Vino tra i tesori, tutte le visite con degustazione a Palermo e Catania

Nel capoluogo siciliano protagonista è Palazzo Asmundo, con un ricco weekend. Nella città etnea, invece, due appuntamenti da non perdere

di Redazione

Nuove degustazioni, aperitivi e cene tra i monumenti, in programma per il prossimo weekend de Le Vie dei Tesori. A Palermo si aggiunge adesso anche Catania, dove il festival è iniziato la scorsa settimana.

Partendo dal capoluogo siciliano, la visita con degustazione di vino guidata da un esperto Planeta, è fissata questa settimana tra gli eleganti saloni di Palazzo Asmundo, davanti alla Cattedrale. Appuntamento venerdì 26 ottobre alle 19 (qui per prenotare il coupon). Il proprietario del palazzo condurrà la visita guidata nell’edificio, dove il marchese di Sessa, Giuseppe Asmundo, realizzò la sua abitazione. Uno scrigno di testimonianze di un passato di agi e lussi dell’aristocrazia palermitana, tra alabarde, armi da fuoco, maioliche del XVIII secolo, ceramiche dell’Ottocento, stampe d’epoca e perfino carrozze.

Sabato 27, invece, sempre a Palazzo Asmundo, dopo il consueto aperitivo con vista sulla Cattedrale, previsto alle 19 (qui per prenotare il coupon), sarà possibile nuovamente cenare nel salone del palazzo, alle 21, con due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani (qui per prenotare). Una cena ispirata agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe.

Spostandoci a Catania, la prima visita con degustazione a cura di Planeta, venerdì 26 alle 19, sarà a Palazzo Asmundo di Gisira (qui per prenotare). Costruito nel 1704, dopo il devastante terremoto del 1693, fu tra i primi edifici a essere eretto nella piazza che all’epoca prendeva il nome di San Filippo, oggi Mazzini. Su progetto dell’architetto Giuseppe Palazzotto e per volere di Adamo Asmundo, fu uno dei contributi di quella rinascita che avrebbe reso Catania celebre per il suo “barocco nero”, fatto di blocchi estratti dalla furibonda lava.

Se preferite, invece, scoprire l’Istituto per l’incremento ippico, l’appuntamento per la visita con degustazione è sabato alle 19 (qui per prenotare). Edificio dalla storia lunga e articolata, fu sede dei gesuiti intorno alla metà del XVII secolo, rimaneggiato nel 1745, divenne casa per gli esercizi spirituali. Dopo l’espulsione dei Gesuiti, nel 1822, il complesso si trasformo in sede della Real Gendarmeria borbonica. E a seguito dell’Unità d’Italia, si trasformò in “ospizio di mendicità”. Infine, passò al patrimonio del Regno e nel 1869 venne adibita a “deposito dei cavalli stalloni”.

Per tutte le informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18, oppure visitare il sito internet www.leviedeitesori.com.

Nel capoluogo siciliano protagonista è Palazzo Asmundo, con un ricco weekend. Nella città etnea, invece, due appuntamenti da non perdere

di Redazione

Nuove degustazioni, aperitivi e cene tra i monumenti, in programma per il prossimo weekend de Le Vie dei Tesori. A Palermo si aggiunge adesso anche Catania, dove il festival è iniziato la scorsa settimana.

Partendo dal capoluogo siciliano, la visita con degustazione di vino guidata da un esperto Planeta, è fissata questa settimana tra gli eleganti saloni di Palazzo Asmundo, davanti alla Cattedrale. Appuntamento venerdì 26 ottobre alle 19 (qui per prenotare il coupon). Il proprietario del palazzo condurrà la visita guidata nell’edificio, dove il marchese di Sessa, Giuseppe Asmundo, realizzò la sua abitazione. Uno scrigno di testimonianze di un passato di agi e lussi dell’aristocrazia palermitana, tra alabarde, armi da fuoco, maioliche del XVIII secolo, ceramiche dell’Ottocento, stampe d’epoca e perfino carrozze.

Sabato 27, invece, sempre a Palazzo Asmundo, dopo il consueto aperitivo con vista sulla Cattedrale, previsto alle 19 (qui per prenotare il coupon), sarà possibile nuovamente cenare nel salone del palazzo, alle 21, con due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani (qui per prenotare). Una cena ispirata agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe.

Spostandoci a Catania, la prima visita con degustazione a cura di Planeta, venerdì 26 alle 19, sarà a Palazzo Asmundo di Gisira (qui per prenotare). Costruito nel 1704, dopo il devastante terremoto del 1693, fu tra i primi edifici a essere eretto nella piazza che all’epoca prendeva il nome di San Filippo, oggi Mazzini. Su progetto dell’architetto Giuseppe Palazzotto e per volere di Adamo Asmundo, fu uno dei contributi di quella rinascita che avrebbe reso Catania celebre per il suo “barocco nero”, fatto di blocchi estratti dalla furibonda lava.

Se preferite, invece, scoprire l’Istituto per l’incremento ippico, l’appuntamento per la visita con degustazione è sabato alle 19 (qui per prenotare). Edificio dalla storia lunga e articolata, fu sede dei gesuiti intorno alla metà del XVII secolo, rimaneggiato nel 1745, divenne casa per gli esercizi spirituali. Dopo l’espulsione dei Gesuiti, nel 1822, il complesso si trasformo in sede della Real Gendarmeria borbonica. E a seguito dell’Unità d’Italia, si trasformò in “ospizio di mendicità”. Infine, passò al patrimonio del Regno e nel 1869 venne adibita a “deposito dei cavalli stalloni”.

Per tutte le informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18, oppure visitare il sito internet www.leviedeitesori.com.

Hai letto questi articoli?

Gustare l’oro verde di Sicilia nell’antico mulino

Proseguono le visite con degustazione de Le Vie dei Tesori, all’interno dei monumenti di Palermo: olio extravergine di oliva a Sant’Antonino, vino e cena nobiliare a Palazzo Asmundo

di Redazione

Assaporare olio extravergine di oliva dove per secoli si è fatto il pane o sorseggiare un aperitivo in un palazzo nobiliare con vista sulla Cattedrale di Palermo. Proseguono le visite con degustazione de Le Vie dei Tesori, all’interno dei monumenti della città.

Venerdì 19 ottobre alle 19 potrete andare alla scoperta dell’antico mulino di Sant’Antonino, all’interno dell’ex convento secentesco di Sant’Antonio da Padova, a pochi passi dalla stazione centrale, all’imbocco di corso Tukory. Prima toccherà alla visita guidata condotta da Paolo Inglese, docente di Coltivazioni arboree all’Università di Palermo e direttore del Sistema museale d’Ateneo. A seguire, una degustazione di olio extravergine di oliva Planeta, guidata da un esperto (qui per prenotare la visita con degustazione).

