Piccoli teatri, le 300 sale storiche da scoprire in Sicilia

Nell’Isola c’è una rete diffusa, fuori dai grandi cartelloni degli stabili, che ogni anno, tra mille difficoltà, programma spettacoli e concerti. Un itinerario sorprendente

di Giulio Giallombardo

Uno è stato costruito al posto di una locanda in cui è passato Goethe, un altro è legato alla memoria di Leonardo Sciascia, un altro ancora è uno scrigno celato dentro a uno dei palazzi più belli della Sicilia, a Ragusa Ibla. C’è un grande palcoscenico in Sicilia fatto di tanti piccoli teatri. Una rete diffusa, fuori dai grandi cartelloni degli stabili, che ogni anno, tra mille difficoltà, programma spettacoli e concerti, da un capo all’altro dell’Isola. Sono più di 300 i teatri minori in Sicilia, tappe ideali di un itinerario che va dal barocco al Liberty. Il dato è emerso nel corso di un recente monitoraggio dell’assessorato regionale per il Turismo.

Uno degli ultimi nati è il Teatro Leonardo Sciascia di Chiaramonte Gulfi, che si prepara a inaugurare la stagione con la direzione artistica firmata da Mario Incudine. Lo spazio, ricavato all’interno dell’ex chiesa di San Francesco, è intitolato allo scrittore di Racalmuto, per il suo rapporto speciale con il territorio ragusano, specialmente con Chiaramonte.

Il Teatro Donnafugata di Ibla

Sempre nel Ragusano, a Ibla, all’interno di Palazzo Arezzo di Donnafugata, c’è poi uno dei teatri più piccoli d’Italia: con meno di cento posti e un palco grande la metà della sala. È l’unico della città, rinato grazie alle due giovani aristocratiche della famiglia, le sorelle Vicky e Costanza Diquattro, coadiuvate dall’amica Clorinda Arezzo. Il restauro, durato dal 1997 al 2004, è stato opera di Giovanni Scucces Arezzo, proprietario del palazzo, nonché avvocato con il pallino da mecenate. Il palazzo, con le sue collezioni preziose, non è aperto al pubblico. Ma il teatro è tutto da scoprire. A Comiso, poi, c’è il Teatro Naselli, di origine ottocentesca, ma ricostruito interamente negli anni ’70 del secolo scorso. È uno dei più vivaci del Ragusano, con un ricco cartellone che punta alla qualità.

Ma pochi sanno che anche a Canicattì, patria dei vigneti siciliani, c’è una perla di Ernesto Basile, il progettista del Teatro Massimo di Palermo. È il Teatro Sociale, realizzato nel 1889 dal geniale architetto nello stesso luogo dove sorgeva il convento dei carmelitani, distrutto dopo la soppressione degli ordini religiosi del 1866. A Castelvetrano, nel Trapanese, c’è il Teatro Selinus, progettato da Giuseppe Patricolo, ed edificato sull’area dove sorgeva una locanda nella quale nel 1787 soggiornò Wolfgang Goethe durante il suo viaggio in Sicilia. Un itinerario tutto da scoprire.

Nell’Isola c’è una rete diffusa, fuori dai grandi cartelloni degli stabili, che ogni anno, tra mille difficoltà, programma spettacoli e concerti. Un itinerario sorprendente

di Giulio Giallombardo

Uno è stato costruito al posto di una locanda in cui è passato Goethe, un altro è legato alla memoria di Leonardo Sciascia, un altro ancora è uno scrigno celato dentro a uno dei palazzi più belli della Sicilia, a Ragusa Ibla. C’è un grande palcoscenico in Sicilia fatto di tanti piccoli teatri. Una rete diffusa, fuori dai grandi cartelloni degli stabili, che ogni anno, tra mille difficoltà, programma spettacoli e concerti, da un capo all’altro dell’Isola. Sono più di 300 i teatri minori in Sicilia, tappe ideali di un itinerario che va dal barocco al Liberty. Il dato è emerso nel corso di un recente monitoraggio dell’assessorato regionale per il Turismo.

Uno degli ultimi nati è il Teatro Leonardo Sciascia di Chiaramonte Gulfi, che si prepara a inaugurare la stagione con la direzione artistica firmata da Mario Incudine. Lo spazio, ricavato all’interno dell’ex chiesa di San Francesco, è intitolato allo scrittore di Racalmuto, per il suo rapporto speciale con il territorio ragusano, specialmente con Chiaramonte.

Il Teatro Donnafugata di Ibla

Sempre nel Ragusano, a Ibla, all’interno di Palazzo Arezzo di Donnafugata, c’è poi uno dei teatri più piccoli d’Italia: con meno di cento posti e un palco grande la metà della sala. È l’unico della città, rinato grazie alle due giovani aristocratiche della famiglia, le sorelle Vicky e Costanza Diquattro, coadiuvate dall’amica Clorinda Arezzo. Il restauro, durato dal 1997 al 2004, è stato opera di Giovanni Scucces Arezzo, proprietario del palazzo, nonché avvocato con il pallino da mecenate. Il palazzo, con le sue collezioni preziose, non è aperto al pubblico. Ma il teatro è tutto da scoprire. A Comiso, poi, c’è il Teatro Naselli, di origine ottocentesca, ma ricostruito interamente negli anni ’70 del secolo scorso. È uno dei più vivaci del Ragusano, con un ricco cartellone che punta alla qualità.

Ma pochi sanno che anche a Canicattì, patria dei vigneti siciliani, c’è una perla di Ernesto Basile, il progettista del Teatro Massimo di Palermo. È il Teatro Sociale, realizzato nel 1889 dal geniale architetto nello stesso luogo dove sorgeva il convento dei carmelitani, distrutto dopo la soppressione degli ordini religiosi del 1866. A Castelvetrano, nel Trapanese, c’è il Teatro Selinus, progettato da Giuseppe Patricolo, ed edificato sull’area dove sorgeva una locanda nella quale nel 1787 soggiornò Wolfgang Goethe durante il suo viaggio in Sicilia. Un itinerario tutto da scoprire.

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