Palazzo Oneto diventerà un museo d’arte contemporanea

Dopo Manifesta e il festival Le Vie dei Tesori, sono ripresi i lavori di ristrutturazione nel gioiello settecentesco di via Bandiera, a Palermo. L’obiettivo del proprietario, il mecenate Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona, è di trasformarlo in spazio espositivo

di Giulio Giallombardo

Attualmente è un cantiere aperto, ma presto diventerà un museo per l’arte contemporanea. Dopo la lunga parentesi di Manifesta, sono ripresi i lavori di ristrutturazione a Palazzo Oneto di Sperlinga, in via Bandiera, uno dei tesori settecenteschi del centro storico di Palermo, di proprietà del mecenate Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona. Nei mesi scorsi il palazzo, in occasione della biennale d’arte che ha fatto tappa in città, si è riempito di opere d’arte in lungo e in largo, dai sotterranei ai saloni.

È stato, inoltre, uno dei luoghi dell’itinerario contemporaneo, aperti nel corso dell’ultima edizione del festival Le Vie dei Tesori, ospitando mostre personali e collettive.

Spenti i riflettori dei grandi eventi, è stato nuovamente chiuso al pubblico per consentire la prosecuzione dei lavori, ma già dal prossimo marzo, il palazzo tornerà ad aprire i suoi spazi freschi di restauro. Così assicura Bilotti, che ha già in mente di organizzare alcune mostre, portando a Palermo anche le opere esposte nel Museo Carlo Bilotti, all’interno dell’Aranciera di Villa Borghese, a Roma.

Prevista, un’antologica del pittore futurista Giacomo Balla, da poco inaugurata a Roma, e ancora la mostra “Le lacrime e l’opera. Alberto Burri e il Cretto di Gibellina”, curata da Alessandro Sarteanesi e Massimo Recalcati, in cui saranno esposte una selezione di opere dell’artista, lette in relazione alla poetica della ferita. Arriveranno a Palermo anche pezzi della collezione Bilotti, che comprende, tra l’altro, opere di artisti del calibro di De Chirico, Severini, Warhol, Rivers, Guttuso, Dalì, Fontana, con alcuni quadri concepiti e dipinti a Palermo da Jenny Saville.

“Sicuramente Manifesta ha dato grande visibilità ai lavori che stiamo facendo in questo palazzo – ha detto Roberto Bilotti a Le Vie dei Tesori News – . Ho incontrato tantissimi operatori culturali italiani e stranieri, tutti entusiasti del fermento che si respirava in città. Questo ci ha dato un’ulteriore spinta a proseguire in questa direzione, con l’obiettivo di trasformare Palazzo Oneto, dopo la fine dei lavori, in un nuovo polo artistico. Vorrei che fosse un museo in cui l’arte contemporanea interagisca con l’antico e lo faccia rivivere valorizzandolo”.

Dopo Manifesta e il festival Le Vie dei Tesori, sono ripresi i lavori di ristrutturazione nel gioiello settecentesco di via Bandiera, a Palermo. L’obiettivo del proprietario, il mecenate Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona, è di trasformarlo in spazio espositivo

di Giulio Giallombardo

Attualmente è un cantiere aperto, ma presto diventerà un museo per l’arte contemporanea. Dopo la lunga parentesi di Manifesta, sono ripresi i lavori di ristrutturazione a Palazzo Oneto di Sperlinga, in via Bandiera, uno dei tesori settecenteschi del centro storico di Palermo, di proprietà del mecenate Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona. Nei mesi scorsi il palazzo, in occasione della biennale d’arte che ha fatto tappa in città, si è riempito di opere d’arte in lungo e in largo, dai sotterranei ai saloni.

È stato, inoltre, uno dei luoghi dell’itinerario contemporaneo, aperti nel corso dell’ultima edizione del festival Le Vie dei Tesori, ospitando mostre personali e collettive.

Spenti i riflettori dei grandi eventi, è stato nuovamente chiuso al pubblico per consentire la prosecuzione dei lavori, ma già dal prossimo marzo, il palazzo tornerà ad aprire i suoi spazi freschi di restauro. Così assicura Bilotti, che ha già in mente di organizzare alcune mostre, portando a Palermo anche le opere esposte nel Museo Carlo Bilotti, all’interno dell’Aranciera di Villa Borghese, a Roma.

Prevista, un’antologica del pittore futurista Giacomo Balla, da poco inaugurata a Roma, e ancora la mostra “Le lacrime e l’opera. Alberto Burri e il Cretto di Gibellina”, curata da Alessandro Sarteanesi e Massimo Recalcati, in cui saranno esposte una selezione di opere dell’artista, lette in relazione alla poetica della ferita. Arriveranno a Palermo anche pezzi della collezione Bilotti, che comprende, tra l’altro, opere di artisti del calibro di De Chirico, Severini, Warhol, Rivers, Guttuso, Dalì, Fontana, con alcuni quadri concepiti e dipinti a Palermo da Jenny Saville.

“Sicuramente Manifesta ha dato grande visibilità ai lavori che stiamo facendo in questo palazzo – ha detto Roberto Bilotti a Le Vie dei Tesori News – . Ho incontrato tantissimi operatori culturali italiani e stranieri, tutti entusiasti del fermento che si respirava in città. Questo ci ha dato un’ulteriore spinta a proseguire in questa direzione, con l’obiettivo di trasformare Palazzo Oneto, dopo la fine dei lavori, in un nuovo polo artistico. Vorrei che fosse un museo in cui l’arte contemporanea interagisca con l’antico e lo faccia rivivere valorizzandolo”.

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