L’ex convento conserva ancora gli ambienti e i macchinari artigianali utilizzati per impastare la farina e preparare il pane, oggi reperti di archeologia industriale. La perla è il gigantesco mulino in legno massiccio. Il convento, progettato da Mariano Smiriglio e realizzato nel 1630, dopo due secoli, a seguito della soppressione degli ordini religiosi nel 1866, fu trasformato dall’esercito in “caserma della sussistenza” per produrre pane. Acquisito dall’Università di Palermo nel 2004, l’edificio è stato recuperato, restaurato e inaugurato nel 2012.

Se invece preferite tuffarvi nell’atmosfera degli antichi salotti nobiliari della città, potrete optare per la visita di Palazzo Asmundo, venerdì 19 e sabato 20 sempre alle 19, degustando i vini Planeta con la guida di un enologo (qui per prenotare). Potrete ammirare alabarde, armi da fuoco, maioliche del XVIII secolo, ceramiche dell’Ottocento, cartoline e stampe d’epoca e perfino carrozze, testimonianze di un passato di agi e lussi dell’aristocrazia palermitana.

Sempre a Palazzo Asmundo, infine, sabato 20 alle 21, potrete scegliere anche una cena esclusiva, nel salone da cui sembra di poter toccare la Cattedrale con una mano (qui per prenotare). Tovaglie di pregio, candelabri, stoviglie di porcellana e un menu ispirato agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe. Due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani.

Proseguono le visite con degustazione de Le Vie dei Tesori, all’interno dei monumenti di Palermo: olio extravergine di oliva a Sant’Antonino, vino e cena nobiliare a Palazzo Asmundo

di Redazione

Assaporare olio extravergine di oliva dove per secoli si è fatto il pane o sorseggiare un aperitivo in un palazzo nobiliare con vista sulla Cattedrale di Palermo. Proseguono le visite con degustazione de Le Vie dei Tesori, all’interno dei monumenti della città.

Venerdì 19 ottobre alle 19 potrete andare alla scoperta dell’antico mulino di Sant’Antonino, all’interno dell’ex convento secentesco di Sant’Antonio da Padova, a pochi passi dalla stazione centrale, all’imbocco di corso Tukory. Prima toccherà alla visita guidata condotta da Paolo Inglese, docente di Coltivazioni arboree all’Università di Palermo e direttore del Sistema museale d’Ateneo. A seguire, una degustazione di olio extravergine di oliva Planeta, guidata da un esperto (qui per prenotare la visita con degustazione).

L’ex convento conserva ancora gli ambienti e i macchinari artigianali utilizzati per impastare la farina e preparare il pane, oggi reperti di archeologia industriale. La perla è il gigantesco mulino in legno massiccio. Il convento, progettato da Mariano Smiriglio e realizzato nel 1630, dopo due secoli, a seguito della soppressione degli ordini religiosi nel 1866, fu trasformato dall’esercito in “caserma della sussistenza” per produrre pane. Acquisito dall’Università di Palermo nel 2004, l’edificio è stato recuperato, restaurato e inaugurato nel 2012.

Se invece preferite tuffarvi nell’atmosfera degli antichi salotti nobiliari della città, potrete optare per la visita di Palazzo Asmundo, venerdì 19 e sabato 20 sempre alle 19, degustando i vini Planeta con la guida di un enologo (qui per prenotare). Potrete ammirare alabarde, armi da fuoco, maioliche del XVIII secolo, ceramiche dell’Ottocento, cartoline e stampe d’epoca e perfino carrozze, testimonianze di un passato di agi e lussi dell’aristocrazia palermitana.

Sempre a Palazzo Asmundo, infine, sabato 20 alle 21, potrete scegliere anche una cena esclusiva, nel salone da cui sembra di poter toccare la Cattedrale con una mano (qui per prenotare). Tovaglie di pregio, candelabri, stoviglie di porcellana e un menu ispirato agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe. Due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani.

Hai letto questi articoli?

Andar per palazzi con Le Vie dei Tesori

Erano i salotti nobiliari di Palermo, adesso aprono le porte alla città nel corso del secondo weekend del festival. Poi ci sono tante passeggiate e degustazioni

di Redazione

Un fine settimana alla scoperta dei palazzi nobiliari di Palermo. Oggi e domani, per il secondo weekend de Le Vie Tesori, aprono le porte quelli che un tempo erano i salotti della città. Come il salone delle feste di Palazzo De Gregorio, per esempio, che ospitò gli amplessi tra l’avventuriera e spregiudicata Lady Hamilton e l’ammiraglio Nelson, raccontati persino da Alexandre Dumas: sotto gli stessi affreschi, Mascagni mangiava pomodorini siccagni e Wagner finì di comporre il suo “Parsifal”. Le storie sono tante e si potranno ascoltare oggi dalle 10 alle 17,20.

Andar per palazzi, comunque, si può e si deve: per scoprire che a Palazzo Alliata di Villafranca (per due edizioni, uno dei luoghi più visitati del festival) si conserva una Crocifissione di van Dyck (solo oggi, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18); che a Palazzo Asmundo si ricorda l’arrivo della principessa Maria Cristina, figlia di Ferdinando III di Borbone: se si vuole rivivere l’atmosfera di quel tempo, bisogna partecipare l’esclusiva cena “gattopardesca” in programma per la sera (prenotazioni a questo link).

Si scoprirà anche che un filo neoclassico unisce Palazzo Bonocore e Palazzo Zingone Trabia che probabilmente affidarono i trompe l’oeil dei saloni e l’alcova, alla stessa mano artigianale. A Palazzo di Città non si pensa come ad una residenza visto che è la sede del Comune, ma non si deve perdere la visita fino all’orologio. E vi ricordiamo che domenica apre Villa Malfitano dove si conserva la famosa slitta donata dallo Zar Nicola I ai nobili Whitaker.

Tra le visite da non mancare, sempre oggi (dalle 14 alle 17), c’è quella al palcoscenico del Teatro Massimo che la sera ospiterà il debutto registico di John Turturro dietro le quinte del “Rigoletto” (ve ne abbiamo parlato qui). Sempre questa mattina, apre anche dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18,30 (approfittatene, l’unica altra visita sarà il 3 novembre) la chiesa di Badia Nuova, a due passi dalla Cattedrale, un gioiello la cui realizzazione fu affidata a Pietro Novelli, Gioacchino Martorana e Giuseppe Patania per gli affreschi, a Giacomo e Giuseppe Serpotta per gli stucchi e del fratello Giuseppe.

Ma sono tantissime le chiese che fanno parte del festival e aprono sabato e domenica: una per tutte, la normanna Magione che ambisce ad entrare nel sito arabo normanno dell’Unesco. Bellissima ed austera, realizzata da maestranze islamiche, restò in piedi per miracolo sotto le bombe del ’43. Il suo chiostro ricorda, in piccolo, quello splendido di Monreale. Sarà aperta oggi dalle 10 alle 11 e dalle 13 alle 15,30, domenica dalle 10 alle 17,30.

