L’arte di riciclare le stoffe

L’architetto Manuela Palermo e il grafico Irene Penzin creano magliette, vestiti, accessori e giochi per bambini, utilizzando tessuti provenienti da tutto il mondo o da abiti dismessi, una piccola fabbrica di creatività che si trova a Siracusa

di Laura Grimaldi

Non c’è ritaglio di stoffa, anche usata, che con la loro creatività e l’abilità delle loro mani non trovi nuova vita e nuovo pratico utilizzo. Scampoli di tessuto acquistati nei mercati delle città del mondo o vestiti dismessi diventano capi di abbigliamento, borse, collane, tende e anche deliziosi e innocui giochi di stoffa adatti ai più piccoli, in cui il lupo mangia solo fragole e i pesci sorridono perché sanno che nessuno li mangerà dopo essere stati pescati.

Parliamo dell’architetto Manuela Palermo e del grafico pubblicitario, sua amica, Irene Penzin (il padre è di Belluno). Le prime tre lettere dei loro cognomi sono racchiuse nel marchio PenPal che contraddistingue le loro originali produzioni. Siracusa è la loro città. La prima macchina da cucire, una Necchi, Manuela l’ha ricevuta in regalo dagli amici nel 1997, anno della laurea. La sua passione sono sempre state le borse. All’inizio le creava riutilizzando vecchie maglie e maglioni. Da due anni, con il suo marchio brevi.manu realizza borse di stoffa multi funzioni.

L’ultimo modello, Basket fabric bag, l’ha creato insieme a Irene: una colorata e utile sporta per la spesa che all’occorrenza si trasforma in cestino per il pane da portare a tavola. La titolare di un forno a Catania ne ha ordinate un centinaio per regalarle a Natale piene di leccornie.

Manuela e Irene creano insieme bluse, shirt, vestiti e anche simpatici ponci per difendersi dal freddo. Una sorta di mantello fatto di unico grande pezzo quadrangolare di tessuto con una apertura al centro per la testa e per le braccia. Pon pon di lana sui quattro angoli nella versione invernale del pon-poncho. Su quella primaverile, Manuela e Irene hanno applicato un cuoricino di stoffa riempito di pula di farro, che altro non è che l’involucro che rimane successivamente al processo di decorticazione del chicco sia di farro che di miglio.

Anche le colorate e lunghe collane di stoffa vengono riempite di pula di farro. “È un’ottima imbottitura anche per cuscini, pre-trattata, sterilizzata e anti-acaro – spiega Manuela Palermo -. Si può facilmente lavare e anche alle collane conferisce quell’effetto croustillant, ovvero croccante sotto le dita. Molto rilassante”.

Tessuti diversi e colorati da ogni parte del mondo. Lo acquistano o li ricevono in regalo dalle amiche al ritorno da un viaggio. Ogni scampolo di tessuto viene utilizzato sino all’ultimo centimetro. Da quel che avanza dopo aver realizzato un vestito o una camicetta, si crea una borsa, oppure un comodo supporto per smartphone, un motivo decorativo o una collana.

Pupazzi e animali di stoffa sono sempre stati la passione di Irene Penzin. Per la gioia dei bambini, crea giochi, anche di società, richiudibili – e quindi facili da portare con sé anche in viaggio – con dadi e pedine. “Nel nostro mondo di favola – dice Irene – il lupo mangia solo fragole e i pesci sorridono perché nessuno li mangerà dopo essere stati pescati”.

Manuela Palermo ha un profilo facebook e la trovate su Instagram anche come brevi.manu.

L’architetto Manuela Palermo e il grafico Irene Penzin creano magliette, vestiti, accessori e giochi per bambini, utilizzando tessuti provenienti da tutto il mondo o da abiti dismessi, una piccola fabbrica di creatività che si trova a Siracusa

di Laura Grimaldi

Non c’è ritaglio di stoffa, anche usata, che con la loro creatività e l’abilità delle loro mani non trovi nuova vita e nuovo pratico utilizzo. Scampoli di tessuto acquistati nei mercati delle città del mondo o vestiti dismessi diventano capi di abbigliamento, borse, collane, tende e anche deliziosi e innocui giochi di stoffa adatti ai più piccoli, in cui il lupo mangia solo fragole e i pesci sorridono perché sanno che nessuno li mangerà dopo essere stati pescati.

Parliamo dell’architetto Manuela Palermo e del grafico pubblicitario, sua amica, Irene Penzin (il padre è di Belluno). Le prime tre lettere dei loro cognomi sono racchiuse nel marchio PenPal che contraddistingue le loro originali produzioni. Siracusa è la loro città. La prima macchina da cucire, una Necchi, Manuela l’ha ricevuta in regalo dagli amici nel 1997, anno della laurea. La sua passione sono sempre state le borse. All’inizio le creava riutilizzando vecchie maglie e maglioni. Da due anni, con il suo marchio brevi.manu realizza borse di stoffa multi funzioni.

L’ultimo modello, Basket fabric bag, l’ha creato insieme a Irene: una colorata e utile sporta per la spesa che all’occorrenza si trasforma in cestino per il pane da portare a tavola. La titolare di un forno a Catania ne ha ordinate un centinaio per regalarle a Natale piene di leccornie.

Manuela e Irene creano insieme bluse, shirt, vestiti e anche simpatici ponci per difendersi dal freddo. Una sorta di mantello fatto di unico grande pezzo quadrangolare di tessuto con una apertura al centro per la testa e per le braccia. Pon pon di lana sui quattro angoli nella versione invernale del pon-poncho. Su quella primaverile, Manuela e Irene hanno applicato un cuoricino di stoffa riempito di pula di farro, che altro non è che l’involucro che rimane successivamente al processo di decorticazione del chicco sia di farro che di miglio.

Anche le colorate e lunghe collane di stoffa vengono riempite di pula di farro. “È un’ottima imbottitura anche per cuscini, pre-trattata, sterilizzata e anti-acaro – spiega Manuela Palermo -. Si può facilmente lavare e anche alle collane conferisce quell’effetto croustillant, ovvero croccante sotto le dita. Molto rilassante”.

Tessuti diversi e colorati da ogni parte del mondo. Lo acquistano o li ricevono in regalo dalle amiche al ritorno da un viaggio. Ogni scampolo di tessuto viene utilizzato sino all’ultimo centimetro. Da quel che avanza dopo aver realizzato un vestito o una camicetta, si crea una borsa, oppure un comodo supporto per smartphone, un motivo decorativo o una collana.

Pupazzi e animali di stoffa sono sempre stati la passione di Irene Penzin. Per la gioia dei bambini, crea giochi, anche di società, richiudibili – e quindi facili da portare con sé anche in viaggio – con dadi e pedine. “Nel nostro mondo di favola – dice Irene – il lupo mangia solo fragole e i pesci sorridono perché nessuno li mangerà dopo essere stati pescati”.

Manuela Palermo ha un profilo facebook e la trovate su Instagram anche come brevi.manu.

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1 Comment

  1. Ciao Alberto Mandolfo. Credo debido essere uno dei figli di Pippo. Spero di non sbagliare. Io sono Pippo Mandolfo, vivo a Caracas, Venezuela e figlio di Giovannino Mandolfo, zio di tuo padre. Interesante il lavoro dell: architetto Palermo e il gráfico Penzin. Sono fue brave imprenditrici!!

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