Le Vie dei Tesori tra palazzi, musei e passeggiate

Un’anticipazione del Festival, all’interno della Settimana delle Culture, con otto luoghi tutti da scoprire che racconteranno nuove storie

di Redazione

Nelle sue stanze si amarono l’ammiraglio Horatio Nelson e lady Emma Hamilton, ma vi soggiornarono anche Richard Wagner e Pietro Mascagni. Palazzo De Gregorio torna ad aprire le sue sale per un’anticipazione del Festival Le Vie dei Tesori, che torna a Palermo per due weekend, sabato 11 e domenica 12, e poi il 18 e 19 maggio, all’interno della Settimana delle Culture. Sono in tutto otto i luoghi su prenotazione che per l’occasione mostreranno tesori sconosciuti o racconteranno nuove storie.

Palazzo De Gregorio

Nel seicentesco Palazzo De Gregorio (qui per prenotare), dove vissero anche i Lampedusa, è stata allestita per l’occasione una stanza con i reperti archeologici dell’eclettico Antonio De Gregorio Brunaccini, tutti catalogati dalla Soprintendenza. Si potranno ammirare anche foto scattate con una delle primissime macchine fotografiche e parecchi spartiti. Poi, nelle sale è esposto anche un prezioso San Gerolamo di scuola caravaggesca. Il Palazzo si sviluppa attorno a un cortile interno, dominato da una fastosa fontana rocaille. Sul piano nobile, si apre il salone delle feste con il soffitto affrescato collegato alla cappella.

Sarà aperta anche la Palazzina dei Quattro Pizzi, il gioiello di Casa Florio (qui per prenotare), dove nel secondo weekend, verrà allestita una mostra che si ricollegherà idealmente alla passione dal cadetto di Casa Florio, Vincenzo, per le auto. Molto suggestivi gli interni, con una fastosa decorazione cromatica e uno straordinario mobilio con intagli che sembrano ricami in legno. Lo zar di Russia Nicola I, insieme alla zarina Alessandra e alla figlia, in visita a Casa Florio nel 1845, rimase talmente affascinato da tanto splendore da voler riprodurre una sala identica a quella della torre nella sua residenza di San Pietroburgo (ve ne abbiamo parlato qui).

Ritratto di Domenico Galati di Riella

Ma questo “assaggio” del festival non prevede soltanto visite ai palazzi. Saranno aperti, infatti, anche i depositi della Gam, la Galleria di arte moderna (qui per prenotare), dove si potrà scoprire per la prima volta un ritratto affascinante di scuola Macchiaiola, firmato da Federico Zandomeneghi, che si mostra dopo il restauro promosso da Salvare Palermo. È una delle tre opere che, undici mesi prima di morire, nel 1996, la nobildonna Rosalia Galati di Riella lascia in eredità alla Gam, insieme con due pastelli di Ettore Ximenes. Il ritratto ha mostrato altre dediche, affiorate dalla tela, e una storia particolare che passa anche dal nobiluomo ritratto, Domenico Galati di Riella, avvocato, poeta e drammaturgo.

Aperto straordinariamente anche il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria (qui per prenotare), dove molti anziani palermitani hanno rivissuto il disastroso bombardamento del 9 maggio del 1943, che sarà per l’occasione raccontato. E ancora, torna l’amatissimo giro sul piper dall’aeroporto di Boccadifalco (qui per prenotare), con cui potrete ammirare la città dall’alto, per poi scendere nelle viscere della terra, visitando i qanat (qui per prenotare). Sarà aperto anche lo storico museo dell’anice Tutone (qui per prenotare) o quello del caffè Morettino (qui per prenotare), per finire con due passeggiate per salutare la Santuzza in cima a Monte Pellegrino, la prima sabato 18 (prenota qui) e la seconda domenica 19 maggio (prenota qui).

Tutte le esperienze sono prenotabili (cliccando qui) con un contributo di 5 euro per la visita guidata ai luoghi su prenotazione e 25 euro per il giro sul piper. Nel caso in cui i turni non fossero pieni, si potrà andare direttamente sul posto e partecipare alla visita guidata senza prenotazione.