Restano chiusi, rispetto al programma, la cappella dei Falegnami (per un sopravvenuto problema di infiltrazioni d’acqua), la chiesa degli Agonizzanti, l’oratorio di Santa Maria La Savona tra i luoghi di Itinerario contemporaneo. Tra i luoghi su prenotazione, restano non disponibili i qanat. Ma potrebbe aggiungersi qualche altro sito rovinato dal maltempo di queste ultime ore.

E per chi vuole un’esperienza diversa, ecco le visite d’autore con degustazione di un vino che ha un titolo che sembra una mostra: “Se la forma scompare la sua radice è eterna”, costruito da Planeta con la Fondazione Merz, è dedicato a Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018. Un Grillo in purezza Doc Sicilia, in produzione limitata, con l’etichetta riprende l’omonima opera di Mario Merz che dal 1989 è al Museo Peggy Guggenheim di Venezia. La visita condurrà oggi dalle 19 alla scoperta di uno dei musei più particolari e inediti di Palermo, dedicato al Risorgimento: nelle sale a fianco del Pantheon della città (la chiesa di san Domenico), ci si muove tra camicie rosse, lettere dei Mille, armi e oggetti appartenuti ai Garibaldini (qui le prenotazioni)

Il boom di quest’anno l’ha di certo fatto il secondo percorso dentro l’aeroporto di Boccadifalco, (che si può prenotare qui): attenzione che i posti si esauriscono in fretta, e la visita è molto approfondita, dura quasi un’ora, con trasporto su un autobus offerto dallo sponsor tecnico Sais che porta dai bunker della seconda guerra mondiale alla torre di controllo fino al giardino della villa storica all’interno dell’aeroporto.

Tra gli altri luoghi, Palazzo Branciforte con il suo Monte di Pietà restaurato da Gae Aulenti e Palazzo Utveggio, nel cuore elegante della città, disegnato dal Basile. Non perdete le sorgenti naturali del Gabriele, che potranno essere visitate solo oggi, tempo permettendo (le prossime visite saranno domenica 21, sabato 27 ottobre e domenica 4 novembre). Solo oggi (dalle 16 alle 18) si accede alla collezione di ceramiche Athena; se solo la domenica in quel gioiello che sta tornando alla luce e che i palermitani conoscono come il Tiro a Segno: in realtà lo Stand Florio nacque su progetto dell’allora archistar Ernesto Basile per la committenza dei Florio e durante la guerra divenne un magazzino per i rifornimenti delle truppe; ma ve lo racconteranno sul posto, dalle 10 alle 16. Solo domenica (dalle 10,45 alle 17,30) apre anche il Grand Hotel Piazza Borsa. Approfittate anche per una “dolce” visita alle fabbriche artigianali: per Anice Tutone potete prenotare sia sabato che domenica (10-12 e 15-17) e Morettino (ultima possibilità, solo oggi, domenica e la prossima, visita alle 10).

Tutte le informazioni su www.leviedeitesori.it.

Erano i salotti nobiliari di Palermo, adesso aprono le porte alla città nel corso del secondo weekend del festival. Poi ci sono tante passeggiate e degustazioni

di Redazione

Un fine settimana alla scoperta dei palazzi nobiliari di Palermo. Oggi e domani, per il secondo weekend de Le Vie Tesori, aprono le porte quelli che un tempo erano i salotti della città. Come il salone delle feste di Palazzo De Gregorio, per esempio, che ospitò gli amplessi tra l’avventuriera e spregiudicata Lady Hamilton e l’ammiraglio Nelson, raccontati persino da Alexandre Dumas: sotto gli stessi affreschi, Mascagni mangiava pomodorini siccagni e Wagner finì di comporre il suo “Parsifal”. Le storie sono tante e si potranno ascoltare oggi dalle 10 alle 17,20.

Andar per palazzi, comunque, si può e si deve: per scoprire che a Palazzo Alliata di Villafranca (per due edizioni, uno dei luoghi più visitati del festival) si conserva una Crocifissione di van Dyck (solo oggi, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18); che a Palazzo Asmundo si ricorda l’arrivo della principessa Maria Cristina, figlia di Ferdinando III di Borbone: se si vuole rivivere l’atmosfera di quel tempo, bisogna partecipare l’esclusiva cena “gattopardesca” in programma per la sera (prenotazioni a questo link).

Si scoprirà anche che un filo neoclassico unisce Palazzo Bonocore e Palazzo Zingone Trabia che probabilmente affidarono i trompe l’oeil dei saloni e l’alcova, alla stessa mano artigianale. A Palazzo di Città non si pensa come ad una residenza visto che è la sede del Comune, ma non si deve perdere la visita fino all’orologio. E vi ricordiamo che domenica apre Villa Malfitano dove si conserva la famosa slitta donata dallo Zar Nicola I ai nobili Whitaker.

Tra le visite da non mancare, sempre oggi (dalle 14 alle 17), c’è quella al palcoscenico del Teatro Massimo che la sera ospiterà il debutto registico di John Turturro dietro le quinte del “Rigoletto” (ve ne abbiamo parlato qui). Sempre questa mattina, apre anche dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18,30 (approfittatene, l’unica altra visita sarà il 3 novembre) la chiesa di Badia Nuova, a due passi dalla Cattedrale, un gioiello la cui realizzazione fu affidata a Pietro Novelli, Gioacchino Martorana e Giuseppe Patania per gli affreschi, a Giacomo e Giuseppe Serpotta per gli stucchi e del fratello Giuseppe.

Ma sono tantissime le chiese che fanno parte del festival e aprono sabato e domenica: una per tutte, la normanna Magione che ambisce ad entrare nel sito arabo normanno dell’Unesco. Bellissima ed austera, realizzata da maestranze islamiche, restò in piedi per miracolo sotto le bombe del ’43. Il suo chiostro ricorda, in piccolo, quello splendido di Monreale. Sarà aperta oggi dalle 10 alle 11 e dalle 13 alle 15,30, domenica dalle 10 alle 17,30.

Restano chiusi, rispetto al programma, la cappella dei Falegnami (per un sopravvenuto problema di infiltrazioni d’acqua), la chiesa degli Agonizzanti, l’oratorio di Santa Maria La Savona tra i luoghi di Itinerario contemporaneo. Tra i luoghi su prenotazione, restano non disponibili i qanat. Ma potrebbe aggiungersi qualche altro sito rovinato dal maltempo di queste ultime ore.

