L’eterno ritorno degli argenti di Morgantina

Il tesoro è pronto a rientrare in Italia. Sarà in mostra prima al Quirinale per poi approdare nuovamente nel museo di Aidone, dove resterà per altri quattro anni

di Giulio Giallombardo

New York, Roma, Aidone. Queste le tappe del prossimo viaggio degli argenti di Morgantina, che stanno per rientrare di nuovo a casa. I sedici pezzi pregiati del tesoro di Eupolemo, che insieme alla statua della Dea sono il fiore all’occhiello dell’offerta archeologica del museo di Aidone, dopo quattro anni di permanenza, sono in procinto di lasciare nuovamente il Metropolitan museum of art di New York, per far ritorno in Patria. Prima tappa a maggio sarà il Quirinale, all’interno di una mostra del Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri, che ha contribuito all’identificazione del prezioso “servizio di argenteria” ellenistico, trafugato dai tombaroli a Morgantina e poi rivenduto, attraverso rocambolesche vicissitudini, al Met di New York.

Una coppa d’argento

Dopo la tappa romana, il tesoro tornerà finalmente in Sicilia, nel museo di Aidone, intorno alla metà di luglio per restarci almeno per altri quattro anni, come previsto dagli accordi firmati nel 2007 dal ministero dei Beni culturali, guidato allora da Rocco Buttiglione, e dal Met. Una convenzione in un primo momento disattesa dalla Regione, che nel 2013 aveva inserito gli argenti tra i beni culturali “inamovibili”, con un decreto firmato dall’ex assessore Mariarita Sgarlata, ma poi rispettata tra non pochi mugugni, dopo l’insistenza dell’allora direttore del Metropolitan, Thomas Campbell, e dello stesso ministero. Così adesso gli argenti sono costretti a viaggiare tra America e Europa ogni quattro anni per quarant’anni, e nel periodo in cui i reperti sono in Sicilia, l’assessorato regionale ai Beni culturali è obbligato a organizzare una mostra negli Stati Uniti.

Il museo di Aidone

Così adesso tocca ancora all’Italia, con la speranza che nel 2023 il tesoro di vasi e coppe destinati ai riti sacri, non venga nuovamente impacchettato e rispedito negli Usa. “Noi faremo il possibile affinché gli argenti rimangano per sempre nel museo di Aidone – ha detto a Le Vie dei Tesori News il sindaco della cittadina ennese, Enzo Lacchiana – ma abbiamo bisogno che il governo nazionale stia dalla nostra parte, per far sì che questa convenzione che attualmente ci penalizza possa essere cambiata. Pochi giorni prima del tragico incidente aereo – ha aggiunto il sindaco – l’assessore Sebastiano Tusa mi aveva chiesto se avessi voluto gli argenti ad Aidone prima della mostra al Quirinale. Una proposta che denota sensibilità, ma credo sia meglio evitare troppi spostamenti e saremo pronti a riabbracciare il nostro tesoro a luglio, con tutti gli onori che questi reperti meritano”.

Quella degli argenti di Morgantina è una storia lunga. Trafugati agli inizi degli anni ’80 del secolo scorso, i sedici pezzi del corredo di Eupolemo, probabilmente l’ultimo proprietario, che le fonti citano essere un abitante del luogo, furono venduti nel 1984 per 2 milioni e 700mila dollari al Met di New York dal trafficante d’arte Robert Hecht, che a sua volta li aveva comprati tramite un intermediario svizzero, dai tombaroli siciliani per oltre 100 milioni di lire. Dopo le segnalazioni da parte di due archeologi, Pier Giovanni Guzzo e Malcolm Bell III, che sospettavano una possibile provenienza dei reperti del Met da Morgantina, il Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri iniziò le indagini e la Soprintendenza di Enna avviò una campagna di scavi nella zona di Morgantina maggiormente saccheggiata dagli scavi clandestini.

Coppa con mestolo

Così, l’archeologo Malcom Bell III, direttore della missione archeologica americana di Morgantina, riuscì ad identificare in una lussuosa casa ellenistica il luogo in cui erano stati nascosti gli argenti prima della conquista romana della città nel 211 avanti Cristo. Nella fossa dove era stato occultato il tesoro fu trovata una moneta in bronzo datata tra il 216 ed il 212, contemporanea quindi agli argenti, ma si trovò anche una moneta di 100 lire del 1978, che indica invece l’anno dopo il quale i tombaroli avevano scavato. Dunque, la svolta nelle indagini e, nel dicembre del 2010, l’atteso rientro in Sicilia, nel museo di Aidone, per poi ripartire nuovamente, nel 2015, alla volta di New York, tra mille polemiche. Adesso si prepara un nuovo ritorno, ma purtroppo potrebbe non essere l’ultimo.