Un’anticipazione del Festival, all’interno della Settimana delle Culture, con otto luoghi tutti da scoprire che racconteranno nuove storie

di Redazione

Nelle sue stanze si amarono l’ammiraglio Horatio Nelson e lady Emma Hamilton, ma vi soggiornarono anche Richard Wagner e Pietro Mascagni. Palazzo De Gregorio torna ad aprire le sue sale per un’anticipazione del Festival Le Vie dei Tesori, che torna a Palermo per due weekend, sabato 11 e domenica 12, e poi il 18 e 19 maggio, all’interno della Settimana delle Culture. Sono in tutto otto i luoghi su prenotazione che per l’occasione mostreranno tesori sconosciuti o racconteranno nuove storie.

Palazzo De Gregorio

Nel seicentesco Palazzo De Gregorio (qui per prenotare), dove vissero anche i Lampedusa, è stata allestita per l’occasione una stanza con i reperti archeologici dell’eclettico Antonio De Gregorio Brunaccini, tutti catalogati dalla Soprintendenza. Si potranno ammirare anche foto scattate con una delle primissime macchine fotografiche e parecchi spartiti. Poi, nelle sale è esposto anche un prezioso San Gerolamo di scuola caravaggesca. Il Palazzo si sviluppa attorno a un cortile interno, dominato da una fastosa fontana rocaille. Sul piano nobile, si apre il salone delle feste con il soffitto affrescato collegato alla cappella.

Palazzina dei Quattro Pizzi

Sarà aperta anche la Palazzina dei Quattro Pizzi, il gioiello di Casa Florio (qui per prenotare), dove nel secondo weekend, verrà allestita una mostra che si ricollegherà idealmente alla passione dal cadetto di Casa Florio, Vincenzo, per le auto. Molto suggestivi gli interni, con una fastosa decorazione cromatica e uno straordinario mobilio con intagli che sembrano ricami in legno. Lo zar di Russia Nicola I, insieme alla zarina Alessandra e alla figlia, in visita a Casa Florio nel 1845, rimase talmente affascinato da tanto splendore da voler riprodurre una sala identica a quella della torre nella sua residenza di San Pietroburgo (ve ne abbiamo parlato qui).

Ritratto di Domenico Galati di Riella

Ma questo “assaggio” del festival non prevede soltanto visite ai palazzi. Saranno aperti, infatti, anche i depositi della Gam, la Galleria di arte moderna (qui per prenotare), dove si potrà scoprire per la prima volta un ritratto affascinante di scuola Macchiaiola, firmato da Federico Zandomeneghi, che si mostra dopo il restauro promosso da Salvare Palermo. È una delle tre opere che, undici mesi prima di morire, nel 1996, la nobildonna Rosalia Galati di Riella lascia in eredità alla Gam, insieme con due pastelli di Ettore Ximenes. Il ritratto ha mostrato altre dediche, affiorate dalla tela, e una storia particolare che passa anche dal nobiluomo ritratto, Domenico Galati di Riella, avvocato, poeta e drammaturgo.

Aperto straordinariamente anche il rifugio antiaereo sotto piazza Pretoria (qui per prenotare), dove molti anziani palermitani hanno rivissuto il disastroso bombardamento del 9 maggio del 1943, che sarà per l’occasione raccontato. E ancora, torna l’amatissimo giro sul piper dall’aeroporto di Boccadifalco (qui per prenotare), con cui potrete ammirare la città dall’alto, per poi scendere nelle viscere della terra, visitando i qanat (qui per prenotare). Sarà aperto anche lo storico museo dell’anice Tutone (qui per prenotare) o quello del caffè Morettino (qui per prenotare), per finire con due passeggiate per salutare la Santuzza in cima a Monte Pellegrino, la prima sabato 18 (prenota qui) e la seconda domenica 19 maggio (prenota qui).

Tutte le esperienze sono prenotabili (cliccando qui) con un contributo di 5 euro per la visita guidata ai luoghi su prenotazione e 25 euro per il giro sul piper. Nel caso in cui i turni non fossero pieni, si potrà andare direttamente sul posto e partecipare alla visita guidata senza prenotazione.

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