E per chi vuole un’esperienza diversa, ecco le visite d’autore con degustazione di un vino che ha un titolo che sembra una mostra: “Se la forma scompare la sua radice è eterna”, costruito da Planeta con la Fondazione Merz, è dedicato a Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018. Un Grillo in purezza Doc Sicilia, in produzione limitata, con l’etichetta riprende l’omonima opera di Mario Merz che dal 1989 è al Museo Peggy Guggenheim di Venezia. La visita condurrà oggi dalle 19 alla scoperta di uno dei musei più particolari e inediti di Palermo, dedicato al Risorgimento: nelle sale a fianco del Pantheon della città (la chiesa di san Domenico), ci si muove tra camicie rosse, lettere dei Mille, armi e oggetti appartenuti ai Garibaldini (qui le prenotazioni)

Il boom di quest’anno l’ha di certo fatto il secondo percorso dentro l’aeroporto di Boccadifalco, (che si può prenotare qui): attenzione che i posti si esauriscono in fretta, e la visita è molto approfondita, dura quasi un’ora, con trasporto su un autobus offerto dallo sponsor tecnico Sais che porta dai bunker della seconda guerra mondiale alla torre di controllo fino al giardino della villa storica all’interno dell’aeroporto.

Tra gli altri luoghi, Palazzo Branciforte con il suo Monte di Pietà restaurato da Gae Aulenti e Palazzo Utveggio, nel cuore elegante della città, disegnato dal Basile. Non perdete le sorgenti naturali del Gabriele, che potranno essere visitate solo oggi, tempo permettendo (le prossime visite saranno domenica 21, sabato 27 ottobre e domenica 4 novembre). Solo oggi (dalle 16 alle 18) si accede alla collezione di ceramiche Athena; se solo la domenica in quel gioiello che sta tornando alla luce e che i palermitani conoscono come il Tiro a Segno: in realtà lo Stand Florio nacque su progetto dell’allora archistar Ernesto Basile per la committenza dei Florio e durante la guerra divenne un magazzino per i rifornimenti delle truppe; ma ve lo racconteranno sul posto, dalle 10 alle 16. Solo domenica (dalle 10,45 alle 17,30) apre anche il Grand Hotel Piazza Borsa. Approfittate anche per una “dolce” visita alle fabbriche artigianali: per Anice Tutone potete prenotare sia sabato che domenica (10-12 e 15-17) e Morettino (ultima possibilità, solo oggi, domenica e la prossima, visita alle 10).

Tutte le informazioni su www.leviedeitesori.it.

Hai letto questi articoli?

Le Vie dei Tesori, cibo e vino a nozze con la storia

Sabato 13 ottobre, visita guidata con degustazione al Museo del Risorgimento. A Palazzo Asmundo proseguono le cene ispirate agli antichi monsù

di Redazione

Profumo di storia e di buon vino il prossimo di weekend. Dopo aver ammirato i tetti di Palermo dalla cupola del Santissimo Salvatore, la scorsa settimana, la seconda visita con degustazione de Le Vie dei Tesori si farà al Museo del Risorgimento di piazza San Domenico. Appuntamento sabato 13 ottobre alle 19, nel convento annesso alla chiesa, sede anche della Società italiana di Storia Patria, dove un enologo dell’azienda vinicola Planeta condurrà una degustazione, per poi ammirare i cimeli del museo nel corso di una visita guidata condotta dal segretario della Società siciliana di Storia Patria, Salvatore Savoia (cliccando qui si potrà prenotare la visita).

Il Museo, inaugurato nella sua nuova veste in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, racconta l’epopea garibaldina e la nascita del nuovo Stato, attraverso una ricca e interessante collezione: camicie rosse, lettere, armi, documenti, arredi, vari oggetti personali, sculture, dipinti. Qui rivivono i protagonisti e le loro imprese di metà Ottocento. Il Museo si affaccia sul chiostro, luogo di intima preghiera e meditazione, ma anche uno scrigno d’arte.

Le altre visite guidate con degustazione saranno al Mulino di Sant’Antonio (19 ottobre), Palazzo Asmundo (26 ottobre) e Villa Pottino (sabato 3 novembre). Qui potete scoprire e prenotare tutte le visite.

Se volete, invece, visitare Palazzo Asmundo, potete scegliere tra un aperitivo, tutti i venerdì e sabato del festival, alle 19 (clicca qui per prenotare), oppure la cena, ogni sabato alle 21 (clicca qui per prenotare). Si tratta di una cena esclusiva, nel salone da cui sembra di poter toccare la Cattedrale con una mano. Tovaglie di pregio, candelabri, stoviglie di porcellana e un menu ispirato agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe. Due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani, da gustare tra alabarde, armi da fuoco, maioliche del 18esimo secolo, ceramiche dell’Ottocento, cartoline e stampe d’epoca, perfino carrozze.

Per informazioni o prenotazioni sul festival, telefonare allo 0918420104, la lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

Sabato 13 ottobre, visita guidata con degustazione al Museo del Risorgimento. A Palazzo Asmundo proseguono le cene ispirate agli antichi monsù

di Redazione

Profumo di storia e di buon vino il prossimo di weekend. Dopo aver ammirato i tetti di Palermo dalla cupola del Santissimo Salvatore, la scorsa settimana, la seconda visita con degustazione de Le Vie dei Tesori si farà al Museo del Risorgimento di piazza San Domenico. Appuntamento sabato 13 ottobre alle 19, nel convento annesso alla chiesa, sede anche della Società italiana di Storia Patria, dove un enologo dell’azienda vinicola Planeta condurrà una degustazione, per poi ammirare i cimeli del museo nel corso di una visita guidata condotta dal segretario della Società siciliana di Storia Patria, Salvatore Savoia (cliccando qui si potrà prenotare la visita).

Il Museo, inaugurato nella sua nuova veste in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, racconta l’epopea garibaldina e la nascita del nuovo Stato, attraverso una ricca e interessante collezione: camicie rosse, lettere, armi, documenti, arredi, vari oggetti personali, sculture, dipinti. Qui rivivono i protagonisti e le loro imprese di metà Ottocento. Il Museo si affaccia sul chiostro, luogo di intima preghiera e meditazione, ma anche uno scrigno d’arte.

Le altre visite guidate con degustazione saranno al Mulino di Sant’Antonio (19 ottobre), Palazzo Asmundo (26 ottobre) e Villa Pottino (sabato 3 novembre). Qui potete scoprire e prenotare tutte le visite.

Se volete, invece, visitare Palazzo Asmundo, potete scegliere tra un aperitivo, tutti i venerdì e sabato del festival, alle 19 (clicca qui per prenotare), oppure la cena, ogni sabato alle 21 (clicca qui per prenotare). Si tratta di una cena esclusiva, nel salone da cui sembra di poter toccare la Cattedrale con una mano. Tovaglie di pregio, candelabri, stoviglie di porcellana e un menu ispirato agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe. Due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani, da gustare tra alabarde, armi da fuoco, maioliche del 18esimo secolo, ceramiche dell’Ottocento, cartoline e stampe d’epoca, perfino carrozze.

