Stefania Galegati Shines a Milano con Palermo nel cuore

La fotografa e artista italiana inaugura la mostra “Modalità Aereo”, una sintesi della vita vissuta nel capoluogo siciliano, tra ironia e amarezza

di Marco Russo

La vita vissuta a Palermo, l’esperienza del Caffè Internazionale, le battaglie culturali e la maturità di donna e madre. Tutto questo convive nella mostra “Modalità Aereo”, l’ultima personale che Stefania Galegati Shines, inaugurerà a Milano, nella Galleria Francesco Pantaleone, il 27 settembre alle 18. La mostra, curata da Agata Polizzi, riporta la fotografa e artista italiana a Milano, segnando un importante momento di attenzione sulla sua poetica, anche rispetto all’ormai ventennale carriera internazionale.

Le opere in mostra sono molto diverse tra loro e ciascuna è la traccia del vissuto dell’artista. È un racconto complesso e a tratti amaro, condotto con ironia ma anche con una consapevolezza che dà consistenza. In “Torno subito” la scultura che mette insieme materiali recuperati dalla strada, c’è la sintesi di una pratica assai diffusa al Sud, ovvero la pretesa di occupare lo spazio pubblico per uso privato. Galegati Shines riusa quegli stessi materiali che ogni giorno per le strade dei quartieri popolari di Palermo reclamano come barricate la proprietà laddove non c’è, e lo fa solo per sottolineare la bellezza di un gesto creativo che annulla il degrado.

Alla scultura fanno eco “Palermo scupltures #1-7” i disegni su carta alimentare, che illustrano come appunti preparatori le improbabili sculture improvvisate dai cittadini, anni di osservazione e raccolta immagini che si trasformano in un lavoro di archivio non solo visivo ma soprattutto di storie comuni di ordinaria anarchia. “Foro Italico”, invece, è la “cartolina” ideale di Palermo. Galegati Shines sceglie uno degli alberi storici che vivono sul lungo mare cittadino, un rigoglioso Ficus elastica, nella sua chioma verde e leggera ritaglia, senza fargli alcun male, una finestra rotonda, un buco di luce da cui si intravede il cielo. Sullo sfondo di questa finestra immaginaria s’intravedono il porto, le gru dei cantieri navali, i tetti delle chiese, e poi, imponente, il Monte Pellegrino.

Tra le opere a Milano s’inserisce anche l’impronta del Caffè Internazionale, l’esperienza di Stefania Galegati Shines e Darrell Shines, che per anni ha animato Palermo aggregando artisti, musicisti intellettuali e amici attorno ad un luogo di produzione culturale underground e per questo assolutamente libero ma anche fragile e incontaminato. Resta dopo la volontaria chiusura lo scorso luglio la sua memoria, qui formalizzata in un’installazione di oggetti provenienti dal Caffè, testimonianza fisica di un luogo dell’anima.

La mostra è visitabile nella Galleria Francesco Pantaleone di Milano, dal 27 settembre al 17 novembre, dal martedì al sabato, dalle 15 alle 19.

La fotografa e artista italiana inaugura la mostra “Modalità Aereo”, una sintesi della vita vissuta nel capoluogo siciliano, tra ironia e amarezza

di Marco Russo

La vita vissuta a Palermo, l’esperienza del Caffè Internazionale, le battaglie culturali e la maturità di donna e madre. Tutto questo convive nella mostra “Modalità Aereo”, l’ultima personale che Stefania Galegati Shines, inaugurerà a Milano, nella Galleria Francesco Pantaleone, il 27 settembre alle 18. La mostra, curata da Agata Polizzi, riporta la fotografa e artista italiana a Milano, segnando un importante momento di attenzione sulla sua poetica, anche rispetto all’ormai ventennale carriera internazionale.

Le opere in mostra sono molto diverse tra loro e ciascuna è la traccia del vissuto dell’artista. È un racconto complesso e a tratti amaro, condotto con ironia ma anche con una consapevolezza che dà consistenza. In “Torno subito” la scultura che mette insieme materiali recuperati dalla strada, c’è la sintesi di una pratica assai diffusa al Sud, ovvero la pretesa di occupare lo spazio pubblico per uso privato. Galegati Shines riusa quegli stessi materiali che ogni giorno per le strade dei quartieri popolari di Palermo reclamano come barricate la proprietà laddove non c’è, e lo fa solo per sottolineare la bellezza di un gesto creativo che annulla il degrado.

Alla scultura fanno eco “Palermo scupltures #1-7” i disegni su carta alimentare, che illustrano come appunti preparatori le improbabili sculture improvvisate dai cittadini, anni di osservazione e raccolta immagini che si trasformano in un lavoro di archivio non solo visivo ma soprattutto di storie comuni di ordinaria anarchia. “Foro Italico”, invece, è la “cartolina” ideale di Palermo. Galegati Shines sceglie uno degli alberi storici che vivono sul lungo mare cittadino, un rigoglioso Ficus elastica, nella sua chioma verde e leggera ritaglia, senza fargli alcun male, una finestra rotonda, un buco di luce da cui si intravede il cielo. Sullo sfondo di questa finestra immaginaria s’intravedono il porto, le gru dei cantieri navali, i tetti delle chiese, e poi, imponente, il Monte Pellegrino.

Tra le opere a Milano s’inserisce anche l’impronta del Caffè Internazionale, l’esperienza di Stefania Galegati Shines e Darrell Shines, che per anni ha animato Palermo aggregando artisti, musicisti intellettuali e amici attorno ad un luogo di produzione culturale underground e per questo assolutamente libero ma anche fragile e incontaminato. Resta dopo la volontaria chiusura lo scorso luglio la sua memoria, qui formalizzata in un’installazione di oggetti provenienti dal Caffè, testimonianza fisica di un luogo dell’anima.

La mostra è visitabile nella Galleria Francesco Pantaleone di Milano, dal 27 settembre al 17 novembre, dal martedì al sabato, dalle 15 alle 19.

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