L’Uscibene ritrovato, restauro più vicino per l’antico sollazzo normanno

Il progetto per un primo intervento di riqualificazione è stato approvato pochi giorni fa con un decreto del dirigente del Dipartimento regionale dei Beni culturali, Sergio Alessandro. Ci sono in ballo poco più di 790mila euro

di Giulio Giallombardo

Se ne parla da tempo, ma adesso per l’Uscibene sembrano arrivare tempi migliori. I lavori di riqualificazione dell’antico palazzo, uno dei sollazzi della corte normanna a Palermo, sono adesso più vicini. Il progetto per un primo intervento di restauro e valorizzazione del bene è stato approvato pochi giorni fa in linea amministrativa con un decreto del dirigente del Dipartimento regionale dei Beni culturali, Sergio Alessandro. Ci sono in ballo poco più di 790mila euro finanziati col Patto per il Sud per dare il via a lavori di cui si parla già dall’anno scorso, quando il monumento, dopo anni di abbandono, venne parzialmente aperto in occasione del festival Le Vie dei Tesori.

La sala della fontana

Adesso, non appena la Soprintendenza di Palermo riceverà il decreto fresco di approvazione, potrà bandire la gara per individuare l’impresa che si occuperà della messa in sicurezza della parte sottostante la cappella, che è ancora sotto sequestro per mancata tutela dal 2014. “Si tratta soprattutto di un primo progetto di indagine – ha spiegato a Le Vie dei Tesori News la soprintendente Lina Bellanca – perché in quella parte di monumento non si è mai intervenuto. Per molti anni è stato abbandonato, con il conseguente accumulo di materiali, rifiuti e detriti di vario genere, ora finalmente potremo fare un’operazione di pulizia e messa in sicurezza”.

Si tratta, nello specifico, del piano inferiore del palazzo, il più prezioso, dove si trova la sala triloba con nicchie laterali coperte da volte con muqarnas, la fontana da cui un tempo sgorgava l’acqua e la camera dello scirocco. L’edificio, che prende il nome dalla fonte del Sipene o Xhibene, vicino alla quale sorge, è stato per anni simbolo di abbandono, soffocato da decine di abitazioni abusive che lo hanno quasi inglobato. La parte superiore, dove si trova la cappella, stravolta da pesanti restauri effettuati negli anni ’20 del secolo scorso, è stata sequestrata, poi, nel 2014 dal Nucleo tutela patrimonio artistico della polizia municipale, con la denuncia del proprietario per danneggiamento e omissione di lavori. Tuttora si trova sotto sequestro, nonostante i lavori di recupero della cappella siano terminati nel 2016.

Uno dei particolari della volta

Dopo i riflettori accesi l’anno scorso con Le Vie dei Tesori, il silenzio è tornato a circondare il monumento, che si trova in fondo De Caro, poco prima dello svincolo di corso Calatafimi, in viale Regione Siciliana. Adesso, però, sarà possibile visitare nuovamente il palazzo in occasione di una passeggiata didattica in programma sabato 10 novembre e organizzata dall’associazione Amicizia tra i Popoli con il Circolo Istrice, ArcheoClub Sicilia, Palermo Risorge e Gruppo rievocativo Croce Normanna di Ruggero II, con la partecipazione dell’architetto Raffaele Savarese e della professoressa Anna Capra. Alla visita guidata, che ha ricevuto già centinaia di adesioni, parteciperanno anche una ventina di studenti della facoltà di Lettere, guidati dal professor Daniele Vicari.

È ancora presto per dire quando e se l’Uscibene potrà finalmente far parte dell’itinerario arabo-normanno dell’Unesco, come meriterebbe, ma l’avvio dei tanto attesi interventi di recupero rendono la strada meno difficile da percorrere.

(Foto: Toti Clemente)

Il progetto per un primo intervento di riqualificazione è stato approvato pochi giorni fa con un decreto del dirigente del Dipartimento regionale dei Beni culturali, Sergio Alessandro. Ci sono in ballo poco più di 790mila euro

di Giulio Giallombardo

Se ne parla da tempo, ma adesso per l’Uscibene sembrano arrivare tempi migliori. I lavori di riqualificazione dell’antico palazzo, uno dei sollazzi della corte normanna a Palermo, sono adesso più vicini. Il progetto per un primo intervento di restauro e valorizzazione del bene è stato approvato pochi giorni fa in linea amministrativa con un decreto del dirigente del Dipartimento regionale dei Beni culturali, Sergio Alessandro. Ci sono in ballo poco più di 790mila euro finanziati col Patto per il Sud per dare il via a lavori di cui si parla già dall’anno scorso, quando il monumento, dopo anni di abbandono, venne parzialmente aperto in occasione del festival Le Vie dei Tesori.

La sala della fontana

Adesso, non appena la Soprintendenza di Palermo riceverà il decreto fresco di approvazione, potrà bandire la gara per individuare l’impresa che si occuperà della messa in sicurezza della parte sottostante la cappella, che è ancora sotto sequestro per mancata tutela dal 2014. “Si tratta soprattutto di un primo progetto di indagine – ha spiegato a Le Vie dei Tesori News la soprintendente Lina Bellanca – perché in quella parte di monumento non si è mai intervenuto. Per molti anni è stato abbandonato, con il conseguente accumulo di materiali, rifiuti e detriti di vario genere, ora finalmente potremo fare un’operazione di pulizia e messa in sicurezza”.

Si tratta, nello specifico, del piano inferiore del palazzo, il più prezioso, dove si trova la sala triloba con nicchie laterali coperte da volte con muqarnas, la fontana da cui un tempo sgorgava l’acqua e la camera dello scirocco. L’edificio, che prende il nome dalla fonte del Sipene o Xhibene, vicino alla quale sorge, è stato per anni simbolo di abbandono, soffocato da decine di abitazioni abusive che lo hanno quasi inglobato. La parte superiore, dove si trova la cappella, stravolta da pesanti restauri effettuati negli anni ’20 del secolo scorso, è stata sequestrata, poi, nel 2014 dal Nucleo tutela patrimonio artistico della polizia municipale, con la denuncia del proprietario per danneggiamento e omissione di lavori. Tuttora si trova sotto sequestro, nonostante i lavori di recupero della cappella siano terminati nel 2016.

Uno dei particolari della volta

Dopo i riflettori accesi l’anno scorso con Le Vie dei Tesori, il silenzio è tornato a circondare il monumento, che si trova in fondo De Caro, poco prima dello svincolo di corso Calatafimi, in viale Regione Siciliana. Adesso, però, sarà possibile visitare nuovamente il palazzo in occasione di una passeggiata didattica in programma sabato 10 novembre e organizzata dall’associazione Amicizia tra i Popoli con il Circolo Istrice, ArcheoClub Sicilia, Palermo Risorge e Gruppo rievocativo Croce Normanna di Ruggero II, con la partecipazione dell’architetto Raffaele Savarese e della professoressa Anna Capra. Alla visita guidata, che ha ricevuto già centinaia di adesioni, parteciperanno anche una ventina di studenti della facoltà di Lettere, guidati dal professor Daniele Vicari.

È ancora presto per dire quando e se l’Uscibene potrà finalmente far parte dell’itinerario arabo-normanno dell’Unesco, come meriterebbe, ma l’avvio dei tanto attesi interventi di recupero rendono la strada meno difficile da percorrere.

(Foto: Toti Clemente)

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