Per informazioni o prenotazioni sul festival, telefonare allo 0918420104, la lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

Hai letto questi articoli?

Cinque tesori da scoprire con la Family card

È un Festival a misura delle famiglie con bambini grazie a una tessera speciale che nei sabati e nelle domeniche della manifestazione consentirà percorsi guidati, attività e ingressi preferenziali in alcuni luoghi

di Redazione

Sono le famiglie con bambini, i visitatori di domani, le protagoniste sabato e  domenica de Le Vie dei Tesori, con un percorso studiato ad hoc per loro e cinque tesori della città da scoprire. Quest’anno, infatti, in occasione della dodicesima edizione del Festival, grazie alla Family card attivabile dal sito sarà possibile usufruire di ingressi preferenziali, percorsi guidati con narrazione animata, giochi a misura dei piccoli, un libretto e una matita per disegnare, conservando un ricordo di quello che si è visto.
I luoghi interessati sono la chiesa dell’Origlione, con il misterioso dipinto a olio di Pietro Novelli ritrovato a sorpresa dietro un muro, Palazzo Asmundo con lo spettacolare affaccio sulla cattedrale, il Teatro Biondo dove giocare a essere piccoli attori, l’Archivio storico comunale con la sua storia secolare e il Mulino di Sant’Antonino, il gigante di archeologia industriale dove un tempo si produceva il pane per tutto il Sud Italia.

Un totem speciale nei luoghi e la mascotte “Lio”, l’elefantino nano accoglierà i piccoli lungo una visita da non dimenticare. Il percorso Kids de Le Vie dei Tesori è curato da Babyplanner.it.

Una volta acquistata la family card (valida per l’ingresso in tutti i cinque luoghi) basterà andare con il coupon a ritirare il kit family in uno dei quattro gazebo del Festival nelle piazze principali della città (Castelnuovo, Verdi, Bellini, Marina). Qui inoltre, con un contributo di 5 euro, si terranno laboratori creativi dedicati all’arte, all’ambiente, al riciclo e alla tecnologia dalle 10 alle 18 di sabato e domenica, con le più qualificate associazioni della città che si alternano in una staffetta di creatività attraverso laboratori di 1 ora ciascuno, pensati per bambini dai 5 ai 12 anni.
Il prezzo della family card varia dai 12 ai 20 euro, tutte le informazioni si trovano sul sito del festival.

È un Festival a misura delle famiglie con bambini grazie a una tessera speciale che nei sabati e nelle domeniche della manifestazione consentirà percorsi guidati, attività e ingressi preferenziali in alcuni luoghi

di Redazione

Sono le famiglie con bambini, i visitatori di domani, le protagoniste sabato e domenica de Le Vie dei Tesori, con un percorso studiato ad hoc per loro e cinque tesori della città da scoprire. Quest’anno, infatti, in occasione della dodicesima edizione del Festival, grazie alla Family card attivabile dal sito sarà possibile usufruire di ingressi preferenziali, percorsi guidati con narrazione animata, giochi a misura dei piccoli, un libretto e una matita per disegnare, conservando un ricordo di quello che si è visto.
I luoghi interessati sono la chiesa dell’Origlione, con il misterioso dipinto a olio di Pietro Novelli ritrovato a sorpresa dietro un muro, Palazzo Asmundo con lo spettacolare affaccio sulla cattedrale, il Teatro Biondo dove giocare a essere piccoli attori, l’Archivio storico comunale con la sua storia secolare e il Mulino di Sant’Antonino, il gigante di archeologia industriale dove un tempo si produceva il pane per tutto il Sud Italia.

Un totem speciale nei luoghi e la mascotte “Lio”, l’elefantino nano accoglierà i piccoli lungo una visita da non dimenticare. Il percorso Kids de Le Vie dei Tesori è curato da Babyplanner.it.

Una volta acquistata la family card (valida per l’ingresso in tutti i cinque luoghi) basterà andare con il coupon a ritirare il kit family in uno dei quattro gazebo del Festival nelle piazze principali della città (Castelnuovo, Verdi, Bellini, Marina). Qui inoltre, con un contributo di 5 euro, si terranno laboratori creativi dedicati all’arte, all’ambiente, al riciclo e alla tecnologia dalle 10 alle 18 di sabato e domenica, con le più qualificate associazioni della città che si alternano in una staffetta di creatività attraverso laboratori di 1 ora ciascuno, pensati per bambini dai 5 ai 12 anni.
Il prezzo della family card varia dai 12 ai 20 euro, tutte le informazioni si trovano sul sito del festival.

Hai letto questi articoli?

Scoprire i tesori di Palermo, tra cene e degustazioni

A partire da venerdì prossimo anche nel capoluogo siciliano, si potrà assaggiare buon vino, ammirando i monumenti della città. A Palazzo Asmundo, poi, un menu completo ispirato agli antichi pranzi nobiliari

di Redazione

Ammirare il centro storico di Palermo dall’alto, degustando un buon calice di vino, oppure cenare o prendere un aperitivo nei saloni di un antico palazzo nobiliare con vista sulla Cattedrale. Sono solo alcune delle visite con degustazioni programmate in occasione del festival Le Vie dei Tesori, che s’inaugura il prossimo fine settimana nel capoluogo siciliano.

Si tratta di visite speciali, che uniscono la scoperta dei tesori con quella delle eccellenze enogastronomiche siciliane. In cinque luoghi della città, i venerdì del festival alle 19, si potrà partecipare ad una visita esclusiva condotta da un ospite d’onore e una degustazione di vini o di olio Planeta guidata da un enologo o da un esperto. A Palazzo Asmundo, invece, ogni venerdì e sabato del festival alle 19, una degustazione di assaggi siciliani con una vista spettacolare sulla Cattedrale. E il sabato alle 21, una cena per sole quaranta persone, dall’aperitivo al dessert, tra tovagliati di pregio e candelabri.

Questa settimana si comincia, venerdì 5 ottobre alle 19, prima con la visita e poi con la degustazione condotta da un esperto dell’azienda vinicola Planeta, sulla cupola della chiesa del Santissimo Salvatore. In cima si gode una veduta privilegiata della città: da Palazzo dei Normanni al porto, da Monte Pellegrino al mercato di Ballarò, dalla Cattedrale al Teatro Massimo. Da qui si potranno scorgere gli eleganti palazzi nobiliari e le cupole delle più importanti chiese del centro storico, tra le quali quelle di San Giuseppe dei Teatini in via Maqueda e del Carmine nel cuore di Ballarò, entrambe rivestite di piastrelle maiolicate.