Il tesoro è pronto a rientrare in Italia. Sarà in mostra prima al Quirinale per poi approdare nuovamente nel museo di Aidone, dove resterà per altri quattro anni

di Giulio Giallombardo

New York, Roma, Aidone. Queste le tappe del prossimo viaggio degli argenti di Morgantina, che stanno per rientrare di nuovo a casa. I sedici pezzi pregiati del tesoro di Eupolemo, che insieme alla statua della Dea sono il fiore all’occhiello dell’offerta archeologica del museo di Aidone, dopo quattro anni di permanenza, sono in procinto di lasciare nuovamente il Metropolitan museum of art di New York, per far ritorno in Patria. Prima tappa a maggio sarà il Quirinale, all’interno di una mostra del Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri, che ha contribuito all’identificazione del prezioso “servizio di argenteria” ellenistico, trafugato dai tombaroli a Morgantina e poi rivenduto, attraverso rocambolesche vicissitudini, al Met di New York.

Una coppa d’argento

Dopo la tappa romana, il tesoro tornerà finalmente in Sicilia, nel museo di Aidone, intorno alla metà di luglio per restarci almeno per altri quattro anni, come previsto dagli accordi firmati nel 2007 dal ministero dei Beni culturali, guidato allora da Rocco Buttiglione, e dal Met. Una convenzione in un primo momento disattesa dalla Regione, che nel 2013 aveva inserito gli argenti tra i beni culturali “inamovibili”, con un decreto firmato dall’ex assessore Mariarita Sgarlata, ma poi rispettata tra non pochi mugugni, dopo l’insistenza dell’allora direttore del Metropolitan, Thomas Campbell, e dello stesso ministero. Così adesso gli argenti sono costretti a viaggiare tra America e Europa ogni quattro anni per quarant’anni, e nel periodo in cui i reperti sono in Sicilia, l’assessorato regionale ai Beni culturali è obbligato a organizzare una mostra negli Stati Uniti.

Il museo di Aidone

Così adesso tocca ancora all’Italia, con la speranza che nel 2023 il tesoro di vasi e coppe destinati ai riti sacri, non venga nuovamente impacchettato e rispedito negli Usa. “Noi faremo il possibile affinché gli argenti rimangano per sempre nel museo di Aidone – ha detto a Le Vie dei Tesori News il sindaco della cittadina ennese, Enzo Lacchiana – ma abbiamo bisogno che il governo nazionale stia dalla nostra parte, per far sì che questa convenzione che attualmente ci penalizza possa essere cambiata. Pochi giorni prima del tragico incidente aereo – ha aggiunto il sindaco – l’assessore Sebastiano Tusa mi aveva chiesto se avessi voluto gli argenti ad Aidone prima della mostra al Quirinale. Una proposta che denota sensibilità, ma credo sia meglio evitare troppi spostamenti e saremo pronti a riabbracciare il nostro tesoro a luglio, con tutti gli onori che questi reperti meritano”.

Coppa con mestolo

Quella degli argenti di Morgantina è una storia lunga. Trafugati agli inizi degli anni ’80 del secolo scorso, i sedici pezzi del corredo di Eupolemo, probabilmente l’ultimo proprietario, che le fonti citano essere un abitante del luogo, furono venduti nel 1984 per 2 milioni e 700mila dollari al Met di New York dal trafficante d’arte Robert Hecht, che a sua volta li aveva comprati tramite un intermediario svizzero, dai tombaroli siciliani per oltre 100 milioni di lire. Dopo le segnalazioni da parte di due archeologi, Pier Giovanni Guzzo e Malcolm Bell III, che sospettavano una possibile provenienza dei reperti del Met da Morgantina, il Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri iniziò le indagini e la Soprintendenza di Enna avviò una campagna di scavi nella zona di Morgantina maggiormente saccheggiata dagli scavi clandestini.

Così, l’archeologo Malcom Bell III, direttore della missione archeologica americana di Morgantina, riuscì ad identificare in una lussuosa casa ellenistica il luogo in cui erano stati nascosti gli argenti prima della conquista romana della città nel 211 avanti Cristo. Nella fossa dove era stato occultato il tesoro fu trovata una moneta in bronzo datata tra il 216 ed il 212, contemporanea quindi agli argenti, ma si trovò anche una moneta di 100 lire del 1978, che indica invece l’anno dopo il quale i tombaroli avevano scavato. Dunque, la svolta nelle indagini e, nel dicembre del 2010, l’atteso rientro in Sicilia, nel museo di Aidone, per poi ripartire nuovamente, nel 2015, alla volta di New York, tra mille polemiche. Adesso si prepara un nuovo ritorno, ma purtroppo potrebbe non essere l’ultimo.

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