 17 giugno alle 18.30 a Villa Zito con Rä di Martino e la sua opera, “Poor Poor Jerry”, ispirata a una figura immediatamente riconoscibile da chiunque sia stato bambino dagli anni Cinquanta in poi. È la metafora di un’immagine familiare che siamo abituati ad associare a termini positivi, di cui però l’artista svela anche i lati più oscuri, più controversi o più difficili da immaginare. In questo caso Jerry, il personaggio principale, e il contenuto sonoro del video – elementi rassicuranti dell’immaginario comune – vengono messi in crisi, mettendo in dubbio anche le abitudini intuitive dello spettatore rispetto a ciò che percepisce.

Questa seconda edizione di Intermezzo conferma la formula del talk, un momento di confronto tra l’artista e il pubblico. In questo primo incontro, Rä di Martino converserà con la curatrice e con l’ospite d’onore, Maria Rosa Sossai. La rassegna riprenderà il 23 settembre con Lina Fucà, il 7 novembre con Elisabetta Benassi e, infine, il 20 dicembre con Gili Lavy. “Fondazione Sicilia continua il suo impegno nella promozione dell’arte contemporanea – riferisce il presidente, Raffaele Bonsignore – che guarda alla contemporaneità. Parole e culture e molteplici linguaggi sono accolti in un contesto come Villa Zito, che, pur avendo un’identità forte e connotata, sa dialogare con interesse e apertura con le sollecitazioni artistiche del presente”.

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