La visita è quasi sold out, ma durante gli altri venerdì del festival, si potranno degustare calici di vino, scoprendo il Mulino di Sant’Antonio (19 ottobre), il Museo del Risorgimento (13 ottobre), Palazzo Asmundo (26 ottobre) e Villa Pottino (sabato 3 novembre). Qui potete scoprire tutte le visite con degustazione del progetto “Planeta e i tesori”.

Se volete, invece, visitare Palazzo Asmundo, potete scegliere tra un aperitivo, tutti i venerdì e sabato del festival, alle 19 (clicca qui per prenotare), oppure la cena, ogni sabato alle 21 (clicca qui per prenotare). Si tratta di una cena esclusiva, nel salone da cui sembra di poter toccare la Cattedrale con una mano. Tovaglie di pregio, candelabri, stoviglie di porcellana e un menu ispirato agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe. Due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani, da gustare tra alabarde, armi da fuoco, maioliche del 18esimo secolo, ceramiche dell’Ottocento, cartoline e stampe d’epoca, perfino carrozze.

Ma non è tutto. C’è spazio anche per gli appassionati del caffè. Si potranno gustare, inoltre, le fragranze della bevanda più amata dagli italiani, nelle sale affrescate di Palazzo Zingone Trabia. In occasione del festival, l’azienda Morettino allieterà la visita, offrendo a chi visiterà il palazzo una selezione dei propri caffè artigianali, in blend e monorigine, preparati in espresso. Le degustazioni si svolgeranno sabato 6 e domenica 7 ottobre, dalle 10 alle 15, all’interno delle sale di Palazzo Zingone Trabia, in via Lincoln 47.

Qui potete scoprire tutte le visite con degustazione. Per informazioni o prenotazioni sul festival, telefonare allo 0918420104, la lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

A partire da venerdì prossimo anche nel capoluogo siciliano, si potrà assaggiare buon vino, ammirando i monumenti della città. A Palazzo Asmundo, poi, un menu completo ispirato agli antichi pranzi nobiliari

di Redazione

Ammirare il centro storico di Palermo dall’alto, degustando un buon calice di vino, oppure cenare o prendere un aperitivo nei saloni di un antico palazzo nobiliare con vista sulla Cattedrale. Sono solo alcune delle visite con degustazioni programmate in occasione del festival Le Vie dei Tesori, che s’inaugura il prossimo fine settimana nel capoluogo siciliano.

Si tratta di visite speciali, che uniscono la scoperta dei tesori con quella delle eccellenze enogastronomiche siciliane. In cinque luoghi della città, i venerdì del festival alle 19, si potrà partecipare ad una visita esclusiva condotta da un ospite d’onore e una degustazione di vini o di olio Planeta guidata da un enologo o da un esperto. A Palazzo Asmundo, invece, ogni venerdì e sabato del festival alle 19, una degustazione di assaggi siciliani con una vista spettacolare sulla Cattedrale. E il sabato alle 21, una cena per sole quaranta persone, dall’aperitivo al dessert, tra tovagliati di pregio e candelabri.

Questa settimana si comincia, venerdì 5 ottobre alle 19, prima con la visita e poi con la degustazione condotta da un esperto dell’azienda vinicola Planeta, sulla cupola della chiesa del Santissimo Salvatore. In cima si gode una veduta privilegiata della città: da Palazzo dei Normanni al porto, da Monte Pellegrino al mercato di Ballarò, dalla Cattedrale al Teatro Massimo. Da qui si potranno scorgere gli eleganti palazzi nobiliari e le cupole delle più importanti chiese del centro storico, tra le quali quelle di San Giuseppe dei Teatini in via Maqueda e del Carmine nel cuore di Ballarò, entrambe rivestite di piastrelle maiolicate.

La visita è quasi sold out, ma durante gli altri venerdì del festival, si potranno degustare calici di vino, scoprendo il Mulino di Sant’Antonio (19 ottobre), il Museo del Risorgimento (13 ottobre), Palazzo Asmundo (26 ottobre) e Villa Pottino (sabato 3 novembre). Qui potete scoprire tutte le visite con degustazione del progetto “Planeta e i tesori”.

Se volete, invece, visitare Palazzo Asmundo, potete scegliere tra un aperitivo, tutti i venerdì e sabato del festival, alle 19 (clicca qui per prenotare), oppure la cena, ogni sabato alle 21 (clicca qui per prenotare). Si tratta di una cena esclusiva, nel salone da cui sembra di poter toccare la Cattedrale con una mano. Tovaglie di pregio, candelabri, stoviglie di porcellana e un menu ispirato agli antichi pranzi nobiliari, quando nelle cucine delle famiglie aristocratiche governavano i monsù, i cuochi francesi che avevano portato nell’Isola la grande cucina d’Oltralpe. Due menu a scelta, uno di carne e di pesce, dall’antipasto al dessert, accompagnati da vini siciliani, da gustare tra alabarde, armi da fuoco, maioliche del 18esimo secolo, ceramiche dell’Ottocento, cartoline e stampe d’epoca, perfino carrozze.

Ma non è tutto. C’è spazio anche per gli appassionati del caffè. Si potranno gustare, inoltre, le fragranze della bevanda più amata dagli italiani, nelle sale affrescate di Palazzo Zingone Trabia. In occasione del festival, l’azienda Morettino allieterà la visita, offrendo a chi visiterà il palazzo una selezione dei propri caffè artigianali, in blend e monorigine, preparati in espresso. Le degustazioni si svolgeranno sabato 6 e domenica 7 ottobre, dalle 10 alle 15, all’interno delle sale di Palazzo Zingone Trabia, in via Lincoln 47.

Qui potete scoprire tutte le visite con degustazione. Per informazioni o prenotazioni sul festival, telefonare allo 0918420104, la lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18.

Hai letto questi articoli?

Tante degustazioni fra i tesori

Quest’anno l’azienda vinicola Planeta offre visite con ospiti d’onore e degustazioni in quasi tutte le tappe siciliane della manifestazione a cominciare da Messina, Siracusa e Scicli. E a palazzo Asmundo aperitivo con vista sulla Cattedrale di Palermo

di Redazione

Vino e cultura insieme per gustare il bello delle città: è il senso del progetto “Planeta e i tesori” che quest’anno sancisce la collaborazione tra il Festival che trasforma in musei diffusi le città e l’azienda vinicola.

Perché cultura non è solo la chiesa ritrovata, la tavola restaurata o l’angolo nascosto, ma è anche cibo che, in certi casi, si può trasformare in un’esperienza “sensoriale, olfattiva, di gusto”. 

“Appoggiamo con piacere un progetto che incide in maniera positiva e concreta sulla consapevolezza della cultura e del territorio”, spiegano dall’azienda. In venti luoghi d’arte – a Palermo, ma anche a Trapani, Caltanissetta, Messina, Siracusa, Ragusa, Modica e Scicli – alle 19, quando le code saranno terminate – si potrà partecipare a una visita esclusiva condotta da un ospite d’onore, seguita da una degustazione di vini Planeta a sua volta guidata da un enologo.

Con il pagamento di un contributo sarà possibile prenotare le degustazioni, previste alle 19 nelle varie città. Domani, 14 settembre, a Messina saranno a Castel Gonzaga, mentre a Siracusa toccherà al Teatro Comunale. Per chi sarà a Scicli l’appuntamento è a Palazzo Spadaro.

A Palermo si comincia il 5 ottobre, alla Cupola del SantissimoSalvatore, poi il 13 ottobre sarà la volta del Museo del Risorgimento, il 19 ottobre del Mulino di Sant’Antonino (con una speciale degustazione di olio), il 26 ottobre a Palazzo Asmundo e il 3 novembre a Villa Pottino.

Esperienza differente è quella prevista a Palazzo Asmundo dove, ogni venerdì e sabato alle 19, sarà possibile fare un aperitivo tra le collezioni storiche, con vista sulla Cattedrale oppure, alle 21, prenotare una cena di gala che strizza l’occhio alla cucina dei monsù, i cuochi francesi delle famiglie blasonate siciliane.

Un tuffo nella Palermo nobile del bel tempo che fu, sentendosi gentiluomini e dame. Per prenotarsi è sufficiente andare sul sito del festival.

Inoltre chi nei giorni del Festival di Palermo si presenterà con il coupon de Le Vie dei Tesori al Bistro Asmundo, godrà di uno sconto speciale del 10%. Più la vista sulla splendida Cattedrale.

Quest’anno l’azienda vinicola Planeta offre visite con ospiti d’onore e degustazioni in quasi tutte le tappe siciliane della manifestazione a cominciare da Messina, Siracusa e Scicli. E a palazzo Asmundo aperitivo con vista sulla Cattedrale di Palermo

di Redazione

Vino e cultura insieme per gustare il bello delle città: è il senso del progetto “Planeta e i tesori” che quest’anno sancisce la collaborazione tra il Festival che trasforma in musei diffusi le città e l’azienda vinicola.

Perché cultura non è solo la chiesa ritrovata, la tavola restaurata o l’angolo nascosto, ma è anche cibo che, in certi casi, si può trasformare in un’esperienza “sensoriale, olfattiva, di gusto”. 

“Appoggiamo con piacere un progetto che incide in maniera positiva e concreta sulla consapevolezza della cultura e del territorio”, spiegano dall’azienda. In venti luoghi d’arte – a Palermo, ma anche a Trapani, Caltanissetta, Messina, Siracusa, Ragusa, Modica e Scicli – alle 19, quando le code saranno terminate – si potrà partecipare a una visita esclusiva condotta da un ospite d’onore, seguita da una degustazione di vini Planeta a sua volta guidata da un enologo.

Con il pagamento di un contributo sarà possibile prenotare le degustazioni, previste alle 19 nelle varie città. Domani, 14 settembre, a Messina saranno a Castel Gonzaga, mentre a Siracusa toccherà al Teatro Comunale. Per chi sarà a Scicli l’appuntamento è a Palazzo Spadaro.

A Palermo si comincia il 5 ottobre, alla Cupola del SantissimoSalvatore, poi il 13 ottobre sarà la volta del Museo del Risorgimento, il 19 ottobre del Mulino di Sant’Antonino (con una speciale degustazione di olio), il 26 ottobre a Palazzo Asmundo e il 3 novembre a Villa Pottino.

Esperienza differente è quella prevista a Palazzo Asmundo dove, ogni venerdì e sabato alle 19, sarà possibile fare un aperitivo tra le collezioni storiche, con vista sulla Cattedrale oppure, alle 21, prenotare una cena di gala che strizza l’occhio alla cucina dei monsù, i cuochi francesi delle famiglie blasonate siciliane.

Un tuffo nella Palermo nobile del bel tempo che fu, sentendosi gentiluomini e dame. Per prenotarsi è sufficiente andare sul sito del festival.

Inoltre chi nei giorni del Festival di Palermo si presenterà con il coupon de Le Vie dei Tesori al Bistro Asmundo, godrà di uno sconto speciale del 10%. Più la vista sulla splendida Cattedrale.

Hai letto questi articoli?

Se un festival nato dal basso fa scuola

Una manifestazione che unisce pubblico e privato e che è diventata una buona pratica da esportare anche al Nord: oggi a Palazzo Asmundo la presentazione alla stampa

di Marco Russo

Un’intera regione in mostra con 300 luoghi aperti al pubblico, 130 nella sola Palermo, più un debutto al Nord Italia con città come Milano, Mantova, Chioggia e la Valtellina. Studenti, volontari, associazioni e amministrazioni insieme per promuovere il territorio con il Festival Le vie dei Tesori, presentato oggi alla stampa a Palazzo Asmundo, a Palermo. Un’occasione per fare il punto su una manifestazione che, raccontando la bellezza segreta dell’Isola, ha tagliato il traguardo delle 12 edizioni.

“Le città hanno bisogno di amore e bellezza – dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando – E questa, che ha conosciuto nefandezze, ora è Capitale Italia della cultura”.

“La Sicilia è tra le prime 5 mete in Europa come indice di desiderabilità turistica – ha detto l’assessore regionale al Turismo Sandro Pappalardo – ma occorre un’inversione di rotta: il 10 ottobre a Palermo giungeranno i miglior tour operator cinesi che porteranno le nostre bellezze in giro per il mondo. Abbiamo tagliato centinaia di manifestazioni finora sovvenzionate dalla Regione, salvandone solo alcune che per noi hanno portato a risultati. Come Le Vie dei Tesori al quale quest’anno andranno dal governo regionale quasi 200 mila euro e in cui crediamo molto”.

Una boccata d’ossigeno per una manifestazione nata dal basso e autofinanziata, che a ogni edizione deve rimboccarsi le maniche per trovare le risorse, partendo da budget 0. Dei 200 mila, 140 mila arrivano dal bando pubblico per le manifestazioni a massimo richiamo turistico dell’assessorato guidato da Pappalardo, altri 60 mila dall’assessorato ai Beni culturali al cui vertice c’è Sebastiano Tusa.

E, a rappresentare Tusa c’era stamattina Caterina Greco, direttore del Centro regionale del Catalogo, che è Rup (responsabile unico del procedimento) di Vie dei Tesori. “Una goccia nel mare dei costi della manifestazione, in termini finanziari e di risorse umane e professionali – ha detto – quello che auspico è il consolidamento di un rapporto pubblico-privato che dia certezze e stabilità a una manifestazione che appartiene a tutti e che – al di là degli importanti risultati sul turismo – consolida profondamente il rapporto tra i cittadini e i propri luoghi, le proprie radici, la propria storia.


Tra le novità annunciate oggi “l’ampliamento del percorso arabo normanno – ha dichiarato il direttore della Fondazione Unesco Sicilia, Aurelio Angelini – per questo stiamo valutando altri siti. Un unico lavoro che permetterà un ulteriore rilancio della città”. Sulla stessa linea anche il responsabile dei Beni ecclesiastici della diocesi di Palermo, padre Giuseppe Bucaro che ha annunciato la presenza a Palermo di monsignor Ravasi il 29 settembre all’inaugurazione di una mostra di ori, argenti, pezzi inediti “di cui ignoravamo l’esistenza” nel chiostro di santa Caterina.

Una buona pratica di promozione del territorio al Sud che ha fatto scuola e che quest’anno farà il suo debutto anche al settentrione. Non a caso, il Festival è studiato da diversi economisti. Secondo l’osservatorio Otie, l’anno scorso nella sola Palermo la manifestazione ha prodotto una ricaduta in termini di spesa turistica di circa tre milioni di euro (alberghi, trasporti, shopping), per un totale di oltre 320 mila visite in 5 weekend.

“Si è realizzata una rete enorme che ha unito pubblico e privato, creando una vera industria culturale – ha spiegato Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori – che si appoggia su quel patrimonio umano che sono i 600 volontari senior, per lo più universitari ma anche dottorandi ed esperti, e i 900 studenti che partecipano all’Alternanza scuola-lavoro grazie alla collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, ragazzi che seguono un periodo di formazione e poi scendono in campo, dimostrando un amore sconfinato per la città”.

On line sul sito del Festival si acquistano i coupon per le visite: un coupon da 10 euro consente 10 visite guidate (da 1 euro ciascuna); un coupon da 5 euro consente 4 visite guidate, mentre il coupon singolo vale 2 euro. Accanto alle visite nei luoghi (una quindicina dei quali su prenotazione), oltre 100 tour guidati in città, un Festival kids tutto dedicato ai bambini con quattro gazebo nelle piazze principali di Palermo e la novità di una Family Card, un percorso attraverso gallerie d’arte, le visite su degustazione in collaborazione con Planeta.

Una manifestazione che unisce pubblico e privato e che è diventata una buona pratica da esportare anche al Nord: oggi a Palazzo Asmundo la presentazione alla stampa

di Marco Russo

Un’intera regione in mostra con 300 luoghi aperti al pubblico, 130 nella sola Palermo, più un debutto al Nord Italia con città come Milano, Mantova, Chioggia e la Valtellina. Studenti, volontari, associazioni e amministrazioni insieme per promuovere il territorio con il Festival Le vie dei Tesori, presentato oggi alla stampa a Palazzo Asmundo, a Palermo. Un’occasione per fare il punto su una manifestazione che, raccontando la bellezza segreta dell’Isola, ha tagliato il traguardo delle 12 edizioni.

“Le città hanno bisogno di amore e bellezza – dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando – E questa, che ha conosciuto nefandezze, ora è Capitale Italia della cultura”.

“La Sicilia è tra le prime 5 mete in Europa come indice di desiderabilità turistica – ha detto l’assessore regionale al Turismo Sandro Pappalardo – ma occorre un’inversione di rotta: il 10 ottobre a Palermo giungeranno i miglior tour operator cinesi che porteranno le nostre bellezze in giro per il mondo. Abbiamo tagliato centinaia di manifestazioni finora sovvenzionate dalla Regione, salvandone solo alcune che per noi hanno portato a risultati. Come Le Vie dei Tesori al quale quest’anno andranno dal governo regionale quasi 200 mila euro e in cui crediamo molto”.

Una boccata d’ossigeno per una manifestazione nata dal basso e autofinanziata, che a ogni edizione deve rimboccarsi le maniche per trovare le risorse, partendo da budget 0. Dei 200 mila, 140 mila arrivano dal bando pubblico per le manifestazioni a massimo richiamo turistico dell’assessorato guidato da Pappalardo, altri 60 mila dall’assessorato ai Beni culturali al cui vertice c’è Sebastiano Tusa.

E, a rappresentare Tusa c’era stamattina Caterina Greco, direttore del Centro regionale del Catalogo, che è Rup (responsabile unico del procedimento) di Vie dei Tesori. “Una goccia nel mare dei costi della manifestazione, in termini finanziari e di risorse umane e professionali – ha detto – quello che auspico è il consolidamento di un rapporto pubblico-privato che dia certezze e stabilità a una manifestazione che appartiene a tutti e che – al di là degli importanti risultati sul turismo – consolida profondamente il rapporto tra i cittadini e i propri luoghi, le proprie radici, la propria storia.


Tra le novità annunciate oggi “l’ampliamento del percorso arabo normanno – ha dichiarato il direttore della Fondazione Unesco Sicilia, Aurelio Angelini – per questo stiamo valutando altri siti. Un unico lavoro che permetterà un ulteriore rilancio della città”. Sulla stessa linea anche il responsabile dei Beni ecclesiastici della diocesi di Palermo, padre Giuseppe Bucaro che ha annunciato la presenza a Palermo di monsignor Ravasi il 29 settembre all’inaugurazione di una mostra di ori, argenti, pezzi inediti “di cui ignoravamo l’esistenza” nel chiostro di santa Caterina.

Una buona pratica di promozione del territorio al Sud che ha fatto scuola e che quest’anno farà il suo debutto anche al settentrione. Non a caso, il Festival è studiato da diversi economisti. Secondo l’osservatorio Otie, l’anno scorso nella sola Palermo la manifestazione ha prodotto una ricaduta in termini di spesa turistica di circa tre milioni di euro (alberghi, trasporti, shopping), per un totale di oltre 320 mila visite in 5 weekend.

“Si è realizzata una rete enorme che ha unito pubblico e privato, creando una vera industria culturale – ha spiegato Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori – che si appoggia su quel patrimonio umano che sono i 600 volontari senior, per lo più universitari ma anche dottorandi ed esperti, e i 900 studenti che partecipano all’Alternanza scuola-lavoro grazie alla collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, ragazzi che seguono un periodo di formazione e poi scendono in campo, dimostrando un amore sconfinato per la città”.

On line sul sito del Festival si acquistano i coupon per le visite: un coupon da 10 euro consente 10 visite guidate (da 1 euro ciascuna); un coupon da 5 euro consente 4 visite guidate, mentre il coupon singolo vale 2 euro. Accanto alle visite nei luoghi (una quindicina dei quali su prenotazione), oltre 100 tour guidati in città, un Festival kids tutto dedicato ai bambini con quattro gazebo nelle piazze principali di Palermo e la novità di una Family Card, un percorso attraverso gallerie d’arte, le visite su degustazione in collaborazione con Planeta.

Hai letto questi articoli?
Le vie dei Tesori News

Send this to a friend